Arrivato all'HELLAS appena 24enne ma già frettolosamente 'scartato' dal calcio che contava Pietro FANNA fu rilanciato alla grande dalla cura BAGNOLI tanto che sulla fascia destra riscrisse i limiti dell'ala tornante ad un livello forse mai visto prima! E da quel giorno fu per tutti Pierino Turbo...

Pubblicato da andrea smarso mercoledì 4 giugno 2014 19:29, vedi , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento

Pietro Fanna
Data di nascita:23/06/1958
Luogo di nascita:Grimacco (UD)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Ala
Altezza:178 Cm
Peso:72 Kg
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE/DIRIGENTE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartite  
Venezia2001 - 2002B-Vice Allenatore 
Venezia2000 - 2001B-Vice Allenatore 
Hellas Verona1999 - 2000A-Vice Allenatore 
Hellas Verona1998 - 1999B-Vice Allenatore 

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Hellas Verona1992 - 1993B241 
Hellas Verona1991 - 1992A253 
Hellas Verona1990 - 1991B301 
Hellas Verona1989 - 1990A242 
Inter1988 - 1989A130 
Inter1987 - 1988A281 
Inter1986 - 1987A283 
Inter1985 - 1986A280 
Hellas Verona1984 - 1985A292 
Hellas Verona1983 - 1984A285 
Hellas Verona1982 - 1983A287 
Juventus1981 - 1982A211 
Juventus1980 - 1981A295 
Juventus1979 - 1980A223 
Juventus1978 - 1979A162 
Juventus1977 - 1978A132 
Atalanta1976 - 1977B354 
Atalanta1975 - 1976B202 
Giovanili UdineseFino al 1975--- 
LEGENDA: MSL=Major Soccer League (Serie A USA)/small>

REMEMBER: PIETRO 'PIERINO' FANNA E LO SCUDETTO DEL VERONA NEL 1984-85

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
Soprannominato dal popolare radiocronista veronese Roby Puliero 'Pierino Turbo', FANNA era la tipica ala tornante (erano detti così nel calcio degli anni '80 gli esterni di centrocampo che erano i primi a lanciare le manovre d'attacco ma erano anche preziosissimi per aiutare in fase di difesa) preferibilmente destra, ma capace di disimpegnarsi anche dalla parte opposta, sempre pronta ad innescare il fulmineo contropiede nell'HELLAS di quel tempo.
Giocatore generoso e atleta vero, come solo i tornanti sapevano essere dovendo correre avanti e indietro per tutta la gara, fu forse limitato dal carattere non adatto alle pressioni che nei top club possono rivelarsi insopportabili anche ai più grandi fuoriclasse.
Pietro arrivò alla corte di BAGNOLI come 'scarto' della JUVE (al pari di GALDERISI e altri compagni di quegli anni) e, sotto la guida di un grande maestro ed un fine intenditore del calcio e dei suoi interpreti quale l'Osvaldin de la Bovisa era, trovò nell'ambiente di provincia la sua 'età dell'oro'...

TROPPO 'ACERBO' PER LA JUVE
Dalle giovanili dell'UDINESE arriva 17enne nel vivaio dell'ATALANTA (che praticamente da sempre sforna i migliori prospetti del calcio italiano) e si rivela subito importante mettendo insieme la bellezza di 20 presenze e 2 gol in Serie B: Il talento è 'sbocciato' e nella stagione successiva trascina i bergamaschi alla promozione in Serie A da titolare inamovibile e conquista anche una maglia fissa con l'Under 21 azzurra, naturale che la 'Vecchia Signora' regina del mercato italiano si interessi a lui.
Nell'annata '77-'78 Pierino viene ingaggiato dai bianconeri che per tre anni cercano di cambiarne le caratteristiche facendolo giocare addirittura come seconda punta, il carattere del calciatore fa il resto e quegli anni si rivelano per FANNA davvero difficili tra il peso ogni giorno maggiore di paragoni importanti (fu presentato come il nuovo CAUSIO) e un allenatore (TRAPATTONI) che fra tanti campioni consacrati lo vedeva come uno di cui poter fare tranquillamente a meno.
Le cose sembrano cambiare nella stagione '80-'81 quando il calciatore mette insieme diverse presenze ma sopratutto nella stagione successiva quando, con qualche gol e un bel po' di assist, contribuisce alla vittoria del campionato.


IL TRIENNIO A VERONA E LA CONQUISTA DELLA NAZIONALE
Nell'estate dell'82, per un miliardo e mezzo del vecchio conio e quattro trofei conquistati a Torino senza mai essere vero protagonista, Pierino passa all'ambizioso HELLAS dove mister BAGNOLI sta già interrando quei semi che produrranno lo scudetto tre anni dopo.
Lo schema era semplice ma efficace: 4-4-2 aggressivo con un portiere (GARELLA) in stato di grazia permanente, difesa implacabile ma propositiva con la spinta di MARANGON terzino fluidificante sulla mancina e TRICELLA, tra i più grandi interpreti nel ruolo di libero moderno capace di controllare la fase difensiva dei compagni ma anche di impostare sul 'cervello' DI GENNARO o di innescare, come anticipato, le micidiali ripartenze di FANNA che poi sceglieva di crossare al centro invitando alla conclusione le punte, mettere palla al limite per le potenti bordate dal limite di BRIEGEL oppure di tentare la sortita personale...
Dopo un annata in gialloblù il tornante conquista la prima convocazione e via via più spazio anche nella Nazionale maggiore con la quale giocherà per 14 volte tra il 1983 ed il 1985.

ALL'INTER DA CAMPIONE D'ITALIA
Anni incredibili e ricchi di emozioni con la casacca scaligera dove FANNA si rivela per il campione che è, l'INTER lo vuole a Milano insieme a MARANGON ed il tornante viene ceduto per quasi tre volte e mezzo il prezzo d'acquisto.
Le premesse sono buone ma Pierino Turbo mica è fatto per i grandi palcoscenici: Il quadriennio milanese si chiude per lui con la conquista di un altro scudetto con la grandissima INTER del 'Trap' arrivato un paio d'anni ma Pietro gioca a sprazzi, altra cosa rispetto a Verona squadra e città...

IL RITORNO ALL'HELLAS
Pietro torna 31enne in gialloblù ma del VERONA che aveva lasciato ritrova solo il vecchio allenatore in panchina ed una squadra rapidamente calata dopo l'exploit tricolore sia in tasso tecnico che in disponibilità economiche: Quasi inevitabile (persino per un mago come BAGNOLI) la retrocessione a fine stagione con una squadra nettamente inferiore a quasi tutte le altre che solo all'ultima giornata a Cesena si arrese all'ineluttabile.
FANNA ritornerà subito nella massima Serie con gli scaligeri al termine del campionato successivo ma, nonostante le illusioni e gli investimenti della famiglia MAZZI nel portare in riva all'Adige il promettentissimo RADUCIOIU (rivelatosi poi ahinoi tanto bravo a crearsi le occasioni quanto a sciuparle) ed il fuoriclasse STOJKOVIC (sempre 'rotto'), retrocederà di nuovo quasi come in una catarsi a riflettere le 'montagne russe' che hanno costellato la sua carriera che chiudera con l'HELLAS al termine della stagione '92-'93

Qui trovate una delle tante pagine Facebook dedicate al calciatore [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]
ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =
  • Enrico Ruggeri racconta Osvaldo Bagnoli e il miracolo dell'Hellas Verona: Enrico Ruggeri per la puntata odierna de "Il Falco e il Gabbiano" in onda dalle 15.30 su Radio 24, intervista l'ex centrocampista del Verona Pietro Fanna ripercorrendo la storia di Osvaldo Bagnoli storico mister dell'Hellas vincitore dello scudetto nel 1985
  • Pierino ricorda la seconda 'fatal Verona', in campo c'era anche lui 'Mi ricordo che il Milan ci stuzzicava, in primis van Basten che si mise a provocare Lo Bello che, a sua volta, forse non aspettava altro. Lui ha fischiato quello che ha visto'...
  • L'Hellas 2012-2013? Simile al mio dei primi anni '80... Così la vede FANNA che spiega «Questo Verona somiglia al primo Verona di Bagnoli, dove arrivai anche io dalla Juve. Era un gruppo che nasceva dalla B e forse un po' prima. Eravamo in 5-6 a portare esperienza e si creò un gruppo che arrivò quarto in classifica. Questa squadra ricorda la mia in questo aspetto. Ora, centrare un posto in Europa è difficilissimo, l'obiettivo dopo tanti anni di purgatorio è la salvezza»
  • Commentatore a 'Radio Hellas' nella stagione 2012-2013 ma per il buon Pierino non è certamente nuova questa esperienza dato che affiancava il telecronista di 'Radio Easy Network' nel 2008 in C1 nell'unica stagione in cui una radio diversa dalle storiche 'Radio Verona' e 'Radio Adige' sia riuscita a 'soffiare' i diritti radiocronistici sulle gare disputate dagli scaligeri
  • Con PRANDELLI nel bene e... 'nel male' FANNA allenò a lungo nelle giovanili scaligere per poi diventare il vice dell'attuale CT della Nazionale azzurra che ai tempi era allenatore del VERONA; quando Claudio, in aperta polemica con GB PASTORELLO, abbandonò quell'HELLAS per andare al VENEZIA in cadetteria alla fine dell'annata 1999-2000 Pierino lo seguì 'tradendo' le aspettative dei tifosi gialloblù che in ogni caso mai potranno portare rancore all'ala che così tanto ha dato ai colori che amiamo...
  • Profezia Scudetto Pierino 'Turbo' ha sempre esaltato il clima che si respirava nella squadra che nell'annata '84-'85 sorprese le squadre più forti del calcio italiano (e mondiale visto che in quegli anni in Serie A venivano a giocare le stelle più splendenti del calcio) «Eravamo un gruppo molto unito» ricorda Pietro Fanna in un articolo de L'Arena «Ci sono vari aneddoti che potrebbero testimoniarlo. Il più curioso è certamente quello relativo al Capodanno trascorso da ben 13-14 giocatori di quel Verona a Cavalese. In quell'occasione il gruppo parlò per la prima volta apertamente di scudetto. Personalmente in quella circostanza mi lasciai scappare anche un sibillino: "Sarà il nostro anno”. Fu una giusta intuizione»
  • Due gol fondamentali nell'anno dello scudetto, pesantissimo in termini di punti ma anche di morale quello che segnò alla già retrocessa LAZIO al 'Binti' che fino al 72° era riuscita a bloccare il VERONA
  • Legatissimo alle 'sue' donne Pierino passava i Lunedì di riposo con la moglie Laura e le figlie oppure tornando a casa dalla madre, la nonna e le sorelle che in Friuli lo ritempravano
  • Suo figlio Marco ha seguito le orme paterne come centrocampista nelle giovanili scaligere per poi giocare al PARMA, al PORTOGRUARO, alla REGGIANA e in squadre di categoria minore...

Pietro Fanna
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Pietro Fanna (Grimacco, 23 giugno 1958) è un ex calciatore italiano, di ruolo ala.
È uno dei 5 calciatori italiani (insieme a Giovanni Ferrari, Sergio Gori, Aldo Serena e Attilio Lombardo) ad aver conquistato lo scudetto con tre società differenti

Caratteristiche tecniche
Ala destra in grado di svariare su ambo i fronti del campo Era dotato di tecnica, velocità e fantasia.
Negli anni alla Juventus fu utilizzato anche come seconda punta, pur non essendo quello un ruolo adatto alle sue caratteristiche. Rese al meglio in compagini di medio livello, dove poteva essere spesso coinvolto nel gioco della squadra, mentre soffrì molto a causa del suo carattere la pressione delle grandi piazze

Carriera da giocatore
- Club
Arrivato all'Atalanta a diciassette anni, Fanna esordisce nella serie cadetta con 20 presenze e due gol. Nella stagione 1976-1977 l'ala friulana è una pedina fondamentale della squadra[5][3] e ottiene la promozione con i bergamaschi.
Nel 1977 approda alla Juventus. Fanna nei primi tre anni non si esprime al meglio, penalizzato da ruoli non adatti alle sue caratteristiche e anche dal suo carattere introverso.[4] Nelle stagioni 1980-1981 e 1981-1982 trova spazio tra i titolari e contribuisce con alcuni gol e numerosi assist[3] alla conquista dello scudetto. Nell'annata successiva si ritrova di nuovo in panchina: passa quindi all'Hellas Verona, squadra neopromossa, a cui viene ceduto per la cifra di un miliardo e mezzo.[4] Due anni dopo con l'Hellas Verona conquista uno storico scudetto.
Nei suoi anni a Verona, Fanna rappresenta un'importante pedina tattica nello sviluppo del contropiede, creando gli spazi e i presupposti per una rapida ripartenza senza palla da parte di Roberto Tricella. La scelta di tempo di questi due giocatori determinava lo spostamento e l'inserimento di un compagno che finalizzava l'azione.[3]
Nell'estate del 1985 passa all'Inter per 5,2 miliardi di lire.[6] Nel 1988-1989, con 13 partite[7], è uno dei comprimari nello scudetto dei record[8] vinto sotto la guida di Giovanni Trapattoni.
Nella stagione 1989-1990 torna al Verona di Osvaldo Bagnoli che finisce il campionato con la retrocessione in Serie B. L'anno dopo riconquista la Serie A. Nella stagione 1991-1992 il Verona retrocede di nuovo in B e al termine dell'annata successiva Fanna lascia l'attività agonistica.

