Tra BETTEGA, PLATINI e BONIEK non c'è spazio per il 'piccolo' GALDERISI che lascia Torino per conquistare con l'HELLAS il suo terzo tricolore (stavolta da protagonista); di bianconero conserverà solo il soprannome con cui tutti lo ricordano ancora oggi: Nanu!

Giuseppe 'Nanu' Galderisi
Data di nascita:22/03/1963
Luogo di nascita:Salerno (SA)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Attaccante
Altezza:168 Cm
Peso:70 Kg
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE/DIRIGENTE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartite  
TriestinaDa Nov. 2014LP-Allenatore 
OlhanenseGen. 2014 - 2014PL-Allenatore 
TriestinaOtt. 2011 - 2012C1-Allenatore 
BeneventoDic. 2010 - 2011C1-Allenatore 
ArezzoNov. 2009 - 2010C1-Allenatore 
Pescara2008 - Mar. 2009C1-Allenatore 
FoggiaGen. 2008C1-Allenatore 
Avellino2006 - 2007C1-Allenatore 
Sambenedettese2005 - 2006--Allenatore 
Viterbese2005C2-Allenatore 
Giulianova2002 - 2003C2-Allenatore 
Cremonese2001 - 2002C2-Allenatore 
Gubbio2000 - 2001C2-Dirigente 
LEGENDA: PL=Primeira Liga (Serie A Portoghese), LP=Lega Pro

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Tampa Bay MutinyGen. 1997MSL2322 
New England RevolutionGen. 1996MSL2522 
Padova1995 - 1996A70 
Padova1994 - 1995A211 
Padova1993 - 1994B3515 
Padova1992 - 1993B3712 
Padova1991 - 1992B324 
Padova1990 - 1991B3614 
PadovaOtt. 1989 - 1990B294 
Milan1989 - Ott. 1989A00 
Hellas Verona1988 - 1989A284 
Lazio1987 - 1988A331 
Milan1986 - 1987A213 
Milan1986 - 1987A213 
Hellas Verona1985 - 1986A246 
Hellas Verona1984 - 1985A2911 
Hellas Verona1983 - 1984A297 
Juventus1982 - 1983A70 
Juventus1981 - 1982A166 
Juventus1980 - 1981A10 
Giovanili JuventusFino al 1980--- 
Giovanili Vietri-Raito (SA)Fino al 1976--- 
Giovanili Frattese (SA)---- 
Giovanili Trecasali (PR)---- 
LEGENDA: MSL=Major Soccer League (Serie A USA), PL=Primeira Liga (Serie A Portoghese)

Amarcord Nanu GalderisiNANU GALDERISI SI RACCONTA (prima parte)NANU GALDERISI SI RACCONTA (seconda parte)

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
«Pochi minorenni nel nostro calcio hanno fatto capire subito che sarebbero diventati giocatori di primo piano. Agile, potente, capace di calciare indifferentemente di destro o di sinistro. Il suo tiro dai sedici metri era forte e preciso e, malgrado la statura, emergeva in elevazione grazie alla sua scelta di tempo. Il suo ruolo iniziale era quello di mezza punta, ma col tempo diventò uomo da area» così lo dipingeva mister GROSSO suo allenatore nella Primavera bianconera.

Con ELKJAER formava un tandem d'attacco potenzialmente perfetto: Preben apriva gli spazi dove 'Nanu' (così lo avevano soprannominato i tifosi della JUVE squadra dalla quale era stato forse troppo frettolosamente accantonato) si infilava e con la rapidità di un cobra colpiva sottomisura il portiere avverso...
A dire la verità Giuseppe, da 'rapace' dell'area piccola, poteva contare anche sui cross di FANNA e sorprendere, a dispetto di una statura contenuta, di testa il diretto marcatore.
Temperamento sanguigno, animo del combattente: GALDERISI mi stupì quando, in campo per beneficienza insieme ad altri ex del VERONA scudettato, se la prese a muso duro col portiere avversario reo di averlo preso bonariamente per i fondelli impedendogli di segnare...


ALLA JUVENTUS TREDICENNE...
Dopo aver tirato i primi calci a Parma (dove la sua famiglia si era stabilita per 11 anni) e poi in Campania GALDERISI viene portato al collegio bianconero nel 1976 e li capiscono subito che quel ragazzetto non ancora adolescente ('soffiato' alla concorrenza di NAPOLI, INTER, VARESE ed ATALANTA) ci sa fare: Arrivano le prime chiamate dalle Giovanili Nazionali...
Quattro anni più tardi l'esordio in Coppa Italia e poco dopo in Serie A (PERUGIA 0-0 JUVENTUS) ma la vera occasione arriva nella stagione successiva nel '81-'82 quando un brutto infortunio capitato alla 'leggenda' BETTEGA gli apre le porte del team bianconero: Beppe da titolare guadagna fiducia fino a realizzare la tripletta che abbatte il MILAN a Torino ma nell'anno successivo il ritorno di Paolo ROSSI e gli arrivi di 'Le Roi' PLATINI e 'Zibi' BONIEK gli tolgono ulteriore spazio, per giocare GALDERISI lascia la squadra con cui ha vinto, anche se non da protagonista, due scudetti ed una Coppa Italia «Ci rimasi male quando Boniperti mi disse che non c'era più spazio per me... Della Juventus mi resta comunque un bel ricordo, ma forse è stata la mia fortuna quella partenza. Ero chiuso da troppi campioni, avevo bisogno di libertà e soprattutto di giocare»

L'APPRODO A VERONA E LA CONQUISTA DEL TERZO TRICOLORE
Stagione '83-84, Beppe sfiora la doppia cifra con gli scaligeri in una squadra che ha fiducia in lui e ne esalta le qualità: Mister BAGNOLI intravede in quel 'folletto' potenzialità che ad altri sono sfuggite e nella stagione successiva GALDERISI sarà il capocannoniere dell'HELLAS Campione d'Italia con 11 centri in 29 presenze.
Un'altra annata per godersi lo scudetto che sentirà più suo e poi il trasferimento a Milano sponda rossonera in cambio del (bollito) Paolo ROSSI ex eroe del 'Mundialito' spagnolo e 5 miliardi delle vecchie lire...

MILAN, LAZIO, IL RITORNO A VERONA E...
Con il 'Diavolo' Giuseppe non ha molta fortuna: Gioca da titolare ma 'timbra' solo 3 volte è così che, nonostante la conquista della Coppa Intercontinentale, a fine stagione il MILAN lo presta alla LAZIO in Serie B.
Mister FASCETTI lo schiera titolare fisso ma se i biancazzurri centrano la promozione non è certo grazie ai gol del 'Nanu' che va a segno una sola volta in 33 gare... Troppo poco per convincere la squadra romana a puntare nuovamente su di lui nella massima serie: GALDERISI viene rispedito in prestito a Verona dai rossoneri sicuri che 'l'aria di casa' potrà giovargli; non sarà proprio così e dopo 4 gol in un'altra stagione da titolare in A Nanu tornerà al MILAN.

... PADOVA!
Ma nel MILAN edizione '89-'90 non c'è spazio per Giuseppe che ad Ottobre viene girato al PADOVA (a quel tempo squadra 'satellite' del club rossonero): Con i biancoscudati un sodalizio lungo sette anni durante i quali l'attaccante riuscirà a sfondare la fatidica 'quota 10' per ben tre volte nelle cinque stagioni di Serie B successive e nell'ultima, con 15 gol in 35 gare, a conquistare la Serie A che difenderà con i biancorossi per altre due annate (poco 'prolifiche' a dir la verità...)

L'AVVENTURA USA
Ormai 32enne sul viale del tramonto, GALDERISI decide che non è ancora il momento di smettere e sorprende un po' tutti tentando l'avventura nella Major Soccer League negli Stati Uniti dove buttarla dentro a quel tempo per uno come lui è un po' come far pescare Sampei nella vasca da bagno: Troppo facile!
Mette a segno 22 gol in due stagioni prima NEW ENGLAND REVOLUTION poi nei TAMPA BAY MUTINY sfiorando l'impressionante score di un gol a partita poi nel '97 decide di appendere gli scarpini al chiodo e prendere in mano la lavagnetta da allenatore.

ALLENATORE CON ALTERNE FORTUNE
Immediatamente dopo il ritiro, negli USA collabora con Walter ZENGA nell'allenare i NEW ENGLAND REVOLUTION, poi in Italia ricopre il ruolo di massimo dirigente in C2 nel GUBBIO ma le comode poltrone non fanno per lui così accetta l'incarico di guidare la CREMONESE nel 2001 e, fino alla SALERNITANA nel 2012, GALDERISI colleziona diverse panchine senza mai un 'acuto' vero nonostante sia stato a lungo nei piani alti della classifica con l'AVELLINO, FOGGIA, AREZZO e BENEVENTO in C1; memorabile lo scontro verbale nell'ultima conferenza stampa da allenatore dei toscani con un giornalista del 'Corriere di Arezzo' che gli imputava di non trasmettere la necessaria serenità alla squadra

Qui trovate una pagina Facebook dedicata al calciatore [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]
ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =
  • Vandalo a Padova! Ottobre 2010: Un direttore della catena di negozi d'abbigliamento OVS accusa GALDERISI di atti vandalici sulla sua auto; qualche giorno prima ci sarebbe stato un confronto abbastanza acceso tra i due, con l'ex calciatore che avrebbe accusato i dipendenti del negozio di avere danneggiato la sua di auto.
    Fattostà che qualche giorno dopo, una persona dalle fattezze simili a quelle di Nanu inquadrata dalla telecamera di sorveglianza installata di guardia all'esterno dell'impianto commerciale, viene immortalata a compiere il vandalico gesto...
  • Col PADOVA amore (quasi) infinito... Dopo un settennato ricco di battaglie epiche con la squadra della 'Città del Santo' nel 2010 i tifosi biancorossi hanno eletto GALDERISI Calciatore biancoscudato del Secolo: 10246 schede depositate in oltre 160 esercizi commerciali del padovano hanno dato un risultato nettissimo! Nanu è stato il calciatore che ha fatto maggiormente breccia nel cuore dei supporters padovani
  • Che paura nel 2004! Quando un attacco di cuore ha fatto temere per la salute dell'amato Nanu...
  • Simpatia innata, carattere spigliato e competenza tecnica fanno di lui un buon commentatore di calcio televisivo, Nanu ha lavorato anche in Mediaset ma il richiamo dell'erba è sempre stato irresistibile per lui uomo di campo con la U maiuscola
  • Maestro di Calcio Nel 2001 Nanu fonda a Padova la 'Galderisi Soccer Team' scuola calcio per calciatori in erba fino alla categoria Giovanissimi
  • Mai segnato in Nazionale 10 le presenze per Beppe con la squadra azzurra in partite ufficiali, tra le quali 4 nel mondiale dell'86 in Messico: Mai un pallone scagliato da lui ha oltrepassato la riga di porta di un team avversario negandogli così la soddisfazione di vantare un gol in Nazionale...
  • Stò correndooooo Sull'onda dell'entusiasmo in quel VERONA 'sbarazzino' che esaltava noi ragazzi degli anni '80 felici di vivere nell'ombellico dell'Italia calcistica, GALDERISI incise un 45 giri dal titolo 'Stò correndo' che non è mai entrato nei pezzi storici della musica del 'Belpaese' ma è stato sicuramente un tormentone per qualche mese.
    Nanu, attorniato dagli ex gialloblù per la festa dei 110 anni dell'HELLAS in Arena il 20 Maggio scorso, ha riproposto quella canzone facendo esplodere nei presenti in un nostalgico amarcord!
  • Quella doppietta alla STELLA ROSSA... Stagione '83-'84 l'HELLAS dopo un gran campionato ha conquistato il diritto di giocare in Europa ma a Belgrado è molto dura proteggere l'1 a 0 dell'andata ma gli slavi non hanno fatto i conti con l'incredibile vena di GALDERISI che quella sera con una doppietta trascina il VERONA alla vittoria e fa lustrare gli occhi a parecchi addetti ai lavori delle TV europee...
  • I 3 gol della vita! Così definisce il giornalista Caminiti la tripletta segnata il giorno di San Valentino del 1982 al MILAN: Quei tre gol fecero innamorare l'allora numero uno della 'Vecchia Signora' GianPiero BONIPERTI che ebbe a dire 'Questo Galderisi fa goal come Zoff para'
  • Nanu... Malefico! E per i portieri avversari, spesso sorpresi dalla sua tecnica unita ad un invidiabile fiuto del gol, lo era! Furono i tifosi bianconeri ad affibbiargli il nomignolo 'Nanu' ironizzando amichevolmente sulla sua statura certo non imponente nemmeno per i parametri di quel calcio dove ancora la tecnica contava ben più del fisico...
  • Si capì da subito che avrebbe fatto carriera... Così lo ricorda mister GROSSO che lo ha allenato nella formazione 'Primavera' juventina «Pochi minorenni nel nostro calcio hanno fatto capire subito che sarebbero diventati giocatori di primo piano. Agile, potente, capace di calciare indifferentemente di destro o di sinistro. Il suo tiro dai sedici metri è forte e preciso e, malgrado la statura, emerge in elevazione grazie alla sua scelta di tempo. Il suo ruolo iniziale era quello di mezza punta, ma è diventato uomo da area»
Sto Correndo - Nanu GalderisiNanu Galderisi Show in conferenza stampa

Giuseppe Galderisi
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Giuseppe Galderisi (Salerno, 22 marzo 1963) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.
I tifosi della Juventus lo hanno soprannominato Nanu.

