Grandissima stagione in cadetteria dopo 4 anni di C1 e mezzi economici minimi: Il VERONA di MANDORLINI, separato in casa col diesse GIBELLINI, raggiunge i playoff e recrimina per un finale rovinato da una clamorosa svista arbitrale...

Andrea Mandorlini
Data di nascita:17/07/1960
Luogo di nascita:Ravenna (RA)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Libero
Altezza:182 Cm.
Peso:74 Kg.
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE +   -   =
 SquadraStagionePartite  
Hellas Verona2011 - 201246  
Hellas Verona2010 - 201126  
CFR Cluji2009 - 2010-  
Sassuolo2008 - 2009-  
Siena2007 - 2008-  
Padova2006 - 2007-  
Bologna2005 - 2006-  
Atalanta2003 - 2004-  
Vicenza2002 - 2003-  
Spezia1999 - 2002-  
Triestina1998 - 1999-  
Ravenna (da Vice)1994 - 1998-  
Manzanese1993 - 1994-  
CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagionePartiteGoal 
Udinese1991 - 1993422 
Inter1984 - 19911809 
Ascoli1981 - 1984735 
Atalanta1980 - 1981341 
Torino1978 - 1980270 
Giovanili RavennaFino al 1978-- 

I gol del mister nell'Inter dei record '88-89: Inter 1-0 Lazio, Sampdoria 0-1 Inter, Ascoli 1-3 Inter

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =

Dopo l'esaltante Promozione ottenuta grazie ad un'incredibile rimonta seguita da quattro turni di playoff tiratissimi, mister MANDORLINI trascina l'HELLAS VERONA di nuovo in cadetteria dopo 4 lunghi e bigi anni trascorsi nei campetti di periferia...
Il presidente MARTINELLI non riceve aiuti e le risorse sono quelle che sono quindi l'obiettivo non può essere che la salvezza ma gli scaligeri fanno un gran campionato e sfiorano il clamoroso bis promozione uscendo al primo spareggio contro il VARESE fra le polemiche contro una direzione arbitrale non proprio all'altezza del signor Massa.


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RASSEGNA STAMPA +   -   =
Andrea Mandorlini
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Andrea Mandorlini (Ravenna, 17 luglio 1960) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano, dal 9 novembre 2010 alla guida dell'Hellas Verona.

CARRIERA
Giocatore
Cresciuto nel Ravenna, ha iniziato a giocare nel calcio professionistico nel Torino, con cui ha fatto il suo esordio in Serie A il 4 febbraio 1979 appena diciottenne. Dopo le 5 presenze nel primo campionato ne giocò 22 l'anno successivo, prima di passare all'Atalanta in Serie B.
Tornò a giocare in A con l'Ascoli, dove rimase per tre stagioni prima di venire chiamato dall'Inter nel 1984. A Milano giunse all'apice della carriera, arrivando a vincere il prestigioso "scudetto dei record" con Giovanni Trapattoni. Vinse quindi la Supercoppa Italiana e la Coppa UEFA nel 1991, nella sua ultima stagione al club.
Approdato all'Udinese, dopo due stagioni, nel 1993, appese le scarpette al chiodo.
Vanta anche una presenza in Nazionale Under 21.

Allenatore
Iniziò ad allenare fra i dilettanti della Manzanese nel 1993-94, subentrando a campionato in corso e non riuscendo ad evitare la retrocessione. Fra il 1994 e il 1998 fu allenatore in seconda al Ravenna. L'anno successivo subentrò alla guida della Triestina ad inizio campionato in Serie C2 e la guidò fino al termine della stagione.

Nel 1999, chiamato allo Spezia ben figurò con la conquista della Serie C1 alla prima stagione, senza perdere nessuna partita, e sfiorando nel 2002 la Serie B perdendo ai play-off.

Chiamato al Vicenza nel 2002-03, vi rimase solo per un anno: partito malissimo, riuscì a risollevare la squadra a metà campionato, salvo poi crollare in primavera e farsi sfuggire una promozione ormai probabile. L'anno successivo guidò l'Atalanta alla conquista della massima serie, ma venne presto esonerato alla prima stagione in Serie A, con la squadra bergamasca all'ultimo posto in classifica e senza vittorie all'attivo.
Dopo essere subentrato come allenatore del Bologna nel 2005, è stato esonerato il 5 marzo 2006.

Dal dicembre 2006 è stato sulla panchina del Padova in serie C1/A. Alla guida della societa patavina ha disputato un buon girone di ritorno, scalando la classifica dai bassi fondi fino a raggiungere la zona play-off a quattro giornate dalla fine, poi però uscendone fallendo le ultime partite decisive. Al termine della stagione il suo Padova si è classificato settimo fallendo la qualificazione ai play-off per salire in Serie B.

Nel giugno 2007 ha rescisso consensualmente il suo contratto con il Padova ed è stato ingaggiato dal Siena in serie A. Nonostante la squadra abbia espresso talvolta un bel gioco, i risultati non sono stati positivi (solo una vittoria in dodici giornate) e il 12 novembre dello stesso anno, Mandorlini viene esonerato, sostituito dall'ex tecnico Mario Beretta.

Il 7 luglio 2008 viene annunciato l'ingaggio di Mandorlini (con contratto biennale) da parte del Sassuolo, neo promosso in Serie B. La squadra disputa una eccellente stagione e sfiora l'accesso ai playoff per la promozione in Serie A, tuttavia il 10 giugno 2009 l'allenatore ravennate lascia il Sassuolo dopo l'addio del direttore generale Bonato.

Nel novembre 2009 viene ingaggiato dai rumeni del CFR Cluj, con cui vince subito il campionato. Ad una settimana e mezza dalla conquista dello scudetto realizza una tripletta vincendo anche la Coppa di Romania e la Supercoppa di Romania battendo per quest'ultima ai rigori l'Unirea Urziceni in finale.
Nel settembre 2010 viene esonerato dopo appena sette giornate.

Il 9 novembre 2010 viene chiamato sulla panchina dell'Hellas Verona, in Lega Pro Prima Divisione, per sostituire l'esonerato Giuseppe Giannini. Mandorlini ha ricevuto il compito di ottenere il salto di categoria, obiettivo già imposto al tecnico romano.

Partito nell'estate del 2011 con l'obiettivo di salvarsi, l'Hellas Verona guidato da Mandorlini sfiorò la promozione il primo anno chiudendo la stagione al quarto posto in classifica con 78 punti, ma uscendo sconfitto nelle semifinali play-off contro il Varese (2-0; 1-1). Durante la stagione la squadra eguagliò il record per la serie B di otto vittorie consecutive in campionato. L'11 ottobre 2011 prolunga il suo contratto fino al 30 giugno 2014.

Il 22 ottobre 2012 venne deferito dal Procuratore Federale per delle dichiarazioni giudicate offensive nei confronti dei tifosi e dei cittadini livornesi. A seguito del comportamento di Mandorlini è stata deferita alla Commissione Disciplinare Nazionale anche la società dell'Hellas Verona per responsabilità oggettiva e per responsabilità concorrente. Il deferimento si chiuse il 19 dicembre 2012 con il patteggiamento di una squalifica fino al 31 gennaio 2013.

Palmarès
- Giocatore
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 1
Inter: 1988-1989

Supercoppa italiana: 1
Inter: 1989
Competizioni internazionali
Coppa UEFA: 1
Inter: 1990-1991

- Vice-Allenatore
Campionato italiano di Serie C1: 1
Ravenna: 1995-1996

- Allenatore
Campionato italiano di Serie C2: 1
Spezia: 1999-2000
Campionato rumeno: 1
Cluj: 2009-2010
Coppa di Romania: 1
Cluj: 2009-2010
Supercoppa di Romania: 1
Cluj: 2010

FONTE: Wikipedia.org


Mandorlini: "Subìto un torto molto pesante"
Postata il 02/06/2012 alle ore 21:05
"C'era un'altra finestra per accedere alla massima serie. Non è stato il Varese a chiudercela, ma qualcun altro"
VERONA - Amaraggiato Andrea Mandorlini in sala stampa dopo l'eliminazione dai play-off ad opera del Varese. "Dispiace, anche se non dovrebbe essere così perchè abbiamo fatto una grandissima stagione. Questa squadra ha dato sempre tutto quella che aveva. Purtroppo un episodio ci ha danneggiati. Il rigore era clamoroso, non ho mai parlato di torti ma oggi ne abbiamo subito uno molto pesante".
"Faccio i complimenti alla formazione di Maran", prosegue il tecnico gialloblù. "Noi abbiamo sbagliato l'approccio all'andata, ci può stare. Però ripeto abbiamo fatto un campionato di spessore, lottato per i primi posti fino alla fine. C'era un'altra finestra per accedere alla massima serie. Non è stato il Varese a chiudercela, ma qualcun altro".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


«Bravo Varese, ma la gara l'ha decisa Massa»
LO SFOGO. Impossibile arginare la collera dell'allenatore del Verona: «Avevamo infilato la finestra di riserva per salire in A, non sono stati gli avversari a chiudercela»
Mandorlini furioso: «Il primo era rigore al 99 per cento, il secondo al duecento per cento. Abbiamo giocato una grande partita e non meritavamo di uscire così»

03/06/2012
Parole taglienti come lame, accuse mitragliate a getto continuo: non basteranno flaconi di digestivo ad Andrea Mandorlini per inghiottire il rospo. Stavolta la sensazione del torto è veramente pesante, l'abbaglio macroscopico. L'allenatore del Verona, occhi lucidi - un po' per la rabbia, un po' per la commozione dopo il vibrante commiato del Bentegodi - non ha bisogno di assist particolari per scaricare tutto il suo livore: «Cosa vi devo dire? Non c'è niente da dire», attacca in sala stampa. «Per l'ennesima volta un errore arbitrale ci ha impedito di andare avanti. Il Verona ha fatto una partita incredibile, partendo fortissimo proprio come avevamo pensato di fare. Ha rimontato... Però...». Però? «Penso ai due rigori non concessi: il primo c'era al 99 per cento, il secondo al duecento per cento. Il signor Massa andrà in Serie A, anche perché è un arbitro di grande qualità, ma se la personalità pensa di dimostrarla negando due rigori così, davanti a tanta gente, vedremo come si comporterà quando dirigerà l'Inter o il Milan. Penso soprattutto al secondo episodio: rigore nettissimo, clamoroso, rivisto cento volte, non so come abbia fatto a non fischiarlo. Purtroppo la partita si è chiusa lì».

Mandorlini abbassa per un momento il tono di voce, rientra sulla gara, fa sforzi colossali per riportare l'analisi sul piano tecnico: «Complimenti al Varese, una squadra tosta, lo sapevamo. Ma il mio Verona non meritava di uscire così, su un episodio come quello. Non ho mai parlato di torti ma stavolta ne abbiamo subito uno pesante, molto pesante. Giornata negativa, non tanto delle due squadre ma del signor Massa», continua lo sfogo. «Molto, molto negativa...». E poi: «Avevamo sbagliato noi l'approccio a Varese, Massa è stato determinante al Bentegodi», aggiunge l'allenatore scaligero. «Come me lo spiego? Non so, voi avete più conoscenze di me. Massa l'avete avuto già due anni fa col Portogruaro. Qualcosa ho sentito di quel pomeriggio ma non mi permetto di valutare. Non parlo di cose che non conosco. Ripeto: magari lui pensa di avere personalità e di doverla dimostrare evitando di fischiare davanti a tanta gente».

Maran, pochi minuti prima, aveva accennato a un probabile fuorigioco di partenza di Ferrari. La replica di Mandorlini è seccata: «Probabilmente Maran ha visto male», rileva. «La partenza di Ferrari era regolare, lui era finito davanti al portiere e Troest l'ha tirato giù. Stop». Del resto «se non dai rigore così quando lo dai? Quando ti sparano? Alla fine», confessa Mandorlini, «mi sono avvicinato a Massa e gli ho parlato. Con molta serenità. Gli ho chiesto cosa bisogna fare per avere un rigore». E ancora: «Avrà anche gli osservatori, avranno visto anche loro. O no? Però ormai non conta più nulla. Noi siamo a casa e loro in finale».

Parcheggiate le polemiche il pensiero torna alla bella prova offerta dalla squadra: «La partita era stata preparata bene. Complimenti ai miei. Sono quasi commosso per i ragazzi che l'hanno interpretata benissimo», ricorda l'allenatore. «Il nostro primo tempo è stato fantastico, abbiamo concesso due palle a loro, è vero, ma su nostri errori. Ed eravamo davanti col punteggio. Ma gli episodi pesanti contano». L'altro rimpianto «è che abbiamo beccato tre gol su palle ferme. Loro sono bravi su quello. Dopo di che il calcio è fatto di mille variabili, di mille situazioni. Il Varese è stato bravo, ha fatto la sua partita. Però il Verona ha fatto meglio. Poi è arrivato quell'episodio lì... E su quella variabile in area non è stato bravo né il Verona né il Varese. Ha deciso un'altra persona. Ci può stare, fa parte del gioco ma credo che sia stata una svista clamorosa. Non la meritavamo».

Anche lo sguardo alla grande stagione trascorsa è inquinato dal finale: «Siamo saliti dalla Lega Pro, abbamo fatto il nostro campionato, siamo rimasti in lotta per i primi due posti fino a due domeniche dalla fine e poi siamo comunque riusciti ad approfittare dell'altra finestra che ci poteva spalancare la Serie A. Non ce l'ha chiusa il Varese, ce l'ha chiusa l'arbitro. Guardare avanti? Ci sono cambiamenti societari in vista, di sicuro io ho un contratto qua però scusate: in questo momento non riesco a pensare troppo a quello che succederà più avanti...».
Francesco Arioli

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Conosciamo i nostri mezzi, esprimiamoli"
Postata il 01/06/2012 alle ore 19:01
“Il sostegno del pubblico è un aspetto rilevante, in un momento particolare della gara può darti una spinta considerevole. Nel nostro fortino può succedere di tutto"
SANDRA’ – “Faremo di tutto perché questa non sia l’ultima partita casalinga della stagione”. Chiaro il messaggio di Andrea Mandorlini a poche ore dal fischio d’inizio del ritorno della semifinale play-off. “Siamo un po’ con le spalle al muro, al di là delle parole dovremo cercare in tutti i modi di ribaltare il risultato. Il calcio non è una scienza esatta, nessuno si aspettava il ko rimediato in Lombardia. Siamo comunque tranquilli, gli errori ci stanno”.
“Noi ed il Varese ci conosciamo abbastanza ormai, gli episodi hanno condizionato la gara di mercoledì anche se qualcosa a livello nervoso abbiamo concesso”, prosegue l’allenatore gialloblù. “I particolari sono importanti, ora si azzera tutto. Ci aspettano 90’ davanti al nostro pubblico, magari le cose cambiano. Non c’è nulla da inventarsi, conosciamo i nostri mezzi, vanno espressi sul terreno di gioco”.

“Il sostegno del pubblico è un aspetto rilevante, in un momento particolare della gara può darti una spinta considerevole. Nel nostro fortino può succedere di tutto, servirà equilibrio da parte nostra”.

Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


«Sta arrivando il nostro momento: l'ora della rivincita»
PLAY OFF. L'Hellas potrebbe ritrovare il Sassuolo: «E noi ci rifaremo». L'allenatore del Verona analizza la stagione passata «Cancellerei Nocera e Crotone ma anche episodi e scelte arbitrali che ci hanno tolto punti importanti»

25/05/2012
Andrea Mandorlini quasi si commuove: «Sarebbe bello restare qui a Verona ancora tanto tempo. Il mio pensiero va oltre i contratti, i soldi, la categoria. Qui sto bene. Qui si fa calcio, qui mi amano. E poi tra quattro o cinque anni potrei pure fare qualcos'altro per il Verona». Cuore gialloblù. Il tecnico intervistato al "Cafè Barbarani" da Gianluca Tavellin per l'ultima puntata del format di TeleArena "Hellas, il sogno continua” si confessa e si lascia andare.
«Il sogno continua, deve continuare. Credetemi, la squadra arriva bene ai playoff, siamo reduci da un grande campionato. E possiamo arrivare in fondo con la testa giusta e con i pensieri giusti».

UN CUORE GRANDE. «Mi sembra ieri che è cominciato il campionato», dice, «e siamo qui a parlare di playoff. Il tempo è volato via veloce. Il Verona è cresciuto come gioco, come gruppo, come squadra. Tutti hanno messo un grande cuore. Non pensavamo a quello che stavamo facendo. Ma abbiamo sempre creduto in noi stessi. E poi sono arrivate le due sconfitte con Toro e Vicenza. Ci hanno fatto male. Ma lì la nostra stagione è girata. La testa è cambiata. E il Verona ha voltato pagina. Prima giocavamo bene senza raccogliere. Dopo avete visto tutti quello che è successo».

IL MIO CALCIO. «Oltre al campionato non dimentichiamoci la Coppa Italia. Abbiamo vinto a Parma. E a Roma con la Lazio il Verona ha fatto una gran bella figura. Ora finisce un campionato e ne inizia uno tutto nuovo. Più corto, ancora più importante. Il mio credo? Tutti responsabilizzati, tutti importanti. Tutti convinti di poter partecipare a qualcosa di grande. Abbiamo sempre cercato di arrivare in porta con la manovra. Magari il dispendio energetico è molto alto. Ma a me piace così».

CACCIA AL BOMBER. Il Verona ha trovato tanti stoccatori. Forse è mancato un grande bomber. Anche se Gomez ha trovato la via del gol con continuità. «Il grande bomber? No, va bene così. I gol li abbiamo fatti. Creando anche molte occasioni. A volte, però, la palla non entrava. Prendete il secondo tempo di Bergamo. Penso che in 45' mai nessuno abbia creato così tanto sotto porta. Nemmeno il Pescara. Che di gol ne ha segnati molti di più. Io mi tengo i miei. Mi tengo Pichlmann. Che entra e segna. E risolve le partite. Determinante nei sedici metri. Magari poteva fare anche meglio. Ma adesso siamo qui in corsa per la A. Con questo gruppo, con questi ragazzi. La partita di Torino è stata emblematica. Eravamo quasi all'ultima spiaggia, ed è uscito il Verona. Cancellerei Nocera e Crotone. Ma anche episodi e scelte arbitrali forse non ci hanno permesso di avere quei 2 o 3 punti in più. Con i punti di oggi il Verona sarebbe già in A tenendo conto di quella che era la classifica dello scorso torneo di B. E comunque, l'Hellas non ha mai praticato un calcio sparagnino. Sempre a testa alta, sempre a provare a giocare. Quello che sto vivendo qui mi ricorda tanto i momenti belli vissuti allo Spezia».

ZEMAN E MARTINELLI. Candido Mandorlini. Anche quando si tratta di parlare di Zeman. Oggi l'allenatore più celebrato d'Italia. «Ottima la sua fase offensiva, da parte mia c'è grande stima. Ma se poi vinci un campionato ogni 15 anni, allora preferisco essere Mandorlini. Siamo entrambi personaggi scomodi. Io forse più di lui. Zeman ha pagato caro la denuncia sul mondo del doping. È sprofondato, è andato all'estero, è ripartito dalla C. E adesso si prende la gloria. Il calcio è fatto di epoche. E di mode. Oggi vanno per la maggiore tecnici che non hanno fatto ancora niente come Mangia, Sannino, Pea». Il Verona potrebbe incontrare ancora il Sassuolo e Mandorlini è determinato: «Sta arrivando il momento delle rivincite e spero arrivi in fretta». Ultima riflessione sul futuro e Setti: «Martinelli sa bene quello che fa. Fidiamoci di lui. Vuole il bene del Verona, cercava compagni di viaggio. Il presidente sa quello che è giusto fare».
Simone Antolini

«L'Hellas è tornato? Non se n'era mai andato»
L'AFFONDO. Rimane il rimpianto di aver sciupato una grande occasione, e due punti, nella gara dominata contro l'Albinoleffe: «Capita di non vincere anche se crei tanto»
Mandorlini elogia la squadra e replica alle accuse «Noi stanchi? Ma quando mai, lo sostiene chi mette in giro queste voci, noi non l'abbiamo mai detto»

20/05/2012
Squadra stanca? Eccola qua, tre gol al Varese e partita dominata con i vecchi mastini gialloblù tornati a ringhiare. Il Verona senza benzina? Riguardati la corsa coast to coast di Maietta appena rientrato dall'infortunio e riparliamone. Mandorlini gongola, il suo Hellas gli ha regalato una grande soddisfazione, alla faccia di tutti quelli che paventavano gambe molli e tacchetti piantati nell'erba. Grande carattere, grande forza e contro un'avversaria in grande spolvero e molto solida. Il Verona è tornato, peccato allora per quei punti persi a Bergamo con l'Albinoleffe. Fanno rabbia. Mandorlini lo sa. E cosa fa? Fa vedere ai suoi ragazzi la partita delle occasioni sciupate ai suoi ragazzi alla vigilia del match coi biancorossi. Per caricarli come molle. E il risultato si è visto in campo.