- Nazionale
Nel 1977 esordisce nella Nazionale Under-21. Con la Nazionale maggiore totalizza 14 presenze.

Carriera da allenatore
Si è occupato del settore giovanile veronese per qualche anno e, con l'arrivo di Cesare Prandelli nell'estate 1998, è stato allenatore in seconda. Seguì poi Prandelli al Venezia.

Palmarès
Campionato italiano: 5
- Juventus: 1977-1978, 1980-1981, 1981-1982
- Hellas Verona: 1984-1985
- Inter: 1988-1989

Coppa Italia: 1
- Juventus: 1978-1979

FONTE: Wikipedia.org


NEWS
Fanna: “Verona, vittoria fondamentale”
L’ex gialloblù: “Boccata d’ossigeno anche per Pecchia”

di Redazione Hellas1903, 26/11/2017, 09:42

Pierino Fanna commenta a Radio Tmw la vittoria del Verona a Reggio Emilia con il Sassuolo.
“Il momento era delicato, la classifica era deficitaria, quindi è una vittoria che dà morale ai calciatori. È un risultato importante, al di là di chi ha fatto gol è una vittoria fondamentale perché in questo momento questo risultato può rivelarsi determinante visto le prossime gare in calendario. È chiaro che i tre punti danno morale e danno classifica, soprattutto tengono la squadra agganciata alle squadre che sono più avanti. In Serie A fare risultati non è facile, soprattutto quando manchi di tranquillità come il Verona. È sicuramente una boccata d’ossigeno anche per l’allenatore”.

FONTE: Hellas1903.it


Il grande cuore degli ex gialloblù
novembre 18, 2017

Clownterapia ai ragazzi del Cerris con Piero Fanna e Chicco Guidotti… che gioia.. Questo il commento e la foto pubblicati sui social dall’ex gialloblù, Antonio Terracciano.

FONTE: HellasLive.it


NEWS
Fanna: “Verona con le ali. Finalmente”
Piero: “Scelta giusta. Verde ha qualità, caratteristiche diverse rispetto a Fares”

di Redazione Hellas1903, 03/11/2017, 10:31

Piero Fanna, leggendaria ala dell’Hellas e bandiera gialloblù, parla del nuovo modulo adottato da Fabio Pecchia, intervistato dal “Corriere di Verona” oggi in edicola.
Dice Fanna: “Scelta necessaria e che avrebbe dovuto essere fatta già nelle prime giornate di campionato. Comunque adesso è stata presa questa strada, che è la più indicata per dare compattezza all’Hellas. Soprattutto sulle corsie laterali si nota un approccio diverso e utile”.

Continua Piero: “Verde e Fares? Hanno caratteristiche diverse e non assimilabili. Verde, secondo il mio giudizio, è un giocatore più formato e con maggiore qualità nella ricerca della porta. Supplisce con la tecnica a qualche carenza sul piano fisico. Si tratta di un giocatore molto importante per la scacchiera tattica di questo Verona“.

FONTE: Hellas1903.it



Verona - L'opportunità di conoscere in prima persona la storia del Verona da chi ne ha scritto pagine importanti: gli ex gialloblù scudettati Pierino Fanna e Silvano Fontolan sono infatti stati ospiti a dell'Hellas Club, una delle aree Lounge della zona est del Bentegodi, per assistere Hellas Verona-Inter.

Una partita particolare, anche perché nel corso della propria carriera entrambi hanno vestito anche la maglia nerazzurra. Tanti sorrisi e foto, tra un aneddoto e l'altro all'interno di una location esclusiva per vivere alla grande il match day. A disposizione dei tifosi anche la Fan Area e tante altre soluzioni per accogliere, con servizi diversi, tifosi e appassionati che vogliono vivere un'esperienza al Bentegodi a 360°.

FONTE: HellasVerona.it


NEWS
Fanna sul Verona: “Mancano giocatori da Serie A”
L’ex gialloblù: “Serviva qualche certezza in più”

di Redazione Hellas1903, 18/09/2017, 21:13

Pietro Fanna, ex giocatore del Verona tra il 1982 e il 1985 e tra il 1989 e il 1993, ha parlato in esclusiva ai microfoni del portale www.tuttomercatoweb.com sulla difficile situazione della squadra di Pecchia.
Così l’ex centrocampista: “L’inizio in effetti è stato molto negativo, i ko sono stati particolarmente pesanti, sono sconfitte che lasciano il segno. Il Verona prende gol e troppo facilmente. C’è qualcosa che non quadra. Qualche giocatore è fuori forma anche perché non gioca da troppo tempo. La serie A è la serie A… Il calciomercato gialloblù? Serviva qualche certezza in più. Nel calcio ci sono giocatori di A e di B. La squadra andava puntellata con 2-3 giocatori di un certo livello, integri ed efficienti. L’inizio di campionato è stato quasi proibitivo, ma visti i gol presi mi vengono parecchi dubbi”.
Non manca poi una domanda su Giampaolo Pazzini, escluso dall’unidici titolare in tre gare su quattro: “Non vivo la situazione dall’interno, però non riesco a capire come un giocatore che ha portato la squadra in A con i suoi gol possa restar fuori. Oltretutto è esperto ed è una punta vera. Peraltro non ci sono neanche alternative. In generale, poi, quando manca serenità nello spogliatoio per una provinciale diventa ancor più complicato”.

NEWS
Fanna su Pazzini: “Insostituibile, ma se non gioca…”
La bandiera gialloblù: “È un leader, non so come potrebbe essere rimpiazzato”

di Redazione Hellas1903, 29/08/2017, 08:29

Piero Fanna, grande bandiera gialloblù, parla della vicenda Pazzini, interpellato in proposito dal “Corriere di Verona” oggi in edicola.
Dice:”Pazzini è stato protagonista e leader della squadra nella stagione della promozione. Ha trascinato il Verona sul piano tecnico e morale. Non capisco questa scelta. Escluderlo in questo modo è molto rischioso. Se le condizioni sono queste, non è per nulla improbabile la sua cessione. Resta da vedere come potrebbe essere rimpiazzato. Pazzini, invece, deve essere una certezza per il Verona. Lo ritengo insostituibile”.

FONTE: Hellas1903.it


CALCIO
A lezione di calcio dall’ala Pierino Fanna
Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

di Redazione - 31 maggio 2017 - 16:58

Nella bellissima cornice di Arco di Trento, nel corso del Torneo B. Viola, all’interno dell’iniziativa denominata dagli organizzatori “Calcerò” a cui hanno preso parte volti noti del panorama calcistico nazionale, ho avuto l’occasione di conoscere meglio Pierino Fanna, uno dei cinque calciatori italiani (insieme a Giovanni Ferrari, Sergio Gori, Aldo Serena e Attilio Lombardo) ad aver conquistato lo scudetto con tre società differenti. Cordiale e disponibile come nel suo carattere, non ha voluto sottrarsi ad alcune domande rivoltegli dalla folta platea accorsa comprese le nostre.
Partiamo da qui. L’Atalanta manco a dirlo è in finale: cosa può dirci del suo passato con la Dea?

«Ricordo che sono arrivato a Bergamo da Grimacco (Udine) a soli 14 anni e che sono andato via a 19 anni, dopo tre stagioni di settore giovanile e due di prima squadra in Serie B. È stata un’esperienza importante ed ho grandissima riconoscenza per la società che mi ha lanciato e mi ha costruito. Prima come uomo e poi come calciatore, la linea di allora come quella odierna è sempre stata quella di trasmettere valori importanti e persone che mi hanno fatto crescere. In quell’Atalanta c’erano uomini come i Bortolotti, Brolis, Previtali e Morotti oltre ad allenatori come Magistrelli, Moro e Titta Rota. Veramente una palestra di vita».

Quali sono i ricordi particolari legati alle vicende di campo?
«Non ho fatto molti gol, lavoravo tanto sulla fascia. Il primo anno di serie B segnai una rete contro il Piacenza nell’ultima gara del 1975/1976, mentre nel settore giovanile con gli allievi arrivammo a giocarci per due volte il titolo italiano e, in particolare, quella finale persa contro la Juventus mi è rimasta proprio sullo stomaco. Non c’è un momento o un ricordo specifico, sono stati 5 anni bellissimi perché, grazie all’Atalanta, sono diventato calciatore e ho fatto quello che sono riuscito a fare nel calcio in carriera».

Qualche aneddoto?
“Eccola qui, la curiosità: ho giocato con Antonio Percassi. Nel giorno dello spareggio di Genova contro il Cagliari, 82 bus di tifosi bergamaschi al seguito, fu proprio lui a mettere al centro il pallone per la prima rete di Rocca”.

Ma com’era Percassi sul terreno di gioco?
«Il presidente Percassi in campo? Il classico stopper vecchio stile, badava molto al sodo e anche se qualche volta qualche finta non la capiva badava sempre al sodo ed era tremendamente efficace. Concentratissimo sull’avversario, una persona splendida sotto l’aspetto umano ed un compagno con cui ho condiviso belle emozioni: nello spareggio di Genova contro il Cagliari eravamo in campo assieme. Era il 29 giugno 1977, una grande vittoria firmata da Rocca e Scala nel giro di tre minuti».

Come è proseguita poi la sua carriera?
“Ero un’ala funambolica in grado di giocare sia a destra che a sinistra (così mi avevano costruito proprio sui campi di Zingonia) e per questo passai alla Juventus nel 1978. In carriera ho in seguito vestito anche le maglie di Inter e Verona e, proprio con i gialloblù, ho scritto una delle pagine più belle della storia dell’Hellas contribuendo in modo determinante alla conquista dello scudetto del 1984/1985( stagione dell’esordio in Nazionale proprio a Verona, contro la Cecoslovaccia, il 7 aprile del 1984). In totale, sono ben 5 i titoli italiani che conquistato: tre con la Juventus, uno con il Verona e uno con l’Inter di Trapattoni”.

Come è stato il suo ritiro dal calcio giocato?
“Mi sono occupato del settore giovanile veronese per diversi anni, per assumere con l’arrivo di Prandelli nell’estate 1998, il ruolo di secondo allenatore. Prandelli dopo aver ottenuto una promozione e una tranquilla salvezza, regalando un calcio offensivo e assai piacevole, ha lasciato la panchina del Verona in aperta polemica nei confronti della presidenza e decisi (sbagliando) di seguirlo a Venezia. Il nostro rapporto si è chiuso nel 2002 quando Cesare si è trasferito al Parma. Poteva consolidarsi meglio, la nostra partnership professionale, ma non è andata così. Diciamo che Verona ci ha unito e Venezia ci ha diviso. Come succede a tanti colleghi nel nostro ambiente… Oggi la mia attività è tranquilla e senza grosse pressioni. Mi prendo tutto il tempo che mi serve per godermi la vita e gestire le mie passioni. Ho fatto delle scelte e non sono più dentro al mondo del calcio anche se continuo a seguire tutto molto da vicino. Da alcuni anni lavoro per la Radio Ufficiale dell’Hellas Verona, commento le partite e seguo sempre le vicende dei gialloblù. Mi piace e mi diverto”.

Lo ha letto il bel libro di Furio Zara (‘Ma è successo davvero?‘) dedicato a quell’incredibile impresa dello scudetto veronese (Leicester docet)?
«Solo delle parti, ma devo dire che mi è piaciuto tantissimo. Quando Zara parla di me e della mia infanzia in particolare, ha davvero centrato il punto e ancora mi chiedo come sia entrato in possesso di certe informazioni… Ha fatto un lavoro giornalistico ragguardevole”.

Un ritaglio della memoria ex novo risalente a quel magico 1985 ce l’ha in testa?
«Più che un flash, un nome. Uno solo: quello di Bagnoli. Osvaldo fu un secondo padre per me; anche perché mi rigenerò nel periodo più difficile della mia carriera (1982 circa) e – con lui – vinsi per tre volte di fila il titolo di ‘miglior ala italiana’. E conta che in quel periodo c’erano anche Causio, Bruno Conti, il primo Donadoni, ecc. Un Mister così me lo sarei tenuto stretto tutta la vita. Invece mi accordai con l’Inter e, fin da allora, continuo a prendermi le mie responsabilità in tale operazione di mercato. Il successo ottenuto fu il parto della sua bravura mostruosa, del suo essere un po’ mister e un po’ psicologo. E poi avevamo due soli stranieri da gestire: i grandissimi Elkjaer e Briegel. Al giorno d’oggi te ne ritrovi minimo dieci/dodici per squadra e la faccenda si complica terribilmente…»

All’Inter, nel 1987, ritrovò in panca Giovanni Trapattoni che l’ aveva già allenato alla Juventus per cinque lunghe e contraddittorie stagioni.
«Il mio col Trap fu un rapporto di odio/rispetto reciproco. Io gli ho sempre dato tutto me stesso come giocatore, ma lui aveva la sua mentalità. Il suo ‘vestito giusto’ per ogni occasione. Dalla Juve non potevo muovermi per ragioni contrattuali ma, quando Trapattoni firmò per l’Inter, io diedi subito alla società milanese la mia disponibilità a trasferirmi altrove. Il Trap si oppose, mi disse che avrei giocato a lungo con lui. Solo che quando eravamo in vantaggio durante le partite, il primo che faceva uscire – per mettere dentro un mediano o un difensore aggiunto – ero sempre io!»

