Antonio DI GENNARO, il 'Bell'Antonio' o più semplicemente il 'DiGe': All'HELLAS dal 1981 conquisto subito la promozione in Serie A con mister BAGNOLI poi il tricolore ed il Mondiale in Argentina nell'86! 7 stagioni con la maglia scaligera, 182 presenze e 18 gol da geniale regista del gioco...

Antonio Di Gennaro
Data di nascita:5/10/1958
Luogo di nascita:Firenze (FI)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Centrocampista
Altezza:177 Cm
Peso:72 Kg
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteRuolo 
Milan2001 - Nov. 2001A-Allenatore 
Fiorentina2000 - 2001A-Vice all. 

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Barletta1991 - 1992C1283 
Bari1990 - 1991A170 
Bari1989 - 1990A151 
Bari1988 - 1989B323 
Hellas Verona1987 - 1988A201 
Hellas Verona1986 - 1987A233 
Hellas Verona1985 - 1986A253 
Hellas Verona1984 - 1985A294 
Hellas Verona1983 - 1984A264 
Hellas Verona1982 - 1983A261 
Hellas Verona1981 - 1982B332 
Perugia1980 - 1981A243 
Fiorentina1979 - 1980A112 
Fiorentina1978 - 1979A213 
Fiorentina1977 - 1978A80 
Fiorentina1976 - 1977A40 
FiorentinaFino al 1976Giovanili-- 

Pareggio d'astuzia col TORINOTerra-Aria dal limite dritto nel sette!

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
Antonio DI GENNARO, per i tifosi scaligeri più semplicemente il DiGe o il Bell'Antonio, era il vero e proprio direttore d'orchestra di quelle trame di gioco efficacissime che portarono il VERONA in cima alla classifica del 'Campionato più Bello del Mondo'.
Ogni palla passava dai suoi piedi, ogni movimento di gioco regolato dalla sua testa, ogni schema suggerito dalle sue geometrie... Insomma DI GENNARO era un po' quello che oggi verrebbe detto l'allenatore in campo.

SCUOLA VIOLA
Nato è cresciuto a Firenze esordì appena 18enne con la FIORENTINA in Serie A e fin da subito dimostrò quanto il suo talento di playmaker a centrocampo fosse da tenere in considerazione ma in quegli anni calcava i campi con la maglia gigliata anche un altro 'mostro sacro' del calcio italiano ed internazionale, quel Giancarlo ANTOGNONI che fu tra i migliori interpreti di sempre nel ruolo di regista: Era chiaro che, per 'sbocciare' completamente, Antonio avrebbe dovuto emigrare in cerca di onori e gloria in un'altra squadra dove fosse possibile giocare stabilmente e crescere.
Così, dopo quattro stagioni (alla media di 11 presenze a stagione) e 5 gol in viola con apparizioni e convocazioni nelle nazionali giovainili, DI GENNARO fu ceduto al PERUGIA che in quegli anni disputava ottime stagioni nella massima serie di calcio italiana.
L'avventura del DiGe con i Grifoni si chiude però dopo una sola stagione al termine della quale la squadra biancorossa arriva al 15° posto e deve abbandonare la Serie A conquistata sei anni prima.

RICOMINCIARE A 23 ANNI NEL VERONA...
A 23 anni il giovane talento fiorentino ritrova frustrate ancora una volta le proprie aspirazioni ma il fato, che da una parte gli ha appena tolto la Serie A, dall'altra gli concede la possibilità di ricominciare con una squadra nella quale arrivava proprio nella stagione 1981-1982 dal CESENA Osvaldo BAGNOLI: l'HELLAS VERONA!
Sotto la guida del tecnico milanese, la squadra gialloblù che solo un anno prima aveva rischiato la C1, vince il campionato cadetto e conquista la promozione in Serie A: Il Bell'Antonio è tra i protagonisti, gioca da 'faro del centrocampo' e contribuisce all'esaltante risultato finale con due gol.
Con gli scaligeri il regista avrà le più grandi soddisfazioni della sua carriera conquistando il campionato italiano e la Nazionale italiana con la quale disputò i Mondiali in Argentina nell'86, dopo 7 stagioni, 182 presenze e 18 gol l'addio e l'approdo al BARI a 30 anni.
Con i pugliesi ancora una promozione in Serie A nella stagione 1988-1989 ed il ruolo di playmaker della mediana per altre due stagioni nella massima serie di calcio italiana per poi terminare la carriera in C1 col BARLETTA...

ALLENATORE POCO FORTUNATO
Non particolarmente fortunata la sua carriera da allenatore: Nel 2000-2001 fa da secondo al tecnico Fatih TERIM alla FIORENTINA ma si dimette insieme al suo mentore dopo che la dirigenza viola esonera il capo coach.
Poco dopo i due si trasferiscono al MILAN e DI GENNARO esordisce in panchina in Europa con i rossoneri a causa della squalifica dell'allenatore turco: Porterà a casa due vittorie contro il BATE BORISOV ma a Novembre i due vennero di nuovo esonerati...

Attualmente è commentatore televisivo di partite di calcio per Sky; questa una delle pagine facebook a lui dedicate


[Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]

ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =
  • Hanno ucciso il VERONA! Il VERONA è morto! Così esordiva il 'DiGe' intervistato da De Pietro su Radio Verona: L'HELLAS arrivava dall'imbarazzante caduta interna contro il LEGNANO (che non aveva infierito oltre al 'Bentegodi' dopo un incredibile 3 a 0 facendosi recuperare due gol negli ultimi minuti) con SARRI in panchina che non sapeva più che pesci prendere ed il diesse GALLI che lo difendeva a spada tratta...
    Qui trovate l'intervista completa con l'ex direttore del centrocampo scaligero che se la prende un po' con tutti (ed un mio sfogo personale per delle parole che erano destinate a rimanere solo parole...)
  • Marzo 1988: Quelli sono forti... Molto forti! L'HELLAS aveva perso di misura al 'Binti' contro il WERDER BREMA (a quel tempo capoclassifica in Bundesliga) la partita di andata dei quarti di finale di Coppa UEFA e io ero andato a vedere un allenamento poco prima del ritorno che si sarebbe disuptato il 15 (1 a 1 in Germania, per gli scaligeri pareggiò VOLPECINA): Avrei dovuto compiere 17 anni a giorni e al 'DiGe' feci una domanda che mi uscì più come una preghiera 'Con i tedeschi ce la facciamo vero?'.
    Mi aspettavo una risposta secca e convinta ma nei pochi secondi in cui Antonio decise se 'condirmi' la realtà o prepararmi ad una grossa delusione con del sano realismo già intuii la risposta 'Non lo so... Quelli sono forti... Molto forti...'
    Me lo ricordo ancora che si allontana verso l'allenamento all'antistadio senza darmi possibilità di replica: Ci rimasi malissimo!
  • 28 Ottobre 1984: Prima convocazione azzurra! Dopo la vittoria sui viola in campionato, il 'Bell'Antonio' viene chiamato a vestire la maglia azzurra dal cittì Bearzot per l'amichevole che la Nazionale avrebbe disputato a Losanna contro la Svizzera sei giorni più tardi; finì 1 a 1 (per l'ITALIA segnò CABRINI) ed il 'play' diresse le operazioni per tutta la gara...

Antonio Di Gennaro
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Antonio Di Gennaro (Firenze, 5 ottobre 1958) è un ex calciatore e commentatore televisivo italiano, opinionista televisivo per Sky Sport.

Preben Elkjær Larsen (Copenaghen, 11 settembre 1957) è un ex calciatore danese, di ruolo attaccante.
Ha sfiorato la vittoria del pallone d'oro nel 1985 arrivando secondo dietro al solo Michel Platini, e l'anno prima, nel 1984, arrivò terzo dietro al duo francese Platini-Tigana.

Carriera
- Gli esordi
Centrocampista con caratteristiche da regista, esordì a 18 anni con la Fiorentina, squadra nella quale militò dal 1976 al 1980: fra i viola Di Gennaro era anche "chiuso" da Giancarlo Antognoni, che gli impediva di fatto di giocare e quindi rimase spesso in panchina [1]. Durante il periodo fiorentino, Di Gennaro raccoglie le prime convocazioni in Nazionale per le selezioni Under-21 e Olimpica[senza fonte], senza però mai scendere in campo (aveva collezionato 12 presenze con la Nazionale Juniores).[senza fonte] Fu ceduto al Perugia. In Umbria restò una sola stagione, l'anno 1980-1981, che si concluse con la retrocessione del Perugia.

- Gli anni a Verona
L'anno successivo passò all'Hellas Verona, squadra nella quale militò dal 1981 al 1988. Sulla panchina scaligera, quell'anno, era arrivato Osvaldo Bagnoli, che portò la squadra in Serie A ed ebbe un importante influsso sulla maturazione del giocatore[2]. Dopo lo scudetto conquistato dai veneti nel 1984-1985, Di Gennaro fu convocato in Nazionale per la partita di Losanna contro la Svizzera. Quella per il match contro gli elvetici fu la prima di quindici convocazioni, che videro il centrocampista toscano segnare quattro gol. In azzurro fu convocato per i Mondiali in Messico del 1986.

- Gli anni a Bari
Nel 1988 l'Hellas cedette, anche per problemi finanziari, quella che i tifosi consideravano una bandiera[1] e così Di Gennaro passò al Bari, restandovi fino al 1991 e diventando capitano della squadra biancorossa. A fine carriera, nel 1991-1992, giocò una stagione nel Barletta.

Dopo il ritiro
Nel 2000-2001 diventò secondo allenatore della Fiorentina di Therim, ma viene licenziato durante la stagione 2000-2001, dopo la crisi che portò alle dimissioni di Fatih Terim. Successivamente è diventato un commentatore televisivo per SKY Sport, spesso al fianco di Maurizio Compagnoni.

Palmarès
- Club
Campionato italiano di Serie B: 1 Verona: 1981-1982
Campionato italiano: 1 Verona: 1984-1985

Antonio Di Gennaro
From Wikipedia, the free encyclopedia
Antonio di Gennaro (born 5 October 1958 in Florence) is a former Italian footballer.
During his career, the midfielder played for Fiorentina (1976–80), Perugia (1980–81), Hellas Verona (1981–88) and Bari (1988–91).[1] Whilst at Verona he was a member of the side that won the Serie A title in 1984-85.[2]
Di Gennaro earned 15 caps and scored 4 goals for the Italy national football team between 1984 and 1986,[1] including playing in all four Italian matches at the 1986 FIFA World Cup.[3] He made his international debut on 3 November 1984, and all 15 of his caps were won whilst he was playing his club football with Verona

FONTE: Wikipedia.org


NATO OGGI...
Antonio Di Gennaro, da Firenze a Verona: storico Scudetto gialloblù
05.10.2017 05:00 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
L'impresa del Verona nel campionato 1984/85 non potrà mai essere dimenticata e Antonio Di Gennaro è stato uno degli artefici dello splendido Scudetto ottenuto dagli scaligeri. Nato calcisticamente nel la Fiorentina ha disputato quattro campionati con la maglia viola addosso, prima di trasferirsi per una stagione al Perugia e successivamente in Serie B, proprio al Verona. Dopo un solo anno la promozione in A e dopo altri due il titolo più importante d'Italia. In totale sono state sette le stagioni all'Hellas, con il trasferimento al Bari, nel 1988, che ha chiuso la sua splendida avventura. Tre anni in Puglia e l'ultimo della sua carriera al Barletta in Serie C1 hanno chiuso la sua avventura con il calcio giocato, prima però che l'ex centrocampista diventasse commentatore televisivo. Con la maglia della Nazionale italiana è invece sceso in campo 15 volte segnando 4 gol e partecipando anche alla spedizione azzurra al Mondiale in Messico del 1986. Oggi Di Gennaro compie 59 anni.

Sono nati oggi anche Juan Manuel Vargas, Salvatore Matrecano, Mauricio Pellegrino, Vincenzo Grella, Denilson Gabionetta e Kevin Mirallas.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


EX VERONA
Di Gennaro: “Verona nel caos”
L’ex gialloblù: “Con la Fiorentina sbagliato l’approccio, momento delicato”

di Redazione Hellas1903, 11/09/2017, 15:48

Antonio Di Gennaro, ex gialloblù, è intervenuto sulle frequenze di Radio Onda Libera per commentare quanto avvenuto ieri al Bentegodi tra Verona e Fiorentina.
Dice: “Ero stato invitato dall’Hellas ma ci sono stati problemi di aereo e mi sono dovuto accontentare di vederla in tv. La Fiorentina doveva risollevarsi dopo i primi due risultati e ha scelto il modo migliore con una prestazione molto convincente. I viola hanno preso fiducia durante la partita e si sono rilanciati. Il Verona ha sbagliato l’approccio. C’è un caos ambientale e tecnico in questo momento delicato”.

