#VeronaBologna in anteprima: Sfida fondamentale per entrambe le squadre che arrivano da 4 sconfitte consecutive con la non trascurabile differenza che l'HELLAS gioca nel fortino (o quello che dovrebbe esserlo) Bentegodi ed è penultimo a ben 8 lunghezze dai felsinei...

Pubblicato da andrea smarso venerdì 17 novembre 2017 21:41, vedi , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


#VeronaBologna +   -   =

...A distanza di un paio di settimane dalla pessima gara al 'Sardegna Arena' per il VERONA è già tempo di un altro crocevia importante contro il BOLOGNA costruito dall'ex (poco rimpianto) diesse BIGON e affidato all'ottimo mister DONADONI che non fa certo volare il BOLOGNA in classifica ma, da quando subentrò a Delio ROSSI a fine Ottobre 2015, riesce sempre a salvare gli emiliani senza troppi patemi anche se i rossoblù arrivano da quattro sconfitte di fila contro ATALANTA, LAZIO, ROMA e CROTONE e l'ambiente comicia a borbottare sotto le due torri... Ma se l'Atene felsinea piange la Sparta scaligera di certo non ride e per ogni passo avanti nella crescita, sempre tanto declamata da mister PECCHIA nelle conferenze stampa prepartita, sembra effettuare due passi indietro come purtroppo confermato dall'ultima trasferta a Cagliari e dai numeri impietosi ragranellati dall'HELLAS sino a qui:

  • La squadra scaligera è tra quelle che corre di più se paragonata alle dirette concorrenti ma a cotanto impegno non corrispondono tanti tiri in porta, segno che la squadra corre male o perlomeno non in maniera fattiva
  • Nella classifica dei gol subiti da calcio piazzato il VERONA con 9 gol ha fatto meglio solo rispetto a CAGLIARI e CROTONE
  • I gialloblù, penultimi in classifica, hanno vinto una sola gara (col BENEVENTO fanalino di coda) come il GENOA e meglio solo delle 'Streghe' con una differenza negativa tra gol segnati e subiti a -18 (solo i disastrati campani hanno fatto peggio e sono a quota -26)


Curiosità Opta (e non)
  • Da quando guida i Felsinei (28 Ottobre 2015) mister DONADONI non ha mai perso 5 partite di fila... Ma i tifosi scaligeri gli augurano di infrangere anche questo record Lunedì
  • Meglio lontao dal Dall'Ara: Il BOLOGNA si comporta meglio in trasferta dove ha perso di misura a Firenze, Bergamo e Roma è ha conquistato più del 60% degli attuali punti in classifica (9 su 14)
  • Il VERONA ha vinto solo in 4 delle ultime 17 gare in A contro il BOLOGNA (e in 11 di questi match non ha nemmeno segnato)
  • Gialloblù sconfitti per 4 partite consecutive, da Aprile 2001 non ne perdono 5 di fila in Serie A. Analoga la situazione attuale dei felsinei che a loro volta non perdono la quinta da Maggio 2011
  • Attenzione al tiro da fuori del BOLOGNA: I rossoblù sono andati a segno già in 4 occasioni sin'ora (peggio solo di JUVE e NAPOLI)
  • PALACIO pericolo pubblico numero uno: Quando ha giocato contro l'HELLAS (5 volte) è sempre stato determinante con 4 assist e 3 gol
  • ...Ma anche PAZZINI non scherza contro il BOLOGNA: 7 gol negli ultimi 14 match in cui ha incontrato gli emiliani ai quali ha pure realizzato la sua ultima tripletta in massima serie

Precedenti
19 i precedenti tra VERONA e BOLOGNA al Binti con bilancio di poco favorevole all'HELLAS (6 vittorie e 3 sconfitte) e segno X che è apparso in ben 10 occasioni.
Nel '57 la prima sfida vinta di misura dai gialloblù e 12 anni più tardi vinsero ancora gli scaligeri mettendo a segno addirittura una cinquina, dal '69 seguirono 5 pari consecutivi mentre il VERONA tornò a vincere nel '75 grazie al gol di VRIZ (papà di quel Giovanni che in C1 nel 2007 contò 6 presenze e segnò pure un gol-vittoria per il club scaligero).
I felsinei arrivarono al successo solo nel '96 mettendo a segno la prima vittoria in Serie A Bentegodi.
Da ricordare il 5 a 4 con cui il VERONA batté il BOLOGNA il 27 Maggio 2001: DOpo l'iniziale vantaggio ospite di OLIVE i gialloblù reagirono rabbiosamente portandosi sul 4 a 1 con la doppietta di SALVETTI, ADAILTON e un autogol prima della rete di SIGNORI seguito dal rigore vincente di ODDO e da altri due gol di SIGNORI; quella vittoria fu determinante per l'HELLAS come la vittoria a Parma e in casa col PERUGIA per raggiungere così lo spareggio-salvezza con la REGGINA che arrise ai colori scaligeri.
Finì a reti bianche nel 2013-14 mentre nell'ultimo scontro tra le due compagini (stagione 2015-16) fu il BOLOGNA a cogliere i 3 punti al Binti in una gara che era da vincere a tutti i costi per la squadra di MANDORLINI che invece finì sotto per due volte nel giro di un quarto d'ora... Tristi ricordi che speriamo di cancellare già da Lunedì.

Circa 500 i tifosi ospiti attesi a Verona, ad arbitrare il prossimo match è stato designato il signor Maurizio Mariani della sezione AIA di Aprilia.

7 Novembre 2015: VERONA 0-2 BOLOGNA highlights

QUI VERONA
Dopo l'ennesima ammonizione inutile VALOTI sconterà un turno di squalifica e, nonostante la gran voglia di giocare, nemmeno l'ex BOLOGNA FERRARI potrà essere in campo come del resto KEAN ancora alle prese col suo infortunio...
Piccolo colpo di scena in mediana dove ZACCAGNI è stato temporaneamente rimosso dalla lista depositata in Lega a causa della necessità di fermarsi per seguire le necessarie terapie, al suo posto sarà tra i convocabili CALVANO che ha prolungato il contratto con i gialloblù sino al 2020.

Probabile formazione
Mister PECCHIA confermerà il 4-4-2 che ha proposto nelle ultime tre partite o tornerà al più caro 4-3-3? Io propendo per la prima soluzione, BESSA non ce la fa e anche PAZZINI è in forte dubbio per un problema al tendine d'Achille...

4-4-2 con Nicolas; Caceres-Caracciolo-Heurtaux-Fares; Romulo-Fossati-B. Zuculini-Verde; Cerci-Pazzini


QUI BOLOGNA
Senza l'esterno DI FRANCESCO, fuori sino alla fine di Dicembre, mister DONADONI potrebbe puntare sul giovane nigeriano OKWONKWO oppure cambiare modulo rispetto all'usuale 4-2-3-1 visto che in settimana ha fatto concentrare la squadra sul 4-3-3 e sul 4-3-1-2; quel che è quasi certo è che in attacco tornerà ad avere una chance DESTRO (dopo i chiarimenti col tecnico) accanto all'inamovibile PALACIO.
In mediana dobvremmo rivedere DONSAH cresciuto nelle giovanili scaligere e forse troppo presto lasciato andare prima che esplodesse del tutto... Nonostante i 'maldipancia' di cui Godfred non fa mistero sin da quest'estate (vorrebbe trasferirsi in un club con obiettivi più importanti di quelli felsinei), è stato chiamato in causa in 10 occasioni su 12.
In porta, smaltito l'infortunio, è pronto al rientro MIRANTE indiscusso guardiapali della squadra titolare anche TOROSIDIS dovrebbe essere prossimo al rientro così come l'amatissimo altro ex Mimmo MAIETTA, mentre rimangono probabilmente ancora ai box FALLETTI, KEITA e ovviamente il lungodegente AVENATTI.

Probabile formazione
Probabile il 4-3-3 anche per DONANDONI che ritrova MIRANTE fra i pali, al centro della difesa riecco l'ex HELANDER al fianco di GONZALEZ e DONSAH in ballottaggio con TAIDER per un posto in mediana con POLI e PULGAR. In attacco, accanto all'inamovibile PALACIO sono favoriti DESTRO e VERDI.

4-3-3 con Mirante; Mbaye-Helander-Gonzalez-Masina; Poli-Pulgar-Donsah; Verdi-Destro-Palacio

[Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: HellasVerona-BS.BlogSpot.com]


DICONO +   -   =

Mister PECCHIA «Bologna? Hanno una propria identità precisa, con giocatori di esperienza e di qualità, riescono a fare bene entrambe le fasi anche grazie al lavoro del loro allenatore. Noi dobbiamo riprendere dalle prestazioni precedenti a quella di Cagliari ritrovando il nostro spirito e giocando con un'anima diversa, prima di quella partita il Verona era in crescita, ma ora dobbiamo pensare a fare punti. Gli infortunati? Kean, Ferrari e Bessa non saranno della partita lunedì, Pazzini ha preso un colpo sul tendine d’Achille e oggi abbiamo preferito tenerlo a riposo, sta stringendo i denti, valuteremo in questi giorni se utilizzarlo. Dispiace per Zaccagni, mi auguro che la cosa possa risolversi quanto prima, ma ora abbiamo Calvano, un ragazzo che si è sempre allenato al massimo con umiltà, può essere utile nel corso della stagione» HellasVerona.it

Alex FERRARI scalpita ai box «Spero di essere in campo con il Bologna. A Verona sto bene e a fine stagione, a meno che non intervengano fattori esterni, la società dovrebbe riscattarmi dal Bologna. Sono in prestito con obbligo di riscatto da parte dell’Hellas. C’è il caso che resto in gialloblù in caso di certe opzioni. Ho tanti amici a Bologna, da lì sono partito. Ricordo l’esordio in Serie A con la Lazio. Marcavo Keita. Come andò? Penso di essermela cavata. Nando Coppola è uno di quelli che mi ha aiutato di più, un grande. Un esempio di grande professionalità e umanità. Lui aiuta tutti e soprattutto i giovani. Era così al Bologna, lo è in questi anni a Verona» Sport.Sky.it


Marco DI VAIO Club Manager del BOLOGNA «C’è scarsa vena offensiva? I giocatori ci sono, hanno qualità compatibili alle nostre esigenze, possono dimostrare di riuscire a far gol in Serie A. Abbraccio quello che dice spesso il nostro allenatore, devono credere più in loro stessi, devono credere maggiormente nelle loro qualità e trovare più continuità. Tutti i nostri attaccanti hanno qualità per poter far gol e per permettere di segnare a qualche altro compagno di squadra. La squadra deve essere quindi più convinta e deve credere di più nelle proprie potenzialità. Sono passate 12 partite, quindi un terzo del campionato, la nostra squadra ha comunque dimostrato di essere difficile da affrontare per tutti e di avere le qualità per mettere in difficoltà chiunque» Sport.Sky.it

Bomber Nico PENZO al 'Corriere di Verona' «Sono quattro giocatori che hanno molta qualità. Quella del Bologna ha qualcosa in più non per tanto per il valore dei singoli ma per quello dell’intero reparto offensivo. Donadoni, oltre a Palacio e Destro, conta su un ragazzo abilissimo come Verdi. Il Verona dovrà moltiplicare l’attenzione» Sport.Repubblica.it

Mister PECCHIA a 'Premium Sport' «La classifica deve assolutamente migliorare. Abbiamo fatto una buona settimana in cui abbiamo lavorato bene. Fa piacere aver ricevuto la fiducia ma noi adesso dobbiamo fare punti. Il Bologna sta facendo un grandissimo campionato, la classifica per loro e' bella, sono in quella posizione con merito. Ma noi dobbiamo affrontare tutti gli avversari con un piglio diverso rispetto a Cagliari. Kean e Ferrari indisponibili? Sono convinto che chi scendera' in campo nella prossima gara rispondera' alla grande e fara' una grandissima prestazione» Sport.Repubblica.it

Riccardo BIGON diesse del BOLOGNA «Andremo a Verona per prendere tre punti ma ogni partita va vissuta cercando di fare il massimo. Cerco di combattere la filosofia delle 38 ultime spiagge figlia dell’eccessiva spettacolarizzazione del nostro calcio. Il campionato è una maratona e bisogna sempre saper arrivare in fondo. Palacio e Destro insieme? Decide il mister ma posso dire che è meglio avere i giocatori forti e quando giocheranno insieme faranno bene» Hellas1903.it


PortaSeung-woo Lee

ALTRE NEWS IN ALLEGATO +   -   =

Nazionali gialloblù: Gli azzurri Under 21 battono per 3 a 2 i pari età della RUSSIA, ad aprire le marcature proprio Daniele VERDE diretamente da calcio d'angolo! quasi mezz'ora nel secondo tempo anche per Gianfilippo FELICIOLI che torna così a riassaporare la Nazionale dal campo... Intanto con l'Under 19 della LETTONIA SAVELJEVS è titolare e capitano.

Mercato: CorriereDelloSport.it indica il difensore TONELLI (ex EMPOLI attualmente in forza al NAPOLI) nelle mire di HELLAS e CHIEVO.

Gallazzi alla guida del VERONA? Una bolla di sapone... L'imprenditore bolognese sentito al telefono da Gianluca Tavellin del quotidiano "L'Arena" smentisce categoricamente ogni interesse a rilevare il club scaligero: 'Questa notizia si è sparsa a macchia d'olio ed ha avuto un grande seguito. Cosa vuole che le dica, l'Hellas ha grande tradizione, ha vinto pure lo scudetto ma al momento non c'è nulla. Libri contabili e contatti con il club gialloblù? Smentisco nella maniera più assoluta. Conosco Setti perchè tra Bologna, Carpi e Modena ci siamo visti in più occasioni. Con lui ho avuto modo di trattare alcune questioni di lavoro legate ad altre tipologie, non abbiamo mai trattato l'argomento calcio. Non escludo che un domani al di là delle solite frasi in velocità sul calcio, possiamo parlare della questione ma ad oggi mi creda non ho chiesto nulla a Setti e il club gialloblù non mi ha domandato nulla. Sono un grande appassionato di sport. Negli ultimi tempi, i giornali mi hanno avvicinato perfino alla Fiorentina, ma anche in quel caso ho smentisco in maniera categorica. Vi posso dire che mi hanno offerto la possibilità di entrare in almeno tre quattro club fra serie A e serie B. Il Verona e Setti non hanno mai fatto un passo verso di me in questo senso'

Da Franco ZUCULINI a CHERUBIN a BEARZOTTI, "La Gazzetta dello Sport" ha fatto i conti e da quel che risulta sono già 52 le partite saltate dia giocatori scaligeri in questo primo terzo di campionato!



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Rinascita greca per Panagiotis TACHTSIDIS che con l'OLYMPIACOS ha sfidato il BARÇA... PISANO al BRISTOL CITY sarebbe un titolare se non ci fossero stati quei due infortuni... MORAS tramite l'associazione 'Save Moras' dona 15mila Euro per un parco giochi per bambini disabili a Montorio.

RUSSIA 2018: ITALIA fuori dal mondiale dopo lo spareggio perso con la SVEZIA! A pagare sarà quasi esclusivamente VENTURA ma i problemi del calcio italiano vanno molto oltre il cittì purtroppo... Paolo CANNAVARO ex difensore gialloblù 'Via le mummie che gestiscono il calcio italiano. Fuori dalle palle grazie'



RASSEGNA STAMPA +   -   =
Giorgia Segala (Tutto HellasVerona.it): "Lunedì sera occhio a Romulo. Pazzini non può risolvere tutti i problemi"
Scritto da Giacomo Guizzardi Nov 17, 2017

Nella marcia di avvicinamento a Hellas Verona - Bologna di lunedì sera abbiamo intervistato Giorgia Segala, collega di www.tuttohellasverona.it, che ha risposto a qualche domanda sullo stato di forma dei gialloblù, a soli tre giorni da quella che è la partita che chiude questo avvincente turno di campionato. Tanti i temi trattati dalla giornalista veronese, che possiamo qui leggere nell'intervista integrale!

L'Hellas è una squadra che, durante il mercato estivo, dopo la promozione dello scorso anno, ha deciso di puntare sia su giocatori esperti che conoscono la Serie A (Cerci e Caceres), sia su giovani promesse (Kean su tutti), mantenendo comunque l'ossatura dello scorso campionato. Cosa non sta funzionando finora?
"Sicuramente il cambio di categoria si è fatto sentire. Il problema più evidente, però, ritengo sia il numero di infortunati: il Verona gioca molto spesso con giocatori che non hanno, o hanno da poco, recuperato da infortuni di diversa natura, prevalentemente muscolare. Se diversi giocatori - anche giocatori chiave - sono in infermeria, non sono ovviamente in grado di affinare l’intesa con i propri compagni di squadra e recuperare la migliore condizione, oltre a non poter accumulare minuti nelle gambe. Questo incide, oltre che sullo stato fisico, anche su quello mentale: una squadra che non ha confidenza nei propri mezzi, poiché ridotti, è una squadra più debole di altre".

Sei punti, penultimo posto in classifica in coabitazione con il Genoa e seconda peggior difesa del campionato. È davvero solo colpa di Fabio Pecchia, ritenuto, anche fuori dall'ambiente veronese, troppo acerbo per una panchina come quella gialloblù in questo momento?
"Se per acerbo si vuole alludere esclusivamente alla scarsa esperienza su una panchina da allenatore, Fabio Pecchia non si può definire più acerbo di Simone Inzaghi, che sta conducendo bene la sua Lazio da più di una stagione. Certamente non si possono fare paragoni tra due allenatori con differenti esperienze, idee e schemi di gioco, ma il punto è che la responsabilità dell’allenatore finisce laddove comincia quella dei giocatori. Pecchia è chiaramente il primo a rispondere del rendimento della squadra e, probabilmente, in questa parte di stagione non ha voluto sacrificare i suoi dogmi tattici in virtù dei giocatori, ma bisogna sapere quanta qualità di gioco si può ricavare da questa rosa. Sarà compito della dirigenza stabilire se e quanto l’allenatore abbia lavorato bene e quali rimedi approntare. Certo è che, nonostante gli eventuali limiti di un allenatore, è importante considerare anche i giocatori che gli vengono affidati e capire se sono state fatte scelte corrette o meno in sede di mercato".

Si è parlato molto di un possibile addio di Giampaolo Pazzini da Verona dopo i recenti screzi con l'allenatore includendo, tra le più remote ipotesi, anche Bologna. Qual è la situazione del Pazzo, trascinatore e Capitano dell'Hellas?
"Si è alimentato un polverone forse eccessivo intorno a questa situazione. Pazzini è un giocatore fondamentale, ma bisogna capire che dalla Serie B alla Serie A il salto è notevole e cambiano ritmi e modi di giocare. L’ex Milan non è più giovanissimo ed è chiaro che, per evitare di bruciarlo, è fondamentale inserirlo in campo solo se e quando ci sono le condizioni per farlo rendere al meglio: questo è un compito che può spettare solo all'allenatore, che si prende la responsabilità di queste decisioni, giuste o sbagliate che siano. Bisogna considerare anche il resto della rosa: ci sono davvero giocatori che possono agire adeguatamente da filtro tra centrocampo e reparto offensivo, ad esempio? In Serie A è necessario maggiore ordine tattico, non si può ricorrere a "palla lunga per Pazzini, che poi ci pensa lui" come accadeva spesso e volentieri in B: c'è bisogno di più tecnica, tattica, più idee di gioco per arrivare in avanti. Il discorso, quindi, direi che si può estendere all'intera rosa, non solo a lui. Pazzini ad ogni modo è un lavoratore impeccabile, da capitano sa quando farsi da parte per il bene della squadra. Può dare sicuramente ancora molto, non solo a livello realizzativo ma anche per quanto riesce a trasmettere ai compagni. Tutto quello che è sorto intorno conseguentemente, poi, voci di mercato incluse, credo si possa archiviare alla voce chiacchiere da bar".

Tanti, tantissimi i giocatori passati da entrambe le città e che hanno vestito tutte e due le maglie in questi ultimi anni. Mi concentrerei in particolare su Alex Ferrari: che stagione sta disputando il terzino in prestito dal club rossoblù?
"L’anno scorso ha fatto vedere buone cose in gialloblù, quest’anno invece è difficile tirare le somme considerando che è infortunato praticamente da due mesi, fatta eccezione per la partita di Torino del primo ottobre in cui ha stretto i denti per poter essere a disposizione del mister in un momento di emergenza. Non è ancora chiaro quando sarà in grado di rientrare in gruppo, ma più avanti potrà sicuramente dire la sua".

Come sta preparando la partita (a livello di uomini e di schema) e qual è lo stato di forma della squadra di Pecchia? Chi sarà l'uomo gialloblù da tenere d'occhio per la squadra di Donadoni?
"La squadra prosegue nel suo lavoro, dovendo purtroppo fare a meno, ora come ora, di Ferrari, Kean e Zaccagni: quest'ultimo è stato messo temporaneamente fuori lista, considerando che si parla di almeno un mese di stop per lui; per sopperire alla sua mancanza, infatti, è stato inserito in lista Simone Calvano, che è già convocabile per la partita di lunedì. Anche Franco Zuculini, altro ex Bologna, è una pedina che per ora il Verona non ha potuto sfruttare: tornerà a disposizione probabilmente tra dicembre e gennaio. Romulo quando ci si mette sa essere una spina nel fianco per qualsiasi avversario, quindi credo sia lui il gialloblù da considerare maggiormente".

Il giocatore che toglieresti ai rossoblù?
"Il reparto offensivo del Bologna in generale è da tenere d’occhio, con particolare attenzione a Simone Verdi: il suo rendimento quest’anno è notevole e sa sempre come rendersi pericoloso. Palacio è un altro giocatore che può fare la differenza, non tanto in termini di gol quanto di atteggiamento, grinta e quanto riesce a trasmettere ai compagni grazie alla sua esperienza".

E allora non resta che aspettare lunedì sera per capire se davvero uno tra Romulo e Simone Verdi, indicati tra gli uomini più pericolosi dalla collega a tinte gialloblù, sapranno fornire una prestazione delle loro!
Foto: Fantagazzetta

FONTE: 1000CuoriRossoblu.it


17-11-2017
Bologna, scalpita Destro. Palacio punta esterna
Mister Donadoni studia tutte le possibili mosse per cercare di mettere in campo un Bologna quanto più propositivo possibile.

ANDREA INDOVINO
Bologna, scalpita Destro. Palacio punta esterna

Fonte: Official Twitter Bologna
Un giorno di riposo in più rispetto alle altre altre squadre. Un giorno in più per Roberto Donadoni per valutare le condizioni dei singoli giocatori dopo la sosta riservata alle Nazionali. Il Bologna sarà di scena lunedì sera al 'Bentegodi' di Verona, match che farà calare il sipario alla quattordicesima giornata di campionato di Serie A.

In vista della trasferta in terra scaligera, i felsinei hanno proseguito gli allenamenti, settimana scorsa senza i nazionali, da qualche giorno a ranghi completi. Nonostante l’infortunio di Di Francesco, Donadoni continua a insistere con il 4-3-3, chiedendo a Palacio di sacrificarsi sull’esterno di sinistra e riconsegnando le chiavi dell’attacco a Mattia Destro. Questa sembra essere l'intenzione di Donadoni, rispolverare la prima punta tenuta un pò troppo in naftalina nelle ultime settimane. Ciò è stato provato a lungo durante gli allenamenti di ieri ed oggi.

Fonte: Official Twitter Bologna Fonte: Official Twitter Bologna
Per quanto riguarda il centrocampo, ecco nuovamente Pulgar che si candida ad una maglia da titolare al fianco del motorino Poli. A completare il reparto, uno tra Taider e Donsah, solito dubbio del tecnico. Probabile che solo nell'immediata vigilia della gara Donadoni sciolga i dubbi a riguardo.

Per quanto riguarda la difesa, Maietta scalpita per riprendersi una maglia da titolare, in una partita per lui particolarmente sentita come quella del Bentegodi visti i suoi trascorsi con i colori gialloblù. Krafth, fresco di qualificazione mondiale ai nostri danni, dovrebbe essere impiegato sull'out destro, Masina su quello opposto.

Fermo a quota 14 punti in graduatoria, il Bologna sarà mosso dall'intenzione di provare a cancellare il brutto capitombolo interno subìto quindici giorni fa contro il Crotone, in una gara che ha regalato mille emozioni, con epilogo finale, però, nefasto per gli emiliani. A Verona, contro una squadra che sta vivendo una profonda crisi, l'obiettivo è la vittoria, ecco perchè Donadoni insiste con il 4-3-3, modulo chiaramente ultra offensivo.