I Fanna – queste benedette ali che saltano l’uomo e creano assist al bacio – esistono ancora nel calcio moderno?
«Forse stanno lentamente tornando visto che oggi abbiamo gli Iturbe, i Candreva, i Cuadrado ecc. Gente che di suo apre le maglie avversarie ma che, per me, non sa giocare larga sulle fasce laterali. Saltare l’uomo lungo la riga bianca era una libidine in quegli anni ’80. Io, ad esempio, mi divertivo da matti…»

Nostalgia? Rimpianti?
“Nessuno. Il segreto è dare il meglio in quello che si fa, quando lo si fa, e accettare con serenità che ogni cosa ha un inizio e una fine. Io ho sempre fatto quello che volevo, sin da piccolo: ho stemperato le mie debolezze e le preoccupazioni grazie al calcio. Lo stop non è stato traumatico, mi sono distaccato pian piano. Mi mancano un po’ gli allenamenti, quello sì: ho il movimento nel dna, mi piace faticare. Ma appena posso scappo in Lessinia con gli sci di fondo o mi concedo una decina di chilometri di corsa, sul lungadige, fino alla diga del Chievo e ritorno”.

La riconoscono?
“Se tolgo il cappellino sì; i ragazzini mi chiedono ancora gli autografi. Fa piacere, mi è sempre piaciuto lavorare con i giovani. Sto pensando di aprire una scuola calcio, avrei voglia di educare i ragazzi attraverso lo sport, far capire loro che per raggiungere un obiettivo ci vogliono impegno e sudore. Ma se mi offrissero di spostarmi chissà dove per allenare, direi no. Ora la mia vita è più lenta, più serena, all’insegna di una frase che tanto mi piaceva, che quando l’ho sentita da qualche parte l’ho appuntata e che recita: ‘Non farti togliere la libertà. Perderesti dignità, serenità, onestà'”.

FONTE: IVG.it


NEWS
Fanna: “Verona, sei forte. Ma stai attento”
Piero: “Hellas in forma, Cesena tranquillo, però i gialloblù non diano nulla per scontato”

di Redazione Hellas1903, 18/05/2017, 11:14

Intervistato da “La Gazzetta dello Sport” oggi in edicola, Piero Fanna, leggenda gialloblù, parla della gara del Verona con il Cesena, decisiva per il ritorno in Serie A dell’Hellas.
Dice il Turbo: “Al Verona manca un punto per essere promosso e sono fiducioso. Ha motivazioni fortissime e viene da una trafila di risultati favorevoli e di partite ben giocate. Il Cesena è già al sicuro, sarà fondamentale tuttavia non dare nulla per scontato e non sottovalutare l’impegno, altrimenti c’è il rischio di andare incontro a pessime sorprese”.

NEWS
Fanna: “Romulo deve dare di più”
Piero: “Adesso tocca a lui fare la differenza”

di Redazione Hellas1903, 07/04/2017, 08:10
Intervistato dal “Corriere di Verona” oggi in edicola, Piero Fanna, bandiera gialloblù, parla di Romulo, apparso in netto calo di forma nelle ultime giornate.
Spiega l’ex giocatore dell’Hellas: “Se le difficoltà sono di atteggiamento, spetta all’allenatore prendere delle decisioni e, all’occorrenza, mettere al suo posto un altro ragazzo”.
Continua Fanna: “Questo è il momento in cui è determinante che torni a esprimere le qualità che gli sono riconosciute e che gli appartengono. Deve fare la differenza”.

NEWS
Fanna avverte: “Verona, attento a Caracciolo: ti ha già segnato”
Il Turbo: “Realizzò due gol tre anni fa all’Hellas: massima attenzione per fermarlo”

di Redazione Hellas1903, 07/10/2016, 18:46

Piero Fanna avverte il Verona, servirà una totale concentrazione per bloccare Andrea Caracciolo, l’uomo più pericoloso del Brescia.
Il Turbo, leggenda gialloblù, in vista della gara di domenica parla con il Corriere di Verona e ricorda, a proposito del centravanti dei lombardi: “Tre anni fu lui a siglare una doppietta a Verona, l’Hellas rischiò di perdere la partita, poi fu eccezionale a rimontare e a vincere per 4-2. In quell’occasione Caracciolo fu spietato, punì ogni incertezza gialloblù. “

INVITATO SPECIALE
Fanna: “Verona sei forte, tra poco puoi passare in testa”
L’ex gialloblù: “I rigori per l’Hellas? C’erano entrambi”

di Deborah Todeschini, 26/09/2016, 19:05

Pietro Fanna, presente ieri al Bentegodi per Verona-Frosinone, parla a Hellas1903.it del match e delle prospettive del Verona in campionato.

Che impressione le ha fatto la squadra?
“Era la prima volta che venivo allo stadio in questa stagione, tutti mi avevano parlato molto bene del nuovo Verona e non posso far altro che concordare. La prima impressione è ottima: la squadra è molto ben calata nella serie B, dove prima viene la quantità e poi la qualità. La partita è stata ben interpretata e combattuta e colpo su colpo, la mentalità è quella giusta”.

Parliamo dei due rigori molto contestati dal Frosinone
“Il primo rigore c’era, l’ho riguardato e la mano devia effettivamente un pallone che era diretto in porta, sul secondo il direttore di gara è stato più generoso anche se il contatto c’era sicuramente”.

Come vede la serie B di quest’anno? Il Verona è tra le favorite?
“Come dicevo, la B deve essere interpretata nel modo giusto per non rimanere delusi, dopo la retrocessione è naturale e giusto desiderare il riscatto. I veterani sicuramente, ma anche i nuovi acquisti mi sono molto piaciuti e mi fanno ben sperare. Entusiasmo che hanno però anche le neopromosse, che quest’anno sono molto forti, e forse sono quelle che possono dare qualche problema. Sono comunque ottimista, Pecchia ha dimostrato di avere molti assi nella manica. Il Verona per me ha tutte le carte in regola per fare un campionato da protagonista, e per come l’ho visto io magari tra tre domeniche potremmo anche essere in testa”.

Nicola Corrent, vice di Pecchia, è uno dei pochi veronesi presenti nel Verona. Pensa che il suo ruolo possa essere importante?
“Sicuramente è una presenza positiva, mi sembra che tutti stiano lavorando con entusiasmo e che il gruppo sia molto unito ma un veronese fa certo piacere: oggi, come è naturale, con la globalizzazione scarseggiano addirittura gli italiani nelle squadre”.

Ci sono eventuali lati negativi che le pare opportuno segnalare?
“Di propriamente negativo non ho visto nulla, forse solo una difesa un po’ sguarnita, come è normale per una squadra che di per sé punta molto sull’attacco e in cui anche a centrocampo tutti mirano ad aggredire più che a difendere. Per il futuro consiglio un maggior filtro a centrocampo per proteggere la difesa, in modo da agevolare le ripartenze e da scongiurarne eventuali da parte degli avversari”.

NEWS
Fanna su Viviani: “Resti e si riprenda la A col Verona”
La bandiera gialloblù: “Anche lui deve riscattare una stagione fallimentare”

di Redazione Hellas1903, 28/07/2016, 16:01
Piero Fanna, storica bandiera e leggenda dell’Hellas, parla, intervistato dal “Corriere di Verona” oggi in edicola, della situazione di Federico Viviani, in bilico tra la permanenza in gialloblù e il trasferimento in un club di Serie A.
Dice Fanna: “Resti e si prenda una grande rivincita. Anche lui, come tutti gli altri componenti della rosa del Verona della scorsa stagione, viene da un’annata che ha avuto un esito fallimentare. Ragiono alla mia maniera: ero uno che, quando qualcosa andava storto in un campionato, scalpitava per riscattarsi. E per farlo nella squadra in cui le cose non erano andate bene”.
Continua Fanna: “Non credo che una stagione in più in Serie B possa danneggiare Viviani. Anzi, può persino rafforzarlo. Tuttavia spetta a lui guardarsi dentro e capire che cosa voglia fare. La testa è fondamentale: se non è convinto di rimanere è meglio che vada altrove”.

FONTE: Hellas1903.it


Enrico Ruggeri racconta Osvaldo Bagnoli e il miracolo dell'Hellas Verona
Enrico Ruggeri per la puntata odierna de "Il Falco e il Gabbiano" in onda dalle 15.30 su Radio 24, intervista l'ex centrocampista del Verona Pietro Fanna ripercorrendo la storia di Enrico Bagnoli storico mister dell'Hellas vincitore dello scudetto nel 1985

La Redazione
10 giugno 2016 14:19
Enrico Ruggeri racconta Osvaldo Bagnoli e il miracolo dell'Hellas Verona

Osvaldo Bagnoli, ex allenatore che nel 1985 ha portato il Verona a vincere lo scudetto, il protagonista della puntata di oggi, venerdì 10 giugno, de Il Falco e il Gabbiano in onda alle 15.30 su Radio 24, in cui interverrà l’ex centrocampista del Verona Pietro Fanna. Tutto iniziò nel lontano 1981 e in quattro anni Bagnoli riuscì a portare il Verona dal rischio della retrocessione in serie C alla vittoria del massimo campionato italiano di calcio: la serie A. Con un’intervista all’ex centrocampista del Verona Pietro Fanna, Enrico Ruggeri racconta a Il Falco e il Gabbiano in onda dalle 15.30 di oggi su Radio 24 la storia di Osvaldo Bagnoli.

Il calcio moderno ci ha ormai abituati a presidenti milionari, petrolieri incalliti, emiri e sultani da ogni parte del mondo che comprano squadre di calcio che poi rinforzano comprando i migliori giocatori. Spesso però, come dimostra la storia, ai loro investimenti non corrispondono i risultati sperati. Succede così che squadre meno ricche, meno titolate, con giocatori che rientrano nella media, stupiscono il mondo vincendo campionati e coppe. L'esempio lo abbiamo avuto con il Leicester di Ranieri, ma prima delle volpi blu “ci sono stati altri miracoli di quel genere, uno proprio in Italia”, afferma Enrico Ruggeri nel video in cui lancia la puntata de Il Falco e il Gabbiano in onda oggi alle 15.30 su Radio 24.


“Era il 1985 – racconta Ruggeri – e un uomo porta una dozzina, quattordici al massimo, di giocatori a vincere uno scudetto storico”. Quell’uomo era Osvaldo Bagnoli e la squadra era il Verona: una squadra di provincia che nel 1985 conquistò a sorpresa lo scudetto, battendo tutte le grandi. Dopo un anno nella prima squadra del Milan, Osvaldo Bagnoli viene ceduto al Verona che gioca in serie B. Lì conosce una ragazza e qualche anno più tardi si sposa. Così, anche se lui dopo tre stagioni in gialloblu si trasferisce a Udine, Verona rimane comunque la sua città. Dopo Udine passa al Catanzaro, poi Spal e di nuovo Udine. Bagnoli continua a giocare in diverse squadre fino alla stagione 1967-68 quando a 32 anni, a causa di un incidente stradale in cui è rimasto infortunato, medita il ritiro dal calcio. Dopo un periodo a Verbania passato nel doppio ruolo di giocatore e allenatore, nel 1973 decide di chiudere con il calcio giocato.

Appese le scarpe al chiodo, Bagnoli incomincia la carriera da allenatore. Inizia con l’allenare la Solbiatese in serie C per poi diventare allenatore in seconda di Pippo Marchioro al Como, dove la squadra conquista la promozione in serie A. Bagnoli è il trait d'union tra l’allenatore e i giocatori e questo gli permette di sviluppare un rapporto paterno del quale i giocatori sono molto contenti. Uno stile che diventa il suo personale quando dopo due stagioni al Cesena, e una storica promozione in Serie A, riceve una telefonata da Celestino Guidotti, presidente del Verona che è nel campionato cadetto. Lui sta rivoluzionando la squadra e gli serve un allenatore che sappia creare un gruppo unito e compatto. Per Bagnoli è l'occasione giusta per tornare a casa.

FONTE: VeronaSera.it


NEWS
Fanna: “Pecchia-Verona, forti motivazioni”
La bandiera gialloblù: “Ci si aspettava un allenatore più esperto, ma la decisione non è forzata”

di Redazione Hellas1903, 04/06/2016, 14:48

Piero Fanna, bandiera gialloblù, all’Hellas dal 1982 al 1985 e dal 1990 al 1993, commenta, intervistato dal “Corriere di Verona”, la scelta del club di via Belgio di puntare su Fabio Pecchia come tecnico per la prossima stagione.