Carriera da giocatore
- Club
Inizia a giocare a Trecasali in provincia di Parma, proseguendo nelle giovanili della Frattese a Salerno e della Vietri-Raito in provincia di Salerno. Nel 1976 viene acquistato dalla Juventus. Quasi quattordicenne si trasferisce a Villar Perosa, gioca nelle giovanili del club torinese venendo anche convocato nelle squadre giovanili della Nazionale. Il 20 agosto 1980 arriva l'esordio con la prima squadra nella partita di Coppa Italia Udinese-Juventus (2-2). La prima presenza in Serie A arriva il successivo 9 novembre, con l'ingresso in campo al 60' di Perugia-Juventus (0-0). Con la Juventus gioca altri due campionati: nella stagione (1981-1982), anche a causa di un grave infortunio occorso a Bettega in Coppa dei Campioni[senza fonte], conquista la maglia di titolare ed è autore di diversi gol decisivi, tra cui la tripletta in Juventus-Milan (3-2); nell'anno successivo non trova spazio in prima squadra, dopo il ritorno di Paolo Rossi e l'arrivo di Michel Platini e di Zbigniew Boniek. Con la maglia bianconera Galderisi ha vinto due scudetti ed una Coppa Italia.

Nel 1983 passa all'Hellas Verona. Nella stagione 1983-1984 segnò 9 reti. Nella stagione successiva (1984-1985) contribuisce alla vittoria dello scudetto da parte degli scaligeri in qualità di capocannoniere della squadra (29 presenze e 11 gol). Gioca un'altra stagione a Verona per trasferirsi al Milan nella successiva stagione 1986-1987 per 5 miliardi di lire più il cartellino di Paolo Rossi, durante la quale colleziona 21 presenze e 3 gol in campionato e vince un Mundialito per club.

Nella stagione 1987-1988 gioca in serie cadetta con la Lazio all'epoca guidata da Eugenio Fascetti, centrando la promozione in Serie A. Nell'annata seguente torna al Verona.

Nell'estate del 1989 viene riscattato dal Milan, che lo cede a campionato iniziato al Padova, sodalizio militante nel torneo di Serie B. Con i padovani Galderisi gioca sette anni, di cui cinque nella serie cadetta, riuscendo per tre campionati a segnare più di 10 gol (14 nel 1990-1991, 12 nel 1992-1993 e 15 1993-1994), e due nella massima categoria, segnando un solo gol e giocando lo spareggio vinto ai calci di rigore contro il Genoa, valido per la permanenza in Serie A della squadra veneta.

Conclude la sua carriera negli Stati Uniti, disputando un campionato a testa con i New England Revolution ed i Tampa Bay Mutiny, nella Major League Soccer.

Si ritira dal calcio giocato nel 1997.
Il 1º aprile 2010 viene votato dai tifosi del Padova, su iniziativa della società stessa, come "Calciatore biancoscudato del Secolo", concorso per stabilire quale giocatore e quale allenatore avessero fatto maggiormente breccia nel cuore dei tifosi padovani.

- Nazionale
Vanta 10 presenze con la Nazionale italiana, senza aver collezionato segnature. Partecipa al Mondiale 1986 in Messico, giocando tutte le quattro partite disputate dagli Azzurri.

Carriera da allenatore
Nel 2001 fonda a Padova la Galderisi Soccer Team, una scuola calcio che si occupa della crescita di giovani calciatori fino alla categoria Giovanissimi.

In seguito ha allenato la Cremonese, il Mestre, il Giulianova, il Gubbio e il Viterbo.

È stato commentatore televisivo Mediaset

Nella stagione 2006-2007 viene scelto come allenatore dell'Avellino, in Serie C1. Per buona parte della stagione l'Avellino è in testa alla classifica del girone B, mentre in seguito si fa superare in classifica dal Ravenna. A quattro giornate dal termine della stagione regolare, con l'Avellino al secondo posto, Galderisi viene esonerato dal presidente Massimo Pugliese e sostituito da Giovanni Vavassori.

Da gennaio 2008 sostituisce Salvatore Campilongo sulla panchina dell'Unione Sportiva Foggia in Serie C1. Porterà la compagine pugliese a giocarsi i play-off, perdendo in semifinale contro la Cremonese, venendo eliminato, restando così in Serie C1.

Nel giugno 2008 viene nominato allenatore del Pescara, e nel marzo seguente viene esonerato per via della pessima posizione in classifica della squadra adriatica (zona play-out).

Nel novembre 2009 viene assunto come nuovo allenatore dall'Arezzo. Riesce a tenere una media da 1,91 punti a partita e a rilanciare la squadra al secondo posto, dopo averla presa al quarto. Durante la sua permanenza sulla panchina amaranto, la squadra va ai play-off. Il presidente Piero Mancini solleva dall'incarico Galderisi dopo il pareggio per 1-1 contro il Viareggio, richiamando, al suo posto, Leonardo Semplici, esonerato a sua volta a novembre. Nella sua ultima conferenza stampa, Galderisi ha un alterco con un giornalista del Corriere di Arezzo.

Nel dicembre del 2010 diventa il nuovo allenatore del Benevento subentrando ad Agatino Cuttone. Con i sanniti sfiorerà la promozione in Serie B (persa alle seminfinali play-off contro la Juve Stabia), lasciando successivamente l'incarico di allenatore.

Il 25 ottobre del 2011 diventa il nuovo allenatore della Triestina in Prima Divisione subentrando all'esonerato Gian Cesare Discepoli.

Il 13 luglio 2012 firma un contratto biennale con la Salernitana. L'esperienza con la squadra della sua città dura solo pochi mesi: infatti. il 20 settembre, dopo aver raccolto appena un punto in tre partite, viene esonerato dalla società granata per lasciare il posto a Carlo Perrone.

Il 7 gennaio del 2014 diventa allenatore della compagine portoghese dell'Olhanense (in quel momento all'ultimo posto nella Primeira Liga), con l'obiettivo salvezza. Debutta il 12 gennaio contro il Vitória Setúbal, vinta dai rossoneri 2-1. Al termine della stagione, dopo la sconfitta 3-1 col Vitória Setúbal, l'Olhanense è al ultimo posto in campionato retrocedendo in Segunda Liga.

Il 18 novembre 2014 diventa allenatore della Lucchese in Lega Pro al posto dell'esonerato Guido Pagliuca. La squadra ottiene una tranquilla salvezza. Il 28 maggio 2015 la società comunica che il suo contratto non sarà rinnovato, annunciando quindi la sua partenza dal club toscano.
La stagione successiva, il 9 marzo 2016, la società rossonera riaffida a Galderisi l'incarico di allenatore.

Fuori dal campo
È stato commentatore televisivo per Mediaset, Sky e Rai.
Il 21 gennaio 2004 è colpito da infarto, nel centro di Padova, ed è sottoposto ad un intervento in angioplastica.
Il 1º aprile 2010 è votato dai tifosi del Padova, su iniziativa della società, da "Calciatore biancoscudato del Secolo", concorso per stabilire quale giocatore e quale allenatore avessero fatto maggiormente breccia nel cuore dei tifosi padovani.

Palmarès
- Club
Campionato italiano: 3 Juventus: 1980-1981, 1981-1982 Verona: 1984-1985
Coppa Italia: 1 Juventus: 1982-1983


Giuseppe Galderisi
From Wikipedia, the free encyclopedia

Giuseppe Galderisi (born March 22, 1963) is an Italian former football forward and the former manager of Salernitana. He was born in Salerno.

Player
On the club level, Galderisi played for Juventus (1980–83), Hellas Verona (1983–86, 1988–89), AC Milan (1986–87), Lazio (1987–88), and Padova (1989–95). He finished out his career in Major League Soccer, playing with the New England Revolution and the Tampa Bay Mutiny in 1996 and 1997; he was traded to Tampa midway through the first season and then back to New England a year later.

Galderisi, nicknamed Nanu (short) during his playing career, was capped ten times for Italy, and was part of his country's 1986 FIFA World Cup squad.

Coach
Galderisi started a coaching career in 2000 as Serie C2 club Gubbio's boss. He then served as coach in years later for other Serie C clubs, such as Cremonese and Giulianova. His coaching career experienced a sudden break in January 2004, when Galderisi suffered a heart attack. He fully recovered since then, and in 2005 he accepted an offer from Viterbese of Serie C2. In 2006-2007, he coached Avellino of Serie C1; after a very impressive first half of season ended in first place, he was fired on April 18, 2007 despite his team, then in second place, was still involved in the promotion run.

In January 2008, Galderisi was appointed at the helm of Serie C1 side Foggia, replacing Salvatore Campilongo. During his tenure, the satanelli's performances dramatically improved as they managed to make a comeback to the promotion playoff spots.

On July 2008 he was appointed as new manager of Lega Pro Prima Divisione side Pescara, replacing Franco Lerda, with the aim to win promotion toSerie B for the biancazzurri. However, during his tenure as head coach, Galderisi had to face with serious economic issues within the club; Pescara was ultimately declared out of business on December 2008 and the club control passed legally to a bankruptcy trustee appointed by the Court of Pescara. On February 2009 a new property emerged, with Delfino Pescara 1936 being constituted and taking over the club from the Court of Pescara. Results did not improve anyway, with Pescara struggling in the bottom part of the table, and Galderisi was dismissed from his coaching post on March 23, 2009, being replaced by another former Juventus and Italy international footballer, Antonello Cuccureddu.

In the season 2009-10 he coaches Arezzo and in that following Benevento.

On 25 October 2011 he signed a one-year deal with sleeping giants U.S. Triestina Calcio until the end of the season. The season turned out to be a particularly troubled one due to massive financial issues that ultimately led to many players' departures during the winter transfer market, no salaries being paid for most of the season, relegation and even the cancellation of the club from Italian football.

On July 2012 he was announced as new head coach of hometown club Salernitana, who were just promoted back into professionalism, but he left after getting only one point in three games.

