L'evidente goliardata di MANDORLINI viene scambiata per razzismo: Son tempi bui! Mercato: NATALINO dopo la Supercoppa? Su JOAO PEDRO i dubbi di GIBELLINI, VERGINI si allontana, GARZON al LECCO...

Pubblicato da andrea smarso venerdì 22 luglio 2011 08:02, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento


Razzisti veri, presunti e... Scontati!
Il giorno dopo la presentazione scoppia la grana MANDORLINI reo di aver 'catechizzato' la folla e aver aizzato il coro 'Ti amo terrone...' contro la SALERNITANA (e per un malinteso senso di 'solidarietà geografica' tutta l'Italia meridionale): dalle colonne del Mattino a quelle della Stampa è tutto un florilegio di articoli sul fatto che son tornati i brutti&sporchi&cattivi&beceri&razzisti veronesi ad insozzare le 'cristalline acque' in cui, come 'soavità angeliche', risuonano i canti dei tifosi delle altre squadre!

E' meglio sgombrare subito il campo da fraintendimenti d'ogni sorta: il problema del razzismo esiste (ed è grave) da noi come in tutti gli altri stadi d'Italia: chi ha frequentato qualche volta lo stadio ben conosce le canzonacce a sfondo politico e/o a discriminazione territoriale mescolati agli uh-uh rivolti ai giocatori di colore ma da qui a trasformare lo 'show' di MANDORLINI in una specie ritrovo del Ku Klux Klan come alcune testate stanno facendo ce ne corre...

...E per smontare ogni polemica basterebbe guardare in maniera neutrale il video della 'goliardata' mandorliniana e finalmente rendersi conto che:
1 - E' tutto un bonario scherzo (vengono chiamati in causa direttamente MAIETTA di origini calabresi, CECCARELLI e DIANDA il 'colored' gialloblù e a loro si unisce pure Gennaro ESPOSITO uno che con un nome così non poteva che essere napoletano! Ah ah)
2 - La canzone incriminata è stata ideata e cantata dagli Skiantos (rock band demenziale formatasi a Bolgna a metà degli anni '70) e non ha alcuna connotazione razzistica!

Ti amo terrone Skiantos Bologna Piazza Maggiore 14 agosto 2010

MANDORLINI poteva scegliere modi migliori per fare 'il simpatico'?
Forse sì... Magari ha giudicato le conseguenze di questo suo scherzo in maniera troppo leggera o magari non ci ha pensato affatto ed è stato tutto frutto della giocosità del momento chissà!
Ma, chi ha visto le vergognose immagini della finale playoff a Salerno (con relativi 'gadget' AntiVeronesi), potrà perfino arrivare a capire che questa piccola 'vendetta' da parte del mister stà addirittura nel gioco delle parti: il razzismo esiste, è vergognoso e va estirpato da tutti gli stadi d'Italia (a proposito qualcuno ha preso provvedimenti dopo la plateale violenza subita dai nostri all'Arechi? Oppure visto che la SALERNITANA scompare gli si perdona tutto?) senza buonismi e senza guardare in faccia alcuno ma stavolta i media nazionali hanno preso (sapendo di prenderlo) un granchio collosale!

Verona=Razzismo!
Invece di vendere giornali ed impennare le visite ai siti web con la scontata associazione Verona=Razzismo perchè non andate ad indagare (magari con la stessa puntigliosità) su chi ha fatto vendere a Sorrento e Salerno le sciarpe con la scritta 'Io odio Verona'? Perchè non cercate di capire come mai all'Arechi fumogeni proibiti, petardi e bombe carta (che hanno ferito un assitente dell'arbitro ed uno steward) si sono sprecati? Oppure come mai persone non identificate (a Sorrento) o identificate più che bene (il fotografo di Salerno) hanno potuto aggredire MANDORLINI 'reo' di aver festeggiato con i propri tifosi?
La lista potrebbe continuare ma forse è meglio fermarsi qui e chiedersi: è questo il calcio che vogliamo?
Un calcio dove tutto è preso davvero sul serio tranne le cose che dovrebbero essere affrontate con spietata serietà? Ma per favore...
Si cominci davvero a lavorare nel senso dell'antirazzismo accantonando una buona volta le convenienze del momento, i blasoni delle squadre e gli scontati luoghi comuni!!! Ne guadagnerà tutto il movimento ed infine andare allo stadio tornerà ad essere una gioia normale (senza avere l'assillo su quanto ci capiterà di dover vedere o sentire)

Mister MANDORLINI chiaramente non ci stà...
«E' pazzesco solo in Italia può succedere una cosa così... Era una cosa ironica... Ho cantato una canzone degli Skiantos, era un modo simpatico di rendere anche omaggio ai nostri avversari... Ma non mi stupisco. Ormai non si può più dire nulla. Tutto viene girato contro... Cosa volete che vi dica? Non mi sento neanche di commentare... E' evidente che ogni volta che esce il nome di Verona si vuole strumentalizzare. C'erano Maietta ed Esposito che ridevano perchè avevano capito che era uno scherzo... Ma quale razzismo, dai, siamo seri» e ancora «Ho trovato tutto molto esagerato. Il discorso era goliardico, con l'obiettivo di prendere in giro gli avversari con i quali abbiamo giocato una partita importante e difficile. Chiedo scusa, ma credo che tutto sia stato molto strumentalizzato. Il mio riferimento era solo a quella partita e a tutto quello che abbiamo subito prima, dopo e durante la gara. Il resto non c'entra nulla, assolutamente. Non pensavo che ci fosse stato tutto questo clamore. Ho solo voluto 'ricordare' un avversario difficile, con un ritornello che cantavano i nostri tifosi. Il riferimento era esclusivamente calcistico e riferito a quella partita. Nulla di più» ma lo stesso sarà deferito dalla FIGC (tanto per non sbagliare...)

Mandorlini canta «Ti amo terrone», contro la Salernitana

Faccia tosta incredibile del sindaco di Salerno! Vi ricordate De Luca il sindaco di Salerno? Quello che addirittura ringraziava (!!!) i suoi concittadini per il grande senso di responsabilità dimostrato (nonostante durante la finale, peraltro disputata in un palese clima intimidatorio, sia piovuto in campo di tutto e ci siano quattro arresti in flagranza di reato e 14 DASPO!) durante l'ultimo atto della stagione 2011-2012 nel Girone A di Lega Pro? Così scrive nella sua pagina FaceBook: «Caro Mandorlini, ma è proprio così difficile comportarsi in maniera civile e responsabile? Ma è proprio così difficile ricordarsi che lo sport dovrebbe essere una vera e propria festa ispirata al rispetto dell’avversario e ai valori della correttezza, della lealtà sul campo e fuori dal campo?»... La classica e vecchia storia del bue che da del cornuto all'asino!

Anche per il direttore della Lega Pro GHIRELLI a Salerno nulla di strano... «A Salerno c’ero e ho potuto constatare il lavoro prezioso e efficace degli undici commissari della Lega Pro e la collaborazione altamente professionale delle Forze dell’Ordine. La protezione e la sicurezza sono state garantite e fino a quando erano in discussione non abbiamo fatto iniziare le fasi di preparazione della partita in campo. Ritengo che il Presidente e i dirigenti del Verona abbiano visto come si sia operato. Al termine della partita era stato studiato un piano alternativo per il rientro negli spogliatoi della squadra del Verona. Si è attuato e ha funzionato. Non so dove l’allenatore Mandolini abbia corso pericoli di vita e subìto minacce di morte», poi aggiunge le naturali considerazioni del suo ragionamento: «Mi permetto di fare alcune domande: ha denunciato il caso alla Procura Federale della FIGC presente allo stadio Arechi? Ha provveduto a sporgere denuncia presso le forze di polizia a Salerno o a Verona? Un fatto così grave non può essere raccontato, se è fondato è obbligatorio sporgere denuncia agli organi competenti. E mi fermo qui» Vero! Giusto e sacrosanto! Dopo tutto quello che è successo (comprese le gravi minacce in sala stampa) nessuno anche tra i giornalisti veronesi presenti ha presentato querela? Basta informarsi e controllare le denunce depositate ad Assostampa e Ussi da parte di alcuni giornalisti di Verona...

Il Nuovo Coordinamento prende le distanze dal mister... ... In questa nota inviata al C.C.S.C e a tutti i tifosi della Salernitana: Buongiorno, a fronte della polemica suscitata in un momento di festa in cui sicuramente l'allenatore non ha dato peso al senso delle sue affermazioni (ciò non è plausibile nel suo ruolo) Vi prego di escludere da ciò ogni motivo di acredine da parte nostra nei confronti di una società e di una tifoseria che merita altro proscenio nel calcio nazionale. Ogni cordialità Carla Riolfi Responsabile Nuovo Coordinamento Club Hellas Verona 2003

[Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: HellasVerona-BS.BlogSpot.com]


MERCATO GIBELLINI descrive le strategie di mercato: prima comporre la lista degli 8 Under 21 a TACHTSIDIS e DONINELLI potrebbero a breve aggiungersi il terzo genoano BERTONCINI e, dall'inter, il terzino NATALINO (a cui MANDORLINI tiene parecchio) dopo la gara di SuperCoppa dei nerazzurri a Pechino poi 'in ballo' ci sarebbe JOAO PEDRO il 20enne ex VITORIA GUIMARAES di proprietà PALERMO che è un bravo giocatore ma ha un'indole che non convince appieno il diesse. JORGINHO con la SAMBO ha fatto bene da titolare in Seconda Divisione e potrebbe essere definitivamente lanciato in cadetteria...

RAFAEL al pari di GOMEZ TALEB sono stati giudicati incedibili a meno di offerte clamorose che al momento non sono arrivate ne dal BARI di TORRENTE per il 'suo' pupillo argentino, ne da CESENA per il portiere. LEGENDA: In grassetto i nomi sicuri del futuro HELLAS VERONA. I ruoli con il link conducono alla scheda relativa al tesserato. I nomi depennati sono di giocatori che non faranno più parte della rosa o giocheranno temporaneamente altrove.

 RUOLO NOMESTATO DEL CONTRATTO E NOTE
ALL.GIANNINI Esonerato l'8 Novembre scorso, in scadenza a Giugno 2012
ALL.MANDORLINI Contratto scaduto, si tratta per il rinnovo
POR.CAROPPO Era in comproprietà, è stato riscattato dal BRESCIA
POR.NICOLAS Aggregato al gruppo da Febbraio
POR.RAFAEL Definitivo, in scadenza a Giugno 2012
DIF.ABBATE Definitivo, in scadenza a Giugno 2012
DIF.ANDERSON Definitivo, in scadenza a Giugno 2013
DIF.BERTOLUCCI In compr. con la SANGIOVANNESE, è stato acquisito alle buste
DIF.CAMPAGNA Era in comproprietà con la JUVENTUS, è stato acquisito alle buste
DIF.CANGI Definitivo, fino a Giugno 2013
DIF.CECCARELLI Definitivo, fino a Giugno 2012?
DIF.DIANDA Rientra dal prestito alla JUVE STABIA (20 presenze 0 gol)
DIF.MAIETTA Definitivo, in scadenza a Giugno 2013
DIF.MALOMO Prestato dalla ROMA è stato girato al PRATO a Gennaio
DIF.MASSONI Era in comproprietà è stato riscattato dal SASSUOLO
DIF.PERETTI Svincolato, è stato ingaggiato dalla SAMBONIFACESE (II Div.)
DIF.PUGLIESE Torna dal prestito al VARESE (38 presenze 1 gol)
DIF.VERGINI Torna all'OLIMPIA ASUNCION in Paraguay per fine prestito
CEN.DONINELLI Prestato dal GENOA
CEN.CAMPISI Torna dal prestito al MONZA (24 presenze 0 gol)
CEN.ESPOSITO Definitivo, in scadenza a Giugno 2012?
CEN.GALLI Arriva dal PARMA in prestito con diritto di riscatto
CEN.GARZON Scaduto il contratto con l'HELLAS ha firmato per il LECCO
CEN.HALLFREDSSON Risc. dalla REGGINA (350mila Euro), definitivo fino Giugno 2013?
CEN.JORGINHO Torna dal prestito alla SAMBONIFACESE
CEN.KHADREJNANE Fino a Gennaio ha giocato con la Berretti... Poi?
CEN.MANCINI Acquisito alle buste dal SIENA per 80mila Euro
CEN.MARTINA RINI Torna al BRESCIA per fine prestito
CEN.PAGHERA Torna al BRESCIA per fine prestito
CEN.RUSSO Definitivo, in scadenza a Giugno 2012
CEN.SCAGLIA Definitivo, in scadenza a Giugno 2012?
CEN.TACHTSDIDIS Prestato con diritto di riscatto e controriscatto dal GENOA
ATT.BERRETTONI Definitivo, in scadenza a Giugno 2012
ATT.CIOTOLA Def. (Giu. 2012) torna dal prestito alla JUVE STABIA (via TARANTO)
ATT.DI GENNARO Dopo la rescissione consensuale si è accasato al BARLETTA
ATT.FERRARI Definitivo, fino al 2013?
ATT.GOMEZ TALEB Def. (Giu. 2012) torna dal prestito al GUBBIO (31 Presenze 18 gol)
ATT.LE NOCI Definitivo, fino al 2013?
ATT.NAPOLI Tornato all'INTER e girato alla JUVE STABIA
ATT.PICHLMANN Definitivo, in scadenza a Giugno 2013
ATT.SCAPINI Contratto scaduto probabilmente non verrà rinnovato
ATT.SELVA Scaduto il contratto con l'HELLAS si allena col SANTARCANGELO
ATT.TIBONI Torna all'ATALANTA per fine prestito (girato al FOGGIA)
ATT.TORREGROSSA Era in comproprietà con l'UDINESE, è stato acquisito alle buste

DICONO
BERRETTONI non ha dubbi per i gialloblù la Serie B sarà... «Un’avventura bellissima. Ci andiamo con rispetto ma anche sapendo di essere una buona squadra. Fatta a Verona avrà un sapore diverso. Se vogliamo anche la B può andare stretta a questa città. Dovremo abituarci alla categoria che sarà durissima se non altro per tutte le partite che ci aspettano. La B è un campionato lunghissimo. Tenere un ritmo alto per tutte quelle partite non è facile. Lo zoccolo duro del gruppo è quello che c’era anche due anni fa. L’anno scorso abbiamo fatto una cavalcata incredibile e io non dimenticherei neanche chi adesso non è più con noi per tutta una serie di motivi. I contratti scaduti, le strade che si sono divise. Siamo stati tutti importanti nell’ultima stagione» Leggo.it

ALTRE NEWS IN ALLEGATO
24 SONO I GIOCATORI PARTITI PER IL RITIRO DI CASTELROTTO INSIEME A MANDORLINI, fra loro non c'è CIOTOLA che nelle prossime ore verrà probabilmente ceduto all'ANDRIA...