FONTE: Vavel.com


Verona-Bologna: probabili formazioni e statistiche
Il Verona ha vinto solo quattro degli ultimi 17 confronti in Serie A contro il Bologna (5N, 8P): in 11 di questi ha mancato l’appuntamento con il gol.

Enrico Turcato
3 ore fa

Probabili formazioni
Hellas Verona (4-3-3): Nicolas; Caceres, Heurtaux, Caracciolo, Fares; Romulo, Zuculini, Bessa; Verde, Pazzini, Cerci. Allenatore. Fabio Pecchia
Indisponibili: Bianchetti, Zuculini F., Zaccagni, Kean
Squalificati: Valoti

Bologna (4-3-3): Mirante; Torosidis, Helander, Gonzalez, Masina; Poli, Pulgar, Donsah; Verdi, Palacio, Krejci. Allenatore: Roberto Donadoni
Indisponibili: Di Francesco
Squalificati:

Statistiche Opta
Il Verona ha vinto solo quattro degli ultimi 17 confronti in Serie A contro il Bologna (5N, 8P): in 11 di questi ha mancato l’appuntamento con il gol.

Il Verona non ha segnato in cinque delle ultime sei sfide casalinghe di Serie A contro il Bologna, incluse le tre più recenti.

Il Verona arriva a questa sfida da quattro sconfitte di fila in campionato: i veneti non perdono cinque partite consecutive di Serie A da aprile 2001.

Anche il Bologna ha perso le ultime quattro partite di Serie A (aveva vinto le precedenti tre): i rossoblu non arrivano a cinque di fila nella stessa stagione da maggio 2011.

Nelle ultime 34 trasferte di Serie A, solo in due occasioni il Bologna ha realizzato più di una rete a partita, restando a secco in 14 occasioni nel parziale.

Quattro gol da fuori area per il Bologna in questa Serie A, meno solo di Juventus (sei) e Napoli (cinque) – il Verona è invece ancora a secco dalla distanza.

Solo la SPAL (30) ha finora effettuato meno tiri nello specchio di Verona (32) e Bologna (35) in questo campionato.

Rodrigo Palacio ha segnato un gol o servito un assist in tutte le cinque sfide contro il Verona in Serie A: nel totale tre reti e quattro passaggi vincenti.

Contro il Bologna, Giampaolo Pazzini ha segnato sette reti in 14 confronti di campionato: tra queste anche la sua ultima tripletta nel massimo campionato (settembre 2012).

Il primo dei due gol realizzati in Serie A da Moise Kean è arrivato contro il Bologna: segnò il gol della vittoria bianconera per 2-1 nei minuti di recupero della sfida dello scorso maggio.

FONTE: It.Eurosport.com


SERIE A
VERONA-BOLOGNA: PROBABILI FORMAZIONI, ORARIO E DOVE VEDERLA IN TV E STREAMING
Scontro salvezza a Verona, gara fondamentale per Pecchia: contro il Bologna si gioca la panchina.
Redazione Goal Italia
07:55
Il Verona è chiamato ad ottenere una vittoria fondamentale tra le mura amiche: Bologna distante dal terzultimo posto ma reduce da un brutto periodo. Scontro salvezza al Bentegodi, 6 punti contro 14 in campo.

DOVE E QUANDO
La sfida tra Verona e Bologna si giocherà lunedì 20 novembre alle ore 20:45: appuntamento al Bentegodi.

DOVE VEDERLA IN TV E STREAMING
Verona-Bologna sarà visibile soltanto sulla piattaforma satelittare Sky, sul canale Sky Calcio 1 e Super Calcio; e naturalmente anche in streaming con il servizio SkyGo.

PROBABILI FORMAZIONI
Squalificato Valoti, indisponibili Ferrari e Zaccagni, Pecchia potrebbe fare a meno anche di Kean, reduce da un fastidio muscolare. 4-3-3 per i gialloblù: Nicolas tra i pali, in difesa Caceres, Heurtaux, il recuperato Caracciolo e Fares. A centrocampo scalpita Buchel, ma Fossati è in vantaggio per giocare al fianco di Bruno Zuculini e del recuperato Bessa. In attacco Romulo e Cerci sulle ali con Pazzini prima punta.
Stesso modulo per Donadoni, che può nuovamente contare su Mirante in porta: Mbaye e Masina terzini, il duo Gonzalez-Helander al centro. In mezzo ci sono Poli e Pulgar, col ballottaggio Donsah-Taider per la terza maglia. Verdi, Palacio e Krejci favoriti in avanti, ma occhio al possibile rientro di Destro.

VERONA (4-3-3): Nicolas; Caceres, Heurtaux, Caracciolo, Fares; Fossati, Bruno Zuculini, Bessa; Romulo, Pazzini, Cerci.
BOLOGNA (4-3-3): Mirante; Mbaye, Helander, Gonzalez, Masina; Poli, Pulgar, Donsah; Verdi, Palacio, Krejci.

VERONA-BOLOGNA: NUMERI E CURIOSITÀ
Il Verona è chiamato ad ottenere una vittoria fondamentale tra le mura amiche: Bologna distante dal terzultimo posto ma reduce da un brutto periodo.
Redazione Goal Italia
16/11/17
Il Verona è chiamato ad ottenere una vittoria fondamentale tra le mura amiche: Bologna distante dal terzultimo posto ma reduce da un brutto periodo. Scontro salvezza al Bentegodi, 6 punti contro 14 in campo.

Opta Facts
Il Verona ha vinto solo quattro degli ultimi 17 confronti in Serie A contro il Bologna (5N, 8P): in 11 di questi ha mancato l’appuntamento con il gol.
Il Verona non ha segnato in cinque delle ultime sei sfide casalinghe di Serie A contro il Bologna, incluse le tre più recenti.
Il Verona arriva a questa sfida da quattro sconfitte di fila in campionato: i veneti non perdono cinque partite consecutive di Serie A da aprile 2001.
Anche il Bologna ha perso le ultime quattro partite di Serie A (aveva vinto le precedenti tre): i rossoblu non arrivano a cinque di fila nella stessa stagione da maggio 2011.
Nelle ultime 34 trasferte di Serie A, solo in due occasioni il Bologna ha realizzato più di una rete a partita, restando a secco in 14 occasioni nel parziale.
Quattro gol da fuori area per il Bologna in questa Serie A, meno solo di Juventus (sei) e Napoli (cinque) – il Verona è invece ancora a secco dalla distanza.
Solo la SPAL (30) ha finora effettuato meno tiri nello specchio di Verona (32) e Bologna (35) in questo campionato.
Rodrigo Palacio ha segnato un gol o servito un assist in tutte le cinque sfide contro il Verona in Serie A: nel totale tre reti e quattro passaggi vincenti.
Contro il Bologna, Giampaolo Pazzini ha segnato sette reti in 14 confronti di campionato: tra queste anche la sua ultima tripletta nel massimo campionato (settembre 2012).
Il primo dei due gol realizzati in Serie A da Moise Kean è arrivato contro il Bologna: segnò il gol della vittoria bianconera per 2-1 nei minuti di recupero della sfida dello scorso maggio.

FONTE: Goal.com


17 novembre 2017
Hellas Verona, Ferrari ritrova il Bologna: "Sto bene, lunedì voglio esserci"
Il difensore gialloblu, ancora di proprietà del Bologna, pronto a sfidare la sua ex: "Voglio esserci, dobbiamo fare punti. In rossoblu tanti bei ricordi". Sul futuro: "L'Hellas ha l'obbligo di riscatto, a certe condizioni posso restare"
Alex Ferrari è a un passo dal rientro. Ed è pronto a farlo proprio contro il Bologna, squadra che lo ha lanciato e che, ora, lo ha lasciato in prestito (con obbligo di riscatto, ndr) all’Hellas Verona. Il difensore classe 1994 ha dovuto saltare ben 7 partite in questo avvio di stagione per infortunio, ma negli ultimi giorni è rientrato in gruppo ed è a disposizione di Fabio Pecchia: “Spero di essere in campo con il Bologna - ha ammesso in un’intervista a L’Arena - A Verona sto bene e a fine stagione, a meno che non intervengano fattori esterni, la società dovrebbe riscattarmi dal Bologna. Sono in prestito con obbligo di riscatto da parte dell’Hellas. C’è il caso che resto in gialloblù in caso di certe opzioni”. Lunedì prossimo di fronte il suo passato: “Ho tanti amici a Bologna, da lì sono partito. Ricordo l’esordio in Serie A con la Lazio. Marcavo Keita. Come andò? Penso di essermela cavata. Nando Coppola è uno di quelli che mi ha aiutato di più, un grande. Un esempio di grande professionalità e umanità. Lui aiuta tutti e soprattutto i giovani. Era così al Bologna, lo è in questi anni a Verona”.

"Qui grazie a Fusco. Dobbiamo fare punti"
A volerlo all’Hellas Filippo Fusco, anche lui con un passato a Bologna: “Ovviamente poi c’è il ds Fusco che mi ha sempre spinto a fare sacrifici e lavorare molto dopo l’infortunio per riprendere. Mi ha voluto portare qua e quindi sono in debito con lui. Ora mi auguro di stare un po’ meglio. Qual è il mio problema? Purtroppo ho preso due colpi molto forti sul perone sinistro e faccio fatica a guarire ma lunedì… Mi auguro di essere in campo contro il Bologna. Una partita che sento molto e vorrei fosse la svolta per il nostro campionato. Non gioco dalla gara col Torino e vorrei dare il mio contributo”. L’Hellas a caccia di un risultato soddisfacente: “Dobbiamo fare punti. Stiamo lavorando molto ed anche i complimenti di alcuni giocatori dell’Inter ci hanno fatto piacere. Con i complimenti però non si va da nessuna parte, ripeto conta vincere ora. Lunedì sarà dura però non abbiamo alternative. Chi toglierei al Bologna? Lunedì mi piacerebbe non ci fossero Palacio e Verdi”, ha concluso Ferrari.

16 novembre 2017
Bologna, Di Vaio: "Mi aspetto che Destro si accenda e torni ad essere decisivo"
Parole chiare e decise quelle del Club Manager del Bologna, che ha commentato il momento attraversato dalla squadra rossoblu – reduce da quattro sconfitte consecutive in campionato – e ha stimolato Mattia Destro, oggetto di diverse critiche per un rendimento al di sotto delle aspettative

Un inizio di stagione convincente, poi il blackout. Periodo nero e quattro sconfitte consecutive in campionato prima della sosta per il Bologna, che vuole riprendere a fare punti già dalla prossima sfida in programma lunedì sera in trasferta sul campo dell’Hellas Verona. Del momento della squadra di Donadoni ha parlato il Club Manager Marco Di Vaio, intervenuto ai microfoni dei cronisti presenti a margine dell’inaugurazione del laser endoscopico presso l’ospedale Bellaria. "Purtroppo nel calcio capita di perdere partite che non meriti – ha detto l’ex attaccante rossoblu -, purtroppo l’ultima sconfitta era la quarta consecutiva e questo ci ha fatto male. Ha fatto male a tutti, alla squadra e anche ai tifosi. Analizzare tutto è molto importante, in queste due settimane abbiamo avuto il tempo di farlo perché c’erano quasi tutti i giocatori presenti, esclusi i pochi impegnati con le Nazionali. C’è la consapevolezza e la voglia di continuare su questa squadra ma cambiando i risultati, perché quello che è stato fatto non è bastato nelle ultime quattro partite. Dispiace soprattutto perché ottenendo una vittoria che avremmo certamente meritato, adesso staremmo parlando di altro, saremmo stati settimi o ottavi in campionato e questo avrebbe dato una prospettiva completamente diversa sulla situazione. C’è scarsa vena offensiva? I giocatori ci sono, hanno qualità compatibili alle nostre esigenze, possono dimostrare di riuscire a far gol in Serie A. Abbraccio quello che dice spesso il nostro allenatore, devono credere più in loro stessi, devono credere maggiormente nelle loro qualità e trovare più continuità. Tutti i nostri attaccanti hanno qualità per poter far gol e per permettere di segnare a qualche altro compagno di squadra. La squadra deve essere quindi più convinta e deve credere di più nelle proprie potenzialità. Sono passate 12 partite, quindi un terzo del campionato, la nostra squadra ha comunque dimostrato di essere difficile da affrontare per tutti e di avere le qualità per mettere in difficoltà chiunque".


Destro? Mi aspetto che si accenda e torni decisivo, per noi lunedì in Nazionale doveva esserci lui
Chi non sta rispettando le aspettative è Mattia Destro, che ha iniziato la stagione tra poche luci e tante ombre. Dopo aver analizzato la situazione della Nazionale italiana dopo la mancata qualificazione ai prossimi Mondiali, Di Vaio ha avuto parole di sostegno proprio per Destro. "L’Italia? Mi auguro che adesso si ripartirà da zero, si apre un’opportunità importante per tutti i nostri ragazzi che ambiscono alla Nazionale. Dopo la grande delusione credo che questo sia molto stimolante per i vari Verdi, Di Francesco, Masina e lo stesso Destro. Il suo momento? Mattia sa cosa deve fare – ha spiegato il Club Manager del Bologna -, tutti stanno dicendo cosa si aspettano da lui e ha tanta pressione addosso, questo allo stesso tempo deve essere un grossissimo stimolo per lui. Io mi aspetto che da un momento all’altro si accenda come ha fatto due anni fa quando è arrivato Donadoni. Mi aspetto che possa tornare a fare quello che ha fatto in quel periodo e tutti noi siamo convinti di questo. Anche chi lo critica, quelle verso di lui sono secondo me critiche costruttive perché tutti sappiamo che con un giocatore come lui in campo, ad un livello uguale a quello che è in grado di raggiungere, questa squadra può ambire a qualcosa di più. Sono convinto che questo lo sa anche lui perché ne abbiamo parlato, adesso sa che strada deve intraprendere e già lo ha dimostrato. Ci sono varie componenti che hanno portato a questo percorso, si tratta di problemi fisici, mancanza di continuità e altre situazioni che non lo hanno agevolato. E’ chiaro che ci sono anche delle sue responsabilità perché ha avuto la possibilità di giocare, adesso sa che deve trovare la continuità delle prestazioni allenandosi alla grande, con il sorriso, con la voglia e con la testa giusta perché per noi è un giocatore fondamentale e lo dimostra anche la cifra che abbiamo speso per acquistarlo tre anni fa. Per noi Destro è il giocatore che dovrebbe stare in Nazionale e che lunedì avrebbe dovuto guidare l’attacco dell’Italia. Adesso sta a lui fare il meglio e tornare ad essere decisivo".

FONTE: Sport.Sky.it


Bologna, da Mirante a Destro: le novità in vista del Verona
Da Lorenzo Giunchi - ICDF - 16/11/2017
Mirante Bologna @ Getty Images

Continua la preparazione per il Bologna in vista della delicata sfida di lunedì’ sera contro l’Hellas Verona. La squadra di Donadoni è scesa in campo quest’oggi a Casteldebole, questo il report ufficiale della società emiliana:“Le due sedute di allenamento previste per oggi sono state concentrate in un’unica sessione di lavoro che i rossoblù hanno svolto questa mattina con allenamento tecnico-tattico e partita a tutto campo. Cesar Falletti ha svolto parte dell’allenamento in gruppo, differenziato per Cheick Keita, terapie per FedericoDi Francesco.”

Le buone notizie arrivano dunque dalle condizioni di Antonio Mirante. Il portiere già nei giorni scorsi aveva dato segni di miglioramento ed aveva già ripreso ad allenarsi con il gruppo, ma con l’allenamento di oggi, a quattro giorni dalla partita, il giocatore può considerarsi pienamente recuperato. Contro il Verona sarà lui a difendere i pali della porta rossoblu.

Importanti novità anche sul fronte Mattia Destro. Complice l’infortunio di Federico Di Franesco che lascia un buco nella formazione titolare, Donadoni potrebbe decidere di rilanciare l’attaccante. Ancora a secco in campionato, Destro si trova di fronte ad una grande chance e sa di non poter fallire. Non è certo, ma le possibilità di rivederlo sono alte.

FONTE: IConsigliDelFantaCalcio.it


Hellas Verona-Bologna: precedenti, statistiche e curiosità
Di Lorenzo David Salvadori -17 novembre 2017

Entrambe uscite sconfitte dall’ultima giornata di campionato, Hellas Verona e Bologna hanno avuto quindici giorni per prepararsi alla sfida. La differenza in classifica di 8 punti vede i rossoblù a più del doppio degli scaligeri. Con la voglia di interrompere la striscia di sconfitte, se la giocheranno Verona e Bologna.

I PRECEDENTI – L’ultimo incrocio di A al Bentegodi è stato felice per i felsinei: era il 7 novembre 2015 e i due gol quasi identici di Giaccherini e Donsah (l’ex) firmarono la vittoria rossoblù nel quarto d’ora iniziale, 0-2. Ancor prima troviamo lo 0-0 del 2013/’14, una gara a reti inviolate anche grazie a Rafael, che parò un rigore a Rolando Bianchi; i rossoblù erano alla vana ricerca di punti salvezza e il rosso a Jonatan Cristaldo è dimostrazione della tensione del momento. Per trovare un altro precedente in Veneto dobbiamo tornare addirittura alla Serie B 2006/’07, quando all’andata la decise Marazzina con un gol pazzesco a incrociare, 1-0. Il ritorno di quell’anno giocato al Dall’Ara non andò meglio per i gialloblù che nel frattempo si erano affidati a Gian Piero Ventura, il quale non riuscì a evitare la retrocessione in C pareggiando 0-0 la gara decisiva contro la Svezia… ah no, scusate, lo Spezia.

LE STATISTICHE – Sono 19 le volte in cui Hellas Verona e Bologna si sono sfidate al Bentegodi di cui solo 2 sono vittorie emiliane. I gialloblù hanno infatti vinto in 6 occasioni e il pareggio è stato inevitabile in altre 10. Analizzando le statistiche dell’attuale campionato di Serie A, però, il trend sembra destinato a cambiare: il Verona ha fatto meno e subito più gol del Bologna, prevedibile vista la differenza in classifica, ma il divario non sta nel reparto offensivo quanto in quello difensivo. I rossoblù hanno fatto solo 3 gol in più dei padroni di casa ma possono far ben valere gli 11 subiti in meno. A intrigare le statistiche ci sono anche i periodi neri delle due squadre: entrambe vengono infatti da una fila di 4 partite perse e una statistica sui tiri spaventosa, a rimarcare quanto il loro problema sia trovare il gol; il Verona è leggermente avanti di 2 tiri (101 a 99), ma dietro il Bologna c’è solo la SPAL.

Ve lo prometto, è l’ultima volta che proverò a mettere l’Hellas vincente: dico 1 perché prima o poi una scossa d’orgoglio dev’esserci. Nel caso di un’ennesima sconfitta non scommetterò più neanche un centesimo su questo Verona.

FONTE: MondoSportivo.it


Fantacalcio, perché mai Pazzini non è titolare fisso nel Verona?
CAPITANO, BOMBER DELLA PROMOZIONE IN A, GIOCATORE PIÙ FORTE IN ROSA. EPPURE IL PAZZO FATICA A GIOCARE CON CONTINUITÀ.
Dario Ronzulli | 16/11/2017 16:00 2'
Giampaolo Pazzini (Getty Images)

Nel fin qui piuttosto fiacco campionato della neopromossa Hellas Verona, spicca senza dubbio la situazione legata a Giampaolo Pazzini. Non credo di fare torto ai suoi compagni di squadra nell'indicarlo come il giocatore di maggior talento della rosa gialloblu: inoltre è il capitano ed è stato senza dubbio l'uomo simbolo del pronto ritorno nella massima serie.

Eppure il Pazzo è stato fin qui impiegato a singhiozzo: è sì stato presente in tutte le 12 partite di campionato al pari di Nicolas e Romulo, ma i suoi 659 minuti di utilizzo lo pongono al decimo posto nella graduatoria di squadra. Per la metà delle partite, infatti, Pecchia non ha schierato dall'inizio il suo bomber buttandolo nella mischia per l'altra metà delle sfide spesso a risultato già definito. Pazzini è comunque per distacco il miglior realizzatore dei suoi: 4 gol, tutti su rigore di cui tuttavia solo uno – quello con il Torino - utile per portare a casa punti.

Dal dischetto (getty)

Più passano le giornate e più mi diventa difficile capire il motivo tecnico di questa gestione. In mezzo ad una selva di gente che fatica a stare in A, gente che non si regge in piedi, gente che la porta non la vede neanche se gliela indichi rinunciare così tanto al migliore a disposizione mi pare una follia. Non c'è una sola ragione valida per schierare Bessa centravanti piuttosto che Pazzini, così come non c'è nel concedergli 26 minuti a Bergamo e a Roma a risultato abbondantemente compromesso. E allora perché Fabio Pecchia insiste e persiste, rovinando per giunta l'esistenza a molti fantallenatori?

Nella conferenza stampa pre ko di Cagliari il tecnico dell'Hellas ha spiegato: “Non è che [Pazzini] deve giocare a causa delle assenze, se gioca è perché deve rendere al meglio: la mia sfida consiste nel comprendere come e quando utilizzarlo per far uscire il meglio delle sue qualità. La sfida è migliorare il suo rendimento, per me così come per lui".

Fabio Pecchia (getty)

Qui a mio giudizio c'è un problema di fondo: non può essere Pazzini ad adattarsi al Verona ma semmai tutto il contrario. Hai la fortuna di ritrovarti in rosa - a differenza di molte tue dirette concorrenti - uno che ha segnato oltre 100 gol in Serie A e non ne fai il centro del tuo universo? Per di più non stiamo parlando di un giocatore fisicamente alla frutta ma di un elemento ancora assolutamente in grado di stare nella categoria e che c'era anche l'anno scorso quando evidentemente tante difficoltà non ne ha create.

Non ci sono notizie ufficiali di infortuni e/o di problemi fisici e/o di litigi furibondi tra Pazzini e Pecchia. La risposta certa alla domanda del titolo resta dunque misteriosa e comunque, ribadisco, senza alcuna motivazione tecnica plausibile. Qualunque cosa sia accaduta, qualunque sia il retroscena alla base di questo andirivieni tra campo e panca, se l'Hellas e Pecchia vogliono salvarsi non hanno grandi alternative nel mettere la squadra in mano a Pazzini. Sempre che a gennaio non decida di salutare la compagnia per andare a giocare altrove...

FONTE: FantaGazzetta.it


VERONA, 17:45
CALCIO, VERONA; PECCHIA: FA PIACERE FIDUCIA CLUB, MA ORA SERVONO PUNTI
Avvio di stagione difficile per il Verona, penultimo con 6 punti dopo 12 partite di campionato. Un cammino complicato per l'Hellas e per il suo condottiero, Fabio Pecchia, che ai microfoni di "Premium Sport" commenta la decisione della societa' che lo ha confermato anche dopo la sconfitta di Cagliari. "La classifica deve assolutamente migliorare. Abbiamo fatto una buona settimana in cui abbiamo lavorato bene. Fa piacere aver ricevuto la fiducia ma noi adesso dobbiamo fare punti - ammette l'ex centrocampista -. Il Bologna sta facendo un grandissimo campionato, la classifica per loro e' bella, sono in quella posizione con merito. Ma noi dobbiamo affrontare tutti gli avversari con un piglio diverso rispetto a Cagliari. Kean e Ferrari indisponibili? Sono convinto che chi scendera' in campo nella prossima gara rispondera' alla grande e fara' una grandissima prestazione". E se il suo Verona e' in difficolta', l'Italia ha clamorosamente fallito la qualificazione ai Mondiali. "Ci perdiamo tutti. Mi auguro che da questo momento buio riusciremo a ripartire per riprendere il giusto cammino. Dobbiamo guardare quello che hanno fatto le altre nazioni, come la Germania e la Spagna, che sono ripartite e hanno ricostruito, bisogna prendere spunto da loro. Noi abbiamo una nazionale giovane e con i giovani bisogna avere pazienza".

BOLOGNA, 16:48
CALCIO, BOLOGNA: RIENTRATI NAGY E GONZALEZ, STAGE PANTEMIS
Doppia seduta di allenamento per il Bologna in vista del match di lunedi' sera in casa del Verona. Per i rossoblu' serie di partitelle a tema ed esercizi specifici su inferiorita' e superiorita' numerica al mattino, nel pomeriggio, rientrati anche i nazionali Adam Nagy e Giancarlo Gonzalez dall'Ungheria, allenamenti in palestra ed esercitazioni individuali. Cesar Falletti ha proseguito il lavoro differenziato. Intanto il Bologna e il Montreal Impact (entrambi club del presidente Saputo) comunicano che "James Pantemis, portiere in forza alla squadra canadese, si unira' da oggi al club rossoblu' per un periodo di allenamento della durata di due settimane. Si tratta di un ritorno a Casteldebole per il giocatore che gia' a inizio campionato era stato a Bologna".