FONTE: Wikipedia.org


NEWS
Galderisi: “Hellas, guardia alta con l’Entella”
Nanu: “Partita difficilissima, serve lo spirito visto con il Vicenza”

di Redazione Hellas1903, 03/05/2017, 10:42

Giuseppe Galderisi, ex gialloblù, centravanti dell’Hellas dal 1983 al 1986 e nel 1988-89, parla della corsa alla A del Verona, intervistato da “La Gazzetta dello Sport” oggi in edicola.
Dice il popolare Nanu: “Hellas favorito? Sì, a patto che non abbassi la guardia. La trasferta sul campo dell’Entella sarà difficilissima. La pressione sarà tutta quanta addosso all’Hellas, che deve mantenere intatta la fame vista con il Vicenza”.

FONTE: Hellas1903.it


Venerdì, 16 Dicembre 2016 - 15:47
Galderisi: "Lucchese in continua crescita"
L'allenatore dei toscani, in esclusiva per Datasport, parla a ruota libera: dalla parentesi juventina fino al tricolore vinto con il Verona

Daniele Cavalletto e Nanu Galderisi - Foto asluccheselibertas.com

Giuseppe Galderisi, detto anche il "Nanu", è da sempre sinonimo di successo, lealtà e determinazione. Nato il 22 marzo 1963 a Salerno, l'attuale tecnico della Lucchese si racconta a Datasport, ripercorrendo le tappe più importanti della propria splendida carriera, tra imprese compiute, maestri di vita e cocenti delusioni.

- In apertura, le chiedo un giudizio sul momento della squadra. Dopo un inizio altalenante, avete inanellato nove risultati utili consecutivi, entrando prepotentemente tra le squadre in lizza per un piazzamento playoff.
"La squadra ha sempre fatto delle ottime prestazioni e nelle prime giornate ha sicuramente ottenuto molto meno di quello che ha messo in campo. Rispetto allo scorso anno è stata cambiata per molti aspetti, è partita da zero con 4/5 giocatori di spessore che già conoscevo: il 18 luglio siamo partiti con una grande voglia di crescere, il gruppo è diventato sempre più forte ed unito ed abbiamo fatto prestazioni importanti contro Alessandria ed Arezzo, raccogliendo meno di quanto avremmo meritato. Sembriamo poco continui, invece siamo in continuo miglioramento, soprattutto nella mentalità, nel modo di allenarci e nel preparare con umiltà le partite. Ora stiamo raccogliendo di più, ma resto del parere che, in tutti i campionati, il girone d'andata e il girone di ritorno siano due tornei a parte".

- Con l'attuale 3-4-2-1 è riuscito a mettere in risalto le qualità della sua squadra. Qual è stato il punto di svolta della vostra stagione?
"Già in ritiro lavoravamo molto col mediano che si abbassa in difesa, sicuramente sotto l'aspetto mentale questo modulo ci ha dato più solidità però ci stavamo lavorando sopra già da prima. Nel momento in cui abbiamo abbiamo perso contro il Tuttocuoio, abbiamo pensato con i ragazzi, i quali mi hanno dato la massima disponibilità, di cambiare. Con l'arrivo anche di qualche altro giocatore siamo diventati più duttili tatticamente, per esempio a Carrara siamo passati dal 3-4-2-1, al 3-4-1-2 per poi finire col 4-2-3-1. Bisogna sottolineare la grande disponibilità dei ragazzi, che sanno adattarsi a diverse situazioni".

- Riavvolgendo il nastro, lei da calciatore ha condotto una carriera straordinaria, vestendo maglie prestigiose. Ha debuttato in Serie A con la maglia della Juventus, ritrovandosi catapultato in un mondo esigente e ricco di pressioni. Quanto l'ha formata l'esperienza in bianconero?
"Quando un ragazzo di 13 anni parte da casa per andare a 1000 km di distanza con il sogno di diventare un calciatore e poi si ritrova un'ambiente composto da persone di tale spessore umano e professionale, è impossibile chiedere di più. Dal presidente Boniperti, dagli allenatori del settore giovanile, a Trapattoni: e poi tutti i giocatori con una mano mi hanno coccolato e con l'altra indirizzato. Parlo dei vari Zoff, Furino, Bettega, Scirea, Cabrini, Tardelli, Gentile. Mi hanno insegnato a comportarmi bene, ad essere educato, a rispettare il prossimo ed aiutare i compagni. Insomma nella mia carriera, oltre alla qualità e alla fame, ho avuto la fortuna di ritrovarmi grandi uomini che mi hanno insegnato non solo a fare il calciatore ma anche a vivere lo spogliatoio, ed è quello che cerco di trasmettere oggi ai miei giocatori".

- Poi il trasferimento all'Hellas e lo storico scudetto della stagione 1984/85. Si ricorda un aneddoto di quel fantastico gruppo che, guidato da Osvaldo Bagnoli, toccò vette inimmaginabili?
"L'emozione che mi ha fatto vivere l'anno scorso Ranieri con il Leicester si avvicina molto a quella vissuta da noi quell'anno. Noi in ritiro facevamo i conti per capire quali sarebbero state le squadre con cui ci saremmo dovuti confrontare per mantenere la categoria. Avevamo un enorme senso di appartenenza, una grande voglia di seguire il nostro condottiero Bagnoli: lui era molto equilibrato, umile e concreto. In quel gruppo c'erano veramente persone di grande spessore umano poi, con l'aggiunta dei due stranieri e di giovani come me che avevano voglia di spaccare il mondo, si formò quella miscela meravigliosa che ci portò a vivere momenti indimenticabili dentro e fuori dal campo".

- La sua esperienza italiana più duratura è stata al Padova, dove raggiungeste la promozione in Serie A dopo 32 anni. Pur di rimanere in Veneto, rifiutò anche diverse proposte arrivategli da grandi squadre. Quanto è legato a questa città?
"Io sottolineo sempre questo perché feci una scelta di cuore. Ero diventato un punto di riferimento perché alla fine ero quello che, fino al quel momento, aveva ottenuto più successi in carriera. La sfida diventò sempre più complicata ma io non me la sentii di lasciare Padova, avevo una gran voglia di portare la squadra dove mi ero prefissato. Versammo tante lacrime perché per anni sfiorammo la Serie A per poco, ma alla fine ce la facemmo e fu una grande gioia. Quello fu un grande gruppo, come alla Juventus e al Verona".

- Dando invece uno sguardo alla Serie A attuale, si rivede in qualche attaccante del campionato nostrano?
"Due anni fa giocai contro il Teramo che aveva due centravanti che in due avevano segnato una quarantina di gol e tra essi c'era Lapadula. A me piacque tantissimo perché aveva quella sana "cazzimma" napoletana e la qualità tecnica per sfondare, poi aveva una fame spaventosa. Lo rivedo soprattutto in quella voglia che avevo io di emergere anche se ha caratteristiche un po' diverse rispetto a me".

- Ormai allena da quasi quindici anni: quale tecnico l'ha influenzata maggiormente a livello tattico?
"Ho l'imbarazzo della scelta. Vengo da una scuola composta da persone di spessore al di fuori di ogni logica: parlo dei vari Trapattoni, Bagnoli, Maldini, Bearzot. Da loro ho imparato tante cose, poi era un periodo di transizione dalla marcatura a quella zona, ho conosciuto anche Arrigo Sacchi, seppur per un breve periodo. Anche oggi vedo tanto calcio, cerco di andare a vedere gli allenatori che mi piacciono di più e di bravi ce ne sono parecchi".

- Considera come maggior rimpianto della sua vita calcistica la breve esperienza sulla panchina della Salernitana? Considerando anche che lei è nato a Salerno ed è un tifoso granata.
"Quello fu l'unico anno da allenatore in cui rimasi solo tre partite. Diedi massima disponibilità per cercare di mantenere alcune promesse che feci a mio padre e mio cognato, morti poco tempo prima. Mi chiesero di riportare la Salernitana in Serie A e il destino volle che le nostre strade si incrociassero. Purtroppo le cose non andarono bene, c'erano situazioni che non dipendevano da me: è stato un fallimento personale molto grande perché ci credevo fortemente. Però, professionalmente, è stato un onore comportarmi come mi sono comportato: è stato un modo per far capire che il rispetto dei ruoli è fondamentale".

- Tornando all'attualità, domenica affronterete la Giana Erminio, squadra da sempre ostica. Quante insidie nasconde questa sfida?
"Insieme al Renate, la Giana è una delle squadre che farà soffrire tutti fino alla fine del campionato per duttilità, idea di gioco ed entusiasmo. Togliendo Alessandria, Cremonese ed Arezzo, credo che domenica troveremo l'avversario peggiore. Sarà un bellissimo confronto".
Federico Martino

FONTE: DataSport.it


“Nanu” promuove il Verona
11 agosto 2016

Armando Mantovanelli
“Nanu” Galderisi, neo mister della Lucchese, commenta l’Hellas:
“La retrocessione ha fatto male a tutti ma l’orgoglio dei tifosi è immenso e a Verona la categoria conta poco. La maglia e’ il vero valore aggiunto e va oltre ogni dinamica”.

Nelle parole di “Nanu” tanta amarezza ma anche la consapevolezza che i gialloblù possano riprendersi immediatamente.
“Un incidente di percorso può capitare a chiunque. L’Hellas dell’anno scorso ha avuto l’attenuante di una buona dose di sfortuna. Per il futuro sara’ determinante la ripresa mentale ma mi pare che Pecchia stia facendo davvero un ottimo lavoro”.

La coppia Setti-Fusco e’ da promuovere?
“La società ha fatto scelte oculate responsabilizzando l’allenatore che sta portando mentalità e rinnovato entusiasmo; Verona merita altri palcoscenici ma per tornarci occorre prima affrontare e vincere la serie B, campionato lungo e difficile”.

Dopo la partita di Coppa Italia in molti hanno rivisto alcuni cronici problemi difensivi della scorsa stagione: questione di reparto?
“Direi di no. L’errore non si cerca nella difesa ma nella squadra. Il gruppo nella sua interezza e’ la chiave di tutto. Il tempo per calarsi nella nuova categoria c’è. Ma non bisogna avere fretta di vincere subito; i ragazzi devono lavorare sodo e non dare nulla per scontato”.

Pazzini può essere l’erede di Toni?
“La scelta di trattenere Giampaolo e’ stata determinante; il “Pazzo” è un perfetto finalizzatore e chi gioca al suo fianco può solo imparare e beneficiarne. Ganz e Luppi sono avvertiti”.

FONTE: HellasNews.it


#GolSenzaConfini, 'Nanu' c'è!
19/MAGGIO/2016 - 13:25

Verona - L'invito di 'Nanu'. Per regalare, magari con un gol, l'ennesima gioia non solo ai tifosi, ma anche ai 40 bambini palestinesi del progetto 'Bambini Senza Confini'. L'appuntamento è fissato per sabato 21 maggio allo stadio 'Olivieri' di via Sogare, quando gli Ex gialloblù sfideranno le vecchie glorie di Sampdoria e Fiorentina nello 'Storico Triangolare', evento benefico organizzato dall'ASD Ex Calciatori Hellas Verona per dare l'opportunità ai bambini palestinesi di vivere un sogno. E 'Nanu' si scalda così, con il numero 9 sulla schiena... Vierchowod e gli altri difensori sono avvisati.

[...]