«Il Verona non è mai andato via», dice perentorio Mandorlini, «stanchi? Ma quando mai, lo dice chi mette in giro queste voci, lo dicono gli altri, noi non l'abbiamo mai detto. Poi sì, capita che non vinci anche se crei tantissimo come con l'Albinoleffe e lì non c'è niente da fare. L'abbiamo rivista quella partita e viene ancora più rabbia per quello che abbiamo creato, ma il calcio è anche questo. Non siamo partiti forti, abbiamo iniziato con un ritmo basso ma la partita era comunque ancora lunga, è andata così. Ma noi ci siamo e non avevo dubbi, e parlo anche a proposito di quanto detto ultimamente sulla mia squadra, anche perché io li vedo tutti i giorni e so quanto questi ragazzi hanno dato e possono dare. Oggi abbiamo fatto una buona partita contro una squadra molto forte, un osso davvero duro». Anche i giocatori, che ultimamente erano parsi opachi sono tornati sugli allori, come Hallfredsson, Tachtsidis, Jorginho o Gomez. «Ma quando mai sono spariti?», si domanda l'allenatore del Verona, «durante quest'anno ci sono mai stati segnali diversi? Sono sempre stati questi i signori in campo. Magari a volte capita che qualcuno deve andare in tribuna ma siamo tanti e tutti vogliono giocare e partecipare a questo sogno importante. Rimane la prestazione, siamo molto, molto contenti. Non ho mai avuto dubbi, indipendentemente da come andrà a finire, dalle partite che vinceremo o perderemo. Questa è una squadra fantastica, un gruppo che lavora».

Applausi non solo ai giocatori, anche a Mandorlini che, dopo aver chiamato i suoi ragazzi a centrocampo a fine partite per mettersi in cerchio e suggellare la vittoria, ha preso gli applausi della curva sud. «Un grande pubblico, ci sono sempre vicini, come a Bergamo nonostante non abbiamo vinto. Sono venuti anche venerdì dopo l'allenamento, meritano la serie A. Culliamo questo sogno insieme a loro, non so come andrà a finire ma devo dire che sono stati veramente grandi e bravi a tutti. Ora dobbiamo solo pensare a giocarci le partite». Un buon auspicio per la fine del campionato e i probabili play off. «Noi ci siamo e c'è stata una grande risposta del gruppo. Dal punto di vista nervoso siamo stati bravi, tutti hanno dato tutto al 100 per 100 e mi rincuora aver visto i ragazzi cercare con dedizione di fare quello che abbiamo provato in campo e questo per un allenatore è importante».
Marzio Perbellini

Mandorlini carica: «Tutti con l'Hellas, ora viene il bello»
SU LA TESTA. Grande entusiasmo dopo la vittoria con la Reggina. «Bravi in Calabria, adesso pensiamo solo al Livorno La sfida con i toscani arriva in un momento decisivo. Il nostro presidente è un esempio, un guerriero vero»

04/05/2012
Mamma mia, che carica. Non servivano nuove prove ma la vittoria dell'Hellas sul campo della Reggina ha confermato la forza di un gruppo che dà il meglio di sè proprio nelle difficoltà. L'ha fatto l'anno scorso quando prima ha agganciato i play off in rimonta e poi comnquistato la serie B contro le «gufate» di tutti gli addetti ai lavori. Non si smentisce in questa stagione. Sono andate in archivio 38 partite, ne mancano solo quattro alla fine e il Verona è ancora lì, in lotta per andare direttamente in A. «Se non vincevamo a Reggio, sarebbe diventato tutto più difficile», ripete ancora una volta Andrea Mandorlini. In effetti non era facile strappare tre punti a una squadra che doveva assolutamente vincere per sperare ancora nei play off, con una pressione incredibile visti i risultati del pomeriggio e le vittorie di Sassuolo, Pescara e Torino. Non si poteva sbagliare, i gialloblù non hanno sbagliato. Andrea Mandorlini passeggia per le vie del centro, brinda al Liston con i vini della Dama, stringe mani, incassa complimenti. E sorride. Una parentesi prima di rituffarsi nella mischia.

Si capisce che ha già voltato pagina ma ancora una volta vuole abbracciare i suoi ragazzi. Tutti. Dal primo all'ultimo. Da quelli che «tirano la carretta» da agosto a quelli che hanno giocato meno, a quelli che sono infortunati, a quelli che sono andati tante volte in panchina o in tribuna. «Questo è un gruppo fantastico, lasciatemelo dire ancora una volta - ammette il tecnico - hanno fatto cose incredibili. Ma è giusto così perchè quando li vedo lavorare capisco che vogliono arrivare in alto con questa maglia addosso. Magari i nostri avversari hanno nomi importanti, hanno giocatori con tanta esperienza, con grandi qualità tecniche. Ma questi qua hanno un cuore grande così... Un difetto? In alcune situazioni dovrebbero essere più ignoranti, passatemi il termine. Invece sono troppo educati, dei guerrieri educati».

Un gruppo forte che si è aggregato nel tempo, partita dopo partita. Un feeling incredibile non solo tra giocatori e mister, tutti sono fondamentali, un mosaico che regala emozioni. «Ma il vero guerriero è il nostro presidente - aggiunge Mandorlini - lui deve essere un esempio per tutti. Quando c'è da lottare, lui si fa sempre trovare pronto. Dopo la nostra vittoria a Reggio Calabria tutti abbiamo pensato a lui che aveva voluto starci vicino anche in una situazione così difficile». Adesso arrivano quattro partite da vivere tutte d'un fiato, la volata è già partita, l'Hellas è lì. Ma il tecnico gialloblù non vuole parlare di tabelle, non pensa alle concorrenti dirette sulla strada della promozione. «Una alla volta, una partita alla volta - spiega - adesso pensiamo solo al Livorno, sarà una sfida difficilissima, in un momento decisivo della stagione. Loro rischiano di retrocedere, non possono regalare nulla com'è successo pochi giorni da con l'Empoli. Noi dobbiamo assolutamente vincere, inseguire ancora un sogno bellissimo. Giocheremo al Bentegodi, i nostri tifosi faranno sentire ancora una volta il loro calore, la passione, l'amore a questa squadra. Un appello? Non servono appelli in questo momento, un solo consiglio: state vicini all'Hellas, diamoci una mano, adesso viene il bello».

Manca l'ultimo sforzo per rendere fantastica la stagione dei record. Basta riguardare i numeri del Verona per capire la forza di questa squadra. Una matricola in serie B che ha messo insieme 70 punti in 38 partite, ha segnato 54 gol - il terzo attacco dopo Pescara e Reggina - ha mandato a rete sedici giocatori diversi. Ha collezionato otto vittorie consecutive e dodici successi uno dietro l'altro al Bentegodi, record assoluti per il torneo cadetto. «Sono numeri importanti che ci hanno dato grande soddisfazione - conclude Mandorlini - ma è meglio non pensarci più, adesso contano solo i tre punti con il Livorno».
Luca Mantovani

«Sei punizioni dal limite. L'ultima non c'era»
L'INTERVISTA. Andrea Mandorlini è arrabbiato, deluso ed amareggiato per la giornata storta dei suoi ma anche per aver perso contro il figlio ed il vecchio amico Calori
L'allenatore è certo: «Sbagliato l'ultimo fischio». Ma poi accusa: «Loro hanno tirato troppo in porta Noi ci abbiamo messo del nostro»

07/04/2012
Marzio Perbellini BRESCIA
È arrabbiato Mandorlini e si vede. Due punizioni e due gol bruciano. Maledette palle inattive. Ma sono state troppe. E il Verona ha un po' dormito, imbambolato: niente freddezza, né cinismo. Continua a ripeterlo, è deluso, amareggiato: fare bene a Brescia era importante; il Pescara aveva perso a Varese e c'era l'occasione di staccare. Ma niente, i suoi giocatori erano opachi, gli attaccanti poco incisivi. Hanno creato poche occasioni da gol e quando si sono ritrovati in superiorità numerica con belle ripartenze hanno sprecato malamente, fallendo magari il passaggio decisivo, quello che fa male. Quello che ti piega. «Dobbiamo fare mea culpa dice Mandorlini. «Abbiamo avuto 20-25 minuti nella ripresa in cui abbiamo cercato di vincere con tre o quattro situazioni importanti che avrebbero potuto cambiare l'esito della partita ma non ci siamo riusciti e quindi al di là dei meriti degli avversari credo che la colpa sia stata nostra».

Rimugina, mastica amaro, il mister non si rassegna, e poi ha perso contro suo figlio Matteo. E contro il suo amico ed ex compagno di squadra nell'Udinese Alessandro Calori. Anche questo un po' rode. Ma mai quanto vedere i suoi ragazzi attaccare senza convinzione. Lo ripete come un mantra: «In quelle due o tre occasioni, quando siamo ripartiti eravamo in superiorità numerica ma ce la siamo giocata male, troppi egoismi, troppi individualismi e non possiamo permettercelo». Non si scompone nemmeno sul fallo fischiato generosamente contro il Verona al 90' dal quale poi è arrivato l'eurogol vittoria dei biancazzurri. «Non c'era, ma non è importante», dice, «perché al di là degli episodi, ripeto, non siamo stati bravi a chiudere due, tre situazioni molto favorevoli che se avessimo sfruttato meglio ci avrebbero permesso di vincere la partita. E no so nemmeno se Rafael era leggermente fuori posizione: devo rivedere il gol». «Ma al di là di questo», aggiunge il tecnico gialloblù, «come nella palla inattiva nel primo tempo dalla quale è arrivata la prima rete, constato che hanno avuto sei, sette punizioni dal limite.

E le squadre quando hanno occasioni così cominciano a diventare pericolose. Il calcio è micidiale, fa pagare tutto e noi abbiamo pagato nel finale e dispiace perché questa partita la potevamo vincere. E non siamo qui a giudicare l'operato degli arbitri perché oggi gli avversari hanno calciato troppe volte e noi magari ci abbiamo messo del nostro anche se, devo dire, la punizione fischiata alla fine che ci ha condannato era inesistente. Ma è andata così, le giustificazioni non servono, pensiamo solo a quello che avremmo dovuto fare meglio noi». Arrabbiato sì, ma senza rabbia: è un Mandorlini pacato quello che parla. Negli occhi un misto di stanchezza e frustrazione. Per tutta la partita non ha fatto altro che scuotere la testa e dondolare le braccia con rassegnazione. In campo i gialloblù non macinavano. Sbagliavano troppi passaggi, troppe palle perse a centrocampo, nessuna incursione in attacco. Zero tiri.
L'Hellas si è scosso solo dopo il gol nel finale, come se si fosse svegliato da uno stato comatoso. Ha iniziato a correre e a recuperare palle con furore agonistico perché sapeva che la sconfitta sarebbe stata troppo dura da ingoiare, ingiusta. Ma oramai era troppo tardi. «L'ultimo passaggio», sentenzia Mandorlini, «lo abbiamo sempre giocato male: non siamo stati squadra e l'abbiamo pagata, dispiace solo quello. Se c'era una squadra che doveva vincere nell'ultima mezzora quella era il Verona. E peccato, ancora e tanto più grande vista la sconfitta del Pescara. Ma il calcio è fatto così: di situazioni. Loro hanno vinto su due palle inattive e noi avremmo potuto batterli con il gioco, ma non funziona così e s'è visto».

«Ma che grandi, grandissimi i miei ragazzi!»
EUFORIA. E sabato il derby con il Vicenza: «Sarà una partita diversa, molto difficile, anche se molto dipenderà dal fondo del campo: ci serve un terreno di gioco idoneo»
Mandorlini quasi commosso dopo l'eccezionale gara del suo Hellas che ha sfatato il tabù delle «grandi» «Non ci aspettavamo un trionfo così, bellissimo»

13/03/2012
Francesco Arioli TORINO
Il profumo della primavera risveglia i sensi al Verona. Batte il cuore gialloblù nel catino dell'Olimpico. Batte forte anche il cuore di Andrea Mandorlini. L'impresa dell'anno arriva quasi inattesa, almeno per chi osserva gli eventi dall'esterno, in una fase della stagione che non pareva particolarmente sfavillante. Se all'andata era stata la squadra granata a offrire sensazioni di indiscussa superiorità, a Torino il tema è completamente ribaltato. Oggi come oggi è l'Hellas a stazionare su un altro pianeta: «Ma io ho rivisto quella gara», spiega il tecnico. «Loro avevano dato il cento per cento, noi non avevamo fatto una grande partita ma non avremmo comunque meritato quel 3-1».

I tifosi scaligeri stanno sfollando, lo stadio ormai è vuoto. Mandorlini osserva e rilegge i 90': «Abbiamo fatto una gran partita. Sì, alla fine mi sono quasi commosso. Era una vittoria che si meritava la squadra», rivela. «Era una partita difficile, noi non volevamo perdere contatto con le prime però, si sa, un conto le cose è dirle e un altro è andarci in fondo. C'era un ambiente carico, a noi è riuscito quasi tutto. Grande prestazione: intensità, concentrazione, voglia di fare. Grandi, grandi, grandi i ragazzi...».

Il tecnico è un fiume in piena. Ha gli occhi accesi. Che si incattiviscono di una nota quando gli si ricorda del recente 0-2 in casa della Samp: «Ma a Genova stavamo bene: nel secondo tempo avevamo giocato solo noi pur essendo sotto 2-0 con due gol non proprio chiari. È seguita una settimana un po' nervosa. Però ci tengo a dire che noi eravamo stati squadra anche a Genova. E qui ci tenevamo a ribaltare un po' tutto: dedichiamo la vittoria alla gente che ci sta vicino. E comunque se queste sono le reazioni dei miei ben vengano le critiche».

E poi: «Non ci aspettavamo un trionfo così anche se sentivamo di poter fare una buona partita. È stato importante il primo gol, ha inciso la nostra superiorità sugli esterni. E chiudere il primo tempo sul 2-0 ha cambiato gli equilibri, anche mentali». E sconfitto un tabù: le grandi adesso fanno meno paura: «Ma era un tabù per l'esterno», dice lui. Quanto ai progetti futuri, stuzzicato sulla possibilità di agganciare il secondo posto, Mandorlini abbassa i toni: «Noi non pensiamo a quello. Viviamo ancora alla giornata».

Archiviata la festa il pensiero è rivolto al derby di sabato: «Quattro punti in più rispetto all'andata? Ma se vinciamo il derby diventano sette: sono tanti. Dobbiamo prima di tutto recuperare perché col Vicenza sarà una partita completamente diversa, molto difficile». E «tante cose dipendono anche dal fondo del campo: a noi serve un terreno che ti permetta di giocare, dobbiamo fare di tutto perché al Bentegodi le cose migliorino perché altrimenti, credetemi, per noi diventa molto più difficile».

FONTE: LArena.it


A TU PER TU
...con Mandorlini
"Spero che il Verona sia in giornata. Obiettivo serie A? Non mi interessa Gibellini, doveva fare meglio sul mercato. Inter, Moratti vicino a Ranieri"

12.03.2012 00.00 di Alessio Alaimo
Non pensa alla serie A, l'Hellas Verona di Andrea Mandorlini. Nonostante l'impegno di stasera, contro il Torino, abbia sapore di alta classifica. Il tecnico dei veneti parla di questo ed altro a TuttoMercatoWeb.

Mandorlini, pronti per il Torino?
"Andiamo a giocare contro una delle prime della classe, è una partita importante. Spero che la squadra sia in giornata".

I granata puntano alla serie A.
"L'obiettivo sembra quello, è la squadra più forte. Ha tutte le possibilità per arrivare fino in fondo".

E il Verona? Gibellini non ha nascosto di pensare alla promozione.
"Non so quello che dice Gibellini, non mi interessa. Viviamo alla giornata e non abbiamo degli obiettivi. Il nostro obiettivo è giocare le partite e basta. Il Direttore dice delle cose che pensa solo lui. Se ritiene che il Verona sia da serie A, si sarebbe dovuto muovere meglio durante il mercato".

Tra i suoi giocatori si sta mettendo in luce Hallfredsson.
"Sicuramente è un ottimo giocatore, ha già fatto la serie A e adesso è cresciuto tanto. Ma a gennaio non è stato vicino ad andare via".

E lei, si vede ancora a Verona?
"Ho un contratto di tre anni, mi piacerebbe fare qualcosa di importante qui e programmare ancora qualcosa di positivo".

Chi toglierebbe al Torino?
"Sicuramente Ogbonna, che è migliorato tanto al punto di conquistare la Nazionale nonostante oggi stia giocando in serie B".

La sua ex Inter sembra in ripresa. Ora c'è la Champions.
"La stagione non è partita bene, però ci sono ancora tante partite. Speriamo che possa far bene in Champions League".

Non ha mai pensato alla panchina nerazzurra?
"Per ora penso a quella mia (sorride, ndr). All'Inter sono stato tanti anni, stiamo parlando di cose importantissime. Ma voglio far bene al Verona. Ovviamente allenare l'Inter sarebbe un sogno, perché da bambino sognavo anche di giocarci. Non ci penso".

Intanto Moratti ha dato fiducia a Ranieri.
"Se il club sta vicino al proprio allenatore diventa determinante a tutti i livelli. Quindi direi che la mossa di Moratti è stata importante".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


El Mandorlo, sire di Verona sogna un grande Carnevale A giugno, con lesso e pearà
21/02/2012
La “Scala” che porta alla serie A è al “Bentegodi”. L'immagine se volete è la fotocopia di quella della curva con tante scale rigorosamente a tre pioli dell'anno scorso, ma in concreto sono i punti che il Verona ha ottenuto e cercherà di ottenere sul campo amico. Insomma quasi a rievocare i tempi eroici del “Vecchio Bentegodi”, i “blu-gialli” come venivano chiamati allora, per via del colore predominante sulle maglie, il blu appunto, possono ritagliarsi uno spazio importante nella storia dell'Hellas mantenendo l'incredibile media casalinga. Dal novembre scorso, vittoria sul Brescia, Rafael e compagni continuano a vincere. Ben nove i successi consecutivi ad un passo dal record della stagione 1930/31 nella quale furono dieci le vittorie di seguito.

La storia, il vissuto remoto e quello recente, spingono l'Hellas. Ricordate la serie casalinga di vittorie l'anno scorso del Verona in Lega Pro dopo il ko col Gubbio?. Ecco il “Sire” del Carnevale gialloblù:”El Mandorlo”, ha consegnato alla sue fedele corte l'editto per raggiungere il campionato eterno: la serie A. ”Gioca chi è più in forma”, con grande consenso di tutti a cominciare dal “Principe Reboano” Mareco, giunto a Verona per dare esperienza alla difesa ed ora scavalcato nelle preferenze del “Sire” da Capitan Ceccarelli. Insomma l'Hellas vuole stupire ancora e soprattutto in casa vuole costruire l'ennesimo miracolo calcistico.

Al “Bacanal” di via Torricelli non ci sono i soldi di Viareggio eppure, il Carnevale riesce ugualmente da 482anni. Ci vuole passione, speranza e fede. Quella che non manca a tutto il popolo gialloblù , pronto ad invadere le strade, meglio che l'aeroporto, un po' come capita al “Venardì Gnocolar” , per applaudire il “Papà del Gnoco” ed i suoi ragazzi. Mandorlini si è messo un po' a dieta, ma il lesso con la pearà resta sempre in caldo a San Zeno. Ecco mangiarlo a giugno con il caldo potrebbe essere un bel voto da fare per uno dei tecnici più scaramantici della storia dell'Hellas Verona. A proposito lo sapete che il “Mandorlo” nella sua casa di Verona non prende mai l'ascensore Per lui la “Scala” oggi vale molto di più.

A scuola di calcio dal professor Mandorlini
L'INIZIATIVA. Piacevole serata alla Gran Guardia, col tecnico dell'Hellas in cattedra, nel ciclo di "lezioni" organizzate dalla società gialloblù per allenatori e appassionati. Il tema della serata era il 4-3-3, «... ma prima di tutto c'è la passione, la voglia di trasmettere valori. E' quello che ogni tanto non mi fa dormire la notte...»

15/02/2012
Sempre lui, il più amato di tutti. Pronto a regalare ancora momenti preziosi. Questa volta però Andrea Mandorlini non è sul campo a guidare i suoi ragazzi ma sul palco della Gran Guardia, ospite del secondo corso di formazione organizzato dal settore giovanile del Verona. Di fianco Stefano Ghisleni, responsabile del vivaio dell'Hellas e Giancarlo Filippini, capo degli osservatori gialloblu. Ci sono anche l'assessore allo sport Federico Sboarina, Paolo Paternoster, presidente di Agsm che ha sponsorizzato l'evento, ed ovviamente sedute in platea tante persone venute per ascoltare l'allenatore del Verona. Parte piano il mister. Gli chiedono del 4-3-3, è il tema della serata.

Ma è solo un pretesto per aprire il cassetto dei ricordi. «Sinceramente ero un po' stufo del 4-4-2, la mia idea è sempre stata quella di avere tre attaccanti davanti pur con molte variazioni – attacca Mandorlini – stretti, larghi, con un trequartista, non importa, per me conta avere la possibilità di diversi riferimenti in avanti. Anche se sono stato un difensore amo il gioco offensivo, senza rinunciare all'equilibrio ma tenendo in mano la partita». Parla a braccio, poi gli chiedono concetti più specifici e il mister riempie mille cartelloni: nessuna lavagna luminosa, nessun computer, solo fogli, pennarelli e disegno a mano libera. «Il computer non lo uso mai, faccio tutto sulla carta, su mille foglietti sparsi qua e là. A volte mi sveglio la notte perché mi viene qualche nuova idea e la scrivo subito – racconta - non dovete mai perdere la voglia di trovare qualcosa di diverso, di inventarvi gli allenamenti e di proporre nuove idee».

