Le schede di B/=\S: Rafael Márquez Álvarez

Rafael Marquez (Photocredits HellasVerona.it)
Nato a/il:Zamora (Messico) il 13/02/1979
Nazionalità:Messicana e spagnola
Contratto:Definitivo fino a Giugno 2016 (+1 opzione sul 2017)
Ruolo:Difensore centale/Mediano
Altezza:182 Cm
Peso:75 Kg
Posizione:
CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Hellas Verona2015 - Dic. 2015A9 (+1CI)0 (+0) 
Hellas Verona2014 - 2015A26 (+3CI)0 (+0) 
León2013 - 2014PD23 (+12PO +7CC)1 (+0) 
León2012 - 2013PD13 (+1CLib)0 (+0) 
N.Y. Red Bulls2012MLS15 (+2PO)0 (+0) 
N.Y. Red Bulls2011MLS19 (+2PO)0 (+0) 
N.Y. Red Bulls2010MLS10 (+2PO)1 (+0) 
Barcellona2009 - 2010PDS15 (+3CR +5CL +1CMC)1 (+0 +0 +0) 
Barcellona2008 - 2009PDS23 (+4CR +10CL)1 (+1 +1) 
Barcellona2007 - 2008PDS24 (+5CR +8CL)2 (+0 +0) 
Barcellona2006 - 2007PDS21 (+7CR +7CL +2SCS +1SCU +2CMC)1 (+0 +0 +0 +0 +1) 
Barcellona2005 - 2006PDS25 (+4CR +8CL +1SCS)0 (+1 +0 +0) 
Barcellona2004 - 2005PDS34 (+1CR +6CL)3 (+0 +0) 
Barcellona2003 - 2004PDS22 (+6CR +3CU)1 (+0 +0) 
Monaco2002 - 2003L1302 
Monaco2001 - 2002D1210 
Monaco2000 - 2001D115 (+4CU)1 (+0) 
Monaco1999 - 2000D123 (+4CU)3 (+0) 
Atlas1998 - 1999PD242 
Atlas1997 - 1998PD161 
Atlas1996 - 1997PD230 
Giovanili AtlasFino al 1996--- 
LEGENDA: PD=Primera División (Serie A Messicana), D1=Division 1 (Serie A Francese), L1=Ligue 1 (Serie A Francese), CU=Coppa Uefa, PDS=Primera División (Serie A Spagnola), CL=Champions League, SCS=Supercoppa Spagnola, SCU=Supercoppa UEFA, CMC=Coppa del Mondo per Club FIFA, MLS=Major League Soccer (Serie A USA), PO=Playoff, CLib= Coppa Libertadores (Champions League Sudamerica), CC=Coppa Continentale, CI=Coppa Italia

Rafael Marquez ~ My Best CompilationRafael Marquez, The Mexican Legend (2010-2011)Rafa Marquez Jugadas Y goles

NEWS E CURIOSITÀ +   -   = 22 Agosto 2014
Si tratta di un vero e proprio colpaccio messo a segno dal diesse SOGLIANO che stavolta però è stato mandato in missione direttamente dal patròn SETTI colpito dal autorevole difensore centrale capitano del MESSICO ai recenti Mondiali.
Il VERONA, memore dei troppi gol buscati nello scorso campionato, si porta in casa un autentico fuoriclasse in difesa, uno di quei giocatori che con la sola presenza in campo intimoriscono gli attaccanti e con il loro carisma fanno crescere tutta la squadra rivelandosi dei veri e propri 'fari' per i giovani talenti di cui pure è fornito il team scaligero.
Tackle perfetti, interventi difensivi chirurgici e lanci in verticale 'assassini', Rafa MARQUEZ è dotato di piedi buonissimi e da mediano incontrista ha fatto vincere al BARÇA il 17° campionato dando equilibrio e sicurezza ad una squadra, quella del 2003-2004, che forse si specchiava troppo in se stessa per vincere qualcosa...

GIOVANILI (MA NON TROPPO) IN MESSICO...
Il giovane MARQUEZ inizia a fare sul serio praticamente da subito insieme al fratello Carlos Mauricio tra le fila dell'ATLAS GUADALAJARA dove esordisce a soli 17 anni per approdare nella nazionale maggiore meno di un anno dopo

PRIMI TROFEI COL MONACO
Il ragazzo attira l'attenzione dell'Europa ma sono i francesi del principato ad arrivare per primi al promettente difensore e se lo aggiudicano per circa 6 milioni di dollari: Pronti via e Rafa aggiunge il primo trofeo al suo ricchissimo palmares vincendo il campionato francese con i compagni.
Gli emissari del BARCELLONA a quel punto capiscono che il difensore messicano è tutt'altro che un bluff ma per portarlo in Spagna dovranno aspettare altri 4 anni durante i quali MARQUEZ vince anche una Supercoppa ed una Coppa di Lega francese.

SETTE STAGIONI AL BARÇA!
Acquistato dai blaugrana per 5 milioni di Euro, il pilastro difensivo diventerà una leggenda con gli spagnoli anche se fallirà di un soffio la conquista della Liga che in quella stagione andrà al VALENCIA.
Nel 2004-2005, con gli infortuni di Thiago MOTTA, EDMILSON e Gerard LÓPEZ, MARQUEZ viene avanzato a fare il centromediano metodista ed il BARCELLONA scoprirà di avere in casa un jolly preziosissimo per la conquista del 17º titolo nazionale iberico.
Nell'anno successivo, Rafa gioca meno a causa di un infortunio ma lo stesso riconquista la Liga e, primo calciatore messicano, anche una Champions League.
Con il BARCELLONA il campione del sudamerica vincerà in tutto 4 campionati, 3 Supercoppe spagnole 1 Copa del Rey, 1 Supercoppa UEFA, 2 Champions League e 1 Coppa del Mondo per Club!

ALLA SCOPERTA DEGLI USA MA È MEGLIO TORNARE A CASA...
Nel 2010, a soli 30 anni, il calciatore pluridecorato in Francia e sopratutto in Spagna (dove è letteralmente idolatrato dai tifosi del BARCELLONA), decide di rescindere consensualmente coi blaugrana e va a giocare nella Major Soccer League americana con i NEW YOK RED BULLS ma la mancanza dell'atmosfera e della passione negli stadi che ha frequentato in Europa si fa sentire: MARQUEZ gioca poco e male anche a causa di continui infortuni; si svincola ancora una volta nel 2012 e prova a prepensionarsi col LEÒN in patria scatenando le ire dei tifosi dell'ATLAS (squadra che l'aveva lanciato).

SETTI LO CHIAMA ALL'HELLAS
Coi messicani qualche gara in Copa Libertadores oltre alla conquista dei campionati di Apertura e Clausura del 2013 per arrivare al Mondiale in Brasile dove Rafa è ovviamente El gran capitan di quella squadra! Il presidente SETTI vede in TV questo incredibile 35enne che non mostra cedimenti all'età e comanda squadra e reparto con un'autorevolezza che lascia stupiti tutti! Chiede quindi al braccio destro SOGLIANO di informarsi sul possibile ingaggio di una tanto fulgente stella: Il diesse scaligero, uomo con i piedi per terra ma abilissimo nel suo mestiere, annuncia a chiare lettere che si tratterebbe di una specie di sogno avere in squadra un fuoriclasse di quel tipo, tantopiù che sul giocatore ci sono squadre ben più blasonate (e ricche) del VERONA ma lo stesso, con un colpaccio magistrale, riesce a portare Rafa MARQUEZ al Bentegodi con un contratto biennale...

Molto attivo sul fronte web, Rafa ha un proprio sito web oltre che un profilo Facebook ed un profilo Twitter ufficiali...

EL ORIGEN DE RAFA MÁRQUEZMaster RafaRafa Márquez en abanderamiento Selección Mexicana para Brasil 2014

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ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =
  • Mister DELNERI 'MARQUEZ in Messico a da Gennaio' Il 19 Dicembre, nella conferenza stampa convocata il giorno prima della gara col SASSUOLO, il tecnico scaligero ufficializza 'Rafa MÁRQUEZ a Gennaio tornerà in Messico all'ATLAS squadra che lo lanciò...'
  • Dal Messico l'ATLAS chiama MARQUEZ: El Gran Capitàn tornerà in patria già da Gennaio? Potrebbe anche essere vista la critica situazione in casa scaligera e Rafa che tra infortuni e prestazioni sottotono anche in questa seconda stagione non sembra trovare pace...
  • Carlos Santana si esibisce in Arena e Rafa MÁRQUEZ gli regala una maglia dell'HELLAS autografata (l'immagine in questo Tweet postato proprio dal Gran Capitàn)
  • Gran Capitan anche a Verona! Col CESENA Luca TONI parte dalla panchina e mister MANDORLINI affida la fascia di capitano a Rafa...
  • Ovazione per lui al 'Trofeo Gamper' di Barcellona El Capitan ritorna, per una notte, nello stadio in cui è diventato "Gran". Il Camp Nou non si è mai scordato di Rafa Marquez, lo dimostrano i tanti cuori blaugrana venuti ad appluadire il messicano ora vestito di gialloblù. Uno sguardo al cielo, il ringraziamento a tutta quella gente che, tra il 2003 ed il 2010 ha festeggiato 4 campionati, 3 Supercoppe di Spagna, 2 Champions League, un Mondiale per Club, una Supercoppa Europea ed una Supercoppa di Spagna
  • Flop nella MLS la Major League Soccer USA: Il 'Guardian' si chiede addirittura se Rafa non sia stato il peggior bidone nella pur breve storia della massima serie calcistica statunitense mentre il 'CapitalNewYork' definisce addirittura un abominio il suo ingaggio nel 2010...
  • Una grande persona... Anche fuori dal campo il giocatore è a capo della 'Fondazione Rafa Marquez' che lavora per promuovere lo sviluppo integrale della gioventù ed i bimbi a rischio nelle comunità svantaggiate attraverso la nutrizione, l'educazione e lo sport...
  • Con la nazionale del Messico una Confederation Cup e due Gol Cup CONCACAF!


  • Uno dei migliori calciatori messicani di tutti i tempi e anche tra i più longevi visto che ha 4 Mondiali alle spalle: Giappone e Corea del Sud 2002, Germania 2006, Sudafrica 2010 e Brasile 2014. Con la nazionale del suo paese Rafa ha messo insieme ad oggi 123 presenze e 15 gol...
  • I tifosi dell'ATLAS lo accusano di tradimento quando il giocatore torna in patria a giocare col LEÒN disilludendo le attese dei suoi vecchi tifosi 'Mi dispiace' - spiegherà il calciatore - 'ma l'ATLAS non mi ha voluto fortemente come il LEÒN' che al contrario degli avversari connazionali offre uno stipendio adeguato...
  • Nel video con Shakira per celebrare il mondiale in Sudafrica nel 2010 nella celebre canzone 'Waka Waka (This Time for Africa)'
  • Col BARCÇA stellare vince di tutto in 7 stagioni e 242 presenze tra RIJKAARD e GUARDIOLA: 4 Titoli di Liga, 3 Supercoppe spagnole 1 Copa del Rey, 1 Supercoppa UEFA, 2 Champions League e 1 Coppa del Mondo per Club!
  • ...Che tempestoso il divorzio dalla prima moglie! Era il 2007 e mentre Rafa vinceva tutto col BARÇA, il suo matrimonio era agli sgoccioli con Adriana Lavat che lo accusava di ingannarla continuamente per ottenere una cifra cospicua per sè e le sue figlie... Qualche mese dopo, la sua relazione con Jaydy Mitchel modella e attrice messicana (ex moglie del cantante Alejandro Sanz) viene svelata dai giornali scandalistici iberici: La coppia regge ancora
  • Primo calciatore messicano a vincere una Champions League, massimo trofeo continentale europeo, nel 2005-2006 in finale contro l'ARSENAL
  • Mediano fondamentale col BARÇA... Al secondo anno di Liga spagnola, MARQUEZ viene spostato dalla difesa qualche metro più avanti a fare il mediano incontrista: Sarà un successo per quella squadra che, trovando un equilibrio insperato, vinse il campionato
  • Col MONACO è Campione di Francia alla prima stagione nel 1999-2000 e successivamente conquista anche una Supercoppa (2000) ed una Coppa di Lega francese (2002-2003)
  • Gli inizi col fratello Carlos Mauricio tra le fila dell'ATLAS GUADALAJARA dove esordisce a soli 17 anni per approdare nella nazionale maggiore meno di un anno dopo
#bienvenidoRafa - Delirio per "el Gran Capitán" in Piazza Brà8 agosto 2014 - Rafael Marquez Álvarez alla presentazione

Rafael Márquez
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rafael Márquez Álvarez (Zamora, 13 febbraio 1979) è un calciatore messicano, difensore o centrocampista del Verona e della Nazionale messicana della quale è capitano.
Possiede il passaporto spagnolo.

Carriera
- Club
Márquez iniziò la sua carriera assieme al fratello Carlos Mauricio nella squadra messicana dell'Atlas de Guadalajara, con la quale debuttò nel 1996 a 17 anni. L'anno successivo venne convocato per la prima volta nella Nazionale di calcio messicana. Márquez giocò in totale 77 partite con l'Atlas, prima di venir ceduto nel 1999 ai francesi del Monaco, che sborsarono in cambio 6 milioni di dollari. Márquez ottenne un successo immediato nel nuovo club, vincendo il campionato francese già al suo primo anno con i monegaschi. Nonostante le pressioni e le insistenza dei grandi club, Márquez rimase al Monaco fino al 2003, quando venne acquistato dal Barcellona per 5 milioni di euro.

Nella sua prima stagione a Barcellona (2003-04), Márquez ottenne 22 presenze, ma sfiorò il successo in campionato con i blaugrana, che finirono secondi, dietro il Valencia. Nella stagione seguente (2004-05), il calciatore messicano venne spostato dalla posizione di difensore centrale a quella di centrocampista arretrato, per via degli infortuni che colpirono Thiago Motta, Edmilson e Gerard López. Con questo cambio, Márquez si rivelò uno dei giocatori chiave che permisero al Barcellona di conquistare il suo 17º titolo di Campione di Spagna il 14 maggio 2005. Nella stagione 2005-2006, nonostante abbia subito un infortunio al ginocchio sinistro, ha bissato il successo in Liga, a cui si è aggiunta la conquista della Champions League ai danni dell'Arsenal, diventando così il primo calciatore messicano a vincere il massimo trofeo continentale europeo. A fine luglio 2010 conclude la sua esperienza a Barcellona rescindendo consensualmente il contratto con la società catalana.
Il 2 agosto 2010 si lega ai New York Red Bulls.

Il 13 dicembre 2012, dopo 42 partite giocate con i New York Red Bulls, annuncia la risoluzione consensuale del contratto contestualmente, il giorno dopo Márquez firma un accordo biennale con il León, squadra messicana che disputerà la Copa Libertadores. In seguito alle proteste dei tifosi dell'Atlas, che hanno accusato il giocatore di poca fedeltà verso la squadra che l'ha lanciato nel grande calcio, Márquez ha spiegato che pur desiderando fortemente tornare nell'Atlas, lo stipendio che la dirigenza rossonera gli aveva proposto era troppo basso (soprattutto rispetto a quello dei giocatori stranieri nella squadra), facendogli così pensare che la squadra non fosse interessata a lui.

Hellas Verona
Il 4 agosto 2014 viene acquistato dalla società italiana dell'Verona. Sceglie di indossare la maglia numero 4. Il primo anno colleziona 26 presenze senza mai andare in rete, ottenendo anche 3 espulsioni in campionato, record stagionale.

Atlas
Nel dicembre 2015 la squadra messicana dell'Atlas, con la quale Márquez aveva esordito da professionista nel 1996, ufficializza il trasferimento dal Verona a titolo definitivo.


Nazionale
A partire dal suo debutto nella Nazionale messicana il 5 febbraio 1997 contro l'Ecuador, Márquez si è rivelato uno dei migliori calciatori messicani di tutti di tempi, assumendo persino la fascia di capitano, con cui ha disputato sia il Mondiale del 2002 in Giappone e Corea del Sud, sia il Mondiale del 2006 in Germania.

In quest'ultimo, il difensore ha giocato tutte le partite, segnando il gol che aveva portato momentaneamente in vantaggio il Messico nell'ottavo di finale perso 2-1 contro l'Argentina. Segna il gol del pareggio nella gara inaugurale del Mondiale del 2010 tra Sudafrica e Messico.

Il 5 giugno 2011 esordisce in CONCACAF Gold Cup contro l'El Salvador. Gioca tutte le partite del torneo con la vittoria nella finale contro gli USA.

Convocato per la Coppa del mondo 2014, va a segno nella terza partita del girone eliminatorio, vinta 3-1 contro la Croazia, mettendo a segno il gol del vantaggio messicano.


Palmarès
- Club
Competizioni nazionali
Campionato francese: 1
Monaco: 1999-2000 Supercoppa di Francia: 1 Monaco: 2000
Copa de la Liga de Francia.png Coppa di Lega francese: 1 Monaco: 2002-2003
Campionato spagnolo: 4 Barcellona: 2004-2005, 2005-2006, 2008-2009, 2009-2010
Supercoppa di Spagna: 3 Barcellona: 2005, 2006, 2009
Coppa di Spagna: 1 Barcellona: 2008-2009
Campionato di Apertura e Clausura: 1 León: 2013

Competizioni internazionali
Champions League: 2 Barcellona: 2005-2006, 2008-2009
Supercoppa UEFA: 1 Barcellona: 2009
Coppa del mondo per club: 1 Barcellona: 2009

- Nazionale
Confederations Cup: 1 1999
Gold Cup CONCACAF: 2 2003, 2011


Rafael Márquez
From Wikipedia, the free encyclopedia
Rafael Márquez Álvarez (locally: [rafaˈel markes ˈalßaɾes]; born 13 February 1979) is a Mexican footballer who plays for Verona in the Serie A and the Mexico national team. He can play as a central defender, sweeper and as a defensive midfielder. He is widely regarded as the best player in Mexico's history.

Márquez began his career with Atlas in 1996, playing in over 70 games with the club before moving to France in 1999 with AS Monaco, where he won the league title. In 2003, Márquez transferred to FC Barcelona becoming the first ever Mexican to play for the club. He would go on to play in over 200 games and win numerous championships, including four La Liga titles, three Supercopa de España cups, two Champions League titles, and one Copa del Rey, UEFA Super Cup and FIFA Club World Cup trophy. In 2006, he became the first Mexican player to win the UEFA Champions League when Barcelona defeated Arsenal in the Final. In 2010 Márquez joined the New York Red Bulls, where he was a controversial figure. After being released from the club in 2012, he moved back to Mexico, this time to play for Club León.

In 2014, Márquez made history by becoming the first player ever to captain his national team in four consecutive editions of the FIFA World Cup, captaining Mexico in the 2002, 2006, 2010, and 2014 editions of the tournament.

Club career
- Atlas
Rafael Márquez began his career at Mexican club Atlas, for whom he debuted in 1996 at only 17 years of age. Márquez rose to prominence while with Atlas, making 77 appearances for the team and being runner-up in the league, losing the final against Toluca on penalties during the Verano 1999 tournament.

- Monaco
In 1999, AS Monaco purchased him for €7 million. Monaco scouts had gone to see Pablo Contreras during the Copa América tournament that year. After seeing Márquez play, they signed both players. In his first season, Monaco became Ligue 1 champions. In 2003, Márquez was signed by La Liga giants FC Barcelona.

- Barcelona
In his first season with Barcelona, Márquez appeared 21 times, and the team came in second place in La Liga. During his second season, he was moved from his natural position as a centre back to a defensive midfield role, due to injuries to players Thiago Motta, Edmílson and Gerard López. That year Barcelona won its 17th league title on 14 May 2005 after a 1–1 tie with Levante. After an injury in his left knee, he returned after a month to play against Milan in the first leg of the 2006 UEFA Champions League semi-final. Barcelona, playing away at the San Siro, won 1–0.

Márquez was present in the Champions League final on 17 May 2006 for Barcelona, in which they won the tournament over Arsenal. This achievement made him the first Mexican football player to win this competition, something Hugo Sánchez was not able to do during his time with Real Madrid.

After the 2006 World Cup, Barcelona extended Márquez's contract for the following 4 years to €38.5 million which would see his contract end in June 2010. Despite sustaining injuries, he was rumoured to be up for sale at the end of the 2006–07 season. His future at Barça was up in the air until the 2007 Copa América where Mexico finished in third place.

During the 2007–08 season, Márquez formed a partnership with new signing Gabriel Milito while captain Carles Puyol was out injured. However, constant injuries threw off his form. Márquez's success declined with the rest of the season leading Barcelona to end up in third place after a miserable second half where injuries lead to his contribution being negligible. Even so, new coach Pep Guardiola continued to rely on his contributions; with the departure of Ronaldinho, Márquez had become the last original signing of the Frank Rijkaard era to remain on the team.

Márquez was Guardiola's first-choice at centre back along with captain Puyol for the 2008–09 season. On 13 December 2008, Márquez played his 200th match for Barcelona in the clash against Real Madrid, which they won 2–0. He got injured on 28 April 2009, in a match against Chelsea in the 2008–09 UEFA Champions League semi-final. Márquez was told he needed surgery on his left knee, forcing him to miss the rest of the season. Barcelona would go on to win a historic treble after winning the 2008–09 Champions League, though Márquez missed the final through injury.

Prior to the 2009–10 season, Márquez received an offer from Italian side Fiorentina. However, Márquez said he wanted to end his career at Barcelona. Márquez eventually signed a new contract with Barça in November 2009 that would keep him at the club until 2012. On 20 February 2010, he scored his first goal since his return against Racing Santander.

On 31 July 2010, Márquez was released from his contract by Barcelona. During his time with the club, he played in 242 matches and scored 13 goals, making him the most-capped non-European player in the club's history and the eighth most capped foreigner.

- New York Red Bulls
Márquez during his time with the New York Red Bulls
After being released by Barcelona and participating at the 2010 FIFA World Cup, it was reported that Italian club Juventus was strongly linked to the Mexican defender, as a back-up for defender Leonardo Bonucci.

On 1 August 2010, it was announced that Márquez had signed with the New York Red Bulls of Major League Soccer on a 3½ year contract. He was the club's third Designated Player and was unveiled to the media at Red Bull Arena on 3 August wearing the number 4 jersey and being reunited at the club with former Barcelona teammate Thierry Henry. On 8 August, Márquez made his MLS debut against the Chicago Fire in a scoreless draw. On 21 August Márquez scored his first goal, an astonishing shot with his right foot, for the Red Bulls in a 4–1 win at Toronto FC. On 21 October, Márquez started for the Red Bulls in a 2–0 victory over New England Revolution which clinched the regular season Eastern Conference title.

New York released Márquez on 13 December 2012. Márquez stint in New York was heavily criticized by many American soccer fans and journalist for his constant injuries, suspensions and lack of commitment to the fans and club. Márquez later revealed in an interview with ESPN Deportes that going to play in the United States was “a bad decision” and called it the worst decision he ever made in his career. He said that he had misjudged the arc of his career, believing it was declining faster than it was, and that he regretted declining offers from European clubs, including one from Italian side Juventus.

- León
Hours after being released by the New York Red Bulls it was announced that Márquez signed with Mexican club León, returning to his home country after thirteen years abroad. It would not be until 5 October 2013 that Márquez scored his first goal for León in the match against Puebla, scoring a penalty kick in the 17th minute.

On 15 December, León captured the Apertura 2013 title after defeating América 5–1 on aggregate. Márquez, the club captain, played in both legs as he lifted his first league title in Mexico, more than 14 years after losing the final against Toluca when he played in Atlas.

- Verona
On 7 August 2014, Hellas Verona of Serie A signed Márquez on undisclosed terms. He stated that he had taken a pay cut to join the club as he was desperate to return to Europe. He made his debut in the league on 31 August, starting as Verona played out a goalless draw at home against Atalanta.


International career
Since making his international debut on 5 February 1997 against Ecuador, Márquez has been a regular selection of the Mexico, though he was not chosen for the 1998 FIFA World Cup squad. Márquez has played various tournaments with the Mexican team, winning the 1999 FIFA Confederations Cup and the 2000 CONCACAF Gold Cup. Márquez started all four of Mexico's games during the 2002 FIFA World Cup in Korea/Japan, where he was given the captain's armband by then coach Javier Aguirre despite his young age of 23. He received a red card during Mexico's second round 2–0 loss to the United States for a deliberate mid-air head butt on Cobi Jones in the final minutes of the match.