COPPA ITALIA (TIM CUP): Mercoledì 27 Luglio alle ore 12:00 gli accoppiamenti...

Copa America yari finalinde Paraguay-Venezuela mücadele sonu kavga

IN BREVE A PIÉ PAGINA
VITA DA EX: GIRARDI al TARANTO chiude definitivamente la porta a DI GENNARO che nei prossimi giorni sarà ufficializzato dall'ambizioso BARLETTA. Lo svincolato GARZON è stato ingaggiato dal LECCO...

COPPA AMERICA: Il PARAGUAY raggiunge l'URUGUAY in finale, è rissa...

MERCATO: Finisce il 'tiramolla' SANCHEZ al BARCELLONA, BOJAN alla ROMA...

RASSEGNA STAMPA
Mandorlini: ovvero i limiti tra goliardia e buon gusto..
Scritto da ANTONIO
Non sarà sfuggito, specie agli sportivi del calcio, l'episodio avvenuto il 20/7 a Verona durante la presentazione della seconda squadra della città, l'Hellas. Il tecnico Mandorlini ha lanciato un coro contro la tifoseria e la squadra del Salerno che ha conteso, invano ai play-off, al Verona l'accesso alla serie B del campionato 2011/2012 di calcio. Quasi tutti i presenti, sollecitati dall'allenatore Mandorlini, hanno intonato un "..ti amo terrone.." diretto agli sconfitti. Sono poi risultati alquanto puerili i tentativi dei giorni successivi di minimizzare l'episodio e di cercare di inquadrarlo in "normale goliardia" fra tifoserie.

Credo che non sia stato tanto l'epiteto ormai consolidato ( ..Terroni..) che anzi risulta essere un vanto per i meridionali piuttosto che una vergogna, quanto il fatto che ancora una volta i "vinti" vengano sbeffeggiati e che, in un contesto anche sportivo come il calcio, risulta essere una mina vagante. Non mi meraviglierei se l'Hellas Verona, peraltro non nuova a simili episodi, quando si tratterà di affrontare delle trasferte a sud di Roma trovasse un ambiente più ostile del lecito grazie all'avventatezza ed al cattivo gusto del tecnico dei veneti. Per la cronaca, nonostante i tentativi di riportare il tutto nell'alveo della cosidetta goliardia, Mandorlini è stato deferito alla giustizia sportiva in violazione all'art.1 del Codice etico che prevede per i tesserati "... lealtà ,correttezza....".

FONTE: ComitatiDueSicilie.org


Serie B Verona, Mandorlini:”Chiedo scusa a tutti ma sono stato strumentalizzato” Troppo clamore intorno ad una vicenda che Andrea Mandorlini, tecnico del Verona, non avrebbe mai voluto affrontare. La Procura Federale l’ha già sentito e nei prossimi giorni si saprà se ci saranno provvedimenti di deferimento, salvo archiviazione:”Il discorso era goliardico ed ironico. Chiedo scusa, ma credo che tutto sia stato molto strumentalizzato. Il mio riferimento era solo a quella partita e a tutto quello che abbiamo subito prima, dopo e durante la gara”. Mandorlini nelle sue ultime dichiarazioni ha voluto puntualizzare come, nelle sue parole non ci fosse neanche il minimo intento dai contenuti discriminatori o razziali. E come, al contrario, lo sfottò di martedì sera nascesse dal ricordo delle tensioni della doppia sfida, nella finale dei playoff per la B, con la Salernitana.
FONTE: SerieBNews.com


CALCIO ITALIANO, SERIE B?23/07/2011, 17:35 Verona, lettera di Abodi al presidente Andrea Abodi si è premurato per segnalare ad Andrea Mandorlini il proprio dissenso riguardo al coro contro i tifosi della Salernitana. Il presidente della Lega di Serie B ha inviato la seguente lettera al presidente del Verona: “Egregio Presidente Martinelli, prima di tutto Le rinnovo il benvenuto nella Lega Nazionale Professionisti Serie B che si impreziosisce con il ritorno nella “famiglia” di una città affascinante e operosa, di una società che ha scritto pagine importanti nel calcio italiano e di una tifoseria straordinaria e appassionata, che merita questo e altro.

Questa mia lettera inizia non a caso con il riferimento a ciò che l’Hellas rappresenta nell’immaginario collettivo degli amanti del nostro sport: il Verona di Bagnoli che si regalò uno scudetto che ancora oggi – tanto più oggi – è testimone di una competizione aperta, leale e corretta. Proprio volendo e dovendo rispettare questa storia, senza voler dare eccessiva enfasi, ma neanche cadendo nell’errore di sottovalutare il fatto, le parole e i toni, non posso non segnalarLe il dispiacere personale e della Lega nell’ascoltare il breve discorso di Andrea Mandorlini in occasione della presentazione della squadra ai tifosi e alla città.

Le parole di un allenatore, per il valore e il significato che intendiamo assegnare al ruolo, rappresentano un formidabile strumento di trasmissione di messaggi che non possono essere quelli inviati da Mandorlini, che sono censurabili perché mancano gravemente di rispetto alla città di Salerno e alla sua gente, ma anche perché mancano di rispetto a una squadra e a una tifoseria che ha perso sul campo una partita importante, dovendo poi subire una sconfitta ancor più dolorosa con la non iscrizione.

Indipendentemente dall’esito del procedimento disciplinare attivato dalla Procura Federale, ho ritenuto opportuno renderLa partecipe di queste mie riflessioni, confermandoLe che potrà trovare da parte nostra la totale disponibilità ad affrontare qualsivoglia problema che aiuti la Sua Società e la Sua tifoseria – esattamente come le altre 21 compagne di viaggio – ad affrontare una stagione al meglio, sotto il segno di quella lealtà e quella correttezza in una competizione aperta, che la Lega Serie B ha il dovere di garantire. Mi auguro che in futuro, un tecnico preparato come il Vostro sappia trovare spunti davvero goliardici, che strappino un sorriso del quale c’è sempre bisogno, ottenendo comunque applausi e consenso dai suoi tifosi, ma senza mancare di rispetto al prossimo e, di conseguenza, a se stesso.

Non è superfluo sottolineare che i concetti espressi valgano per tutti coloro che, a vario titolo, partecipano al nostro Campionato, che la Lega vuole valorizzare anche attraverso la tutela di valori e principi e di uno stile che ci distinguano. In positivo, naturalmente. Certo che comprenderà il senso e lo spirito di questa mia, la prego di volerLa condividere con Andrea Mandorlini, il suo staff e la squadra. La ringrazio per l’attenzione e La saluto cordialmente“ Francesco Cammuca

FONTE: CalcioNews24.com


L'INTERVISTA
La tirata d’orecchi di Nanu «Andrea, potevi evitarlo» Galderisi, salernitano di nascita e veronese d’adozione: «Un casus belli che poteva essere evitato. Da tutti». L’ex bomber: «Anche i miei conterranei hanno esagerato»
Avrebbe potuto scegliere, ascoltando la voce del suo cuore, tra due opzioni vacanziere. Jesolo, per esempio. A due passi davvero da Padova che rappresenta una discreta fetta della sua vita professionale e non. Oppure, la Costa Amalfitana con i profumi di cedro e le intensità sonore carusiane che significa il ritorno alla sua fanciullezza. Per istinto, invece, Giuseppe Galderisi ha preferito piazzarsi a metà strada tre le due terre amatissime che, per via di un clamoroso equivoco, replicano in chiave contemporanea e per nulla divertente la «disfida » della letteraria «Secchia rapita». Una spiaggia della Romagna, persona semplice tra gente comune. Equidistante dalle guerre della sragione, ancorchè un poco immalinconito dalle notizie di una cronaca che con il calcio autentico, tanto amato e variamente frequentato dal «Nanu », hanno veramente nulla da condividere.

Galderisi, lei è salernitano per radici e anche veronese per adozione. Quale idea si è fatto sulla vicenda, sicuramente «semi seria», scatenata da una canzone la quale ha provocato un casino anche istituzionale? «Un casus belli tanto assurdo quanto evitabilissimo. In primo luogo da parte di Mandorlini il quale, uomo di calcio ma soprattutto persona intelligente, avrebbe dovuto evitare quella che, per lui come per tutte le persone ragionevoli, era una candida goliardata. Andrea, però, sa benissimo in quale mondo stiamo vivendo oggi. Sicchè, avrebbe dovuto riflettere prima di agire. In seconda battuta, i miei fratelli salernitani avrebbero dovuto lasciar correre da popolo ricco di buon senso e di ironia come l’ho sempre conosciuto».

Il fatto che la Figc abbia voluto aprire un’inchiesta su ciò che è accaduto non ha fatto altro che amplificare un evento il quale, ragionevolmente, andava letto sotto traccia... «Vede, si tratta sempre di senso della misura. Una qualità che oggi manca non solo nel mondo del pallone, ma in tutti i settori della vita quotidiana. Il Palazzo e la burocrazia fanno sempre molto in fretta ad aprire delle inchieste. Il vero problema è che, poi, quelle stesse indagini non si chiudono mai oppure, se ciò avviene, lascia- no insoddisfatti tutti».

Lei a Verona visse momenti professionali indimenticabili... «Assolutamente sì. Uno scudetto incredibile firmato anche dai miei 11 gol che mi permisero di qualificarmi come capocannoniere. Ma, al di là del dato puramente sportivo, nella mia memoria restano le immagini di una città unica e di una tifoseria altrettanto speciale. A loro ho regalato il mio cuore di terrone. Sì, perché io sarò sempre un terrone e anche fiero di poter vantare quella definizione che significa voglia di combattere e di non mollare mai».

Sicchè il popolo ultra dell’Hellas non è il diavolo come qualcuno e anzi molti vorrebbero far apparire? «Assolutamente no. Si tratta di un pregiudizio biecamente strumentale inventato per scopi estranei al calcio e al tifo. I vecchi che ricordano e i ragazzini che hanno imparato dai loro genitori i quali, tutti insieme, mi fanno festa quando torno in Veneto non hanno la faccia del demonio».

E il calcio, oggi, che faccia ha? «Certamente non quella di noi… reduci. Pensi, solamente una settimana fa, ci siamo radunati tutti noi ex della Primavera della Juventus. Una gioia e anche, insieme, una grande malinconia. Noi che venimmo allevati, professionalmente e non, da grandi e buoni maestri come Trapattoni o Bagnoli, tanto per citarne solo due, ci siamochiesti quale fine mai potrà fare il nostro bellissimo mondo oggi finito in mani difficili da definire». Proviamo a farlo, allora... «Chi ha i quattrini prima vuole vincere e poi pensa a programmare. La megalomania impera. Chi non ha soldi, ma esperienza, si trova tagliato fuori. Questo, purtroppo, è il teorema principale di un pallone tradito». Anche lei, Galderisi, si sente tradito? «Un poco sì. Non solo dagli uomini ma anche dalla buona sorte. A Benevento ho fatto bene, poi siamo stati condannati dai playoff per pura jella. In ogni caso ho messo da parte una nuova esperienza su questo mondo vario e variopinto che, prima o poi, mi servirà».

Perché Galderisi? «Perché, come dice la mia definizione di Nanu, continuo ad avere le gambe corte. Ma sono gambe di terrone, quindi solide e potenti, che vogliono portarmi lontano. Comunque gambe che non si fermeranno mai. Le stesse che mi consentirono di fare tanti gol e di vincere uno scudetto storico a Verona». 23 luglio 2011

FONTE: Corriere.it


Macché razzismo, è il bello del calcio
di Stefano Basilico
"Ti amo terrone!" Un ossimoro che coniuga due termini completamente antitetici, il primo affettuoso, il secondo sprezzante. Una frase che, detta in una riunione o da un esponente politico, scandalizzerebbe giustamente tutti. Ma che detta all'amico calabrese al bar, al collega durante la pausa pranzo, al giornalaio che tutte le mattine ti accoglie con una battuta, ha tutt'altro senso, quello dello sfottò, che presume la reciprocità e la possibilità di rispondere a tono. Per questo motivo lascia di stucco la reazione buonista al coro fatto partire dall'allenatore dell'Hellas Verona, Mandorlini, alla festa per la presentazione della squadra, neopromossa in serie B. Aveva invitato i tifosi a rispondere alle provocazioni dei colleghi salernitani, rivali ai playoff e scatenati contro il tecnico gialloblù, tanto che un giornalista locale realizzò un'immagine di Mandorlini con una pistola puntata alla testa e il fumetto "Sono un uomo di merda".

Ed ecco la goliardica vendetta contro il nemico sconfitto, davanti al proprio pubblico di casa, in trionfo. Il mister fa partire il coro, e il suo popolo lo segue. Un rapporto complesso quello tra allenatore e tifoso, fatto di esaltazioni e di contestazioni. Bastarono due saltelli di Mourinho a San Siro sulle note di "chi non salta rossonero è" per mandare in visibilio il pubblico interista, così come nessuno potrà mai dimenticare la furiosa cavalcata di Mazzone in faccia ai tifosi atalantini. Ed ecco le penne buoniste dei giornalisti in cerca di polemica subito scatenate a demonizzare Mandorlini e la tifoseria dell'Hellas, da tempo nel bersaglio della cronaca per alcuni eccessi del passato. Accuse di razzismo che fanno ridere, nell'Italia che impazzisce per il calcio e trova nello sport lo sfogo per secolari campanilismi.

