SALERNITANA 1-0 HELLAS VERONA: Partita tattica, dura, con un brutto VERONA ed un ingenuo MARTINA RINI ma, proprio nel momento più critico, gli scaligeri si scoprono squadra, reagiscono e portano i tifosi in paradiso!

Pubblicato da andrea smarso lunedì 20 giugno 2011 23:59, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento


LE IMPRESSIONI
Oh... Non è stata certo una bella partita se guardiamo il lato meramente tecnico: il VERONA, sopratutto nel primo tempo, difendeva in dieci dietro la linea della palla con il 4-3-3 che in fase di non possesso diventava un 4-5-1.
Nei primi 45 minuti l'HELLAS non tira mai in porta e quell'ingenuità di MARTINA RINI allo scadere della prima metà poteva costare molto molto cara... C'è anche da sottolineare il fatto che, fino a quell'episodio, anche la SALERNITANA si era più o meno limitata ad un ben poco produttivo possesso palla.
Poi la svolta (o quello che poteva essere per i granata) con il signor DI PAOLO a sanzionare un solare atterramento in area di rigore scaligera... Ecco! Proprio ciò che poteva penalizzare oltremodo l'11 di MANDORLINI è stato forse la scintilla che ha provocato la reazione: il carattere trovato ultimamente dalla squadra unito (poco ma sicuro) alla 'strigliata' del mister nello spogliatoio scaligero et voilà l'HELLAS rientra in campo con la voglia di giocare (a quel punto continuare a subire sarebbe stato probabilmente fatale nell'infuocato catino salernitano) e poco importa se sono state ancora campane le ocasioni più ghiotte, ciò che è contato davvero è stato il far vedere agli avversari che l VERONA c'era, che ribatteva colpo su colpo, e questo ha finito col far giocare la linea difensiva avversaria preoccupata quanto bastava...
Il resto è stato gran merito di RAFAEL (con il solito FERRARI il migliore in campo) che ha abbattuto i residui 'bollori' della SALERNITANA.

Apnea nei secondi finali poi l'esplosione di gioia, le lacrime e l'incazzatura per quel fotografo vigliacco che mira e colpisce MANDORLINI proprio nel momento dell'esultanza!

Singoli... d'Orchestra!
Detto del brasiliano e del 'rinato' centravanti (quante ne ha prese! Con quel MUROLO a menare come un fabbro senza essere minimamente sanzionato dal direttore di gara... Quando al 23° l'ex PERGO è caduto in contrasto vicino alla difesa avversa ho contato almeno sei calcioni con l'arbitro lontano: vergogna!) il VERONA non ha visto spiccare altre individualità ma ha giocato da squadra vera (e del resto il calcio cos'altro è se non uno sport di squadra?) portando in cascina un risultato strameritato...

«Un grande ringraziamento va alla tifoseria granata che ci ha creduto fino all’ultimo e ha fornito un’ulteriore prova di maturitá sugli spalti dell’Arechi» Vincenzo DE LUCA Sindaco di Salerno.

L'Arechi? Bell'ambientino... Maturo!
Un discorso a parte merita "l'ambientino" preparato dai tifosi locali agli omologhi veronesi e alla compagine scaligera: è davvero incredibile che il sindaco DE LUCA abbia addirittura trovato modo di lodare isostenitori campani (Un grande ringraziamento va alla tifoseria granata che ci ha creduto fino all’ultimo e ha fornito un’ulteriore prova di maturitá sugli spalti dell’Arechi...) ma anche che l'arbitro abbia praticmente ignorato quell'attentato al suo guardalinee, quasi colpito da un fumeno e medicato dallo staff medico granata...
Sono il primo a criticare i cori razzisti e le canzonacce che purtroppo da anni perseguitano la tifoseria veronese ma sottolineato questo mi chiedo: cosa è più grave? Vogliamo parlare dei bastoni, delle bottigliette e degli altri oggetti caduti sui giocatori (sopratutto quelli in maglia gialla) allorchè si avvicinavano alla linea laterale? Vogliamo parlare dello steward uscito in barella o di MANDORLINI (e altri dello staff scaligero) aggredito, per seconda volta, al termie di una partita di calcio? Il 'Bentegodi' è stato squalificato per molto meno, mi aspetto uguale trattamento per l'Arechi in questo calcio sempre più in crisi di credibilità e faalmente in mano alle frange più violente del tifo (come coraggiosamente messo da CAPELLO subito cesurato dai papaveri della Lega bravissimi a proteggere il loro orticello)... [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]

Le immagini di Salernitana 1-0 Verona in aggiornamento...

CLAMOROSO ALL'ARECHI: SALERNO PUBBLICO MATURO!
Adesso capisco tante cose! Leggete cosa dichiara il sindaco di Salerno Vincenzo DE LUCA alla fine di questo suo pensiero: ...Onore ad un allenatore e ad una squadra che ci hanno portati ad un passo dalla promozione. Fino ad un quarto d’ora dalla fine della partita eravamo sul punto di passare con numerose e limpide occasioni per cogliere un rinnovato vantaggio. Non ce l’abbiamo fatta, ma è doveroso ringraziare ogni giocatore, ad uno ad uno, per quello che ha dato in campo. Un grande ringraziamento va alla tifoseria granata che ci ha creduto fino all’ultimo e ha fornito un’ulteriore prova di maturitá sugli spalti dell’Arechi.
Domanda: Ma se i tifosi granata non fossero stati così 'maturi' che succedeva di più? Roba da matti...

I sostenitori salernitani si scatenano contro Mandorlini, altro che 'pubblico maturo'!

DICONO
Mister MANDORLINI festeggia coi butèi ma viene aggredito! Comunque la felicità non la può fermare nessuno «E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo combattuto con tutte le nostre forze. E’ una grande festa per noi e per la nostra gente. Sì, una gioia immensa, questa promozione» Leggo.it

Le emozioni di FERRARI... «E´ una soddisfazione incredibile visto che durante la stagione si sono susseguiti momenti difficili e momenti splendidi come quello di questa giornata. Adesso vogliamo soltanto festeggiare con i nostri tifosi che si meritano ben altre categorie. Il Mister al fischio finale ha buttato fuori tutto quello che aveva dentro e intendeva soltanto festeggiare senza offendere nessuno. Purtroppo non tutti l´hanno capito. Abbiamo dimostrato di essere una squadra compatta e non ci siamo fatti abbattere dalla rete subita alla fine del primo tempo. Ci siamo meritati questo risultato. La mia intenzione è quella di vestire la maglia del Verona anche la prossima stagione, spero da titolare ma quello lo dirà soltanto il campo. Forse il gol più importante è stato quello con il Sorrento ai play-off perchè sentivamo la pressione di una gara che la squadra e la piazza aspettavano da tanto tempo.» TuttoMercatoWeb.com

HELLAS VERONA-ARRIVO VILLAFRANCA

MANDORLINI: "E ora datemi il VICENZA!"... Un grande! «I tifosi sono stati grandissimi, questo successo lo dedico a loro che non hanno mai fatto mancare il proprio supporto. Conoscevamo alla vigilia le insidie legate alla gara di ritorno, tuttavia grazie al carattere dei miei uomini abbiamo legittimato il raggiungimento dell'obiettivo. C'era troppa voglia in noi di acciuffare la cadetteria, mettendo alle spalle tutte le vicissitudini. Vincere così è ancora più bello».
Ovvi gli interrogativi sul futuro dell'ex Cluj, che non ha dubbi: «Voglio il derby con il Vicenza. Da allenatore del Verona» HellasVerona.it

Commosso MARTINELLI. Il presidente in lacrime ha salutato tutti i giocatori: «Grazie ragazzi» Leggo.it
CECCARELLI Il capitano: «Successo straordinario, grande riscatto dopo la delusione dell’anno scorso» Leggo.it
Sollevato il diesse GIBELLINI: «Grande vittoria per Verona, siamo riusciti a raddrizzare la stagione» Leggo.it


SALERNITANA - HELLAS VERONA
Davanti a più di 25.000 persone (Arechi quasi esaurito) le due squadre si giocheranno la Serie B.
Tifosi veronesi 'rinchiusi' in un settore al livello del campo protetto da tutti i lati e sormontato da una rete.
BREDA sostituisce i quattro titolari squalificati con IULIANO, PECCARISI, MUROLO e SZATMARI.
FABINHO, in dubbio fino all'ultimo, ci sarà sul fronte destro dell'attacco granata.
MANDORLINI deve rinunciare a RUSSO per un problema dell'ultimo minuto, lo sostituirà MARTINA RINI: L'HELLAS perderà qualcosa a livello di esperienza e copertura in mezzo al campo ma ne guadagnerà in freschezza atletica ed aggressività.
Rispetto ad una settimana fa mancherà anche LE NOCI, tenuto inizialmente in panchina al posto di MANCINI.

La SALERNITANA parte decisa e cerca di mantenere il pallino dell'iniziativa dall'inizio.
Al 5° è l'ungherese SZATMARI a provare da posizione sfavorevole, RAFAEL blocca tranquillamente.
La gara è tattica e vive di lampi: al 16° bella occasione per gli scaligeri con MANCINI che serve l'accorrente BERRETTONI a sinistra; il tiro dell'ex BASSANO è però debolissimo ed esce a lato della porta difesa da IULIANO.
Due minuti dopo FABINHO da calcio d'angolo vede PECCARISI ma il colpo di testa del difensore vola alto.
Al 32° è CARRUS a provarci da lontano ma il tiro sfila a sinistra di RAFAEL.
Al 37° MANCINI da calcio d'angolo serve CECCARELLI che purtroppo di piede non è abile come lo è di testa ed il suo sinistro è neutralizzato dalla difesa campana.
Passano due minuti e l'arbitro concede un calcio di punizione dal limite alla squadra di BREDA perchè SCAGLIA, superato, commette fallo; sulla palla CARRUS e FABINHO schema con palla al brasiliano che fortunatamente calcia alle stelle...
Nel recupero del primo tempo grandissima ingenuità di MARTINA RINI che stende RAGUSA in percussione da sinistra: il rigore è netto, sulla palla va lo specialista CARRUS che non perdona! Palla a destra RAFAEL a sinistra e SALERNITANA in vantaggio.


Nel secondo tempo l'HELLAS pare svegliarsi dal torpore dei primi 45 minuti.
Al 50° MARTINA RINI si procura un calcio di punizione dal limite dell'area, sulla palla HALLFREDSSON e SCAGLIA, l'islandese tocca piano al terzino che spara una palla velenosa verso IULIANO bravo a smanacciare sopra la traversa.
RAGUSA in percussione al 53°, MAIETTA spazza.
Un minuto dopo CANGI dalla fascia per MANCINI che vede il portiere campano fuori dai palli e prova a beffarlo con un pallonetto: l'idea è buona ma la mira è purtroppo imprecisa.
La SALERNITANA avanti con la forza della disperazione: al 58° è SZATMARI ad impegnare severamente RAFAEL.
Al 61° dribbling irresistibile di FABINHO che salta come birilli i difensori gialloblù e tenta di sorprendere il numero dell'HELLAS di punta: altra paratissima di RAFAEL.
Tre minuti dopo sono ancora i granata a creare pericoli: CARRUS serve una palla d'oro a RAGUSA all'altezza del dischetto del rigore ma fortunatamente l'attaccante granata cicca colpendo di stinco...
AL 68° CANGI cade male a seguito di una respinta di testa, MANDORLINI lo sostituisce con ABBATE.
Al 71° altra buona occasione scaligera: ABBATE traversa, PECCARISI sventa, palla a MANCINI che ancora una volta ci prova dalla lunga distanza: palla fuori.
Al 77° BERRETTONI pare non averne più dentro ANDERSON che schierato come ala (arretrata) sinistra può far male...
Il tempo passa ed i granata sentono il peso della fatica e la rassegnazione che soggiunge.
All'86 ANDERSON imbeccato da MANCINI scende a sinistra fino a trovarsi quasi a tu per tu con IULIANO: il tiro è potente ma il portiere avversario si salva in angolo.
Questa è l'ultima emozione della partita, dopo quattro minuti di recupero l'arbitro fischia la fine: il VERONA è promosso in Serie B!



MERCATO
Per affrontare la Serie B l'HELLAS sarebbe interessato a partire proprio da un nuovo diesse e si tratterebbe proprio di IOVINO autore del 'miracolo' NOCERINA... Intanto 'sfuma' BOMBAGI: il giovane bomber della VILLACIDRESE starebbe per firmare un triennale con la REGGINA.
BRESSAN, portiere del SASSUOLO, si svincola dalla società emiliana: su di lui oltre all'HELLAS anche SPEZIA e LIVORNO.

ALTRE NEWS IN ALLEGATO
L'ALTRA PROMOSSA E' LA JUVE STABIA che nel Girone B ha battuto a domicilio l'ATLETICO ROMA dopo che lo spareggio d'andata era finito a reti bianche...
Il VERONA e la squadra di Castellamare raggiungono fra i cadetti le già promosse GUBBIO e NOCERINA arrivate in testa alla fine della Regular Season, le altre 18 squadre del prossimo campionato di Serie B sono (al netto delle penalizzazioni che deriveranno dal calcioscommesse): ALBINOLEFFE, ASCOLI, BARI, BRESCIA, CITTADELLA, CROTONE, EMPOLI, GROSSETO, LIVORNO, MODENA, PADOVA, PESCARA, REGGINA, SAMPDORIA, SASSUOLO, TORINO, VARESE, VICENZA.
SEI ARRESTATI FRA I TIFOSI DELLA SALERNITANA dopo la grande delusione patita per aver perso una promozione che alla fine del primo tempo era sembrata alla portata... Avevano cercato di aggredire i tifosi scaligeri.

Basket: Montepaschi Siena campione d'Italia 2011

IN BREVE A PIÉ PAGINA
BASKET: La MONTEPASCHI SIENA entra nella storia! Suo il tricolore numero 5 consecutivo...
TENNIS: La VINCI trionfa al torneo WTA su erba 'Den Bosch'
NUOTO: 100 farfalla a PARK TAE HWAN ma la vera notizia è che 'Acquaman' PHELPS è battuto!
PRANDELLI LANCIA UN'IDEA: Far giocare gli azzurrri su cami confiscati alla mafia! Grande mister...

RASSEGNA STAMPA
SERIE B/ Mandorlini: Inter aspetta, devo portare il Verona in Serie A (esclusiva)
Redazione martedì 21 giugno 2011
VERONA IN SERIE B - Chissà lassù nel cielo come avrà sorriso il conte Pietro Arvedi, storico presidente dell’Hellas e primo tifoso gialloblu, morto in un incidente di ritorno dalla gara con il Cesena nel lontano 2008, vedendo i suoi “butei” ritornare nel calcio che conta. «L’Hellas è una cosa che ti entra dentro: la sua storia, i suoi tifosi, l’affetto per questa maglia. Sono cose che ho visto e vissuto in questi mesi. Domenica erano in 30.000 in piazza Bra: come una festa Champions». Andrea Mandorlini, in questa intervista esclusiva concessa a ilsussidiario.net, dosa ogni parola per descrivere il ritorno nella serie cadetta della formazione veneta, dopo tanti anni di purgatorio. «Il Presidente Martinelli mi aveva promesso che entro due anni saremmo arrivati in serie A: resto per continuare il suo progetto». Intanto la sua barba incolta sta diventando un simbolo per i tifosi gialloblu, come il suo completo sul terreno di gioco: maglietta a maniche lunghe, piumino, jeans e scarpa nera. Identico da alcuni mesi. «Ma adesso il giubbotto lo regalo al museo dell’Hellas: rimarrà come un cimelio della promozione».

Mandorlini, aveva caldo a Salerno? Piumino, maglietta a mani lunghe…
Li ho sempre indossati in questi mesi: era la mia tenuta da panchina. Faceva caldo ma la tensione della partita e la gioia mi hanno fatto dimenticare tutto. Adesso il piumino lo regalo al museo dell’Hellas. Un cimelio della promozione del 2010-2011.

Altro elemento caratteristico è la sua barba: dicono che se la fa il lunedì e poi per una settimana niente rasoio…
La portavo così anche da giocatore. Poi non amo tanto farmela…

Partiamo dall’avvio. Il suo arrivo porta 6 pareggi di fila e la vittoria latita…
Giocavamo bene ma siamo stati sfortunati, sbagliando anche tre rigori di fila. I ragazzi sono stati bravi a non mollare, a lavorare senza perdere mai la concentrazione e l’entusiasmo.

Lei comunque, anche quando la zona play out si avvicinava, ha continuato a predicare calma…
Bisognava avere un po’ di pazienza e primo o poi i risultati sarebbero arrivati. Abbiamo iniziato a vincere, a giocare bene, a macinare punti e a salire posizioni in classifica fino alla zona play off.

Diciamocelo: quando Mandorlini credeva alla promozione?
Quando sono arrivato non ero nelle migliori condizioni. Arrivavo dal Cluj, dove avevo vinto un campionato; giocato a buoni livelli in Champions ma mi avevano allontanato in malo modo. E’ stata dura. Ho accettato la Legapro e Verona per ripartire. Ci ho creduto fin dall’inizio. Ero arrabbiato per quello che mi era capitato ma le gioie con l’Hellas mi hanno fatto cancellare tutto.

FONTE: IlSussidiario.net


Coreografia Salernitana-Verona: il pubblico è da Serie B, i granata no
Nonostante il calore dei supporter, la formazione allenata da Roberto Breda fallisce la promozione in cadetteria. L’intero stadio Arechi ha cercato di spingere la Salernitana ad una clamorosa rimonta ai danni del Verona, che aveva vinto la finale di andata dei playoff di Lega Pro al Bentegodi per 2-0. Tuttavia il calore del pubblico granata non è stato utile per consentire alla formazione allenata da Roberto Breda di guadagnare la promozione in Serie B, visto che Salernitana-Verona 1-0 – con il gol partita siglato da Carrus dal dischetto – ha soltanto illuso i trentamila supporter che hanno affollato l’impianto sportivo salernitano.

