Il VERONA si fa rispettare anche in Serie A nonostante la stragrande maggioranza della squadra non la conosca per niente! JORGINHO prima e TONI poi prendono prendono per mano i gialloblù guidati in panca da un ottimo MANDORLINI...

Pubblicato da andrea smarso lunedì 19 maggio 2014 20:45, vedi , , , , , , , , , , , | Nessun commento

Andrea Mandorlini
Data di nascita:17/07/1960
Luogo di nascita:Ravenna (RA)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Libero
Altezza:182 Cm.
Peso:74 Kg.
Posizione:
CARRIERA DA ALLENATORE +   -   =
 SquadraStagionePartite  
Hellas Verona2013 - 201440  
Hellas Verona2012 - 201346  
Hellas Verona2011 - 201246  
Hellas Verona2010 - 201126  
CFR Cluji2009 - 2010-  
Sassuolo2008 - 2009-  
Siena2007 - 2008-  
Padova2006 - 2007-  
Bologna2005 - 2006-  
Atalanta2003 - 2004-  
Vicenza2002 - 2003-  
Spezia1999 - 2002-  
Triestina1998 - 1999-  
Ravenna (da Vice)1994 - 1998-  
Manzanese1993 - 1994-  

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagionePartiteGoal 
Udinese1991 - 1993422 
Inter1984 - 19911809 
Ascoli1981 - 1984735 
Atalanta1980 - 1981341 
Torino1978 - 1980270 
Giovanili RavennaFino al 1978-- 

I gol del mister nell'Inter dei record '88-89: Inter 1-0 Lazio, Sampdoria 0-1 Inter, Ascoli 1-3 Inter

NEWS E CURIOSITÀ +   -   =

...Per l'agognato ritorno in Serie A SOGLIANO non ha cambiato ricetta: Esperienza e giovinezza nel giusto mix e sopratutto giocatori con fame e voglia di dimostrare.
L'ingaggio del 'vecchietto' TONI dato anzitempo per finito sembra inizialmente andare contro la filosofia che tanto bene ha portato in cadetteria ma il Campione del Mondo fa presto cambiare idea alla piazza a suon di gol e sacrificio mentre il suo esempio trascina JORGINHO ed una squadra in cui l'esperienza nella massima serie è pari a zero, l'esplosione del talento di ITURBE fa il resto ed il 'timoniere' MANDORLINI stupisce alla guida della matricola VERONA rimanendo a lungo in zona Europa e terminando al decimo posto...

Fuori dal coro i BIANCHETTI, i LONGO, i MIHAYLOV subito ai margini a causa delle grandi prestazioni dei loro omologhi ma è sopratutto CACIA a pagare il prezzo più alto: Dopo aver trascinato l'HELLAS in Serie A con 24 gol deve accontentarsi di vedere il campo quasi sempre seduto in panca tanto incredibile è la stagione di TONI dentro e fuori dal campo; a Gennaio non rinnoverà e a fine stagione se ne andrà...


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ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =


RASSEGNA STAMPA +   -   =
Andrea Mandorlini
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Andrea Mandorlini (Ravenna, 17 luglio 1960) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano, dal 9 novembre 2010 alla guida dell'Hellas Verona.

CARRIERA
Giocatore
Cresciuto nel Ravenna, ha iniziato a giocare nel calcio professionistico nel Torino, con cui ha fatto il suo esordio in Serie A il 4 febbraio 1979 appena diciottenne. Dopo le 5 presenze nel primo campionato ne giocò 22 l'anno successivo, prima di passare all'Atalanta in Serie B.
Tornò a giocare in A con l'Ascoli, dove rimase per tre stagioni prima di venire chiamato dall'Inter nel 1984. A Milano giunse all'apice della carriera, arrivando a vincere il prestigioso "scudetto dei record" con Giovanni Trapattoni. Vinse quindi la Supercoppa Italiana e la Coppa UEFA nel 1991, nella sua ultima stagione al club.
Approdato all'Udinese, dopo due stagioni, nel 1993, appese le scarpette al chiodo.
Vanta anche una presenza in Nazionale Under 21.

Allenatore
Inizia la sua carriera da allenatore a 33 anni con il Manzanese, squadra militante nel Campionato Nazionale Dilettanti, non riuscendo a salvare la squadra dalla retrocessione in Eccellenza.
Fra il 1994 e il 1998 è stato allenatore in seconda al Ravenna, ottenendo nel 1996 la promozione in Serie B.
Nel 1998 subentra a stagione in corso alla guida della Triestina in Serie C2, chiudendo la stagione al secondo posto, e perdendo la finale play-off, valida per la promozione, contro il Sandonà.
Nel 1999 viene chiamato allo Spezia, conquistato al primo anno la promozione in Serie C1 con 15 punti di vantaggio sulla seconda classificata. Le due stagioni successive rimane con i liguri, perdendo contro la Triestina nelle semifinali dei play-off, valide per la promozione in Serie B.
Il 6 giugno 2002 viene assunto alla guida del Vicenza, in Serie B. Dopo un inizio che l'aveva vista in vetta alla classifica dopo ventidue giornate, la squadra termina la stagione all'ottavo posto.

L'approdo all'Atalanta, Padova e Siena
Il 10 giugno 2003 firma con l'Atalanta, guidando la squadra alla promozione in massima serie. Il 6 dicembre 2004, dopo aver ottenuto sette punti in quattordici giornate, senza alcuna vittoria (7 pareggi e 7 sconfitte) e con la squadra ultima in classifica a sei punti di distanza dalla zona salvezza, viene sollevato dall'incarico e sostituito da Delio Rossi. La sua è stata la peggiore gestione in massima serie della storia della società orobica.
Il 9 novembre 2005 a seguito dell'esonero di Renzo Ulivieri, viene assunto alla guida del Bologna, in Serie B. Il 5 marzo 2006 viene esonerato a causa di mancanza di continuità nei risultati.
Il 18 dicembre 2006 firma un contratto di due anni con il Padova, in Serie C1. Dopo un'iniziale rimonta, che porta la squadra in zona play-off, la squadra inanella una serie di risultati altalentanti, chiudendo la stagione al settimo posto. Il 3 giugno 2007 rescinde il contratto che lo legava ai biancoscudati.
Il 12 giugno 2007 passa sulla panchina del Siena, in Serie A. Il 12 novembre, a seguito della sconfitta interna subìta nel derby contro il Livorno (2-3 il finale), con la squadra ultima in classifica a nove punti (frutto di una vittoria, sei pareggi e cinque sconfitte), viene esonerato dalla società toscana, con cui rescinde consensualmente il suo contratto; lo sostituisce Mario Beretta.

Sassuolo e l'esperienza in Romania
Il 7 luglio 2008 firma un contratto biennale con il Sassuolo, neo promosso in Serie B, chiudendo la stagione al settimo posto. Il 10 giugno 2009 rescinde consensualmente il suo contratto con il Sassuolo, in quanto i programmi della società non coincidono con quelli del tecnico.
Il 13 novembre 2009 firma un contratto annuale con il Cluj, in Romania. Al termine della stagione vince il campionato rumeno, il secondo nella storia del club, la Cupa României e la Supercoppa di Romania. Il 13 settembre 2010, a causa di un inizio di stagione negativo, con la squadra undicesima in classifica a sei punti dalla vetta, viene sollevato dall'incarico.

Hellas Verona
Il 9 novembre 2010, a seguito dell'esonero di Giuseppe Giannini, subentra sulla panchina del Verona, in Lega Pro Prima Divisione. Termina la stagione al quinto posto, ottenendo la promozione tramite i play-off, dopo aver eliminato prima il Sorrento e poi la Salernitana, riportando il Verona in Serie B dopo quattro anni di distanza.
Al termine di Salernitana-Verona (1-0), valida per la finale di ritorno dei play-off promozione, venne aggredito negli spogliatoi a causa di alcune sue dichiarazioni polemiche verso la Salernitana. Poche settimane dopo, durante la presentazione ufficiale della squadra dinanzi ai tifosi, l'allenatore intonò al microfono "Ti amo terrone", dedicandolo ai salernitani, invitando i tifosi a cantare ripetendo tale coro. L'episodio portò al deferimento di Mandorlini da parte del Procuratore Federale della FIGC, con la stessa società Hellas Verona che venne deferita per responsabilità oggettiva e concorrente. Mandorlini poi affermò che tale coro fu una goliardata. La vicenda si chiuse nel dicembre successivo col patteggiamento di un'ammenda di 20.000 euro a carico dell'allenatore.
Partito nell'estate del 2011 con l'obiettivo di salvarsi, l'Hellas Verona guidato da Mandorlini sfiorò la promozione il primo anno chiudendo la stagione al quarto posto in classifica con 78 punti, ma uscendo sconfitto nelle semifinali play-off contro il Varese (2-0; 1-1). Durante la stagione la squadra eguagliò il record per la serie B di otto vittorie consecutive in campionato. L'11 ottobre 2011 prolunga il suo contratto fino al 30 giugno 2014.
Il 22 ottobre 2012 venne deferito dal Procuratore Federale per delle dichiarazioni giudicate offensive nei confronti dei tifosi e dei cittadini livornesi. A seguito del comportamento di Mandorlini è stata deferita alla Commissione Disciplinare Nazionale anche la società dell'Hellas Verona per responsabilità oggettiva e per responsabilità concorrente. Il deferimento si chiuse il 19 dicembre 2012 con il patteggiamento di una squalifica fino al 31 gennaio 2013.
Nella stagione 2012-2013 guidò l'Hellas Verona alla promozione in serie A, che mancava alla società scaligera da 11 anni, centrando il secondo posto con 82 punti al termine di un lungo testa a testa con il Livorno. Quella degli scaligeri si rivelò la miglior difesa del campionato ed il suo attaccante Daniele Cacia il capocannoniere del torneo (24 reti). Mandorlini fu il primo allenatore della storia gialloblu ad ottenere due promozioni e venne confermato per il successivo campionato di Serie A. Il 3 marzo 2014, gli allenatori lo classificarono secondo alla Panchina d'argento, il riconoscimento, assegnato al miglior allenatore della serie B 2012-13.
Nella stagione 2013-2014, iniziata con l'obbiettivo salvezza raggiunse il decimo posto; il 3 novembre 2013 eguagliò il record di sei vittorie consecutive in casa in serie A dell'Hellas Verona e, a fine stagione, batté il record di reti totali segnate dal Verona in un campionato di A (62 gol) e il numero di successi in una stagione in A degli scaligeri (16 vittorie).
I suoi figli Davide e Matteo sono anch'essi calciatori.

Palmarès
- Giocatore
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 1
Inter: 1988-1989

Supercoppa italiana: 1
Inter: 1989
Competizioni internazionali
Coppa UEFA: 1
Inter: 1990-1991

- Vice-Allenatore
Campionato italiano di Serie C1: 1
Ravenna: 1995-1996

- Allenatore
Campionato italiano di Serie C2: 1
Spezia: 1999-2000
Campionato rumeno: 1
Cluj: 2009-2010
Coppa di Romania: 1
Cluj: 2009-2010
Supercoppa di Romania: 1
Cluj: 2010

FONTE: Wikipedia.org


Mandorlini: "Nulla da dire, stagione splendida" / VIDEO
Postata il 19/05/2014 alle ore 00:40
NAPOLI - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida contro il Napoli (5-1) 38a giornata del campionato Serie A TIM: "La sconfitta contro il Napoli non compromette il giudizio sulla nostra grande stagione. Abbiamo subito un gol dopo pochi minuti e questo ha cambiato completamente il nostro atteggiamento. Perdere non piace mai a nessuno, ma non dimentichiamoci che la salvezza è stata raggiunta con largo anticipo ed il sogno europeo è sfumato nelle ultime partite. Qui a Napoli abbiamo preso due gol in dieci minuti, non è stata la partita del mio solito Verona. Una serata storta? Dal punto di vista mentale, quando non sei pronto, può succedere di tutto. La squadra poteva fare meglio, ma ha fatto talmente tanto durante questa stagione che non mi sento di dire nulla per una serata semplicemente storta. Ora pensiamo a riposare e a recuperare energie.

Jorginho? E' un calciatore fantastico, ha una grande visione di gioco. E' cresciuto con noi e trovarlo da avversario fa uno strano effetto. Siamo orgogliosi di averlo allenato. Luca Toni? Dispiace non sia diventato capocannoniere del campionato, c'è grande rammarico. Tutti i ragazzi hanno provato a farlo segnare, si meritava questo premio. E' stata una serata un po' strana, ma va bene comunque. Come migliorare questo Verona? Difficile parlarne ora, pensiamo a recuperare e riposare. Non sarà facile fare meglio, ma è nostro compito provare a farlo. L'obiettivo resterà la salvezza, ora è comuque troppo presto per fare previsioni e non dimentichiamoci che è stata una stagione fantastica.

Cosa mi ricorderò di questo campionato? I 54 punti, la salvezza raggiunta con anticipo, ci sono stati tanti momenti bellissimi che rimarranno incancellabili. Siamo pronti a rimetterci in gioco per la prossima stagione, insieme ai nostri tifosi, fantastici per tutte queste partite, che anche oggi sarebbero accorsi in massa. Il rinnovo del contratto? Non ho ancora firmato, ma non è mai stato un problema. Toni? Nemmeno lui ha firmato, ma non penso ci saranno intoppi. Qualche rammarico per questa stagione? Personalmente, dopo la sfida contro la Lazio, le nostre ambizioni sono svanite. Il calcio è imprevedibile, con due punti in più magari avremmo avuto altri obiettivi in questa ultima partita. L'ultima gara di Iturbe con la maglia dell'Hellas? Non lo so, lui è un calciatore fantastico e anche stasera ne ha dato prova. E' pronto per le grandi squadre, ma sarei contento di allenarlo per un altro anno".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

18 maggio 2014 - Andrea Mandorlini commenta l'epilogo del campionato...

SERIE A
Verona, Mandorlini: "Toni resta qui, nessun problema sul mio rinnovo"
12.05.2014 09.33 di Marco Frattino
Presente come ospite sulle frequenze di Radio Uno durante la trasmissione Radio Anch'Io Lo Sport, l'allenatore dell'Hellas Verona Andrea Mandorlini ha parlato della buona stagione disputata dalla squadra scaligera: "L'ultima gara di campionato contro il Napoli sarà difficile, c'è rammarico per tanti punti lasciati per strada. Nelle ultime due gare abbiamo perso quattro punti nei minuti di recupero, abbiamo disputato un grande campionato. Nessuno pensava di arrivare così in alto, il nostro resta un ottimo torneo a prescindere dalla qualificazione o meno in Europa League. Il pari contro l'Udinese di sabato scorso pesa molto, così come la gara contro la Lazio. Con i biancocelesti era una gara vinta, ma il pareggio ci ha costretto a disputare un altro tipo di gara contro i friulani".

Si aspetta gare 'normali' nell'ultima giornata? "Non credo al rilassamento psicologico, il Parma ha una gara abbordabile sulla carta contro il Livorno così come il Milan contro il Sassuolo. Sarà difficile per noi sfidare il Napoli al San Paolo, aspettiamo l'ultima gara fiduciosi ma credo che i ducali siano in pole per conquistare l'Europa. Mi piacerebbe la contemporaneità nelle ultime giornate di campionato".

Toni pensa al Mondiale? "Ho un buon rapporto con lui, non deve dimostrare nulla. Credo che ci pensi poco ormai. Ieri l'ho chiamato dopo il ko del Milan contro l'Atalanta, Luca ha fatto venti gol mentre tutti lo davano per finito. Nessuno lo ha cercato, ma ha disputato una grande stagione col Verona. Due anni fa eravamo in Lega Pro, pensare ai punti gettati al vento è ingeneroso. Toni vorrà fare gol per vincere la classifica cannonieri, ma si è messo il cuore in pace per il Mondiale. Andrà in vacanza e si preparerà per un'altra grande annata col Verona. Se resta all'Hellas? Penso proprio di sì".

Rammarico per la cessione di Jorginho a gennaio al Napoli? "Dal punto di vista tecnico, l'addio di Jorginho è stato pesante. Ci sono esigenze di bilancio che vanno oltre l'aspetto tecnico. La gara chiave era quella contro la Lazio, all'Olimpico abbiamo perso la possibilità di raggiungere l'Europa. Eravamo andati a Roma per vincere e ci siamo andati vicino. Con Cirigliano e Donadel abbiamo cambiato modo di giocare, Jorginho a Napoli sta facendo vedere di essere un calciatore fantastico e sarà importante anche per il futuro della nazionale italiana".

Preoccupazioni per la gara di Napoli? "Sarà bellissimo giocare al San Paolo anche se sarà vuoto. È avvilente giocare senza tifosi, non giocheremo per perdere. Proveremo a fare una buona gara, ma anche il Napoli vorrà chiudere bene la stagione".

Ritocchi in sede di mercato? "Confermarsi ad alti livelli sarà difficile, ma lo dice anche Conte che può ambire ai 100 punti in classifica (ride, ndr). Non ho firmato il rinnovo, ma aspetto il nuovo contratto di Toni. Siamo quasi d'accordo col club, mi piacerebbe firmare dopo Luca. Non ci saranno però problemi per il mio rinnovo, ma ripetersi sarà difficile. C'è bisogno di umiltà e dovremo lavorare innanzitutto per conquistare l'obiettivo principale che resta la salvezza".

Il futuro di Iturbe? "E' un calciatore fantastico, la società lo ha riscattato ma è pronto per i grandi scenari. Saremmo contenti di trattenerlo, potrebbe crescere. Ma non so, ci sono tantissime squadre sul nostro talento".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


01.05.2014 16:15
MANDORLINI, dai numeri da incubo con l’Atalanta ai record con l’Hellas Verona
L’ALTRA PANCHINA – La rubrica di Lazionews.eu torna in occasione della sfida tra Lazio e Hellas Verona, ennesima tappa fondamentale e decisiva per l’accesso all’Europa League. L’altra panchina analizza l’allenatore avversario, raccontando carriera, peculiarità tattiche, curiosità e precedenti con la Lazio. Oggi è il turno di Andrea Mandorlini, tecnico dell’Hellas Verona, pronto a guidare i suoi contro Reja lunedì pomeriggio alle ore 19.00 allo stadio ‘Olimpico’ di Roma.

LA CARRIERA – Nato a Ravenna il 17 luglio 1960 inizia la sua carriera da allenatore a 33 anni con il Manzanese, squadra militante nel campionato nazionale dilettanti. Dopo quattro anni da allenatore in seconda del Ravenna, guida la Triestina, lo Spezia e il Vicenza. Nel 2003-04 riporta l’Atalanta in Serie A. Debutto amaro nella massima serie: il 6 dicembre 2004, dopo aver ottenuto sette punti in quattordici giornate, senza alcuna vittoria e con la squadra ultima in classifica a sei punti di distanza dalla zona salvezza, viene sollevato dall’incarico e sostituito da Delio Rossi. La sua è stata la peggiore gestione nella massima serie della storia della società orobica. Breve e negativa la sua parentesi a Bologna, insufficiente quella successiva in C1 al Padova, da dimenticare quella con il Siena in A. Dopo un anno con il Sassuolo riparte dalla Romania: allena il Cluj vincendo il campionato, la coppa nazionale e la Supercoppa rumena. Il 9 novembre 2010 inizia la sua avventura sulla panchina dell’Hellas e scrive la storia del club infrangendo molti record: sei vittorie in altrettante partite casalinghe, come non era mai successo nella storia del club in Serie A, uguagliato il numero di vittorie casalinghe consecutive assolute nella massima serie, precedentemente detenuto dalla squadra nella stagione 2001-02 allenato da Alberto Malesani e Toni miglior marcatore stagionale della storia del Verona.

LA TATTICA – Il marchio di fabbrica delle squadre di Mandorlini è il centrocampo a tre e la difesa a quattro, in attacco si può sperimentare. L’Hellas Verona, in questi tre anni sotto la sua gestione, è scesa in campo praticamente sempre con queste caratteristiche precise. Il tecnico di Ravenna predilige il 4-3-3 perché ama sfruttare le qualità tecniche e la velocità degli esterni che hanno il compito di servire la palla al centro per la classica prima punta alla Toni o per un uomo da aria di rigore come lo sono stati Bjelanovic, Ferrari e Cacia negli anni passati. Saltuariamente ha provato il rombo a centrocampo con un trequartista che aveva il compito di imbeccare i suoi compagni del reparto offensivo, ma lo fatto più per esigenza che per libera scelta . In mezzo al campo ha sempre puntato su un regista di qualità come Jorginho, ora passato al Napoli, un corridore e un giocatore bravo nelle geometrie, deciso nel tackle e abile negli inserimenti in area di rigore. Con l’addio del talento italo-brasiliano, la manovra della sua squadra ne ha risentito e il terribile mese di marzo è anche figlio di questa partenza. Ma poi ha ricompattato la squadra, ha puntato su una mediana più operaia che ha potuto sostenere due esterni d’attacco molto offensivi come Iturbe e Marquinho o Jankovic.E l’Hellas è tornata a volare.

I PRECEDENTI - L’allenatore scaligero ha incontrato tre volte la Lazio in passato e il suo score è in perfetta parità: la vittoria della gara d’andata per 4-1 che è costata la panchina a Petkovic, un pareggio raccolto alla guida dell’Atalanta nel 2004 e la sconfitta del 10 gennaio 2012 in Coppa Italia. Partita che segna anche l’unico precedente di Mandorlini con Reja. Il tecnico goriziano, invece, vanta cinque vittorie, due pareggi e una sola sconfitta contro l’Hellas: era il 18 marzo 2001 e allenava il Vicenza.
Carmine Errico
Twitter: @carmineerrico

FONTE: LazioNews.eu

1 maggio 2014 - Andrea Mandorlini

14:46 | 27/04
Verona, Mandorlini a SKY: «Toni arrabbiato per il cambio? Forse ho sbagliato...»
SERIE A HELLAS VERONA CATANIA MANDORLINI - Al termine del match terminato 4-0 a favore delll'Hellas Verona, il tecnico degli scaligeri, Andrea Mandorlini, è intervenuto ai microfoni di "Sky Sport". L'allenatore è intervenuto soprattutto sull'obiettivo Europa League e sul diverbio con Toni in occasione della sostituzione.

MEA CULPA - Ecco le parole di Mandorlini: «Toni arrabbiato per la sostituzione? Penso sia normale che un attaccante voglia sempre giocare e fare tanti gol. Io ho voluto preservarlo perchè davanti abbiamo tre partite importanti e avevo paura per un infortunio. Pensandoci a freddo, però, forse ho sbagliato a toglierlo dal campo. Europa? Noi ci proviamo, ormai non abbimao nulla da perdere. L'importante è giocare sempre con questa determinazione. Devo fare i complimenti al mio team perchè ha disputato una gara positiva».
by Pierluca Lo Porto

FONTE: CalcioNews24.com


Mandorlini: "Noi incredibili, proprio come Toni" / VIDEO
Postata il 27/04/2014 alle ore 16:55
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida contro il Catania, 35a giornata del campionato Serie A TIM: "Luca Toni? E' uno dei più grandi attaccanti della storia, sta facendo cose incredibili. Non so se sarebbe riuscito a farle da solo, faccio i miei complimenti a tutti perché abbiamo fatto una partita importante. La sua sostituzione? Gli attaccanti sono così, vogliono giocare perché pensano sempre a segnare. E' la loro forza, il loro egoismo, ho pensato a preservarlo nel quarto d'ora finale. L'importante è che la squadra abbia vinto una partita importante, il rapporto tra me e Luca (Toni, ndr) rimane bellissimo e tutto finisce lì. La prestazione della squadra? Stiamo bene, sono partite che non sai mai come prendere. Noi volevamo dare un seguito a quanto abbiamo fatto di buono, siamo stati bravi a fare la partita che volevamo, mentre loro dovevano vincere per sperare nella salvezza. Il Catania? Con la rosa che ha non merita l'ultimo posto. Hanno avuto una stagione dura con delle situazioni difficili, è una squadra di valori assoluti che l'anno scorso ha fatto bene. Europa League? Dobbiamo pensare a giocare, noi siamo lì. Tutto quello che verrà sarà determinato dalle nostre vittorie, stiamo facendo un campionato bellissimo e sognare non costa nulla".

L'allenatore Andrea Mandorlini è intervenuto anche ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue dichiarazioni: "Toni arrabbiato? Pensavo scherzasse. Avevo paura potesse succedergli qualcosa su un campo così pesante. Gli attaccanti hanno un carattere particolare. Credo che per lui sia assolutamente lecito sognare il Mondiale e la vetta della classifica marcatori. Deve tantissimo a me, alla squadra e a chi ha creduto in lui. Gli attaccanti vivono per il gol, si sa. Abbiamo ancora diverse partite importanti da giocare. Noi eravamo tranquilli e motivati, volevamo vincere a ogni costo come contro l'Atalanta. Grandissimi ragazzi e complimenti alla squadra. Adesso dipende tutto da noi, con la Lazio proviamoci, non abbiamo nulla da perdere. È la mia miglior stagione di sempre in panchina. Da neopromossi abbiamo fatto qualcosa di incredibile. Ci sta rifiatare, anche se abbiamo perso qualche partita in modo immeritato. Ma anche quando non trovavamo la vittoria la prestazione non mancava".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

VERONA 4-0 CATANIA: Mister Mandorlini a fine gara...

22.04.2014
Mandorlini come Bagnoli Vola il Verona dei record
Quindici successi in una stagione, c'era riuscito solo l'Hellas che conquistò lo scudetto E Luca Toni sale a quota diciotto, nessun attaccante ha fatto più gol di lui in un anno

Continua a sorprendere il Verona dei record. Vola la squadra, sorridono i singoli. C'è grande soddisfazione in casa gialloblù dopo la vittoria in trasferta contro l'Atalanta, un successo che ha rilanciato la corsa di Rafael e compagni verso l'Europa League. È vero che quarto e quinto posto sono blindati da Fiorentina e Inter, per il sesto è tornato in corsa il Milan ma i rossoneri hanno un calendario da prendere con le molle visto che dovranno affrontare la Roma e il derby con l'Inter, il Verona dovrà giocare in trasferta con Lazio e Napoli, al Bentegodi con Catania e Udinese, perchè non sognare? A quattro partite dalla fine è giusto alzare l'asticella, se non arriverà il risultato, pazienza... Ai ragazzi di Mandorlini resterà la soddisfazione di averci provato fino all'ultimo secondo. Niente e nessuno potranno cancellare quanto di buono è stato fatto in campionato, il primo di serie A dopo il purgatorio e l'inferno, in B e C.
Attenzione, questo non vuol dire accontentarsi e ribadire cose ovvie, si tratta solamente di un'analisi oggettiva fatta di cifre, numeri e anche soddisfazioni. I tifosi non potranno mai dimenticare la «matricola» Hellas che batte il Milan, che pareggia con la Juve lanciata verso il terzo scudetto consecutivo, che strappa vittorie in trasferta a Bologna e Udine, Livorno e Bergamo. Una squadra che mette insieme quindici vittorie in una sola stagione. Solo il gruppo di Bagnoli, quello che conquistò lo scudetto nel maggio dell'85 aveva raggiunto un traguardo così importante, i ragazzi di Mandorlini hanno ancora quattro partite a disposizione per fare meglio.