Allora sono razzisti anche i tifosi di Massese e Carrarese? E quelli di Livorno e Pisa? E quelli di Atalanta e Brescia? E che dire degli aspri scontri tra Palermo e Catania? È veramente razzismo questo? Anche quando a intonare il coro con un sorriso sono giocatori e dirigenti dell'Hellas, ma che vengono dal profondo sud? Anche quando a fare i cori contro i napoletani a San Siro sono i tifosi partenopei di Inter e Milan? Il verso della scimmia a Zoro, Eto'o e Balotelli. Quello è razzismo. La banana lanciata a Roberto Carlos. Quello è razzismo. Ma in un coro divertito, nel magnifico mondo del tifo, in cui si fa a gara a chi urla di più, ma in cui c'è sempre diritto di replica nello stesso tono, i Catoni che vorrebbero squalificare Mandorlini per una battuta ironica sono semplicemente ridicoli.

Dice bene Tosi, sindaco leghista di Verona, più volte sopra le righe ma non in questo caso, che se i tifosi della Salernitana avessero cantato "Ti amo polentone" nessuno al Nord si sarebbe scandalizzato. E forse, se la Salernitana avesse vinto e non fosse fallita, nessuno si sarebbe curato di quel coro, viene da aggiungere. Il problema vero è che la gente comune, quella che il calcio sa a malapena cosa sia e le partite se le guarda in tv o legge i commenti del lunedì sul giornale, se va bene, non riesce a distinguere i due piani su cui vivono i tifosi: quello dentro lo stadio, e quello fuori. Dentro lo stadio il manager affermato, il giovane giornalista posato, l'integerrimo avvocato, se veri appassionati, si trasformano in pochi secondi nei peggiori bestemmiatori, nei più cattivi con gli avversari, augurando i peggiori mali a chiunque. E lo stesso avviene dall'altra parte degli spalti. Reciprocità e lealtà reciproca, che non vuol dire "non dire parolacce" o "non insultare". Su questo si basano i rapporti tra tifosi, e chi abbia mai messo piede in uno stadio lo sa. Perché se tutto questo putiferio fosse avvenuto durante una partita -e avviene tutte le domeniche- non ci sarebbe stato alcun casus belli, perché i tifosi della Salernitana avrebbero risposto per le rime ai veronesi. Inciviltà? Mancanza di rispetto? Irrazionalità? Può darsi.

Sicuramente non razzismo. Perché quell'insulto a 32 denti (di sorriso, ovviamente) non era rivolto agli abitanti del Sud, ma ai tifosi della Salernitana, a loro volta autori di un comportamento incivile contro Mandorlini nel proprio stadio. In un mondo in cui dobbiamo passare una settimana ad obbedire agli ordini, o se siamo fortunati a impartirli, in cui dobbiamo stare fermi al semaforo, pagare le tasse, salutare ossequiosamente il capo, lavare i piatti e pulire il bagno, gradiremmo avere un pomeriggio in cui non pensiamo a nulla, in cui ci annichiliamo a urlare a squarciagola cori che non canteremmo mai in altri ambiti, a battere le mani a tempo, a impazzire per un gol fatto o imprecare per uno subito, e a farlo con nostri pari, da una parte e dall'altra.

È il calcio, il suo magnifico fascino irrazionale, fatto di tifo che vuol dire vero amore e che si spegnerà solo il giorno della nostra morte. Perché quando un tifoso vede un anziano sposato, non sa se anche lui un giorno avrà una moglie. Ma se un tifoso vede un anziano infervorato che litiga al bar con gli amici per la partita, beh può essere sicuro che fra qualche anno anche lui sarà così. Quindi cari giornalisti dalla penna educata, dall'affabile eloquio, voi che siete sempre posati e perfetti, e che riuscite a puntare il dito contro tutto e contro tutti, lasciateci vivere il nostro pomeriggio di cori ignoranti e irrazionali, fatti di do ut des e di risposte all'avversario. Siete liberi di scandalizzarvi, noi non lo faremo.

Potremo indignarci, certo, ma non andremo a piagnucolare tra le vostre pagine: troveremo un modo più crudele, un coro geniale, uno striscione fulminante, con cui rispondere all'avversario fieramente. Forse avete ragione, i tifosi sono razzisti. Tutti, quelli del Verona, della Salernitana, dell'Inter, del Milan, della Juve, della Lazio, della Roma, del Toro, del Palermo, del Napoli. Sono razzisti verso chi non è come loro, verso di voi, che state fuori dallo stadio e non capirete mai cosa si prova ad essere unito a migliaia di altre persone solo in funzione di due colori che annullano davvero ogni differenza politica, di religione o di classe. Uguaglianza vera, altroché! I tifosi si sentono diversi tra loro, ma si sentono anche diversi da voi, ed è una cosa che chi non ha mai gridato, riso o pianto per la propria squadra ogni domenica in maniera irrazionale, non potrà mai capire. venerdì 22 luglio 2011

FONTE: FareItalia.com


Tifosi organizzati Hellas prendono le distanze da Mandorlini
In una nota inviata agli organi di informazione salernitani dal Centro di Coordinamento Salernitana Clubs si rende nota la posizione dei tifosi organizzati dell’Hellas Verona dopo le Polemiche scaturite dalle frasi dell’allenatore Mandorlini. Ecco il testo che il Centro Coordinamento Hellas Verona ha inviato al Centro Coordinamento Salernitana Clubs ed a tutti i tifosi della Salernitana Comunicato del Centro Coordinamento Hellas Verona al C.C.S.C e a tutti i tifosi della Salernitana Buongiorno, a fronte della polemica suscitata in un momento di festa in cui sicuramente l'allenatore non ha dato peso al senso delle sue affermazioni ( ciò non è plausibile nel suo ruolo)Vi prego di escludere da ciò ogni motivo di acredine da parte nostra nei confronti di una società e di una tifoseria che merita altro proscenio nel calcio nazionale.
Ogni cordialità
Carla Riolfi
Responsabile Nuovo Coordinamento Club Hellas Verona 2003

Incidenti dopo Salernitana-Verona: arrivano altri 14 DASPO per i tifosi granata
Quattordici provvedimenti di Daspo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) sono stati emessi dal questore di Salerno Antonio De Jesu, nei confronti di altrettanti ultras della Salernitana. I provvedimenti sono stati emessi nell'ambito dell'indagine sugli incidenti avvenuti durante la partita di calcio valevole per i play off -prima divisione tra la Salernitana e il Verona disputatasi lo scorso 19 giugno allo stadio Arechi di Salerno. I 14 ultras sono stati identificati grazie all'attivita' della polizia scientifica salernitana che ha fotografato e ripreso con videocamere gli scontri avvenuti oltre un mese fa. Tra i 14 identificati vi sono anche 3 minorenni.

Sette destinatari del daspo hanno anche l'obbligo di firma in questura in concomitanza degli incontri di calcio della Salernitana. I 14 Daspo vanno ad aggiungersi ai 4 arresti eseguiti dalla polizia in flagranza di reato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Nel corso degli scontri una decina di poliziotti restarono feriti. Le indagini sono state condotte dalla Digos della Questura di Salerno.

22/07/2011 14.54.55
Abodi, presidente della Lega di Serie B: "Dispiacere per parole censurabili di Mandorlini"
Andrea Abodi, presidente della Lega di Serie B, esprime "il dispiacere personale e della Lega nell'ascoltare il breve discorso di Andrea Mandorlini in occasione della presentazione della squadra ai tifosi e alla città". L'allenatore del Verona ha intonato il coro 'ti amo terrone', riferito alla Salernitana. Parole "censurabili" secondo Abodi, che ha inviato una lettera a Giovanni Martinelli, presidente del club scaligero.

"Le parole di un allenatore, per il valore e il significato che intendiamo assegnare al ruolo, rappresentano un formidabile strumento di trasmissione di messaggi che non possono essere quelli inviati da Mandorlini, che sono censurabili perchè mancano gravemente di rispetto alla città di Salerno e alla sua gente, ma anche perchè mancano di rispetto a una squadra e a una tifoseria che ha perso sul campo una partita importante, dovendo poi subire una sconfitta ancor più dolorosa con la non iscrizione". 22/07/2011 18.02.55

FONTE: SalernoNotizie


NEWS Verona, 13:38
CALCIO, VERONA; SICILIANO: MANDORLINI NON HA USATO TONI RAZZISTI
Il Verona non ci sta dopo la notizia del deferimento del tecnico Andrea Mandorlini per il coro alla presentazione della squadra. "Non corrisponde al vero che Mandorlini ha utilizzato toni razzisti o incitato tifosi a farlo. Ha cantato in ambito goliardico una canzone goliardica, in un'atmosfera di scherzo che ha caratterizzato l'inizio della nostra stagione". Lo ha affermato a Radio Ies l'amministratore delegato del Verona, Benito Siciliano, anticipando i contenuti di una nota che sarà pubblicata sul sito della società.

"Dispiace che taluni fatti di razzismo si verifichino nella nostra città, ma non è possibile che vengano strumentalizzate cose che non hanno nulla a che fare con il razzismo. Ironia e goliardia sono facilmente strumentalizzabili, ma non devono mai essere confuse col razzismo. Il fatto che esclude il razzismo da parte del nostro allenatore è che Mandorlini ha cantato la canzone con due calciatori del Sud, uno napoletano e uno calabrese".

FONTE: Repubblica.it


I cori razzisti dell'allenatore del Verona
Cori contro la Salernitana e i «terroni». Si presenta così Mandorlini, ex giocatore dell’Inter, ai nuovi tifosi. Il tecnico che guiderà la squadra appena promossa in serie B lancia la sfida ai “nemici” storici della Salernitana e chiede l’applauso dei tifosi. Il video finisce in Rete, e parte la polemica. Un paio d’ore e arrivano le scuse: «È stato un atteggiamento meramente goliardico, senza nessun riferimento razzista o volontà di offendere, tanto che sono stati coinvolti anche Gennaro Esposito (campano, ndr) e Domenico Maietta (calabrese, ndr)».

FONTE: La Stampa.it


E adesso istituite la “Tessera dell’Allenatore”. Brutto gesto di Mandorlini
giovedì, 21 luglio 2011 - 11:07 in 1ª Divisione Girone B, In Evidenza Difficile tacere davanti ad un argomento che non ci tocca direttamente come sanniti ma ci etichetta indirettamente come terroni. Benevento e Salerno sono divise solo da 74 km e l’appellativo che ha riservato il tecnico del Verona Mandorlini ai granata, si riflette sull’intero meridione.

Alla presentazione della sua squadra, infatti, l’allenatore scaligero ha pensato bene di far partire un coro per i salernitani, riservando loro l’appellativo di terroni. Mandorlini, che con il suo Verona aveva superato la Salernitana nella finale Play Off, si è giustificato dietro ad un laconico: “Era solo goliardia“. La voglia di scherzare in questo modo, in un calcio che a fatica sta cercando di riemergere da situazioni difficili e difficoltose, ci sembra sinceramente fuori luogo. L’approdo in Serie B ed il fallimento degli odiati rivali, scivoli nei dilettanti, non sono bastati a Mandrolini per godere in pace della festa organizzata dalla propria società.

Non degni di commento neanche gli interventi di chi ha cercato di difendere il tecnico a spada tratta, come il sindaco della città di Romeo e Giulietta. Una storia questa che con l’amore non ha nulla a che vedere. Dopo aver schedato i tifosi con la tanto odiata e contestata tessera, probabilmente sarebbe il caso di intraprendere iniziative anche nei confronti di questi soggetti che continuano ad affossare il nostro calcio. Sarebbe opportuno ricordare al signor Andrea Mandorlini che in Italia è lecito scherzare, ma è il buongusto che non si deve dimenticare, soprattutto se nella vita hai scelto di essere un allenatore ed un personaggio pubblico.

FONTE: SannioCalcio.it


Verona: se anche il calcio diventa razzista…
By gaetanoJS Posted on 21 lug 2011 at 9:26am
Ennesimo episodio di razzismo a Verona.. questa volta accade alla presentazione della squadra del Verona col il tecnico Mandorlini, che credendosi simpatico e cercando di incattivire il pubblico, comincia a cantare una canzone dal titolo “Ti amo Terrone”… Episodio grave, ma non finisce qui lo show di questo personaggio… Continua con le sue pseudo-battutte citando i nomi di alcuni giocatori che avevano avuto rapporti con squadre del sud come Ceccarelli dicendo:”Lì ha messo su famiglia…”.Non solo Ceccarelli, ma anche nominati i giocatori Maietta e Dianda dicendo: “Lì si sono aperti un chioschetto…”.

Questa serata a dir poco deplorevole si è svolta con la presenza del sindaco di verona Tosi, il quale inquadrato più volte si divertiva molto nell’assistere a questo spettacolo… Non si è fatta attendere la risposta di Andrea Mandorlini che si è giustificato così: “E’ stato un atteggiamento meramente goliardico, senza nessun riferimento razzista o volontà di offendere, tanto che sono stati coinvolti anche Gennaro Esposito (campano) e Domenico Maietta (calabrese)”. All’accaduto, come detto in precedenza, era presente anche il sindaco di verona Flavio Tosi che ha così commentato l’episodio.