Adesso il sogno della compagine granata potrebbe svanire nel corso di questa estate, visto che la proprietà vive una brutta situazione sul piano economico, con i calciatori che vantano un credito pari a sei mesi di stipendio e l’iscrizione al prossimo campionato in forte dubbio. Sono oramai lontani i tempi in cui Marco Di Vaio e David Di Michele, guidati in panchina da Delio Rossi, erano impegnati a tenere alto il nome della Salernitana in Serie A ma, nonostante ciò, il pubblico accorso ieri all’Arechi merita un forte plauso dall’intero mondo del calcio italiano, visto il forte attaccamento ai colori e alla causa granata.

A cavallo tra il primo e il secondo tempo, nella tribuna sud dello stadio è comparso – tra gli applausi dei presenti – uno striscione con i colori ufficiali del Comune campano, ovvero l’azzurro, il giallo e il rosso. Tuttavia la passione del pubblico non è stata premiata ma i supporter granata sicuramente sono pronti ad altre mille battaglie pur di vedere la Salernitana tornare nel calcio ad alti livelli.
Fanpage Social Media

FONTE: FanPage.it


Calcio, Breda: "Ho un debito con la Reggina"
Lunedì 20 Giugno 2011 13:05
Il Verona, assieme alla Juve Stabia vittoriosa sull'Atletico Roma, approda in serie ai danni della Salernitana di Roberto Breda.
I granata dovevano vincere con due gol di scarto, non ce l'hanno fatta (1-0 finale). Resta comunque l'ottima annata per i campani, guidati da un allenatore destinato ad accasarsi alla Reggina.

Il tecnico veneto, a fine gara, ha avuto parole di elogio per i suoi: "Ringrazio tutti, sono orgoglioso di aver guidato un gruppo così. Passare da mille a oltre venticinquemila spettatori è stata la nostra vittoria". Le sue dichiarazioni, rese a Resport.it, però suonano come un addio: "Non ho avuto contatti con nessuno, ma so dell'interesse della Reggina. Devo ancora confrontarmi con la società amaranto, ma ho un debito con loro perchè credo nei valori e nella riconoscenza. Loro mi hanno pescato dal nulla". Pochi dubbi, dunque, sulla futura destinazione di Roberto Breda.

FONTE: Strill.it


Reggiana, Anderson: "Gurma e Redzic? Tranquilli, Tito non Sbaglia"
Il brasiliano ex granata ha appena conquistato la serie B col Verona a Salerno

Reggio Emilia, 21 giungo 2011 - «Serie B, serie B. Ce ne andiamo, ce ne andiamo, ce ne andiamo in serie B». L’ha cantata il brasiliano Robert Anderson, classe ‘83. L’ex granata ha festeggiato domenica, col Verona, la promozione nella cadetteria. Nonostante l’assedio a fine gara e l’accoglienza dello stadio Arechi di Salerno: «Ci hanno tirato addosso di tutto — dice Robert — Telefoni, sassi e bottiglie, fin dall’arrivo all’impianto sportivo. Ci aspettavamo un’accoglienza rovente e così è stato. Per fortuna nessuno si è fatto male sul serio».

Anderson, più stanco o più felice?
«Felice moltissimo. Stanco pure. Ho dormito due ore, siamo atterrati alle tre di notte poi siamo andati in centro città a festeggiare. C’era ancora gente. Ci hanno detto di 15/20mila persone dopo la fine della partita. Una cosa incredibile».

L’inizio di stagione è stato molto difficile. Si aspettava un risultato così?
«Era difficile pensare a una cosa del genere, ma tutti noi ci abbiamo sempre creduto. Le potenzialità c’erano, mister Mandorlini ci ha dato quella convinzione in più per centrare un risultato così importante».

I play off?
«Fantastici. Dovevamo fare bella figura perché in Veneto la piazza è esigente».

La Reggiana li ha mancati per un soffio. Un suo giudizio?
«Ha avuto un calo, si è ripresa e pensavo ce la facesse. Sono usciti con una grande squadra come la Salernitana. Lo stesso team che, domenica, ci ha messo alle corde per un tempo».

La sua stagione?
«Positiva. Sono cresciuto molto, in una grande squadra. Ho giocato, sono stato in panchina e in tribuna. Ma la cosa non mi ha pesato; anni fa, probabilmente, avrei reagito diversamente».

Futuro?
«Ho altri due anni di contratto col Verona. Vorrei rimanere».

Torniamo a Reggio. Gli ultimi acquisti sono Gurma e Redzic. Come li valuta?
«Corsi sa il fatto suo, è uno bravo a scegliere i calciatori. La Reggiana non è una piazza da esperimenti, per giocare lì ci vogliono gli attributi. Di sicuro saranno due giocatori all’altezza della situazione».

Le manca Reggio?
«Sì, è rimasta nel cuore. Mi sento con gli ex compagni, ne parliamo».

Scommessopoli?
«Pagina da voltare velocemente e da cancellare subito. Un po’ la situazione è stata enfatizzata, per fortuna il calcio non è tutto così».

Tornerà in serie B. Paura?
«No, giocare in B è più facile che in C. Almeno ti lasciano qualche spazio in più».

Non restano che le ferie...
«Parto domani per il Brasile, tornerò per il 20 luglio. La società ha deciso di concederci qualche giorno in più». Giusto, se lo sono meritati.
di ROBERTO GIAMPIETRI

FONTE: IlRestoDelCarlino.it


Nella cadetteria salgono le quinte classificate: Juve Stabia e Verona
martedì 21 giugno 2011
«Clamoroso al Flaminio!» avrebbe urlato un cronista di “Tutto il calcio minuto per minuto” degli anni ’70, nel commentare l’incredibile exploit della Juve Stabia a Roma. Dopo l’ottima prestazione dell’Atletico Roma nella gara di andata, con il conseguente rassicurante 0 – 0, era davvero impensabile che con due risultati a favore su tre, i capitolini si facessero sfuggire di mano, davanti al proprio pubblico, la storica promozione in serie B. Complimenti a Piero Braglia e i suoi ragazzi, i quali con un secco 0 – 2 hanno espugnato il Flaminio con pieno merito. Dopo lo 0 – 0 del “Menti” di Castellamare di Stabia, i calciatori campani avevano dichiarato all’unisono: «in casa è stato importante non prendere gol, a Roma ce l’andremo a giocare.» Coraggiose e profetiche le vespe stabiesi. Un segnale negativo, però, in casa romana era già pervenuto in occasione della partita di ritorno delle semifinali play off. Al Flaminio contro il Taranto, i capitolini riuscirono a passare il turno solo a tempo scaduto. Persero 2 – 3, ma in virtù della vittoria per 0 – 1 allo “Iacovone” e del miglior piazzamento alla fine della regular season, si garantirono l’accesso alla finale. Braglia deve aver fatto tesoro di queste circostanze, e da “vecchia volpe” della Lega Pro, ha pensato prima di tutto a non subire gol tra le mura amiche, per tentare il colpaccio al Flaminio, campo sul quale i padroni di casa hanno spesso balbettato. Certo è che sulla carta non doveva esserci partita, anche in considerazione del fatto che i giocatori a disposizione di Chiappara sono di qualità superiore.
Doppietta storica per gli stabiesi, dopo la conquista della Coppa Italia di Lega Pro.

In serie B, dunque, salgono due formazioni campane: Nocerina e Juve Stabia. Nulla da fare per la terza candidata, che nel girone A si è dovuta piegare al blasonato Verona: la Salernitana. Per i granata, dopo la mancata promozione tra i cadetti, c’è il forte rischio di fallimento, per via del forte indebitamento della società. Il salto in serie B avrebbe rappresentato il classico salvagente, quantomeno per il primo anno. Così come per l’Atletico Roma, il miglior piazzamento a nulla è valso per avere la meglio sull’avversario. In tutti e due i gironi di Prima Divisione, quest’anno sono state promosse le quinte classificate al termine della stagione regolare ed è probabilmente un record. Torna in serie B dopo cinque anni il Verona, una società e una piazza che più di ogni altra realtà calcistica non merita di giocare in terza serie. In queste cinque stagioni è stata la squadra più seguita dal proprio pubblico, con un numero di abbonati che neanche in alcune città di serie A si è registrato.
Fonte: Lello Scarano - Il Mattino di Foggia e Provincia
Foto: Antonello Forcelli
La Redazione
(redazione@calciofoggia.it)

FONTE: CalcioFoggia.it


ALTRE NEWS
Salernitana, il sindaco De Luca: "Ora ci vuole un programma serio"
20.06.2011 18:00 di Luca Esposito
Fonte: La Città di Salerno
Oggi è giá domani e la Salernitana dovrá pensare a conquistarsi un futuro.Sul punto è tornato con una nota il sindaco Vincenzo De Luca, subito dopo l’amaro fischio finale della gara colVerona."Si conclude in maniera amara il tormentato campionato della Salernitana, ma non possiamo non rendere onore ad un allenatore e ad una squadra che ci hanno portati ad un passo dalla promozione. Fino ad un quarto d’ora dalla fine della partita eravamo sul punto di passare con numerose e limpide occasioni per cogliere un rinnovato vantaggio. Non ce l’abbiamo fatta, ma è doveroso ringraziare ogni giocatore, ad uno ad uno, per quello che ha dato in campo. Un grande ringraziamento va alla tifoseria granata che ci ha creduto fino all’ultimo e ha fornito un’ulteriore prova di maturitá sugli spalti dell’Arechi. Adesso, però, non è tempo di depressioni. Comincia, invece, da questo momento la battaglia per conquistare la promozione in B fin dal prossimo anno. Ci sono tutte le condizioni perché questo avvenga sulla base di un programma sportivo serio e di un recupero di serietá in tutti gli ambienti intorno alla Salernitana. Esprimo, infine, i miei complimenti alla squadra del Verona che ha meritato sul campo il risultato e colgo l’occasione per rinnovare alla cittá di Verona sentimenti di simpatia da parte di Salerno e dei salernitani. Rivolgo un saluto altrettanto cordiale al sindaco Tosi a cui riconfermo stima e amicizia". Il futuro della Salernitana ripartirá da Lombardi? Oggi il proprietario del club, ma da presidente Ance, è atteso ad un’uscita pubblica.Alle ore 15 presso la sedeAnce in via Galloppa si terrá un incontro tematico su "Finanza di cittá e progetto potenziale" nel quale è annunciata la sua presenza. Spiragli poi potrebbero esserci nella trattativa avviata con l’imprenditore Oreste Cesarano di Pompei.

ALTRE NEWS
L'ex diggi della Nocerina Iovino è seguito da Verona e Juve Stabia
20.06.2011 15:00 di Luca Esposito
Fonte: TuttoNocerina.com
Tutti lo cercano...tutti lo vogliono...tutti lo chiamano....non è un calciatore ma bensì l'ex direttore generale della Nocerina Bruno Iovino che ha più mercato di un bomber da venti reti stagionali. Iovino, grande esperto delle carte federali, nonchè membro del consiglio direttivo dell'A.DI.SE (associazione dei segretari e dei direttori sportivi) adesso dovrà solo scegliere quale sarà il club che a breve lo dovrà accogliere. Se la Salernitana fosse salita in serie B, molto probabilmente, il segretario Iovino avrebbe "occupato" la scrivania granata. Ma secondo umors raccolti dal nostro portale, pare che il Verona e la Juve Stabia, ora in B, avrebbero bisogno per la cadetteria di una figura importante che possa lavorare a 360° gradi.

CALCIOMERCATO
ESCLUSIVA TLP - Villacidrese, Bombagi andrà alla Reggina
20.06.2011 13:30 di Nicolò Schira
Dopo i colpacci Acerbi, De Rose e Campagnacci continua a puntare sui giovani talenti di Lega Pro, il presidente della Reggina Lillo Foti che per la prossima stagione si è assicurato, da rumors raccolti in esclusiva da TuttoLegaPro.com, le prestazioni dell'attaccante classe '89 Francesco Bombagi che si legherà agli amaranto per i prossimi tre anni. I calabresi hanno vinto la concorrenza del Verona nella corsa alla punta nativa di Sassari. Nei prossimi giorni è attesa l'ufficialità dell'operazione.

ALTRE NEWS
Salernitana-Verona: le voci dagli spogliatoi
20.06.2011 11:15 di Filippo Notari
Fonte: SoloSalerno.it
C'è tanto amaro in bocca per l'epilogo di una stagione che meritava ben altra fine. Lo spogliatoio granata sembra un porto di mare. Tutti i calciatori hanno ormai la valigia pronta, in primis Antonino Ragusa: "Il risultato dell’andata ci ha penalizzato, ce l’abbiamo messa tutta ma non è stato sufficiente. Ho dato il massimo ma non è bastato, dispiace a tutti terminare la stagione in questa maniera. Carrus è un grandissimo giocatore, il cuore della nostra squadra. La sui uscita ha fatto si che la palla circolasse con più difficoltà. La sua assenza si è fatta sentire, ma non deve giustificare il fatto che non abbiamo trovato il secondo goal perché non è un giocatore che decide ma tutto il collettivo. Era molto stanco, forse il dito gli faceva male. L'occasione del primo penalty reclamato? Io ho sentito il contatto e sono andato giù. L’arbitro sostiene che non mi aveva preso. Scaglia mi ha toccato la caviglia e poteva starci ma ormai è inutile recriminare. Il futuro non so cosa mi riserverà. Personalmente non mi sono tanto interessato alle vicende della società. Tutti dicevano che la promozione sarebbe stata fondamentale per la vita del club ma adesso non so dire cosa succederà. Per quanto mi riguarda decideremo la prossima settimana cosa fare, non dipende solo da me. Io rimarrei volentieri a Salerno, però stando a quanto si legge la mia società di appartenenza vuole che io vada a giocare altrove, in un’altra categoria. Sassuolo? Ho letto anche io ma non saprei".

Amareggiato anche Dino Fava: "E' inspiegabile l’amaro in bocca che proviamo. Arrivare ad un passo dal sogno è veramente una grande delusione. E' un peccato per come è andata la stagione. Sono orgoglioso di essere stato capitano di questa squadra, mi sono allenato con dei ragazzi eccezionali, un gruppo stupendo che non si è mai lamentato. Il ringraziamento maggiore va ai ragazzi che non giocavano che si sono sempre comportati da professionisti seri nonostante non prendessero lo stipendio. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo fatto quadrato, ci siamo uniti e abbiamo deciso di andare avanti. Purtroppo non è andata come doveva, si è fatta sentire anche la stanchezza e le pessime condizioni del campo. Abbiamo qualcosa da recriminare per com'è andata la gara d’andata dove si poteva fae meglio e ci son stati tanti episodi dubbi. Al Bentegodi non abbiamo intepretato la gara nel modo giusto, oggi invece ci è mancato solamente il secondo goal. Il futuro? Mi farebbe piacere rimanere a Salerno, vedremo come si evolverà la situazione societaria. Abbiamo avuto rassicurazioni, si dovrebbe andare avanti. Speriamo ci sia, per noi, per voi e per tutti. La Salernitana merita molto di più".

Decisamente più polemico Ciro Polito, tornato in gruppo a distanza di sei mesi dalla sua estromissione dalla rosa. Destinatario delle invettive del portiere napoletano Antonio Lombardi: "Non ha mai fatto quello che doveva, non ha avuto gli attributi e non ha detto la verità, ci ha fatto passare per quello che non siamo. In particolare io sono stato etichettato come il capro espiatorio di un'intera situazione. Oggi rispondendo all'appello del mister ho dimostrato che persona è Ciro Polito. Il mio futuro? Chi lo sa, non dipende da noi ma da quello che potrà garantire il sig. Lombardi".

EDITORIALE TLP
Verona e Juve Stabia: a tutta B
20.06.2011 09:00 di Daniele Mosconi
Anche quest'anno chiude il sipario sui play off. A festeggiare la serie B sono Verona e Juve Stabia. Promozioni meritatissime, per gli stabiesi addirittura si tratta di un double (campionato e Coppa Italia), riuscito a nessuno quest'anno nei campionati professionistici. Complimenti vivissimi ad entrambe.