Senza dimenticare i gol complessivi messi a segno dal Verona, sono già 52, anche in questo caso si può dire che nessuno aveva fatto meglio in Serie A. Alla lunga lista di marcatori adesso s'è iscritto anche Massimo Donati che non aveva mai segnato con la maglia dei gialloblù. Con il Genoa aveva rotto il ghiaccio Marco Donadel, a Bergamo s'è sbloccato anche l'ex centrocampista di Milan e Palermo e ci è andato molto vicino anche Marquinho. Sul trono dei bomber c'è ancora Luca Toni che conferma la sua splendida condizione psicofisica, ora sono diciotto le reti segnate. Bui e Penzo ormai sono alle spalle, il bomber gialloblù va a segno da quattro gare consecutive - Genoa, Chievo, Fiorentina e Atalanta - e può prolungare la serie nelle ultime quattro sfide. Ancora 360 minuti più recupero per dimostrare a Prandelli che uno come lui può ancora far comodo per i prossimi mondiali anche se il cittì sembra averlo già escluso dalle scelte azzurre.

A proposito di record, numeri e «prime volte», la vittoria di Bergamo regala al Verona anche certezze importanti. Basta pensare a Ivan Pillud, per esempio. Arrivato alla fine del mercato di gennaio, il terzino argentino ha giocato per la prima volta da titolare proprio contro l'Atalanta e ha mostrato intelligenza tattica, carattere e grande personalità anche se, dalla sua parte, si aggirava un talento come Bonaventura. E poi Godfred Donsah, classe '96 al debutto con la maglia dell'Hellas, subito contro i grandi della Serie A. Anche lui ha fatto subito bene, come un veterano. Due giocatori in più per la volata finale.

FONTE: LArena.it


Che favola: 15 vittorie come nell'anno Scudetto
Postata il 19/04/2014 alle ore 20:03
BERGAMO - Con la vittoria ottenuta nella sfida contro l'Atalanta, l'Hellas Verona FC di Andrea Mandorlini ha eguagliato uno splendido record della storia gialloblù. Sono 15 i successi in Serie A, esattamente come quelli stabiliti nella stagione 1984-85 quando la squadra era allenata da Osvaldo Bagnoli e vinse lo Scudetto.

Alla squadra e allo staff tecnico i migliori complimenti per questo prestigioso traguardo ottenuto, adesso l'augurio è che si possa migliorarlo nelle prossime 4 partite.
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Volevamo vincere, ora sogniamo" / VIDEO
Postata il 19/04/2014 alle ore 19:20
BERGAMO - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida contro l'Atalanta (1-2), 34a giornata della Serie A 2013-14: "Le quindici vittoria in Serie A? Sono molto contento, avevamo preparato la partita per vincere e abbiamo giocato nel modo giusto per farlo. Sarebbe stato ingiusto non arrivare a cogliere i tre punti, faccio i miei complimenti a tutta la squadra. Il nostro gran primo tempo? Forse uno dei più belli mai giocato fino ad ora. Nell'intervallo c'era rammarico per essere ancora in parità. Non abbiamo mollato e abbiamo continuato a giocare con la rabbia giusta, giocando una grande gara. Donati ha fatto una splendida parita ed un gran gol. Le prove dei singoli? Ho fatto il nome di Donati, che ci teneva e non giocava da un po'. Era da tanto che pensavo di inserire Pillud in campo e abbiamo lanciato Donsah, un giovane classe '96. Siamo molto contenti, abbiamo vinto con tanti giovani in campo e sarà contento il presidente. Era una partita da dentro o fuori e noi siamo ancora dentro. Non avevamo tante alternative, siamo venuti a Bergamo per vincere attraverso il sacrificio e la dedizione. Questo vale per tutti, anche se sei un campione e ti chiami Luca Toni o un talento come Iturbi. Tutto la squadra ha giocato con la voglia di vincere e ce la giocheremo fino alla fine. La prova di Cirigliano? Ha fatto una grande partita, come conquista e gestione della palla. Sono molto contento, anche lui aspettava una partita così ad alto livello ed oggi è stato importante. Toni? Ha fatto tantissimi gol e continua a farne. Rispecchia il nostr campionato, immenso, e lui continua esserlo. Gli auguri di buona Pasqua? Li faccio a tutti i tifosi, che anche oggi sono venuti in massa a Bergamo, in un campo in cui vincere è motivo d'orgoglio".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

19 aprile 2014 - Andrea Mandorlini

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Hellas, Mandorlini: "Orgoglioso di aver eguagliato Bagnoli"
19.04.2014 17.41 di Tommaso Maschio
Il tecnico dell'Hellas Verona Andrea Mandorlini ai microfoni della Rai parla del record di vittorie del Verona di Osvaldo Bagnoli eguagliato: "Sono molto contento e orgoglioso di aver raggiunto il più grande allenatore nella storia dell'Hellas. Abbiamo rischiato qualcosa nel finale, ma abbiamo meritato e legittimato la vittoria con le tante occasioni create. L'Europa è difficile, ma ci sono 12 punti in palio e noi ce la giocheremo fino alla fine".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

Record di vittorie con l'HELLAS, MANDORLINI come BAGNOLI!

Mandorlini: "Dedicato a chi non c'era" / VIDEO
Postata il 05/04/2014 alle ore 21:50
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida contro il Chievo (0-1), 32a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "In generale credo che nel secondo tempo abbiamo fatto bene. All'inizio eravamo più preoccupati e nervosi, mentre il Chievo stava facendo la partita che aveva preparato. Durante l'intervallo ci siamo chiariti e nel secondo tempo è uscita la squadra che volevo. Abbiamo quindi fatto la partita che volevamo fare e abbiamo colto una vittoria cui tenevamo tutti. Il mio pensiero va a quelli che non sono potuti venire allo stadio e a Giovanni Martinelli, che anche se non ha potuto vedere questo derby credo sarebbe orgoglioso della sua squadra. Ma siamo contenti, era la settimana giusta e abbiamo trovato il risultato che volevamo. I prezzi della partita? Ognuno fa le scelte che crede, ma io come ho sempre detto ero dalla parte di quelli che sono rimasti a casa e dedico a loro la vittoria. Toni? Lo scorso anno Cacia ha fatto il record di gol in una stagione e quest'anno Luca ha fatto quello di reti in Serie A. E nonostante questo continuano a dire che Mandorlini non sa usare al meglio le proprie punti. Toni è determinante e la squadra ha fatto tanti punti, quindi sono contento. Mondiale? E' anche una questione di età, ma Prandelli conosce Toni e le sue caratteristiche uniche. Per statistiche e prestazioni meriterebbe di andare, ma ci sono tanti altri fattori in gioco. Il mio futuro? E' la prossima partita, al resto non penso. Non ho mai avuto problemi e mai li avrò quando ci sarà da parlare parleremo. Cacciatore? All'intervallo volevo dargli un pugno (ride). Scherzi a parte, ero arrabbiato perché eravamo troppo timorosi, non stavamo facendo la partita che volevamo. La squadra a volte va stimolata. La dedica, ripeto, va a chi non ha potuto comprare il biglietto perché troppo caro e a Giovanni Martinelli che oggi sarebbe stato felice. La mia avventura qui è iniziata con lui e rimane una figura importante. Europa? Siamo lì, pensiamo solo a fare più punti possibile".
Ufficio Stampa

Chievo 0-1 Verona: Dopo tante altre soddisfazioni mister Mandorlini si toglie anche quella di vincere il primo derby!

Mandorlini: "Sacrificio e forza, trionfo del gruppo" / VIDEO
Postata il 30/03/2014 alle ore 18:59
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida Hellas Verona-Genoa (3-0), 31a giornata della Serie A TIM 2013-14: "La partita? Non era facile dopo quattro sconfitte. Il morale e le convinzioni stavano un po' vacillando perché ogni sfida ha avuto la sua storia. La squadra, ad eccezione della partita di Cagliari e del secondo tempo di Genova contro la Sampdoria, ha sempre giocato, anche se alla fine ha perso. Se il Verona gioca da Verona e si sacrifica da Verona può vincere contro tutti. Oggi volevamo tornare alla vittoria, lo abbiamo fatto convincendo e attraverso il sacrificio e la convinzione da parte di tutti, soprattutto in inferiorità numerica. I record di gol in Serie A e di Toni? Sono molto contento, in quattro anni qui a Verona ne abbiamo fatti tanti. Speriamo che quelli ottenuti oggi non siano gli ultimi, c'è ancora tanta strada da fare. Sono molto contento per Luca Toni e per la squadra, che oggi voleva tornare a vincere. Battere il Genoa, in un momento positivo, così bene ed in inferiorità numerica ci rende molto orgogliosi. Elkjaer in tribuna? Porta bene. Lui è un'icona, ha visto vincere la sua squadra e mi auguro venga ancora. La sfida contro il Chievo? Noi non ci pensiamo. Da martedì, quando riprenderemo gli allenamenti, penseremo all'altra partita. Oggi contava fare bene con il Genoa, una squadra tosta e difficile da battere che è stata sconfitta su tutti i fronti. Il giallo ad Albertazzi? L'azione andava fermata prima, è andata così ma pensiamo alle cose positive. Oggi siamo ripartiti".
Ufficio Stampa

VERONA 3-0 GENOA: Il mister a fine gara...

Mandorlini: "Sono arrabbiato, voglio una reazione"
Postata il 25/03/2014 alle ore 16:15
PESCHIERA DEL GARDA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate alla vigilia della sfida contro il Cagliari, 30a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "Il nostro momento? Pensiamo già alla prossima partita, i periodi negativi ci sono. Abbiamo avuto un calo, non una crisi, ora pensiamo ad alzarci perché non servono altri discorsi.

La partita contro la Sampdoria? Dopo il loro primo gol abbiamo avuto 4-5 occasioni importanti, non abbiamo segnato e loro sono andati sul 2-0. Tante altre volte siamo riusciti a rimontare, ma il 3-0 ha spento le nostre velleità. E' stato un brutto risultato, ma ora c'è un'altra partita per reagire. In questo momento stiamo facendo fatica.

Le mie scelte? Qualcosa cambieremo, ci sono tre partite ravvicinate. Agostini è rientrato in gruppo, mentre Donati e Gomez sono ancora fuori.

L'impiego dei nuovi arrivi? Siamo una squadra, non pensiamo ai singoli.

Il Cagliari? Sarà una partita difficile, hanno perso a Bologna e corrono il pericolo di entrare nella lotta per non retrocedere. In Serie A non c'è nulla di facile, troveremo un ambiente ostico. Abbiamo subito l'occasione del riscatto, pensiamo a fare meglio determinate cose.

La contestazione? Qualcuno le ha vissute quelle vere, noi no. L'Atalanta ha raggiunto i 40 punti domenica, noi forse lo abbiamo fatto troppo presto? Ad inizio anno eravamo dati in zona retrocessione, mentre ci siamo salvati a marzo. Magari qui ci fosse qualche mercenario, forse saremo più cattivi e più figli di p...

Cosa cambia nella nostra strategia in queste 9 partite? La nostra ottica futura è solo la partita. Si guarda solo chi è pronto, indipendentemente dal fatto se è giovane o vecchio. Ne abbiamo parlato anche col direttore, guardiamo esclusivamente al presente. Vedo i ragazzi crescere, anche e soprattutto durante l'allenamento settimanale ed un esempio è Sala. Lui è un esempio importante. Magari cambieremo qualcosa, vorremmo farlo anche con i risultati e faremo di tutto per riuscirci.

La mia condizione mentale qui a Verona? Io sto bene qui, penso solo all'Hellas e non penso neanche lontanamente ad andarmene. Sono incazzato nero per aver perso una partita, non ci siamo abituati a sconfitte così. Ora pensiamo a parlare un po' più di calcio e a fare meglio certe cose che ora ci riescono male. Non siamo brillanti come prima, stiamo vivendo un brutto periodo, normale durante una stagione lunga.

Se abbiamo incontrato squadre con più fame? Abbiamo fatto altre partite del genere, una a Catania. E' normale, se avessimo 25 punti sarebbe diverso. Noi dobbiamo migliorare sempre, ci sono altre 9 partite da giocare, in Serie A ci stanno dei filotti negativi.

Troppi gol subiti a distanza ravvicinata? Paghiamo quando subiamo reti in momenti in cui c'è il massimo dispendio di energie. Noi giochiamo di squadra e, in quei momenti, paghiamo qualcosa individualmente. O ripartiamo o le chiudiamo in poco tempo.

Le motivazioni del gruppo? Non cambia il nostro modo di essere, ci vuole più equilibrio nel giudicare le prestazioni. Avevamo preparato bene anche la sfida contro la Samp, i ragazzi ci tenevano, ma alcune situazioni hanno cambiato la partita".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

25 marzo 2014 - Andrea Mandorlini

24.03.2014
INTERVISTE
L'INTERVISTA.
Mandorlini punta sul ritiro per ripartire
GENOVA. «Troppo facile da commentare». Volta la carta e guarda al futuro. Andrea Mandorlini mette a nudo le fragilità della sua squadra. Si spera momentanee. E utilizza il verdetto del campo come fonte di riflessione. Verona kaputt, Verona in ritiro. Verona presto in volo verso Cagliari. Samp a forza cinque, con vento di ponente.
Verona a meno cinque. Raffreddato e quasi ghiacciato. Non servono alibi. E il mister non li cerca. Servono rimedi e risposte alle tante domande che possono balenare nella testa dopo una sconfitta come questa.

Mandorlini, è una sconfitta pesantissima, Ma anche difficile da raccontare considerate le tante occasioni da gol create dalla sua squadra.
La sconfitta è pesante. Le occasioni non sono mancate. Ma la Samp è stata più brava di noi. Loro scendevano e la palla finiva in rete. Al terzo gol ho guardato l'orologio: eravamo solo al 38'. Il 5-0 è arrivato dopo meno di un'ora di gioco. Così tanto non possiamo concedere. E quindi, mi è facile commentare una partita finita quasi subito.

La tendenza si è fatta decisamente negativa. Nello specifico cosa non ha funzionato contro la Samp?
Sul piano mentale abbiamo pagato pesantemente dazio. Poi, credo che con un po' di fortuna in più nella prima parte di gara avremmo potuto rientrare in partita. Ce lo meritavamo. Ma non è andata così e dobbiamo guardare avanti. Per questo torniamo a Verona e andiamo subito in ritiro perché c'è da preparare la sfida di mercoledì contro il Cagliari. Dobbiamo porci tante domande. E trovare risposte.

Come spiega l'involuzione del Verona raggiunti i 40 punti?
Capita, a volte, di infilare una serie negativa di risultati. È successo al Toro, pure alla Fiorentina. Questo è il nostro momento difficile. Non c'è niente da nascondere, c'è solo da lavorare.

E se il Verona avesse dato tutto e si fosse fermato dopo la conquista della salvezza?
Quando finisci, poi riparti. Se tocchi il fondo, poi ti rialzi. Dovremo fare questo, avere l'atteggiamento giusto. Abbiamo a disposizione ancora nove partite. Le dobbiamo sfruttare al meglio. Per ripartire e chiudere nel miglior modo possibile la stagione.

A fine primo tempo, visto il pesante passivo, si poteva ipotizzare una serie immediata di cambi. È invece lei é tornato in campo con la stessa squadra. Perché?
Perché non volevo che si potesse pensare che avevao individuato dei capri espiatori. Era giusto ripartire con la stessa squadra.

A fine gara c'è stato un siparietto a centrocampo tra lei e Mihajlovic. Che cosa vi siete detti lei e il mister della Samp?
Che quando ci incontra gli va sempre troppo bene. In due partite (tra campionato e Coppa Italia) ci hanno rifilato nove gol. Troppi, onestamente. E quindi gli ho detto che questa storia prima o poi deve finire.

Parlava di domande e di risposte. La prima che si é posto dopo questa sconfitta, quale è stata?
È giusto avere un atteggiamento offensivo, è giusto pensare di attaccare. Questo modo di interpretare le partite ci ha permesso di raccogliere tanti punti nel corso della stagione e le soddisfazioni non sono mancate. Ma stavolta non lo abbiamo fatto con equilibrio. Abbiamo concesso troppo. Consegnando la partita nelle mani della Sampdoria. Ecco, da lí dobbiamo ripartire. Tenendo conto che vivere un momento di difficoltà sia comune a molti. Tocca a noi adesso venirne fuori. In fretta.

Perché il ritiro?
Perché è un periodo che non ci riesce di raccogliere punti. Non facciamo risultato. Dobbiamo ricompattarci, guardare in faccia e ripartire. Non lasciando nulla di intentato.
Simone Antolini

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Samp? Farà i conti con Romeo" / VIDEO
Postata il 22/03/2014 alle ore 16:00
PESCHIERA DEL GARDA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate durante la conferenza stampa alla vigilia di Sampdoria-Hellas Verona, 29a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "Le parole di Mihajlovic? Forte, non lo facevo così ironico. Bisogna vedere se Romeo però è d'accordo. Molti ci provano, a buttare Giulietta dal balcone, qualcuno ci riesce ma qualcun altro no. Scherzi a parte, siamo due squadre che vogliono tornare a fare punti, domani vedremo.

Le parole di Sogliano? Ci sta un calo a un certo punto della stagione, abbiamo ancora dieci partite da giocare per migliorare la nostra classifica. Faremo il massimo che possiamo, ci sono ancora 30 punti a disposizione. I ragazzi sono i primi a voler migliorare ancora.

Il rinnovo di Hallfredsson? Voleva restare, sono già 4 anni che è qui, fin dalla Lega Pro. Lo volevano in molti anche perché era in scadenza, ma io so che ha sempre voluto restare. Bisogna tenere alta la tensione perché abbiamo ancora tanti punti a disposizione.

Wenger e le 1000 partite? Sarebbe un bel traguardo, non nascondo che mi piacerebbe. Qui a Verona sto e sono sempre stato bene, certo che mille partite sono tantissime, ma altrettanto grande sarebbe raggiungerle.

Il nostro calo? Fisiologico, non di stimoli. Naturale una volta tagliato il traguardo avere un momento in cui si tira il fiato. Abbiamo vissuto tante giornate determinanti, ci sta aver speso qualcosa di troppo. Ora tutti avranno spazio se dimostreranno di meritarlo ovviamente.

La formazione con cui scendiamo in campo? Sempre la migliore possibile, tenendo presente quelli che sono gli impegni e le fatiche. I giocatori vorrebbero giocare sempre ovviamente, ma come ho detto con Sogliano valuteremo. Mihajlovic? Ha fatto tanti punti da quando è arrivato, ma noi guardiamo sempre e solo in casa nostra.

Attacco sterile? Siamo stati meno lucidi, sono i soliti discorsi, siamo stati anche poco fortunati probabilmente. Vedremo domani, abbiamo comunque avuto occasioni anche con l'Inter. Inoltre in diverse situazioni ci è mancato solo l'ultimo passaggio. Magari comunque, come ha detto Sogliano, arrivare l'anno prossimo a questo punto parlando di un calo con questi punti. Il grande lavoro della squadra e questo punteggio permettono alla società di programmare già la prossima stagione. Se possiamo tagliare anche altri traguardi in questo campionato, alzare l'asticella insomma, lo scopriremo solo giocando, nessuno può saperlo per ora. Non penso che abbiamo dei limiti particolari, ce la siamo sempre giocata con tutti. La vivo serenamente".
Ufficio Stampa

22 marzo 2014 - Andrea Mandorlini

Mandorlini: "Caro biglietti? Da tifoso non entro"
Postata il 22/03/2014 alle ore 15:55
PESCHIERA DEL GARDA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, in merito all'aumento dei prezzi dei biglietti operato dalla società A.C. Chievo in vista della sfida Chievo-Hellas Verona del 5 aprile: "I prezzi del derby? Chiedetelo a Campedelli, il motivo di questo rialzo. Io lavoro con la squadra e sarò in campo a vedere la partita felice di esserci. Ma se fossi un tifoso non andrei allo stadio, non so cosa faranno poi concretamente i tifosi del Verona, ma questo è il mio pensiero".
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Toni? Basta, deve essere tutelato" / VIDEO
Postata il 16/03/2014 alle ore 01:00
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida Hellas Verona-Inter (0-2), 28a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "Il Verona mi è piaciuto, così come mi era piaciuto nel secondo tempo a Parma, sta di fatto che raccogliamo pochi punti. Ho comunque fatto i complimenti ai ragazzi, che erano molto afflitti, perché secondo me hanno fatto una buona gara. Volevamo fare risultato contro una grande squadra davanti a questo pubblico, non ci siamo riusciti, forse non siamo ancora pronti per le grandi squadre. Il gol fallito da Moras? In questo periodo gira così, prendiamo facilmente gol e non riusciamo a concretizzare quello che creiamo. Salvo lo spirito della squadra che ha corso fino alla fine, che ha sempre voglia di lottare. Unico difetto esserci allungati un po' nel secondo tempo, ma mi dispiace per i ragazzi e per il pubblico di stasera che sicuramente meritavano qualcosa di più. Le 150 panchine? Il modo migliore per festeggiarle sarebbe stato fare una grande partita contro una squadra che per me ha significato molto. Ripeto, probabilmente non siamo ancora pronti per affrontare le grandi visto che le abbiamo perse tutte tranne il pareggio interno con la Juve. Questa squadra comunque è sempre riuscita ad andare oltre i propri limiti e ci proveremo quindi fino alla fine. La forza dell'Inter? Non importa, in campo vanno sempre 11 giocatori contro altri 11. Toni? Dopo le parole di Leonardi un girone fa Luca è diventato il bersaglio preferito di difensori e arbitri. E' ora di dire basta perché sta facendo di tutto e vedo nei suoi confronti una vera presa di posizione e questo mi dispiace molto. Se c'è un giocatore corretto è lui, chiaro che usa il suo grande fisico per giocare, ma è davvero bersagliato da difensori ad arbitri. E' un attaccante e se si ripete che agli attaccanti bisogna venire incontro lui non fa eccezione. Bisogna cambiare metro di giudizio. Il rinnovo di Hallfredsson? Sono felicissimo, l'ho già chiamato per fargli i complimenti. 7 anni qui se li merita, è un bravo ragazzo e un grande calciatore ".
Ufficio Stampa

Verona 0-2 Inter: 150 panchine in gialloblù per mister Mandorlini

Mandorlini: "Inter? Puntiamo sull'entusiasmo" / VIDEO
Postata il 14/03/2014 alle ore 17:11
PESCHIERA DEL GARDA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate durante la conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l'Inter, 28a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14 in programma sabato 15 marzo (ore 20.45): "La sfida contro l'Inter? Al di là dei miei ricordi troviamo una squadra in un momento positivo, la partita sarà molto difficile. Sono in crescita, vengono da alcuni risultati ottimi e puntano ad arrivare al terzo posto. Dopo la partita giocata contro la Juventus hanno ripreso a viaggiare, hanno recuperato dei calciatori importanti ed ambiscono ad un campionato diverso rispetto a quello che stanno disputando. Hanno tante qualità, noi cercheremo di fare al meglio il nostro dovere. Strategie per battere l'Inter? Siamo questi, dobbiamo fare meglio alcune cose, ma in casa abbiamo sempre avuto una spinta importante dal pubblico e faremo i conti sull'entusiasmo, da sempre la nostra leva. Le mie 150 panchine qui a Verona? Quando sono arrivato, vista la situazione che ho trovato, non riuscivo a vedere così lontano. Sono contento ed orgoglioso, lo sarei ancora di più se riuscissi a festeggiare con una vittoria. Dobbiamo sempre ricordarci da dove veniamo. La partita che ricordo con più piacere? Mi verrebbe da dire la prossima, ma ce ne sono tantissime in questi quattro campionato. La formazione? Qualcosa abbiamo pensato, mi tengo anche l'ultimo giorno disponibile perché può succedere di tutto. Al di là degli uomini, sarebbe bello vedere lo spirito giusto, quello che in casa ci porta sempre a fare la partita. Gomez? Ha avuto un piccolo fastidio, non ci sarà contro l'Inter. Probabilmente la settimana prossima inizierà un lavoro differenziato. Le italiane fuori dalla Champions League? In Europa, ad oggi, ci sono squadre più forti tecnicamente, con budget diversi e con calciatori di qualità superiore. Spero che qualche italiana riesca ad arrivare in fondo all'Europa League. Il nostro cammino rispetto all'andata? Magari potevamo giocarla come il ritorno, forse sono questi i nostri valori, ma tutto ciò dà ancora più valore a quello che abbiamo fatto. Tutti vorremmo migliorare, ma i numeri non mentono mai. Se dipende dall'addio di Jorginho? Vanno analizzate tante cose, magari anche con lui avremmo avuto la stessa media. Ma ripeto, abbiamo fatto qualcosa di grande, vincendo il nostro campionato personale. Ora si alza l'asticella, vedremo se riusciremo a saltarla, a cominciare dalla sfida contro l'Inter. Cirigliano? Può fare meglio e lo sa anche lui. Ci vuole pazienza, deve trovare continuità e l'allenamento settimanale, insieme al fatto di conoscere meglio la lingua ed inserirsi in un contesto di squadra, possono aiutarlo a fare meglio. Ci saranno altre prove, da lì vedremo la sua crescita. I miei ricordi all'Inter? Ce ne sono tanti, ma stare insieme a grandi campioni è semre un'emozioni. Ricordo i ritiri in albergo con Rumenigge, Collovati e Tardelli, ma ci sarebbero tanti aneddoti da raccontare di un periodo veramente bello".
Ufficio Stampa

14 marzo 2014 - Andrea Mandorlini festeggerà contro l'INTER le 150 panchine ufficiali con la squadra scaligera...