Consigli, metodi, il tempo corre veloce, l'Hellas però è sempre al centro delle domande del pubblico. «In una squadra sono fondamentali le conoscenze, ma devono averle tutti i giocatori: è indispensabile per creare un gruppo forte, ci sono allenatori che scelgono modi più pittoreschi. A me piace il lavoro sul campo». Uno spettatore più intraprendente degli altri prende la parole e incalza il tecnico con mille domande, Mandorlini risponde volentieri, poi parte a briglia sciolta. «Oh, ma questo chi l'ha mandato, quelli del Gubbio?» applausi e risate, il mister sorride e va avanti a spiegare. Parla soprattutto di attacco, di movimenti avanzati, spiega nei dettagli cosa chiede ai suoi giocatori; accenna anche alle altre formazioni, porta l'esempio del Pescara di Zeman, maestro del gioco offensivo.

«Ma pensa te, questa sera, prima quello del Gubbio, adesso mi tocca anche parlare del Pescara» è una battuta dietro l'altra, con il microfono in mano potrebbe andare avanti per ore. «In Italia giochiamo male, nei settori giovanili si fa troppa tattica quando si dovrebbe puntare molto di più sulla tecnica. Bisogna tornare ad essere più allenatori e meno gestori. Oggi quello che fa sentire giocatori è quanto si guadagna, è assurdo – il bersaglio è un sistema che gli piace sempre di meno – una volta ti sentivi giocatore o allenatore per quello che facevi sul campo e basta».

Domanda dalla platea, il tema è il fallo tattico. «Non so se sono giusto per rispondere, direi che ero abbastanza falloso. Anche se non erano falli tattici i miei, andavo sull'uomo, è che proprio non capivo le finte» altre risate, Mandorlini si rivela anchorman efficace. La domanda sulla sua esperienza all'estero arriva quasi alla fine. «Mi ha fatto tornare più forte, dopo aver vinto campionato, coppa e supercoppa essere esonerato a pochi giorni dalla Champions League è stato un colpo durissimo, evidentemente però a tutto c'è un perché... poi sono arrivato a Verona e forse è così che doveva andare. Qui all'inizio il problema era mio, non certo della squadra, era il mio spirito. Continuavo ad essere troppo arrabbiato e non riuscivo a trasmettere quello che avevo in testa. Per chiudere non so bene cosa dire, se non che quello che conta è la passione. Riuscire a trasmettere conoscenze, valori, ma farlo sempre con una passione incredibile, infinita. Quella che ancora oggi a volte non mi fa dormire la notte».
Luca Mazzara

«Serie A? Ne riparleremo dopo Torino e Genova»
MANDORLINI IL TEMPOREGGIATORE. Il tecnico gialloblù predica calma nonostante la classifica
Difende a spada tratta Tachtsidis: «È incredibile che già dopo due passaggi ci sia già chi urla di cambiarlo È forte e giovane: se non è morto non lo cambio»

12/02/2012
Meglio stare calmi e ripararsi dagli spifferi dell'entusiasmo. La vittoria con l'Ascoli «è importante per i punti e per come è venuta», spiega Andrea Mandorlini. Ma è prematuro parlare di obiettivi futuri: «Meglio aspettare ancora un un po'». In compenso la missione salvezza è conclusa... «Spero di sì. È una classifica in cui corrono tutti. Anche in questo caso aspettiamo». Meglio parlare della partita. «Che non sarebbe stata facile lo sapevamo. Sono contento della calma che hanno dimostrato i ragazzi: hanno giocato con tranquillità creando un paio di occasioni nel primo tempo, quando la partita poteva già aprirsi. E poi abbiamo avuto sempre grande equilibrio. La vittoria credo sia indiscutibile. Come è indiscutibile il contributo di Hallfredsson».

La rosa numerosa sembra essere il segreto del Verona: è così? «È vero, siamo tanti. E questo ci permetterà di recuperare: ne abbiamo bisogno. Così come bisognerà mantenere gli equilibri tra chi gioca e chi non gioca. È ovvio che tutti vogliono scendere in campo e partecipare a quest'avventura. Anche oggi abbiamo cambiato quattro-cinque pedine e chi è entrato s'è fatto trovar pronto. Questo fa ben sperare». La possibilità di cambiare spesso diventerà una costante da qui alla fine? «Non lo so. Oggi è stato così: ci ho pensato fino alla fine, tanto che anche loro non sapevano come avremmo giocato». Resta il fatto che dopo il vantaggio l'Ascoli ha creato un paio di occasioni anche se è rimasto lontano dallo specchio della porta. «È vero: e potevano buttarla dentro magari di testa. Il fatto è che noi abbiamo cominciato a giocare in maniera egoista. Tutti volevano fare la giocata importante per chiudere la partita.

Poi abbiamo fatto qualche errore in disimpegno rischiando di ripetere quanto successo a Padova». Ci ha pensato Tachtsidis, al suo primo gol in gialloblù... «Sono davvero contento per lui. È incredibile quello che accade al ragazzo: dopo un paio di passaggi c'era già chi urlava di cambiarlo. Questa cosa mi fa inc..., mi fa venire il nervoso. Lui è un giocatore fantastico, giovane e credo che gli si debba concedere anche di sbagliare qualche volta. E comunque, per quanto mi riguarda se non è morto non lo cambio». Tra l'altro il greco è il 14esimo gialloblù che va a segno: quasi un record. «Mi pare che manchino all'appello Mareco ed Esposito. Speriamo di continuare così». Ad un certo punto della ripresa hai ridisegnato la squadra. «Sì, come a Parma ed a Cittadella. Eravamo in vantaggio ed ho messo la difesa con tre centrali aggiungendo Mareco a Ceccarelli e Maietta, con Cangi e Pugliese esterni. Anche pensando ai centimetri, visto che loro potevano metter dentro qualche pallone pericoloso. Non dimentichiamo che per recuperare avevano dentro quattro attaccanti. Così ho preferito consolidare la squadra. Tant'è che da quel momento in poi non abbiamo più rischiato nulla».

Tornando al primo tempo: perché tanta fatica? «Non è mai facile trovare spazi e verticalizzazioni contro una squadra che si chiude con tutti i dieci uomini dietro la linea della palla ed in cinquanta metri. Il rischio è di concedere campo a giocatori veloci come Papa Waigo che, invece, Maietta ha tenuto benissimo». A questo punto, a salvezza praticamente archiviata, si può cominciare a parlare di obiettivi? «Abbiamo la possibilità di puntare ad un traguardo importante: la gente dagli spaltilo cantava. Ma preferisco vivere alla giornata. Io continuo a dirlo ed a ripeterlo ai ragazzi». La classifica però è lì... «È vero: abbiamo una classifica buonissima. Ma è la stessa dell'andata. Ci sono ancora tante gare, tanti scontri diretti. È ancora presto per puntare ad un obiettivo». Quando si potrà farlo? «All'andata pareggiammo col Gubbio e con la Sampdoria e poi perdemmo col Torino. Adesso aspettiamo gli umbri in casa e poi dovremmo andare a Genova e Torino...».
Bruno Fabris

FONTE: LArena.it

Mandorlini: "Felice soprattutto per Tachtsidis, si tratta di un giovane fantastico come Jorginho, qualche errore possiamo concederglielo. I ragazzi ci stanno dando una grossa mano"

mercoledì, febbraio 8th, 2012 | Posted by Orru
Verona, Mandorlini:”Da giocatore ho grandi ricordi di Ascoli”
Sabato prossimo andrà in scena Verona-Ascoli per la 27^giornata del campionato di Serie Bwin. Per il mister dei veronesi Andrea Mandorlini è una sfida densa di ricordi, visto che da calciatore ha vissuto per tre anni con la maglia bianconera. Al quotidiano ”L’Arena” affida le sue emozioni:”Sono stati tre anni splendidi – racconta – avevo fatto le giovanili nel Torino, un anno in B con l’Atalanta, poi il passaggio all’Ascoli in serie A. Una prova di maturità importante. Eravamo un bel mix, giocatori esperti e ragazzi più giovani. Sapevamo che c’era sempre da lottare per la salvezza, Rozzi e Mazzone erano due personaggi incredibili, sapevano trasmettere grande determinazione.

Eravamo una squadra di temperamento, nelle partite casalinghe gettavamo le basi per arrivare alla salvezza. Basta pensare al campionato 82-83. Allora c’erano i due punti per la vittoria, in casa abbiamo messo insieme 24 dei 30 punti a disposizione, dodici vittorie su quindici partite. In trasferta abbiamo fatto solo tre pareggi (con Genoa, Samp e Pisa) e ci siamo salvati lo stesso. Sono rimasto in contatto con molti dei miei ex compagni, ho sentito Mazzone a Natale, ho visto in campo Menichini e Novellino che erano sulel panchine di Crotone e Livorno. Con Enrico Nicolini siamo amici, è stato uno dei miei vice quando ho allenato il Cluj, in Romania. Alla base di quel gruppo c’erano valori umani importanti. Non è facile salvarsi per tre anni a fila con l’Ascoli, quella squadra l’ha fatto e ho lasciato un bel ricordo da quelle parti. E poi la mia vendita all’Inter ha portato un bel po’ di soldini nelle casse della società bianconera”.
di Marco Orrù

FONTE: SerieBNews.com


Hellas, niente acquisti. Ora tutto sul Grosseto
VOGLIA DI RISCATTO. Gialloblù al «Bentegodi» tre giorni dopo lo scivolone di Modena: «Magari ne perderemo altre ma nei prossimi cinque mesi può succedere di tutto». Mandorlini chiude in anticipo il mercato invernale: «Siamo a posto così. Pensiamo a giocare. Il Sassuolo? Festeggi. Ma i conti si fanno a maggio»

31/01/2012
«Niente acquisti, siamo a posto così». Vai a Sandrà, in un soleggiato pomeriggio di fine gennaio, per scoprire le strategie del Verona anti-Grosseto (rivale dei gialloblù stasera al «Bentegodi»), e ti imbatti invece nell'annuncio non proprio atteso di mister Andrea Mandorlini, che chiude ufficialmente il mercato di riparazione gialloblù con oltre ventiquattr'ore di anticipo. La dichiarazione è solenne, difficile pensare a un depistaggio. Più semplice ritenere che, ritenuti irraggiungibili gli obiettivi effettivamente rincorsi (Ricchiuti?), il club abbia deciso innanzitutto di tenersi i pezzi buoni ed evitare corse allo shopping disordinato. A dare l'addio è stato intanto Felice Natalino, sgambettato dai regolamenti e dalla leggerezza del club in fase di tesseramento: il difensore scuola Inter è già a Crotone, dove gli è stato garantito il posto da titolare, diversamente da quanto sarebbe successo a Verona.

Mandorlini comunque non si piange addosso, punta la prua contro il Grosseto e, già che c'è, manda pure qualche messaggio non troppo cifrato in direzione Sassuolo: «Dopo sabato ho sentito un sacco di cose su di me e sul Verona. Sul fatto che la mia assenza in sala stampa dopo la gara fosse diplomatica, per esempio, e non dovuta all'influenza. Adesso posso dire questo: il Sassuolo ha vinto e fa bene a festeggiare ma ci sono ancora cinque mesi da qui alla fine del campionato e può succedere di tutto. I conti si fanno a maggio». La mimica facciale è decisamente espressiva. Quasi teatrale. Il sorriso scompare sotto l'atteggiamento vagamente accigliato: «A Modena la partita è andata, l'abbiamo persa. Magari non sarà l'ultima che perderemo. Ci sono ancora cinque mesi lunghi, pesanti. Può succedere di tutto», ripete.

«Ho letto di tutto e di più, sulla mia mancata intervista... È giusto accettare ma fino a un certo punto. Siamo consapevoli che è un campionato difficile ma anche che finora abbiamo fatto non bene ma benissimo. E che ci mancano 6, 7 punti per raggiungere l'obiettivo prefissato a inizio stagione dopo cinque anni di calvario. Poi vedremo. Arrivati lì valuteremo. Magari adesso non stiamo benissimo ma forse staremo meglio quando conterà. E prima o poi conterà». Quasi una minaccia. Certamente una dichiarazione all'insegna dell'ottimismo: «Mi danno fiducia le dichiarazioni dei miei giocatori», aggiunge il tecnico del Verona. «È giusto che qualcuno festeggi però i conti si fanno alla fine. E con questi ragazzi, grazie a Dio, questi conti alla fine sono sempre tornati». E poi: «A Modena c'è stato anche qualche segnale positivo» però «non eravamo carichi come il Sassuolo e gli episodi non sono mai girati a favore. Un po' come era successo a Pescara». Mandorlini in ogni modo ci crede. Crede nell'Hellas e in un futuro ancora proiettato nelle zone alte della B: «Vi pare che perdo una gara e smetto di crederci? Non smetterei neanche se dovessimo perdere col Grosseto», spiega.

«Probabilmente da qui alla fine ne perderemo altre ma ne posso anche vincere tante come del resto è già successo». Quanto al mercato «ho parlato col presidente», chiarisce Mandorlini. «È l'unica persona con cui parlo. Non cambierà niente. Non arriverà nessuno. Abbiamo deciso assieme di percorrere questa strada. Non ci sono tanti discorsi da fare. Concentriamoci sulla partita col Grosseto». Che è «una sfida difficile contro un'avversaria importante, partita in estate con obiettivi ben delineati» e che «ha attaccanti fortissimi, Sforzini, per dire, lo conosciamo tutti». L'allenatore del Verona ricorda che «il Grosseto ha avuto un andamento magari un po' altalenante però è lì. Ha grandi aspirazioni, vuole i play off e verrà a Verona per fare una grande gara. Partita difficile ma noi ce la giocheremo. Non saremo al cento per cento - è normale viste tutte le partite giocate - però ci siamo».

Tra le pieghe della conversazione c'è tempo per una picola digressione su Natalino («avevamo pensato di reintegrarlo, poi gli è arrivata questa opportunità per andare a giocare da titolare, ha scelto di andare e lo si può pure comprendere», commenta Mandorlini) e per una difesa accorata di Sasa Bjelanovic: «Ho letto tante cose su di lui», dice. «Ma Sasa ha fatto due gol, è stato determinante in almeno tre, quattro partite. È un giocatore importante. Lo è in campo, lo è fuori. È uno che fa spogliatoio, è giocatore di carisma, ha grande carattere. In questo senso lui esprime in pieno le caratteristiche di questa squadra». Forse non basterà per vederlo in campo dal 1' stasera, anche se il giocatore è «pienamente recuperato». Ma lo è anche Nick Dinamite Ferrari, favorito per la maglia. Quanto agli altri titolari, out i due squalificati (Mareco e Galli) e Hallfredsson (in dubbio anche per Padova), Mandorlini potrebbe concedere un po' di riposo a Jorginho e riproporre il 4-3-3 con D'Alessandro e Gomez incursori laterali, con Ceccarelli in difesa e Doninelli sulla mediana. Mirino sul Grosseto dunque: c'è da riprendere la corsa.
Francesco Arioli

«Ai supplementari sarebbe iniziata un'altra partita»
ANDREA MANDORLINI

11/01/2012
Ci si è messo il Profeta a rovinare la notte perfetta dell'Hellas all'ultimo giro di lancetta. Fin lì Andrea Mandorlini le aveva azzeccate tutte. Primo tempo di attesa. Ripresa all'arrembaggio. Due cambi perfetti. Berrettoni entra e dimezza. D'Alessandro fa il suo ingresso e si prende la scena depositando in porta la palla del pari.

Verona commovente. Impavido e senza limiti. Poi la beffa. Ma la notte resta pur sempre carica di magia.
Mandorlini, la rabbia alla fine…

Ero quasi sicuro di portare la partita ai supplementari. Poi quel gol. Bello, per carità. Ma quando alla Lazio concedi 5-6 tiri dal limite, uno per forza di cose finisce dentro. Purtroppo è successo all'ultimo istante.

Non fosse successo?
Eravamo carichi. Quando riprendi per i capelli una partita del genere poi vai di corsa fino alla fine. Ai supplementari sarebbe iniziata una nuova partita.

Avete messo paura alla Lazio.
I ragazzi hanno fatto una grande partita. Nel primo tempo siamo stati forse troppi titubanti. Per molti è stata la prima volta in questo stadio. E in più sei undicesimi della squadra si sono trovati in campo dopo essere rimasti fuori a lungo. Forse ho esagerato un po' nelle scelte iniziali. Ma era giusto fare così. E la risposta non è mancata. Abbiamo retto, abbiamo commesso qualche errore. Abbiamo concesso anche qualcosa. Un gol l'abbiamo regalato. Ma ci sta.

Eppure sotto di due sembrava finita. Ma il Verona rinasce. E dimostra ancora una volta di essere senza limiti. O no?
Siamo una squadra che crede, che non molla, che si esalta. E che prova sempre a fare quello che le riesce meglio.

Ha azzeccato pure i due cambi.
Berrettoni e D'Alessandro sono romani. Per loro la partita era importante. Sono stati bravi ad entrare con lo spirito giusto e a rimettere in discussione l'incontro.

Il Verona ha dato tutto quando tutto sembrava perduto.
Sì, meglio il secondo tempo. Ci siamo sciolti, siamo andati più volte sul fondo, abbiamo giocato il nostro calcio. Abbiamo avuto pure qualche pallone importante. Era fondamentale attaccare gli spazi e concedere poca iniziativa all'avversario. Credo che ci siamo riusciti visto che all'ultimo minuto la partita era in perfetta parità. Ricordiamoci chi avevamo di fronte. Ho visto pure una spinta su Abbate...

Reja ha detto: il Verona ha impressionato. Ci ha impegnato oltre misura
L'ha decisa una prodezza di Hernanes la partita. La Lazio voleva rilanciarsi e ha trovato la giocata del campione all'ultimo istante. Purtroppo ci eravamo illusi di poterla portare avanti ancora per un'altra mezzora.

Il sapore amaro della beffa deve però lasciare spazio alla consapevolezza di avere giocato una grande gara.
Abbiamo fatto la nostra partita. Non posso dire nulla ai ragazzi. La prestazione credo sia piaciuta. Ripeto: la beffa del gol all'ultimo minuto magari mette in ombra quanto fatto fino a quel momento. Ma la squadra ha disputato un'ottima partita.

Che cosa le è piaciuto di più del Verona quasi da sogno visto all'opera all'Olimpico?
La ripresa, la rimonta, la capacità di riprendere in mano la partita e di provare pure a fare qualcosa in più.

E il Verona di sempre. Quello di quest'anno.
Quello che se la gioca con tutti. E che vuole dare sempre tutto.

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Nessuno gioca per perdere"
Postata il 09/01/2012 alle ore 16:06
"Sarà una partita difficile ma cercheremo di dare un'altra gioia ai nostri tifosi"
SANDRA' - "Siamo orgogliosi della grande presenza di tifosi gialloblù all'Olimpico. Cercheremo di dargli un'altra gioia, ci aspetta una partita difficile, troveremo la Lazio in un momento non proprio felice che gli garantirà ulteriori motivazioni. L'ambiente sarà pronto per uscire da un momento di crisi, noi stiamo bene e cercheremo di dar vita ad una buona gara". Introduce così Andrea Mandorlini gli Ottavi di Finale di TIM Cup, in programma domani contro la Lazio.
"Nessuno gioca per perdere - continua l'allenatore dell'Hellas Verona -, ce la metteremo tutta per conquistare la qualificazione al turno successivo. Dopo la sfida col Modena dobbiamo contare qualche infortunio, siamo un pò malconci, ma la rosa è ampia. Gli stimoli faranno la differenza, tutti ne avranno. Per quanto riguarda le scelte, facciamo i conti con giocatori che sono lontani dal terreno di gioco da vari mesi, col passare dei minuti richiederebbero diversi cambi, bisogna stare attenti a schierarli dall'inizio.
"Gli uomini di Reja vorranno far bene davanti al proprio pubblico, c'è in ballo un Quarto di Finale di Coppa Italia, credo sia nell'interesse di una società importante andare avanti. Vinca il migliore, dobbiamo restare concentrati perchè ogni partita può riservare sorprese".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


«Quando il gioco si fa duro allora entra Thomas»
MR VITTORIE. «Più cattivi e nel primo tempo saremmo stati perfetti»
Mandorlini butta in mischia Thomas perché il match «si stava facendo spigoloso e lui era perfetto» «Non penso alla A, né alla classifica e né ai record»

11/12/2011
Cambi perfetti? «Sì», dice Mandorlini, «a volte ci prendo». Sorride appena, cerca di tenere l'aplomb, indossa ancora e ostinatamente l'abito «salvezza»: si sente più a suo agio e non vuole sentire parlare di classifica, di numero di vittorie consecutive - 8 adesso - di record (e se vince a Varese sarà il record della serie B) e men che meno di serie A. Guai. «Quella me la guardo alla televisione», ribatte secco. Mandorlini ripete come un mantra: «Piedi per terra, pensiamo ai 13 punti per la salvezza e andiamo avanti con calma, partita dopo partita». Come dire: giornali e tv scrivano quello che vogliono, ma io i miei ragazzi li devo tenere inchiodati a terra, al presente: amaro è il ricordo con il Vicenza quando, dopo 7 vittorie consecutive, dice, tutti parlavano di lui e della sua squadra in serie A. E la A non arrivò. E quindi calma. Ma classifica, vittorie, record e profumo di A ci sono.