FONTE: HellasVerona.it


ESCLUSIVE TS
ESCLUSIVA TS - GALDERISI: "Il Leicester come il mio Verona. A Salerno tornerei per mantenere una promessa..."
13.05.2016 19:00 di Luigi Pepe
Attaccante capace di vivere esperienze uniche, vedasi la stagione 1984/85 con il Verona, ed un amore incondizionato per la suadra della sua città. Ecco quanto si può evincere dalle parole di Giuseppe Galderisi, ex attaccante di Juventus, Verona e della Nazionale, attualmente sulla panchina della Lucchese, il quale ha ripercorso la sua carriera da professionista, le esperienze all'estero e con la Nazionale e, soprattutto, il forte legame che lo lega alla Salernitana, squadra della sua città. Di seguito l'intervista rilasciata da Giuseppe Galderisi a TuttoSalernitana.com:

Lei da calciatore ha vinto uno scudetto con l’Hellas Verona nella stagione 1984/85 tra lo stupore di molti, come il Leicester di Ranieri quest’anno. Quali fattori rendono possibili questi autentici miracoli sportivi?
“La gioia che io ho provato nel vedere il Leicester giocarsi lo scudetto è stata immensa, come rivivere quella magnifica stagione a Verona. Ci sono delle annate dove scatta un qualcosa, approfittando anche delle difficoltà delle grandi squadre, come all’epoca fu per Juventus, Milan, Napoli e ti rendi conto che puoi farcela grazie ad un grande gruppo che vive bene assieme e che apprezza molto il proprio comandante, nel nostro caso Bagnoli, e che partita dopo partita pensa di potersela giocare ovunque. In quel campionato c’erano due stranieri per ogni squadra e tra i più forti al mondo come Socrates, Maradona, Bertoni, Cerezo, Falcao ed altri, un campionato veramente complicato. Credo che in quella stagione abbiamo azzeccato i due stranieri e Bagnoli è stato molto bravo a cercare gli uomini pezzo per pezzo. Quel gruppo rimarrà sempre nella storia non solo perché ha vinto uno scudetto impossibile da rivincere ma perché credo che sia stata costruita una squadra basandosi prima sugli uomini e poi sui giocatori. Sono contento di quello che è accaduto a Ranieri, il quale mi ha ricordato Bagnoli, che diceva sempre che non puntava allo scudetto ma alla salvezza. Inoltre Ranieri lo conosco benissimo, in quanto non solo mi ha marcato come difensore in un Catanzaro-Juventus ma ho avuto anche il piacere di confrontarmi con lui durante qualche incontro a Coverciano, ed è una persona meravigliosa che si merita, dopo tanti sacrifici, questa soddisfazione”.

Lei ha avuto modo di partecipare ai Mondiali di Messico 1986. L’Italia, viste le tante defezioni che ha avuto, può dire la sua in questi Europei francesi?
“Io nella mia vita ho avuto la fortuna di fare tutta la trafila della Nazionale, dalla Juniores fino alla Nazionale maggiore, ed il Mondiale messicano è stata una bellissima esperienza. Inoltre ho avuto anche l’opportunità di partecipare ai Mondiali di Spagna 1982 ma Bearzot, tra me e Selvaggi, scelse quest’ultimo in quanto mi disse che avrei partecipato a quelli successivi. Credo che l’Italia di Conte abbia dei valori caratteriali ed anche tecnico-tattici ottimi, indispensabili per acquisire una mentalità vincente. Io credo che Conte sia l’allenatore che mantenga gli equilibri e la cattiveria per raggiungere degli obiettivi e ho molta fiducia in lui, tenendo presente che non abbiamo i calciatori come Baggio, Del Piero o Totti, il campione stratosferico insomma, ma abbiamo tanti ottimi calciatori che devono essere assemblati così come sta facendo l’attuale Commissario Tecnico. Io sono fiducioso perché l’Italia, quando riesce a far scattare determinati meccanismi, diventa inarrestabile”.

Lei ha giocato due anni negli Stati Uniti, paese nel quale ha avuto la prima esperienza in panchina come vice di Steve Nicol. Secondo lei il campionato italiano, prendendo in considerazione la nutrita colonia di calciatori ed allenatori che vi gioca, è un modello per questo campionato in continua evoluzione?
“Non so se siamo un modello ma sicuramente gli americani hanno strutture, spazi e numeri importanti. Io dal 1996 al 1999 sono stato in America e ho visto una crescita incredibile in due anni, difatti dopo di me arrivarono calciatori come Zenga e Donadoni. Io ho fatto un’esperienza meravigliosa, c’è un amore pazzesco per il calcio, c’è tanta potenzialità da sfruttare e credo che la crescita di questo campionato stia diventando sempre più importante. Saranno loro, se gestiscono bene determinate cose, a prendere in mano la situazione perché non solo i numeri e le strutture sono straordinarie ma hanno quella cattiveria, quella determinazione che li qualifica come gli sportivi per eccellenza. Se investiranno bene tempo e risorse, così come vedo che stanno facendo, sicuramente diranno la loro in futuro”.

Lei, nonostante sia nato a Salerno, non ha mai avuto l’opportunità di vestire i colori granata…
“Io sono nato a Salerno e vi sono ritornato, dopo che mia madre e mio padre si erano trasferiti a Trecasali, in provincia di Parma, durante gli anni della scuola media, che ho frequentato a Fratte. Io giocavo in mezzo alla strada con i miei amici di Fratte, sono stato ingaggiato immediatamente dalla Frattese e l’anno dopo Enzo Campione, che è una persona che adoro e che mi ha dedicato tutto sè stesso, mi ha portato a Vietri e lì ho iniziato la mia carriera. Io ho ancora in mente con quanto amore e quanta passione andavo con i miei compagni la domenica al Vestuti, scavalcando qualche volta il muretto pur di assistere alla partita, ed era la Salernitana di Brustenga, Cappelletti, Capone e Marchi ed ero innamorato di quella Salernitana. Nella mia famiglia mio padre era tifosissimo della Salernitana, come me del resto, e viveva il tifo per la Salernitana in maniera molto passionale. Io ho sempre avuto il sogno di poter essere importante per la Salernitana come calciatore e nella mia carriera di giocatore non c’è mai stata la possibilità, a parte l’anno in cui Padova e Salernitana erano in Serie B e forse lì sarebbe potuto accadere qualcosa”.

In futuro ritornerebbe sulla panchina della Salernitana?
“Io sono legatissimo alla Salernitana e mi rendo conto di quanto sia importante per i salernitani ed io, essendo salernitano, ho avuto sì una carriera diversa sotto certi aspetti ma il mio pensiero andava sempre alla Salernitana, a vestire quei colori. Come allenatore ho ancora la voglia e la speranza che prima o poi mi capiti un’altra chance, che sfrutterei al massimo e con orgoglio, anche per riscattarmi dopo la breve esperienza di anni fa. Inoltre un altro importante motivo che mi spinge a voler ritornare sulla panchina granata è una promessa importante che feci a due persone che purtroppo non ci sono più, ossia mio padre e soprattutto a mio cognato Luigi Rinaldi, tifosissimo della Salernitana, il quale andava a seguire le partite nonostante la malattia che lo affliggeva. Mi ricordo che sul letto di morte mi prese la mano e mi fece promettere due cose: di spargere le sue ceneri sul manto dell’“Arechi” e di riportare la Salernitana in Serie A. Io ho tutta l’intenzione di mantenere questa promessa, naturalmente se cambieranno alcune cose a Salerno che purtroppo a me non piacciono, e mi auguro in un eventuale "futuro" di poter essere importante e determinate per la Salernitana, in onore di queste due persone a me care e soprattutto di Salerno, la mia città”.

FONTE: TuttoSalernitana.com


SERIE A
TMW RADIO - Galderisi: "Vedrei bene Donadoni sulla panchina del Milan"
28.04.2016 12.45 di Tommaso Bonan
Giuseppe Galderisi, tecnico della Lucchese, ha parlato ai microfoni di TMW Radio: "Il Leicester di Ranieri come il mio Verona scudettato? Faccio i complimenti a Ranieri, che ci sta rappresentando così bene all'estero. Il paragone col mio Verona ci sta. Per la carriera che ha fatto se lo merita. E' stato fondamentale quest'anno grazie alla sua capacità di gestire il gruppo. La situazione del Milan? A Roma c'è stata una risposta con Spalletti, a Milano invece c'è più confusione. Per il Milan è un'annata difficile, ma nonostante tutto resta l'obiettivo di andare in Europa che è ancora a portata di mano. Bisogna continuare a lavorare con il giusto spirito fino alla fine della stagione. Chi il prossimo allenatore del Milan? Brocchi si sta giocando le sue carte, ma molto dipenderà dall'accesso in Europa. Andrei su qualcosa di solido e di certo, in Italia ce ne sono molti. Mi viene in mente Donadoni ad esempio. Inzaghi e la Lazio? Spero finisca bene, ma come in tutte le grandi piazze ci si aspetta subito i risultati. Serve lavoro e pazienza, oltre a una società solida alle spalle. La Lucchese? Con tanto lavoro e dedizione stiamo cercando di portare a casa la salvezza. L'anno scorso non fu data continuità al nostro lavoro, quest'anno è completamente diverso, anche se gli obiettivi sono diversi rispetto a quelli di inizio stagione. Nella prossima gara di campionato ci giocheremo il nostro campionato sul campo de L'Aquila. Loro non hanno altre possibilità che vincere, vedremo veramente una partita di spessore. Lo scudetto della Juve? Ha fatto un cammino strabiliante, spaventoso. Ha dimostrato ancora una volta la mentalità di un gruppo fantastico. Adesso l'Europa? La qualità c'è. Anche quest'anno contro il Bayern Monaco ha fatto capire che si poteva fare qualcosa di importante. Le idee ci sono, la Champions League penso sarà il prossimo obiettivo bianconero".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Galderisi: “5 punti per salvarsi, poi si pensa al futuro”
Venerdì, 15 Aprile 2016 15:03

Mister Galderisi è intervenuto oggi (15 aprile) per parlare della prossima gara contro il Teramo. “Fare una gara con la stessa intensità che abbiamo avuto contro il Pisa non è impossibile - il suo attacco - ma dobbiamo migliorare il nostro modo di correre ed il giro palla. Il Teramo è una squadra pericolosa, ma noi dobbiamo fare punti per salvarci il prima possibile”. Poi un commento al rapporto tra i tifosi rossoneri e Fanucchi: “Lui lavora bene ed è un grande professionista. Insieme cerchiamo di farlo migliorare ancora. Il suo rapporto con i tifosi? Su quello non posso intervenire, ma dico che avrebbe voluto esserci nel derby, non l’ha certo fatto apposta di prendere la squalifica. Lui ha tutte le qualità per riconquistare una piazza che ha bisogno di leader a cui appoggiarsi”.

Riguardo alla possibile formazione, invece, Galderisi annuncia la defezione di Maritato, in gol contro il Pisa: “Ha accusato un fastidio muscolare e adesso faremo degli accertamenti. Mi auguro che sia una cosa da poco, ma a Teramo non ci sarà. Sartore? Non ha ancora in 90 minuti, ma lo stiamo recuperando”. Poi uno sguardo al futuro, senza mai dimenticare l’obiettivo presente: “Appena sapremo di essere salvi mi dedicherò esclusivamente a creare una squadra più forte e competitiva per rifarci del tempo perso. Il futuro si costruisce specialmente con i giovani ed in casa nostra ne abbiamo di ottimi. Dovremmo cercare di mantenere un’ossatura importante in cui inserire alcuni buoni profili. Per ora però sono discorsi a vuoto, perché ci mancano ancora 4-5 punti per essere salvi. Adesso non è il momento di distrarsi. Le vere battaglie devono ancora iniziare, teniamo duro. Infine una battuta anche sul Leicester dei miracoli, che tanto ricorda il Verona dello scudetto in cui giocava lui: “Il Leicester? Ho grande stima di Ranieri ed è bello che siano davanti a tutti, contro i pronostici, facendo sognare la gente. Tutto il mondo fa tifo per il Leicester, come ai miei tempi per il Verona. Il coraggio di fare un’impresa impossibile sostituisce la paura”.