Márquez was selected by Ricardo La Volpe for the 2006 World Cup in Germany. Márquez played in all of three of Mexico's opening round matches, and scored the lone Mexican goal in a 2–1 loss to Argentina in the second round off a Pável Pardo free kick which was headed to the far post by Mario Méndez, allowing an unmarked Márquez to strike the ball into the back of the net. The winner was scored by Maxi Rodríguez in extra time after Hernán Crespo had equalised for Argentina.

New Mexico coach Hugo Sánchez called-up Márquez to participate in the 2007 CONCACAF Gold Cup and the 2007 Copa América. Márquez joined up with the team Mexico for the Gold Cup's championship game against the United States after the conclusion of 2006–07 La Liga; he started the match, which Mexico lost 2–1.

Márquez captained Mexico at the 2010 FIFA World Cup, scoring Mexico's goal in the tournament's opening match against South Africa which ended in a 1–1 draw. In Mexico's 2–0 win against France, Márquez assisted Javier Hernández in Mexico's first goal.

On 29 March 2011, Márquez became the eighth player in history to reach 100 caps for Mexico in a friendly match against Venezuela where Mexico drew 1–1.

During Mexico's opening match at the 2014 FIFA World Cup – a 1–0 defeat of Cameroon – Márquez became the first player to captain a team in four World Cups. On 23 June, he scored the opening goal in a 3–1 win against Croatia. This goal made Márquez the first Mexican player to score in three consecutive World Cups, and the second Mexican player ever to score in three different World Cups after Cuauhtémoc Blanco.

Honours
- Club
Monaco
Ligue 1 (1): 1999–2000
Coupe de la Ligue (1): 2002–03
Trophée des champions (1): 2000

Barcelona
La Liga (4): 2004–05, 2005–06, 2008–09, 2009–10
Copa del Rey (1): 2008–09
Supercopa de España (3): 2005, 2006, 2009
UEFA Champions League (2): 2005–06, 2008–09
UEFA Super Cup (1): 2009
FIFA Club World Cup (1): 2009

New York Red Bulls
MLS Eastern Conference Regular Season (1): 2010

León
Liga MX (2): Apertura 2013, Clausura 2014

- International
Mexico
FIFA Confederations Cup (1): 1999
CONCACAF Gold Cup (2): 2003, 2011

- Individual
Ligue 1 Best Defender (1): 2001
Best Player of the CONCACAF (1): 2005
International Federation of Football History and Statistics Third Most Popular Player in the World (1): 2006
Free Kick Masters (1): 2008

Personal life
His father, Rafael Márquez Esqueda, was also a professional football player in Mexico. Rafael married Mexican actress Adriana Lavat in December 2001 and had two children, Santiago Rafael and Rafaela, before separating in 2007 and divorcing.[36] He is now married to Jaydy Michel, ex-wife of singer Alejandro Sanz.[37][38]

Curiosity
Rafael was also featured in the music video for Shakira's song "Waka Waka (This Time for Africa)" to celebrate South Africa hosting the 2010 World Cup.

FONTE: Wikipedia.org


STAGIONE 2017-2018 +   -   =
EUROPA
Rafa Marquez: "Impotente davanti alle immagini dalla Catalogna"
02.10.2017 14:23 di Pietro Lazzerini Twitter: @PietroLazze
L'ex difensore del Barcellona e del Verona Rafa Marquez, ha affidato a Twitter il suo pensiero su ciò che sta accadendo in Catalogna: "Tristezza e impotenza nel vedere le immagini di un territorio che per tanto tempo è stata casa mia. No alla violenza".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Messico: scongelati i conti di Rafa Marquez

del 29 settembre 2017 alle 11:57
Un giudice messicano ha scongelato due dei tre conti bancari associati a Rafael Marquez, in precedenza bloccati dalla giustizia americana nel mese di agosto in seguito ad una indagina sui legami tra l'ex difensore di Monaco e Barcellona, attualmente all'Atlas Guadalajara, ed una rete di trafficanti di droga. Sospettato assieme ad altri 20 cittadini messicani di coprire una rete gestita da Raul Flores Hernandez, Marquez, capitano della nazionale messicana, ha sempre respinto ogni accusa. L'ordinanza rilasciata dalla magistratura messicana non spiega i motivi dello 'scongelamento'.

FONTE: CalcioMercato.com


Rafa Marquez: “Questa è la partita più difficile”
agosto 10, 2017

“Nego categoricamente di far parte di questa organizzazione. Capisco la situazione giuridica in cui mi trovo, la mia squadra di avvocati si è messa subito al lavoro. Ho subito richiesto di collaborare con il governo e chiedo rispetto verso di me e la mia famiglia. Ringrazio coloro che mi hanno inviato messaggi di incoraggiamento e sostegno. Non vi deluderò. Questa per me è la partita più difficile”. Le dichiarazioni dell’ex difensore dell’Hellas Verona, Rafa Marquez, dopo l’accusa da parte degli USA di relazioni con narcotrafficanti.

FONTE: HellasLive.it


L'EX DIFENSORE DEL VERONA
Usa: Marquez ha rapporti con trafficante di droga
09/08/2017 21:48
Gli Stati Uniti d'America contro Rafa Marquez: per gli Usa l'ex giocatore del Verona va sanzionato per traffico di droga.

Il dipartimento americano del Tesoro ha deciso di sanzionare "El Gran Capitan" per via dei suoi rapporti con il narcotrafficante Raul Flores Hernandez, a sua volta punito insieme ad una ventina di persone.

Secondo gli americani Rafa Marquez si sarebbe prestato a farsi intestare da Hernandez, che conosce da molto tempo, proprietà e beni.

Inserito nella lista nera degli Stati Uniti adesso per Rafa Marquez scatta la cancellazione del visto, il congelamento di tutti i suoi beni in territorio americano e l'embargo per tutte le sue imprese.

FONTE: TGGialloBlu.it


STAGIONE 2016-2017 +   -   =
Rafa Marquez annuncia il ritiro: “Dopo il mondiale smetto”
Alessio Roccio 9 giugno 2017

L’ex difensore del Barcellona annuncia il proprio ritiro dal calcio tra un anno. Appenderà gli scarpini al chiodo dopo il Mondiale in Russia
Rafa Marquez, ex difensore del Barcellona e per un anno e mezzo anche del Verona, ha annunciato che smetterà di giocare a calcio dopo i Mondiali di Russia 2018. Quest’estate lo vedremo all’opera ancora con la sua nazionale, il Messico, nella Confederations Cup. Il 38enne, rientra, infatti, tra i convocati del ct Juan Carlos Osorio.

Il difensore, tuttavia, all’agenzia di stampa russa ha annunciato che concluderà la propria carriera dopo il Mondiale. “La mia idea è quella di arrivare ai Mondiali – le parole di Marquez – e ritirarmi dopo il torneo. Anche se in ogni caso rimarrò nel mondo del calcio: non so in che ruolo, se da allenatore o da dirigente, ma dopo i Mondiali concluderò la mia carriera“.

Fino ad allora indosserà, oltre alla maglia del Messico, quella dell’Atlas, squadra nel quale ha iniziato e concluderà la sua prestigiosa carriera.

Pillola di Fanta
Con la maglia del Barcellona, Rafa Marquez, ha vinto due Champions League – triplete nel 2009 -, oltre a 4 successi in Liga e a un altro in Ligue 1 con il Monaco (1999/2000). Meno bene invece al Verona: un anno e mezzo in riva all’Adige, dal 2014 al gennaio del 2016, con la sensazione netta che il momento dell’addio si stesse avvicinando. BANDIERA MESSICANA

Fonte foto: facebook.com/MiSeleccionMX

FONTE: CalcioDAngolo.it


EX VERONA
Ex Verona: Marquez vuole il quinto Mondiale
Dopo Russia 2018 darà l’addio al calcio.

di Raffaele Campo, 04/11/2016, 19:04

Rafa Marquez vuole disputare il suo quinto Mondiale. Come riporta il portale messicano “cancha.com”, l’ex difensore del Verona, 37 anni, farà di tutto per partecipare, con il suo Messico, alla ventunesima edizione di questo torneo, che si svolgerà in Russia nel 2018.
Dopodiché, Marquez appenderà le scarpe al chiodo. Con la maglia della Nazionale centroamericana, della quale da anni è una vera e propria icona, l’ex gialloblù conta 135 presenze e 17 gol.

Inoltre, in Messico circola la voce, anche se, al momento, non c’è nessun riscontro ufficiale, che il difensore, una volta abbandonata l’attività agonistica, sia intenzionato a divenire il nuovo proprietario dell’Atlas, club di Guadalajara in cui milita attualmente e con il quale, tra il 1996 e 1999, ha mosso i suoi primi passi da giocatore professionista.

FONTE: Hellas1903.it


Il leggendario Marquez torna in Nazionale
Il 37enne ex Hellas Verona è stato convocato dal ct della 'Tricolor' per le qualificazioni ai Mondiali del 2018.

18 marzo 2016
@ Getty Images

Non è ancora il momento di dire 'addio'. Rafa Marquez torna in Nazionale, dopo aver ricevuto la chiamata del ct del Messico Juan Carlos Osorio.
L'esperto difensore centrale, che ha militato nell'Hellas Verona dal 2014 al gennaio del 2016, era tornato in patria all'Atlas Guadalajara dicendo addio al calcio europeo.

Nonostante l'età avanzi (l'ex Barça ha 37 anni), la Nazionale non può fare a meno di lui: il centrale, che vanta 129 presenze con la 'Tricolor', prenderà parte alle prossime due gare del Messico, valide per le qualificazioni ai Mondiali del 2018.

FONTE: Sportal.it


SUDAMERICA
Atlas, Rafa Marquez: "Sono pronto per fare qualcosa di importante qui"
09.01.2016 22.48 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Torna a parlare, una volta vestita la maglia dell'Atlas in Messico, dopo l'addio all'Hellas Verona, Rafa Marquez. "Sono sul finale della carriera, ma sono pronto per fare qualcosa di importante con questa maglia e con questa squadra".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Rafa Marquez passa all'Atlas FC
Postata il 05/01/2016 alle ore 12:42

Verona - L'Hellas Verona FC informa di aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Rafa Marquez al Club messicano Atlas FC.

FONTE: HellasVerona.it


Autore: Antonio Balbi - 29 dicembre 2015 - 16:30
Serie A, la Flop 11 della prima parte di stagione
Diego Lopez la maggiore delusione tra i pali, Montoya ha solo illuso i tifosi dell'Inter. Mario Suarez e Dzeko continuano a non convincere

FLOP 11 SERIE A 2015/2016 – La chiusura dell’anno solare è vicina. La Serie A è ferma ormai da qualche giorno e, nell’attesa di tornare in campo, è tempo di bilanci. Tanti giocatori si sono contraddistinti in questa prima parte di stagione -chi in positivo e chi in negativo- e noi di Stop and Goal abbiamo provato a stilare la Flop 11 che racchiude la maggiori delusioni di questo spezzone di campionato.

[...]

DIFENSORI:
[...]

Rafa MARQUEZ (Hellas Verona) – Un anno e mezzo in maglia scaligera, periodo costernato più da ombre che da luci. La dirigenza veronese aveva puntato su di lui per conferire maggior sicurezza ed esperienza al reparto difensivo, ma l’apporto di Rafa Marquez all’Hellas non ha mai rispettato le attese. Oggi, con una squadra in estrema difficoltà, il giocatore ha ‘ben’ pensato di tornare in patria, dove lo aspetta l’Atlas.

[...]

FONTE: StopAndGoal.net


SERIE A
Verona, Marquez spiega l'addio: "All'Atlas per fare qualcosa di importante"
21.12.2015 19.45 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
Prime dichiarazioni da nuovo calciatore dell'Atlas rilasciate da Rafael Marquez, ex difensore dell'Hellas Verona che quest'oggi ha annunciato il suo ritorno in Messico: "Non avrei mai immaginato questa accoglienza e per me tutto questo amore si tramuta in una grande responsabilità - ha detto -. Farò di tutto per raggiungere gli obiettivi, voglio fare qualcosa di importante per il club che ha dato il via alla mia carriera".

SERIE A
UFFICIALE: Atlas, Rafa Marquez ha firmato fino a giugno 2016
21.12.2015 10.15 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
Con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale l'Atlas ha comunicato di aver trovato un accordo con l'ex difensore del Verona Rafael Marquez per il campionato di clausura 2016. Il giocatore ha firmato il nuovo contratto con il club messicano e scenderà in campo a partire dal prossimo mese di gennaio.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Marquez-Atlas: la fine del Gran Capitan

21 dicembre alle 09:15
Dopo solo una stagione e mezza passata in Italia con la maglia del Verona, Rafael Marquez ha deciso di tornare a casa: nella notte, infatti, è arrivata l'ufficialità del passaggio del difensore messicano all'Atlas, la squadra che lo lanciò nel calcio professionistico. Si chiude così l'esperienza italiana di uno dei simboli del calcio messicano, uno dei giocatori più vincenti della storia del futbol tricolor. Che, forse, ha scelto di arrivare in Italia quando ormai aveva già dato il meglio di se': a Verona, tra infortuni e prestazioni di basso profilo, non è riuscito a diventare quel leader difensivo che si era visto con le maglie di Monaco e Barcellona, dove vinse tutto da protagonista assoluto. Ci si ricorderà di lui, suo malgrado, per essere stato il giocatore più espulso della Serie A 2014/2015, la sua prima in Italia: tre cartellini rossi in sole ventisei presenze. Dopotutto, con la scelta di andare a giocare a New York prima e in Messico poi, dopo aver lasciato il Barcellona, aveva fatto intendere chiaramente l'inizio del crepuscolo della sua grande carriera. La parentesi di Verona resterà una macchia per Marquez: oggi il Kaiser vuelve a casa. Per chiudere lì dove tutto cominciò.
Fabio Alampi

FONTE: CalcioMercato.com


Rafael Márquez vuelve a casa
20 de Diciembre de 2015. 7:15 pm.

Atlas F. C. informa que se ha llegado a un acuerdo con Rafael Márquez Álvarez para que el defensa vista la camiseta de nuestra institución por segunda ocasión en su carrera a partir del Clausura 2016. Márquez comenzó su desarrollo como futbolista en la cantera rojinegra y debutó en Primera División con Atlas al jugar los 90 minutos en el empate a dos goles con Pumas en la fecha 11 del Invierno-96. Rafael se volvió un indiscutible en el once inicial de los Zorros y, tres años después, sus destacadas actuaciones le valieron ser adquirido por el AS Mónaco de la Ligue 1, conjunto con el cual se consagró campeón de liga y Supercopa de Francia en su primera temporada y en 2003 se adjudicó la copa del mismo país.

Consolidado como uno de los mejores defensas en Europa, Márquez pasó al F. C. Barcelona, equipo con el que consiguió en cuatro ocasiones el título de liga, una Copa del Rey y tres Supercopas de España, así como la Liga de Campeones de Europa en 2006 y 2009. Fue justamente en 2009 cuando con el cuadro catalán, Rafael se hizo de la Supercopa de Europa y ganó el Campeonato Mundial de Clubes de la FIFA. Tras siete temporadas con Barcelona, en 2010 fichó por el New York Red Bulls de la Major League Soccer (MLS) de Estados Unidos y en diciembre de 2012 volvió a su país natal para jugar con el León, donde consiguió el bicampeonato de la Liga MX, liderando el AP- 2013 y CL-2014.

Finalmente, en agosto de 2014, el michoacano regresó a Europa para enrolarse con el Hellas Verona de la Serie A de Italia, conjunto del cual llega para reforzar la defensa de nuestra institución. Experiencia, jerarquía y gran calidad de fútbol se suman a la escuadra que comandará Gustavo Costas a partir de la próxima campaña. Damos una calurosa bienvenida a uno de los más grandes representantes de nuestra institución y deseamos que esta nueva etapa en su carrera esté llena de éxitos.



FONTE: AtlasFC.com.mx


Rafa Marquez
Es tiempo de volver a casa
Llegó el momento de regresar al inicio de donde todo comenzó, hoy me siento afortunado de poder tener la dicha de volver a vestir los colores que me vieron nacer futbolísticamente
Quiero agradecer al Hellas Verona por haberme permitido tener la experiencia de conocer el fútbol italiano y todo lo que significa vivir en ese maravilloso país, me voy satisfecho porqué sé que siempre intenté dar lo mejor de mi día a día, gracias por todo Hellas!
Ahora comienza un nuevo compromiso y el último de una linda historia ‪#‎SoyFiel‬

E' tempo di tornare a casa
È arrivato il momento di tornare all'inizio da dove è iniziato tutto, oggi mi sento fortunato di poter avere la gioia di tornare a indossare i colori che mi hanno visto nascere futbolísticamente
Voglio ringraziare l'Hellas Verona per avermi permesso di avere l'esperienza di conoscere il calcio italiano e tutto ciò che significa vivere in questo meraviglioso paese, vado soddisfatto perchè so che ho sempre cercato di dare il meglio di me giorno dopo giorno, grazie per tutto hellas!
Ora inizia un nuovo impegno e l'ultimo di una bella storia ‪
#‎soyfiel‬
Traduzione automatica

FONTE: Facebook.com


Delneri: «Mente sgombra e diamo il massimo»
Postata il 19/12/2015 alle ore 15:30

Peschiera - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista a Luigi Delneri. Le dichiarazioni dell'allenatore, rilasciate durante la conferenza stampa alla vigilia di Hellas Verona-Sassuolo.

[...]

RAFA MARQUEZ E IL MERCATO
«Rafa Marquez? Ha dei problemi fisici e non sarà convocato per la sfida contro il Sassuolo. Ma è un calciatore che alla riapertura del mercato non sarà più con noi. E' una scelta fatta serenamente. Chi resta dovrà avere ancora più anima, forza e convinzione per ottenere la salvezza. Chi arriverà dovrà dare tutto per l'Hellas, acquistare tanto per farlo non serve a nulla. I nuovi acquisti dovranno dare ancora più solidità a questo gruppo, che ha dimostrato di avere tutte le qualità per raggiungere l'obiettivo. Serviranno dei calciatori già pronti, per darci una mano concreta in un momento come questo».

FONTE: HellasVerona.it


MERCATO
In Messico sicuri Marquez torna all'Atlas
18/12/2015 23:05
In Messico la notizia è data per certa. Rafa Marquez tornerà a giocare nell'Atlas Guadalajara. Il difensore messicano ha firmato un anno di contratto. Evidentemente i dirigenti dell'Atlas hanno soddisfatto le richieste del Verona che chiedeva un indennizzo di 250 mila euro. Manca ancora peró l'ufficialità.

FONTE: TGGialloBlu.it


Ds Atlas: 'Marquez vuole tornare da noi'

17 dicembre alle 19:55
Secondo quanto riferito da efe.com, il ds dell'Atlas de Guadalajara, Heriberto Morales, ha parlato di mercato citando anche il nome del difensore del Verona, Rafa Marquez: "C'è la volontà di tutte le parti di chiudere l'operazione, questo è un dato di fatto. Il suo cartellino però è di proprietà del Verona che ovviamente vuole guadagnarci dall'eventuale cessione. Marquez ha molta voglia di venire da noi".

Verona, ecco il prezzo di Rafa Marquez

16 dicembre alle 22:52
L'Atlas di Guadalajara fa sul serio per Rafa Marquez, centrale messicano del Verona. Come scrive gazzetta.it, il presidente degli scaligeri non è contrario alla cessione, ma vuole 250mila euro.

FONTE: CalcioMercato.com


SERIE A
Hellas Verona, Marquez via a gennaio: lo vuole l'Atlas Guadalajara
15.12.2015 00.30 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
E' giunta agli sgoccioli l'avventura a Verona del difensore messicano Rafa Marquez. Il procuratore dell'ex Barcellona, rivela Gazzetta.it, è sbarcato in Italia in questi giorni e nei prossimi giorni farà coi dirigenti dell'Hellas il punto della situazione. Possibile il ritorno in patria: sulle sue tracce c'è l'Atlas Guadalajara.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


13:25 | mercoledì 09 dicembre 2015
Verona, anche Marquez lascerà a fine stagione | CdV
Per il difensore possibile ritorno in Messico

di Giovanni Maffeis - twitter:@giomaff092©imagephotoagency.it

HELLAS VERONA MARQUEZ ULTIMISSIME - Verona perde i pezzi, in un momento sicuramente non semplice. A fine anno, in casa gialloblu sarà quasi rivoluzione: Luca Toni ha già dichiarato di essere pronto a dire addio (probabilmente smetterà), mentre Matuzalem, acquistato in extremis dalla lista degli svincolati, approderà in MLS.

ANCHE RAFA - Secondo quanto riferito dall'edizione odierna de Il Corriere di Verona, anche Rafa Marquez non resterà all'Hellas. Il contratto, in scadenza a giugno, non sarà rinnovato: il centrale messicano, accolto con grande entusiasmo, si è poi rivelato più una delusione che un affare. Non altissimo il rendimento in campo, a differenza dell'ingaggio che il presidente Setti sta sborsando da un anno e mezzo. In questa stagione, poi, Marquez ha passato più tempo in infermeria che con i compagni di squadra. Inevitabile, dunque, che da parte della società non ci sia voglia di continuare un matrimonio già di per sé difficile. Possibile, per lui, il ritorno in Messico.

FONTE: CalcioNews24.com


Verona, Rafa Marquez può tornare all’Atlas già a gennaio
Rafa Marquez - Hellas Verona (ph Grigolini)

Gianluca Di Marzio 07-12-2015 23:16
Messico, nuvole e... fútbol. Da quelle parti non lo chiamano nemmeno per nome, Rafa. Per tutti è solo "el gran capitán". Leader della Nazionale, idolo dei bambini: un monumento intoccabile per tutti. Marquez - ex Barcellona - da una stagione e mezza nella nostra Serie A, all'Hellas Verona. Ma amore che non è sbocciato fino in fondo: prestazioni cosi cosi e condizione fisica traballante. Giudizio finale in sospeso, che potrebbe arrivare già a gennaio per una favola azzurra già ai titoli di coda? Il difensore messicano potrebbe davvero tornare in patria, nella sua ex squadra, all'Atlas. E Verona che cosi punterebbe tutto sul giovane Bianchetti, azzurro di sua proprietà. Parti al lavoro, pista complicata per i costi ma tutt'altro che impossibile. Da un tricolore all'altro, Marquez con la valigia sul ciglio della porta. Il suo Messico chiama, el gran capitán non resta indifferente.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


MERCATO
Rafa Marquez vuole tornare in Messico
07/12/2015 22:50
Si sta per chiudere l'avventura veronese di Rafa Marquez? La clamorosa notizia rimbalza dal Messico, dove oggi il direttore tecnico dell'Atlas Gustavo Guzman, ha confermato la trattativa con il giocatore.

L'ultima parola spetterebbe al Verona. La società dovrà decidere cosa fare nei prossimi giorni. A gennaio, Marquez potrebbe tornare a giocare nel campionato messicano. (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


Comunicato medico: Rafa Marquez
Postata il 03/11/2015 alle ore 14:35

Verona - L'Hellas Verona FC informa che il calciatore Rafa Marquez, in seguito dell'infortunio riportato domenica durante Carpi-Hellas Verona, è stato sottoposto in tarda mattinata presso il CEMS di Verona ad accertamenti diagnostici che hanno evidenziato una lesione distrattiva di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra. I tempi di recupero saranno valutati sulla base dell'evoluzione del quadro clinico.

FONTE: HellasVerona.it


HELLAS VERONA, PROBLEMI PER MARQUEZ
Rafa Marquez (getty images)

NOTIZIE HELLAS VERONA – Brutte notizie per Andrea Mandorlini. Rafa Marquez lascia anzitempo la sfida contro il Carpi per un problema muscolare. Nei prossimi giorni verrà valutata l’entità dell’infortunio ma la sfida di domenica contro il Bologna.