Non si sta bene sull'ottovolante Mandorlini?
«Sono contento, la partita era difficile, abbiamo avuto occasioni, preso due pali, fatto gioco, creato occasioni, arginato le ripartenze dell'Albinoleffe che può essere micidiale. E infine, segnato in un momento delicato perché nonostante il gioco il gol non arrivava, i tempi si allungavano e iniziavamo a essere nervosi, cresceva la tensione».
Quand' ecco che spunta Pichlmann...
«Lo avevo detto a Thomas che sarebbe potuto essere determinate: la partita stava diventando nervosa, spigolosa e lui con Sasa Bjelanovic potevano fare la differenza».

Il gol infatti lo hanno costruito in tandem: area affollata, la palla arriva sulla testa di Bjelanovic che allunga a Piki che insacca a 8 minuti dalla fine facendo esplodere il Bentegodi. Una liberazione. E per l'attaccante austriaco un altro gol pesantissimo sotto la curva sud che espolde e che vale tre punti. Per lui il terzo gol partita.
Perfetto.
«Cambi perfetti, sì», commenta Mandorlini. «Ma ricordiamo anche che il gol è arrivato sulla spinta di una squadra che ha costruito senza sosta per non parlare di Ferrari che ha corso, lottato senza tregua sfiancando i due centrali dell'Albinoleffe e contribuendo così a spianare la strada alla vittoria».

Se vince a Varese sarà il record della B.
«Se parliamo di risultati positivi va bene, ma adesso è la squadra che mi interessa. Mi è piaciuta tantissimo nel primo tempo, perfetti, tutto secondo i piani e come ci eravamo preparati. Tanto, tanto, tanto belli, poco incisivi però. Avremmo dovuto avere un pelo di cattiveria in più sotto porta, ma il mio Verona è quello del primo tempo».

E ora sta proprio in alto in classifica.
«Giochiamo le partite e in questo momento sta girando in modo positivo, siamo contenti. Non ci speriamo? Certo che speriamo, chi non ha speranza?»

Tra l'altro il Verona sta segnando parecchio...
Mandorlini non risponde... guarda in alto, guarda in basso, Cerca qualcosa sotto la giacca senza trovarla. E poi si «tocca» scaramanticamente.
Nel primo tempo si sono visti anche diversi tiri da fuori, anche se spesso fuori target
«Fuori target? Ma se dopo la traversa di Tachtsidis la palla è tornata fino a centrocampo...».

A gennaio che succede, parliamo di mercato?
Non parlo di mercato

Per Maietta si parla di prova tv per il contatto con Hetemaj.
Non ho visto

La serie A la vede?
Sì, stasera in televisione».
Marzio Perbellini

FONTE: LArena.it


sabato, dicembre 10th, 2011 | Posted by ferrantetommy
Verona, Mandorlini eguaglia Prandelli e Deschamps
Inarrestabile. Il Verona prosegue il suo cammino di avvicinamento alla vetta della classifica ottenendo l’ottava vittoria consecutiva della sua incredibile striscia positiva. La vittoria in casa contro l’Albinoleffe consente agli uomini diretti da Andrea Mandorlini di eguagliare il record ottenuto nella stagione 98’99’ da Cesare Prandelli con la formazione scaligera. A quei tempi c’erano Stefano Guidoni, Alfredo Aglietti Nicola De Vitis e Fabrizio Cammarata ad incantare gli sportivi del Bentegodi. Ora ecco Juanito Gomez, Thomas Pichlmann, Emil Hallfredsson tre, per citarne alcuni, degli artefici della cavalcata gialloblu. Inoltre il Verona è alla quarta partita senza subire reti. Nella stagione 2006 2007 la Juventus di Didier Deschamps. Si interrompe dopo sei risultati utili la marcia dell’Albinoleffe, proprio sul terreno veneto.

sabato, dicembre 10th, 2011 | Posted by marruloren
Verona, Mandorlini: “Non pensiamo alla classifica. Vittoria sofferta ma meritata”
“Siamo contenti, conoscevamo le difficoltà della partita, abbiamo avuto le nostre occasioni”. Così il tecnico del Verona, Mandorlini commenta la vittoria interna contro l’Albinoleffe; un successo che proietta sempre di più il Verona nei quartieri alti della classifica e rafforza le ambizioni degli scaligeri.
La vittoria è stata firmata dall’attaccante Thomas Pichlmann, sul quale Mandorlini ha creduto fortemente: “Ho detto a Thomas – ha proseguito Mandorlini – che sarebbe stato utile nel finale, sono stati molto bravi sia lui che Bjelanovic che ci hanno creduto fino in fondo sull’azione del goal. Queste sono vittorie molto sofferte, ma proprio per questo sono ancora più belle.

Nel primo tempo abbiamo giocato bene, ma c’è mancata un pò di cattiveria. Poi man mano che il tempo passava, aumentava anche la pressione e c’era sempre il rischio di subire un contropiede. L’Albinoleffe è una squadra temibile ed è una delle migliori del campionato nelle ripartenze. Noi abbiamo creato diverse occasioni e alla fine la nostra pazienza è stata premiata dal campo”.
Infine Mandorlini ha fatto una battuta sulla situazione di classifica, visto che adesso il Verona non si può più considerare una sorpresa: “Non pensiamo alla classifica – ha concluso Mandorlini – pensiamo alla prossima partita, come sempre. Da ora in poi dovremo stare più attenti perché gli altri contro di noi vorranno vendere cara la pelle.
Lorenzo Marrucci

FONTE: SerieBNews.com


martedì, dicembre 6th, 2011 | Posted by Matteop
Verona, ESCLUSIVO/ Andrea Mandorlini: “Sono molto orgoglioso dei miei ragazzi, ma continuiamo a vivere alla giornata”
Succede spesso che si vivano favole in quel di Verona. Anni fa ci eravamo innamorati di quella Chievo, visto che l’Hellas eravamo abituati a vederla impegnata ad alti livelli. Sono passati ormai dieci anni e le cose si sono capovolte, ma la favola continua a vivere stavolta con i colori dell’Hellas Verona.
Sette vittorie di fila, otto se si conta la Coppa Italia, lanciano la squadra di Mandorlini ai piani alti del campionato cadetto e c’è da scommettere che non sia finita qui.
E’ intervenuto in ESCLUSIVA per SerieBnews.com Andrea Mandorlini, che ha commentato con noi questo momento d’oro dei suoi.

Mister, come vivete questo straordinario momento?
“Siamo molto contenti, c’è poco altro da aggiungere. Sono orgoglioso dei miei ragazzi, soprattutto perchè oltre a vincere giochiamo bene. La partita di Livorno poi non era assolutamente facile”.

Come avete fatto a mantenere la concentrazione dopo la straordinaria vittoria del Tardini?
“Le vittorie ti danno sicuramente forza, però ogni partita è una storia a sè. Ci tenevamo a fare bene a Livorno, siamo felici di esserci riusciti”.

Ora come andate avanti?
“Viviamo alla giornata. Non pensiamo alle vittorie, ma a fare bene nella giornata che segue. Questo deve essere lo spirito, per provare a continuare su questa strada”.
Matteo Fantozzi

FONTE: SerieBNews.com


Mandorlini attacca Gibellini «Ma lui lavora per il Verona?»
SEPARATI IN CASA. Il mister soddisfatto per la vittoria del Verona. «Battuto il record? Penso solo alla squadra»
«Ha detto che non farà il mercato? Lasciate stare, non parlatemi di lui Siamo secondi, godiamoci questo momento, con i piedi per terra»

04/12/2011
Bruno Fabris
LIVORNO
«Gibellini dice che non farà mercato a gennaio? Non mi importa niente. Non parlatemi di lui. Lavora per il Verona? Io penso alla squadra». Andrea Mandorlini timbra il settimo sigillo consecutivo in campionato - e sono otto se si aggiunge la vittoria di Coppa Italia col Parma - ma sembra prendere le distanze con la società. O, per lo meno, con una parte di essa. Un brutto segnale. L'unico in casa Verona che da ieri sera si gode il secondo posto in classifica. «È vero: siamo secondi. Ma non guardo la classifica. Io penso giornata per giornata e sono contento per come la squadra ha giocato. Punto». Non lo dice, ma fa fatica a nascondere la soddisfazione di aver vinto all'Ardenza. Non solo perché non succedeva dal 1932, ma anche perché da Livorno lo divide una rivalità che risale a quando allenava lo Spezia. Non ha caso ha ricevuto insulti dall'arrivo del pullman alla partenza dallo stadio. Partita compresa. «Ribadisco che allora meritava di essere promosso lo Spezia, non il Livorno», la sentenza finale.

In fondo con il Verona quest'anno si sta riprendendo quello che gli venne tolto allora. Anche se Mandorlini ribadisce che «non mi devo riprendere nulla. Mi prendo quello che ha fatto la mia squadra: ha sofferto, ha vinto. Ovvio: la superiorità numerica cio ha favorito. Ma siamo stati bravi a non cadere nelle provocazioni del Livorno. In campo c'era una squadra molto nervosa, anche per il particolare momento che sta attraversando: ma certi interventi che si son visti fin dall'inizio... Bravi i miei a dimostrare maturità. Anche di questo sono contento».

Con quella di ieri Mandorlini ha eguagliato il record personale di vittorie consecutive: otto. «Sì. Per ora è un pareggio. Ma lasciamo stare i record. Oggi c'era da vincere su un campo ostico per me e per la squadra: non m'importa del record». Anche della classifica non importa nulla? «Ma figuriamoci... Mancano ancora così tante partite che è inutile guardarla oggi. Certo: le gioie che siamo raccogliendo non le dimentichiamo certo. Va bene così soprattutto per la gente che anche oggi ci ha seguito numerosa. Ma da qui a giugno devono passare tanti giorni, tante partite e tanta acqua sotto i ponti». Gli parli dei gol di Maietta e di Jorginho e gli brillano gli occhi. Anche se replica con un secco «sono giocatori del Verona: il problema è quando i gol li segnano i nostri avversari«.

A Livorno non è successo. «A Mimmo sì. Non ha mai fatto gol in carriera ed è già arrivato al secondo. Bene così». Anche perché l'impressione che dà il Verona è di una sicurezza estrema: vince senza dare il senso della fatica. «Magari. Fatichiamo: e tanto. Venivamo da una settimana dura, con l'impegno di Coppa. Ma avevo chiesto ai giocatori un favore personale, visto l'ambiente che mi aspettava. E loro hanno vinto faticando».
Il Verona si sta anche godendo una panchina lunga. Lunghissima se si pensa a giocatori come Berrettoni e Bjelanovic rimasti a casa. «Ho una rosa che prepara le partite bene e gioca chi deve, per stato di forma e per esigenze tattiche». Ma la rosa lunga può venir buona per il nuovo traguardo che il Verona può, forse deve darsi? «Non lo so. So che siamo secondi ma anche che dobbiamo recuperare le forze. Certo: il momento è positivo. Sfruttiamolo. Poi si vedrà».

«Macché record... penso alla sfida di Livorno»
LA STRISCIA POSITIVA. Arriva la sesta vittoria consecutiva per l'Hellas, l'allenatore aveva messo insieme sei successi di fila quand'era sulla panchina del Vicenza
Cresce l'entusiasmo nell'ambiente Mandorlini predica ancora umiltà «I ragazzi hanno fatto molto bene ma questo è un momento delicato»

27/11/2011
Macché record. Andrea Mandorlini non ci vuole nemmeno pensare. «Stiamo facendo bene, viviamo alla giornata - ammette l'allenatore del Verona - stiamo raccogliendo i frutti del nostro lavoro e questo mi fa piacere». Sei vittorie consecutive, s'è lasciato alle spalle le «striscie positive» firmate da Bagnoli e Piccioli, ora il mister dell'Hellas s'è lanciato alla caccia di Prandelli che nel '99 ha messo insieme otto successi di fila. Fa finta di nulla ma sotto, sotto, lui ci crede. Lui che ha collezionato ventiquattro risultati positivi consecutivi con l'Atalanta nella stagione della promozione dalla B alla A, lui che ha vinto sette volte con il Vicenza. «Ma quell'anno lì - ricorda - non siamo neppure andati in A».

Neppure l'Hellas vuol pensare alla serie A, almeno per il momento. Ma guardi e riguardi la classifica e vedi un Verona sempre più in alto, al quarto posto con il Padova, a un solo punto dal Sassuolo terzo. La vittoria sulla Reggina regala entusiasmo a tutto l'ambiente. «Abbiamo battuto una squadra forte - spiega Mandorlini - e abbiamo vinto meritatamente, soprattutto per quello che abbiamo fatto nel primo tempo. Abbiamo giocato veramente bene, abbiamo sempre tenuto in mano le redini del gioco senza rischiare nulla. Nel finale di gara abbiamo sofferto un po' ma ci sta, loro hanno gettato in campo tanti giocatori di qualità, soprattutto in attacco. Hanno cambiato qualcosa anche dal punto di vista tattico, si sono sbilanciato con quattro pune e hanno cercato il pareggio. Però siamo stati bravi a ripartire, potevamo chiudere prima la partita, questo si può considerare l'unica imperfezione della nostra partita».

Ancora una volta Thomas Pichlmann ha fatto centro È partito da titolare e non ha fatto rimpiangere Ferrari che ha scontato un turno di squalifica. Una buona prestazione e un gol pesante, da tre punti, com'era successo con il Brescia. «Ve l'avevo detto anche alla vigilia cheavrebbe giocato lui - sorride Mandorlini - e questa volta non vi ho fatto sorprese. Si è fatto trovare pronto ancora una volta. Ancora una volta i ragazzi sono stati bravi, hanno tirato fuori le ultime energie. L'organico è buono e nessuno si tira indietro ma in questo momento siamo un po' in sofferenza, le scelte sono limitate».
E martedì ci sarà la sfida con il Parma per la qualificazione agli ottavi di Coppa Italia. «Purtroppo viene in un momento delicato - sottolinea Mandorlini - abbiamo faticato tantissimo per battere il Vicenza e il Sassuolo e vorrei giocarmi tutte le chance ma ci sono giocatori contati, molti di loro hanno sempre tirato al massimo, hanno bisogno di un po' di riposo».

Anche perchè sabato prossimo l'Hellas dovrà affrontare il Livorno, una trasferta delicata, una partita «speciale» anche per Mandorlini. «In effetti i tifosi livornesi non mi vogliono un gran bene - spiega l'allenatore gialloblù - ma questo fa parte del calcio, ormai ci sono abituato. Attenzione, però, la posizione di clasifica del Livorno può illudere qualcuno. Non è così. Sono una buona squadra, molto temibile, soprattutto in casa». Un altro passo avanti verso la salvezza, l'obiettivo primario del Verona al primo anno di B. Ma dopo sei successi consecutivi non è così facile nascondersi. «Potrei ripetere discorsi un po' scontati - conclude Mandorlini - e quindi preferisco lasciar perdere e voltare pagina, bisogna guardare avanti. Dobbiamo giocare sempre con questa fame, con questa grinta, con la voglia di portare a casa il risultato. La scelta di riproporre Jorginho? Aveva fatto bene a Empoli, è un ragazzo che ha qualità, ci può dare grande equilibrio a centrocampo, va bene così».
Luca Mantovani

Mandorlini non stacca mai i piedi da terra
PARLA IL MISTER. Il tecnico applaude la prova dei suoi, la grande personalità esibita anche ad Empoli, ma non vuole sentir parlare di classifica e di sogni proibiti
«Credetemi, adesso bisogna stare tranquilli. I giovani? Trapattoni diceva che sono come i ghiaccioli, bisogna succhiarli piano piano...»

20/11/2011
Luca Mantovani
EMPOLI
Difficile chiedere di più al Verona. La quinta vittoria consecutiva arriva con tre squilli di tromba, accompagnata da una prestazione da incorniciare. Soddisfatto mister Mandorlini. «Una buona gara - ammette l'allenatore del Verona - anche se abbiamo sofferto nella fase finale. Abbiamo commesso un paio di errori così s'è risvegliato l'Empoli».

Si aspettava un Empoli così rinunciatario per gran parte dell'incontro?
«Tutto sommato sì, l'Empoli ha fatto la solita partita, come avevo visto nei tre o quattro dvd che ho visionato. Una squadra attenta, compatta che però ha quattro o cinque individualità importanti, giocatori che possono fare la differenza dal primo all'ultimo minuto. Una bella giocata, l'errore di un avversario... Avete visto cos'è successo alla fine, abbiamo fatto un piccolo errore e ci hanno castigato».

C'è qualcosa ancora da limare?
«Bisogna sempre lavorare per fare meglio. Sono soddisfatto della prestazione ma alcuni passaggi a vuoto vanno rivisti, se la squadra si siede tutto diventa più difficile, dobbiamo continuare su questa strada, con la stessa umiltà, la stessa grinta».

Un Verona di grande personalità...
«Questo mi fa piacere perchè vuol dire che la squadra è consapevole dei propri mezzi. Lo ripeto, a parte qualche minuto di sbandamento nella fase finale abbiamo sempre fatto la partita, abbiamo gestito la palla senza paura, abbiamo creato occasioni da gol. E dopo il due a uno non abbiamo perso la testa, alla prima occasione siamo ripartiti e abbiamo fatto il terzo gol».

Bravissimo anche Jorginho...
«Bravi tutti, bravo Jorginho. Un ragazzo di vent'anni che può giocare in tutti i ruoli del centrocampo, però mi piace in quel ruolo, ha grande senso tattico, conquista palla, detta i tempi, riparte. Con lui in mezzo al campo possiamo allargare un po' di più Hallfredsson che così trova più spazio, soprattutto in trasferta. E' stato così anche a Empoli».

L'Hellas ha chiuso la gara con quattro '91 in campo...
«Trapattoni ripeteva sempre che i giovani sono come i ghiaccioli, vanno succhiati piano piano... Sono contento della crescita di questi ragazzi ma non dobbiamo bruciarli, bisogna gestirli bene».

Tachtsidis davanti alla difesa e quattro a centrocampo. Una novità tattica?
«No, un modulo molto simile a quello che avevamo adottato a Bari, per esempio. In quel caso c'era Galli in campo. Con l'Empoli ho provato Jorginho, doveva appoggiare le punte in fase offensiva e arretrare sulla linea centrale nelle ripartenze avversarie. È andato tutto molto bene».

L'Hellas scala la classifica, cresce l'entusiasmo...
«Credetemi, adesso dobbiamo stare tutti con i piedi per terra. Dico che non guardo la classifica perchè è così, non voglio fare troppi programmi adesso. Sono felice perchè la squadra sta bene, perchè stiamo facendo bene. Sapevo che la gara con l'Empoli sarebbe stata difficile ma avevo fiducia in questo gruppo. Sono stato ripagato».

Mandorlini riporta tutti a terra «Adesso contano solo i punti»
LA PALLA AL MISTER. Sei punti nelle ultime due gare e la squadra rivede i «quartieri alti» ma il tecnico frena
«Qualche volta abbiamo giocato anche troppo bene e raccolto poco Il nostro campionato è in sospeso, è presto per parlare di obiettivi»

06/11/2011
Essenziale come sempre. Pratico come il suo Verona. Meglio non andare troppo per il sottile, soprattutto di questi tempi. Dai pugni al cielo dopo il Brescia alla voce dura prima di Bari. Senza troppi fronzoli o ricami inutili. Andrea Mandorlini va dritto al nocciolo della questione, senza dribbling o finte superflue. La sostanza prima di tutto, secondo il teorema dei vincenti.
«Contano i punti, contano solo i risultati. Questa è la verità. Se poi li ottieni facendo altre buone cose meglio, altrimenti fa niente. Qualche volta abbiamo giocato troppo bene e raccolto troppo poco. In un campionato lungo come la serie B non si possono giocare 40 partite tutte benissimo. Adesso lo abbiamo capito tutti, importante è cercare di ottenere il massimo sempre. Col Cittadella e il Brescia ci siamo riusciti, prima no. Il Verona però è sempre stato il Verona. Con le sue idee, le sue convinzioni ed una precisa fisionomia di gioco. Magari di periodi così ne avremo altri. Fondamentale però è restare tranquilli, come lo siamo stati noi prima del Cittadella».

VERSO IL SAN NICOLA. Il Bari gli consegnerà altre risposte, ultima tappa di un miniciclo di tre contese cominciato bene e proseguito ancora meglio. «Troviamo una squadra appena retrocessa, con valori importanti. Speriamo non si sveglino con noi. Magari non è partito benissimo il Bari, ma ha un obiettivo dichiarato e tutta l'intenzione di risalire in fretta. È una partita che va approcciata al meglio, soprattutto dal punto di vista mentale. Di sicuro la vittoria col Brescia ci ha dato molto. Ha fatto bene al morale. È servita a tutti, a chi gioca spesso e anche a chi gioca meno».

PROSSIMI PENSIERI. Non ha mai fatto una grinza Mandorlini, neanche quando il campo sparava sentenze non troppo gradevoli. Solo tre punti in cinque partite, una frenata pericolosa. «Pure allora le mie certezze non sono mai venute meno - racconta il tecnico gialloblù -. La serenità non ci è mai mancata, bisognava avere solo un po' di pazienza. Il nostro campionato è ancora in sospeso, di sicuro è presto per parlare di obiettivi finali. Almeno questo mi dice l'esperienza. Non so dove arriveremo, fino a che punto potremo spingerci. So solo che l'Hellas ha ancora molti margini di miglioramento, caratteriali e tecnici. Tutti possiamo e dobbiamo dare di più. Abbiamo fatto vedere cose più importanti di chi in classifica è molto più avanti di noi. Che ci manca ancora? Proprio nulla, dobbiamo solo continuare così».