FONTE: Sport.Repubblica.it


SERIE A
VERONA-BOLOGNA È ANCHE PAZZINI-CERCI CONTRO PALACIO: DALLE BIG ALLA LOTTA SALVEZZA
Giampaolo Pazzini, Alessio Cerci e Rodrigo Palacio, saranno i protagonisti più attesi di Verona-Bologna. Ad accomunarli un passato in grandi squadre.
Redazione Goal Italia
21:00
Con la sosta per gli impegni delle varie Nazionali ormai alle spalle, per le varie squadre di Serie A è arrivato il momento di tornare a concentrarsi sul campionato. Il tredicesimo turno proporrà diverse sfide importanti, una delle quali riguarda le posizioni basse della classifica: Verona - Bologna .
Da una parte infatti, ci saranno gli scaligeri che avendo messo in cascina appena sei punti in dodici giornate cercano un successo che consenta loro di lasciare la zona retrocessione, dall’altra ci saranno i felsinei che, dopo un’ottima partenza, sono incappati in quattro sconfitte di file e andranno quindi al Bentegodi sapendo che l’obiettivo è quello di voltare pagina per non rischiare di essere risucchiati nella lotta per non scendere in Serie B.
Quella che vedrà affrontarsi Verona e Bologna, sarà anche una partita che vedrà protagonisti attaccanti dal passato glorioso in cerca di riscatto e soprattutto di quei goal che possano rendere più in discesa l’annata delle rispettive squadre: Pazzini, Cerci e Palacio.


Il ‘ Pazzo ’, nel corso della sua carriera, ha vestito maglie importanti come quelle della Fiorentina , della Sampdoria , dell’ Inter e del Milan , e può vantare ben 24 presenze con la Nazionale condite da 4 reti.
Dopo essere stato per diverse stagioni uno dei bomber più apprezzati del campionato, dopo aver formato con Cassano a Genova una delle coppie più belle del calcio italiano degli ultimi anni e aver vinto una Coppa Italia con l’Inter, Pazzini ha scelto Verona per rilanciarsi e in gialloblù ha trovato la sua nuova dimensione. Ha scelto di restarvi anche dopo la retrocessione del 2016 e a suo di goal (23 in 35 partite) a trascinato quell’Hellas della quale nel frattempo è diventato capitano, alla conquista di una pronta risalita. Per lui sin qui sono state 4 le reti stagionali in 12 presenze (non tutte da titolare).


Palcoscenici importanti ha calcato anche Alessio Cerci . Cresciuto nel prolifico vivaio della Roma , è esploso definitivamente alla Fiorentina , prima di trovare la sua consacrazione con la maglia del Torino . Per lui, che ha giocato anche 14 partite con la maglia dell’Italia, quando ormai sembrava spianata la strada verso un futuro ricco di successi, la delusione di non essere riuscito ad esprimersi a Madrid. Approdato all’ Atletico nel 2014 a fronte di un esborso da 15 milioni più bonus, ‘l’ Henry di Valmontone ’ nella Liga non è mai riuscito a trovare quella continuità che gli consentisse di esprimersi sui suoi livelli.
Per lui due esperienze importanti al Milan e al Genoa in prestito prima di tornare alla corte di Simeone e chiudere con un’annata da dimenticare l’esperienza con i Colchoneros. Arrivato in estate al Verona da svincolato, è stato il colpo più importante messo a segno dal club gialloblù ma, dopo 9 presenze condite da tre assist, è ancora alla ricerca del suo primo goal.


Più ricco è il palmares di Rodrigo Palacio . Tre campionati argentini, una Coppa Sudamericana, una Coppa Libertadores e tre Recopa vinti con il Boca Juniors sono i titoli nella bacheca di un giocatore che, approdato in Italia nel 2009, dopo aver fatto innamorare i tifosi del Genoa nelle tre stagioni vissute all’ombra della Lanterna, si è guadagnato il trasferimento in una big come l’ Inter .
A Milano sei annate condite da 58 reti tra coppe e campionato, nessun titolo vinto ma la certezza di aver lasciato un ottimo ricordo. Chiusa l’avventura meneghina, ha scelto quella Bologna che in passato ha visto rifiorire il talento di altri campioni dal passato glorioso come Baggio e Signori , come piazza dalla quale ripartire.
Elemento fin da subito indispensabile per Roberto Donadoni , ‘ El Trenza ’, che nel 2014 ha sfiorato il titolo di campione del mondo con l'Argentina, si è guadagnato un posto da titolare nel tridente rossoblù, contribuendo alla causa con due goal, un assist e tanti lampi di classe.
Anche dii numeri e le giocate di questi tre campioni, dipenderanno le sorti delle annate di Verona e Bologna .

FONTE: Goal.com


17 NOV 2017
L’INDIFFERENZA
Mai un Verona è stato così lontano dalla gente, dalla città dal cuore dei suoi tifosi. L’assenza di un presidente, zitto anche dopo una sconfitta grave e lacerante come quella di Cagliari, gli allenamenti a Peschiera, dentro un bunker protetto da uno stuolo di agenti della security, con pochi affezionati al seguito, una freddezza generale che è frutto anche dello sconforto per i risultati, l’indifferenza per una squadra che non scalda il cuore, incapace di mantenere fede alle continue e vuote promesse.

Il Verona sta affondando e lo sta facendo senza più quell’affetto che suscitava qualche tempo fa. E’ una colpa grave, un allarme che qualcuno deve raccogliere e lanciare. Il Verona vive in una realtà parallela con gli eventi del marketing che scandiscono felici il calendario della società, perchè comunque qualcosa bisogna fare anche se si è penultimi in classifica. Eventi distaccati da ogni contesto e che vivono di luce artificiale perchè non alimentati dalla passione.

Allenarsi a Peschiera è un problema. Enorme. Il Verona non è e non sarà mai la Juventus anche se qualcuno magari può crederlo. Guardavo l’altro giorno la squadra a pranzo. Non conoscevo nessuno di quei giocatori. Ho trovato Caceres nel corridoio e l’ho salutato ma a fatica ha ricambiato. Potevo essere il cuoco del ristorante per lui. Lo capisco.

Del resto che frequentazione abbiamo, che conoscenza abbiamo di Cerci e di Caceres, portati a malapena in qualche conferenza stampa in cui al massimo possiamo fare tre domande a testa e alla quarta già c’è il sopraciglio di qualcuno che si muove perchè bisogna lasciare la parola a qualcun altro? Per questo non credo al direttore operativo Barresi quando dice che l’antistadio è pronto. E’ cinque anni ormai che ne parliamo, ma finchè il Verona e intendo la squadra principale non i pulcini, non tornerà ad allenarsi lì con regolarità, l’antistadio resterà solo l’ennesima promessa non mantenuta da questa società.

Povero Hellas Verona, questa indifferenza rischia di essere il colpo mortale al tuo futuro, un colpo che nemmeno i peggiori dirigenti che sono passati di qui erano riusciti a darti. Ci indignavamo allora, ora nemmeno quello. Cercasi in fretta gente con passione.
Gianluca Vighini

15 NOV 2017
CASINO DISORGANIZZATO
Eugenio Fascetti era l’esegeta del “casino organizzato”. Così lui chiamava il suo modulo, con irriverente genio, per descrivere l’essenza del calcio: lotta, talento, arte individuale in un contesto tattico che non mortificasse tutto questo. Il contrario del sacchismo, in voga in quegli anni, dove il collettivismo di stampo fordista prevarica il talento. Fascetti a Verona si trovò pure a lavorare in un contesto societario di “casino” e basta, in un limbo dantesco, in mezzo al guado del fallimento di Chiampan e l’avvento dei Mazzi.

Il nostro ex Giampiero Ventura ha probabilmente interpretato al contrario la lezione di Fascetti. “Organizzato casino” potremmo definire la sua nazionale, cioè tanti moduli, tanta tattica, ma zero gioco collettivo. Per non parlare di Enzo Cannavale-Carlo Tavecchio, da Piedone l’Africano a “pedate nel sedere”, perché quelle meriterebbe, metaforicamente s’intende. Ma viene quasi da dar ragione a Marco Travaglio: “Tavecchio è una super-pippa, ma non si è autonominato, è espressione di un sistema politico”. Quello di un calcio che non è più calcio e non è nemmeno economia (ergo sano modo di fare business). E’ spesso finanza e non sempre della più trasparente. Inchieste giornalistiche (quelle di Gianfranco Turano sull’Espresso, o il lavoro dell’amico Pippo Russo) e giudiziarie lo attestano. Nella fattispecie un “casino fin troppo bene organizzato”.

Poi c’è il Verona. Ho letto di tutto in questi giorni. Un articolo che invitava i lettori a ringraziare Setti perché “andate a farvi un giro a Modena e a Treviso”, peraltro club che non c’entrano nulla con il nostro blasone e la nostra storia – perché allora non farsi un giro anche a Bergamo, dove Percassi fa lo stadio, o qui a Verona, dove il Chievo da anni si è consolidato e ha costruito il nuovo Bottagisio? Ho letto pure articoli su vertici istituzionali tra Sboarina e Setti per un centro sportivo prossimo al via. Ovviamente nessun vertice istituzionale finora, ma solo qualche incontro informale e interlocutorio di conoscenza. Un atto dovuto. Ho letto infine di questo Gallazzi, che dice di non cercare pubblicità ma poi si fa intervistare e ammette che la voce sul suo interesse per il Verona l’ha messa in giro forse un suo collaboratore. Ma non cerca pubblicità, come no.

Roba da maledire la sosta, rimpiangere il campionato e pure la nostra deprimente classifica. Un “casino disorganizzato” in grande stile.
Francesco Barana

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Il Governo della Corea del Sud e il calciatore del Verona Seung-Woo Lee insieme per promuovere cibo e cultura coreana in Italia
Redazione Novembre 16, 2017

Calcio e cibo. Le due passioni che accomunano Italia e Corea del Sud in un unico eventoContinua il successo dei prodotti alimentari coreani in Italia! il Governo della Corea del Sud, rappresentato da Korea Agro Fisheries and Food Trade Corporation, dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, promuove l’antica tradizione gastronomica insieme a uno dei suoi migliori talenti del mondo dello sport: il giovane calciatore dell’Hellas Verona Seung-Woo Lee. L’attaccante in forza alla squadra gialloblù ha presentato un menù a base di ricette tipiche coreane alla stampa locale e nazionale.

At Korea Agro Fisheries and Food Trade Corporation è un’associazione commerciale agro-ittica e alimentare. La loro missione è quella di garantire la sicurezza alimentare per le persone e contribuire al miglioramento della qualità della vita attraverso la promozione dell’industria agro-ittica e alimentare.

FONTE: IlGiornaleDelloSport.net


Serie A Bologna, Mirante in gruppo: puntato il Verona
Il portiere è pronto a riprendersi i pali dei rossoblù

© FOTO SCHICCHI

martedì 14 novembre 2017
BOLOGNA - Il Bologna ha di nuovo il suo portiere titolare. Antonio Mirante si è allenato in gruppo e si candida per una maglia da titolare per la gara contro il Verona, sul calendario alla ripresa del campionato. Archiviati i due giorni di riposo, il gruppo di Donadoni è tornato al lavoro. Solo differenziato per Falletti e per gli svedesi Krafth e Helander, rientrati alla base dopo Italia-Svezia. Di Francesco ha svolto terapie seguendo la tabella di marcia. Domani è in programma una doppia seduta di allenamento a porte aperte (alle ore 11 e alle 14.30) nel quartier generale rossoblù.

FONTE: TuttoSport.it


Bologna, botta e risposta tra Donsah e Bigon: in ballo c'è il futuro del giocatore
Di Luca Zaglia
14 NOV 2017

Il centrocampista ghanese del Bologna, Godfred Donsah, parla del suo futuro durante il ritiro con la sua Nazionale: "Se a gennaio arriverà una grande squadra, che troverà un accordo con il Bologna e il mio club mi lascerà andare, alleluja! Altrimenti rimarrò e darò il massimo come sempre per la squadra". A queste parole, il direttore sportivo del club rossoblu, Riccardo Bigon, risponde così ai microfoni del Resto del Carlino: "E' normale che l'aspirazione di un ventenne sia quella di arrivare sempre più in alto e su palcoscenici sempre più importanti. Nel caso di Donsah, sappiamo che quest'estate c'erano già stati interessamenti e se non si sono concretizzati è perché il ragazzo stava bene qui. Quindi siamo tranquilli".

Di Luca Baccolini.https://t.co/fGQAPE6TTT
— Zerocinquantuno (@ZO_it) November 14, 2017

Arrivato al Bologna il 25 agosto 2015, per 2 milioni di euro. Segna la prima rete, la terza in carriera, nel match vinto 0-2 contro l'Hellas Verona. Torna al gol in questa stagione, segnando contro il Benevento il gol che permette ai rossoblu di vincere il match.

FONTE: 90min.com


Calciomercato Napoli, Tonelli conteso da Chievo e Hellas
Il difensore sta meglio e vuole giocare: possibile una cessione a gennaio

© LaPresse

LUNEDÌ 13 NOVEMBRE 2017 14:14
NAPOLI - Vuole giocare Lorenzo Tonelli, sta molto meglio, ha superato qualche problema fisico, si sta allenando ed avverte le risposte che chiedeva al suo fisico. A Napoli ha trovato poco spazio in generale, è sceso nelle gerarchie di Sarri nonostante quel passato trascorso insieme nell'Empoli . E' possibile un derby in ottica del calciomercato di gennaio. Già, il difensore piace al Chievo, può andare all'Hellas Verona. Intanto, si scalda.

FONTE: CorriereDelloSport.it


12 NOVEMBRE 2017 DI MATTIA TEX
Miseria Hellas Verona | Una stagione maledetta
C’erano 200 tifosi dell’Hellas a Cagliari. 200 persone che si sono fatte chilometri attraversando il mare per sostenere la squadra, consumando soldi, tempo e gola. Quello che il Verona ha restituito loro è stato uno spettacolo indecoroso. Quando parliamo di Hellas Verona credo si debba partire sempre da qui. Dall’indiscutibile, romantico, attaccamento della tifoseria, dell’amore viscerale che si direbbe “matto” com’è l’archetipo veronese, da un sostegno incondizionato e d’altri tempi. Ecco: sapere che l’Hellas ha un pubblico del genere e assistere alle prestazioni disarmanti a cui obbliga i propri supporter, unite a un’atteggiamento della dirigenza a dir poco incomprensibile, è una cosa che fa davvero male. Quei 200 non si meritavano una partita così. I veronesi tutti non meritavano una partita così.

Nell’ultima giornata il Verona ha offerto l’ennesima prova indegna. Alla Sardegna Arena va in scena lo scempio della truppa di Pecchia, che gioca una gara senza anima e qualità. Nemmeno il destino favorevole (gollonzo di Zuculini su svenimento della difesa avversaria e rigore parato da Nicolas) fa rinsavire i gialloblu, tutti impegnati a stare fermi, tirare calcioni al pallone e a mostrare il peggior calcio della massima serie (e a mostrare -probabilmente- il peggior Verona di sempre). Il match di Cagliari doveva essere il vero inizio del nostro campionato. Doveva essere una partita da affrontare senza paura, con l’obbiettivo di racimolare punti. Doveva essere ma non è stata. E il Verona torna a casa di nuovo a mani vuote senza averci nemmeno provato.

In qualsiasi club del mondo, un tecnico che vince una sola volta in dodici giornate viene messo in discussione. Ma in casa gialloblu questo non avviene. Pecchia è intoccabile senza capire il perché.

E non è solo questione di risultati (già questo basterebbe), anche se nel calcio sono quelli che contano veramente. Pure sotto il profilo del gioco il Verona di Mister Fabio latita. Per non parlare della continuità. Il Verona alterna partite decenti (poche) a match ignobili (Cagliari, Fiorentina, mettiamoci dentro pure Crotone). È in corso un’involuzione chiara per tutti tranne che per Fusco, Setti e lo stesso Pecchia. Il traghettatore, la cui nave è tristemente alla deriva, se ne sta lì al timone senza che nessuno lo smuova dal comando mentre tutti attorno gridano al pericolo. La bagnarola Hellas Verona affonda. Si guarda sempre al bicchiere mezzo pieno, all’immaginaria “crescita”. In quel bicchiere, però, non c’è un goccio d’acqua. Insomma: sembra pura follia.

Pecchia non è l’unico responsabile. Ha a disposizione una rosa qualitativamente scarsa, probabilmente troppo per un campionato di livello. Però ci mette del suo.

L’anno scorso l’ho difeso piuttosto apertamente. Alla fine ce l’ha fatta a portarci in serie A, nonostante parecchi problemi e una squadra giunta alla promozione più per il carattere del gruppo che per qualità. C’è stato un momento preciso, credo: il derby col Vicenza. Lì la stagione ha preso la piega corretta. Una dimostrazione di spirito. Il Verona dell’ultima B non ha brillato per prestazioni (forse solo all’inizio), si è complicato tremendamente la vita ma ha centrato la serie A. Il risultato ha dato ragione a Pecchia. Come detto, sono appunto i risultati a contare. Quindi “zitti tutti”, giusto riconfermare il Mister, nonostante un amore mai sbocciato e un gioco tutt’altro che scintillante. Come sarebbe giusto, proprio alla luce dei risultati -uniti a una marea di questioni tattiche, sull’atteggiamento, sulla personalità- averlo allontanato oggi. D’altronde l’hanno fatto il Genoa e il Cagliari. Sardi, per altro, che col ritorno di Lopez hanno conquistato un piccolo tesoretto. Squinzi del Sassuolo almeno mette in discussione Bucchi (utile o meno che sia). Così va il calcio. Per noi no. Fusco impiega mezzo secondo per sbandierare la conferma del suo protetto. Pecchia non si tocca. Non è questa la soluzione, secondo la società.

Su questo blog non è indetta una campagna contro Fabio Pecchia. Dev’essere chiaro. Sinceramente -e l’ho ribadito- non ho nulla di personale contro il mister. Anzi, lo considero pure un profilo “positivo”, in particolare a livello umano. E non nego che mi sarebbe piaciuta la crescita nel tempo della squadra e del tecnico. L’uomo Fabio Pecchia ha tante qualità. Probabilmente ne ha tante anche l’allenatore. L’allenatore dell’Hellas Verona Fabio Pecchia, però, no. Seppur con tutte le attenuanti del caso: la sua inesperienza (che non è una colpa); una rosa scadente e assemblata -pare- con il solo occhio al bilancio; una mancanza di alternative sconcertante; troppe scommesse in ruoli chiave con gestioni e scelte ridicole (vedasi il caso Cassano); giovani probabilmente sopravvalutati… Insomma: di sicuro una posizione grama, la sua. Ciò non toglie che il tecnico abbia ampiamente dimostrato dei limiti. Limiti di gestione, limiti di comunicazione, limiti di personalità.

Partiamo dal gioco. O meglio, dal non-gioco. Il Verona è una squadra senza idee. Le uniche che paiono tollerabili sono l’arroccarsi nella propria metà campo e il passaggio al portiere. Penso di non bestemmiare se dico che interpretiamo il peggior calcio del campionato. Cagliari ne è l’esempio. Solo per citare un dato emblematico dell’ultimo scontro, l’Hellas ha avuto il 32% di possesso palla. Una schifezza. E questa dovrebbe essere la squadra del palleggio? Dov’è l’applicazione della filosofia calcistica del mister? Dove i fatti seguono le parole?

La guida tecnica fa di tutto per mettersi nelle condizioni di perseguire l’inefficacia. Prendiamo puntualmente gol da calcio piazzato. La formazione è diversa a ogni gara, con scelte a dir poco discutibili (e l’amalgama quando si trova con tutti questi cambiamenti?). Ci sono degli assurdi tattici, come il ruolo di Fares ostinatamente in avanti laddove è palese che potrebbe fare discretamente solo da terzino, togliendo dal prato Souprayen. Un Bessa sbattuto davanti la difesa, senza nessuna possibilità di guadagnare campo offrendo i suoi spunti in fase conclusiva. Oppure il mancato impiego di Verde o soprattutto Pazzini o, perché no, di Lee. L’Hellas gioca un calcio approssimativo, nel quale manca una linea da seguire, manca una strategia, manca un’identità sul campo. Col pallone tra i piedi andiamo nel panico. Spazziamo via la sfera, cincischiamo, ce la passiamo tra le linee arretrate senza verticalizzare nemmeno per sbaglio. E soffriamo da bestie, perché il pallino lo tengono sempre gli altri. Se non alleggerisci mai, se non tieni la palla e questa non corre veloce, se non pungi, l’unica cosa che ti resta è quella di prendere sberloni, quindi gol. E il Verona non sa nemmeno soffrire. Perché si chiude, quello sì, ma ha amnesie tremende ed è perennemente in confusione.

Se la formazione -e talvolta anche il modulo- cambiano sempre, probabilmente troppo, Pecchia riversa certezze su giocatori che sino ad ora hanno profondamente deluso. Souprayen, Kean, lo stesso Fares, all’inizio Buchel. La lista è corposa. Quelli, cascasse il mondo, giocano. Magari lo fanno in ruoli diversi e con indicazioni variabili a ogni partita. Ma giocano, punto. Da un lato è vero che l’organico ha carenze, dall’altro lo è altrettanto che in mezzo alla disperazione ci si può concedere il tentativo. Tipo dare una chance in più al coreanino, che ha fatto vedere qualità e carisma. Sarà così tanto peggio dei suoi compagni? Mandorlini -allenatore molto bravo a gestire le risorse- aspettò il momento di Iturbe e lo inserì definitivamente dopo la sesta giornata. Fece saggiamente a meno di sbatterlo subito nel tritacarne di un campionato (e di una dimensione) a cui era disabituato, con compagni che conosceva poco. Ma quando venne il suo momento, quando fu pronto -e lo fu quasi a inizio stagione, senza aspettare un’eternità- lo mise al centro della squadra, col risultato di battere dei record (grazie a Iturbe e a tutti gli altri, Toni in particolare).

Il difetto più preoccupante, però, è la totale assenza di personalità, appendice calcistica del tecnico. L’Hellas della Sardegna Arena è stato imbarazzante per atteggiamento mostrato. Come in altre occasioni, i gialloblu hanno impostato il match a rintanarsi, proteggendo un fortino dalla consistenza di carta. E la rinuncia a volerla vincere -così come si era rinunciato a Crotone- è disarmante. Il mister toglie il centravanti per un centrocampista, alzando definitivamente bandiera bianca a diversi minuti dalla fine. Come a dire: “Il pareggio può andare”. Un pareggio, per inciso, inutile per entrambe le compagini, in particolare per noi. Se non ci provi a Cagliari (o a Crotone o a Bergamo, anche), quando ci provi? Segnali del genere, a parer mio, sono deleteri. Trasmettere tutta la paura, tutta la scarsa convinzione: ecco, questo non si deve fare mai, soprattutto al comando di un gruppo dall’autostima bassa e dai risultati orribili. Qui si potrebbe aprire un capitolo enorme, cioè che paradossalmente è facile tirare fuori gli attributi contro le corazzate. Meno pressione e una lettura più semplice dello scontro: difendi e tenta il contropiede. I problemi si hanno con le tue pari o con quelle aggredibili. E ogni volta s’è visto poco. Troppo poco.

Pecchia vorrebbe essere “l’uomo forte”, ha tentato di calarcisi nei panni, in particolare in qualche conferenza stampa, però la realtà è che non lo è. Non in senso assoluto, ma sicuramente non qui in questa piazza. Non in questo momento. Lo dimostra a più livelli, non solo in panchina.

Anche fuori dal campo Pecchia si è rivelato “debole”. Da uomo di calcio e persona intelligente, sapeva che il club aveva fatto un calciomercato da tre in pagella. Sapeva di un progetto (se ancora abbiamo il coraggio di chiamarlo così) pieno zeppo di lacune. Eppure ha avvallato le scelte della società con una certa accondiscendenza, forse pure un certo grado di servilismo. Non si sputa nel piatto dove si mangia, però qui andiamo al di là della riconoscenza e dell’equilibrio. Qui si nasconde la realtà. Il mister, anche teneramente, ha provato a celare le carenze col lavoro. Era convinto di potercela fare lo stesso, nonostante tutto. E questa è una qualità indiscutibile. È un aspetto che ammiro sul serio. Quella dell’abnegazione dico. Però un pulpito di ribellione, un pugno sbattuto sul tavolo, ci poteva stare. L’uomo forte -verosimilmente-l’avrebbe fatto. Invece Pecchia ha mandato giù il boccone amaro (quasi) in silenzio e, allo stesso tempo, ha trasformato amici in nemici, tipo Pazzini (e forse anche la tifoseria).