NEWS
Di Gennaro: “Fiorentina attenta, a Verona sarà difficile”
Il doppio ex: “Domenica si affronteranno due squadre con vari problemi”

di Redazione Hellas1903, 06/09/2017, 17:51

Antonio Di Gennaro, doppio ex di Verona e Fiorentina, interviene a Lady Radio per commentare il momento della squadra viola.
“A Verona si affronteranno due squadre con vari problemi – dice il commentatore di Mediaset – quando finisce un ciclo bisogna ripartire, bisognerebbe vedere quali sono le intenzioni della proprietà. Se Corvino ha speso 60 milioni, si spera che almeno 4-5 giocatori siano di buon livello. Quando si riparte da zero, ci sono tante scommesse in prospettiva da valutare. Sono andati via tanti giocatori di prima fascia e che facevano tanti gol, e sono arrivati giocatori normali, io mi chiedo quale siano le ambizioni della proprietà a questo punto. Se a Verona dovesse andar male, a Firenze inizierebbe a nascere un problema serio. In questo momento ci vogliono anche giocatori di carisma, che sappiano prendere in mano la situazione. Inoltre la difesa è ancora da perfezionare, insieme a centrocampo e attacco. A Verona sarà una partita molto difficile, perché anche loro hanno assoluto bisogno di punti e non so se la Fiorentina si presenterà al Bentegodi come una squadra pronta, capace anche di giocare sporco per ottenere il risultato”.

NEWS
Di Gennaro: “Cassano al Verona? Se sta bene…”
L’ex gialloblù: “Talento enorme, ma ora l’Hellas pensi ad andare in A”

di Redazione Hellas1903, 28/04/2017, 08:01

Antonio Di Gennaro, grande bandiera gialloblù, commenta la notizia di un possibile passaggio al Verona di Antonio Cassano, in caso di promozione in Serie A dell’Hellas.
Raggiunto telefonicamente dal www.hellas1903.it, Di Gennaro spiega: “Sarebbe un’operazione interessante, sia pure con delle incognite notevoli. Cassano è inattivo da tempo, prima di tutto bisogna capire quale sia il suo stato di forma. Si tratta un grandissimo talento, a Verona potrebbe trovare il posto giusto per rilanciarsi”.
Continua Di Gennaro: “Tuttavia è prematuro parlare di questa situazione. L’Hellas è impegnato nella corsa alla promozione e deve pensare soltanto ad andare in Serie A. Poi le discussioni saranno aperte, comprese quelle su un eventuale ingaggio di Cassano”.

NEWS
Di Gennaro: “Ora si decide tutto”
L’ex centrocampista: “Per il Verona fondamentali le prossime trasferte. Pazzini ago della bilancia”

di Redazione Hellas1903, 08/04/2017, 10:37
Antonio Di Gennaro, leggenda del Verona, in gialloblù dal 1981 al 1988, parla con “La Gazzetta dello Sport” del momento dell’Hellas e della volata per la A.
Dice: “Determinante per il Verona sarà tornare con un buon numero di punti dalla doppia trasferta di Bari e Perugia. A fine aprile il quadro sarà definito. Per l’Hellas, in questo momento, l’obbligo è non staccarsi dal vertice. L’ago della bilancia è Pazzini: se ha recuperato al meglio, ce la si può fare”.

FONTE: Hellas1903.it


Di Gennaro: “Verona-Benevento c’è un Abisso! Fermatelo!”
febbraio 4, 2017

Anche l’ex gialloblù Antonio Di Gennaro, via social, ha voluto dire la sua sull’operato al Bentegodi di Abisso, il direttore di gara di Palermo designato per l’attesa sfida contro il Benevento.

FONTE: HellasLive.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Di Gennaro ricorda Giuliani: "Non era felice, ma era buono"
15.11.2016 14.51 di Lorenzo Marucci
Vent'anni fa moriva di Aids Giuliano Giuliani, portiere di Verona e Napoli che con i partenopei vinse la Coppa Uefa e lo scudetto. A quattro lustri dalla sua scomparsa, viene da dire che nel tempo di lui si sia parlato poco. La sensazione è che sia stato quasi dimenticato dal mondo del calcio. Ne abbiamo parlato con Antonio Di Gennaro che è stato suo compagno ai tempi del Verona: "Era un ragazzo che aveva dovuto sopportare parecchi problemi familiari - dice a Tuttomercatoweb.com - lo ricordo triste, si leggeva sul suo volto che non era felice. Ma era un ragazzo buono. Ed è stato sfortunato. La sua morta è stata allucinante, ci ha lasciato esterrefatti. Ne parlai anche con un nostro amico comune di Verona, da cui andavamo a comprare i dischi. Mi raccontò che nei giorni della morte non ebbe molta vicinanza e questo mi rattristò ancor di più. Come giocatore, era un bel portiere, stilisticamente e tecnicamente. Veniva dopo Garella, ma era molto affidabile"

Ha avuto anche lei la sensazione che sia stato ricordato poco o niente in questi anni? Che insomma sia stato dimenticato?
"Non mi ricordo di iniziative legate al suo nome per ricordarlo. A quei tempi si parlava molto anche dell'Aids, per sensibilizzare sulla malattia. Poi pian piano se ne è parlato sempre meno".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


INVITATO SPECIALE
Di Gennaro: “Verona allestito per vincere. Pazzini imprescindibile”
L’ex gialloblù: “Il Benevento è molto ben organizzato, sabato servirà la massima concentrazione”

di Raffaele Campo, 08/09/2016, 20:24

L’ultimo (e unico) precedente tra Hellas e Benevento risale all’ormai lontano 22 agosto 1984.
Si trattava di una gara di Coppa Italia e i gialloblù si imposero con un netto 4-2.
A siglare la terza rete ci pensò Antonio Di Gennaro su calcio di rigore. Proprio l’ex centrocampista del Verona parla a Hellas1903.it della nuova squadra allenata da Pecchia e della sfida di sabato contro i campani.
Di Gennaro, dopo queste prime due giornate di campionato, che idea si è fatto del Verona? Cosa funziona già e in cosa deve invece migliorare?
“La società ha fatto un ottimo mercato e la squadra è stata allestita per vincere. Domenica nel secondo tempo i ragazzi hanno avuto un calo, ma le premesse per vincere il campionato ci sono tutte”.

Tra i nuovi calciatori arrivati, cosa pensa di Daniel Bessa?
“Si tratta di un ottimo giocatore. Si è già inserito molto bene negli schemi della squadra e anche con grande professionalità. Può fare la differenza. Anche Fossati è molto bravo”.

Nel 4-3-3 di Pecchia, possono coesistere Pazzini e Ganz?
“Ganz nel Como ha fatto la prima punta. Tuttavia, essendo un giocatore molto intelligente, può agire anche da seconda punta o da esterno d’attacco. Pazzini, per esperienza e carisma, è un elemento imprescindibile”.

Quale potrebbe essere la squadra rivelazione di questa Serie B 2016/2017?
“In Serie B ci sono tante squadre interessanti. Se proprio devo fare dei nomi, scelgo due delle tre neopromosse, vale a dire Spal e Benevento. In queste prime due giornate hanno fatto molto bene”.

Proprio questo sabato il Verona sarà impegnato contro il Benevento. Le ricorda qualcosa l’ultima sfida tra queste due squadre?
“Quello era il nostro periodo migliore. Per noi campionato e Coppa Italia non facevano differenza. Adesso le cose sono cambiate. Riguardo alla partita di sabato, sulla carta il Verona è nettamente più forte, ma il Benevento è una squadra molto bene organizzata. Ai gialloblù servirà la massima concentrazione. Pecchia ha comunque già fatto capire alla squadra che i risultati vanno conquistati e che ci sarà da lottare fino all’ultima giornata”.

FONTE: Hellas1903.it


Di Gennaro: “Verona, per la vittoria della B sei la favorita”
19 agosto 2016

Armando Mantovanelli
Un grande ex, Antonio Di Gennaro, faro del Verona dell’epopea anni ’80, accende i riflettori sull’Hellas di mister Pecchia.
“Dall’esterno – rileva – si percepisce la voglia del gruppo di riconquistare subito la massima serie. La società ha operato oculatamente allestendo una squadra giovane che conta anche sull’esperienza di alcuni senatori. Il paracadute ha permesso di costruire un team di spessore. Sulla carta, siamo i favoriti per la vittoria del campionato”

Partiamo dalla difesa..
“Caracciolo e Bianchetti sono arrivati ad un punto decisivo della loro carriera e devono dimostrare di essere maturati e di riuscire a fare il salto di qualità. Sono due elementi importanti e in Serie B possono essere un lusso. Nel calcio moderno però si difende in undici e non valuterei isolatamente gli elementi della linea arretrata..
Spiace invece per l’infortunio di Albertazzi perche’ ora sulla mancina le cose si complicano un po’. Il Verona e’ coperto con qualità anche nel ruolo dei portieri: Nicolas e Coppola in categoria sanno farsi rispettare e sono garanzie”.

Passiamo alla mediana allora..
“Quello del Verona credo sia il centrocampo più forte: Fossati, Greco, Zuculini e Viviani rappresentano valori non indifferenti per la categoria; senza scordarsi di un certo Romulo che sa disimpegnarsi sia a supporto della mediana che della difesa.
Il nuovo reparto offensivo? “Sono sicuro che Pazzini sara’ il trascinatore, il punto di riferimento. Per numero di campionati giocati e professionalità fara’ la differenza. Tutto il fronte d’attacco gialloblù dovrà essergli complementare. Attorno al “Pazzo” ruoterà tutto il fronte offensivo. Lo stesso Ganz, straordinario come seconda punta, dovrà lavorare per Giampaolo e non al suo posto”.

I nuovi Luppi, Zuculini, Ganz e Fossati tutti a segno nelle prime due partite. Un buon segnale..
“Si’, davvero. D’altronde sono giovani, hanno voglia di spaccare il mondo e non sentono il peso della responsabilità. Inoltre vogliono tutti dimostrare di non essere arrivati a caso in una piazza importante come Verona e il campo gli sta dando ragione. Giocare al Bentegodi non deve mai essere un’ansia”.

Viviani e Siligardi rimangono ancora oggetti misteriosi..
“Non si possono mettere in discussione giocatori di quel calibro. Viviani è un ottimo regista di grande qualità, Siligardi un sinistro duttile di tutto rispetto. Se entrambi staranno bene fisicamente potranno dare un grande contributo. La B è molto faticosa e non devono avere fretta di recuperare bene perché la qualità alla lunga paga”.

FONTE: HellasNews.it


ALTRE NOTIZIE
Italia, Di Gennaro: "Azzurri stanno migliorando nella condizione dei singoli"
07.06.2016 20.12 di Andrea Piras
Si avvicina il debutto europeo per la Nazionale di Antonio Conte. L'appuntamento è fissato per lunedì sera contro il Belgio. Sugli azzurri si è pronunciato ai microfoni di Radio Punto Zero l'ex centrocampista di Verona e Fiorentina Antonio Di Gennaro: "L'Italia sta migliorando nella condizione dei singoli e negli equilibri in campo. La Finlandia ha spessore diverso rispetto al Belgio, il ct Conte sta facendo diversi esperimenti per far bene ad Euro 2016. Il 3-5-2 sarà il marchio di fabbrica, ma con De Rossi si è vista un'altra squadra. Insigne? Tatticamente dovrà essere impiegato come seconda punta - riporta TuttoJuve.com - ma lì si adatta, non è quello il suo ruolo. Nel 3-4-3, altro modulo che Conte sta utilizzando, cambierebbe tutto: come esterno sinistro può dare il massimo. Inizialmente sarà considerata una riserva, ma a partita in corso potrà essere utile, lo conosciamo bene. Anche in mezzora bisogna dare il massimo. Lapadula? Lo avrei portato agli Europei, è un giocatore che ha tantissima fame. È molto forte, più di Pellè e forse anche di Zaza. Questa è stata la sua stagione, gli è riuscito tutto e mi piace molto quando, nelle interviste, disse che voleva recuperare il tempo perduto. Se Lapadula va a Napoli, però, giocherà pochissimo. Lo vedrei bene in una squadra dove giochi, come Genoa o Sassuolo".

ALTRE NOTIZIE
Di Gennaro avverte il Napoli: "Non sottovalutare il Verona"
10.04.2016 10.05 di Daniel Uccellieri
"Anche senza Higuain il Napoli è nettamente più forte del Verona, ma nel calcio non ci si può mai prendere il lusso di sottovalutare un avversario". Così Antonio Di Gennaro intervistato da Il Mattino. "La squalifica di Higuain? Quattro giornate sono troppo, credo che in appello ci sarà una riduzione. Certo, i grandi campioni devono trattenersi di più".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


DI GENNARO a FI.IT: “Scarichi mentalmente e tecnicamente. Se non batti il Verona...”
Pubblicato il: 14 Mar 2016 16:06
Autore: Michela Lanza - Redazione Fiorentina.it
Il doppio ex di Fiorentina e Verona, Antonio Di Gennaro, analizza a cuore aperto e con il massimo della sincerità il momento della squadra di Sousa e parla del clamoroso pareggio di ieri al Franchi. Ecco le sue parole in esclusiva a Fiorentina.it.