Mandorlini: "Bel Verona, ci è girato storto" / VIDEO
Postata il 09/03/2014 alle ore 18:49
PARMA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida Parma-Hellas Verona (2-0), 27a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "Se il pareggio era più giusto? E' stata una partita rocambolesca negli episodi chiave. Nel primo tempo siamo sempre ripartiti, creando situazioni importanti, mentre nel secondo parziale abbiamo giocato ad una porta. Parliamo di una partita decisa dagli episodi rocamboleschi ma noi accettiamo e basta. Il rigore? Vorrei rivederlo. Ci sono stati vari episodi in questa partita, ora non voglio parlarne perché non credo sia giusto. Devo fare i complimenti a miei ragazzi per il match, di grande personalità, volevamo vincere su un campo di una squadra con dei valori molto alti ed io sono contento. Siamo venuti qua per fare risultato e lo avremmo anche meritato. Le parole di Leonardi dell'andata? Non voglio giudicare, parlo dell'aspetto tecnico, di quello che ha fatto la mia squadra. Io sono contento, degli episodi devono parlare altre persone. Cirigliano? Sono felice di quello che ha fatto, ma è chiaro che anche lui può dare di più. Non giocare con continuità può farti perdere ritmo, bisogna aver pazienza. Rafael? E' un protagonista di questa squadra. Contro il Bologna è stato determinante, nel calcio ci sono momenti come questi. Vorrei premiare l'atteggiamento della squadra, ottimo in un campo difficile come questo. Dispiace perché volevamo fare punti dopo una buona partita. Le voci sull'Udinese? Penso a Verona, una realtà stupenda. Stiamo facendo bene tutti, il resto conta poco. L'Inter? Dobbiamo recuperare in fretta, prima o poi riusciremo a battere una grande, anche se loro faranno di tutto per vincere al Bentegodi".
Ufficio Stampa

PARMA 2-0 VERONA: Mandorlini 'Bel Verona, ci è girato storto'

Mandorlini: "A Parma per fare risultato" / VIDEO
Postata il 08/03/2014 alle ore 15:32
PESCHIERA DEL GARDA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate alla vigilia della sfida Parma-Hellas Verona, 27a giornata del campionato Serie A TIM in programma domenica 9 marzo (ore 15) allo stadio Tardini di Parma: "Cosa mi aspetto da questa gara? Mi aspetto di vincere, o per lo meno fare bene contro una squadra che sta facendo un grande campionato. Il Parma fin dall'inizio aveva grandi ambizioni e adesso viene da una striscia di 14 risultati utili consecutivi, quindi sarebbe una soddisfazione ancora maggiore riuscire a fare risultato.

Le mie scelte? Il progetto, l'idea fissa è quella di giocare la partita con la miglior squadra possibile nel momento del match. Io preparo la partita di volta in volta, ma non vi anticipo nulla, vi dico solo che gioca Luca Toni.

Udinese? Non penso niente riguardo a quanto uscito in settimana perché non c'è nulla di vero. Guidolin è un amico, mi ha anche fatto sapere che mi ha votato alla Panchina d'argento. È una falsità creata per destabilizzare un po' l'ambiente, sono rimasto stupito perché non ne sapevo nulla.

Il rinnovo? Non ne ho ancora parlato con il presidente, per ora penso solo alle partite che rimangono da giocare, a fine stagione si vedrà.

Meglio Toni o Cassano? Per noi Luca è determinante e spero sia decisivo anche domani. Sono tutti e due giocatori fantastici che hanno fatto grandi carriere, noi abbiamo la fortuna di averne uno nella nostra rosa.

Donadoni? Non conosco bene la società del Parma quindi non so dire che tipo di programmazione ci sia alle spalle dei crescenti risultati dei crociati, ma dal punto di vista sportivo questo allenatore sta facendo grandi cose. E per fare grandi cose sul campo e coi risultati ci vuole grande programmazione da parte della società, quindi immagino il Parma ne abbia una. Non so se sia un modello per noi, noi siamo una neopromossa che vuole ritagliarsi un pezzo importante in questa Serie A, loro invece sono praticamente sempre in Serie A da ormai più di vent'anni. Quindi andiamo avanti senza bisogno di riferimenti, anche se il Parma è ben organizzato senza dubbio.

Se è uno spareggio per l'Europa? Non direi, è una partita come le altre perché ne mancano ancora moltissime da qui alla fine e quindi a prescindere dal risultato la stagione sarà decisa più avanti. Ci teniamo molto, ovviamente, perché abbiamo gli stessi punti. È comunque presto per dichiarare quale sarà il nostro obiettivo finale.

La rosa del Parma? È fortissima e trovo normale che sia lì, ha moltissimi nazionali e giocatori di grande livello. Da Cassano e Biabiany, da Paletta a Gargano, hanno davvero una rosa che non può non essere collocata appena sotto le grandi del campionato.

Gli stimoli? Non ci mancano assolutamente, abbiamo ancora tante partite da giocare e obiettivi da centrare. Non vedo alcun tipo di rilassamento nei miei giocatori, e quando e se ci sarà l'unico colpevole sarò io. Tutti i giocatori, a parte qualche piccola situazione uscita contro il Bologna, sono pienamente coinvolti nel progetto. Ogni settimana si lavora per la partita successiva.

L'approccio alla gara? Il Parma punta l'Europa League perché è in A da molti anni, per noi è piccolo sogno che proveremo a realizzare. Lo spirito e l'atteggiamento della squadra è sempre quello di provare a fare risultato.

Toni? Non so a quanti gol possa arrivare ora della fine, lui per primo ha tantissima voglia di tornare a segnare visto che viene da 4 partite di fila in cui è sempre andato in gol.

Pillud, Maietta e Hallfredsson? Sono tutti potenziali titolari, stanno bene e sono perfettamente inseriti nel gruppo. Solo Pillud sta ancora imparando alcune nozioni tattiche fondamentali. Hallfredsson ha anche appena fatto un'intera partita con la nazionale islandese.

La festa della donna? Le donne ricoprono un ruolo importante nella nostra vita, quindi auguri a tutte.

Il modulo del Parma? Hanno anche cambiato a campionato in corso, conosciamo il nostro modo di giocare e questo è quello che conta, sapremo imporre il nostro gioco.

Maietta? Se la vedrà con Marques, che sta facendo bene, li voglio tenere in ballo tutti e due fino alla fine.

Lo stage della nazionale? Sono stati convocati anche dei Primavera e dei giocatori di Serie B, ma ci poteva stare anche Albertazzi a mio avviso. Ad ogni modo spetta a Prandelli, che è molto bravo, selezionare i giocatori".
Ufficio Stampa

8 marzo 2014 - Andrea Mandorlini prima della sfida-Europa col PARMA

Mandorlini: "Obiettivo raggiunto, testa solo all'Hellas"
Postata il 03/03/2014 alle ore 22:30
VERONA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, intervenuto telefonicamente alla trasmissione "Vighini Show", in onda su TeleNuovo e condotta dal giornalista Gianluca Vighini: "La panchina d'argento? Meglio essere sesti oggi che vincerla".

La partita col Bologna? Eravamo in una di quelle giornate dove quando pareggi è comunque tanto. Eravamo lenti, impacciati, non abbastanza carichi, capitano partite così.

Toni? È fondamentale per noi, non solo per i gol ma per tanti altri motivi. Sono comunque contento di Rabusic, ha fatto quello che gli ho chiesto. Col Bologna il centrocampo era sottotono, mentre la difesa ha fatto una buona prova.

Iturbe? Non era al massimo, venerdì aveva preso una brutta botta ma ha voluto esserci e di questo sono orgoglioso, per la sua crescita mentale. Anche il resto della squadra non è riuscita a supportarlo al meglio, come dicevo era una giornata difficile e aver fatto un punto è comunque importantissimo.

Cacia? Con lui ho un rapporto splendido, è stato ed è un giocatore importante. Gli ho sempre detto che sarebbe stato un giocatore chiave di questa squadra, lui stesso ha ammesso di non aver dato il massimo. Ha comunque la mia stima, che però va coltivata e mantenuta.

Il rinnovo? Ho un rapporto splendido con tutti, ma ora voglio parlarle di cosa ha fatto questa squadra, di quanto sia straordinario l'operato dell'Hellas Verona in questa stagione. Perciò trovo inutile parlare di tante piccole cose abbastanza inutili, sinceramente.

Cirigliano? Ha avuto delle chance, e si è anche comportato bene. È il più giovane, deve fare tante cose e ancora fa fatica a farne alcune. È comunque una giocatore fantastico che si allena sempre al massimo, ho tantissima considerazione di lui.

Hallfredsson? È con me da molto tempo, ma non lo terrò mai fuori per ragioni contrattuali, per me queste cose non esistono né esistono per la società. E lo stesso vale per Cacia, io gli voglio molto bene e lui sa che pretendo molto da lui, se vorrà essere importante avrà mille occasioni per dimostrarlo.

Il finale di stagione? Metterò in campo di volta in volta la formazione che secondo me è la migliore, non faccio valutazioni contrattuali o di altro genere, cercheremo solo di vincere tutte le partite. Oggi sono andato a Coverciano con Ballardini, abbiamo parlato di come non siamo riusciti a esprimerci in nessun modo, eravamo ancora peggio che col Torino dove si erano fatti degli errori ma la prestazione c'era stata".

Successivamente, l'allenatore gialloblù è intervenuto telefonicamente anche alla trasmissione "Lunedì nel pallone", in onda su TeleArena e condotta dal giornalista Gianluca Tavellin: "La partita contro il Bologna? Abbiamo acquisito un po' di maturità, ci godiamo questi pareggi, dobbiamo essere contenti. La partita è stata quello che è stata, abbiamo raccolto un punto importante che ci ha permesso di raggiungere la salvezza a marzo, stiamo facendo un campionato incredibile e ormai siamo diventati grandi. La panchina d'argento? Al di là del premio contano i punti di quest'anno e noi ne abbiamo già fatti 40. Siamo veramente molto contenti.

A Parma per l'Europa? Mi auguro che dal punto di vista fisico e mentale staremo meglio. Teniamo molto a questa partita, tutti i ragazzi vogliono giocare diversamente rispetto alla sfida col Bologna.

Cirigliano e Cacia? Quello che ho detto domenica vale sempre. Con Cacia sono sempre stato chiaro, l'ho visto dispiaciuto ma ho detto che lui sarebbe sempre stato la prima scelta. Poi uno si deve far trovare pronto, deve pensare ad allenarsi con un piglio diverso. Per Cirigliano vale la stessa cosa, giocherà ancora, ma Donadel mi dà altre garanzie in questo momento. Ciò che conta sono i punti e l'atteggiamento della squadra.

Io e Ballardini? Siamo stati insieme a Coverciano, con lui c'è un grande rapporto di amicizia.

Il contratto in scadenza? L'anno scorso abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, come quest'anno. Io con l'Hellas non ho problemi, indipendentemente dalle scelte che verranno fatte. Qui mi trovo bene, l'ho sempre detto e non ci sarà bisogno di molti discorsi perché penso solo ai colori gialloblù".
Ufficio Stampa

Panchina d'argento - Mandorlini secondo
Postata il 03/03/2014 alle ore 13:04
COVERCIANO - Andrea Mandorlini secondo alla "Panchina d'argento". Il prestigioso riconoscimento, assegnato al miglior allenatore della Serie B 2012-13, è stato consegnato lunedì 3 marzo, presso il Centro Tecnico di Coverciano, all'allenatore del Sassuolo, Eusebio di Francesco. Al terzo posto si è classificato Davide Nicola, in una graduatoria decisa dai voti degli stessi allenatori. E' un bellissimo premio a testimonianza dell'ottimo campionato disputato dai gialloblù nel campionato scorso, terminato con la splendida promozione in Serie A grazie al lavoro determinante del nostro allenatore e del suo staff.

All'evento, anticipato dall'incontro di aggiornamento per gli allenatori di Serie A e B, hanno parteciato anche Carlo Ancelotti e Luciano Spalletti, rispettivamente sulla panchina di Real Madrid e Zenit San Pietroburgo.
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Grande partita, bravi ragazzi" / VIDEO
Postata il 23/02/2014 alle ore 17:30
LIVORNO - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida contro il Livorno (2-3), 25a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "Siamo venuti qui per vincere. Abbiamo fatto una bella partita, con tante cose positive, non ho mai pensato che il Livorno potesse arrivare al pareggio. Volevamo fare punti, questa è una vittoria importantissima considerando anche la sofferenza finale: eravamo in tanti ad aiutarci, aspetto fondamentale per una squadra. Hellas sontuoso? Le partite vanno giocate fino alla fine. Dopo un grande primo tempo potevamo chiudere definitivamente la partita nei secondi 45 minuti, qualcosa abbiamo mollato e loro hanno trovato due gol ravvicinati. Poi la squadra si è compattata e non abbiamo rischiato più nulla. Noi salvi? Credo di sì, ma dovremo giocare tutte le partite con la stessa intensità per vincerne il più possibile".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

Livorno 2-3 Verona: 'Dobbiamo mantenere intensità per 90 minuti'

Mandorlini a giugno sulla panchina dell'Inter?
11-02-2014 - Antonio Montuoro
In caso di risultati negativi di Mazzarri, potrebbe aprirsi il toto panchina e Mandorlini sarebbe uno dei papabili
Il mercato di giugno è lontano, ma neanche tanto poi... I sussurri che nascono in inverno e in primavera lasciano spesso il tempo che trovano, ma hai visto mai che qualche previsione sconsiderata poi non si avveri?

Questo è il caso di Andrea Mandorlini, tecnico dell'Hellas Verona dei miracoli che domenica è riuscito a bloccare sul pareggio nientemeno che la capolista Juventus. La squadra ha reagito con grinta e coraggio, ovvero le doti principali del suo tecnico, ad un brutto primo tempo e nella seconda frazione di gara è riuscita a ribaltare la gara, pareggiando al 94esimo.

Nelle interviste del dopo gara, Mandorlini ha espresso tutta la sua soddisfazione, e il carattere della squadra nel secondo tempo gli è piaciuto particolarmente. Non è mancato l'accenno all'arbitraggio, ritenuto dai più nettamente pro Juve, ma il tecnico non ne ha fatto un dramma.

Sono state altre le dichiarazioni che se interpretate correttamente, danno vita ad una serie di considerazioni da non snobbare. Il tecnico, ex giocatore dell'Inter di Trapattoni, che ottenne lo scudetto dei record nell'epoca dei 2 punti a vittoria, ha ammesso di non aver idea di cosa succederà in futuro, e si è soffermato particolarmente sul fatto che di sogni da realizzare ne ha tutt'ora, nonostante già una buona porzione siano ormai stati belli che archiviati.

A domanda precisa su un suo possibile passaggio sulla panchina dell'Inter il tecnico ha risposto che l'Inter è la sua squadra del cuore e che per il momento non pensa ad un cambio di scenario per la sua carriera di allenatore. Tra le righe si sono capite cose che forse in realtà già si conoscevano, ovvero che Mandorlini è innamorato di Milano e dell'Inter, società con cui come detto prima, da giocatore in passato ha vinto tanto. Il mister ha lasciato così facendo uno spiraglio aperto per il futuro, anche immediato, nel caso a giugno la società del magnate Thohir avesse bisogno di linfa sulla panchina.

Nei giorni scorsi il presidente indonesiano, ha rinnovato la fiducia al tecnico Mazzarri, ma risulta difficile credere che con pessimi risultati da qui a fine campionato, il tecnico di San Vincenzo potrà stare tranquillo. Ragion per cui, credere in un futuro con Mandorlini, interista vero, sulla panchina dei nerazzurri è tutt'altro che utopia. In effetti, oltre alle qualità emozionali, il buon vecchio Andrea ha dimostrato in questa prima metà di stagione, grande sagacia tattica, facendo rendere al massimo gente come Toni, alla veneranda età di 36 anni capace di andare in doppia cifra di goal in campionato, Iturbe e Romulo, letteralmente resuscitati dalla cura Mandorlini, senza dimenticare Jorginho, ovvero il faro di centrocampo passato al Napoli nel mercato invernale.

Un allenatore che sa lavorare coi giovani, permettendogli di crescere, e anche dare una mano ai senatori, doti che lo renderebbero ideale per una permanenza duratura sulla panca meneghina. Staremo a vedere. Il futuro riserva sempre sorprese.

FONTE: News.SuperMoney.eu


Mandorlini: "Squadra e società fanno cose importanti"
Postata il 11/02/2014 alle ore 13:15
VERONA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate alla trasmissione "Il processo del lunedì", in onda su Rai Sport 1 e condotta dal giornalista Enrico Varriale: "Io l'allenatore del momento dopo aver fermato la Juve? Tutta la squadra e la società stanno facendo cose importanti. Ci mancava una partita così, abbiamo ottenuto un risultato bello e meritato contro una grande squadra.

L'arbitro Doveri? A caldo si fanno fatica a valutare certe situazioni, qualcosa è stato sbagliato e noi abbiamo avuto sfortuna su certi episodi.

Se il rigore poteva cambiare la partita? Ho sentito tanti commenti, credo che la massima punizione ci poteva stare perché Vidal è andato verso la palla con il braccio. Altri discorsi non servono, questo pareggio vale come una vittoria.

Il nostro carattere? Questi risultati vengono da lontano, da quattro anni seguiamo un principio, una filosofia. Abbiamo vinto la Lega Pro e la Serie B giocando con determinate caratteristiche, la società è sana e vicina al tecnico, l'entusiasmo ci sta facendo fare cose incredibili.

Se pensavo di fare un campionato così? Vedevo il buon potenziale, speravo di vincere tante partite. Così ci è capitato e siamo contenti. Tanti ragazzi erano in Lega Pro con me, al nucleo importanti si sono aggiunti calciatori di esperienza e qualità: ci sono tante componenti che hanno reso importante il Verona.

L'obiettivo? Resta la savezza. Raggiunti i 40 punti sarò il primo a pretendere dei miglioramenti, perché questa piazza splendida li esige, ma ora pensiamo a dare continuità ai risultati. Chi sogno di allenare? Vivo il presente, rappresentato da questa società incredibile.

Toni? E' stata un'idea nata in estate parlando col direttore: cercavo un attaccante con certe caratteristiche. Ci siamo parlati, ho capito che era il calciatore giusto per noi e lui ha accettato. E' stata una scommessa che stiamo vincendo entrambi".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


10.02.2014
«Il pari? Vale più della vittoria»
ANDREA MANDORLINI
Un pari che vale come una vittoria. «Anche un po' di più», ammette mister Mandorlini alla fine della partita. Il Verona frena la corsa della Juve e si conferma in Zona Uefa. Una grande gioia per tutti. «Ci mancava una partita così - ammette il tecnico gialloblù -, ci mancava il risultato contro una grande squadra. Avevamo fatto buone cose anche con la Roma, con il Napoli, con il Milan a San Siro ma siamo tornati a mani vuote. Con la Juve siamo stati veramente bravi, la partita che volevo. Un sogno».

Quando cambieranno gli obiettivi del Verona?
«Noi pensiamo partita dopo partita, adesso spostiamo l'obiettivo sul Torino. Dobbiamo arrivare a quaranta punti, poi faremo due conti».

Primo tempo sottotono?
«Diciamo che da qualche partita non giochiamo un primo tempo come piace a me, come piace alla squadra. Con la Juve sembrava la stessa cosa. Non avevamo ancora messo piede in campo ed eravamo già sotto uno a zero. Salta tutto, bisogna ricominciare, ripartire da zero, cancellare tutto quello che avevamo preparato in settimana»

Troppo libero Pirlo?
«L'avevamo pensata così, all'andata avevo mandato Jorginho su Andrea ma in casa avevo impostato una partita diversa. Poi abbiamo preso gol dopo tre minuti e tutto si è complicato».

Grande reazione nella ripresa?
«Un secondo tempo di grandi emozioni, siamo riusciti a cambiare la partita con il carattere, la grinta, l'umiltà di lottare pallone su pallone. Non è facile andare in campo e trovarsi sotto due a zero dopo venti minuti, al Bentegodi, contro i campioni d'Italia, nella partita che tutti aspettavano da una vita. Bisogna fare i complimenti ai ragazzi. Non sono stati bravi, molto di più».

Il litigio con Lichsteiner ha dato la scossa?
«Da qualcuno la scossa doveva partire ma non ho acceso io la miccia, sono stati bravi i ragazzi a ritrovare gli stimoli giusti per riaprire la gara. Dopo il gol di Toni ho capito che poteva succedere di tutto, anche una grande squadra quando prende gol va sotto pressione. Questa volta è successo alla Juventus e noi abbiamo portato a casa un risultato incredibile, una grande impresa. Con Lichsteiner abbiamo chiarito tutto, solo cose personali, adesso è tutto alle spalle».

Le scelte iniziali?
«Jankovic aveva fatto molto bene anche con il Sassuolo e volevo confermarlo per dargli continuità. Donadel ha fatto molto bene davanti alla difesa ma non è una sorpresa, tutte le volte che l'ho mandato in campo mi ha dato risposte positive ma questo non è il Verona di Jankovic o Donadel, questa è una squadra che ha dimostrato ancora una volta di essere un grande gruppo, di avere valori importanti che non sono solo tecnici»

La mossa Juanito?
«Avevo ancora una sostituzione da fare e due scelte perchè un cambio me l'ero bruciato con Donadel che si era infortunato. Avevo già mandato in campo Cirigliano e Martinho, volevo togliere Cacciatore per dare più forza in avanti. Ero indeciso tra Marquinho e Gomez. Marquinho sta lavorando bene, ha un grande tiro, potevo darci una mano anche da fuori. Juanito è un attaccante vero, si muove bene in area, ha il guizzo del bomber. Speravo potesse fare qualcosa, alla fine ho scelto lui, è andata bene. Le sostituzioni hanno cambiato la gara? Diciamo che i giocatori che sono entrati in campo hanno dimostrato che qui si rema tutti nella stessa direzione».

Restano un paio di rigori non dati?
«Non voglio parlare degli episodi, sono sotto gli occhi di tutti. Tutti fanno degli errori: i mister, i giocatori, può capitare anche agli arbitri. Deve passare questo messaggio, fa parte del gioco».

Toni continua a sorprendere
«Ho visto che stava bene, mi sembrava ancora più grande di quello che è. Non penso solo al gol ma all'esempio che dà alla squadra. Un desiderio? Togliergli qualche anno ma non si può e, allora, godiamocelo così, per quello che fa».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Il nostro è un campionato incredibile"
Postata il 10/02/2014 alle ore 14:55
VERONA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate durante la trasmissione "Radio anch'io sport" in onda su Radio Uno: "La reazione nel secondo tempo? Dopo pochi minuti siamo andati sotto per colpa di un gol strano, poi la Juventus ha continuato a premere e la gara si è messa male con il raddoppio. Sembrava tutto perduto, non riuscivamo a reagire, ma c'erano altri 45 minuti da giocare e bisognava fare di tutto per riaprirla. Qui al Bentegodi, grazie anche al nostro pubblico, le partite non finiscono mai.

Obiettivo Europa League? Assolutamente no. Siamo una neopromossa, la Serie A è difficile e noi stiamo facendo un campionato incredibile. Il nostro obiettivo non cambia, pensiamo a raggiungere i 40 punti e poi vedremo cosa succederà.

L'ingresso di Osvaldo? Poteva dare più profondità, visto che noi ci eravamo allungati. Ci mancava una partita così contro una grande, siamo riusciti a rimanere in gara fino alla fine.

Noi come il Verona di Bagnoli? Io ero giocatore, quel Verona fu bravissimo, una squadra che è ancora leggenda. Toni? E' incredibile, pazzesco, domenica aveva una carica incredibile.

Jorginho? E' un ragazzo fantastico, un po' ci manca e a Napoli se lo godranno. Ma noi abbiamo le giuste alternative per andare avanti.

Il contratto in scadenza? Qui ho passato quattro anni bellissimi, sto benissimo e non ci saranno problemi quando andremo a discutere il rinnovo. Ora non è il momento per farlo, pensiamo solo alle partite da giocare".

Successivamente, Andrea Mandorlini è intervenuto anche alla trasmissione "Si gonfia la rete", in onda su Radio CRC: "La differenza tra Napoli e Juventus? Io vivo le nostre esperienze. Ci mancava il risultato, con le grandi abbiamo fatto sempre buone gare. Il rammarico è stato quello di non aver tenuto aperte le gare fino alla fine e contro la Juventus siamo stati premiati all'ultimo istante. I bianconeri, però, sono in vantaggio per punti e consapevolezza e sono più avanti nel percorso di crescita rispetto a Napoli e Roma.

La squadra di Conte in calo? Non mi sembra. Stiamo parlando di una partita che sembrava conclusa nel primo tempo, ma queste rimonte sono il bello del calcio. La Juve è forte, determinata, ha avuto alcuni episodi a favore e sembrava una partita stregata.

Conte, Garcia o Benitez? Ormai la Juventus è avanti, c'è un lavoro che continua da tempo ed hanno vinto tanto. Mi piace molto la Roma, è equilibrata, mentre il Napoli ha un potenziale incredibile e sono felice per Jorginho, che mi sta piacendo tantissimo. La squadra di Benitez si godrà tantissimo questo ragazzo, bravo a vedere la giocata prima di tutti".
Ufficio Stampa

Mandorlini "Bravi a crederci sempre" / VIDEO
Postata il 09/02/2014 alle ore 19:10
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della sfida con la Juventus (2-2), 23a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "La partita? Questo è un pareggio che vale come una vittoria, abbiamo recuperato sia grazie ad un grande secondo tempo, giocato con grinta e determinazione, e sia grazie alla spinta dei tifosi, che non ci stavano a perdere. La Juventus ha giocato un grande inizio di partita, noi siamo riusciti a tenerla aperta e alla fine abbiamo pareggiato. Il risultato contro una grande squadra? Le prestazioni ci sono sempre state, il rammarco era di non aver tenuto aperta la partita. Oggi ci siamo riusciti, quando sembrava tutto buio, ma abbiamo un cuore incredibile come la gente che ci ha spinto. Ci abbiamo creduto sempre e alla fine siamo stati premiati. Il nostro secondo tempo? Nello spogliatoio mi sono arrabbiato molto, non avevamo giocato nel primo parziale. Se potevamo vincere? Su certi episodi siamo stati pochi fortunati, ma ci può stare. Non abbiamo mai mollato, facendo una prestazione importante: questo è ciò che conta".
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Verona 2-2 Juventus: MANDORLINI commenta a fine gara...

Mandorlini: "Arrivare in fretta alla salvezza"
Postata il 27/01/2014 alle ore 10:30
MILANO - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate durante la trasmissione "La Domenica Sportiva", in onda su Rai 2 e condotta dalla giornalista Paola Ferrari: “[...] La partenza di Jorginho? Ci vorrà tempo per assimilarla, era un giocatore importante, gli auguro di esserlo anche nel Napoli. Noi abbiamo due alternative: oggi ha giocato Donati, col Milan Cirigliano, e quest'ultimo rappresenta anche il nostro futuro. Non si poteva bloccare un giocatore importante come Jorginho, la società ha fatto bene a venderlo perché era il momento adatto. Il fattore casa? Il Bentegodi per noi è importante, sono a Verona da quattro anni e abbiamo vinto quasi il 90% delle partite in casa, il fattore campo è fondamentale per noi.