PIKI A METÀ. Le soluzioni non gli mancano, compreso un Pichlmann ritrovato dopo la prodezza al Brescia. Mandorlini però ci va coi piedi di piombo. E puntualizza: «Thomas si è fatto trovare pronto, molte volte non lo era. Un po' ci ha messo del suo, un po' ci ho messo io del mio. Questo però non conta molto, non mi va di parlarne più di tanto. Il bene dell'Hellas viene prima di tutto. Punto e basta. Davanti possiamo contare su numerose opzioni, importante è averle e saperle sfruttare al momento opportuno. Peccato solo per le assenze di Berrettoni e Bjelanovic. Galli? È recuperato ma non ancora prontissimo, vedremo più avanti».

MISTER INSAZIABILE. Diciannove punti, i playoff lontani appena due. Il Verona regge il passo delle grandi o pseudotali, anche se Mandorlini quest'estate la firma non ce l'avrebbe messa. «Non firmo nulla a priori - conclude l'allenatore gialloblù - sapevo che l'Hellas poteva recitare un certo ruolo in serie B e così è stato fino ad ora. Alcuni passaggi a vuoto ci stanno, bisogna considerarlo un processo di maturazione, non dimentichiamo che siamo una matricola anche se la società ha tradizione, se la piazza ha passione. Stiamo facendo qualcosa di egregio, nessuno però deve e vuole accontentarsi. Tantomeno io».
Alessandro De Pietro

«La cosa più bella restano i suoi complimenti»
02/11/2011
Per la prima volta contro. Uno di fronte all'altro in un partita speciale per tutti e due. Animi diversi fuori dagli spogliatoi, quello di chi ha vinto la gara e quello di chi l'ha persa negli ultimi minuti: ma nel match del Bentegodi anche il piccolo Mandorlini può comunque festeggiare. Matteo per il suo debutto in serie B ha scelto proprio la partita contro la squadra di papà Andrea in un esordio sfortunato per il biondo centrocampista classe 1988, schierato dal tecnico bresciano nella gara del Bentegodi. Che ha applaudito forte l'abbraccio tra padre e figlio all'inizio del secondo tempo.

«Sono emozioni davvero belle, lui è sangue del mio sangue e non poteva essere una partita come le altre», esordisce il giovane Mandorlini. «In campo siamo avversari e ho pensato solo ad aiutare il Brescia, però mi hanno fatto piacere i suoi complimenti, erano quelli che aspettavo più di tutti». Di fronte in una gara che ha sorriso ai gialloblù grazie alla prodezza balistica di Thomas Pichlmann. «Papà lo faceva giocare poco negli ultimi tempi, magari poteva tenerlo fuori ancora un po'», scherza il centrocampista. «Sono contento che lui si trovi bene a Verona e che la città lo ami, anche se adesso il mio dispiacere è per la sconfitta della mia squadra. Se lui a volte esagera? Ha un carattere forte, quando ci sentiamo al telefono a volte devo tenerlo un po' calmo», sorride, «ma anche lui lo fa con me, siamo molto simili. Chi è più forte? Magari tecnicamente ho qualcosa in più, ma lui è stato un grande giocatore di serie A per tanti anni e quindi il paragone per adesso non si può proprio fare».
L.MAZ.

«Prima Matteo e poi Pichlmann. È stato come fare sei punti»
EUFORIA E ORGOGLIO. Il pomeriggio indimenticabile dell'allenatore: «Gara combattuta, vittoria sofferta ma meritata». Andrea Mandorlini tra il debutto del figlio nel Brescia e il gol da brividi in zona Cesarini: «L'emozione finale è stata la più intensa. A quel punto l'altra l'avevo già metabolizzata...»

02/11/2011
Da una parte il giubilo dell'allenatore, che centra l'obiettivo di giornata nel modo più spettacolare e inatteso; dall'altra l'orgoglio del padre che assiste al debutto del figlio - giovane promessa del pallone - su un palcoscenico prestigioso come quello della Serie B: nell'overdose di emozioni Andrea Mandorlini ha la fortuna di potersi pure scegliere la più appagante, la più intensa. E diciamocelo pure: anche la più dolce, la più tenera.

Ricapitolando: prima c'è l'ingresso in campo di Matteo, difensore delle rondinelle, che all'anagrafe fa sempre Mandorlini; poi - in ordine naturalmente cronologico - il prodigio di Thomas Pichlmann che acceca il Brescia e scatena pure l'urlo del tecnico: «L'emozione più grande resta quella finale», rivela il tecnico gialloblù. «Anche perché l'esordio di Matteo a quel punto l'avevo già metabolizzato. E poi sentivo che avrebbe esordito, non ero del tutto impreparato. Certo per me è stata una soddisfazione doppia: direi che è stata una giornata da sei punti».

I musi lunghi delle ultime conferenze stampa al Bentegodi sembrano appartenere a un'altra era: Mandorlini stavolta fatica ad amministrare l'entusiasmo: «Anche stavolta, come sabato, ho visto grande sacrificio. Siamo stati premiati. Qualche volta deve girare bene pure per noi. Meritata? Sì. Direi che è stata una partita molto combattuta», ammette Mandorlini. «Loro hanno giocatori bravi in mezzo al campo e dovevamo stare attenti alle ripartenze. Però anche noi abbiamo avuto le nostre occasioni. Potevano vincere loro, l'abbiamo fatto noi».

Dopo di che «l'episodio è sempre importante: altre volte ci ha detto contro, stavolta è andata a favore».
Quanto al fallo da rigore (non concesso) a D'Alessandro, il tecnico frena: «Sinceramente non l'ho visto, non posso giudicare. Preferisco parlare del gran gol di Thomas. Lo meritava. Ha masticato amaro, è rimasto a lungo ai margini però si è fatto trovare pronto e quindi sono contento per lui. Se ho un attaccante in più? Io l'ho sempre avuto. È che lui è... un austriaco, magari è un po' testardo e a volte mi ci devo anche arrabbiare. Ma gliel'ho sempre detto che le cose possono cambiare dall'oggi al domani. Lui si è fatto trovare pronto, meglio per noi».
Onesto, arriva anche il riconoscimento dei meriti altrui.
Si parla dello scarso filtro gialloblù a centrocampo. Il tecnico ammette: «Qualche problema l'abbiamo avuto ma bisogna riconoscere le loro qualità. Il Brescia è alla quinta sconfitta ma io ho visto tante altre gare. Gli è andata un po' come a noi. Spesso i risultati non sono venuti però hanno sbagliato rigori, hanno avuto occasioni... È un momento che non gli dice bene. È successo anche a noi. Serve pazienza».

Meglio guardare in casa propria allora e alle due vittorie di fila, «belle, entusiasmanti».
Poi la battuta su Doninelli: «Bene, ha fatto bene», lo incoraggia Mandorlini. «Ma sabato me l'aveva detto: "mister, guardi che io porto bene". Avevo dubbi sullo schieramento di partenza: alla fine mi è toccato metterlo ancora...».
Niente giudizi invece su Mandorlini junior. Solo un sorriso pudico eppure straripante di affetto: «Io so che lui può fare il giocatore. Dal punto di vista tecnico e del carattere. Però la strada è lunga. L'ingresso in campo? La prima cosa che ho pensato è stata di andare subito ad abbracciarlo. Poi mi sono fermato, forse era troppo... Ho aspettato l'intervallo. Ma è stato emozionante certo. Bello, bellissimo...».
Francesco Arioli

Mandorlini «abbraccia» tutti i suoi giocatori
LA PALLA AL MISTER. Al fischio finale il tecnico del Verona è scattato in campo per esultare con la sua squadra. «L'abbiamo fatta diventare una bella giornata»
«Hanno compiuto un'impresa, una vera impresa La gara s'è messa male, abbiamo sofferto tantissimo ma abbiamo strappato una vittoria meritata»

30/10/2011
CITTADELLA
È scattato dalla panchina neanche avesse vent'anni. Ma appena l'arbitro ha fischiato la fine dell'incontro del Tombolato il primo pensiero di Andrea Mandorlini è stato quello di abbracciare tutti i suoi ragazzi. «Sono loro ad aver fatto l'impresa: perché di impresa si tratta», sottolinea il tecnico nelle interviste del dopo gara. E la faccia è quella di chi è riuscito ad evitare di sbattere contro un muro dopo un doppio testa coda: era dal 24 settembre ad Ascoli che il suo Verona non incamerava i tre punti, ed esserci riuscito dopo essere andato in svantaggio al 10' sia nel punteggio che nel numero di uomini in campo e segno di assoluta buona salute.

Quanto ha sofferto?
«Tanto, anche per come si era messa. Siamo rimasti in dieci ed abbiamo fatto quello che dovevamo. Soffrendo molto e riprendendoci un po' di quello che ci è stato tolto in altre partite. In passato abbiamo raccolto poco in match in cui abbiamo fatto molto di più di oggi: ma così è il calcio».

Una partita in cui vi è riuscito quasi tutto.
«Cittadella era un campo difficile è noi ne siamo usciti bene in dieci, rimontando, regalando pochissime occasioni agli avversari... Ci abbiamo messo del nostro per farla diventare una bella giornata».

Il Verona ha gestito la partita da squadra veterana della serie B. Eppure è una neo promossa...
«Non è così. Dopo l'espulsione qualche sbandamento lo abbiamo avuto. Nell'intervallo abbiamo sistemato delle cose e nella ripresa è andata meglio».

Una vittoria che ci voleva dopo tanto tempo di digiuno.
«Ne avevamo bisogno. Certo: poteva venire prima visto che abbiamo fatto altre bellissime gare. Ma va bene così: ci serviva e ne avevamo davvero bisogno, E siamo contenti perché non sempre il calcio è fatto di bel gioco ma anche di sofferenza di fronte ad una squadra che ci a attaccato con mille cross».

Alla fine contano i punti?
«È così. Come detto altre volte abbiamo giocato bene e raccolto poco».

Paradossalmente c'è il rammarico di non essere riusciti a chiudere la partita: ha temuto la beffa finale?
«L'ho temuta sì. Soprattutto quando Russo ha sbagliato quel tiro col portiere lontano. Nel calcio ci sta che ti puniscano all'ultimo secondo: loro si riversavano in area in tanti, continuavano a buttare dentro palloni».

Cos'hai pensato al momento del rigore più espulsione?
«In quegli attimi bisogna pensare poco e mettersi a posto il più presto possibile. E noi siamo stati bravi a pareggiare subito. Del resto siamo stati sempre ben messi in campo: anche in dieci. Avevamo preparato bene la partita e ci siamo adattati ad ogni situazione contingente che la gara ci ha proposto: anche l'inferiorità numerica e lo svantaggio. Veramente bravi».

Sul rigore qualcosa da dire?
«Nulla. Era rigore. Ultimamente ne concediamo spesso. Ma la reazione è stata da grande squadra. Ha dimostrato di voler andare sempre oltre. Meritando un risultato che, è bene sottolinearlo, ci siamo andati a prendere con le nostre forze e la nostra volontà».

La sostituzione dopo l'espulsione di Abbate: ha pensato a D'Alessandro senza prendere in considerazione l'ipotesi Gomez?
«Assolutamente no. Volevo tenere due attaccanti fissi lì davanti. Pensavo che avrebbero potuto creare delle difficoltà: e così è successo. Nel finale poi ho cambiato ancora: prima con i tre difensori centrali, poi loro hanno fatto entrare Di Carmine e quindi abbiamo cambiato ancora per subire il meno possibile».

Una parola per Nicola Ferrari: semplicemente fantastico...
«Non so se riuscirà a recuperare per martedì. Ha lasciato cuore e polmoni in campo. Una grande partita di sacrificio e di qualità. Forse ha sbagliato qualche ripartenza: ma cosa vuoi dirgli?»

«Scusate, non cambio idea. La classifica è bugiarda...»
ANDREA MANDORLINI
25/10/2011
Paura? Neanche un po'. Perchè mai, dice il Generale, dovremmo aver paura? L'Hellas che frena gli suscita rabbia, non pensieri capricciosi. Del resto, per uno ch'è arrivato qua e si parlava di play out e t'ha portato in serie B, cosa vuoi che sia mai un colpo sul freno? Ne ha viste troppe, ormai, per stupirsi ancora. Andrea Mandorlini è un vecchio lupo di mare, che fiuta il vento, scruta l'orizzonte e non lo vede così scuro come pure glielo stanno dipingendo. Sarà che lui ci crede, sarà che, come dice spesso, «questa squadra gli è entrata dentro». Sarà che la strada è lunga «e se ci fermiamo a piangerci addosso per due pareggi che dovevano essere vittorie, siamo a posto». Dice dovevano, non potevano, attenzione.
«Dico "dovevano", perchè è così, c'è poco da stare a discutere. Non andiamo oltre, ma di sicuro, nelle ultime partite, gli episodi che potevano girare le cose a nostro favore, le hanno girate contro. La realtà è questa, poi ognuno pensi quello che vuole».

E a parte questo?
«A parte questo è chiaro che quando non vinci, qualcosa perdi, a livello di convinzione, di fiducia in te stesso. Può essere questo, ad essere cambiato in queste ultime partite. Delle quali, tra l'altro, penso si sia sbagliata soltanto quella col Torino».

Il problema può essere psicologico, allora?
«No, non deve diventarlo. Non c'è nessun contraccolpo, perchè mai dovrebbe esserci? Non eravamo dei fenomeni prima, non siamo da buttar via adesso. Siamo la stessa squadra, con le sue caratteristiche, buone e meno buone, i suoi pregi e i suoi difetti. Ma ce la giochiamo con tutti, questo è sicuro».

Può essere che fosse, come dire, programmata una partenza sprint e che oggi i valori si siano livellati?
«Non esiste una squadra che parta con l'idea di andare fortissimo all'inizio, non era questa l'intenzione. Vero, abbiamo fatto bene già dalla Coppa, ma non credo proprio sia una questione atletica».

Che cosa manca, allora?
«Il Verona è questo, con le sue qualità, le sue caratteristiche. Siamo una squadra che deve lavorare tanto, per raccogliere.Magarui altri, finora, hanno lavorato meno e raccolto di più, ma chi vive di calcio sa che ci sono questi momenti. Magari, tra una settimana saremo qui a dire che abbiamo raccolto più di quanto seminato. Oggi non è così e non solo per colpa nostra».

La lingua batte...
«Sì, ma non cerco alibi, non m'interessa. Dico solo la verità. Uno guarda la classifica e dice: però, il Verona è lì a mezza strada, quando un mese fa era agganciato al carro dei play off. Non vuol dire niente, andiamo a vedere come ci siamo sganciati...».

Andiamo a vedere...
«A Gubbio, ci stava un rigore per noi, con la Nocerina pure. Datemeli e poi ne riparliamo. Invece di 13 punti, magari, saremmo a 17 e staremmo qui a parlare di un'altra storia e di un altro campionato».

Che cosa ha detto finora questa serie B?
«Più o meno quello che ci si poteva aspettare. C'è grande equilibrio, a parte il Toro, una classifica corta, dove bastano due partite giuste per ritrovarti in alto e un filotto negativo per essere a metà strada. Devi sempre essere sul pezzo, non mollare mai, crederci. Ma questa squadra ci crede, lo so».

Da dove questa sicurezza?
«Ricordiamoci quando sono arrivato, un anno fa. Non si vinceva mai, tanti pareggi, anche quando meritavamo di vincere. Poi ne siamo usciti, tutti assieme, lavorando, giorno per giorno, partita per partita. Succederà così anche stavolta. Chi l'avrebbe detto, un anno fa, che saremmo arrivati a raggiungere subito l'obiettivo?».

Se dovesse... acquistare qualche qualità, oggi?
«Mah, direi la concretezza, un po' più di cattiveria. L'ho detto, oggi lavoriamo tantissimo, non sempre quello che poi raccogliamo è proporsionato. Altrimenti, quattro-cinque punti in più li avremmo di sicuro».

E che cosa invece, dà certezza?
«Il fatto di essere sempre stati squadra, anche nei momenti meno facili. C'è un'identità, c'è un'idea, si vede da tante cose, da come stai in campo, da come ti muovi, da come te la giochi. Poi, può anche non arrivare il risultato, ma il Verona questa sensazione l'ha sempre data e per un allenatore è una risposta importante».

Ancora ci si chiede, quale può essere l'obiettivo del Verona?
«Siamo appena arrivati, in B, non dobbiamo avere fretta. Solo il tempo, il lavoro, la pazienza, ti aiutano a crescere e a farlo in modo equilibrato. I risultati non arrivano mai per caso, c'è sempre un segreto, una spiegazione. L'obiettivo? Per come sono io, sogno un campionato da protagonisti, poi vediamo fin dove possiamo arrivare».

Il Verona sta rispettando la tabella di marcia?
«Sì, per come ha giocato, per quello che potevo aspettarmi, sì. Non parlo di punti, di quello ho già detto e non sono nè presuntuoso, nè visionario. Qualcosa ci manca, ma io sono convinto che ce lo andremo a riprendere presto».
Raffaele Tomelleri

«Non so perché ma mi sa che diamo fastidio»
LO SFOGO. Nell'analisi del tecnico ci sono gli apprezzamenti per il Verona e per gli ospiti ma, soprattutto, l'ennesima bocciatura riservata all'arbitro
Mandorlini mastica ancora amaro: «Clamoroso il fallo su Juanito al 90' Paghiamo di nuovo colpe non solo nostre. Succedono cose strane...»

22/10/2011
«Ho l'impressione che diamo fastidio. Forse sono io che do fastidio. A chi? Francamente non so. Di certo abbiamo provato a vincere la partia ma anche stavolta non è capitato. E non soltanto per demeriti nostri. Succedono cose strane, troppe cose strane...»: Andrea Mandorlini non urla ma manda messaggi chiari.
Non usa perifrasi, non si aggrappa ai giri di parole.
Parla con grande lucidità per mettere un altro arbitro nel mirino: «Ho rivisto il fallo su Juanito nel finale», racconta. «Non fischiarlo è roba difficile da credere ma è così», ripete con lo sguardo fisso.

CONSUETUDINI. E una crescente punta di malessere: «Noi ci mettiamo nel nostro, qualche errore lo commettiamo ma ci sono altre cose. Tante cose strane... Diamo fastidio sì, io comincio a pensare che sia così ma non capisco perché: questa è una squadra che porta gente allo stadio, tifosi, un certo modo di giocare, entusiasmo. Ci sono cose che non sono chiare. E quando certe situazioni diventano una consuetudine inizia a dare davvero fastidio».
Gli si fa notare che la fase difensiva ha mostrato ancora una volta qualche bella crepa.
E che l'errore sul rigore fischiato a Farias è stato grave. Come è stato plateale il fallo: «Anche quello su Juanito era plateale. E sarebbe stato pure decisivo visto che il fallo l'ha preso oltre il novantesimo», replica il tecnico gialloblù. «Le proteste di Ferrari? Lasciamo stare. Quello era un cinquanta e cinquanta, ma quello su Juanito...».

BUONA GARA. Esaurita la parentesi arbitrale Mandorlini prova a rileggere l'andamento della partita: «Due punti persi? Uno guadagnato? È sempre difficile rispondere. Per me abbiamo fatto una buona gara, sono contento», rivela. «Esposito? Pugliese? Hanno fatto bene, sono contento anche della loro prova. Certo che resta un po' di rammarico per una vittoria che poteva venire e invece non è arrivata» ma «va detto che a un certo punto era diventato complicato anche riprendersi il pareggio. Diciamo che va bene così...».
Il calcione rifilato a Gomez a tempo quasi scaduto gli rimbalza nel cranio. È un'ossessione da dribblare: «Parliamo di calcio», riprende il tecnico. «Ho visto tante risposte positive dai miei. La squadra ha fatto tante cose buone soprattutto nell'ultima mezz'ora. Grande pressione, grandi situazioni di gioco anche se qualcosa dovevi concedere loro in contropiede. Sapevamo che sono bravi in questo. Però nel finale abbiamo creato, abbiamo avuto occasioni. La squadra voleva vincere a tutti i costi ma per l'ennesima volta qualcun altro non ce l'ha permesso».
Quanto al primo tempo «è andato così così», ammette l'allenatore scaligero. «Abbiamo avuto quattro, cinque situazioni per poter essere pericolosi, anticipato qualche movimento sui fuorigioco. Però non puoi vincere la partita dopo due minuti. Certe volte serve anche un po' di pazienza».