“Credo che se in uno stadio del Sud venisse intonato il coro “ti amo polentone” nessuno al nord si offenderebbe. Credo che il tecnico Mandorlini nell’intonare il ritornello di una vecchia canzone – ha aggiunto Tosi – non avesse minimamente intenzioni razziste come del resto nemmeno i numerosi giocatori originari del Sud Italia che giocano nel verona”. Insomma oltre al cattivo gusto, anche l’arroganza di chi è ignaro che questi atteggiamenti possono solo far male al calcio e non solo…

Sul web intanto sono in molti a risentirne alla visione del video pubblicato da Repubblica.it; infatti sono in molti a criticare le parole e l’atteggiamento di questo personaggio ed in molti già promettono delle accoglienze ad-hoc per il verona calcio e tutti i suoi dipendenti. Insomma il signor mandorlini non ha fatto altro che scatenare con le sue parole un odio verso la società che lui rappresenta e, con queste uscite poco eleganti, tutti i discorsi che si fanno da anni sul fair-play e sulle propagande contro la violenza non possono che fallire…

FONTE: SportECalcio.it


MANDORLINI MINIMIZZA SUL CORO: “ERA SOLO UNO SCHERZO”
Scritto da pasquale_f in Prima Pagina, Serie B il 21 luglio 2011
Nelle ultime ore non si è parlato d’altro. Il riferimento è al coro che ha visto protagonista il tecnico del Verona, Andrea Mandorlini, e che ha indignato non solo la gente di Salerno, ma l’intero Sud Italia, almeno quello sportivo. La replica da parte del diretto interessato, tuttavia, non si è fatta attendere. L’allenatore della promozione scaligera, più in particolare, ha cercato di minimizzare l’accaduto, facendo capire che si è trattato solo di uno scherzo: “E’ pazzesco” sbotta l’allenatore “solo in Italia può succedere una cosa così…

Era una cosa ironica… Ho cantato una canzone degli Skiantos, era un modo simpatico di rendere anche omaggio ai nostri avversari… Ma non mi stupisco. Ormai non si può più dire nulla. Tutto viene girato contro… Cosa volete che vi dica? Non mi sento neanche di commentare… E’ evidente che ogni volta che esce il nome di Verona si vuole strumentalizzare. C’erano Maietta ed Esposito che ridevano perché avevano capito che era uno scherzo… Ma quale razzismo, dai, siamo seri!”. Basterà questa versione dei fatti per placare l’ira dei tifosi, che si è scagliata contro Mandorlini sui principali social network? Nelle prossime ore scopriremo se questa storia finirà qui.

FONTE: CampionatoSerieA.net


Fareitalia attacca Mandorlini "Giulietta era una zoccola" L'associazione vicina agli onorevoli Urso e Ronchi: "Non ci si accorge del razzismo strisciante"
22 lug | ATTUALITÀ PAG 02 La Redazione
Continua a far discutere il coro intonato dall'allenatore dell'Hellas, assieme ai 3mila "butei" accorsi alla presentazione della squadra martedì scorso. Ma l'argomento non viene trattato solo nelle discussioni da bar, anche alcune associazioni culturali decidono di prendere posizione nella diatriba. Era razzismo il coro "Ti amo terrone" indirizzato ai salernitani? Mandorlini spiega che "era solo goliardia", e la società lo appoggia in tutto e per tutto. Altri, invece, la pensano in maniera diametralmente opposta. Come Fareitalia, l'associazione culturale vicina agli onorevoli Adolfo Urso e Andrea Ronchi, fuorusciti da Futuro e Libertà, il partito fondato da Gianfranco Fini. In un articolo pubblicato oggi sul sito dell'associazione, a firma Graziella Balestrieri, si spara a zero contro l'allenatore gialloblù: "Siamo terroni, che ci volete fare, brutti sporchi delinquenti, eh sì, perché noi siamo sempre delinquenti - si legge nell'articolo tra il serio e il faceto - Sapete qual è la cosa più assurda e che rammarica? Che anche scrivendo pagine e pagine sulla difesa e sul fatto che dire 'terrone' è veramente la parola più umiliante che una persona del sud può sentirsi rivolgere, le teste delle persone che la pensano così non cambiano".

Si prende in esame la querelle veronese in maniera precisa: "Non è tollerabile che un rappresentante dello sport inneggi ad una canzoncina che veramente solo la fantasia dei nordisti poteva inventare. Che poi, qual è il senso di una frase come “ti amo terrone”? Verona, è inutile che lo nascondiamo, ha sempre dato vita a frange estremiste per quanto riguarda il razzismo per cui non si accettano giustificazioni del tipo “non tutti sono così”. I cori non li fa una persona sola ma fosse stata anche una sola sarebbe grave. Come noi del sud siamo tutti terroni e delinquenti, allora quelli del nord tutti razzisti. Che ve la state prendendo? No, dai si scherza, mica si fa sul serio!" L'articolo si conclude con un suggerimento di punizione: "Ora Mandorlini dovrebbe avere una goliardica punizione, perché questo paese inizia a non avere più regole, e siamo convinti che i tifosi della Salernitana, con grande ironia, perché quella è nostra, mostreranno lo striscione magnifico e sublime che solo dalla mente di uno del sud poteva venire: Giulietta è ‘na zoccola!" Cori razzisti, si muove la Figc Andrea Mandorlini deferito L'allenatore dell'Hellas aveva intonato il coro "Ti amo terrone" alla presentazione della squadra 21 lug | SPORT PAG 07 La Redazione La procura federale della Figc ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Andrea Mandorlini, allenatore del Verona. Il provvedimento è legato al comportamento tenuto dal tecnico durante la presentazione della squadra.

Mandorlini ha intonato il coro "ti amo terrone" indirizzato alla Salernitana, avversaria del Verona nei playoff per la promozione in serie B. E' già stato acquisito agli atti il filmato che documenta quanto avvenuto. Nelle prossime ore Mandorlini sarà interrogato dagli uomini della Procura della Figc per raccogliere tutti gli elementi utili e assumere le decisioni conseguenti.

FONTE: VeronaSera.it


Video Verona - "Ti amo terrone": Mandorlini guida il coro razzista
pubblicato: mercoledì 20 luglio 2011 da Antonio D'Avanzo
Una bruttissima caduta di stile. Andrea Mandorlini, tecnico del Verona, durante la presentazione della squadra ritornata in Serie B dopo quattro stagioni passate in terza serie, ha “suggerito” un coro ai tifosi presenti improvvisandosi direttore d’orchestra. Il coro in questione era rivolto alla Salernitana e ai suoi tifosi, avversaria del Verona nella finale play off vinta dagli scaligeri, una partita contraddistinta dalle polemiche.“Ti amo terrone” è stato cantato dai tifosi presenti sotto lo sguardo divertito del sindaco Tosi e di altre “autorità” cittadine.

FONTE: CalcioBlog.it


ALTRE NEWS Lega Pro, il dg Ghirelli interviene sul caso Mandorlini
21.07.2011 15:23 di Valeria Debbia Fonte: Lega Pro
"A Salerno c’ero e ho potuto constatare il lavoro prezioso e efficace degli undici commissari della Lega Pro - dichiara il direttore della Lega Pro, Francesco Ghirelli - e la collaborazione altamente professionale delle Forze dell’Ordine. La protezione e la sicurezza sono state garantite e fino a quando erano in discussione non abbiamo fatto iniziare le fasi di preparazione della partita in campo. Ritengo che il Presidente e i dirigenti del Verona abbiano visto come si sia operato. Al termine della partita era stato studiato un piano alternativo per il rientro negli spogliatoi della squadra del Verona. Si è attuato e ha funzionato. Non so dove l’allenatore Mandolini abbia corso pericoli di vita e subìto minacce di morte. Mi permetto di fare alcune domande: ha denunciato il caso alla Procura Federale della FIGC presente allo stadio Arechi? Ha provveduto a sporgere denuncia presso le forze di polizia a Salerno o a Verona? Un fatto così grave non può essere raccontato, se è fondato è obbligatorio sporgere denuncia agli organi competenti. E mi fermo qui".

FONTE: TuttoLegaPro.com


ALTRE NOTIZIE
SportItalia - Verona, Gibellini: "Intervento di Mandorlini poco felice"
22.07.2011 23.17 di Raimondo De Magistris
Il direttore sportivo dell'Hellas Verona, Mauro Gibellini, è tornato sulle polemiche riguardanti i cori del tecnico Andrea Mandorlini durante la presentazione della nuova stagione: "Non è stato un intervento felice - ha dichiarato ai microfoni di SportItalia - ma bisogna concedere al nostro allenatore l'attenuante della buona fede. Sono frasi frutto del contesto. Verona è una città civilissima che ospita milioni di turisti tutti gli anni. Sicuramente non è nostra intenzione avere una linea di condotta di questo tipo, questo posso ribadirlo senza alcun dubbio".

ALTRE NOTIZIE
ESCLUSIVA TMW - Mandorlini: "Chiedo scusa, ma..."
21.07.2011 10.28 di Alessio Alaimo
Il ritornello della canzone degli Skiantos ("ti amo terrone", ndr), cantato dall'allenatore del Verona Andrea Mandorlini, ha fatto il giro del web scatenando non poche ire da parte degli appassionati di calcio di tutta Italia. O almeno da Roma in giù. Il tecnico gialloblu' però, ad essere tacciato da razzismo, non ci sta e a TuttoMercatoWeb afferma: "Ho trovato tutto molto esagerato. Il discorso era goliardico, con l'obiettivo di prendere in giro gli avversari con i quali abbiamo giocato una partita importante e difficile. Chiedo scusa, ma credo che tutto sia stato molto strumentalizzato". Quindi non voleva 'colpire' gli abitati da Roma in giù. "Il mio riferimento era solo a quella partita e a tutto quello che abbiamo subito prima, dopo e durante la gara. Il resto non c'entra nulla, assolutamente. Non pensavo che ci fosse stato tutto questo clamore. Ho solo voluto 'ricordare' un avversario difficile, con un ritornello che cantavano i nostri tifosi. Il riferimento era esclusivamente calcistico e riferito a quella partita. Nulla di più".

ALTRE NOTIZIE
Verona, Mandorlini non ci sta: "Ma quale razzismo? Scherzavamo"
21.07.2011 07.10 di Redazione TMW. Fonte: Tuttohellasverona.it
Mister Mandorlini, in un'intervista telefonica rilasciata a TgGialloblù, risponde incredulo e costernato all'accusa, mossagli da Repubblica.it, di aver intonato cori razzisti: "E' pazzesco" sbotta l'allenatore "solo in Italia può succedere una cosa così... Era una cosa ironica... Ho cantato una canzone degli Skiantos, era un modo simpatico di rendere anche omaggio ai nostri avversari... Ma non mi stupisco. Ormai non si può più dire nulla. Tutto viene girato contro... Cosa volete che vi dica? Non mi sento neanche di commentare... E' evidente che ogni volta che esce il nome di Verona si vuole strumentalizzare. C'erano Maietta ed Esposito che ridevano perchè avevano capito che era uno scherzo... Ma quale razzismo, dai, siamo seri!"

A TU PER TU ...con Gibellini
"Verona, obiettivo salvezza. Cesena, se vuoi Rafael chiama. Natalino dopo la Supercoppa, no a Joao Pedro. Del Milan il mercato migliore"
21.07.2011 00.00 di Alessio Alaimo
Ottenuta la serie B, il Verona non ha più voglia di perderla. A TuttoMercatoWeb parla il ds dei veneti, Mario Gibellini, che si pronuncia, ovviamente, sui temi di calciomercato inerenti la sua società. E non solo. Direttore, con che obiettivo partirete nel prossimo campionato? "Quello di consolidarci in serie B, cercando di ottenere una salvezza tranquilla". Sul mercato come procede? "Ci stiamo orientando su tutti i ragazzi per la lista degli otto junior, poi in base alle uscite andremo a gestire eventuali altri entrate". Il vostro portiere, Rafael, piace a Sampdoria e Cesena. "Rafael non è sul mercato. È il nostro portiere del prossimo anno. Poi in base alle richieste, prenderemo in esame se cederlo oppure no. Le richieste però devono accontentare il Verona. Anche sul Cesena, non ho avuto alcun contatto. Quando mi faranno un colpo di telefono allora vedremo". Per Natalino dell'Inter siete in dirittura d'arrivo? "Natalino ci interessa, ma l'Inter deve tenerlo per la partita della Supercoppa a Pechino. Quindi ne riparleremo dopo la Supercoppa". Di recente ha incontrato il Palermo per Joao Pedro. "Sono andato a vedere una partita del Palermo. Ne abbiamo parlato, però non c'è nulla di concreto. E poi non so se il calciatore si sposi con i nostri schemi". Quali sono le squadre favorite, al momento, per la promozione in A in base al mercato che hanno condotto? "Direi la Sampdoria in maniera assoluta. Poi le altre retrocesse e il Padova che si è rinforzato tantissimo". E il Verona non ci pensa, sulle ali dell'entusiasmo, a risalire in serie A? "Il Verona deve consolidarsi in questa categoria. È importante non ricadere sotto, dobbiamo fare le cose con buon senso. I mezzi sono normali e quindi non illimitati come accade in altre società e quindi dobbiamo lavorare con fantasia, professionalità e fortuna". In A a chi assegna l'oscar del mercato? "Direi al Milan, che ha messo dei tasselli in un mosaico che era già piuttosto solido. Quindi vedo ancora i rossoneri favoriti per il titolo". In Lega Pro si sono verificati tanti fallimenti. Cosa ne pensa? "Bisogna attuare una riforma complessiva. Finché le leghe si impongono una sull'altra sarà sempre così. Occorre creare un sistema utile dalla serie A fino all'ultima categoria. Altri paesi lo hanno fatto e oggi sono più avanti dell'Italia. C'è da fare una riforma complessiva che passa dalla costruzione di nuovi impianti e centri sportivi".

SERIE A
Mercato no stop - Indiscrezioni, trattative e ufficialità del 20 luglio Il punto su tutte le trattative della giornata di calciomercato appena andata agli archivi. Tra indiscrezioni, trattative e ufficialità, ecco le notizie più importanti. A cura di Raimondo De Magistris, Alessio Alaimo e Antonio Gaito. 21.07.2011 02.00 di Alessio Alaimo
JUVENTUS, VIDAL E' TUO - Doveva essere il giorno dell'accordo col calciatore per l'ingaggio, è stato il giorno dell'accordo definitivo. Arturo Vidal è un nuovo calciatore della Juventus. Mancano solo i comunicati ufficiali, ma tra le tre parti è stata raggiunta un'intesa totale. Tutto in pochi minuti, verso l'ora di pranzo quando l'agente del centrocampista Fernando Felicevich - a colloquio con Giuseppe Marotta - ha raggiunto l'intesa per un contratto quinquennale da circa tre mln di euro netti a stagione. Presente a Milano anche Rudy Voeller, ds del Bayer Leverkusen che nel frattempo raggiungeva l'obiettivo detto e ribadito in queste settimane: non cedere Vidal ai rivali del Bayern Monaco. Le aspirine chiedevano 13 mln, la Juventus ne offriva 10. Dopo un colloquio durato non troppi minuti s'è giunti alla sintesi: 10 mln di euro più due legati a bonus dipendenti dal rendimento del calciatore cileno e dagli obiettivi con la maglia bianconera. Ora la Juventus può virare verso altri obiettivi: prima Giuseppe Rossi, poi un esterno sinistro, infine un centrale di difesa. Tutti rinforzi di prima fascia per una squadra che vuole tornare protagonista del calcio italiano dopo due stagioni disastrose.