FONTE: SportNews.eu


SERIE A
La caduta degli dei. Rafa Marquez dal Barça all'imbarcata veronese
29.10.2015 20.30 di Simone Bernabei
A leggere il suo palmares c'è da impallidire. Quattro campionati spagnoli, una Copa del Rey e una Supercoppa. Ma anche e soprattutto due Champions League, una Supercoppa Europea, e un Mondiale per Club. Sono i numeri, a tratti impressionanti, di Rafa Marquez ai tempi del Barcellona. Era il periodo del rilancio dei colori catalani e Marquez nell'arco di 7 anni fu uno dei grandi protagonisti nonché leader dell'assemblamento di campioni blaugrana. Poi le esperienze al New York con i Red Bulls e il ritorno nel suo Messico, prima del nuovo viaggio continentale con destinazione Verona. Il messicano è alla seconda stagione al Bentegodi e quest'anno è stato uno dei protagonisti, suo malgrado, del tormentato avvio di campionato degli scaligeri. Con l'apice raggiunto ieri sera con il goffo autogol che ha spianato la strada alla vittoria degli uomini di Paulo Sousa. Non solo quello però, visto che in quasi tutte le prime gare stagionali il giocatore è sembrato lontano parente del campione blaugrana che fu. Ma Mandorlini non può ancora fare a meno di lui e soprattutto della sua esperienza, del suo carattere. Con la speranza che le prestazioni, quelle si, tornino a raggiungere almeno in parte i livelli passati.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Marquez: «Dobbiamo reagire subito»
Postata il 25/10/2015 alle ore 15:35

Genova - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista a Rafa Marquez. Ecco le principali dichiarazioni del difensore gialloblù, rilasciate al termine di Sampdoria-Hellas Verona (4-1): «Siamo preoccupati è una situazione difficile, mancano serenità e concentrazione. Dobbiamo lavorare insieme a testa bassa per migliorare, solo insieme ne usciremo lavorando a testa bassa. Dobbiamo fare di più, le responsabilità sono di tutti, quando prendiamo un gol ci demoralizziamo. Dobbiamo cambiare mentalità, manca la fiducia e dobbiamo ritrovarla in fretta. È la prima volta che mi trovo in queste situazione ma imparo in fretta e voglio aiutare la squadra a ritrovarsi. Se c’è poca sintonia nello spogliatoio? Cerchiamo di fare quello che vuole il mister, siamo tutti con lui, vogliamo reagire. Dobbiamo chiedere scusa anche ai tifosi. Fiorentina? Arriva una delle squadre più forti del momento dobbiamo arrivarci con fiducia.».

FONTE: HellasVerona.it


FOCUS
Giallo Marquez: infortunato per il Verona ma gioca con il Messico
11.10.2015 11:36 di Stefano Bentivogli Twitter: @stefanobenti
Rafa Marquez ha giocato per 76 minuti con la maglia del suo Messico contro gli Stati Uniti. I messicani hanno vinto per 3-2 al Rose Bowl di Pasadena in California pieno in ogni ordine di posto. Marquez era infortunato per il Verona, ma ha risposto alla convocazione e anche sceso in campo mostrando di aver recuperato dall'infortunio che lo staff medico dell'Hellas ha valutato con uno stop di ben quattro settimane.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Comunicato medico: Rafa Marquez
Postata il 22/09/2015 alle ore 12:19

Verona - L'Hellas Verona FC comunica che gli esami diagnostici a cui è stato sottoposto il calciatore Rafa Marquez hanno evidenziato una lesione all'adduttore della gamba destra. I tempi di recupero sono stati stimati indicativamente in 4 settimane circa.

FONTE: HellasVerona.it


16:03 | giovedì 20 agosto 2015
Marquez: «Toni mi ha insegnato a gestirmi»
Scambio di convenevoli tra i due grandi vecchi del Verona

di Gianmarco Lotti - twitter:@GianmarcoLotti© www.imagephotoagency.it

VERONA MARQUEZ TONI - Rafael Marquez è alla sua seconda stagione in Italia, il difensore centrale messicano infatti ha giocato già l'anno scorso con l'Hellas Verona e si prepara a guidare la difesa veronese anche in questa annata. La squadra di Andrea Mandorlini è ricca di giocatori d'esperienza in ogni reparto e Marquez anche in questa stagione sarà il leader della linea difensiva gialloblu, rinnovata sul calciomercato ma con El Gran Capitan sempre al centro del progetto. Lo stesso Marquez oggi ha parlato dell'annata ventura.

COME GESTIRMI - «Questo è il mio secondo anno in Italia e conosce meglio il calcio italiano, adesso sono più determinato. In tutta la mia carriera non ho mai conosciuto un giocatore come Toni, lui mi ha insegnato a gestirmi. Roma? Loro hanno grandi qualità, dovremo essere bravi a capire quando attaccare e quando difendere» ha detto Marquez ai canali ufficiali dell'Hellas Verona. Adesso testa a Verona - Roma, la sfida con cui si aprirà la prossima Serie A sabato pomeriggio.

FONTE: CalcioNews24.com


Marquez: «Pronto a ricominciare!»
Postata il 20/08/2015 alle ore 16:00

Verona - Le dichiarazioni del difensore Rafa Marquez, rilasciate durante la conferenza stampa in vista di Hellas Verona-Roma.

POSSO ANCORA MIGLIORARE
«Il mio momento? Credo di conoscere un po’ meglio il calcio italiano e il mio ruolo all’interno della squadra, penso di poter fare un po’ di più rispetto al campionato scorso. Mi sento bene, durante l’estate ho lavorato molto, mi sento forte fisicamente e mentalmente, mi aspetto di fare un buon lavoro quest’anno. Io, un leader di questo Verona? Sono uno dei più esperti, magari non sono un persona che parla troppo in spogliatoio, ma in campo cerco di fare il mio lavoro e di metterci tutta la mia competenza. Cosa ho imparato in Serie A? Conosco meglio il gioco e come si lavora in settimana, da Luca Toni ho imparato a gestirmi, sono un calciatore più completo, ora allenatore e staff tecnico sanno di cosa ho bisogno. Se come Toni ho l’entusiasmo di un ragazzino? Certo, per me il calcio è passione, ogni giorno ho la voglia che avevo il primo giorno della mia carriera: questa è la mia mentalità, la mia ‘actitud’. Sono un Rafa Marquez diverso rispetto a cinque anni fa, alla mia età e difficile mantenere un livello importante, ma sento di poter fare un buon lavoro».

CON LA ROMA SARA’ DIFFICILE, MA…
«Una Roma senza Totti? È giocatore importante per loro, adesso credo che anche senza lui sarà dura, durante il mercato estivo sono arrivati calciatori troppo importanti e sarà difficile. Totti rimane un idolo dentro e fuori dal campo, un punto di riferimento. Noi dobbiamo cercare di fare un bel lavoro contro di loro. Il segreto per fermarli? Dovremo essere compatti, lavorare insieme e cercare di sostenerci, cercando il momento giusto per attaccare e difendere, senza lasciare loro troppo spazio. I giallorossi sono una squadra troppo esplosiva davanti, hanno molta velocità e un attacco pericoloso. Anche noi possiamo colpirli, dovremo essere bravi a fruttare le occasioni. Se la Roma è al livello della Juve? Penso di si, credo che quest’anno punteranno allo scudetto».

IL NUOVO VERONA
«Un commento sulla fase difensiva? Sappiamo tutti che è successo l’anno scorso, ora cercheremo di fare il nostro lavoro per non prendere troppi gol, sento di avere delle responsabilità in tal senso, voglio cercare di fare meglio rispetto all’anno scorso. Sono rimasti quasi tutti i titolari della passata stagione, dobbiamo lavorare per prendere meno gol e fare meglio. Se giocherò davanti alla difesa? Deciderà il mister, è lui il capo (ride, ndr). La coppia Toni-Pazzini? Con due attaccanti così possiamo rischiare un po’ dietro e giocare più alti. Chi è il più forte tra loro? Sappiamo tutti quello che ha fatto Luca, come conosciamo la qualità di Pazzini, abbiamo due grandi attaccanti. Un commento su Luca Toni? Durante la mia carriera ho conosciuto molti calciatori, ma Toni è unico, diverso da chiunque altro. Ha un fisico importante e la certezza di fare gol. L’obiettivo di quest’anno? E’ la salvezza, poi se arriverà qualcos’altro sarà per noi una grande soddisfazione».

Rafa con Trinidad e Argentina
Postata il 18/08/2015 alle ore 12:12

Verona - El Gran Capitan richiamato alle armi. E’ infatti piovuta in sede la convocazione del Messico per Rafa Marquez, per due impegni ufficiali: Messico-Trinidad & Tobago in calendario il 4 settembre nello Utah, a Salt Lake City e soprattutto Messico-Argentina, da giocarsi in Texas, a Dallas, l’8 settembre. Il calciatore volerà in madre patria dopo la gara esterna con il Genoa. Si informa inoltre che il numero 4 gialloblù giovedì sarà a disposizione dei rappresentanti dei media nella sala stampa di via Belgio, a partire dalle 14.15.

FONTE: HellasVerona.it


ALTRE NOTIZIE
Verona, Rafa Marquez: "L'obiettivo di partenza resta la salvezza"
24.07.2015 19.11 di Simone Bernabei
Il difensore del Verona Rafa Marquez ha parlato a Sky Sport degli obiettivi per questa stagione degli scaligeri: "L'obiettivo principale è come sempre la salvezza, dobbiamo pensare a questo poi vedremo se possiamo far qualcosa di meglio nel corso dell'anno".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Carlos Santana, da Marquez la maglia del Verona
Il chitarrista messicano questa sera si esibirà all'Arena


lunedì 20 luglio 2015
TORINO - Cosa ci fa uno dei più grandi chitarristi viventi con la maglia dell'Hellas Verona? Sul proprio profilo Twitter, Rafael Marquez ha pubblicato la foto di Carlos Santana, messicano come lui, che mostra soddisfatto la maglia numero quattro del Verona ricevuta in dono dal difensore, con dedica e autografo. Santana stasera suonerà all'Arena.


FONTE: TuttoSport.com


STAGIONE 2015-2016 +   -   =
14.06.2015
Coppa America, si infortuna Marquez dell'Hellas Verona
Marquez, il "comandante" messicano del Verona
MESSICO. Brutte notizie per il Messico. In occasione del match d’esordio della Coppa America pareggiato 0-0 con la Bolivia, si è infortunato Rafael Marquez: il 36enne difensore dell'Hellas Verona ha rimediato un problema alla coscia sinistra che lo costringerà a saltare le prossime due partite contro Cile ed Ecuador. «Il periodo di recupero stimato per questo genere di infortunio è tra 7 e 10 giorni», comunica la Federcalcio messicana.

FONTE: LArena.it


Copa América 2015 – Girone A: il Messico
Scritto da Alessandro Legnazzi il 4 giugno 2015 alle 10:00.

A pochi giorni dall’inizio della Copa América 2015, comincia il nostro viaggio alla scoperta delle dodici squadre che compongono i tre gironi della manifestazione. Un’analisi per cercare di conoscere meglio ogni nazionale che prenderà parte alla rassegna che si terrà in Cile dall’11 giugno al 4 luglio. Continuiamo con l’analisi delle squadre del Girone A: è il turno del Messico.

LA STORIA – Quando si parla di Messico, indirettamente, si chiama in causa anche l’Italia. L’attuale inno nazionale, fortunato vincitore di un bando indetto dal generalissimo Antonio Lopez de Santa Anna, fu cantato e diretto per la prima volta nel settembre 1854 da due italiani: rispettivamente Lorenzo Salvi e il grande Giovanni Bottesini, il direttore della prima assoluta dell’Aida di Verdi. Dopo che le note dell’inno messicano si saranno diffuse nello stadio di Viña del Mar, “El Piojo” Herrera guiderà la Tricolor alla nona partecipazione in Copa América: il Messico vanta due medaglie d’argento (1993 sconfitto 2-1 dall’Argentina e 2001 battuto dalla Colombia) e tre terzi posti (1997, 1999 e 2007).

LA SQUADRA – La gioventù è stata sacrificata all’altare dell’esperienza: i giocatori con meno esperienza risultano essere due classe ’93, Carlos Salcedo e Jesús Manuel Corona. Difficile rivedere il Messico che ha incantato al Mondiale scorso sfiorando il colpaccio contro l’Olanda agli ottavi di finale: ma attenzione, il vero pericolo giunge dalla panchina. Miguel Herrera, soprannominato “il pidocchio” per la statura non propriamente da adone, all’apparenza sembra il primo messicano capitato per caso a sedere sulla panchina della Tricolor, ma dietro a quei capelli fluenti e quella faccia da attore mancato si nasconde un abile stratega capace di imbrigliare chiunque. Gli avversari dovranno fare particolare attenzione alle palle inattive, ai blocchi per sfruttare la capacità di stacco di Rafael Márquez, el gran Capitán.

IL PRONOSTICO – Il vero obiettivo stagionale che la federazione messicana si è posta è la conquista della settima CONCACAF Gold Cup, la coppa del Centro-Nord America in onda dal prossimo 7-26 luglio tra Stati Uniti e Canada. Per queste ragioni Herrera ha convocato calciatori prevalentemente provenienti dal campionato nazionale: solo quattro giocano all’estero (due in Spagna, uno in Italia e uno in Olanda). Il passaggio del turno è alla portata, l’importante sarà non steccare il debutto contro la Bolivia: proibitiva la sfida con il Cile nella capitale. Se il Messico si classificherà secondo affronterà, verosimilmente, il Brasile o la Colombia.

CONVOCATI
Portieri: Jesús Corona (Cruz Azul), Edgar Hernández (Veracruz), Alfredo Talavera (Toluca).
Difensori: Rafael Márquez (Hellas Verona), Gerardo Flores (Cruz Azul), Julio César Domínguez (Cruz Azul), Adrian Aldrete (Santos Laguna), Hugo Ayala (Tigres), George Corral (Querétaro), Efrain Velarde (Monterrey), Carlos Salcedo (Chivas Guadalajara), Luis Fuentes (Pumas).
Centrocampisti: Mario Osuna (Querétaro), Javier Güemez (Tijuana), Juan Carlos Medina (Atlas), Marco Fabían (Chivas Guadalajara), Miguel Herrera Equihua (Pachuca), Javier Aquino (Rayo Vallecano).
Attaccanti: Raul Jiménez (Atlético Madrid), Eduardo Herrera (Pumas), Matías Veloso (Jaguares de Chiapas), Enrique Esqueda (Tigres), Jesús Manuel Corona (Twente).

CALENDARIO
Messico-Bolivia, venerdì 12/6 ore 20.30 a Viña del Mar
Cile-Messico, lunedì 15/6 ore 20.30 a Santiago
Messico-Ecuador, venerdì 19/6 ore 18.00 a Roncagua

FONTE: MondoPallone.it


STAGIONE 2014-2015 +   -   =
18:15 | lunedì 25 maggio 2015
Marquez: «Voglio restare al Verona»
El Gran Capitan a proposito del suo futuro

di Gianmarco Lotti - twitter:@GianmarcoLotti © www.imagephotoagency.it

RAFA MARQUEZ HELLAS VERONA - Rafa Marquez sta per concludere la sua prima stagione in Serie A con la maglia dell'Hellas Verona. Il giocatore messicano ha parlato oggi della sua prima esperienza in Italia, queste le parole di Marquez soprattutto sul suo futuro con i gialloblu: «Futuro? Ho ancora un anno di contratto e credo di aver disputato un campionato tutto sommato positivo, so di poter fare ancora di più. Spero di poter fare meglio, la mia intenzione è di rimanere al Verona».

MARQUEZ E VERONA - Marquez a lungo ha giocato nel Barcellona prima di tornare in patria e venire al Verona, e proprio il Barcellona sarà avversario in Champions League in finale della Juventus, che nella prossima giornata se la vedrà coi veneti per l'ultima di Serie A. «La Juventus è una grande squadra e noi cercheremo di batterla nella prossima gara. Il Barcellona è molto forte in attacco, per me il favorito rimane il Barça» ha commentato Marquez, come riporta il sito de La Gazzetta dello Sport.

FONTE: CalcioNews24.com


Marquez: "Toni? Sempre pronto a segnare"
Postata il 24/05/2015 alle ore 17:40
Parma - Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Rafael Marquez, rilasciate al termine di Parma-Hellas Verona (2-2).

TROPPO RILASSATI NEL PRIMO TEMPO, MA POI…
“Un commento sulla partita con il Parma? Nel primo tempo non abbiamo fatto un buon lavoro, siamo tornati in campo nel secondo tempo cambiando tutti quanti la mentalità. Cosa è mancato? Ci siamo rilassati troppo, non avevamo la grinta, poi siamo tornati in campo con più fiducia e questo ha fatto la differenza. Cosa ci ha detto Mandorlini nello spogliatoio? Ci ha chiesto di reagire, volevamo fare un buon risultato e il primo gol di Toni ci ha aiutato a reagire. Alla fine abbiamo avuto tante occasioni, ma sappiamo che Luca è sempre li, pronto per fare gol e cerchiamo sempre lui”.

Marquez al termine della gara

TONI RE DEL GOL? PER ME PUO' FARCELA
“Toni re dei gol? Siamo tutti contenti per Luca Toni, manca ancora una partita importante e speriamo tutti di fare una buona gara e che lui vinca la classifica dei marcatori. Secondo me la può vincere, l’ultima partita è dura ma possiamo fare risultato”.

JUVE? SARA’ DURA, MA CI PROVEREMO
“Noi in cerca di riscatto con la Juve? Si, la mentalità del Verona è questa. Saremo in casa, vogliamo fare una grande gara. Se proveremo a battere una delle squadre più forti d’Europa? Siamo in casa e dobbiamo fare il possibile, dalla nostra parte ci sarà anche la nostra tifoseria…”

POSSO FARE ANCORA DI PIU’
“La mia stagione? E’ stata positiva, ma penso che posso dare ancora di più, è stata un’esperienza importante per me e speriamo l’anno prossimo di fare meglio, ho un contratto di un altro anno con il Verona”.

FINALE DI CHAMPIONS, IL MIO PRONOSTICO
“Il mio pronostico sulla finale di Champions? La Juve è una grande squadra, ma il Barcellona è molto forte davanti, per me il favorito è il Barca”.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


12.05.2015
Marquez chiamato in Messico
Disputerà la Copa America

Rafael Marquez (FOTOEXPRESS)

Rafael Marquez è stato convocato dal commissario tecnico della Nazionale messicana, Miguel Herrera, per la Copa America 2015, che si terrà in Cile dal 11 giugno al 4 luglio. Il Messico è stato inserito nel gruppo A, in campo il 12 giugno a Vina del Mar contro la Bolivia, il 15 a Santiago con il Cile, il 19 a Rancagua con l'Ecuador. Marquez, che col Messico ha totalizzato 124 presenze segnando 15 gol, è alla sua quinta Copa America. La prima la giocò nel 1999, a vent'anni, quando il Messico venne eliminato in semifinale 2-0 dal Brasile chiudendo al terzo posto dopo aver battuto 2-1 nella finale di consolazione proprio il Cile.
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Marquez: "Puntiamo a costruire una mentalità vincente"
Postata il 23/04/2015 alle ore 23:10
Verona - Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Rafa Marquez, rilasciate durante la trasmissione "Vighini Show", in onda su Telenuovo e condotta dal giornalista Gianluca Vighini.

IO, IL VERONA E IL MIO FUTURO
"Il mio adattamento a Verona? È difficile abituarsi ad un’altra squadra, volevo fare più di quello che si poteva fisicamente fare, mi serviva del tempo. All’inizio trovavo duro il lavoro settimanale, che richiede molto impegno. Ero abituato ai ritmi del Barcellona, qua si lavora molto tempo in palestra e sul campo e, nonostante fosse difficoltoso, volevo stare al passo con la squadra. Mi sono trovato bene nella prima partita di campionato contro l’Atalanta, poi ho dovuto cambiare un po’ il mio stile di gioco. Magari prima di venire a Verona pensavo a giocare davanti e portare palla, ma qui tre cose sono importanti: difendere, difendere e difendere (ride, ndr). Se sento di aver bagliato qualcosa in particolare? No, ma sento che c’è ancora molto da fare. Ho la responsabilità di fare di più, c’è qualità e speriamo di fare finale bello. Come rispondo alle pressioni di squadra che vuole salvarsi? Come professionista ho il dovere di fare il meglio. La cosa più importante che ho imparato è quella di non sentire critiche, il primo critico verso me stesso sono io se non ho mostrato un livello ottimale. Faccio sempre molto autocritica. L’infortunio? Sto bene, ho soltanto un affaticamento muscolare, conto di essere pronto per il Sassuolo. Come mi trovo a Verona? Bene, è una bella città, la gente è molto gentile con la mia famiglia e questa cosa per me è molto importante.Io ancora qui l’anno prossimo? Ci sono tante cose su cui dobbiamo lavorare, la prossima stagione resterò, il mio contratto dura ancora un anno. Questo campionato mi è servito per vedere, conoscere e sapere cosa devo fare per migliorare. Il bello del calcio è che ogni giorno ti dà una possibilità. Dove può arrivare il Verona? Credo che in questo finale di campionato dobbiamo dare continuità alle belle prestazioni viste con Cagliari e Fiorentina. La difesa? Penso che sia un problema sia di singoli che di reparto, questo è gioco di squadra. Il problema di essere difensore e che non si può sbagliare, se si sbaglia provochi un’occasione da gol. Noi dobbiamo lavorare per fare il meglio, questo la squadra lo sa. Penso che adesso abbiamo trovato la soluzione e la mentalità giusta. Forse all’inizio non avevamo capito bene cosa volesse l’allenatore, c’è voluto tempo ma adesso abbiamo più solidità nella linea difensiva. Ora dobbiamo continuare così. Qual è la giusta mentalità? Cercare di vincere ogni partita, non importa contro chi, dobbiamo lavorare bene per costruire il miglior Verona. Con chi mi trovo meglio a giocare? Con Moras formiamo una bella coppia, in campo con una parola oppure uno sguardo ci si capisce subito. Un commento sul calcio italiano? Difficile fisicamente, si gioca ad un livello alto, tatticamente credo che sia uno dei più importanti. Sono venuto in squadra nuova, quasi tutti i calciatori erano andati via e questo ha fatto in modo che all’inizio la squadra non si trovasse al meglio".

TONI, SAVIOLA E MANDORLINI
"Un commento su Luca Toni? Lo conoscevo dai tempi del Bayern, sapevo che era troppo forte e lo è ancora, è il bomber (ride,ndr)! Saviola? Lui è un bravo ragazzo, un professionista totale, si allena sempre al 100% e aspetta la sua opportunità. Non l’ho mai visto abbattuto, è sempre disponibile per la squadra e bravo con tutti i compagni. Il mio rapporto con Mandorlini? Mi trovo bene, abbiamo un bel rapporto, è un allenatore diverso rispetto a quelli incontrati in passato e mi ha insegnato molte cose. Se ho mai chiesto qualcosa all’allenatore? Non ho chiesto niente a Mandorlini, rispetto sempre le sue decisioni, ha la sua stile di gioco e se mi dice di giocare davanti alla difesa o centrale o portiere lo faccio".

CRITICHE E ASPETTATIVE
"Se sono un personaggio ingombrante? Per i tifosi credo che sì, quando sono arrivato a Verona mi hanno accolto dicendomi che non avevamo mai visto un campione come me. Io non sono più il Rafa dei tempi del Barcellona, ho 36 anni ma mi alleno più al meglio possibile. La mia famiglia mi ha insegnato ad essere umile e sincero, dico le cose come stanno. Troppe aspettative attorno a noi? Tutti ricordano il campionato dello scorso anno, ma questa è un squadra diversa, si è creata tanta tensione per fare meglio. Penso che la squadra possa dare di più ed essere più forte, è stato un po’ un campionato strano, continuiamo ad andare su e giù. Che vuol dire essere professionista? Dopo le mie esperienze con Barcellona, Monaco e la nazionale, voglio essere un esempio per gli altri, allenarmi al massimo e aiutare compagni. Il mio sogno sportivo? Fare qualcosa di speciale qua a Verona, penso di fare sempre il meglio possibile qua. Se noi rendiamo meglio sotto pressione? Non lo so, credo che questa squadra non senta quello che si dice fuori dallo spogliatoio, ma credo che le parole di Moras abbiano senso, quando siamo caricati la squadra risponde bene".