> 1^ Divisione Girone A:
All"Arechi" tutta la città di Salerno si era stretta intorno alla squadra di Breda. In città c'era il clima da "remontada", tanto che molti erano convinti di vincere e tornare in B al primo colpo. Lo stadio mostrava un colpo d'occhio veramente commovente, con quasi 25 mila spettatori che hanno trascinato la Salernitana, più con il cuore, che con la ragione e la corsa. Infatti alla fine a gioire è il Verona. Decide la partita un gol di Carrus su rigore alla fine del primo tempo. La partita era iniziata con la squadra granata, costretta dal 2-0 dell'andata, all'attacco ma con poche idee e quelle poche erano confuse. Il Verona reggeva all'onda d'urto giocando di rimessa. La partita viveva su folate dei folletti Fabinho (troppo innamorato del pallone) e Ragusa (se non si perde diventerà qualcuno) che mettevano sovente in difficoltà la difesa veneta. Con Martina Rini e Halfredsson che macinavano chilometri su chilometri, Mancini costretto a fare la fascia più come difensore aggiunto per fermare Ragusa aiutando la difesa che per offendere. Dopo la sfuriata iniziale, per poco il Verona non segna con Berrettoni, ma questi calcia a lato.
La Salernitana si scuote, ma vive di iniziative isolate dei suoi giocatori più talentuosi. Ragusa, in una delle sue micidiali serpentine, a fine primo tempo, viene steso in area e per il direttore di gara è calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Carrus che fa secco Rafael. Il gol faceva esplodere lo stadio, con l'arbitro che mandava i 22 negli spogliatoi. Il clima diveniva bollente, la gente incitava i giocatori a crederci. Mancava solo un gol. Nella ripresa tutti si aspettavano una Salernitana arrembante, invece è il Verona che parte meglio sfruttando le indecisioni del centrocampo granata che faticava non poco a far ripartire il gioco. Solo Ragusa riusciva ad impegnare severamente Rafael, poi era un continuo ricercare le punte esterne, con pochissimo costrutto. Il Verona reggeva benissimo agli attacchi, sterili per la verità, della squadra di Breda. L'errore fondamentale del tecnico della Salernitana è stato quello di tenere per quasi 80 minuti Fava là davanti. Un vero regalo per la difesa veronese, che aveva gioco facile nei tanti cross che arrivavano dalle fasce, invece di sfruttare di più le fasce con gli inserimenti di Fabinho e Ragusa che facevano male come pochi quando si inserivano in area. L'inserimento di Aurelio non solo non cambiava nulla ma di certo non era Carrus che doveva fargli posto. Il fantasista sardo non andava tolto perchè lui poteva accenderti la partita in qualsiasi momento. Togliendo l'attaccante di Formia, incolore la sua prova, Fabinho andava subito messo in mezzo e casomai Montella (non Aurelio) andava messo sull'out destro, per sfruttare la sua freschezza sulle fasce. Martina Rini, avendo esaurito il suo compito di correre dietro al numero 10 granata, iniziava a dare man forte anche alle punte, nelle rare volte in cui venivano servite. Alla fine il Verona torna in B dopo 4 lunghi anni. Sono state stagioni sofferte per la tifoseria veronese (in buon numero anche in questa trasferta per niente agevole), che ha dimostrato un attaccamento viscerale alla propria squadra, nonostante questa non riuscisse a regalar loro le soddisfazioni che meritava.
Martinelli ha costruito una squadra forte, anche troppo a nostro parere, per la Lega Pro, non badando a spese. E' stato premiato con una stagione d'oro. Artefice di tutto questo, a parte i giocatori a cui va dato il giusto merito, è stato Andrea Mandorlini. Dove ha fallito Remondina ha vinto Mandorlini. L'allenatore ha dato a questo Verona una struttura di gioco degna del potenziale (enorme) che aveva, poche squadre anche in Serie B possono permettersi un attacco fatto da Le Noci Ferrari e Berrettoni, adesso si gode questa promozione. Per il futuro non ci dovrebbero essere problemi per la permanenza dell'ex difensore dell'Inter sulla panchina scaligera.

Per la Salernitana adesso la situazione si fa nera. La crisi societaria morde le caviglie, con Nicola Salerno abbastanza chiaro a fine partita, rispondendo con un laconico "vedremo" alla domanda del giornalista su che succederà da domani alla Salernitana. Chi deve e può fare qualcosa, se ama davvero Salerno e la sua tifoseria, si muova. Non meno di un mese fa il neo eletto sindaco De Luca ebbe a dire "stiamo lavorando per dare alla società un futuro migliore". Sindaco, la situazione volge al peggio, ci sono novità? Crediamo che i 25 mila innamorati della Salernitana che hanno assiepato gli spalti, per un play off di Lega Pro non dimentichiamolo, meritino una risposta immediata. Le belle parole sono finite, ora ci vogliono i fatti. Troppi corvi stanno girando sul cielo di Salerno e tanti hanno approfittato della situazione disperata per farsi pubblicità. Non c'è bisogno di far nomi, perchè gli faremmo solo altra pubblicità gratuita. Salerno non merita questa lenta agonia.


> 1^ Divisione Girone B:
Dopo 60 anni la Juve Stabia realizza il suo sogno: è Serie B! davvero una stagione memorabile per loro, da raccontare un domani ai nipoti. Guardando i festeggiamenti nella città di Castellammare, la mente ci torna a quella scritta fuori dal cimitero di Napoli: cosa vi siete persi. Scritta fatta dopo il primo scudetto dei partenopei. Chissà che stanotte qualche tifoso non faccia lo stesso nel cimitero della città delle vespe.
Una Juve Stabia che ha giocato la partita della vita. Braglia ha disposto in campo una formazione perfetta, con tutti i suoi ragazzi che hanno dato tutto per questo sogno. Le polemiche sulla capienza dello stadio a lungo andare si sono affievolite, giustamente, lasciando che gli unici protagonisti fossero i giocatori in campo.

Sugli spalti, davanti ad un sole cocente (giocarla in contemporanea alle 18 con Salerno era troppo, vero Macalli?) i tifosi delle vespe non hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Per certi tratti sembrava di giocare al "Menti". Questo la squadra lo ha avvertito e si muoveva con una armonia che domenica scorsa non gli avevamo visto fare. L'Atletico Roma rimaneva quasi spiazzato dal gioco propositivo degli ospiti, non riuscendo ad imporre il suo gioco, con Baronio che si trovava in difficoltà per reggere il ritmo dei centrocampisti stabiesi. La squadra di Braglia con Mezavilla (come si è sentita la sua assenza nella finale di andata) nuovamente in campo, riusciva a creare un paio di grattacapi ad Ambrosio. Alla fine del primo tempo arrivava il gol che rompeva l'equilibrio facendo pendere l'ago della bilancia dalla parte degli stabiesi. Su azione d'angolo Molinari faceva secco il portiere locale, facendo esplodere il settore sud riservato alla tifoseria delle vespe. Si andava al riposo con la Juve Stabia che coglieva ciò che maggiormente gli interessava. Andare al riposo in vantaggio caricava di ulteriore pressione l'Atletico, dando alla squadra gialloblù l'opportunità di sfruttare il contropiede, potendo gestire le forze e aspettando l'errore fatidico dei romani. Non per niente Tarantino entrava al posto di Mbakogu, giocando una partita immensa. L'Atletico ci provava ma ormai gli venivano a mancare anche le energie nervose più che fisiche. In questi casi prima o poi o pareggi oppure prendi il secondo gol. La seconda rete arrivava nel finale, con un il gol di uno dei protagonisti della stagione della Juve Stabia. Quel "Re" Giorgio Corona arrivato con parole di umiltà in quel di Castellammare in quell'afoso 18 Agosto di un anno fa, mettendosi in riga come tutti gli altri, dando il suo contributo alla causa delle vespe. Il suo campionato sarà forse l'ultimo però a Castellammare non dimenticheranno mai il suo sinistro (non il suo piede) che ha infilato per la seconda volta il portiere capitolino, facendo capire, una volta per tutte, che la serie B non era più un sogno ma una realtà da festeggiare con un esultanza degna di un ragazzino, cercando l'affetto di una tifoseria ubriaca di gioia. Tra gli artefici della storica promozione, non possiamo non mettere quel toscanaccio di Braglia. Chi lo conosce sa che non è un tipo allegro, anzi è molto meticoloso nel lavoro, ma ovunque è andato ha sempre fatto molto bene. A Castellammare la dirigenza la scorsa estate lo ha "soffiato" sul filo di lana al Benevento. Scelta mai così giusta perchè il suo arrivo ha dato alla Juve Stabia quella maturità che le mancava ogni anno per fare il grande salto. Adesso il tecnico si gode questa meritatissima promozione. Il futuro? Al momento è un grosso punto interrogativo, però crediamo che il tecnico abbia il dovere di restare anche per un debito di riconoscenza con una città che lo ha adottato come uno di loro.

Chiudiamo con una nota di colore. C'era uno striscione di un tifoso stabiese che diceva: portateci al Marassi. E' stato accontentato.
L'Atletico ha pagato la pressione di essere favorito. La partita di domenica scorsa è stato forse il momento decisivo. Se avessero vinto, a quest'ora si starebbe parlando di una serie B per i romani, ma nel calcio si sa, con i se e con i ma, non si va da nessuna parte. Onore all'Atletico Roma che ha sprecato una occasione che difficilmente la prossima stagione gli capiterà nuovamente. Chiappara a fine partita ha avuto parole meravigliose per i suoi ragazzi e gli va dato il merito di aver contribuito ad alimentare un sogno bello comunque per la terza squadra della città di Roma.

Un piccolo sassolino riguardo alle polemiche del presidente della Juve Stabia, Manniello, vogliamo togliercelo. Senza polemica, però adesso, ragionando come ha fatto lei, cosa dovremmo pensare: che ha vinto il calcio pulito? Su presidente, la prossima volta, aspetti almeno il ritorno delle partite per dare un giudizio meno affrettato su politici e quant'altro, lasciando da parte i complotti e si goda questa promozione. In fin dei conti se la Juve Stabia è in B, una parte di merito è anche sua. Auguri!

ALTRE NEWS
Salernitana, Breda vicino all'addio: "C'è un interessamento della Reggina"
20.06.2011 08:30 di Filippo Notari
Fonte: SoloSalerno.it
Delusione doppia per Roberto Breda, uno che il granata lo ha tatuato davvero sulla pelle. Il trainer trevigiano, deluso ma orgoglioso del lavoro fatto, commosso ed al passo d'addio così ha analizzato la gara in sala stampa: "Ci siamo fermati a un passo dall'impresa, il grande rammarico è questo. Abbiamo fatto la partita che volevamo, i giocatori hanno dato l’anima, soprattutto chi non giocava da mesi e chi non si è allenato per l'intera settimana. Purtroppo non siamo riusciti a fare un goal in più ma la stagione resta straordinaria sia dal punto di vista umano che tecnico. Speriamo di non aver lapidato quello che è un grande successo: entusiasmo, passione intorno alla squadra. La gente si è identificata in questi ragazzi. La sostituzione di Carrus è stata dettata da ragioni fisiche, aveva i crampi ai polpacci e non ce la faceva a proseguire dopo aver stretto i denti per un quarto d’ora. Abbiamo fatto la partita preparata in settimana, creando occasioni e bloccando le loro ripartenze peccando d'imprecisione sotto porta. Anche se la delusione è tanta in questo momento bisogna solo fare un plauso a tutti, un gruppo di uomini veri che fino all’ultimo ha creduto in un sogno. Abbiamo sbagliato il secondo tempo a Verona, ma ci sono tanti episodi dubbi. Loro hanno subito un’ammonizione in due gare, non voglio far polemica, ma è un dato di fatto. A fine gara ho ringraziato i ragazzi e ho detto loro di essere orgoglioso di aver allenato un gruppo così. Passare dai 1.000 spettatori della prima giornata a Sorrento ai 30mila di oggi è comunque una vittoria che questo gruppo si è meritata. Non so quale sarà il futuro della società. Io fino ad ora non ho fatto nessuna trattativa ma sono a conoscenza di un interesse della Reggina. Con loro ho un debito di riconoscenza, pertanto ascolterò la loro proposta; finora non l'ho fatto per rispetto di questo gruppo ma non c'è nulla di concluso. Era giusto che i ragazzi uscissero per l’applauso e loro lo facessero al pubblico. Il bilancio della stagione era e resta positivo. È stata la mia prima stagione intera da professionista, un'annata ricca, intensa e con tante difficoltà da gestire. E' stata comunque un'esperienza bellissima con ragazzi che mi hanno aiutato tanto. Ho avuto occasione di sbagliare e capire gli errori commessi".

ALTRE NEWS
Serata di follia a Salerno: scontri dopo Salernitana-Verona, aggredito Mandorlini?
20.06.2011 00:32 di Redazione TLP
Fonte: goal.com
Doveva essere una festa del calcio, si è trasformata in una serata ad altissima tensione. Si sono vissuti attimi molto difficili infatti a Salerno dove questa sera il Verona ha conquistato la promozione in Serie B a discapito della Salernitana. All'esterno dello stadio Arechi, le forze dell'ordine sono state costrette a cariche di alleggerimento per evitare che i tifosi granata raggiungessero il settore occupato dai supporters veronesi.

Un addetto ai cartelloni pubblicitari dello stadio è rimasto stordito da un petardo ed è stato trasportato all'ospedale e lo stesso pullman del Verona avrebbe ancora lasciato con notevole ritardo lo stadio perchè una settantina di pseudo tifosi ha cercato di raggiungerlo con bastoni e aste di ferro.

Attimi di tensione anche per il tecnico Mandorlini che avrebbe avuto una colluttazione con un tesserato della Salernitana.

RISULTATI E CLASSIFICHE
Play-Off 1^ Divisione, Carrus non basta. Verona in paradiso
Salernitana-Hellas Verona 1-0

19.06.2011 21:40 di Filippo Notari
Non basta il grande cuore e la voglia di ribaltare il 2-0 dell’andata alla Salernitana, che vince 1-0 contro il Verona, ma resta in Lega Pro. Promozione per gli scaligeri che dopo cinque anni di sofferenze torna nel campionato cadetto. All’Arechi c’è il pubblico delle grandi occasioni: poco meno di 30mila per cercare la rimonta nel giorno del novantaduesimo compleanno del club granata. Problemi di formazione per mister Breda che è costretto a cambiare modulo, tornando al 4-3-3. Dentro Iuliano Peccarisi Murolo e Szatmari al posto degli squalificati Caglioni, Altobello e Accursi. Fuori per scelta tecnica, invece, Jefferson. Rientra dalla squalifica D’Alterio, che si posiziona quarto di difesa. In avanti Fabinho stringe i denti e parte dal primo minuto. Cambi anche nel Verona dove rispetto all’undici che sette giorni fa si è imposto al “Bentegodi” Mandorlini butta dentro Ceccarelli al centro della difesa al posto di Abbate, Mancini al posto di Le Noci e Martinarini al posto di Russo.

Partita molti combattuta nei primi minuti di gioco. Il caos dell’Arechi mette in difficoltà perfino il signor Di Paolo che fatica non poco a tenere a bada i ventidue in campo. Al 5’ subito pericolosa la Salernitana con Szatmari, che imbeccato da Carrus con il contagiri conclude debole tra le mani di Rafael. Il Verona fatica a trovare le giuste geometrie di gioco a causa del pressing asfissiante degli uomini di Breda. Episodio dubbio in area scaligera all’11’ con Ragusa che viene fermato in maniera dura da Ceccarelli, ma per l’arbitro è tutto regolare. Due minuti più tardi l’arbitro è costretto a bloccare il gioco a causa di petardo lanciato dal settore distinti che stordisce uno dei due assistenti di gara. Al 16’ pericolo per la Salernitana: la difesa di casa perde palla, lasciando libero di tirare Berrettoni che conclude di poco a lato. I granata trovano gli spunti migliori sulle corsie esterne con Ragusa e Fabinho che a tratti sono imprendibili. Al 29’ è proprio l’ex attaccante della Primavera del Genoa a creare scompiglio, ma il suo tiro è debole. Quattro minuti più tardi Carrus ci prova dalla distanza con una conclusione velenosa, ma il suo tiro fa la barba al palo e termina fuori. Ancora Carrus (35’) dalla distanza, ma stavolta la sfera finisce alta sulla traversa. La gara si infiamma sul finire di tempo: Ceccarelli atterra Ragusa in area, e stavolta Di Paolo concede il penalty: Carrus dal dischetto spiazza Rafael.

Nella seconda frazione di gioco gli scaligeri provano a tenere il ritmo basso per evitare pericoli. Al 50’ Halfreddson cerca l’incrocio, ma Iuliano si supera e smanaccia in corner. Tra il 52’ ed il 60’ la Salernitana produce lo sforzo maggiore per cercare il raddoppio: prima Ragusa supera due uomini in area e crossa al centro: provvidenziale l’intervento in copertura di Ceccarelli che a due passi dalla porta spazza. Poi lo stesso Ragusa (59’) fa sponda per Szatmari, tiro diretto all’incrocio, ma Rafael devia in angolo. Due minuti più tardi Fabinho salta tre uomini dal limite dell’area calcia a rete, ma Rafael è ancora una volta provvidenziale. La stanchezza inizia a farsi sentire sugli uomini di mister Breda che non riescono più a rendersi pericolosi. Il tecnico granata prova il tutto per tutto, gettando nella mischia tre attaccanti, Montella, Aurelio e Montalto, ma la mossa non subisce gli effetti desiderati. Il Verona allora sfrutta il momento e va vicino per due volte al pari: prima (75’) Mancini sfrutta una disattenzione difensiva della difesa granata e ci prova dalla distanza, ma conclude fuori. Poi Anderson sul finire di gara prova la conclusione sul primo palo, ma Iuliano è reattivo. Il forcing finale della Salernitana non arriva ed il Verona non ha problemi a controllare. Dopo quattro minuti di recupero, il signor di Paolo decreta la fine del match. Verona in paradiso. Salernitana che resta nell’inferno della Lega Pro. Nonostante tutto i ragazzi di mister Breda a fine gara escono tra gli applausi dei 30mila dell’Arechi.

SALERNITANA-HELLAS VERONA 1-0
SALERNITANA (4-3-3): Iuliano, D’Alterio, Murolo, Peccarisi, Pippa; Carcuro (85’ Montella), Carrus (75’ Aurelio), Szatmari; Fabinho, Fava (83’ Montalto), Ragusa. A disp.: Polito, Jefferson, Russo, Franco. All.: Breda

VERONA (4-3-3): Rafael, Cangi (68’ Abbate), Ceccarelli, Maietta, Scaglia; Martinarini, Halfredson, Esposito; Mancini (90’ Russo), Ferrari, Berrettoni (77’ Anderson). A disp.: Andrade, Garzon, Russo, Pichlmann, Le Noci. All.: Mandorlini

ARBITRO: Di Paolo di Avezzano

MARCATORI: 46’ rig. Carrus (S)
NOTE: Spettatori: 26.000 circa. Ammoniti: Pippa (S), D’Alterio (S), Peccarisi (S), Abbate (V). Angoli: 5-5. Recupero: 2’-4'

RISULTATI E CLASSIFICHE
Play-Off 1^ Divisione: la Salernitana vince, ma in Serie B ci va il Verona
19.06.2011 20:00 di Claudio Gallaro
La Salernitana vince 1-0 grazie ad un rigore di Carrus, ma in Serie B va il Verona, forte del risultato di 2-0 della gara d'andata

- Girone A - Ritorno Finale Play-Off
Salernitana 1-0 Hellas Verona [andata 0-2] 45'+1' rig. Carrus (S)

- Tabellino
Salernitana (4-2-3-1): Iuliano; D'Alterio, Peccarisi, Murolo, Pippa; Carrus (76' Aurelio), Carcuro (85' Montella); Ragusa, Szatmari, Fabinho; Fava (83' Montalto). All.: Breda.