ROMA ACCELERATA PER STEKELENBURG, INTER, SNEIJDER NON SI TOCCA - La Juventus rischia di non portare a termine l'operazione Giuseppe Rossi. Il Villarreal infatti, secondo quanto emerso nel corso dello Speciale Calciomercato in onda su Sportitalia, starebbe facendo un forte pressing sul calciatore affinché non lasci la Spagna. L'operazione sembra quindi registrare qualche frenata. Al momento ferma invece, in entrata, l'Inter di Massimo Moratti, che ha rassicurato ancora una volta sulla permanenza di Sneijder. La società nerazzurra nei prossimi giorni, in uscita, perfezionerà la cessione, a titolo temporaneo, di Felice Natalino al Verona. L'ammissione è giunta, attraverso TMW, dal ds del club veneto, Mauro Gibellini. Enrico Preziosi, presidente del Genoa, frena su Sergio Floccari ritenendo "notizie inventate", le voci che accostano il calciatore della Lazio al Grifone. I rossoblu' continuano a tenere d'occhio anche Antonio Floro Flores dell'Udinese. La Roma si riavvicina a Stekelenburg, primo candidato per difendere la porta giallorossa nella prossima stagione. In posizione più defilata resta invece Kameni, poco apprezzato dalla piazza romanista. Dai giallorossi si allontana invece Simon Kjaer, difensore del Wolfsburg. I tedeschi, per la cessione del biondo danese, chiedono 15 milioni di euro e non sono intenzionati a scendere di un solo euro. Sabatini lo vorrebbe, ma non a queste cifre. Da escludere al momento, che sul calciatore, possa fiondarsi la Juventus. Kjaer comunque, ai suoi procuratori ha fatto sapere di voler tornare in Italia. Se ciò fosse possibile, ovviamente. Appunti sparsi: Catania, Cesena e Samp sono state in Svezia per la consueta attività di scouting. Hanno visto la Gothia Cup degli Under '17, ma nessuno ha impressionato. Tutti bocciati; l'Atalanta riacquista posizioni nella corsa ad Andrea Masiello del Bari; il Cesena insidia il Novara per Mareco del Brescia; il Bologna insiste per Diamanti e la Juventus è ad un passo dal tesserare il giovane Cibsa Raman, centrocampista classe '93 del Sassuolo.

TORO, ALTRO COLPO. BRESCIA E LIVORNO, SERVE UNA PUNTA - Il Torino non vuole fermarsi e prova a chiudere anche per Emanuele Giaccherini. L'esterno d'attacco (in scadenza di contratto nel 2012) richiesto espressamente da Giampiero Ventura, potrebbe essere il colpo del presidente Cairo che non vuole fallire nuovamente la promozione nella massima serie. Da non escludere neanche il nome di Massimo Maccarone. Nelle prossime ore potrebbero esserci contatti con l'attaccante della Sampdoria, ma l'arrivo dell'ex Siena e Palermo può essere legato all'addio di Rolando Bianchi che continua a piacere a molti club di serie A che però non hanno ancora sferrato l'attacco decisivo. Mercato difficile quello del Brescia che rischia di perdere anche Andrea Caracciolo. L'attaccante, sfumato il passaggio al Bologna, può anche approdare all'estero, come confermato dal suo agente, Andrea D'Amico: "Sta riflettendo se accettare o meno la proposta estera (Rubin Kazan, ndr). Ma non è da escludere che, in caso di un progetto gratificante, possa restare anche al Brescia". Il club di Corioni per l'attacco potrebbe cautelarsi prendendo Davide Succi ma resta sempre in piedi la pista Mastronunzio chiuso nella rosa del Siena. Nonostante il ridimensionamento del budget e del monte ingaggi è alla ricerca di una punta anche il Livorno dopo la cessione di Tavano all'Empoli. Il club di Spinelli segue Massimo Ganci che non rientra più nei piani del Pescara e del bielorusso Vitaliy Kutuzov svincolato dopo l'esperienza in massima serie con il Bari. Il Modena è interessato all'acquisto di Magnus Troest, difensore che nell'ultimo anno ha militato nelle file dell'Atalanta. Il 24enne danese potrebbe essere il sostituto ideale di Gozzi passato al Cagliari. L'ultima idea della Nocerina è Alessandro Cesarini. Il trequartista dello Spezia può essere un jolly d'attacco importante vista la sua duttilità nel ricoprire i vari ruoli del tridente d'attacco.

LE UFFICIALITA' - il Siena ha ceduto Gael Genevier al Livorno. Il regista francese 29enne si trasferisce con la formula del prestito. Christian Bucchi e Nicolas Amodio non sono più giocatori del Napoli. Entrambi hanno rescisso il contratto che li legava al club azzurro. Lascia Napoli anche Nicolao Dumitru. Il giovane attaccante passa in prestito all'Empoli che detiene l'altrà metà del cartellino. L'Udinese ha ceduto Fabinho, classe 1991, e il difensore Jefferson, classe 1990, al Modena. Il ds Fausto Pari ha concluso anche l'acquisto del portiere Nicholas Caglioni. Il Varese ha preso Fabrizio Grillo, ex Arezzo e Crotone che nell'ultima stagione ha militato in Bulgaria nel Cska Sofia. Massimo Loviso ha firmato un contratto triennale con il Crotone. Altro colpo della Juve Stabia che ha definito l'acquisto di Matteo Scozzarella. L'ex Portogruaro si trasferisce con la formula del prestito con diritto di riscatto della compartecipazione. Il Galatasaray ha ufficializzato l'acquisto a titolo definitivo del portiere uruguaiano Fernando Muslera. Il portiere ex Lazio si lega al club turco per 4 stagioni. Dopo essersi svincolato dalla Juventus, Thiago ha firmato per l'Atletico Madrid. Il centrocampista ha firmato un biennale. Walter Aníbal Acevedo lascia il River Plate neo retrocesso in Primera B per passare al Banfield. João Alves de Assis Silva, in arte "Jo" lascia il Manchester City per tornare in patria. Il brasiliano ha firmato per l'Internacional di Porto Alegre. L'Estudiantes di La Plata ha ufficializzato il ritorno in maglia biancorossa dell'attaccante Mauro Boselli che arriva in prestito dal Wigan Athletic.

L'ANGOLO DEI TIFOSI
L'ANGOLO DEI TIFOSI - I primi commenti sul caso-Mandorlini
21.07.2011 17.45 di Redazione Tuttoreggina per tuttoreggina.com
Sono arrivati alla nostra casella mail supporters@tuttoreggina.com, i primi commenti alla vicenda Mandorlini. Il tecnico del Verona, intanto,è stato deferito dalla Procura Figc e verrà ascoltato prossimamente. Ecco le mail. Ci scrive Don Giovanni Zampaglione, che vuole dire la sua sulla vicenda: "Alla fine del campionato avevamo assistito ai cori offensivi di Gattuso nei confronti di Leonardo,oggi assistiamo ad un allenatore che ha un comportamento non proprio corretto nei confronti di una citta' del sud (Salerno).Mi domando: Quando si abbatteranno queste barriere ra Nord/Sud?....Quando finiranno i cori discriminatori verso il meridione?????. E' ora di dire BASTA.............I giocatori come gli allenatori e tanti altri sono pagati "profumatamente" non per intonare cori razzisti ma per dare esempio di sportivita' e lealta'.Non puo' un'allenatore fare il "direttore d'orchestra" di una frase :"Ti amo terrone"...E' triste per un giovane calciatore andare su youtube vedere il video e sentire i tifosi "sbraitare" contro salerno ,Mandorlini intonare la frase e tutti intorno applaudire....Mi dispiace dirlo questo e' un capitolo triste del panorama calcistico....La gente che va allo stadio vuole vedere spettacolo ,belle giocate e voglia di divertirsi...".I have a dream"(Io ho un sogno)....diceva Martin Luther King in un suo discorso .... Posso dire che il mio sogno di uomo del sud, ma che frequenta il nord in quanto ho due fratelli che lavorano al nord ,e' che finiscano al piu' presto negli stadi tutte le forme di razzismo tra nord e sud ,tra calciatori(vedi i tanti buuuuuuuuuuuu assurdi negli stadi nei confronti dei calciatori di colore), ma tutti possano rispettarsi e volersi bene...Carissimi calciatori e allenatori inseguite i vostri sogni, trovate il tempo di coltivare le passioni, ma siate positivi e trasmettete valori che possano essere d'esempio a chi vi segue e al mondo intero". Domenico Alampi "Salve ragazzi, sono Domenico vi scrivo in merito a quella che è stata la pessima idea del mister Mandorlini di suggerire ai tifosi un coro di stampo razzista. Chiunque, come me, ha visto il video che circola in rete può accorgersi di quanto sia plateale l'atteggiamento del mister che oltre all'aver intonato questa "pregevole" canzone ha meditato prima di esprimersi. Hanno colpevolizzato Gennaro Gattuso per essersi accodato ad un coro suggerito dai tifosi contro la "persona" Leonardo durante un momento di esaltazione, e allora perchè non colpevolizzare questo gesto "ironico, razzista, fuoriluogo e premeditato" fatto da una persona dell'ambiente che, per giunta, conosce benissimo le possibili conseguenze. Se aveva questo desiderio di "sfottò" poteva tranquillamente fare un coro al tifoso "salernitano" e non al tifoso "terrone"; un mister razzista per un tifo razzista, daremo a Cesare quel che è di Cesare e già mi viene in mente la nostra Sud che intona una canzone, spero NON razzista, ma contro il Mandorlini uomo. Grazie, un abbraccio a tutti voi". E' chiaramente ironica e pungente, la mail del signor Foti: Mandorlini è razzista ? Credo proprio di no. Si può essere razzisti quando si fa parte della stessa “razza” ? Certo che no. Ma il genere umano si distingue per razze? Secondo l’Unesco no, ma solo per etnie. Infatti i meridionali e i settentrionali della penisola appartengono alla stessa “razza” o gruppo etnico di origine indoeuropeo. questo è risaputo. Ma se Mandorlini pensa il contrario, egli non fa certo parte della razza superiore, anzi... Loro discenderebbero dai Celti (termine affibbiato loro dai nostri antenati greci), dei quali non c’è molto da vantarsi per questa loro presunta discendenza a causa della cultura passiva di questo popolo eterogeneo che, sbaragliato dai Romani e dispersosi in ogni luogo, ha lasciato solo flebili tracce della propria esistenza (non ha mai fondato alcuna città). Loro si rifanno al fantomatico eroe Alberto da Giussano di incerta esistenza. Noi sì, discendenti della Magna Grecia, culla della cultura classica, alla quale anche i Romani si sono “inchinati” ed hanno attinto, e dagli Aschenazi http://it.wikipedia.org/wiki/Aschenez possiamo ben vantarci delle nostre radici. Ma anche in questo caso non parlerei, se Mandorlini ha veramente pensato di offenderci, di razzismo ma di stupidità. P.S. il mio cognome è Foti, di chiara origine greca.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Venerdì 22 Luglio 2011
L’allenatore già interrogato a Castelrotto, sceglie il silenzio Mandorlini, la Procura della Figc apre l’inchiesta
di Gianluca Vighini
VERONA - Indagato. Per Andrea Mandorlini le polemiche non si placano. Dopo aver cantato la canzone degli Skiantos, dedicandola ironicamente all’avversario battuto ai play off (titolo originale: Italiano terrone che amo), ieri è arrivata l’apertura di «un procedimento di carattere disciplinare sul comportamento tenuto in occasione della presentazione della squadra».

Interrogato. Due ispettori hanno celermente interrogato l’allenatore ieri pomeriggio in ritiro a Castelrotto. Mandorlini, d’accordo con la società non ha voluto rilasciare ulteriori dichiarazioni. Allibito per il polverone sollevato, il tecnico dell’Hellas (che sulla sua pagina su Facebook ha incassato la solidarietà di migliaia di persone), aveva cercato di spiegare che quel coro non aveva nessun intento razzista. A Tuttomercatoweb in mattinata aveva aggiunto. «Chiedo scusa, ma credo che tutto sia stato molto strumentalizzato».

Rischio squalifica. Mandorlini rischia una forte multa e anche una squalifica (non meno di due mesi). Anche l’Hellas, per responsabilità oggettiva può essere multata. E proprio la società ieri ha rilasciato un comunicato: «Non corrisponde assolutamente al vero che il nostro tecnico abbia utilizzato toni e frasi offensive nei confronti di altre società e/o città e/o incitato i tifosi a farlo, bensì ha unicamente, nell’ambito di un clima goliardico e festoso di inizio stagione, intonato ironicamente una datata canzone goliardica di un gruppo musicale italiano, senza che ciò possa essere quindi ricondotto a comportamento di natura razzista o facinoroso», ha spiegato la società scaligera.