IL RETROSCENA DEL MIO ARRIVO A VERONA…
"Il mio arrivo a Verona? Dopo il mondiale che ho fatto con il Messico avevo voglia di provare il calcio italiano, sapevo che era difficile, poi si è presentata questa opportunità nel Verona e ho pensato di provare. Mi sono informato sulla squadra e sulla città, ho chiesto ad Albertini (Demetrio, ex calciatore del Barcellona, ndr) e lui mi ha parlato bene della piazza. Ho deciso di venire qui lasciando un contratto più remunerativo, quello che mi interessava era di fare una nuova esperienza".

CHAMPIONS? DICO BARCA O BAYERN
"La finale di Champions? Dipende dal sorteggio, ma penso che se la giocheranno Barcellona e Bayern. Il giocatore più forte con cui ho giocato? Ronaldinho, quando eravamo compagni di squadra era spettacolare. Al giorno d’oggi penso che il più forte sia Messi".

LA NAZIONALE
"Se parteciperò alla Coppa America? Non so, adesso Miguel Herrera (ct della nazionale messicana, ndr) verrà a vedere una partita. C’è anche la Copa de Oro, non so ancora quale giocherò. Il quinto mondiale? Non lo so, è ancora presto".

FONDAZIONE RM
"La mia fondazione? Aiuta all’incirca un migliaio di bambini poveri del Messico, abbiamo varie strutture tra cui mense, scuole e centri sportivi. Uno dei problemi del Messico è l’alimentazione, soprattutto nelle zone povere".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


SERIE A / VERONA
Hellas Verona, Marquez: “Dopo il Mondiale volevo giocare in Italia e ho avuto l’opportunità”
BY NICOLA LAFFRANCHI · APRILE 24, 2015

Il difensore dell’Hellas Verona Rafa Marquez ha rilasciato alcune dichiarazioni riportate da TuttoHellasVerona in merito alla sua avventura in Italia.
Ecco il pensiero del giocatore messicano: “Qui mi trovo benissimo, la gente è gentile con me. Dopo il Mondiale avevo voglia di giocare in Italia e mi è stata data questa grande opportunità. E’ stato Demetrio Albertini a parlarmi bene di Verona, dei tifosi e della città. Mi sono informato sulla storia della squadra e ho lasciato un buon contratto per giocare in Italia, ne avevo voglia. E’ il campionato più tattico in cui hi giocato. La squadra era nuova e ho trovato delle difficoltà ma sono felice di essere a Verona. Avrei voluto fare di più, mi piace impostare ma mi sono dovuto adattare. Ora che sono qui la parola d’ordine è difendere”.

FONTE: TuttoCalcioNews.net


11.03.2015
Marquez salta due settimane
E lo annuncia con un selfie

Rafa Marquez

Il Verona sarà senza Rafa Marquez per le prossime due settimane, necessarie per permettere al difensore centrale messicano per recuperare dal trauma distorsivo al ginocchio sinistro riportato durante la rifinitura di venerdì scorso, alla vigilia della gara col Milan a San Siro.
«Buona giornata, andiamo a fare la riabilitazione. Due settimane non sono niente», il messaggio di Marquez sul suo profilo Facebook con tanto di foto mentre è in macchina per raggiungere il centro sportivo di Peschiera. Marquez salterà le partite col Napoli e Lazio, tornerà a disposizione di Mandorlini per la partita del 4 aprile col Cesena al Bentegodi.
Alessandro De Pietro

10.03.2015
Rafa Marquez convocato dalla nazionale messicana

Rafa Marquez è stato convocato dal commissario tecnico della nazionale del Messico, Miguel Herrera, per le amichevoli in programma i 28 marzo con l'Ecuador ed il 31 col Paraguay. Le due partite si giocheranno entrambe negli Stati Uniti. La gara con l'Ecuador è in programma al Memorial Coliseum di Los Angeles con inizio alle 18.30, quella col Paraguay alle 20 all'Arrowhead Stadium di Kansas City. Marquez, difensore del Verona, ha all'attivo 124 presenze con il Messico con cui ha disputato quattro campionati del mondo, tutti da capitano.
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Marquez: "Lavoriamo per un Verona migliore"
Postata il 01/03/2015 alle ore 16:35
Cagliari - Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Rafael Marquez, rilasciate al termine della sfida con il Cagliari (1-2).

LAVORIAMO PER UN VERONA MIGLIORE
"Vittoria decisiva? Abbiamo raccolto tre punti fondamentali, questo è lo spirito che la squadra deve mantenere da qui fino alla fine del campionato. Abbiamo giocato una partita dura e intensa, conquistando dei punti importanti. Il contropiede non sfruttato nel finale? C'è stata questa possibilità, ma la cosa più impoorante è il lavoro che abbiamo fatto tutti insieme per raggiungere il risultato. Dobbiamo migliorare ancora, ma da questo spirito si deve ripartire. Il mio infortunio nel finale? C'è stato solo un colpo, non è niente di grave. La solidità difensiva? Era importante prendere fiducia, per poi riuscire a fare gol in attacco. Con Moras mi trovo molto bene, ma tutti lavoriamo alla grande. Questa vittoria dà fiducia e tranquillità, dobbiamo mantenere questo spirito. Le nostre potenzialità? Abbiamo una squadra di alto livello, ma dobbiamo lavorare insieme per far vedere a tutti un Verona migliore. Piano piano stiamo dimostrando di essere forti, credo che alla fine riusciremo a farlo vedere sul campo".

1 marzo 2015 - Rafael Marquez

DIAMO IL MASSIMO PER RISPONDERE ALLE CRITICHE
"La mia risposta alla crititche? Tutti dobbiamo fare il massimo, e vittorie come questa sono il risultato di questo lavoro".

IMPORTANTE RECUPERARE GLI INFORTUNATI
"Il recupero degli infortunati? Questo è importante, abbiamo preso anche fiducia e tutti insieme abbiamo lavorato sodo. Questi fattori portano ad un risultato: la vittoria".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Rafa Marquez, non tutte le ciambelle riescono col buco
23 gennaio,2015 Andrea Martelli

Hellas Verona e Rafa Marquez, non sempre le ciambelle riescono col buco: il rendimento è stato molto lontano da quello del simile caso di Luca Toni.
Arrivato a calcare i campi della nostra a Serie A a 35 anni suonati, dopo aver di fatto concluso la carriera agonistica ad alti livelli con il Barcellona nel 2010 per accasarsi prima ai New York Red Bulls e poi in patria al Leòn, il capitano del Messico Rafa Marquez ha trovato molti scogli sul suo cammino. Arrivato al Verona per volere del presidente Setti, rimasto incantato dalla personalità del condottiero messicano durante i Mondiali (dove è recordman, avendo portato la fascia da capitano nel 2002, 2006, 2010 e 2014): “Lo vidi giocare ai Mondiali e dissi: lo voglio“, Rafa si è fatto sedurre dall’avventura in Italia, dopo aver giocato in Francia e Spagna con le maglie di Monaco e Barcellona.

Dotato di grande personalità in molti credevano che avrebbe potuto figurare alla grande nel nostro campionato, vista anche la condizione fisica per niente scadente mostrata nella kermesse iridata, dove era arrivato tirato a lucido: dopo le prime tre partite su un buon livello il messicano ha però cominciato a calare, arrivando molto spesso in ritardo negli interventi e rimediando due cartellini rossi e tre gialli nelle prime 18 giornate, un po’ troppo per uno della sua esperienza. Giocando molto sull’anticipo Marquez ha infatti bisogno di una condizione fisica che lo sostenga: quando non è al massimo rischia di causare brutti interventi, procurando calci di rigore e lasciando i suoi in inferiorità numerica. La media voto della Gazzetta dello Sport è infatti un deprimente 5,57 molto lontano dal valore assoluto del calciatore.

Purtroppo, e a Verona se ne sono accorti, non sempre le ciambelle riescono col buco: difficile replicare un affare come quello di Luca Toni, arrivato a 36 anni suonati, dato per spacciato da tutti, che nella sua prima stagione ha giocato 34 partite mettendo a segno 20 reti. Resta un acquisto di buon livello, capace di gestire una retroguardia scaligera decisamente povera di talento, ma molto lontano dal giocatore che abbiamo ammirato ai Mondiali.

FONTE: MaiDireCalcio.com


Marquez: "Noi sfortunati, continuiamo a lavorare"
Postata il 23/11/2014 alle ore 18:45
Verona - Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Rafa Marquez, rilasciate al termine della partita Hellas Verona-Fiorentina.

FIORENTINA? ABBIAMO FATTO UNA BUONA GARA
"La partita? La Fiorentina è una squadra molto difficile da affrontare, sono forti e offensivamente sono temibili con Cuadrado e Gomez. Noi abbiamo avuto le nostre occasioni, ma sfortunatamente non siamo riusciti a segnare. Nei primi minuti del secondo tempo i viola si sono resi parecchio pericolosi , ma la nostra prestazione è stata bella. Ci manca un po' di fortuna, volevamo fare dei punti contro una squadra importante. La nostra difesa? Lavoriamo e basta, possiamo fare di più, non c'è altro modo per migliorare. Le decisioni dell'arbitro? E' sempre difficile dire qualcosa, ma ormai non possiamo fare più nulla".

SOLO IL LAVORO PER MIGLIORARE
"La vittoria che manca da tanto tempo? E' difficile, ma rimaniamo concentrati sul nostro obiettivo, che resta la salvezza. Dobbiamo guardare avanti, già sabato avremo un'altra partita con il Sassuolo, squadra molto forte in casa. Prendiamo tutte le cose positive di questo momento, abbandoniamo quelle negative e lavoriamo di più perché possiamo fare meglio. I 14 punti? Vanno bene, ma la squadra ha qualità. Possiamo e dobbiamo migliorare".

LUCA TONI E NICO LOPEZ
"Luca Toni? Lui è un campione, ha molto fiducia e la infonde a tutta la squadra. Per noi è un punto di riferimento. Nico Lopez? E' forte, molte forte. Se continua a lavorare così può diventare un calciatore importante".
Ufficio Stampa

23 novembre 2014 - Rafael Marquez

Rafa Marquez, orgoglio gialloblù in Messico
Postata il 13/11/2014 alle ore 12:38
Pachuca (Messico) - Orgoglio gialloblù in Messico. Rafa Marquez, durante la pausa per le nazionali, è volato nel suo Paese per partecipare come giudice alla serata dedicata al "Salón de la Fama", una cerimonia che rende immortali figure del calcio messicano e mondiale. Una notte di stelle, tanti i premiati, da "El Pibe" Valderrama fino a Sir Alex Ferguson, senza dimenticare gli omaggi alla memoria di Giuseppe Meazza e Santiago Bernabéu. Il difensore gialloblù è stato uno dei protagonisti principali, intervenendo più volte durante l'evento.

Queste le principali dichiarazioni, rilasciate da Rafa Marquez: "Il calcio italiano è uno dei migliori del mondo e sicuramente può essere un mercato molto importante per i messicani. Il mio futuro in Nazionale? Pensavo che quello in Sudafrica sarebbe stato il mio ultimo Mondiale e credevo che andare a giocare a New York fosse un altro passo in questa direzione. Però mi sbagliavo, il mio fisico è ancora integro e in Italia mi trovo bene. Vedremo cosa succederà da qui al Mondiale in Russia".

Alla cerimonia era presente anche il direttore generale dell'Hellas Verona FC, Giovanni Gardini.

Rafa Marquez, inoltre, era in corsa per ricevere il "Premio Nacional de Deportes", prestigioso riconoscimento nazionale in Messico. Il difensore gialloblù si è classificato secondo, alle spalle di Adrián González, giocatore di baseball messicano.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Verona, Marquez: "In Italia mi trovo bene"
Benito Letizia
Il difensore del Verona, Rafa Marquez, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni durante una conferenza stampa di un evento in Messico:
"Il calcio italiano è uno dei migliori del mondo e sicuramente può essere un mercato molto importante per i messicani. Il mio futuro in Nazionale? Pensavo che quello in Sudafrica sarebbe stato il mio ultimo Mondiale e credevo che andare a giocare a New York fosse un altro passo in questa direzione. Però mi sbagliavo, il mio fisico è ancora integro e in Italia mi trovo bene. Vedremo cosa succederà da qui al Mondiale in Russia“.

FONTE: EuropaCalcio.it


Hellas Verona in Messico con Rafa Marquez: tra collaborazione col Pachuca ed eventi marketing
12/11/2014 - 21:28
di Gianluca Di Marzio
L’Hellas Verona prende il volo… destinazione Messico. Riflettori puntati su Rafa Marquez, idolo intoccabile per i tifosi locali e presentatore d’eccezione al “Salon de la Fama” in compagnia di Maturana, El Buitre e Gil: premiati Ferguson, Romario e Valderrama (foto nel pezzo).

Tra serate di gala e lavoro: non solo pallone. Anche – tanto – marketing. Il dg dell’Hellas Gardini è stato in visita all’Universidad del futbol e presente all’inaugurazione del CEMA (clinica medica sportiva davvero all’avanguardia) in compagnia di Jesus Martinez (presidente del gruppo Pachuca), Gill e Rosich. Fabrizio Ferrari invece – agente di Marquez, sul posto anche lui – getterà le basi per una collaborazione tra il club gialloblù e il gruppo Pachuca attraverso varie iniziative: attività ed eventi marketing e alcune amichevoli. L’Hellas resterà fino a venerdì sera, poi il rientro in Italia. Ma il futuro sembra essere oltreoceano, tra collaborazioni e risvolti marketing importanti.


FONTE: GianlucaDiMarzio.com


08.11.2014
INTERVISTE
FACCIA A FACCIA
Rafa Marquez senza paura: «Inter, attenta»
«Il Verona non ha mai vinto a San Siro? Prima o poi, succederà... Tutti uniti verso lo stesso obiettivo, il segreto è questo. Punto su Lopez, è fortissimo...»

Rafa Marquez dà la carica in vista del match di San Siro: «Verona, possiamo vincere» FOTOEXPRESS

Non c'è limite per uno come lui. Neanche vincere a San Siro, dove Rafa Marquez ci ha giocato anche semifinali di Champions League. Figurarsi l'Inter di adesso. La leggenda messicana diventa un libro aperto a Peschiera, un'enciclopedia del calcio. Dal potenziale del Verona al Bayern Monaco, dall'assist a Nico Lopez a nuove frontiere. Quelle che vanno oltre i quaranta punti canonici.
«Quando io ho parlato con la società, prima di venire qui, mi è stato detto che bisognava innanzitutto restare in Serie A. Io però sono una persona che cerca di andare oltre, di raggiungere sempre il massimo possibile. Vorrei sempre di più, non mi basta pensare solo alla salvezza anche se so che per la società il principale obiettivo è quello».

Se l'aspettava così la Serie A?
«Ho trovato un campionato abbastanza duro con squadre molto forti. Ci sono Juve, Roma, Napoli, Milan, Inter. Anche noi però siamo forti, a Verona sono entrato in un gruppo molto unito. Per questo dico che possiamo fare qualcosa di meglio rispetto a quanto abbiamo reso finora».

Come procede il suo ambientamento in Italia?
«È stato molto facile adattarsi, ho capito subito il calcio che vuole il mister ed ho avvertito immediatamente la fiducia dei miei compagni. La mia esperienza può essere d'aiuto a loro».

Il Verona ha sempre avuto difficoltà con le grandi. E domenica c'è l'Inter...
«Ogni partita è una buona occasione per dimostrare quanto valiamo, dobbiamo ora solo lavorare tanto per essere sempre più competitivi con le migliori. Con la Lazio, che veniva da quattro vittorie di fila, la nostra è stata una buona prestazione».

Il suo amico Saviola non gioca mai però, come sta vivendo questa situazione?
«Conosco Saviola da molto tempo, è una brava persona ed un grande professionista. Lo vedo molto tranquillo, lavora sempre tanto. Saviola è un grande calciatore, uno che pensa soprattutto alla squadra. Non sta giocando, ma si sta allenando bene. Lui è un esempio per tutti».

Può andar via a gennaio Saviola?
«Non lo so, ma qui è contento. Ha trovato brave persone ed un bel gruppo di sudamericani. Parliamo tutti i giorni, ma mai mi ha detto di non essere felice o di voler andar via».

Potrebbe chiedere a Messi di venire al Verona, quando gli scadrà il contratto...
«La vita di Messi è a Barcellona, non cambierà squadra. Secondo me resterà lì per sempre».

Da leader dello spogliatoio che gruppo si è creato?
«Molto compatto, la pensiamo tutti allo stesso modo. Tutti vogliamo andare oltre il nostro primo obiettivo. E diamo sempre il massimo per riuscirci».

Quale fra gli attaccanti dell'Inter teme di più?
«Icardi e Palacio sono molto forti, bisognerà essere compatti il più possibile. Giocare più che mai di squadra, senza lasciare spazi».

Che effetto le ha fatto la fascia di capitano a Cesena?
«Un onore per me, non è stato solo qualcosa di simbolico. Un motivo in più per essere ancor di più un esempio per i giovani».

A proposito, c'è qualche ragazzo in Italia che potranno un giorno arrivare ai massimi livelli com'è stato per lei?
«Io nel calcio italiano vedo tanta qualità. Pogba è uno che può arrivare molto lontano. Io però non mi dimenticherei nemmeno del nostro Nico Lopez. Ha qualità impressionanti».

Che idea si è fatto degli arbitri italiani?
«Difficile parlare di questo argomento, ma per me non c'è differenza fra Italia, Messico e Spagna. Lasciamoli lavorare, pensiamo a quel che dobbiamo fare noi».

E sugli stadi?
«Credo siano rimasti quelli di Italia Novanta, giusto? Diciamo che potrebbero essere migliorati».

Per il Verona meglio la difesa a quattro o a tre?
«Non cambia molto, ma siamo abituati ormai alla difesa a quattro. Più facile andare avanti così».
Tornerebbe a centrocampo se fosse necessario?
«L'allenatore non mi ha mai parlato di questa ipotesi, se me lo chiedesse lo farei. Certo».

Con la crisi di tante grandi si può assottigliare il divario con le società di fascia media come il Verona?
«Il Milan e l'Inter stanno attraversando una crisi importante, non sono più le stesse di qualche anno fa. Noi stiamo crescendo. E vogliamo continuare a farlo».

Chi vince la Champions League?
«Mi ha impressionato il Bayern Monaco, fa tutto con grande semplicità. Il lavoro di Guardiola assomiglia a quello che fece con noi al Barcellona. Anche Real e Barca sono fortissime, ma il Bayern ha qualcosa in più».

Il Verona non ha mai vinto a San Siro con l'Inter, lo sa?
«Sì, lo so. Ogni serata può essere quella giusta. E domenica sera avremo davanti una bella occasione. Sta a noi giocarcela al meglio».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Marquez: "Gruppo unito, possiamo crescere"
Postata il 07/11/2014 alle ore 16:00
Peschiera - Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Rafael Marquez, rilasciate durante la conferenza stampa in vista della sfida Inter-Hellas Verona.

PRIMA LA SALVEZZA, POI PENSIAMO AL RESTO
"Io in Italia? Credo di aver trovato un campionato duro, tutte le squadre sono forti e sappiamo che ci sono 4-5 gruppi sopra gli altri, come Juventus, Roma, Inter, Milan e Napoli. Anche noi siamo una squadra forte, con un gruppo molto unito. Questo per me è importante, e possiamo fare un po' di più rispetto a quanto fatto fino ad ora. Non ho trovato difficoltà ad ambientarmi con la squadra, ho assorbito subito il sistema di gioco e avvertito la fiducia del gruppo. La mia esperienza deve essere un fattore importante, un valore per tutti, per aiutarci a dare di più in campo. Questo è l'importante per me e per la squadra. L'obiettivo? Resta la salvezza, sono venuto qui per quello. Quando ho parlato con la società mi è stato detto che il primo traguardo era quello dei 40 punti. Sono comunque una persona che cerca di puntare il più in alto possibile, non mi accontento e voglio sempre di più".

SIAMO CONVINTI DELLE NOSTRE QUALITA'
"Se la gente avverte che siamo a 3 punti dal 5° posto? Più che la gente, dobbiamo essere noi quelli convinti delle nostre qualità. In questo campionato si può vincere e perdere contro tutti, ma daremo il massimo per arrivare alla posizione più giusta per noi. Io capitano del Verona? Per me è stata un'emozione unica indossare quella fascia, ho sentito la responsabilità nei confronti dei miei compagni. Ma con o senza fascia di capitano il mio apporto in campo non cambia. Il ruolo? Mandorlini mi ha chiesto di impostare, quando sono arrivato lui mi ha parlato chiedendomi di fare tutto quanto ho fatto nelle altre squadre. Difesa a 3 o a 4? Siamo abituati a giocare a 4 e questo lo vedo più facile per noi. Io davanti alla difesa? Non ne ho ancora parlato con l'allenatore, ma sono sempre a sua disposizione per fare quello che vuole. Ho giocato in questa posizione in passato, per me non ci sarebbe nessun problema".

7 novembre 2014 - Rafa Marquez

SAVIOLA? E' UN CAMPIONE
"Saviola? E' una brava persona, lo conosco da molto tempo. E' un grande professionista e lavora sempre al massimo per la squadra. Non gioca molto ma si allena bene e questo deve essere un esempio per tutti. Lui via a gennaio? E' contento qua, ha trovato un buon gruppo di persone, compresi anche dei sudamericani. E' felice, parliamo sempre e non mi ha mia detto qualcosa di negativo".

INTER, LAVORIAMO PER ESSERE COMPETITIVI
"La partita contro l'Inter? Vogliamo sempre giocare bene contro le grandi squadre, noi dobbiamo continuare a lavorare tanto per essere più competitivi con le big del campionato. Abbiamo fatto una buona prestazione con la Lazio, che veniva da quattro vittorie consecutive, e questa è un'altra opportunità per fare bene. Chi mi fa più paura dei loro attaccanti? Icardi e Palacio sono molto forti, noi dovremo essere i più compatti possibili e non lasciare spazi. Vogliamo essere una squadra anche in campo, giocare uniti tra attacco e difesa. Noi mai vinto a San Siro? Cerchiamo sempre di vincere, credo sia una bella opportunità per fare una buona prestazione e speriamo di tornare a Verona con i 3 punti".

LA SITUAZIONE DEL CALCIO IN ITALIA
"Il calcio in Italia? Milan e Inter stanno attraversando un periodo di crisi. Sono squadre molto importanti, e questo fa perdere il calcio italiano. Il nostro momento? Stiamo crescendo, facciamo i passi giusti in avanti e lo stiamo facendo piano piano. Nel calcio italiano c'è molta qualità, Pogba della Juventus può diventare un grande campione. Nico Lopez, qui da noi, ha qualità impressionanti e può diventare un top player. Deve lavorare un po' di più per arrivare ad alto livello. La situazione europea? Il Bayern, il Real Madrid l e il Barcellona sono le più forti. I tedeschi, per come giocano e lavorano, sono impressionanti. LI conosco bene per il lavoro che ho fatto con Guardiola, è il concetto di squadra a vincere".

LE ATTIVITA' DELLA MIA FONDAZIONE
"La Fundacion Rafa Marquez aiuta le persone emarginate, anche a livello alimentare. Aiutiamo tanti bambini, li facciamo andare a scuola, fanno sport. Vogliamo che crescano in un ambiente sano".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


L’HELLAS VERONA CONSEGNA LA MAGLIA DI MARQUEZ ALL’ASSOCIAZIONE FIORAVANTE-POLITO

Anche l’Hellas Verona ha donato una maglia di un proprio tesserato all’associazione Fioravante Polito. Ieri sera, infatti, il secondo allenatore della squadra veneta, Roberto Bordin, ha donato la maglia del difensore messicano Rafa Marquez al segretario dell’associazione Francesco De Luca ed al socio onorario, nonché giornalista di Canale Napoli, Massimiliano Alvino. La maglietta di Rafa Marquez va ad arricchire la già vasta collezione di magliette che appartengono all’associazione Fioravante-Polito e che si trovano nel museo del calcio nato pochi mesi fa a S.Maria di Castellabate in provincia di Salerno da un’idea del presidente Davide Polito.