UN ALTRO PASSO. Nella ripresa i momenti più intensi: «La gara è cambiata un po' sul loro calcio di rigore. Lì abbiamo accelerato, abbiamo cambiato un po' il passo. Abbiamo avuto un po' di smarrimento subito dopo lo 0-1 ma l'ingresso di Emanuele Berrettoni ha cambiato la storia. Abbiamo cercato soluzioni diverse, abbiamo provato a chiudere meglio la serata. Nonè andata».
Merito, va sottolineato, anche di una rivale per certi versi sorprendente: «Loro sono stati bravi, è vero. Sono tre, quattro anni che giocano insieme, hanno queste combinazioni e qualche cosa abbiamo subito. Noi però abbiamo un altro gioco, un altro atteggiamento offensivo, un altro tipo di calcio. Ci sta tutto».
Intanto si è chiusa la quinta partita consecutiva senza i tre punti: «Nessun problema. Non è una cosa che ci pesa. Sì, è chiaro che si impara a vincere... vincendo ma non sempre riesce. L'importante è che proseguiamo su quella che è la nostra idea di calcio. Il campionato è ancora lungo».
Francesco Arioli

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Fiducia massima nei ragazzi"
Postata il 13/10/2011 alle ore 16:42
SANDRA' - "Io ed il presidente ci siamo sempre trovati d'accordo su tutto, sono davvero orgoglioso e contento. Si tratta di un segno di continuità, speriamo di essere fortunati e bravi come la scorsa stagione. Avrei firmato a vita, per me tutti i momenti vissuti qui sono positivi. Rispetto al passato ci portiamo dietro il limite di non chiudere le gare, soffrendo fino all'ultimo. Non nascondo la mia felicità, l'obiettivo è di tornare in Serie A. Ora ci aspetta il Vicenza, degli altri discorsi potremo parlare in futuro". Prime battute dello spazio interviste di giovedì dedicate al rinnovo contrattuale di Andrea Mandorlini, che rimarrà sulla panchina gialloblù fino al 2014.

Sabato Ceccarelli e compagni incontreranno appunto la compagine allenata da Cagni: "I biancorossi li abbiamo già affrontati in Coppa Italia, è un derby per cui ci teniamo a far bene. Al di là della partita col Torino, ampiamente dimenticata, ci prepariamo sperando di non aiutare i prossimi avversari ad uscire da un momento difficile. Sarà una bella sfida, caratterizzata da un ambiente caldo. E' bello che sia così".

"Vorrei trasmettere convinzione ai ragazzi - chiude il tecnico -, i granata hanno capitalizzato quanto fatto, per noi non è stata una delle migliori gare di fronte ad una squadra forte. Avevano qualcosa più, le certezze non devono scomparire perchè siamo una squadra, la fiducia è massima indipendentemente dal ko".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


L'Hellas rinnova l'intesa: Mandorlini fino al 2014
QUESTIONE DI FEELING. Patron Martinelli mette nero su bianco nel segno della continuità. Prolungato di altre due stagioni il contratto in scadenza nel 2012. Il tecnico: «Potendo firmavo a vita. E nel mio programma c'è la Serie A»

12/10/2011
Avanti insieme per altri tre anni, a conferma di un feeling che probabilmente va ben oltre i risultati del campo: l'Hellas Verona e Andrea Mandorlini hanno rinnovato il contratto che legava il club all'allenatore fino al giugno 2014.
La comunicazione, arrivata ieri, di prima mattina, sul sito internet gialloblù, non ha fatto altro che sancire un'intesa già trasparente nei fatti. Un'intesa solida, nata col presidente Giovanni Martinelli prima che con la società di via Torricelli. Un'intesa che offre segnali forti, una polizza sul presente ma soprattutto sul futuro.

...

«Fosse per me avrei firmato a vita», sorride oggi il tecnico. «A parte gli scherzi, abbiamo due anni e mezzo davanti e speriamo di portare a termine il programma che ci siamo proposti. Quale? Beh, per me fare bene a Verona significa riportare il Verona in Serie A. Quello è il posto che gli spetta».
Più chiaro Mandorlini non poteva essere, anche quando ribadisce la totale sintonia con Martinelli: «Sono contento, arcicontento di aver firmato. Per la squadra, per il presidente, per la piazza», spiega ancora. «Sono orgoglioso, onorato, davvero felice».

Soddisfazione, entusiasmo, orgoglio. Quanta acqua è passata sotto i ponti dagli esordi pubblici dell'allenatore.
Riavvolgiamo il nastro allora. Via Torricelli, 9 novembre 2010. L'aria è pesante, il panorama oscuro. L'Hellas, reduce dalla batosta di Salerno - certificata nel gioco prima che nel punteggio - è giustamente preoccupata prima di tutto di mantenere la categoria. Altro che sogni di gloria: la gestione Giannini, anche sfortunata, ha lasciato sul cammino soprattutto detriti.
Lui, Mandorlini, la prende comunque di petto: «A Verona vorrei mettere radici», anticipa nel corso del primo confronto con la stampa. «Riuscirci vorrebbe dire centrare i nostri obiettivi. In passato non sono mai riuscito a legarmi a lungo con un club, ma c'è sempre una prima volta. Abbiamo bisogno di risultato, di continuità, di credibilità. La mia squadra dovrà accelerare, recuperare il terreno perduto, rimettersi in corsa per un ruolo importante nel campionato. Il compito che mi è stato assegnato non mi spaventa. Fossero state rose e fiori, adesso io non sarei qui. Verona è Verona». E poi: «Considero una bestemmia calcistica vedere l'Hellas relegato in Serie C. La promozione? Adesso conteranno solo i fatti».
E i fatti sono già storia. Storia gloriosa edificata su fondamenta non più fragili. E poi la lunga, emozionante, strepitosa cavalcata terminata in B.

Mandorlini non lascia, anzi raddoppia. Ha robusti crediti con la piazza, stima e affetto ricambiati. Ed è ambizioso, con giudizio ma ambizioso. Legittimamente ambizioso.
Davanti ci sono tre anni per infilare l'uscio giusto: la sfida al destino è lanciata.
Francesco Arioli

FONTE: LArena.it


Verona, ESCLUSIVO/ Andrea Mandorlini: “Non bisogna fare drammi, si può perdere col Torino!”
Il Verona è una delle sorprese di questo campionato, con il gioco ha dimostrato di poter far bene. Domenica però i veneti sono incappati in una pesante sconfitta casalinga contro il Torino. Le attenuanti ci sono, di fronte c’era quella che tutti considerano la migliore formazione della Serie B.
E’ intervenuto in ESCLUSIVA per SerieBnews.com Andrea Mandorlini, che ha commentato con noi il momento del suo Verona.
Mister, come commenta questa sconfitta?
“Il Torino ha capitalizzato al massimo ogni occasione che ha avuto. Non c’è altro da dire sono molto più forti di noi e non solo anche di altri. Noi poi non eravamo neanche in grande giornata”.
Non bisogna fare drammi però…
“Assolutamente, nessun dramma e dritti per la nostra strada”.
E sabato si torna in campo.
“Sabato abbiamo un derby molto importante, torniamo in campo e vogliamo regalare soddisfazioni alla nostra gente. Col Torino sono emersi i veri valori e la loro qualità ci è stata purtroppo superiore”.
Matteo Fantozzi

FONTE: SerieBNews.com


Venerdì 07 Ottobre 2011
Mandorlini, dalla Samp alla sfida di domenica col Toro
«Verona, prepariamo la festa alla capolista»

di Gianluca Vighini
VERONA - Ancora rabbia. Anche se attenuata da un’altra prestazione sopra le righe. Un altro arbitro che fa discutere. Dopo Irrati (a Grosseto), Baracani (a Gubbio) è toccato al terzo fischietto toscano di fila sbarrare la strada dell’Hellas. Velotto di Grosseto ha inventato un rigore (il sesto in otto gare per i blucerchiati) a favore della Sampdoria, decisione che il Verona accetta, ma non sommessamente.
Bravi lo stesso. «Ancora una volta - spiega Mandorlini - siamo stati penalizzati da un errore arbitrale. Ma io mi tengo stretta la prestazione. Abbiamo giocato benissimo e devo dire grazie a questi ragazzi che mi danno sempre la massima disponibilità. Chiunque vada in campo è sempre al servizio della squadra».
Aggiunge Maietta. «Non so come possa avere dato un rigore simile. Credo che non dormirò per un paio di notti a ripensarci. Non l’ho nemmeno toccato, Semioli è praticamente inciampato da solo. Se dobbiamo farci sentire? Ci penserà la società di certo non è bello vedere vanificati lavoro e sforzi in questa maniera».
Apprezzati dai tifosi. Mandorlini comunque ha ricevuto tanti applausi. «Lo sento e credo che la gente ci stia apprezzando per questo. Anche con la Samp un pubblico eccezionale ci ha letteralmente trascinato. Credo che i nostri tifosi abbiano lasciato lo stadio contenti anche se è finita in parità, perché noi abbiamo fatto di tutto per vincerla».
Le scelte. Mandorlini insiste nel parlare di squadra e non di singoli. «Non esiste il turn-over. Non è vero che io voglio preparare bene solo le sfide con le grandi. A Gubbio volevo vincere, quei due punti mi mancano e mi bruciano ancora».
Sfida alla capolista. E domenica al Bentegodi (alle 15) c’è lo scoglio Torino, la più dura delle gare di questa settimana terribile. «La prepararemo come sempre. Ci vuole testa e grinta per affrontare un avversario così. Ci faremo trovare pronti. Come sempre», chiude l’allenatore scaligero. Ieri intanto la squadra è tornata al lavoro a Sandrà. Solo esercizi di scarico. Da oggi si prepara seriamente la sfida con la capolista. (ass)

FONTE: Leggo.it


HELLAS VERONA
Hellas Verona, Mandorlini: "Il rigore per la Samp? Come quelli di Gubbio e Grosseto..."
06.10.2011 01:38 di Martina Forciniti
E' un Mandorlini sereno e soddisfatto quello che si presenta in sala stampa subito dopo l'incontro che ha visto gli scaligeri affrontare la Samp in una partita in cui l'Hellas avrebbe meritato qualcosa in più. "Siamo molto contenti. Abbiamo fatto una buonissima partita e avremmo meritato di vincere però siamo soddisfatti della crescita della squadra. Il nostro rammarico sta nel fatto che ci mancano dei punti che, purtroppo, non tornano più, punti meritati che ci sono stati tolti per episodi molto dubbi."

Sull'episodio del rigore concesso ai blucerchiati: "La gamba di Maietta non è mai stata a contatto con quella di Semioli, lui era già in volo. E' un rigore inventato, così come inventati erano quelli di Gubbio e Grosseto. Ma tralasciando tutto per quanto riguarda la gara di stasera sono davvero molto molto contento."

Riguardo alla prossima sfida di domenica contro la capolista Torino, Mandorlini ammette: "Sarà difficile, infatti sono molto preoccupato. E' una squadra molto diversa da noi, più preparata e pronta. Faremo qualcosa per cambiare un pò."

Sugli avversari: "La Samp ha fatto una buona gara, abbiamo fatto meglio noi ma non sempre chi fa meglio vince. Se c'è una cosa che non mi ha soddisfatto stasera è il risultato, per il resto grande gara da parte di tutti. La squadra ha risposto e di questo sono contento, ma di certo i ragazzi avrebbero meritato un pò di soddisfazione in più."

FONTE: TuttoB.com


Mandorlini e «quella cattiveria che non c'è»
PARLA L'ALLENATORE. Il tecnico analizza il match, confessa rimpianti per l'occasione sprecata e non manca di lanciare qualche frecciata per alcuni fischi discutibili
«Dovevamo chiuderla e noi non ci siamo riusciti. E' colpa nostra, in certi casi devi essere più cinico... L'arbitro? Non serve parlarne...»

02/10/2011
Bruno Fabris
GUBBIO
I punti sono sempre importanti, pochi o tanti.
Uno in trasferta contro una squadra in difficoltà come il Gubbio, l'allenatore del Verona Andrea Mandorlini se lo porta a casa senza fare troppo lo schizzinoso. Ma non si nasconde che «forse potevamo fare molto di più».
Sullo sfondo il triplo impegno settimanale che porterà l'Hellas a giocare mercoledì con la Sampdoria e domenica con il Torino che ha influenzato scelte tecniche, tattiche ed agonistiche.

Qualcuno ha fatto dei calcoli pensando ai tanti impegni di questa settimana?
«Io no. Ho il sospetto che qualche giocatore invece li abbia fatti. Eravamo padroni della partita e non siamo riusciti a chiuderla con una vittoria».
Un punto guadagnato o due punti persi?
«I punti contano sempre. Certo è che quando non chiudi partite come questa con il Gubbio il rammarico è tanto».
Soprattutto per come il pareggio è arrivato: un errore difensivo di Cangi davvero evitabile.
«Mah… l'errore forse l'ha commesso anche qualcun altro (il riferimento è all'arbitro, ndr) e non solamente in quell'occasione. Inutile lamentarsi ora: però se c'era una squadra che doveva vincere oggi era il Verona».
Si sta specializzando a sorprendere tutti con le formazioni, sempre diverse da quelle previste in sala stampa…
«Non c'è nessuna voglia di stupire. Anzi. Abbiamo davanti una settimana difficile, con altri due impegni ravvicinati e c'è bisogno dell'apporto di tutti. Mi è sembrato logico schierare una formazione utile per oggi ma anche in prospettiva futura».
Scelte azzeccate?
«Qualcuna sì, qualcuna meno. Ma mi interessa più la prova del collettivo. E, lo ripeto, avremmo meritato di vincere».
Deluso?
«Inutile recriminare. Dobbiamo prendercela con noi setssi che non siamo riusciti a chiudere il match».
Anche perché i cambi in corso d'opera non hanno dato i risultati sperati.
«È vero. Non hanno inciso molto. O, almeno, come speravo e come ci è capitato altre volte. Però fa parte del gioco e lo accettiamo».
Mercoledì c'è la Samp, domenica il Torino: due partite che diranno quale campionato può giocare il Verona?
«Sappiamo già che campionato fare. Siamo alla settima partita, alla decima se pensiamo alla Coppa Italia. A questo punto dobbiamo solo pensare a migliorare, match dopo match. E giocarcela su tutti i campi. Come è successo oggi a Gubbio».
Però resta l'amaro in bocca per quei due punti lasciati.
«Per i punti no. Per non essere stati più cattivi, invece, sì. Diciamo per non essere stati più consapevoli dei nostri mezzi».
Giudizio finale?
«Non abbiamo fatto benissimo, anche perché loro nell'ultimo quarto d'ora erano sulle gambe».
L'impressione è che il Verona soffra più le squadre inferiori, che magari la mettono sull'agonismo.
«Il Verona soffre se non gioca come sa. In quel caso soffre con tutti. E poi ci sono gli errori e il fatto che non sempre riusciamo a giocare tutta la gara con la stessa intensità».
Rammarico anche per qualche decisione arbitrale?
«Sì. Soprattutto per quella che è stata presa all'ultimo minuto. Maietta è stato scalciato da dietro in maniera netta. Ma non siamo abituati a discutere quanto decide l'arbitro. Quindi va bene così».

FONTE: LArena.it


Verona, ESCLUSIVO/ Andrea Mandorlini: “Possiamo ancora migliorare. Col Padova grande partita!”
L’Hellas Verona è tornato in Serie B dopo diversi anni di assenza, ora per i gialloblu l’occasione per recuperare il tempo perso. In campo gli uomin di Andrea Mandorlini hanno dimostrato di poter dire la loro.
E’ intervenuto in ESCLUSIVA per SerieBnews.com lo stesso Mandorlini, che ha commentato con noi questo inizio di campionato.

Mister, è soddisfatto dell’inizio della sua squadra?
“Sono abbastanza soddisfatto, certo potevamo fare qualcosa di più ma l’approccio è stato quello giusto. Ci accontentiamo per il momento e puntiamo a crescere ancora”.
Come gestite il fatto di ritornare in B dopo diversi anni di fronte a una piazza molto importante?
“L’entusiasmo dei ragazzi sarà fondamentale. Dobbiamo calarci in questa realtà e farlo in fretta. Alcuni giocatori non avevano mai giocato in questa categoria, ma stanno crescendo bene”.
Sono però arrivati dal mercato diversi ragazzi d’esperienza…
“Sì, abbiamo preso giocatori d’esperienza come Bjelanovic, Mareco e altri con diverse presenze in questa categoria. Ma puntavamo a rinnovare un gruppo che aveva fatto molto bene lo scorso anno”.
Con il Padova avete giocato un grande partita, sfruttando le vostre capacità sugli esterni per allargare la difesa avversaria e infilarvi negli spazi. Questo è il modo in cui volete affrontare le partite?
“Ogni gara è una storia a sé. Col Padova abbiamo giocato così, ma sappiamo anche interpretare le partite in modo diverso. Abbiamo molti cambi, siamo in tanti, e quindi ci sono possibilità di giocare in modi diversi e con svariati moduli”.
Matteo Fantozzi

FONTE: SerieBNews.com


«Ci mancano punti. Giocando così li rifaremo»
L'INTERVISTA AL TECNICO GIALLOBLÙ. Mandorlini si rammarica della vittoria «meritata ma sfumata». La squadra gli è piaciuta: «Ma noi puntiamo sempre al risultato». Il faccia a faccia con Cutolo? «Io qualcosa gli ho detto, lui qualcosa ha risposto. L'arbitro ha deciso di cacciare il pesce più grosso»
17/09/2011
Finisce con un doppio rammarico ed una piccola consolazione la serata-derby di Andrea Mandorlini. Il primo: «Se avessi giocato, Cutolo lo avrei visto meglio. Purtroppo non gioco più...». Il secondo: «Avremmo meritato davvero di più, per quanto fatto e per aver messo alle corde una squadra costruita per vincere il campionato». Il rovescio dolce della medaglia: «Se proprio dovevo pareggiare una partita, meglio farlo contro il Padova, dove ho lasciato molti amici. Certo: adesso ne ho di più a Verona...». Il primo commento, però, non può non essere per quanto successo dopo l'1-1 di Cutolo. «Che devo dire? Credo che ci sia modo e modo di esultare», sottolinea il tecnico. «Magari vai sotto la tua curva e non fai gesti verso i tifosi avversari. E vero: qualcosa gli ho detto a Cutolo; e lui qualcosa ha risposto. L'arbitro ha deciso di punire il pesce più grosso ed io sono uscito. Ma resta la grande partita che abbiamo fatto. Ed io sono contento anche così».

Gran primo tempo del Verona, poi il calo nella ripresa.
«Vero. Ma quando corri molto qualcosa paghi. Gli esterni avevano speso tanto e non riuscivamo più ad essere alti sulle fasce come volevamo».

Segnali preoccupanti?
«No. Quella di stasera era la settima partita, quindi era logico che qualche tossina fisica venisse fuori».

Questo il motivo di alcune scelte di formazione, con Ceccarelli e Ferrari in panchina?
«Certo. A Grosseto avevamo finito un po' sulle gambe ed ho deciso di modificare qualcosa. Questo non vuol dire che abbiamo cambiato l'idea di gioco o la voglia di fare. Anzi. La squadra, anche se con quattro giocatori nuovi, si è mossa bene e ha dato molto».

I cambi in corso d'opera non hanno modificato il modulo: sarà sempre questo?
«No, assolutamente. Tutto dipenderà dalle partite che andremo a giocare e dalle squadre che avremo di fronte. Contro il Padova avevamo scelto di giocare così e sapevamo che i due esterni avrebbero pagato di più: per questo li ho sostituiti. E Bjelanovic non aveva più di un'ora di autonomia. La partita poteva anche richiedere altre soluzioni in corsa, ma avevamo più o meno programmato questi tre cambi».

Bjelanovic era più immobile: una classica boa. Ferrari ha dato più profondità...
«È vero che Bjelanovic è più boa di Ferrari, ma stasera ha attaccato gli spazi anche lui. La verità è che avevamo deciso di forzare più sulle fasce e Bjelanovic ci permetteva di sfruttare meglio questo tipo di giocate. L'avevamo preparata così ed il rammarico è di aver creato molto ma ricavato poco».

Più felice per il gioco o più rammaricato per i due punti persi?
«Non ho dubbi: noi giochiamo per il risultato. E se non arriva, soprattutto quando come stasera giochiamo bene, il dispiacere c'è. Al Verona, finora, mancano dei punti. Quelli non arrivati col Pescara e col Grosseto, ad esempio. Ed ora dobbiamo andare a prenderceli altrove. La mentalità giusta è quella vista stasera contro una squadra che ha altri obiettivi rispetto ai nostri».
Bruno Fabris

Mandorlini: «La strada è quella giusta. Ma serve più cattiveria...»
ANDREA MANDORLINI
01/09/2011
La sua vittoria. La vittoria di tutti. Nel caldo Sud il Verona si è affidato ai pensieri di ghiaccio di Andrea Mandorlini. Il Verona ha rischiato, ha lottato, ha sofferto. Si è preso quello che voleva. Pagando, forse, troppo pesantemente nell'unica vera sbavatura della partita. Ma di questi tempi va così. Devi saper soffrire. Mandorlini ha passato una mano sopra i capelli. Una, due, tante volte. Ed ha catturato il pensiero giusto. Istintivo, quanto basta, per tenere vivo il suo Hellas. Per farlo respirare, per farlo accelerare. E colpire al momento giusto. L'uomo di ghiaccio, tra l'altro, ha visto andare in gol l'uomo arrivato dai ghiacci: Emil Hallfredsson. Bella soddisfazione davvero per un Hellas che mette in cassaforte i primi tre punti della stagione. Raccoglie, festeggia. Ma lo fa mantenendo i toni bassi. Del resto, siamo appena all'inizio di una storia lunga, per certi versi senza fine. Ci sarà da sbuffare. Molto spesso da stringere i denti. Ma il mercato, con i suoi ultimi botti, potrebbe portare sollievo ad una squadra che deve ancora conoscere le proprie potenzialità. Resta il ricordo felice di una notte di mezz'estate.

