#BariVerona in anteprima: Galletti contestati, COLANTUONO sulla graticola e patròn GIANCASPRO a cercare di placare tutti sviando l'attenzione. Al 'San Nicola' gli scaligeri troveranno un ambiente infuocato ma per continuare a sperare nella promozione diretta sarà inutile stare a far calcoli...

Pubblicato da andrea smarso giovedì 20 aprile 2017 21:06, vedi , , , , , , , , | Nessun commento


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Galletti in forte difficoltà e contestati a Carpi nell'ultimo turno in cui la squadra di mister COLANTUONO ha rimediato il quinto KO di fila lontano dal 'San Nicola' ma il BARI non è che proprio brilli ultimamente avendo conquistato la miseria di 4 punti nelle ultime 6 partite (a seguito del successo col LATINA e del pareggio a reti bianche col NOVARA ambedue in Puglia).
Normale che, nella conferenza stampa che ha preceduto la (sentitissima) gara contro l'HELLAS, il presidente GIANCASPRO abbia voluto mettere i puntini sulle 'i' e, sgombrando il campo da sussurrati problemi societari ('gli stipendi vengono pagati eccome' ha fra l'altro specificato), abbia cercato di spostare l'attenzione sui gialloblù e sull'ampio paracadute che hanno avuto a disposizione retrocedendo dalla Serie A.
Come a dire: La cadetteria è complicata per tutti, anche per chi ha risorse economiche ben superiori a quelle della squadra pugliese.
Che poi questo contribuisca a placare le ire dei tifosi baresi, da anni illusi e delusi dalle proprietà che si sono succedute alla guida dei biancorossi, è tutto da verificare ma... Tant'è! Alla vigilia di un match probabilmente fondamentale per entrambe le compagini tutte le 'armi' sono valide (in campo e fuori).
Inutile dire che il VERONA deve continuare a giocare senza troppi calcoli per sperare nella promozione diretta dal momento che, a 6 giornate dal termine del campionato con la SPAL a +5 ormai virtualmente imprendibile, rimane un unico posto per accedere in A senza passare dalla lotteria playoff.
Ma dall'altra parte anche i Galletti non possono più permettersi passi falsi se vogliono continuare a sperare nell'obiettivo minimo stagionale e cioè l'aggancio agli spareggi distanti un solo punto ma contesi da ben 9 squadre contando anche la SALERNITANA (a -1 dal BARI) e su su fino alla coppia HELLAS-FROSINONE che dovrà scornarsi fino alla fine a meno che non riesca a mettere 10 punti tra sé e le quarte 'incomode' (al momento BENEVENTO e CITTADELLA).


Precedenti
23 i match disputati al 'San Nicola' di Bari tra i pugliesi e l'HELLAS VERONA con i padroni di casa in vantaggio per 9 vittorie a 6 a fronte di 8 pareggi.
Nell'ultimo match disputato il 27 Febbraio 2013 furono i gialloblù a conquistare bottino pieno grazie alla doppietta di uno scatenato MARTINHO.
Ma gli scaligeri hanno vinto anche nella stagione precedente grazie al gol di ABBATE nella stagione 2011-12 e pure nel 2006-07 grazie a quello di Marco FERRANTE.
Il 17 Dicembre 2005 l'ultimo pareggio (per 1 a 1 gol di MAAH per i baresi e di SFORZINI per l'HELLAS) mentre per trovare l'ultimo successo del BARI bisogna andare a 12 anni fa nella stagione 2004-05 quando, esatttamente il 20 Feb 2005, bomber DIONIGI condannò i gialloblù dei vari CASSANI, ROSINA, BOGDANI e IUNCO guidati in panchina da Massimo FICCADENTI.
Da dimenticare il primo match della lunga disfida tra le due compagini disputatosi il 29 Febbraio 1930 quando il VERONA venne sconfitto con un rotondo 3 a 0.

Ad arbitrare la sfida al 'San Nicola' sarà il signor Gianluca Manganiello della sezione Aia di Pinerolo.

27 Febbraio 2013, l'ultimo Bari-Verona finì 2 a 0 a favore dei gialloblù

QUI BARI
In fortissimo dubbio l'attaccante ex CHIEVO FLORO FLORES vittima di una brutta cianchettata al polpaccio destro, hanno svolto lavoro differenziato rispetto al gruppo il centrocampista ROMIZI e il suo giovane collega di reparto slovacco IVAN.
Sicuramente fuori i lungodegenti RAICEVIC e BRIENZA ancora alle prese con le cure.
In difesa rientra dalla squalifica CAPRADOSSI.
Curiosità: Prima gara da ex per GRECO dopo aver sprecato mezza stagione da fuori rosa all'HELLAS ma Leandro è solo l'ultimo in ordine ad aver indossato la maglia scaligera prima di quella rossoblù insieme a MORAS, MARTINHO, CASSANI e lo stesso Direttore Sportivo Sean SOGLIANO.

Probabile formazione
4-3-3 con Micai; Daprelà-Tonucci-Capradossi-Sabelli; Furlan-Fedele-Salzano; Parigini-Galano-Maniero


QUI VERONA
Rottura del legamento crociato del ginocchio destro e stagione conclusa per Franco ZUCULINI uscito malconcio, lo ricorderete, dalla gara col TRAPANI.
Le noie muscolari frenano ancora PISANO e CARACCIOLO mentre SILIGARDI è dato in pieno recupero.
Ancora cure per Juanito GOMEZ.

Convocati
Torna SILIGARDI, rimangono a casa PISANO, Franco ZUCULINI e GOMEZ.

Portieri: 12. Coppola, 31. Ferrari L., 1. Nicolas
Difensori: 4. Bianchetti, 5. Boldor, 30. Caracciolo, 32. Casale, 28. Ferrari A., 18. Souprayen
Centrocampisti: 24. Bessa, 8. Fossati, 2. Romulo, 27. Valoti, 20. Zaccagni, 33. Zuculini B.
Attaccanti: 25. Cappelluzzo, 23. Fares, 9. Ganz, 10. Luppi, 11. Pazzini, 26. Siligardi, 7. Troianiello

Probabile formazione
4-3-3 con Nicolas; Romulo-Bianchetti-Caracciolo-Souprayen; Fossati-Zuculini B.-Bessa; Luppi-Pazzini-Siligardi

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DICONO +   -   =

Mister COLANTUONO «Quando sono arrivato, il presidente mi ha chiesto di fare un campionato decoroso, con la possibilità di arrivare ai play-off. E siamo ancora in corsa. C'è stata qualche prestazione deludente ma non siamo mai stati messi sotto, spesso i nostri avversari hanno sfruttato gli episodi. Noi siamo stati poco incisivi negli ultimi sedici metri. Verona? Affrontiamo una squadra dal valore assoluto: siamo in emergenza ma abbiamo voglia di fare bene. In questo periodo stanno mancando i nuovi acquisti. Per intoppi fisici, non riescono a far tirare il fiato a chi ha tirato la carretta fin qui. Contro gli scaligeri sarà una gara complicata ma ci faremo trovare pronti, sarà un Bari battagliero. In casa, la squadra ha sempre avuto una certa identità e non ha sbagliato una sola partita. A volte siamo stati cinici ed altre volte poco fortunati sotto porta. Servirebbero più pacche sulla spalla che schiaffi a questi ragazzi nei momenti difficili» TGGialloBlu.it