Hellas Verona (4-3-3): Rafael, Cangi (69' Abbate), Ceccarelli, Maietta, Scaglia; Martina Rini, Esposito, Hallfredsson; Mancini (90' Russ), Ferrari, Berrettoni (78' Anderson). All.: Mandorlini.

Arbitro: Di Paolo di Avezzano.
Marcatori: 45'+1' rig. Carrus (S).
Note: Ammoniti: Pippa, D'Alterio, Peccarisi, Abbate, Montella. Recupero: 2'-4'.

FONTE: TuttoLegaPro.com


Verona e Juve Stabia in serie B – Al termine dei playoff si completa il quadro delle squadre che ottengono la promozione dalla Lega Pro alla serie B. Alle già promosse Nocerina e Gubbio vanno ad aggiungersi da ieri Verona e Juve Stabia. La prima ad assaporare la gioia della promozione è stata la Juve Stabia che, dopo le polemiche della gara della gara d’andata contro l’arbitraggio di Di Paolo, ha saputo prendersi la rivincita sul campo dell’Atletico Roma, dove si è imposta per 2-0 (reti di Morris Molinari e Giorgio Corona), riuscendo a ritornare in cadetteria dopo 60 anni; poco prima della fine l’arbitro della gara, il pistoiese Irrati, ha dovuto interrompere la partita per qualche minuto, a causa di un lancio di bottigliette sulla panchina campana da parte dei delusi e adirati tifosi romani. Nell’altro spareggio l’Hellas Verona, pur perdendo 1-0 a Salerno, ha ottenuto il lasciapassare per la B, avendo vinto in casa per 2-0. Davanti a 25 spettatori, il match dell’Arechi, diretto da Di Paolo, è stato deciso da un goal su rigore di Carrus, che non è tuttavia bastato ai granata per ottenere la sospirata promozione, conquistata dai veronesi, dopo quattro anni di purgatorio in Lega Pro. Alla fine della partita grande tensione e disordini, con i tifosi veronesi a lungo impossibilitati a lasciare l’impianto e con la polizia costretta a cariche di alleggerimento per evitare che scalmanati tifosi granata raggiungessero la curva nord, ove stavano i tifosi ospiti. Sono poi infine defluiti dalla curva opposta, sotto la sorveglianza delle forze dell’ordine.

Ora il quadro delle 22 squadre che parteciperanno alla serie cadetta nella stagione 2011-2012 è completo: Albinoleffe, Ascoli, Bari, Brescia, Cittadella, Crotone, Empoli, Grosseto, Gubbio, Juve Stabia, Livorno, Modena, Padova, Pescara, Nocerina, Reggina, Sampdoria, Sassuolo, Torino, Varese, Verona, Vicenza.

FONTE: Ju29ro.com


Calcio, Verona e Juve Stabia promosse in Serie B
Gli scaligeri perdono 1-0 con la Salernitana ma passano in virtù del 2-0 del Bentegodi. Le vespe stabiesi battono, in trasferta, 2-0 l’Atletico Roma e tornano in cadetteria a sessant'anni dall'ultima volta
Dopo quattro stagioni in Lega Pro il Verona risale in Serie B. Nella finale di ritorno dei playoff del girone A di Lega Pro Prima Divisione gli scaligeri sono stati battuti 1-0 dalla Salernitana ma a premiarli è il fondamentale 2-0 dell’andata.
All’Arechi i granata non riescono ad andare oltre la vittoria di misura, ottenuta grazie al rigore trasformato da Carrus al 46’ del primo tempo. La partita è carica di tensione fin dalle prime battute: al 12’ un petardo è esploso a poca distanza da un guardialinee, rimasto stordito per alcuni minuti. Stessa sorte nel corso della gara per un addetto ai cartelloni pubblicitari, poi trasportato in ospedale. L’uomo è poi stato dimesso con una prognosi di qualche giorno. Problemi anche dopo il fischio finale. All’esterno dello stadio alcuni tifosi della Salernitana hanno cercato di raggiungere il settore occupato dai sostenitori dell’Hellas ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. Sei i fermati.

Nella finale del girone B è festa grande per la Juve Stabia che torna tra i Cadetti dopo un’attesa durata 59 anni. Con una grande prestazione i gialloblù hanno sconfitto in trasferta l’Atletico Roma che poteva contare su 2 risultati su 3 dopo lo 0-0 del “Menti”.
A mettere in ginocchio la squadra capitolina sono state le reti di Molinari al 47’ del primo tempo e del bomber Corona all’88’. Nemmeno al “Flaminio” sono mancati nervosismo e tensione.
Nel corso del match il difensore stabiese Fabbro è stato colpito all’occhio sinistro da una bottiglietta di plastica lanciata dagli spalti. Il responsabile del gesto è stato denunciato e nei suoi confronti è stato anche adottato il Daspo che gli impedirà di partecipare a qualunque manifestazione sportiva fino al 2016. Convulso anche il finale con una rissa che ha costretto il direttore di gara a sospendere il match e ad allungare la durata del recupero oltre i cinque minuti già disposti.

Tags Atletico Roma, Daspo, Juve Stabia, Salernitana, Serie B, verona
Autore
Francesco La Rosa

FONTE: Universy.it


20-06-2011
CALCIO: ZAIA, RITORNO HELLAS VERONA IN B GRAN BELLA NOTIZIA
(ASCA) - Venezia, 20 giu - "Il ritorno nel calcio che conta dell'Hellas Verona e' una gran bella notizia per tutto il movimento sportivo veneto. La serie B e' traguardo ampiamente meritato, sul campo ma anche fuori, raggiunto grazie ad una piazza e a dei tifosi appassionati e competenti, ad uno straordinario lavoro a livello societario, all'impegno e alla dedizione di tutto lo staff tecnico e dei giocatori".

Lo ha dichiarato il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, per festeggiare il ritorno nella serie cadetta dell'Hellas Verona.
"Ora l'augurio - ha aggiunto Zaia - e' quello di proseguire nella cavalcata anche l'anno prossimo, puntando a rinnovare i fasti del grande Hellas del campionato di serie A 1984-1985, quando i gialloblu' si issarono sul tetto del calcio italiano con lo squadrone guidato da Osvaldo Bagnoli e dagli indimenticati assi Elkjaer, Briegel, Garella e Galderisi"

FONTE: ASCA.it


Calcio, il ravennate Andrea Mandorlini riporta il Verona in serie B
20 Giugno 2011 - 11.51 (Ultima Modifica: 20 Giugno 2011)
RAVENNA - L'Hellas Verona, guidata dal ravennate Andrea Mandorlini, è stata promossa in serie B dopo le finali play off giocate contro la Salernitana. Il vicesindaco Mingozzi si complimenta con Mandorlini per il risultato conseguito deplorando il fatto che l'allenatore "sia stato vittima di vere e proprie aggressioni a fine partita allo stadio di Salerno. Mi fa piacere complimentarmi con un protagonista dello sport che non dimentica mai le sue origini ravennati e l'amore per la città".

"Bravo Andrea, in bocca al lupo per la B in attesa di rivederti in A" conclude il vicesindaco.

FONTE: RomagnaOggi.it


JUVE STABIA ED HELLAS VERONA IN SERIE B
19 Giugno 2011
La Juve Stabia e' stata promossa in serie B con il successo al Flaminio contro l'Atletico Roma per 2-0.

Le reti sono state siglate da Molinari al 47 primo tempo e da Corona all'89. All'andata il match termino' 0-0. La societa' di Castellamare di Stabia ha vinto nella stagione anche la Coppa Italia.

Nella giornata delle finali playoff, anche l'Hellas Verona ha centrato la Serie B. Sconfitto a Salerno per 1-0 (gol di Carrus su rigore al 45), il Verona conquista la promozione dopo la vittoria per 2-0 (doppietta di Ferrari) dell'andata.

RISULTATI E MARCATORI PLAY OFF 19 GIUGNO 11
19 Giugno 2011

FINALE RITORNO PLAY OFF 1^ DIVISIONE A

SALERNITANA - HELLAS VERONA 1-0
45' Carrus rig. (S)


FINALE RITORNO PLAY OFF 1^ DIVISIONE B

ATLETICO ROMA - JUVE STABIA 0-2
47' Molinari (JS) - Corona (JS)

Hellas Verona e Juve Stabia promosse in Serie B

FONTE: LegaPro.com


Salerno, 22:42
CALCIO, SALERNITANA-VERONA: FERMATI 6 TIFOSI GRANATA
Sei tifosi sono stati fermati dalla polizia nei pressi dello stadio Arechi. Fanno parte del gruppo di una sessantina di ultrà granata che hanno tentato, al termine di Salernitana-Verona, di aggredire i supporter della squadra veneta all'uscita dell'impianto sportivo. Le forze di polizia - dirette sul posto dal questore Antonio De Jesu - sono riuscite a impedire i contatti tra le due tifoserie, anche con il lancio di lacrimogeni. Tre agenti sono rimasti contusi. La situazione è tornata calma e i tifosi del Verona stanno ora lasciando la città.

Salerno, 21:38
CALCIO, SALERNITANA-VERONA: CARICHE POLIZIA FUORI LO STADIO
Momenti di tensione all'esterno dello stadio Arechi, dove i sostenitori dell'Hellas Verona ancora non hanno abbandonato l'impianto sportivo. Alcuni gruppetti di scalmanati, di fede granata, hanno tentato di raggiungere la curva nord, ma l'imponente spiegamento di forze dell'ordine li ha respinti, con cariche di alleggerimento. C'è comunque un clima di tensione all'esterno dello stadio.

FONTE: Repubblica.it


MERCATO
Il Verona rivuole Gomez
21.06.2011 15.00 di Graziano Raffaele per tuttobari.com
Il ritorno dell'Hellas Verona nella serie B 2011-2012 rappresenta senza dubbi il ritorno al calcio che conta di una squadra dalla tradizione gloriosa. Un club che ha già fatto intendere di voler costruire una rosa in grado di poter aspirare al salto nella massima serie per raggiungere, finalmente, i cugini del Chievo. Queste ambizioni non possono non scontrarsi con i sogni di un Bari costretto a dover sperare di azzeccarle tutte per rilanciarsi in questa nuova pagina della sua storia. Una competizione che si fa subito viva nell'ambito del calciomercato. Pare infatti che il tecnico Mandorlini abbia espressamente richiesto il ritorno a Verona della punta Juan Ignacio Gomez Taleb, attualmente in comproprietà con il Gubbio.

Gomez nell'ultima stagione in Umbria ha dimostrato tutte le sue qualità, esaltato dal gioco di mister Torrente, realizzando 18 reti nel girone A della Prima Divisione. Ed è proprio il neo-allenatore biancorosso a non aver fatto mistero di aver chiesto ad Angelozzi un piccolo sforzo economico per acquisire un giocatore che nelle sue mani ha compiuto il definitivo salto di qualità. Si profila, dunque, una situazione difficile complicata dall'imminente scadenza per la definizione delle comproprietà e dal fatto che il Gubbio, dopo aver conquistato una sudata promozione, non penserà di sicuro a svendere il proprio patrimonio tecnico.

SERIE B
ESCLUSIVA TMW - Mandorlini: "Resto a Verona, voglio vincere qui"
20.06.2011 11.24 di Gianluigi Longari
Fonte: Intervista di Raffaella Bon
Con la meritata promozione in serie B ottenuta dal Verona, vengono a cadere anche le tante voci che avrebbero voluto il tecnico degli scaligeri lontano dalla panchina gialloblu.
"Ho deciso di rimanere per ricambiare il bene che mi vuole la gente. Ho ricevuto delle offerte, tra le quali lo Spezia che mi ha chiesto la disponibilità, ma nei miei pensieri c'è sempre stata solo la volontà di vincere con il Verona. Dopo quattro anni di purgatorio, la gente non ne poteva davvero più. Ora siamo ripartiti e mi auguro ci sia un programma. Verona è Verona, ma il calcio certe volte è anche questo".

SERIE B
Sassuolo, Bressan lascia. Piace a Spezia, Livorno e Verona
20.06.2011 09.56 di Matteo Bursi
Il portiere Walter Bressan (30) lascia dopo tre stagioni il Sassuolo. In scadenza di contratto, su di lui in pole position c'è lo Spezia, qualche sondaggio pare sia stato effettuato anche da Verona e Livorno.

ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona, che la festa abbia inizio
L'incubo della vecchia Serie C è finito

20.06.2011 15.24 di Redazione TMW.
Fonte: di Alberto Pecchio per Tuttohellasverona.it
Quattro lunghi anni. Tanto è durato il supplizio del Verona. Ieri gli occhi dei tifosi erano impregnati di gioia, e le lacrime che uscivano contenevano tutta la rabbia accumulata in questo lasso di tempo. Ma riavvolgiamo il nastro. Da quella rovinosa caduta in Lega Pro (all'epoca C1), avvenuta per mano dello Spezia nel giugno 2007, tanti fatti sono accaduti. C'era chi, agli esordi in quella categoria, regalava all'Hellas il titolo di Juventus della C. Inutile dire che la salvezza arrivò solo ai play-out, con lo spettro della C2 ad un passo. L'Hellas ha imparato a conoscerla la Lega Pro.

Si è tolta il vestito da re per indossare quello da manovale. La delusione dell'anno scorso (un campionato dominato e la promozione diretta svanita all'ultima giornata, quando al Bentegodi banchettò il Portogruaro e i successivi amari playoff) poteva stendere qualsiasi pugile, ma non l'ambiente gialloblù. L'inizio di questa stagione, sotto la gestione Giannini, non ha detto bene. Tutto sembrava essere colorato del nero più tetro, come la sconfitta di Pagani e quella casalinga contro il Como. Il primo cambio di rotta a Salerno. Via Giuseppe Giannini e dentro Andrea Mandorlini. La squadra però non carburava, rigori sbagliati e musi lunghi. La sconfitta con la capolista Gubbio lì a scrivere la parola fine a questo dramma. Poi la svolta. La squadra si cementa, arrivano i primi filotti di vittorie, rinasce l'entusiamo nel sempre unico e numeroso pubblico gialloblù, e Andrea Mandorlini lega con una piazza che sente ormai sua. Nasce la fuoriserie Verona, che supererà meritatamente prima il Sorrento e poi la Salernitana ai play-off.

E' difficile infatti non parlare di merito. Questa squadra ha reagito alle difficoltà, si è alzata dopo aver toccato il fondo, ha cementato la sua promozione andando contro tutte le polemiche costruite per ostacolarne il cammino. Ora i tifosi possono riaprire gli occhi, l'incubo è finito. La Serie B aspetta questa gente e questa società finanziariamente sana, resa tale grazie all'amore del presidente Giovanni Martinelli. A lui va l'ultimo pensiero. Senza la sua sapiente regia ed il suo attaccamento a questi colori, oggi non il mondo Verona non starebbe certamente parlando della promozione acquisita. Che la festa abbia dunque inizio, l'inferno della Lega Pro è stato abbandonato. Ora viene il purgatorio, e l'auspicio è che il finale di questa storia ricalchi quello della Commedia dantesca.

SERIE B
Verona, Ferrari: "Grande vittoria, voglio restare qui"
19.06.2011 22.59 di Redazione TMW.
Fonte: Radio sportiva
Serie B: "E´ una soddisfazione incredibile visto che durante la stagione si sono susseguiti momenti difficili e momenti splendidi come quello di questa giornata. Adesso vogliamo soltanto festeggiare con i nostri tifosi che si meritano ben altre categorie."

Mandorlini: "Il Mister al fischi finale ha buttato fuori tutto quello che aveva dentro e intendeva soltanto festeggiare senza offendere nessuno. Purtroppo non tutti l´hanno capito."
Salernitana-Verona: "Abbiamo dimostrato di essere una squadra compatta e non ci siamo fatti abbattere dalla rete subita alla fine del primo tempo. Ci siamo meritati questo risultato."

Futuro: "La mia intenzione è quella di vestire la maglia del Verona anche la prossima stagione, spero da titolare ma quello lo dirà soltanto il campo."

Gol importante: "Forse il gol più importante è stato quello con il Sorrento ai play-off perchè sentivamo la pressione di una gara che la squadra e la piazza aspettavano da tanto tempo."

NOTIZIE DI FV
HELLAS VERONA, Ritorno nel calcio che conta
19.06.2011 21.00 di Marco Gori per firenzeviola.it
L'Hellas Verona viene sconfitta per 1-0 all'"Arechi" dalla Salernitana nella finale di ritorno dei play-off della Lega Pro, ma, in virtù della vittoria per 2-0 ottenuta sui campani una settimana fa al "Bentegodi", la squadra di Andrea Mandorlini conquista la promozione in Serie B. Assieme ai gialloblù sale nella serie cadetta la Juve Stabia che si è imposta sull'Atletico Roma.

ALTRE NOTIZIE
Hellas Verona promosso in B
Gli scaligeri riconquistano la serie cadetta dopo 4 stagioni

19.06.2011 20.50 di Fabrizio Zorzoli
Fonte: ANSA
ROMA, 19 GIU - Il Verona pur sconfitto in casa della Salernitana per 1-0 - rigore di Carrus al 45'pt - ha conquistato la promozione in serie B grazie al successo nella finale playoff di andata per 2-0. Gli scaligeri riconquistano la serie B dopo 4 stagioni. Per gli scaligeri un percorso da montagne russe: dallo scudetto dell''85 al baratro sfiorato della C2, nel 2008.