FONTE: LuccaInDiretta.it


GALDERISI: “IL VERONA DEVE CREDERE IN QUELLO CHE STA FACENDO”
Le parole dell’ex bomber gialloblù sulla difficile stagione del Verona.

di Redazione Hellas1903, 12/01/2016, 14:53
Giuseppe Galderisi, protagonista dello storico scudetto gialloblù, domenica era al Bentegodi e ha assistito alla partita tra Verona e Palermo. E parla dell’impresa che oggi spetta alla squadra di Delneri. E’ ancora possibile la salvezza?
“La sconfitta di domenica ha dato un brutto segnale a tutti”, ha detto, “non tanto per il risultato che fa male alla classifica che è quella che è. Ma per quello che si è visto: mi sembra che nelle ultime partite il Verona stia giocando con tanta passione, impegno e tanta voglia di fare. Si vede che è una squadra che ha bisogno di una vittoria, di autostima e di fiducia e che le cose purtroppo non girano per niente bene perchè alla prima difficoltà si è subito castigati. Ora è un momento in cui bisogna stringere i denti, onorare fino alla fine la maglia perché la tifoseria dimostra ogni volta che se lo merita. E bisogna assolutamente crederci fino alla fine”.

Un Galderisi quindi che vede una squadra propositiva che ce la sta mettendo tutta: “stanno cercando di fare tutto per uscire da questa situazione. Il problema è che in questo momento le cose non vanno assolutamente bene, sono annate un pò strane, per girarle…ci vuole veramente tanto. Però come hanno detto Delneri e anche Toni, io credo che il Verona deve credere fortemente in quello che sta facendo, perché alla lunga potrebbe venir fuori anche qualche bella sorpresa. E la scelta della società di cambiare allenatore credo sia chiara e evidente: si è voluto dare forza ad un gruppo che aveva bisogno di determinate cose attraverso uno degli allenatori più esperti del nostro campionato. La squadra ha anche reagito bene: ha fatto anche delle ottime partite, purtroppo però sembra quasi che quest’anno giri tutto male. Ho in mente la palla gol che ha avuto sulla testa Pazzini e la parata del portiere. Insomma…è un momento in cui non va, ma questo non deve cambiare l’obiettivo del Verona, cioè fare il massimo partita dopo partita e giocarsele tutte alla morte”.

Una scelta che, a detta di tanti, andava fatta prima… “Mah, io non lo so”, ha commentato Galderisi, “da fuori è impossibile giudicare. Credo che Mandorlini abbia dimostrato a tutti il suo attaccamento alla squadra. Ha dato il massimo, e per questo va rispettato. Ora bisogna non guardare indietro, ma avanti perché i quattro mesi che aspettano il Verona sono importanti. Come si sono persi tutti questi punti nel girone di andata, chissà che non si possano ritrovare…”
Anna Fabrello

FONTE: Hellas1903.it


INTERVISTA AL DOPPIO EX
ESCLUSIVA Galderisi: Il miracolo si può fare
11/12/2015 01:02
“Nel 2010 ero vicino alla panchina del Verona? Ufficialmente non mi ha mai chiamato nessuno. In tutti questi anni però il desiderio è sempre rimasto lo stesso: io voglio allenare nelle piazze dove da giocatore mi hanno amato e ho dato l’anima”. L’Hellas è sempre nel cuore di Giuseppe “Nanu” Galderisi: Verona non si dimentica. In occasione di Milan-Verona (due delle sue ex squadre), l’attaccante dello storico Scudetto del 1985 parla a tggialloblu.it:

Nel 1983 arrivi a Verona dopo alcuni anni alla Juventus, quando il pensiero dello Scudetto era pura utopia…
“Sono venuto a Verona con grande entusiasmo. Boniperti (l’allora presidente della Juventus, ndr) ha scelto per me: lo ringrazierò a vita per la scelta che fece, perché mi ha fatto entrare in un mondo di persone meravigliose e professionisti seri. Ho conosciuto Verona in lungo e largo: ho imparato ad amare una tifoseria vera, di quelle che ormai non esistono quasi più al mondo d’oggi. Sono orgogliosissimo di quello che abbiamo fatto”.

Più gratificante la doppietta contro la Stella Rossa o il gol su rigore contro l’Avellino nella festa per lo Scudetto?
“Quelli di Belgrado sono gol indimenticabili: segnare in uno stadio con 110mila persone, e con 500 veronesi in trasferta, non si può mai dimenticare. Altri gol che ricordo con piacere sono quelli alla Juventus nell’anno prima dello Scudetto e soprattutto i due gol a Firenze contro la Fiorentina: fu un passaggio fondamentale per la vittoria del Tricolore. Poi ricordo volentieri quando andai a segno a Udine: è tutto un ricordo. È sempre un piacere ricordarli (ride, ndr)”.

A Belgrado qualcuno rivide Maradona…
“L’arbitro ‘Paul McCartney’ (l’inglese George Courtney, ndr) a fine partita mi strinse la mano, mi fece i complimenti e mi disse: ‘Ho arbitrato l’anno scorso Stella Rossa-Barcellona, lo stesso gol che hai fatto te, l’ho visto realizzato da Maradona”.

Nel 1986 lasci Verona e approdi al Milan, non fu una stagione molto positiva: Liedholm fu esonerato, subentrò Capello e a Milano non facesti molti gol…
“Era un Milan che si stava ristrutturando con l’arrivo di Berlusconi: io fui uno dei primi cinque acquisti della nuova era. Fu un’annata un po’ strana: anche se da quell’anno si gettarono le basi per un Milan vincente. Comunque quella stagione ho avuto due grandi maestri: Liedholm e Capello”.

Se potessi tornare indietro nel tempo rifaresti la scelta di andare al Milan?
“Era un periodo dove il Verona in quel momento aveva l’esigenza di fare determinate operazioni di mercato. Sono sempre stata una persona ambiziosa, come adesso da allenatore: se in quel momento Mascetti e la società avevano deciso così, allora era giusto fare così. Poi forse dovevo fare meglio io con la maglia rossonera (ride, ndr)”.

Trapattoni o Bagnoli: a chi ti ispiri di più come allenatore?
“A tutti e due. Sono i due allenatori che mi hanno lanciato nel grande calcio quando ero giovanissimo: se non mi ispirassi a loro come allenatore sarei un cretino, sono stati maestri di vita e di campo. Lealtà, correttezza e cultura del lavoro: sono cose che non mi dimenticherò mai”.

Da quando sei un allenatore, il tuo nome è stato accostato alcune volte sulla panchina del Verona. Soprattutto nel 2010, quando l’Hellas era in Lega Pro. Quanto erano fondate queste voci?
“Ufficialmente non mi ha mai chiamato nessuno. In tutti questi anni però il desiderio è sempre rimasto lo stesso: pochi giocatori di quel gruppo hanno fatto poi l’allenatore, io voglio allenare nelle piazze dove da giocatore mi hanno amato e ho dato l’anima”.

Il Verona è ultimo con sei punti. Credi che possa compiere il miracolo di salvarsi?
“Ci credo fortemente. Questo è un gruppo che ha fatto sempre bene, al di là dei cambiamenti che ci sono stati. In questo momento l’Hellas non ha nulla da perdere, deve pensare di cercare di vincere dappertutto: deve giocare tutte le partite come fossero finali. Non bisogna fare più calcoli: bisogna pensare solo partita per partita. Il miracolo, se così vogliamo chiamarlo, si può fare”.

Delneri, già dalle sue prime parole e dalle prime partite, sembra aver dato una scossa all’ambiente. È l’uomo giusto per tentare questa impresa?
“Delneri è una persona squisita: ha dimostrato nella sua carriera quello che vale. La sua esperienza e la sua conoscenza di calcio credo che possa permettere a questo Verona di avere una reazione duratura. Senza dimenticare comunque l’ottimo lavoro di Mandorlini: si sa che nel calcio la posizione dell’allenatore è legata ai risultati”.

Da attaccante ad attaccante: Toni ha praticamente annunciato il ritiro a fine stagione. Come valuti questa scelta?
“Credo che gli sia mancato tanto il campo. Non giocando, facendo fatica e vedendo la propria squadra andare male ha fatto qualche riflessione negativa e profonda. Forse giocando con continuità riprenderà entusiasmo: spero che non perda la voglia di dare una mano al Verona. Toni è una persona di spessore, a fine anno deciderà cosa sarà meglio per lui e per la squadra. Certo che attaccanti come lui e Di Natale, nel nostro calcio italiano, dove li andiamo a trovare più?”

Il Milan da anni non convince. Allenatori sbagliati o problema societario?
“Il calcio è fatto di cicli: c’era un momento dove anche la Juventus arrivava solo sesta-settima. Comunque il Milan quest’anno non mi sembra così malvagio come qualcuno lo vuole dipingere, non deve guardarsi indietro, il campionato è molto equilibrato: poi però nel calcio vince uno solo, non possono vincere tutti”.

Un tuo pronostico per domenica a San Siro? Il Verona nella sua storia non ha mai vinto al Meazza…
“A San Siro non siamo riusciti a vincere neanche nell’anno dello Scudetto. Il Verona non può sbagliare ma anche per il Milan vale lo stesso: sarà una partita delicata e i ragazzi dovranno giocare come se fosse una finale, tutto può succedere. Pronostico secco? Dico sempre: ‘Forza Hellas!’ quindi non mi sottraggo a dire 2”.
LUCA VALENTINOTTI

FONTE: TGGialloBlu.it


ALTRE NOTIZIE
Galderisi sicuro: "Il Napoli può fare male a chiunque"
05.12.2015 22.20 di Marco Frattino Twitter: @MFrattino
"Il Napoli ha capacità e qualità, può fare male a chiunque". Parole firmate da Giuseppe Galderisi, ex calciatore che - attraverso Radio Crc - ha parlato della squadra di Maurizio Sarri. L'allenatore ha poi proseguito: "Contro il Verona, la squadra azzurra ha disputato una prestazione da grande squadra, quest'anno la differenza è che si gioca al meglio contro tutti gli avversari. Nel calcio la fortuna non esiste. Contro l'Inter, il Napoli dopo il 2-0 ha cercato di difendere il risultato e di non attaccare più".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Galderisi: “Il Napoli è il peggiore avversario possibile per il Verona. Sul campionato dei veneti pesano i tanti infortunati”
Posted on nov 16 2015 - 11:31am by Francesco Moscato

14:49, 17 novembre 2015
Giuseppe Galderisi, ex attaccante del Verona scudettato, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Marte Sport Live sulla partita di domenica prossima che al “Bentegodi” vedrà contrapposto il Napoli al Verona. Ecco quanto evidenziato e raccolto dalla redazione di NapoliSoccer.Net: “Mandorlini ha ricevuto molto dal Verona ma ha anche dato tantissimo. Ha preso la squadra in C1 e nel giro di pochi anni l’ha portata a ridosso della zona UEFA. Sono le assenze per infortunio a pesare tantissimo sul campionato del Verona. Soprattutto Toni manca molto in termini di esperienza alla squadra. C’è grande confusione a Verona. I tifosi non sono contenti e il Verona è una squadra che ha bisogno come il pane di un risultato importante contro una grande. E per il Napoli questa non è sicuramente una bella notizia. Nel caso del Verona è ancora peggio trovarsi a lottare per non retrocedere anche perché è una squadra non abituata, ma io incrocio le dita e spero fortemente nella salvezza. Il problema però non è Mandorlini e quando riuscirà a recuperare gli infortunati lo capirete bene. Comunque in ogni caso, il Verona affronta domenica prossima la squadra peggiore in questo momento. Il Napoli gioca sempre cercando di imporre la sua mentalità, i suoi fraseggi, il suo gioco, la sua cattiveria sia in casa che in trasferta. Gioca un calcio di alto livello sotto tutti gli aspetti. Sarà sicuramente una battaglia sportiva, ovviamente”.
Redazione NapoliSoccer.Net

FONTE: NapoliSoccer.Net


ALTRE NOTIZIE
Galderisi: "Se la Lazio ritrova la serenità può recitare un ruolo importante"
25.09.2015 17.12 di Chiara Biondini Twitter: @ChiaraBiondini
Allenatore e giocatore Giuseppe Galderisi, che ha vestito la maglia biancoceleste nella stagione 87'-'88, è intervenuto ai microfoni della trasmissione "I Laziali Sono Qua", sugli 88.100 FM di Elleradio.