Mister PECCHIA «La trasferta di Bari? Mi aspetto una bella partita, stimolante, contro una squadra forte e costruita per vincere il campionato. Noi pensiamo solo al rettangolo di gioco, è lì che si farà la gara, tutto il resto non ci interessa. In casa il Bari non perde da settembre, ha numeri importanti al ‘San Nicola’ e non importa se stanno faticando fuori casa. Ad ogni modo, ogni gara va giocata con voglia e ci vorranno grandissima personalità ed entusiasmo. Dobbiamo aggiungere concretezza, palleggio, entusiasmo, ad ogni partita. Manca sempre meno alla fine, per vincere bisogna crescere continuamente» HellasVerona.it

Vangelis MORAS sempre sincero e diretto... A volte troppo forse «Non ho detto che Bari è una città negativa e tante cose scritte possono provocare malumori nello spogliatoio. Non volevo attaccare la città e i tifosi. Ho sposato questo progetto e so quanto Bari abbia sofferto negli ultimi anni, tra calcioscommesse e fallimento. In questo momento facciamo schifo ma cerchiamo di stare uniti. Ora è il momento di restare tutti uniti. Non bisogna seminare zizzania, e mi riferisco non solo ai giornalisti, ma a tutti. Ci sentiamo responsabili e sappiamo che siamo i primi a dover restare zitti e pedalare, viste le figuracce rimediate negli ultimi tempi. Domani sarà una guerra, vedremo se avremo le palle!» TGGialloBlu.it

NICOLAS alla Gazzetta dello Sport 'Puntiamo al primo posto!' «Il Verona è stato costruito per vincere e per stare sempre in alto, dove siamo adesso. Il Trapani era una squadra nata per salvarsi. Contro il Verona vogliono vincere tutti. Mentre contro il Trapani, magari, la prendevano un po’ più alla leggera. Cosa ho imparato dai playoff dell’anno scorso? Che sono difficilissimi, un altro campionato. Posso prendere quel sentimento che mi è rimasto, assieme a quella rabbia, e metterlo in queste sei partite che mancano con il Verona. Essere i favoriti è un peso? No, è invece una motivazione. Chi viene qui sa che deve pensare in grande e puntare in alto. Siamo preparati a questa mentalità. A me non pesa perché ho imparato che se ti viene chiesto tanto è perché puoi dare tanto. A Verona dal 2010 ma prima chance nel 2016? Ho sempre sperato di trovare il mio spazio qui. Ci è voluto di più perché non avevo esperienza, e quando ero arrivato a Verona serviva quella. Rafael? Ci sentiamo ancora e mi dice di stare sempre sul pezzo perché ha visto che ci sono stati dei momenti difficili. Lui mi sta vicino dicendo di tenere la testa alta perché Verona è una grande piazza. Tra noi è nato un bellissimo legame, è stata la prima persona che mi ha dato una mano qui a Verona. Quando sono arrivato, non sapevo neanche l’italiano… C’era tanto rispetto nonostante ognuno cercasse di tagliarsi il proprio spazio. Cosa mi ha insegnato? La pazienza, saper aspettare il mio momento. Lui era il mio fratello più grande, e mi tirava le orecchie quando ce n’era bisogno. Mi diceva: "Nico, tu prima di tutto devi imparare i verbi italiani perché così viene più facile". Bessa? Tecnicamente è più brasiliano, ma da italiano ha imparato a muoversi e a sacrificarsi per la squadra. In Brasile, invece, sapete com’è… c’è un po’ più di casino, meno tattica e più istinto. Lui è stato in squadre di A, gli è mancata l’opportunità. Se sono pronto per la Serie A? Io volevo giocarci già prima, poi è successo quello che è successo… e quindi ora sì, voglio tornarci. Se pesano di più i cinque gol all’esordio in A col Napoli oppure i 5 gol subiti a Cittadella? Quelli di Cittadella, perché se facevo un po’ meglio forse potevamo avere tre punti in più. A me non dispiace prendere un brutto gol, dispiace se i miei compagni rientrano nello spogliatoio con una sconfitta per colpa mia. La trasferta di Bari? Sarà difficilissima, perché loro vorranno riscattarsi subito. Noi dobbiamo dare il giusto peso alla partita, facendo il nostro lavoro per portare a casa i tre punti e senza pensare che siamo alla pari del Frosinone. Corsa al primo posto chiusa? No. Noi puntiamo a quello» HellasLive.it

Caio FERRARESE al 'Corriere di Verona' «Sono fiducioso. Molto passa per le prossime trasferte, soprattutto per quella di sabato a Bari: bisogna andare là a vincere. Se poi la Ternana dovesse fermare il Frosinone potremmo fare un balzo verso la promozione» Hellas1903.it

Il doppio ex CAVASIN, 37 presenze ed un gol in gialloblù nel 1981-82 prima del triennio in Puglia «Il Verona era partito molto bene. Avevo visto la partita contro la Spal e i gialloblù vinsero a mani basse. Sembrava che i ferrarsi fossero una compagine in difficoltà mentre l’Hellas dovesse tritare in campionato. Più avanti la squadra, come tutti sappiamo, ha incontrato delle difficoltà importanti. Sono stati bravi a riprendere in mano il campionato. Ultimamente hanno anche ottenuto dei buoni risultati, ma questa classifica li costringe a lottare fino all’ultimo. C’è una stabilità diversa rispetto a prima. Il Bari? E’ vero, è in difficoltà, è un problema che solo da dentro si può capire. La squadra non ha trovato una fisionomia fuori casa. Questi problemi sono di tipo tecnico e caratteriale. E’ una specie di male oscuro e mi metto anche nei panni dell’allenatore: so bene che non è facile trovare una soluzione. Colantuono è criticato da stampa e tifosi? Mi chiedo fino a che punto siano fondate queste critiche. Anche io assolvo sempre la squadra. Se c’è dell’altro, è una questione di spogliatoio. Poi è chiaro che in questi momenti tutti sono in discussione. Esternamente Colantuono copre tutto e tutti» Hellas1903.it

Beppe SANNINO tecnico al momento in cerca d'occupazione... «Delle tre che stanno in testa sicuramente tutti si aspettavano che il Verona facesse un campionato a parte ma il calcio dice che conta solo e sempre il campo, non contano i nomi, conta cosa si fa vedere durante le partite. Nonostante abbia faticato credo che andrà in A con la Spal, anche se lotterà fino alla fine con il Frosinone» TuttoB.com

GIANCASPRO presidente del BARI «...Sabato arriva la prima della classe e quindi sarà la partita dell’anno per noi ed anche per loro ma per la questione playoff la sarà per tutto il campionato. L’appello ai nostri tifosi è quello di starci vicino. Comunque vada questo campionato, noi abbiamo fatto il nostro e soprattutto abbiamo messo le basi per il futuro» TuttoCalcioPuglia.com

Il doppio ex Graziano BATTISTINI «E’ un peccato prima di tutto vedere due piazze cosi in Serie B. Bari e Verona meritano altro, la Serie A. Entrambe stanno però cercando di raggiungere l’obiettivo. Gli scaligeri, in questo momento, sono messi meglio e stanno facendo un campionato diverso rispetto ai galletti, che non riescono a trovare quell’equilibrio necessario per poterla spuntare poi a playoff. Stiamo a vedere cosa accadrà, il tempo c’è ancora» Hellas1903.it


Giancaspro attacca il Verona per il paracaduteMister Pecchia nella conferenza stampa prepartita

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NAZIONALI GIALLOBLÙ: TUPTA e STEFANEC Titolari per un tempo nella SLOVACCHIA UNDER 20 che ha battuto per 4 a 0 i pari età dell'UNGHERIA!