Nel corso della serata, l’associazione ha donato poi a sua volta il Libro”Passaporto ematico” al giocatore del Verona Moras. Il passaporto ematico è una proposta di legge presentata per ben due volte al Parlamento e si spera possa diventare legge al più presto. L’associazione Fioravante Polito,infatti, chiede di effettuare esami ematici a tutti gli sportivi italiani di qualsiasi attività al fine di evitare malattie devastanti come la leucemia.
Massimiliano Alvino

FONTE: CanaleNapoli.it


Rafa Marquez: "Iniziato bene il torneo, ora avanti così"
Postata il 15/10/2014 alle ore 12:45
Peschiera - Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Rafa Marquez, rilasciate durante un'intervista esclusiva a ESPN.

VERONA? SIAMO PARTITI BENE, DOBBIAMO CONTINUARE COSI'
"Con l’Hellas Verona abbiamo avuto un inizio positivo. La squadra ha risposto bene. La città mi accolto alla grande, così come i miei compagni di squadra. Non mi rimane che approfittare di questo momento, continuando a far bene, già dalla prossima partita. La mia esperienza in America? Ho capito che la mia mentalità era un’altra. Sono sempre stato molto competitivo. Nella mia vita non mi sono mai accontentato, ho sempre cercato di fare un passo avanti. Questa è la stessa mentalità che ho portato con me al Verona. Quando sono passato al Leon mi sono preparato bene fisicamente, loro mi hanno aiutato molto. In Messico ho vinto due campionati e così sono riuscito a giocare il mio quarto Mondiale. Sto molto bene, soprattutto fisicamente e questo mi ha permesso di tornare in Europa, al Verona. Devo approfittare di questa occasione al massimo perché alla mia età non ne avrò molte altre".

IN ITALIA CALCIO PIU' TATTICO
"Tatticamente in Italia si lavora tanto, più che in qualsiasi altro campionato nel quale sono stato. La tattica è un particolare al quale l’allenatore dà molta importanza e sul quale lavoriamo tanto. Probabilmente è questa la differenza maggiore rispetto alle mie esperienze passate".

MESSICO, SONO PRONTO
"Credo che per giocare in un campionato competitivo come quello italiano devi essere al massimo. Inoltre ho voglia e mi sento ancora in grado di competere per un posto in nazionale. Oggi il Messico ha una nuova generazione di calciatori importanti. Molti di loro giocano in Europa e altri in Messico e tutti hanno molta voglia di vincere. Si vede una nazionale molto offensiva, ma allo stesso tempo molto ordinata nel reparto difensivo. Miguel Herrera? Sono contento sia ancora l'allenatore della nazionale messicana. Spero che possa rimanere fino a prossimo Mondiale".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


20:12 | lunedì 06 ottobre 2014
Marquez il leader: «La squadra ha reso come doveva»
Il difensore messicano commenta sui social la vittoria sul Cagliari

di Andrea Bartolone - twitter: @andreabartolone

HELLAS VERONA MARQUEZ - Da buon leader in campo e fuori, il difensore dell’Hellas Verona, Rafa Marquez lascia sempre un proprio commento sulla prestazione della squadra e non si è fatto mancare nemmeno questa volta la sua personale dichiarazione tramite il suo profilo ufficiale Facebook.

LE DICHIARAZIONI - Il difensore della Nazionale messicana sta guidando il reparto difensivo della formazione di Mandorlini, dopo il suo arrivo durante la sessione di mercato della scorsa estate. Queste le parole dell' esperto difensore centrale messicano sulla vittoria di sabato sera contro il Cagliari: «La squadra ha reso come doveva. L’intenso lavoro della settimana ci ha concesso la vittoria. Forza Gialloblu»

FONTE: CalcioNews24.com


Marquez: "Qui sono felice. Nazionale? Sono disponibile"
Postata il 23/09/2014 alle ore 12:40
Verona - Le dichiarazioni del difensore gialloblù, Rafael Marquez, rilasciate durante le trasmissioni Fox Gol Mexico e L'ultima palabra, in onda domenica 21 e lunedì 22 settembre su Fox Sports Mexico.

ANCORA IN EUROPA, LA SCELTA E’ STATA VERONA
"Sono molto contento di questa scelta, l’Italia è un’esperienza nuova. Sono rimasto piacevolmente sorpreso da come sono andate le cose e per l’opportunità di essere qui. Al tempo, ho deciso di andare in America per abbassare il mio livello, giocare con più tranquillità. Anche per un ritiro che sembrava più vicino. Ma non è stato così, è andata diversamente. Nonostante in America le cose siano andate parecchio male, dal Messico in poi è stato solo un crescendo, e oggi sono arrivato in Italia. Perché Verona? Il Mondiale è stato un parametro davvero importante per me, tanto che mi si sono presentate diverse opportunità. In Italia un paio, e una di quelle è stata Verona. Dopo la partita contro l’Olanda, il club gialloblù si è avvicinato molto a me, c’è stato il primo contatto. Poco a poco la situazione è divenuta sempre più seria. La vedevo come una nuova avventura, l’occasione di restare ad ottimi livelli e continuare a dimostrare quello che ho fatto durante la mia carriera, nonostante la mia età. Italia anche per l’ammirazione nei confronti di Maldini? Sì, è vero. Ripenso alle scelte fatte, a mente fredda, come quella di andare in America. In quel periodo avevo un’offerta abbastanza buona anche da un club italiano, però alla fine ho deciso altro. Le cose succedono sempre per un motivo, ora sono qui. Felice! Mi si è presentata questa opportunità, era una sfida che mi mancava e volevo affrontare".

UN CAMPIONE NEL MONDO GIALLOBLU'
"Sono molto contento di essere qui, quando si vive per molto tempo lontano dal Messico ci si abitua alla vita europea. Tornare in Europa e sapere già quale fosse lo stile di vita mi ha reso molto sereno e felice. L’obiettivo in gialloblù è principalmente la salvezza. Ci sono parecchie squadre come noi che non sono le cosiddette grandi, ma che hanno un livello abbastanza simile e giocano partita dopo partita alla ricerca di fare punti importanti per la salvezza. Questa squadra pensa prima di tutto a questo, poi chissà se si arriverà più lontano. Vediamo, magari qualificarsi in Europa League. Cosa mi chiede Mandorlini? L’allenatore è solito far iniziare la manovra da dietro. Mi conosce abbastanza bene e proviamo sempre ad iniziare il gioco dal lato in cui mi schiero io. L’unica cosa che mi chiede è iniziare la giocata, poi ovviamente l’ordine difensivo per cercare di subire meno gol possibili. La maggior virtù del calcio italiano è la completezza a livello tattico. Anche la competitività è davvero alta. Ci sono le grandi squadre che fanno la differenza come l’Inter, la Juve, il Milan, la Roma, ma le restanti sono di buon livello, simili tra loro".

IO E LA NAZIONALE MESSICANA
"In Europa ci sono molti calciatori messicani, e questo è un fattore che può solo giovare alla Nazionale. Significa che il livello del nostro calcio sta crescendo sempre di più. Per il nostro commissario tecnico non so se sia un vantaggio oppure lo metta in difficoltà, perché il livello in Europa è abbastanza alto. Sicuramente potrà formare un gruppo in cui continuare a credere e amalgamarlo al meglio con i calciatori che sono rimasti nel campionato messicano. Se continuerò in Nazionale? Ho parlato con Miguel e quello che ci siamo detti resterà tra noi due. Se riesco a mantenere un certo livello che possa aiutare la mia Nazionale, io sono disponibile a continuare e lottare. Se invece il c.t. valuterà che non sono più necessario, sono pronto a farmi da parte e lasciare spazio ai giovani di talento che stanno emergendo nel nostro calcio. Non c’è un solo mio possibile successore, ne vedo abbastanza. Uno di loro è Moreno. Ha disputato un gran Mondiale, anche se ha avuto sfortunatamente un brutto infortunio ma continua ad essere un calciatore sul quale riporre speranze e confidare per il futuro. Arriva dopo nomi importanti come Herrera e Diego Reyes. Ci sono molti ragazzi bravi. Credo che il ricambio generazionale sia già in corso, fermo restando la presenza di giovani ragazzi già maturati molto come Giovani. Inoltre, ci sono calciatori di qualità che vogliono emergere, come vuole Miguel. Il mio caso è un po’ strano perché a 35 anni continuo ad avere uno stato di forma abbastanza buono. Se non lo fossi, non sarei nemmeno andato al Mondiale. Com’è stato vivere la Nazionale da lontano, nel corso delle ultime due partite amichevoli? L’ho vissuta abbastanza bene, è giusto che Miguel studi più calciatori e si prepari bene per il futuro. Per me è normale, ho già vissuto una situazione simile in passato. Ad ogni modo, augurerò sempre il meglio alla mia Nazionale, sarò un tifoso in più. Dal Mondiale in poi sono state dette tante cose, succede sempre lo stesso. Si parla sempre senza mai accertarsi. La verità è che quando parlo con Miguel o qualsiasi altra persona cerco sempre di non farlo sapere alla stampa, però in questo caso sono stato io a dichiarare la mia disponibilità alla Nazionale, fino a quando Miguel lo voglia e decida. Obiettivo Copa America e Mondiale in Russia? Allo stato di forma in cui sono attualmente, non direi di no alla Nazionale. Mi sento ancora in grado di aiutare i miei compagni. Poi vediamo bene cosa succederà, non si può mai dire con certezza. Molti già pensavano che fossi sulla via del ritiro ma è stato tutto il contrario. Anche io avevo dichiarato che il Leon sarebbe stata la mia ultima squadra e non sarei più tornato in Europa poi... La situazione legata a Carlos Vela? Se n’è parlato tanto, a mio modo di vedere c’è solo da aspettare e vedere l’evolversi della situazione. Raul Jimenez e Chicharito Hernandez in due grandi squadre della Liga, qual’è il consiglio? Mantenersi sempre ad un certo livello, lavorare con intensità giorno dopo giorno e sforzarsi al massimo in ogni allenamento perché le squadre in cui sono cercano solo il meglio in ogni reparto. Non sarà facile, ma credo abbiano le qualità giuste per continuare a fare bene in questi tipi di club. Si sono conquistati questa opportunità perché sono calciatori di qualità, hanno l’opportunità di crescere ancora".

DAL LEON A RONALDINHO: IL CALCIO IN MESSICO
"Sono sempre informato sul campionato messicano e le partite del Leon, seguo tutto attraverso i social network. Mi dispiace per gli ultimi risultati della mia ex squadra, ma confido nei miei vecchi compagni e nella società. Possono uscirne facilmente grazie al lavoro. Matos verso l’addio? Sarà una sua decisione, credo e spero abbia ancora molto da dare alla squadra e al club. E’ una persona che si è guadagnata l’amore della sua gente con sudore e risultati. Comunque vada, dovrà essere una decisione rispettata. Resterà una persona ben voluta. Ronaldinho in Messico? Quando eravamo compagni di squadra parlavamo spesso del calcio messicano e del Messico, lui è un grande ammiratore delle spiagge e di quel calcio. Credo che alla fine le mie parole abbiano influito sulla sua decisione finale. Il suo trasferimento è stato un boom mediatico, l’ho notato anche qui in Italia. E questo è solo che positivo per il nostro calcio".

FUTURO ANCORA IN PATRIA?
"Un futuro ancora in Messico? La verità è che l’ultimo periodo mi ha insegnato a vivere il momento e non pensare al futuro. Oggi penso solamente all’Italia, a fare le cose per bene qui. Poi se ci sarà l’opportunità terminata l’esperienza al Verona vedremo. Al momento, la mia carriera e il mio rendimento mi hanno fatto pensare ad altre cose, preferisco pensare giorno dopo giorno. Quando appenderò le scarpette al chiodo? Non lo so, ora mi sento fisicamente bene e forte mentalmente. Continuo a godere di quello che mi sta regalando questo sport, e fino a quando il corpo me lo permetterà io continuerò".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


Fantacalcio Serie A 2014/2015: alla scoperta di… Rafa Márquez
Scritto da Giorgio Crico il 19 agosto 2014 alle 15:00.
Una leggenda. Non ci sono altre parole per definire Rafael Márquez, messicano di Zamora de Hidalgo. Sicuramente attempato ma ancora più che in grado di dare il suo contributo alla propria squadra (come dimostrano i Mondiali brasiliani), il nuovo difensore (o centrocampista difensivo) dell’Hellas Verona può senz’altro rappresentare un vero e proprio colpaccio di mercato.

Quindici titoli vinti in carriera tra club e Nazionale (tra cui spiccano le due Champions League portate a casa con il Barcellona), che ne fanno uno dei calciatori tricolor più vincenti della storia, sono un ottimo biglietto da visita e i tifosi gialloblù hanno riservato al neo acquisto lo stesso entusiasmo mostrato lo scorso anno per Luca Toni. Difficile “scoprire” un giocatore così noto e sulla breccia da ormai un quindicennio abbondante perché le sue caratteristiche sono note a tantissimi appassionati, se non a tutti: un’intelligenza tattica rara, piedi buoni e una grinta agonistica notevole unita a un bagaglio di esperienza che ha davvero pochi eguali in tutta la Serie A, persino tra i top club. Infatti, se l’età avanzata potrebbe pregiudicare la tenuta fisica di Márquez per 90′ (e anche qui non è affatto detto), di sicuro questa non va a inficiarne minimamente l’intelligenza calcistica, la quale può solo far bene all’Hellas.

Giocatore molto abile nel colpire di testa e bravo nell’impostazione, il capitano del Messico può contribuire a colmare la lacuna lasciata dalla partenza di Jorginho dello scorso gennaio: la capacità di costruire il gioco dell’italo-brasiliano passato al Napoli, infatti, non era stata sostituita da nessun altro elemento della rosa per il prosieguo del campionato e solo in parte le doti di Hallfreðsson, combinate al dinamismo di Donadel, avevano saputo ovviare al problema.

Lo prendiamo al fantacalcio? Vista l’abituale media voto di Márquez la risposta non può che essere sì, anche se, magari, non per fare il titolare bensì un’utile riserva che, con buona probabilità, dovrebbe comunque scendere in campo dal primo minuto ogni domenica. Occhio però alla frequenza con cui il buon Rafa rimedia i cartellini gialli (considerando anche il ruolo) e alla scarsa propensione del giocatore al gol: la sensazione è che a fare da contraltare all’elevata media di voto ci saranno più malus che bonus e questo dato potrebbe forse far cambiare idea su un suo possibile acquisto. Ultimo consiglio quasi ovvio: palesemente non vale la pena svenarsi per il leggendario messicano ma una spesa fino a quattro o cinque milioni potrebbe essere un buon investimento. Aggiudicarselo per uno o due, poi, potrebbe rivelarsi un autentico colpaccio.

FONTE: MondoPallone.it


Trofeo Gamper, il vincitore è Rafa Marquez
Postata il 18/08/2014 alle ore 22:45
Barcellona (SPAGNA) - El Capitan ritorna, per una notte, nello stadio in cui è diventato "Gran". Il Camp Nou non si è mai scordato di Rafa Marquez, lo dimostrano i tanti cuori blaugrana venuti ad appluadire il messicano ora vestito di gialloblù. Uno sguardo al cielo, il ringraziamento a tutta quella gente che, tra il 2003 ed il 2010 ha festeggiato 4 campionati, 3 Supercoppe di Spagna, 2 Champions League, un Mondiale per Club, una Supercoppa Europea ed una Supercoppa di Spagna. Non c'è tempo per i ricordi, la testa si abbassa e ritorna a guardare l'erba. Manca poco al fischio d'inizio, ci si dirige verso il cerchio del campo, pronti a stringere la mano all'arbitro spagnolo Izquierdo e a Andres Iniesta, il compagno di una vita, il giovane fenomeno diventato (ormai) un grande giocatore e capitano del Barcelona. Le ultime indicazioni ai compagni, si prende posizione sul campo, il suo numero 4 è al centro della difesa del Leon, la fascia da capitan salda sul braccio sinistro, il sorriso stampato sul volto, e lo stesso sorriso accoglie e scherza con il grande amico Lionel Messi. Si parte. La partita, alla fine, dice Barcellona-Leon 6-0, a segno Messi, Neymar (doppietta), Munir (doppietta) e Sandro Ramirez. 51 minuti in campo per Rafa Marquez, prima di salutare tutti e tornare a Verona, per far diventare "Gran" anche l'Hellas.

Il numero 4 gialloblù rientrerà in città nella giornata di martedì 19 agosto e non sarà convocato per il test match internazionale contro lo Shakhtar Donetsk. Sarà nuovamente a disposizione dell'allenatore Andrea Mandorlini a partire da mercoledì 20 agosto.
Ufficio Stampa

Marquez: "Sono un vincente, qui per sognare"
Postata il 08/08/2014 alle ore 12:40
Verona - Le dichiarazioni del nuovo difensore gialloblù, Rafael Marquez, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione.

PERCHE' HO SCELTO IL VERONA
"Sono molto contento per l’interesse che ha dimostrato l’Hellas Verona nei miei confronti. La motivazione è chiara, tornare in Europa, in uno dei campionati più importanti al mondo. Sono stato molto sorpreso dall’accoglienza ricevuta, incredibile, questo mi dà ancora maggiore responsabilità e carica nell'essere qui. Tutti mi hanno parlato di Verona come una città bellissima, tra le più importanti d’Italia. Anche i tifosi hanno avuto parte del merito, hanno molto a cuore questa squadra e sono molto calorosi come ho potuto vedere ieri al mio arrivo. Un’altra chiave è stato ciò che in poco tempo ha fatto in Italia la società del Verona. Ho firmato un contratto a cifre più basse di quelle che percepivo in precedenza, volevo solo tornare in Europa e giocare con l'Hellas, i soldi non sono stati importanti in questa scelta. Il Verona non è stato l’unico club a cercarmi, ma mi ha convinto l’offerta dell’Hellas e quindi sono venuto qui. Altri grandi difensori che hanno giocato in Serie A? Ad esempio Paolo Maldini, che è sempre stato un punto di riferimento per me".

LA MIA NUOVA SQUADRA
"Toni? Sarà molto speciale giocare con lui, ha tanta esperienza e ha fatto un’ottima stagione l’anno scorso, e così voglio fare anche io. Non è importante per me essere il capitano, ma quello che riuscirò a esprimere in campo. Ho parlato con l’allenatore e il modulo sarà lo stesso dello scorso anno e starà a me inserirmi al meglio in quel contesto. Cercherò di ripetere ciò che ho fatto in passato coi club e con la Nazionale messicana. Perché ho scelto il numero 4? E’ da tempo il mio numero, non riesco a pensarmi con un altro. Lo porto fin da bambino. Voglio inserirmi nella tattica del Verona per aiutare a migliorare la fase difensiva. Il campionato italiano è tra i più difficili, ci sono molte squadre allo stesso livello e questo è diverso da altri paesi. Sono molto esigente, sia con me stesso che con i miei compagni".

I MIEI OBIETTIVI CON QUESTA MAGLIA
"Vorrei affrontare Balotelli, è un giocatore con qualità uniche che non ho ancora avuto modo di incontrare. Questa è una nuova sfida per me, tornare ad alti livelli in Europa nonostante. Sento molto la responsabilità, sono al 100% delle mie possibilità e voglio ottenere più vittorie possibili. Salvezza? Quando sono arrivato in Messico al Leon mi trovavo in una squadra da poco tempo nella massima serie come il Verona. Anche lì l’obiettivo principale era rimanere in prima divisione, e invece siamo diventati campioni due volte di seguito. Lo stesso obiettivo lo avremo qui. Non sono venuto solo per la salvezza ma per fare qualcosa in più, non so se vinceremo lo Scudetto ma punteremo sempre al massimo. Voglio chiarire che non ho detto che vinceremo il campionato, ma ci sono tante squadre che lotteranno per vincerlo come Napoli, Roma e Juventus. Il primo obiettivo è la salvezza, ma voglio vincere il più possibile. La mia mentalità è sempre stata vincente, prima ho i miei sogni, poi lavoro per realizzarli".

IL LEON, IL BARCELLONA E LA NAZIONALE
"Trofeo Gamper? Faceva parte della trattativa poter giocare quell’ultima partita col Leon contro il Barcellona, sarà il mio addio a quella che è stata la mia squadra finora. Non ho ancora potuto parlare con Guardiola, ma ci sarà modo di vedersi qui in Europa. Nazionale? Ho parlato con Miguel Herrera, il commissario tecnico, se sarò ancora all’altezza vorrò sempre giocare nella Nazionale messicana".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Marquez-Verona, Alberti e Arquilla: "Vi sveliamo i retroscena"
08.08.2014 15.38 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Rafa Marquez in Italia. Un colpo da sogno, per la Serie A, messo a segno con una mossa da re del mercato dal ds dell'Hellas Verona, Sean Sogliano. Il retroscena lo raccontano gli intermediari dell'operazione, Alessandro Alberti e Angelo Arquilla, in esclusiva per Tuttomercatoweb.com. Parte Alberti. "Il nome di Marquez era già presente negli uffici di Sogliano già prima del nostro arrivo, non aveva mai fatto mistero dell'interesse. Era già oggetto del desiderio, poi il 29 luglio siamo stati nella sede dell'Hellas sino a notte fonda e Sogliano ci ha firmato il mandato. Dopo tre ore eravamo già in volo per il Messico: Angelo conosce molto bene Marquez, sin dai tempi del Monaco".

Conferma, Arquilla?
"Sì, nel 2002 dovevo portarlo già alla Roma. Rafa è un grande campione, diciamo che viene con più di dieci anni di ritardo -spiega-, ma ha accettato l'Italia senza dubbi. E' una nuova sfida per lui: l'età non è un problema, ha esperienza ed è un valore aggiunto per il Verona ma avrebbe potuto esserlo anche per una big. La Lazio ci ha provato ma tutti siamo stati molto corretti. Ed ha grandi motivazioni, lo ripeto, per lui è una nuova sfida".

Ripartiamo, Alberti, con il racconto?
"Certo. Siamo stati a Leon, a casa del giocatore. Abbiamo parlato a lungo con Rafa, anche a cena, poi con telefonate nella notte verso l'Italia. Ci ha dato la disponibilità di massima, senza parlare di soldi proprio perché convinto dal progetto".

E dalla durata, no?
"Già: due anni con opzione per il terzo, segno tangibile del progetto Hellas intorno a Rafa. Da lì è venuto anche il Verona, anche se avevamo comunque il mandato, per dare ancor più forza all'offerta. Ci siamo accordati su tutto e poi firmato l'accordo. Io ed Angelo ci dividiamo tutto, al 50%, nel lavoro, ma grande merito va dato anche a Marquez, alla sua serietà, alle intuizioni di Sogliano ed al suo tempismo oltre che alla correttezza del Leon. Una grande operazione".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


08.08.2014
Rafa Marquez, bagno di folla «Voglio vincere col Verona»
"Voglio vincere col Verona. Trasmettere la mia mentalità al gruppo. E giocare con Toni sarà uno stimolo in più". Rafa Marquez accende l'Hellas. Presentazione da tutto esaurito al Bentegodi. La stella messicana merita le attenzioni del mondo. "Mi sono decurtato l'ingaggio per ritrovare il calcio europeo, era quello che volevo. Partiamo per salvarci - ha sottolineato Marquez -, anche così era al Leon ma poi abbiamo vinto il campionato. Voglio raggiungere la miglior posizione possibile". Marquez stasera sarà in Austria col resto del gruppo e volerà in Inghilterra per l'amichevole di domani col Burnley. Il 18 agosto Marquez giocherà il torneo Gamper di Barcellona, prima di rientrare a Verona.
Alessandro De Pietro

07.08.2014
Marquez, prime ore a Verona «La vita è continuo rischio»
Prime ore a Verona per Rafa Marquez, nuovo acquisto dell’Hellas atterrato in Italia ieri sera e stamattina alle prese con le visite mediche. Marquez dopo un giro in sede oggi pomeriggio verrà presentato alla città con un saluto ai tifosi dalle scale di Palazzo Barbieri.

«Life is all about taking risks. If you never take risks, then you'll never know what you're capable of». Dopo l’atterraggio di ieri sera Marquez ha ritwittato una celebre frase di Michael Jordan, il più grande cestista di tutti i tempi. «La vita è un continuo rischio. Ma se tu di rischi non ne prendi mai saprai di cosa sei davvero capace», Un riferimento evidente all'inizio della nuova avventura all'Hellas per l'ormai ex centrale difensivo del Leon, per sette anni leader del Barcellona.