Antonio, partiamo dalla fine, cioè dal pareggio di ieri tra Fiorentina e Verona. Un pareggio che dice addio alle speranze Champions dei viola?
«Direi che visto come l’hanno ottenuto, come hanno giocato, è stato peggio il pareggio col Verona della sconfitta di Roma. Quella di ieri era una partita da vincere assolutamente, per le ambizioni Champions, ma anche per dimenticare proprio la débâcle pesante dell’Olimpico. Giocavi contro una squadra quasi alla fine del suo campionato, che si presentava a Firenze con l’orgoglio e poco altro. Sousa, dal canto suo, alla fine del match ha dichiarato che il gioco della sua squadra è stato una tristezza, e questo la dice lunga sul momento che sta passando la Fiorentina. Un momento dove si vanno a decidere gli obiettivi della stagione. Poi si potrebbero aprire mille parentesi, come quella di Benalouane, oppure quella relativa alle assenze (Vecino e Badelj), ma il pareggio di ieri allontana la Fiorentina dalla Champions. Adesso la squadra deve ritrovare motivazioni e idee diverse di gioco quando mancano interpreti fondamentali in un reparto altrettanto fondamentale. Anche contro il Verona è stato chiaro il concetto che le alternative di Vecino e Badelj non sono alla loro altezza. A questo va aggiunto anche che la Roma, adesso, è davvero in grande spolvero. Per la Champions s’è fatta dura. La Fiorentina deve cambiare registro e trovare dentro di sé la voglia di stupire».

Che sensazione ha avuto guardando la partita? Che sia una Fiorentina scarica fisicamente, mentalmente o altro?
«Che sia scarica fisicamente, mentalmente e anche tecnicamente. Il gioco, che è stato la forza di questa squadra, ieri è mancato. Forse è un problema d’organico: Tino Costa – per esempio – l’ho visto anche a Roma e m’è sembrato un giocatore non ancora dentro all’ingranaggio Fiorentina. E questo in un settore fondamentale come quello di centrocampo. Ieri, contro il Verona, la squadra viola ha perso tutti i dribbling a metà campo e non solo. E quando questo accade col Verona, significa che qualcosa non va. Con tutto il rispetto che io ho per l’Hellas (e tutti lo sanno), non puoi pareggiare in casa contro questa squadra. Se la Fiorentina non riesce a battere il Verona di oggi, beh…».

Passiamo alle responsabilità: allenatore e squadra, quali le percentuali?
«Le cause e le colpe vanno suddivise perché sono un po’ di tutti. Potremmo parlare del mercato di gennaio. Potremmo parlare degli errori individuali. Potremmo anche parlare dell’ambizione della Fiorentina di arrivare in Champions: ma c’era la volontà da parte di tutti di farlo? Perché avevo letto dichiarazioni che lasciavano intendere il contrario… A questo punto mi viene da pensare che l’obiettivo della Fiorentina sia il quarto posto. Che questo sia il nostro livello. Perché se non batti questo Verona, mi dispiace ripetermi, ma la tua dimensione è questa, quella di arrivare al quarto o addirittura al quinto posto (attenzione all’Inter)».

L'ha sorpresa la formazione iniziale?
«L’allenatore valuta tutte le situazioni, quelle legate all’aspetto fisico (anche se c’erano stati nove giorni di riposo) e all’aspetto psicologico, forse ancor più importante e determinante nel calcio di oggi. Per questo, alla tua domanda, rispondo così: se Babacar non rende contro il Verona, il problema è di Babacar. Se Tino Costa non rende contro il Verona, è un problema di Tino Costa. Il Verona si accinge a fare un finale di campionato importante, pubblicamente tutti dicono di credere ancora alla salvezza, ma parliamoci chiaro: è andato… Per questo dico che per battere il Verona dovevano essere sufficienti questi giocatori».

Sembra che Andrea Della Valle fosse tutt'altro che contento, ieri, al Franchi...
«È normale. Tutti non saranno stati contenti, dall’allenatore alla squadra, fino ai tifosi».

Se la Fiorentina arrivasse quarta o addirittura quinta, dopo essere uscita subito dalla Coppa Italia e ai sedicesimi di Europa League, che tipo di stagione sarebbe?
«Sicuramente sarebbe un passo indietro rispetto agli ultimi tre anni, quelli dei tre quarti posti, della finale di Coppa Italia e delle due semifinali (in Coppa Italia ed Europa League). Se dovessimo arrivare quinti, è vero che raggiungeremmo lo stesso l’accesso alla prossima Europa League, ma sarebbe diverso. Sarebbe un ridimensionamento in basso, visto com'è andata la stagione. La possibilità di arrivare terzi? C’è ancora, ma la Fiorentina deve diventare più cinica e iniziare a vincere anche quando non riesce ad esprimere il bel gioco che ha fatto vedere per gran parte del campionato. Guardate l’Inter: ha battuto Palermo e Bologna non c’ero in maniera entusiasmante, ma è stata pratica».

FONTE: Fiorentina.it


ESCLUSIVE
Di Gennaro a VN: “Situazione critica in caso di non vittoria contro il Verona”
Il doppio ex di Fiorentina e Verona: “La Fiorentina ha tutto da perdere. Il Verona, ormai, è condannato. Sono partite facili sulla carta, ma che poi potrebbero complicarsi, se non le prendi con l’atteggiamento giusto”

di Stefano Niccoli, @stefanoniccoli3 08/03/2016, 16:15

Vincere contro il Verona per cancellare la brutta sconfitta dell’Olimpico contro la Roma e, soprattutto, rimettersi in carreggiata per il terzo posto. Gli obiettivi della Fiorentina sono chiari. Per un commento sul match di domenica pomeriggio tra gigliati e gialloblù, Violanews.com ha intervistato il doppio ex Antonio Di Gennaro.
La sconfitta contro la Roma potrà avere delle ripercussioni o no?
“Non credo. La partita è nata male e in più la Fiorentina ha avuto meno giorni per recuperare. La Roma è stata più brillante e tecnicamente più forte. E’ stata una sconfitta pesante, ma già dopo la gara Paulo Sousa cercava di dare delle indicazioni affinché la squadra non subisse più di tanto il ko”.
Domenica contro il Verona il pericolo maggiore per la Fiorentina è quello di sottovalutare l’avversario?
“Sì. La Fiorentina ha tutto da perdere. Il Verona, ormai, è condannato. Sono partite facili sulla carta, ma che poi potrebbero complicarsi, se non le prendi con l’atteggiamento giusto. Ma la Fiorentina non ha mai dato segnali di una squadra allo sbando, ad eccezione delle partite col Tottenham a Londra e con la Roma. Sulla carta non c’è partita tra Fiorentina e Verona. Sabato ho assistito a Verona-Sampdoria, dopo mezz’ora la formazione di Delneri non esisteva più, i gialloblù conoscono già il loro destino. Questo, però, non vuol dire che demorderanno, anche perché i tifosi seguono ancora la squadra con grande entusiasmo. La Fiorentina non dovrebbe aver problemi. All’opposto: senza una vittoria, la situazione sarebbe critica”.

Cosa non è andato nel Verona in questa stagione?
“Non c’è solo una causa. I lunghi infortuni di giocatori importanti come Ionita, Romulo e Toni hanno sicuramente inciso in negativo. In passato, come adesso, il Verona aveva dei problemi a livello difensivo, ma c’era Toni che segnava tanti gol. In più c’erano altri giocatori decisivi come Iturbe e Jorginho al primo anno di Serie A. Non vincere nemmeno una volta in ventuno partite ti fa capire quale sia la forza della squadra. Credo, però, che il prossimo anno sarà la squadra da battere in Serie B, sarà la favorita per tornare in A”.

Rebic e Gilberto sono in prestito al Verona dalla Fiorentina. L’esperienza gialloblù potrebbe far crescere i due giocatori sul piano tecnico-tattico?
“Tecnicamente non li vedo ancora pronti per una squadra come la Fiorentina. Devono ancora migliorare. Non sono i giocatori in grado di aumentare il livello qualitativo della squadra viola”.

Come vedi la lotta per il terzo posto?
“La Roma è in grande spolvero. Non solo per le sette vittorie consecutive, ma anche per ciò che Spalletti è riuscito a dare alla squadra. Ha ricreato entusiasmo. I nuovi sono arrivati già pronti, hanno dato subito un contributo importante. La Roma è in vantaggio per il terzo posto. Fiorentina e Inter se la giocheranno per riprendere i giallorossi”.

Dopo la sconfitta contro la Roma, Sousa ha parlato di stanchezza mentale della squadra. E’ così?
“Penso di sì. Sarà importante recuperare energie mentali, anche perché – sulla carta – il calendario è favorevole. La Fiorentina deve ripartire con quell’entusiasmo che ha sempre avuto, ad eccezione delle partite con il Tottenham a Londra e la Roma”.

Chi potrebbe essere decisivo domenica?
“La Fiorentina ha un organico di gioco ben strutturato. Ilicic deve ritrovare lo smalto. Penso che potrà fare lui la differenza. In generale tutti sono in grado di far gol”.

Bernardeschi è sembrato un po’ stanco ultimamente.
“Si è espresso benissimo fin qui, ha una grande carriera davanti. Giocare qualche partita sotto tono ci può stare. A Roma non ha giocato bene, ma è capitato anche ad altri giocatori. Dare la croce addosso al singolo è ingeneroso”.

Ultima domanda, guardiamo al passato: c’è un Fiorentina-Verona che ti è rimasto particolarmente impresso nella mente?
“Sì, l’1-3 nell’anno dello scudetto del Verona. Dispiace perché noi ex viola abbiamo sempre ricordi bellissimi su Firenze e la Fiorentina, ma penso che in quel momento faceva piacere a tutti vedere il Verona vincere lo scudetto”.

FONTE: ViolaNews.com


INVITATO SPECIALE
DI GENNARO: “TUTTI SONO RESPONSABILI DEL FALLIMENTO DI QUEST’ANNO”
L’ex gialloblù: “Ora onorare il finale, poi obbligatorio tentare subito la risalita”

di Alessandro Lerin, @alessandrolerin 08/03/2016, 11:22
Antonio Di Gennaro, ex di Verona e Fiorentina e oggi commentatore per Mediaset Premium, parla ai microfoni di hellas1903.it della situazione e del futuro dei gialloblù.
Verona fuori dai giochi salvezza dopo la sconfitta contro la Sampdoria. Come affrontare le restanti 10 partite di campionato?
La sconfitta di sabato probabilmente ha detto la parola “fine” a questo campionato, anche se la matematica non dà ancora l’Hellas per spacciato. Contro la Samp è arrivata una sconfitta netta: per come ha perso e per come non è riuscita a trovare le giuste motivazioni è una squadra che dovrà cercare di finire questo campionato cercando di onorarlo al meglio. Su questo, però, non credo ci saranno problemi. Bisognerà affrontare queste dieci partite con rispetto per un ambiente e una tifoseria che ha dimostrato ancora una volta di essere eccezionale.

Quali sono state le cause principali di questa stagione fallimentare?
In annate così le responsabilità sono un po’ di tutti: giocatori, allenatore, società. La prima vittoria è arrivata soltanto dopo 23 giornate, tutto è andato storto fin dall’inizio. Ci sono stati lunghi infortuni di giocatori importanti, ma le responsabilità vanno suddivise in parti uguali: è stata una stagione negativa e questo nessuno se lo poteva aspettare, soprattutto in virtù dei due ottimi campionati precedenti. Il Verona ha sempre subito molte reti, ma nei due anni precedenti i gol di Toni hanno compensato le difficoltà in fase difensiva. Questo è solo un aspetto tecnico, però dal punto di vista della gestione generale direi che tutti hanno delle responsabilità.

In caso di retrocessione al Verona spetterebbe un “paracadute” di circa 25 milioni. Una somma considerevole per programmare un campionato di Serie B.
Aumenterebbe senza dubbio la capacità di allestire e pianificare una squadra di livello. Credo che per Verona la serie cadetta stoni, ci sarebbe subito la possibilità di fare una squadra importante. Bisognerà valutare la rosa dei gialloblù: tra giocatori in prestito e a fine carriera non dico che ci dovrà essere una rivoluzione, ma quasi.

L’Hellas, comunque, avrà l’obbligo di tentare subito la risalita.
Questo mi sembra scontato, al di là del paracadute o meno. Il Verona non può essere una squadra da Serie B per il blasone e la storia che ha. Sarà sicuramente tra le favorite per la Serie A, se non la favorita d’obbligo. Ci saranno valutazioni da fare per quanto riguarda allenatore, giocatori e quant’altro. Forse hanno già iniziato a farle, considerando alcuni movimenti di gennaio.