Dice Fanna: “Il Verona ricomincia daccapo e lo fa partendo da un nome che è uscito a sorpresa. Non c’è da nascondere il fatto che più di qualcuno si attendesse un profilo più navigato. Ma questo non significa che la decisione sia stata frettolosa o forzata. Un giovane emergente come Pecchia avrà grandi motivazioni: essere all’Hellas è un’opportunità unica. Dovrà calarsi immediatamente nella realtà del Verona e in quella della B, che non fa sconti”

FONTE: Hellas1903.it


ALTRE NEWS
Fanna: “Il mio Verona era composto da scarti di lusso di Fiorentina e altre squadre”
Fanna parla del paragona tra il Verona e il Leicester

di REDAZIONE VN, 13/05/2016, 16:41

L’ex centrocampista Pietro Fanna, intervenuto a TMW Radio ha parlato del suo Hellas Verona. “Come il Leicester? Noi eravamo considerati degli scarti di lusso, arrivavamo da Fiorentina, Juventus, Torino… ci sceglievano in base a queste caratteristiche e non ai fatturati. La società aveva mantenuto bene l’ossatura dello spogliatoio, centrando gli stranieri – ce n’erano solo due – e abbiamo chiuso il cerchio così”.
REDAZIONE VN

FONTE: ViolaNews.com


CALCIOMERCATO
Fanna: "Mentalità vincente caratterizza da sempre la Juventus. In Italia nessuno all'altezza dei bianconeri"
03.05.2016 13:50 di Redazione TuttoJuve Twitter: @Tuttojuve_com
Fanna: "Mentalità vincente caratterizza da sempre la Juventus. In Italia nessuno all'altezza dei bianconeri"
Pietro Fanna, ex centrocampista tra le altre di Juventus, Verona e Inter, ha rilasciato una lunga intervista a zonacalcio.net. Ecco le sue considerazioni:

Quali sono le sue considerazioni in merito allo scudetto vinto dalla Juventus?
“E’ stato uno scudetto più difficile degli altri, però alla lunga la Juventus ha dimostrato di essere la più forte in Italia. Ormai si conferma da cinque anni, ha questa mentalità vincente, che la caratterizza da sempre, anche quando c’ero io. Attualmente credo che la società sia una delle migliori, ancora una volta la squadra si è confermata un gradino sopra le altre. E’ chiaro, se gli scudetti si vincono così facilmente in Italia, vuol dire che le altre stanno facendo male: l’unica ad aver lottato e ad aver fatto un grande campionato è il Napoli, ma non è bastato perchè la Juve sotto tanti aspetti è più organizzata“.

Qual’è la situazione che si vive a Verona, considerato il cambio d’allenatore occorso durante la stagione e la retrocessione avvenuta già matematicamente qualche giornata fa?
“Un’annata da dimenticare, iniziata male e finita peggio. Il cambio d’allenatore ha sortito qualcosa di buono, ma alla lunga si è visto che i problemi ci sono e c’erano già anche prima. Si è sperato, ma poi ci si è resi conto che probabilmente non era l’anno nostro. Adesso mi auguro che con questa delusione possa la società costruire subito una squadra in B vincente, una squadra che possa tornare in Serie A perchè il pubblico e i nostri tifosi penso se lo meritino“.

Domenica si sfideranno Verona e Juventus, a che match assisteremo? Considerata la gara del Verona con il Milan
“La Juve non è il Milan, è chiaro che i bianconeri non regalano niente a nessuno. Proveremo a darle fastidio, ma in fin dei conti speriamo solamente che il campionato finisca il prima possibile, per evitare di subire altri goal e infierire su quest’annata. La squadra ormai ha la testa libera, ieri ha giocato anche abbastanza bene, ma è chiaro che avere di fronte la Juve dà sempre stimoli nuovi. Ci sarà lo stadio pieno ed è l’ultima partita in casa, si spera che venga fuori una gara, almeno da parte nostra, lottata e giocata“.

Tra i tre vinti con la Juventus ed uno vinto con il Verona, a quale degli scudetti è legato di più?
“Quello con il Verona è stato il più bello perchè insperato, tra i tre che ho vinto con la Juve, invece, forse il più bello è stato il primo perchè ho giocato spesso da titolare. Su cinque anni ne ho vinti tre, in fin dei conti ne ho di tutti un buon ricordo, però è chiaro che quello conquistato a 19/20 anni con i bianconeri è stato il più emozionante tra i tre“.

A proposito di scudetto, Lei ne ha vinto uno anche con l’Inter. Come valuta la stagione, invece, la stagione della squadra di Mancini?
“L’Inter è una squadra come il Milan, la Fiorentina e la Roma: sono squadre devono strutturarsi, devono trovare continuità sia di risultati che di mercato se vogliono lottare per lo scudetto. Non sarà facile, personalmente io ho passato quattro anni abbastanza buoni a Milano, speravo di far meglio, però è stata anche quella una bella esperienza che ho voluto io e quindi accettiamola così. L’importante è sempre dare il massimo, credo che le concorrenti per raggiungere la Juventus dovranno lavorare bene e non in maniera improvvisata“.

In chiusura, progetti per il futuro?
“La mia strada me la sono già costruita, il calcio lo vedo da fuori. Ho collaborato un po’ col Verona in questi tre anni ed è stata una bella esperienza vedere le partite della Serie A, però da subito non ho voluto far carriere. Ho vissuto questi anni in modo sereno e sinceramente era proprio quello che cercavo“.

FONTE: TuttoJuve.com


NEWS
Fanna: “Il Leicester come il Verona dello scudetto? Storie diverse”
L’ex ala gialloblù: “Noi da anni eravamo in alto. In Italia impossibile che si ripeta un risultato così”

di Redazione Hellas1903, 03/05/2016, 14:51

Piero Fanna, grande bandiera del Verona, commenta ai microfoni di www.hellas1903.it il titolo inglese vinto dal Leicester City, raffrontato con quello gialloblù del 1984-85.

Dice l’ex ala: “Il paragone è naturale perché si tratta del successo di una “piccola” in un campionato in cui a dominare sono le grandi. Ma sono storie diverse: noi negli anni precedenti eravamo sempre stati in alto, arrivando quarti e poi sesti, oltre a giocare due finali di Coppa Italia. Il Leicester, invece, si era appena salvato dopo essere stato vicinissimo alla retrocessione. Insomma, il Verona era un outsider e fu una sorpresa, ma da tempo si era stabilito in certe zone della classifica, cosa differente dal Leicester”.
Aggiunge Fanna: “Il nostro scudetto rimane irripetibile. Neppure il Leicester riuscirebbe a replicarlo in Italia, dove, rispetto all’Inghilterra, le condizioni sono altre. Rimane bello vedere che certe imprese si realizzano, ma penso che un risultato così in Serie A sia impossibile”.

FONTE: Hellas1903.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Verona, riparti da Gollini, Bianchetti e Pisano"
22.04.2016 08.00 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Grande ex di casa Hellas Verona, Pietro Fanna parla del futuro in cadetteria degli scaligeri per Tuttomercatoweb.com. "E' per pianificare. Però la società dovrà già, da queste partite, trovare qualche ragazzo che possa garantirle futuro in Serie B. Il campionato finisce a maggio, tanti non ci saranno più in rosa ed il club dovrà essere bravo a ricreare uno spirito nuovo. Non è tutto da buttare: Gollini, Albertazzi, Bianchetti, sono nomi su cui puntare, così come Pisano. Poi servono ragazzi per un campionato diverso: corsa e agonismo dovranno essere le armi principali e mi auguro che il club sia al lavoro".

Ripartire con o senza Delneri?
"I miei pareri personali sono relativi... Non so le idee del club: è chiaro che si dovrà ripartire con un organico cambiato profondamente. Non ci saranno più in tanti, altri non sono predisposti per la categoria cadetta. Il ciclo di alcuni di Mandorlini ha fatto il suo tempo, c'è tanto da lavorare e non solo sul tecnico. Non chiedetemi un nome perché non lo so... Dico solo che servono spirito e motivazioni nuove, una rabbia ritrovata perché i tifosi dell'Hellas Verona non si meritano più mazzate come questa retrocessione".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Italia, il ko ci mette di fronte alla realtà"
30.03.2016 14.51 di Marco Frattino Twitter: @MFrattino
Fa rumore in casa Italia la sconfitta di ieri per 4-1 nell'amichevole di Monaco di Baviera contro la Germania. Pietro Fanna, ex centrocampista di Juve, Verona, Inter e della Nazionale, ne ha parlato al microfono di Tuttomercatoweb.com: "Quella di ieri è una sconfitta che fa male, ma la Germania ci mette di fronte alla nuda e cruda realtà. I calciatori sono quelli che Conte ha nel suo giro, le ultime apparizioni hanno messo in mostra quello che può offrire il prodotto Italia".

Da dove ripartire, dunque, per il futuro? "Credo fino a un certo punto a queste amichevoli, anche se non bisogna trovare giustificazioni. La globalizzazione ha ormai disorientato un po' tutti, contro queste grandi squadre facciamo fatica sotto ogni aspetto. I tedeschi adesso hanno fantasia e qualità, fattori che gli hanno permesso di fare un passo in avanti".

Per tornare ai fasti di un tempo quale strada bisogna intraprendere? "Bisogna ripartire dai settori giovanili, occorre dare spazio ai ragazzi già a 18-19 e 20 anni. Parlo di quelli bravi, ovviamente. Questa invasione di stranieri non ha fatto bene al nostro calcio, ha tolto fiducia nei giovani e ha creato superficialità tra gli addetti ai lavori".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


NEWS
Fanna: “Verona, stagione irreale”
L’ex gialloblù: “Situazione incredibile. Basta prestazioni come quelle delle ultime partite”

di Redazione Hellas1903, 10/03/2016, 11:03

Pietro Fanna, ex giocatore del Verona, ha parlato a Lady Radio, analizzando la situazione della squadra, in vista del match contro la Fiorentina.
“La stagione dell’Hellas è quasi irreale i tifosi ancora non riescono a crederci, ma è frutto di una serie di sfortune, errori e aspetti a cui non si è saputo rimediare.”
Continua sul match di domenica: “La squadra di Paulo Sousa sta facendo un grande campionato. Il Verona si giocherà tutte le sue carte, non può permettersi le prestazioni sottotono viste nelle scorse gare: chi ha da perdere è la Fiorentina.”

FONTE: Hellas1903.it


Fanna: la differenza domenica l'ha fatta Totò
L'Udinese ha fatto di più per vincere


01/03/2016
Pierino Fanna da Grimacco è un friulano che molto più di altri sentiva il derby di domenica. Nato e cresciuto in Friuli, ha legato poi la sua carriera soprattutto alla Juventus e al Verona, e dell'Hellas è grande tifoso. Commentando a posteriori la gara, gli viene naturale usare il 'noi' quando si riferisce alla squadra scaligera. Nel tono si sente già l'amarezza per il risultato finale: "Pensavo di vedere un Verona più in palla. Però è anche vero che in certe partite, con un campo così, la differenza la fanno gli episodi e domenica all'Hellas è girato tutto storto. Il fuorigioco di Badu in occasione del gol era netto, il guardalinee ha preso un grosso abbaglio nonostante fosse ben posizionato".

Cosa ha fatto la differenza in campo? "Per gioco e qualità l'ha fatta Totò. Quando sta bene, non ce n'è per nessuno".

Il cambio di modulo: un rischio per Colantuono. "Sono decisioni personali. Io penso che si sia ricordato che all'andata, nel secondo tempo, così schierato ha fatto meglio".

A livello di qualità, quanta differenza c'è tra Udinese e Verona? "Domenica la differenza, come ho detto, l'han fatta i colpi, le giocate tipo il passaggio di Di Natale a Badu. A noi mancava Moras, una assenza pesante per la retroguardia. Poi c'è anche un discorso psicologico da fare a monte: ci sono grosse aspettative sul Verona da un paio di settimane e non è facile reggerle. Se sta bene, la squadra ha buona qualità ma contro l'Udinese è mancata in mediana. Loro hanno fatto più densità a centrocampo, hanno coperto bene la mediana anche perchè sia Thereau che Fernandes rientravano. Tra i nostri, invece, Siligardi non li ha impegnati come pensavo; poi è mancata spinta, corsa".

Emil Hallfredsson manca al Verona? "A me è sempre piaciuto ma è vero che lui, come altri cinque che sono venuti su dalla Lega Pro, hanno esaurito il loro ciclo a Verona".

Domenica si trovavano di fronte i due attacchi più sterili del campionato: ha vinto chi ha sbagliato di meno. "Se Pazzini non avesse sprecato l'occasione del pari, che poi la sua è stata la più limpida, avremmo potuto far andare diversamente la partita. Però è vero che, a livello di pressione sulla difesa, l'Udinese ne ha fatta di più. Chiudeva bene e ripartiva in maniera pulita, mentre il Verona non ha chiuso bene sulle fasce, gli esterni non hanno aiutato a centrocampo".

Quindi la vittoria dell'Udinese è meritata? "I bianconeri hanno fatto di più per vincere. Ho visto una squadra pimpante, in salute".

Molto vicina, ormai, alla salvezza: "Per la retrocessione rimangono poche squadre. Le ultime tre e forse il Palermo".

Delneri, friulano come lei, ha detto però che non molla: "Noi dobbiamo sempre sperare e fare la prestazione. Ha detto bene Delneri: io ho la fiducia di potercela giocare all'ultimo mese. L'importante è crederci, non abbiamo nulla da perdere. Ciò che spiace, anche per i nostri fantastici tifosi, è che non riusciamo a mantenere la continuità di categoria".

FONTE: UdineseBlog.com


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Verona, mese decisivo con tre scontri salvezza"
23.02.2016 18.15 di Marco Frattino Twitter: @MFrattino
"Bisogna crederci fino alla fine, è ovvio". Parole di Pietro Fanna, ex centrocampista del Verona che ha parlato a Tuttomercatoweb.com del recente momento della formazione di Gigi Delneri. L'ex calciatore ha poi proseguito: "Il mister ha ereditato una difficile situazione, ma la squadra è in ripresa grazie all'allenamento. Bisognerà dare tutto fino all'ultimo, come è normale farlo per tutti i lavori e non solo nel mondo del calcio. Diciamo che il Verona sta facendo vedere che i propri valori non erano da ultima posizione in classifica".