'Un giorno per la nostra città': il passato racconta il presente al futuro dell'Hellas

IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: GARELLA 30 anni dopo e quella parata... In rovesciata!

CHAMPIONS LEAGUE: Nella supersfida al Bernabeu il BAYERN mette paura al REAL e lo trascina ai supplementari, decide Cristiano RONALDO (con l'aiuto del signor Kassai che ignora due clamorosi offside che portano al gol il portoghese) Merengues in semifinale. Reti bianche al Nou Camp! Dopo 15 vittorie consecutive in Champions tra le mura amiche, i blaugrana sbattono contro l'inespugnabile difesa della JUVENTUS che vola in semifinale con i francesi del MONACO, e le squadre madrilene del REAL e dell'ATLETICO.

SERIE A: Caos a Palermo! Via mister LOPEZ e anche il diesse SALERNO che l'aveva fortemente voluto...

SVINCOLATI ECCELLENTI, dopo l'addio alla SAMP FantAntonio si allena da solo e... Strizza l'occhio al VERONA 'I gialloblù mi intrigano ma solo in Serie A! La B? Solo per l'ENTELLA...'

SERIE B: Fatale a BISOLI la sconfitta interna con la PRO VERCELLI, sulla panca del VICENZA siede ora TORRENTE...



RASSEGNA STAMPA +   -   =
Nicolas: “Voglio tornare in Serie A. L’Hellas Verona punta al 1º posto in classifica”
aprile 21, 2017

“Il Verona è stato costruito per vincere e per stare sempre in alto, dove siamo adesso. Il Trapani era una squadra nata per salvarsi. Contro il Verona vogliono vincere tutti. Mentre contro il Trapani, magari, la prendevano un po’ più alla leggera. Cosa ho imparato dai playoff dell’anno scorso? Che sono difficilissimi, un altro campionato. Posso prendere quel sentimento che mi è rimasto, assieme a quella rabbia, e metterlo in queste sei partite che mancano con il Verona. Essere i favoriti è un peso? No, è invece una motivazione. Chi viene qui sa che deve pensare in grande e puntare in alto. Siamo preparati a questa mentalità. A me non pesa perché ho imparato che se ti viene chiesto tanto è perché puoi dare tanto. A Verona dal 2010 ma prima chance nel 2016? Ho sempre sperato di trovare il mio spazio qui. Ci è voluto di più perché non avevo esperienza, e quando ero arrivato a Verona serviva quella. Rafael? Ci sentiamo ancora e mi dice di stare sempre sul pezzo perché ha visto che ci sono stati dei momenti difficili. Lui mi sta vicino dicendo di tenere la testa alta perché Verona è una grande piazza. Tra noi è nato un bellissimo legame, è stata la prima persona che mi ha dato una mano qui a Verona – ha dichiarato Nicolas a La Gazzetta dello Sport – Quando sono arrivato, non sapevo neanche l’italiano… C’era tanto rispetto nonostante ognuno cercasse di tagliarsi il proprio spazio. Cosa mi ha insegnato? La pazienza, saper aspettare il mio momento. Lui era il mio fratello più grande, e mi tirava le orecchie quando ce n’era bisogno. Mi diceva: "Nico, tu prima di tutto devi imparare i verbi italiani perché così viene più facile". Bessa? Tecnicamente è più brasiliano, ma da italiano ha imparato a muoversi e a sacrificarsi per la squadra. In Brasile, invece, sapete com’è… c’è un po’ più di casino, meno tattica e più istinto. Lui è stato in squadre di A, gli è mancata l’opportunità. Se sono pronto per la Serie A? Io volevo giocarci già prima, poi è successo quello che è successo… e quindi ora sì, voglio tornarci. Se pesano di più i cinque gol all’esordio in A col Napoli oppure i 5 gol subiti a Cittadella? Quelli di Cittadella, perché se facevo un po’ meglio forse potevamo avere tre punti in più. A me non dispiace prendere un brutto gol, dispiace se i miei compagni rientrano nello spogliatoio con una sconfitta per colpa mia. La trasferta di Bari? Sarà difficilissima, perché loro vorranno riscattarsi subito. Noi dobbiamo dare il giusto peso alla partita, facendo il nostro lavoro per portare a casa i tre punti e senza pensare che siamo alla pari del Frosinone. Corsa al primo posto chiusa? No. Noi puntiamo a quello”.

FONTE: HellasLive.it


AVVERSARI
Bari-Hellas Verona: sfida tra due squadre in crisi
20.04.2017 10:45 di Anna Vuerich
Sabato 22 al San Nicola si giocherà Bari-Hellas Verona, partita valida per la 37a giornata del campionato 2016/2017.

Per entrambe le squadre non si tratta di un periodo dai risultati molto positivi, ma la posizione peggiore spetta al Bari: mentre il Verona è riuscito ad agganciare il Frosinone e a salire in seconda posizione nella classifica di Serie B, la formazione di Colantuono sta vivendo un periodo preoccupante.
La mentalità per affrontare le ultime giornate del campionato non è quella giusta e l'atteggiamento dei giocatori è stato contestato anche dai tifosi. A questo si somma anche la preoccupante situazione di Floro Flores, che a causa di un edema al polpaccio destro sarà molto probabilmente costretto a saltare il match di sabato.

La partita al San Nicola non ha quindi un risultato scritto. Sarà una sfida tutta da vedere tra due squadre in piena crisi da fine campionato.

FONTE: TuttoHellasVerona.it


Promozione diretta, chi resterà fuori tra Spal, Frosinone e Verona?
Pubblicato il 20 aprile 2017 di Redazione

Tra poco meno di un mese sapremo chi avrà conquistato promozione in Serie A senza giocare i playoff (ammesso che si giochino, ndr, ma come arrivano al rush finale le tre pretendenti per i due posti “sicuri”?

SPAL – Se hai il miglior attacco e la miglior difesa (escluso il Pisa) a questo punto del campionato, vuol dire che i meccanismi sono più che collaudati. La squadra di mister Semplici gioca un calcio bello ed efficace, con la voglia e l'atteggiamento di chi la sa lunga in fatto di vittoria di campionati. Ricordiamoci sempre che i biancazzurri sono una neopromossa, e che mancavano dalla serie cadetta da 23 anni. Se non ce l'hanno loro la voglia di chiudere in bellezza... Ma se proprio vogliamo cercare il cavillo, un punto debole potrebbe essere l’inesperienza: la squadra è giovane, con pochi giocatori abituati alle grandi pressioni e alle zone alte della classifica (Antenucci e Floccari su tutti). Ma ribadiamo che i 5 punti di distacco dalla coppia inseguitrice non sono un caso, e sfidiamo chiunque a dire “lo sapevo” nel caso dovesse rivelarsi uno scenario simile.