ALTRE NOTIZIE
La Serie B per la stagione 2011-2012
Con Juve Stabia e Verona completato quadro delle 22 squadre

19.06.2011 20.57 di Alessio Calfapietra
Fonte: ANSA
ROMA, 19 GIU - Juve Stabia e Verona salgono in serie B al termine dei playoff di Lega Pro. Si completa così il quadro delle 22 squadre che parteciperanno alla serie cadetta nella stagione 2011-2012. A giocarsi la promozione in A saranno: Albinoleffe, Ascoli, Bari, Brescia, Cittadella, Crotone, Empoli, Grosseto, Gubbio, Juve Stabia, Livorno, Modena, Padova, Pescara, Nocerina, Reggina, Sampdoria, Sassuolo, Torino, Varese, Verona e Vicenza.

ALTRE NOTIZIE
Tensione all'Arechi, 6 tifosi fermati
Dopo la partita dei playoff di Lega Pro Salernitana-Verona

19.06.2011 22.53 di Redazione TMW.
Fonte: ANSA
SALERNO, 19 GIU - Sei tifosi sono stati fermati dalla polizia nei pressi dello stadio Arechi. Fanno parte del gruppo di una sessantina di ultrà granata che hanno tentato, al termine di Salernitana-Verona, di aggredire i supporter della squadra veneta all'uscita dell'impianto sportivo. Le forze di polizia sono riuscite a impedire i contatti tra le due tifoserie, anche con il lancio di lacrimogeni. Tre agenti sono rimasti contusi. La situazione è tornata calma e i tifosi del Verona stanno ora lasciando la città.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Verona e Juve Stabia in Serie B
Lega Pro: beffate Salernitana e A. Roma

19/06/11
Il Verona resiste a Salerno e nonostante la sconfitta viene promosso in Serie B. All'Arechi, nel ritorno della finale playoff, finisce 1-0 per i granata (46' rig. Carrus). Una vittoria che non basta alla Salernitana per ribaltare il ko (2-0) rimediato all'andata. Gioia anche per la Juve Stabia che, grazie al successo per 2-0 (47' Molinari, 89' Corona) sul campo dell'Atletico Roma, torna nella serie cadetta dopo 60 anni. L'andata era finita 0-0.

ATLETICO ROMA-JUVE STABIA 0-2
A regalare la festa agli oltre mille tifosi giunti nella Capitale da Castellammare è l'asse centrale della formazione allenata da Braglia, ovvero il difensore Morris Molinari e il centravanti Giorgio Corona. Al 'gigante buono', come viene soprannominato dai propri sostenitori, va il merito di aver sbloccato il risultato dell'incontro (che all'andata era terminato sullo 0-0) in pieno recupero della prima frazione di gioco. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo Molinari ha infatti la lucidità e la bravura di colpire un pallone spiovente al limite dell'area con un destro al volo che si insacca alle spalle del portiere Ambrosi.

Per l'Atletico Roma di Chiappara è una doccia fredda. I biancoblu capitolini cercano nella ripresa di trovare la via della rete, consapevoli del fatto che un pareggio non solo garantirebbe i supplementari, ma basterebbe anche per strappare il pass del campionato cadetto (in virtù del miglior piazzamento in classifica al termine della stagione regolare). E invece, dopo una serie si assalti poco organizzati e sterili dal punto di vista delle conclusioni, è la Juve Stabia a piazzare il colpo del ko allo scadere con un contropiede micidiale finalizzato da 'Re Giorgio' Corona. Prima della fine, però, l'arbitro deve interrompere la gara per qualche minuto a causa l'ira dei tifosi romani: piovono bottigliette sulla panchina campana e una colpisce all'occhio un giocatore in panchina. L'autore del gesto (un tifoso dell'Atletico di 39 anni) è stato denunciato per lancio di oggetti e lesioni personali. A suo carico il Questore di Roma Francesco Tagliente ha adottato il Daspo per la durata di anni 5. Gli incidenti, comunque, non degenerano e allora esplode la gioia della Juve Stabia. L'Atletico Roma mastica amaro per l'occasione sfumata e resta in Lega Pro.

SALERNITANA-VERONA 1-0
La Salernitana ha fatto sognare quei venticinquemila spettatori accorsi all'Arechi per sostenerla. Il rigore di Carrus, concesso dal direttore di gara Di Paolo per atterramento in area di Ragusa, ha fatto sperare fino alla fine i tifosi granata. Nella ripresa i padroni di casa le hanno provate tutte pur di pareggiare il risultato dell'andata al Bentegodi. Un attento Verona, però, è riuscito a chiudere tutti i varchi, ma soprattutto a bloccare gli esterni Fabinho e Ragusa, costanti spine nei fianchi del pacchetto difensivo scaligero. Il tecnico della Salernitana, Roberto Breda, negli ultimi dieci minuti ha schierato quattro punte, ma la stanchezza e l'ottimo controllo da parte dei veronesi ha consentito alla formazione allenata da Mandorlini di tornare a casa con la Serie B in tasca. Finisce con la squadra l'intera squadra veneta che festeggia sotto la curva nord dell'impianto salernitano dove avevano preso posto circa 1000 tifosi giunti da Verona. Pazzi di gioia.

FONTE: Mediaset.it


Lunedì 20 Giugno 2011
L'Hellas Brinda
Sconfitta indolore a Salerno, i gialloblù tornano fra i cadetti dopo quattro anni.
Mandorlini: «Gioia immensa». Lacrimogeni e scontri a fine gara.

di Marco Zorzo
SALERNO - Serie B. E scusate il ritardo. Quattro anni dopo quella maledetta sera al Bentegodi con lo Spezia, l’Hellas ritrova la cadetteria (nello stesso giorno della Juve Stabia, che fa il blitz a Roma ai danni dell’Atletico). La sconfitta minima (1-0, rigore di Carrus nel recupero prima del riposo, dopo una scellerata entrata di Martina Rini) non fa male, grazie al 2-0 conquistato sette giorni prima al Bentegodi. Lo fa un anno dopo l’amara sconfitta nella finale play off con il Pescara.
Un campionato praticamente comandato e poi buttato alle ortiche nell’ultima giornata con il Portogruaro. Da ieri, poco dopo le 20, sono tutti cattivi pensieri che i gialloblù cancellano.
Andrea Mandorlini dopo aver vinto tutto al Cluj ed essere stato cacciato nella settimana dell’esordio nei gironi di qualificazione della Champions League, si è rimesso in discussione in Prima Divisione. Pane, sudore e lacrime. Tutto questo per portare il Verona in serie B. Cosa quasi impensabile sei mesi fa. Eppure il tecnico romagnolo non ha sbagliato quasi nulla. Un girone di ritorno da star, quello dell’Hellas. Poi i play off. Messe in riga prima il Sorrento, quindi la Salernitana. Un Verona che è arrivato agli spareggi promozione nelle migliori condizioni psico fisiche.
Nell’inferno dell’Arechi. Squadra tranquilla, mentre i duemila tifosi scaligeri (ingabbiati) hanno i cuori gonfi di speranza. Prima frazione che vive in perfetto equilibrio. Rovinata per quel fallo ingenuo di Martina Rini. Ma la ripresa ha visto un Hellas completamente diverso, che ha cercato subito di imporre la propria personalità.
Rafael monumentale. Ma grazie anche a Rafael. Dovrebbero fargli un monumeto in Piazza Bra. Il portiere brasiliano autore di almeno tre interventi decisivi nella ripresa. Ha intavolato (e vinto) una sorta di duello con il risorto Fabinho. Alla fine la corsa verso lo spicchio di stadio dov’erano i supporter gialloblù. Giocatori e Mandorlini in lacrime, baci e abbracci. Una gioia immensa.
Mandorlini aggredito. Il tenico gialloblù nel mirino. Viene pure aggredito in campo nell’immediato dopo gara e negli spogliatoi, con tanto di lacrimogeno sparato nel mucchio. Il mister però trova la forza di parlare. «E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo combattuto con tutte le nostre forze. E’ una grande festa per noi e per la nostra gente. Sì, una gioia immensa, questa promozione».

Lunedì 20 Giugno 2011
Rafael monumentale, Ferrari è un guerrigliero
di Mario Padovani
RAFAEL 8
Decisivo su Ragusa e Fabinho. Determinante, sale in cattedra quanto serve. Unico.
CANGI 6
Contiene quando necessario. Tanta fase difensiva, lotta e combatte (23’ st Abbate ng).
CECCARELLI 6,5
Baluardo che non molla mai. Il Verona, quando soffre, si aggrappa anche a lui.
MAIETTA 6,5
Combatte come un guerriero vero. Leader carismastico di un gruppo che ha imparato a vincere e che la spunta.
SCAGLIA 6
Sfiora il gol del pareggio. Contiene le sfuriate della Salernitana con attenzione.
MARTINA RINI 5,5
Regala il rigore che dà speranza alla Salernitana. Poi tiene botta, soffrendo, ma senza perdere la bussola.
ESPOSITO 6
Non è sempre lucido, ma mantiene la calma nelle fasi peggiori. Prova di maturità con tutti i pro e i contro del caso.
HALLFREDSSON 5,5
Non incide come al solito, regge l’urto ma è spesso impreciso.
MANCINI 6
Tocca tanti palloni, ma non è mai decisivo. Riesce comunque a reggere l’urto con coraggio (46’ st Russo ng).
FERRARI 6,5
Un guerrigliero in attacco. Un duro vero, che non si tira mai indietro.
BERRETTONI 5,5
Non riesce a pungere quanto potrebbe, spesso indeciso. Va bene lo stesso, dai (32’ st Anderson ng). (ass)

Domenica 19 Giugno 2011 - 21:35
SALERNITANA SCONFITTA. L'HELLAS VERONA È IN B.
VERONA - L'urlo è scoppiato al triplice fischio della sfida con la Salernitana e ha riimbombato per le strade di Verona: "Serie B". L'Hellas Verona ha cnquistato il campionato cadetto, dopo 4 anni di purgatorio nella Prima divisione. Dallo scudetto con Osvaldo Bagnoli nel 1985 al baratro sfiorato della C2, nel 2008. È un percorso da montagne russe quello della squadra veronese, che oggi ha riagguantao la serie B nel playoff vincente con la Salernitana.

Indolore la sconfitta per 1-0 nel ritorno odierno dopo la vittoria per 2-0 in casa nell'andata. La discesa nel sottoscala del calcio italiano erano iniziato per i gialloblù nel giugno 2007: il Verona pareggia in casa contro lo Spezia per 0-0 e torna in serie C, categoria che non conosceva dalla stagione 1942-'43. Come a dire, un'altra epoca, un altro calcio. Come quello che giocava lo stesso Verona nell'anno 1984-85 quando, 22 anni prima, in un pomeriggio di maggio a Bergamo l'Hellas guidato da Bagnoli vinceva il suo storico tricolore. Ora la squadra scaligera torna ad assaporare un'altra gioia. Magari non grande come la conquista di un tricolore, ma ugualmente importante.

Le quattro annate nella Lega Pro per l'Hellas sono state tribolate, a dir poco travagliate. Basta ricordare che al primo anno il Verona si salvò dalla caduta in C2 grazie ad una rete a tempo quasi scaduto sul campo della Pro Patria. Poi ancora delusioni, come la sconfitta interna contro il Portosummaga l'anno scorso, e quella ai playoff contro il Pescara. Mentre i cugini del Chievo, il club di un quartiere cittadino, facevano morire d'invidio i tifosi dell'Hellas continuando a far bella figura in serie A. Oggi termina così per il Verona un incubo sportivo.

FONTE: Leggo.it


Hellas, ora tutti i "soloni" giù dal carro del vincitore
Gli stessi che storcevano il naso all'arrivo di Mandorlini dopo Salerno lo esaltano come un eroe

21 giu | SPORT PAG 07 Osvaldo Pastore
Dopo aver mancato dodici mesi fa in modo sciagurato una promozione che pareva sicura in seguito alla sfarzosa campagna-acquisti condotta dall’ex ds Bonato, l’Hellas si ritrova ora a festeggiare un approdo in B che sembrava impossibile dopo 12 turni (gestione Giannini). Ma in tutto questo non c’è nessuna forma di nemesi o di compensazione da parte degli astri pallonari.

La morale è molto più semplice. A un certo punto di questo campionato la società ha deciso di affidare la squadra a una guida salda e competente, ovvero ad Andrea Mandorlini. Un allenatore di personalità, esperienza, mentalità vincente e con le idee chiare sotto il profilo tattico. Capace di dotare l’undici gialloblù di un gioco preciso e di una invidiabile condizione fisica, decisiva nei play off come si è visto domenica a Salerno. Tutte qualità che erano mancate nello scorso torneo per gli evidenti limiti di Remondina che aveva presentato nella parte finale del torneo un Verona a dir poco boccheggiante e confuso.

In modo singolare oggi a esaltare (giustamente) Mandorlini sono gli stessi soloni (detti così forse perché scrivono e concionano sotto l’effetto di esiziali colpi di sole?) che l’anno scorso di fronte all’incredibile crollo del Verona argomentavano con rara albagia: "l’allenatore incide poco nei risultati". Gli stessi commentatori che non erano poi neppure tanto favorevoli all’esonero di Giannini (chiesto con forza in tempi non sospetti su queste colonne). Ma in Italia, si sa, lo sport principale è quello di salire sul carro del vincitore (e scendere da quello del perdente per tempo).

Mandorlini a parte, il vero e indiscusso artefice di questa promozione è il presidente Martinelli, costretto a superare prove (sportive ma soprattutto extracalcistiche) che avrebbero fiaccato chiunque altro (ma allo stesso tempo ci pare doveroso ricordare la passione e gli enormi sacrifici sopportati dal Conte Arvedi). Il presidente ha avuto il merito di prelevare il club in un momento in cui il futuro della società era a dir fosco e di non arrendersi dopo l’epilogo nefasto dello scorso campionato. Di andare avanti da solo nonostante le promesse di aiuto ricevute da più parti ma che non si sono mai concretizzate. Adesso è giunta l’ora che il mondo imprenditoriale veronese dia finalmente una mano al numero uno gialloblù.

L’Hellas anche in B deve puntare al massimo obiettivo e il prossimo campionato si annuncia di altissimo livello per la presenza di società come Torino, Sampdoria e Bari. Per allestire una squadra competitiva serviranno investimenti ingenti. Il lavoro al ds Gibellini non mancherà di certo e non potrà condurre una sessione di mercato come quella di gennaio quando ha portato in gialloblù Napoli e Tiboni. L’attacco andrà notevolmente rinforzato e rivoluzionato. Domenica nella Salernitana (ma è del Genoa) ha ben impressionato Ragusa, un esterno capace di saltare con grande facilità l’avversario. Lo stesso Carrus alzerebbe non poco il tasso tecnico del centrocampo gialloblù, offrendo inoltre valide soluzioni anche su palle inattive. Di sicuro non potrà rimanere inattiva la società sul mercato.

La nuova serie B dell'Hellas, scommesse permettendo
Sarà uno dei campionati cadetti più impegnativi degli ultimi anni e torna il derby coi "magnagati"
20 giu | SPORT PAG 07 Duilio Colonna
La storica promozione in serie B conquistata a Salerno è avvenuta solamente ieri, ma è già un lontano ricordo perché adesso è do’obbligo non guardarsi più alle spalle ma iniziare a programmare il prossimo campionato cadetto. La serie B alla quale approderà l’Hellas Verona è, leggendo i nomi in lista, una delle più impegnative degli ultimi anni.

Dalla serie A sono state retrocesse Bari, Brescia e Sampdoria, tre società che punteranno subito a tornare nella massima categoria. Compagini che hanno budget importanti da investire sul mercato, così come il Livorno, la Reggina e il Torino. A queste è d’obbligo aggiungere anche il Padova e il Varese che quest’anno hanno conquistato i playoff e che riproveranno nell’impresa anche nel campionato 2011/2012. Importante, soprattutto per le tifoserie e per la storia, il fatto che quest’anno tornerà il derby con il Vicenza, una delle partite più sentite dall’Hellas. Non è un caso che ieri, poco dopo la promozione, proprio mister Andrea Mandorlini abbia detto: “Voglio il derby con il Vicenza, anzi, il derby coi magnagati…”.

La lista delle squadre che prenderanno il via alla prossima serie B è composta da AlbinoLeffe, Ascoli, Bari, Brescia, Cittadella, Crotone, Empoli, Grosseto, Gubbio, Juve Stabia, Livorno, Modena, Nocerina, Padova, Pescara, Reggina,Sampdoria, Sassuolo, Torino, Varese, Vicenza e, ovviamente, Hellas Verona.Questo sempre che lo scandalo calcioscommesse non rivoluzioni tutti i campionati, a partire dalla serie A, dove diverse società rischiano di essere coinvolte. A cascata potremmero cambiare tutti i campionati professionistici, anche la serie B dell'Hellas Verona.