FONTE: LArena.it


10:53 | giovedì 07 agosto 2014
Sky: Verona, visite mediche per Marquez
Il messicano arriva dal Leon: ha già scelto la maglia numero 4

CALCIOMERCATO LEON MARQUEZ HELLAS VERONA - E' quasi ufficiale l'acquisto da parte dell'Hellas Verona del difensore Rafa Marquez: il capitano del Messico arriva dal Leon, manca in effetti solo il comunicato. Ieri il giocatore ha già parlato da difensore del Verona, ma come riferisce Sky Sport solo adesso si sta sottoponendo alle visite mediche di rito con il club scaligero.

NUMERO FORTUNATO - Terminate le visite mediche, tra qualche ora, l'ex Barcellona firmerà ufficialmente il proprio contratto con il Verona. Nel mentre Marquez avrebbe anche comunicato il numero di maglia scelto per la prossima stagione: si tratta ovviamente del 4, il suo numero prediletto e quello che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera. Siamo in attesa degli ultimi aggiornamenti.

FONTE: CalcioNews24.com


ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona, visite mediche per Marquez. Ha scelto la 4
07.08.2014 10.42 di Tommaso Maschio
Secondo quanto riportato da Sky Sport il difensore Rafa Marquez starebbe in queste ore sottoponendosi alle visite mediche con l'Hellas Verona, suo prossimo club. Il capitano della nazionale messicana avrebbe inoltre già scelto il numero di maglia per la sua nuova avventura. Si tratta del numero 4 che lo ha accompagnato a lungo nella sua carriera.

SERIE A
El gran Capitan a Verona, basta l'esperienza
06.08.2014 07.15 di Andrea Losapio Twitter: @losapiotmw
Rafa Marquez ha carisma ed esperienza, questo è innegabile. E ha giocato un Mondiale ai limiti della perfezione, sbagliando pochissimo. L'unico vero e proprio errore l'ha commesso su Arjen Robben, all'ultimo minuto dell'ottavo di finale contro l'Olanda: un'entrata al limite del regolamento, sanzionata con il rigore. Forse, per uno della sua bravura, aspettare il movimento del calciatore del Bayern - costretto a rientrare sul sinistro da tutta la carriera - lo avrebbe portato ad anticiparlo e non commettere fallo. O, comunque, non dare nemmeno l'impressione di avere sbagliato.

El Gran Capitan arriva in Italia a 35 anni suonati, dopo una carriera passata tra Monaco e Barcellona - dove ha vinto due Champions League - e tra difesa e centrocampo. Perché in grado sia di proteggere la retroguardia mettendosi a schermo (potrebbe essere utile nel 4-3-3 di Mandorlini) sia di interpretare il ruolo di difensore centrale, a tre o a quattro. Un buon jolly difensivo per una squadra che l'anno scorso giocava molto offensiva, e forse necessitava di uno "stabilizzatore", di un'ancora in mezzo.

È però un segno dei tempi il fatto che le italiane cerchino giocatori ultratrentenni per dare compattezza ai propri reparti difensivi. Yepes ha rifiutato la Sampdoria, a 38 primavere, e Marquez arriva: bastano esperienza e carisma per giocare in Serie A? Probabilmente sì, e non è un buon segno.

RASSEGNA STAMPA
Hellas, Il Corriere di Verona celebra Rafa Marquez: "Campione assoluto"
06.08.2014 08.53 di Marco Frattino
"Campione assoluto". Con questo titolo l'edizione odierna de Il Corriere di Verona celebra l'ingaggio di Rafael Marquez (35), centrale difensivo messicano reduce dal Mondiale in Brasile con la sua nazionale e dall'esperienza col Club Leon. L'ex Barcellona - che ha vinto tutto nel corso della sua carriera - si rimette dunque in gioco tra le file dell'Hellas per tentare l'esperienza in Serie A prima di appendere le scarpette al chiodo: il quotidiano svela che Marquez arriverà in giornata in Italia, di seguito le visite mediche e la formalizzazione dell'operazione. I documenti con le firme sono pervenuti via fax dal Messico alla sede del Verona, in via Belgio, intorno alle 5 di ieri mattina. Rafa ha siglato un biennale e percepirà un milione netto a stagione.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


MARQUEZ ALL'HELLAS: ECCO COME E' NATO IL COLPO
Una pazza idea, diventata realtà. Rafa Marquez a Verona è una notizia che ha fatto il giro del globo. Per i messicani Marquez è un giocatore simbolo, il Kaiser del Michoacan, uno dei 31 stati messicani, bagnato dall'Oceano Pacifico.
Marquez è un giocatore di valore planetario. Titolatissimo: ha vinto ovunque. Il campionato francese col Monaco nel 1999-2000, la Supercoppa di Francia (2000), una coppa di Lega francese (2002-2003), quattro campionati spagnoli con il Barcellona (2004-2005, 2005-2006, 2008-2009, 2009-2010), tre supercoppe di Spagna (2005, 2006, 2009), una Coppa di Spagna (2008-2009), il campionato di apertura e clausura in Messico con il Leon (2013). E poi a livello internazionale: 2 Champions League (2005-2006, 2008-2009), una Supercoppa europea (2009), una Coppa del mondo per club (2009). Con la nazionale messicana ha vinto 1 Confederations Cup nel 1999 e due Gold Cup (2003-2011).

E' stato però vedendo una gara ai recenti mondiali messicani che al presidente Setti è venuta l'idea di prenderlo per l'Hellas. Una telefonata al ds Sogliano e Marquez è diventato un giocatore gialloblù. Una trattativa non semplice. Perchè un giocatore del genere non lo conquisti con l'ingaggio, ma offrendogli uno stimolo, un obiettivo. Sogliano ha lavorato dapprima ai fianchi, scegliendo l'interlocutore giusto. Non facile quando hai davanti un calciatore sudamericano. Spiega Sean, ridendo: "In Sudamerica hai sempre sei o sette interlocutori. C'è il procuratore, l'amico del procuratore, il procuratore falso, l'amico del giocatore, il fratello, il papà...". Ma poi un giocatore lo devi vedere in faccia. Sogliano era pronto anche a fare un blitz in Messico per riuscire a strappare il sì di Marquez. Ma non ce n'è stato bisogno. Sicuramente ha avuto il suo effetto su Marquez la destinazione italiana e veronese in particolare. L'entourage si è sicuramente informato e la città ha fatto la differenza. Come ha fatto la differenza che questa stessa scelta l'abbia fatta nella scorsa stagione un top-player come Luca Toni. Con i risultati che abbiamo visto. Tra fuoriclasse e campioni assoluti la lingua è universale. Non c'è nemmeno bisogna di parlarsi.

Incredibile l'impatto mediatico che la notizia ha suscitato. L'Hellas Verona e la città scaligera sono finiti in tutti i notiziari del continente americano: ne hanno parlato i maggiori quotidiani e tutti i grandi network sportivi: da Espn alla Cnn. In pochi minuti su twitter il trasferimento di Marquez in gialloblù è stata la notizia più twittata e commentata. Marquez dovrebbe arrivare in città domani. E giovedì sarà presentato probabilmente alla stampa e poi alla città.
GIANLUCA VIGHINI

RAFA MARQUEZ, CHE COLPO!
SETTI SOGNA IL TONI BIS

04/08/2014 10:24
Pensi a Rafael Marquez, nato il 13 febbraio 1979 a Zamora, e sogni ad occhi aperti: la carriera è un lungo elenco di successi. A Barcellona vinse tutto e se ne andò da trionfatore, rescindendo il contratto quando era ancora all'apice della carriera. Campionato, Champions League, l'innata dote di essere un leader. Il capitano del Messico, viene ritenuto in patria uno dei migliori giocatori di sempre. Paragonabile all'Hugo Sanchez, protagonista (con gol) anche nel mondiale 2014. Un'infinita carriera che ora potrebbe continuare a Verona. Sia chiaro: resta un sogno. Un piccolo sogno che Setti ha acceso proprio davanti alla tv, guardando i mondiali. E se fosse lui il grande colpo del Verona? Il presidente lo ha mormorato a Sogliano che, preso dal Sacro Furore del mercato, ha iniziato a lavorarci in sordina, di nascosto. Sean sta preparando il blitz, perchè, come sempre, vuole vedere in faccia il giocatore prima di decidere. Fu così anche con Toni e poi sappiamo com'è andata. Ma prima bisogna creare i presupposti. Perchè un giocatore del genere lo agganci vendendogli un obiettivo, non con l'ingaggio (che pure è una parte importante). Scherza Sogliano: "Negli ultimi anni mi sembra di essere diventato Cicerone, tanto parlo di Verona e delle sue bellezze ai giocatori..." dice. Vuol dire che il marchio Verona funziona nel mondo, città splendida, tifosi meravigliosi, stadio e squadra al top. Scelte che (Paulinho a parte...), hanno ancora un senso per chi (come Marquez) ha vinto tutto e vuole togliersi altre soddisfazioni, giocando in una città meravigliosa. Dopo Toni, il Verona coltiva l'idea di un altro personaggio di spessore mondiale da portare a spasso tra la Bra e l'Arena. Che squadra sarebbe l'Hellas con Marquez in difesa e Toni in attacco? Sogliano lo spiegherà a Marquez, quando lo incontrerà. Se il sogno sarà realtà lo sapremo tra qualche settimana...
GIANLUCA VIGHINI

FONTE: TGGialloblu.it

PRIMA DI VERONA +   -   =
Fundación Rafa Márquez "Fútbol y Corazón”
Fundación Rafa Márquez "Fútbol y Corazón” works to promote the integral development of at-risk children and youth from low income communities through the implementation of its comprehensive Nutrition, Education and Sport (NED) program. Each day, Fundación Rafa Márquez serves nearly 1,000 children in its four centers in states of Michoacán, Coahuila, and Jalisco. To that end, a fund has been set up with The Resource Foundation to receive donations in support of the NED program.
Through its signature NED program, Fundación Rafa Márquez (FRM) offers alternatives to gang membership and drug use, while also providing access to nutrition, educational reinforcement, and recreational activities, all of which serve to prepare Mexico’s next generation to build a better society.

FRM’s work is focused in three main areas:
Nutrition: FRM centers provide quality food to combat burgeoning dietary problems, such as obesity, poor nutrition, and eating disorders. This improves children’s and youth’s physical and intellectual performance.

Education: The centers provide support and educational reinforcement program to decrease the dropout rates, which caused by a variety of economic, family and psycho-social factors.

Sports: This component promotes healthy lifestyles by using sport as a tool for human development while also fostering teamwork, discipline and integrity.
To learn more about Fundación Rafa Márquez "Fútbol y Corazón,” the NED program, and how you can support its work, please contact The Resource Foundation at 212-675-6170. Donations may be made to FRM through The Resource Foundation by clicking here.

FUNDACIÓN RM
¿QUIENES SOMOS?
Somos una fundación que nace en julio de 2005, después de un evento de recaudación de fondos llamado “Clínicas de fútbol Rafa Márquez”. Comenzamos con la intención de depositar un granito de arena en contra de la delincuencia que envuelve a nuestro país; comenzamos con la intención de ofrecer mejores opciones de vida a personas que habitan en comunidades marginadas, personas que en muy pocos años estarán liderando el rumbo de nuestra sociedad.

¿QUÉ HACEMOS?
En Fundación Rafa Márquez promovemos el desarrollo integral de los niños y niñas de comunidades marginadas en distintas comunidades del país, con la finalidad de ayudar a mejorar su calidad de vida trabajando siempre para que tengan igualdad de oportunidades y alejarlos de los vicios sociales como el alcoholismo, drogadicción, prostitución infantil, abuso, etc.

¿CÓMO LO HACEMOS?
La manera de colaborar con nuestros niños es a través de nuestro programa NED (Nutrición, Educación y Deporte). Proveemos alimentación de calidad, proporcionamos las herramientas necesarias para disminuir la deserción escolar y, al incentivar el deporte, evitamos la ociosidad y los hábitos negativos. En Fundación Rafa Márquez también promovemos los valores de integridad, honestidad, respeto y confianza.

¿CÓMO NOS SOSTENEMOS?
Como fundación, operamos y ayudamos gracias a los donativos que recibimos mensual o anualmente. Estos vienen de empresas, de instituciones, pero, sobre todo, de seres humanos que están comprometidos con el desarrollo de su país, con el sano, equilibrado y digno crecimiento de los niños más desprotegidos.

¿CÓMO PUEDO AYUDAR?
Es muy fácil aportar a la fundación; puedes hacerlo a través de aportaciones económicas, patrocinios o siendo un hermano mayor. Ser un hermano mayor consiste en ayudar específicamente a uno de nuestros niños; dándole seguimiento, conociendo su perfil, compartiendo correspondencia y apoyándolo mensualmente con un donativo.

FONTE: RafaMarquez.org


Éxito Rafa
07/ago/2014

El Club León agradece a Rafael Márquez su entrega y profesionalismo el tiempo que estuvo en nuestra institución donde se lograron dos títulos de liga, participación en copa libertadores y liga de campeones de Concacaf.

Estamos seguros que Rafael Márquez ya forma parte de la historia exitosa de este gran Club.Es decisión del jugador buscar nuevos retos, por lo que Rafa se encuentra viajando en estos momentos.

Le deseamos el mayor de los éxitos en su nuevo Club en la liga italiana Hellas Verona.

Rafael Márquez siempre tendrás las puertas abiertas en nuestro club.

Te deseamos el mayor de los éxitos.

Directiva del Club León F.C

FONTE: ClubLeon-FC.com


Rafael Márquez iguala a Cuauhtémoc Blanco al marcar en tres mundiales
EFE 24/06/2014 02:26
José Antonio Torres
Recife, 23 jun (EFE).- El defensa Rafael Márquez igualó hoy el récord del delantero Cuauhtémoc Blanco que en su carrera marcó en tres mundiales.
El exjugador del Barcelona abrió el camino de la victoria mexicana sobre Croacia por 1-3 y se declaró convencido del deseo de la selección mexicana de "hacer historia" en Brasil.
"La frase importante del grupo es hacer historia y vamos paso a paso, partido a partido, trabajando con humildad", manifestó Márquez tras la victoria del Tri en Recife que le garantizó el segundo puesto del grupo A y un duelo en octavos de final contra Holanda.
Márquez ya había marcado goles en la Copa del Mundo de Corea del Sur-Japón 2002, Alemania 2006 y Sudáfrica 2010.
Blanco tres, un en Francia'98, otro en 2002 y el otro en 2010.
Márquez es el mexicano con más partidos en mundiales, quince, hasta el jugado hoy con Croacia en Recife.
El exjugador del Barcelona y doble campeón con el León de México, fue declarado el mejor del partido contra Croacia, la tercera ocasión que un jugador mexicano lo recibe en la Copa del Mundo.
Giovani dos Santos frente a Camerún y Guillermo Ochoa contra Brasil recibieron esa misma distinción de la FIFA.
Márquez sostuvo que confía en que México mantenga el nivel que ha exhibido hasta ahora, con dos triunfos y un empate, en la segunda ronda donde le espera un partido "muy difícil".
El capitán mexicano dijo que trabajar con el técnico Miguel Herrera y sus compañeros es muy agradable porque a comparación de otros ciclos, existe una unidad que es la principal baza de la selección.
"Nos llevamos muy bien todos, se han unido y eso hace que trabajes con comodidad, con alegría, consciente y con responsabilidad. Nos hemos puesto metas y proyectos que vamos consiguiendo", declaró.
El técnico Herrera destacó la figura de Márquez como un jugador que desde que tomó el banquillo sabía que tenía que estar en la selección y en la Copa del Mundo por su capacidad de liderazgo en la cancha.
"Está cumpliendo con creces. Es el único que lleva cuatro mundiales como capitán, ha anotado en cuatro Copas del Mujndo, ha conseguido muchos logros, tiene el liderazgo, por algo (sus compañeros) lo llaman el patrón", puntualizó el seleccionador.

FONTE: MundoDeportivo.com


WORLD CUP
Despite a Wayward Journey, Márquez Is a Rock for Mexico
World Cup 2014: Rafael Márquez Sets Mark as Mexico’s Captain
By ANDREW KEH JUNE 16, 2014

NATAL, Brazil — With one arm folded across his chest, Rafael Márquez of Mexico stood in the pouring rain and belted out his country’s national anthem. Moments later, he was cruising around the drenched field, influencing play in his typical subtle ways, helping lead his team to a 1-0 victory over Cameroon.

Afterward, in a suit and tie, with flecks of gray visible in his sideburns, he answered questions from reporters with a familiar calm.

There may not have been much fanfare during that game here on Friday, but Márquez, 35, had revised the record book, becoming the first player in the 84-year history of the World Cup to have worn a captain’s armband at four consecutive tournaments.

It was a giant achievement on its own, a symbol of Márquez’s stature and longevity. But it was even more impressive given how unlikely it seemed just a short while ago.

In 2012, the Red Bulls released Márquez by mutual agreement after deciding they were better off without him. As he returned to Mexico to play in León, his international career seemed finished, too; he was in the midst of a 15-month period without a call-up to the Mexican national team.

On Friday, an American reporter asked Márquez if, having been written off by many, he had ever doubted he would be at another World Cup. Márquez, a capable but sometimes reluctant English speaker, tilted his head.

“Well, I’m here,” Márquez said. “Nobody gave me this, like a gift. I worked a lot to be here.”

If Márquez, a sophisticated and technically brilliant defender, is not the best player in Mexico’s history — in his countrymen’s eyes, Hugo Sánchez still probably holds that title — he is certainly the most decorated.

After starting his professional career at age 17 with the Mexican club Atlas, Márquez moved to France and won a league title with A.S. Monaco. In 2003, he signed with Barcelona, and he spent seven seasons with the club during a time when it was widely considered one of the best in history. There, he won two Champions League titles and four Spanish league championships.

“For Mexicans, it was something to brag about, knowing a Mexican was playing in the best club in the world,” said William Yarbrough, 25, a León teammate who watched Márquez on television while growing up in Aguascalientes, Mexico. “He gets mobbed at airports, but he signs every autograph and takes every picture, as many as he can.”

The shine dimmed when he signed to play in Major League Soccer just after the 2010 World Cup. The Red Bulls gave him a contract worth $4.6 million per season, but internally, the club harbored some worries about marketing him to its fans.

Even Mexican fans will acknowledge that Márquez, for all of his elegance on the field, has a perplexing tendency for violent outbursts, which have often been directed at American players. The Red Bulls figured he might get an unusually short leash from the public. Márquez ultimately reaffirmed many of the preconceived notions about him, often in ridiculous fashion.

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Márquez started a brawl during the 2011 playoffs when he threw a ball at Landon Donovan of the Los Angeles Galaxy, drawing a red card and a two-game suspension. His M.L.S. tenure ended, somewhat appropriately, after he received another red card, in the 2012 playoffs. (The Red Bulls then negotiated the buyout of his contract.)

Over his two-plus seasons in M.L.S., he played in only about half his team’s games because of injuries and suspensions. He did not interact much with his teammates, who privately found him aloof. The physicality of the M.L.S. game clearly did not suit him; he always looked a step slow.

In another disastrous incident, he publicly criticized his teammates after a bad loss, saying they were not on his level. That created tension in the locker room that took weeks to dissolve and earned him a suspension from the team.

“He was painted as a villain, but he’s no different than all the other top players in the world, doing whatever it takes to win,” said Tim Ream, a former Red Bulls player whom Márquez singled out for criticism. “Even at 33 or 34, I think it was all still a learning experience for him.”

Márquez said in an interview with ESPN Deportes last month that going to play in the United States was “a bad decision.” He said that he had misjudged the arc of his career, believing it was declining faster than it was, and that he regretted declining offers from European clubs.

Márquez already seemed out of the national team picture when he began playing for León. But the national team struggled under José Manuel de la Torre, the coach at the time, while Márquez was having a stirring revival, leading León to its first title in Mexico’s top league in more than two decades.

“Always I want more and more and more,” Márquez said Friday. “I’ve tried to do my best. I tried to do my best for the team. That’s everything.”

With Mexico in danger last year of failing to qualify for the World Cup, de la Torre and his successor, Luis Fernando Tena, were fired. Márquez was finally invited back to the team by Victor Manuel Vucetich, Mexico’s third coach in 2013. Vucetich was ultimately released, too, but Márquez remained on the team under Coach Miguel Herrera.

After Mexico secured a World Cup berth, Herrera singled out Márquez in January as the only player with a surefire spot on the World Cup roster. The show of faith completed a stunning two-year turnaround for Márquez.

“Today, Márquez is the single most important leader in our national team,” said Alfredo Domínguez Muro, a soccer commentator in Mexico.

It is clear in Brazil that small bruises from the rough qualification campaign linger, and the Mexican team’s main shortcoming could be that it has not had much time to coalesce. This, many point out, makes Márquez’s presence all the more crucial.

“He’s a man with experience and a man who knows how to talk with us,” defender Miguel Layún said. “It’s really important, the job he has at this World Cup.”

Mexico, which will face Brazil on Tuesday in Fortaleza, has adopted the phrase “make history” as a sort of World Cup mantra.

But Márquez has already done it.

FONTE: NYTimes.com


Rafael Marquez makes history by captaining Mexico in FOURTH World Cup as they take on Cameroon in Natal
-35-year-old led Mexico out against Cameroon in World Cup opener in Natal
-Marquez was Barcelona player when he first captained country in 2002 finals aged 23
-Also skippered side in 2006 in Germany and 2010 in South Africa
-Now plays for Leon in the Mexican league

By ADAM SHERGOLD
PUBLISHED: 17:06 GMT, 13 June 2014 | UPDATED: 01:03 GMT, 14 June 2014
Rafael Marquez made history on Friday by becoming the first player to captain his nation in four World Cup tournaments.
The 35-year-old led Mexico out for their opening Group A fixture against Cameroon in Natal to set the new record after previously competing in the 2002, 2006 and 2010 finals.
Former Barcelona and Monaco centre-back Marquez, who now plays for Leon in his homeland, made his international debut way back in 1997 and collected his 121st cap in the Cameroon match.

He was first handed the captain's armband by Javier Aguirre in the 2002 finals at the young age of 23 and started in all four matches before they lost 2-0 to the United States in the last 16.
It was not an occasion Marquez would care to remember - he was shown a red card for a deliberate mid-air headbutt on Cobi Jones late in the match.
At the 2006 World Cup in Germany, Marquez played in all three of Mexico's group matches and scored the goal in their 2-1 loss to Argentina in the second round.

He had left Barcelona for the New York Red Bulls by the time of the 2010 tournament in South Africa but was still given the captain's armband.
Marquez scored in their 1-1 draw with the hosts and assisted in Javier Hernandez's strike in the 2-0 win over France, before Mexico were once again eliminated by Argentina in the knockout stages.
Despite few tipping Mexico to advance to the latter stages of the tournament in Brazil, Marquez is confident Mexico can make an impact.

'This is a window for all of us, for many of the players it's a huge opportunity to raise their level and for others to see us play,' he said.
'You don't get many chances to do that. That's what I always tell the lads.
'Our group is strong and in our minds we believe we can make it all the way to the final and make history.'

FONTE: DailyMail.co.uk


Rafael Márquez, la resurrección del Kaiser mexicano
[Brasil 2014]
Por AFP
10/06/2014 - 09:16 AM
Santos.- Desterrado en 2012 de la selección de México, el veterano defensa Rafael Márquez parecía que se encaminaba a un plácido retiro pero las turbulencias en el Tricolor le han dado una última oportunidad para ser el líder que necesita en el Mundial.

A los 35 años, el excentral del FC Barcelona y Mónaco sigue siendo señalado por una parte de la afición mexicana por algunas expulsiones en momentos clave con la selección.

Pero el técnico Miguel Herrera está convencido de que un equipo joven como el suyo no puede permitirse dejar en casa a un jugador de esa experiencia, con cuatro Mundiales a sus espaldas.

El zaguero es el jugador mexicano que acumula más partidos mundialistas con 12, por delante del exarquero Antonio Carbajal, que jugó cinco Copas del Mundo.

"Traer a Rafael Márquez ha sido un impacto importante en los muchachos, es un tipo al que sus compañeros respetan mucho y lo ven como un líder natural", ha recalcado Herrera.

El técnico, que fue contratado para clasificar a Brasil-2014 en el repechaje tras un calamitoso hexagonal, le ha dado los galones de capitán y ha dispuesto un esquema defensivo a su medida.

Ahora juega en la posición de líbero con dos centrales a sus lados para aprovechar su limpia salida de balón y su pase en largo.