Intanto le prossime settimane saranno importantissime. "Il calendario metterà il Verona di fronte Udinese, Sampdoria, Fiorentina e Carpi. Tre scontri diretti per la salvezza. Vedremo tra un mese dove sarà l'Hellas in graduatoria".

Sarà dunque un mese decisivo. "Esattamente, importante per capire se il Verona può salvarsi".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


FANNA: “UN EURO SULLA SALVEZZA DEL VERONA? NE METTO CINQUE”
Il Turbo: “Impresa durissima, ma si può lottare fino alla fine”

di Redazione Hellas1903, 09/02/2016, 08:29 21
Pierino Fanna parla con il Corriere di Verona delle possibilità di salvezza dell’Hellas. Il Turbo gialloblù dice, quando gli chiedono se punterebbe un euro sulla salvezza della squadra di Delneri: “Ma perché solo un euro? Facciamo almeno cinque”.
Prosegue Fanna: “Non potevano essere quelli di prima. Delneri ha portato una mentalità nuova che si vede in campo. La squadra sembra rianimata, mostra orgoglio e voglia di fare. L’impresa è durissima, quasi impossibile, ma lottando fino alla fine, chissà”.

FONTE: Hellas1903.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Un mercato che rispecchia il momento del Verona"
02.02.2016 22.19 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Ex giocatore dell'Hellas Verona, campione d'Italia nel 1985, Pietro Fanna fotografa il mercato degli scaligeri per Tuttomercatoweb.com. "E' un mercato che rispecchia la nostra situazione: spiace aver perso Sala, ma se avevano mercato era giusto farli partire. Lui, Hallfredsson su tutti, ma era giusto pensare ad un ricambio della rosa. E' giusto programmare il futuro, da adesso".

In B?
"Le speranze, da ex giocatore e da tifoso, non le abbandono. E' giusto ci siano, ma serve essere realisti e pensare anche al futuro".

Gilberto, Rebic, Emanuelson, Marrone, Furman, Samir. Chi la incuriosisce di più?
"L'importante è che vengano giocatori con motivazioni e voglia di farsi vedere. E' una piazza dove, se si rendono conto che la società ha passato ed ambizioni, servono qualità e volontà".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


FANNA: “VERONA, CON QUESTE ALI PUOI CAMBIARE MARCIA”
La bandiera gialloblù: “Wszolek e Rebic gli uomini giusti per provare la rimonta”
di Redazione Hellas1903, 20/01/2016, 10:46

Piero Fanna, bandiera gialloblù e opinionista radiofonico, parla dei cambiamenti tattici dell’Hellas con Gigi Delneri.
Interpellato dal Corriere di Verona oggi in edicola, il Turbo dice: “Adesso la squadra corre sul serio. E quanto va veloce sulle fasce, finalmente. Wszolek e Rebic, visti con la Roma, sono esattamente i giocatori di cui c’era bisogno. Il polacco è generoso, non ha evidenti mezzi tecnici ma non si ferma mai e impegna chi deve coprire su di lui. Ha un fisico possente e si nota che arriva dall’atletica. Quanto a Rebic, è un acquisto azzeccato e gli è bastata la gara dell’Olimpico per dimostrarlo: ha carica agonistica e temperamento, risorse utilissime per questo Verona”.
Redazione Hellas1903

FONTE: Hellas1903.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Verona, il problema non è Mandorlini. Infortuni pesano"
24.11.2015 13.24 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
Il Verona di Mandorlini sta attraversando un momento molto difficile. La sconfitta contro il Napoli ha aggravato ancora di più la situazione dei gialloblu che si trovano all'ultimo posto in classifica alla pari del Carpi. Per parlare di tutto questo la redazione di TuttoMercatoWeb.com ha contattato in esclusiva l'ex giocatore dell'Hellas Pietro Fanna che ha esordito parlando della posizione del tecnico: "Se la società ha deciso di confermarlo avrà le sue ragioni. È chiaro che la squadra ha qualche problema ma non sono preoccupato da Mandorlini. Il problema è legato agli infortuni che hanno sempre creato una situazione di emergenza al tecnico".

Il recupero di Toni potrebbe essere decisivo per la risalita in classifica?
"Spero che l'attaccante possa tornare in campo con contuinuità, anche se non possiamo chiedergli dei miracoli. Serve recuperare anche gli altri giocatori e ritrovare la serenità che potrà permettere al gruppo di lavorare meglio durante la settimana. Pazzini e Sala non stanno bene, gli infortuni hanno penalizzato tantissimo il Verona che adesso non potrà sbagliare praticamente più niente".

In questo senso le prossime gare saranno l'ultima spiaggia per i gialloblu?
"Frosinone ed Empoli saranno due gare molto importanti. Il Verona dovrà cercare di fare almeno 4 punti per restare aggrappato alla quart'ultima posizione".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Pietro Fanna: “Napoli? Domenica proveremo a fermarli. Inter? Gli scudetti si vincono prendendo pochi gol”
"Sarri? Fa piacere che si stia imponendo a Napoli"


Pubblicato il 16/11/15 alle 13:36 da Simone Ciccarelli •
Pietro Fanna, ex bandiera dell’Hellas Verona, ha parlato ai microfoni di Radio Crc durante la trasmissione Si Gonfia la rete del momento della squadra romagnola. Ecco quanto evidenziato da IamNaples.it:
“Speriamo di poter mettere in difficoltà il Napoli domenica. Inter? Una squadra che non ha espresso grande gioco, gli scudetti si vincono non prendendo gol. I nerazzurri fanno il minimo indispensabile, stanno trovando la mentalità che vuole Mancini. Credo sia un campionato con molto equilibrio, per lo scudetto c’è anche il Napoli che ha trovato l’equilibrio giusto dopo i capricci di Benitez. Juventus? Ha nel dna il vertice, probabilmente lotterà per lo scudetto o ci andrà vicino. Sarri? Venne a Verona quando eravamo in Lega Pro, arrivò nel momento sbagliando non lasciando un buon ricordo. Sarri ha il suo credo, mi fa piacere un allenatore semi sconosciuto si stia imponendo in una grande squadra. La società deve essere brava a proteggere il mister”.

FONTE: IAmNaples.it


ALTRE NEWS
Fanna: “Hellas vulnerabile. Campionato nato sotto cattiva stella”
“L’assenza di Toni si sta facendo sentire più del dovuto. Non si può dipendere da un solo giocatore”


di REDAZIONE VN, 27/10/2015, 15:00
L’ex giocatore dell’Hellas Verona, campione d’Italia con i gialloblù ne 1984/1985, Pietro Fanna, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno: “L’assenza di Toni si sta facendo sentire più del dovuto. Non si può dipendere da un solo giocatore. Questo campionato non è nato sotto la stella giusta per l’Hellas. La Fiorentina? In questo momento tutte le squadre sono capaci di metterci in difficoltà, ma bisogna pensare positivo. Il mio Verona come la Fiorentina di oggi? Il paragone non va fatto, perché le cosiddette ‘provinciali’ le metto al di sotto della Fiorentina”.

FONTE: ViolaNews.com


Fanna: “Finora l’Inter ha ottenuto più di quanto meritava”
Articolo di Riccardo Melis 8 ottobre 2015, 14:13

Nel corso di un’intervista esclusiva concessa ai microfoni di “Tuttomercatoweb” l’ex centrocampista di Inter e Juventus Pietro Fanna si è soffermato sull’inizio di stagione proprio dei nerazzurri, sostenendo che la squadra di Roberto Mancini non abbia ancora trovato la giusta mentalità e abbia raccolto più punti di quanto avrebbe meritato.

PRESTAZIONI NEGATIVE – Fanna, uno dei pochi a conquistare Scudetti con le maglie di tre squadre diverse (Inter, Hellas Verona e Juventus) è convinto che in nerazzurri debbano ancora trovare la giusta mentalità per poter puntare alla vittoria del campionato: «A livello di prestazioni sta attraversando un momento negativo perché deve trovare la mentalità giusta, quella del suo allenatore. La consapevolezza nei propri mezzi. Fino a questo momento ha ottenuto di più di quanto meritava».

FONTE: Inter-News.it


ALTRE NOTIZIE
Fanna consiglia: "Mandorlini dovrà cambiare tatticamente il Verona"
26.09.2015 00.43 di Antonio Vitiello Twitter: @AntoVitiello
Ha vestito la maglia dell'Hellas Verona a più riprese, inoltre dal 1998 fino al 2000 è stato il vice allenatore degli scaligeri. Pietro Fanna è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 per parlare del momento dell'Hellas, prossimo avversario della Lazio in campionato: "Il Verona è in emergenza. Gli infortuni di Toni e Pazzini, l'assenza di Romulo e Ionita creano emergenza. Contro la Lazio sarà difficile, l'Hellas dovrà fare punti in ogni modo. Non ha ancora vinto in campionato. Contro l'Inter se avesse segnato, l'avrebbe portata a casa. Queste partite danno morale, perché abbiamo fatto bene, salvo il risultato. Perdere contro l'Inter è una cosa che ci si può aspettare, è stato peggio perdere due punti contro il Torino. Domenica sarà una partita difficile anche per la Lazio, il Verona ha voglia di rivalsa e vuole fare punti. Sia Pazzini che Toni si sono fatti male e Mandorlini dovrà cambiare tatticamente la squadra: Gomez e Siligardi saranno i giocatori preposti a dar fastidio alla Lazio, hanno giocato bene contro i nerazzurri"

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Juve, occhio a Milan e Roma. Verona, domani è dura"
21.08.2015 15.45 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Le carte alla Serie A. Juventus sempre favorita e dominatrice del campionato? "Mi auguro di no, anche per dare un interesse alla stagione -spiega l'ex bianconero e, soprattutto, Verona, Pietro Fanna per Tuttomercatoweb.com-: le altre si sono rinforzate, credo che il Milan sia la squadra che ha fatto le cose più concretamente. L'Inter ha cambiato tanto e le servirà tempo per avere equilibrio e stabilità. La Juve resta la favorita, in ogni caso, per mentalità, la Roma è quella che sta facendo da qualche anno le cose migliori ma è sempre dietro. L'anno scorso ha avuto problemi col mercato ed ha mollato, ora la vedo decisamente meglio con Dzeko e Salah. E' una squadra completa".
E la Juve?
"Andando via i giocatori esperti, soprattutto Pirlo e Tevez piuttosto che Vidal, bisognerà vedere quanto cresceranno i nuovi".
L'ultima, inevitabile, sul suo Verona.
"Serve rispetto per la Roma, è temibile davvero. Non credo che Toni e Pazzini giocheranno insieme, Giampaolo non può andare sugli esterni e deve giocare centrale. Vedo più una squadra coperta che giocherà in ripartenza".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Sogliano basilare per Verona. Mandorlini garanzia"
28.05.2015 17.55 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Sean Sogliano ha dato oggi il suo addio alla scrivania dell'Hellas Verona. "E' stato una figura importante nella sua avventura -commenta per Tuttomercatoweb.com l'ex scaligero, Piero Fanna-. Setti ha formato una dirigenza di grandissimo livello, poi le cose si modificano anche perché Verona ha sempre ricoperto il ruolo di trampolino di lancio non solo per i giocatori ma anche per i dirigenti".

Che avventura è stata?
"L'ho conosciuto, mi ha fatto un'ottima impressione. L'importante è che ora ci sia continuità: Bigon è un dirigente di spessore ma ribadisco che al centro di tutto devono esserci le sorti dell'Hellas Verona".

Mandorlini viaggia verso il rinnovo.
"Bene, anzi, benissimo. E' una garanzia".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

15:00 | martedì 26 maggio 2015
Pierino Fanna, la malinconia dell'ala destra
«Giocare larghi sulle fasce è da sempre il segreto delle squadre vincenti. Io godevo a saltare l'uomo in quel preciso punto del campo...»

di Simone Sacco

PIERO FANNA TEMPI SUPPLEMENTARI HELLAS VERONA JUVENTUS INTER - «Guarda che io all'anagrafe mi chiamo Piero, anzi meglio: Pierino. Non capisco perché Wikipedia si riferisca a me come 'Pietro'. Risalirà ancora ai tempi in cui giocavo con Petruzzo Anastasi o Pietro PaoloVirdis...». Piero (pardon: Pierino) Fanna si presenta e mi accoglie così. Gli ho mandato un SMS (chiamandolo 'Pietro') per accordarci sull'intervista con CalcioNews24 e lui, rapido e gentilissimo, mi dà appuntamento per sbugiardare anni di figurine Panini o refusi nel web. Pierino la peste è al massimo della forma: asciutto nel fisico, sereno nella vita di tutti i giorni, felice che una intera città lo stia celebrando (assieme ai suoi compagni) proprio in questi giorni per una certa impresa epocale andata in scena nel 1985. E desideroso di confidarsi riguardo ai suoi Tempi Supplementari. Lo guardo e ripenso a quando sprintava lungo il campo, indifferentemente di qua o di là, anche se lui nasce "ala destra" nell'Atalanta. Come in seguito Roberto Donadoni.«Un nuovo scudetto in provincia? Non ricapiterà mai più. Ci sono stati gli anni '90 di mezzo e la poesia è terminata allora...»
Lo guardo e l'ammiro, percependo pure un pizzico di languore malinconico in ciò che racconta. Perché è grazie a gente come Fanna se il calcio, per un lungo decennio della mia infanzia, è stato regno della fantasia piuttosto che plafond finanziario dai mille buchi, con il centrocampo perennamente intasato e gli allenatori in piedi a gesticolare come coach invasati del basket NBA. Hey, l'avete mai notato che i mister in giacca e cravatta non stanno più seduti? Osvaldo Bagnoli, in compenso, in panchina ci andava col giaccone a vento color grigio chiaro e, quando si alzava, era per suonare la carica con poche ed essenziali parole. Altro calcio, altro stile.