L’allenatore ha un peso specifico. Il suo contributo è determinante. Chi dice il contrario mente. Questo sport è pieno di esempi. Penso a Mourinho, penso ad Allegri, penso ai nostri Bagnoli, Prandelli, Mandorlini (che prese in mano una situazione allo sbando trascinandoci alla promozione). Nel contemporaneo a Giampaolo, Conte e Sarri. Un mister incide sicuramente sull’andamento. Il nostro, ahimè, lo fa in negativo. Quando non hai qualità tecnica, quando hai un organico scadente, ti devi appigliare almeno all’identità: di gruppo e di gioco. Noi siamo abulici, inconsistenti, maledettamente spuntati. Siamo un nulla alla ricerca di una definizione che è destinata a non arrivare mai. Compiamo mezzo passo avanti per farne tre indietro. Fabio Pecchia non è il solo responsabile, ripeto, però il calcio funziona in modo preciso: visto l’andamento sconcertante, visto che non puoi cambiare i giocatori, l’unico cambiamento che puoi fare è l’allenatore. Sennò ammetti di arrenderti già alla dodicesima. Perché tenere la spina attaccata a questa guida è assolutamente ingiustificabile.

C’hanno provato a difenderlo, Pecchia. Hanno provato a dire: “Che colpa ne ha?”, “Cosa può fare?”, “Nessuno avrebbe fatto meglio”. Allora cosa facciamo? Lo teniamo? Ci trasciniamo sino a fine stagione in questo stato? Sarà una banalità ma nel calcio non puoi sostituire la rosa dei giocatori o la società. L’unico cambiamento concesso in corsa è quello dello staff e del suo vertice: l’allenatore.

L’Hellas è in piena crisi di gioco e risultati. Siamo allo sbando e non se ne vede l’uscita. È chiaro a tutti quanto il mister non riesca a venirne a capo, preso nelle sue soluzioni cervellotiche e in una visione tattica mai trasmessa. A tutti, tranne alla società. Il momento perfetto per l’esonero era appena dopo Cagliari. Almeno per dare il famoso “segnale” alla squadra e alla tifoseria. La sosta avrebbe permesso al nuovo tecnico (Iachini? Oddo?) di avere più tempo per lavorare, affrontando una partita abbordabile col Bologna senza tutte le pressioni in capo a Pecchia, preparandosi poi agli altri scontri diretti. Invece Fusco è corso a confermarlo. La storia la conosciamo. E Fabio Pecchia ci condurrà sino al termine, temo.

Addossare tutte le colpe a Pecchia, però, è ingiusto. E nasconde la vera responsabilità della situazione: la società è senza il becco di un quattrino e la direzione sportiva ha messo in piedi un baraccone scadente.

Arrivò Cerci, parcheggiato da un paio d’anni a Madrid. Passò in sordina perché fu oscurato dal grande colpo di Fusco: Antonio Cassano. Un colpo mediatico, più che altro. FantAntonio ha mollato baracca e burattini dopo appena due settimane di ritiro. L’intuito dell’Hellas, possiamo dire, si è esaurito nell’istante in cui il talento di Bari Vecchia ha appeso la casacca gialloblu al chiodo. Ricordo con molta lucidità i giorni del nostro calciomercato. Per prima cosa ci si è liberati in quattro e quattr’otto di Ganz (per correttezza, lui per primo desiderava andarsene), Siligardi e Luppi. Col senno del poi tenerne almeno uno poteva essere parecchio utile. Successivamente una serie di sparate e trattative eufemistiche mai concretizzate: Diamanti, Parigini (che non volevano neanche in prima categoria), Djordjevic, Mitrovic, Bony, Pavoletti, Destro… Potrei proseguire all’infinito. Alla fine niente di fatto: il 31 agosto, con due ore di anticipo dalla chiusura, il mercato dell’Hellas si è perfezionato con le firme degli adolescenti Kean e Lee, aggiunti a Caceres, Verde, Heurtaux, Buchel. Tutti in prestito. Una spesa da discount di bassa lega. Una spesa senza nessuna fiammata. Soprattutto: una non-spesa.

Oggi sappiamo che la società ha partecipato al Wyscout Forum di Londra. Si parla di interessamenti dall’Inghilterra per Momo Fares. E ritornano in auge i nomi di Bony, Mitrovic, Djordjevic per rinforzare l’attacco. Scommettiamo che a fine gennaio resteranno nel loro spogliatoio, senza mettere le ciabatte in quello del Bengodi? Nel frattempo nei corridoi circola voce che il Business-man Gallazzi abbia ricevuto i libri contabili e stia pensando di acquistare il Verona. Notizia, però, già smentita da lui stesso.

In via Belgio di soldi non ce ne sono. Non ce ne sono più. Al 31 agosto 2017 se n’è avuta dimostrazione. Fusco è stato costretto a operare col portafoglio vuoto, con la consueta, maniacale, attenzione al bilancio che contraddistingue la gestione Setti (come se il bilancio in salute sia sinonimo di lungimiranza: se non ottieni risultati sportivi, i conti piangeranno sempre). Ma davvero non si poteva fare di più? Davvero questa rosa è il meglio che si potesse pretendere? Al di là di questi dubbi legittimi (e io credo si potesse fare meglio), dei quali non si avranno mai le controprove, esiste da sempre un problema di comunicazione dirigenziale.

A costo di attirarmi le ire altrui, ammetto che i primi anni di Setti, è innegabile, sono stati buoni. Ha fatto investimenti e ottenuto promozioni. Poi, dopo l’abbandono di Sogliano e l’arrivo di Bigon, il giocattolo s’è rotto, anche a causa di un conflitto in seno con Mandorlini, che si era ritagliato -lui sì- il ruolo di figura forte e centralizzante. Setti ha sempre parlato di progetti ad ampio respiro, che coinvolgessero aspetti collaterali al campo: gli Hellas Store realizzati, il brand da lanciare all’estero (quando?), il centro sportivo impossibile da fare, così lo stadio che resta un miraggio (idea, però, quasi immediatamente abbandonata. Ne ha parlato Jacopo qualche giorno fa). In pratica, potremo dire che è stato scazzato il “business plan” e il Verona si trova con bilanci in ordine ma con le casse sofferenti.

Il modello Borussia si è trasformato repentinamente nel modello Crotone. Come se il Crotone fosse -e avesse- un modello. Si tratta di una squadra salva per miracolo all’ultima giornata complice il suicidio sportivo dell’Empoli. Crotone non ha nessun modello. Ma ha delle qualità di cui parlerò tra poche righe. Prima permettetemi di ritornare sull’aspetto della comunicazione.

Setti non spiaccica una parola. Fuma il sigaro dietro i suoi occhiali da sole. Fusco si presenta ai microfoni solo per confermare il tecnico e dare spiegazioni assurde (tipo: “Forse abbiamo preso gol troppo presto”). Intanto l’Hellas affonda e di progettualità nemmeno l’ombra. Di fronte alle ovvie preoccupazioni di appassionati e addetti ai lavori la risposta del presidente è il silenzio. Un silenzio che genera fratture sempre più gravi, trascinando nel baratro anche persone che qualche alibi ce l’avrebbero, come Pecchia. Quello che si crea è una coltre di incomprensibilità intollerabile. Eppure basterebbe ammettere, con onestà, la situazione. Una situazione di miseria economica, un club in emergenza di liquidità non tanto sul piano dei conti quanto a livello di possibilità (o volontà) di investimenti. Gianluca Vighini solleva una questione centrale in questo articolo. I rubinetti sono chiusi ma nessuno ne vuole parlare. Nessuno, tantomeno il presidente, vuole chiarire qual è la linea di un club verosimilmente povero. E la povertà non è necessariamente una condanna.

Si aggiunge un elemento storico: lunga la sua esistenza, il Verona ha -quasi- sempre battagliato per la salvezza sino all’ultimo. Raramente si è dato per spacciato a nemmeno metà campionato. Ha fatto stagioni precarie e di sofferenza estrema, però difficilmente così arrendevoli. Con Setti è già la seconda volta consecutiva che si palesa uno scenario simile: essere una comparsa delle serie A. Ad aggiungersi alle difficoltà di investimento e costruzione della rosa, la società guidata da questo patron si è rivelata totalmente arroccata in scelte incomprensibili, per esempio la resistenza al cambiamento. Successe con Mandorlini. Succede con Pecchia. Nel frattempo non si spiaccica una parola se non per i proclami del “crederci”, “restiamo uniti”, “ce la faremo”, quando la realtà continua a evidenziare il contrario. Di fronte a una resa così totale, Setti dovrebbe parecchie spiegazioni.

La fastidiosa imperscrutabilità si unisce alla spocchia. E anche questo è un dramma comunicativo. Come se tutto andasse bene, come se tutto fosse ok. Il perdente Pecchia viene riconfermato in 5 minuti dopo l’ennesima gara disastrosa, dal presidente nessun cenno, le dichiarazioni di Fusco sono vuote. Nessuno si mette veramente in discussione, ne mette in discussione il suo operato. I dirigenti ci credono davvero? Parlano di modello Crotone -come se a Verona fosse tollerabile accostarsi alla dimensione del Crotone- ma dimostrano per l’ennesima volta di non essere capaci (o di non volerlo fare) di “leggere il contesto”, di avere una lettura “complessa” della realtà. Tra gli aspetti determinanti del Crotone c’è, per esempio, un allenatore preparato e dalla storia umana molto delicata. Nicola è uno abituato alle imprese, a superare le difficoltà, a tenere la testa alta. E la sua squadra ne è emanazione, pur con un organico scadente. Questo non lo considerano i vertici gialloblu. Ci limitiamo a dire “Modello Crotone” senza offrire nessuna profondità e nessuna -vera- lettura del fenomeno, quindi diventa impossibile replicarlo.

La dirigenza fa scelte dettate da una serie di necessità, in primis quelle economiche. Queste scelte, però, alla luce di risultati orrendi dovrebbero essere motivate, spiegate. D’altronde è stato lo stesso Setti a proporsi come “Presidente della trasparenza”. Altrimenti non può pretendere che i tifosi siano dalla sua parte.

Non c’è nessun complotto, non c’è nessun inganno ordito ai danni della piazza per intascare il famoso paracadute. Setti e Fusco vogliono restare in serie A, questo è certo. Il problema è il ragionamento -e la conseguente strategia- che applicano.

La spartizione dei diritti televisivi genera introiti maggiori di qualsiasi paracadute di B, tanto più alla luce della probabilità che la Lega si accordi sulla nuova formula di ripartizione economica, che ci avvicinerebbe all’Inghilterra. Dunque è semplice capire quanto Fusco e Setti tengano a restare in massima serie. Il punto è che, a parer mio, hanno fatto un ragionamento molto rischioso, mosso da esigenze di bilancio e dall’arroganza. E cioè: tanto peggio di altri non possiamo essere. La presunzione è quella di superare almeno Crotone, Benevento e Spal, anche solo per il telaio impiantato negli ultimi anni. Una sorta di strascico positivo che garantirebbe la salvezza un po’ per partito preso. Aggiungiamoci poi che in ogni stagione qualche compagine impensabile si invischia nella lotta retrocessione (Cagliari, Genoa, Udinese) ed ecco che agli occhi dei dirigenti scaligeri le chance di agguantare il quart’ultimo posto sono discrete. Il fatto che la Spal abbia entusiasmo e si sia mossa sul mercato, che il Crotone mostri tenacità e voglia, che Cagliari e Genoa non siano così deboli come, invece, lo è l’Hellas ha scombussolato i piani del buon Setti, che si trova in fondo alla classifica. Una situazione disarmante, la cui sua unica soluzione è quella di credere ancora in questo tipo di calcoli. Ragion per cui non si cambia (significherebbe spendere altri soldi). La quota salvezza è clamorosamente bassa e basterebbe un piccolo filotto di risultati per rilanciarsi. Basterebbe, appunto. D’altro canto -e questa è la seconda parte di ragionamento della società- nel caso di retrocessione si dovrebbero liberare gli ingaggi più onerosi per consentire, a quel punto, di sfruttare il paracadute in ottica fair-play finanziario (Ne parla con molta semplicità hellasnews.it).

La miseria dell’Hellas Verona è questa: economica, comunicativa, tecnica. Finché siamo guidati da uomini con questa filosofia, la situazione è destinata a collassare. Non sono fiducioso sulla stagione del Verona. Per me, con la conferma di Pecchia al momento buono -invece- per il cambio, si è gettata la spugna. Come due anni fa. Il tempismo non è di casa in via Belgio. Eppure la speranza è l’ultima a morire. Come l’attaccamento. I 200 tifosi a Cagliari lo dimostrano. 200 tifosi ripagati con una partita indegna. 200 tifosi che, assieme a tutto il popolo gialloblu, sono il vero valore dell’Hellas.

P.S.: io sosterrò sempre il Verona ma non si può chiedere di stringersi attorno a una squadra che fa di tutto per allontanare i propri tifosi. Soffrirò, m’incazzerò e bestemmierò a ogni partita, esulterò ai gol e festeggerò le vittorie (se mai arriveranno). Però non domandate di farmi andar giù Pecchia o Fusco o la dirigenza gialloblu. Non ora. Non più. Non chiedetemi di mentire a me stesso, a noi stessi.

FONTE: OvunqueHellas.com


NEWS
Analisi tattica: Hellas Verona
In vista di Bologna-Hellas, prossima giornata di campionato, analizziamo tatticamente la squadra di Pecchia
di Tommaso Ferrarello
di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb 15/11/2017, 17:30 00
MODULO
Scheda 1 di 3
Il Bologna scenderà in campo nel posticipo di Lunedì 20 Novembre contro l’Hellas Verona. Sfida delicata e importante per i rossoblù che arrivano da quattro sconfitte consecutive. Cerchiamo di analizzare come si muove nel rettangolo verde la squadra guidata da Fabio Pecchia, prendendo spunto dall’ultima uscita di campionato contro il Cagliari.
L’Hellas Verona è ancora alla ricerca del suo ‘vestito’ tattico più adeguato, infatti, Pecchia ha più volte cambiato strategia da inizio campionato a questa parte. Inizialmente si è soffermato sul 4-3-3, modulo che utilizzava spesso lo scorso anno in Serie B, per poi passare al 4-1-4-1 o al 4-4-1-1, andando infine ad adottare il 4-4-2 nelle ultime tre uscite. Contro il Cagliari è scesa in campo questa formazione:

FASE DI NON POSSESSO
Obiettivo della squadra veronese è quello di fare densità nel lato palla e giocare con intensità sfruttando l’ulteriore aiuto delle due punte. I meccanismi difensivi, come vedremo tra poco, non sono sempre perfetti. I due difensori centrali, attenti al posizionamento e nel gioco aereo, sono altrettanto lenti e vanno in difficoltà nella marcatura uno contro uno. Stanno sempre molto vicini e si aiutano. Fossati è quello che rimane più spesso davanti alla difesa per dare equilibrio, ma non è raro che sbagli il posizionamento e i tempi d’intervento. Gli esterni di centrocampo si stringono molto dentro il campo specialmente nel rinvio dal fondo del portiere Nicolas.
Come possiamo notare dall’immagine i due attaccanti, in questo caso Pazzini e Cerci, raddoppiano e aggrediscono, insieme a Romulo il portatore di palla, portando tre uomini in pressione. Inoltre Caceres, da terzino destro, si alza sulla linea dei centrocampisti, Fares stringe verso il campo, Zuculini e Fossati sono ben scaglionati tatticamente e il Cagliari è costretto a lanciare lungo perdendo palla. Dunque ben 7 giocatori portati in zona palla per mettere l’avversario in difficoltà.


Anche in questo caso, nella fase offensiva del Cagliari, la squadra è molto corta e abbiamo nove uomini in zona palla, tra cui Pazzini, che viene subito cercato dai compagni non appena il pallone viene recuperato. L’unico che non partecipa alla fase è Cerci, il più abile dei calciatori di Pecchia in campo aperto e dunque pronto a ripartire in contropiede.


In questa immagine il Verona è posizionato bene in campo chiudendo le possibili uscite palla al piede del Cagliari, e coi soliti tre uomini attacca e porta pressione al portatore di palla avversario che si trova obbligato a lanciare lungo verso le punte, perdendo il possesso.


– I meccanismi difensivi dell’Hellas non sono sempre perfetti, anzi. In questo caso (nell’immagine sotto) abbiamo tutti i dieci giocatori di movimento dietro la linea del pallone, ma possiamo anche notare la discreta distanza tra il reparto di difesa e quello di centrocampo: l’attaccante del Cagliari (Sau) con un movimento fuori-dentro si stacca dalla marcatura e si fa trovare tra le linee dal portatore di palla (Cigarini) che lo serve in verticale eludendo l’intervento della linea del centrocampo. Fossati scala male non mantenendo la posizione per seguire l’avversario che si apre (sarebbe dovuto intervenire Fares), Zuculini è distante dal compagno di reparto appena citato e si forma il buco per sfruttare la verticalizzazione e mettere Sau nelle condizioni di attaccare la porta.


Anche in questa situazione Fossati è posizionato male, lasciando spazio tra lui e Zuculini, inoltre c’è troppa distanza tra il reparto di difesa e quello di centrocampo e Cigarini, abile in impostazione, trova nel corridoio interno la verticalizzazione per Sau che può ricevere, girarsi e andare ad attaccare la porta.


FONTE: TuttoBolognaWeb.it


AVVERSARI
GdS, Bologna: "Scossa Destro, basta con la dieta"
15.11.2017 12:00 di Giorgia Segala
Fonte: Gazzetta dello Sport
Un lungo tunnel e un’uscita da trovare al più presto. Per sé e per il Bologna, che a sua volta con quattro sconfitte consecutive si è accartocciato su se stesso dopo un eccellente avvio di stagione. Lunedì nel posticipo di Verona contro l’Hellas, per Mattia Destro potrebbe passare uno degli ultimi treni rossoblù. Ancora a secco in campionato, accantonato da Donadoni nell’ultimo mese e mezzo, il 26enne centravanti di Ascoli ha bisogno di una scossa.

L’infortunio che priverà il Bologna di Federico Di Francesco fino all’anno nuovo gli fornisce un assist. Ora toccherà a lui sfruttarlo nella maniera giusta, dopo aver fallito tutte le chance che gli sono state date ultimamente tanto da metterne in dubbio il futuro sotto le Due Torri.

SECONDA SCELTA Destro è ancora a secco in questo campionato. Ha giocato 4 partite da titolare, in 4 è subentrato, in una è rimasto fuori per scelta tecnica e in 3 è rimasto in panchina perché in condizioni fisiche non ottimali. Per chi aveva giocato da titolare 53 delle 57 gare disputate con i rossoblù nelle precedenti due stagioni è un segnale inequivocabile. Con l’arrivo di Palacio, Destro è diventato una seconda scelta per Donadoni.

Era invece stato al centro del progetto nei due anni precedenti, arrivato dalla Roma nell’estate 2015 per 9 milioni più 1 di bonus se dovesse raggiungere 30 gol in tre anni. Al momento è fermo a quota 19. Palacio è proprio l’uomo che potrebbe aiutarlo a uscire dalla crisi. Nelle intenzioni estive di Donadoni, l’idea era quella di schierarli assieme, con l’argentino da seconda punta alle spalle di Destro nel 4-2-3-1. Per una serie di situazioni, tecniche e fisiche, questo assetto si è visto solo nella partita col Napoli ma potrebbe essere riproposto adesso che l’attacco si trova senza Di Francesco.

Lunedì a Verona, Donadoni recupera Pulgar a centrocampo e potrebbe varare un nuovo tridente più stretto, un 4-3-2-1 con Verdi e Palacio ad agire alle spalle di Mattia per assisterlo e aiutarlo a cancellare quello scomodo 0 alla casella gol realizzati.

RASSEGNA STAMPA
Bologna, Mirante: "Sono pronto per il Verona. Destro e Palacio insieme? Perché no"
15.11.2017 11:00 di Giorgia Segala
Fonte: Corriere dello Sport
Di seguito l'intervista rilasciata dal portiere felsineo Antonio Mirante al Corriere dello Sport:

Tu come stai? Ti sei ripreso dall’infortunio? «Sì, lo stiramento è smaltito. Bravi i fisioterapisti, sono pronto per Verona».

Ci sono quattro sconfitte consecutive da cancellare. «Col Crotone pensavamo tutti di vincere, salire a quota 17 punti e all’8° posto. Abbiamo sbagliato lì. Tutte le partite vanno considerate importanti».

Eppure la partenza è stata buona. «Sì, c’è un’aria diversa rispetto all’anno scorso, c’è più consapevolezza. Ma la maturità si acquisisce col tempo. Noi vecchietti dobbiamo farci trascinare dall’entusiasmo dei giovani».

Che errori hai fatto in questa prima parte di stagione? «Col Toro, errore decisivo. E poi l’uscita sbagliata con la Lazio».

Un portiere quando si accorge di aver sbagliato? «Subito, un secondo dopo aver preso il gol. Il fatto è che io posso rimediare a un errore di un compagno, ma i miei compagni purtroppo non possono rimediare se sbaglio io...».

Un anno fa di questi tempi tornavi a vivere dopo lo stop per problemi cardiaci. «Sì, è passato un anno e sono cambiato. Ho temuto di dover smettere, ma quel «problema» dopo dieci giorni era già risolto: il sollievo è arrivato quando gli esami hanno scongiurato patologie gravi e congenite. Io mi sono detto: trattalo come un infortunio...»

Destro e Palacio insieme: verso Verona è un’ipotesi concreta. Si può? «Certo, credo sia arrivata l’ora. Palacio si è presentato con un’umiltà unica, corre più di tutti. Mattia ha caratteristiche diverse, può trarre giovamento dal lavoro di Rodrigo. Abbiamo tutti questa curiosità. Penso che sarà bello vederli giocare insieme, non ce ne sono di squadre della nostra fascia con due forti come loro lì davanti».

Ma Destro in allenamento ti fa gol o no? (Ride di gusto): «Ma sì, certo che me li fa. Anzi, spero che gli serva ad acquistare fiducia. Sta vivendo una situazione difficile, ma è un ragazzo che merita».

E chi tra i tuoi compagni merita di andare in nazionale, ora che ci aspetta un cambio generazionale? «Verdi e Di Francesco di sicuro».

Che devono fare? «Continuare così, se il Bologna guadagna 5-6 posizioni allora crescerà anche il loro spessore».

Cinque-sei posizioni significa entrare tra le prime 10. «E’ un obiettivo nelle corde di questa squadra. Ci serve consapevolezza, non bisogna accontentarsi mai, andare a prenderci punti ovunque, guadagnare posizioni un po’ alla volta».

EDITORIALE
Un colpo alla volta...
14.11.2017 12:30 di Lorenzo Fabiano
Meritatosi il lunedì nero del calcio italiano un posto speciale sugli scaffali della cineteca degli orrori, ci rituffiamo nelle cose di campanile. Anche lì abbiamo però poco di che sorridere. Sabato riparte il campionato, lunedì sera il Verona ospiterà al Bentegodi il Bologna. Ci sono partite e partite; detto che in campo si va sempre per vincere, ne esistono alcune dove il risultato è confutato dalla brillantezza del modo con cui è ottenuto, altre più Macchiavelliche, cioè sporche, dove a contare sono in definitiva solo i tre punti.

Poche storie, Verona-Bologna appartiene a quest’ultima categoria. Divise in classifica da ben 8 punti, entrambe le squadre vi giungono reduci dalla poco invidiabile striscia di quattro sconfitte di fila. Ma con la misera dote di 6 punti messi insieme in dodici gare, è indubbiamente il Verona a presentarsi all’appuntamento con l’acqua alla gola. Dal pomeriggio del rocambolesco pareggio agguantato in extremis a Torino, la squadra di Pecchia aveva mostrato incoraggianti segnali di ripresa: pur senza entusiasmare, aveva finalmente riassaporato il gusto della vittoria, superando a fatica i Brancaleoni di Benevento. I gialloblù hanno perso poi a Bergamo, dopo aver scialacquato tutto il possibile nella prima parte di gara, si sono piegati con l’onore delle armi e in inferiorità numerica al Chievo al termine di un combattutissimo derby, e infine si sono arresi all’Inter dopo aver a lungo lottato alla pari. Tre buone partite dalle quali il Verona non ha tuttavia raccolto nulla, ma dalle quali era comunque uscita una squadra ancora in vita e in grado di potersela giocare.