"Rafa Márquez es el mariscal, el comandante en jefe, es el tipo mas inteligente, más lúcido, más técnico", sentencia para la AFP el exdelantero mundialista mexicano Luis García.

El técnico confía en que, en su cuarto y último Mundial, Márquez no vuelva a dejar al equipo con 10 jugadores en el momento en el que más se le necesita.

El central vio una innecesaria cartulina roja en la derrota ante el archirrival Estados Unidos en los octavos de final de la Copa del Mundo de Corea y Japón-2002 y en la Copa de las Confederaciones de 2005 ante Argentina.

"Creo que llega en un muy buen momento, en buen ritmo, maduro y esperemos que siga demostrando su capacidad de líder, ese que queremos adentro de la cancha", sostuvo "El Piojo" Herrera.

- El mejor Márquez -
La carrera de Márquez dio un giro inesperado el año pasado. El jugador que ganó todos los campeonatos posibles con el FC Barcelona decidió marcharse a la liga estadounidense, elegida por muchas figuras para pasar sus últimos años a un menor nivel de exigencia.

En junio de 2012 el entonces seleccionador José Manuel de la Torre dejó de convocar a quien era capitán desde 2002, como parte de una estrategia para rejuvenecer el plantel.

Después de más de 100 partidos como internacional, en los que levantó una Copa de las Confederaciones (1999) y dos Copa Oro (2003 y 2011), la carrera en el Tricolor de Márquez ya se dio por finiquitada.

Pero a inicios de 2013 el defensa protagonizó un inesperado regreso al fútbol mexicano de la mano del modesto club León, en el que acababa de entrar como accionista Carlos Slim, uno de los hombres más ricos del mundo.

En los siguientes meses, Márquez mejoró el gris rendimiento que había mostrado en el New York Red Bulls y alcanzó un gran estado de forma llevando al León a conquistar los últimos dos campeonatos de liga mexicanos.

"Hace un año no estaba en buenas condiciones pero hoy me parece que no se le llama por su historial sino porque esta caminando de forma pulcra, excelente", le reconoció Luis García.

El mejor defensa de la historia de México tiene aún varios retos por delante. Ha renovado por un año más con el León y en Brasil-2014 seguirá engordando su récord de partidos jugados en Copas del Mundo.

FONTE: Zocalo.com.mx


Rafael MARQUEZ
Profile
(FIFA.com)
Rafael MARQUEZ
MEXICO
DEFENDER
124International Caps
16International Goals
35years old
184cm
FIRST INTERNATIONAL
Mexico - Ecuador 05 Feb 1997
DATE OF BIRTH
13 Feb 1979
CURRENT CLUB
Club Leon (MEX)

Without a doubt Mexico’s most influential defender of all time, come the 2014 FIFA World Cup Brazil™ Rafael Marquez is in line to become the first player ever to captain his national side at four consecutive editions of the global showpiece.

A veteran of over 100 senior caps for El Tri and a trophy-laden spell at La Liga side FC Barcelona, with whom he won two UEFA Champions Leagues and the FIFA Club World Cup, just two years ago few would have backed the versatile centre-back to be representing Mexico on Brazilian soil.

An up-and-down sojourn in the MLS had nudged the iconic No4 out into the national-team wilderness and, then aged 33, a return to the peak of his powers appeared unlikely. Yet it is when overcoming obstacles that true greats prove their worth, and that is precisely what El Gran Capitán went about doing.

Opting to return to his homeland to play for CD Leon, a six-month settling-in period was all Marquez needed to rediscover his flair for leadership as well as his form, to the extent that his new team clinched an against-the-odds Mexican championship triumph just 18 months after winning promotion.

It therefore came as no surprise when, with Mexico floundering on the road to Brazil 2014, coach Victor Manuel Vucetich and his successor Miguel Herrera both looked to Marquez to steady a ship he had captained for over a decade. As a result, fans will be able to continue to savour one of the finest players in Mexican football history.

FONTE: FIFA.com


Márquez considera que el Mundial de Brasil será el más complicado
Actualizado el 21 de mayo de 2014
Por Ángel Soto M. / ESPN Magazine

MÉXICO -- A lo lejos, el rostro de Rafael Márquez Álvarez parece no haber sufrido muchos cambios desde aquel año de 1999, cuando abandonó México abordo de un avión de Air France para volar alrededor de 10 mil kilómetros lejos de casa, al Principado de Mónaco. Entonces tenía 20 años y la distancia que más lo había alejado de su familia eran los poco más de 134 kilómetros que separan Guadalajara, donde jugaba con el Atlas, de Zamora, Michoacán, su ciudad natal.

Aquella odisea fue un renacimiento para el jugador. En Mónaco debió enfrentar otra cultura, un nuevo idioma y abrirse terreno en el futbol, un juego en el cual se desarrolló más rápido que sus propios sueños y lo llevó a subirse a un tren de vida con resultados fantásticos: campeón en la Liga de Francia, en España y en la Liga de Campeones.

Hoy, a 15 años de esos días, y ya frente a él, uno se da cuenta de que su modo de hablar es el mismo. Siempre pausado y de una misma tesitura, como atrapado en un largo bostezo. Su trato aún es cordial, educado y siempre atento hacia quien conversa con él. Sin embargo, cuando uno observa sus sienes con cabellos platinados, aquel joven de la primera impresión sólo es un recuerdo, quizá una distorsión óptica de quien esto escribe y por cuestiones generacionales siempre lo verá siete años menor.

Márquez Álvarez luce la madurez de quienes se acercan al final de su carrera. Su mirada no muestra los temores ni las ilusiones juveniles, por el contrario, exhibe los ojos de un padre, un esposo y un capitán. Vaya, Rafa, quien jugará su cuarta Copa del Mundo con México en Brasil 2014, no puede ni trata de ocultarlo: es un hombre cargado de responsabilidades.

¿Dónde se come mejor: en Michoacán, León, Mónaco, Barcelona o Nueva York?
[Risas] He tenido la fortuna de estar en ciudades donde la comida es realmente exquisita, pero, desde luego, mi favorita sigue siendo la mexicana, que no la cambio por nada. Siempre he sido orgullosamente mexicano y me siento muy feliz de haber nacido en este país.

El niño Rafael Márquez qué golosina compraba. ¿Se inclinaba por las frituras, lo enchilado, los caramelos, los chicles o los pastelillos?
Me siguen gustando mucho los Gansitos y los Choco Roles. Recuerdo que al terminar el día en la escuela siempre iba a la tienda a comprar alguno de estos postres que, hasta la fecha, son de mis favoritos.

¿Cuánto dinero le daban sus padres para gastar en la tienda del colegio?
¡Uf! No me acuerdo... Pero era lo justo y necesario para comprar mis golosinas.

Pero le tocaron los tiempos en que aún no le quitaban los tres ceros a la moneda, ¿no?
¡Sí, por supuesto! De hecho, recuerdo de alguna ocasión en la cual mi madre me dio un billete grande, no recuerdo de qué denominación, y me enviaron a la tienda a comprar cosas para la casa, pero por ir jugando lo perdí y me gané, además de la regañada, un buen castigo.

¿No será que Rafael Márquez era de los niños que no devolvían el cambio?
[Risas] ¡No, cómo crees! Lo devolvía siempre; nunca me lo guardé.

Aquella infancia en Michoacán hoy parece imposible para muchos niños. Es un estado muy golpeado por la violencia y la inseguridad. ¿Le duele eso?
A cualquier mexicano le lastima ver esto. En lo personal, como michoacano, me duele mucho ver como la situación se ha ido de las manos del gobierno estatal, primero, y posteriormente del federal. Ahora se intenta poder arreglar la situación y devolver paz a toda esta gente que realmente ha sufrido mucho durante bastante tiempo y vive con el legítimo deseo de poder trabajar con la seguridad de no ser extorsionados o saqueados o amenazados y volver a tener un estado fuerte y productivo. La verdad va a ser algo complicado y difícil sacar esto adelante y esperemos que poco a poco se solucione todo.

Cultura, una forma de vida, riqueza o diversión. ¿Qué es lo que más le ha dado el fútbol?
Me ha dado mucho aprendizaje y la oportunidad de conocer personas importantes, muchas de las cuales ahora son amigos míos. El futbol de alta competencia te permite viajar y abrir los ojos ante lugares maravillosos que nunca imaginé conocer. Además, como dices, por supuesto me ha dado un estatus social importante. Al final, el fútbol te da muchas cosas y queda en uno reconocerlas y aprovecharlas.

¿Y qué es lo feo del fútbol?
Sacrificas mucho tiempo lejos de tu familia. En muchas ocasiones no puedes compartir momentos importantes con tus seres queridos porque estás concentrado o de viaje. Los días de trabajo del futbolista son los fines de semana, y si juegas para un club importante, también llegas a tener ocupada la mitad de la semana.

Rafa Márquez
ESPN Magazine
¿Diría que el futbol le ha dado mucho, pero también le ha robado la vida?
Sí, desde luego, pero así es la vida misma: en ocasiones debemos sacrificar ciertas cosas a cambio de otras. El fútbol te roba mucho tiempo, incluso te llega a aislar del ritmo normal de la vida, pero la carrera del futbolista es muy corta y creo que ya habrá tiempo de vivir con cierta normalidad.

¿Qué es lo que más extraña Rafa Márquez de no ser Rafa Márquez, el famoso futbolista?
Quizá el tener la oportunidad de salir a cualquier sitio y caminar por la calle con la posibilidad de no ser abordado por gente preocupada por conocer todo lo que haces. Eso es lo que más se extraña de la vida que tuve antes de ser una figura pública.

¿El Rafael Márquez que abandonó México en 1999 para jugar en el Mónaco era más tímido? ¿En qué lo cambió este juego que al final de cuentas dictó el camino de su vida? ¿Le dio carácter y seguridad? Desde luego que competir en Europa me dio más personalidad. Jugar en países lejanos al tuyo te hace madurar más rápido, volverte responsable y disciplinado para poder conquistar tus sueños.

"Por qué hice esto..." ¿En algún momento se hizo esa pregunta?
Sí, por supuesto, pero el fracasar es parte de arriesgarse en busca de obtener cosas importantes. No existe el éxito sin riesgos. Sí, a veces tomé decisiones malas, pero esto te hace recapacitar y aprender para no volver a cometer el mismo error.

¿Cuál fue la peor decisión que tomó?
A lo mejor me adelanté mucho en los tiempos para irme a Estados Unidos. Fue un error porque pensaba en que mi carrera iba en descenso y al final me di cuenta de mi equivocación porque aún tenía mucho por dar en el ámbito competitivo. La verdad, en ese momento di prioridad a la posibilidad de estar en Nueva York y disfrutar esa oportunidad, aunque el nivel futbolístico de la Liga fuera mucho más bajo al de la Primera División de España. El problema fue que mi carácter no me lo permitió porque jugar ahí no fue algo que realmente disfrutara, pero, bueno, todo aquello es parte de una experiencia que me ha ayudado a conocerme mejor.

¿Cree que pudo haberse mantenido más tiempo con el Barcelona? Tenía un año más de contrato...
De haber sido conformista podría haberme quedado ahí el año que me restaba de contrato, pero iba a jugar muy poco y yo no deseaba eso. Sin embargo, sí me arrepiento de no haber continuado en Europa. Además, tenía ofertas importantes, sobre todo la de la Juventus, que era francamente apetecible, pero, al final, me decidí por la de Estados Unidos. Yo sabía que esto significaba bajar un par de escalones en el aspecto competitivo, pero, a cambio, deseaba disfrutar más tiempo a mi familia. Hoy admito que fue una mala decisión.

Mónaco, Barcelona y Nueva York... ¿En dónde resultó más complicada la adaptación?
En Mónaco. Era una cultura muy distinta, fue el cambio radical de Guadalajara al Principado, a otro lenguaje y otro tipo de costumbres. Adaptarme a eso fue difícil, pero, por fortuna, llegué a un equipo en el cual éramos varios latinos, además, algunos europeos también hablaban español, lo cual ayudó un poco. Lo importante fue que, a final de cuentas, deportivamente nos fue bien y eso facilitó muchas cosas.

¿A qué es más difícil acoplarse: a una nueva ciudad, a un nuevo vestuario o a la vida extracancha del futbolista, que se vuelve una especie de celebridad y es requerido para entrevistas, publicidad o sesiones fotográficas?
Es difícil la parte paralela a lo profesional porque tú empiezas en esto con la idea de jugar cada ocho días y triunfar, pero no te preparan para encontrarte repentinamente con que hay quienes comienzan a interesarse por tu vida privada, por buscarte para entrevistas, para fotografías o para obtener alguna declaración. Por supuesto lo más importante es la parte profesional, tu trabajo con el club para el cual juegas. Entonces, poco a poco debes adaptarte y aprender de lo otro porque la carrera conlleva a eso y debes estar listo para poder vivir acorde a las circunstancias.

Y para este juego extracancha, ¿se considera una persona tímida o más bien reservada?
Soy reservado. Es lo que aprendes a lo largo de estos años: primero debes anteponer una especie de escudo antes de tener la confianza de abrirte con las palabras. Sin embargo, también soy una persona muy directa; no me escondo nada y siempre trato de decir las cosas de frente, quizá por eso se me ha cuestionado en algunas ocasiones.

¿En qué momento rebasó sus sueños y reflexionó en que todo lo vivido quizá jamás se lo imaginó?
Todo fue muy rápido en mi carrera, ocurrió en cuestión de dos años porque yo jugaba ya en Tercera División y las cosas me iban bastante bien: ya jugaba con la Sub 17 y me comenzaban a convocar a la Sub 20. Es más, creo que en la Segunda División sólo jugué un partido porque ya me llamaban para el primer equipo donde fui titular desde el principio. Después vino la Selección Mayor, el Mundial Sub 20, aquella final con el Atlas... Honestamente yo no me di cuenta de que mi progresión fue mucho más veloz de lo que imaginé; yo sólo disfrutaba y aprovechaba el momento.

Si destacara cinco partidos a lo largo de su carrera, ¿cuáles serían?
¡Uf! Está muy complicado porque guardo en mis recuerdos más de cinco partidos... A ver, quizá serían todos los de mis debuts. El primer partido con el Atlas sería, sin duda, uno de ellos (2-2, el 19 de octubre de 1996, frente a los Pumas). También mi primer juego con la Selección Mexicana, que en ese entonces fue con 17 años (3-1, el 5 de febrero de 1997 contra Ecuador), mi estreno con el Mónaco (4-0, el 14 de agosto de 1999, contra el Bastia), por supuesto el primer día con el Barcelona (1-1, el 3 de septiembre de 2003, con el Sevilla como rival) y la primera vez que jugué el Mundial (1-0 , el 3 de junio de 2002, frente a Croacia).

¿Y cuál ha sido la mayor decepción deportiva?
Sin duda la derrota (0-2) en el Mundial de Japón y Corea (2002) contra Estados Unidos, partido desastroso en el que, además, salí expulsado por causa de mi carácter, que a veces me gana. Esa es la más dolorosa, además, por supuesto, de la caída frente a Argentina en el Mundial de Alemania 2006 (2-1 en tiempos extra), cuando México había hecho un gran partido y yo había anotado en el tiempo regular. Fue muy duro caer por aquel golazo de Maxi Rodríguez. Afortunadamente en mi carrera han habido más alegrías que decepciones.

Está en la antesala de jugar su cuarta Copa del Mundo, que se realizará nada menos que en Brasil. México llega tras un turbulento 2013 en el cual la eliminatoria fue un desastre y alojado en un grupo donde, además del anfitrión, están Croacia y Camerún. ¿Es el Mundial más complicado que le toca enfrentar?
Sin duda. Nos enfrentaremos a selecciones muy competitivas y el primer partido, frente a Camerún, será fundamental. Estamos en el grupo de Brasil, que independientemente de ser la selección de casa, siempre es un favorito para ganar los mundiales.

Imaginemos esta columna vertebral: Jesús Corona, Guillermo Ochoa u alguien más en la portería. Rafa Márquez, Carlos "Gullit" Peña y Oribe Peralta, con Miguel Herrera como guía... ¿México está en buenas manos para esta Copa del Mundo?
Miguel intenta hacer un gran grupo en lo competitivo, pero sobre todo con muchas ganas de trascender y hacer historia. Te repito, es el Mundial más difícil que me toca enfrentar, pero ¿por qué no intentar dejar huella? Este Mundial es para entregar el corazón y jugar con garra, porque la calidad sí la tenemos.

El director de las Selecciones Nacionales, Héctor González Iñárritu, dijo semanas atrás que se debe pensar en Miguel Herrera como el técnico de México en la Copa Mundial de Rusia 2018. ¿Cree que suceda lo que suceda en Brasil se debe apostar por esta continuidad?
Hemos visto que, en general, se entregan mejores cuentas cuando los ciclos son más duraderos. Veo complicado evaluar a Miguel por los resultados de este Mundial porque tiene muy poco tiempo al frente del equipo nacional. Sin embargo, con todo y eso, sí creo que en los partidos amistosos que hemos tenido el equipo ha demostrado buenos episodios de fortaleza, carácter y fútbol. Por supuesto debemos mejorar en varios aspectos, pero vamos por buen camino.

¿Cuál es el futuro de Rafael Márquez?
Trataré de ser un buen empresario y cosechar los frutos de todo esto que he hecho y poder vivir de ello. Por supuesto quiero seguir ligado al futbol ya sea como directivo, formador o en algo donde pueda compartir toda la experiencia acumulada a lo largo de mi carrera.

¿Qué da más satisfacciones, el futbol o saber que gracias a él puedes ayudar socialmente como lo hace con su fundación (www.rafamarquez.org), que ayuda a niños en comunidades marginadas?
Principalmente el fútbol, porque este deporte me ha colmado de alegrías y una de esas satisfacciones está en poder dar a quienes lo necesitan un poco de lo que tengo. Lograr lo que se está logrando ha sido un sueño para mí. Ahora buscamos abarcar más espacio de ayuda y poco a poco lo vamos logrando con mi fundación.

Cuénteme, ¿por qué Hugo Sánchez, el mejor artillero que ha tenido México, es el ídolo de un defensa central? Por qué no Franco Baresi, Ronald Koeman, Paolo Maldini o Franz Beckenbauer...
[Risas] Bueno... sí podría resultar extraño, pero no lo es tanto. Hugo Sánchez era nuestro ídolo nacional y lo veíamos cada fin de semana anotar goles con el Real Madrid. Es innegable que la posición en el campo es totalmente diferente, pero yo deseaba ser como él porque jugaba en Europa y yo también quería hacerlo y ser alguien importante. Ver a Hugo Sánchez fue una línea que seguí y eso, gracias a Dios, me ayudó a ser quien soy ahora.

Califica a Hugo Sánchez como un ídolo nacional. ¿Usted es un ídolo?
Eso es algo que jamás me detengo a pensar. La verdad no me interesa ser un ídolo, lo que me interesa es dejar huella como ser humano; que se me recuerde como una buena persona.

SUS ENTRENADORES
Ricardo LaVolpe: Mi máximo maestro. De él aprendí muchas cosas.
Didier Deschamps: Me descubrió en otra posición. Él me decía que me veía más condiciones de mediocampista de contención que de defensa.
Frank Rijkaard: Me dio la serenidad, tranquilidad y confianza para estar en un gran equipo como el Barcelona. Le estoy muy agradecido porque jamás desconfió de mí.
Pep Guardiola: Un perfeccionista que sabe explotar lo mejor de cada uno de sus jugadores. Sus equipos tienen sincronía de reloj, porque todos los jugadores dan lo mejor de sí mismos.
Javier Aguirre: Es un técnico muy motivador, que sabe hablar directo y tiene muy claro lo que pide hacer en el campo.
Chepo de la Torre: "No... Conviví muy poco tiempo con él y quizá no fue el suficiente para conocerlo bien".
Gustavo Matosas: Me devolvió la alegría de jugar fútbol. Depositó en mí su confianza para que recuperara mi calidad de juego.
Miguel Herrera: Él se acerca mucho al jugador y eso te abre la puerta para hablar directamente con él cuando veas algo bueno o algo malo en el equipo.

FONTE: ESPNDeportes.com


FOX SOCCER EXCLUSIVE
Rafa Marquez concludes MLS divorce
Kile McCarthy UPDATED MAY 21, 2014 7:00 PM ET

With the New York Red Bulls eager to ship him out and his reputation blemished after a poor spell in MLS, Rafael Márquez finally cut his losses and made the move he should have made when he left Barcelona after the 2010 World Cup.

He returned to Mexico.

The former El Tri captain concluded his two-and-a-half year spell with the Red Bulls on Thursday morning and struck a deal to join Liga MX side Club Léon later in the day.

By settling up the remainder of his deal with the Red Bulls, Márquez belatedly concluded his American nightmare. He leaves MLS with a full wallet and the realization that he should have looked past the paycheck as he contemplated his departure from top-flight soccer.

Márquez never came to grips with the task at hand and the terms of his agreement in Harrison. He never accepted the fact that he now shared the field with players of lesser technical ability (and Thierry Henry, of course). Like a few of his high-profile peers, he never embraced the implicit burdens of being a Designated Player – the unspoken off-the-field requirements to build the league and treat its executives, officials and players with respect – or figured out a way to make himself comfortable in his new situation. He never managed to solve his lingering injury concerns.

His own limitations and his scant influence on matches exacerbated the inherent issues. Márquez lacked the dexterity and the physical capabilities to cope with the peculiar rigors of MLS. Instead of excelling at a lower standard, he failed to adjust to its demands. Opposing players closed him down quickly when he featured in midfield and exposed his lack of pace when he operated in central defense. He bristled at his treatment and looked more like a liability than a lynchpin when he played.

The unexpected indignities contributed to his overt and unbecoming displays of petulance. Márquez belittled his teammates when he played poorly. He feigned ignorance of a language he knew well when he wanted to sidestep responsibility. He lashed out at opponents when his team couldn't defeat them. He scythed down quicker players when he couldn't catch them.

For a player of Márquez's ego, pedigree and talent, the entire scenario offered a humbling affront. And yet the situation persisted because both sides tied themselves to a deal which few, if any, other clubs could or would match. New York examined Márquez's expensive contract (he received $4,600,000 in guaranteed compensation in 2012, according to MLS Players Union documents) and permitted him to run amok for two and a half years instead of paying him off. It took yet another executive house cleaning and the appointment of no-nonsense Andy Roxburgh as sporting director to finally usher Márquez out the door.

Márquez's next destination appears far more suitable than his last one, though he will inevitably face questions about why he chose to sign with Léon instead of securing a return to boyhood club Atlas. The physical deficiencies exposed in MLS won't matter quite as much in a technical league more focused on dropping off in midfield and treasuring possession. His new club prefers an ambitious and dynamic approach that should suit Márquez's ample abilities nicely. Even at 33, Márquez possesses the necessary tools – the deft touch, the neat distribution out of the back and the raking diagonal balls on the counter – to thrive in such an environment.

Unfortunately for Márquez, this decision comes about two-and-a-half years too late. All of the money in the world cannot wipe away the stain created by the ill-fated spell with New York. Perhaps Márquez thought MLS would offer fewer challenges than it did or that he could easily overcome any hurdles by merely stepping onto the field. A quick glance toward the struggles former Mexico defender Duilio Davino faced at FC Dallas back in 2008 would have warned him that this particular move carried some risk.

Instead of buckling down to confront the potential problems with a modest dose of humility, he treated them with disdain and suffered the consequences.

Márquez will likely embrace the fresh start offered when Léon presents him on Friday. But, in the back of his mind as he listens to the praise showered upon him, he might just wonder how much his career and his reputation would have benefited if he had rejected the Red Bulls' overtures to play in a league that never suited him and chosen to take this step a couple of years ago.

FONTE: FoxSports.com


Márquez recrimina al Atlas por no valorarlo
"Creo que les debo una explicación a la afición de @AtlasFC, el motivo de no firmar con @AtlasFC es muy clara y simple LA DIRECTIVA"
Redacción | MEDIOTIEMPO
Ciudad de México, viernes 14 de Diciembre del 2012
El defensa mexicano consideró que le faltaron al respeto los dirigentes Rojinegros al ofrecerle menos de lo que ganan sus extranjeros
Espera algún día volver a defender la camiseta atlista
Luego de haber confirmado su fichaje con el León y no aceptar la propuesta de regresar al Atlas, el defensa central mexicano Rafael Márquez recriminó a la dirigencia rojinegra por no valorarlo y frenar así su retorno al club en el que se formó como futbolista.