FONTE: VeronaSera.it


Volare in serie B Novanta minuti di cori tra le nuvole
IL RITORNO A CASA. Il viaggio che ha portato la squadra a casa è durato quanto la partita
Allegria a mille e la fame che sale man mano che scende la tensione Si pasteggia a spumante e c'è chi prova a far la corte alle hostess

21/06/2011
L'«Hellas Airlines» vola nel cielo della serie B, da Salerno a Verona, dispensando cori e gioia in una notte gialloblù fatta di brindisi e stanchezza, goliardate e sonno ricacciato indietro. In attesa di atterrare su una festa annunciata e comunque impossibile da immaginare com'è stata in realtà. Settanta posti che si sono sollevati da terra a Capodichino, quando già la domenica della promozione era finita da mezzora. Per ritoccare l'asfalto novanta minuti dopo, alle 2 in punto, al Catullo. Lo stesso tempo dell'interminabile partita di ritorno con la Salernitana, ma durato molto, molto meno. A soffiare sulle ali indirizzate verso il Nord dalla cloche del comandante Federico Donati l'entusiasmo dell'impresa portata a compimento.
Perfino l'ingresso nel silenziosissimo - fino a quel momento - aeroporto napoletano è stato da marcia trionfale. Pochi inservienti a fare il ceck in e nessuna fretta di scavalcare una fila di persone che sapevano come quello fosse solo l'inizio di qualcosa e non la fine. L'altoparlante è costretto ad annunciare più volte l'ultima chiamata per i soliti ritardatari: giornalisti alle prese con l'ultimo pezzo da inviare al giornale, tifosi aggregati alla squadra fermi a salutare gli amici degli altri charter che stavano entrando in quel momento nell'aerostazione. A bordo l'allegria fa fatica a non tracimare fuori dalla carlinga pressurizzata. La spiegazione delle norme di sicurezza fatta dalla coppia di hostess - Eleonora Zambon alla voce, Letizia Polo che mima le operazioni da fare - è accompagnata dagli olè e da una «panolada» degna del «Bernabeu». Poi il decollo, sospinto dall'«ooooooohhhhhhh!» di tutti i passeggeri, manco fosse uno dei due rigori di Ferrari che hanno steso la Salernitana all'andata. Infine la festa a bordo.
Nessuno riesce a star farmo al suo posto. I giornalisti di TeleArena e TeleNuovo - con rispettivi operatori al seguito - si disputano dirigenti, giocatori e staff tecnico per le interviste di rito. «Cosa si prova in questi momenti?»: la domanda fatidica non la fa nessuno, ma il senso è lo stesso. Anche perché chiedere «E adesso che succede?» rischia di cancellare il sorriso stampato sui volti di Mauro Gibellini e Benito Siciliano. Non quello del presidente Giovanni Martinelli, che non rinuncia ad un brindisi né a stringere le mani di tutti quelli che neanche dentro l'«aereo più felice del mondo» rinunciano a fargli i complimenti. E allora che festa sia. Con la tensione della «battaglia di Salerno» che scema, però, ci si accorge come nessuno abbia messo sotto i denti qualcosa dal pranzo. Ed è già l'una e mezza di notte. A calmare i morsi della fame ci pensano le hostess che, incuranti dei messaggi impliciti ed espliciti dei giocatore, ma anche di qualche tifoso più anziano, percorrono il corridoio rapide ed efficienti con il carrello della cena. Menù ridotto all'osso, ovviamente: roastbeaf, verdura grigliata e pomodorini. Innaffiati a scelta da spumante, vino, bibite varie od acqua. Quasi tutti optano per le bollicine: quelle alcoliche, naturalmente.
Anche per questo la temperatura in carlinga sale. Di bottiglie, in verità, se ne stappano parecchie: spumante, prosecco, qualcuno azzarda anche un rosso. E la scorta dei salatini dell'aereo viene presto prosciugata. Nel frattempo parte il rito degli autografi. Giocatori, staff tecnico e dirigenti firmano ogni cosa: magliette, cappellini, cartoline, gagliardetti, programmi di volo. L'intera spedizione gialloblù sfoggia una t.shirt gialla o blu, personalizzata con il soprannome di ognuno sulle spalle ed la scritta «Hellas B Verona»: cimeli andati a ruba e reclamati a gran voce da amici e tifosi ma di uso esclusivo degli «addetti ai lavori». Molti, però, hanno sfoggiato magliette storiche dell'Hellas o personalizzate con il proprio nome: anche queste autografate da chiunque avesse in mano una penna o un pennarello.
Solo poco prima del passaggio su Perugia - dove la rotta per il Nord prevede il bivio: a destra verso Bologna, Verona o Venezia; dritti verso Milano - il comandante Donati si è regalato la sognata passerella personale. Dopo il proclama dell'andata, stavolta ha rinunciato a parlare se non per ringraziare tutti gli artefici della promozione. Per poi abbracciarli tutti, uno ad uno, a partire da Martinelli. Infine il ritorno in cabina, a fianco di Nicola Ferrari (vedi articolo a sinistra) e la virata verso Verona. «Atterreremo verso le 2: buona festa a tutti». Peccato che laggiù, al «Catullo» i tifosi avessero deciso diversamente. BRU.FA.

Aggressioni ai giornalisti veronesi, scuse e solidarietà. «Colpire i responsabili»
LE VIOLENZE DI SALERNO. Dopo le aggressioni ai giornalisti veronesi. L'Ordine campano intima: «Deve essere identificato il violento»
21/06/2011
Il pomeriggio violento di Salerno, almeno quello in tribuna e sala stampa, non è certo passato in cavalleria. Anzi. Molti gli attestati di solidarietà giunti ai cronisti veronesi insultati e minacciati e a quelli addirittura aggrediti da chi era nelle aree riservate alla stampa, fosse o non fosse un addetto ai lavori. «Sull'aggressione ai danni del giornalista del Corriere di Verona l'Ordine della Campania ha avviato una indagine per individuare l'autore», ha assicurato ieri il presidente dei giornalisti campani Ottavio Lucarelli. «Al collega hanno già presentato le scuse l'addetto stampa della Salernitana ed il presidente dei revisori dei conti dell'Ordine campano». Di contro anche il sindacato giornalisti del Veneto, oltre ai comitati di redazione de «L'Arena» e del «Corriere» sprimono piena solidarietà al cronista «aggredito fisicamente ed insultato in tribuna stampa mentre semplicemente stava facendo il suo lavoro ed era intento a scrivere il proprio articolo per il giornale». La denuncia è chiara «per il clima di intimidazione e di violenza nel quale non solo il collega ma altri giornalisti veronesi sono stati costretti a operare prima, durante e dopo la partita: accerchiati da personaggi che si muovevano in totale libertà, minacciati di morte da sedicenti tifosi che sedevano in tribuna, sono stati costretti letteralmente a rifugiarsi in una stanzetta degli spogliatoi».
Alla luce di quanto accaduto l'Unione stampa sportiva del Veneto ha chiesto agli organi competenti di adottare misure urgenti ed inderogabili, idonee ad impedire il fenomeno dei «giornalisti-tifosi» che nel caso specifico si sono comportati in modo addirittura violento. «Nei giorni precedenti la partita su facebook», ricorda un comunicato, «ad opera di un giornalista di una testata on line era apparso un fotomontaggio che ritraeva l'allenatore del Verona con una pistola puntata alla tempia e la scritta Sono un uomo di merda». Che rileva anche come nel dopo partita, in sala stampa, ci sia stato «il caos completo con tifosi che riescono a colpire un collega di una televisione veronese con l'asta di una bandiera e ancora caccia all'allenatore Mandorlini con l'intenzione di colpirlo. Se questi individui risultano iscritti all'Ordine urge metterli nelle condizioni di non mischiarsi con chi ogni giorno fa correttamente il proprio dovere. Se non lo sono, la giustizia ordinaria e sportiva si attivi per colpire i colpevoli».
Da segnalare, infine, la solidarietà espressa dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia e dal sindaco di Verona Flavio Tosi. «Se in uno sport possono trovare dimora e magari anche qualche giustificazione episodi come questo», conclude Zaia, «vuol dire che in quello sport c'è davvero molto da riflettere e da cambiare». «Vanno esecrati», spiega invece Tosi, «quei soggetti, certamente non sportivi, che con le loro azioni teppistiche hanno sporcato una festa dello sport».

La squadra e i tifosi assediati nello stadio
GLI INCIDENTI. La polizia impiega due ore per fronteggiare duemila teppisti locali. Sparati lacrimogeni. I supporter di Verona in tribuna fuggono in curva dai «butei». L'allenatore Mandorlini aggredito nel dopo partita Un «giornalista» in sala stampa lo colpisce con un calcio Minacce ai cronisti veronesi dai colleghi salernitani
20/06/2011
I giocatori dell'Hellas festeggiano davanti ai tifosi, «prigionieri» all'interno dello stadio Arechi
Salerno. La partita più dura Andrea Mandorlini l'ha giocata in sala stampa a Salerno, nel dopo partita. Costretto a fuggire dalla saletta delle interviste riservata a TeleArena, i vetri della quale rimbombavano per i pugni dei sostenitori salernitani. Che condivano il tutto con un'intera enciclopedia di insulti in stretto dialetto locale. Peggio. Una volta imboccato il corridoio della sala stampa, diretto verso gli spogliatoi, il tecnico è stato raggiunto da un «giornalista» salernitano che gli ha sferrato un calcio ed ha anche tentato di colpirlo con un pugno.

Nel parapiglia che è esploso a quel punto, senza che un poliziotto intervenisse, Mandorlini è stato messo in salvo negli spogliatoi dall'addetto stampa Simone Puliafito e da un body guard i quali sono anche riusciti a chiudersi la porta alle spalle, nonostante la pressione di una decina di salernitani. Cosa ci facessero in sala stampa alcuni di loro non si sa. Altri erano certamente giornalisti: tutti avevano l'obiettivo comune di mettere le mani addosso all'allenatore che ha portato il Verona in serie B.
Non è stata una giornata facile, quella di ieri. Nè per i gialloblù, che hanno dovuto vedersela con una Salernitana che ha usato tutti i mezzi, leciti e no, per ribaltare lo 0-2 dell'andata. Nè per il gruppo di tofosi che hanno volato con il charter della squadra: i quali, sono dovuti scappare dai loro posti in triubuna e rifugiarsi in curva con i «butei» arrivati da Verona. Nè per chi aveva il compito di raccontare ai veronesi quanto accadeva. Questi ultimi se ne sono accorti subito appena arrivati allo stadio: «Mi chiamo Manzo e qui comando io. Non vi azzardate a filmare o a fotografare perché altrimenti sono guai». Questo l'avvertimento fatto agli operatori ed ai fotografi che tentavano di immortalare gli insulti ed i gestacci che i tifosi salernitani riservavano all'ingresso del pullman dei giocatori nell'antistadio. Un clima intimidatorio che, evidentemente, era parte integrante della strategia che doveva «tagliare le gambe ed il morale» ai gialloblù. Proseguito in tribuna stampa. Con radiocronisti locali che in diretta lanciavano insulti e avvertimenti ad alta voce, in modo che il gruppo di giornalisti veronesi intendesse. Minacce e insulti rinforzati da molti dei presenti, certamente non giornalisti, che affollavano gli spazi riservati all'informazione.
Il momento più difficile si è vissuto alla fine dell'incontro. Con i gialloblù che alzavano le braccia al cielo, gli amaranto che crollavano a terra stremati, il solito giornalista radiofonico prendeva per i capelli un giovane cronista veronese - Corazza del «Corriere Veneto» - insultandogli madre e defunti. Era l'antipasto del trattamento riservatoci nel tragitto dalla tribuna alla sala stampa. Ed infine nella zona di lavoro nella quale avremmo dovuto raccogliere le interviste di vincitori e vinti. In realtà, dopo l'apparizione di Mandorlini, l'addetto stampa del Verona ha annunciato che non c'erano più le condizioni di sicurezza necessarie, spiegando che giocatori, dirigenti e staff tecnico non sarebbero usciti. Gli unici a farsi vedere sono stati l'allenatore amaranto Breda ed i giocatori Fava e Ragusa.

All'esterno, intanto, scoppiava la guerriglia urbana di circa duemila salernitani.
Obiettivo: impedire l'uscita della squadra gialloblù dallo stadio Arechi. La Polizia, intervenuta con un paio di reparti antisommossa armati di tutto punto, ha impiegato due ore per liberare la zona dell'antistadio, facendo largo uso di lacrimogeni e cariche. Al punto che molti spettatori si sono dovuti rifugiare proprio in sala stampa con gli occhi arrossati dai gas. Tra questi c'erano anche la moglie ed i figli di Fava, l'attaccante della Salernitana.
Nel frattempo circa 1.500 tifosi dell'Hellas restavano reclusi nella curva nord. In attesa che anche per loro la strada fosse libera. Verso le 21,30, insomma, dentro l'Arechi erano rimasti solo loro, i giocatori dell'Hellas ed il seguito veronese. Quasi automatico che proprio i giocatori ad un certo punto abbiano deciso di andare a salutare i loro sostenitori. Una festa improvvisa dentro lo stadio che ha regalato loro la serie B. E forse proprio per questo più bella. Quella che seguirà tra le mura di Verona sarà fantastica, ma non tutti potranno dire di avere celebrato il ritorno nella cadetteria dentro lo stadio dell'ultimo avversario.
Bruno Fabris

Bagnoli: «Tutto merito di Mandorlini»
I «GRANDI» DELL'HELLAS. L'allenatore del Verona dello scudetto non ha dubbi sul tecnico, così come Mascetti e Fanna. Briegel confida nel doppio salto di categoria. Zigoni: «Ero tranquillo il Verona non rischiava»
20/06/2011
Anche loro hanno festeggiato. Come se fossero ancora in campo o in panchina. I grandi dell'Hellas erano idealmente a Salerno. Tutti quanti, con l'amore di sempre. Cesare Prandelli non può rilasciare dichiarazioni, questione di protocolli. Ma capisci dalla voce quanto sia felice. Giusto un saluto. «Scusate, non posso dire niente. Ma sono tanto contento. In bocca al lupo».

COME TANTI ANNI FA. Osvaldo Bagnoli è a casa, la partita è finita da poco. «Si vedeva che il Verona stava meglio, al di là delle assenze della Salernitana. Merito di Mandorlini, ha trasformato l'Hellas in una squadra. Prima non c'era gruppo, poi tutto è cambiato. Sono contento, complimenti anche a Martinelli. Ho avuto modo di conoscerlo. È una brava persona, che ama il Verona. Per questo deve essere aiutato. Bello essere in B, di questa categoria eravamo tutti stanchi».

SOFFERENZA CONTINUA. Ciccio Mascetti l'ha vissuta intensamente, minuto dopo minuto. «Dopo il rigore di Carrus un po' di ansia mi è venuta. Questa squadra è cresciuta col tempo, con Mandorlini ha guadagnato in autostima. Ha trovato strada facendo un grande Ferrari, segno che anche il lavoro di Gibellini è stato buono. La B? La qualità non è eccelsa, non credo ci sia bisogno di grandi stravolgimenti».

PANZER FELICE. Hans Peter Briegel è al ristorante, nella sua Kaiserslautern. Non sa ancora del risultato. «Allora è fatta? Che grande notizia mi avete dato. Sapevo che c'era la finale, seguo il Verona su internet. Non vedevo l'ora di andare a casa e di accendere il computer. Che sorpresa però, il Verona era in ritardo e non mi sembrava nelle condizioni di recuperare. In Germania chi parte dalla Terza Divisione spesso arriva anche in Bundesliga. Anche in Italia? Bene, allora vuol dire che il Verona deve avere quell'obiettivo. Immagino piazza Bra adesso, Verona rimane unica».

ZIGO IN FESTA. Gianfranco Zigoni la partita se l'è vista sprofondato sul divano, sorseggiando un buon whisky. «Ero tranquillo, il Verona non rischiava nulla. Poi è arrivato quel rigore, ho perso sei mesi della mia vita. Ma che ha combinato Martina Rini? Per fortuna mi ha rassicurato mio figlio Gianmarco, lui era con me, dice che è bravo. Sono stati compagni in Nazionale. Ma senza quella cavolata si poteva rimanere più sereni. Eravamo superiori, niente da dire. Soprattutto nel secondo tempo non c'è stata storia».

SEMPRE DI CORSA. Pierino Fanna, tornato proprio ieri da Praga, ha avuto giusto il tempo di aprire la porta di casa e mettersi comodo davanti la tv. «Siamo usciti da questo pantano, finalmente ragazzi. Dico la verità, nel primo tempo mi aspettavo qualche ripartenza del Verona. Magari alla Salernitana si poteva creare qualche problema in più, ma l'importante è aver ottenuto il risultato. Mandorlini? Era allenatore anche quando giocava, non ci voleva molto a capirlo».

MISTER GOL. Totò De Vitis è a cena con moglie e figlio. «Stavamo parlando proprio del Verona, di quanta gente avrà affollato piazza Bra. Certe emozioni le ho provate, so cosa significa. La partita? Sotto di un gol non era facile mantenere i giusti equilibri, forse l'Hellas ha aspettato un po' troppo la Salernitana. Ora però bisogna subito pensare alla serie B. Il Verona troverà il solito campionato, partite mai scontate, 42 battaglie. Quel che conta però è esserci».A.D.P.

«E adesso ho un'idea programmiamo la A. Qui tutto è possibile»
ANDREA MANDORLINI
20/06/2011
Intervistare Mandorlini è un pò come affrontare una gimkana. Te lo aspetti nell'angusta sala stampa destinata alla stampa ospite e lui ci arriva, stanco ma felice. Peccato che il locale sia improvvidamente affacciato sull'esterno, con gli ultras salernitani appiccicati ai vetri come le mosche allo zucchero. Volano parolacce, si sprecano gli insulti, si alza la tensione. Steward e poliziotti assistono senza muovere un muscolo. Qualcuno picchia contro le finestre, una si apre, all'interno piove l'asta di una bandierina. Saggio spostarsi, sembrerebbe. Se non fosse che qualche collega cronista (definiamolo così) non perde a sua volta il controllo. Altre parole di fuoco, altre mani alzate. Deve passare una mezz'oretta per ritrovare un minimo di tranquillità. E per essere testimoni dell'annuncio più atteso: «Il mio futuro è qui», svela il tecnico, allargando un sorriso emozionato. «E dove volete che vada? Voglio fare la B a Verona, voglio il derby col Vicenza. Anzi, il derby coi magnagati...».
È come aggiungere una spolverata di tartufo a una pietanza già gustosa. Mandorlini si gode la festa nonostante gli insulti. A cominciare da quando, ancora nella pancia dell'Arechi, scatta il collegamento col popolo di piazza Brà: «Grandi, grandi... Siete stati grandi! Senza di voi non saremmo arrivati fino a qua. Quindi voglio dedicare a voi questa promozione sofferta ma bellissima. Lo ammetto: sto vivendo una grandissima soddisfazione».