Strumentalizzazione. E il club ha aggiunto: «Spiace quindi rilevare ancora una volta, che taluni fatti se accadono nella nostra città e in particolare siano riconducibili alla nostra società, vengano frequentemente distorti e strumentalizzati unicamente al fine di screditarne l’immagine. Siamo ben consci che l’ironia e la goliardia nelle loro svariate forme, possano essere discutibili e soggettivamente interpretabili e talvolta ledere la suscettibilità e sensibilità di alcuni, ma non possono e non devono certo venire confuse con ben lontane forme di violenza e/o razzismo. Si rileva a tal proposito che due nostri giocatori, uno di origine calabrese e l’altro campano, nonché altri di diverse etnie, hanno partecipato divertiti assieme alla canzone di mister Mandorlini e ciò a conferma del tono scherzoso ed inoffensivo che la stessa rivestiva». (ass)

Giovedì 21 Luglio 2011
L’attaccante di Mandorlini non ha dubbi: sarà un’avventura bellissima, come quella appena conclusa «Hellas protagonista anche in B» di Gianluca Vighini VERONA - E’ tornato in serie B, che non è un paradiso ma ci va vicino. Emanuele Berrettoni è un ragazzo umile, da sempre una promessa. Sempre in lista d’attesa, sempre in sala d’aspetto. Ora però a 30 anni compiuti, un leader del prossimo Hellas. Mandorlini ci crede. Berrettoni del resto è un suo punto fermo. E lui è pronto a ripagarlo in moneta sonante. Emanuele, ancora una volta un’accoglienza straordinaria da parte dei tifosi. Il giorno dopo la kermesse di presentazione e le polemiche per l’arringa di Mandorlini ai tifosi l’altra sera in via Sogare conm lo slogan «Ti amo Terrone». E Berrettoni, ripendando ai tifosi gialloblù, dice. «Non ho parole, davvero. Straordinari. Ci ripenso e mi emoziono. Anche se ormai ci hanno abituato a tutto questo». La serie B è la scommessa vinta anche da Berrettoni? «Potete dirlo forte. Io sono stato il primo giocatore a firmare con questa nuova proprietà, il primo mattoncino di un progetto. Dire che ci ho sempre creduto, sarebbe facile. Ma è così. Sapevo tutto di Verona, ancora prima di venire qui. Il calore della piazza, le potenzialità. E ho avuto ragione. Verona era proprio come me la immaginavo. Anzi no, ancora più bella». Come sarà la sua serie B? «Un’avventura bellissima. Ci andiamo con rispetto ma anche sapendo di essere una buona squadra. Fatta a Verona avrà un sapore diverso. Se vogliamo anche la B può andare stretta a questa città. Dovremo abituarci alla categoria che sarà durissima se non altro per tutte le partite che ci aspettano. La B è un campionato lunghissimo. Tenere un ritmo alto per tutte quelle partite non è facile». E’ bello anche ripartire dalla stessa squadra che ha anche conquistato la serie B. Stessa rosa, stesso gruppo, o quasi. «Lo zoccolo duro del gruppo è quello che c’era anche due anni fa.L’anno scorso abbiamo fatto una cavalcata incredibile e io non dimenticherei neanche chi adesso non è più con noi per tutta una serie di motivi. I contratti scaduti, le strade che si sono divise. Siamo stati tutti importanti nell’ultima stagione». La sua frase famosa è diventata: li asfaltiamo. Domanda: quanti ne asfalterete in B? (sorride ndr) «Sarà un po’ più dura quest’anno. Però noi ci proviamo. Non so quanti ne asfalteremo. Ma sono sicuro che daremo del filo da torcere a tutti. (ass) G

iovedì 21 Luglio 2011
Il Verona salirà a Castelrotto Oggi la squadra in ritiro
VERONA - Vergini per ora non tornerà all’Hellas. Il difensore centrale argentino costa troppo e la società gialloblù vorrebbe concentrare la sua attenzione su tre quattro elementi che possano davvero fare la differenza. Continua a suscitare tanto interesse Gomez: piace anche alla Reggina (oltre al Bari di Torrente), ma il Verona non lo cederà. Se n’è andato dopo la risoluzione contrattuale Di Gennaro che ha trovato squadra a Barletta. Probabile anche l’addio di Ciotola, ma in questo caso la risoluzione non è ancora arrivata. Oggi, intanto, la squadra di Mandorlini salirà in ritiro a Castelrotto, Alto Adige. (G.Vig./ass)

FONTE: Leggo.it


«Le parole del tecnico un messaggio sbagliato»
23/07/2011
Non è finita, ovviamente. Le polemiche sul "caso Mandorlini" non accennano a finire. E speriamo che l'iniziativa di ieri con lo strisicone esposto a Castelrotto, non alimentino il fuoco della polemica, esapserando ulteriormente gli animi. Con una lettera inviata al presidente del Verona Giovanni Martinelli, il presidente della Lega di serie B Andrea Abodi ha espresso il suo «personale dispiacere» per il discorso pronunciato dal tecnico dei veneti Andrea Mandorlini in occasione della presentazione della squadra.

«Le parole di un allenatore - ha scritto Abodi - per il valore e il significato che intendiamo assegnare al ruolo, rappresentano un formidabile strumento di trasmissione di messaggi che non possono essere quelli inviati da Mandorlini, che sono censurabili perchè mancano gravemente di rispetto alla città di Salerno e alla sua gente; ma anche perchè mancano di rispetto a una squadra e a una tifoseria che ha perso sul campo una partita importante, dovendo poi subire una sconfitta ancor più dolorosa con la non iscrizione». Abodi si è poi rivolto direttamente a Mandorlini con parole di stima, per le sue qualità tecniche e la sua intelligenza. «Mi auguro che in futuro, un tecnico preparato come il vostro sappia trovare spunti davvero goliardici, che strappino un sorriso del quale c'è sempre bisogno, ottenendo comunque applausi e consenso dai suoi tifosi, ma senza mancare di rispetto al prossimo e, di conseguenza, a se stesso», ha concluso Abodi. A.D.P. Caro Mandorlini, torniamo a parlare di gol?

LA SITUAZIONE. È sempre bufera sul Verona per le dichiarazioni dell'allenatore, le reazioni arrivate da più parti, cui uno striscione apparso ieri può offrire altri spunti. Siamo appena a luglio e il clima è già esasperato. Su Internet ecco messaggi di fuoco. Un consiglio? Meglio abbassare subito i toni... 23/07/2011 Verona. Fuori dalle mura di Verona la musica è diversa. Il fuoco non si spegne, anzi. Sarà anche stata goliardia, ma molti non l'hanno capita. I commenti si sprecano, le reazioni corrono veloci. Le parole di Mandorlini si sono trasformate in una specie di caso nazionale, argomento della settimana e assist fin troppo facile per collegare Verona al suo passato non certo immacolato. Meglio allora buttare acqua su quelle fiamme, non parlarne più, mettere una pietra su quei toni goliardici per qualcuno ma offensivi per altri. Al di là di quel «Ti amo terrone», ritornello scherzoso a Verona ma che a Salerno (e non solo) qualcuno può aver anche interpretato diversamente. Ieri il Verona ci ha scherzato sopra, rimanendo in equilibrio su quel filo sottile che separa una battuta ben riuscita da una provocazione pericolosa. «Benvenuti al Nord», recitava lo striscione tenuto alto da undici giocatori dell'Hellas più Mandorlini. Entrata in tackle? Affatto, c'è davvero da sorridere visto che i prescelti sono stati Nicolas, Tachtsidis, Gomez, Jorginho, Maietta, Dianda, Russo, Doninelli, Rafael, Esposito e Pichlmann. Meridionali e stranieri, più Mandorlini. Anche se la foto, dovesse circolare senza nome, cognome e città di nascita di quei ragazzi, qualche obiezione potrebbe anche incontrarla. Già, vallo a spiegare che dietro quello striscione ci sono solo ragazzi del sud e stranieri... Non era meglio evitare? E non poteva mandare baci e abbracci a Mandorlini nemmeno Francesco Montervino, capitano della Salernitana in campo al Bentegodi ma squalificato all'Arechi, intervenuto a Radio Kiss Kiss. «Le sue parole denotano mancanza di signorilità, purtroppo nel calcio italiano ci sono anche questi personaggi. Ma la vita è una ruota che gira e prima o poi ci ritroveremo di fronte». Internet, intanto, è diventata zona franca in cui è facile darsi virtualmente battaglia, fra chi prova a sdrammatizzare e chi invece lancia verso Verona terribili frecciate e velenosi pensieri. Soprattutto a Salerno, dove in tanti hanno ricordato a Mandorlini e all'Hellas le trasferte di Nocera Inferiore, Castellammare di Stabia, Bari, Crotone e Reggio Calabria. Il campionato non è ancora cominciato, anzi, siamo ancora a luglio, e già è tempo di bufera. Toni forti, voci fuori dal coro, minacce, appuntamenti. No, non è questo di cui il calcio ha bisogno, nè quello che vuole Verona. Un consiglio, semplice semplice? Diamoci un taglio, per favore. Caro Mandorlini, perchè non torniamo a parlare, da oggi e per sempre, solo di gol? R.T. La Figc deferisce Mandorlini, la società si schiera e lo difende

Il Verona, neo promosso in serie B, scende in campo in difesa del tecnico Andrea Mandorlini, finito nella bufera per aver intonato in occasione della presentazione della squadra il coro "Ti amo terrone", con immagini finite nella rete. La Figc intanto fa sapere di avere aperto un procedimento di carattere disciplinare
22/07/2011 Verona.
Il Verona, neo promosso in serie B, scende in campo in difesa del tecnico Andrea Mandorlini, finito nella bufera per aver intonato in occasione della presentazione della squadra il coro "Ti amo terrone", con immagini finite nella rete. In un comunicato diramato dalla sede del ritiro a Castelrotto, in Alto Adige, dove in serata potrebbero giungere gli uomini della Procura della Figc per interrogare Mandorlini sulla vicenda, il club scaligero sottolinea che «non corrisponde assolutamente al vero che il tecnico abbia utilizzato toni e frasi offensive nei confronti di altre società e/o città e/o incitato i tifosi a farlo».

Secondo il club veronese «nell’ambito di un clima goliardico e festoso di inizio stagione, ha unicamente intonato ironicamente una datata canzone goliardica di un gruppo musicale italiano (Skiantos), senza che ciò possa essere quindi ricondotto a comportamento di natura razzista o facinoroso».
«Spiace quindi rilevare ancora una volta - prosegue la nota -, che taluni fatti se accadono nella nostra città ed in particolare siano riconducibili alla nostra società, vengano frequentemente distorti e strumentalizzati unicamente al fine di screditarne l’immagine».

La dirigenza del Verona si dice conscia «che l’ironia e la goliardia nelle loro svariate forme, possano essere discutibili e soggettivamente interpretabili e talvolta ledere la suscettibilità e sensibilità di alcuni». «Ma non possono e non devono certo venire confuse - conclude - con ben lontane forme di violenza o razzismo. Si rileva a tal proposito che due nostri giocatori, uno di origine calabrese e l’altro campano, nonchè altri di diverse etnie, hanno partecipato divertiti assieme alla canzone di mister Mandorlini e ciò a conferma del tono scherzoso ed inoffensivo che la stessa rivestiva».

Il club scaligero invita quindi «a ridimensionare serenamente l’accaduto, riconducendone la portata al giusto valore» per evitare «di denigrare pretestuosamente un’intera città e tifoseria come purtroppo già avvenuto in passato».

Intanto sul coro intonato da Andrea mandorlini la Procura federale ha aperto un procedimento di carattere disciplinare. La Figc fa sapere in una nota che «è già stato acquisito agli atti il filmato che documenta quanto avvenuto; nelle prossime ore Mandorlini sarà interrogato dagli uomini della Procura per raccogliere tutti gli elementi utili e assumere le decisioni conseguenti». Mandorlini sotto torchio, inchiesta della Figc

IL CASO. La Federcalcio manda un delegato nel ritiro del Verona. Due ore di interrogatorio per l'allenatore gialloblù che ora rischia il deferimento alla Disciplinare. Scende in campo anche la società: «È la solita strumentalizzazione».
L'europarlamentare Fontana accusa: «La violenza contro Verona è lecita»

22/07/2011
Se l'aspettava diverso Andrea Mandorlini il primo giorno di raduno. Magari sul campo di allenamento, certamente non chiuso fino a sera in una stanza del Posthotel Lamm di Castelrotto. Due ore di interrogatorio, dopo il procedimento disciplinare aperto dalla Procura della Figc incentrato sull'ormai celebre «Ti amo terrone» e quei due minuti pungenti, pieni di battute e sorrisi di martedì alla presentazione dell'Hellas. Mandorlini è stato ascoltato da Donato Sozzo, delegato della Procura Federale. Con lui Stefano Fanini, legale del Verona. La porta si chiude alle 18 e si riapre quando le 20 sono trascorse da qualche minuto. «È stato un interrogatorio piuttosto lungo - il commento di Fanini -, con modi molto pacati e sereni Mandorlini ha precisato che non era sua intenzione rivolgere espressioni offensive nei confronti di nessuno, che i toni erano ironici e goliardici come è sembrato a tutti evidente. Ci auguriamo che la Procura giudichi serenamente. Noi auspichiamo l'archiviazione, i fatti vanno ridimensionati senza criminalizzare nessuno. Siamo a un bivio. O ci sarà l'archiviazione o un deferimento, circostanza a cui non voglio nemmeno pensare. Non si possono condannare l'ironia e la goliardia. I problemi del mondo del calcio e dello sport in generale, nonché del nostro Paese, sono ben altri».

DUE PESI, DUE MISURE. Nel lunghissimo pomeriggio di Mandorlini si è alzata forte anche la voce dell'Hellas, con un comunicato a difesa del suo allenatore e a protezione di una Verona sempre nel mirino. «Non corrisponde al vero che Mandorlini abbia utilizzato toni e frasi offensive nei confronti di altre società o città e incitato i tifosi a farlo. Spiace rilevare ancora una volta che certi episodi, se accadono a Verona e siano riconducibili alla nostra società, vengano frequentemente distorti e strumentalizzati unicamente al fine di screditarne l'immagine».

PARERE CONTRARIO. «La mia era una battuta scherzosa, io però a Salerno ho rischiato la vita». Il quadro di Mandorlini è stato ieri cancellato e buttato nel cestino da Francesco Ghirelli, direttore della Lega Pro che dell'Arechi conserva un altro ricordo. «La protezione e la sicurezza sono state garantite e fino a quando erano in discussione non abbiamo fatto iniziare le fasi di preparazione della partita. Il presidente e i dirigenti del Verona - ha sottolineato Ghirelli - hanno visto come si è operato. Al termine della gara era stato studiato un piano alternativo per il rientro del Verona negli spogliatoi. Si è attuato e ha funzionato. Non so dove Mandorlini abbia corso pericoli di vita e subìto minacce di morte. Ha denunciato il caso alla Procura Federale della Figc presente all'Arechi? Ha sporto denuncia alla polizia?». La cronaca però ricorda anche altro. Negli spogliatoi non tutto è filato liscio, in primis per Mandorlini. E in tribuna stampa nemmeno, come certificano le denunce depositate ad Assostampa e Ussi per il clima non certo di amicizia e fratellanza attorno ai giornalisti di Verona.