Tras haber aceptado la propuesta de los Esmeraldas, Márquez fue objeto de quejas por parte de la afición rojinegra, como “La Fiel”, que en diversos foros de redes sociales manifestó su molestia por la decisión del jugador de irse al León.

Por ello, este viernes antes de ser presentado como jugador de los Panzas Verdes, Márquez aclaró por qué no regresó al Atlas.

“Creo que les debo una explicación a la afición de @AtlasOficial, el motivo de no firmar con @AtlasOficial es muy clara y simple LA DIRECTIVA. Mis condiciones cambiaron cuando termine con Red Bulls y siempre pensé en @AtlasOficial pero la oferta que hicieron me hizo pensar que no les interesaba.

“Siempre di prioridad y no me dieron GARANTÍAS, sobre todo la falta de respeto ofreciéndome menos de lo que ganan los extranjeros en @AtlasOficial”, fue lo que escribió Rafa en su cuenta oficial de Twitter.

A pesar de esta situación, Márquez agradeció la intención que tuvo el Vicepresidente del Atlas, Víctor Flores, para tenerlo de regreso en el club y espera que algún día se cumpla ese deseo.

“Agradezco a Victor Flores, quien sí hizo esfuerzos por la negociación, pero él es 1 contra 40 que son los culpables de que @AtlasOficial esté así. Mis sentimiento siguen siendo rojinegros, tengo fe de volver y hacer mucho por la gran afición que no se merece lo que han hecho con @AtlasOficial”, agregó el zaguero.

Finalmente, mandó un mensaje para los seguidores del León: “Hoy me encuentro ilusionado y motivado con esta nueva etapa en @ClubLeonFC, pondré todo mi esfuerzo por conseguir cosas importantes”, concluyó.

FONTE: MedioTiempo.com


13th December 2012
Was Rafael Márquez the worst ever MLS designated player?

Former Mexico and Barcelona star Rafa Márquez is to leave the New York Red Bulls, ending a troubled time in MLS. But where does he rank among the league's big-signing flops

The first animated gifs and celebration threads began appearing on New York message boards shortly after the Red Bulls released a brief statement confirming that Rafa Marquez had left the club, after two and a half troubled seasons. His final act for the club was to trot off the field during the playoff defeat to arch-rivals DC United - having picked up a season-ending red card for the second consecutive year and cancelled out the man advantage New York briefly held in that game.

Having been released from his $4.6m per year contract with the Red Bulls, Marquez has joined Mexican side Leon on a mooted two year deal. He had been previously linked with Atlas, where he started his career, but Leon are owned by Carlos Slim, one of the world's richest men, and perhaps one of the few people prepared to underwrite the cost and risk of easing Marquez out of his lucrative contract in the US.

It's that latter factor that has perhaps kept Marquez at the club even this long - his wages to performance ratio in his time in New York had been seen as an impediment to most potential suitors, and until appearing in Mexico City yesterday to negotiate the details on his new deal, all the noises coming from him had been about him returning to New York next season. Just a few weeks ago new Red Bulls general manager Jerome de Bontin claimed that the player just wanted some "love" from the New York fans.

Not much chance of that. Marquez joined New York in the summer of 2010 around the same time as his former Barcelona team mate Thierry Henry, but while Henry endeared himself to supporters, Marquez always seemed to find a way to self-sabotage. He played in only 36 of a possible 73 games during his time at the club, settling into a pattern of absences for injury and suspension that never saw him settle. While his distribution remained strong, his lack of pace could make him look like he was unwilling to work for the team, and off-field comments about team mates not being on his "level" did not help the second-highest paid player in the league appear to be the most gracious guest.

Ultimately though, it was the playoff red cards that will be the most iconic moments from the Marquez tenure. This year's sending off almost had an air of inevitability to it, after he instigated a mass brawl at the end of the first leg of New York's semi-final against LA Galaxy last year. New York were eliminated in both cases.

FONTE: TheGuardian.com


Rafa Márquez es el nuevo refuerzo de León
Redacción | MEDIOTIEMPO
Ciudad de México, jueves 13 de Diciembre del 2012

El zaguero mexicano tenía 13 años de no militar en el futbol azteca
Rafael Márquez regresará a México para jugar con el Club León. El zaguero que hasta la temporada pasada estaba vinculado con Red Bulls New York, logró llegar a un acuerdo con la “Fiera” de cara al Clausura 2013.

“Estoy seguro que nuestra afición le dará la mejor bienvenida a Rafael Márquez, como nuevo jugador del Club León!!”, declaró en Twitter Jesús Martínez Jr., Presidente del León.
Márquez Álvarez regresa a la liga mexicana después de 13 años de haber partido. El michoacano dejó las filas del Atlas para fichar con el Mónaco, jugar para el Barcelona y después migrar a la MLS.
Márquez llega al equipo como refuerzo de experiencia para enfrentar la Copa Libertadores.

FONTE: MedioTiempo.com


Goodbye, Rafa Marquez: You were an abomination
By Howard Megdal 10:50 a.m. | Dec. 13, 2012
It was with high hopes that the New York Red Bulls signed Mexican international Rafa Marquez back in the summer of 2010.
As it turned out, though, Marquez didn't give the team or its fans any cause to celebrate until this morning, when the Red Bulls announced that Marquez had been released.
Marquez had a year still remaining on his contract.
That Marquez failed to live up to his designated player contract, one that paid him $4.6 million per season, isn't the half of it.

Over two-plus seasons in New York, Marquez played in just 44 games. An array of injuries kept him out, but it was never clear what they were, exactly. Earlier this past season, he decided to just head to Mexico for a while, you know, for treatment.
And if the injured Marquez was frustrating, it was nothing compared to the on-field Marquez. He had this uncanny ability to make costly errors, usually ridiculous fouls that resulted in red cards, at the most significant times. Witness his suspension-inducing tantrum at the end of leg one of the Red Bulls' 2011 playoff showdown with David Beckham's Los Angeles Galaxy. Or his awful foul, and subsequent three-game suspension, at the start of the 2012 season.
Type "Rafa Marquez red" into a Youtube search. Top suggestion to complete this phrase isn't "Rafa Marquez Red Bulls," as in his now-former team. It is "Rafa Marquez red card."

He wasn't particularly self-aware, either. Marquez preferred to lash out at teammates over taking responsibility for his mistakes, calling a Tim Ream error "infantile" following a game late in 2011, something that also earned him a suspension. He returned from that suspension just in time to get suspended in the 2011 playoffs.
As if intent upon replaying his greatest hits in his final moments as a Red Bull, Marquez combined his prowess for injuries, dirty play and self-sabotage in the two legs of the Red Bulls' 2012 playoff loss to D.C. United.

In game one, Marquez bailed out of the match at halftime, complaining of a calf injury. And in game two, Marquez drew a yellow card for a tackle that easily could have been a red. Most players would tread lightly after that, but Marquez followed with a similarly idiotic tackle that eliminated what had been a man advantage for the Red Bulls.
It was entirely appropriate as a final moment for Marquez at Red Bull Arena, as was his seemingly happy press availability following the match, surrounded by utterly devastated players who'd lost, in large part, due to Marquez's awful play.
With Marquez's departure, the Red Bulls have another "designated player" slot open alongside Thierry Henry, whose tenure has been personally successful, and Tim Cahill, who will start his first full season in New York next year.

FONTE: CapitalNewYork.com


Defender Rafa Marquez Released by New York Red Bulls
RBNY Comes to Mutual Release Agreement with Marquez

DECEMBER 12, 2012
New York Red Bulls
The New York Red Bulls announced today they have come to a mutual release agreement with defender Rafa Márquez.
Per club regulations, specific terms of the deal were not disclosed.

“This decision has been made in the best interests of both parties concerned,” said Red Bulls Sporting Director Andy Roxburgh. “Rafa has accomplished a great deal during his career and is a top quality player. We want to thank him for his service to the Red Bulls and wish him the best of luck in the next stage of his career.”

Márquez signed with New York on Aug. 2, 2010 as a Designated Player, coming to Major League Soccer from FC Barcelona. In his two plus seasons with the club, Márquez appeared in 44 regular season games (42 of them starts) and notched one goal and nine assists. Last season, Márquez played in 15 matches and recorded three assists. He started in six playoff games during his time as a Red Bull.

FONTE: NewYorkRedBulls.com


Frank Isola: Rafa Marquez continues tradition of throwing cheap shots at American players
By Frank Isola
Oct 30, 2011 11:19:00 PM

The defender may have ended his stint in New York with one of the most pathetic displays in MLS history after taking a dive during a post-match fight that he started.
HARRISON, N.J. -- The final pathetic image of Rafael Marquez in a Red Bulls uniform should be of the Mexican international holding his face and falling to the ground during a theatrical post-match dust up with the Los Angeles Galaxy.

Marquez wasn’t touched mind you. He was simply reprising his role of both instigator and coward, an act United States soccer fans and players know all too well.

“Marquez needs to leave,” is what Eric Wynalda, the former U.S. international and current FOX broadcaster wrote via Twitter. “Disgrace. Let’s spend the money on some people. Good people. Not over paid punks who make a mockery of the sport.”

Give Wynalda credit for his brutal honesty and accurate assessment of Marquez. And kudos for summing it up in under 140 characters.

Marquez does need to leave New York. It’s what he obviously wants. It’s what the fans demand and I’m sure some of his Red Bulls teammates, starting with Tim Ream, would gladly chauffeur Marquez to the airport.

This has been a failed experiment and bad marriage all rolled into one. Send him to a team in a market with a large Mexican community, perhaps Dallas, Houston or one of the two Los Angeles clubs. Find him a place where he can flourish and be loved because he’s way past his expiration date in MLS’s biggest market.

Marquez went out with a whimper during the Los Angeles Galaxy’s 1-0 win over the Red Bulls in chilly Harrison on Sunday. When the final whistle blew, Marquez threw the ball at Landon Donovan, which isn’t surprising since Marquez has a history of throwing cheap shots at American players.

In the 2002 World Cup, Marquez received a red card for a deliberate mid-air head butt on Cobi Jones during the final minutes of the United States' 2-0 second-round match. It was a gutless attack.

Seven years later in a World Cup qualifier, Marquez was given a red card when he jumped, studs up, into Tim Howard as the U.S. goalkeeper was catching a high cross.

For his transgression against Donovan, Marquez was given a post-match red card as was the Galaxy’s Juninho for throwing a punch at Stephen Keel. In what can only be described as Synchronized Flopping, both Keel and Marquez dropped to the turf as if sucker punched by Mike Tyson.

Keel had a reason to sell the violation since he was hit. Meanwhile, Marquez went from thug to clown in a matter of seconds since he was hit by nothing other than the reality that he’s no longer an elite player. And, oh yeah, he’s now banned from playing in the second leg of home-and-home playoff series against David Beckham and the Galaxy.

On the one hand you can’t help but say, “What was Rafa thinking?” After all, the match on Thursday is the biggest of the season. But then part of you wonders if Rafa knew exactly what he was doing. Maybe he wanted to end his season and Red Bulls career right then and there.

Crazy? Perhaps. But Marquez has already served a one-game suspension for publicly criticizing his teammates, in particular Ream. In fact, Marquez and Ream can be seen arguing after Mike Magee’s first half goal. Red Bulls supporters turned on Marquez months ago and now it appears as if he’s given up on the team and fans.

The challenge facing New York is a difficult one but not an impossible one. With Thierry Henry, New York has a player capable of scoring two goals and sending the Red Bulls through to the next round.

Marquez nearly scored the tying goal in the second half on Sunday. And in fairness, Marquez had moments when he looked like a star. But in the final moment the great Rafa Marquez suffered a meltdown by throwing the ball at Donovan and throwing himself to the ground.

It was a sad, deplorable and frustrating performance. The Red Bulls, as well as their fans, deserve better.

FONTE: Goal.com


NEW YORK RED BULLS’ MARQUEZ TRIUMPHS IN 100TH MEXICO CAP
Submitted by Andrew Slevison 2011-03-28T10:09:41+00:00
Rafael Marquez played his 100th international match for Mexico on Saturday and helped the side to a 3-1 win over Paraguay.
The New York Red Bulls star played his first match for El Tri back in February 1997 and 14 years later notched up the milestone to become the eighth Mexican player in history to reach 100 appearances.
Marquez had a hand in the second goal in Oakland, California with an assist for Jose Guardado in the 28th minute.
He has now joined the likes of Claudio Suarez, Pavel Pardo, Jorge Campos, Gerardo Torrado and Cuauhtemoc Blanco as El Tri players to reach the 100-game milestone.

FONTE: TribalFootball.com


New York Red Bulls sign Mexican National Team captain Rafa Marquez
New York signs third Designated Player in former Barcelona star

AUGUST 1, 2010
Red Bull New York Media Relations
Red Bull New York announced today that it has signed former FC Barcelona star and Mexican National Team captain Rafael Marquez to a multi-year contract as the club’s third Designated Player. Marquez will be unveiled to members of the media at a press conference Tuesday, Aug. 3 at Red Bull Arena at 1:15 PM ET.

“Rafael has shown on the club and international level that he is one of the world’s top players,” said Dietmar Beiersdorfer, Head of Red Bull Global Soccer. “He has been a winner at all levels and illustrated that he is a leader both on and off the field. We are thrilled that he decided to come to the Red Bulls at this time in his career.”

“I am excited to be joining the Red Bulls,” Marquez said. “Despite having the opportunity to fulfill my contract with Barcelona, coming to New York and playing in Major League Soccer was a chance that I could not refuse. I am completely committed to doing my very best to help the Red Bulls in their playoff push this year and compete for championships in the years to come.”

Internationally, Marquez has appeared for Mexico 94 times, and has captained the team since the 2002 FIFA World Cup. With Mexico, Marquez has won the 1999 Confederations Cup and the 2003 Gold Cup, and has led Mexico out of the first round in his three World Cup appearances. In the 2006 World Cup, Marquez netted a goal in Mexico’s second round match against Argentina and in 2010, he scored in the tournament’s opening match to draw host, South Africa.

Marquez spent the last seven seasons of his club career at storied Catalan side, FC Barcelona. He was a part of four La Liga-winning Barcelona teams (2005, 2006, 2009 and 2010). In 2006, Marquez helped Barcelona win the UEFA Champions League title, appearing eight times in the competition, including in the final, where Barcelona beat Arsenal, 2-1. With the victory, Marquez became the first Mexican player to ever win the UEFA Champions League. He was also a member of Barcelona’s 2008-09 squad that won an unprecedented six championships, as he took home the UEFA Champions League title for the second time of his career.

Prior to joining Barcelona, Marquez played for AS Monaco from 1999-2003, where he became one of the most highly touted young players in world soccer. Marquez helped his club win the Ligue 1 title in his first season and was the Ligue 1 Best Defender in 2000. The 31-year-old started his professional career at Mexican club Atlas, where he debuted in 1996 at just 17 years of age.

Fans interested in purchasing tickets for the Red Bulls' next MLS home match on Aug. 11 against Toronto FC at 7:30 PM at Red Bull Arena can call 1.877.RBSOCCER or CLICKING HERE.

#4 Rafael Marquez
Pronunciation: MAHR-kez
Position: Defender/Midfleder
Height: 6-0
Weight: 166
Day of Birth: Feb. 13, 1979 in Zamora, Mexico
Hometown: Zamora, Mexico
Previous Professional Club: FC Barcelona (Spanish La Liga)
Status: Designated Player
How Acquired: Signed by New York on Aug. 2, 2010

FONTE: NewYorkRedBulls.com


01.08.2010 09:58
Seven years, 242 games and 12 titles
Jordi Clos
Rafa Márquez leaves after 242 games for the club and the nine facts below sum up his extraordinary time at the Nou Camp.
- Signs in 2003. One of the seven signings made at the start of the Rijkaard era, together with Ronaldinho, Luis García, Quaresma, Rustu, Van Bronkhorst and Mario, none of whom are still at the club.

-242 official games in his seven years at the club. Despite the injuries he’s suffered, he was a reference point for both Frank Rijkaard and Pep Guardiola. Only seven other foreign players have made more appearances than Rafa.

- The first Mexican to play for the first team.

- Of the current squad, only Xavi (527), Puyol (488), Valdés (362) and Iniesta (311), all of whom joined the club before him, have played more games than the Mexican.

- He made his debut at midnight! Marquez played his first game for the club in the famous game against Seville on 13 September 2003.

mallorca-fcb-marquez_x1x.jpg-13 goals scored - the majority from free kicks and corners where he specialised in near post goals.

-12 titles won: 2 Champions Leagues, 4 Leagues, 1 World Club Cup, 1 European Super Cup, 1 Spanish Cup and 3 Spanish Super Cups.

- Marquez is the only Mexican to pick up two Champions League winners medals – in 2006 and in 2009, when a serious injury in the semi final ruled him out of the Rome final.

-3 clubs. Marquez has played for just three clubs: Atlas Guadalajara (1996-99), Monaco (1999-03) and Barça (2003-10).

31 luglio 2010
Márquez to make his farewell on Saturday
FC Barcelona and Rafa Márquez have reached a mutual agreement to rescind the player’s contract, which was due to run until 30th June 2012.
A farewell ceremony will be held in the Camp Nou this Saturday at 6 pm. Club president Sandro Rosell will represent Barça and the whole event will be broadcast live by Barça TV.

A fantastic record
Today’s announcement brings the curtain down on Rafa’s superb career with the Club he joined in 2003. As a Barça player he’s won four league titles, two Champions Leagues, the World Club Cup, the European Super Cup, the Spanish Cup and three Spanish Super Cups.

The 31-year-old Mexican international defender has played 242 games for the Club, which puts him eighth in the ranking of foreign players. He’s been a fixture in the plans of both of the Barça managers he’s served under at the Club, Frank Rijkaard and Pep Guardiola.

Rafael Márquez Álvarez
Rafael Márquez is the first Mexican ever to play for Barça, having arrived in the 2003-2004 close season as one of the principal reinforcements in defence.
His youth and the progress he's enjoyed in the last few years have combined to make him one of the most promising defenders in Europe.
Beginning his career at Atlas Guadalajara (1996-99) he made his debut in the Mexican first division when he was just 17 years old. Three years later he signed for AS Monaco where he soon fit into the demands of the European game. In 2000 he won the French League title and was named as the league's top defender.
In 2003 his team won the French League Cup. Captain of the Mexican national team he played in the 1999 and 2001 Copas de America and the 2002 World Cup.
Márquez has gained the complete respect and trust of Frank Rijkaard and has become a regular in the Barcelona team. In his first season at the club he was one of the key figures as the side earned direct qualification for the Champions League.
In 2004-05, he demonstrated his versatility. The knee ligament injuries to Edmilson and Thiago Motta meant that Márquez was asked to step away from his usual role in the centre of the defence and play as a defensive midfielder, as he had done for both Monaco and Mexico in the past. He proved to be outstanding in front of the defence as he helped the side win the league title.
As well as winning the Confederations Cup in 1999 and the Gold Cup in 2003, the captain of Mexico has been a regular for his national side under various coaches over the past few years. Márquez has played in the Copa America in 1999, 2001 and 2004 and the World Cup in 2002.

CHARACTERISTICS
Right footed and very skilful, he reads the game well and has a great ability to launch his team in counter attacks. In addition he's a great free kick taker and strong in the air.
Known as the "Kàiser of Michoacán" for his elegance on the ball, dependability and skill coming out of defence, Marquez can also do the business as a central midfielder and has been compared to Franz Beckenbauer.
In the defensive midfield role, Márquez can impose his strength in the air as well as helping to build the play from the back as well as breaking up opposition attacks with his tackling.

HONOURS
FC Barcelona
2006-07 Spanish Supercup
2005-06 Champions League
2005-06 League
2005-06 Spanish Supercup
2004-05 League

Monaco
2002-03 French League's Cup
1999-00 League

Mexican National Team
2003 Golden Cup
1999 Confederation Cup

FONTE: FCBarcelona.cat


Juventus Monitor Barcelona Defender Rafael Marquez
By Salvatore Landolina
09-Jul-2010 17:16:00

Bianconeri eye Marquez as Bonucci back-up...

Juventus have laid eyes on Barcelona defender Rafael Marquez, who has been told he can leave the Catalan club, according to Radio Mercato and Sport.es.

The Bluagrana's directorate have informed Marquez and his entourage that he is no longer a part of the club's plans for the season ahead as coach Pep Guardiola prepares to sign a new deal.

The player's agent Enrico Nieto is now tasked with finding him a new club, and Juventus seem first in line to offer him a solution.

Giuseppe Marotta is said to be testing the waters in Barcelona, knowing there is also an interest from Genoa and Galatasaray.

Marquez used the World Cup as a shop window for his services with some good displays, and he is seen as an alternative to Leonardo Bonucci in central defence.

Meanwhile, Juve's pursuit of Roma's Philippe Mexes continues, but the move is on hold because of the capital club's Unicredit takeover negotiations.

FONTE: Goal.com


Marquez signs new Barca deal
1 December 2009
Barcelona defender Rafael Marquez has signed a new contract with the Spanish champions.
The new deal will keep the Mexico international at the club until 2012.
"I am pleased to renew my contract at the club where I feel very loved," Marquez told the club's official website.
"[I have to] rediscover my best form in order to try to get back into the first team, although the competition is tough. I believe I still have a lot of chances to be in the starting XI."
"[He is] a man who has always been committed to the team and the club and has shown a great respect for the club. I think he is one of the great defenders in the history of FC Barcelona," said Barca president Joan Laporta.

FONTE: OnTheMinute.com


Marquez nears Barça return
(PA) Sunday 26 July 2009
Barcelona defender Rafael Marquez is targeting the club's upcoming trip to the United States to make his return to the squad following injury.

Marquez was forced to miss the end of last season after suffering a knee injury during the UEFA Champions League semi-final first leg against Chelsea at the Nou Camp in late April. The Mexico captain underwent arthroscopic surgery and was initially told he would be out for up to 10 weeks, meaning he had to watch on from the sidelines as Barca won an historic treble of Primera Division, Champions League and Copa del Rey.

FONTE: FIFA.com


Rafael Márquez y su novia, reafirman su amor
El futbolista mexicano, Rafael Márquez y su novia, Jaydy Mitchel (ex mujer del cantante Alejandro Sanz con la cual tiene a su hija Manuela), demostraron que su romance va viento en popa. Acompañados por la voz melodiosa y romántica de Alejandro Fernández, la pareja disfrutó de una encantadora velada.

El jugador del club Barcelona y la modelo mexicana dieron rienda suelta al amor que actualmente los envuelve y compartieron tiernos besos y caricias en las gradas del Palau de Sant Jordi de Barcelona, amparados por la oscuridad del escenario.

El romance de la pareja se hizo conocido cuando la edición mexicana de la revista Hola publicó imágenes donde ambos tomaban unas vacaciones en Puerto Vallarta, México, el año pasado.

Por otro lado y continuando con el jugador de fútbol, Rafa Máquez sostuvo una reunión con el Gobernador Humberto Moreira Valdés, con el objetivo de construir un albergue mayor para niños de escasos recursos en Saltillo, Coahuila.

El deportista recibirá apoyo para su fundación solidaria “Rafa Márquez: Fútbol y Corazón” que en la actualidad atiende a casi 200 niños de Saltillo en un comedor infantil que tiene en la colonia La Minita.
Publicado en Deportistas por Irma Ocampo 5 de Junio, 2008 (12:00H)

FONTE: BlogyFamosos.com


NOV 15, 2007
Adriana Lavat y Rafa Márquez firman divorcio por separado
El futbolista Rafa Márquez dio muestras desde hace tiempo de querer obtener el divorcio por parte de Adriana Lavat, con quien vivió varios años casado.
Y a raíz de la actitud negativa de Adriana hacía este asunto, alegando que Rafa Márquez la engañaba constantemente y queriendo sacar un mayor provecho económico para sus hijas, el proceso legal se complicó.

Pero estos polémicos personajes ya firmaron los papeles del divorcio en un juzgado de Barcelona. Y en Hola nos informan que se les vio llegar por separado y cada quien con sus respectivos abogados. Seguramente no querían verse en este momento tan incómodo.

FONTE: TVYEspectaculos.com

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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