Domenica il Verona giocherà in casa della Fiorentina. Chi vincerà?
Chi avrà da perdere domenica sarà soltanto la Fiorentina, perché il campionato del Verona purtroppo è come se fosse già finito. Non so se magari l’Hellas potrà far giocare qualche giocatore che finora ha trovato poco spazio o qualche giovane da lanciare. Queste partite possono servire anche per valorizzare qualcuno. La Fiorentina viene da una sconfitta pesante e ha un solo risultato per continuare la corsa al terzo posto. Parte favorita, ma nel calcio non sempre c’è una logica: mi auguro di vedere l’orgoglio dei giocatori del Verona, anche per il rispetto e il blasone della società e della città.

FONTE: Hellas1903.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Di Gennaro: "L'Hellas è vivo. Punto su Wszolek e aspetto Toni"
11.02.2016 11.45 di Simone Bernabei Twitter: @Simo_Berna
Questa sera il Verona affronterà la Lazio nell'anticipo della 25esima giornata. Gli uomini di Delneri sono alla ricerca di una complicatissima salvezza e quella si oggi sarà una tappa fondamentale in tal senso. Antonio Di Gennaro, ex del Verona, ha giocato la sfida in anticipo in esclusiva per TuttoMercatoWeb: "Il Verona è una squadra viva, si vede che ci credono nonostante le grandi difficoltà".

La squadra è reduce da un filotto di 5 risultati utili consecutivi...
"Già contro la Roma si era vista una nuova speranza, l'Hellas avrebbe potuto vincere quella partita. Col Palermo la squadra ha perso una gara strana, se avesse vinto quella oggi saremmo a parlare di un'altra situazione".

Come legge il 3-3 contro l'Inter?
"Il fatto che si siano fatti recuperare non è un buon segnale, ma davanti c'era pur sempre l'Inter".

Per stasera invece cosa si aspetta?
"Peccato per l'assenza di Marrone. La squadra col 4-4-2 comunque mi piace, bene soprattutto Wszolek. Sarà una gara dura, ma secondo me può venire fuori una bella partita visto che davanti ci sarà una Lazio non al meglio. Il Verona dovrà giocare proprio su questo, sul fatto di trovarsi di fronte un avversario con la pressione addosso. Mi auguro che se la giochino senza pensieri, solo così può venir fuori un buon risultato. Anzi, una vittoria, perché è questo ciò che serve all'Hellas".

Ora più che mai servono i gol di Luca Toni.
"E' ciò che manca e che è mancato a questa squadra. Anche gli scorsi anni la difesa del Verona non era particolarmente solida, ma tutto era bilanciato da Toni che segnava 20 gol a campionato. Ora è giunto il momento che ricominci a segnare".

SERIE A
Di Gennaro a TMW: "Hellas Verona, Mandorlini non è l'unico colpevole"
09.11.2015 12.39 di Pietro Lazzerini
L'ex centrocampista del Verona Antonio Di Gennaro, campione d'Italia con i gialloblu di Bagnoli, ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb.com della situazione della squadra gialloblu: "Mandorlini ha preso questa squadra 5 anni fa che era terzultima in B e l'ha portata quasi in Europa grazie a Toni. Adesso non ha un giocatore così, anche se Pazzini potrà diventarlo. Adesso gli manca tantissimo. E' normale che arrivi un po' di contestazione, manca la reazione e serve una scossa, ma non sono sicuro che possa servire un cambio in panchina. Le responsabilità però se le devono prendere anche i calciatori. Quando le cose vanno male ci va di mezzo il tecnico ma non è giusto. E' la reazione che manca. La società ha fatto bene ad aspettare la sosta, adesso potrà analizzare la situazione con molta attenzione".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Di Gennaro: "Viola da Champions. Hellas? Dipende dal Pazzo"
27.10.2015 16.06 di Luca Bargellini Twitter: @barge82
Per il Verona è ancora caccia alla prima vittoria stagionale. Per la Fiorentina è il momento di tornare a fare punti dopo i due stop contro Napoli e Roma. Su queste basi si svilupperà la sfida del Bentegodi fra scaligeri e viola. "Senza dubbio quello del Verona è un momento delicato, con la squadra che è andata in ritiro anticipato dalla società prima della sfida contro una squadra di alto livello come la Fiorentina. Servirà un Verona compatto e concreto per fare punti contro la formazione di Paulo Sousa".

Che Fiorentina esce dalle due sconfitte contro Napoli e Roma?
"I viola non escono assolutamente ridimensionati, bensì consapevoli di aver tenuto testa a due squadre di altissimo valore sul piano della prestazione. Finora i passi falsi la Fiorentina li ha fatti in Europa League dove non è mai apparsa brillante. Detto questo gli ultimi stop si possono metabolizzare in poco tempo grazie proprio al turno infrasettimanale".

Fiorentina da zona Champions?
"Il campionato è molto equilibrato, con Roma e Napoli superiori alle altre. Per il resto mi aspetto il rientro della Juventus così come massima attenzione alla Lazio. Delle milanesi credo più nelle chance Inter, ma senza dubbio la Fiorentina ha tutto per rimanere".

In casa Verona per domani, oltre a Toni, si rischia di dover fare a meno anche di Pazzini.
"Sarebbe un Hellas senza un attaccante vero, che toglierebbe riferimenti allo sviluppo del gioco. Occorrerebbe cambiare completamente l'idea di calcio della squadra con più circolazione di palla sugli esterni e velocità nelle ripartenza"

ALTRE NOTIZIE
Di Gennaro su Viviani: "Hellas, è bravissimo. Sembra Pirlo"
18.09.2015 23.43 di Marco Frattino Twitter: @MFrattino
Il futuro del centrocampo del Verona è nei piedi di Federico Viviani (23). L'ex Roma e Latina si è ben comportato in questo avvio di stagione con la formazione scaligera, prestazioni convincenti che hanno portato l'ex calciatore Antonio Di Gennaro a un paragone piuttosto scomodo come riporta oggi L'Arena: "Viviani? E' bravissimo, sembra Pirlo".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Di Gennaro: "Toni come Elkjaer, grande lavoro di Mandorlini"
19.05.2015 22.28 di Antonio Gaito Twitter: @antonio_gaito
"E' sempre bello ritrovarsi, 30 anni fa festeggiammo. Io arrivai in B e ricordo sette anni fantastici. Fu una cavalcata fantastica, nessuno ci sperava, noi partivamo col premio salvezza e lo scudetto fu l'apoteosi". Così ha parlato a Tuttomercatoweb.com l'ex centrocampista del Verona Antonio Di Gennaro alla celebrazione dei trent'anni dallo Scudetto dei gialloblù: "Col tempo ci siamo resi conto di quanto fatto, lì per lì non capivamo cosa stavamo facendo. Ripetibile? Ci sono delle realtà che sono salite, ma è difficile per lo scudetto, ci sono problematiche per gli investimenti. Verona attuale? Deve restare in A, ha fatto oltre 10mila abbonati anche in C. Ora Mandorlini sta facendo un grande lavoro. Toni fa tante gol, come Elkjaer, e deve essere un esempio per i giovani".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Verona campione, Di Gennaro: "Trionfo che partì dalla B"
12.05.2015 20.47 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
12 maggio 1985, il Verona vinceva il campionato di Serie A. Un evento storico, l'ultima provinciale a vincere lo scudetto. Più storico dello scudetto del Napoli di Maradona, più della Sampdoria, che ci provava da anni e aveva vinto un anno prima la Coppa delle Coppe. Ai microfoni di Tuttomercatoweb Antonio Di Gennaro, regista di quella squadra, ricorda l'impresa: "Lo scudetto del Verona ha fatto piacere a tutta Italia. Quello scudetto fu solo l'apoteosi di un periodo bellissimo a Verona, una squadra che aveva un gruppo storico partito dalla Serie B e che già al primo anni in A fece un ottimo calcio. Ricordo che eravamo arrivati a 17 risultati utili consecutivi, poi finimmo quarti. Nel 1984 arrivarono poi due stranieri, Briegel ed Elkjaer, che diedero esperienza, qualità, professionalità a un gruppo già affiatato. Eravamo partiti come ogni anno con la quota salvezza e conseguente premio fissato, ma dopo 10 giornate capimmo che potevamo fare qualcosa di più, che c'era la possibilità di entrare nella storia".

L'anno dello scudetto fu anche quello del sorteggio integrale per le designazioni arbitrali
"Mi ricordo che anni fa un dirigente a Firenze mi disse: avete vinto perché c'era il sorteggio integrale. Lì per lì la cosa mi dette fastidio, perché ritengo che lo scudetto fu vinto perché la nostra squadra era forte. Certo che dopo i fatti del 2006 un po' ho avuto da riflettere...".

Da quel Verona si sono viste poche altre favole. Una di queste era il Chievo di Delneri. Crede che l'ambiente di Verona incida molto?
"L'ambiente è sicuramente molto importante e a Verona puoi lavorare con serenità. Ricordo che quando ci allenavamo tutte le settimane c'erano dei ragazzetti che ci seguivano sempre, poi il sabato alla vigilia della partita c'era il pienone, ma tutti a seguire con passione e tranquillità".

Ci sarà mai un nuovo Verona?
"Mai dire mai. C'è sempre la possibilità che qualche piccola realtà crei i presupposti per fare qualcosa di importante, anche se qualcuno non vorrebbe. Chi ama il calcio e la meritocrazia apprezzerebbe altre favole come la nostra. Mi ricordo ancora un'intervista a Roberto Tricella, quando gli chiesero cosa provasse per lo scudetto vinto: rispose che solo col tempo avremmo capito l'entità dell'impresa. E a distanza di 30 anni ne parliamo ancora e questo significa che abbiamo fatto una cosa unica nel suo genere. Un'impresa che è partita da lontano, grazie al lavoro di Mascetti direttore sportivo e Bagnoli allenatore: furono gli artefici del successo, uomini di calcio che lavoravano in sinergia. Persone che non se ne vedono quasi più, perché oggi il direttore sportivo è messo in secondo piano da procuratori".

In un mondo come quello di oggi, dove l'aspetto mediatico è fondamentale, ci sarebbe ancora spazio per un allenatore come Osvaldo Bagnoli?
"Sono cambiate molte cose, anche le rose sono molto più lunghe e devi gestire tante cose. Io credo che nel calcio di oggi uno come Bagnoli si potrebbe adattare. Era un allenatore molto pragmatico, che aveva principi di gioco molto semplici. Lui diceva sempre che ognuno doveva giocare nel proprio ruolo e così faceva. E se non risolveva le cose certamente le agevolava di molto".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


ESCLUSIVE TUTTOHELLASVERONA
ESCLUSIVA, Antonio Di Gennaro a THV:"Dare sempre il massimo, sfruttando la professionalità di Toni ed il calciomercato"
14.01.2015 07:00 di Riccardo Rossi Twitter: @rickyreds94
In esclusiva, per TuttoHellasVerona, le parole dell’ex calciatore, nonché centrocampista, dell’Hellas Verona Antonio Di Gennaro. Vestì la maglia scaligera per 7 anni, dal 1981 al 1988, facendo registrare 182 presenze e 18 gol all’attivo. Condizione del Verona, calciomercato, e molto altro… Queste le sue dichiarazioni.

Cosa ne pensa della situazione attuale dell’Hellas Verona? “La vittoria contro il Parma è stata importante, frutto anche di scelte innovative, specialmente tra i giovani, che sono riuscite a dare alla squadra quel qualcosa in più del solito: mi riferisco a Valoti e Saviola. Una vittoria ritrovata, che ha portato anche ad una classifica migliore. Di certo, qualcosa è cambiato rispetto lo scorso anno; tuttavia, questo successo potrà consentire di avere un girone di ritorno privo di insidie nel senso che vi è stato un abbassamento della quota salvezza, la quale è abitata da squadre sicuramente inferiori al Verona. Per questa ragione, i gialloblù non dovrebbero avere problemi a salvarsi quest’anno. Fondamentale sarà dare il massimo in ogni gara, approfittando anche della finestra di mercato in corso, utile per dare qualche aggiustamento alla rosa e, continuando sull’onda del successo della vittoria di domenica, portatrice di ottimismo”.

A proposito di calciomercato, cosa ne pensa del neo acquisto Greco? “E’ un centrocampista che nel sistema di gioco di Mandorlini, con un centrocampo a 3, può andare molto bene. Ha diversa esperienza alle spalle, tra cui la Roma e l’avventura all’estero (con i greci dell’Olympiakos). Lo vedo utile sia a completamento dell’organico che da titolare!”.

Lo vedrebbe utile l’acquisto di un difensore, per guarnire una difesa talvolta incerta? “La perdita di Maietta, quest’anno, si è sentita molto. Era il leader della difesa. Ritengo che Marquez sia un giocatore con grande esperienza. Probabilmente, se fosse affiancato da un difensore abile e veloce, potrebbe dare ancora di più. C'è da dire che Mandorlini ha cercato di portare la difesa a 3 uomini, in occasione di certe partite. Sicuramente, sulla carta, la difesa è un reparto importante, da non sacrificare. Sarei favorevole all’arrivo di un difensore in più, purché sia abile tatticamente e possa fare la differenza”.