Nelle foto attuali sembri ancora un ragazzino...
«Grazie, ma la carta d'identità non mente visto che a fine giugno compirò 57 anni. Diciamo che mi tengo ancora in forma con qualche corsetta e le partite benefiche dell'ASD Ex Calciatori Hellas Verona Onlus. Il mondo del pallone professionista? L'ho lasciato da tempo ormai, ovvero da quando è finità la mia vicenda da allenatore, ma sono sereno lo stesso.»

A cavallo del terzo millennio hai fatto da vice a Cesare Prandelli sia a Verona che a Venezia. L'hai più sentito da allora?
«No, il nostro rapporto si è chiuso nel 2002 quando Cesare si è trasferito al Parma. Poteva consolidarsi meglio, la nostra partnership professionale, ma non è andata così. Diciamo che Verona ci ha unito e Venezia ci ha diviso. Come succede a tanti colleghi nel nostro ambiente...»

Parliamo d'altro: sono giorni festosi di ricorrenza, questi di fine maggio, per te...
«Già, il trentennale dello scudetto del Verona mi sta portando ad uscire quasi tutte le sere per cene o festeggiamenti vari. Uno scudetto che, mi duole ammetterlo, non ricapiterà mai più a nessuna squadra di provincia. L'ultima, d'altronde, fu la Sampdoria nel 1991 che non stava neppure in provincia. Ed era pur sempre un grande team formato negli anni da quel nobile presidente chiamato Paolo Mantovani.»

Perché tanto scetticismo?
«Perché di mezzo ci sono stati gli anni '90 e l'ingresso in massa nel calcio di Berlusconi e di tutti i suoi seguaci. La poesia, per me, è finita lì.»

Lo hai già letto il bel libro di Furio Zara ('Ma è successo davvero?') dedicato a quell'incredibile impresa gialloblu?
«Solo delle parti, ma devo dire che mi è piaciuto tantissimo. Quando Zara parla di me e della mia infanzia in particolare, ha davvero centrato il punto e ancora mi chiedo come sia entrato in possesso di certe informazioni... Ha fatto un lavoro giornalistico ragguardevole. Mi prometto di terminare il libro al più presto.»

Un aneddotto ex novo risalente al 1985 ce l'hai in testa?
«Più che un aneddoto, un nome. Uno solo: quello di Osvaldo Bagnoli. Lo scudetto veronese fu il parto della sua bravura mostruosa, del suo essere un po' mister e un po' psicologo. E poi avevamo due soli stranieri da gestire: i grandissimi Elkjaer e Briegel. Al giorno d'oggi te ne ritrovi minimo dieci/dodici per squadra e la faccenda si complica terribilmente...»

Fu dura andarsene da quel Verona con lo scudetto ancora caldo sul petto? Non godersi quella sensazione un po' più a lungo?
«Facile parlarne adesso a trent'anni di distanza... (sospira) Il mio addio, comunque, fu molto difficile e meditato. Da una parte avevo l'Inter, la squadra per cui facevo il tifo da bambino, dall'altra la possibilità di giocare la Coppa dei Campioni col mio Verona; da una parte sapevo cosa lasciavo, dall'altro ero ignaro di cosa avrei trovato. Scelsi i nerazzurri e (in parte) sbagliai. Un po' perché non potei più esprimermi ai miei livelli, un po' perché in quell'Inter non c'era traccia dello spirito di gruppo veronese, ma solo dei campioni più affermati.»

All'Inter, nel 1987, ritrovi in panca Giovanni Trapattoni. Che ti aveva già avuto alla Juventus per cinque lunghe e contradditorie stagioni.
«Il mio col Trap fu un rapporto di odio/rispetto reciproco. Io gli ho sempre dato tutto me stesso come giocatore, ma lui aveva la sua mentalità. Il suo 'vestito giusto' per ogni occasione. Dalla Juve non potevo muovermi per ragioni contrattuali ma, quando Trapattoni firmò per l'Inter, io diedi subito alla società milanese la mia disponibilità a trasferirmi altrove. Il Trap si oppose, mi disse che avrei giocato a lungo con lui. Solo che quando eravamo in vantaggio durante le partite, il primo che faceva uscire - per mettere dentro un mediano o un difensore aggiunto - ero sempre io!»

Una situazione tesa...
«Sì, ma il rispetto tra me e lui non è mai mancato, Neanche per un giorno.»

Con Bagnoli invece tutt'altra musica. Gran bella musica: quasi un valzer viennese.
«Osvaldo fu un secondo padre per me; anche perché mi rigenerò nel periodo più difficile della mia carriera (1982 circa) e - con lui - vinsi per tre volte di fila il titolo di 'miglior ala italiana'. E conta che in quel periodo c'erano anche Causio, Bruno Conti, il primo Donadoni, ecc. Un Mister così me lo sarei tenuto stretto tutta la vita. Invece mi accordai con l'Inter e, fin da allora, continuo a prendermi le mie responsabilità in tale operazione di mercato.»

Nel 1986 l'elastico Tricella-Fanna non c'era più...
«Vedo che hai studiato bene la nostra tattica. (sorride) Sì, durante le ripartenze Roberto si staccava ed io gli creavo spazi portando via i marcatori, su entrambi i lati del campo. A quel punto la difesa avversaria convergeva su di un libero così alto a centrocampo ed io potevo tranquillamente lanciare in porta Elkjaer o Galderisi. Oppure Sacchetti e Di Gennaro pensavano alla soluzione personale. Agendo così, segnavamo con una certa frequenza un po' a tutte le squadre. Avevamo un signor gioco.»

Mettiamo che l'elastico non si fosse 'strappato'...
«Eh, bella domanda! Forse ci si poteva divertire un po' di più, ma la storia non si fa con i se e i ma... (riflette) La sai una cosa? Anche in quel caso ebbe ragione Bagnoli quando (in quel 1985) disse che ormai la bicicletta la guidavamo noi. E avremmo dovuto avere buoni freni per la successiva discesa. Il Mister ce la fece in quanto, dopo un torneo di transizione, il Verona nel 1987 si piazzò quarto conquistando un ragguardevole piazzamento UEFA.»

Bella metafora quella della bicicletta. Ne hai un'altra per descrivere il tuo addio al calcio a 35 anni?
«No, quello fu solo un momento malinconico come succedde ad ogni calciatore di questa Terra. Io erano vent'anni esatti che vedevo lo spogliatoio come una famiglia e l'allenatore come un parente stretto. Quando questo finisce di botto, uno si sente sempre un po' giù. I primi ventiquattro mesi senza pallone sono stati molto tristi per me, però mettermi ad allenare le giovanili del Verona mi ha aiutato ad uscire dal quel vuoto.»

I Piero Fanna - queste benedette ali che saltano l'uomo e creano assist al bacio - esistono ancora nel calcio moderno?
«Forse stanno lentamente tornando visto che oggi abbiamo gli Iturbe, i Candreva, i Cuadrado ecc. Gente che di suo apre le maglie avversarie ma che, per me, non sa giocare larga sulle fasce laterali. Saltare l'uomo lungo la riga bianca era una libidine in quegli anni '80. Io, ad esempio, mi divertivo da matti...»

Anche il Barcellona di questi tempi pare divertirsi molto. E segnare caterve di gol.
«Giocare al Camp Nou, su quel terreno così ampio e maestoso, è un vantaggio non da tutti. Il Barcellona fa bene ad interpretare le gare in quella maniera. Ripeto: giocare larghi è da sempre il segreto delle squadre vincenti. Come fu appunto il Verona di Bagnoli.»

Rubrica a cura di Simone Sacco - per comunicare: calciototale75@gmail.com

FONTE: CalcioNews24.com


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - 30 anni fa, scudetto all'Hellas. Fanna: "L'ultima poesia del calcio"
11.05.2015 13.38 di Simone Lorini Twitter: @Simone_Lorini
Il 12 maggio 1985 il Verona celebra il 30° anniversario dello storico scudetto. Ma per i tifosi scaligeri già ieri, nel derby contro il Chievo, è arrivato l'omaggio alla storica squadra 1984-1985: al minuto 51', nel quale Preben Larsen-Elkjaer segnò lo storico 1-1 all'Atalanta che sancì lo scudetto, i tifosi gialloblù hanno fatto partire un boato, per poi alzare tutti al cielo la sciarpa dell'Hellas. "C'ero anche io, è stata una bella soddisfazione ricordare quella impresa, abbiamo fatto qualcosa di eccezionale, fa particolarmente piacere che anche i tifosi se lo siano ricordato. C'è stato un attaccamento incredibile a questa maglia in quegli anni, con la società in questo periodo ricordiamo quel momento storico bellissimo", dice l'ex centrocampista gialloblù Pietro Fanna ai nostri microfoni.

Si può parlare di impresa irripetibile?
"Sì, è così. Il calcio è andato in un'altra direzione, c'è poco spazio per sognare per le medio-piccole, le società le facevano le competenze, adesso la giostra gira più veloce è molto difficile trattenere i talenti. L'ultima poesia del calcio italiano è stata negli anni 90', poi più nulla".

Vede attinenze tra il suo Verona e quello attuale?
"Fare paragoni è difficile, la squadra di quest'anno ha avuto problemi, forse per semplicità e concretezza quella dell'anno scorso ricordava in alcuni frangenti la mia. I vari Romulo e Iturbe qualche volta mi ricordavano i miei compagni, specie nelle ripartenze veloci".

ALTRE NOTIZIE
Fanna: "Il Napoli non ha la mentalità vincente della Juventus"
13.03.2015 23.13 di Antonio Vitiello Twitter: @AntoVitiello
Intercettato dai microfoni di Radio Marte, Pietro Fanna, ex calciatore ed allenatore del Verona, si è proiettato alla sfida contro i gialloblù: "Il Napoli ha grande potenzialità, ma non ha la mentalità vincente della Juventus. Domenica prossima troverà un Verona sereno, bisognerà fare molta attenzione perché gli scaligeri stanno bene ed hanno recuperato molti calciatori. Callejon? Credo che non bisogna chiedere alle ali di fare gol, il loro compito è innanzitutto un altro. Il Napoli è una di quelle squadre che se manterrà l'ambizione di migliorarsi e se crescerà nella mentalità potrà puntare allo Scudetto, al momento è tra le prime tre del campionato. Deve trovare la cattiveria giusta per fare quell'importantissimo salto di qualità".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Mandorlini il migliore dopo Bagnoli, serve fiducia"
16.02.2015 14.24 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Andrea Mandorlini rischia in casa Hellas Verona e, per commentare il momento difficile degli scaligeri, Tuttomercatoweb.com ha sentito uno dei grandi ex del club come Pietro Fanna. "E' un momento difficile, come spesso capita nel calcio. Stiamo passando un periodo poco sereno, la squadra fa fatica. Quel poco che cerchiamo di fare davanti non riesce; dietro prendiamo gol ingenui e da qui arriva il momento".

Mandorlini, dicevamo, rischia.
"Di lui ho una grande stima. Dopo Bagnoli è stato l'allenatore più importante, non voglio entrare in questo argomento. Mi dispiace che passi questo momento, ma quando si allena si va sempre incontro anche a queste situazioni. Spero che posso trovare la quadra per superare le difficoltà, trasmettendo serenità ai suoi".

Chiudiamo coi singoli: chi è stata la delusione?
"Quando mancano i risultati, qualcosa c'è. Ci si aspettava qualcosa di più da Marquez, ma ha perso certezze anche lui. Quando si prendono gol evitabili, c'è qualcosa che non va".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Progetto Scuola: lezione di storia con Fanna e Penzo
Postata il 11/02/2015 alle ore 13:30
Malcesine (Verona) - Un’occasione per rivivere la storia gialloblù. Mercoledì 11 febbraio gli ex calciatori del Verona Pierino Fanna e Nico Penzo hanno tenuto una breve lezione davanti ai ragazzi della scuola media “Don Antonio Moretto” di Malcesine. L’incontro rientra nell'ambito del Progetto Scuola 2014-15, promosso dal Settore Giovanile e dalla Scuola Calcio dell'Hellas Verona FC con la collaborazione della Facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Verona. “Siamo gli zingari privilegiati con la passione del pallone”, così le due glorie gialloblù si sono presentati scherzosamente ai ragazzi.

I due calciatori si sono abbandonati ai ricordi, raccontando la loro fanciullezza vissuta rincorrendo i loro sogni. Fanna, in particolare, ha raccontato della dura scelta che l’ha spinto a salutare la famiglia alla tenera età di 14 anni per approdare nelle giovanili dell’Atalanta. “Attraverso il calcio ho realizzato tutto ciò che desideravo e attraverso innumerevoli sacrifici - ha sottolineato anche Nico Penzo –, ma ho vissuto una bella vita avendo come punto di riferimento i valori dello sport applicati alla quotidianità, ovvero la cooperazione, l’aggregazione e il rispetto delle regole”.