VERONA – Se la forza della Spal è il gruppo, il punto su cui l'organico di Pecchia deve fare affidamento è la tecnica: il tasso tecnico dei veronesi è superiore a tutte le altre compagini con almeno un giocatore da A per reparto: Pazzini non ha voglia di perdere la classifica marcatori e lo sta dimostrando (4 reti nelle ultime 5partite); dietro di lui Bessa sforna giocate di classe come pochi altri; Souprayen è un treno sulla fascia sinistra e Nicolas ha il suo posto saldo tra i pali. Non a caso il calo clamoroso dopo l'inizio scintillante ha lasciato tutti un po' perplessi. Forti di questo, Pazzini & co. dovranno sopperire al calendario difficile (4 avversarie su 6 si giocano i play-off), il più complesso tra i calendari delle prime tre. Chissà che non abbiano risparmiato le energie per lo sprint decisivo..

FROSINONE – I frusinati non vincono da 4 turni, e se vogliamo dirla tutta contro squadre non famose per essere la rivelazione dell'anno (prima tre pareggi contro Cesena, Avellino e Ascoli, poi la sconfitta con il Novara lunedì). Quello che emerge è la precaria condizione fisica dei ciociari, non più brillanti come circa un mese fa dopo la vittoria per 2-0 contro la diretta avversaria Spal (ultima vittoria fino a qui). Se poi aggiungiamo che delle squadre ora sul podio, è quella forse meno forte per valori assoluti, la situazione non è delle più rosee. Il calendario però, non semplice, ma sicuramente più agevole di quello della diretta avversaria Verona, potrebbe alla fine di tutto portare un sorriso ai leoni. E allora, che rush finale sia!
A cura di Antonio De Paola

FONTE: BZona.it


Martinho, Bari-Verona tra presente e passato: che ricordi la doppietta al ‘San Nicola’! Ma sabato…
FACCIA A FACCIA TRA GLI SCALIGERI ED IL CENTROCAMPISTA BRASILIANO. CHE ORA PUNTA A RITAGLIARSI SPAZI IMPORTANTI IN PUGLIA
20 aprile 2017 Domenico Brandonisio

Quel 27 febbraio del 2013 (occasione in cui realizzò la sua unica doppietta in carriera) dev’essere rimasto particolarmente impresso nella testa di Raphael Martinho. E chissà se, a quei tempi, il centrocampista brasiliano avrebbe mai immaginato di vestire la maglia del Bari e di giocare – da avversario – una sfida contro il ‘suo’ Hellas Verona. Tutto ciò sabato pomeriggio sarà realtà, nella speranza di recuperare quella forma e quegli antichi fasti che proprio in riva all’Adige lo avevano reso noto alle grandi platee del nostro calcio.

VERONA FELIX – Sono state intense le due stagioni con gli scaligeri dal 2012 al 2014. La prima si concluse con lo storico ritorno in Serie A, la seconda sfiorando per pochissimi punti una qualificazione in Europa League che sarebbe stata ampiamente meritata. E lui, Alves De Lima Raphael, era spesso risultato tra i giocatori cardine dello scacchiere di Mandorlini: i gol messi a segno in B furono 10 in 30 presenze, soltanto 2 in 20 gare l’anno dopo ma contro avversari di ben altro calibro e spessore. Meglio le cose andranno al suo connazionale Jorginho, ma questa è un’altra storia. Cross, dribbling, giocate personali di buona fattura, gol. In gialloblù ha fatto parlare molto di sé, vestendo i panni del motorino.

DA CATANIA A BARI – Positiva, malgrado tutto, anche l’esperienza col Catania (20 presenze, 3 gol), meno quella col Carpi (11 presenze, 0 gol) alla corte di Castori e nuovamente in Serie A. Nel frattempo, a causa anche di qualche problema fisico, Martinho qui a Bari non è sempre riuscito a mettere del tutto in mostra le sue qualità. I dati legati alle sue presenze lo confermano. Appena 699 sono i minuti giocati tra Coppa Italia e Serie B (489 in campionato, 210 contro Cosenza e Palermo). Lunedi, tuttavia, è tornato in campo dopo una lunga serie di panchine e mancate convocazioni (ultima presenza lo scorso 17 novembre, Bari-Spezia 1-1): col Carpi, malgrado la debacle generale, la sua non è stata una prova da buttare.

CERCASI GRAN FINALE – E la speranza, in questo finale di campionato, è che la sua freccia possa tornare a scorrere fulminea nei campi della cadetteria. E’ ottimista il suo procuratore, Joao Santos, ai microfoni di tuttomercatoweb: “È rientrato dopo due mesi, ha fatto una buona partita. È un giocatore importante, speriamo che il Bari faccia i playoff perché sarebbe fresco per il rush finale”. Nei galletti, a anche a causa delle assenze pesanti di Brienza e Floro Flores, c’è effettivamente bisogno di quel pizzico di brio, fantasia ed imprevedibilità necessarie per fare la differenza. Il brasiliano classe 1988 è chiamato a rispondere presente ed a mettere alle spalle gli acciacchi del passato: ci riuscirà?

FONTE: BariNelPallone.it


PROBABILI FORMAZIONI
Le probabili formazioni di Bari-Hellas Verona: Floro Flores e Siligardi fuori?
Bari-Hellas Verona: calcio d'inizio alle ore 15.00. Diretta testuale su TuttoMercatoWeb.com

22.04.2017 06.45 di Giuseppe Andriani
L'Hellas Verona per rimanere attaccato al treno promozione diretta e non perdere contatto con la vetta, il Bari per superare il difficile momento che sta attraversando e rilanciare la corsa ai play-off. La squadra di Colantuono, nonostante due sconfitte nelle ultime due giornate, rimane a un solo punto di distacco dalla griglia play-off, ma contro il Verona non può sbagliare più. Per Pecchia dopo l'aggancio al Frosinone della settimana scorsa è troppo importante tenere alta la concentrazione per cercare di staccare il club laziale, impegnato a Terni. Al San Nicola in palio punti pesantissimi per entrambe.

COME ARRIVA IL BARI - Solito 4-3-3 per Colantuono, che deve fare i conti con le assenze di Brienza, Raicevic, Ivan e Floro Flores. Fuori un poker di calciatori importanti per i biancorossi. Due ballottaggi in difesa con Capradossi e Morleo favoriti su Tonucci e Daprelà. A metà campo invece non dovrebbe giocare titolare Macek, probabile impiego di Fedele.

COME ARRIVA L'HELLAS VERONA - Pecchia non ha a disposizione Zuculini, che si è rotto il crociato. Da valutare, invece, Caracciolo e Siligardi ma se il primo potrebbe recuperare in extremis è più difficile lo schieramento dal 1' dell'ex Livorno.

BARI (4-3-3): Micai, Sabelli, Capradossi, Moras, Morleo, Fedele, Basha, Salzano, Galano, Maniero, Parigini. Allenatore: Colantuono

VERONA (4-3-3): Nicolas, Romulo, Bianchetti, Caracciolo, Souprayen, Zaccagni, Fossati, Bessa, Luppi, Pazzini, Fares. Allenatore: Pecchia

PRIMO PIANO
ESCLUSIVA TB - Beppe Sannino: ''La Spal merita la A. L'Hellas soffre ma può fare il salto. Sulle note meno liete...''
21.04.2017 09.00 di Attilio Malena Twitter: @AttilioMalena
Il campionato si prepara a emettere i suoi primi verdetti, una visione completa del momento complessivo del torneo con Beppe Sannino che ai nostri microfoni si è soffermato sugli argomenti caldi delle ultime settimane:

La Spal pronta al salto. Se lo aspettava?
''Inizialmente no, però attraverso il gioco ha dimostrato di essere la squadra che merita di più di andare in Serie A''.