Luca Toni che raggiunge le 300 reti in categorie professionali. Cosa ne pensa? “Parlare di Toni è sempre superfluo, visto quello che ha fatto sia come uomo che come professionista. Parlano, infatti, le sue decisioni, i suoi risultati e la sua voglia costante di mettersi in gioco: non dimentichiamo il suo rilancio, nel 2012, con la maglia della Fiorentina per poi passare direttamente al Verona. In questo modo, penso abbia meritato i suoi 300 gol, vincendo molto più di una scommessa. Gli auguro di dare ancora tanto e di star bene fisicamente. Ritengo sia un punto imprescindibile per questo Verona!”.

Doppio impegno, in trasferta, con la Juventus: Coppa Italia e campionato. Come verrà preparato da Mandorlini? “Per giocare con la Juve, bisogna sempre preparare le partite nel migliore dei modi. E’ normale che il match di domani sera, in Coppa Italia, sia il giusto mezzo per potersi migliorare e cercare di stupire. E’ chiaro che la Juve gioca sempre per la vittoria; il Verona può essere svantaggiato sulla carta, ma se la può giocare fisicamente. Ritengo che il campionato sia l'obiettivo primario però, come ben tutti sappiamo, la mentalità di Mandorlini non è solo quella di difendersi: lo ha dimostrato lo scorso anno e lo sta dimostrando, in parte, anche quest’anno. Il Verona cercherà di fare 2 partite molto accorte, sfruttando i punti deboli della Juve. Saranno due belle partite giocate e combattute, nelle quali il Verona dovrà prestare attenzione dal punto di vista tattico, considerando il divario tecnico con i bianconeri!”

FONTE: TuttoHellasVerona.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Di Gennaro: "Verona bravo a ripetersi, Toni anima della squadra"
09.10.2014 14.43 di Simone Bernabei
Il Verona veleggia al sesto posto in classifica, a quota 11 punti. Per analizzare l'inizio di campionato degli scaligeri, TuttoMercatoWeb ha contattato in esclusiva l'ex centrocampista Antonio Di Gennaro: "Considerando tutti i cambi avvenuti quest'estate nei ruoli chiave direi che la squadra sta rispettando le aspettative. Senza Iturbe e Romulo la squadra ha meno imprevedibilità, ma direi che il tutto è compensato da un'ottima solidità difensiva".

Quali sono, a suo giudizio, le note più liete della stagione?
"Tachtsidis su tutti, ha ritrovato la sua dimensione dopo campionati ad intermittenza. Mi sembra creciuto tatticamente ma soprattutto mentalmente. Pi Rafa Marquez, che nonostante alcuni errori è riuscito a calarsi perfettamente nella mentalità veronese, portando esperienza e carisma".
E Luca Toni?
"Era impossibile aspettarsi un gol ogni partita come la scorsa stagione. Luca comunque è l'anima di questa squadra nonché il leader carismatico".
Quali invece gli aspetti negativi o migliorabili?
"Pochi, in generale il Verona è meno spettacolare ma sicuramente più concreto. Aspetto Saviola, deve trovare la sua collocazione ed iniziare a carburare, ma il calcio italiano ha bisogno di gente come lui".
Chiusura con Ionita, una delle grandi sorprese di stagione...
"E' la nuova sorpresa sicuramente, ma occhio a paragonarlo a Iturbe. Ha tanta qualità, vediamo come riesce a crescere".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Di Gennaro: "Verona, un nuovo modulo per esaltare Saviola"
01.10.2014 16.44 di Simone Lorini Twitter: @Simone_Lorini
L'ex bandiera dell'Hellas Verona Antonio Di Gennaro, ora opinionista per Mediaset, ha parlato ai nostri microfoni del dibattito scatenato dalle parole di Mandorlini sul ruolo di Saviola, considerato inadatto alla fascia. "Saviola ha giocato anche largo sull'esterno in passato, anche se in un contesto di squadra diverso, ma sulle fasce Mandorlini ha giocatori che fanno le due fasi, Saviola potrebbe giocare dietro Toni o al suo fianco, di certo sarebbe una coppia formidabile".

Il 4-4-2 potrebbe essere una soluzione?
"Viste le ultime dichiarazioni, ci può stare, lui ha sempre fatto il 4-3-3 con esiti positivi, ma più volte negli ultimi anni i tecnici hanno cambiato per venire incontro alle esigenze dei giocatori o della squadra. Di base i giocatori per questo modulo ce li ha".

Per uno come Saviola un cambio di modulo sarebbe giustificato?
"L'hanno preso per il dopo Iturbe, è partito un giocatore giovane e affamato ed è arrivato un giocatore più affermato, che deve migliorare sotto il profilo della condizione. Di certo deve metterlo nelle condizioni migliori per rendere, per cui il cambio di modulo va ipotizzato".

ALTRE NOTIZIE
Di Gennaro: "Milan, garantisco su Iturbe. Balotelli calciatore non si discute"
28.06.2014 21.38 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
La redazione di Milannews.it ha contattato in esclusiva l'ex giocatore di Verona e Napoli, attualmente commentatore Sky, Antonio Di Gennaro.

Sulla scelta di Pippo Inzaghi: "E' stata una scelta suggestiva della società e sono felicissimo per Pippo. L'ho conosciuto quando ero secondo di Terim al Milan ed è una persona che aveva un carisma ed una personalità da leader. L'esperienza dei due anni nelle giovanili come allenatore potrà essere un vantaggio, considerando anche che conosce tutto del mondo Milan. Ripeto, è stata una scelta molto interessante e colgo l'occasione per fargli un grandissimo in bocca al lupo".

Su Balotelli: "Quanto c'è di vero in una possibile partenza di Balotelli non lo so. E' normale che Mario è sempre un po' nell'occhio del ciclone, sia nel bene che nel male. Balotelli ha un contratto lungo con il Milan, c'è la società che vigila e sa che deve ripartire al meglio dopo una stagione difficile. Balo è un giocatore importante, anche se deve migliorare un po' sotto la gestione della personalità e nei rapporti, ma come calciatore non si può discutere".

Su Iturbe: "Su Iturbe garantisco. E' un grandissimo giocatore, diverso per caratteristiche tecniche da Balotelli, ma che può far benissimo anche in una grande squadra".

Sugli acquisti di Menez ed Alex: "Sono due giocatori con esperienza anche internazionale. Menez si deve un po' rivalutare, ma è un giocatore dotato di un grandissimo talento, anche se purtroppo è stato poco continuo. Nel Milan può trovare la giusta dimensione. Per quanto riguarda Alex è un buon difensore che potrebbe formare una buona coppia con Rami. Non è velocissimo, ma è un giocatore possente ed ha una grande potenza, con il vizio del goal".

Sulla Nazionale: "In questo momento difficile ci sono state dimissioni a catena, a causa del fallimento in Brasile. Bisogna ripartire tutti uniti, compatti, non solo per la nostra nazionale, ma per tutto il calcio italiano che deve fare una riflessione approfondita".

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Di Gennaro: "Hellas rinasci nel derby. Toni al Mondiale? Si può"
24.03.2014 13.29 di Luca Bargellini Twitter: @barge82
Un punto e zero gol segnati nelle ultime quattro giornate di campionato. E' un Verona irriconoscibile quello che in questo scorcio di stagione sta facendo fatica a riproporre il rendimenti d'inizio stagione. Ai microfoni di Tuttomercatoweb.com Antonio Di Gennaro, ex scaligero campione d'Italia 1984/1985, analizza i temi di casa Hellas: "Credo che la squadra stia pagando una sorta di appagamento inconscio dopo una fantastica prima parte di stagione che nessuno, a partire dallo stesso ambiente del Verona, si aspettava. Quella di ieri contro la Samp è stata una sorta di resa, anche se sul primo vantaggio dei blucerchiati la formazione di Mandorlini ha avuto un paio di buone occasioni. Adesso serve ripartire".

Com'è possibile farlo?
"Con il derby. Contro il Chievo potrebbe arrivare la scossa giusta per rialzarsi dopo un momento complicato come quello attuale. All'andata arrivò una sconfitta immeritata e la voglia di rivincita aiuterà".

C'è chi parla di un Verona "diverso" dopo l'addio di Jorginho.
"La cessione del brasiliano è stata un'opportunità vista della classifica. Con la salvezza già conquistata a gennaio la società e lo stesso giocatore hanno avuto la possibilità di valutare e accettare un'offerta importante arrivata da un club di primo piano del nostro campionato. Se la graduatoria fosse stata diversa il Verona non si sarebbe privato di uno degli artefici della rinascita delle ultime stagioni. Per il futuro c'è Cirigliano, mentre Donati e Donadel sono uomini d'esperienza che possono sopperire nella quotidianità".

In prospettiva Mondiale crede che quella di Luca Toni sia una candidatura credibile?
"Per ammissione dello stesso Prandelli ad oggi solo Buffon è certo di andare al Mondiale. In attacco, poi, la Nazionale non ha grandi certezze, vedi il nuovo stop di Giuseppe Rossi e i problemi di Mario Balotelli, per questo nomi come quello di Toni o dello stesso Totti sono da prendere in considerazione. Ancora però è prematuro parlarne, bisognerà capire la loro condizione fisica a fine maggio. Una cosa è certa: la stagione di Toni è stata fantastica".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


19.02.2014
«Ciri deve crescere, ma la qualità c'è»
Di Gennaro: «Col Torino mi aspettavo l'argentino dal 1', solo il tecnico però può sapere se è pronto»

Tempo al tempo. Parola di Totò Di Gennaro.
Il regista del Verona dello scudetto, adesso opinionista Sky, ha buttato spesso l'occhio lunedì sera al Bentegodi sulla mattonella di campo che è stata sua e adesso prima di Donati, ultimamente di Donadel e a volte di Cirigliano.
Che pare comunque destinato, nel lungo periodo, a diventare il regista dell'Hellas.

Di Gennaro, chi si aspettava davanti alla difesa col Toro?
«Credevo giocasse Cirigliano. Il Verona ha sempre detto che lui è il futuro, anche se uno come Donati può assicurare una consistenza diversa e Donadel non mi è dispiaciuto nel primo tempo».

E il Verona?
«Il Verona all'inizio era bello compatto. Nel secondo tempo invece El Kaddouri ha dettato legge, la squadra si è allungata e per lui non è stato facile tenere le redini del gioco».

Aveva già visto Cirigliano a Firenze. È pronto per la Serie A?
«Mi è sembrato un giocatore che per il nostro calcio deve ancora crescere ma che ha le qualità e le caratteristiche per imporsi anche ad alti livelli».

Azzardiamo il profilo.
«Cirigliano vede il gioco, è intelligente, magari fisicamente può essere penalizzato ma il centrocampo del Verona può contare anche sulla consistenza di gente come Romulo e Hallfredsson».

Dove deve migliorare soprattutto Cirigliano?
«In tutte le fasi del gioco. Penso all'intensità ma anche all'amalgama con il resto dei compagni di squadra. Vero, anche Jorginho è giovane ma era al Verona da una vita e di Cirigliano ha maggiori qualità».

Quindi?
«Conosceva i movimenti, sapeva dove andare e cosa fare. Cirigliano ci arriverà col tempo, fermo restando che parliamo di giocatori diversi».

Fra Donati e Donadel?
«Conosciamo il valore di Donati, anche se con la Roma non ha fatto benissimo. Donadel è un uomo d'ordine, ha esperienza, ma col Torino col passare dei minuti si è perso».

Partito Jorginho, il lancio di Cirigliano pareva automatico...
«Tutti immaginavamo questo, ma quando si tratta soprattutto di giovani nessuno come l'allenatore può conoscerne il grado di maturazione».

Quindi ha ragione Mandorlini.
«In generale sono dell'idea che un ragazzo di talento debba giocare ma certamente, nel caso specifico di Cirigliano, è chiaro che Mandorlini ne sa più di me».
A.D.P.

26.10.2013
Caro Dige, «Un autogol incredibile»
UNA PARTITA, UNA STORIA. Il regista dello scudetto decise Inter-Verona, nel dicembre dell'83m. «Sono felice per quello che sta succedendo all'Hellas, di nuovo tra le grandi. Jorginho? Merita tutta l'attenzione che ha, è molto bravo»
Quasi trent'anni fa. Era il Verona dell'Osvaldo. Poco prima della storia scudettata. Ultimo dell'anno: 31 dicembre '83. L'Hellas va a San Siro. Senza timori, senza paura. Con Totò Di Gennaro in campo. Amava il ricamo, la botta secca, il tocco preciso. Quel giorno, Totò, appena arrivato sul prato del Meazza disse. «Sarebbe bello ci fosse scritto Di Gennaro sul tabellone. La Scala del calcio non è un campo come gli altri». Veggente. Ma non fino in fondo. «Segnai all'incrocio» ricorda «ma nella porta sbagliata. Il nome sul tabellone c'era finito comunque. Riuscii, però, a rifarmi subito dopo, realizzando la rete della vittoria contro la Roma». Bei tempi. Tornati. Perché oggi c'è un'altra sfida tra Inter e Verona da raccontare. I ragazzi dell'Andrea. Pure lui cuore nerazzurro.