RAZZISMO AL CONTRARIO. A tendere la mano a Mandorlini ci ha pensato fra gli altri Lorenzo Fontana, europarlamentare della Lega. «L'Italia si conferma, nella mentalità, uno stato razzista, dove la violenza è lecita se usata contro i veronesi e il Nord. Chi vive a Verona non può nemmeno usare l'ironia se rivolta verso il Meridione, pena l'accusa di razzismo. È ora di dire basta a questi attacchi che continuano ormai da moltissimi anni».
Alessandro De Pietro


Né razzismo né goliardata È solo questione di misura
22/07/2011
Un momento, per favore. Vogliamo riparlarne? Vogliamo spendere altri tre minuti per il caso Mandorlini, per i cori dell'allenatore gialloblù durante la presentazione ufficiale dell'Hellas? Il problema, come sempre, sta a metà strada. Una questione di equilibrio, di buonsenso o, se preferite, di opportunità prima di essere una questione di razzismo, se non addirittura un caso giornalistico. Premesso, senza alcun dubbio, che Verona nel corso degli anni si sia ritagliata - purtroppo - un'immagine un po' sfuocata, viaggiando spesso pericolosamente sul filo, senza rete. Tanto per essere chiari, troppi centomila euro di multa all'anno per i cori razzisti dei tifosi scaligeri. «Troppi, soldi buttati via e una cattiva pubblicità per la squadra e la città», ha sempre detto anche il presidente Martinelli.

Visto che ci siamo, sarebbe bello cominciare quest'anno, con il Verona di nuovo nel salotto buono del pallone, a distinguersi anche per educazione e rispetto. Sono qualità importanti che non realizzano gol agli avversari ma lo fanno nella coscienza popolare. Detto questo, come si diceva all'inizio, è una questione di opportunità e di equilibrio. Probabilmente anche Andrea Mandorlini, dovesse mai correggere il dvd della serata, premerebbe il tasto «canc» per la durata della canzone davanti alla sua gente. Goliardica, questo è sicuro - l'hanno cantata anche Esposito e Maietta, due ragazzi in gialloblù che non sono certo nati a Bolzano - ma forse pure inopportuna.

Avrà anche esagerato, insomma, un po' trascinato dal clima di festa popolare, ma chi l'ha sbattuto in prima pagina non gli è stato certo da meno. Fondi, fondini, censure, bacchettate, indagini, audizioni. Diciamo che da vecchio difensore di scuola Trap si è concesso un'entrata a piedi uniti su una palla innocua, a metà campo. Ma meritava un cartellino «giallo». Oggi, a leggere giornali e siti internet sembra che sia stato l'allenatore dell'Hellas a chiudere l'arbitro Paparesta nello stanzino di Reggio Calabria. Un po' di equilibrio, da una parte e dall'altra, non guasterebbe mai. Anche a chi ha una penna o un microfono in mano.
R.T.

Cori, Mandorlini deferito La Figc apre un procedimento
La Figc fa sapere in una nota che «è già stato acquisito agli atti il filmato che documenta quanto avvenuto; nelle prossime ore Mandorlini sarà interrogato dagli uomini della Procura per raccogliere tutti gli elementi utili e assumere le decisioni conseguenti».
21/07/2011
Roma. La Procura federale ha aperto un procedimento di carattere disciplinare sul comportamento tenuto l'altro ieri, in occasione della presentazione della squadra, dall’allenatore del Verona Andrea Mandorlini. Il tecnico, infatti, avrebbe intonato cori a sfondo razziale contro i tifosi della Salernitana e in generale i meridionali. La Figc fa sapere in una nota che «è già stato acquisito agli atti il filmato che documenta quanto avvenuto; nelle prossime ore Mandorlini sarà interrogato dagli uomini della Procura per raccogliere tutti gli elementi utili e assumere le decisioni conseguenti».

Il sindaco di Salerno: «Così difficile comportarsi in modo responsabile?»
21/07/2011 Salerno.
«Caro Mandorlini, ma è proprio così difficile comportarsi in maniera civile e responsabile? Ma è proprio così difficile ricordarsi che lo sport dovrebbe essere una vera e propria festa ispirata al rispetto dell’avversario e ai valori della correttezza, della lealtà sul campo e fuori dal campo?». E quanto ha scritto sul proprio profilo facebook il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, indignato per i cori di scherno intonati da Mandorlini nel corso della presentazione del Verona calcio edizione 2011-2012. De Luca ha espresso così lo sdegno ma anche il grande stupore per quanto accaduto. Proprio come l’intera tifoseria che ieri sera annunciava di voler adire le vie legali per quei cori razzisti intonati dal tecnico veronese.

Già ieri il consigliere della F.I.G.C., Salvatore Gagliano, dopo aver visionato il filmato sul sito internet di Repubblica aveva ha informato il procuratore Federale, Stefano Palazzi, che stamani ha aperto un procedimento di carattere disciplinare sul comportamento tenuto dall’allenatore del Verona. Mandorlini che il giorno dopo si è difeso definendo l’episodio «una goliardia» in occasione della doppia sfida play-off di Prima divisione tra Salernitana e Verona, si era lasciato andare ad alcune dichiarazioni che suscitarono le reazioni dei vertici societari granata che annunciarono azioni legali contro il tecnico scaligero.

«Un attacco mediatico contro la nostra città»
21/07/2011
Il coro «Ti amo terrone» intonato dall'allenatore dell'Hellas Andrea Mandorlini nel corso della serata di presentazione alla città della squadra non aveva alcuna intenzione razzista. Ne è convinto il sindaco di Verona Flavio Tosi. «Credo - ha detto Tosi - che se in uno stadio del Sud venisse intonato il coro «ti amo polentone» nessuno al Nord si offenderebbe». «Credo che il tecnico Mandorlini nell'intonare il ritornello di una vecchia canzone - ha aggiunto - non avesse minimamente intenzioni razziste come del resto nemmeno i numerosi giocatori originari del Sud Italia che giocano nel Verona». «Macchè razzismo - aggiunge l'assessore allo sport Federico Sboarina - il tecnico ha cantato una canzone in un clima di festa e tutto va calato in quella realtà. Tanti giocatori dell'Hellas sono meridionali e non si sono sentiti offesi. Anzi, si sono messi a ridere anche loro».

Rincara la dose Lorenzo Fontana. «Sono assolutamente allibito da quanto letto – commenta l'europarlamentare leghista – il coro incriminato era inequivocabilmente ironico, come dimostrato dal fatto che due giocatori dell'Hellas di origine meridionale, il calabrese Domenico Maietta e il campano Gennaro Esposito, intonavano divertiti lo stesso coro assieme al tecnico Mandorlini». «Certo pseudogiornalismo non perde occasione per attaccare pretestuosamente Verona e il Nord - conclude -. Peccato che gli autori di questi articoli non abbiano fatto menzione dell'aggressione avvenuta nei confronti del tecnico dell'Hellas al termine della gara di Salerno».

Siciliano: «Niente a che fare col razzismo»
21/07/2011 Verona.
«Abbiamo preparato una lettera che sarà rilasciata sul nostro sito molto presto. Vi do in anteprima i contenuti. Non corrisponde al vero che Mandorlini ha utilizzato toni razzisti o incitato tifosi a farlo. Ha cantato in ambito goliardiaco una canzone goliardica in un’atmosfera di scherzo che ha caratterizzato l’inizio della nostra stagione».

Così l’amministratore delegato del Verona Benito Siciliano ha anticipato i contenuti di una nota che sarà pubblicata sul sito della società ai microfoni di Radio Ies a proposito del "caso Mandorlini".

«Dispiace - ha poi proseguito - che taluni fatti di razzismo si verifichino nella nostra città, ma non è possibile che vengano strumentalizzate cose che non hanno nulla a che fare con il razzismo. Ironia e goliardia sono facilmente strumentalizzabili, ma non devono mai essere confuse col razzismo. Il fatto che esclude il razzismo da parte del nostro allenatore è che Mandorlini ha cantato la canzone con due calciatori del Sud, uno napoletano e uno calabrese». A chi gli ha chisto se non si possa chiudere la vicenda con delle scuse, Siciliano ha risposto «Sbagliamo tutti...».

Il sottosegretario all'Economia: «Lo sport non alimenti la stupidità»
21/07/2011 Roma.
«Le parole inopportune pronunciate dall’allenatore del Verona Andrea Mandorlini nei confronti dei "terroni" sono lo spunto indiretto per rilanciare, dalla commemorazione dei fratelli Bandiera che faremo lunedì prossimo a Cosenza insieme alla Field Calabria, quel messaggio di amore e di solidarietà tra le regioni che ha reso possibile costruire L’Italia».

Lo afferma il sottosegretario all’economia Antonio Gentile. «Non voglio ingigantire quell’incidente dialettico di cui oggi parla tutta la stampa nazionale- prosegue Gentile- ma evidenziare come lo sport debba frenare e non alimentare le stupidità.Lunedì ricorderemo due grandi Veneti morti in Calabria per costruire l’Italia che come sottolinea opportunamente il Presidente Napolitano è unica e indivisibile e non conosce differenze di etnie, ma solo differenze tra le persone sensate e quelle che difettano di intelligenza». «Ti amo terrone», Mandorlini si difende «Non volevo offendere, solo goliardia»

LA DIFESA. Repubblica attacca il mister per il coro «Ti amo terrone...». «Non possono dare contorni seri a quella battuta. Adesso in Italia non possiamo nemmeno scherzare. Non volevo offendere nessuno, questo è chiaro»
21/07/2011 Guarda il video.
Dura strapparsi un'etichetta quando ce l'hai marchiata addosso come una seconda pelle. Ci ha provato ieri Andrea Mandorlini, pochi minuti dopo quel video sbattuto in prima pagina dai siti internet dei principali quotidiani nazionali con Verona a fare ancora una volta la solita figura della città razzista che ce l'ha coi terroni. I cori suggeriti da Mandorlini ai tifosi durante la presentazione dell'Hellas dell'altro ieri si sono trasformati in una fragorosa bomba difficile da disinnescare, impossibile da attutire con effetti più morbidi. All'allenamento del pomeriggio non manca molto, sono appena passate le cinque. Il polverone si è appena alzato, Mandorlini però ancora non sa ancora nulla. «Davvero hanno scritto questo? Ma per piacere, non si possono dare contorni seri ad una semplice battuta goliardica, detta per lo più in una serata di festa ma anche nei confronti di avversari che certo non sono stati teneri con noi. Evidentemente in Italia non si può nemmeno più scherzare. Io non volevo irridere nessuno, sia chiaro questo». Le sfumature che Mandorlini aveva consegnato al pubblico erano state in effetti altre. Ma le parole spesso vanno incastrate in un contesto preciso per comprenderle bene. Altrimenti diventano fuorvianti.

Campo di via Sogare, la serata dell'Hellas viaggia spedita. Prendono il microfono Flavio Tosi, Federico Sboarina, il capo ufficio stampa Simone Puliafito legge il pensiero del presidente Martinelli. Tutto molto bello. Benito Siciliano parla più di tutti, troppo felice per contenersi. C'è complicità, gli applausi non si contano, anche per quel cielo che dimostra clemenza dopo tanta pioggia. Cade qualche goccia, ma nulla più. Sospiro di sollievo. Poi Puliafito lancia Mandorlini. È il suo momento, il più atteso. In tutto un paio di minuti, poco più. Il mister sale sul palco. E inizia così, testuale: «Grazie a tutti, volevo dire una cosa in questa serata di festa. Credo sia giusto intanto rendere omaggio ad avversari leali, sportivi, anche simpatici». Il tono è ironico, ma ci sta. Di sicuro prima del ritorno di Salerno non era stato Mandorlini ad inventarsi un profilo su facebook con la sua foto e una pistola puntata alla tempia. Ma quella è acqua passata. È un attimo, non di più.