L'Hellas fatica. Come ha visto la compagine di Pecchia?
''Delle tre che stanno in testa sicuramente tutti si aspettavano che il Verona facesse un campionato a parte ma il calcio dice che conta solo e sempre il campo, non contano i nomi, conta cosa si fa vedere durante le partite. Nonostante abbia faticato credo che andrà in A con la Spal, anche se lotterà fino alla fine con il Frosinone''.

La sorpresa del campionato?
''Sono rimasto sorpreso proprio dalla Spal, ci ho giocato contro ma poi l'ho vista da fuori e credo che sia la squadra che abbia fatto vedere una organizzazione di gioco incredibile. Sono partiti da lontano, a Ferrara sono stati bravi ad organizzarsi vincendo campionati con oculatezza, non spendendo tantissimo con dei giocatori che arriveranno in A partendo dalla Lega Pro umili, sanno quello che vogliono e in campo cosa fare sotto le direttive di un tecnico che ha fatto gavetta ed e' giusto che arrivi con le sue idee''.

Note meno liete, la delusione?
''Tutti si aspettavano che il Bari dopo il mercato di gennaio potesse fare un qualcosa di importante. Fa fatica, mi auguro che vadano a fare i play-off con la spinta del pubblico potendo auspicare al salto di categoria. Lo Spezia e' una squadra che tutti gli anni arriva a fare i play-off, ci entra, ci esce, il Carpi invece e' una squadra che dopo la A ambiva al ritorno su ma vive nel limbo tra play-off e centro classifica. Il Novara si sta riprendendo, il Trapani non se lo aspettava nessuno dopo i play-off dello scorso anno così in basso ma devo dire che si è ripreso alla grande, dal Frosinone fino alla Salernitana possono giocarsi le chance per essere nella griglia dei play-off''.

Dove si vede Beppe Sannino in futuro?
''Mi auguro sicuramente su una panchina e su un campo di calcio, in questo momento non c'è niente ma sicuramente nella testa di ogni allenatore c'è la voglia di ripartire dopo un periodo non all'altezza di tre-quattro anno fa, voglio chiudere eventualmente la mia carriera con qualcosa ancora di importantissimo semmai''.

FONTE: TuttoB.com


Altre Squadre
BARI-VERONA, PROBABILI FORMAZIONI (SERIE B 2016-17)
Bari per riscattare la sconfitta di "Pasquetta", Verona per continuare la corsa alla promozione diretta in Serie A

di Alfonso Parisi - 20 aprile 2017

Bari-Verona è una delle gare in programma della 37° giornata del Campionato di Serie B, ovvero la 16° del girone di ritorno. Il match si disputerà sabato 22 aprile alle ore 15:00, allo Stadio San Nicola. Si affronteranno due squadre con obiettivi diversi. Padroni di casa che sperano ancora nell’ingresso nei Play-Off, mentre il Verona per conquistare la promozione diretta in Serie A.

BARI: La formazione pugliese guidata da Stefano Colantuono non viene da un periodo molto positivo. Infatti, nelle ultime sei gare, ha ottenuto solamente una vittoria (contro il Latina 2-0), un pareggio (0-0 contro il Novara) e quattro sconfitte, di cui l’ultima per 2-0 in casa del Carpi.
Attualmente i “Galletti” si trovano all’undicesima posizione in classifica a quota 50 punti, a pari merito con il Novara, ad appena un punto di svantaggio dalla zona Play-Off.
Per questo match rischia di non scendere in campo l’attaccante Antonio Floro Flores, il quale, dopo essersi sottoposto agli esami strumentali, ha riportato un’edema al polpaccio destro. Lavoro differenziato anche per Romizi e Ivan. Ancora alle prese con le cure Brienza e Raicevic.

VERONA: Dopo la sconfitta dello scorso 4 aprile, in casa contro lo Spezia per 1-0, la formazione guidata da Fabio Pecchia, in due gare, ha ottenuto due risultati utili consecutivi con un pareggio, contro il Novara per 2-2, e con una vittoria, nel giorno di “Pasquetta”, per 2-0 contro il Cittadella.
Attualmente gli “Scaligeri” si trovano in seconda posizione in classifica, insieme al Frosinone, a quota 62 punti, a cinque punti di svantaggio dalla capolista SPAL e a otto di vantaggio dal Benevento e Cittadella, rispettivamente al quarto posto.
Pecchia è alle prese con alcuni giocatori che non sono al massimo della condizione. Ha svolto lavoro differenziato Pisano, a causa di un fastidio al flessore della gamba destra. Inoltre, sono alle prese con i loro infortuni, Caracciolo e Bruno Zuculini. Vanno verso il recupero, invece, Gomez e Siligardi.

Ecco le probabili formazioni di Bari e Verona:
BARI (4-3-3): Micai; Sabelli, Tonucci, Capradossi, Daprelà; Furlan, Fedele, Salzano; Parigini, Galano, Maniero. Allenatore: Stefano Colantuono.

VERONA (4-3-3): Nicolas; Souprayen, Bianchetti, Caracciolo, Romulo; Zaccagni, Zuculini F., Bessa; Luppi, Pazzini, Fares. Allenatore: Fabio Pecchia.

Ad arbitrare il match sarà il signor Manganiello della sezione di Pinerolo, i guardalinee Citro e Intagliata, quarto uomo sarà il signor Marinelli.

FONTE: AvellinoCalcio.it


IN PRIMO PIANO
Bari, Giancaspro: "Tifosi stateci vicino, col Verona partita dell'anno. Basi solide per il futuro. Stipendi? Voci false"
19.04.2017 13:11 di Davide Abrescia
E' intervenuto quest'oggi in conferenza stampa il presidente Giancaspro per spegnere il fuoco che si stava accendendo intorno al Bari. Il presidente nella conferenza fiume ha voluto toccare più argomenti:

“Io oggi ritengo doveroso essere con voi e vi ringrazio delle critiche costruttive che ho letto prima e dopo quest’ultima sconfitta. Credo ci sia voglia da parte di tutti di remare nella stessa direzione, nonché è inutile iniziare i processi o le critiche fine a se stessi o giudizi, sentenze. Ritengo che debbano essere rinviate a fine campionato: credo che questo sia un campionato molto diverso dagli ultimi, c’è un equilibrio sia in testa che in coda. Basta veramente poco per rimettersi in gioco quest’anno. Non dobbiamo dimenticare che ci sono squadre quest’anno che hanno usufruito del paracadute, cioè una disponibilità finanziaria ben più ampia; in più non dobbiamo dimenticare i presupposti con cui abbiamo cominciato questa stagione, non siamo mai stati coinvolti nelle zone brutte della classifica e siamo stati sempre in zona playoff. Abbiamo sempre affrontato le partite con la giusta mentalità che ora abbiamo smarrito, dopo la vittoria più importante a Benevento: probabilmente aver vinto con squadre così importante, prima col Benevento e poi col Frosinone, ci ha fatto perdere di vista il nostro obbiettivo e soprattutto quell’atteggiamento che avevamo guadagnato. Voglio ribadire alcuni concetti per tranquillizzare tutti: non è matematico acquistare giocatori importanti ed andare in Serie A. Questo dato di fatto ci deve dare però la consapevolezza di aver impostato un base per un progetto industriale: questa è la ricetta per andare in Serie A. Io penso che quest’anno sia servito, comunque vada, per impostare una vera politica aziendale dando una solidità a questa società che viene rispettata ai vari livelli nazionali, la cui importanza è riconosciuta sui vari tavoli dello sport italiano. Penso che questo sia già un obbiettivo importante che, per le note vicissitudini, era stato perso: la dignità che era stata persa col tempo.
Mi dicono che sui social girano voci che i giocatori non vengano pagati o che non ci siano premi. Sono un po’ deluso rispetto a queste critiche e queste illazioni che sono prive di alcun fondamento anche perché ci sono dei dati oggettivi riscontrati dai vari organi. E’ una cosa brutta e meschina che qualcuno voglia continuare a speculare su alcune questioni. Noi abbiamo i conti in regola ed il bilancio sano, lo dico oggi dopo 10 mesi di gestione anche da ciò che ho appreso assistendo alle assemblee di leghe in cui mi sono stati spiegati i regolamenti. Ad oggi c’è una non congrua distribuzione delle risorse del campionato di Serie B: nessuno vuole accampare scusanti per i campi sintetici o sui campi ma è impensabile che ad esempio una Juve vada a giocare a su un campo in cui non ci sono steward o altre risorse, presenti al San Nicola ma assenti su altri campi di Serie B. Da questo punto di vista c’è una disparità perché noi impieghiamo delle risorse per approcciarci in maniera professionistica alla Serie B, come non tutte fanno. Un’ultima cosa per i nostri tifosi: non cadete nella trappola del troppo amore per la squadra, a volte quando si ama troppo una cosa, si fa l’errore davanti ad una delusione di perdere le staffe e di incazzarsi. E’ giusto che ci si arrabbi ma ricordatevi che siamo tutti degli uomini, non esistono delle persone a tenuta mentale a prova di bomba. Troppa pressione anche a personaggi che riteniamo pubblici non fa bene neanche a loro, non è automatico essere invincibili a questo tipo di atteggiamento, seppur normale. La squadra è in difficoltà mentale, forse ha perso la consapevolezza dei propri mezzi e di essere una squadra forte come aveva dimostrato. Credo che serva umiltà da parte dei ragazzi, che ribadisco sono votati all’obbiettivo di primeggiare e di fare meglio. Ma quando la mente si scollega con le game, chiedo a tutti i tifosi, che hanno disertato anche la pasquetta, di essere uniti perché questa è una forza che altri non hanno. Sabato arriva la prima della classe e quindi sarà la partita dell’anno per noi ed anche per loro ma per la questione playoff la sarà per tutto il campionato. L’appello ai nostri tifosi è quello di starci vicino. Comunque vada questo campionato, noi abbiamo fatto il nostro e soprattutto abbiamo messo le basi per il futuro."

Le domande dei giornalisti
Lei non si arrabbia quando vede un certo tipo di prestazioni? "Non paga, secondo me, andare giù negli spogliatoi ed incazzarsi o facendo ritiri. Io sono stato in competizioni agonistiche ed ho vissuto lo spogliatoio da atleta ed esiste un limite anche all’efficacia dell’incazzatura. Spendo, per l’occasione una parola per Colantuono: la serietà di questi ragazzi e sopratutto del mister è fuori di dubbio. Questo staff lavora da Serie A, arrivano alle otto di mattina e se ne vanno alle otto di sera. Io penso che da buono pater familias, mi sono arrabbiato con me stesso e raramente mi arrabbio con i dipendenti. Se lo faccio, poi chiedo anche scusa. Il primo colpevole è sempre chi è al timone della nave. Lungi da me pensare che con un allenatore come Colantuono, i giocatori vogliano risparmiarsi. C’è stata una crisi di gioco e di identità ma mi auguro che in queste sei partite si ritrovi quello spirito. Io non ho mai avuto intenzione di arrabbiarmi e tengo per me le mie nottate insonni. Devono ritrovare la serenità mentale e la consapevolezza di essere dei giocatori forti. Non voglio attaccarmi agli alibi degli infortuni perché potremmo giocare ogni sabato due partite per l’organico che abbiamo."

Le parole di Colantuono a volte lasciano increduli i tifosi, lei cosa pensa delle sue dichiarazioni? L’obbiettivo che aveva dichiarato era il quinto posto, quindi ora non siamo in linea? "Le analisi di Colantuono sono delle analisi personali in cui personalmente non voglio entrare. Ognuno pensa delle cose che a caldo ogni tanto vengono interpretate male. Con Colantuono ho un buon rapporto di stima per chi come me lavora seriamente. Non ho nulla da rimproverargli. Gli errori li fanno tutti coloro che lavorano, compreso il sottoscritto."

Questo Bari è inguardabile, e se non ci diciamo la verità non se ne viene a capo. Non c’è l’umiltà di tutti nelle analisi di tutte le componenti..."Mi dispiace ma io non posso entrare nel merito delle analisi. Faremo chiarezza anche sotto questo profilo. L’allenatore evidentemente non ha ancora trovato il bandolo della matassa. Credo sia utile per tutti fare questa analisi a fine campionato. Fare processi già da oggi, credo non serva a nessuno. Colantuono sarà sicuramente cosciente dei suoi errori e mi auguro non li commetta più."

Il quinto posto rimane l’obbiettivo? Ad oggi è un fallimento? "Penso che non centrare i playoff non sarebbe un fallimento ma un peccato mortale. Ce la possiamo giocare con tutti, possiamo perdere con tutti e possiamo vincere con tutti. Se giochiamo da Bari, possiamo far male a tutti. Questa è la consapevolezza in base alla quale mi riferivo al quinto posto. La scintilla non è ancora scoccata, a dare le motivazioni giuste a questa squadra siamo noi."

Colantuono lo ha trovato motivato? "Io non parlo a caso, se dico che una persona lavora tanto ore al giorno lo dico perché l’ho visto. Davanti all’evidenza del suo lavoro, come posso criticare una persona che dà tutto? Non vedo nessun cambiamento in lui, le somme vanno tirate alla fine. Neanche Colantuono riesce a trovare una soluzione logica a questo mal di trasferta."