La sconfitta di Cagliari ha rimesso le gomme a terra. Vero che, pur offrendo una pessima prestazione, senza quello sciagurato pasticcio combinato da Souprayen a tre minuti dalla fine, Pecchia sarebbe tornato dalla Sardegna con un punticino. Tuttavia l’evidenza di una regressione secca e netta, come ammesso dal tecnico stesso a fine gara, non lascia spazio ad alibi cui aggrapparsi. Filippo Fusco ha confermato l’allenatore, finito nel mirino della contestazione, al suo posto. Il credito non è tuttavia illimitato: dopo il Bologna, Pecchia sarà alle prese con un mini torneo che vedrà il Verona opposto alle dirette concorrenti per la sopravvivenza. Quello è il ciclo che non si può assolutamente sbagliare.

Arrivare al mercato di gennaio con il lume della speranza ancora acceso è a questo punto il primo obiettivo a breve scadenza; toccherà quindi alla società farsi sentire e battere un colpo (magari anche qualcuno in più) all’Ufficio Prestiti e Parametri Zero, dove siamo di casa. Nel frattempo proviamo almeno a costruirci il nostro rifugetto pietra su pietra, mattone su mattone, doga su doga. “Un colpo alla volta” si ostinava a ripetere fino allo sfinimento tra sé e sé Bjorn Borg quando sconfisse John McEnroe nella memorabile finale di Wimbledon del 1980 ora portata magistralmente sul grande schermo. Una di queste sere Pecchia porti i suoi al cinema a vederlo. Potrebbe rivelarsi molto utile. In fondo, non deve che seguire quell’insegnamento e provare a fare la stessa identica cosa. A cominciare da lunedì.

PRIMO PIANO
L'Arena: "Tanta corsa e pochi tiri: Verona, così non basta"
La squadra di Pecchia decima per chilometri percorsi davanti a tante altre formazioni della massima serie Hellas terzultimo invece per numero di tiri effettuati

14.11.2017 09:00 di Camilla Dalloco
Fonte: L'Arena
Un Verona che corre tanto, ma che tira poco e male. Una squadra che macina chilometri, molti di più di altre rivali che la superano in classifica, ma non basta per evitare le sconfitte e per mettere insieme altri punti. Si corre parecchio ma forse non nel modo giusto, almeno questo risulta dai dati pubblicati dalla Lega Calcio dopo le prime 12 giornate del massimo campionato. Tanta gamba e poca precisione, visto che la formazione gialloblù è in fondo oltre che nella graduatoria generale anche in quella relativa alle conclusioni verso lo specchio della porta avversaria.

POCHI RISULTATI. Il dato che balza agli occhi però è quello dei chilometri percorsi dai gialloblù, che si piazzano addirittura al decimo posto nonostante la penultima posizione nella classifica generale: ma nella statistica delle diverse formazioni quella di Fabio Pecchia registra una media di 107,991 chilometri in ogni partita, appena sotto l’Udinese ma davanti oltre che al fanalino di coda Benevento pure a Spal, Sassuolo, Genoa e Crotone, e addirittura davanti a big come Juventus, Roma e Milan e la rivelazione Sampdoria, a cui probabilmente piace molto di più far viaggiare il pallone. Chi invece ha meno qualità tecniche deve puntare più sulla corsa, come fa il Chievo che è quinto in classifica: il Verona si piazza decimo, ma questo non basta per racimolare punti visto che il bottino di Pazzini e compagni continua a piangere. Si corre tanto, ma serve di più: bisogna farlo nei momenti giusti e con i tempi adeguati, perchè altrimenti l’Hellas rischia di uscire esausta ma senza essere riuscita ad incidere per davvero durante la partita. A confermarlo è anche la statistica relativa ai tiri in porta, che vede il Verona nelle retrovie, davanti all’ultima Spal e al Bologna che sarà il prossimo avversario dei gialloblù nel match di lunedì sera al Bentegodi.

LONTANI DALLA PORTA. Nei 12 turni giocati fino ad oggi Bessa e compagni hanno calciato verso la porta avversaria per 101 volte, delle quali però 45 hanno centrato lo specchio e 56 sono finiti fuori. Quasi tutte le altre hanno fatto meglio, e anche chi ha calciato meno del Verona come ad esempio la Spal, solo 87 conclusioni, ha segnato comunque 10 reti, due in più di Pazzini e compagni dimostrando maggior precisione e capacità di andare a segno. L’altra squadra che ha tirato meno dei gialloblù, e cioè il Bologna, ha realizzato 11 reti capaci di fruttare ben 14 punti finora, contro i 6 racimolati fino a questo momento dagli uomini di Pecchia. Che hanno la seconda peggior difesa del torneo e che dovranno per forza di cose diminuire il numero delle reti subite, ma anche il dato dei tiri dovrà aumentare per provare a raggiungere la salvezza. Servono più gol su azione, e per farli bisognerà trovare più conclusioni verso la porta. Trovando nuove soluzioni e cercando anche idee diverse, magari lasciando qualcuno vicino a Pazzini, che sia Cerci, Kean, Verde o altri ancora. Sta al tecnico trovare le mosse adeguate per una condizione da cambiare al più presto, magari già contro il Bologna. Correre sempre tanto, ma meglio. E tirare molto di più.

RASSEGNA STAMPA
L'Arena: "Quando il valzer non porta fortuna. La storia dell’Hellas «salva» Pecchia"
Cinque gli esoneri degli allenatori gialloblù nel massimo campionato. Solo Pozzannel ’70-’71 riuscì nell’impresa di raddrizzare la stagione

13.11.2017 09:00 di Camilla Dalloco
Fonte: L'Arena
Sta per iniziare la settimana più lunga per Fabio Pecchia e il suo Verona. Lunga per via dell'attesa, si gioca in posticipo col Bologna lunedì e lunga perchè in molti fanno fatica a dare un'altra chance al mister laziale. Eppure anche dopo il ko di Cagliari il club ha dato fiducia a Pecchia che vuole vincere quella che sembra essere diventata una battaglia personale, ma in aiuto dell'ex vice allenatore di Benitez arriva pure la tradizione.

SOLO UNA VOLTA. Il pallone, rigorosamente gialloblù, racconta che nella massima divisione i cambi al timone non hanno quasi mai portato i risultati sperati. O arrivarono troppo tardi oppure non cambiarono le sorti della squadra. Senza contare, lo dice la storia ed il numero di presenze, che il campionato più frequentato dai gialloblù è quello cadetto. L'unica volta che fu 46 anni fa, all'incirca in questo periodo. “Renatone” Lucchi fu esonerato da Saverio Garonzi con la squadra affidata ad Ugo Pozzan, grande bomber del Verona anni ’50 e ’60. Il mister di San Martino nella stagione 1970-1971 risollevò l'Hellas che era caduta in cattive acque anche se sotto c'era l'insofferenza fra Lucchi e Garonzi. D'altronde “Il Commendator” era un tipo da prendere con le molle. Fatale fu il ko per 3 a 0 a Foggia. In quell'occasione contro il “suo” Verona segnò perfino Maioli. Pozzan uomo capace e persona perbene portò la squadra addirittura all'undicesimo posto. Per il resto l'esonero in A, non ha mai portato fortuna.

NEL1958. Troppa era la gratitudine nei confronti di mister Angelo Piccioli per la storica promozione dei “blu-gialli”, allora venivano chiamati così per la predominanza del colore più scuro sulla maglia, per avvicendarlo prima. Poi la squadra aveva sempre lottato, pagando a caro prezzo l'infortunio di Bagnoli. Vennero chiamati per le ultime cinque partite Guido Tavellin e Luigi Bonizzoni con la supervisione di Gipo Viani. I gialloblù riuscirono a centrare lo spareggio col Bari. Qui il grande Viani, icona milanista, commise un errore. Portò in ritiro in montagna la squadra per ossigenarsi, mentre il Bari restò a livello del mare. Sia a Bologna che a Roma, campi neutri del doppio spareggio però le temperature erano tropicali visto che si giocò il 17 e il 24 luglio. Baresi favoriti e gialloblù sulle gambe, fu retrocessione.

NIENTE MIRACOLO. Nella stagione '78-'79 iniziò il disimpegno nel Verona di Saverio Garonzi. Meno soldi del solito e tutti i senatori dei favolosi anni ’70 liberi o quasi di andarsene. Il benservito arrivò per Zigoni, Luppi, Busatta, Bachlechner, venduto a peso d'oro al Bologna e Maddè. In panchina venne chiamato Pierluigi Mascalaito, l'uomo della promozione con il Catanzaro a Terni che negli ultimi tre anni aveva fatto da vice a Ferruccio Valcareggi. Direttore tecnico ed in panchina andava Guido Tavellin per problemi di tesseramento con Mascalaito. Il cambio qui fu tempestivo alla nona giornata ma Beppone Chiappella non fece il miracolo.Hellas in B.

LIEDHOLM NON SERVIRÀ. Stagione ’91-'92, Eugenio Fascetti ha una buona squadra per le mani. Purtroppo pagherà a caro prezzo due fattori su tutti: gli errori sotto porta del rumeno Florin Raducioiu, troppo acerbo e l'assenza per molte giornate di Dragan Stoijkovic. A nove giornate dal termine arriverà l'esonero. La soluzione è suggestiva. Sul campo ed in panchina ci sarà Mario Corso, tecnico della Primavera del Verona e grande ex attaccante dell'Inter ma affiancato dal mago svedese Nils Liedholm. Alla fine l'uomo che portò in Serie A a fine anni ’60 il Verona chiude, in pratica, la sua carriera di tecnico vincente in gialloblù. Fra stelle, oroscopi e fortuna, Liedholm parte subito bene. Al Bentegodi il “gollonzo” dell'anno della trasmissione cult dell'epoca “Mai dire Gol” stende il Parma dei campioni. Rinvio in mischia di un difensore emiliano e Renica con il piedone a ribattere in gol. Indimenticabile. Alla fine però i punti persi e le difficoltà di una stagione tribolata, portarono l'Hellas in B.

VIA MANDORLINI. Per la prima volta Maurizio Setti, da quando è divenuto presidente del Verona, esonera l'allenatore. La vittima è Andrea Mandorlini, il tecnico che in gialloblù ha conquistato più punti di un certo Osvaldo Bagnoli oltre a due promozioni in quattro stagioni dalla Lego Pro alla Serie A. Luca Toni si rompe a Bergamo per un intervento durissimo di Stendardo, Pazzini viene “battezzato” dall'interista Melo e Viviani, oggi alla Spal, è sempre in infermeria. Mandorlini è costretto spesso ad allenarsi in nove o al massimo con dieci titolari. I risultati non vengono e viene chiamato Delneri che vince la concorrenza di Corini. L'ex mago del Chievo di Campedelli ha un buon impatto sulla squadra. Arrivano punti importanti ma non sufficienti a risollevare la baracca e poi c'è il rapporto certo non idilliaco fra Toni e l'allenatore. Il cambio fu anche tempestivo ma le soluzioni modeste del mercato incisero pure sul rendimento di Delneri. E purtroppo fu di nuovo serie B. Insomma il Verona ha cambiato poche volte allenatore in Serie A nei 27 tornei disputati prima di quello attuale. Chissà se Setti era al corrente di questa storia. Nella speranza che mister Pecchia sappia risalire la china in campionato o che Setti trovi un altro Ugo Pozzan, ci piace ricordare una frase banale del mondo del calcio. In fin dei conti in campo ci vanno sempre i giocatori.

AVVERSARI
Bologna, CdS: "A Verona potrebbe arrivare il momento di Okwonkwo"
11.11.2017 14:00 di Ilaria Lauria
Fonte: Corriere dello Sport
Donadoni studia, pensa e deve scegliere. Fino alla fine di dicembre non avrà Federico Di Francesco e, nonostante una
batteria di esterni che è numericamente importante, non ha un giocatore simile a lui. Ecco allora che potrebbe essere
interessante utilizzare tutta la panchina a sua disposizione. C'è un ragazzo giovane, sul quale in molti puntano per il
futuro. E' Orji Okwonkwo, punta nigeriana che compirà i 19 anni il prossimo 19 gennaio. E' originario di Benin City ed è arrivato a Bologna dall'accademia di Abuja con un curriculum invidiabile visto che con la sua nazionale under 17 ha vinto il campionato del mondo. Donadoni lo ha spesso portato in panchina già dalla scorsa stagione, facendolo esordire il 14 maggio nel match interno con il Pescara. Ha sempre parlato molto bene di lui («va come un treno» il suo primo commento) e non ha nascosto la simpatia per un ragazzo che sta cercando soprattutto di ambientarsi. E per farlo ha deciso di abitare nel cuore della città, in centro, anche se questo loha portato a dover utilizzare il taxi perfarsi portare a Casteldebole. Tutto questo ancora per poco, perché non manca molto all'esame per la patente. A diciotto anni il ruolo è ancora da definire ma c'è da sfatare l'idea che sia un esterno come Donadoni lo ha fatto giocare fino ad ora. Se è vero che la sua velocità lo porta a saltare l'avversario con facilità, nello stesso momento ha una facilità di esecuzione che lo renderebbe molto più pericoloso vicino alla porta.

AVVERSARI
Bologna, CdS: "Le trasferte sono il punto di forza del Bologna. E adesso c'è Verona"
Nove dei 14 punti rossoblù sono arrivati fuori casa. Mentre al Dall’Ara la squadra stenta.

11.11.2017 12:00 di Ilaria Lauria
Fonte: Corriere dello Sport
Nei momenti di crisi si cerca l'autostima un po' ovunque. Ogni appiglio è buono. Ecco perché oggi a Casteldebole si guarda il calendario con un certo sollievo. E’ (molto) felice di rimettesi in viaggio, il Bologna che solo in versione «export» riesce a dare il meglio di sé. Alla ripresa dopo la sosta, infatti, la sfida di Verona diventa l’occasione per tornare a macinare punti dopo le quattro sconfitte consecutive, filotto che ha inceppato il processo di crescita dei rossoblù, richiamando in vita i fantasmi da cui il Bologna non si è ancora liberato.

MEGLIO FUORI
Ma fuori casa questa squadra - lo dice la cronaca - torna a respirare. L’andamento di questo inizio campionato del resto
fotografa in maniera chiara quale sia il terreno di caccia dei rossoblù. Che al Dall’Ara stentano: una sola vittoria, due pareggi e tre sconfitte. E che appena mettono il naso fuori Bologna trovano gioco e punti: tre vittorie (Benevento, Sassuolo, Genoa) e tre sconfitte (Fiorentina, Atalanta e Roma) a dimostrare - ed è l’ennesima conferma - che contro squadre della propria levatura il Bologna sa fare la voce grossa e imporsi mentre quando è chiamato a giocarsela con squadre di diversa qualità inevitabilmente cede il passo. Due rapidi conti: dei 14 punti della classifica attuale il Bologna ne ha conquistati 9 in trasferta. Siamo attorno al 64% del computo complessivo.
Lontano dal Dall’Ara il Bologna mostra la faccia migliore di sé, anche quando perde: tutte e tre le sconfitte, infatti, sono di
misura (2-1 a Firenze, 1-0 a Bergamo e Roma); tutte e tre si potevano - con più attenzione - evitare.

STRATEGIE
Dicevamo del calendario: dopo la trasferta di Verona il Bologna avrà un doppio impegno casalingo, Sampdoria e Cagliari, andrà a San Siro a far visita al Milan, tornerà al Dall’Ara per affrontare la Juventus, giocherà prima di Natale a Verona contro il Chievo e chiuderà il 2017 sfidando in casa l’Udinese. Quindi: difficoltà a crescere, con un picco tra Milan e Juventus (10-17 dicembre), per poi tornare a sfide più abbordabili per la caratura del gruppo di Donadoni. Questo per dire: ora o mai più. Rimettersi in pista già a partire da Verona significherebbe irrobustire la classifica per provare poi ad invertire la tendenza casalinga nel doppio faccia a faccia con Sampdoria e Cagliari a cavallo tra fine novembre e inizio dicembre. Fare punti fuori casa - oltre che ad essere il marchio di fabbrica rossoblù in questa stagione - può diventare la
più piacevole delle abitudini, ma è solo (ri)conquistando il Dall’Ara che Donadoni potrà certificare la crescita della sua squadra. Intanto la trasferta di Verona si presenta come un piedistallo. Tocca al Bologna salirci sopra e fare il salto in avanti.

AVVERSARI
Bologna, Tuttosport: "Destro-Donadoni pace fatta. L'attaccante ci sarà contro il Verona"
11.11.2017 10:30 di Ilaria Lauria
Fonte: Tuttosport
Durante l’allenamento di mercoledì ci sarebbe stato un confronto chiarificatore tra Mattia Destro e Roberto Donadoni. Il tecnico avrebbe parlato lungamente con l’attaccante per cercare un’intesa e gli avrebbe chiesto maggiore continuità nel lavoro quotidiano, garantendogli un ruolo importante all’interno della squadra. Dopo tanto tempo e un’infinità di panchine patite dal giocatore i due sembrano essersi riappacificati e i malintesi parrebbero definitivamente risolti. L’attaccante, quindi, potrebbe partite titolare già contro il Verona, subito dopo la sosta per le Nazionali. Destro, poi, pare intenzionato a restare in rossoblù fino a giugno e a non cambiare casacca a gennaio

FONTE: TuttoHellasVerona.it


13 NOV 2017
CESSIONE DEL VERONA E IL FUTURO DI SETTI
Ne ho viste così tante che voi umani non osate immaginare. C’era una volta un truffatore che voleva acquistare il Verona e smerciava salsa di pomodoro scaduta. C’erano una volta i fratelli Carino. Poi un finto cardinale che doveva fare da mediatore. E colleghi che scrivevano di Berlusconi, Galan, Forza Italia e cordate misteriose. Persino soldi falsi. Un teatro dell’assurdo che mai si potrebbe immaginare e forse solo un replicante potrebbe raccontare.

Lungi da me, quindi, alimentare voci sulla cessione del Verona. In questo campo tutto vale il contrario di tutto, tutti smentiscono e poi ammettono fino a quando l’affare non è concluso. C’è un sacco di gente che cerca un quarto d’ora di celebrità ma anche gente seria che analizza i conti e vede i bilanci al di là delle cifre. Solitamente queste trattative non avvengono sui giornali. Ma la carta con cui una cordata americana voleva acquistare il Verona con la richiesta di Setti è ancora in mio possesso, nonostante le smentite della società.

Leggo gli articoli di un collega di Repubblica che mi pare molto ben informato sulla cessione del Genoa ad un finanziere di nome Giulio Gallazzi e vedo spuntare il nome del Verona. So per esperienza che se spunta un nome non è mai a caso. Qualcuno lo deve aver fatto a quel giornalista. Non so se Gallazzi o qualcuno di quella cordata, probabilmente la finalità è diversa da quella che immaginiamo noi a Verona. Probabilmente Gallazzi vuol far capire a Preziosi che il Genoa non è la sola opzione e che altre società possono essere acquistate anche a prezzo inferiore.

Ma perchè proprio il Verona? Ecco è lì che mi insospettisco. Non l’Atalanta di Percassi, non il Chievo di Campedelli ma il Verona di Setti. Che già, dalle parole di Fusco di quest’estate, pure noi abbiamo messo sul mercato. L’operazione di maquillage sui conti del resto è cosa più che evidente. Come il fatto, ammesso dallo stesso Fusco, che da due anni Setti non mette un euro nel Verona che vive, dunque, solo dei proventi che lui stesso (il Verona) genera.

E poi ci sono le voci insistenti di una cordata cittadina di cui è informato anche Palazzo Barbieri. Cordata che avrebbe approcciato Setti chiedendo una valutazione con risposta secca: 35 milioni di euro. Una cifra molto simile a quella che Repubblica riferisce essere stata chiesta a Gallazzi. Strano. Esiste questa cordata veronese? Qualche connotato lo conosciamo, ma i suoi interlocutori per ora se ne stanno al coperto. Credo sia un sintomo di serietà per il fatto che nessuno cerchi notorietà facile da un’operazione simile. Vale 35 milioni di euro il Verona attuale? Ecco su questo possiamo stare qui a discutere in eterno e mi pare sia giusto che sia Setti a fare il prezzo. Non ci sono pregiudiziali nei suoi confronti. Solo l’obbligo di fare un Verona vincente e più vicino alla città e ai tifosi. Un mandato che per quanto riguarda questa stagione è clamorosamente fallimentare. Almeno fino ad oggi. Il mercato di gennaio e le prossime mosse (in base ai risultati) ci diranno se il futuro di Setti a Verona sarà lungo o breve.
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


Monday night, si va verso il 4-2-3-1
By Redazione - 18 novembre 2017

Sempre più probabile la conferma del modulo che ha contraddistinto il Verona di Pecchia nelle ultime settimane. 4-2-3-1 che in fase difensiva diventa 4-4-1-1 con Pazzini nuovamente titolare vista l’indisponibilità di Kean.

Sono tre i ballottaggi nell’undici gialloblù. Il primo riguarda la corsia difensiva di sinistra con un ritrovato Felicioli che insidia uno spaesato Souprayen. Il secondo è in mediana con Bessa, Zuculini e Fossati che si contendono due posti, ma sembrano favoriti i primi due. Il terzo riguarda Romulo: se il mister deciderà di schierarlo terzino destro, sarà Heurtaux a sedersi in panchina; se invece l’italo-brasiliano partirà da esterno d’attacco, allora sarà Verde a cedergli il posto. Al momento è più probabile la prima ipotesi.

Quindi Nicolas tra i pali, Romulo, Caracciolo, Caceres e Felicioli o Souprayen sulla linea di difesa, Bessa e Zuculini in mediana con Verde, Cerci e Fares in appoggio a capitan Pazzini.
D.Con.

Come vengono spesi i soldi del Verona?
By Redazione - 16 novembre 2017

Ci eravamo lasciati ai primi di settembre con queste parole del diesse Fusco: “Abbiamo deciso di investire una parte di ciò che avevamo a disposizione in una struttura importante come l’Antistadio, preferendo mettere a disposizione impianti idonei a far crescere il talento dei nostri giovani e ad incrementare il valore della società e l’identificazione. Il club è estremamente organizzato, tanti rimangono colpiti dall’efficienza del Verona e di questo siamo orgogliosi. Il nostro obbligo è quello di mantenere una società solida e stabile evitando di comprometterne le ambizioni future come è successo ad altre realtà”.

Parole sacrosante e che non fanno una piega. Ma se vogliamo andare a fare i conti in tasca al Verona, possiamo dire che comunque qualcosa non convince. In questi giorni il direttore operativo Barresi ha infatti dichiarato che l’Antistadio Guido Tavellin è costato circa un milione di euro. Quindi, riprendendo il pensiero di Fusco, ci chiediamo se il Verona, dopo aver condotto un mercato al risparmio, con svincolati e prestiti vari, pensava veramente di rinforzare pesantemente la squadra con il milioncino finito all’antistadio. Ci viene più di qualche dubbio.

Se poi vogliamo dire che il Bentegodi, senza contare il canone d’affitto, ha un costo di conduzione di un milione di euro, che sono stati investiti 800 mila euro per allestire le sale lounge per l’accoglienza in tribuna est, che l’affitto del centro sportivo di Peschiera è di 400 mila euro annui e che c’è in progetto il nuovo centro sportivo al Forte Lugagnano, allora qualcosa di veritiero nelle parole di Fusco si può trovare. Ma anche qui stiamo parlando perlopiù di investimenti che ogni anno una società deve mettere a budget e che il centro sportivo al momento rimane solo un sogno.

Detto ciò, vogliamo ribadire che Setti ha messo a disposizione di Fusco un portafoglio davvero leggero per il mercato estivo e che la “scusa” del milione investito nell’antistadio non regge, perché con quel milione in più il Verona non avrebbe potenziato un gruppo tanto fragile.

Non resta che sperare in sconti e affari di gennaio, sempre sperando che non parta il progetto del nuovo centro sportivo, altrimenti il Verona sarà costretto a vendere qualche giocatore pur di investire nelle strutture.
Damiano Conati

Torna il nefasto Bigon
By Redazione - 14 novembre 2017

È riuscito nell’impresa di sbagliare tutto: proveniente da Napoli ed arrivato a Verona con un modesto pedigree, Bigon ha sventrato l’Hellas con un mercato imbarazzante che di fatto ha posto le basi per la retrocessione.

Sulle rive dell’Adige, quello che ha toccato lo ha trasformato in un disastro. Indelebile il pasticcio del quinquennale a Pazzini, i discutibili acquisti Souprayen-Helander e soprattutto i quattro milioni di euro sborsati per tesserare l’eterno infortunato Viviani.