Sul difficile inizio di stagione della Lazio
"Le sconfitte in Supercoppa con la Juventus e in Champions contro il Bayer Leverkusen hanno fatto male e sono pesate. Ora però bisogna chiudere al più presto questo momento e ripartire, visto che la Lazio ha grandi potenzialità e che siamo solo ad inizio stagione".

Sulla partita di domenica contro il Verona
"Bisognerà rimanere concentrati al massimo e proseguire quanto fatto mercoledì sera contro il Genoa. Ci saranno tante assenze da entrambe le parti, ma sicuramente la Lazio, rispetto al Verona, ha degli elementi in grado di sopperire alle varie defezioni".

Sul reparto offensivo della Lazio
"Mi aspetto molto da Keita, un giovane dalle potenzialità enormi. Magari andrebbe coccolato di più, perchè mi sembra un giocatore che risenta molto delle critiche. Il ritorno di Djordjevic è stato molto importante, una punta vera che serve ad ogni squadra. Matri, all'esordio ha fatto benissimo. Certo che se fosse arrivato prima... E poi Klose è sempre Klose".

Sul campionato
"Quest'anno il campionato è molto livellato. Se la Lazio ritrova la serenità e l'entusiasmo dello scorso anno può recitare un ruolo importante. Nonostante tutto si trova sopra a Juventus, Napoli e Roma. L'Inter è partita bene, così come la Fiorentina, ma è presto per giudicarle. Il Milan non lo capisco ancora, a volte sembra competitivo, a volte meno".

Su Pioli
"Ho una grandissima stima verso Pioli ed il suo staff. Roma è una piazza difficile, umorale e passionale, ma mi sembra che la gente sia rimasta dalla sua parte nonostante le sconfitte. Compattarsi e farsi forza a vicenda è una grandissima cosa. Da un momento difficile se ne può uscire ancora più uniti. Vincere a Verona proietterebbe la Lazio nei primi posti della classifica".

Sugli obiettivi della squadra
"Mi auguro che la Lazio non trascuri l'Europa League e secondo me deve lottare per vincerla. In Italia non vedo squadre schiacciasassi. La Juve è in crisi, il Napoli è discontinuo e la Roma non mi esalta. Con una tifoseria del genere, se ci si ricompatta tutti, sono certo che la squadra di Pioli possa arrivare tra le prime quattro".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Galderisi rievoca lo scudetto del Verona

CALCIO - L'ex-allenatore della Lucchese Giuseppe Galderisi è stato ospite sabato sera della puntata speciale di "Che tempo che fa" dedicata ai 30 anni della celebre trasmissione televisiva "Quelli della notte" condotta da Renzo Arbore. Il Nanu ha rievocato uno dei fatti sportivi più eclatanti di quel 1985: ovvero lo storico scudetto del Verona.

14 giugno 2015 - Galderisi, fino a un paio di settimane fa allenotore della Lucchese, fu uno dei protagonisti di quell’autentica, e forse irripetibile, impresa sportiva che vide la squadra di Bagnoli battere tutte le grandi del calcio italiano. Una vittoria di testa e di cuore come ha avuto modo di ricordare lo stesso Nanu.
di Guido Casotti - casotti@noitv

FONTE: NoiTV.it


Galderisi a ‘Zona Calcio': “Che impresa lo scudetto del Verona, Juve senza paura a Madrid”
maggio 12, 2015

Giuseppe Galderisi ha parlato in diretta alle frequenze di Radio Stereo 5 all’interno della trasmissione “Zona Calcio”. Tanti gli argomenti toccati da “Nanu”.

IL TRICOLORE DEL VERONA – Galderisi ha esordito ricordando lo storico scudetto del Verona: “Rivivere quel 12 maggio 1985 è sempre una grande emozione, allora si disse che ci saremmo resi conto dell’impresa di quel Verona trent’anni dopo, cioè oggi, ed è una favola che molti vorrebbero rivedere, quella di assistere al trionfo di una provinciale. Il grande Osvaldo Bagnoli disse che il primo a pronunciare la parola scudetto nello spogliatoio fu Pietro Fanna a Capodanno. Ricordo che andammo a Cavalese per due giorni liberi delle festività, e Fanna che era uno timido di carattere brindò al tricolore dicendo con convinzione che il Verona avrebbe vinto. Non era facile e specialmente a metà stagione sapevamo che sarebbe stato difficile, ma partita dopo partita ci rendemmo conto che l’impresa era davvero possibile”.

FU UN’IMPRESA PERCHE’ … – Galedirisi aggiunge: “Rispetto ad allora sono cambiate tante cose. Penso sia difficile fare un paragone tra il ieri e l’oggi: anche la vita è cambiata, prima il calcio era un qualcosa che il tifoso viveva in maniera diversa, ed anche l’ambiente. Era un calcio a uomo, le rose erano ristrette, i format dei campionati diversi, anche per questo il miracolo fu possibile. I migliori calciatori al mondo erano tutti in Serie A: Maradona, Passarella, Rummenigge, Socrates…quel Verona partì con l’obiettivo di salvarsi e la consapevolezza è giunta passo dopo passo. Sono orgoglioso per il successo sportivo e soprattutto per le facce felici dei miei compagni e dei tifosi di una piazza passionale come Verona”.

JUVE, PUOI FARCELA – Su Real Madrid-Juventus: “I bianconeri non dovranno pensare esclusivamente a difendersi, va aggredito il portatore palla degli spagnoli, la Juve ha i mezzi per farcela. Il 2-1 dell’andata rappresenta un vantaggio non da poco anche se al Bernabeu non sarà facile”.

DUE GIOIE: SALERNITANA... – Galderisi parla della Salernitana, sua ex squadra da allenatore nel 2012 e compagine della sua città: “Anche Salerno è una piazza calda che meriterebbe di stare in Serie A. La mia esperienza sulla panchina granata non è stata felicissima ma serbo comunque ottimi ricordi e sono molto felice per la promozione in B. Il progetto sembra molto buono e ci sono tutti i presupposti per assistere ad una crescita continua. Futuro? Ora alleno la Lucchese, ci siamo salvati con sette turni di anticipo e guido un gruppo di ragazzi fantastico con ragazzi molto uniti e capaci. All’inizio non è stato facile ma poi col tempo siamo migliorati. Non so se il rapporto proseguirà, devo incontrarmi con la società rossonera ma intanto la ringrazio per avermi dato questa opportunità”.

…E PADOVA – Galderisi, votato calciatore del secolo nella storia del Padova, si esprime anche sulla recente promozione del Padova in Lega Pro: “E’ un’altra soddisfazione calcistica per me che tra l’altro vivo da tempo nella città veneta. E’ un premio che mi rende felice anche perché è bello sapere che la gente ti stima e ti vede come un esempio da seguire. So di essere stato fortunato a fare calcio anche per questo. Come deve fare un piccolo club a pensare in grande? Prendendo ancora ad esempio il Verona campione d’Italia dico che sul piano tecnico non c’erano campioni ma ottimi giocatori, il punto di forza è stata la coesione, la sinergia venutasi a creare tra noi, anche con la città ed i tifosi”.

FONTE: MaiDireCalcio.com


ALTRE NOTIZIE
Galderisi a TMW sullo scudetto Hellas: "Brivido che non dimenticherò mai"
11.05.2015 14.54 di Simone Lorini Twitter: @Simone_Lorini
Giuseppe Galderisi, ex attaccante di Hellas Verona e Juventus, parla ai nostri microfoni della gioia provata ieri, quando al 51' del derby di Verona i tifosi hanno omaggiato il trentennale del primo scudetto scaligero: "Guardavo la partita, ho sentito un brivido che non dimenticherò mai, esattamente come quando Elkjær Larsen segnò a Bergamo. Parliamo di una squadra unica e meravigliosa, una bellezza così va ricordata, sottolineata e mai dimenticata. E' stato fatta un'impresa irripetibile. Sarebbero bello rivedere una squadra come la nostra, che andavamo a prenderci gli applausi in tutti gli stadi d'Italia, ma assolutamente non è possibile".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Dybala-Juve, Galderisi: "Mi fa impazzire, tridente da favola"
11.05.2015 13.19 di Simone Lorini Twitter: @Simone_Lorini
Giuseppe Galderisi, ex attaccante di Hellas Verona e Juventus, parla ai nostri microfoni della gioia provata ieri, quando al 51' del derby di Verona i tifosi hanno omaggiato il trentennale del primo scudetto scaligero: "Guardavo la partita, ho sentito un brivido che non dimenticherò mai, esattamente come quando Elkjær Larsen segnò a Bergamo. Parliamo di una squadra unica e meravigliosa, una bellezza così va ricordata, sottolineata e mai dimenticata. E' stato fatta un'impresa irripetibile. Sarebbero bello rivedere una squadra come la nostra, che andavamo a prenderci gli applausi in tutti gli stadi d'Italia, ma assolutamente non è possibile".

Cambiamo argomento: Dybala sembra sempre più vicino alla Juve, che ne pensa?
"Comporrebbe un tridente da urlo con Tevez e Morata, è un giocatore che personalmente mi fa impazzire: ha freschezza, temperamento, la Juve sarebbe un punto di partenza per lui. Ripeto, sarebbe un acquisto incredibile e credo che la Juve sia una delle società che potrebbe migliorarlo di più".

Si riparla anche di prolungamento per Tevez.
"Tevez non va perso, la sua continuità ha stupito tutti in Italia. La Juve adesso ha tante partite importanti da giocare e in caso di passaggio del turno contro il Real Madrid penso possano essere messe le basi per un mercato importante, magari portando a casa un colpo spettacolare come Cavani".

Dall'Inghilterra intanto parlando di una offerta monstre per Pogba: quasi 30 milioni all'anno.
"Applausi a chi ha tutta questa fantasia, sono tanti soldi e il giocatore merita tutta l'attenzione del mondo ma una offerta del genere merita un'attenta riflessione".

ALTRE NOTIZIE
Scudetto del Verona, 30 anni dopo. Galderisi: "Impresa irripetibile"
11.05.2015 09.54 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
Tra i protagonisti del Verona che 30 anni fa conquistò uno storico Scudetto, Giuseppe Galderisi ai microfoni di Radio Rai ha ricordato quel successo: "Sarà difficilissimo ripetere un'impresa del genere, sono cambiati tempi e introiti economici. Sarebbe bello rivedere un altro Verona stare davanti a tutti dall'inizio alla fine, prendere applausi ovunque e portare a casa uno Scudetto che si ricorda ancora a distanza di 30 anni. Non solo a Verona".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


12:11 | sabato 18 ottobre 2014
Galderisi: «Milan-Verona? Prevedo un 2-2»
Le dichiarazioni del doppio ex al Corriere di Verona

HELLAS VERONA MILAN GALDERISI - Giuseppe Galderisi è stato uno dei protagonisti indiscussi nell'anno dello Scudetto veronese. Ma ha giocato anche nel Milan, intervistato dal Corriere di Verona, ha rilasciato alcune dichiarazioni su Verona-Milan: «Gran duello, e come sempre, quando affronti una big, per il Verona il pronostico è contrario. Credo che il Milan abbia preso una nuova via rispetto al recente passato. Sta ritrovando entusiasmo, e questa è la prima base per ottenere dei risultati».

L'ANALISI - Prosegue: «Però l’Hellas, che non smette di sorprendere, percorre da tempo un cammino che rende merito alle qualità che ha. Per questo mi aspetto un incontro divertente, equilibrato, ben giocato da due formazioni che hanno mentalità differente. Prevedo un 2-2. Anche se spero che il Verona trovi la botta vincente. »

FONTE: CalcioNews24.com


ALTRE NOTIZIE
Olhanense, Galderisi: "La Juve ha fatto qualcosa di straordinario"
05.05.2014 11.30 di Chiara Biondini
"La Juve ha fatto qualcosa di straordinario se solo ricordiamo da dove è partita e che quando è arrivato Conte nessuno poteva pensare a tre scudetti di fila. Ora dovrà puntare sull'Europa con giocatori adatti per la Champions". Queste le parole diGiuseppe Galderisi, allenatore dell'Olhanense nella serie A portoghese, ex attaccante di Juventus e Verona, ospite questa mattina, rilasciate ai microfoni di Massimo Boccucci a "Pezzi da 90" sull'emittente umbra Radio Onda Libera.