I giovani studenti, che mai hanno avuto l'opportunità di vedere i due ex nei loro anni d’oro, hanno ascoltato molto attentamente il racconto della loro carriera, ammirandone il sacrificio e la perseveranza dimostrate per raggiungere il sogno di diventare professionisti. Particolarmente toccante è stato il momento in cui Pierino Fanna ha dispensato un importante consiglio ai giovani in ascolto: “Cercate di allenare sempre la mente, che è la cosa più importante, ma non trascurate mai il vostro corpo. Seguite i vostri talenti e confrontatevi con uno sport”.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Pietro Fanna: "Critiche a Mandorlini ingiuste e prevenute"
12.12.2014 16.18 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Andrea Mandorlini è nel mirino della critica in quel di Verona e, per avere il suo commento a riguardo, Tuttomercatoweb.com ha sentito una bandiera dell'Hellas come Pietro Fanna. "Non sono d'accordo con chi lo sta criticando: è un momento difficile, ci sono infortuni ma non vedo il motivo dei fischi e delle contestazioni. L'ultima partita ho visto un pubblico che ha difeso la squadra, che l'ha sorretta fin quando ha potuto e non son d'accordo".

Non tutti paiono soddisfatti, però.
"Se guardiamo gli umori della gente non ne usciamo: non si può accontentare tutti, per forza di cose l'allenatore è preso di mira ma queste critiche prevenute non mi trovano d'accordo. La squadra, tutto sommato, soprattutto con la Fiorentina, mi è sembrata capace di reagire. Purtroppo gli episodi girano male e condizionano una squadra che qualche certezza l'ha persa ma da lì a dire che non reagisce ce ne corre".

E' stata, a suo avviso, indebolita dal mercato?
"Ogni stagione ha la sua pagina; lo scorso anno era un'annata, ora è uno difficile ma è questa la normalità per una squadra come il Verona. La squadra deve pensare a salvarsi, forse c'erano aspettative su qualche giocatore ma la società è vigile anche sul mercato e se ci sarà occasione interverrà a dovere".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Verona, Fanna: "Lopez, puoi essere il nuovo Iturbe"
06.11.2014 18.28 di Pietro Lazzerini
L'Hellas Verona di Mandorlini non è ancora riuscita a trovare la continuità che l'anno passato aveva stupito tutti. Il rendimento altalenante però non ha certo compromesso il campionato, in attesa che alcuni giocatori riescano a sopperire alle cessioni estive. Per parlare della squadra veneta la redazione di Tuttomercatoweb.com ha contattato in esclusiva l'ex difensore gialloblu Pietro Fanna: "L'ambiente era abituato bene dopo la grande stagione del ritorno in Serie A. Era impossibile ripetere la stessa annata, considerando soprattutto le cessioni di Iturbe, Romulo e Cacciatore. La squadra ha cambiato pelle e sta ancora cercando la quadratura del cerchio".

I problemi più grandi sembrano arrivare dal reparto offensivo...
"Saviola non ha mai giocato e Toni non ha ancora ingranato come nel recente passato. Lopez sta andando bene, ma la squadra ha perso un po' di sicurezza dopo le imbarcate contro Milan e Napoli. Manca la facilità di gioco della passata stagione perché tutti i reparti non stanno rendendo al massimo delle proprie potenzialità".

Da chi si aspetta qualcosa di più nelle prossime partite?
"Toni è sempre importante anche quando non segna. E' il leader di questa squadra e penso che segnerà tanto anche in questa stagione. Mi aspetto un salto di qualità da parte di Nico Lopez, che reputo un ottimo giocatore con le qualità giuste per trasformarsi nel nuovo Iturbe di Mandorlini. Anche Tachtsidis deve fare di più, deve dare maggiore continuità alle proprie prestazioni. E' un ottimo giocatore ma in quel ruolo deve aiutare la squadra con maggiore costanza".

Da doppio ex della sfida, cosa si aspetta da Inter-Verona?
"Sarà una partita difficilissima per il Verona. La squadra arriverà a San Siro con maggiore serenità grazie ai due pareggi contro Lazio e Cesena ma sarà un banco di prova importante soprattutto dal punto di vista caratteriale. In difesa ci saranno diverse assenze, quindi coloro che saranno impiegati dovranno veramente dare il massimo per fare punti contro i nerazzurri. Con attenzione e serenità, i gialloblu potranno dire la loro anche contro una pretendente per la Champions come l'Inter".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


13:42 | venerdì 17 ottobre 2014
Fanna: «Vi racconto la Fatal Verona»
Ai microfoni di Tuttosport, il racconto di un lontano pomeriggio del 1990

HELLAS VERONA FANNA MILAN - La redazione di Tuttosport, in occasione della prossima sfida di campionato tra Milan e Verona per ricordare la Fatal Verona del 1990, ha contattato l’ex giocatore veronese PietroFanna, che ha raccontato diversi retroscena su quella famosa partita. Ecco il racconto di Fanna al quotidiano piemontese circa quel pomeriggio: «Mi ricordo che il Milan ci stuzzicava, in primis van Basten che si mise a provocare Lo Bello che, a sua volta, forse non aspettava altro. Lui ha fischiato quello che ha visto».

FATAL VERONA - Prosegue il racconto: «Il Milan arrivò a quella partita un po’ stanco: quattro giorni prima era andato ai supplementari nella semifinale di Coppa dei Campioni con il Bayern Monaco. Noi reagimmo al gol di Simone con un gran gol di testa di Sotomayor sul mio angolo, e poi il Milan perse la testa. Vennero espulsi Costacurta, van Basten, Rijkaard e Sacchi. Nel post-partita, per rientrare nel nostro spogliatoio, passammo davanti a quello del Milan: ricordo che vidi gente come Tassotti che piangeva. C’era un silenzio tombale impressionante, ma in campo noi facemmo solo il nostro dovere. Purtroppo il calcio è fatto anche di questi episodi».

FONTE: CalcioNews24.com


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Verona, mercato ok. Con Saviola si è chiuso il cerchio"
03.09.2014 14.29 di Alessandra Stefanelli
C'è grandissima curiosità attorno al Verona, che ha saputo ovviare alle partenze pesanti di questa sessione di calciomercato (su tutte quella di Juan Iturbe) con acquisti mirati e di spessore come quelli di Rafa Marquez e Javier Saviola. La redazione di Tuttomercatoweb.com ha commentato i principali movimenti del club scaligero con Piero Fanna, storica bandiera del club: "Saviola è un giocatore che ha esperienza da vendere e che può essere un grandissimo colpo. L'importante è che stia bene fisicamente, perché a mio avviso l'età è quella giusta. Ha la giusta esperienza e la giusta maturità e potrà trasmetterle anche alla squadra. Adesso dipenderà da Mandorlini decidere dove schierarlo e come farlo rendere al meglio, però direi che dopo Rafa Marquez con Saviola si è chiuso il cerchio. Sono state tamponate alcune assenze pesanti con acquisti in prospettiva come ad esempio Lopez, credo che la società si sia mossa davvero molto bene".

La rosa, così com'è adesso, può ripetere il campionato della passata stagione?
"Dimentichiamo l'anno scorso. Salvarci nel girone d'andata non è una cosa che si può fare ogni anno. Ora non siamo più una sorpresa, le avversarie ci affronteranno con un'attenzione particolare e non sarà semplice come la passata stagione. Dobbiamo come sempre partire dalla salvezza e da lì poi vedere dove possiamo arrivare".

ALTRE NOTIZIE
ESCLUSIVA TMW - Verona, Fanna: "Marquez, che colpo. Sarà l'anno di Sala"
07.08.2014 12.34 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Pietro Fanna è uno dei grandi ex di casa Hellas Verona e per Tuttomercatoweb.com commenta l'arrivo di Rafa Marquez in gialloblù. "E' un parere più che positivo: ai Mondiali mi ha stupito, ha la sua età ma se sta bene, con la sua esperienza può dare tanto. Poi ha carattere, è navigato, è stato un grande colpo".
Che ne pensa del mercato di Sogliano?
"La squadra è stata cambiata, forse ha perso le sue caratteristiche ma l'anno scorso è stato un grande campionato, duro da ripetere. Però la società si è mossa bene, ha saputo sostituire bene Marquinho ed Iturbe".
Anche se non sono arrivati esterni.
"Già, ma i colpi sono stati importanti. Tachtsidis, Marquez, poi Nenè. Poi non scordiamoci Toni, che è sempre Toni... E poi aspettiamo anche l'esplosione di Sala, può essere il suo anno".

10 luglio 2014 - Presentazione ufficiale, che festa con gli ex! C'è anche Pierino...

ALTRE NOTIZIE
ESCLUSIVA TMW - Iturbe via da Verona, Fanna: "Le piccole non possono sognare"
02.07.2014 13.35 di Alessandra Stefanelli
Il futuro di Juan Iturbe sembra sempre più lontano dal Verona. Milan e soprattutto Juventus restano vigili sul Messi Guaranì e anche il club scaligero sembra ormai essersi rassegnato all'idea di perderlo. Ne ha parlato in esclusiva ai microfoni di Tuttomercatoweb.com la bandiera del Verona Piero Fanna, che non ha nascosto una punta di amarezza: "Penso che il calcio ormai sia questo, sempre più veloce nel mercato e in tutto. La società non si può permettere di tenere un capitale così in rosa, se arrivano buone offerte fa bene a darlo al miglior offerente anche se sarebbe stato bello averlo a Verona per ancora qualche anno. Questa è solo l'ennesima dimostrazione di come ormai le squadre provinciali facciano molta più fatica a sognare in grande".

Vista la rosa delle pretendenti, dove lo vedrebbe meglio?
"Chi lo prende deve avere già un progetto in mente, visto che si tratta di un esterno di grandi qualità, che può essere appetibile per tutte. Il Milan è una squadra che deve ricostruirsi e ha bisogno di talento, in questo senso un acquisto come Iturbe potrebbe rappresentare un segnale importante. Dal canto suo, la Juventus è una squadra più solida e già strutturata, mentre il Milan credo che abbia altre priorità dovendosi ricostruire del tutto. Ai bianconeri sicuramente può fare comodo".

Su chi puntare per il dopo Iturbe?
"Nomi è difficile farne, sicuramente è chiaro che esterni così non si trovano. Magari si punterà su una seconda punta che possa agire più vicino a Toni. Il Verona ha una buona possibilità di inserire nell'affare qualche contropartita sia dal Milan che dalla Juventus, anche se dipenderà sempre dal modulo con cui si intende giocare".

ALTRE NOTIZIE
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Felice per Toni, ma in attacco serve anche altro"
13.06.2014 20.16 di Luca Bargellini
Piero Fanna, bandiera del Verona, ha commentato per Tuttomercatoweb.com la notizia del rinnovo di Luca Toni con il club scaligero: "Dopo quello che ha fatto lo scorso anno era il minimo che la società potesse fare. C'è grande riconoscenza nei suoi confronti e lui si è meritato la riconferma. Per la prossima stagione non aspettiamoci però un rendimento pari a quello del campionato appena concluso. Con l'abnegazione e il suo essere d'esempio può recitare comunque un ruolo importante nel Verona".

Pensa dunque che serviranno altri innesti in avanti?
"Cacia non ci sarà più e Iturbe sembra sempre più vicino alla cessione. Chiaramente, se si dovessero concretizzare partenze di questo tenore la società dovrà cercare altre soluzioni. Io ho grande fiducia in questa dirigenza e sono convinto che non si farà trovare impreparata. Mi aspetto, ad esempio, anche qualche puntello in difesa".

Dopo il sogno europeo sfuggito per poco, secondo lei è giusto che il Veroni provi a puntare a qualcosa di più che la salvezza nel prossimo campionato?
"La cosa più importante è rimanere con i piedi per terra perché solo così non si deludono i tifosi. Bisogna partire piano ma con la voglia di migliorarsi sempre".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Torna il derby a Verona. Fanna: "Troppo tempo che aspettavamo"
21.11.2013 23.00 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
Ai microfoni di Tuttomercatoweb Pietro Fanna, campione d'Italia col Verona nel 1985, ci introduce al derby fra Hellas e Chievo, che ritorna dopo oltre 11 anni: "Un derby così mi manca, considerato che a Verona ai miei tempi il Chievo praticamente non c'era. Bravi poi a costruire una squadra che è riuscita a fare risultati sportivi storici. Ancor più bravi a rimanere a questi livelli. Questo è un derby che aspettiamo più noi visto che stavolta siamo noi ad arrivare da lontano, mentre loro ci aspettavano. Una partita che fa bene mi auguro allo sport".

Come si vive l'attesa per il derby?
"Verona è una città molto tranquilla sotto questo aspetto. Da parte nostra ci sono molti più tifosi. Mi auguro che sia una partita corretta e me l'aspetto difficile. Il Chievo ha cambiato allenatore e sarà ben motivato".

Hellas Verona sorpresa di questo inizio stagione. Possiamo paragonarla a quel Verona degli anni '80 che da neopromossa centro l'Europa?
"Sì, questo Verona somiglia al primo Verona di Bagnoli, dove arrivai anche io dalla Juve. Era un gruppo che nasceva dalla B e forse un po' prima. Eravamo in 5-6 a portare esperienza e si creò un gruppo che arrivò quarto in classifica. Questa squadra ricorda la mia in questo aspetto. Ora, centrare un posto in Europa è difficilissimo, l'obiettivo dopo tanti anni di purgatorio è la salvezza. Facciamo qualche gradino e poi, una volta centrato l'obiettivo possiamo divertirci guardando in avanti e non indietro".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


26.10.2013
E Fanna la gioca così «Decisivi gli esterni»
STORIE DI EX. Parla il turbo dello scudetto
Piero Fanna

Nei ricordi sul campo, uno scudetto leggendario con la maglia del Verona; poi il passaggio a quell'Inter sogno di bambino. Piero Fanna, ora, vive con grande tranquillità la vigilia di quella che può essere giustamente definita la sua partita. Anzi, si prepara con attenzione e scrupolo visto che da quest'anno è il commentatore tecnico delle radiocronache del Verona e i motivi di interesse ci sono tutti: dalle novità societarie in casa neroazzurra al periodo da favola, a parlare è la classifica, che sta vivendo la compagine scaligera neopromossa dopo i tanti anni nelle serie inferiori.