Dopo altre perle stagionali – lo svincolato Matuzalem e un mercato di gennaio per nulla lungimirante – sul groppone di Bigon pesa la pessima gestione dell’esonero di Mandorlini, avvenuto troppo tardi rispetto alle esigenze di una squadra ormai in “barca”.

Dopo di lui, Fusco ha dovuto ricominciare dalle macerie di una gestione approssimativa e che ha lasciato strascichi economici con buchi di bilancio importanti. Delle operazioni da DS, solo Wszolek ha fruttato una discreta plusvalenza, segno che il lavoro di Bigon e del suo staff è risultato completamente inadeguato.
M.C.

Lazio e Verona, filo diretto. Sul piatto Caceres e Djordjevic
By Redazione - 12 novembre 2017

Caceres a gennaio andrà alla Lazio. La conferma è arrivata dal diesse biancoceleste Tare e dai colleghi giornalisti di Roma che confermano che la società di Lotito ha estremo bisogno di un terzino destro e sta aspettando con impazienza proprio l’uruguaiano del Verona.

È inoltre fuor di dubbio che il Verona stia attendendo dalla Lazio un favore di rimbalzo. Caceres è arrivato in gialloblù a parametro zero, ha occupato uno spazio da extracomunitario, è stato allenato e rilanciato in Serie A dal Verona e a metà stagione andrà alla Lazio, regista dell’operazione. In estate le due società avevano cercato di concordare una contropartita laziale ma non era stato trovato l’accordo. Kishna aveva pretese economiche alte per il Verona e è tornato in patria, mentre Filip Djordjevic aveva rifiutato i gialloblù per poter giocarsi le sue carte a Roma. Carte che però sono rimaste nel “mazzetto” perché Simone Inzaghi ha deciso di escludere dal suo progetto il forte attaccante 30enne.

Gennaio si avvicina, è l’anno del Mondiale e la Serbia è qualificata. Djordjevic ha capito che se vuole tornare a giocare e magari ambire al Mondiale di Russia deve cambiare aria. L’offerta del Verona è ancora sul piatto e se non ne arrivano altre, come accaduto in estate, Djordjevic accetterà il gialloblù.
Damiano Conati

Setti e quel misto tra disperazione e gratitudine
By Redazione - 11 novembre 2017

Basta farsi un bel giretto tra le vie di Firenze per capire quanto i tifosi viola vogliano la testa di Della Valle. Oppure seguire una partita all’Olimpico della mirabolante Lazio di Simone Inzaghi per farsi un’idea dell’odio che ha il popolo laziale verso il suo presidente Lotito.

Eppure se Della Valle o Lotito fossero a Verona tutti farebbero i salti di gioia.

D’altra parte non serve fare molta strada per andare nelle vicine Modena o Treviso. Società storiche di calcio e che trasudano di sport in generale. Il Modena non esiste più, scomparso tra i tanti rimpianti della gestione distastrosa di Caliendo. Non sta meglio il Treviso, che negli ultimi anni ha conosciuto più fallimenti che vittorie. Addirittura in Eccellenza è riuscito ad avere problemi societari e il culmine nel febbraio scorso con la sconfitta in casa contro il San Doná per 10-1! Ovviamente la squadra è retrocessa in Promozione dove per ora gode di tranquillità…

Andiamo a passeggiare per Treviso o a mangiare un gelato davanti allo stadio Braglia, chiuso al pubblico modenese per inadempienze economiche, e parliamo di Setti. Chiunque farebbe carte false pur di avere il presidente gialloblù.

Purtroppo nel calcio, come nella vita, non si è mai contenti di ciò che si ha e ci si accorge del suo valore solo quando non c’è più. Quindi lunga vita a Maurizio Setti in gialloblù…sperando che possa cedere il Verona!
Damiano Conati

FONTE: HellasNews.it


Maietta: “Verona, non vedo l’ora di riabbracciarti! Auguro il meglio ai tifosi gialloblù”
novembre 17, 2017
Calabrese di nascita, veronese di adozione. Tra i tanti ex, è quello più atteso lunedì sera al Bentegodi. Domenico “Mimmo” Maietta è pronto a tornare nella “sua” Verona. In riva all’Adige, la famiglia di Ciró Marina ha lasciato un pezzo di cuore “e non appena possiamo, ci torniamo sempre volentieri. A Peschiera ho ancora casa, quando riesco vengo sempre a salutare anche gli amici. Verona sarà sempre nel mio cuore, lo sanno bene anche a Bologna. Ne vado fiero di questo e non vedo perché dovrei nascondere le emozioni che provo quando penso e parlo della città scaligera”. Lunedì sera però, per almeno 90’, l’amicizia ed il passato verranno messi da parte. Nel posticipo serale infatti ci saranno in palio punti pesanti. “La nostra partenza non è stata delle migliori (a chi lo dici, ndr) col Crotone poi è arrivata anche la beffa. Inconsciamente forse pensavamo di averla già vinta, invece ci presentiamo a Verona dopo quattro sconfitte consecutive. Una partita delicata per entrambe le squadre”. A distanza di due anni, Maietta è pronto a tornare allo stadio Bentegodi. “Per me è qualcosa di particolare. Unico. La curva, i tifosi, quel muro gialloblù, il vero dodicesimo uomo in campo. Appena è uscito il calendario, la prima cosa che ho guardato è stata la partita contro l’Hellas Verona. Alla mente riaffiorano subito tanti ricordi, momenti indimenticabili, condivisi con tante persone“ – ha dichiarato Maietta a Hellas Live – Su tutte, Giovanni Martinelli. “Col presidente avevo un rapporto particolare. Molto speciale. Il primo pensiero quando torno a Verona è sempre rivolto a lui. Ricordo molto bene l’ultima cena che ho fatto a casa sua dopo il pareggio con l’Empoli”. Classe 1982, Domenico Maietta è in scadenza di contratto con il Bologna. “Un mio ritorno a Verona? Se l’Hellas mi chiamasse è chiaro che ci penserei! Ci mancherebbe. Con Fusco ho un super rapporto, è stato lui a portarmi a Bologna, era presente anche al mio matrimonio, un’amicizia quella col vostro direttore che va al di là del calcio. A giugno aveva provato a riportarmi a Verona, ma il Bologna aveva detto subito di no. Pecchia? L’ho conosciuto, è una gran persona – racconta Maietta a Hellas Live – Setti? Ci ho parlato e ci siamo chiariti. E devo dire che ho apprezzato alcune scelte del presidente. Seguo sempre l’Hellas in televisione, entrambe le squadre non stanno attraversando un buon momento, ma auguro sia al Bologna che al Verona di raggiungere i rispettivi obiettivi stagionali. Un saluto ai tifosi gialloblù? Li abbraccio e spero di rivederli presto. Gli auguro il meglio. L’Hellas ha un pubblico davvero fantastico, mi vengono i brividi solo a parlarne…”. Ci vediamo lunedì, caro Mimmo.

Lettonia Under 19, fascia di capitano per il gialloblù Saveljevs
novembre 14, 2017

Proseguono con soddisfazione le partite dei Nazionali gialloblù, in particolare quelle di Aleksejs Saveljevs. Il classe 1999, nazionale lettone Under 19, è attualmente impegnato nelle qualificazioni gli Europei di categoria, ed è sceso in campo sia sabato (0-0 contro la Croazia) che oggi (vittoria per 4-0 su San Marino). In entrambe le occasioni Saveljevs è sceso in campo per tutti i 90 minuti, offrendo prestazioni di livello, e oggi pomeriggio ha indossato la fascia di capitano. Fonte: hellasverona.it

I numeri dell’Hellas Verona dopo 12 giornate
novembre 13, 2017

I gialloblù di Fabio Pecchia, dopo la dodicesima giornata, occupano la penultima posizione in Serie A. Sono 6 i punti raccolti da Pazzini e compagni, frutto di una sola vittoria (Benevento, ndr) tre pareggi (Crotone, Sampdoria e Torino) e 8 sconfitte (Napoli, Fiorentina, Roma, Lazio, Chievo, Atalanta, Inter e Cagliari). Sono 8 le reti realizzate dell’Hellas Verona, con Pazzini capocannoniere grazie alle 4 reti realizzate, tutte dagli undici metri. Peggio della squadra di Pecchia, hanno fatto solo Benevento (5) e Sassuolo (6). Sono invece 26 le reti subite, penultima difesa della Serie A. Solo il Benevento ha fatto peggio, con 31 reti al passivo. Dopo la sosta, l’Hellas Verona ospiterà al Bentegodi il Bologna, gialloblù che si presenteranno alla sfida salvezza dopo quattro ko consecutivi.

FONTE: HellasLive.it


VISTO DA NOI
Pazzini sì, Pazzini no? Meglio Pazzini gol…
L’interminabile dibattito sull’impiego del capitano è diventato un tormentone noioso

di Redazione Hellas1903, 18/11/2017, 11:21

Pazzini sì; Pazzini no; Pazzini forse. “Che barba, che noia” recitava Sandra Mondaini. Stop, fermi tutti: lunedì sera toccherà proprio a lui riservare al tormentone i titoli di coda. Oddio, in verità gli era toccato anche anche a Cagliari l’onere di alfiere del fronte d’attacco gialloblù, ma non è andata benissimo. Pochi palloni giocabili (pochi tuttavia ne ha tenuti e pochi è andato a prendersene) giocabili; l’unica volta che si è fatto trovare puntuale all’appuntamento sotto porta ci ha pensato la scellerata bandierina del guardalinee a rendere tutto vano. Cose di calcio, ma cose che in tempi di VAR non dovrebbero più accadere. Pazienza, e avanti.

Contro il Bologna Pecchia lo schiererà per la settima volta nell’unici iniziale; in sei occasioni lo ha spedito in campo a gara in corso; in tre lo ha sostituito, l’ultima per l’appunto a Cagliari quando mancavano sette minuti al termine, esattamente quattro prima che Souprayen cucinasse la frittata. Pur sempre in campo, con 659 minuti giocati è decimo nella graduatoria di utilizzo degli uomini in rosa.

Il suo impiego a singhiozzo ha tenuto banco sin dalla prima giornata contro il Napoli, quando Pecchia lo lasciò sorprendentemente fuori preferendogli Bessa nell’inedito ruolo di centravanti arretrato. Lo lanciò nella mischia nella ripresa: quando fece centro dal dischetto furono strali all’indirizzo della panchina. Non fu un belvedere. Acqua passata. Fatto sta, che da quella sera d’agosto la tribolata stagione del Verona si è trascinata portandosi appresso il fardello del grande equivoco: Pazzini sì, Pazzini no, Pazzini forse. Mamma mia che barba, mamma mia che noia.

Abbiamo da parte nostra provare a chiarire: il trentatreenne bomber di Pescia è un formidabile cecchino nei sedici metri, un classico uomo d’area, un finalizzatore. Lo scorso anno, quando in serie B il Verona giostrava stabilmente nella metà campo avversaria, tutta la manovra era coniugata a favore del terminale offensivo: il Pazzo ripagò con 23 gol. Quest’anno ha finora fatto centro quattro volte dal dischetto: su azione non va in rete dal 22 aprile scorso quando a Bari sbloccò la gara con un tipico gol rapina. Con il salto di categoria sono ora altri spartiti a scrivere la musica.

Il Verona, non tanto per sua scelta, ma perché costretto dalla caratura delle squadre avversarie, nell’erba del vicino i tacchetti li affonda molto meno; lo vediamo infatti frequentemente accorciarsi in fase di contenimento e ripartire di rimessa. Al di là dei moduli, alla punta centrale è chiesto un lavoro di sacrificio e di movimento in lungo e in largo che la investe del compito di ergersi a primo difensore e primo attaccante. Che Pazzini faccia molta più fatica è nel logico stato delle cose. Che il suo utilizzo vada quindi calibrato a seconda delle contingenze, ci può quindi stare senza per questo doversi dilaniare in estenuanti e continue polemiche.

Pecchia ha provato a spiegare di volerlo utilizzare a seconda delle situazioni per metterlo nelle condizioni di poter esprimere al meglio le sue qualità. Detta in questi termini, “la versione di Don Fabio” non fa una grinza, ma siccome i risultati non vengono nel tritacarne ci è finito lui, l’allenatore additato dalla tifoseria e buona parte della critica come il maggior responsabile dell’attuale situazione del Verona.

Lunedì sera contro il Bologna Pazzini, salvo clamorosi colpi di scena, sarà al centro dell’attacco, con ogni probabilità affiancato da Cerci in un 4-4-2, che pare poter conferire alla squadra maggior equilibrio e allo stesso Pazzo l’assistenza necessaria. Lui ha una grande occasione: contribuire in un momento di grande difficoltà alla causa fornendo una prestazione convincente. Faccia allora il suo, mettendo in campo fiuto, rabbia, mestiere, e magari anche un pallone nel sacco. Pazzini si, no, forse…? E dai, su…ma che barba, ma che noia. Facciamo che sia Pazzini gol, così siamo tutti d’accordo, compresa l’indimenticabile Sandra. Poi piantiamola pure lì.

NEWS
Kean ancora fuori, recupero difficile per il Bologna
L’attaccante sta smaltendo un problema muscolare

di Redazione Hellas1903, 17/11/2017, 15:54

Anche oggi Moise Kean non si è allenato con il gruppo.
Il suo recupero per Verona-Bologna di lunedì è, a questo punto, molto difficile. L’attaccante sta smaltendo un problema muscolare che ha quasi del tutto risolto, ma per la prossima sfida serale al Bentegodi con ogni probabilità non sarà a disposizione.

NEWS
Bologna, Maietta torna in gruppo
L’ex gialloblù sarà presente al Bentegodi dopo la frattura alle costole rimediata un mese fa

di Redazione Hellas1903, 17/11/2017, 18:58

A pochi giorni dal match Verona-Bologna, per Donadoni arrivano buone notizie dall’infermeria. Il tecnico bergamasco ritrova infatti anche Maietta.
Il difensore rossoblù torna in gruppo dopo una frattura alle costole che lo aveva fermato durante una seduta di allenamento a inizio ottobre. Circa un mese dopo l’infortunio, il calabrese, è pronto a rientrare in campo con i rossoblù contro la sua ex squadra.

NEWS
Tifosi, a Verona annunciati 500 bolognesi
Ieri superata quota 400 biglietti staccati. Domenica stop alla prevendita

di Redazione Hellas1903, 17/11/2017, 10:38
Saranno circa 500 i tifosi del Bologna presenti nel settore ospiti del Bentegodi per la partita tra il Verona e i rossoblù, lunedì sera.
A ieri erano poco più di 400 i biglietti staccati.
La prevendita so chiuderà domenica e secondo quanto riportato dal capoluogo emiliano per la trasferta sul campo dell’Hellas è atteso un altro centinaio di persone.

NEWS
Bologna okay: con il Verona torna Pulgar
Rientro prezioso quello del cileno a centrocampo per Donadoni

di Redazione Hellas1903, 17/11/2017, 10:31

Roberto Donadoni recupera un giocatore preziosissimo per il suo schieramento.
Il tecnico del Bologna, dopo un turno di squalifica, ritrova Erick Pulgar.
Il centrocampista cileno è un fulcro della manovra rossoblù, pressoché un insostituibile per Donadoni. Con l’Hellas, lunedì sera, riprenderà il proprio posto in mediana.

NEWS
Verona-Bologna, sfida di attacchi. Penzo: “Più attenzione per l’Hellas”
L’ex centravanti: “Pazzini e Cerci contro Destro e Palacio? Occhio a Verdi”

di Redazione Hellas1903, 17/11/2017, 08:44

Domenico Penzo parla della sfida tra Verona e Bologna, in programma lunedì, e in particolare del duello degli attaccanti, con Pazzini e Cerci da un lato e Destro e Palacio dall’altro.
L’ex centravanti, intervistato dal “Corriere di Verona” oggi in edicola, dice: “Sono quattro giocatori che hanno molta qualità. Quella del Bologna ha qualcosa in più non per tanto per il valore dei singoli ma per quello dell’intero reparto offensivo. Donadoni, oltre a Palacio e Destro, conta su un ragazzo abilissimo come Verdi. Il Verona dovrà moltiplicare l’attenzione“.

NEWS
Verona-Bologna, in gioco punti importanti
Entrambe devono risollevarsi da un periodo negativo

di Eric Sartori, 16/11/2017, 18:03

La tredicesima giornata di Serie A si chiuderà lunedì con un match delicato per la sfida salvezza quale quello tra Verona e Bologna. Le due squadre non godono di un piazzamento di classifica sereno. Il Verona si trova in penultima posizione, meglio il Bologna in dodicesima con quattordici punti, dodici in più.
Entrambe le squadre arrivano da due risultati negativi prima della sosta nazionali. L’Hellas, sconfitto a Cagliari, necessita dei tre punti per risollevare la classifica e l’animo dello spogliatoio e dei tifosi, quella di Donadoni, sconfitta in casa dal Crotone, vorrà rifarsi al Bentegodi.
Sono in totale 17 i match che hanno visto affrontarsi le due compagini tra Serie A, B e Coppa Italia. In vantaggio il Bologna, con dieci vittorie all’attivo, fronteggiato da un Verona con solo quattro successi. Sono solo tre i pareggi.

L’ultimo scontro disputato al Bentegodi è stato il 7 novembre 2015. Il match finì 2-0 per gli emiliani con le reti di Giaccherini e Donsah.

NEWS
Modulo Verona, il dubbio per il Bologna
Possibile il ritorno al 4-3-3, ma la conferma del 4-4-2 non è da scartare

di Redazione Hellas1903, 16/11/2017, 16:02

Valutazioni in corso per Fabio Pecchia in vista della partita di lunedì con il Bologna.
Nelle ultime tre giornate il Verona ha giocato con il 4-4-2. Il modulo ha prodotto dei miglioramenti sul piano del gioco, eccettuata la trasferta di Cagliari, ma i risultati sono rimasti negativi.
Da vedere se Pecchia confermerà lo stesso assetto per la sfida al Bologna. Torna la possibilità di un cambiamenti, per passare di nuovo al 4-3-3, modulo più abituale per l’allenatore dell’Hellas.

Nei prossimi giorni le indicazioni in questo senso saranno più delineate.

NEWS
Bessa, corsa per esserci con il Bologna
Il centrocampista in fase di recupero. Con i rossoblù sarà partita da ex

di Redazione Hellas1903, 15/11/2017, 09:01

Daniel Bessa è in fase di recupero.
Il centrocampista prosegue nel programma differenziato che sta seguendo per ritrovare la forma migliore. Con il Cagliari non è stato convocato a causa di una condizione atletica precaria.
Bessa non si è ancora ripreso adeguatamente dal colpo al ginocchio destro subito nella gara con la Sampdoria, due mesi fa.

Conta di rientrare per la partita di lunedì con il Bologna. Per lui sarà una sfida da ex: in rossoblù ha giocato nel campionato di Serie B 2014-2015, contribuendo alla promozione della squadra.

NEWS
Bologna, Bigon: “A Verona per prenderci i tre punti”
Il ds rossoblù: “Il campionato è una maratona e bisogna saper arrivare in fondo”

di Redazione Hellas1903, 13/11/2017, 18:28
(Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

“Andremo a Verona per prendere tre punti ma ogni partita va vissuta cercando di fare il massimo. Cerco di combattere la filosofia delle 38 ultime spiagge figlia dell’eccessiva spettacolarizzazione del nostro calcio. Il campionato è una maratona e bisogna sempre saper arrivare in fondo. Palacio e Destro insieme? Decide il mister ma posso dire che è meglio avere i giocatori forti e quando giocheranno insieme faranno bene”.
Queste le considerazioni del direttore sportivo del Bologna Riccardo Bigon, in vista della partita di lunedì prossimo al Bentegodi, rilasciate all’Auditorium Villani dove si trovava per ritirare il premio Gergs destinato a Simone Verdi.

NEWS
Donadoni, col Bologna mai cinque sconfitte di fila
Il tecnico, lunedì con il Verona, punta a bloccare la serie negativa

di Redazione Hellas1903, 13/11/2017, 16:38

Sono giorni di grande attesa quelli che ci separano dal match che chiuderà il tredicesimo turno di Serie A, Verona-Bologna, lunedì al Bentegodi.
Il tecnico rossoblù, Roberto Donadoni, non vuole scivolare su un dato statistico negativo. Come evidenziato dal “Resto del Carlino”, Donadoni non ha mai perso cinque partite consecutivamente da quando siede sulla panchina rossoblù, ossia dal 28 ottobre 2015.
Il Bologna ha incassato le sconfitte con Atalanta, Lazio, Roma e Crotone e ora dovrà interrompere la serie no con l’Hellas.

NEWS
Infortuni, i giocatori del Verona hanno già saltato 52 partite
Tanti problemi fisici per i gialloblù nei primi dodici turni di campionato

di Redazione Hellas1903, 11/11/2017, 11:02

La lista degli infortuni occorsi ai giocatori del Verona in questa prima fase della stagione è lunga.
Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, sono già 52 le giornate complessive saltate per problemi fisici dai gialloblù, in dodici turni di campionato.

Questo l’elenco nel dettaglio.
F. ZUCULINI 12
CHERUBIN 12
FERRARI 7
FELICIOLI 5
CACERES 3
VALOTI 3
BESSA 2
CERCI 2
FARES 2
BUCHEL 1
KEAN 1
LANER 1
BEARZOTTI 1

NEWS
Pazzini, caccia al gol su azione
L’attaccante è infallibile dal dischetto, ora cerca altri modi per segnare

di Redazione Hellas1903, 11/11/2017, 10:51

Il capocannoniere del Verona è Giampaolo Pazzini: quattro gol, tutti su rigore.
L’attaccante, dal dischetto, è sempre stato infallibile. D’altronde, in Serie A, ha realizzato 20 tiri dagli undici metri su 21. Un record tra i giocatori in attività.
A mancare al Pazzo è la rete su azione, o comunque con la palla in movimento. Con il Cagliari, in realtà, un gol, probabilmente regolare, gli è stato annullato (o meglio, il gioco era stato interrotto prima che il capitano infilasse la porta di Rafael).
L’ultimo gol non su rigore di Pazzini risale al 22 aprile scorso, quando sbloccò la partita poi vinta per 2-0 con il Bari.
M.F.

FONTE: Hellas1903.it


VERONA-BOLOGNA, I PRECEDENTI IN A
Quel 5-4 di 16 anni fa che portò alla salvezza
17/11/2017 02:25
H.Verona-Bologna in Serie A, è una sfida storicamente favorevole agli scaligeri, anche se a conti fatti, il pareggio è il risultato più costante. Su 19 incontri l’Hellas è riuscito ad aggiudicarsene 6, il Bologna 3, mentre le “ics” sono state ben 10.

Il primo incontro si disputò il 20 ottobre 1957 e terminò col punteggio di 1-0 per il Verona grazie alla rete di Del Vecchio al 25’. Dopo una parentesi di 12 anni, le due squadre si riaffrontarono il 16 febbraio 1969, in cui i gialloblù travolsero letteralmente gli ospiti per 5-1. Da quel giorno, tra veneti ed emiliani, si registrarono 5 pareggi consecutivi: quattro 0-0 e un 1-1, fino alla riaffermazione veronese del 12 ottobre 1975 per 1-0 con gol di Vriz al 51’.

La prima vittoria ospite arrivò invece il 15 settembre 1996, quando lo "score" terminò 0-2.

Tra gli altri successi dei padroni di casa, ricordiamo quelli del 1989/90 e del 2000/01. Il primo di 3-2 per effetto delle reti al 39' e 76’ di Gritti (V), 43' Waas (B), 46' Pellegrini (V) e 60' Bonetti (B), purtroppo non fu utile alla conquista della salvezza. Al contrario invece del secondo ancor più pirotecnico: 5-4, registratosi il 27 maggio 2001. 3 punti (gli ultimi contro il Bologna in A al Bentegodi) che aiutarono gli scaligeri a guadagnarsi lo spareggio (poi vinto) con la Reggina. Da lì partì la definitiva rincorsa del Verona di Attilio Perotti verso la permanenza in A. Un match pieno di colpi di scena che vide i veneti andare sotto al 3’ per effetto del gol del bolognere Olive. Dopo 1’ però, Salvetti pareggiò per i gialloblù. Adailton portò i padroni di casa in vantaggio al 38’ che poi triplicarono al 43’ grazie ad un’autorete di Falcone. Nella ripresa, al 48’ colpì ancora Salvetti, a cui rispose Signori al 61’. Al 72’ Oddo su rigore portò a 5 le reti del Verona, ma altri 2 gol di Signori (all’80’ e al 91’), resero meno amara la sconfitta rossoblù.