Per la Juve, alla fine, tutto troppo facile in campionato?
"No, se l'è sudato parecchio con il lavoro e l'impegno. Conte merita gli applausi insieme alla squadra".

Come mai la Juve stenta così tanto in Europa?
"Bisogna guardare avanti. Ha trovato di fronte certe situazioni e il Benfica in semifinale di Europa League è quanto di peggio potesse capitare. Lo conosco bene il Benfica: ha una grande organizzazione di gioco e segna sempre. Il risultato in Portogallo ha dato un piccolo vantaggio al Benfica e l'ha sfruttato".

Cosa dovranno fare la società bianconera e Conte per essere competitivi nella prossima Champions?
"Il gruppo è valido e potrà essere migliorato. La Juve deve concentrarsi maggiormente sull'Europa e magari trovare delle soluzioni migliori per affrontare le coppe. La mentalità della Juve è apprezzata nel mondo, cerca di imporre sempre il gioco e non rinuncerà a questa identità. Ora rifletterà sui giocatori giusti per provarci".

Infatti di sabato scorso all'Olimpico hanno riacceso preoccupazioni e polemiche: come se ne esce?
"C'è un problema che non riguarda solo il calcio: si parla molto quando accadono certe vicende gravi e poi non si agisce, non si prendono decisioni. Spero che stavolta si faccia qualcosa di concreto e di serio. Ci sono le leggi, se ne possono fare anche di più dure, ma soprattutto vanno rispettate e fatte rispettare".

Torniamo al calcio giocato: la Roma può aprire un ciclo?
"Penso proprio di sì. Vedrete che la prossima stagione sarà ancora più competitiva dopo aver disputato un grandissimo campionato. Ha preso i giocatori giusti e altri ne prenderà. Garcia ha portato una mentalità importante".

Il Napoli ha meritato la Coppa Italia?
"Sì, De Laurentiis ha ricevuto un premio per la qualità del lavoro che sta portando avanti. Ci vuole pazienza per fare di più. Forse pensava di aver avvicinato la Juve ma non è così. Merita i complimenti anche la Fiorentina: Montella sta facendo bene ed è uscito a testa alta dall'Olimpico".

Il Milan nel derby ha vinto un premio di consolazione o è un ruggito per l'Europa?
"Spero che sia un ruggito per l'Europa dopo una stagione difficile. Qualcosa per il futuro dovrà cambiare. Seedorf? Non so dire se verrà confermato. Penso che non si diventa allenatore da un giorno all'altro, non è ancora un vero tecnico anche se il Milan avendolo scelto dovrebbe difenderlo".

Lei infine s'è preso una bella soddisfazione a battere 2-1 il Porto con l'Olhanense...
"Sono molto felice, è stata una giornata di grande gioia dopo tre mesi di durissimo lavoro. E' stata salutata come una vittoria storica che mancava da una vita. Adesso possiamo fare il miracolo di salvarci. Mi trovo bene in Portogallo, è una grande esperienza in un calcio diverso".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


08.01.2014
Bianchetti allo Spezia Il Palermo vuole Cacia
Mister Iachini vuole portare in Sicilia anche Donadel «Nanu» Galderisi allenerà l'Olhanense in Portogallo

[...]

NANU PORTOGHESE. Giuseppe Galderisi è il nuovo allenatore dell'Olhanense, squadra attualmente all'ultimo posto della massima serie portoghese. Ad annunciare l'arrivo dell'ex attaccante del Verona è stato il club dell'Algarve. Ieri pomeriggio «Nanu» ha diretto il suo primo allenamento allo stadio Vila Real di Santo Antonio. L'ultima sua esperienza è stata alla Salernitana prima di essere licenziato da Lotito come è successo a Pektovic.
S.A.

FONTE: LArena.it


10:00 | 20/09
Esclusiva – Il doppio ex Galderisi: «Mandorlini, punta su Martinho. Juve? Da rivedere la fase realizzativa»
Passato l’impegno di Champions League, la Juventus torna in campo per il prossimo turno di Serie A. All’orizzonte c’è l’Hellas Verona di Andrea Mandorlini, una squadra tosta che ha già collezionato due vittorie. Gli scaligeri sono da prendere con le pinze, Antonio Conte sta già studiando schemi, moduli e tattiche in vista di domenica pomeriggio. La redazione di CalcioNews24.com ha contattato in esclusiva Giuseppe Galderisi, doppio ex di Juve e Verona, che ha giocato in anticipo il match per noi.

Dopo il pareggio contro il Copenaghen, la Juventus ritorna in campionato. C’è l’Hellas Verona, una squadra che conosce molto bene…
«Si, sono due ambienti che ho vissuto in modo molto intenso. Sono legato sia alla Juventus, dove sono stato da 13 fino a 20 anni. E’ stata una crescita importante sotto tutti i punti di vista. Verona mi ha regalato tante emozioni. I bianconeri hanno dimostrato che in Champions hanno la cattiveria giusta per creare le giuste palle gol, con ritmi alti. E’ una partita difficile per l’Hellas, ma non hanno niente da perdere. Fossi in Mandorlini me l’andrei a giocare mettendo in preventivo che allo Juventus Stadium qualche punto si può lasciare».

Torino e Verona, due piazze indelebili nel suo cuore. Quanti ricordi…
«Ce ne sono tantissimi: con l’Hellas Verona ricordo la vittoria dello scudetto a Bergamo e il successo per 2-3 a Belgrado in Coppa Uefa. A Torino non posso non dimenticare il primo scudetto e la notte insonne con Gabriele Pin quando il giorno dopo esordì. I due ambienti mi hanno dato molto, anche a livello di tifoseria».

Delle tre neo-promosse, l’Hellas Verona si sta rivelando la vera e propria sorpresa…
«Ho visto giocare il Verona al Bentegodi contro il Milan, ha fatto una grande gara, l’ha letta bene. Certi risultati non arrivano per caso. L’Hellas ha fatto una buona prestazione anche a Roma, fino al gol di Maicon. Gli scaligeri sono una buona squadra che deve chiudere bene gli spazi e giocare bene tra le due linee di centrocampo e difesa. Mandorlini deve puntare su Raphael Martinho, il brasiliano ha facilità di corsa e un buon piede. Contro la Juventus il Verona dovrà rischiare qualcosa come ha fatto contro il Milan, altrimenti è difficile portare a casa qualche punto».

Che Juventus deve aspettarsi il Verona?
«La Juventus quando gioca tra le mura amiche difficilmente fa uscire gli avversari fuori dalla loro metà campo, questa è difficoltà. I bianconeri giocano a grandi ritmi, scalando in avanti e palla alta, non dà la possibilità di giocare in serenità. L’Hellas dovrà aspettarsi una Juve arrabbiata, i giocatori saranno ancora incazzati dopo tutti quei gol sbagliati. Da allenatore sarei solo entusiasta per le occasioni avute, ma c’è da lavorare sulla fase realizzativa».

Juventus-Hellas Verona, che partita dobbiamo aspettarci?
«Difficile per entrambe le squadre, complicata. Chi ha da perdere è la Juventus, per questo ci vorrà una squadra cattiva, nel senso sportivo, che deve sfruttare al massimo gli episodi. Il Verona non deve pensare solo a distruggere, ma deve pensare anche a ripartire perché ha le caratteristiche per poterlo fare».

Il Verona parte con l’obiettivo della salvezza, ma dove crede che può arrivare a fine campionato?
«Io credo che il Verona per mentalità e per il lavoro che c’è dietro ha una base solida. Sono arrivati giocatori importanti con esperienza e qualità, Mandorlini ha materiale per continuare a fare bene. L’avvio degli scaligeri è tanta roba perché hanno vinto col Milan e con il Sassuolo, due partite difficili. Credo che il Verona è la vera sorpresa e farà un buon campionato anche grazie alla tifoseria che ha».

Juventus sempre in lotta scudetto, ma attualmente al comando c’è il Napoli…
«Il Napoli delle ultime partite sta crescendo tantissimo. Quando Fiorentina, Roma e Milan staranno molto bene sarà un campionato più difficile, anche se la Juventus ha qualcosa in più».
by Christian Schipani

FONTE: CalcioNews24.com


LE INTERVISTE
Novara, senti Galderisi: "Aglietti è uno dei migliori allenatori d'Italia"
16.05.2013 18:00 di Nicolò Schira Twitter: @@BomberNiko
Il Centro sportivo "Novarello-Villaggio Azzurro" ha avuto l'onore di ospitare, nella mattinata di oggi, l'ex attaccante di Juventus, Verona, Milan e Lazio, nonché della Nazionale italiana, Giuseppe Galderisi. In esclusiva ai microfoni di Novara Channel, il salernitano ha parlato della stagione del Novara e in generale del campionato di Serie Bwin in corso, ripercorrendo alcune tappe della sua lunga carriera agonistica.

"Sono rimasto a bocca aperta di fronte alla completezza del centro sportivo di Novarello", ha esordito Galderisi, "per uno che, come me, lavora nel calcio da tantissimi anni, vedere una struttura così bella e curata nei dettagli vuol dire avere la certezza che molte società dovrebbero fare un giro da queste parti. In Italia, molti sono ancora convinti che la domenica e la partita siano tutto, invece sono centri sportivi come questo ad offrire a squadra e società la possibilità di crescere in un certo modo. Sono rimasto senza parole..."

Qualità che si rispecchia in un campionato di spessore come quello che vede protagonista il Novara di Aglietti...
"Alfredo è senza dubbio uno degli allenatori più bravi del panorama italiano, è riuscito a trovare una continuità di risultati assolutamente da apprezzare, nell'ambito di un campionato di Serie Bwin impegnativo e ancora tutto da vivere. Questo finale incerto rende la stagione più lunga del solito, ma assolutamente godibile e divertente"

Una delle tappe più memorabili della sua carriera coincide sicuramente con Verona, dove ha conquistato uno scudetto nel 1985. Quali erano i segreti di quella squadra?
"Quella era una grande famiglia, guidata da un allenatore e un direttore sportivo (Bagnoli e Mascetti, ndr) che erano persone speciali, capaci di insegnarci a stare in campo ma anche a vivere tutto con grande intensità. Quell'anno eravamo partiti per salvarci e avevamo una squadra che in tanti reputavano formata con gli scarti di altre squadre, ma con il tempo ci siamo resi conto di avere potenzialità eccezionali e di non essere inferiori a nessuno"

Lei è arrivato a calcare palcoscenici importanti in Serie A passando da una piccola provincia qual è Salerno, città in cui è nato e reduce dai festeggiamenti per la promozione in Lega Pro 1^ divisione.
"Ho iniziato lì la mia stagione e ho avuto problemi che risolverò in futuro, ma da salernitano sono veramente felice per la Promozione della squadra in una categoria superiore. Che la città si goda appieno questa bella promozione, se la Salernitana raggiunge risultati importanti è soprattutto grazie al suo pubblico eccezionale"

FONTE: TuttoB.com


GLI EROI BIANCONERI
Gli eroi in bianconero: Giuseppe GALDERISI
Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia

22.03.2013 08:00 di Stefano Bedeschi
Giuseppe Galderisi, nasce a Salerno il 22 marzo del 1963, e cresce nella Juventus, realizzando quasi 200 goal nelle varie squadre. Proprio in bianconero esordisce in serie A, il 9 novembre 1980, Perugia - Juventus 0-0, che resterà l’unica presenza nella stagione; quindi 16 partite e 6 reti, quasi tutte importanti, nei campionati 1981/82, 1982/83.