I nostri obiettivi? Quello primario è la salvezza, non ci interessa altro. Ci sono ancora tante gare e noi ci crediamo, la mia squadra mi ha dato tante soddisfazioni e me ne darà ancora. Con tutte le grandi squadre abbiamo fatto degli errori e li abbiamo pagati cari.

Chi vincerà lo Scudetto? Ho visto la partita di campionato e anche quella di Coppa Italia, e io direi la Juventus. Ha un vantaggio importante sulle inseguitrici anche se si è leggermente ridotto, ma rimane sempre la favorita, nonostante la Roma sia un’ottima squadra.

Pazzini? Sono contento per Giampaolo, tornava da un infortunio e ha fatto un gol importante. Ho visto la felicità dei giocatori del Milan, hanno vinto due partite di seguito, la prima purtroppo contro di noi dove abbiamo concesso qualcosa di troppo solo nel finale. Però sono contento per lui, è un ragazzo fantastico così come Montolivo e penso siano importanti per la rinascita di questo Milan".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


07.01.2014
«Piedi per terra Ma è stupendo stare quassù»
Mandorlini fa i complimenti alla squadra: «Dico bravi a tutta la squadra, ci prendiamo i complimenti con piacere perché vincere qui non è facile per nessuno»

Francesco Arioli
UDINE
L'abituale self control stavolta si confonde con i sorrisi. Larghi. Andrea Mandorlini ha l'umore alto, altissimo. Distribuisce battute, regala dolcezze.
Merito - si presume - della stratosferica classifica del suo Verona, che a Udine ha centrato un'altra bella impresa: «Siamo contenti», ammette. «Tutti questi punti pesano». Nessuna meraviglia particolare però: «Diciamo che in settimana avevo visto segnali buoni, anche da chi è rientrato dopo. C'era uno spirito positivo, l'ambiente sereno. L'avevo detto anche nel pregara che sarebbe stato bello ripartire da dove avevamo finito e ce l'abbiamo fatta. I miei sono stati bravi».

Del resto «questa era una partita importante, contro una squadra che ha valori molto alti al di là del momento non proprio positivo. Noi comunque abbiamo fatto la nostra partita e io sono molto contento».
Verona oltre le previsioni generali in ogni caso. Forse anche di quelle del tecnico che, dopo Verona-Lazio, aveva confessato che avrebbe firmato per fare tre punti nelle tre sfide successive: «Allora adesso ci tocca perderne due...». Risata. Poi abbassa gli occhi, quasi imbarazzato da una posizione così prestigiosa. E ricorda il calendario, tostissimo: «Abbiamo Napoli, Milan e Roma. Poi Sassuolo e Juve... Abbiamo davanti tante partite difficili. E allora viviamo il presente perché il presente è bello, perché abbiamo fatto tanti punti e una buona partita. Perché i giocatori si sono ripresentati bene e lo spirito di squadra è alto... Siamo orgogliosi anche perché vincere qua così non è facile per nessuno».

Si sprecano le attestazioni di stima. Al Friuli è emerso il piglio della grande squadra, l'organizzazione di una big. Mandorlini incamera tutto, quasi imbarazzato: «Che dire? Ci prendiamo i complimenti anche perché l'Udinese deve restare un simbolo, un riferimento per le squadre medio-piccole. E poi di là c'è un allenatore che stimo, uno di migliori. E c'è una proprietà, una famiglia che ha fatto cose importantissime... Anche se pure la famiglia Setti in questo è sulla strada buona...».

Tra meriti degli uni ed errori degli altri «la verità sta sempre a metà: noi sapevamo di dover contenere in una certa maniera l'Udinese, concedendo qualche giocata esterna. Sapevamo che sui cross potevamo soffrire meno che sulle penetrazioni centrali ed avevamo preparato la partita anche per ripartire. I ragazzi sono stati bravi ad approfittare degli spazi», ribadisce l'allenatore dell'Hellas. «Punti in casa, punti in trasferta? Quello conta poco. Dico solo che adesso i punti sono tanti e che ce li siamo meritati tutti».
A Udine partendo tra l'altro con otto undicesimi del vecchio Hellas, quello che dominava in B: «Vecchi o nuovi sempre il Verona è. I principi di gioco, di gestione non sono mai cambiati», spiega Mandorlini. «Chiaro che sulla vecchia squadra abbiamo innestato giocatori nuovi come Luca Toni, Iturbe e tanti altri. A proposito: stiamo vivendo un momento particolare di mercato e io ho detto ai ragazzi che mi piacerebbe restassero tutti, anche chi ha giocato meno o niente perché si è consolidato un ambiente, uno spogliatoio forte. Davanti a tutti c'è chi gioca e chi sta facendo bene ma io credo che le vittorie arrivino anche perché dietro c'è gente che lavora altrettanto bene, c'è uno spogliatoio unito. Nonostante a giocare ci tengano tutti»

Quanto agli obiettivi, non pensate che il timoniere gialloblù possa già abbandonarsi a mire europee: «Dopo i 40 punti magari cambierò obiettivi. Ma c'è ancora tanta strada. E poi questi discorsi contano relativamente. Bisogna sempre pensare una partita alla volta», rimarca lui. «E credo che questa sia anche un po' la nostra forza. Ora dobbiamo recuperare, ho dato ai ragazzi un giorno di riposo in più.
Ma guardiamo al calendario, le difficoltà aumentano. Diciamo che tutti i punti che abbiamo fatto finora magari ci aiuteranno a sopportare le difficoltà, quando arriveranno. Però non cambia niente: noi sappiamo qual è il nostro obiettivo primario e il nostro obiettivo non cambia».

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Successi costruiti nello spogliatoio" / VIDEO
Postata il 06/01/2014 alle ore 19:43
UDINE - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la vittoria per 3-1 contro l'Udinese, 18a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "La partita? Abbiamo fatto bene, faccio i complimenti a tutti. Siamo ripartiti da dove avevamo finito, siamo contentissimi. Ci teniamo strette le cose buone che abbiamo fatto, ce le meritiamo tutte, la classifica è importante e ci aiuterà ad affrontare le sfide difficili che arriveranno. Prima della partita avevo buone sensazioni, siamo stati bravi nel fare tutto quanto avevamo preparato. Toni? Lo abbiamo recuperato prima della gara, ha fatto due gol, spero continui così: è un esempio importante da seguire. Il mercato? Vorrei ritrovare tutti qui, anche chi ha giocato poco. Questi successi si costruiscono nello spogliatoio. Il nostro obiettivo? Vivo alla giornata, ora pensiamo al Napoli".
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FONTE: HellasVerona.it

UDINESE 3-1 VERONA: Il commento di mister MANDORLINI

31.12.2013
Mandorlini brinda «Un 2013 bellissimo»
«La promozione dell'Hellas in A mi ha regalato una grande emozione Un acquisto impossibile? Ribery. Sai che tridente con Toni e Iturbe...»
Andrea Mandorlini sorride, il suo Hellas vola anche in A

Si è ricaricato in famiglia, tra una passeggiata in riva al mare e una battuta di caccia con gli amici. Andrea Mandorlini ha già mandato in archivio il 2013, adesso si pensa solo al 2014. Ieri pomeriggio Toni e compagni hanno ripreso la preparazione in vista della sfida con l'Udinese. Il momento giusto per fare un bilancio degli ultimi dodici mesi. «Un anno bellissimo - racconta - che ha segnato la mia vita e la mia carriera. Sì, è vero, l'Hellas era stato costruito per salire subito ma vincere il campionato non è facile. La nostra promozione in A mi ha regalato un'emozione incredibile».

Da una parte la gioia sportiva, dall'altra il dolore privato...
«Un sacrificio sull'altare delle vittorie. Sportivamente parlando il 2013 mi ha dato tutto, umanamente devo ammettere che ho sofferto tantissimo. Prima la scomparsa di mio fratello Paolo, poi la morte di Giovanni Martinelli. In questi giorni di vacanza sono andato a rileggere i messaggi che il presidente mi ha mandato in questi anni, mi sono commosso. Martinelli ha dato tanto al Verona, ha dato tanto anche a me. Mi è sempre stato vicino, anche nei momenti difficili. Non potrò mai dimenticarlo».

Perchè Verona ama Mandorlini?
«Perchè questa è casa mia, un feeling nato subito, pochi giorni dopo il mio arrivo. Sono fatto così, quando intorno a me sento rispetto, fiducia, stima, dò sempre il massimo».

Il contratto di Mandorlini è in scadenza...
«Non m'interessa e non ci penso. Vivo alla giornata, ho già spostato l'attenzione sulla prossima partita con l'Udinese, vado avanti per la mia strada. Qualche anno fa ho detto che avrei voluto seguire l'esempio di Osvaldo Bagnoli e rimanere all'Hellas tanti anni. Non ho cambiato idea adesso, vorrei restare qua per sempre».

Dove può arrivare il Verona?
«Il più in alto possibile ma in questo momento non tolgo gli occhi e la testa dal nostro obiettivo, noi puntiamo solo alla salvezza. Parlare di Europa adesso porterebbe solo scompiglio nel gruppo e nell'ambiente».

Mandorlini ha dimostrato di poter allenare in A...
«Sono contento ma non mi piace parlare di rivincite. Cos'è mancato prima? Non lo so, molta gente parla senza conoscere i fatti, bisognerebbe vivere tutte le situazioni. Sicuramente ero in credito per quello che avevo dato e fatto negli anni precedenti ma mi sono sempre rimesso in gioco, sempre con passione, perchè alla base di tutto c'è la mia passione per questo gioco. Ora mi godo i 29 punti fatti con il mio Verona».

Un Natale felice, tutto è cambiato rispetto a un anno fa...
«Una catena di cose negative tutte insieme però sono ancora convinto di una cosa, le squalifiche sono arrivate perchè mi chiamo Mandorlini e perchè allenavo il Verona, c'è stato un vero e proprio accanimento contro di me. La lezione mi è servita, le cose sono cambiate, anche il rapporto con la società, con il presidente. Il calcio italiano brucia tutto in fretta, invece ci vuole tempo per costruire qualcosa di importante».

Peccato per il derby...
«Abbiamo perso una partita, non abbiamo giocato bene ma ci sta. Poteva finire zero a zero, abbiamo preso gol a venti secondi dalla fine. In questo calcio gli episodi fanno la differenza contro il Chievo la fortuna ci ha voltato le spalle. Sicuramente potevamo fare meglio ma la tensione ci ha giocato un brutto scherzo».

Chi vince il campionato?
«La Juve è la favorita e lo sta dimostrando ancora una volta. La Roma non ha mai perso e insegue a cinque punti di distanza, vuol dire che i bianconeri vanno fortissimo. Hanno investito, hanno seguito un progetto, hanno scelto i giocatori non solo in base alle loro qualità tecniche e umane ma anche seguendo i consigli di Conte. Hanno struttura importante, non vedo nessuno, almeno in questo momento, in grado di competere con loro».

Però le italiane in Europa fanno fatica...
«I risultati dicono questo anche se il Napoli, pur avendo fatto tanti punti, è stato eliminato dalla Chanpions. L'ho detto tante volte il campionato italiano non è bello ma è molto difficile, i tecnici sono molto preparati, devi affrontare squadre che adottano moduli diversi, c'è grande determinazione. Probabilmente questo in Europa non basta più, bisogna fare i conti con tanti campioni con un livello qualitativo importante. Cambiano anche gli equilibri».

L'anno prossimo ci saranno i Mondiali, cosa farà l'Italia?
«In questo momento non è facile fare una previsione, l'Italia è un'incognita e non è stata inserita tra le favorite ma tutte le volte che la Nazionale parte a fari spenti poi regala grandi Mondiali. Magari succede così anche quest'anno e poi mister Prandelli in panchina è una garanzia».

Inizia il mercato, come cambierà il Verona?
«Vorrei che si cambiasse il meno possibile, il gruppo è sano, i giocatori possono dare qualcosa in più. Certo che si può sempre migliorare e Sogliano sa che cosa fare».

Giochiamo al fantacalcio, disponibilità infinita e tanti milioni di euro, chi comprerebbe Mandorlini?
«Dico Ribery, un grande. Tra l'altro ha giocato nel Bayern con Toni e si capiscono al volo. Sai che tridente là davanti: lui, Luca e Iturbe. Però deve vincere la concorrenza di Jankovic, Gomez e Martinho...».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Godiamoci questi risultati fantastici" / VIDEO
Postata il 22/12/2013 alle ore 19:40
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervsita ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate al termine della vittoria per 4-1 contro la Lazio, 17a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "La vittoria contro la Lazio? Ci siamo fatti un bel regalo di Natale. Ci tenevamo, sapevamo di incontrare una squadra agguerrita che veniva da una settimana impegnativa. Il nostro spirito era giusto, lo avevamo visto anche a Catania, abbiamo fatto bene ed i miei ragazzi sono stati encomiabili. Abbiamo vinto un partita difficile contro una squadra di alta fascia ed ora la nostra classifica è bellissima. Abbiamo fatto tante cose positive, sono soddisfatto e questa è la dimostrazione che il lavoro paga. I tanti punti? Penso ad una partita alla volta, ora potremo recuperare in vista di gare molto difficili. Il mio 2013? I protagonisti sono i ragazzi, tutti ci meritiamo questi risultati fantastici".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

Mandorlini commenta il 4 a 1 alla LAZIO...

ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona, Mandorlini: "E' un piacere allenare questo gruppo"
22.12.2013 17.49 di Tommaso Maschio
Il tecnico dell'Hellas Verona Andrea Mandorlini ai microfoni di Mediaset Premium fa un primo bilancio stagionale del cammino della sua squadra dopo la vittoria sulla Lazio: "Non mi aspettavo un inizio di campionato così e siamo molto molto contenti per questa vittoria perché volevamo chiudere bene. Sapevamo che loro avevano voglia di fare risultato, ma noi abbiamo tenuto bene il campo e fatto la gara che volevamo. Al di là dell'organizzazione di gioco va sottolineato lo spirito con cui si scende in campo e una condizione fisica che ci sostiene. Toni sta vivendo una seconda giovinezza qui da noi e siamo molto soddisfatti. Penso che i discorsi relativi a tour in oriente siano per la prossima estate. Noi pensiamo solo a cercare conferme di quanto fatto in questo 2013 per mantenere una classifica che ci fa stare molto sereni il più a lungo possibile. Siamo più bravi a fare la fase offensiva che quella difensiva, anche se abbiamo dimostrato di saperci anche sacrificare a protezione della porta. Ho un gruppo di ragazzi disponibili che si sacrifica a lavora duramente ed è un piacere allenarli. Sono contento di quello che sto facendo in una piazza importante come questa, sono da quattro anni qui e tutto il resto sono solo discorsi che lasciano il tempo che trovano. - conclude Mandorlini parlando del mercato - Siamo tanti, ma qualcosa faremo sicuramente. Ma non ci saranno grossi stravolgimenti"

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Mandorlini: "Abbiamo giocato a una porta sola" / VIDEO
Postata il 08/12/2013 alle ore 19:15
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la vittoria per 2-1 contro l'Atalanta, 15a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "I tre punti? Dovevamo interrompere questa serie un po' negativa, è stata una bella partita in cui abbiamo sempre avuto il pallino del gioco in mano. Faccio i complimenti ai ragazzi, questo è lo spirito giusto ed ora dobbiamo andare avanti così. L'Atalanta? Un avversario ostico, siamo andati sotto nel punteggio ma non abbiamo mai smesso di crederci. Qualcosa abbiamo concesso, ma non abbiamo mai mollato e abbiamo vinto meritatamente. La nostra reazione? La squadra voleva vincere fortemente. Cacia? Se entra con lo spirito giusto può dare il suo contributo".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

8 dicembre 2013 - Mister Mandorlini commenta la vittoria contro l'ATALANTA dopo 4 sconfitte di fila tra campionato e Coppa Italia

EX NERAZZURRO
Il tecnico romagnolo con i nerazzurri ha conquistato una promozione nell'estate del 2004 ma nella massima serie è stato capace di ottenere solo 7 punti in 14 partite: la peggior gestione di un allenatore nella storia dell'Atalanta. Poi altri fallimenti prima della rinascita nella città di Romeo e Giulietta.
Hellas Verona-Atalanta Riecco Mandorlini, l'ex mai troppo rimpianto

Che Bergamo sia una città passionale quando si parla di calcio è cosa risaputa. Giocatori e allenatori che sono passati sotto le Mura venete lo sanno bene e, salvo qualche rara eccezione (vedi il caso Schelotto), per gli ex tornare ad affrontare l'Atalanta è sempre un piacere fatto di bei ricordi e di emozioni del passato.

Chissà come la pensa, invece, Andrea Mandorlini, uno che a Bergamo ha lasciato un ricordo agrodolce: bello da una parte, per la promozione ottenuta nel giugno del 2004 con una squadra che non era di certo tra le favorite per il salto nella massima serie, e piuttosto brutto dall'altra, per la pessima gestione del ritorno nel grande calcio con la sua Atalanta capace di arrivare a dicembre ultimissima in classifica con la miseria di sette punti, sei in meno della quart'ultima.

Per questo Mandorlini è un ex mai troppo rimpianto. Perché definire disastroso il cammino dei nerazzurri in quella maledetta stagione 2004-'05 sembra quasi riduttivo, tant'è vero che i numeri dicono che quella del tecnico di Ravenna è stata la peggior gestione dell'Atalanta in serie A nell'ultracentenaria storia del club bergamasco.

Non è che Mandorlini, una volta cacciato da Bergamo, abbia ottenuto dei grandi risultati prima di arrivare a Verona. Allontanato dalle panchine di Bologna, Padova, Siena e Sassuolo, l'ex allenatore nerazzurro (che a Bergamo, dobbiamo dirlo per completezza d'informazione, ha lanciato Montolivo e Pazzini) ha rialzato la testa in terra romena col Cluj, prima di collezionare l'ennesimo esonero l'anno dopo il trionfo in campionato.

Poi la chiamata che ha dato la svolta alla sua carriera, quella dell'Hellas Verona, nel novembre del 2010 preso in zona playout in serie C, oggi nelle zone nobili della classifica della massima serie: se non si tratta di un miracolo poco ci manca.

Nel mezzo tanti, troppi episodi sopra le righe che l'hanno portato ad avere dei guai con la giustizia sportiva per comportamenti che col calcio hanno ben poco a che vedere, come gli sfottò ai salernitani (con quel "Ti amo terrone" chiaramente ironico e carico di disprezzo) e la querelle col pubblico livornese nel giorno in cui una parte degli ultrà del Verona dimostrò tutta la sua bestialità intonando cori contro Morosini.
Sabato, 7 Dicembre, 2013 Autore: Luca Bassi

FONTE: BergamoNews.it


07.12.2013
Troppi errori, Mandorlini porta tutti in ritiro
«Abbiamo concesso troppi gol nelle ultime gare, bisogna capire perché La partita con l'Atalanta è molto delicata, noi non possiamo sbagliarla»
Non ha nemmeno parlato dell'arbitro Nasca. Ha fatto finta di non aver visto il rigore clamoroso negato dal «fischietto» pugliese per il fallo di mano in area di Petagna. Non ha indossato la maschera di ghiaccio che mette dall'inizio del campionato. Questa volta Andrea Mandorlini s'è arrabbiato davvero. Anche in giacca e cravatta, ha perso il fair play imposto dalla linea societaria. «Così non va bene - ha buttato lì alla fine della partita con la Sampdoria - tutti in ritiro». La sconfitta in Coppa Italia con i doriani non è passata inosservata, è arrivato il quarto ko consecutivo nelle ultime settimane, la scusa dei 22 punti in classifica non regge più, anzi non può essere una giustificazione. Per carità, non è giusto parlare di «pancia piena» per un gruppo che ha dimostrato in questi anni di saper dare il massimo proprio nelle difficoltà ma è anche vero che il quarto posto in classifica può aver tolto - anche inconsciamente - quelli stimoli che non devono mancare a una «matricola».

Ci poteva stare la sconfitta con il Genoa di Gasperini, qualche problema in più l'ha sollevato il ko nel derby, non solo per il risultato ma soprattutto per l'atteggiamento di una squadra che ha giocato la «stracittadina» con lo spirito di chi sta giocando l'amichevole del giovedì. A Firenze s'è visto il carattere di una squadra che sa lottare anche in inferiorità numerica e anche Montella ha apprezzato le qualità di due o tre giocatori che possono mettere in difficoltà una formazione, come quella viola, che punta decisamente all'Europa. Ma alla fine è arrivata un'altra sconfitta. In Coppa, con la Doria, Mandorlini ha ritoccato il modulo e cambiato i giocatori, ha gettato nella mischia gente che non vedeva il campo da mesi ma non ha invertito la rotta.

Idee, pressing, buone geometrie ma sono bastati due o tre errori grossolani per spianare la strada verso la qualificazione alla truppa di Mihajlovic. Basta pensare al rimpallo in area sull'innocuo cross dalla sinistra di Poulsen o alla palla persa da Cirigliano che ha lanciato Petagna verso la porta di Mihaylov prima della rete di Bjarnason. «Non ci eravamo ancora seduti in panchina e ci siamo trovati sotto di due gol», ha detto ironicamente Mandorlini. In effetti, la Samp non ha fatto nulla di stratosferico per passare in vantaggio, ha incassato con il sorriso due regali dei gialloblù. In pochi minuti Moras e compagni hanno gettato al vento una partita. Non è la prima volta che succede, basta pensare alle trasferte di Roma, di Torino con la Juventus, di Milano con l'Inter, di Firenze. Basta un niente per andare in crisi. Era successo anche in casa con il Parma ma poi la partita è cambiata, per fortuna.

«Perchè succede?
Non lo so, voglio proprio capirlo - ammette Mandorlini - non siamo in Serie A da una settimana, ormai sappiamo che non possiamo commettere errori, qui al primo errore ti castigano. Inutile lamentarsi. Prendiamo troppi gol, non va bene così. Serve più attenzione, più concentrazione per tutti i novanta minuti». E domenica arriva l'Atalanta, una partita molto delicata in ottica salvezza. Molto sentita anche dal tecnico che ha giocato e allenato a Bergamo. «Non mi interessano più i complimenti - conclude il tecnico - prendiamo troppi gol, adesso servono i punti».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "In Serie A chi sbaglia paga" / VIDEO
Postata il 02/12/2013 alle ore 23:16
FIRENZE - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la sconfitta per 4-3 contro la Fiorentina, 14a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "L'atteggiamento è stato molto positivo, abbiamo commesso degli errori e se sbagli in Serie A non ti perdonano. Credo che per fare buone classifiche devi avere un aspetto difensivo diverso, e noi oggi abbiamo concesso un po' troppo. La Fiorentina ha qualità ed ha concretizzato al massimo le occasioni avute. La nostra prestazione? Ho apprezzato molto lo spirito e l'atteggiamento della mia squadra, i gol ce li siamo tutti guadagnati e quindi sono contento, anche se dispiace aver perso questa partita".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

FIORENTINA 4-3 VERONA: Mandorlini a Verona Channel

24.11.2013
Amaro Mandorlini «Un ko che fa male Dobbiamo ripartire»
«Che brutto perdere un derby a tempo scaduto Mi dispiace per tutti noi, per i giocatori e per i tifosi Non dimentichiamo quello che abbiamo fatto finora»

Il capo chinato ma non per questo rassegnato. Anzi, l'esatto contrario. Mister Mandorlini rende onore al Chievo di Eugenio Corini, fra i due tecnici c'è stima vera, e si getta subito a capofitto sull'analisi della partita. «Romulo ha sempre fatto il terzino, magari quest'anno l'ha fatto poche volte con noi ma la fascia riesce a farla molto bene - spiega -. L'avevamo pensata con Donati dentro a metacampo dal primo minuto. Non credo che siano stati gli interpreti a sbagliare ma, in generale, non abbiamo fatto bene. Non ci venivano le giocate, qualcosa abbiamo fatto nel secondo tempo. Le gare si giocano fino alla fine e lì, nell'occasione del loro gol, siamo stati troppo leggeri».
Mandorlini gioca d'anticipo in sala stampa spiegando il perchè della formazione iniziale. È stato il Chievo a togliere brillantezza all'undici dell'Hellas. «Quando hai dieci giocatori sotto la linea della palla, fai fatica ad essere veloce - sottolinea il tecnico gialloblù -, non ha il campo necessario per farlo. Non riuscivamo a far girare la palla, ci siamo innervositi perchè loro erano molto chiusi. Il Chievo ha fatto una grande partita di sacrificio e quindi era davvero dura. Noi dovevamo avere maggior pazienza e far girare meglio la palla».

Verona bloccato da se stesso ancor prima dall'atteggiamento tattico voluto da Corini, allenatore a torto allontanato dal Chievo quattro mesi fa e, allora, perchè non cambiare? «L'avevo pensato - ammette Mandorlini - però anche i ragazzi che sono entrati non hanno dato quello che ci aspettavamo. Succede, fa parte del gioco, mi dispiace tantissimo per tutti noi, per i giocatori e per i tifosi. So cosa significa perdere un derby, poi a tempo scaduto fa ancora più male. Dobbiamo ripartire subito». Jorginho è rimasto vittima dei giochi di specchi voluti da Corini. Troppo traffico a metacampo per il giovane regista che forse ha fatto la gara meno brillante della stagione proprio davanti al ct azzurro Cesare Prandelli. Allora perchè non inserire Cirigliano, sostituendo Jorginho o dandogli un'altra posizione in mezzo...

«Avevo pensato anche a questo - continua Mandorlini - Albertazzi purtroppo ha chiesto il cambio per i crampi e non ne ho avuto la possibilità, magari spostavamo ancora Romulo o Cacciatore. Era una soluzione, ma non credo sia stato lì l'episodio chiave della gara. La partita era finita, dovevamo leggere meglio certe situazioni in campo soprattutto con i giocatori più esperti».
Mandorlini torna ovviamente sull'episodio del gol di Lazarevic, che ha segnato un derby davvero poco spettacolare e dominato dal tatticismo del Chievo che però, in questo frangente ha dimostrato di avere un'identita ben precisa. Verona, soprattutto per i suoi tifosi, che vorrebbe fosse già lunedì 2 dicembre. «Con la Fiorentina prima e poi la Samp in Coppa Italia e ancora campionato - ammette -. Tre gare in sei giorni, ci sarà spazio per molti. Comunque non cambierei per nulla al mondo il risultato di una gara per la classifica che noi tutti, società e gruppo ci siamo sudati fino a questo momento».