Dopo questo incontro, i gialloblù riuscirono ad aggiudicarsi anche gli altri due match successivi (1-2 a Parma e 2-1 contro il Perugia al Bentegodi), guadagnandosi così lo spareggio thrilling contro la Reggina, che sancì la salvezza (successo interno per 1-0 e sconfitta 2-1 a Reggio Calabria).

Da allora, l'Hellas disputò altre 3 gare nella massima serie contro il Bologna: il 14 ottobre 2001, gli ospiti violarono per la 2^ volta lo stadio veronese per 0-1. Il 2 marzo 2014 invece, la partita terminò 0-0; mentre nell'ultimo match (07/11/2015, Campionato 2015/16), si registrò la 3^ affermazione felsinea per 0-2 (Giaccherini al 6’ e Donsah al 14’).

Per quanto riguarda i gol fatti, segnaliamo la supremazia dell'Hellas con 21 reti realizzate, rispetto alle 17 dei rossoblù.

Lunedì 20 novembre (ore 20.45), Verona e Bologna, saranno nuovamente di fronte nella massima serie al Bentegodi. L’Hellas, penultimo in classifica con 6 punti, arriva allo scontro dopo 4 ko di fila con Chievo (3-2), Atalanta (3-0), Inter (1-2) e Cagliari (2-1). Gli ospiti invece sono a quota 14 e occupano il 12° posto. Nell’ultimo match hanno perso a Roma coi giallorossi per 1-0.

PRECEDENTI H.VERONA-BOLOGNA IN SERIE A:
Partite giocate: 19
Vittorie H.Verona: 6
Pareggi: 10
Vittorie Bologna: 3
Gol fatti H.Verona: 21
Gol fatti Bologna: 17
ANDREA FAEDDA

FONTE: TGGialloBlu.it


Under 21, Italia-Russia 3-2: Cutrone sbaglia un rigore, decisivo Orsolini

del 14 novembre 2017 alle 20:23
Nazionali Under 21 - Amichevole a Frosinone

Italia-Russia 3-2
Marcatori: 12' Verde (I), 45' Rasskazov (R), 71' Bakaev (R), 77' Parigini (I), 94' Orsolini (I)
Note: all'84' Leshchuk para un rigore a Cutrone.

ITALIA: Audero (46' Scuffet); Dickmann, Capradossi, Romagna, Pezzella (65′ Felicioli); Depaoli (57' Parigini), Barella, Mandragora (65′ Murgia), Verde (57' Orsolini); Cutrone, Bonazzoli (65′ Favilli).
A disp. Calabresi, Chiesa, Mancini, Vido, Locatelli.
All. Di Biagio.

RUSSIA: Leshchuk; Dovbnya, Chernov, Fomin (55′ Zuev), Lanin, Zhigulev (67' Chalov), Rasskazov, Obliakov (55′ Kuchaev), Lysov, Bakaev, Melkadze (67' Zhamaletdinov).
A disp. Mitrushkin, Maksimenko, Likhachev, Bezdenezhnykh, Shakuro, Kalugin.
All. Bushmanov.

I GOL:
12' - Direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo, Verde sorprende il portiere russo Leshchuk, che arriva in ritardo sul pallone e devia in tuffo nella propria porta.

45' - Rasskazov si inserisce in area senza palla e non lascia scampo ad Audero.

71' - Bakaev ribalta il risultato con un preciso sinistro sul secondo palo dal limite dell'area.

77' - Parigini pareggia i conti al volo su assist di Cutrone.

94' - Orsolini fissa il risultato sul 3-2 con un gran bel sinistro.

Hellasmania: momento decisivo, venti giorni per la verità

del 14 novembre 2017 alle 19:41
di Nicola Corona
Non è un gran momento per essere tifosi dell’Hellas. Soprattutto per chi, oltre ai colori giallo e blu porta nel cuore l’azzurro italiano e sperava, almeno in questa pausa del campionato, di godersi una soddisfazione calcistica. Non è stato così, con buona pace di chi in Russia era sicuro di andarci. Ma la sosta, che ha detto male alla nostra Nazionale, può invece essere stata molto utile ai ragazzi di Pecchia per riordinare le idee e preparare al meglio una serie di partite che potrebbero davvero risultare determinanti per l’allenatore di Formia e, più in generale, per l’intera squadra gialloblù.

Dei sette match mancanti per chiudere il girone d’andata, i primi quattro in programma sono con Bologna, Sassuolo, Genoa e Spal. Quattro sfide importantissime contro avversari diretti per la lotta salvezza, in special modo gli ultimi tre, che vedranno il Verona affrontare proprio le squadre che al momento gli stanno davanti in classifica.

Si entra così nel momento clou della stagione per i gialloblù, venti giorni decisivi nei quali non è più possibile sbagliare. C’è un disperato bisogno di punti e riuscire a farli contro questi avversari varrebbe doppio.

Quattro scontri diretti da affrontare in maniera molto diversa dall’ultima partita di Cagliari, dove il Verona dopo il gol iniziale si è letteralmente buttato via, consegnandosi ad un avversario ben più determinato a portare a casa l'intera posta in palio. Una prestazione assolutamente da non ripetere in futuro. Lo sa bene Pecchia, che in questi giorni ha lavorato parecchio con il gruppo a Peschiera, recuperando anche alcuni infortunati, tra cui Caceres e Buchel. Il mister, che nonostante la fiducia confermatagli dalla società, non sta vivendo un momento particolarmente felice visti i risultati dell’ultimo periodo, ha lavorato anche ad un nuovo sistema di gioco basato sul 3-5-2, un modulo che possa dare delle migliori garanzie difensive ad una squadra che continua a subire troppe reti. Questo sistema di gioco, congeniale a giocatori di grande corsa e resistenza fisica come Romulo e Fares, potrebbe però togliere parecchio spazio a degli esterni più offensivi e tecnici come Verde, Lee e Cerci. Proprio per questo motivo, il 4-4-2 utilizzato nell’ultimo periodo non sarà del tutto accantonato e non ci sarebbe da stupirsi, se lunedì sera contro il Bologna, il modulo di partenza fosse ancora quello. Ma non è il caso di ridurre i problemi ed il futuro del Verona ad una mera questione tattica. I gialloblù hanno soprattutto bisogno di ritrovare convinzione e coraggio nell’affrontare le partite, alle quali va aggiunto il recupero di condizione di alcuni giocatori chiave come Bessa, Pazzini e Caceres, apparsi nelle ultime settimane piuttosto appannati. Fare risultato sarà importantissimo, soprattutto nelle partite del Bentegodi con Bologna e Genoa, per non perdere contatto dal "treno salvezza".

Insomma, in appena venti giorni il Verona si gioca tanto. Venti giorni per Pecchia e per tutta la squadra gialloblù per capire davvero se dentro questa Serie A ci può stare lottando fino alla fine. Venti giorni per dimostrare di aver assorbito le difficoltà del salto di categoria. Venti giorni per conoscere la verità.

FONTE: CalcioMercato.com


Dalla cucina coreana al “Jeki Chagi”. Un pranzo con (Bruce) Lee

15/11/17 23:29 | News calcio | Autore: Alice Nidasio
Il Bibimbap, i Bulgogi e il Tteokgalbi: sembrano complicati scioglilingua e invece sono piatti tipici della Corea del Sud, cucinati oggi per i giocatori dell’Hellas Verona, che hanno poi espresso la loro preferenza su un tabellone. Calcio e cibo, due passioni che accomunano italiani e coreani e che oggi si sono riunite in un evento organizzato da Korea Agro Fisheries and Food Trade Corporation, dipartimento del Ministero dell’Agricoltura del Paese. La ragione primaria dell’iniziativa è la presenza in squadra del giovane talento See Wuong Lee, esterno acquistato dal Barcellona nel mercato estivo. È stato lui infatti l’anello di congiunzione tra i sapori del suo Paese e il suo attuale club, così come è toccato a lui dare il via alla gara di Jeki Chagi, gioco coreano che consiste nel produrre il numero più alto di palleggi con una piccola sfera piena di frange.

Per Lee tifo sostenuto dei compagni, che dalla tavolata, a gran voce, scandivano un “Dai Bruce” che avrà lasciato qualche interrogativo alla delegazione coreana. Vincitore della singolare gara però è stato il centrocampista argentino Bruno Zuculini, 4 palleggi a 3 e un abito coreano come primo premio.

Interazione, conoscenza e cortesia: così si è conclusa una giornata diversa, all’insegna di due cose che italiani e coreani amano allo stesso modo: mangiare e giocare a calcio.
Alice Nidasio, Francesco Porzio, Edoardo Colombo

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Gol incassati da calcio piazzato: Roma leader grazie a un segreto. Ecco la classifica
La Roma non ha incassato nemmeno un gol da calcio piazzato. Ecco la classifica dei club di Serie A dopo le prime 12 giornate

Di Antonio Parrotto - 14 novembre 2017
Sono passate 12 giornate di Serie A ed è tempo di bilanci. La Roma ha la miglior difesa del campionato grazie a un super Alisson che ha parato più del’80% delle conclusioni arrivate dalle sue parti e merito anche della fase difensiva della squadra allenata da mister Di Francesco. I giallorossi non hanno ancora incassato gol da calcio piazzato e anche questo è un altro piccolo segreto dell’ottimo avvio di stagione della Roma. Secondo “Il Corriere dello Sport” EDF ha rivisto alcune sue scelte: il Sassuolo marcava a zona, a Roma, durante il ritiro negli States, ha deciso di cambiare attitudine.

Il tecnico ha rivisto la sua filosofia e ora marca, spesso e volentieri, a uomo: «Adesso opto per le marcature a uomo anche se cambio a seconda delle situazioni: sulle punizioni laterali ritengo che sia più adatto marcare a zona». La Roma non ha mai incassato gol da piazzato in questa stagione. E le altre? L’Inter di Spalletti ha subìto solo un gol, il Milan di Montella 2 e l’Atalanta di Gasperini 3. Bene la difese del Bologna di Donadoni e della Lazio di Inzaghi con 4 gol incassati. Sono 5 i gol incassati da Torino, Fiorentina, Napoli, Sampdoria e Udinese. La Juventus di Allegri ha invece subìto 6 gol, così come Benevento, Chievo Verona e Genoa. Chiudono la classifica il Sassuolo (7), la Spal (8), l’Hellas Verona (9), il Cagliari e il Crotone con 10.

Pecchia deve far ricredere i tifosi. Col Bologna nessun errore
Di Monica Borga - 13 novembre 2017
Il mister gialloblu’ deve ricompattare la squadra è soprattutto convincere i tifosi che è ancora l’uomo giusto per questo Hellas.
Una settimana di lavoro per voltare pagina e conquistare punti salvezza. L’Hellas di Fabio Pecchia si è allenato ieri e adesso avrà due giorni di riposo in vista di quello che può essere considerato il match decisivo per la squadra, ma, soprattutto, per il mister gialloblu.

Nell’incontro di lunedì prossimo, posticipo di campionato, gli scaligeri riceveranno il Bologna per uno scontro salvezza che ha tanto il sapore di ultima spiaggia per il Verona.

Cosa fare quindi? Pecchia ha optato per due giorni di riposo per i suoi giocatori, così da liberare la mente in vista dall’incontro di lunedì. Oggi è domani due giornate di riposo, relax e famiglia per i giocatori, ma poi da mercoledì non ci sarà più spazio per errori, indecisioni o fraintendimenti. Da mercoledì va messa massima attenzione al Bologna e solo a quello. Il compito del mister è duplice: convincere i suoi giocatori della possibilità di portare a casa il risultato, ma soprattutto far ricredere quei tifosi che lo hanno contestato nelle ultime giornate e che hanno chiesto al presidente Seppi il suo allontanamento.

[...]

FONTE: CalcioNews24.com


11.11.2017
INTERVISTE
Gallazzi: «Rispetto l'Hellas ma penso solo al Genoa»
A movimentare la già delicata situazione del Verona erano arrivate puntuali le notizie di una possibile cessione da parte di Maurizio Setti. In primo piano ci sarebbe stata una richiesta da parte di Giulio Gallazzi, uomo d’affari bolognese, che era stato e lo è tuttora vicino al Genoa di Enrico Preziosi. Un’ipotesi durata lo spazio di una notte, almeno per ora. In attesa di altre voci. Abbiamo infatti rintracciato Gallazzi, attualmente negli Stati Uniti.

Buonasera dottor Gallazzi, qui è L'Arena di Verona
Buongiorno perchè dove mi trovo adesso è mattina...

Scusi dove si trova?
In Texas per affari, mi dica...

Basta Genoa, ora pensa ad acquistare il Verona?
Guardi stamattina presto un mio collaboratore mi ha chiamato e poi ho dato uno sguardo alla rassegna stampa. Questa notizia si è sparsa a macchia d'olio ed ha avuto un grande seguito. Cosa vuole che le dica, l'Hellas ha grande tradizione, ha vinto pure lo scudetto ma al momento non c'è nulla.

Eppure si parlava di libri contabili e di contatti con il club gialloblù...
Smentisco nella maniera più assoluta. Conosco Setti perchè tra Bologna, Carpi e Modena ci siamo visti in più occasioni. Con lui ho avuto modo di trattare alcune questioni di lavoro legate ad altre tipologie, non abbiamo mai trattato l'argomento calcio. Non escludo che un domani al di là delle solite frasi in velocità sul calcio, possiamo parlare della questione ma ad oggi mi creda non ho chiesto nulla a Setti e il club gialloblù non mi ha domandato nulla.

È sincero?
Guardi le dico la verità, si. Sono un grande appassionato di sport. Ho giocato a football americano in gioventù e mi piace andare a cavallo. Negli ultimi tempi, i giornali mi hanno avvicinato perfino alla Fiorentina, ma anche in quel caso ho smentisco in maniera categorica. Vi posso dire che mi hanno offerto la possibilità di entrare in almeno tre quattro club fra serie A e serie B. Il Verona e Setti non hanno mai fatto un passo verso di me in questo senso, anzi auguro all'Hellas di salvarsi.

E il Genoa?
Bravi. Io lavoro in tutto il mondo e ho molti clienti e amici. A Genova le cose sono andate per le lunghe. Abbiamo proposto a Preziosi un progetto e non abbiamo ancora avuto le risposte che cercavamo. Non è serio da parte mia e neppure agli occhi dei tifosi del Genoa o del Verona, buttarmi in un'altra operazione, ne ho abbastanza, per fortuna di lavoro, credetemi. Smentisco dunque quanto è apparso sui giornali e sui siti in Italia riguardo ad un mio interessamento al Verona.
Com’è uscita la notizia? Bel mistero. Forse una chiacchiera di qualche mio collaboratore. Non cerco pubblicità e sanno che ho degli investitori a cui interessa il calcio.

Scusi, ma cosa sta facendo in Texas?
Stiamo seguendo finanziaramente degli imprenditori impegnati nel settore dell'energia rinnovabili.
Gianluca Tavellin

FONTE: LArena.it


PECCHIA: «RITROVIAMO IL NOSTRO SPIRITO, L’OBIETTIVO È FARE PUNTI»
18/NOVEMBRE/2017 - 13:55
Peschiera - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Pecchia, rilasciate nella conferenza stampa in vista di Hellas Verona-Bologna, 13a giornata della Serie A TIM 2017/18.

LA GARA CONTRO IL BOLOGNA E COME STA IL VERONA
«Bologna? Hanno una propria identità precisa, con giocatori di esperienza e di qualità, riescono a fare bene entrambe le fasi anche grazie al lavoro del loro allenatore. Noi dobbiamo riprendere dalle prestazioni precedenti a quella di Cagliari ritrovando il nostro spirito e giocando con un'anima diversa, prima di quella partita il Verona era in crescita, ma ora dobbiamo pensare a fare punti. Gli infortunati? Kean, Ferrari e Bessa non saranno della partita lunedì, Pazzini ha preso un colpo sul tendine d’Achille e oggi abbiamo preferito tenerlo a riposo, sta stringendo i denti, valuteremo in questi giorni se utilizzarlo. Dispiace per Zaccagni, mi auguro che la cosa possa risolversi quanto prima, ma ora abbiamo Calvano, un ragazzo che si è sempre allenato al massimo con umiltà, può essere utile nel corso della stagione».

L’ANALISI DI CAGLIARI
«Abbiamo analizzato quella gara, i ragazzi non sono soddisfatti della prestazione fatta e hanno voglia di riscattarsi. Dobbiamo sviluppare la maturità giusta per saper affrontare anche le giornate sottotono con un piglio diverso, cercando di portare a casa i risultati anche attraverso partite ‘sporche’, sfruttando meglio gli episodi ma giocando sempre con grande voglia e determinazione».

NIENTE CALCOLI, CREDIAMO TUTTI IN QUESTO GRUPPO
«Meglio non perdere? Io dal primo giorno dico alla squadra che ogni partita va giocata per il massimo obiettivo, senza fare calcoli. Credo fermamente in questo gruppo così come il presidente Setti, che oggi era presente all’allenamento. Fa piacere che ci venga a vedere a Peschiera, può toccare con mano l’intensità, la voglia dei ragazzi. In questo momento bisogna avere la forza di guardare avanti, siamo tutti convinti di poter uscire da questa situazione, il campionato lascia le porte aperte».

PESCHIERA: REPORT SEDUTA MATTINO, C'È ANCHE IL PRESIDENTE SETTI
18/NOVEMBRE/2017 - 12:00
Peschiera - Allenamento mattutino per i gialloblù presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia e in presenza del presidente Maurizio Setti che ha assistito alla seduta, ha svolto una prima fase di riscaldamento, per poi passare ad una fase dedicata agli esercizi di rapidità. In seguito il gruppo ha svolto esercitazioni tattiche, prima di concludere la seduta con una partitella.

Non si sono allenati con il gruppo Bessa, Ferrari, Kean e Pazzini.

PESCHIERA: REPORT SEDUTA MATTINO
17/NOVEMBRE/2017 - 13:30
Peschiera - Allenamento mattutino per i gialloblù presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha iniziato l'allenamento con il riscaldamento, passando successivamente ad esercitazioni specifiche sulla tattica. In conclusione della seduta il gruppo ha svolto una serie di esercitazioni sui tiri in porta.

Non si sono allenati con il gruppo Ferrari, Kean e Zaccagni.


Verona - L'Hellas Verona FC comunica che il calciatore Mattia Zaccagni, in seguito al persistere dell'infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, è stato sottoposto a una visita specialistica che ha evidenziato la necessità di una terapia conservativa della durata di almeno 30 giorni.
Contestualmente, il calciatore è stato temporaneamente rimosso dalla lista dei calciatori utilizzabili depositata presso la Lega Serie A, e al suo posto è stato inserito Simone Calvano, che sarà già convocabile per la sfida di lunedì contro il Bologna. Il centrocampista, che ha scelto la maglia numero 23, ha inoltre prolungato il proprio contratto con l'Hellas Verona fino al 30 giugno 2020.

PESCHIERA: REPORT SEDUTA MATTINO
16/NOVEMBRE/2017 - 14:45
Peschiera - Allenamento mattutino per i gialloblù presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha svolto forza funzionale e lavoro aerobico, esercitazioni tattiche e partitella.

Sono rientrati dagli impegni con la nazionale Verde e Felicioli. Non si sono allenati con il gruppo Ferrari, Kean e Zaccagni.

LEE: «A VERONA MI TROVO BENISSIMO»
15/NOVEMBRE/2017 - 19:30

Verona - Le dichiarazioni dell'attaccante gialloblù Seung-Woo Lee intervenuto a margine dell'evento promosso ed organizzato oggi dal Governo della Corea del Sud, rappresentato da Korea Agro Fisheries and Food Trade Corporation, dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, per promuovere l’antica tradizione gastronomica coreana: «E' un piacere esportare la bellezza di Verona nel mondo, i coreani hanno molto interesse riguardo a questa città. E' molto bella, mi sto trovando benissimo a vivere qui. Il mio compito? Quello di diventare un buon giocatore. Sono arrivato da poco a Verona, l'importante per me è fare tutto il possibile per dimostrare ciò che posso fare e dare una mano alla squadra quando vengo chiamato in causa. Gli ultimi risultati non sono positivi, ma stiamo lavorando tanto per risollevarci, cercheremo di arrivare il più in alto possibile al termine della stagione. Pecchia? Il mister mi chiede di fare ciò che è nelle mie capacità, penso che sia un grande allenatore, che dà fiducia e coraggio a tutti i giocatori».

B. ZUCULINI: «BOLOGNA? IMPARIAMO DAI NOSTRI ERRORI PER TORNARE A FARE PUNTI»
15/NOVEMBRE/2017 - 18:30

Peschiera - Le dichiarazioni del centrocampista gialloblù Bruno Zuculini, intervenuto a margine dell'evento promosso ed organizzato oggi dal Governo della Corea del Sud, rappresentato da Korea Agro Fisheries and Food Trade Corporation, dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, per promuovere l’antica tradizione gastronomica coreana: «In queste settimane abbiamo lavorato tanto, tra pochi giorni affronteremo una partita importante per tutti noi, dovremo entrare in campo con la testa giusta. Nelle prossime gare avremo tanti scontri diretti, ma noi pensiamo a far bene lunedì contro il Bologna. Loro giocano bene, hanno calciatori forti, ma noi ci stiamo preparando al meglio per affrontarli al massimo delle nostre capacità. Dobbiamo saper imparare dagli errori commessi nelle ultime partite, soprattutto sotto l'aspetto del gol. Ci stiamo impegnando tutti per concretizzare le occasioni che creiamo. Il campionato è ancora lungo, ma dobbiamo cercare di migliorare e pensare a quello ciò che dovremo fare partita dopo partita. Il mister? Lavora molto come tutto lo staff, chi ci viene a vedere lo sa. Siamo compatti, ma dobbiamo esserlo anche in partita. Abbiamo grande fiducia l'un l'altro e nel mister».

PESCHIERA: REPORT SEDUTA MATTINO
15/NOVEMBRE/2017 - 13:10
Peschiera - Allenamento mattutino per i gialloblù presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha svolto una prima fase di riscaldamento, passando successivamente ad esercitazioni specifiche sul possesso palla. In seguito il gruppo ha svolto lavoro atletico e ha concluso la seduta con una partitella.

In gruppo Bessa e Caracciolo. Proseguono nel rispettivo percorso di recupero Ferrari, Kean e Zaccagni.

NAZIONALI: VERDE IN GOL, I GIALLOBLÙ RIENTRANO ALLA BASE
15/NOVEMBRE/2017 - 10:15
Verona - Sono terminate le gare dei gialloblù impegnati con le rispettive Nazionali, che sono tornati alla base per riprendere gli allenamenti con il Verona.

L'Under 21 della Nazionale italiana ha vissuto una serata speciale ieri sera al 'Benito Stirpe' di Frosinone, battendo in amichevole i pari età della Russia con il risultato di 3-2. A sbloccare il risultato è stato proprio l'attaccante gialloblù Daniele Verde, andato a segno con un gol spettacolare direttamente da calcio d'angolo. Anche Gian Filippo Felicioli ha partecipato alla vittoria azzurra, entrando in campo al 20' del secondo tempo.

L'attaccante della Primavara gialloblù Lubomir Tupta, dopo essere sceso in campo mercoledì con l'Under 23 della Nazionale slovacca nella vittoria per 4-0 sull'Inghilterra all'International Challenge Trophy, è rimasto in tribuna nella gara persa dall'Under 21 per 5-1 contro la Spagna, partita valida per le qualificazioni agli Europei di categoria.

PESCHIERA: REPORT SEDUTA MATTINO
12/NOVEMBRE/2017 - 13:30
Peschiera - Allenamento mattutino per i gialloblù presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha iniziato la seduta con il riscaldamento, per poi passare al lavoro atletico e al possesso palla. La seduta si è chiusa con una partitella a campo ridotto.

Differenziato sul campo per Bessa e Caracciolo. Terapie per Kean, Kumbulla e Zaccagni. Lavoro specifico per Ferrari.

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Rinascita greca per Panagiotis TACHTSIDIS che con l'OLYMPIACOS ha sfidato il BARÇA... PISANO al BRISTOL CITY sarebbe un titolare se non ci fossero stati quei due infortuni... MORAS tramite l'associazione 'Save Moras' dona 15mila Euro per un parco giochi per bambini disabili a Montorio.