Mandorlini, i primi tre punti della stagione rilanciano il Verona?
"E' stata una vittoria importante, per nulla scontata, ottenuta su un campo difficile contro un avversario che proprio come noi aveva voglia di muovere la classifica. Ma da parte dei miei ragazzi ho visto tanta determinazione e voglia di arrivare a tutti i costi al risultato".

Le sbavature sono state poche, ma anche stavolta il Verona ha pagato caro il primo errore
"Se proprio dobbiamo trovare un neo a questa partita, potevamo essere più cinici al momento giusto. Abbiamo creato le possibilità per chiudere definitivamente l'incontro, ma non siamo riusciti a concretizzarlo. Così facendo, la partita è stata in bilico fino agli istanti finali. Ripeto: mi è piaciuto il carattere della squadra che ha saputo rispondere con maturità alle sollecitazioni che arrivavano dall'incontro".

In campo si è visto un Verona modificato sul piano tattico. Cosa l'ha spinta a cambiare?
"In verità abbiamo cambiato poco. Ho cercato di sposare al meglio le caratteristiche dei giocatori che ho utilizzato con il modulo scelto per affrontare lo Juve Stabia. Mi è piaciuto Galli per come ha interpretato il ruolo, ma a tutti là davanti ho chiesto grande propensione alla mobilità ed al sacrificio".

Quali spunti le fornisce questa vittoria?
"Bisogna cercare sempre di migliorare le nostre prestazioni. Questo è un campionato severo che concede poche possibilità di errore. Ma sono convinto di disporre di una squadra di spessore, anche perché vincere su questo campo è stata una grande prova di maturità. Il nostro avversario, pur mancando di alcune pedine importanti, non ha mai smesso di impegnarci a fondo. Credo che questo sia un segnale del campionato che ci aspetta: lungo, logorante e difficile. Ma il Verona dovrà andare sempre dritto per la sua strada".

Appunti di viaggio?
"Potevamo sfruttare meglio le ripartenze ed essere più precisi nell'ultimo passaggio. E poi, come già detto, quando capita l'occasione buona diventa fondamentale non sbagliare sotto porta".

Forse se l'aspettava, ma ancora una volta le hanno chiesto di commentare le frasi scandite alla presentazione del Verona che hanno generato una polemica senza fine…
"Ed io ribadisco ancora una volta che quelle erano parole localizzate in un contesto di festa ed utilizzate con scopo puramente goliardico. Non c'era, nè poteva esserci, nessun'altra intenzione. Ma credo che su questo tema si abbia avuto modo di discutere già molto. Parliamo di calcio, che è meglio...».

FONTE: LArena.it


Mandorlini:
Postata il 26/08/2011 alle ore 22:39
"Dispiace per questa sconfitta ma spesso il calcio non è una scienza esatta. Ho apprezzato velocità, modo di stare in campo e di costruire la manovra"
VERONA - "Non siamo stati fortunati nel risultato, ma quanto preparato è stato fatto. Non ho niente da rimproverare ai ragazzi, il calcio è fatto di molte situazioni, ne abbiamo create più del Pescara ma loro hanno vinto. Sono contento comunque della prestazione". Analizza così la sconfitta ad opera della formazione abruzzese Andrea Mandorlini.

"L'avversario era abituato a questa categoria, dispiace per questo ko ma spesso il calcio non è una scienza esatta. Ho apprezzato velocità, modo di stare in campo e di costruire la manovra - prosegue il tecnico -, mi ritengo soddisfatto in tutto e per tutto. Qualche contropiede ci stava visto che dovevamo recuperare, il secondo gol sembrava aver chiuso un match poi riaperto. Avremmo meritato un pochino di più".

"Mancini non stava molto bene, ha voluto giocare poi ho provato altre soluzioni di gioco. Il gol sarebbe potuto arrivare molto prima, il pubblico ci ha aiutato a non mollare mai. L'Hellas è stato superiore, ma vince chi fa gol ed a portare i tre punti a casa è stata la formazione di Zeman".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


PRIMO PIANO
Hellas Verona, Mandorlini: "Vorrei fermare il tempo"
25.08.2011 20:02
"Se ci fosse la possibilità vorrei fermare il tempo. Ma so che non è possibile. Quello che sto vivendo qui è indescrivibile, non mi è mai capitato da nessuna parte. Sono tranquillo perchè vedo che l'entusiasmo è dilagante, questa gente merita grandi soddisfazioni dopo gli anni di purgatorio. Vogliamo regalare a Verona altre gioie". Così Andrea Mandorlini alla vigilia dell'esordio in campionato contro il Pescara.

Il tecnico ravennate parla di Zeman come un maestro della fase offensiva: "Tutti sanno quali sono le prerogative di Zeman. L'ho affrontato tanto tempo fa quando allenavo l'Atalanta e lui il Lecce. Un allenatore esperto, per molti un maestro. Dovremo curare molto bene l'aspetto difensivo, i campionati e le partite si vincono soprattutto quando si subisce poco".

FONTE: TGGialloblu.it


Mandorlini: "Straordinari a rimettersi in gioco"
Postata il 24/08/2011 alle ore 20:08
"Non diciamo gli obiettivi del campionato che sta per iniziare, ma ho grande fiducia, una fiducia che condivido coi ragazzi. Qualcosa mi dice che possiamo far bene"
SANDRA' - "I ragazzi sono stati straordinari a rimettersi in gioco. Abbiamo mangiato tanta polvere per uscire da una situazione difficile, ora raccogliamo i frutti dei sacrifici fatti. Non diciamo gli obiettivi del campionato che sta per iniziare, ma ho grande fiducia, una fiducia che condivido coi giocatori. Qualcosa mi dice che possiamo far bene". Esordisce così in occasione dello spazio interviste di mercoledì Andrea Mandorlini, con i riflettori puntati sull'avvio della nuova stagione, per la formazione scaligera reduce da una rincorsa culminata con la promozione.
"Gomez, insieme ad Abbate, deve scontare un turno di squalifica. Gli ultimi arrivati sono un pò indietro - prosegue il tecnico -, nonostante ciò hanno già evidenziato buone qualità. Penso a D'Alessandro col Sassuolo, poi Pugliese e gli altri. Ci aspetta un campionato totalmente diverso rispetto a quello passato, mi auguro che possa venir qui qualche altro elemento a dare una mano. Speriamo di raggiungere gli obiettivi fissati col presidente. La rosa va completata, non con grossi interventi".
"A livello difensivo, parlando di squadra, non abbiamo fatto benissimo in Emilia. Il caldo ha influito sulla concentrazione, è stato concesso qualcosa di troppo. Se succede con Zeman lo paghi, qualche problema al Pescara dovremo crearlo, sarà una partita aperta. La nostra forza è l'equilibrio generale, la voglia di strafare non porta risultati".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


«Questa è la squadra che piace al presidente, a me, ai nostri tifosi...»
ANDREA MANDORLINI
21/08/2011
Ormai è diventato una «bestia nera» per le sue ex. Una settimana fa ha eliminato il Vicenza, ieri ha battuto anche il Sassuolo, due squadre che Andrea Mandorlini aveva allenato qualche anno fa. «Ma non inseguo rivincite personali - taglia corto il mister gialloblù - adesso penso solo alla vittoria del Verona, conta il risultato della squadra, tutto il resto non c'entra nulla».

Una partita incredibile...
«In effetti ci sono state tante emozioni, non è facile vedere tanti gol in una partita. Vuol dire che le due squadre si sono affrontate a viso aperto, hanno sempre cercato di vincere, senza risparmiarsi».

Una squadra che non ha mai mollato anche nei supplementari...
«Non è facile giocare 120 minuti con questo caldo, praticamente siamo ancora in preparazione, i carichi di lavoro si fanno sentire sui muscoli ma questi ragazzi ancora una volta hanno dimostrato un carattere incredibile».

Tre volte sotto, tre volte pari...
«Ormai non è una novità, questa squadra sta continuando sulla strada che ha già percorso nell'ultimo campionato. Mi parlano di orgoglio Hellas, questo è l'orgoglio che vorrei sempre vedere in campo, il carattere che piace alla gente, al presidente, ai tifosi».

E adesso?
«Bisogna accantonare la Coppa. Godiamoci questa vittoria fino a domani poi torniamo a lavorare. Riparleremo di Coppa a novembre, ora dobbiamo pensare al campionato. Venerdì si parte, sarà una stagione lunga e difficile, dobbiamo farci trovare pronti».

Ma c'è tanto entusiasmo nell'ambiente...
«Lo capisco. La promozione ha portato tanta sicurezza nella squadra e nei tifosi, queste partite di Coppa ci hanno fatto capire che possiamo starci anche noi, che possiamo raggiungere obiettivi importanti, se ci crediamo. Dobbiamo lottare sempre così, consapevoli della nostra forza ma rispettosi dei nostri avversari. Sempre con i piedi per terra».

D'Alessandro ha fatto subito bene?
«Un ragazzo che ha qualità, un investimento importante in prospettiva. È un ragazzo del '91, deve ancora crescere tanto ma si è inserito bene, ha capito che questa è un'occasione importante per lui».

Mancano ancora un paio di pedine per completare l'organico...
«Ne ho parlato con il presidente, i nostri obiettivi sono chiari ma non dobbiamo scoprire le carte e non possiamo alterare gli equilibri del nostro gruppo»

Mandorlini dà la carica: «Vincere, voglio questo»
LA GARA DI STASERA. Il tecnico gialloblù trova al secondo turno un'altra delle sue ex squadre: «Per noi questa manifestazione è importante, non vogliamo certo sottovalutarla». In caso di qualificazione, probabile sfida al Parma
20/08/2011
Dev'essere splendido avere il destino come alleato. Una goduria autentica, con quel passato che ritorna proprio al momento più propizio per prenderlo a schiaffi. Vicenza prima, Sassuolo adesso. Serviti su un piatto d'argento, casuali molle per caricare di adrenalina Andrea Mandorlini, uno che di scariche elettriche ama cibarsi. Ci sarà un motivo per cui il feeling con Verona ha raggiunto cime tanto elevate.

Neanche un regista abbonato agli Oscar avrebbe potuto disegnargli un copione così allettante. Anche se è solo Coppa Italia, accantonata da molti ma non da chi ha fame di calcio come la gente dell'Hellas e il suo grande Generale. E allora ben venga il Sassuolo, anche per uno come Mandorlini che ama poco guardarsi indietro. Stavolta però è diverso, stavolta il percorso della Coppa un mezzo sorriso deve averglielo strappato al di là della montagna di buone risposte che il mister ha infilato nel bagagliaio del pullman dell'Hellas domenica di ritorno dal Menti.

Non ha lasciato un gran ricordo Mandorlini a Vicenza. Ci sta, non sempre puoi accomodare tutto. Meglio una verità di tante mezze bugie. Questione di coerenza. A Sassuolo, tre anni fa, non è andata tanto meglio, con una squadra che per metà stagione ha incantato l'Italia e fatto sognare quegli incalliti romantici che ancora credono alle favole del calcio.

Nel suo Sassuolo c'erano Poli e Andreolli, Zampagna e Noselli. Intelaiatura col marchio di fabbrica, ma da arricchire secondo il suo condottiero. «A gennaio chiesi qualcosa, mi risposero invece che la rosa andava bene così. E col tempo i rapporti si sono rovinati. Siamo stati a lungo in testa, valeva la pena provare ad arrivare fino in fondo. Ma è stata comunque un'annata positiva», racconta ora Mandorlini col tono distaccato proprio di chi già da un pezzo ci ha messo una pietra sopra.

Il Sassuolo adesso è soprattutto una straordinaria occasione per valutare gambe e testa prima del campionato e di un'annata cominciata troppo bene per non continuare sulla stessa direttrice. Una partita da vivere tutta d'un fiato, più eventuali supplementari e rigori. «Voglio vincere», dice chiaro e tondo Mandorlini, sempre più soddisfatto in attesa della prima al Bentegodi col Pescara e di qualche valore aggiunto negli ultimi attimi di mercato. «Voglio vincere» punto e basta, giusto per non lasciare spazio ad altri pensieri. Vincere per imparare a vincere, per continuare a farlo.

«Contenti tutti di aver eliminato il Vicenza, ma attenzione perché il campionato sarà un'altra cosa», è stato l'avvertimento lanciato da Gepy Pugliese subito dopo l'amichevole di Legnago. Parole da veterano, di chi forse ha già capito di che pasta è fatto il nuovo Hellas ma che al tempo stesso non può far correre troppo la fantasia. Piuttosto Pugliese vorrebbe tanto correre senza pensieri, senza una pubalgia che insieme ad un vecchio strappo addominale l'ha costretto a far tappa a Cesenatico, vecchio rifugio per molti infortunati cronici. Anche dell'Hellas. Ventuno i convocati per la vicina Emilia, con Pichlmann fermo per un ginocchio non proprio a posto.

Mandorlini intanto non molla di un millimetro. «Per noi la Coppa è importante, ci teniamo e tenteremo con tutte le nostre a fare più strada possibile», racconta il Generale, determinato quanto basta da darti l'impressione netta che anche stavolta qualcosa di effervescente capiterà. Come a Vicenza. Lo chiedono a gran voce gli 8.654 abbonati che magari già oggi diventeranno diecimila. Lo domanda anche Mandorlini, che guarda caso col suo Sassuolo perse ogni speranza di playoff proprio dopo un pari col Parma, all'ultima di campionato. Agli spareggi ci andò il Grosseto. Forse non è un caso che al terzo turno il Verona, vincendo, affronterebbe una fra Parma e Grosseto. Non può essere una fatalità. Anche stavolta, d'accordo con Mandorlini, il destino deve averci messo lo zampino.
Alessandro De Pietro

«Non cercavo rivincite ma sono molto contento per giocatori e tifosi»
ANDREA MANDORLINI
15/08/2011
Saltella in mezzo al campo dopo la rete di Hallfredsson. Lì Andrea Mandorlini capisce che il suo Verona ha vinto il derby di Coppa con il Vicenza. Alla fine, però, non risponde ai cori della Curva gialloblù in trasferta al Menti e si rifugia negli spogliatoi. «Non volevo alimentare altre polemiche - dichiara il tecnico dell'Hellas - non mi sono lasciato bene con i tifosi biancorossi, non potevo infiammare la piazza. I nostri ragazzi ancora una volta sono stati splendidi, festeggerò con loro al Bentegodi».

Una soddisfazione doppia...
«Sono molto contento, abbiamo vinto il derby e passato il turno in Coppa Italia ma, credetemi, non cercavo rivincite personali. Ho capito con il tempo che non serve a nulla. Neò calcio la rivalità è normale, quella tra Verona e Vicenza è molto sentita, non serve a nulla alimentare altre tensioni. Però sono soddisfatto per questo successo, soprattutto per i ragazzi, per i nostri dirigenti, per i tifosi».

Una lezione di calcio?
«Abbiamo fatto una buona partita ma non sottovalutiamo la prova del Vicenza. I biancorossi sono partiti bene, nei primi minuti ci hanno aggredito, ci hanno tenuti sempre molto bassi, non potevamo ripartire. Ma noi abbiamo un grande equilibrio, l'abbiamo dimostrato anche nell'ultima stagione, quando abbiamo strappato risultati importanti in campi difficili».

Il gol ha cambiato tutto...
«La rete di Abbate è arrivata al momento giusto. Cinici e fortunati? Non direi, abbiamo sfruttato bene le occasioni che abbiamo avuto. Senza dimenticare che dopo il gol del vantaggio abbiamo tenuto il campo con grande autorità, siamo arrivati al raddoppio ma potevamo segnare ancora».

Al primo test di B, squadra promossa...
«L'Hellas aveva fatto bene anche con la Sampdoria, una vera e propria corazzata. In effetti, però, quella era un'amichevole, questa è una partita diversa, con un traguardo da tagliare, un obiettivo da raggiungere. Ero curioso di vedere come reagiva la squadra, ho avuto risposte importanti».

Che campionato sarà per il Verona?
«Non posso dirlo adesso, ci sono ancora due settimane davanti prima dell'esordio. Stiamo lavorando bene, vedremo. Sì, è vero, nelle stagioni passate altre squadre promosse dalla C sono andate in A ma in questo momento dobbiamo stare con i piedi per terra».

Le favorite per la promozione?
«Sampdoria e Padova, lo dicono un po' tutti. Sono squadre che hanno investito molto e hanno giocatori di grande qualità».

FONTE: LArena.it


PRIMO PIANO
Hellas Verona, Mandorlini: "Vicenza? Sfiorammo la A, poi..."
13.08.2011 00.01 di Federico Errante per tuttob.com
Fonte: tggialloblu
A Vicenza lo stanno aspettando: e pensare che Andrea Mandorlini era stato il tecnico che aveva fatto sognare i tifosi del Vicenza. "Siamo partiti malissimo quell'anno, a un certo punto del campionato eravamo ultimi in classifica. Poi ci siamo risollevati e credo che abbiamo compiuto anche un record perchè abbiamo raggiunto il primo posto. Giocavamo alla grande e facevamo tanti gol: la serie A l'abbiamo persa a tre giornate dalla fine. Poi sono piovute critiche ingiuste sulla squadra e io mi sono schierato con i ragazzi prendendo posizione in maniera decisa. Da quel momento il mio rapporto con i tifosi si è rovinato". Storia di ieri, Mandorlini guarda al presente e pensa al suo Verona che è riuscito a plasmare proprio come voleva: "Abbiamo lavorato bene, certo manca ancora qualcosa per essere al cento per cento ma ho visto grande impegno e dedizione sia da parte dei nuovi che dei vecchi". Il tecnico gialloblù presenta poi il nuovo acquisto D'Alessandro: "E' giovane ma ha anche ottime potenzialità. E' un attaccante esterno e ci potrà tornare utile nel corso della stagione. Con questo acquisto non si esclude nessuno. Tutti hanno la possibilità di mettersi in evidenza, le risposte vengono come sempre date dal campo".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Mandorlini, auspici e promesse: «Il derby? Bello giocarlo subito»
PATTO D'ACCIAIO. Riflessioni a ruota libera dell'ultimo leader carismatico del popolo gialloblù. Il tecnico del Verona su mercato («ci manca ancora qualche elemento di esperienza ma scommetto su Tachtsidis») e Coppa Italia: «Al Menti carichi: sarà un test importante»
11/08/2011
Verona. Ha stretto un patto d'acciaio con Verona. Anzi, con l'Hellas. Andrea Mandorlini è diventato nel giro di poco tempo leader carismatico di un popolo che cercava disperatamente una guida. Luce nel buio. Una stella cometa da seguire. Il tecnico ha valorizzato il marchio Verona, rendendo ancora più forte il senso di appartenenza al club di Martinelli. La sua, però, non è stata una professione di fede calcolata. Tutto è venuto naturale. La gente ha apprezzato. E Mandorlini è diventato tecnico in grado di spostare i consensi. Lo ami o lo odi. Senza incertezze.
Intanto il calendario, spinto dalla mano invisibile del destino, gli ha consegnato un inizio di stagione da cuori forti. Tanto per gradire c'è subito il derby di Coppa col Vicenza. Ma a questo marinaio d'acqua dolce le tempeste perfette non mettono addosso paura.
Semmai adrenalina. Il vento in poppa. Ormai siamo prossimi alla partenza. Mandorlini sgancia le ali. Pronto a volare.

MANDORLINI E IL MERCATO. «Il nostro mercato», spiega lui, «non è ancora compiuto. Sono arrivati giovani di qualità. Mi piacciono, con loro si può lavorare bene. Ma la B è un campionato severo. Richiede esperienza oltre alla qualità, per evitare di farsi trovare impreparati nel momento del bisogno. Il confronto col club è sempre stato molto sereno. Sanno benissimo cosa serve ancora. Ripeto: un pizzico di esperienza in più sarà utile per permetterci di lavorare con maggiore disinvoltura».

MANDORLINI E L'HELLAS. «Vorrei fermare il tempo. E vivere per sempre questo idillio. Con la gente, con la piazza, con Verona. So che non è possibile. Ma possiamo divertirci ancora. Chi tifa Hellas mira in alto. E io la penso come loro. Voglio un campionato importante. E proprio per questo i giocatori diventano fondamentali. Sono convinto che si possano fare grandi cose».

MANDORLINI E I TIFOSI. «Non pensavo si potesse arrivare a un'unione di intenti così importante. Sono successe tante cose. La Verona che tifa Hellas mi è stata sempre vicina. Non mi era mai capitata in passato una situazione del genere. L'ambiente è da stimoli. Ti aiuta a dare tutto, a dare di più di quello che potresti dare. I tifosi sono un incentivo a fare meglio. E non vanno delusi».

MANDORLINI E IL DERBY. «Bella partita. Bello ci capiti subito. Io a Vicenza sono stato bene. Poi magari l'epilogo non è stato dei migliori e certe cose non si cancellano. Comunque sia,Vicenza e Verona sono club di blasone. Partite così ti aiutano ad alzare subito l'attenzione. La vivremo con la giusta carica. Sarà banco di prova fondamentale per tutti».

MANDORLINI E LE SCOMMESSE. «Devo fare un nome? Tachtsidis. Ha qualità, ha dimostrato grande applicazione. Potrebbe essere una delle scommesse da vincere. Galli lo conosco da tempo. Giocava con mio figlio. Ragazzo interessante. Di Doninelli mi hanno parlato molto bene. Abbiamo bisogno della disponibilità di tutti».