In piazza Brà questo Verona ha saputo riunire un sacco di gente: c'erano gli stessi numeri della festa scudetto.
«Davvero? Mah, mercoledì ne parlavamo... Aspettavamo questa giornata sicuramente con fiducia ma sapevamo che sarebbe stato difficile. E così è stato. È venuto fuori il carattere, la voglia di non indietreggiare, soprattutto nel secondo tempo, e credo proprio che sia stata una promozione meritata».

L'ambiente era davvero ostile: eravate preparati a un'accoglienza del genere?
«Sì, sapevamo che sarebbe stata una giornata calda in tutti i sensi. Ma eravamo pronti anche se nel primo tempo abbiamo un pò subito. Magari eravamo un pò titubanti, un pò preoccupati, ma credo che nel secondo tempo la condizione fisica e la nostra idea, quella di portare in porto questo risultato sia stata determinante».

Ma era proprio necessario soffrire così fino al 94'?
«In questi casi deve andare così. Vincere così è più bello».

E adesso, che succede?
«Il mio futuro? L'ho già detto, mai avuto dubbi. Io resto qui e ho una bellissima idea».

Quale?
«Resto per programmare la serie A, qui tutto è possibile. Intanto, l'anno prossimo, per divertirci un po' ci faremo il derby con i Magnagati...».

Siciliano «Noi di parola: adesso aiutateci»
20/06/2011
"Adesso la città ci aiuti. Abbiamo portato l'Hellas in serie B, come promesso. Ma ora gli imprenditori devono davvero darci una mano per fare l'ultimo salto in alto". L'amministratore delegato Benito Siciliano esilta a pugni chiusi dentro il pullman della squadra.
Accanto ha il presidente Martinelli che è impegnatissimo a ricevere messaggi al cellulare e a rispondere a tutti. Parla con gli occhi. E con il sorriso. E non c'è bisogno di altro. Per lui parla Siciliano. "E' stata un'annata dura, piena di ostacoli ma anche di soddisfazioni. Quest'ultima, poi, è davvero bella. E' l'obiettivo per il quale abbiamo sudato e lottato tutti. Ed è arrivato. Noi, insomma, abbiamo fatto il nostro. Adesso c'è bisogno che anche altri facciano un passo avanti. Noi li aspettiamo".
Quello che non s'aspettavano era la carica violenta di un "Arechi" che li ha bersagliati dal primo all'ultimo minuto. "Ci hanno tirato di tutto: aste di bandiara, bottiglie vuote e piene, palle di metallo, accendini: da mettere su un bazar. Sapevamo che sarebbe stato un'ambiente ostile: ma così violento no. In alcuni momenti abbiamo anche avuto paura. Però, tra un anno giocheremo in serie B e questo ci basta..."BRU.FA.

Gibellini in cielo «È stata dura, ma la B è nostra»
LE INTERVISTE. I commenti del direttore sportivo e dei calciatori
Hallfredsson stupito: «Mai visto un pubblico simile In Islanda è impensabile, abbiamo avuto paura» Rafael: «Pomeriggio di sofferenza e ora sarà festa»

20/06/2011
L'intervista più bella? Sotto la curva nord dell'Arechi, mentre i 1.500 tifosi gialloblù fanno festa e giocatori e dirigenti dell'Hellas si tuffano sul prato dopo la rincorsa da metà campo. «Non ha prezzo», dice un Mauro Gibellini senza più voce. «È stato un pomeriggio difficile», ammette il direttore sportivo scaligero. «I signori di Salerno la partita l'avevano preparata in maniera abbastanza pesante, diciamo. Però alla fine è andato tutto bene. Oltretutto non abbiamo neanche avuto troppa paura nel secondo tempo, quando un loro secondo gol poteva essere davvero fatale. Avevano speso molto nei primi quarantacinque minuti e lo hanno pagato. Hanno ceduto le armi ad una squadra che ha meritato la promozione per quanto ha fatto negli ultimi quattro mesi».

Nell'intervista fatta alla vigilia di questo atto finale aveva detto: «Conosco il pubblico del Sud e so che sono passionali, ma corretti. Se meriteremo di vincere ci applaudiranno». Alla faccia. «Purtroppo è così. Sono le brutte storture del nostro calcio». Inutile provare a strappargli un'anticipazione sul futuro dell'Hellas: «Parleremo tra noi e tra qualche giorno vedremo. Per ora ci godiamo questa promozione e non vediamo l'ora di arrivare a Verona e festeggiare con la nostra città». Una promessa gli scappa, però: «Non ci fermiamo qui: l'obiettivo è quello di riportare l'Hellas in serie A».

«Mai visto niente di simile», è invece il commento di uno stupefatto Emil Halfredsson. In Islanda pubblici come quello dell'Arechi sarebbero impensabili. «Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma è tata davvero durissima». Prova, però, a parlare di calcio giocato: un modo per tornare alla normalità, mentre fuori dallo stadio le cariche della polizia fanno arrivare anche dentro il fumo acre dei lacrimogeni. «Siamo partiti dal 2-0 dell'andata e l'abbiamo sfruttato al meglio. E meno male che stiamo bene fisicamente: e nel secondo tempo si è visto. In pratica nel primo tempo li abbiamo fatti correre, rischiando pochissimo. L'idea era di andare al riposo sullo 0-0: peccato per quel rigore».

Quanto ha pesato l'ambiente? «Non lo so, sinceramente», ammette il centrocampista islandese. «Certo: era una finale e lo stadio era quello che era. Un po' di paura c'era. Ma abbiamo pensato a giocare e basta. Negli spogliatoi, durante il riposo, il mister ci ha detto di spostarci un po' più avanti facendo più pressione sui loro centrocampisti. E così abbiamo fatto. Tanto che li abbiamo messi lì per i primi dieci minuti». Dopo il tifo dell'Arechi, anche Halfredsson non vede l'ora di assaggiare la festa di Verona: «So che abbiamo regalato ai tifosi una grande soddisfazione. Ma è un grosso risultato anche per noi: starà per sempre nel mio palmarés».
Come in quello di Rafael Andrade, portiere saracinesca della trasferta salernitana. «Dire che siamo felici è poco. Ed è bello far festa coi nostri tifosi: quelli che ci hanno seguito fino a Salerno adesso, e poi quelli che i aspettano a Verona. È stato un pomeriggio sofferto ma da ricordare: ci abbiamo messo cuore, testa ed anima ed il risultato è arrivato. Volevamo salire in serie B: l'abbiamo fatto». E non ci sono meriti particolari: anche se il brasiliano ci ha messo di suo almeno tre parate che hanno impedito il raddoppio amaranto. «Abbiamo vinto. anzi: perso ma è come una vittoria. tutti insieme. È vero che se loro segnavano il 2-0 diventava durissima. Ma è il gruppo che ha raggiunto il risultato. E non solo stasera, ma dall'inizio della stagione».

L'ambiente non lo ha spaventato né sorpreso: «Sapevamo cosa ci aspettava. Ma abbiamo sofferto assieme dopo il loro vantaggio. E questo ci ha permesso di non sprofondare. Anzi: forse potevamo anche pareggiare. Ma va bene così: è stato bellissimo». Perdere e vincere nello stesso tempo: anche questo non ha prezzo. Al pari dei cori dei tifosi dentro l'aeroporto di Capodichino, i balli, le canzoni. «Lo so: è solo un antipasto. La festa, quella vera, ci aspetta appena atterreremo a Verona. E chi dorme stanotte».BRU.FA.

L'appello di Tosi: «Non lasciamo solo Martinelli»
L'ENTUSIASMO DEI VIP. Il sindaco: «È stato come rivincere lo scudetto». Miozzi è sicuro: «Darà un grande rilancio a Verona». Rana: «Ho sofferto con i tifosi, meritiamo la serie A». Girondini: «Dal trionfo dell'Aida a quello dell'Hellas»
20/06/2011
Verona. «Una gioia incontenibile, dopo dieci anni di sofferenze. È stato come rivincere lo scudetto». Il sindaco Flavio Tosi, tifosissimo Hellas da sempre, urla da Salerno la sua felicità per la promozione in serie B. Ha seguito la partita in curva con i «butei» e la maglietta gialloblù con la scritta «serie B». Per arrivare allo stadio Arechi ha preso un aereo privato da Boscomantico dopo la mattinata trascorsa a Pontida. È rientrato a tarda sera e si è precipitato in Bra per il tradizionale bagno nella fontana, rito dei tifosi doc. «Dopo l'inferno della Lega Pro è una liberazione, è una liberazione», dice il sindaco.
Il primo pensiero è per il presidente dell'Hellas, Martinelli: «Da tifoso e da sindaco», urla Tosi mentre sull'aeroporto di Salerno rullano gli aerei, «dico che dobbiamo ringraziare il presidente per lo sforzo che ha fatto in questi anni, rimettendoci milioni su milioni. Un grazie speciale a Mandorlini, un vero mago. E poi i giocatori sono stati fantastici, hanno dimostrato grande cuore, impegno straordinario, ci hanno creduto fino in fondo. E poi i tifosi: il pubblico dell'Hellas è speciale, nessuna squadra di Lega Pro può vantare una tifoseria così forte, numerosa, fedele. Un pubblico enorme in ogni senso».
La seconda riflessione è sul domani dell'Hellas: c'è la serie B. «Bisogna dare una mano a Martinelli, assolutamente. La città gli deve garantire vicinanza, non lo può lasciare da solo». E Tosi rivela: «Nelle ultime settimane sono state fatte quattro chiacchiere con alcuni imprenditori ed è giusto che ora si faccia avanti qualcuno. Abbiamo necessità di persone serie e non di personaggi stravaganti. Il mio è un appello alla città perché è giusto che un presidente tifoso come Martinelli adesso divida gli sforzi con qualcuno».

Il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi: «Finalmente è arrivata questa grande gioia, una soddisfazione per tutta la città e la provincia. L'Hellas darà una grande rilancio a Verona».
Entusiasta Gianmarco Mazzi, manager dello spettacolo e direttore artistico del Festival di Sanremo: «Ho seguito la partita in tv ed è stata una grande emozione quando, alla fine, il Verona ha agguantato la serie B. È finito finalmente quest'incubo che relegava l'Hellas in una serie che non era certo consona alla sua storia. I giocatori sono stati tutti bravi ma soprattutto l'allenatore, che ha saputo portare il Verona a questo traguardo. Ricordo bene quando il Verona vinse lo scudetto. Quell'emozione l'ho rivissuta. Spero che questo sia l'inizio per la risalita in serie A. La discesa nelle serie inferiori è stata un'esperienza dura per la squadra e per i tifosi. Per risalire ci abbiamo messo un sacco di tempo. Adesso bisogna guardare avanti. Complimenti a tutti, al presidente, all'allenatore, ai tecnici e a tutti i giocatori».

Il dirigente scolastico provinciale Giovanni Pontara ricorda che l'unico anno in cui fece l'abbonamento alle partite fu per il Verona, nell'anno dello scudetto: «Perciò mi ha fatto un grande piacere che l'Hellas sia ritornata in serie B. L'auspicio è che da questo trampolino possa spiccare il volo verso la serie A. Mi piacerebbe tornare allo stadio ad assistere a un derby tra Chievo e Hellas».

L'imprenditore Giovanni Rana ha seguito da casa la partita tra Salernitana e Verona: «Ho sofferto insieme ai tifosi questa gara. E sono felicissimo del risultato. Grazie Martinelli, grazie Mandorlini. E grazie a tutti i giocatori. Verona merita la serie B e anche la A. Questo risultato è un auspicio per tornare a vedere il Verona nella serie maggiore. Continuerò a seguire l'Hellas per tutto il campionato».

Felice anche il sovrintendente Francesco Girondini: «Ho seguito la partita in tv: siamo passati dal trionfo dell'Aida dell'altra sera al trionfo dell'Hellas e comunque abbiamo sempre la piazza Bra gremita. È una grande festa, il giusto premio per il presidente Martinelli che ora va aiutato. L'Hellas è una realtà importante, alla quale la città è legata da sempre. Adesso vado in Bra anch'io». Per fortuna ieri sera non c'era opera, solo prove.

Insulti e minacce ma anche scene di guerriglia urbana
20/06/2011
Offese, minacce, spintoni e calci: nel mirino l'allenatore, i dirigenti, i giocatori, i tifosi gialloblù: il dopo partita di Salerno è stato sicuramente ad alta tensione, sia all'interno che all'esterno dello stadio. Dopo la sconfitta, fuori dall'«Arechi» è scoppiata la guerriglia urbana, protagonisti circa duemila salernitani. L'obiettivo era fin troppo chiaro: impedire l'uscita della squadra gialloblù dallo stadio. La Polizia, intervenuta con un paio di reparti antisommossa armati di tutto punto, ha impiegato due ore per liberare la zona dell'antistadio e riportare la calma.

I campioni in coro: «Bella conquista»
IL MONDO DELLO SPORT VERONESE. Panato elogia l'impresa e parla di divario dimezzato con l'altra cittadina Chievo
Sara Simeoni: «L'attesa è finita, largo alla felicità» Di Donna: «Ho temuto, poi ho capito che era fatta»

20/06/2011
Via di slancio. Un balzo con il cuore in gola, e il corpo in volo. Un'intera città con il fiato sospeso. L'asticella resta lontana. E il Verona plana sul materasso della serie B. Il «gesto atletico» è stato perfetto. Si fa festa. E i primi complimenti all'Hellas arrivano da Sara Simeoni, specialista in salti da consegnare alla storia. «L'attesa è finita. E adesso pare che tutto possa essere dimenticato in fretta. La Verona sportiva può vivere un momento finalmente felice. La promozione in serie B dell'Hellas dovrà essere di ulteriore slancio per la società. Ho visto un pezzo di gara e penso che quasi tutti abbiamo fatto lo stesso pensiero. Prima o poi arriverà anche il momento del Verona, e questa volta non ci sono stati rinvii».

Andrea Fadini, general manager della Tezenis usa parole importanti per la cadetteria ritrovata: «Lo sport veronese ha vissuto una giornata di grande intensità emotiva. Credo che questa promozione sia stata fortemente voluta e alla stesso tempo meritatissima per l'impegno profuso da parte di tutti, nonostante le tante difficoltà che hanno accompagnato il Verona in questi ultimi anni. Vincere è sempre un'impresa. Non importa quale sia la categoria. Ci vuole pazienza, costanza, e dopo la tempesta spesso arriva sempre il sereno. Adesso l'Hellas gioverà di una spinta emotiva da parte della città, e se la società dimostrerà una volta di più di essere all'altezza della situazione sono convinto che potrà aprirsi per il Verona un ciclo davvero importante».

Bruno Bagnoli, allenatore della Marmi Lanza non è rimasto indifferente all'impresa: «Avevo già pronosticato tutto in tempi non sospetti. Alla griglia di partenza del campionato di Prima Divisione avevo, infatti, pronosticato un campionato da protagonista per il Verona. Non ho mai avuto dubbi nel pensare che la squadra costruita quest'anno sarebbe riuscita a chiudere la stagione con un risultato importante. Verona dev'essere felice. Questa promozione fa bene allo sport scaligero e all'intera città. I risultati, poi, non vengono mai per caso. Alle spalle ci deve essere sempre una società in grado di fare le scelte giuste al momento giusto. E adesso viene il bello».

Roberto Di Donna, campione olimpico nel tiro con la pistola: «Ho provato una tensione fortissima che mi ha costretto a seguire la partita solo a spezzoni. Durante l'incontro stavo giocando a tennis e ogni tanto buttavo l'occhio alla televisione. Ma mi è stato impossibile restare incollato più di qualche minuto. L'ho vissuta proprio male. Ma la paura che mi ha assalito per 90' si è trasformata al fischio finale in gioia immensa».

Vladi Panato, campione della canoa ha parole di elogio per il Verona. «Il divario con il Chievo si dimezza, e la sfida tra le due squadre cittadine si farà ancora più interessante. Il Verona che risale, riprende vigore e renderà ancora più bella l'atmosfera che si respirerà la prossima stagione intorno al mondo Hellas. Questa promozione fa bene a tutti».S.A.

Gioia dal Brasile a Fuerte Ventura
MESSAGGI A RADIOVERONA. Gli sms giunti in redazione dai veronesi sparsi per il mondo o a fare festa in centro
Flavio in viaggio di nozze ha ascoltato Puliero «Oggi c'è solo l'Hellas» E c'è anche chi ha gli incubi

20/06/2011
Senza mangiare, senza dormire. Scaramantici quanto e forse più di Mandorlini. Sofferenza vera, prima di una gioia infinita. La diretta di RadioVerona racchiude emozioni su emozioni, quando l'Arechi si svuota e le strade di Verona cominciano a riempirsi di bandiere gialloblù. Luca scrive un sms prima di tuffarsi nella fontana di piazza Bra: «Aspettavo da una vita questo momento, vorrei stare qui un mese intero». Tanti aneddoti, figli di quella lucida nostalgia che per tanto tempo ha avvolto il popolo dell'Hellas. Cave72 venerdì notte ha sognato il Verona in vantaggio, ma si è svegliato di colpo dopo il pari della Salernitana. «La mia compagna mi ha chiesto se fossi normale, adesso però capirà cosa significa essere un tifoso dell'Hellas».

Paolo ha tagliato l'aria raccontando a tutti la trasferta a Bucarest contro lo Sportul, «67 ore di pullman fra varie vicissitudini e incidenti di percorso. Ora è tutto stupendo». Francesco e Silvia vivono in Piemonte, ma hanno una fede sola: «Con il cuore siamo nella nostra città, specie adesso. Hellas per sempre».

Arrigo dal Brasile non sta nella pelle: «Non credevo di poter vivere ancora sensazioni come questa. Il Verona non muore mai, in campo e nel cuore della sua gente». Santi se n'è andato nelle Isole Eolie, con un pensiero fisso: «L'incubo è finito, ancora non ci credo». Gabri è sulla stessa lunghezza d'onda: «Missione compiuta, finalmente fuori dall'inferno. Grazie Martinelli, ma non dimentichiamo il Conte».