E l'equilibrio deve essere di casa all'Hellas, perchè oggi dev'essere un altro giorno, frase resa famosa dal film “Via col Vento”. D'altronde è bastata una folata al Chievo per dimenticare Sannino. L'Hellas deve solamente ritrovare un po' di fiducia in quello che è forse il primo momento di difficoltà della stagione dopo due ko con Genoa e Chievo. «Avete detto bene, non esistono problemi, crisi o chissa cos'altro - spiega -. Esiste un momento no, dove non riusciamo ad avere soluzioni offensive di un certo livello, come ci capitava prima, e dove paghiamo a caro prezzo ogni nostra disattenzione dietro. Questo si lo accetto, è corretto. Al lavoro dunque, in fin dei conti mi tengo il sesto o settimo posto quello che sarà quando verrà completato il turno di campionato e guardo alle tre gare impegnative che ci attendono». Non ha voluto toccare troppo i singoli mister Mandorlini e neppure scendere ad analizzare gli episodi della partita che non sempre hanno visto arbitro e vari giudizi prendere la decisione corretta. «Non mi va di commentarli, anche se i ragazzi mi hanno detto certe cose al termine della gara - conclude -. Dobbiamo fare meglio le cose che sappiamo fare ed essere più determinati e attenti».
Gianluca Tavellin

FONTE: LArena.it

23 Nov. 2013 Andrea Mandorlini commenta la bruciante sconfitta nei secondi finali del derby!

Mandorlini: "Accettiamo la sconfitta, ripartiamo" / VIDEO
Postata il 23/11/2013 alle ore 21:50
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la sconfitta per 1-0 contro il Chievo, 13a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "La partita? Era più giusto un pareggio, ma il calcio è questo e bisogna stare concentrati fino al fischio finale. Noi non abbiamo fatto una buona gara, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, ma in generale mi aspettavo una prestazione diversa. Ci dobbiamo prendere le nostre responsabilità e capire dove abbiamo sbagliato. Il Chievo ha fatto una partita di grande sacrificio, noi non riuscivamo a trovare spazi e forse ci siamo un po' innervositi e abbiamo pagato. Sconfitta salutare? Non fa mai iacere perdere, si può crescere anche con le vittorie".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


venerdì 22 novembre 2013
Serie A Verona, Mandorlini: «Il derby? La nostra città ne sarà orgogliosa»
Ritorna il derby in Serie A allo stadio Bentegodi contro i clivensi di Corini, il tecnico degli scaligeri ne ha parlato in conferenza stampa: «In tanti anni loro sono stati bravissimi, gli auguro di continuare questo percorso e avere il prossimo anno un altro derby. Ma, indipendentemente dal campionato, la nostra chiesa è sempre rimasta al centro»
VERONA - Ci siamo. Il Bentegodi si sta preparando per essere pronto domani pomeriggio (ore 18) ad ospitare le due squadre di calcio di Verona, l'Hellas contro il Chievo. Ritorna nella massima Serie il derby veneto e Andrea Mandorlini oggi ne ha parlato in conferenza stampa: «In tanti anni loro sono stati bravissimi, gli auguro di continuare questo percorso e avere il prossimo anno un altro derby. Ma, indipendentemente dal campionato, la chiesa dell'Hellas Verona e' sempre rimasta al centro. L'Hellas ha un seguito diverso dal Chievo, anche se in questi anni e' mancato dalla A. Sarà una partita difficilissima per tanti motivi, i numeri prima o poi cadono e loro sono con l'acqua alla gola. Resta comunque una gara che renderà orgogliosa tutta la città. Siamo tornati a giocare questo derby dopo tanti anni, e per questo siamo ancora più contenti. Non ci sono favoriti in partite come questa, siamo sereni e la nostra classifica ci permetterà di giocarcela in tranquillità. Io ho disputato derby importanti, in campo si innescano sempre tanti meccanismi e loro dovranno fare di tutto per far punti mentre a noi, se non vinciamo, non cambia la classifica».

FONTE: CorriereDelloSport.it


20.11.2013
«Derby, uno show per la città»
Mandorlini racconta la sua esperienza in partite così delicate e speciali «In carriera ne ho giocati tanti, di solito vanno all'incontrario, vedremo»
Tra amarcord ed attualità. Con la passione comune per l'Hellas Verona sullo sfondo. Il museo Nicolis di Villafranca è stato teatro di un evento speciale. Un incrocio di emozioni. Un singolare dibattito moderato da Raffaele Tomelleri e Gianluca Tavellin, giornalisti sportivi rispettivamente del quotidiano L'Arena e dell' emittente Telearena.
Tema di partenza quello dell'impresa. Concetto approfondito nella serata sotto un profilo prevalentemente sportivo. Il motivo? I quattro personaggi d'eccezione presenti. Icone intramontabili del calcio scaligero. Sul palco, infatti, sono intervenuti Osvaldo Bagnoli, Andrea Mandorlini, Pietro Fanna e Emiliano Mascetti. Le loro parole hanno offerto molteplici chiavi di lettura. Tanti gli argomenti trattati. Fra cui anche una parentesi su quello probabilmente più atteso: l'ormai imminente derby.

«Il derby vive sulla passione di un' intera città», la riflessione di Andrea Mandorlini, a pochi giorni dalla sua prima stracittadina sulla panchina dell'Hellas Verona. «In carriera ne ho giocati tanti, può succedere di tutto. Di solito vanno all'incontrario. Vediamo stavolta cosa succede».
L'impresa vincente. Non è stato però il derby l'argomento più dibattuto. Interessanti spunti, infatti, sono emersi sul termine impresa ed in particolar modo su quella sportiva. A parlare in proposito i due allenatori più amati della storia gialloblù: Mandorlini e Bagnoli. Concordi su alcuni punti focali.

«Fondamentale è la sinergia del tecnico con il proprio apparato dirigenziale», la loro opinione. « Senza questo tassello è impossibile raggiungere grandi traguardi. Questo è il punto di partenza per ogni impresa sportiva che si rispetti. A questo, poi, si devono sommare i valori umani del gruppo a disposizione. Questi sono imprescindibili, proprio come in ogni ambito della vita».

Il racconto dello scudetto. Valori umani che hanno rappresentato il vero segreto della stagione 84'-85, quella conclusasi per l'Hellas Verona con lo storico scudetto. «Eravamo un gruppo molto unito», le parole di Pietro Fanna. «Ci sono vari aneddoti che potrebbero testimoniarlo. Il più curioso è certamente quello relativo al Capodanno trascorso da ben 13-14 giocatori di quel Verona a Cavalese. In quell'occasione il gruppo parlò per la prima volta apertamente di scudetto. Personalmente in quella circostanza mi lasciai scappare anche un sibillino: "Sarà il nostro anno”. Fu una giusta intuizione».

Le intuizioni di Mascetti. Non l'unica di quel capitolo vincente di calcio scaligero. Molte, infatti, furono quelle che il direttore sportivo dell'epoca Emiliano Mascetti adoperò nella costruzione di quel gruppo poi scudettato. «E' vero, feci parecchie scommesse», il suo ricordo. «Acquistai riserve di altre squadre come Fanna, Di Gennaro o Bruni e puntai su giocatori considerati a fine carriera dalla maggioranza degli addetti ai lavori». L'esempio più eclatante? «Hans Peter Briegel», continua Mascetti.
«Era ritenuto un giocatore sul viale del tramonto. Venne a Verona, vinse uno scudetto e partecipò al mondiale del 1986. E' una storia a cui sono particolarmente legato. Fu una scommessa stravinta».

I sogni dell'Hellas. Sul fronte nuove scommesse, infine, gli interlocutori del Nicolis stuzzicano mister Mandorlini sul talento argentino Iturbe. Lui risponde: «E' un ragazzo di grande intelligenza. Deve soltanto mettere a disposizione del collettivo le sue grandi qualità. E' un giocatore di grande prospettiva. Può calcare grandi palcoscenici».

Quelli che i tifosi sognano sicuramente anche per l'Hellas Verona. Una fiaccola alimentata anche da Pietro Fanna. «In questo Verona rivedo lo stesso spirito di quello di Bagnoli. Quello del primo anno dopo la promozione. Potete aprire un ciclo, ci sono molte analogie». Mandorlini incassa sorridendo. Replica con un «sarà impossibile ripetere le vostre imprese», ma poi a voce bassa si lascia sfuggire «magari ci proviamo ad imitarvi».
Alessio Faccincani

FONTE: LArena.it

22 Nov. 2013 Andrea Mandorlini prima dell'11° derby dell'Arena

Mandorlini: "Ci concentriamo per la prossima partita"
Postata il 13/11/2013 alle ore 19:30
PESCHIERA DEL GARDA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate ai microfoni di Sky Sport 24 prima della seduta d'allenamento pomeridiana: "Garcia? Sta facendo molto bene, merita la ribalta che ha. Tra Toni, Tevez e Balotelli chi sarà decisivo alla ripresa del campionato? Dico Toni, è un po' scontato e ha fatto molto bene e spero che dopo la sosta continui su questo livelli. Luca in azzurro? Ha una certa età bisogna preservarlo e deve avere la possibilità di allenarsi bene. Oggi ce lo teniamo stretto anche se avrebbe già meritato la Nazionale per quello che ha fatto in campo. Poi deciderà Prandelli quando sarà il tempo delle convocazioni. I risultati? Stiamo facendo molto bene, a parte l'ultima sconfitta abbiamo trovato una buona continuità ma sta a noi continuare su questo percorso. Sono convinto che abbiamo tutto per fare ancora bene. Il derby? E' una partita molto importante, arriva dopo tanto anni. Loro hanno cambiato ma noi ci stiamo preparando molto bene e sappiamo che sarà molto dura. Il mercato? Spero che non parta nessuno, abbiamo giovani bravi e che piacciono a tante squadre. Ma manca ancora tanto a gennaio e adesso bigogna pensare solo al Chievo. Lo spot? E' giusto staccare un attimo ma sono sicuro che i ragazzi sono concentrati sulla prossima partita".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


09.11.2013
Tutto Mandorlini: tre anni in gialloblù dalla A alla Zeta...
«L'Hellas è il mio mondo, Bagnoli un grande, Martinelli un secondo papà. Il Trap è stato un esempio di vita ma non chiamatemi trapattoniano...»
Un brindisi per festeggiare il terzo anniversario sulla panchina dell'Hellas. L'avventura in gialloblù di Andrea Mandorlini iniziò il 9 novembre del 2010, il Verona era al quartultimo posto in C1, con solo 13 punti in classifica dopo 12 partite e mezzo piede in C2. Sono passati 1095 giorni, l'Hellas ha centrato due promozioni in tre campionati e ora è quarto in Serie A. Dalla A alla Zeta le emozioni, i ricordi, le soddisfazioni e i dolori del mister gialloblù.

A COME SERIE A. «Il coronamento di un sogno, si è chiuso un cerchio dopo qualche amarezza di troppo. E poi è bellissimo essere tornati in A con il Verona, di aver riportato in alto una piazza che merita tantissimo».

B COME BAGNOLI. «In più di un'occasione hanno accostato il mio Hellas a quello di Bagnoli per il carattere, l'atteggiamento, l'organizzazione di gioco. Non può che farmi piacere anche se lui è riuscito nella grandissima impresa di vincere lo scudetto. E poi il mister è una grande persona, l'ho conosciuto mi ha dato subito una sensazione di correttezza, di forza, di onestà intellettuale. L'avevo detto appena arrivato, vorrei aprire un ciclo come ha fatto lui».

C COME CLUJ. «Volevo rimettermi in gioco, pur di allenare avevo accettato di emigrare in Romania. Ho provato la grande soddisfazione di vincere tutto - il campionato, la Coppa e la Supercoppa - e di qualificarmi per la Champions League ma poi mi è arrivata la mazzata, mi hanno esonerato senza un motivo, non so ancora il perchè. Una delusione incredibile. Ho fatto due mesi da solo, a caccia, a riflettere. Poi è arrivata la chiamata del Verona».

D COME DERBY. «Lo so che è una partita molto importante e molto sentita, soprattutto dalla nostra gente ma non ci penso, non ci ho ancora pensato. Adesso c'è il Genoa, poi la sosta. Ci saranno quindici giorni di tempo per pensarci. Non voglio creare troppa tensione adesso».

E COME EUROPA. «Allora meglio chiarire subito una cosa. In questo momento il Verona sarebbe qualificato per l'Europa League e questo è un dato di fatto. Vuol dire che ce lo siamo meritati. È giusto che ci sia entusiasmo tra i tifosi e i giocatori perchè non dovrebbe essere così. Ma vi assicuro che questa squadra ha i piedi ben piantati per terra, nessuno si monta la testa. Prima raggiungiamo l'obiettivo poi ci divertiamo».

F COME FIGLI. «Anche loro calciatori. Davide poteva fare di più, un professionista esemplare, forse troppo buono. Matteo mi assomniglia caratterialmente, ogni tanto "sbrocca". Ha grinta, è determinato, vuole arrivare a tutti i costi. Calcio a parte, però, sono soddisfatto perchè sono due bravi ragazzi».

G COME MANDORLINI GIOCATORE. «Sono contento di quello che ho fatto. Anzi, sapete che cosa vi dico, sono arrivato più in alto di quelle che sono le mie potenzialità. Ho fatto la gavetta, ho indossato la maglia della mia squadra del cuore, ho vinto praticamente tutto con l'Inter e ho conosciuto grandi giocatori».

H COME HELLAS. «Il mio mondo, mi sembra di essere qua da una vita. La gente mi ha adottato, mi vuole bene, mi fa sempre sentire il suo affetto. Non solo i tifosi ma anche le persone che incontro per la strada. Vorrei fermarmi a Verona per sempre».

I COME INTER. «Non è da tutti giocare con la squadra del cuore, ci sono riuscito e questo mi ha dato una gioia incredibile. Sono arrivato ragazzino, me ne sono andato uomo. All'inizio tutto San Siro mi fischiava quando toccavo il pallone poi sono diventato uno dei beniamini della Curva. Perchè ero generoso, determinato, sempre pronto a sacrificarmi per tutti. Dieci giorni fa, quando siamo tornati con il Verona, i tifosi nerazzurri mi hanno fatto un coro bellissimo, vuol dire che ho lasciato un bel ricordo».

L COME LIVORNO. «Le dichiarazioni alla vigilia della partita con il Livorno mi hanno rovinato la vita, ancora adesso, in alcuni stadi, alla fine della partita, è sempre quella la prima domanda. Ripeto ancora una volta che non volevo offendere nessuno e nemmeno aizzare la folla. Sono stato mal interpretato e strumentalizzato. Non lo rifarei, ho pagato a caro prezzo».

M COME MARTINELLI. «Non è stato solo il mio presidente. Ci siamo voluti bene, mi ha dato in mano fin dal primo giorno le chiavi della squadra, mi ha aperto le porte della società. Ci sentivamo tutti i giorni. Ho perso il papà da giovane e con lui avevo stabilito un rapporto bellissimo, come in famiglia. Mi manca, mi manca ogni giorno».

N COME NONNO E NIPOTI. «Ho poco tempo per fare il nonno ma ho due splendidi nipoti: Andrea junior figlio di Davide e Mia figlia di Matteo. Diciamo che soprattutto in estate mi dedico a loro. Un altro Andrea Mandorlini nel calcio? Può essere. Chissà cosa dirà la gente: ancora Andrea Mandorlini? No, basta....»

O COME OBIETTIVO. «Dobbiamo raggiungere la salvezza al più presto. In Serie A non puoi sbagliare, può succedere veramente di tutto. Per l'Hellas è troppo importante mantenere la categoria quest'anno e assestarsi economicamente poi si può ragionare con più calma al progetto».

P COME PROMOZIONE. «Ho centrato quattro promozioni - due con il Verona, una a Spezia e una a Bergamo - e ho conquistato lo scudetto in Romania ma potevo vincere qualcosa in più visto che ho perso quattro play off. Comunque non ho vinto solo a Verona, basta pensare alla promozione con lo Spezia, un anno senza perdere una partita. Non ci sono riusciti in molti».

Q COME QUOTA 22. «Viaggiamo con una media di due punti a partita, chi l'avrebbe mai detto in estate? Ventidue punti sono tanti, il quarto posto bellissimo, ora dobbiamo restare concentrati. Quello che abbiamo ce lo siamo meritati, dobbiamo andare avanti con questa consapevolezza».

R COME RAVENNA. «La città dove sono nato, dove vivo, dove torno dopo le partite. Lì è rimasta la mia famiglia. Me n'ero andato da ragazzino per inseguire un sogno, la vivo molto di più adesso da uomo maturo, innamorato di una città a misura d'uomo, del mare, delle passeggiate sulla sabbia con il profumo del sale».

S COME SETTI & SOGLIANO. «Dopo un anno insieme il rapporto è maturato, non sono mancati e non mancano i confronti serrati ma ci sta, tra uomini di carattere. Alla base però c'è sempre grande lealtà. Il presidente vuole sempre il massimo, lavora sempre a mille e chiede a tutti uno sforzo in più. Solo così si può arrivare in alto. Ma non l'ho mai sentito lontano da me. Sogliano l'avevo conosciuto da giocatore, difensore arcigno, l'ho ritrovato da direttore sportivo, preparato e diplomatico. È giovane ma sta lavorando sodo e ha curato bene i rapporti. L' ho detto anche a lui, se ci fossimo conosciuti prima potevamo vincere di più, tutti e due».

T COME TRAPATTONI. «È stato il mio maestro ma non chiamatemi trapattoniano, abbiamo due modi di vedere il calcio molto diversi. Cambia anche l'organizzazione di gioco. Il Trap, come Mazzone, sono stati fondamentali nella mia crescita umana da allenatore, soprattutto nella gestione dello spogliatoio. Grandissimi.

U COME UDINE. «Lì ho chiuso la mia carriera da giocatore e iniziato ad allenare in Serie D con la Manzanese. Sono stato bene, una città che non ti dà pressioni, io e mia moglie avevamo anche ipotizzato di rimanere lì a vivere».

V COME VITTORIE. «Abbiamo vinto tanto con l'Hellas, in 132 partite ben 72 successi, sono tantissimi. Poi 35 pareggi e 25 sconfitte. Abbiamo infranto tanti tabù e ritoccato record storici. Sono risultati che resteranno sempre nella storia gialloblù».

Z COME ZIO BERGOMI E ZENGA. «Ma anche Tardelli e Klinsmann, Diaz e Rriccardo Ferri. Compagni di squadra nell'Inter dei record ma soprattutto amici. Il Trap mi metteva sempre in camera con gli stranieri, parlavo solo l'italiano ma diceva che così capivano come dovevano comportarsi, com'era fatti quelli che giocavano nell'Inter. Ero un punto di riferimento, sapevo ascoltare. Mi ricordo che Tardelli restava in camera mia fino alle tre, alle quattro a chiacchierare. "Vattene, domani c'è la partita, tu sei un fuoriclasse, io no...". Lui rideva e restava lì,
a parlare di tutto e di più. Forse il Mandorlini allenatore è nato proprio lì, in quelle notti insonni»
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it

9 novembre 2013 - Andrea Mandorlini

Mandorlini in tre anni nella storia del Verona: è lui il più vincente
di Gianluca Bottiglieri
08/nov/2013 10.50.00
Contro il Genoa Mandorlini festeggerà il terzo anniversario alla guida del Verona: dopo due promozioni, gli scaligeri sotto la guida del ravennate stupiscono anche in Serie A.
Ormai anche i numeri lo confermano: Andrea Mandorlini è l’allenatore più vincente della storia del Verona. La certezza arriva dopo la vittoria contro il Cagliari nella settimana in cui, tra l’altro, proprio il tecnico di Ravenna festeggia i tre anni alla guida degli scaligeri.

Un triennio importante nel quale Mandorlini è riuscito a conquistare ben due promozioni (dalla Lega Pro alla B e dalla B alla A) culminato con uno splendido avvio di stagione in Serie A dove la squadra è riuscita ad eguagliare anche il record del Verona di Malesani totalizzando ben 22 punti in 11 garie con una media di 2 punti a partita, e un quarto posto in coabitazione con l’Inter. Tutto frutto di tanto impegno e duro lavoro da parte dei giocatori che ben si integrano negli schemi tattici di Mandorlini.

Era il 9 novembre del 2010 quando Mandorlini venne chiamato dalla dirigenza dei gialloblù per sostituire Giuseppe Giannini, con l’Hellas che navigava ormai nella zona playout nel girone A di Lega Pro. Dopo ben 5 pareggi consecutivi, arrivò la prima vittoria per 4-0 al Bentegodi contro la Paganese, poco prima di Natale. Da quella partita in poi per il Verona è stata tutta una strada in discesa fino alla massima serie.

Su 132 partite, Mandorlini è riuscito ad ottenere ben 69 vittorie, con una percentuale di successo pari al 52%. Una media che permette all’allenatore attuale dei gialloblù, di posizionarsi anche davanti al mito Osvaldo Bagnoli, condottiero del Verona scudettato dell’ 1984-85 (sebbene comunque quest’ultimo sia stato per 8 stagioni sulla panchina dell’Hellas).

Chi ha portato Mandorlini a Verona è stato proprio Giovanni Martinelli, l’ex presidente recentemente scomparso. “Mi ha concesso di entrare nel Verona e mi ha avvicinato alla sua famiglia, per me resterà sempre un uomo straordinario che porterò con me nel cuore”. Queste le parole commosse del tecnico a pochi giorni dal tragico lutto. A Martinelli, Mandorlini deve tanto, ma è con l’attuale gestione Setti che l’allenatore centra il ritorno nella massima categoria, dopo ben 11 anni trascorsi tra Serie B e Lega Pro.

Tuttavia però, il rapporto con la società, specie all’indomani della promozione in Serie A, è stato paradossalmente difficile. Diverse le incomprensioni tra la dirigenza e l’ allenatore che in estate hanno fatto presagire ad un clamoroso divorzio fra le parti.

Si parlava già dei possibili sostituti come Mangia e Sannino. Il buon senso della dirigenza del Verona però, e soprattutto quello del DS Sogliano, portarono alla conferma tramite conferenza stampa del tecnico artefice delle due promozioni consecutive. Visti i risultati, si è rivelata la scelta più azzeccata.

FONTE: Goal.com


SERIE A
Mandorlini eguaglia Malesani. Ma ora viene il difficile. Cagliari: serve una svolta
04.11.2013 07.30 di Tommaso Maschio
Con la sesta vittoria in altrettante gare casalinghe l'Hellas Verona di Andrea Mandorlini eguaglia quello allenato da Alberto Malesani nel 2001-02. Un record importante, ma non certo benaugurante per i colori gialloblu visto che in quella stagione nonostante una squadra ricca di talento - basti citare Camoranesi, Oddo, Gilardino e Mutu - l'Hellas finì per retrocedere in serie B dando il via a una discesa verso gli 'inferi' della Serie C da cui solo nelle ultime stagioni la squadra scaligera ha saputo risollevarsi conquistando in tre anni una doppia promozione e tornando così in Serie A.

La squadra di Mandorlini dovrà imparare la lezione per evitare che la storia si ripeta e continuare a cullare il sogno di un campionato nelle zone alte, o quanto meno nella colonna sinistra, della classifica. Il tecnico romagnolo è stato bravo finora a tenere i suoi coi piedi per terra puntando sull'umiltà di una squadra che è un sapiente mix di giovani in rampa di lancio - Iturbe, Jorginho e Romulo - e vecchie volpi che non si arrendono al passare del tempo e vogliono dimostrare di valere ancora molto - Toni per esempio - e magari sognare in grande in vista dell'appuntamento mondiale della prossima estate. E così dovrà fare anche nel prossimo futuro. La squadra gioca un calcio brioso, ma concreto con pochi fronzoli e grande incisività sotto porta anche quando attorno al totem Toni, forse unico giocatore insostituibile nello scacchiere scaligero, cambiano gli interpreti che rispondono al nome di Iturbe, Jankovic, Martinho e Gomez. A questo va aggiunto un gruppo storico che ha lottato e faticato per riportare in massima serie l'Hellas Verona e ora non vuole certo rovinare quanto di buono fatto. Resta solo da vedere come la squadra reagirà quando arriverà il primo periodo negativo di una stagione vissuta fin qui al di sopra delle aspettative, ma le basi per superarlo ci sono tutte.

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FONTE: TuttoMercatoWeb.com


04.11.2013
Mandorlini sale in cattedra: «Tutti promossi»
ANDREA MANDORLINI
Missione compiuta. Due partite in casa in cinque giorni, due vittorie pesanti per l'Hellas che resta nei quartieri alti della classifica. Fort Bentegodi non vacilla, anzi è diventato inespugnabile e il Generale Mandorlini non può far altro che fare i complimenti alla sua truppa. «Non ho mai pensato, nemmeno per un attimo, di non poter vincere questa partita - ammette il tecnico del Verona - questa squadra mi piace sempre di più. Autoritaria, organizzata, determinata. Ancora una vittoria del gruppo».

Non si passa al Bentegodi?
«Abbiamo vinto sei partite su sei in casa, non male per una matricola della Serie A. Sapevo che la partita con il Cagliari sarebbe stata molto dura, loro hanno una squadra molto forte, hanno giocatori di qualità, possono far male quando trovano spazio. Noi abbiamo giocato tre partite in una settimana, con l'Inter abbiamo sprecato tante energie psicofisiche, con la Sampdoria abbiamo vinto bene ma ero curioso di vedere cosa sarebbe successo con il Cagliari. Ancora una volta questa squadra mi ha dato grande soddisfazione».

Una partenza da applausi...
«I ragazzi hanno fatto quello che avevo chiesto. Volevo partire subito forte per non dare al Cagliari la possibilità di organizzarsi. Venivano da una brutta batosta in casa, volevano riscattarsi. Noi siamo stati bravi perchè li abbiamo aggrediti subito, siamo passati in vantaggio, potevamo raddoppiare. Ancora una volta abbiamo dimostrato grande equilibrio».

Una squadra che sta bene...
«Un buon momento, non c'è dubbio. Perchè abbiamo sempre tenuto in mano le redini della partita. Abbiamo sofferto la reazione del Cagliari a metà del primo tempo ma ci sta perchè i sardi hanno tirato in porta una volta e alla fine quando abbiamo preso gol per una disattenzione. Ma Rafael non è mai stato impegnato e loro, a un certo punto, hanno solo cercato la botta da fuori, non entravano in area».