Galderisi è un uomo-goal, ha tutte le caratteristiche da attaccante puro; sa sacrificarsi in ritorni utili alla squadra, ma il suo occhio svelto è sempre rivolto alla porta avversaria.

Grosso, che lo ebbe a lungo con sé nella “Primavera” bianconera, dive di lui: «Pochi minorenni nel nostro calcio hanno fatto capire subito che sarebbero diventati giocatori di primo piano. Agile, potente, capace di calciare indifferentemente di destro o di sinistro. Il suo tiro dai sedici metri è forte e preciso e, malgrado la statura, emerge in elevazione grazie alla sua scelta di tempo. Il suo ruolo iniziale era quello di mezza punta, ma è diventato uomo da area».

«I primi tempi», racconta “Nanu”, «sono stati molto duri. Sentivo terribilmente la nostalgia di casa; poi gli amici mi hanno aiutato e così, poco per volta, ho imparato ad abituarmi».

Un metro e settanta, 69 chili il suo peso forma, Galderisi non è certo piccolo, anche se il nomignolo affettuoso di “Nanu” se lo porta appresso come una etichetta. La sua forza sono lo scatto, la grinta, la voglia di combattere su ogni pallone: conquistarlo, difenderlo, calciarlo, possibilmente dove il portiere non può arrivarci.

Ricorda ancora con amarezza quando Boniperti gli disse che in bianconero non c’era posto per lui: «Ci rimasi male, della Juventus mi resta comunque un bel ricordo, ma forse è stata la mia fortuna quella partenza. Ero chiuso da troppi campioni, avevo bisogno di libertà e soprattutto di giocare».

Per acquistarlo, ragazzino, dal Raito squadra di Vietri sul Mare, la Juventus aveva battuto la concorrenza di Napoli, Inter, Varese ed Atalanta. L’avevano visto già a Parma, dove la sua famiglia ha vissuto undici anni. «Da pochi mesi eravamo tornati al Sud»,ricorda, «quando la Juventus venne a prendermi. Il mio destino era al Nord, evidentemente».

Poi il Verona e lo scudetto da provinciale, quindi il passaggio dal ruolo di promessa a quello più impegnativo, ma senza dubbio più piacevole, di campione consacrato ed appetito, tanto da finire alla corte di Berlusconi. Dopo il Milan, inizia il suo girovagare, che lo porta alla Lazio, di nuovo al Verona, sempre con pochissimo costrutto, anche a causa di numerosi infortuni che ne limitano il rendimento. Trova pace e tranquillità a Padova, dove inanella diverse buone stagioni in serie B.

Nel 1986 “Nanu” è il centravanti titolare della nazionale di Bearzot al Mondiale in Messico; capitato in una dimensione troppo grande per lui, naufraga miseramente, non aiutato, certamente, da una squadra che è solo la brutta copia di quella trionfante al “Bernabeu” quattro anni prima.

Ma la tripletta al Milan, soprattutto il goal su rimpallo con Collovati, ha la grandiosità dei classici: come Harpo che fuma la corda, il pasto di Chaplin ne “La febbre dell'oro” e l'inseguimento di “Ombre rosse” ed autorizza l’entrata di Galderisi nella storia bianconera.

«Galderisi», racconta Caminiti, «ebbe un momento di fortuna che oggi si potrebbe definire sfacciata; nell’esordio in Serie A dal 60’ in sostituzione di Marocchino, avvenuto a Perugia in un match senza goal, il 9 novembre 1980, le sue doti si erano potute appena intuire, doti di sveltezza innanzitutto. Poi il 14 febbraio 1982 giocò contro il Milan, e segnò i 3 goal della sua vita, e Boniperti, cioè il più silenzioso presidente dell’intera storia del pallone, gli dedicò una frase, anzi un pensiero, ricco di una grande virtù: la generosità.

Boniperti disse testualmente: “Questo Galderisi fa goal come Zoff para”.
Erano i giorni in cui Zoff lustrava la sua gloria sempiterna e parve una profezia per la carriera più luminosa. Così fu in effetti, anche se di goal nella Juventus, dopo quei tre, non ne avrebbe segnati molti: il marchio, direbbe Angelo Caroli, rimane».

FONTE: TuttoJuve.com


14:00 | 05/10/12
Esclusiva - Galderisi: "Padova-Verona? Sarà uno spettacolo. Io al Padova? Perchè no"
Giuseppe Galderisi non ha dimenticato Padova. Può solo parlarne bene, come i ricordi che porta dentro. Si può dire che, in carriera, “Nanu” è stata una vera e propria stella del club biancoscudato.
In esclusiva ai microfoni di CalcioNews24.com, l’ex calciatore dei veneti ha parlato in merito al derby di domani, Padova-Verona: “Entrambe sono due società che stanno lavorando molto bene e i loro allenatori sono molto bravi. Hanno organici con molta qualità, ma in modo diverso: una ha ristrutturato di più e l’altra ha consolidato qualcosa. Da qui alla fine del campionato, direi che faranno molto bene, anche per le piazze che sono”.

E continua:“Domani potrebbe essere una partita spettacolare. Il campionato di Serie B è ancora in fase embrionale, è lungo e le due squadre devono imboccare ancora il giusto binario. I punti sono importanti, ma credo verrà fuori una partita dove non ci saranno speculazioni tattiche. Sarà una grande partita ricca di spettacolo, fatta da buoni giocatori. Utile sarà anche il supporto del pubblico padovano e veronese. Chi potrebbee fare la differenza? Ce ne sono parecchi. Il Verona ha cambiato parecchio, se proprio dovessi fare nome, direi Cacia. Per il Padova dico Cutolo. Entrambi hanno qualità ed entusiasmo”.

Fondamentale sarà il fattore campo: “L’Euganeo è un campo difficile per chiunque, ma le due tifoserie si faranno sentire e non poco”. E conclude svelando una curiosità: “Col Padova sono stato sempre in buoni rapporti, anche quando ho lasciato. Non mi dispiacerebbe un giorno allenare la squadra biancoscudata. Ogni giorno lavoro per raggiungere i miei obiettivi. Chissà che le nostre strade non possano rincontrarsi”.
by Christian Schipani

FONTE: CalcioNews24.com



LEGA PRO
UFFICIALE: Salernitana, esonerato Galderisi e preso Perrone
20.09.2012 13.19 di Gianluca Losco
Adesso è ufficiale. Giuseppe Galderisi non è più l'allenatore della Salernitana; il club campano ha sollevato dall'incarico lui ed il suo staff. La guida tecnica è stata affidata a Carlo Perrone, che già nel pomeriggio allenerà la squadra.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Triestina: Giuseppe Galderisi è il nuovo allenatore
Pubblicato da Redazione Notizie.it
il 25 OTTOBRE 2011 14:06
Giuseppe Galderisi è il nuovo allenatore della Triestina. L’ufficializzazione è attesa a minuti, ma ormai non ci sono più dubbi: il popolare Nanu ha vinto la concorrenza di Beppe Giannini e Fulvio D’Adderio, che erano stati contattati in precedenza evidentemente senza convincere fino in fondo il presidente Aletti. Galderisi verrà presentato nel pomeriggio presso la sala stampa del Rocco: subito dopo si metterà subito al lavoro con la squadra per preparare al meglio la difficile partita dell’esordio, domenica pomeriggio in casa contro la capolistaPergocrema.

Ovvio che il primo obiettivo sarà fermare la striscia negativa di tre sconfitte consecutive, due delle quali interne, ma l’Alabarda dovrà cercare se possibile di ottenere l’intera posta, per accorciare la distanza dalle posizioni che le competono ed allontanarsi dal quint’ultimo posto attualmente occupato. Per Galderisi la Triestina sarà l’undicesima squadra diversa in altrettanti anni di carriera da allenatore, svoltasi finora tutta tra Prima e Seconda Divisione: al suo attivo finora solo due semifinali playoff perse con Foggia e Benevento, l’ultima squadra da lui allenata ed estromessa dalla lotta promozione dalla Juve Stabia.

FONTE: Sport.Notizie.it


Triestina, Galderisi è il nuovo allenatore
“Nanu” Galderisi, 48 anni, ha battutto i concorrenti Giannini, Di Costanzo e D’Addario
TRIESTE L'annuncio ufficiale è atteso a minuti: Giuseppe "Nanu" Galderisi è il nuovo allenatore della Triestina. Ha battuto la concorrenza del "Principe" Giannini, di Di Costanzo e di D'Addario, che fino a qualche ora fa sembrava il favorito del presidente Aletti. Galderisi, che oggi verrà presentato alla stampa e inizierà subito a lavorare con la squadra, sostituisce in panchina Discepoli, protagonista di un avvio di stagione a dir poco altalenante, con un tracollo nelle ultime gare.

Per il neo-mister alabardato la situazione non è comunque facile: dovrà cercare di ridare entusiasmo a una compagine demoralizzata dalle torbide vicende societarie e da risultati pessimi. Finora gli alabardati, messi assieme in maniera un po' casuale quando all'inizio del campionato mancavano non più di un paio di giorni, hanno avuto il problema soprattutto di esprimere un minumo di gioco corale. Inoltre la preparazione atletica improvvisata, tenendo poi conto dell'età media decisamente elevata, si rivela un handicap grave per una categoria come la LegaPro dove più che la qualità emerge la quantità.

"Nanu" Galderisi, 48 anni, indimenticato campione d'Italia e capocannoniere del campionato con il Verona, già giocatore di altissimo livello con Juve, Milan e Lazio, ha alle spalle una discreta carriera di allenatore: si è seduto sulle panchine di Avellino, Foggia, Pescara, Arezzo, Benevento nell'allora serie C1. Ha avuto fortune alterne, collezionando sia stagioni da play off sia qualche esonero.
25 ottobre 2011

FONTE: IlPiccolo.Gelocal.it


NEREO ROCCO E GIUSEPPE GALDERISI BIANCOSCUDATI DEL SECOLO
Lo scorso 19 gennaio il Calcio Padova, in collaborazione con Appe, Ascom, Camera di Commercio di Padova, Confesercenti, Confindustria Padova, Cna, UPA Confartigianato, ha dato il via al concorso “Vota il Biancoscudato del Secolo” per stabilire quale giocatore e quale allenatore avessero fatto maggiormente breccia nel cuore dei tifosi padovani. Da allora 10246 schede sono state depositate negli oltre 160 esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa. Questa mattina nella sala di Giunta della Camera di Commercio il vice presidente del Calcio Padova Alberto Bertani, l’amministratore delegato Gianluca Sottovia e il direttore della comunicazione Gianni Potti hanno annunciato l’esito del concorso assieme al presidente della Camera di Commercio Roberto Furlan e al vice Presidente Fernando Zilio.

I vincitori
L’allenatore biancoscudato del secolo. Triestino di nascita, ma padovano di adozione, portò i suoi panzer fino al terzo posto in serie A nel 1958, miglior risultato di sempre per il Padova. Con il suo carisma e l’abilità nel gestire lo spogliatoio ha segnato un’epoca del calcio italiano. Con un vero e proprio plebiscito Nereo Rocco è stato votato tecnico biancoscudato del secolo!

Il Giocatore biancoscudato del secolo. Ha giocato molti anni dopo l’era Rocco, ma come temperamento e qualità tecniche gli sarebbe certamente piaciuto. Con i suoi gol ha infiammato l’Appiani e ha riportato il Padova in serie A dopo 32 anni. Il giocatore biancoscudato del secolo è Giuseppe Galderisi!

La Società biancoscudata ringrazia i media partner del concorso: Corriere del Veneto, Easy Network, Gazzettino di Padova, Mattino di Padova e Telenuovo.

FONTE: PadovaCalcio.it

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Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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Daniele VERDE commenta la doppietta contro l'AVELLINO

HELLAS VERONA 3-1 AVELLINO

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