Matteo vuole «la prima a Genova con la Samp», Matteo è convinto che «questo Verona sia da serie B alta anche così», Melania crede che «il peggio sia passato, grazie ad un presidente straordinario». Gianni si chiede «se dopo quarant'anni di calcio sia possibile ancora emozionarsi in questo modo, tremando al rigore di Carrus e piangendo al fischio finale». Si può, Gianni. Non sei il solo.
Flavio la radiocronaca di Roberto Puliero l'ha ascoltata da Fuerte Ventura, in viaggio di nozze: «Oggi c'è solo l'Hellas, nient'altro». Christian da Caprino due domeniche fa ha tenuto chiuso il suo ristorante, il Verona veniva prima. Ieri sera proprio non poteva, ma la testa certo non era in cucina o in sala: «Sono troppo felice, mi giro e vedo gialloblù dappertutto. Sapevo che sarebbe finita così». Michele e Matteo di Grezzana sono pronti a mantenere la loro promessa, «a tagliarci i capelli così come avevamo detto agli amici. Per il Verona questo e altro». Marco prova a pensare in grande, la serie B per lui è già storia: «Prendiamo il Novara e il Cesena. In due anni in serie A, partendo dalla Prima Divisione. Proprio impossibile sognare?». Gianluca chiede già nuovi acquisti: «Con un giocatore per ruolo vinciamo il campionato. Ventimila abbonati l'anno prossimo sono il minimo. Grazie Martinelli, senza di lei allo stadio non sarei più tornato».A.D.P.

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "Ed ora il derby col Vicenza"
20/06/2011 - 10:19
"Conoscevamo alla vigilia le insidie legate alla gara di ritorno, grazie al carattere dei miei uomini abbiamo legittimato il raggiungimento dell'obiettivo"
SALERNO - Una sfida disputata allo stadio "Arechi" permise ad Andrea Mandorlini di subentrare sulla panchina dell'Hellas, un'altra di centrare la promozione in Serie B. Si è sempre detto fatalista, il mister ravennate, ma questa sembra la vera e propria chiusura del cerchio, come si suol dire.

Tralasciando l'inaccettabile situazione creatasi all'interno della sala stampa campana, il tecnico dedica immediatamente il proprio pensiero ai tifosi: "Sono stati grandissimi, questo successo lo dedico a loro che non hanno mai fatto mancare il proprio supporto. Conoscevamo alla vigilia le insidie legate alla gara di ritorno, tuttavia grazie al carattere dei miei uomini abbiamo legittimato il raggiungimento dell'obiettivo".

Dopo un approccio caratterizzato da un baricentro basso, i gialloblù sono avanzati nella ripresa: "C'era troppa voglia in noi di acciuffare la cadetteria, mettendo alle spalle tutte le vicissitudini. Vincere così è ancora più bello".

Ovvi gli interrogativi sul futuro dell'ex Cluj, che non ha dubbi: "Voglio il derby con il Vicenza. Da allenatore del Verona".
Ufficio Stampa

19 giugno 2011, emozioni senza pari
20/06/2011 - 11:53
Dal saluto ai tifosi giunti allo stadio "Arechi", all'invasione dell'aeroporto Catullo fino alla festa in Piazza Brà. Sta arrivando...
VERONA - Una giornata infinita e densa di emozioni semplicemente indescrivibili, quella vissuta dal club di Via Torricelli il 19 giugno 2011. Sono le 20:01 quando Di Paolo sancisce il termine della gara di ritorno della finale play-off. Allo stadio "Arechi" parte dal settore ospiti un boato, proveniente dai millecinquecento tifosi giunti in Campania intenti a cantare al cielo, con quel poco di voce rimasta, un coro di festa.

Prima di salire sul pullman, in direzione aeroporto di Napoli-Capodichino, Ceccarelli e compagni calcano nuovamente il terreno di gioco per salutare i sostenitori scaligeri, Mandorlini portato in trionfo non nasconde la propria gioia. "Torneremo in Serie A" e "Sta arrivando il gialloblù" si sentono ad intervalli più o meno regolari, con brividi annessi per squadra e staff al seguito. Poco dopo le 22 si parte, al check-in ancora abbracci, pacche sulle spalle, foto e molti, molti cori. Nel corso del volo, a cui ha preso parte anche Nicola Ferrari a fianco del comandante, sogni ad occhi aperti. "Il prossimo anno c'è la Samp, ma pure il Toro, il derby col Vicenza... ma quanto lo abbiamo aspettato?". A mezzanotte e mezza si parte, circa 90' dopo è previsto l'atterraggio al Catullo di Villafranca.

I tifosi invadono letteralmente l'aeroporto veronese in tutte le componenti, siano pista, varchi d'accesso o nastri di scarico bagagli. Il presidente Martinelli quasi in lacrime stenta a rendersi conto di quanto accaduto, a tanti forse servirebbe ancora un pizzicotto. Quando mancano pochi giri di lancette alle 4 del mattino la squadra è su un bus scoperto, a breve distanza diverse macchine con conducenti impazziti di gioia che suonano il clacson. Piazza Brà e tutta la città si colorano di gialloblù, Rafael sventola una grande bandiera sempre più caricato dalle parole dei presenti.

Bentornato vecchio Hellas...
Ufficio Stampa

Salernitana-Hellas Verona 1-0
19/06/2011 - 20:04
Mai sconfitta fu più dolce: allo stadio "Arechi" i gialloblù subiscono un ko di misura e conquistano la promozione in cadetteria
SALERNO - Ritorno della finale play-off che presenta una cornice di pubblico decisamente all’altezza: allo stadio “Arechi” spalti gremiti, più di mille i tifosi dell’Hellas giunti in Campania. Breda ritrova in extremis Fabinho e lo rilancia dal 1’, con Peccarisi e Murolo al posto degli squalificati Accursi ed Altobello. Mandorlini risponde con Ceccarelli a far coppia centrale assieme a Maietta, Martina Rini a centrocampo in sostituzione di Russo e Mancini sulla linea offensiva.

Prima avanzata dei padroni di casa al 5' con Szatmari, che da posizione defilata calcia verso il primo palo ma Rafael va in presa. Ghiotta occasione per la squadra scaligera al 16' con Mancini abile ad imbeccare Berrettoni, libero sulla sinistra: la conclusione dell'ex Bassano è però debole e Iuliano controlla. Fabinho trova dalla bandierina Peccarisi, il colpo di testa del difensore granata finisce alto (18'). Alla mezzora discesa solitaria di Ragusa, abile a vincere alcuni rimpalli e superare in dribbling i difensori gialloblù, tiro che non impensierisce Rafael. Al 32' Carrus riceve all'altezza della trequarti e scocca un destro preciso, sfera di poco a lato.

Martina Rini conduce la ripartenza gialloblù (35') servendo sulla destra Mancini, cross del centrocampista romano addomesticato dalla difesa campana. Al 37' ancora l'ex Gallipoli calcia un corner, Ceccarelli arriva per primo ma col sinistro non impensierisce la retroguardia di Breda. Punizione dal limite per la Salernitana (39'), Carrus tocca per Fabinho, mancino deviato sul fondo dalla barriera. Allo scadere Ragusa viene messo giù in area da Martina Rini, Di Paolo decreta la massima punizione. Dal dischetto Carrusnon sbaglia.

Hellas vicino al pari al 50': Martina Rini conquista una punizione ai venti metri, Hallfredsson tocca per Scaglia che di collo esterno impegna Iuliano, bravo ad alzare sopra la traversa. Nuova incursione di Ragusa (53'), che salta tre uomini e dal fondo mette al centro, Maieta spazza via. Discesa sulla destra di Cangi al 54', Mancini alza la palla e prova il colpo ad effetto, la mira è imprecisa. Prodezza di Rafael al 58': il brasiliano alza una pericolosa conclusione di Szatmari dal limite dell'area. Il numero uno dell'Hellas si ripete al 61' su Fabinho, che di punta prova a superarlo in controtempo dopo aver eluso la marcatura avversaria. Servizio di prima di Carrus (64') per Ragusa, l'esterno sbaglia l'impatto all'altezza del dischetto.

Al 78' lancio lungo dalle retrovie di Abbate, Peccarisi respinge, Mancini di nuovo col destro dalla distanza fuori di un metro. All'86' ancora Mancini salta due uomini e serve Anderson, che una volta entrato in area scocca il mancino, Iuliano respinge in angolo.

SALERNITANA-HELLAS VERONA 1-0
Marcatori: 46' rig. Carrus

Salernitana: Iuliano; D'Alterio, Peccarisi, Murolo, Pippa; Carrus (74' Aurelio), Carcuro (84' Montella); Ragusa, Szatmari, Fabinho; Fava (73' Montalto).
A disposizione: Polito, Jefferson, Russo, Franco.
Allenatore: Roberto Breda

Hellas Verona: Rafael; Cangi (68' Abbate), Ceccarelli, Maietta, Scaglia; Martina Rini, Esposito, Hallfredsson; Mancini (91' Russo), Ferrari, Berrettoni (77' Anderson).
A disposizione: Nicolas, Garzon, Pichlmann, Le Noci.
Allenatore: Andrea Mandorlini

Arbitro: Aleandro Di Paolo (Sez. arbitrale di Avezzano)
Note. Ammoniti: Pippa, D'Alterio, Peccarisi, Abbate, Montella. Espulsi: -. Recupero: 2'-0'. Spettatori: 25.000 circa
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





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AZZURRI, PRANDELLI: "PORTIAMO SUL CAMPO CONFISCATO ALLA MAFIA"
Sabato 18 Giugno 2011 - 19:02
ROMA - Portare gli azzurri ad allenarsi sul campo di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, proprio in quella struttura realizzata dai commissari del Comune nel 2003, dopo la confisca, al boss della 'ndrangheta Teodoro Crea, del terreno: terreno su cui non è stato ancora possibile giocare, dopo oltre sette anni, a causa delle pressioni e delle minacce dell'organizzazione mafiosa. A lanciare la sfida, proprio mentre lo scandalo del Calcioscommesse continua a menare fendenti alla credibilità del calcio italiano, è il presidente di Libera, Don Luigi Ciotti: a raccoglierne immediatamente il guanto è il ct della Bazionale, Cesare Prandelli, che, spalleggiato dal numero 1 della Federcalcio Giancarlo Abete, promette: «Sì, porteremo l'Italia ad allenarsi su quel campo, perchè la Nazionale deve essere non solo il simbolo del calcio pulito, ma deve anche saper rappresentare qualcosa di importante per la società civile, un punto di riferimento esemplare, soprattutto in un momento così difficile per il calcio».

Una sfida, quella accettata dal tecnico azzurro, che secondo Don Ciotti può rappresentare una risposta concreta a quell'esigenza impellente di un calcio pulito, capace di mandare segnali forti anche al di fuori del pallone. «La Nazionale è un veicolo fondamentale. È per questo che mi sono permesso di fare questa proposta - ha spiegato Don Ciotti, intervenendo alla 1/a edizione del Premio Enzo Bearzot organizzato dall'Us Acli e assegnato a Prandelli - è un'iniziativa che può essere un segnale importante per la società. Portiamo questo pallone un pò fuori dal suo mondo, perchè c'è l'esigenza di un calcio pulito che ci faccia toccare una sfida più ampia». Una sfida, in questo caso alla malavita, che può anche rappresentare, in un momento difficile per il calcio italiano, un'occasione di riscatto. «Quel campo in Calabria è stato tolto alla 'ndrangheta nel 2003 - ha precisato Don Ciotti - Quando i nostri ragazzi lo hanno visto per la prima volta sono letteralmente impazziti di gioia. Ma poi, per sette lunghi anni, l'organizzazione mafiosa, con le pressioni e le minacce, ha fatto in modo che non vi si giocasse mai. Ora serve un segnale forte».

Dopo la realizzazione (furono demolite alcune strutture in cemento che erano state realizzate su quell'area a Rizziconi), il campo fu gravemente danneggiato, e nel 2007, ultimati alcuni lavori di ristrutturazione, fu nuovamente inaugurato con una partita di calcio giocata da due squadre che furono capitanate da don Ciotti e dall'allora presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione. Da allora la struttura non viene utilizzata, anche se è affidata ad un'associazione sportiva privata che ha avviato una scuola calcio. Ma ora il sogno è di portarci presto gli azzurri di Prandelli. «È un'iniziativa che darebbe un senso alle cose che facciamo. Tra l'altro, egoisticamente - ha aggiunto Prandelli con una battuta - mi piacerebbem perchè vorrebbe dire che posso avere un campo dove allenare la Nazionale per qualche giorno». Un'entusiasmo, quello del ct azzurro, condiviso dal presidente federale, Giancarlo Abete. «La Figc accetta le sfide quando sono positive, occorre sempre provare ad affrontarle», ha detto.

NUOTO, PHELPS BATTUTO SUI 100 STILE, VINCE A FARFALLA
Sabato 18 Giugno 2011 - 12:42
NEW YORK - L'americano Michael Phelps è stato battuto dal sudcoreano Park Tae Hwan sui 100 metri stile libero, ma si è rifatto affermandosi poi nella stessa distanza a farfalla, nella seconda giornata del meeting di Santa Clara (California). Park ha vinto in 48'92, contro i 49'61 di Phelps, che in marzo a Indianapolis aveva fatto registrare 48'89. Il sudcoreano si è poì imposto sui 400 sl (3'44'99), specialità di cui è campione olimpico in carica. Phelps, il nuotatore dei 14 ori olimpici di cui otto a Pechino 2008 (sette dei quali con record mondiale), si è preso la rivincita sui 100 farfalla con il tempo di 52'41, precedendo agevolmente l'australiano Nick D'Arcy (53'34). La riunione di Santa Clara è l'ultimo test per Phelps prima dei Mondiali di Shanghai il mese prossimo. Deve ancora gareggiare sui 200 metri dorso e sui 200 a farfalla. Da segnalare, sempre a Santa Clara, il ritorno alle competizioni, dopo quasi tre anni lontano dalle piscine (aveva smesso dopo le Olimpiadi di Pechino), dell'americano Brendan Hansen, secondo con 2'14'56 nei 200 rana dietro al connazionale Eric Shanteau (2'13'52). Per l'ex primatista mondiale dei 100 e 200 rana, che ha ora 29 anni, l'obiettivo ora sono i Giochi di Londra 2012.

TENNIS, A ROBERTA VINCI IL TITOLO TORNEO DEN BOSCH
Sabato 18 Giugno 2011 - 14:59
ROMA - Roberta Vinci ha vinto il torneo Wta sui campi in erba di Rosmalen (Den Bosch), conquistando il quinto titolo della sua carriera. In finale la tennista pugliese ha battuto l'australiana Jelena Dokic in tre set (6-7, 6-3. 7-5). Il titolo conquistato oggi nel torneo di preparazione a Wimbledon è il quinto in carriera e il secondo stagionale per l'italiana Vinci, dopo quello vinto a fine aprile sulla terra rossa a Barcellona. Persa 9-7 al tie break una prima partita combattuta punto a punto, la 28enne tennista tarantina ha preso il largo nella seconda - interrotta sul 2-2 a causa della pioggia - grazie ad un break nell'ottavo gioco. Nel set decisivo, grande equilibrio fino al nono gioco quando la Vinci ha tolto il servizio all'avversaria, restituendole però immediatamente il favore. All'undicesimo gioco ancora break per l'azzurra, che stavolta non ha fatto più regali, imponendosi 7-5.

BASKET, SIENA NELLA STORIA: 5° SCUDETTO CONSECUTIVO
Lunedì 20 Giugno 2011 - 07:12
Ultimo aggiornamento: 07:16
SIENA - Si dice che cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia. E’ una formula che vale non solo in matematica, ma da ieri sera anche per il basket. La Montepaschi Siena, sponsorizzata Leggo, in un PalaEstra gremito all’inverosimile, ottiene lo storico traguardo del quinto scudetto di fila, eguagliando il record dell’Olimpia Borletti Milano anni 50’, il sesto della sua storia. La gioia è di un commosso Pianigiani: «Abbiamo vinto tutto in Italia e conquistato la final four dell’Eurolega. Questa - sottolinea il coach senese - è la nostra migliore stagione di sempre».

Un risultato incredibile, ottenuto appunto dopo aver attuato ad inizio stagione una vera rivoluzione nei propri uomini, dopo aver conquistato tutto (o quasi) quello che c’era da vincere. E il coraggio è stato premiato. Dopo tre anni Siena torna a festeggiare davanti al proprio pubblico lo scudetto battendo Cantù in gara-5 di finale per 63-61. E lo fa mettendo in mostra tutte le sue qualità, a partire da una difesa attenta e da singoli sempre sopra le righe. Un titolo che porta il nome di McCallebb, micidiale sotto canestro quanto in copertura, ma anche quello di Stonerook, dalla classe sopraffina e dalle triple facili. E se a questi uniamo la forza di Kaukenas e di Zisis il gioco è fatto. Ma a vincere è tutto il gruppo di coach Pianigiani, capace di soffrire fino alla fine senza perdere mai lucidità. Sì, perché una parte del merito di questo bello scudetto deve andare agli avversari, ad una Bennet Cantù che si è rifiutata sin dall’inizio della serie di fare la semplice vittima sacrificale al cospetto dei cannibali senesi.
La squadra di Trinchieri ha lottato contro tutto e tutti, a partire dai pronostici sfavorevoli, e ha stupito tutti andando oltre le proprie possibilità, giocando alla pari gran parte delle partite. Trascinata da un Mazzarino in grande spolvero, la squadra ha il merito di aver dato filo da torcere fino alla fine ai campioni in erba della Mens Sana, ed esce da questo confronto con maggiore convinzione per il futuro. Un futuro che per la Mens Sana di Pianigiani, sempre più nella storia come la sua squadra (e i numeri non mentono), invece sembra non cambiare mai. Anche invertendo l’ordine dei fattori.
(di Daniele Petroselli da Leggo del 20 giugno)

FONTE: Leggo.it

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Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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