Un po' di stanchezza alla fine?
«Ci sta anche quella, dopo il secondo gol abbiamo cercato di amministrare la partita. Non dimentichiamo che ci sono giocatori, vedi Jorginho, che tirano la carretta dall'inizio del campionato».

Molto bene Jankovic...
«Bravo, ha fatto un gran bel gol,alla fine di una splendida azione. Bello anche lo spunto del primo tempo che ha portato al possibile rigore. Non ho visto bene ma i giocatori mi hanno detto che il tocco di mano è stato netto, poteva starci il rigore. Ho tolto Jankovic dopo un'ora perchè non giocava da tempo e non volevo rischiare ma sono soddisfatto della sua prestazione anche se, e lui lo sa, potrebbe fare ancora meglio. È un giocatore che ha grandi qualità, può fare la differenza dal primo all'ultimo minuto e può darci una mano. L'ho risparmiato in vista della sfida con il Genoa, la sua ex squadra».

Bravo anche Iturbe
«Una bella partita, anche lui si è messo a disposizione della squadra. Ha un passo in più quando attacca, tant'è che gli avversari hanno studiato una gabbia su di lui com'era successo con il Parma, ma si è fatto rispettare. Si è anche sacrificato in copertura. Sta crescendo ma deve ancora migliorare».

È tornato in campo Sala, ha debuttato Longo
«Sono due giovani che stanno lavorando molto bene, sono un po' chiusi in questo momento ma arriverà anche il loro momento, sanno che sono importanti per il gruppo e anche con il Cagliari hanno dimostrato che le qualità non mancano».

Sei vittorie consecutive in casa, sei vittorie diverse
«Beh, qualche volta abbiamo sofferto ma con Samp e Cagliari abbiamo vinto bene, vuol dire che la squadra sta crescendo. I limiti? Qualcosa si può migliorare ma se abbiamo fatto 22 punti vuol dire che i pregi sono più dei difetti».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Ci stiamo meritando questi risultati" / VIDEO
Postata il 03/11/2013 alle ore 19:12
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la vittoria per 2-1 contro il Cagliari, 11a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "Siamo partiti forte, poi il Cagliari ha fatto un buon possesso palla ma siamo stati bravi a chiudere la partita, seppur nel finale abbiamo subito gol e sofferto un po' troppo. Vincere non è mai facile, ma questi tre punti sono difficili ed importanti. La vittoria del gruppo? Tutto parte da lì. Durante la settimana i ragazzi si sacrificano molto, è un premio anche per loro. La trasferta di Genova? Ora pensiamo a goderci questa vittoria".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

Verona 2-1 Cagliari: Mandorlini commenta a fine gara...

RASSEGNA STAMPA
Verona, Mandorlini a caccia di Malesani per il record di vittorie
03.11.2013 08.39 di Simone Bernabei
L'Hellas Verona si sta rendendo protagonista di uno strepitoso inizio di campionato, ma gli uomini di Mandorlini non vogliono fermarsi qua. Secondo Tuttosport infatti il Verona cercherà la sesta vittoria consecutiva in casa da inizio stagione in modo da eguagliare il record fatto registrare dalla squadra allenata da Alberto Malesani. Il precedente tuttavia non è dei migliori visto che proprio quella squadra a fine anno retrocesse in serie B nonostante le 6 vittorie di fila.

ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona, Mandorlini: "Sui quattro gol subiti c'è sempre un nostro errore"
26.10.2013 23.26 di Simone Lorini Twitter: @Simone_Lorini
Intervistato a fine gara da Mediaset Premium, il tecnico del Verona Andrea Mandorlini ha analizzato il ko subito stasera a San Siro al cospetto dell'Inter: "Qualcosa abbiamo regalato, anche se loro sono stati bravi a sfruttare i nostri errori. Abbiamo commesso almeno quattro errori, su tutte le reti c'è il nostro zampino. La concentrazione e l'attenzione non è stata quella che serviva, ma ci servirà per crescere".

Inter troppo forte, San Siro che preme, troppi elogi in settimana: quale il motivo di questo ko?
"La gara va interpreta, loro non sono partiti fortissimo ma l'uno-due dell'Inter ci ha un po' spiazzato, siamo stati bravi a rimetterla in piedi ma non è bastato. Siamo venuti qui troppo spensierati. Abbiamo commesso ripetuti errori, il mio maestro Trapattoni oggi mi tirerebbe le orecchie. Mercoledì dovremo fare una partita diversa, anche se oggi abbiamo fatto una buona gara ma commesso troppe leggerezze nei momenti chiave. Abbiamo preso quattro gol brutti, anche se loro sono stati bravi".

Meglio stasera che in altre occasioni non credi?
"E' un peccato, perchè alcuni ragazzi aspettavano da una vita di giocare in uno stadio come San Siro. Abbiamo commesso errori gravi, ma non siamo così. Con la Roma avevamo fatto gli stessi errori ma non ci è bastato, anche con la Juve stessa cosa. Quando giochi con le grandi squadre devi concedere il meno possibile e oggi non ci siamo riusciti".

Il tifo caldo del Verona e l'entusiasmo che si respira in città potrebbe essere motivo di pressione sulla squadra?
"No, questo deve essere una spinta anzi. Dobbiamo goderci il momento e cercare di ripagare i tifosi che ci seguono, ben venga l'entusiasmo, spero ci sia sempre".

Hai tirato le orecchie a Moras per il rosso finale?
"Credo a quello che mi dice il giocatore, lui non ha mai fatto questo tipo di cose, ma c'era Celi, ha deciso lui. Il gol annullato a Toni? Ranocchia non guarda più il pallone, penso sia stata una decisione ingiusta".

Andrea Mandorlini

ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona, Mandorlini: "Tanta sfortuna, ma abbiamo concesso troppo"
26.10.2013 23.13 di Alessandra Stefanelli
Ai microfoni di Sky Sport è intervenuto il tecnico dell'Hellas Verona Andrea Mandorlini: "Il gol di Toni credo fosse regolare - ha esordito -. Non abbiamo avuto l'approccio che volevamo, dispiace per com'è andata la partita. Abbiamo preso tre gol su tre palle inattive, siamo stati leggeri sulle situazioni. Su quattro gol presi, in tre potevamo fare meglio. Credo sia stata colpa nostra, dovevamo fare meglio. Se ho pensato di cambiare formazione iniziale? Non credo che abbiamo sofferto troppo sugli esterni, abbiamo preso gol su calcio da fermo. Al di là degli accorgimenti tattici credo che ci mancasse l'attenzione, sui gol presi c'è molto del nostro. Sono stati bravi a cercarsi le situazioni, ma di fatto abbiamo regalato almeno tre gol su quattro. Abbiamo fatto tanti errori, è stata una serata storta. Martinho? Aveva avuto un problema muscolare, è un giocatore di grande prospettiva e il suo ritorno ci dà delle alternative importanti in mezzo al campo. In queste partite si deve commettere il meno possibile e noi abbiamo sbagliato troppo".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


09:36 | 24/10
Verona, Mandorlini: «Sono cambiato, contro l'Inter...»
VERONA MANDORLINI INTER - Grande sfida, quella in programma sabato sera a San Siro e che metterà di fronte l'Inter e il sorprendente Verona allenato da Andrea Mandorlini. Il tecnico della formazione scaligera, intervistato per l'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, ha fatto capire che sarà emozionante per lui tornare nello stadio in cui ha vinto uno scudetto da giocatore, ma al tempo stesso ha affermato di voler fare solo il bene del Verona, nella sfida di sabato sera.

NIENTE PARI - «Credo di essere cambiato, cresciuto - ha esordito Mandorlini -. Nei miei confronti spesso si è parlato sulla base di preconcetti: Mandorlini è un orso, Mandorlini ha un caratteraccio e cose di questo tipo. E invece quando una persona mi conosce bene si accorge che sono completamente diverso da come immaginava. Nella mia carriera ho avuto un paio di esoneri strani ma, a parte il Verona, non bisogna sottovalutare la promozione con l’Atalanta, i record con lo Spezia, lo scudetto e le coppe vinte in Romania. Si fa troppo in fretta a dimenticare le cose positive. Il mio legame con l'Inter? Avevo l’abbonamento a Inter Channel. Non ho mai nascosto la mia passione: da ragazzino tifavo Inter, poi ci ho giocato, ho vinto lo scudetto dei record allenato dal mio maestro, Trapattoni. Per me questa non sarà mai una partita normale, entrare a San Siro mi dà sempre un’emozione speciale. Firmerei per un pareggio? Non partiamo battuti perché il mio Verona ha un gioco, comunque firmerei perché così saremmo tutti contenti.»

I MIEI GIOIELLI - Mandorlini ha parlato delle tre stelle più splendenti del suo Verona, ovvero Jorginho, l'ala Iturbe e l'esperto Luca Toni: «Tre giocatori importanti. Jorginho è bravo, può giocare in tanti ruoli, è duttile. Iturbe è stata una bella intuizione del d.s. Sogliano: nella rosa mancava un giocatore con quelle caratteristiche. Toni lo volevo con me già dopo Dubai e andò alla Fiorentina. Mi spiace tenere in panchina uno come Cacia che ha fatto 24 gol in B ma ora è giusto andare avanti con un certo assetto. Se mi sono mai sentito in pericolo? Credo di non essere stato mai in discussione. La società è sempre stata al mio fianco.»

PARTENZA MIRATA - In chiusura, Mandorlini ha parlato dell'avvio sprint del suo Verona, capace di issarsi al quarto posto dopo otto giornate: «Presto torneremo normali o magari continueremo a sorprendere, chi può dirlo. I tifosi è giusto che sognino, ma se parliamo di sorpresa bisogna dire che questa squadra ha una sua idea di gioco, è fondata su un progetto che parte da lontano. Abbiamo fatto un lavoro estivo mirato a una buona partenza: per il precampionato sono stati scelti avversari tosti. Siamo andati ben oltre le aspettative. Non pensavo di trovarmi al quarto posto ma al tempo stesso dico che ce lo meritiamo.»
by Francesco Cammuca

FONTE: CalcioNews24.com


PRIMO PIANO
Hellas, Mandorlini: "Sarò sempre grato ai miei maestri: Mazzone e Trapattoni"
22.10.2013 19:22 di Michele Zomer Twitter: @Mikzomer
Dopo la vittoria in rimonta contro il Parma, Andrea Mandorlini, contattato dalla Lega di Serie A, ha raccontato dal suo arrivo a Verona sino ai giorni nostri, passando per le tappe che l'hanno maggiormente formato, concludendo analizzando il suo credo calcistico.

Dalla Champions alla Lega Pro, un salto difficile da digerire, un passaggio dalla Serie A rumena ai campi trasandati di periferia: "Quell'esperienza è stata la porta d'ingresso per tornare ad allenare in Italia. Ho lasciato il Cluj poco prima del debutto in Champions League. Non è stato facile ma è stata un'occasione che ho voluto cogliere al volo: una grande opportunità ma anche un grosso rischio, ma fortunatamente è andata più che bene".

L'Hellas mancava in Serie A da undici anni, Mandorlini da nove. L'ultima volta fu con l'Atalanta: "Ricordo la mia prima esperienza all'Atalanta, quando eravamo in Serie B ed avevo alcuni giovani calciatori che stavano venendo fuori, come Montolivo e Pazzini. Giocammo 10-12 gare a un livello eccellente, tecnicamente avevamo ottime qualità, ma quando subivamo gol avevamo poi difficoltà a segnare, ed alla fine è il risultato finale quello che conta. - ha spiegato il tecnico gialloblù - Una regola che ho imparato in questi anni è l'importanza di non concedere mai gol ed è la prima cosa che un allenatore dovrebbe inculcare nella testa dei propri calciatori".

Nozioni tattiche apprese dai più grandi allenatori/maestri incontrati durante la carriera da calciatore: "Ho avuto due grandi maestri. Il primo è Carlo Mazzone. Lui mi ha fatto diventare il calciatore che sono stato e soprattutto l'uomo che sono. Poi Giovanni Trapattoni: i cinque anni passati con lui all'Inter sono stati fondamentali per me per comprendere come gestire una squadra composta da grandi calciatori. Senza nulla togliere a tutti gli altri allenatori che ho avuto, loro due mi hanno insegnato come tenere sotto controllo tutti gli aspetti e tutto ciò che accade all'interno del team, ed io li ringrazierò sempre per questo".

Infine un accenno al credo tattico: "Dipende dal tipo di calciatori che ho a disposizione. Nei miei primi 3-4 anni da allenatore utilizzavo il 3-4-3, a volte lo modificavo in un 3-5-2, ma l'importante alla fine è avere il giusto assetto che la situazione ti impone ed avere tutti i calciatori che ti servono in una determinata zona del campo".

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Mandorlini: "Sfidare l'Inter, emozione grandissima"
Postata il 21/10/2013 alle ore 17:00
VERONA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate durante la trasmissione "Radio anch'io sport", in onda su Radio Uno: "Il nostro momento? Siamo contenti, ci godiamo tutto. Ci rendiamo conto che stiamo facendo tanto, abbiamo vinto una partita molto difficile contro il Parma. La mia mano sulla squadra? Parte da lontano, è tutto costruito nel tempo. Umiltà, sacrificio, principi di gioco: anche se lo spogliatoio è cambiato, in questo ambiente riesco sempre a trasmettere tutto. Ringrazio il presidente che mi ha portato qui, Giovanni Martinelli, scomparso in questa settimana che per noi è stata durissima. Jorginho? Ieri ha fatto fatica, non riusciva a trovare la giusta dimensione davanti alla difesa. Volevo sostituirlo, ma l'ho spostato a sinistra ed ha fatto molto bene. Cacciatore? Può fare anche di più. Ha qualità importanti per il ruolo che ricopre. Iturbe? Viene da squadre importanti, ha un talento incredibile unito ad una grandissima personalità. I nostri calciatori più giovani? Dobbiamo lavorare così, la nostra è una società già proiettata al futuro. Tutti hanno qualità importanti, compresi quelli che, in questo momento, stanno avendo poco spazio. Il Parma? E' logico che siano dispiaciuti per il risultato. E' stata una partita molto tirata, ma credo che gli episodi fossero chiari. L'inter? Per me, da ex, sarà un'emozione grandissima. La classifica ci aiuta ad essere tranquilli e prepareremo bene la partita".
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Vinto con lo spirito del Presidente" / VIDEO
Postata il 20/10/2013 alle ore 21:01
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intevista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la vittoria per 3-2 contro il Parma, 8a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "Giovanni Martinelli? Lo ripeto: è stato, è e sarà la nostra anima. Ci ha aiutato nelle difficoltà di questa partita, dove abbiamo giocato da squadra ed ottenuto una vittoria importantissima che dedichiamo a Giovanni. L'andamento del match? Dopo dieci minuti eravamo già avanti nel punteggio e stavamo giocando molto bene. Poi abbiamo commesso degli errori e loro sono andati in vantaggio meritatamente, ma nel secondo tempo le cose sono cambiate. Il Parma? Squadra di ottima qualità, ha tanti calciatori importanti che giocano da anni in Serie A: basta pensare a Cassano".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

20 ottobre 2013 - Andrea Mandorlini

21.10.2013
«Non ho guardato il rigore, ho detto Pres aiutaci tu...»
LA PALLA AL MISTER. La commozione del tecnico a fine partita
Una giornata particolare per mister Mandorlini «Dovevamo assolutamente vincere questa partita La classifica? Adesso è meglio non guardarla troppo»

A guardare la classifica ed un'altra rimonta casalinga sembra tutto normale per l'Hellas e, invece, non è così. Una squadra che ha come obiettivo dichiarato al salvezza che c'entra la quarta vittoria consecutiva fra le mura amiche e nei giorni del dolore, non può essere una cosa normale, una routine. Non si può perdere l'uomo della prima ricostruzione, non si può vedere patron Setti sempre così sicuro davanti alle telecamere lasciarsi andare e avere occhi umidi e labbra incerte. Cavoli ragazzi qui, non c'è nulla di normale, non c'è nulla di regalato. Il campo è giudice supremo e spietato e il campo al di là degli spalti ha detto ancora una volta che l'Hellas è una squadra vera. «La classifica è meglio non guardarla - ammette -. Oggi era importante vincere... Non potevamo non vincere questa gara, anche se ad un certo punto sembrava impossibile». Andrea Mandorlini esordisce così in sala stampa. Elegante in quella divisa che non avrebbe mai voluto indossare giovedì scorso a Sandrà, per l'ultimo saluto a Giovanni Martinelli, l'uomo che lo ha voluto al Verona. «Durante la partita ho pensato spesso a quanto era accaduto. Sembrerà banale, ma nell'ultimo rigore ho chiesto proprio a voce bassa presidente fagli fare gol, è un tuo bambino, ti prego fagli fare gol, Pres è un tuo giocatore. Non ho neppure guardato. Ho sentito il boato dei tifosi e mi sono quasi commosso... Il Pres ci ha dato una mano anche lì».

Un attimo poi a gridare ancora alla squadra che stava festeggiando di tornare a metacampo, perchè non era finita. Un Mandorlini a «trazione anteriore» come non lo si vedeva da tempo. La classifica sontuosa è il miglior antidoto per chi magari è concreto come il tecnico di Ravenna. Puoi osare, perchè hai fatto grandi cose nelle prime sette giornate di campionato tanto da presentarti all'inizio in campo con ben 4 punti in più del Parma che siede in panchina, badate bene, gente come Gargano e Biabiany, Valdes e Sansone, Palladino e Munari. E, allora, dentro anche Jankovic al posto di Romulo per un finale da cuori forti. Tutto ad un tratto sembar di essere tornati alla famosa «Zona Mandorlini», ricordate due anni fa in serie B, quando gente come Pichlmann o Lepillier estraevano il coniglio dal cilindro all'ultimo assalto. «A un certo punto a metacampo avevamo Martinho, Iturbe e Jorginho - spiega il tecnico del Verona -. Avevo tante persone che potevano fare male. Volevamo vincerla e ci siamo riusciti, anche per questo alla fine ho fatto festa sotto la Curva con i miei giocatori. Questa è la vittoria di tutti della società, dei ragazzi e di tutti quelli che hanno voluto bene a Martinelli». Difficile riportare il mister e perchè no, anche noi, sul binario squisitamente tecnico dell'incontro. Sarà l'incrocio tra Verona e Parma che a fine anni Novanta e inizio Duemila era più un unico «caseificio» con tanto latte versato da Tanzi, sarà la presenza in tribuna di Rino Foschi, allora ds gialloblù, oggi a pescare per il Palermo forse qualcuno del Verona che non trova spazio, ma a noi questo tre a due ha ricordato a tratti l'incredibile quattro a tre dell'Hellas di Prandelli al Parma di Malesani.

«È stata una bella gara - prosegue Mandorlini - noi siamo partiti meglio e abbiamo fallito il raddoppio poi hanno giocato loro. Dobbiamo capire che ci sono anche gli avversari. La squadra di Donadoni ha ottimi centrocampisti, Parolo ha fatto grandi cose, poi hanno preso una traversa incredibile. Ci sta. Lì abbiamo perso un po' di sicurezza. Nell'intervallo ci siamo messi a posto, abbiamo giocato con ritmi più elevati. Siamo cresciuti ed è chiaro gli episodi ci hanno favorito, ma credo che siano stati limpidi, chiari». Il riferimento è chiaramente ai due rigori del Verona. Decisivo ancora una volta è stato Jorginho. « Credo che quella giocata da Giorgio - sorride il mister- sia stata la sua peggior partita degli ultimi quattro anni. Va bene, freddo e lucido a segnare. Pensa un po', volevo cambiarlo, poi mi son detto, proviamo a cambiarlo. L'ho messo a sinistra, poi Romulo non ne aveva più e allora l'ho spostato a destra. Lì Jorginho ci ha fatto vincere la partita».

Il tecnico usa altre parole per Hallfredsson, ancora un po' sottotono. «No, altre volte l'ho visto in difficoltà. Sta crescendo invece. È chiaro non è il giocatore che noi tutti conosciamo, ma ci vuole pazienza». Mandorlini usa bastone e carota con grande oculatezza, soprattutto con i ragazzi della vecchia guardia. È dispiaciuto per Daniele Cacia. «Lo stavo inserendo ma purtroppo le sostituzioni sono poche - sottolinea -. Alla fine ho scelto Jankovic ma vorrei farli giocare tutti e non è possibile». Il mister gialloblù non risponde neppure alla polemica innescata da Leonardi il diggì del Parma Leonardi. «Mi sembra che loro siano stati molto fisici e che comuqnue le ammonizioni potessero starci conclude -. Sui rigori mi sembrano nitidi. Luca Toni è un armadio che si muove in area di rigore è difficile da marcare. Per fortuna l'abbiamo noi».
Gianluca Tavellin

FONTE: LArena.it


ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona, Mandorlini: "In questa settimana non poteva che finire così"
20.10.2013 18.30 di Simone Lorini Twitter: @Simone_Lorini
Intervistato al termine della gara vinta oggi, l'allenatore dell'Hellas Verona Andrea Mandorlini ha parlato del successo colto contro il Parma che proietta i suoi gialloblù al quarto posto solitario in classifica, ai microfoni di Sky: "Siamo contenti, inutile dirlo, abbiamo passato una settimana molto dura ma non poteva che finire così, ci tenevamo davvero a vincere. E' stata una bella partita, potevano vincere loro ma abbiamo vinto noi, complimenti al Parma che ha fatto una grandissima partita".

L'abbiamo vista esultare sotto la curva per la prima volta, è stata una vittoria da grande squadra?
"Non lo so, sicuramente una vittoria di dedizione e sacrificio. Siamo partiti molto meglio di loro, poi loro hanno giocatori importanti e l'hanno rimessa in piedi passando anche in vantaggio meritatamente. Nel secondo tempo molto bene, è stata una partita aperta che abbiamo vinto noi con due rigori ineccepibili".

Il Parma si è lamentato delle troppe ammonizioni, lei cosa ne pensa?
"Il campo era molto bagnato, noi abbiamo giocatori rapidi e nell'uno contro uno si perde un po' il tempo. E' andata così, una partita molto bella tra due squadre che volevano vincere".

Jorginho da Nazionale?
"Me l'hanno chiesto tante volte, non solo, si tratta di un giocatore fantastico, giovane, freddo nei momenti importanti. Complimenti a lui e la squadra si gode il momento senza fare paragoni".

Questi tanti punti ti daranno la possibilità di giocare più liberi mentalmente, soprattutto con una squadra molto offensiva come la tua, non credi?
"Psicologicamente non siamo ancora al top, noi dobbiamo giocare da squadra ,essere sempre lì, abbiamo tante soluzione offensive, con Iturbe e Toni che stanno facendo cose molto importanti in questo momento. Il campionato è lungo e possono cambiare tante cose. Inter? Sarà emozionante, mi legano tanti ricordi e tante vittorie, sarei orgoglioso di fare bella figura a San Siro".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


09:42 | 09/10
Verona, Mandorlini: «Vivo a fondo ogni mio lavoro»
VERONA MANDORLINI TONI ITURBE JORGINHO SOGLIANO - Andrea Mandorlini si gode il suo Verona, quinto in classifica dopo le prime sette giornate e che ha messo in mostra un bel gioco e, soprattutto, tanti bei talenti da esportare. Il tecnico della formazione scaligera, intervistato per l'edizione odierna di Tuttosport, ha parlato soprattutto dela strana coppia composta dal grande vecchio Luca Toni e dal giovane Juan Iturbe, che con gol e grandi giocate stanno trascinando il Verona in alto in classifica.

CHE COPPIA - «In questo momento Iturbe e Toni finalizzano, come l’anno scorso capitava per Cacia - ha esordito Mandorlini - . Ma è riduttivo semplificare il tutto a loro due... Jorginho? Lui è un veterano. Però sono in tanti a meritare la ribalta: c’è Maietta che non è mai stato in A, e poi Rafael, anche lui con noi dalla Lega Pro. È un centrocampista duttile e che può occupare tanti ruoli. Davanti alla difesa sa far girare palla con qualità, da mezzala sa attaccare in maniera intelligente. Capisce prima il gioco e questa è una qualità che non puoi insegnare: la puoi spiegare, puoi dare indicazioni, ma un giocatore ce l’ha o non ce l’ha. Lui ce l’ha, innata.»

IL MIO LAVORO - Mandorlini ha parlato anche della passione con cui vive il suo lavoro di allenatore, qualunque sia la squadra da guidare: «Vivo molto i luoghi in cui lavoro, ma poi dipende dalle situazioni... A Spezia, per esempio, ci fu il record di vittorie e sono rimasti ricordi importanti. E poi c’è sempre il solito luogo comune, su di me: è bravo, ma ha un carattere... Io dico che ci vuole personalità e poi, certo, se avessi conosciuto prima Sean Sogliano avrei vinto di più. E lui anche... Tensioni in estate tra voi? No, non c’è mai stata tensione. Magari si vedevano le cose in maniera diversa, ma la fiducia reciproca non è mai mancata, anche perché l’abbiamo costruita con il tempo, l’unica cosa che dà l’esatta misura della persone. Qui a Verona ho capito ancora di più quanto sia importante lavorare con una società alle spalle. Prima, lo ammetto, ero un po’ orso, un cane sciolto che percorreva un cammino solitario.»
by Francesco Cammuca

FONTE: CalcioNews24.com


ALTRE NOTIZIE
Verona, Mandorlini: "Gattuso e Liverani? Guardo me, io sono partito da lontano"
08.10.2013 09.59 di Chiara Biondini
L'allenatore dell'Hellas Verona, Andrea Mandorlini, è intervenuto ai microfoni di RTL 102.5 durante il programma "Password" con Nicoletta e Gabriele Parpiglia.

Lei ha detto di avere una squadra straordinaria ma con i piedi per terra, però è bello essere contenti, lei ha lavorato bene.
"Al di là del mio lavoro credo siano stati bravi tutti. Questa vittoria se la meritano tutti, la società , la squadra, lo staff tecnico, la tanta gente che ci segue. Siamo veramente felici e contenti però poi quello che è stato lo prendiamo perché sappiamo che la Serie A può avere dei risvolti diversi, ma godiamoci questo momento".

Lei fa parte di chi si è sudato la pagnotta in panchina e magari allenatori come Liverani e Gattuso, senza esperienza, si sono trovati senza panchina in poche giornate, non è giusto dimenticarsi che uno deve faticare.
"Non parlo degli altri, guardo me e io sono partito da lontano. Adesso sono contento perché ho fatto la gavetta, ho vinto in tutte le categorie, sono andato in Serie A che forse non ero ancora pronto, sono ricaduto, mi sono rialzato, sono caduto di nuovo, di esperienze ne ho fatte. Mi godo questo momento sapendo che le cose possono passare in fretta, ma credo che un po' di gavetta ed esperienza uno se la debba fare. Quello che è stato per Gattuso e altri non è stato magari per altri allenatori che hanno fatto e stanno facendo carriere importanti come Mancini che gavetta non ne ha fatta. Nel calcio Trapattoni diceva che va bene tutto e il contrario di tutto".