Mandorlini sorpresa d'Italia con il suo Verona Di Gennaro, Verona da Champions. Esatto? «Verona sorpresa d'Italia. E su questo non ci possiamo sbagliare. Credo esistano, tra l'altro, tutte le condizioni perché questo momento possa continuare a lungo. C'è solidità. C'è una squadra che diverte e si diverte. La sorpresa parte da lontano. E non vede nulla di casuale».

Mandorlini tra i beati. C'è voluto un po' di tempo, però... «Però ha avuto quello che merita».

Come voi con Bagnoli «Mandorlini ha risollevato il Verona, lo ha portato a ridosso delle grandi d'Italia. Ha vinto due campionati. Eppure ci sono stati momenti in cui sentivo aleggiare incertezza attorno alla sua panchina. Una cosa incredibile. Mandorlini è artefice di questo bellissimo momento. I meriti sono tanti. Se li prenda fino in fondo. Anche perché tutto è iniziato con lui».

Ha visto Jorginho? Lo vuole anche l'Inter adesso. Ma deve mettersi in fila. Prima arrivano Arsenal e Manchester United... «Mi pare anche la Fiorentina. Jorginho oggi sarebbe un perfetto vice Pizarro».

Vale 20 milioni. Troppi? «Perchè ? In serie B era un lusso. In serie A ha dimostrato di essere giocatore da categoria. Buon fisico, buona tecnica, tutto migliorabile. É giovane, si farà. Oggi è uno dei giocatori giustamente più celebrati del Verona».

In più ha faccia d'angelo. Non è certo uno 'bad boy' del calcio italiano... «E non è poco. Con la testa sulle spalle vai lontano. E Jorginho sta bruciando le tappe».

Pure Iturbe ha impressionato. «Di solito quando uno straniero arriva ha bisogno di ambientarsi, di capire, di trovare la sua dimensione. A Iturbe non è successo. E lo sapete perché? Verona è un ambiente speciale per gli stranieri. E tutto va che è una meraviglia».

Non sente aria di tempi andati? «Sento che tira l'aria giusta. E non voglio dimenticare chi c'era all'inizio, e non c'è più adesso. Il riferimento è a Giovanni Martinelli. Il presidente è stato importantissimo per il Verona. Si è messo in gioco in un momento delicatissimo per la società. Queste vittorie sono anche le sue vittorie».

Anche Setti è arrivato al momento giusto «Bravo lui, brava la società. Non si arriva così in alto senza programmazione. Non si torna tra i grandi senza la forza delle idee».
S.A.

FONTE: LArena.it


Roma-Palermo: Compagnoni-Di Gennaro per Sky
VIDEONEWS
04-11-2012 17:08:49
La telecronaca di Roma-Palermo, posticipo dell'undicesima giornata del campionato di Serie ATim 2012/2013 è stata affidata per Sky a Maurizio Compagnoni affiancato da Antonio Di Gennaro che curerà il commento tecnico. A bordocampo e per le interviste Paolo Assogna e Angelo Mangiante Secondo flusso audio: Alessandro Spartà (telecronaca Roma). L'incontro andrà in onda su SKY Sport 1 HD, SKY Calcio 1 HD e SKY SuperCalcio HD (canale 201-251-205).
alr

FONTE: StadioNews.it


Antonio Di Gennaro, un regista d'eccezione per gli ultimi 90' del film della serie A
L'ex centrocampista della Nazionale, oggi opinionista Sky, intervistato da Barlettalife

LUCA GUERRA
Domenica 13 Maggio 2012 ore 11.38
Ex calciatore dai piedi sopraffini, oggi opinionista televisivo per l'emittente televisiva Sky Sport. Molti tifosi pugliesi lo ricordano a cavallo tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 con le maglie biancorosse di Bari e Barletta. Proprio al "Cosimo Puttilli", nell'1-1 contro il Perugia, realizzò l'ultima rete da professionista il 31 maggio 1992, valevole per la salvezza, prima di dare l'addio al calcio giocato. Nella sua carriera Verona, Fiorentina e Nazionale A. E' l'identikit di Antonio Di Gennaro: protagonista tra i relatori del recente convegno "Nuove Frontiere-Oltre i contenuti sportivi", con noi di Barlettalife.it l'ex centrocampista della Fiorentina, toscano di nascita ma pugliese d'adozione (ha famiglia a Bari, dove è anche socio di due scuole calcio), ha parlato con noi di diversi temi, dal calcioscommesse agli Europei, passando per l'ultimo turno di campionato, in programma tra il pomeriggio e la serata di oggi con tanti pronostici aperti:

Antonio Di Gennaro, come ha trovato la piazza e l'ambiente di Barletta al ritorno dopo diversi anni?
«Dal punto di vista sportivo, Barletta è una città di grande tradizione sportiva e calcistica. Della stagione calcistica vissuta qui ho un bellissimo ricordo: avevamo una squadra giovane, molto motivata, ci salvammo contro il Perugia grazie a un mio gol. Purtroppo non ho vissuto molto la città nel 1991/1992 perchè ero a Bari: quest'anno sapevo che la dirigenza aveva allestito una squadra dall'elevato potenziale, e so anche che non è andata benissimo, però spero che il Barletta arrivi al traguardo dei playoff, magari attraverso l'esito positivo del ricorso al Tnas. Lo auguro alla piazza, che per me potrebbe fare un'egregia serie B».

Lei ha citato il ricorso al Tnas: parliamo di giustizia sportiva. E' fresca la pioggia di deferimenti stabiliti dal Procuratore della Figc Stefano Palazzi nei confronti di 61 tesserati e 22 società sportive. Che idea ha? In che fase siamo del processo di "pulizia"?
«Ci stanno lavorando ben tre procure, quindi è facile immaginare che sotto ci sia qualcosa di veramente grosso. Anche il Procuratore Di Martino all'epoca ventilò l'ipotesi di un'amnistia. E' sicuramente uno scandalo importante, quello che è successo è veramente ampio e bisogna procedere giocoforza per tronconi: la giustizia dovrà fare il suo corso e punire in maniera pesante chi ha sbagliato. Chi ama il calcio pulito come me e come tanti spera ovviamente che le sanzioni siano esemplari, con squalifiche pesanti e che diano l'esempio, fatte con un certo criterio».

Si discute tanto delle modalità di attribuzione delle varie penalizzazioni: per lei sarebbe più grave lo slittamento di playout e playoff in B e Lega Pro, o l'avere ingenti penalizzazioni e probabilmente campionati falsati nella prossima stagione?
«Questo lo possono valutare correttamente solo gli organi preposti. E' normale che quest'anno i campionati, per le varie problematiche anche climatiche, hanno già subito modifiche importanti di calendario, e bisogna anche ricordarsi che gli Europei sono molto vicini, con date che non devono accavallarsi. Ripeto, saranno gli organi preposti a deciderlo; l'essenziale è che si puniscano i colpevoli».

Lei conosce bene la realtà calcistica barese: quanto è rimasto scosso da cosa è successo al Bari?
«Per me è stato un fulmine a ciel sereno, non vivo la società ma vivo il calcio barese da tifoso. Sono rimasto sconvolto soprattutto dal fatto che tanti sapevano, ma nessuno ha denunciato».

Parliamo di serie A: lo scudetto è andato alla Juventus. Lei era a Trieste per commentare la sfida tra il Cagliari e i bianconeri. Per lei ha vinto la squadra più forte o quella che l'ha più meritato?
«Credo entrambe: i bianconeri hanno chiuso imbattuti, esprimendo un calcio piacevole, moderno, creando una mentalità nuova, capaci sempre di cambiare modulo e imporre i propri schemi. Conte l'avevo conosciuto a Bari e sapevo quali fossero le sue potenzialità. Credevo fosse un predestinato: ha dimostrato grande carattere in una piazza complicata. Il Milan a livello di rosa era certamente più forte, ma ha pagato i tanti infortuni e poco cinismo contro le grandi: certo poi dobbiamo valutare anche le polemiche, le sviste ci sono sempre, quella sul "famoso" gol di Muntari è stata sicuramente grave, ma non credo assolutamente abbia deciso il campionato. Sarebbe qualunquista pensare il contrario».

Delusione e sorpresa del torneo.
«Mi hanno deluso tanto Fiorentina e Genoa, mentre mi ha stupito tanto l'Atalanta: i bergamaschi hanno giocato un torneo straordinario, con un cammino quasi da Champions».

I due pronostici aperti questa sera riguardano salvezza e terza piazza, valida per la Champions League. Secondo lei come andrà a finire?
«Penso che per il terzo posto l'Udinese abbia un gran vantaggio, ossia gli basta un pareggio e gioca a Catania, anche se gli etnei vorranno coronare un campionato splendido con un successo. Con Guidolin ho giocato a Verona e glielo auguro dal punto di vista affettivo: credo che i friulani abbiano un 70% di chance di conquistare il terzo posto. Per quanto riguarda la salvezza, credo che il Lecce abbia ormai poche speranze, considerando che al Genoa basta un pari contro il Palermo».

Chiudiamo con uno sguardo agli Europei: l'Italia sta lentamente ritrovando Cassano, ha perso Giuseppe Rossi e deve gestire il caso-Balotelli. Che peso hanno questi fattori a meno di un mese dall'esordio ufficiale?
«Credo molto nel lavoro di Prandelli: il Ct valuta il lavoro sui campi, lavora bene e puntigliosamente, capisce tanto di tattica calcistica e credo davvero che l'Italia potrà fare un ottimo Europeo. C'è poi un fattore di "cabala" (ride, ndr): quando avviene qualche scandalo in Italia, la Nazionale offre grandi prove, vedi Germania 2006. Per quanto concerne i calciatori, Cassano mi sembra stia davvero bene, Giuseppe Rossi ha subito davvero due brutti colpi, una ricaduta che potrebbe essere davvero pesante per il futuro, Balotelli è un fenomeno ma è difficile da gestire, e credo che per questo Cesare ci penserà bene prima di gettarlo nella mischia. Credo comunque che possiamo arrivare in fondo alla competizione».
(Twitter: @GuerraLuca88)

FONTE: BarlettaLife.it


GLI EX
Di Gennaro l'ex: "Al Milan una fantastica esperienza, contro il Bate ottenni due vittorie"
02.11.2011 12:30 di Stefano Maraviglia
Pochi lo ricordano, ma Antonio Di Gennaro è un ex rossonero. L'attuale commentatore di Sky, vanta anche due panchine europee con il Milan, in occasione della squalifica scontata da Terim (all'ora tecnico del Diavolo). Le due gare internazionali che videro Di Gennaro cimentarsi da allenatore, furono proprio contro il Bate Borisov in Coppa Uefa, stagione 2001. "Quella al Milan fu una bella esperienza, durò poco, ma ho avuto l'onore di far parte di una delle società più grandi, importanti e organizzate del mondo. In panchina contro il Bate finì bene, 2-0 in trasferta, e 4-0 sempre a nostro favore in casa".

FONTE: MilanNews.it


"ZIBALDONE"
I 53 ANNI DI ANTONIO DI GENNARO, UN "PROPHETA"... LONTANO DA FIRENZE
05.10.2011 00.35 di Stefano Borgi per firenzeviola.it
Auguri ad Antonio Di Gennaro per i suoi primi 53 anni. "Dige" (questo il nomignolo affettuoso che si porta dietro fin da ragazzo) nasce a Firenze il 5 ottobre del 1958, zona Soffiano, a due passi dalla Cattolica Virtus. Ci piace immaginare che l'Antonio bambino abbia respirato l'aria, il fascino, la magia della società di San Michele, dalla quale sono usciti campioni del mondo del calibro di Paolo Rossi (ma anche Andrea Barzagli), e ne abbia tratto giovamento. "Nemo propheta in patria" dicevano i latini, e la storia di Antonio ne è la conferma. "Dige" viene scoperto da quell'immenso talent-scout di Egisto Pandolfini, cresce nelle giovanili viola, ed annusa la prima squadra sul finire del campionato '76-'77.

E' il 10 aprile 1977, al "Comunale" si gioca Fiorentina-Juventus per la 24° giornata di un torneo dominato dalle torinesi (lo vincerà proprio la Juve con il punteggio record di 51 punti, davanti al Torino con 50) con la Fiorentina buona terza. Quella domenica Giancarlo Antognoni è squalificato, ed il destino scrive il primo incrocio tra Di Gennaro ed il "capitano": gioca Antonio dall'inizio, e sarà il suo esordio in serie A. La partita è senza storia, vince la Juve per 3-1, e "Dige" farà fatica a farsi largo tra i vari Benetti, Causio, Tardelli... Ma ormai il ghiaccio è rotto, siamo di fronte al primo atto di una carriera luminosa. Purtroppo, come capiterà a parecchi altri (da qui il riferimento al... "nemo propheta in patria") i successi ed un posto da titolare arriveranno lontano da Firenze.