Non è finita, Mandorlini prende la rincorsa, cerca l'intesa con la gente. Poi riparte: «Quindi tutti insieme, mi raccomando ». Alt, perché le tribune cantano quello che il mister non vuole ascoltare. Quel «Salerno, Salerno vaff » non era il coro che desiderava. Mandorlini blocca tutto, ricomincia daccapo. Nessuno fiata, la parte del leader gli riesce proprio bene. «Scusate. No, no, no. Così non va bene. Tutti insieme, pronti? Ti amo terrone, ti amo terrone, ti amo ». Stavolta gli oltre tremila in piedi sulle tribune capiscono, vanno per esclusione. Lo seguono, cantano. Pochi secondi, tanti per scatenare un putiferio il giorno dopo. Razzismo? Non la interpreta certo così Mimmo Maietta, calabrese di Cosenza che Mandorlini si tiene vicino in quei momenti. Pacche sulle spalle e abbracci. Dietro di loro sorride il napoletano Gennaro Esposito, il più applaudito fra i giocatori dopo Ceccarelli e Ferrari. Non si ferma Mandorlini, prende di mira i suoi ragazzi. Partendo proprio dal capitano. «Ceccarelli a Verona ha messo su famiglia, Maietta e Dianda hanno sistemato un chioschetto qui vicino. Bisogna rendere omaggio anche a loro». Neanche Siciliano viene risparmiato. «Ha parlato un'ora, qui tutti chiedono aiuti ma noi abbiamo voi. Non abbiamo paura di nessuno. Basta, ho finito. Grazie di tutto. E stateci vicino». Così parlò Andrea Mandorlini. E questo sarebbe razzismo?
Alessandro De Pietro

L'OPINIONE: «Non sempre la goliardia è razzismo» 21/07/2011 Va in scena la solita telenovela. Arriva puntuale, alle tre del pomeriggio. La borsa a picco, l'arresto di Papa, i rifiuti di Napoli? Poco importa. Repubblica.it fa una scelta decisa, nell'home page inserisce il video di Andrea Mandorlini che canta, in coro con il calabrese Mimmo Maietta e il napoletano Gennaro Esposito, la canzone «Ti amo terrone...», grande successo degli Skiantos, gruppo bolognese che fa rock demenziale non certo schierato con gli estremisti xenofobi. Ma tutto questo non conta. Meglio strumentalizzare la vicenda. Non è la prima volta che succede, non sarà l'ultima. Il titolo è già un programma. «I cori razzisti di Mandorlini. L'allenatore: Salernitani terroni». La bugia per giustificare un teorema fasullo. Invito fin d'ora i giornalisti di Repubblica e tutti gli amici meridionali di mandarmi una registrazione dove il tecnico del Verona pronuncia la frase «Salernitani terroni». Non l'ha mai detta ma tutto quanto fa gioco per attaccare ancora una volta Verona e l'Hellas. In effetti, quando la bomba è deflagrata, Repubblica.it fa un passo indietro, toglie la frase «Salernitani terroni», cambia il titolo e dà spazio anche alla replica di Mandorlini. Mi chiedo: dov'erano questi paladini della lealtà quando a Sorrento sventolava la sciarpa «Verona ti odio»? Dov'erano quando i civilissimi tifosi salernitani esponevano lungo le strade della città cartelli con la scritta «Massacriamoli» oppure «Benvenuti al Sud? No, all'inferno». Eh già, questi attacchi non servono a nessuno mentre il video di Mandorlini è stato quello più visto della giornata. Ecco perchè «si montano» queste notizie? Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Da Castelrotto, "Benvenuti al nord"
22/07/2011 - 13:57 Un simpatico siparietto ha coinvolto il tecnico Mandorlini e diversi giocatori al termine della seduta affrontata venerdì mattina dalla squadra gialloblù CASTELROTTO - L'intenzione è quella di stemperare le polemiche, ribadendo nuovamente il concetto: le esternazioni di Mandorlini, sentite in occasione della presentazione alla città dell'Hellas Verona, erano goliardiche e prive di natura discriminatoria. Ne fornisce un'ennesima testimonianza il simpatico siparietto nato al termine della seduta mattutina svolta venerdì a Castelrotto dalla squadra scaligera. Davanti al motorhome utilizzato come store ufficiale nel ritiro estivo, Mandorlini ed alcuni atleti hanno esposto uno striscione riportante il messaggio "Benvenuti al nord", tra le risate di staff, giocatori e tifosi presenti. Un ulteriore modo, vista la presenza di calciatori provenienti da Brasile, Grecia, Argentina, Costa d'Avorio ed Austria, oltre che da Calabria, Sicilia e Campania, per sottolineare quanto già detto dall'allenatore e dalla società in questi giorni. Esternazioni di Mandorlini, nota del club

21/07/2011 - 17:29
Non corrisponde assolutamente al vero che il nostro tecnico abbia utilizzato toni e frasi offensive nei confronti di altre società e/o città e/o incitato i tifosi a farlo
VERONA - In riferimento a quanto riportato da alcuni organi di stampa, televisioni e siti internet in relazione alle esternazioni del tecnico Mandorlini durante la presentazione della squadra alla città dello scorso 19 luglio, si precisa quanto segue. Non corrisponde assolutamente al vero che il nostro tecnico abbia utilizzato toni e frasi offensive nei confronti di altre società e/o città e/o incitato i tifosi a farlo, bensì ha unicamente, nell’ambito di un clima goliardico e festoso di inizio stagione, intonato ironicamente una datata canzone goliardica di un gruppo musicale italiano, senza che ciò possa essere quindi ricondotto a comportamento di natura razzista o facinoroso. Spiace quindi rilevare ancora una volta, che taluni fatti se accadono nella nostra città ed in particolare siano riconducibili alla nostra società, vengano frequentemente distorti e strumentalizzati unicamente al fine di screditarne l’immagine.

Siamo ben consci che l’ironia e la goliardia nelle loro svariate forme, possano essere discutibili e soggettivamente interpretabili e talvolta ledere la suscettibilità e sensibilità di alcuni, ma non possono e non devono certo venire confuse con ben lontane forme di violenza e/o razzismo. Si rileva a tal proposito che due nostri giocatori, uno di origine calabrese e l’altro campano, nonchè altri di diverse etnie, hanno partecipato divertiti assieme alla canzone di mister Mandorlini e ciò a conferma del tono scherzoso ed inoffensivo che la stessa rivestiva. Invitiamo quindi a ridimensionare serenamente l’accaduto, riconducendone la portata al giusto valore onde evitare di denigrare pretestuosamente un’intera città e tifoseria come purtroppo già avvenuto in passato per circostanze talvolta rivelatesi di nessuna importanza o addirittura millantate. Ufficio Stampa TIM Cup, il 27 luglio alle 12 il sorteggio

21/07/2011 - 11:23
La prossima settimana presso la sede della Lega Nazionale Professionisti Serie A verranno stabiliti gli accoppiamenti
MILANO - L'Ufficio Competizioni della Lega Serie A ha reso noto che il sorteggio per stabilire gli accoppiamenti del tabellone della TIM Cup 2011/2012 avrà luogo mercoledì 27 luglio 2011 alle ore 12 presso la sede della Lega Nazionale Professionisti Serie A in Milano.
Ufficio Stampa

Sandrà: la squadra è partita per Castelrotto
21/07/2011 - 10:28
24 i giocatori convocati da Mandorlini per il ritiro estivo: tre portieri, otto difensori, otto centrocampisti e cinque attaccanti
SANDRA' - Nella mattinata di giovedì la squadra scaligera è partita dal centro sportivo di Sandrà per raggiungere Castelrotto, sede del ritiro estivo 2011, dove alloggerà fino al 6 agosto. Alle 13 circa è in programma il pranzo, alle 18 la prima seduta di allenamento in Alto Adige. Mister Mandorlini ha convocato 24 giocatori, questa la lista completa: Portieri: Da Vià, Nicolas, Rafael; Difensori: Abbate, Campagna, Cangi, Ceccarelli, Dianda, Maietta, Pugliese, Scaglia Centrocampisti: Doninelli, Esposito, Galli, Hallfredsson, Jorginho, Mancini, Russo, Tachtsidis Attaccanti: Berrettoni, Ferrari, Gomez, Le Noci, Pichlmann Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC]
VITA DA EX: GIRARDI al TARANTO chiude definitivamente la porta a DI GENNARO che nei prossimi giorni sarà ufficializzato dall'ambizioso BARLETTA. Lo svincolato GARZON è stato ingaggiato dal LECCO...

COPPA AMERICA: Il PARAGUAY raggiunge l'URUGUAY in finale, è rissa...

MERCATO: Finisce il 'tiramolla' SANCHEZ al BARCELLONA, BOJAN alla ROMA...

BARCA, PRESO SANCHEZ. BOJAN IN GIALLOROSSO
Giovedì 21 Luglio 2011 - 23:12 ROMA - Il gioiello dell'Udinese e della nazionale cilena Alexis Sanchez da questa sera è blaugrana, ha annunciato ufficialmente il club catalano. Si è chiuso cosi uno dei grandi tormentoni del mercato estivo, al termine di una ultima giornata di intense trattative incrociate nella capitale catalana, che hanno fatto registrare prima l'intesa fra il club blaugrana e l'Udinese, poi con il gioiello cileno. Un «accordo totale» era stato raggiunto a metà pomeriggio, dopo una riunione di quasi 4 ore in un albergo di Barcellona fra l'agente di Alexis, Fernando Felicevich, il direttore sportivo e quello del calcio del club catalano Andoni Zubizarreta e Raul Sanlleh. Alla parte finale dell'incontro aveva partecipato anche il numero due del Barcellona, il vicepresidente Josep Maria Bartolomeu. Poi, verso la serata, qualche ultima limatura sulle condizioni di risoluzione del rapporto fra Sanchez e l'Udinese. Infine l'annuncio ufficiale. L'accordo fra i due club prevede il pagamento da parte del Barca al club friulano di 26 milioni fissi e di 11,5 'variabilì legati ai risultati. Il giocatore avrà un contratto di cinque anni. Sarà entro la fine settimana a Barcellona. Lunedi sono previsti i controlli medici, la firma del contratto e la presentazione a stampa e tifosi.

L'ufficializzazione dell'arrivo di Sanchez al Barca avrà l'effetto immediato di sbloccare quello di Bojan Krkic alla Roma. Il giovane attaccante catalano dovrebbe spostarsi in tempi brevissimi in Italia. Da giorni aspettava l'ok finale, che il club blaugrana non voleva dare fino a quando non avesse concluso con il suo 'successorè per la maglia numero 9. Il giovane cileno ricorda questa sera il sito ufficiale del Barca era fortemenete voluto da Pep Guardiola. Martedi il tecnico dei campioni d'Europa aveva detto del cileno che «è molto giovane, può giocare nelle tre posizioni d' attacco, ha molta intensità difensiva, è molto verticale, squilibrante e, da quanto mi hanno detto, un bravo ragazzo». Insomma, l'uomo giusto per il gioco e la filosofia blaugrana targati Guardiola. Con l'arrivo di Sanchez si muove finalmente la campagna acquisti del Barca, rimasta quest'anno finora paralizzata dalla doppia trattativa al contagocce con Udinese e Arsenal per i due uomini chiesti da Pep Guardiola, il cileno e l'ex-canterano Cesc Fabregas, dopo che il club aveva rinunciato a inizio mercato a prendere dal Villareal Pepito Rossi, ora vicino alla Juve. I grandi rivali del Real Madrid hanno invece già fatto man bassa sul mercato, prendendo Altintop, Coentrao, Sahin, Varane, Caljon. Mourinho ora vuole subito la giovane stella del Brasile, Neymar, che il Santos non vorrebbe lasciare partire prima del mundialito dei club, quindi non prima di dicembre. Secondo Marca Mourinho ha chiesto al presidente Perez di portarlo a Madrid prima dell'inizio del campionato e don Florentino avrebbe messo sul tavolo i 45 milioni della clausola di rescissione. Lui, Neymar, ieri ha detto ai compagni della nazionale barsiliana, secondo As: «vado al Real».

IL PARAGUAY VOLA IN FINALE E SCOPPIA LA RISSA -VIDEO
Giovedì 21 Luglio 2011 - 18:25
MENDOZA - Saranno Paraguay ed Uruguay a disputare la finale della Coppa America che si terrà domenica prossima nello stadio Monumental di Buenos Aires. La nazionale 'guaranì, senza mai vincere, sovrastata nei quarti dal Brasile ed oggi in semifinale dal Venezuela, è rimasta in vita nel torneo grazie solo ai calci di rigore e ad un portiere gigante come Justo Villar, protagonista oggi come contro la 'Selecaò. Finale incandescente poi, con una maxi-rissa scoppiata tra il corpo tecnico ed i giocatori di entrambe le squadre al termine della serie di rigori risoltasi grazie alla decisiva parata di Villar su Lucero. Entrambe le squadre si sono presentate in campo con lo stesso sistema tattico, un classico 4-4-2 che preannunciava una partita equilibrata e combattuta in tutte le zone del campo. La nazionale 'guarani« si è resa protagonista di un avvio di partita più intraprendente ma senza riuscire a trovare nè fluidità nè profondità di gioco, con il centravanti Haedo Valdez troppo isolato tra i difensori venezuelani. Con il passare dei minuti si è però assestata in campo la 'vinotintò, affacciandosi sempre più frequentemente dalle parti del portiere Justo Villar e annoverando alla fine dei primi 45' le migliori occasioni da gol: prima una rete annullata per fuorigioco passivo su colpo di testa del difensore Vizcarrondo, e poi una clamorosa traversa dell'attaccante Alejandro Moreno con successiva parata miracolosa di Justo Villar sulla ribattuta di Salomon Rondon.

Se nel primo tempo le occasioni da gol sono state contate, nella ripresa direttamente non se sono viste ed a mancanza di emozioni sul campo si è fatto protagonista il freddo intenso sofferto dagli spettatori sugli spalti e dalle riserve nelle panchine. Il tasso tecnico non elevatissimo delle squadre in campo ha fatto sentire la mancanza del potenziale spettacolo che avrebbero potuto offrire le 'big', Argentina o Brasile, rimaste fuori invece clamorosamente ai quarti. La partita si è trascinata ai tempi supplementari dove però si è improvvisamente svegliato il Venezuela. Al 3' Nicolas Fedor ha colpito in pieno la traversa su colpo di testa, ed al 5' è stato Juan Fernando Arango a stampare sulla traversa una potente punizione dalla distanza. Il Paraguay, probabilmente esausto dopo aver sofferto 120 minuti di terrore con il Brasile solo tre giorni fa, è rimasto palesemente senza forze, ed è stato sovrastato dalla 'vinotintò durante tutti e 30 i minuti extra, riuscendo però a portare la partita un'altra volta ai rigori. E ancora una volta in questa istanza è stato il piccolo Villar a farsi gigante, bloccando il rigore calciato da Franklin Lucera e consentendo ai suoi di approdare alla finale del torneo senza aver mai ottenuto una vittoria.

FONTE: Leggo.it


NOTIZIE UFFICIALI
UFFICIALE: Lecco, arriva Stefano Garzon
21.07.2011 13:50 di Valeria Debbia
La Calcio Lecco 1912 comunica attraverso una nota ufficiale che in data odierna è stato raggiunto l’accordo con il centrocampista Stefano Garzon (30), la passata stagione disputata nelle fila dell’Hellas Verona

NOTIZIE UFFICIALI
UFFICIALE: Taranto, Girardi è di nuovo rossoblu Con un vero e proprio blitz, il vicepresidente Valerio D'Addario ha riportato a Taranto il forte attaccante
21.07.2011 14:25 di Carmine Roberto Orlando
Attraverso il sito ufficiale della società, il Taranto comunica di aver raggiunto l'accordo con il Chievo Verona per il ritorno in riva allo Jonio della punta Domenico Girardi. Il giocatore vestirà anche per la prossima stagione la casacca rossoblu con la formula della comproprietà. A breve, quindi, l'attaccante potrà aggregarsi al gruppo che è già in ritiro a Pieve di Cadore e mettersi subito a disposizione di mister Dionigi.

FONTE: TuttoLegaPro.com

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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