E dei "tuffatori" cosa ne pensa? Ci vuole pugno duro?
"Sì, anche io sono un po' contro, però nel calcio c'è anche questo e bisogna migliorare anche a partire dagli allenatori, ma è il minore dei mali questo".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Calcio
Mandorlini: “E' un buon momento, ma quanta gavetta...
"L'allenatore ravennate alla radio sull'ottimo inizio campionato del suo Verona: “La prima volta in Serie A non ero ancora pronto"
VERONA - “Al di là del mio lavoro credo siano stati bravi tutti. Questa vittoria se la meritano tutti, la società , la squadra, lo staff tecnico, la tanta gente che ci segue. Siamo veramente felici e contenti però poi quello che è stato lo prendiamo perché sappiamo che la Serie A può avere dei risvolti diversi, ma godiamoci questo momento". L'allenatore dell'Hellas Verona Andrea Mandorlini è intervenuto ai microfoni di RTL 102.5 durante 'Password' con Nicoletta e Gabriele Parpiglia per commentare la vittoria contro il Bologna. Mandorlini si è sudato la pagnotta in panchina mentre allenatori come Liverani e Gattuso, catapultati forse troppo presto su panchine importanti come quelle di Genoa e Palermo ora si trovano già senza lavoro.

"Non parlo degli altri - replica - guardo me e io sono partito da lontano. Adesso sono contento perché ho fatto la gavetta, ho vinto in tutte le categorie, sono andato in Serie A che forse non ero ancora pronto, sono ricaduto, mi sono rialzato, sono caduto di nuovo, di esperienze ne ho fatte. Mi godo questo momento sapendo che le cose possono passare in fretta ma credo che un po' di gavetta ed esperienza uno se la debba fare. Quello che è stato per Gattuso e altri non è stato magari per altri allenatori che hanno fatto e stanno facendo carriere importanti come Mancini che gavetta non ne ha fatta. Nel calcio Trapattoni diceva che va bene tutto e il contrario di tutto".

In queste ore girano voci sulla possibilità che Prandelli porti Totti ai prossimi Mondiali, ma qualcuno dice: troppo comodo, dovrebbe farlo giocare ora. "Anche noi abbiamo un altro vecchietto che non sta facendo male che si chiama Luca Toni. Sono due giocatori che ormai abbiano deciso un percorso - spiega - e cambiare non lo trovo forse giusto per loro. Non lo so, credo che bisogna ormai guardare avanti anche se sia Totti che Toni, se vanno avanti così, possano darci una mano importante per il mese dei Mondiali. A proposito dei così detti 'tuffatori', il tecnico del Verona conclude: "Sì, anche io sono un po' contro, però nel calcio c'è anche questo e bisogna migliorare anche a partire dagli allenatori, ma è il minore dei mali questo".

FONTE: RomagnaNoi.it

BOLOGNA 1-4 VERONA: Mandorlini nel dopogara sulla sonante vittoria scaligera...

Mandorlini: "Io e l'Hellas, una storia stupenda"
Postata il 07/10/2013 alle ore 22:29
VERONA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate in diretta telefonica alle trasmissioni "Vighini Show" (in onda su TeleNuovo) e "Lunedì nel pallone" (in onda su TeleArena): "Il giorno dopo la vittoria di Bologna? Siamo contenti, è inutile negarlo. Avevamo preparato bene la partita, eravamo consapevoli di poter fare una prestazione del genere.

Il momento più bello? Non ho ancora rivisto la partita, mi sono rimasti tanti flash, abbiamo fatto tutto quanto preparato in settimana. Abbiamo anche rischiato qualcosa, condendo un calcio di rigore agli avversari ma siamo stati bravi a riprendere in mano la gara dimostrando la giusta personalità.

Io come Bagnoli? E' un grande orgoglio aver portato il Verona fin qui. I numeri sono importanti, e spero di passare sulla panchina dell'Hellas gli stessi anni trascorsi da Bagnoli. Problemi di abbondanza in rosa? Non è un problema, anzi. In questo momento si stanno mettendo in mostra molti ragazzi interessanti, e ce ne sono altri che magari hanno avuto meno minuti a disposizione ma tutti con la voglia di mettere il concetto di squadra al primo posto.

Gli infortunati? Maietta e Moras dovranno sottoporsi ad altri esami, non so se saranno a disposizioni per la gara contro il Parma ma sicuramente i sostituti si faranno trovare pronti.

Perché ho scelto Verona? Ci siamo incontrati ed è andata così. Tutto quello che stiamo ottenendo parte da lontano, sono cambiate tante cose ma il Verona è sempre lì. Al tempo dovevo fare la Champions League con il Cluj, ma a due giorni dall'esordio mi hanno esonerato ed ero molto rattristito. Mi ha contattato il Verona e subito non volevo rimettermi in gioco, poi ho conosciuto Martinelli e la situazione è cambiata ed è iniziata una storia ad oggi stupenda.

I tifosi sognano? L'entusiasmo fa parte del gioco ed è giusto che i tifosi siano entusiasti di questa squadra, però noi rimaniamo concentrati sul nostro obiettivo. Non volevo promettere niente ad inizio stagione, ma stando con i ragazzi sapevo che potevamo fare bene.

Iturbe? È un bravo ragazzo e ha qualità , è bello poter allenare calciatori di questo tipo. Lui è giovane ma ha già una buona esperienza alle spalle, deve crescere ancora, però le basi sono ottime. Inoltre si è adattato bene e si sta allenando come piace a me.

Il mio rapporto con Sean Sogliano? Abbiamo sempre avuto un rapporto solido. C'è solo voluto del tempo per conoscerci ma poi è andato tutto bene.

La mia esperienza con l'Atalanta? Ho vinto il campionato di B con il record di punti, avevo dei giovani interessanti. In A abbiamo giocato un gran calcio ma non raccoglievamo quanto meritavamo. Adesso anch'io sono maturato come tutti e le mie esperienze passate mi hanno aiutato, anche se Verona per me è sempre stato qualcosa di speciale. Mi sono sentito coinvolto fino dal primo giorno.

Il modulo? Non ho mai sposato un modo di giocare assoluto, certe soluzioni mi piacciono più di altre ma non sono un integralista. Mi piace studiare gli avversari per affrontarli al meglio.

Nicolini? È come se fosse un fratello per me, lo conoscono da tantissimi anni, da quando mi ha accolto ad Ascoli, e mi da equilibrio. Anche gli altri sono importanti, lui lo conosco da tanto tempo e il rapporto è un po' più profondo, come se fosse il compagno di squadra più esperto e che può darti sempre il consiglio giusto".
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Soddisfazioni che meritano tutti" / VIDEO
Postata il 06/10/2013 alle ore 19:36
BOLOGNA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la vittoria per 4-1 contro il Bologna, 7a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "La vittoria? Siamo molto contenti, avevamo preparato bene questa partita molto difficile. Tutti hanno fatto una grande partita, faccio i miei complimenti alla squadra ma ora non cambia nulla: abbiamo un buon bottino ma il campionato è ancora molto lungo. I gol? Ne abbiamo fatti quattro, potevamo segnare ancora ma ciò che conta è la vittoria. Noi la sorpresa? Non dobbiamo cambiare i nostri metodi di preparazione e di allenamento".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

HELLAS VERONA 2-1 LIVORNO: Mister MANDORLINI sulla vittoria e la prestazione di ITURBE

30.09.2013
«In campo non ho nemici Il Livorno? Un avversario»
LA «PROVOCAZIONE». Mandorlini spegne ogni polemica: chi la cercava resta a bocca asciutta
Gli episodi hanno premiato il Verona: «Noi abbiamo creato i presupposti perché accadessero». Iturbe? «Lo so già: ora diranno che deve giocare sempre»

Ci hanno provato a resuscitare il fantasma di vecchie polemiche. Ma Andrea Mandorlini ha respinto la «provocazione» con saggezza e tranquillità. «Oggi si dichiarerebbe ancora orgoglioso di essere nemico del Livorno?», la domanda fattagli da un cronista toscano in sala stampa. «Io non sono mai stato nemico di nessuno», la replica neanche troppo piccata dell'allenatore del Verona. «Ci sono state situazioni che sono state ingigantite ed esasperate. Tutte le altre squadre sono avversarie e non nemiche e finisce lì. Inutile tirar fuori le solite storie che non servono a nessuno. Siamo diventati grandi e più maturi tutti: io per primo. Quella con il Livorno è una partita da vincere e basta. Magari sono un po' più contento: però l'importante è vincere».

Meglio, molto meglio parlare di Juan Manuel Arevalos Iturbe: giocatore paraguaiano naturalizzato argentino ma da ieri veronese d'adozione per il pubblico del «Bentegodi». «L'abbraccio che gli ho dato dopo la sostituzione è normale: lo faccio con tutti quelli che escono dal campo», ricorda Mandorlini. «Ma Iturbe è un ragazzo di grandissima prospettiva e con molte qualità. Nel primo tempo l'ho fatto giocare dietro le due punte perché volevo un po' mascherarlo. E lui all'inizio voleva un po' strafare, cercando la giocata. Poi è entrato in sintonia, ci siamo messi larghi ed il suo talento è venuto fuori. Se diventerà un problema per me? Ad avercene di questi problemi... L'importante è che Iturbe giochi nel Verona. Il resto lo conosco già: cominceranno a dire che deve giocare sempre ma cercheremo di gestire queste situazioni».

Sulla partita, del resto, poco da dire. «È una vittoria importante, certo. Ma lo sono tutte», ha spiegato in sala stampa il tecnico gialloblù. «Questa lo è forse un po' di più perché ha chiuso una settimana importante e ci ha consentito di arrivare a 10 punti: una quota che è difficile da definire perché non mi vengono aggettivi adatti a fotografare la nostra felicità». Quella di chi è conscio di aver portato a casagià ue scontri diretti e di aver giocato con grande continuità dall'avvio del torneo. Senza dimenticare le note negative che, pure, ci sono.

«Nel primo tempo non eravamo carichi al punto giusto», ammette Mandorlini. «Infatti abbiamo rischiato in alcune ripartenze. Nell'intervallo ho parlato con i giocatori ed abbiamo cambiato musica. Il secondo tempo giocato contro il Livorno è stato il migliore visto in queste prime sei partite: c'era la giusta intensità, la capacità di ribaltare il gioco, la voglia di vincere. È vero che alcuni episodi hanno deciso la partita ma la squadra ha creato le condizioni perché quegli episodi accadessero». Tra gli episodi anche il rigore concesso al Verona. «Non l'ho rivisto», ammette l'allenatore dell'Hellas. «Ma conta poco. Nel secondo tempo abbiamo giocato molto meglio noi. Nel primo, è vero, il Livorno ci ha messo in difficoltà creando un paio di occasioni difficili. Le parate di Rafael? Lui è bravo. E poi gioca con noi, no?».
Bruno Fabris

FONTE: LArena.it

JUVENTUS 2-1 VERONA: Il Mister commenta la sconfitta di misura contro li bianconeri...

Mandorlini: "Ci abbiamo provato fino alla fine" / VIDEO
Postata il 22/09/2013 alle ore 18:00
TORINO - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la sconfitta per 2-1 contro la Juventus, 4a giornata del campionato Serie A TIM 2013-14: "Abbiamo giocato bene, siamo contenti della prestazione e dell'atteggiamento ma perdere non piace a nessuno. Ho sempre creduto nella vittoria, sia dopo il primo nostro gol, sia dopo la rete di Llorente e fino al fischio finale, e per questo ci tengo a ringraziare i ragazzi. La Juventus? Gli abbiamo concesso qualcosa, ma contro una squadra come questa non puoi fare altro. I giovani? Hanno fatto bene in un campo difficile, gli servirà per fare esperienza".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

HELLAS VERONA 2-1 MILAN: Il Mister commenta la vittoria a sorpresa coi rossoneri!

Mandorlini: "Che esordio, non mi sembra vero"
Postata il 25/08/2013 alle ore 23:15
VERONA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate a Radio 24 durante la trasmissione Tutti Convocati: "Il mio risveglio? Non mi sembra ancora vero, un esordio migliore di questo non si poteva prevedere. Il nostro entusiasmo? E' una componente importante, ma la partita era molto difficile. Il Milan è una squadra già pimpante dopo il preliminare di Champions League. L'apporto di Toni? Ci dona esperienza ed in campo è determinante. E' un giocatore maturo, sereno e tranquillo, sta bene fisicamente e mentalmente. Giocare in una squadra come la nostra gli gioverà sicuramente. Toni ha voluto rimettersi in gioco con noi, era il giocatore che ci serviva per alzare il livello di esperienza di tutta la squadra. Lui in nazionale? Sarebbe veramente qualcosa di grande. Ha caratteristiche importanti, ma deve pensare solamente a fare bene con il Verona. Balotelli? I pericoli creati dal Milan sono venuti tutti dai suoi piedi, era sempre coinvolto dalla squadra. E' un calciatore veramente forte".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


25.08.2013
L'abbraccio di Mandorlini a tutti i gialloblù
GRANDE FESTA. Cinquecento panchine tra i professionisti per il mister
«Orgoglioso del gruppo, ne abbiamo fatto di strada Avevo dubbi sul risultato finale della gara ma sapevo che il pubblico avrebbe dato una lezione di civiltà»

«Salutate la capolista», cantavano i tifosi alla fine della partita. Beh, in effetti l'Hellas per un paio d'ore ha guidato la classifica di serie A, dopo la splendida vittoria sul Milan, prima del successo della Juve a Genova con la Samp, in attesa delle altre partite che si giocheranno oggi pomeriggio. Una soddisfazione in più per Andrea Mandorlini che ha festeggiato con una grande impresa la cinquecentesima panchina tra i professionisti. «Siamo partiti bene, una vittoria che porta entusiasmo a tutta la squadra - ammette il mister - un'altra grande impresa per un gruppo che ha fatto tanta strada negli ultimi anni».

Un Verona che gioca bene... «Una soddisfazione in più per i miei giocatori. Abbiamo fatto cose buone, altre meno ma siamo sempre stati in partita. All'inizio abbiamo sofferto è vero, difendevamo bassi, troppo bassi. Il peso di un esordio pesante per tanti giocatori che non avevano mai giocato in A o che c'erano stati solo di passaggio. Dopo il gol del Milan abbiamo mollato le zavorre, abbiamo reagito bene, alzato il baricentro. Ho rivisto l'atteggiamento che mi piace».

Romulo e Jankovic, Toni e Donati, sembrano al Verona da sempre? «Sono stati bravi, Romulo è arrivato da una settimana e si è già inserito nel gruppo, ha capito tutto. Un giocatore importante che può giocare in mezzo al campo oppure da esterno, in avanti o dietro. Quei calciatori eclettici che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Donati e Jankovic hanno dato un po' di esperienza a tutta la squadra ma dobbiamo applaudire proprio il gruppo storico che ormai ha nella testa meccanismi precisi».

E Luca Toni la butta sempre dentro... «Non voglio dire nulla, non voglio rovinare la magia. Lui è bravo a farsi trovare pronto, i compagni sono bravissimi a servirlo. Ma vorrei puntare l'attenzione su quello che fa Toni fuori dal campo, in allenamento. Ha grande personalità, è sereno, tranquillo, è un piacere vederlo nel prepartita, alla vigilia della gara. Un esempio per tutti i compagni, con l'entusiasmo di un ragazzino».

Toni ha vinto la sfida con Balotelli? «L'Hellas ha vinto e Toni ha fatto due gol per il Verona, riportiamo l'attenzione su quello che è successo in campo, abbiamo parlato troppo di altre vicende. Ho parlato con Balotelli? No, non l'ho nemmeno incontrato ma Super Mario ha fatto vedere anche al Bentegodi che lui è un giocatore importante, l'ultimo dei rossoneri che si è arreso».

Ha vinto anche il pubblico? «Avevo dubbi sul risultato però ci credevo perchè in settimana ho visto i ragazzi sempre molto concentrati, con gli stimoli giusti. Non avevo dubbi invece sul comportamento del pubblico, sapevo che i nostri tifosi avrebbero regalato una prova di intelligenza, ironia, buon senso. Hanno sostenuto la squadra dal primo all'ultimo minuto, hanno ignorato tutto quello che era successo in settimana, hanno evitato i tranelli e alla fine hanno festeggiato con noi una vittoria bellisima. Dieci e lode in condotta».

Alla fine il Milan ha protestato per un presunto rigore su Balotelli... «Non ho visto bene, ero coperto ma non mi sembrava rigore anche se non commento mai questi episodi, a favore o contro. Un rigore anche su Toni? Anche lì non ho visto, sono episodi che succedono in area quando ci sono attaccanti forti fisicamente. Sono così felice della vittoria che tutto il resto passa in secondo piano».

Adesso si apre l'ultima settimana di mercato... «Noi riposiamo per qualche giorno poi inizieremo a pensare alla partita con la Roma, quello dobbiamo fare. Del mercato si occupa il direttore sportivo, se arriverà ancora qualche giocatore deve sapere che dovrà rimboccarsi le maniche per dare una mano al gruppoe raggiungere l'obiettivo».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Godiamoci questa vittoria" / VIDEO
Postata il 24/08/2013 alle ore 21:42
VERONA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù,rilasciate dopo la vittoria per 2-1 contro il Milan, 1a giornata del campionato Serie A Tim 2013-14: "Speravamo in una serata così. Siamo partiti male, abbiamo subito tante situazioni. Poi abbiamo iniziato a giocare, abbiamo disputato una buona gara e vinto meritatamente. Siamo una squadra solida, sappiamo cosa fare e possiamo fare anche meglio. Toni? E' un attaccante importante, ma bravi i compagni a metterlo nelle condizioni di segnare. Abbiamo dimostrato di avere carattere, credevo di poter raggiungere questa vittoria".
Ufficio Stampa

Mandorini: "Ora ci prepariamo per il Milan" / VIDEO
Postata il 17/08/2013 alle ore 23:00
PALERMO - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la vittoria contro il Palermo, terzo turno di Tim Cup 2013-14: "Le indicazioni? Innanzitutto è stato fondamentale vincere. Abbiamo fatto fatica, ci siamo sacrificati e potevamo fare meglio, ma il risultato ci ha premiato. Abbiamo giocato la nostra prima partita importante contro una squadra di livello, complimenti al Palermo che farà un gran campionato. Noi abbiamo vinto in un campo difficile e siamo contenti. Il modulo? E' un'alternativa che abbiamo provato durante il ritiro. Oggi c'erano molti assenti ed è stata quasi una scelta obbligata giocare in questo modo. Toni è stato determinante, Cacia ha fatto molto bene: abbiamo un potenziale offensivo importante e possiamo variare il modulo a seconda dell'avversario. Il mercato? Sono contento degli acquisti, devo pensare ai calciatori che già sono in rosa e ad allenarli bene in vista del Milan. L'esordio in campionato? L'Hellas torna in Serie A dopo tanti anni, sarà una partita importante e difficile, siamo pronti a giocarcela. Il derby? Penso al presente, che coincide con una settimana importante e decisiva. Il resto è ancora lontano".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

PALERMO 0-1 HELLAS VERONA: Le dichiarazioni di mister Mandorlini

Mandorlini: "E' stato un ritiro positivo" / VIDEO
Postata il 10/08/2013 alle ore 19:15
VILLACH - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista a Andrea Mandorlini. Ecco le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, rilasciate dopo la vittoria per 3-0 contro il KF Laçi, settima amichevole ufficiale della stagione 2013-14: "Il ritiro? Stiamo bene, abbiamo lavorato tanto, ora le partite inizieranno a contare veramente. Siamo contenti, non abbiamo avuto intoppi e stiamo crescendo. L'amichevole di oggi? Siamo stati bravi, ci è mancata un po' di velocità ma quella verrà col tempo. Gli attaccanti hanno trovato il gol e siamo riusciti ad applicare vari dettami di gioco. Jorginho? Sta crescendo tanto, per lui sarà una stagione importante e sono certo farà benissimo. Lui capitano? E' giusto che si prenda le sue responsabilità, seppur sia un ragazzo giovane. Infine ringrazio lo staff tecnico e medico, hanno lavorato benissimo".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it

HELLAS VERONA 3-0 LAÇI: Le parole di mister Mandorlini a fine gara

03.08.2013
Mandorlini: «Ora bisogna accelerare»
LA PALLA AL MISTER. Segnali positivi dall'amichevole con il Levante ma il tecnico chiede ai giocatori uno sforzo in più. «Partita vera, alcuni episodi hanno deciso la gara Adesso entriamo nelle tre settimane più importanti L'esordio con il Milan? Abbiamo capito che siamo in A»
VALENCIA. Partita vera, sicuramente lo è stata a livello agonistico. Contro il Levante è arrivato un test importante per il Verona che contro gli spagnoli è stato impegnato sia a livello fisico che psicologico. Il match è stato acceso, a momenti infiammato con una mega rissa sfiorata in mezzo al campo con tutti i giocatori coinvolti e ammonizioni che fioccavano da tutte le parti. «Partita vera», ribadisce Mandorlini, lui che di fronte alle battaglie non si tira mai indietro. Soddisfatto della tempra dei suoi ragazzi nonostante in campo non abbiano proprio brillato. Ancora in fase di preparazione e con le gambe un po' inchiodate. Ma lui difende la truppa, fa buon viso e cattivo gioco nonostante in panchina, come è consuetudine, si sia dannato l'anima scuotendo la testa, camminando avanti e indietro nel suo rettangolo, commentando le azioni con la panchina. La partita? Decisa da episodi, Rafael un po' sfortunato. «Sì, episodi che hanno cambiato il corso della gara - dice il coach gialloblù. «Abbiamo preso due gol strani - riprende l'allenatore - siamo stati impegnati in situazioni importanti, loro erano avanti fisicamente, ma abbiamo comunque fatto una buona partita, a perdere non ci sta nessuno ma posso dire che sono soddisfatto». «Non dimentichiamo - ribadisce - che gli spagnoli erano piu avanti nella preparazione».

Il campionato spagnolo inizierà il 18 agosto e tra l'altro il Levante alla prima troverà il Barcellona. Una corazzata, come quella che affronterà l'Hellas al suo ritorno in A dopo 11 anni: il Milan. «Entriamo nelle tre settimane importanti», commenta il mister, quelle decisive e, tornando sugli episodi di nervosismo in campo, «ci sta qualche scontro al limite, fa parte dl calcio, dobbiamo accelerare». Si intravede già una squadra titolare all'orizzonte? «Stiamo guardando, la condizione dei giocatori non è ancora al massimo, molte decisioni dipendono anche da come stanno, al momento sono ancora un po' così». «Ripeto, queste saranno tre settimane decisive e ci aspettiamo grossi miglioramenti». Il Verona, in ritiro a Klagenfurt fino al 10 agosto, domani giocherà con i turchi del Konyaspor, la squadra che pochi giorni fa non si è nemmeno presentata in campo col Palermo. Giorni nei quali avrà modo di soppesare la condizione dei suoi giocatori. Come Cirigliano, con il Levante entrato nel secondo tempo. «È un ragazzo tecnico - spiega Mandorlini - in una partita così maschia è stato bravo, sono contento di quello che sta facendo, ma non solo lui, tuta la squadra sta crescendo, non mi piace parlare dei singoli».

Ma la grande attesa è per il debutto in campionato con il Milan che con ogni probabilità si giocherà in anticipo sabato 24 agosto visti gli impegni in Champions dei rossoneri. «Sì, e ci ricorda che siamo in A, ma prima di quel match abbiamo altre partite, ci sono tanti step e ci devono portare a quella sfida pronti». Intanto può contare su Toni, che non sbaglia un colpo. Bellissimo e molto tecnico il gol al Levante. Uno schema? «Macché - dice - è talmente grosso che fa quello che vuole. Ma a parte il gol, abbiamo avuto buone occasioni». «La partita - conclude - decisa da due episodi. Qui in Austria mi aspetto riprendere a lavorare, sono soddisfatto la squadra mi è piaciuta tanto, comincia a crescere e questo mi fa ben sperare». Il Milan è avvisato.
Marzio Perbellini

FONTE: LArena.it

LEVANTE 2-1 VERONA: Le parole di mister MANDORLINI a fine gara

Mandorlini: "Bella la prima contro il Milan"
Postata il 29/07/2013 alle ore 21:08
VERONA - Ecco le dichiarazioni del mister gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate dopo la compilazione del calendario Serie A Tim 2013-14: "L'avvio? Stimolante ed emozionante. Incontrare il Milan alla prima giornata sarà bello, ma le squadre bisogna affrontarle tutte prima o poi, e non dobbiamo assolutamente fare calcoli. La Serie A sarà un percorso lungo e difficile, noi ci vogliamo far trovare pronti".
Ufficio Stampa

Sky Sport # Mandorlini: "Il gruppo cresce bene"
Postata il 27/07/2013 alle ore 09:59
RACINES (Bz) - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, ospite in collegamento dall'hotel Schneeberg (ritiro dell'Hellas Verona FC) alla trasmissione "Sky Calciomercato" in onda su Sky Sport 1: "Toni ha tanta esperienza, ci darà una grossa mano. Con Cacia bisogna trovare un punto di incontro per far rendere al meglio entrambi, ma il gruppo sta crescendo bene, sono soddisfatto. Jorginho? E' un ragazzo fantastico, finalmente può dimostrare il suo valore. Siamo molto contenti anche di Cirigliano, possiamo fare grandi cose potenzialmente".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


17.07.2013
Buon compleanno caro mister...
Tanti auguri Mister Mandorlini! Oggi Mister Promozione compie 53 anni. Un bel traguardo, non c'è che dire, per questo ormai veterano dei campi da football. Terzino, stopper e libero in serie A con squadre dalle ambizioni diverse. L'Ascoli di Mazzone per conquistare la salvezza, il Toro di Radice per arrivare a metà classifica e l'Inter di Trapattoni per il campionato e Coppe varie ed infine l'Udinese in serie B. Questo il Mandorlini in mutande, l'altro beh è senza dubbio più noto, quello sulla panca. Promozioni e un paio di esoneri, incomprensibile quello dei rumeni dei Cluj con tre titoli vinti e già qualche punto nel girone di Champions League. Poco male, perchè quell'esonero consentì al tecnico di Ravenna di giungere a Verona. Tanti auguri dunque Mister. Abbiamo trovato un Mandorlini più pacato e concentrato rispetto a qualche anno fa.