Quell'anno Di Gennaro totalizzerà 4 presenze, l'anno dopo ('77-'78, quello della quasi retrocessione) i gettoni saranno 8. Nella stagione '79-'79 arriva la consacrazione con 21 presenze e 3 reti. Le prime due arrivano in coppia, l'8 ottobre 1978, rifilate al Napoli alla 2° giornata di campionato, per un 2-1 firmato Di Gennaro con il gol vincente siglato a 4 minuti dalla fine. Il terzo gol (ironia della sorte) Antonio lo realizzerà al Verona, il 19 novembre 1978, proprio la squadra che rappresenterà il punto più alto della sua carriera. Firenze e la Fiorentina, però, cominciano a stargli strette. Il ragazzo ha talento, fisico, gran tiro da fuori area, classe e geometrie, tutte doti che possiede anche Giancarlo Antognoni (ubi maior...).

In realtà, Antonio sarebbe più regista di Giancarlo, i due sarebbero anche compatibili... "dige" un numero 8, il "capitano" un 10 in piena regola. Ma tant'è, l'anno dopo Di Gennaro gioca poco, appena 11 partite con 2 gol, e la decisione è presa: per lui a Firenze non c'è più posto. La stagione '80-'81 va al Perugia e retrocede. Quindi la destinazione Verona (in B), dove trova Osvaldo Bagnoli, e subito al primo colpo conquista la serie A. Da lì inizia una cavalcata personale e di squadra senza precedenti: lo scudetto del 1985 è la perla, ma anche la convocazione nella nazionale di Bearzot, e la maglia numero 14 (come Rivera, come Crujiff, come Tardelli) da titolare ai mondiali di Mexico '86. Con gli azzurri collezionerà 15 gettoni e 4 gol. Poi l'inevitabile declino: nell'88' il trasferimento a Bari dove resterà tre stagioni, quindi la chiusura al Barletta nella stagione '91-'92. Intraprende la carriera di allenatore e nella stagione 2000-2001 sarà il vice di Fatih Terim sulla panchina viola, ma anche in quel caso, nonostante le buone premesse, non riuscirà ad essere "propheta in patria". Causa i dissapori con Vittorio Cecchi Gori, infatti, Terim e tutto il suo staff (compreso Di Gennaro) si dimisero nel febbraio 2001. Attualmente Antonio Di Gennaro è uno dei commentatori di punta dell'emittente satellitare Sky, ed opinionista di Lady Radio.

In chiusura, un ritorno al nostro titolo "un propheta lontano da Firenze". Il caso di Antonio non è certo isolato, è piuttosto uno dei tanti "emigranti di successo" che si sono registrati nel mondo del calcio. Citavamo in apertura la Cattolica Virtus ed i casi di Paolo Rossi (certamente il più eclatante, vista la straordinaria carriera di "pablito") e di Andrea Barzagli (comunque campione del mondo con l'Italia a Germania 2006). Potremmo aggiungere Francesco Flachi, grande promessa a metà anni '90 con Ranieri allenatore, definitivamente esploso a Genova sponda blucerchiata. Lorenzo Stovini, originario di Scandicci, protagonista di una buona carriera (gioca ancora, nell'Empoli in serie B) ma anch'esso lontano da Firenze. Ed il più recente, Emiliano Viviano esploso a Bologna, adesso sospeso tra Inter e Genoa. Dispiace, in un mondo dove le bandiere non esistono più, dove il calcio business ha preso ormai il sopravvento, che i talenti cresciuti sotto casa vadano a fare fortuna altrove, lasciando un amaro retrogusto di nostalgia e rimpianto. Molti di loro (quasi tutti) a fine carriera tornano ad abitare a Firenze, mettono su famiglia a Firenze, invecchieranno a Firenze. E poi, come dice la canzone? "La porti un bacione a Firenze, chell'è la mì città, l'è tanto che 'un ci vò..."

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


20/3/2011 h.15:09
SKY, NAPOLI-CAGLIARI ALLA COPPIA COMPAGNONI - DI GENNARO
Questi i telecronisti Sky per il posticipo della 30esima giornata di Serie A, in programma questa sera al San Paolo tra Napoli e Cagliari:
Sky Sport 1 e Sport 1 HD, SKY Calcio 1 e SKY Calcio 1 HD (canale 201-251)
telecronaca Maurizio Compagnoni - commento Antonio Di Gennaro
bordo campo Matteo Petrucci e Massimo Ugolini
Secondo flusso audio: Carlo Alvino (telecronaca Napoli)
(vin. mug)

FONTE: PianetaNapoli.it


La STORIA del BARI - Antonio Di Gennaro, dal 1988 alla corte di Gaetano Salvemini restò a Bari per 3 anni
pubblicata da A.S. Bari Calcio a cura di Giò Ametrano il giorno Martedì 8 febbraio 2011 alle ore 14.30 ·


In questa foto Antonio Di Gennaro scambia il gagliardetto con Diego Maradona
Quando la carriera di un calciatore tocca l’apice durante la sua militanza nella nostra squadra del cuore, ci risulta inevitabile avere un ricordo più profondo delle sue gesta nel nostro cuore.
Ci sono, come al solito, delle eccezioni e una di queste è legata al nome di Antonio Di Gennaro che ha indossato i colori biancorossi per soli tre anni e che,attualmente, è facile incontrare per le vie di Bari ma, è molto più semplice vederlo e sentirlo in tv o per radio. Infatti Antonio svolge numerose attività ma quella che gli dà maggiore visibilità ovviamente è quella di opinionista per importanti emittenti televisive.

Di Gennaro arrivò a Bari nel 1988 alla corte di Gaetano Salvemini che nel dopo Catuzzi, rappresentava la vera sfida per la nostra terra: riportare il Bari in serie A con alla guida un allenatore pugliese e per la precisione, molfettese. Ma come ho accennato prima, non fu a Bari che Antonio raggiunse l’apice della carriera pur collezionando 64 presenze, bensì nei suoi anni trascorsi con l’Hellas Verona dove nell’agosto del 1981 con in panchina un giovane allenatore di nome Osvaldo Bagnoli, si costiuì quel gruppo di giocatori che aprì uno storico ciclo di successi.

Antonio Di Gennaro è nato a Firenze il 5 ottobre del 1958 e i suoi primi passi, nel mondo del calcio, li fece
nel quartiere Poggetto di Firenze dove il suo massimo divertimento era quello di scartare e driblare i
frati cappuccini.
Fin da piccolo le sue doti naturali di inarrestabile trottolino, irridevano gli avversari compreso i poveri frati che in tutti i modi cercavano , non riuscendoci, di strappargli la palla dai piedi.
E fin dal suo esordio, avvenuto a 18 anni nella massima serie con la adorata maglia della Fiorentina, palesò da subito la precoce maturità e l’innata autorità che mostrava in ogni situazione di gioco. La sua maglia portava il numero dieci che rispecchiava a pieno quello che era il suo ruolo di centrocampista e cioè il calciatore che vedi nella propria area a difendere e qualche minuto dopo nell’area avversaria ad attaccare. Si sà che il centrocampista è il ruolo di chi macina continuamente chilometri, di chi sà interdire con forza e di chi sà allo stesso tempo impostare con grande scelta di tempo le azioni di gioco lanciando a rete i suoi compagni.
Di chi sà, inoltre, battere a rete con precisione e potenza.
Antonio Di Gennaro incarnava queste caratteristiche, era un calciatore moderno ed era un trascinatore, aveva classe, intelligenza tattica e piedi buoni. Molti osservatori ritenevano che i piedi di Di Gennaro eseguivano esattamente quello che il suo cervello desiderava cosicchè ogni suo lancio, ogni suo affondo, sortiva i giusti effetti.

Durante il periodo trascorso alla Fiorentina trovò un grande ” ostacolo” e cioè Giancarlo Antognoni che avendo lo stesso ruolo, rendeva incompatibile la loro coesistenza durante le fasi di gioco e così nell’estate dell’ 81, decise di accettare l’invito dell’Hellas Verona che pur non venendo da una stagione esaltante, aveva un progetto serio che portò a termine conquistando da subito la massima serie. Bagnoli che era l’allenatore di quel fantastico gruppo, fu il tecnico che da maestro sapiente quale era, modellò il modo di giocare di Antonio eliminando gli inutili ghirigori per trasformarlo in un centrocampista pratico e completo. Quel gruppo crebbe così tanto insieme al nostro Antonio che nella stagione 84-85 vinse lo scudetto e Bearzot premiò il numero dieci convocandolo in nazionale per l’incontro amichevole a Losanna contro la Svizzera. La prestazione del giocatore convinse il commissario tecnico che di lì a poco gli affidò la cabina di regia. In campionato quell’anno si meritò il premio di migliore centrocampista, non solo per le sue doti tecniche ma anche per il suo carattere irriverente ed istrionico che lo portava a fare scherzi ai compagni i quali si compattavano sempre più.


I mondiali in Messico del 1986 si ricordano non tanto per le prestazioni della nostra rappresentativa nazionale quanto per la consacrazione di Maradona ma, Di Gennaro, prendendone parte, porta con sè questa importante esperienza sportiva e di vita.
E’ stato una bandiera per i tifosi dell’Hellas ma poi giunse a Bari in qualità di giocatore esperto, come colui che con la sua classe sopraffina di regista dalla bordata imprevedibile, doveva apportare in campo quella qualità che serve per unire e lanciare un gruppo formatosi per conquistare il paradiso del calcio italiano. Infatti quell’anno, tempestato di infortuni, uno su tutti quello di Carletto Perrone, Mister Salvemini a 46 anni riuscì a fare da cuscinetto tra la squadra e le pressioni che arrivavano dalla tifoseria smaniosa di calcare gli spalti della massima serie. Salvemini con tanta pazienza e contando su giocatori di grande equilibrio come Di Gennaro e su altri di grande genialità ma di spiccata sregolatezza come Maiellaro, portò la squadra in serie A.

Antonio Di Gennaro ha trascorso, come egli stesso afferma, tre anni bellissimi a Bari e a questa città , dove ha conosciuto sua moglie e dove sono nati due dei tre figli, è molto legato senza ovviamente trascurare Firenze, sua città natale.
Infatti è facile incontrarlo e sentirlo nelle varie trasmissioni sportive anche a carattere regionale nelle quali, personalmente, ho modo di apprezzare il suo fare opinione: sobrio, elegante ma pratico. Un pò come era in campo ed è in questo contesto che lo ricordo meglio, con la sua fascia di capitano esperto e conoscitore dei segreti del calcio. Segreti che non disdegna mai di tramandare alle nuove generazioni dispensando consigli e predicando un calcio sportivo e disciplinato.

L’ultima volta che mi è capitato di incontrarlo è stato all’inizio della stagione invernale in corso nello studio di Vincenzo, un caro amico fisioterapista al quale mi ero rivolto per farmi curare un problema muscolare in vista di una maratona.
Antonio accompagnava un atleta ed in sala d’attesa non potevo non ascoltare i consigli che dava a quel giovane amico e soprattutto quanta serenità trasmetteva a chi in quel momento pensava di dover accantonare l’idea di diventare qualcuno nel mondo del calcio.
Mi feci piacevolmente contagiare e quando arrivò il mio turno, entrai fiducioso nella stanza del mio amico Vincenzo che appena ebbe modo di vedere in che condizioni era la mia gamba sinistra rispetto alla destra e sapendo che il mio obiettivo era una maratona, mi persuase dall’affrontare da subito quell’esperienza e mi dirottò verso un recupero più lungo della mia condizione fisica.
Vincenzo, da ottimo professionista, mi fece, per un momento, accantonare i miei sogni chilometrici riportandomi alla realtà di un ginocchio malconcio che aveva fatto lavorare male i muscoli i quali avevano subito uno regressione ma poi, quando terminò la visita e tornai mestamente in sala d’attesa per riprendermi gli effetti personali, incrociai lo sguardo di Antonio Di Gennaro e mi ritornarono alla mente le sue parole dette qualche minuto prima a quel giovane ragazzo: “non mollare, dipende da te, mente e cuore”!
La mia prima maratona sarà il 27 febbraio 2011.
a cura di Daniele Lastilla

FONTE: Facebook.com


Di Gennaro piange Bearzot: "Era un padre per tutti noi"
L'ex ct, mancato oggi a 83 anni, fece esordire la bandiera dell'Hellas con gli azzurri nel 1984

di Gabriele Vattolo - 21 dicembre 2010
Il "Vecio" se n'è andato. E con lui uno dei migliori allenatori della storia del calcio. Capace di portare l'Italia sul tetto del mondo nel 1982. Fu proprio grazie a Enzo Bearzot che Antonio Di Gennaro, ex bandiera dell'Hellas, esordì in Nazionale contro la Svizzera nel 1984. A Losanna. "Provo una grande amarezza - ricorda il "Dige" - era una persona stupenda. Fu proprio lui a credere in me, facendomi realizzare il sogno di esordire in Nazionale". L'ex ct, in un periodo di "stanca" del calcio italiano, decise infatti di puntare proprio su Di Gennaro, che, con il suo estro, si avviava a conquistare il primo scudetto della storia dell'Hellas. "Fu un periodo indimenticabile, in cui mi tolsi enormi soddisfazioni - ricorda l'ex centrocampista - fino ad arrivare al Mondiale del 1986 in Argentina. Bearzot era un padre per tutti noi. Puntava tutto sul gruppo. E non si può dire che i risultati non gli abbiano dato ragione".