«Credo - dice sicuro alla vigilia del match di San Siro- che sarà davvero una bella partita. Sono due squadre ricche di entusiasmo e di buone organizzazione di gioco, ci sarà da divertirsi». Fanna ammette che «questo Verona mi ha sorpreso. Ero curioso di vedere come il gruppo poteva reggere al salto con la serie A e un po' come tutto l'ambiente si sarebbe rapportato con una categoria che mancava al Verona da ben 11 anni. È stato bravo Mandorlini, ha dato un gioco alla squadra. Il Verona ha una propria fisionomia, una propria identità. Affrontare la sfida con l'Inter ed essere davanti ai nerazzurri in classifica è davvero una grande soddisfazione».

Idee chiare sul Verona, altrettante sulla squadra di Mazzarri. «In questa stagione l'Inter è una sorta di cantiere aperto. Si è chiusa l'era Moratti, si sta cambiando pagina. Penso che l'importante sia non avere fretta e lasciar lavorare un allenatore come Mazzarri che, quando ha avuto il tempo di farlo, ha sempre dimostrato di saper fare grandi cose. Questa è un'annata per costruire, ma l'Inter ha ottime basi per poterlo fare». Un ultimo pensiero al campo, a come potrebbe giocarsi una gara che, classifica alla mano, vale l'Europa. «Per il Verona potrebbero essere decisivi gli esterni. Martinho, Gomez, lo stesso Iturbe grazie al gioco di Mandorlini potrebbero essere determinanti. Per l'Inter la differenza la può fare la qualità in attacco. Icardi e Palacio potrebbero essere le frecce giuste nell'arco di Mazzarri».

FONTE: LArena.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Fanna: "Verona-Rafael, rinnovo ok. Jorginho uno dei più appetibili"
21.10.2013 23.00 di Antonio Vitiello Twitter: @AntoVitiello
L'ex giocatore dell'Hellas Verona, Pietro Fanna, ha parlato ai microfoni di TMW del quarto posto in classifica del Verona, e del rinnovo odierno del portiere Rafael: "E' la vera sorpresa di questa serie A. Tutti eravamo curiosi di vedere la squadra al debutto in A dopo tanti anni, i risultati stanno confermando che la società sta lavorando bene. Ha tenuto tutti i migliori e ha azzeccato tutti gli acquisti. E' una squadra giovane e di grande personalità, ha voglia di fare bene, grandissime motivazioni".

Da poco ha rinnovato il contratto Rafael, un premio meritato per il portiere brasiliano...
"E' uno di quelli che è qui da tanti anni. Si è creato affiatamento tra i nuovi e quelli vecchi. Credo sia un rinnovo giusto perchè dà sicurezza alla squadra. Il Verona in liena generale oltre che i punti sta dimostrando anche di saper giocare bene. Oltre al secondo tempo contro la Roma per il resto si è sempre giocato la partita, pure con la Juve a Torino".

Jorginho già a quota cinque gol, uno dei giovani più appetibili del nostro campionato...
"Anche lui sta crescendo molto, ha personalità e fa giocare bene la squadra, può ricoprire sia il ruolo di centrale che di interno. Davvero un giocatore interessante, uno dei più appetibili sul mercato".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


19.10.2013
Fanna adesso raddoppia Gioca e fa l'allenatore
Continua a correre, Marco Fanna, classe 1986, con profonde radici gialloblu. Da tre anni il figlio del popolare Pierino, il "turbo" dello scudetto del Verona, milita con soddisfazione nello Zevio, targato mister Sacchetti. Non contento, Marco ha iniziato la carriera di allenatore come vice nella formazione giovanissimi professionisti 2001 dell'Hellas Verona, guidata dal'altro ex, Stefano Ghirardello.

Afferma Marco: “La possibilità è nata quasi per caso, per una serie di circostanze positive. Ho sempre sognato di provare ad allenare. E' grazie alla fiducia della dirigenza del Verona la cosa si è tramutata in una splendida realta. Con grande entusiasmo riesco a gestire questa nuova opportunità, conciliando gli impegni con quelli di difensore fluidificante nello Zevio, correndo in campo e fuori ed utilizzando con raziocinio le mie giornate”.

Due le persone, fondamentali, oltre al celebre campione dello scudetto dell'era Bagnoli, papà Pietro, per il talentuoso terzino bianconero. Uno, mister Sacchetti centrocampista gialloblu dello scudetto, nonché tecnico apprezzato, ritornato l'anno scorso sulla panchina dello Zevio, in Promozione. L'altro, Stefano Ghirardello, ex calciatore professionista con le tante maglie indossate nella sua lunga storia di "zingaro del gol", chiamato a guidare i giovanissimi 2001 del presidente Setti.
"I loro insegnamenti - spiega Marco - sono davvero molto preziosi. Pur giocando in epoche diverse, hanno fatto, con merito la loro parte. E' bello avere il loro apporto durante gli allenamenti. Dosano le parole con schiettezza, senza enfasi misurandosi con i giovani sul campo. Ho visto raramente insegnare il calcio come sanna fare loro con bravura, adoperandosi in maniera totale durante gli allenamenti".

Buona la carriera calcistica di Marco Fanna. Cresciuto come centrocampista nell'Hellas, è passato al Parma, al Portogruaro, poi due anni alla Reggiana, per poi scendere di categoria in serie D, a Trento e al Somma. Rientrato nei dilettanti dopo una breve parentesi al Vigasio è giunto allo Zevio. Conclude Marco: "Amo profondamente il calcio. Forse se avessi la testa di adesso, non avrei pagato certi miei errori. Ma alla fine va bene così. Ora mi sono gettato in una nuova avventura con la formazione di mister Ghirardello e ne sono felicissimo. A mio padre a mia madre e mia sorella, voglio dire un meraviglioso grazie per i valori che hanno saputo darmi”.
Roberto Pintore

FONTE: LArena.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Verona, Fanna"esagera": "Iturbe, fra Messi e Maradona"
07.10.2013 13.28 di Luca Bargellini Twitter: @barge82
Hellas Verona rivelazione della Serie A. Alla formazione scaligera, neo promossa, l'ultimo turno di campionato ha regalato il quinto posto in solitaria davanti a formazioni blasonate come Fiorentina e Lazio. Ai microfoni diTuttomercatoweb.com un grande ex gialloblù come Pietro Fanna, parla della formazione di mister Mandorlini: "E' senza dubbio la sorpresa di questo inizio di stagione - spiega -. Domenica dopo domenica la squadra sta dando conferme importanti. Le prestazioni fornite finora dimostrano che la classifica è assolutamente meritata. In campo i ragazzi di Mandorlini hanno sempre tenuto il campo, contro ogni avversario, giocando bene e in sicurezza".

Merito anche di una società che ha lavorato bene sul mercato.
"Una metà della squadra è rimasta quella delle ultime stagioni, ma in estate i dirigenti hanno completato l'organico con innesti di valore, riuscendo, anche, a coprire ogni ruolo con più elementi".

Fra i nuovi impossibile non parlare di Juan Manuel Iturbe, talento paraguaiano arrivato dal Porto.
"E' un ragazzo di grande talento. E' un mancino puro, ha grande fantasia e giocate davvero importanti. Vedendolo in queste ultime gare riconosco che ha qualcosa, ovviamente con le dovute proporzioni, di altri due grandi mancini come Maradona e Messi. Iturbe a Verona ha trovato il posto perfetto per crescere, migliorare e capire il calcio italiano".

In cosa deve ancora crescere, invece, il Verona?
"Detto che la squadra adesso sta dando davvero il massimo, credo che qualcosa in difesa possa mancare, soprattutto adesso che i due titolari, Moras e Maietta, si sono infortunati. Per il resto, sia a centrocampo che in attacco, la rosa è completa con molti giocatori già a disposizione".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


E LO RESE SPECIALE... - Pietro Fanna
Presentiamo oggi un personaggio della storia italiana del calcio, un'ala destra capace di giocare però su entrambe le fascie, ricordato per la classe e la fantasia.
Lo rese speciale l'aver vinto lo scudetto del campionato italiano con tre maglie diverse, tutt'ora sono solamente 5 i giocatori a vantare questo record.

Pietro Fanna nasce a Grimacco il 23 giugno 1958, gli osservatori dell'Atalanta lo portano a Bergamo a diciassette anni. Fanna esordisce nella serie cadetta con 20 presenze e due gol.
Nella stagione 1976-1977 l'ala friulana è titolare fisso, ed è uno dei principali protagonisti della promozione dei bergamaschi.

Nel 1977 approda alla Juventus. Presentato come l'erede di Franco Causio, Fanna non riesce, nei primi tre anni, ad esprimersi al meglio, penalizzato da ruoli non adatti alle sue caratteristiche e anche dal suo carattere introverso. Nelle stagioni 1980-1981 e 1981-1982 trova spazio tra i titolari e contribuisce con diversi gol e numerosi assist alla conquista dello scudetto. Nell'annata successiva si ritrova di nuovo in panchina: decide allora di passare all'Hellas Verona, squadra neopromossa, a cui viene ceduto per la cifra di un miliardo e mezzo. Due anni dopo con l'Hellas Verona conquista lo storico scudetto 1984-85.

Nei suoi anni a Verona, Fanna rappresenta la pedina tattica fondamentale nello sviluppo del contropiede, creando gli spazi e i presupposti per una rapida ripartenza senza palla da parte di Roberto Tricella. La scelta di tempo di questi due giocatori determinava lo spostamento e l'inserimento di un compagno che finalizzava l'azione.
Nell'estate del 1985 passa all'Inter. Nel 1988-1989 conquista lo scudetto sotto la guida di Giovanni Trapattoni, battendo ogni record. Fanna gioca 13 spezzoni di partita.

Nella stagione 1989-1990 decide di tornare al Verona di Osvaldo Bagnoli che, con una formazione completamente nuova, non riesce ad evitare la retrocessione in Serie B. Bagnoli, fautore dei successi passati, a quel punto decide di lasciare la società. L'anno dopo il Verona riconquista la Serie A grazie anche a Fanna. Nella stagione 1991-1992 il Verona retrocede di nuovo e al termine dell'annata successiva Fanna decide di lasciare l'attività agonistica.
Nel 1977 esordisce nella Nazionale Under-21. Con la Nazionale maggiore totalizza 14 presenze.

Dopo il suo ritiro si occupa del settore giovanile veronese per diversi anni e assume, con l'arrivo di Cesare Prandelli nell'estate 1998, il ruolo di allenatore in seconda. Grande amarezza ha suscitato nei tifosi gialloblu la scelta di Fanna di seguire Prandelli al Venezia dove rimane fino al 2002.(fonte wikipedia)
Se al giorno d'oggi come gli osservatori dell'Atalanta fecero con Fanna, si lasciasse più spazio ai giovani italiani, forse non ci troveremmo nella situazione calcistica attuale. Le maggiori squadre di club italiane sono piene di stranieri, la nostra nazionale fatica a tenere il passo col resto dell'Europa, gli under21 titolari non riescono quasi mai a trovare un posto stabile in una squadra di serie A.

Continuiamo ogni anno a vedere le nostre squadre impegnate in coppe europee, uscire prematuramente a vantaggio di squadre che investono sui giovani del proprio paese con grande profitto, la storia di Fanna dovrebbe farci riflettere, non c'è bisogno di andare al Real Madrid per restare nella storia, e soprattutto non c'è bisogno di acquistare ogni anno decine di stranieri strapagati, è la persona che conta, è il cuore e l'impegno che a volte possono fare la differenza, come nello scudetto del Verona. C'è sempre da imparare dal passato, ma bisogna cambiare la mentalità, o il calcio italiano resterà sempre indietro.
di Cristian Amadei
Postato 22nd March 2011 da Calci Sul Calcio

REMEMBER:PIETRO PIERINO FANNA E LO SCUDETTO DEL VERONA NEL 1984-85

FONTE: CalciSulCalcio.BlogSpot.com


Andrea Spiazzi nuova voce ufficiale dell'Hellas
Postata il 06/09/2008 alle ore 12:00
VERONA - Nella mattinata di sabato l'emittente ufficiale dell'Hellas Verona, Easy Network, ha reso noto che il giornalista Andrea Spiazzi rivestirà il ruolo di radiocronista per le partite dei gialloblù nella stagione 2008/2009.

Nel commento Spiazzi sarà affiancato da un campione del calibro di Pietro Fanna, che da giocatore ha collezionato con la maglia scaligera 233 presenze e 24 reti, vincendo lo scudetto nell'84/85.

Il club di Corte Pancaldo coglie l'occasione per ringraziare sentitamente Roberto Puliero, che per trent'anni ha narrato ai tifosi veronesi le gare dell'Hellas e che proseguirà nel proprio lavoro per Radio Verona.

FONTE: HellasVerona.it

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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