Cosa pensa delle dichiarazioni di Moras? "Moras è un ragazzo spontaneo e per bene, con tantissima esperienza. Lui ha parlato senza peli sulla lingua, a volte bisogna scegliere il momento giusto per dire certe cose. Sono cose giuste che vanno dette in un momento diverso"

FONTE: TuttoCalcioPuglia.com


Hellas Verona, e se non si giocassero i playoff? Ipotesi rara, ma tutt’altro che remota…
mercoledì 19 aprile 2017 - Ore 14:00

Una Serie B senza playoff è possibile? L’ipotesi è più che una rarità per il campionato cadetto da quando, era il 2004-2005, gli spareggi furono introdotti.
[…]
Perché i playoff non abbiano luogo, oggi come allora, è necessario che ci siano 10 punti di distacco tra la terza e la quarta classificata.
[…]
La Spal è prima a quota 67, il Verona e il Frosinone sono a 62, con i gialloblù in vantaggio per il dato in attivo negli scontri diretti (vittoria per 2-0 all’andata, sconfitta per 1-0 nel girone di ritorno). Benevento e Cittadella, appaiate al quarto posto, di punti ne hanno 54. Sono quindi a meno 8 dalla terza piazza. Altre due lunghezze e i playoff non si giocherebbero. Mancano, tuttavia, sei gare alla conclusione della stagione regolare e le variabili restano tante. Il Verona, nelle prossime due partite, incrocerà, sempre in trasferta, degli avversari che sono in piena corsa per salire sul treno per gli spareggi: Bari e Perugia, le rivali che aspettano i gialloblù. E uscire da questo labirinto con una dote cospicua di punti sarebbe un trampolino vigoroso per le ambizioni di Serie A del Verona. Forse, anche per dissolvere i playoff 2016-2017. Il Bari, al momento, è fuori dalla griglia dei sei posti che valgono la qualificazione alla post-season: ha 50 punti, uno in meno di Entella, Spezia e Carpi, ed è undicesimo. Il Perugia, invece, seppure abbia rallentato nelle ultime giornate, è dentro, essendo sesto, a 53.
[…]
(Fonte: L’Arena. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

FONTE: TrivenetoGoal.it


19.04.2017 | 19:35
Jolly: Daniel Bessa, il talento moderno in cabina di regia
Ai tempi della vincente Primavera interista targata Stramaccioni aveva brillato per talento e personalità, purtroppo alcuni gravi infortuni hanno poi rallentato l’ascesa di Daniel Bessa nel calcio che conta. Dopo numerosi prestiti in giro per l’Europa senza poter lasciare il segno, l’Inter ha mantenuto la proprietà del suo cartellino, ma optando per la maturazione in Italia.

A 21 anni il talento pescato dai neroazzurri nell’Atletico Paranaense riuscì finalmente a trovare continuità d’impiego, mettendosi definitivamente alle spalle il calvario fisico che sembrava non dargli tregua. A Bologna ha iniziato a confermare le grandi aspettative risalenti alla Primavera, non era complicato notare il suo bagaglio tecnico, la tranquillità nella gestione del pallone, la personalità nel fornire un contributo prezioso in cabina di regia, non facendo mai venire meno il sostegno al compagno in difficoltà.

26 presenze in una formazione che, seppure faticando più del dovuto, ha raggiunto l’obiettivo promozione rappresentavano un ottimo biglietto da visita per proseguire al meglio il percorso di crescita. Nell’anno seguente non è rimasto travolto dalla tormentata annata del Como, terminata con la retrocessione in Lega Pro, meritandosi il posto da titolare nelle varie gestioni tecniche sulla panchina dei lariani. Una luce di talento, forte carattere e saggezza tattica costantemente accesa, con un feeling in zona realizzativa andato in crescendo.

In estate l’Inter ha dato il placet al prestito con obbligo di riscatto al Verona, una decisione inaspettata, un potenziale affare per i gialloblu che stanno raccogliendo sul campo i frutti di un’operazione lungimirante. Il centrocampista nativo di San Paolo ha conquistato a tempo di record un posto inamovibile in cabina di regia, risultando un elemento imprescindibile nella formazione guidata da Fabio Pecchia, nella quale a livello di collettivo è spesso venuta a mancare la continuità per qualità di gioco espressa e identità tattica.

La presenza di Daniel Bessa nel cuore della manovra ha rappresentato puro ossigeno, una manna dal cielo, ci ritroviamo dinanzi ad un classe ’93 in grado di giocare con la calma e l’esperienza del veterano, con il talento brasiliano e la duttilità tattica nostrana, un mix di verticalizzazioni e lavoro sporco, trasformatosi in breve tempo in un’autentica ancora di salvezza per l’Hellas, oltre alla valanga di goal di Giampaolo Pazzini, il lusso per la categoria. Ecco cosa viene richiesto solitamente ad un centrocampista moderno: visione di gioco, abilità nel possesso palla, predisposizione al sacrificio in copertura e feeling con il goal. In poche parole abbiamo presentato Daniel Bessa.

Se le sue doti tecniche e l’importanza tattica per il collettivo dovessero ancora passare tra l’indifferenza di qualcuno, risulta impossibile non rivolgere l’attenzione ai suoi goal, sempre pesanti, sempre di ottima fattura. Ci ha pensato una sua staffilata da fuori, il sesto sigillo in stagione, a sbloccare il risultato contro il Cittadella, mettendo in discesa una gara complicata e spingendo l’Hellas ad una vittoria attesa ormai da troppo tempo. 24 anni e non dimostrarli. Per rendersi conto dello spessore di questo profilo brasiliano naturalizzato italiano basta osservare i suoi movimenti e indicazioni in campo, l’attenzione e la stima ricevuta dai compagni, la massima fiducia del tecnico, l’innata leadership a prescindere dal possesso palla.

Quel giovane pescato dall’Inter in Brasile nell’ormai lontano 2008 merita un presente ricco di soddisfazioni e un futuro lungimirante. Se la sfortuna non si metterà più di traverso, a breve avremo modo di ammirarlo in un ruolo da protagonista anche nel massimo palcoscenico.
Diego Anelli Direttore www.sampdorianews.net

FONTE: AlfredoPedulla.com


20 APR 2017
O CONTESTATE PECCHIA O CE L’AVETE CON SETTI
Logica stringente: chi contesta Pecchia lo fa perché evidentemente ritiene il Verona uno squadrone capace di ammazzare il campionato. Quindi ritiene il lavoro della società ineccepibile e i soldi del paracadute ottimamente spesi.

Chi contesta Setti, invece, non può avercela con Pecchia. Perché vuol dire che non ritiene la squadra all’altezza e ciò significa che Pecchia sta facendo un ottimo lavoro visto che la squadra è seconda e oggi, virtualmente in serie A.

Non si può però contestare Pecchia e avercela anche con Setti.

Io credo che il Verona sia stato assemblato in qualche maniera a luglio, vendendo tutto ciò che c’era da vendere e scommettendo su un sacco di giocatori. Alcune di queste scommesse sono state vinte, altre clamorosamente perse. Pecchia ha una squadra che vale le altre che sono in corsa ed infatti è in piena lotta per la A. La società è colpevole per aver volutamente sottovalutato il mercato di gennaio dove si imponeva un’azione di rinforzo molto più profonda di quella che Fusco e Pecchia hanno avvallato.

Colpevolizzare Pecchia significa guardare il dito che indica la luna (Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito. Vecchio proverbio cinese).
Gianluca Vighini

FONTE: Blog.Telenuovo.it


NEWS
Bari-Verona, l’Hellas alla sfida degli ex
Moras, Martinho, Greco, Cassani e il ds Sogliano: un passato in gialloblù per molti

di Redazione Hellas1903, 21/04/2017, 16:40

Vangelis Moras e Raphael Martinho sono annunciati tra i titolari. Mattia Cassani e Leandro Greco dovrebbero partire dalla panchina.
Al loro fianco ci sarà il ds Sean Sogliano.
Sono molti gli ex del Verona che ora sono al Bari. Moras è il perno della difesa di Colantuono. Martinho non ha giocato con grande frequenza. Cassani ha avuto maggior spazio inizialmente. Greco, passato dall’Hellas ai biancorossi a gennaio, ha raccolto pochi minuti.

Sogliano, arrivato alla scrivania del club pugliese a mercato estivo avviato, è intervenuto in modo netto a gennaio. La squadra aveva sterzato ma i molti tonfi fuori casa l’hanno frenata.