Era arrivata la rivoluzione del "calcio totale". Tattiche e schemi riempivano i taccuini degli allenatori. Il Vecio, invece, aveva un'opinione molto semplice e diretta su come disporre la squadra sul campo."Le Nazionali di Bearzot sono state le più belle della storia - commenta Di Gennaro - lui a livello tattico sapeva far giocare tutti nel proprio ruolo, motivando i giocatori a dare il massimo. Un allenatore vecchio stampo. Una persona straordinaria, che faceva della lealtà una ragione di vita".

Un Mondiale, poi, è un serbatoio di ricordi inestinguibile. Ma al Dige il primo episodio che viene in mente dell'avventura di Argentina '86 si colloca poco prima degli ottavi di finale contro la Francia: "Sapevo di essere in dubbio per la partita. Bearzot aveva paura dei lampi di genio di Platini. Quindi decise di inserire Beppe Baresi per marcarlo a uomo, e io rimasi fuori. Negli spogliatoi il ct venne a parlarmi, e si vedeva che era dispiaciuto per la scelta. Dopo due anni in cui giocai sempre da titolare. Con le sue parole, però, mi fece comprendere che lo faceva per il bene della squadra. In quel momento ho scoperto un uomo straordinario".

FONTE: VeronaSera.it


17.04.2010
Il Verona scava il solco. Di Gennaro in azzurro, Garella lo meriterebbe
PARI A ROMA, BATTUTA LA FIORENTINA. Per la prima volta due punti di vantaggio sulla seconda. Garellik strega l’Olimpico. Fontolan (con la complicità di Moz) e il Nanu stendono i viola. E a fine partita arriva anche la convocazione per Totò
Antonio Di Gennaro: al termine della partita con la Fiorentina arriverà la chiamata del Ct Enzo Bearzot

4ª PUNTATA. Un colore, un destino: azzurro. Azzurro come l'accappatoio col quale Di Gennaro si asciuga negli spogliatoi al termine di Verona-Fiorentina, azzurro come la maglia che indosserà sei giorni dopo a Losanna. Il 28 ottobre 1984, al termine della partita vinta con la Viola, arriva infatti la chiamata di Bearzot per l'amichevole con la Svizzera: dopo Pierino Fanna, dunque, anche Totò giocherà in Nazionale (finirà 1-1, per l'Italia gol di Cabrini).
Non ci fosse la ressa di candidati per la maglia numero 1, chissà, il Ct azzurro avrebbe convocato anche Garella. L'avesse visto all'opera la domenica precedente all'Olimpico non avrebbe avuto dubbi: quel giorno la Roma avrebbe potuto tirare in porta per tre ore ma con un Garellik così non avrebbe fatto breccia. È proprio dalla partita contro Falcao & C., sesta giornata, che riparte la cavalcata verso lo scudetto.

LA RIVINCITA. Da Roma se n'era andato lasciando il ricordo delle «garellate»: così erano definite le sue parate, a volte un po' goffe, e le sue papere. Giocava nella Lazio, allora, e i tifosi giallorossi lo deridevano. Ma quel giorno all'Olimpico, Claudione si prende la rivincita: in area piovono cross per Pruzzo e Iorio, Cerezo ci prova da fuori, Garella ha però deciso che il Verona uscirà imbattuto dall'Olimpico. È lui l'eroe della partita con un repertorio straordinario di parate e uscite. Ma come, e le «garellate»? È finito il tempo, signori, pensa Claudio quando esce dal campo felice. E lo penserà ancora di più quando diventerà due volte campione d'Italia: la prima con il Verona, la seconda con il Napoli. E tutto sommato, se finisce 0-0, la Roma può dirsi fortunata: l'Hellas si difende, ma l'occasione più nitida della partita capita a Briegel che si presenta tutto solo davanti a Tancredi. Gran botta in diagonale e palla fuori di un soffio. Peccato.

RIGORE? Non solo: nella ripresa il Verona protesta per un atterramento in area di Elkjaer da parte di Bonetti, l'arbitro Mattei lascia correre. Ma va bene anche così. Intanto cade la Samp (a Udine) e l'immediata inseguitrice del Verona, che sale a 10 punti, diventa il Toro vittorioso in casa sulla Lazio. A 8 punti, con la Doria, ci sono Milan, Fiorentina e Inter.

FONTOLAN. Sette giorni dopo il Verona ospita la Fiorentina di Socrates, il brasiliano che sembrava dovesse approdare proprio alla corte di Bagnoli. Basta un tempo ai gialloblù per intascare altri due punti e l'unico rammarico resta il tocco finale di Moz, al 25' del primo tempo, che toglie la soddisfazione a Fontolan di segnare il suo primo gol nella stagione dello scudetto. Peccato, perché Silvanone gioca la sua partita capolavoro: mette la museruola a Paolo Monelli e Claudio Pellegrini e, mentre Galderisi e Elkjaer portano a spasso Moz e Gentile, sale lassù a incornare. Il pallone è diretto verso la porta, Moz ci mette lo stinco e alla fine per gli almanacchi è autorete, diversamente da come sarebbe oggi. Negli spogliatoi Fontolan si diverte un mondo a sentirsi goleador: «Sì, è autorete, ma che c'entra? Non è che non lo voglia 'sto gol, ma insomma... se me lo date bene, altrimenti sarà per la prossima. Emozionato? Ma va là. E poi se non ci sono sul tabellone non ha importanza: c'ero già finito nello scorso campionato, ance se per un'autorete...».
Anche il Nanu ci va di testa e raddoppia al 40', ma il gol in questo caso è frutto di un guizzo e di un tuffo di quelli che solo Galderisi sapeva osare. Nella ripresa, all'11', la Fiorentina di De Sisti dimezza lo svantaggio con Pecci ma per far tremare questo Verona ci vuole ben altro.
allungo. La stessa domenica si giocano il derby di Milano e Sampdoria-Torino: i rossoneri rispondono con Di Bartolomei e Hateley al vantaggio di Altobelli, a Marassi Francis pareggia in extremis con il Toro. Finisce 2-2, un punto a testa: il Verona, che ne intasca due, scava il primo solco: Hellas 12, Torino e Milan 10, Sampdoria 9, Fiorentina, Juve e Inter 8. Poi c'è la sosta per Svizzera-Italia. Arrivederci all'11 novembre a Cremona .

FONTE: LArena.it


Amichevole
Losanna, sabato 3 novembre 1984 ore 19.30
SVIZZERA-ITALIA 1-1
MARCATORI: Cabrini 7, Bregy 43

SVIZZERA: Engel, Rietmann, Schaellibaum, Herman, Geiger, Wehrli, Bregy, Decastel, Sutter (Matthey 62), Ponte (Koller 87), Zwicker (Braschler 70)
Allenatore: Wolfisberg

ITALIA: Tancredi, Bergomi, Cabrini, Bagni, Vierchowod, Scirea, Conti B. (Dossena G. 62), Sabato (Righetti 77), Rossi P., Di Gennaro, Altobelli
Allenatore: Bearzot Enzo

ARBITRO: Evangelista (Canada)

FONTE: Italia1910.com


BEARZOT ASPETTA IL SUO MIRACOLO DA DI GENNARO
LOSANNA - "Il calcio è un problema ottico", dice Dossena, "e poi bisogna dare a tutti la possibilità di sbagliare".
Lei crede di aver sbagliato? "Lo credono gli altri, non io". Tempi duri per la maglia numero dieci. Alla ricerca di un leader, di un regista per una squadra ancora sperimentale, Bearzot fa un altro sacrificio. Per far posto a Di Gennaro, novità di questa trasferta svizzera, esce probabilmente Dossena. Poco più di un anno fa, Dossena era considerato l' uomo nuovo della Nazionale. Ecco lì il calciatore intelligente e craxiano, nato vicino a San Siro ma dal cuore granata. Domani andrà in panchina: è amaro, tranquillo: "Non si matura solo con gli applausi, ma anche con i fischi. Io dico solo che non c' è conflitto tra me e Di Gennaro: ho giocato anche a fianco di Antognoni".

Il riferimento ad Antognoni non è casuale. Nessuno come lui ha sofferto critiche e fischi. Amato-odiato perfino nella sua città, Antognoni è stata la prima vittima del dopo-Mundial. Forse ora tocca a Dossena, che ha più anni davanti, e una personalità molto diversa. In tempi di rinnovamento, questo è un segno. Bearzot ha dimostrato scarsa voglia di conservare: ha provato Righetti, poi l' ha messo da parte. Ha escluso Tardelli, ma adesso non vede l' ora che torni. E altri ancora sono passati, senza che poi ne sia rimasta qualche traccia significativa. "Il fatto è questo - dice l' allenatore azzurro - Di Gennaro ha bisogno di due forti cursori ai lati. Nel Verona ci sono Briegel e Volpati. E l' anno scorso nella posizione del tedesco giocava Sacchetti".

Ecco allora la soluzione Sabato, una scelta praticamente obbligata e sicuramente non definitiva. Dossena non potrebbe convivere con Di Gennaro, Bearzot non ha voglia di creare conflitti in un gruppo ancora tutto da fare. Sabato, siciliano figlio di emigranti, ha giocato tre partite non intere in nazionale. Tre partite facili (Turchia, Canada, Stati Uniti) sicuramente diverse da quella di domani sera contro la Svizzera. Ricordando la sconfitta di Roma (uno a zero nella festa del dopo-Mundial) non si può certo pensare a novanta minuti di fair play. Gli svizzeri hanno sconfitto recentemente Norgegia (ad Oslo) e Danimarca nelle eliminatorie per il Messico: difficile pronosticare un loro scarso impegno contro la maglia Mundial. Fino ad oggi i campeones non hanno mai trovato una squadra arresa in partenza. Meglio così, meglio per Sabato e Di Gennaro.

Dice Sabato: "La nuova soluzione mi appare migliore. Più equilibrato un centrocampo Bagni-Sabato-Di Gennaro. Sto attraversando un ottimo momento, sto cambiando poco a poco la maniera di giocare. Vorrei essere un nuovo Tardelli, mi ispiro a lui". E Di Gennaro: "E' quattro anni che gioco centrocampista centrale nel Verona. Credete che mi possa spaventare una partita o una posizione del genere? Il mio modello è De Sisti...". Bearzot dice che ogni partita è una raccolta dati. Si nasconde dietro le parole per non ufficializzare una decisione virtualmente già presa: "Io non dico che Dossena non giocherà. Ma aggiungo che mi interessa conoscere la sua reazione in caso di esclusione. Sarà interessante vedere come la prenderà. In ogni caso non permetterò a nessuno di farne una vittima". Ecco fatto. Il riferimento è ai fischi più o meno interessati che hanno accompagnato l' ultimo allenamento di Milano.

Il dettaglio poteva passare inosservato, è stato Bearzot ad accentuarne la portata. Quando sente invocare Vignola, ha sempre pruriti nervosi. "Vogliono un altro caso Beccalossi. So io quante ne ho passate". Lui vuole pensare alla partita. L' assenza probabile di Barberis - lo svizzero più forte - tiene in sospeso la sarabanda delle marcature. "Conoscendo un po' la squadra avversaria, vedo due uomini più o meno nello stesso ruolo, due stopper, insomma. Per il resto, l' ingresso di Di Gennaro non muterà la normale fisionomia della Nazionale". Il cosidetto rispetto delle gerarchie potrebbe indurre Bearzot a dare a Dossena un' ultima possibilità: primo tempo a fianco di Di Gennaro.

Ma in questa maniera non si proverebbe a fondo nessuna delle due alternative. Sulla carta un impiego contemporaneo di Dossena e di Di Gennaro appare comunque bizzarro: sono due uomini che hanno le stesse caratteristiche, poco abituati a coprire. C' è ancora una possibilità: il contemporaneo impiego di Collovati e Vierchowod come un mese fa a S. Siro. In questo caso non ci sarebbe posto per Sabato. "Un centrocampo così - chiede un cattivone - non le pare privo di personalità?". Risposta: "Dicevate così anche prima dei mondiali, quando ho lanciato Oriali. Avete dovuto cambiare opinione". Così va il club Italia, già rallegrato dalle prime voci di mercato. Paolo Rossi, in astinenza alla Juventus, avrebbe già raggiunto un accordo con il Milan. Bagni ha problemi opposti: dopo gli amletici dubbi dell' estate, vorrebbe un contratto di tre anni con il Napoli. Juliano era atteso per un incontro risolutorio, ma fino a ieri non si è fatto vedere.
dal nostro inviato GIUSEPPE SMORTO
02 novembre 1984

FONTE: Ricerca.Repubblica.it

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