C'è da dire che oggi il Verona è una società, attenta e organizzata. «Vi avevo detto che avrebbero fatto bene», ci raccontava qualche mese fa Giovanni Martinelli, l'uomo che ha voluto Mandorlini al Verona e che dopo Salerno lo ha blindato fino al 2014. Il presidente che ha aperto anche le porte della società al nuovo patron emiliano. «Ci manca - racconta il tecnico gialloblu - ne parlavamo con il Presidente Setti, che non manca occasione per informarsi sulle sue condizioni di salute. È un esempio anche per i ragazzi, ci è sempre stato vicino, lo è ancora di più adesso». Già perchè sempre Martinelli oltre a Mandorlini, ha portato anche Setti al Verona, non bisogna scordarlo. Tanti auguri mister, o meglio in bocca al lupo, per il campionato. Un torneo difficile che lascia poco spazio agli errori. Un gruppo consolidato e degli acquisti mirati, vero Sean non è ancora finita? potranno essere un'importante garanzia per l'Hellas. L'obiettivo è quello di partire subito forte, per sfruttare l'entusiasmo e il fattore sorpresa. Sarà difficile, ma non impossibile.

L'abbiamo già scritto da queste colonne, restiamo ottimisti. Società, pubblico e capacità «camaleontiche» di Mandorlini possono fare la differenza in un campionato che resta il più bello del mondo solo per le «pay tv» che hanno sborsato tanto, troppo, tre anni fa, per un campionato che con Edinson Cavani ha perso l'ultimo campione in ordine di tempo. Addio Napoli e Parigi a braccia aperte. A proposito di piattaforme a gettone, tanti auguri mister anche in chiave comunicazione. Le etichette nel calcio, un mondo ipocrita a volte più di quello politico, sono dure da togliere. Qualcuno, sicuramente male informato o di parte, pensa che tu sia una specie di Calderoli. D'altronde ogni volta che l'Hellas fa le valigie per il Sud c'è qualcuno che ricorda il coro dell'allenatore del Verona e quando un tecnico, un giocatore o un presidente nati sotto la linea del Po basta niente per infiammare la polemica. Per gettare ancora una volta un po' di fango non solo sul mister ma su squadra e città.

È su questo terreno che dovrai anche misurarti, ma le tue apparizioni nelle tv nazionali fino a questo momento sono state perfette. Il responsabile della comunicazione gialloblù Fabrizio Cometti dovrà guardarsi e metterti in guardia, magari da qualche opinionista un po' troppo pungente della sua vecchia tv. Ne siamo certi, vincerai il confronto sia sul campo che fuori. Il presidente Setti e il direttore generale Giovanni Gardini hanno già pronto un sigaro, loro che se ne intendono, speciale per te. Te li fumerai tutti mister, sarà anche un modo per zittire chi in Italia ha un'idea sbagliata di Verona e del Verona Calcio. Tanti anni fa, un signore che risponde al nome di Osvaldo Bagnoli, invitò un paio di carabinieri a cercare i ladri nell'altro spogliatoio... Mi raccomando mister quando incontrerai il nostro «Wurtz», quello che forse ha ritardato di un anno l'arrivo del Verona in serie A, perchè capiterà e tu lo sai. Auguri Mister!

16.07.2013
Mandorlini: «Cacia e Toni insieme? Perché no»
UN CANTIERE APERTO. Secondo giorno di lavoro in Alto Adige. Grande attenzione alla preparazione fisica senza dimenticare la tattica: «Ripartiremo dal 4-3-3, un modulo che conosciamo e ci dà sicurezza ma non escludiamo nulla, non solo davanti ma anche a centrocampo»
Lavori in corso nel ritiro gialloblù. Si lavora sodo in Val Ridanna. Doppia seduta di allenamento a Racines, alla mattina la squadra è stata divisa in due gruppi che si sono alternati con il lavoro in campo e nel bosco della Val Ridanna con corse e ripetute. Al termine, un bagno tonificante per i muscoli delle gambe con la temperatura dell'acqua a 8-9 gradi. Nel pomeriggio la truppa di Mandorlini ha svolto riscaldamento, esercitazioni tecniche e atletiche, oltre ad esercitazioni per reparti. Tutti presenti e al gruppo si è aggiunto anche il portiere della Primavera, Borra. Il momento giusto per tonificare i muscoli e per ricaricare le batterie. Anche per «studiare» il nuovo Hellas, la squadra che verrà, il gruppo che dovrà affrontare «le battaglie della Serie A», come ha ripetuto ancora una volta il presidente Maurizio Setti alla presentazione ufficiale in Via Sogare.

Non dovrebbero esserci rivoluzioni tattiche, il tecnico del Verona punterà ancora una volta sul 4-3-3 come ha sempre fatto in B e in C. «Un modulo che conosciamo bene - ammette Mandorlini - che i giocatori conoscono bene. Quelli vecchi sanno già tutto, quelli nuovi hanno le caratteristiche giuste per adattarsi al nostro gioco. Meglio avere delle certezze all'inizio, ci sono già tante incognite meglio partire con un po' di sicurezza».

Un 4-3-3 che potrà trasformarsi in un 4-5-1 con il ripiegamento dei due esterni sulla linea dei centrocampisti. Un movimento che s'è già visto in più di un'occasione nel campionato cadetto - basta chiedere a Gomez, Sgrigna o Martinho - che si ripeterà con più frequenza in A quando l'Hellas non sarà costretto a fare la partita ma difendere, chiudere gli spazi agli avversari e ripartire. Con il mercato ancora aperto, l'arrivo sicuro di Ezequel Cirigliano e quello quasi certo di Bosko Jankovic dovrebbe completare la cerniera di centrocampo, si possono valutare anche le alternative tattiche che potrà utilizzare l'Hellas.

Ovvio che in questo momento sono solo chiacchiere in libertà ma il tridente offensivo di «mandorliniana memoria» escluderebbe l'impiego in coppia di Daniele Cacia e Luca Toni, due giocatori abituati a sostenere da soli il peso dell'attacco. È già nato un dualismo tra i due bomber. Mandorlini la butta sul ridere e getta acqua sul fuoco. «Li sto seguendo in allenamento e vedo che parlano spesso, hanno già trovato un buon feeling, si vede che gli attaccanti hanno un linguaggio comune - butta lì il tecnico - meglio se c'è sintonia, fa bene a tutti, anche al gruppo. Daniele Cacia ha dimostrato l'anno scorso quelle che sono le sue qualità, quando devi fare gol non conta la categoria. Oltretutto lui ha un conto in sospeso con la A, adesso se l'è conquistata e non vede l'ora di mettersi alla prova. Un esame da superare».

Chi ha già superato tanti esami e ha deciso di rimettersi in gioco è Luca Toni. «Un grande campione - ha detto Mandorlini alla presentazione della squadra - l'ho visto carico ma non avevo dubbi. Un professionista che può dare una mano alla squadra con la sua esperienza. Toni e Cacia insieme? Perchè no, abbiamo tanto tempo davanti, possiamo fare le prove».

In attesa di vedere che cosa succederà in avanti, resta da capire come giocherà il centrocampo dell'Hellas. Nella stagione della promozione dalla B alla A, Jorginho ha fatto il regista davanti alla difesa - solo qualche volta ha lasciato a Bacinovic la bacchetta di direttore d'orchestra - con Laner a destra e Hallfredsson a sinistra. Quest'anno potrebbe giocare davanti alla difesa Massimo Donati che ha già tanti campionati in A proprio in quel ruolo con Jorginho e Hallfredsson a sostegno. Ma anche Ezequiel Cirigliano può giocare in mezzo o da interno, mentre Martinho può partire nel tridente offensivo oppure retrocedere in mezzo al campo. Tante soluzioni per arrivare all'esordio già pronti anche tatticamente. «Le alternative ci sono - conclude Mandorlini - però dobbiamo lavorare ancora moltissimo».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it

Mister Mandorlini alla presentazione dell'HELLAS '13-'14

28.06.2013
«Donati? Perfetto,Toni forte ma piace a tanti...»
ORGOGLIO E BUONI AUSPICI. «Io e il club sulla stessa lunghezza d´onda». Andrea Mandorlini immagina il Verona del domani. «La nostra struttura è solida, ora voglio entusiasmo Fondamentale lo spirito con cui arriveranno i nuovi»
Sotto l´ombrellone e col mare della Sardegna davanti agli occhi la Serie A può sembrare lontana. Andrea Mandorlini si è isolato, ma solo per qualche giorno. Ad informarlo ci pensa Sogliano, basta una chiamata o un sms. Il resto è nella sua testa, nelle sue idee.
Mandorlini ha parlato a lungo ieri a RadioVerona, durante Fuorigioco. A tutto campo, come piace a lui. «Sarà importante arrivare carichi, motivati, pronti a tutto», ha detto. «Tanti giocatori fondamentali per arrivare fin qui non ci saranno più, altri ne arriveranno. Quel che conta è che siamo tornati in una categoria che il Verona non giocava da tanto tempo. Grazie al lavoro della società, dei ragazzi e anche un po´ dell´allenatore. Tutti hanno messo fieno in cascina per l´obiettivo. Senza il passato non ci sarebbe il presente. Adesso aspetto solo di vedere in faccia i miei giocatori, parlargli, toccare con mano».
Il primo tassello ce l´ha già, Massimo Donati è il fedele concentrato del Verona che vuole Mandorlini. «Può essere impiegato in diversi ruoli a metà. Universale come quelli che piacciono a me e a Sogliano. Io e il direttore viaggiamo sulla stessa lunghezza d´onda. Donati è un bravo ragazzo, ha motivazioni e tanta esperienza, il tasto che abbiamo pensato di andare a toccare in questo mercato così difficile».

GOL E PROIEZIONI. Ci vuole un attimo perché il discorso scivoli verso l´attacco. «Toni? Non piace soltanto a me, piace a tante squadre anche se non è più giovane. Ma questo può non voler dire niente, la sua carriera parla da sola. Bisogna restare calmi e tranquilli, il mercato è molto lungo».
Nel pacchetto c´è anche Seferovic, di cui proprio ieri Sogliano ha parlato con la Fiorentina e Daniele Pradè uscendo insieme dalla sede della Lega Calcio. «La Fiorentina ha tanti giocatori bravi, è il caso di Seferovic ma anche di altri. Per adesso mi limito all´ufficialità di Donati. Vediamo quel che succede. Conosco i giocatori che ho allenato ma ci aspetta un campionato diverso ed il campo stavolta più che mai dovrà dire tante cose. Non so chi resterà o meno. Quel che conta è lo spirito con cui i nuovi arriveranno all´Hellas».

COME VOLARE BASSI. I piedi sono ben saldi per terra, anche se al posto dell´erba del campo c´è la sabbia della Sardegna. «Dev´essere così, vogliamo mantenere la categoria con serenità e per riuscirci abbiamo tanti modi. Sicuramente faremo fatica, la differenza con la Serie B esiste sicuramente. Il futuro però non possiamo conoscerlo. Prima iniziamo a confrontarci con le altre squadre, poi cominceremo a capire meglio quel che ci aspetta».
L´aggiornamento sugli abbonati arriva in diretta, sono quasi 2.800. Mandorlini sorride. «Anche senza questo dato sapevo già che Verona ci sarebbe stata vicina come sempre. Il pubblico sarà ancora uno dei nostri punti di forza. Così come il gruppo, quello vince sempre. Anche i grandi campioni e le grandi squadre fan fatica a vincere se non hanno alle spalle uno spogliatoio forte».

UN MISTER DIVERSO. Sarà anche la sua Serie A, quella già toccata all´Atalanta e al Siena in condizioni non proprio agevoli. Mandorlini si guarda indietro per un attimo. «A Bergamo la squadra era molto giovane. Siena? Dura. Ogni stagione però ha la sua storia. Sono passati degli anni, ci arrivo certamente più maturo. Ora mi sento meglio. E poi Verona è casa mia. Non so se giocheremo sempre per vincere, se cambieremo qualcosa. In A ti ritrovi davanti squadre forti, magari sarà una partenza difficile, ma avere un´organizzazione come quella che abbiamo saputo tutti insieme creare in questi tre anni è un buon punto di partenza. E l´entusiasmo voglio sia alla base di quest´annata. Per chi resta, per chi arriva, per la gente, per tutti».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona, Mandorlini: "Bradley e Kozak mi piacciono"
21.06.2013 11.55 di Chiara Biondini
Andrea Mandorlini parla ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, nel corso di "Buongiorno Roma". L'allenatore che ha riportato l'Hellas Verona in serie A dopo 11 anni racconta le emozioni della promozione. Dopo aver fatto i complimenti ai suoi ragazzi per l'impresa, si guarda intorno e dà il suo giudizio su un paio di giocatori che sono spesso accostati alla squadra veneta.

Dal 2010 è alla guida del Verona ed è partito dalla Lega Pro. In tre anni ha conquistato la serie B e la serie A. Quale dei due successi l'ha emozionata di più?
"L'emozione più bella è sempre l'ultima, è stata una soddisfazione regalare la promozione a una piazza come Verona. Non è facile vincere quando si comincia con i favori del pronostico, noi lo abbiamo fatto. Siamo partiti dalla Lega Pro, abbiamo raccolto tutto quello che abbiamo seminato".

L'hanno infastidita le voci che la davano in partenza da Verona e già si parlava di un sostituto pronto a prendere il suo posto?
"Quando sono arrivato a Verona c'era una società, poi lo scorso anno ne è arrivata un'altra. Dovevamo, quindi, conoscerci e vedere se potevamo andare per la stessa strada. Anche io ho commesso qualche piccolo errore dal punto di vista caratteriale, non è mai stata messa in discussione la conduzione tecnica. Ripeto, ci dovevamo solo confrontare. Continuiamo insieme e speriamo di fare bene".

Daniele Cacia è stato un grande protagonista della scorsa stagione, 24 reti realizzate in 39 partite, è stato il capocannoniere della serie B. Potrà esprimersi al meglio anche in serie A?
"Daniele ha disputato un campionato incredibile, non l'ha mai fatto nella sua carriera. Ha tutte le carte in regola per fare bene, poi, certamente, parlerà il campo. È nella maturazione giusta, ha qualità, l'allenatore sa come deve servire un giocatore così, è in un ambiente in cui tutti gli vogliono bene tutti".

Oltre a Cacia, a contribuire alla promozione in serie A è stato anche Jorginho. Un suo giudizio sul centrocampista.
"E' come se fosse mio figlio, classe 1991. E' cresciuto tanto tecnicamente. La maturazione migliore ora deve farla dal punto di vista fisico, deve mettere su qualche chilo, un po' di massa, un po' di forza. A livello tecnico e tattico è bravo ed è ancora in forte crescita".

Le piacerebbe allenare di nuovo Tachtsidis, dopo la stagione con la Roma?
"Sono convinto che quest'anno abbia avuto delle difficoltà personali, di squadra, ma come prima esperienza in una grande squadra come la Roma ha fatto la sua parte. Certo non è mai facile imporsi il primo anno. Mi dispiace che la Roma lo abbia lasciato al Genoa che lo ha riscattato, Panagiotis avrebbe bisogno di più tempo. Credo che, alla lunga, potrà affermarsi in un campionato importante".

Tra i possibili acquisti dell'Hellas Verona è stato fatto il nome del laziale Kozak. La sua opinione sull'attaccante.
"E' un giocatore importante, è giovane, ha fatto bene nella Lazio, forse non continuità".

Potrebbe fare al caso del Verona?
"Non so se il nostro direttore abbia chiesto il calciatore alla Lazio, noi abbiamo Cacia che è capocannoniere, però per la fare la serie A, giocando con tre punte davanti, hai bisogno di almeno due-tre attaccanti con certe caratteristiche".

Un altro nome accostato alla sua squadra è quello del romanista Bradley, le piace?
"Sì, è un giocatore solido, di sostanza. Non ho visto molte partite di serie A per i numerosi impegni che abbiamo avuto la scorsa stagione, ma ho notato che è maturato. Non è stato facile il passaggio dal Chievo alla Roma, però ha disputato buonissime gare, è affidabile".

Si parla spesso di Rafael, il portiere brasiliano del Santos voluto dalla Roma e dal Napoli. Il Verona tra i pali ha un altro Rafael.
"E' un bravo ragazzo. E' cresciuto molto, ha fatto una bella gavetta, l'impatto in serie A sarà fondamentale dal punto di vista delle motivazioni. Dobbiamo lavorare molto su questo aspetto".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


01.06.2013
Sogliano: «Mandorlini resta, ecco perché»
L'ANNUNCIO. Ieri mattina la società ha cancellato gli ultimi dubbi. «Ci siamo confrontati, era giusto farlo, anche dopo una promozione. Le perplessità del presidente ? Mi ha dato carta bianca, ho fatto la scelta migliore...»
Un altro anno insieme. Continua l'avventura di Andrea Mandorlini sulla panchina dell'Hellas. La notizia era nell'aria da qualche giorno, la conferma è arrivata ieri mattina davanti alla sede del Verona, in via Torricelli. “Andrea Mandorlini sarà il nostro allenatore anche in serie A – ha detto il direttore sportivo Sean Sogliano – in questi giorni ci siamo confrontati più volte con il presidente e con il tecnico, abbiamo preso in considerazione l'ultimo campionato, abbiamo fatto un'analisi profonda. Sì, è vero, abbiamo centrato l'obiettivo e raggiunto la promozione in serie A ma è stato un anno difficile, non possiamo nascondere che ci sono stati momenti critici. Li abbiamo superati con buon senso e professionalità ma la serie A è un'altra cosa, non ti lascia margini di errore e noi non possiamo presentarci ai nastri di partenza impreparati o sprovveduti”.

PRIMA SCELTA. È arrivata la soluzione del rebus allenatore. Con il presidente Setti impegnato in un viaggio d'affari in Cina, è toccato al direttore sportivo illustrare il cammino che ha portato alla riconferma di Mandorlini alla guida del Verona. “Si tratta di una decisione tecnica – sottolinea Sogliano – una società come l'Hellas non può essere legata solo all'aspetto umano o quello ambientale. È normale che i tifosi siano molto legati a un allenatore come Mandorlini che ha riportato la squadra in A dopo anni di sofferenza e non si può dimenticare che l'ha presa in C1 a un passo dalla C2 centrando due promozione in due anni e mezzo ma noi dobbiamo fare un'analisi razionale e i risultati parlano per Mandorlini, i punti che ha raccolto in questi campionati non sono arrivati per caso. Sono frutto di un grande lavoro, di una buona gestione degli uomini, di una lettura intelligente delle partite. Tutti gli allenatori che sono stati nominati nell'ultimo periodo sarebbero venuti a piedi ad allenare il Verona, noi abbiamo deciso di tenere Mandorlini perché ci fidiamo di lui, non perché ha già il contratto o perché lo chiede la piazza. Lui è la nostra prima scelta”.

UN PROGETTO COMUNE. Una decisione maturata a freddo. Dopo la promozione in A tutti si aspettavano la conferma immediata di Mandorlini ma non è stato così. “Siamo qua da un anno, ormai tutti sanno come lavoriamo – continua Sogliano – non prendiamo decisioni azzardate. Ci siamo confrontati, certo, mi sembra normale. Anche noi volevamo sapere che cosa cerca Mandorlini, dove vuole arrivare, se è soddisfatto di rimanere a Verona. Quando si chiude un accordo devono essere contente le due parti, non una sola. Anche Mandorlini deve accettare il concetto che c'è una società alle spalle, seria, determinata, trasparente. Accettare un direttore sportivo come sono io. Presente sette giorni su sette, in panchina e all'allenamento. Noi lavoriamo così e vogliamo lavorare ancora così. Lui ha capito e abbiamo condiviso un progetto comune. Siamo convinti di andare avanti insieme. Chiudiamo una volta per tutti questo tormentone”.

I DUBBI DI SETTI. Un “tormentone” alimentato anche dalle dichiarazioni di Maurizio Setti che non ha mai manifestato, almeno pubblicamente, grande simpatia per mister Mandorlini non solo per l'aspetto caratteriale ma anche per la gestione degli uomini e la visione tattica dell'allenatore romagnolo. Più equilibrato il mister, più sbilanciato in avanti il patron. “Però, credetemi, alla fine la scelta è maturata insieme – ammette Sogliano – allenatore e presidente si sono confrontati correttamente e siamo arrivati a una scelta condivisa. Dopo l'incontro con l'allenatore dove abbiamo comunque messo le basi per il nostro rapporto futuro, il presidente mi ha dato carta bianca e ho deciso di puntare ancora su Mandorlini perché so quello che può dare, consapevole che in serie A saremo veramente degli outsider”.
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Calcio
Mandorlini resta alla guida dell'Hellas Verona
L'allenatore ravennate guiderà gli scaligeri anche nella massima serie

31/Maggio/2013 - H. 17.48
VERONA - Andrea Mandorlini sarà il mister dell'Hellas Verona anche nella prossima stagione. Lo ha annunciato la societa che ha deciso di non interrompere il rapporto con il tecnico ravennate autore negli ultimi tre campionati di due promozioni. La conferma di Mandorlini non era scontata.

FONTE: RomagnaNoi.it


VERONA, SOGLIANO: "AVANTI CON MANDORLINI"
Il direttore sportivo gialloblù conferma il tecnico: "Non ci sarà alcun comunicato perché il mister ha già un contratto"
"Andiamo avanti con Mandorlini, non c'è da fare nessun comunicato perché il mister ha già un contratto". Sean Sogliano, direttore sportivo del Verona, chiude definitivamente il giallo legato alla panchina degli scaligeri nella prossima stagione. Dopo l'approdo in Serie A, la squadra veneta sembrava intenzionata ad un cambio di tecnico ma Sogliano esclude questa possibilità in un'intervista a Hellas Verona Channel: "Abbiamo parlato con lui, sia io che il presidente - rivela -. Con grande serenità si è presa questa decisione e dare al mister la possibilità di dimostrare che può fare un buon lavoro anche in Serie A. C'erano degli aspetti che rendere chiaro il nostro rapporto. Avevamo bisogno di sapere se era felice di lavorare con questa società. Noi abbiamo deciso di tenere il mister, sia io che il presidente la riteniamo la nostra prima scelta".

Smentite, dunque, le voci su un possibile cambio di direzione tecnica: "Se volevamo prendere un altro allenatore lo avremmo potuto fare. Non è un ripiego, ma c'è la consapevolezza tecnica e morale di poter affrontare la Serie A. Il contratto? Rimane questo, non lo allunghiamo solo perché io sono contrario ai contratti pluriennali. Avete nominato Sannino: io con Sannino a Varese ho lavorato tre anni e ogni anno facevamo il contratto annuale - conclude Sogliano -. I matrimoni non si fanno con i contratti ma guardandosi negli occhi a fine stagione".

FONTE: SportMediaset.Mediaset.it


30.05.2013
Rebus Mandorlini. Più vicino l'accordo
LA TELENOVELA. Faccia a faccia in sede con il direttore sportivo. Segnali positivi dopo il lungo incontro con Sogliano Domani potrebbe arrivare la decisione della società «Nessun contatto con Padova, mai stato a La Spezia»
Forse siamo ai titoli di coda. Oggi pomeriggio o, al massimo, domani mattina potrebbe concludersi la telenovela del «mister gialloblù». Andrea Mandorlini è il primattore, Sean Sogliano e Maurizio Setti vestono i ruoli di regista e sceneggiatore. Dopo il vertice di lunedì pomeriggio tra patron, direttore sportivo e mister, ieri un lungo incontro tra il diesse e il tecnico ha posto le basi per un futuro insieme. Oggi Sogliano è impegnato lontano da Verona e la trattativa resterà in stand by ma domani dovrebbe arrivare l'accordo. Il condizionale è d'obbligo nel mondo «pallonaro» basta vedere cos'è successo dall'altra parte dell'Adige tra Eugenio Corini e il Chievo ma «mister promozione» - l'allenatore che in due anni e mezzo ha portato l'Hellas dalla C alla A - riparte in pole position nella corsa alla panchina gialloblù.

A dire il vero, lui quella panchina non l'ha mai lasciata anche perchè ha ancora un anno di contratto con il Verona ma alcuni dissapori con il presidente Setti che hanno accompagnato l'avventura di Mandorlini nell'ultimo anno in riva all'Adige non hanno mai fatto decollare un rapporto che poteva cementarsi proprio con la promozione in A. Non è stato così ma le doti tecniche di un allenatore che ha vinto tutto quello che c'era da vincere alla guida dell'Hellas potrebbero aver fatto ricredere il patron emiliano e così Sogliano, nel ruolo di mediatore, ha fatto ritrovare equilibrio alla «strana coppia». Restano in secondo piano, almeno per il momento, Giuseppe Sannino e Devis Mangia. L'ex allenatore di Varese, Siena e Palermo ha praticamente già rescisso il contratto con la società rosanero anche se deve fare i conti con le schermaglie dialettiche di Maurizio Zamparini che cerca, in questo modo, di non versare al tecnico in partenza una buonuscita importante. Ma la storia ormai è finita, quindi non esistono intoppi burocratici che potrebbero bloccare il passaggio di Sannino al Verona. Lo stesso discorso vale per Mangia. In questo momento è il ct dell'Under 21 che sta giocando le finali dei campionati europei in Israele ma, chiusa la competizione continentale, l'ex allenatore della Primavera del Varese può rescindere il contratto con la Federcalcio, mettersi sul mercato e accettare, se ci saranno ancora, le proposte di Setti & Sogliano. Nessun impedimento anche per lui, dunque.

Piuttosto i due tecnici dovranno fare i conti con un mister come Mandorlini sempre più saldo in sella non solo per gli attestati di stima dei fedelissimi gialloblù ma per quello che ha fatto negli ultimi campionati, per i risultati che ha portato a casa. A questo punto, però, serve una decisione rapida e ferma, sono passati dieci giorni dalla promozione in A e una società seria ha sì bisogno di tempo per programmare con calma e non sbagliare le scelte ma non può rimandare continuamente la scelta alimentando tensioni e strane voci. Come quelle che girano su internet che, a ore alternate, danno Mandorlini ora allo Spezia, ora al Padova, senza dimenticare il Genoa o il Torino, se Ventura accetterà l'offerta di Zamparini per allenare il Palermo. «Sono sincero - ha detto il tecnico gialloblù a Padovasport - non c'è stato nessun contatto con il Padova, non sono mai stato a La Spdezia, non so da dove arrivano queste notizie. In questo momento sono impegnato a risolvere altre cose qui a Verona, non sto pensando ad altre squadre. Sono la prima scelta del presidente del Padova Cestaro? Mi fa piacere, ma davvero non ho parlato con il presidente e non c'è stato nessuno colloquio con lui».
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it

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