RUSSIA 2018: ITALIA fuori dal mondiale dopo lo spareggio perso con la SVEZIA! A pagare sarà quasi esclusivamente VENTURA ma i problemi del calcio italiano vanno molto oltre il cittì purtroppo... Paolo CANNAVARO ex difensore gialloblù 'Via le mummie che gestiscono il calcio italiano. Fuori dalle palle grazie'

RASSEGNA STAMPA
L'Arena: "Disastro Mondiale". Calcio sotto accusa
14.11.2017 08:58 di Luca Bargellini Twitter: @BargelliniLuca
"Disastro Mondiale" è il titolo che propone L'Arena, quotidiano di Verona sul disastro azzurro di ieri. "Azzurri in lacrime. Buffon: 'Sconfitta anche sociale'. Processo a Ventura pronto a dimettersi. Calcio sotto accusa"

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


PALERMO
Pisano: “Palermo, mi hai fatto realizzare un sogno. Vi spiego il mio soprannome”
Le parole dell’ex terzino rosanero Eros Pisano, oggi in forza al Bristol City

15/11/2017, 19:45

Quattro stagioni in rosanero, 77 presenze e 2 gol con la maglia del Palermo per il terzino destro Eros Pisano, oggi impegnato a difendere i colori del Bristol City.
In scadenza di contratto nello scorso giugno, il classe ’87 di Varese ha deciso di sposare la causa dei Robins per i prossimi due anni, sfruttando l’esperienza giocare in Championship. Intervistato dal portale Calciomercato live, l’ex Verona ha ricordato così i trascorsi tra le giovanili del Varese e la Sicilia: “Varese è stata una tappa importante della mia carriera, è li che sono cresciuto calcisticamente dai dilettanti fino ad arrivare ai professionisti, per poi lasciarmi spiccare il volo per la serie A. Ho solo bei ricordi della città e della squadra. 11 settembre 2011? Partita indimenticabile e ricca di emozioni quella del mio debutto in Serie A con la maglia del Palermo, con una vittoria sull’Inter (4-3 al primo match sulla panchina rosa di Devis Mangia, ndr) un sogno diventato realtà quel giorno!“.
“Questo è il mio primo anno in Championship, quindi vorrei arrivare con la squadra in una posizione di classifica più alta possibile e poi, magari, fare un salto di qualità e arrivare in Premier League. Sono contentissimo della mia scelta, Bristol è una bella città che vive di calcio. È stata una scelta dovuta alla mia curiosità di giocare in Inghilterra, campionato che ho sempre seguito e mi è sempre piaciuto, poi è stata una scelta familiare ben voluta e cercata- ha proseguito- . Differenza tra Inghilterra ed Italia? È un calcio molto più veloce e fisico, un campionato dove si gioca ogni 3 giorni quindi dispendioso a livello fisico, però è un calcio entusiasmante e gli stadi bellissimi risaltano questa atmosfera. Io il “Veterano”? E’ un soprannome che mi rendeva orgoglioso perchè comunque mi è stato dato quando avevo 20 anni, ciò significava che, nonostante la giovane età giocavo come un giocatore con grande esperienza!“.
Auguri di pronta guarigione dala nostra redazione.

FONTE: MediaGol.it


LA PROSSIMA SFIDA
Il ritorno di Bigon dopo il fallimento
14/11/2017 15:55
La sfida con il Bologna è anche il ritorno di Bigon a Verona dopo la disastrosa stagione di due anni fa.

Venuto a Verona fortemente voluto dall'amico Gardini e dal presidente Setti, Bigon è stato l'emblema di quella stagione. Incapace di prendere una decisione, in balia degli eventi e dopo una campagna acquisti piena di contraddizioni e che portò in gialloblù giocatori costosi e ipervalutati, Bigon lasciò il Verona a fine stagione come era ampiamente nelle previsioni. Nessuno a Verona lo rimpiange.

L'ITALIA COME IL VERONA 2007
Spezia-Svezia
E Ventura in panca...

14/11/2017 15:50
La Svezia o La Spezia? L'Italia fuori dal mondiale ha fatto venire in mente a molti tifosi del Verona la caduta in serie C del 2007. Anche allora c'era Ventura in panchina, anche allora era uno spareggio.

Le analogie sono enormi. Il Verona che non riesce a segnare, che perde all'andata e pareggia al ritorno.

Stesse dichiarazioni della vigilia per Ventura. Anche allora era certissimo che il Verona si sarebbe salvato, anche allora era complice delle scelte della società e di Cannella, avallando una campagna acquisti lacunosa e che non risolse il vero problema: quello del gol.

Ventura se ne andò da Verona con in tasca il contratto già firmato con il Pisa, lascendo macerie e una società sull'orlo del baratro.

Ora non ha ancora dato le dimissioni dalla nazionale, ridotta a pezzi e mai caduta così in basso.

FONTE: TGGialloBlu.it


14.11.2017
Spezia e Svezia: Ventura rivive l'incubo del 2007

Tredici novembre 2017: una data che resterà uno dei punti più bassi della storia della nazionale italiana di calcio, con il mancato accesso ai Mondiali 60 anni dopo l'ultima volta.
Ventun giugno 2007: una data ancora infausta, ma di un'altra storia calcistica, quella del Verona, retrocesso in Serie C, dove non era mai stato nel Dopoguerra, dopo il playout perso con lo Spezia.

Due date che ora hanno in comune una persona: Gian Piero Ventura, allora sulla panchina gialloblù. Le analogie fra quei due spareggi distanti dieci anni sono innumerevoli: dalla sconfitta in trasferta nella gara d'andata (terminò 2-1 per i liguri), passando per il match di ritorno sul campo amico, ieri San Siro, in quel caso un Bentegodi che ribolliva. Infine il risultato, identico, del match di ritorno: uno 0-0 con diverse occasioni per la squadra di casa, incredula in lacrime dopo il fischio finale.
Dopo quel campionato Ventura si accordò con il Pisa e restò nella serie cadetta, mentre l'Hellas cominciarono gli anni difficili della Serie C/Lega Pro.
Anche questa volta il tecnico lascerà: la speranza è che la sofferenza azzurra sia più breve di quella alla quale furono costretti i tifosi gialloblù negli anni seguenti.
Riccardo Verzè

FONTE: LArena.it


Codacons: 'I calciatori restituiscano il compenso. Niente Mondiali? Danni per oltre 1 miliardo di euro per l'Italia'

del 14 novembre 2017 alle 12:29
I giocatori e i vertici della Nazionale di calcio italiana, così come il presidente della Figc Tavecchio e il Ct Ventura, devono restituire parte dei compensi percepiti nell’ultimo anno. A chiederlo è il Codacons, dopo l’esclusione dell’Italia dai Mondiali di calcio 2018.

RESTITUISCANO I COMPENSI - Con un comunicato stampa il presidente Carlo Rienzi ha voluto prendere posizione dopo il fallimento dell'Italia e la mancata qualificazione al Mondiale: “Nel rispetto degli italiani e per una questione di dignità personale, calciatori e vertici della Nazionale e della Figc devono restituire parte dei loro lauti guadagni dopo la figuraccia internazionale regalata al nostro paese. Leggiamo inoltre in queste ore dell’ipotesi di una buonuscita per l’allenatore Ventura, una idea semplicemente paradossale che, se confermata, porterebbe ad un immediato esposto del Codacons alla Corte dei Conti per danno erariale”.

DANNO PER LO STATO - "Ricordiamo infatti che l’esclusione dell’Italia dai Mondiali del 2018, secondo un calcolo del Codacons, potrebbe arrivare a costare quasi un miliardo di euro tra danni diretti e indiretti: tutte minori entrate legate non solo a diritti tv, sponsor e premi, ma anche all’indotto; basti pensare a scommesse, merchandising, televisori di nuova generazione, ristoranti, pub, locali pubblici, eventi sportivi vari, bandiere, magliette e prodotti di varia tipologia col simbolo dell’Italia, e relative tasse che non saranno incamerate dell’Erario”.

L'Italia di Ventura è un pianto: 0-0 con la Svezia e addio al Mondiale

del 13 novembre 2017 alle 22:40
Tanta corsa, tanta voglia, ma zero gol per l'Italia nel primo tempo della sfida valida per il ritorno del playoff Mondiale contro la Svezia. Subito attivo Parolo, atterrato in area avversaria, con l'arbitro che non concede il rigore, così come fa per due volte sui tocchi di mano di Darmian e Barzagli nell'area azzurra: Lahoz poteva fischiare in tutti e tre i casi. Tra i migliori in campo Jorginho, che crea i primi due pericoli degli Azzurri agli svedesi: prima con una gran giocata al limite dell'area a liberare Immobile, palla che sfila in mezzo all'area e arriva a Candreva che calcia di potenza e non trova di un soffio la porta, poi con un lancio per Immobile, che supera il portiere avversario, prima del salvataggio di Granqvist. Nel finale, bella azione di Florenzi sulla sinistra, ma il suo tiro viene respinto da Olsen. Problemi intorno alla mezzora per Leonardo Bonucci, dopo una botta al ginocchio: il difensore del Milan per qualche minuto zoppica in campo, ma col passare dei minuti decide di restare in campo.

Il secondo tempo comincia com'era finito il primo, con l'Italia a spingere a caccia del gol del vantaggio. Su una bella apertura di Candreva, Darmian manca in controllo e viene atterrato da Lustig: ci poteva stare anche in questo caso il rigore, ma l'arbitro lascia correre. Azzurri pericolosi poco dopo con una bella acrobazia di Florenzi - che esce di poco - e Immobile, la cui deviazione al volo sul cross dalla destra non trova la porta avversaria. A metà ripresa, Lustig devia un cross avversario e sfiora l'autogol, col pallone che va a sbattere sulla parte superiore della traversa di Olsen. Ventura manda in campo El Shaarawy, Belotti e Bernardeschi per cercare di creare più pericoli alla difesa svedese. Tanti palloni buttati in area nel finale: Parolo ci prova di testa, ma il portiere avversario allontana il pericolo. Il forcing finale non produce risultati: finisce 0-0, l'Italia non si qualifica al Mondiale per la prima volta dal 1958.

L'ITALIA È FUORI DAL MONDIALE: DISFATTA STORICA, CHE VERGOGNA

del 13 novembre 2017 alle 22:40
Non sono bastati i 90 minuti di San Siro per ribaltare l'1-0 subito in Svezia all'andata: l'Italia è fuori dal Mondiale di Russia 2018. La gara di ritorno è finita 0-0 e consegna agli Azzurri una disfatta storica: solo nel 1958 infatti la Nazionale non era riuscita a qualificarsi per la fase finale della Coppa del Mondo, mentre nel 1930 non vi partecipò perché, in pieno ventennio fascista, non era iscritta. Finisce così, dopo 14 partecipazioni consecutive, la striscia dell'Italia al Mondiale: un fallimento che avrà tante conseguenze, tra le prime la probabile fine del periodo di Giampiero Ventura come commissario tecnico.

FONTE: CalcioMercato.com


Italia no allo spareggio, come il Verona del 2007
Anche allora il tecnico Ventura cadde nella decisiva doppia sfida. Hellas ko con lo Spezia e in C1

di Redazione Hellas1903, 14/11/2017, 08:32

Corsi e ricorsi storici di vichiana memoria.
L’Italia perde clamorosamente il doppio spareggio per il Mondiale con la Svezia, pareggiando per 0-0 a San Siro con la Svezia, dopo aver ceduto per 1-0 a Solna.
Una partita, quella di ritorno, fatta, di nervi più che di gioco, così gli Azzurri si sono arresi. La Svezia ha difeso con tutti gli uomini e grande dedizione tattica.

Una situazione che, per chi segue il Verona, ha ricordato quel che avvenne nel 2007. Gian Piero Ventura era l’allenatore dell’Hellas. Dopo una prolungata rimonta, una volta subentrato a Massimo Ficcadenti, il tecnico raggiunse i playout, con la salvezza diretta che sfumò all’ultima giornata (i gialloblù batterono il Bari, ma la Triestina pareggiò a Piacenza e il Vicenza sbancò Crotone).

Allo spareggio, il Verona trovò lo Spezia. Pur dominando per 70' in trasferta, all’andata, l’Hellas fu sconfitto per 2-1, beffato da un tiro dalla lunghissima distanza ormai allo scadere effettuato da Do Prado. Nella gara di ritorno, tuttavia, c’era nell’ambiente gialloblù grande fiducia, perché il Verona si era dimostrato superiore in tutto. Eccezion fatta, ovviamente, nel risultato, ossia quel che più conta.

Ne venne fuori, invece, una partita tesa, con l’Hellas che invase la metà campo dello Spezia, squadra che seppe respingere ogni assalto e che corse, a guardar bene, un numero limitato di rischi, perlopiù concentrati nel primo tempo. Il Verona, come l’Italia ieri, schierò nel finale tutte le punte a disposizione. Marco Turati, un difensore, venne alzato a fare il centravanti. Non servì a nulla: fu 0-0 e retrocessione.

E, allo stesso modo di quanto accaduto nella serata di Milano, i giocatori chiusero in lacrime, mentre i tifosi avversari diedero il via alla festa.

Il Verona cadde in C dopo 64 anni. Sono 60, invece, quelli trascorsi dall’ultima mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale. Il finale è stato lo stesso.

FONTE: Hellas1903.it


Corsia di sinistra: Felicioli in rampa di lancio
By Redazione - 17 novembre 2017

Ha giocato un’ottima stagione ad Ascoli conquistando la maglia da titolare a metà ottobre e non lasciandola più fino a fine marzo quando un infortunio lo ha bloccato.

In estate l’approdo in gialloblù con un prestito biennale dal Milan con diritto di riscatto a favore del Verona. Ma una serie di nuovi contrattempi gli hanno rovinato la preparazione estiva e la prima parte di campionato. Finalmente dal 16 ottobre scorso è tornato a disposizione di Pecchia e Gigi Di Biagio gli ha concesso anche una mezz’ora di gioco nell’ultima amichevole dell’Under 21.

Felicioli, terzino sinistro, classe 1997, chiede spazio anche nel Verona ed ha un vantaggio enorme rispetto a molti coetanei che non trovano posto in Serie A. Sulle rive dell’Adige il titolare è Souprayen ma ad oggi è davvero difficile pensare che Felicioli possa far peggio del disastroso terzino francese. Il che significa che per Gian Filippo è arrivato il momento di tendere una mano a Pecchia e ottenere una maglia da titolare.
D.Con.

AAA cercasi attaccante
By Redazione - 17 novembre 2017

Non c’è riuscito in due mesi pieni nel mercato estivo. Ha provato con insistenza l’ultima settimana di agosto. Ha preso parecchie botte nei denti l’ultimo giorno di trattative. Ci riuscirà nella nuova finestra invernale?

Il soggetto di tutto è Filippo Fusco, mentre l’oggetto in questione è la punta. Una che dia profondità, che torni in difesa e che sappia ripartire veloce, un centravanti alla Kean, che però abbia qualche anno di esperienza in più e soprattutto faccia gol. Ecco il profilo di punta che sta disperatamente cercando Fusco e che con molta probabilità arriverà a Verona nel mercato di gennaio.

L’attaccante in questione inoltre dovrà essere un personaggio carismatico, capace di lasciare spazio senza lamentarsi a Pazzini nei secondi tempi e soprattutto in grado di dare entusiasmo al gruppo. Ricordate Morfeo ai tempi di Prandelli? Arrivò a gennaio, rilanciò quella squadra per poche settimane e poi si fece male al ginocchio. Una perdita grave, ma ormai il gruppo era sull’onda del bel gioco e tutto funzionava a meraviglia. E continuò a vincere anche senza il pupillo di Prandelli.

Ecco cosa serve a Verona. Un nome importante, uno che faccia gol e che sia adatto al gioco di Pecchia. Basta scommesse e giovani promesse.
Damiano Conati

Ex all’estero. Tachtsidis dai fischi del Bentegodi a titolare contro il Barça
By Redazione - 15 novembre 2017

È tornato a casa Panagiotis Tachtisidis. È tornato nella sua Grecia per indossare la gloriosa divisa dell’Olympiacos di Pireo, squadra di calcio meno vittoriosa dei colleghi del basket, ma che in patria rimane comunque un’icona.

D’altronde il buon Taxi aveva indossato in Italia un sacco di maglie dalla storia importante: Genoa, Toro, Roma, Cagliari e per due puntate diverse anche quella dell’Hellas targato Mandorlini. La prima, in Serie B, era stato un trionfo tanto da meritarsi la chiamata della Roma, dove Zeman lo preferiva addirittura a De Rossi. Poi il boemo è stato silurato e il greco spedito al mittente, mentre De Rossi è ancora titolare in giallorosso. Ma questa è un’altra storia.

Il replay di Tachtsidis in gialloblù fu più intricato. Era Serie A, non era un Verona brillantissimo e i tifosi avevano ricordi migliori di quella minestrina che la seconda volta sembrava proprio riscaldata. Qualche fischio, alcuni mugugni e un addio a fine stagione senza rimpianti.

La scorsa estate Taxi è tornato in Grecia. All’inizio ha faticato ad avere spazio come titolare, ma ora sembra aver trovato l’alchimia giusta con l’allenatore ed è stato schierato nell’11 iniziale persino nella gara interna di Champions contro il super Barcellona di Messi. Gara finita 0-0 con una grande prova del 26enne ex gialloblù. Purtroppo per lui, la sua squadra adesso è finita nell’occhio del ciclone per un possibile scandalo scommesse in campionato e rischia pesanti penalizzazioni, ma nel frattempo Tachtisidis si gode il suo momento di gloria.

A Verona ha lasciato il ricordo del suo mancino, del suo fisico statuario, della lentezza nella giocata e del numero 77. Praticamente ha lasciato Büchel, suo alter ego in tutto e per tutto.
D.Con.

Dallo Spezia alla Svezia. Storia di uno sVENTURAto allenatore
By Redazione - 14 novembre 2017
Damiano Conati

Era il 20 giugno 2007. Dopo 64 anni tra A e B il glorioso Verona finiva clamorosamente in C1. Un’apocalisse per i tifosi scaligeri che videro la squadra gialloblù perdere immeritatamente lo spareggio con lo Spezia in 180 minuti drammatici. Dopo la sconfitta dell’andata, ricordata dai più per il gol incredibile sbagliato da Cutolo al Picco, il ritorno al Bentegodi fu una bolgia con il portiere Santoni che parò l’impossibile e fece terminare la sfida 0-0. Spezia a festeggiare, Bentegodi ad applaudire l’impegno dei gialloblù, ma nello sconforto più totale. Chi scrive questo articolo, ricorda ancora quel fischio finale e il pianto per quella delusione. Seduto sui gradini in tribuna stampa, fu il glorioso Roberto Puliero a provare a consolarmi con una pacca sulla spalla. Che ricordi tristi.

Alla guida di quel Verona c’era Giampiero Ventura. Dieci anni dopo, è andata in scena la replica. Meno deludente perché l’Italia non è il Verona, ma lo stesso molto mortificante. L’Italia perde in trasferta, merita di stravincere al ritorno ma finisce 0-0 e non si qualifica al Mondiale 68 anni dopo. Un’apocalisse per il calcio italiano. L’allenatore? Ancora Giampiero Ventura.

Dallo Spezia alla Svezia. Un film drammatico incredibilmente già visto.

Ex all’estero. Eros Pisano e il Bristol City
By Redazione - 11 novembre 2017

Se n’è andato un po’ di nascosto, a parametro zero, senza tanti clamori. Ha scelto l’Inghilterra, una delle contee più a sud. Ha preferito restare in Serie B inglese, sia per il fascino di giocare in uno dei campionati cadetti più competitivi al mondo, sia perché Oltremanica la Serie B, così come le varie Coppe interne, sono considerate di livello pari alla Serie A, nel pubblico, nella passione e negli investimenti. Quindi si può dire che l’avventura al Bristol City di Eros Pisano non è certo un declassamento rispetto al Verona, ma è un’esperienza di tutto rispetto e di grande valore.

Ha debuttato sulle rive del fiume Avon già dalla prima giornata di campionato e si è fatto le cinque partite d’agosto da titolare inamovibile. Poi un grave problema muscolare gli ha permesso di riposare un po’, visitare le meraviglie del sud-ovest inglese, scoprire la vicina Cornovaglia con le sue meravigliose coste frastagliate e a precipizio sul mare e i suoi cigni neri. È tornato a fine ottobre, di nuovo con una maglia da titolare, ma un nuovo infortunio l’ha bloccato il 31 ottobre nella sfida con il Fulham.

Adesso Pisano è ai box e si gode le piogge novembrine d’Inghilterra, ma si può dire che il suo passaggio al Bristol è stato molto positivo. Senza queste grane muscolari, sarebbe un titolare inamovibile in una delle squadre favorite alla vittoria della temibile Championship. Un po’ di rammarico c’è a Verona nell’aver perso a zero euro un buon terzino destro, ma la sua scelta di vita è più che comprensibile.

Auguri di pronta guarigione dala nostra redazione.

FONTE: HellasNews.it


Paolo Cannavaro: “Via le mummie che gestiscono il calcio italiano. Fuori dalle palle grazie”
novembre 14, 2017
“Ragazzi il mondiale non l’abbiamo perso oggi. L’abbiamo perso 15 anni fa quando grazie ad un magna magna clamoroso degli addetti ai lavori, arrivavano in Italia bidoni da ogni parte del mondo a soffiare ingiustamente il posto ai nostri ragazzi… Gli abbiamo dato soldi, gloria e conoscenza grazie ai nostri allenatori italiani che restano i migliori in assoluto… Spero solo che oggi toccando il fondo si rifondi il NOSTRO CALCIO!!! Via le mummie che gestiscono il calcio italiano e spazio ai giovani anche fuori dal campo! Fuori dalle palle grazie… Onore al grande Gigi Buffon che ha perso la possibilità di essere l’unico giocatore a disputare sei mondiali e nonostante non ci sia riuscito ci ha messo la faccia!!! Speriamo che le tue lacrime versate siano le ultime del nostro calcio!!! Sosteniamo la giovane Italia che verrà!!! Ritorniamo ad essere l’Italia che il mondo intero ha invidiato. Purtroppo doveva accadere ciò per svegliarci!!!”. Questo il commento dopo la clamorosa esclusione dal mondiale dell’ex difensore dell’Hellas Verona, Paolo Cannavaro.

Disastro mondiale
novembre 14, 2017

Clamoroso al Meazza. Dopo 60 anni, l’Italia non parteciperà ai Mondiali. Questa estate in Russia, non ci saranno gli azzurri. Gli ex dell’Hellas Verona, il ct Ventura ed i giocatori Jorginho e Parolo non sono riusciti nel doppio confronto ad avere la meglio sulla modesta Svezia. Un brutto colpo per la FIGC guidata da Tavecchio. Uno dei principali responsabili di questo fallimento. Un’occasione questa che deve servire per riassettare tutto e ripartire da zero, cominciando a puntare sui nostri giovani e ristrutturando i fatiscenti stadi e centri sportivi in giro per l’Italia.

FONTE: HellasLive.it


Un parco giochi su misura per i bambini disabili grazie al dono di Save Moras
La fondazione creata dall'ex difensore dell'Hellas ha devoluto i 15mila euro necessari all'acquisto delle strutture da installare nell'area di via dei Gelsi, a Montorio: "Un gesto importante a favore della comunità"

La Redazione
11 novembre 2017 11:30

Delle nuove attrezzature gioco per bambini disabili, donate dalla Fondazione Save Moras, sono in fase di installazione al parco di via dei Gelsi a Montorio, dove nel pomeriggio di giovedì si è recato in sopralluogo l'assessore ai Giardini Marco Padovani.
L’acquisto delle strutture gioco, omologate per essere utilizzate anche da parte di bambini portatori di disabilità, è stato reso possibile attraverso i 15mila euro di fondi devoluti dalla Fondazione.
Creata dall'ex difensore dell’Hellas Verona FC Vangelis Moras, in ricordo del fratello Dimitris Moras scomparso nel 2015, la Fondazione ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della donazione del midollo osseo e di dare un aiuto concreto alle famiglie per le cure necessarie ai malati di leucemia.

“Un gesto importante a favore della comunità e, soprattutto, dei bambini più in difficoltà – sottolinea l’assessore Padovani –. L’Amministrazione ed io personalmente rivolgiamo oggi un sentito ringraziamento a Vangelis Moras. Queste strutture di gioco rappresentano una nuova opportunità offerta alla città e rispondono ad una esigenza concreta di questa zona, ma sono anche segno di alto valore morale e un esempio per tutti noi”.

FONTE: VeronaSera.it

Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

Il guestbook B/=\S: Lascia un messaggio !!!






#VeronaBologna Pecchia

Seung-woo Lee


Wallpapers gallery