MANDORLINI E LE POLEMICHE. «Non sempre è positivo esternare i propri pensieri. A volte anche la goliardia viene fraintesa. Ma io non cambio di una virgola le mie opinioni. Dico quello che penso. E ogni volta che lo faccio non ho paura di difendere i miei pensieri dagli attacchi di chi non la pensa come me. Bisogna avere il coraggio di essere se stessi. Fino in fondo. Senza paura».
Simone Antolini

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Mantenuto un adeguato equilibrio"
Postata il 10/08/2011 alle ore 23:42
"Ci aspetta una partita importante, grazie alla quale entreranno in gioco motivazioni difficilmente riscontrabili nel corso delle amichevoli"
SAN BONIFACIO - "Sono contento per aver messo minuti nelle gambe dei ragazzi, mi ritengo soddisfatto della crescita collettiva. Ci aspetta una partita importante, grazie alla quale entreranno in gioco motivazioni difficilmente riscontrabili nel corso delle amichevoli". Queste le parole di Andrea Mandorlini al termine del test contro la Sambonifacese.

Il tecnico gialloblù ha lasciato a riposo Ferrari, Hallfredsson, Maietta e Russo: "Qualche piccolo problema ce l'abbiamo anche noi, non volevamo rischiare alcuni giocatori. Chi è sceso in campo ha fatto bene, mantenendo un adeguato equilibrio tra i reparti".
Il derby di TIM Cup è quasi alle porte: "A Vicenza ho vissuto bei momenti, non ci siamo lasciati bene e poi le nostre strade non si sono più incrociate. Fa parte del calcio, bisogna guardare avanti. Entrambe le squadre ed i rispettivi sostenitori vorranno far proprio il derby. Vinca il migliore, sperando che sia l'Hellas".
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Col Casale un buon allenamento"
Postata il 06/08/2011 alle ore 21:23
TRENTO - "E' stata l'ultima partita del ritiro estivo, forse la testa era più verso il rientro a casa, però abbiamo fatto bene. Nessuno si è fatto male, sappiamo che il ritmo in futuro dovrà essere diverso ma siamo solo al diciannovesimo giorno di lavoro. Col Casale un buon allenamento". Queste le prime parole di Andrea Mandorlini dopo il test vinto 4-1 a Trento.
Sui discorsi relativi al mercato, il tecnico è chiaro: "I tasselli si valutano quando ci sono, non si può parlare al condizionale. Gli elementi a disposizione stanno crescendo di condizione, alla società ho già detto cosa penso".
Luci puntate sul derby di TIM Cup, ad una settimana dall'appuntamento atteso per quattro anni: "L'Hellas deve ripassare le cose che già conosceva. Abbiamo una settimana davanti, le motivazioni contano molto per cui l'impegno inciderà a livello mentale. Ci attende una partita che conta, vedremo".
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Primo obiettivo la gara col Vicenza"
Postata il 03/08/2011 alle ore 23:55
Andrea MandorliniBRESSANONE - A commentare l'amichevole col Sudtirol, Andrea Mandorlini: "In questa fase iniziale di stagione è importante poter contare sulla disponibilità dei ragazzi, il fatto di raggiungere un adeguato livello di forma è solo una questione di tempo. Siamo ancora a mezzo servizio, abbiamo appena superato il sedicesimo giorno di lavoro. La distanza dall'obiettivo è ancora lunga, cerchiamo di arrivare ad un 70% col Vicenza, poi vedremo. La prima meta è proprio l'impegno di TIM Cup".

"La squadra sta lavorando molto molto bene - prosegue l'allenatore ravennate -, per questo sono contento. Ci teniamo ad arrivare dove vogliamo. Per quanto concerne il mercato, qualcosa dobbiamo fare, senza dubbio ci sono difficoltà per ogni club, vedremo. Ogni compagine deve valutare le proprie situazioni".
Nel corso dell'intervallo il tecnico ha ricevuto una targa da parte di alcuni tifosi: "Materialmente, il premio più bello che abbia ricevuto riguardo la promozione in cadetteria".
Ufficio Stampa

Calendari, il commento di Andrea Mandorlini
Postata il 02/08/2011 alle ore 17:27
CASTELROTTO - A commentare il sorteggio per la composizione dei calendari, mister Andrea Mandorlini. Per i gialloblù esordio casalingo contro il Pescara: "Sarà subito una sfida difficile, contro una squadra reduce da una stagione molto positiva come quella passata, alla quale va aggiunta la presenza di un allenatore esperto ed importante come Zeman".

Tra il 27 agosto ed il 4 settembre, tre impegni ufficiali. Dopo il Pescara, la formazione scaligera farà visita alla Juve Stabia, per ospitare successivamente il Sassuolo: "Avremo bisogno del contributo di tutti i giocatori a disposizione, ognuno tornerà utile per gestire le varie fasi delle partite. L'avvio non è dei più agevoli, ma se vogliamo essere protagonisti dovremo farci trovar pronti".

Dopo aver affrontato la Sampdoria, Ceccarelli e compagni dovranno vedersela con Torino e Vicenza: "Due di queste partite sono previste in casa nel girone d'andata, cercheremo di sfruttare il fattore-campo contro blucerchiati e granata, vere corazzate della Serie B".

In chiusura, un'indicazione sulle favorite: "Appunto Torino e Sampdoria; non so come si stia muovendo il Brescia, poi aggiungo il Bari. Le retrocesse dalla massima serie meritano la massima considerazione, poi il Padova si è mosso con grande ambizione sul mercato. Spero che l'Hellas sia una sorpresa positiva di questo campionato".
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Piano piano stiamo crescendo"
Postata il 30/07/2011 alle ore 22:27
TRENTO - A commentare il pari con la Sampdoria, ottenuto nella seconda amichevole estiva dei gialloblù, mister Mandorlini: "Siamo contenti del risultato, sarebbe stato bello vincere ma mi è piaciuto l'atteggiamento della squadra. Piano piano miglioriamo sotto tanti punti di vista. Sfruttiamo i minuti a disposizione per perfezionare la condizione, ho provato tutti i giocatori per crescere in maniera compatta".

"Mancano ancora tanti giorni alla sfida col Vicenza - continua il tecnico - e pure dopo il 2° turno di TIM Cup ci saranno ancora modo di lavorare. Non andiamo troppo avanti coi discorsi, alleniamoci bene come fatto finora. I tifosi mi rincuorano in questo momento difficile a causa dei deferimenti, può succedere di tutto e di più ma mi auguro ci sia buon senso. Il mio discorso ironico su ciò che abbiamo subìto in Campania lo ripeterei senza problemi, non cambio idea".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


AMPIO REPORTAGE DAL BLOG B/=\S IN QUESTO POST...
L'evidente goliardata di MANDORLINI viene scambiata per razzismo: Son tempi bui!
Razzisti veri, presunti e... Scontati!
Il giorno dopo la presentazione scoppia la grana MANDORLINI reo di aver 'catechizzato' la folla e aver aizzato il coro 'Ti amo terrone...' contro la SALERNITANA (e per un malinteso senso di 'solidarietà geografica' tutta l'Italia meridionale): dalle colonne del Mattino a quelle della Stampa è tutto un florilegio di articoli sul fatto che son tornati i brutti&sporchi&cattivi&beceri&razzisti veronesi ad insozzare le 'cristalline acque' in cui, come 'soavità angeliche', risuonano i canti dei tifosi delle altre squadre!

E' meglio sgombrare subito il campo da fraintendimenti d'ogni sorta: il problema del razzismo esiste (ed è grave) da noi come in tutti gli altri stadi d'Italia: chi ha frequentato qualche volta lo stadio ben conosce le canzonacce a sfondo politico e/o a discriminazione territoriale mescolati agli uh-uh rivolti ai giocatori di colore ma da qui a trasformare lo 'show' di MANDORLINI in una specie ritrovo del Ku Klux Klan come alcune testate stanno facendo ce ne corre...

...E per smontare ogni polemica basterebbe guardare in maniera neutrale il video della 'goliardata' mandorliniana e finalmente rendersi conto che:
1 - E' tutto un bonario scherzo (vengono chiamati in causa direttamente MAIETTA di origini calabresi, CECCARELLI e DIANDA il 'colored' gialloblù e a loro si unisce pure Gennaro ESPOSITO uno che con un nome così non poteva che essere napoletano! Ah ah)
2 - La canzone incriminata è stata ideata e cantata dagli Skiantos (rock band demenziale formatasi a Bolgna a metà degli anni '70) e non ha alcuna connotazione razzistica!

Ti amo terrone Skiantos Bologna Piazza Maggiore 14 agosto 2010

MANDORLINI poteva scegliere modi migliori per fare 'il simpatico'?
Forse sì... Magari ha giudicato le conseguenze di questo suo scherzo in maniera troppo leggera o magari non ci ha pensato affatto ed è stato tutto frutto della giocosità del momento chissà!
Ma, chi ha visto le vergognose immagini della finale playoff a Salerno (con relativi 'gadget' AntiVeronesi), potrà perfino arrivare a capire che questa piccola 'vendetta' da parte del mister stà addirittura nel gioco delle parti: il razzismo esiste, è vergognoso e va estirpato da tutti gli stadi d'Italia (a proposito qualcuno ha preso provvedimenti dopo la plateale violenza subita dai nostri all'Arechi? Oppure visto che la SALERNITANA scompare gli si perdona tutto?) senza buonismi e senza guardare in faccia alcuno ma stavolta i media nazionali hanno preso (sapendo di prenderlo) un granchio collosale!

Verona=Razzismo!
Invece di vendere giornali ed impennare le visite ai siti web con la scontata associazione Verona=Razzismo perchè non andate ad indagare (magari con la stessa puntigliosità) su chi ha fatto vendere a Sorrento e Salerno le sciarpe con la scritta 'Io odio Verona'? Perchè non cercate di capire come mai all'Arechi fumogeni proibiti, petardi e bombe carta (che hanno ferito un assitente dell'arbitro ed uno steward) si sono sprecati? Oppure come mai persone non identificate (a Sorrento) o identificate più che bene (il fotografo di Salerno) hanno potuto aggredire MANDORLINI 'reo' di aver festeggiato con i propri tifosi?
La lista potrebbe continuare ma forse è meglio fermarsi qui e chiedersi: è questo il calcio che vogliamo?
Un calcio dove tutto è preso davvero sul serio tranne le cose che dovrebbero essere affrontate con spietata serietà? Ma per favore...
Si cominci davvero a lavorare nel senso dell'antirazzismo accantonando una buona volta le convenienze del momento, i blasoni delle squadre e gli scontati luoghi comuni!!! Ne guadagnerà tutto il movimento ed infine andare allo stadio tornerà ad essere una gioia normale (senza avere l'assillo su quanto ci capiterà di dover vedere o sentire)

Mandorlini canta «Ti amo terrone», contro la Salernitana

Mister MANDORLINI chiaramente non ci stà...
«E' pazzesco solo in Italia può succedere una cosa così... Era una cosa ironica... Ho cantato una canzone degli Skiantos, era un modo simpatico di rendere anche omaggio ai nostri avversari... Ma non mi stupisco. Ormai non si può più dire nulla. Tutto viene girato contro... Cosa volete che vi dica? Non mi sento neanche di commentare... E' evidente che ogni volta che esce il nome di Verona si vuole strumentalizzare. C'erano Maietta ed Esposito che ridevano perchè avevano capito che era uno scherzo... Ma quale razzismo, dai, siamo seri» e ancora «Ho trovato tutto molto esagerato. Il discorso era goliardico, con l'obiettivo di prendere in giro gli avversari con i quali abbiamo giocato una partita importante e difficile. Chiedo scusa, ma credo che tutto sia stato molto strumentalizzato. Il mio riferimento era solo a quella partita e a tutto quello che abbiamo subito prima, dopo e durante la gara. Il resto non c'entra nulla, assolutamente. Non pensavo che ci fosse stato tutto questo clamore. Ho solo voluto 'ricordare' un avversario difficile, con un ritornello che cantavano i nostri tifosi. Il riferimento era esclusivamente calcistico e riferito a quella partita. Nulla di più» ma lo stesso sarà deferito dalla FIGC (tanto per non sbagliare...)

FONTE: HellasVerona-BS.BlogSpot.it


Mandorlini e il coro: "Semplice goliardia, lo rifarei"
"C'è chi ha voluto deliberatamente ricamarci sopra, per non so quale interesse"

29.07.2011 16:02 di Daniele Alfieri
Raggiunto dai microfoni del Corriere del Veneto, il tecnico dell'Hellas Verona Andrea Mandorlini si giustifica dopo il cosiddetto coro razzista rivolto nei confronti dei tifosi della Salernitana. Queste le dichiarazioni dell'ex difensore, all'Inter dal 1984 al '91, in merito alla vicenda sotto indagine della Figc: "Continuo a pensare che il trattamento che mi è stato riservato sia stato vergognoso. Certa stampa ha strumentalizzato tutto quel che è successo. Inaccettabile. In tanti se la sono presa con me per quello che è un episodio di natura goliardica, senza nessun intento offensivo, mentre ci sono stati gesti ben diversi". Mandorlini quindi rifarebbe quel coro. "Assolutamente sì - spiega -. Stiamo parlando, inoltre, di una canzone degli Skiantos, priva di qualsiasi connotazione razzista. Invece c’è chi ha voluto deliberatamente ricamarci sopra, per non so quale interesse".

Mandorlini, però, proprio per coro è stato deferito alla Commissione Disciplinare della Figc, così come il Verona per responsabilità oggettiva.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Voci da Castelrotto, mister Andrea Mandorlini
Postata il 28/07/2011 alle ore 16:30
CASTELROTTO - Archiviata l'amichevole con lo Sciliar, Andrea Mandorlini è tornato a fare una valutazione sulla situazione attuale in casa gialloblù. "Per il momento procede tutto senza intoppi, il che è un aspetto positivo. Il gruppo è ancora incompleto, ma col presidente ho già parlato, di tempo a disposizione ce n'è molto. A stupirmi in questa fase iniziale è stato Gomez, ha grandi qualità ed insieme agli altri nuovi arrivi presenta le caratteristiche di giocatori che cercavo".

Molto spazio è stato dato alla polemica nata dopo la presentazione della formazione scaligera alla città: "Credo sia stato tutto strumentalizzato. Il riferimento era soltanto alla Salernitana, per quel che abbiamo vissuto in occasione della finale play-off. Non volevo offendere nessuno. Estendere il concetto a tutto il meridione, dove ho pure diversi amici, è stato vergognoso. Se lo rifarei? Sì, perchè non trovo niente di male nel rispondere con ironia alla violenza".
L'Hellas esordirà nella TIM Cup con un derby: "L'avevo chiesto, e sono stato accontentato. Battute a parte, ci fornirà l'opportunità per entrare in clima campionato".

Prossimo impegno sabato alle 17 contro la Sampdoria: "Siamo sereni e consapevoli che si tratta solo del secondo test dopo il via alla stagione. Cercheremo di continuare a mettere a punto la condizione".
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Facile per i nuovi adattarsi al gruppo"
Postata il 24/07/2011 alle ore 21:27
BRESSANONE - "Sono contento dei dieci allenamenti affrontati finora, è stata una settimana soddisfacente. La permanenza di diversi giocatori facilita l'apprendimento dei meccanismi di gioco". Bilancio positivo per Andrea Mandorlini dopo la vittoria con lo Sciliar relativamente alle prime sedute di lavoro svolte dai gialloblù.

Il mantenimento dell'ossatura della compagine scaligera può essere determinante per accelerare il raggiungimento di una forma adeguata: "La consapevolezza di aver vinto i play-off ed aver trovato maggior compattezza nei momenti difficili è un fattore importante, in rosa ci sono elementi validi, spero ne arrivi qualcun altro per completare la squadra. I nuovi acquisti mi hanno dato un'ottima impressione, sono dei bravi ragazzi, ma questo dipende anche dalla disponibilità ad inserirli fornita dal gruppo di chi c'era l'anno scorso. Non è difficile adattarsi in questo collettivo".
Grandi aspettative quelle nei confronti di Gomez, autore dell'1-0 nel test di apertura della stagione 2011/12: "Oggi ha fatto un grandissimo gol, è un bravo giocatore, è tornato a Verona e ne sono felice. Difficile fare previsioni sul suo rendimento, è una persona disponibile che può affrontare più ruoli, garantendo anche profondità".
Ufficio Stampa

Da Castelrotto, "Benvenuti al nord"
Postata il 22/07/2011 alle ore 13:57
CASTELROTTO - L'intenzione è quella di stemperare le polemiche, ribadendo nuovamente il concetto: le esternazioni di Mandorlini, sentite in occasione della presentazione alla città dell'Hellas Verona, erano goliardiche e prive di natura discriminatoria.
Ne fornisce un'ennesima testimonianza il simpatico siparietto nato al termine della seduta mattutina svolta venerdì a Castelrotto dalla squadra scaligera. Davanti al motorhome utilizzato come store ufficiale nel ritiro estivo, Mandorlini ed alcuni atleti hanno esposto uno striscione riportante il messaggio "Benvenuti al nord", tra le risate di staff, giocatori e tifosi presenti. Un ulteriore modo, vista la presenza di calciatori provenienti da Brasile, Grecia, Argentina, Costa d'Avorio ed Austria, oltre che da Calabria, Sicilia e Campania, per sottolineare quanto già detto dall'allenatore e dalla società in questi giorni.
Ufficio Stampa


Esternazioni di Mandorlini, nota del club
Postata il 21/07/2011 alle ore 17:29
VERONA - In riferimento a quanto riportato da alcuni organi di stampa, televisioni e siti internet in relazione alle esternazioni del tecnico Mandorlini durante la presentazione della squadra alla città dello scorso 19 luglio, si precisa quanto segue.
Non corrisponde assolutamente al vero che il nostro tecnico abbia utilizzato toni e frasi offensive nei confronti di altre società e/o città e/o incitato i tifosi a farlo, bensì ha unicamente, nell’ambito di un clima goliardico e festoso di inizio stagione, intonato ironicamente una datata canzone goliardica di un gruppo musicale italiano, senza che ciò possa essere quindi ricondotto a comportamento di natura razzista o facinoroso.
Spiace quindi rilevare ancora una volta, che taluni fatti se accadono nella nostra città ed in particolare siano riconducibili alla nostra società, vengano frequentemente distorti e strumentalizzati unicamente al fine di screditarne l’immagine.

Siamo ben consci che l’ironia e la goliardia nelle loro svariate forme, possano essere discutibili e soggettivamente interpretabili e talvolta ledere la suscettibilità e sensibilità di alcuni, ma non possono e non devono certo venire confuse con ben lontane forme di violenza e/o razzismo.
Si rileva a tal proposito che due nostri giocatori, uno di origine calabrese e l’altro campano, nonchè altri di diverse etnie, hanno partecipato divertiti assieme alla canzone di mister Mandorlini e ciò a conferma del tono scherzoso ed inoffensivo che la stessa rivestiva.

Invitiamo quindi a ridimensionare serenamente l’accaduto, riconducendone la portata al giusto valore onde evitare di denigrare pretestuosamente un’intera città e tifoseria come purtroppo già avvenuto in passato per circostanze talvolta rivelatesi di nessuna importanza o addirittura millantate.
Ufficio Stampa

Postata il 18/07/2011 alle ore 14:48
Mandorlini: "Quello di cadetteria è un campionato che mancava da un po', speriamo di fare le cose per bene. Abbiamo finito per ultimi la stagione, ora bisogna accelerare"
SANDRA' - Un mese dopo la conquista della cadetteria è tornato a Sandrà anche Andrea Mandorlini, pronto a ripartire sulla panchina scaligera: "C'è grande voglia di cominciare, ci aspetta una nuova avventura. Quello di B è un campionato che mancava da un pò, speriamo di fare le cose per bene. Prepariamoci in maniera adeguata, abbiamo finito per ultimi e quindi ora bisogna accelerare".

Tiene banco in ogni società l'allestimento della rosa in vista della nuova stagione: "Il mercato è lungo e difficile, da qui alla fine di agosto credo ci sarà tempo e modo di lavorare nel miglior modo possibile. Finora, ci sono stati pochi confronti, per il bene di tutti dobbiamo vedere come operare".
Gibellini conta molto sulle qualità di Gomez, rientrato dal Gubbio: "Nell'annata calcistica da poco terminata ha fatto benissimo, siamo contenti di averlo tra noi. Non lo conosco di persona ma me ne hanno parlato bene, c'è bisogno di tutti e credo che lui sia un acquisto importante".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


CALCIO MERCATO
Hellas Verona, Mandorlini: "Programmare la serie A"
24.06.2011 10:32 di Serena Timossi
Il tecnico del Verona Andrea Mandorlini, fresco di promozione in cadetteria, pensa già al prossimo campionato e i gialloblù puntano decisi al ritorno sul palcoscenico della serie A: "Resto qui a Verona e voglio incontrare subito i miei dirigenti per programmare la Serie A. Quest'anno ferie ridottissime, tra 3 settimane saremo già sul campo per dare il via alla preparazione estiva". Questa la dischiarazione del mister raccolta dalle pagine di tuttob.com, adesso toccherà al direttore sportivo Gibellini operare sul mercato per costruire una corazzata in grado di centrare la seconda promozione consecutiva.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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