Ora c’è la sfida all’Hellas, una parte del passato per molti tesserati del Bari che affrontano un Verona che lotta per la Serie A.

NEWS
Cavasin: “Il Verona dovrà lottare fino alla fine”
Il doppio ex: “Le critiche a Colantuono? Sono fondate fino a un certo punto”

di Redazione Hellas1903, 20/04/2017, 16:37

Intervenuto a www.orgogliobarese.it, la sezione sportiva del canale radiofonico “L’Altra Radio”, Alberto Cavasin, ex giocatore di Bari e Verona e attualmente svincolato, in quanto sollevato a novembre dalla panchina dei londinesi del Leyton Orient, ha parlato sia della squadra di Pecchia che dei biancorossi.
Così Cavasin: “Il Verona era partito molto bene. Avevo visto la partita contro la Spal e i gialloblù vinsero a mani basse. Sembrava che i ferrarsi fossero una compagine in difficoltà mentre l’Hellas dovesse tritare in campionato. Più avanti la squadra, come tutti sappiamo, ha incontrato delle difficoltà importanti. Sono stati bravi a riprendere in mano il campionato. Ultimamente hanno anche ottenuto dei buoni risultati, ma questa classifica li costringe a lottare fino all’ultimo. C’è una stabilità diversa rispetto a prima”.
Prosegue il tecnico trevigiano: “Il Bari? E’ vero, è in difficoltà, è un problema che solo da dentro si può capire. La squadra non ha trovato una fisionomia fuori casa. Questi problemi sono di tipo tecnico e caratteriale. E’ una specie di male oscuro e mi metto anche nei panni dell’allenatore: so bene che non è facile trovare una soluzione. Colantuono è criticato da stampa e tifosi? Mi chiedo fino a che punto siano fondate queste critiche. Anche io assolvo sempre la squadra. Se c’è dell’altro, è una questione di spogliatoio. Poi è chiaro che in questi momenti tutti sono in discussione. Esternamente Colantuono copre tutto e tutti.”

EX VERONA
Ferrarese: “Se vince a Bari il Verona scatta verso la A”
L’ex ala gialloblù: “Sono fiducioso e spero che la Ternana fermi il Frosinone”

di Redazione Hellas1903, 20/04/2017, 11:12

Claudio Ferrarese, ex ala del Verona, cresciuto in gialloblù e all’Hellas dal 1995 al 1999 e dal 2007 al 2008, parla della volata per la A.
Intervistato dal “Corriere di Verona” oggi in edicola, Ferrarese dice: “Sono fiducioso. Molto passa per le prossime trasferte, soprattutto per quella di sabato a Bari: bisogna andare là a vincere. Se poi la Ternana dovesse fermare il Frosinone potremmo fare un balzo verso la promozione”.

NEWS
Serie B, sei gare, diciotto punti a disposizione: la volata delle prime tre
Spal, Verona e Frosinone si giocano la promozione diretta, ecco tutte le sfide

di Redazione Hellas1903, 20/04/2017, 09:24

Spal a 67 punti, Verona e Frosinone a 62, con l’Hellas in vantaggio sui ciociari negli scontri diretti.
Tre squadre per due posti in A, con sullo sfondo l’ipotesi del distacco di dieci punti dalla terza alla quarta (attualmente sono otto) che cancellerebbe i playoff mandando in paradiso tutte e tre.
L’imprevedibilità di questo campionato, tuttavia, suggerisce prudenza nei pronostici. Mancano sei partite, e questi sono gli scontri che attendono le prime tre (in MAIUSCOLO le gare in trasferta):

SPAL: LATINA, Cittadella, SPEZIA, Pro Vercelli, TERNANA, Bari.

VERONA: BARI, PERUGIA, Vicenza, V. ENTELLA, Carpi, CESENA.

FROSINONE: TERNANA, Spezia, SALERNITANA, Trapani, BENEVENTO, Pro Vercelli.

NEWS
Bari, infermeria piena
In cinque rischiano di saltare la gara col Verona

di Redazione Hellas1903, 20/04/2017, 09:01
BARI, ITALY - DECEMBER 03: Massimiliano Busellato of US Salernitana FC and Franco Brienza of AS Bari in action during the Serie B match between AS Bari and US Salernitana FC at Stadio San Nicola on December 3, 2016 in Bari, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Il Bari prosegue la preparazione in vista della gara di sabato col Verona ma sono ben in cinque i calciatori che quasi certamente non prenderanno parte alla contesa.
Come riporta la Gazzetta dello Sport sono infatti fermi Romizi, Ivan, Raicevic, Brienza e Floro Flores.
Sulle corsie esterne cercano spazio Parigini e Furlan.

NEWS
Battistini: “Il Verona sta meglio del Bari”
L’ex portiere: “I biancorossi non riescono a trovare equilibrio”

di Redazione Hellas1903, 19/04/2017, 08:28

Graziano Battistini, ex portiere del Verona e del Bari, promosso in A con l’Hellas nel 1998-99, parla della sfida di sabato allo stadio “San Nicola”, intervistato dal sito www.barinelpallone.it.
Dice: “E’ un peccato prima di tutto vedere due piazze cosi in Serie B. Bari e Verona meritano altro, la Serie A. Entrambe stanno però cercando di raggiungere l’obiettivo. Gli scaligeri, in questo momento, sono messi meglio e stanno facendo un campionato diverso rispetto ai galletti, che non riescono a trovare quell’equilibrio necessario per poterla spuntare poi a playoff. Stiamo a vedere cosa accadrà, il tempo c’è ancora”.

NEWS
Bari, tifosi contro Colantuono
Il tecnico biancorosso è stato contestato dopo il ko di ieri pomeriggio

di Redazione Hellas1903, 18/04/2017, 10:17

C’è molta tensione in casa Bari in vista del match contro il Verona. Ieri pomeriggio a Carpi è arrivata la quinta sconfitta consecutiva in trasferta.
Nelle ultime sei partite, i biancorossi hanno raccolto soltanto quattro punti.
Dopo il ko in Emilia, i tifosi hanno contestato il anche il tecnico Stefano Colantuono, oltre a tutto il resto della compagine.

Tuttavia, il presidente Giancaspro ha dato la piena fiducia sia all’ex allenatore dell’Atalanta che al diesse Sean Sogliano. Lo riferisce “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

FONTE: Hellas1903.it


FORMAZIONE VERONA
I molti dubbi della trasferta di Bari
21/04/2017 22:37
Il Verona vola a Bari per cercare la continuità dopo la vittoria di Pasquetta col Cittadella: Pecchia dovrebbe confermare il 4-3-3 ma con molti dubbi sugli interpreti. In porta ci sarà Nicolas che sarà difeso da Romulo, Bianchetti, Alex Ferrari (Caracciolo c'è ma non sta benissimo) e Souprayen. A centrocampo c'è l'incognita Bruno Zuculini, non al 100%: probabile un ritorno in regia di Fossati con vicino Zaccagni e Bessa (Valoti in panchina). In attacco, vicino a Pazzini, ci saranno Luppi e Fares (il franco-algerino è in vantaggio su Siligardi, appena rientrato dopo l'infortunio).

Verona (4-3-3): Nicolas; Romulo, Bianchetti, A. Ferrari, Souprayen; Zaccagni, Fossati, Bessa; Luppi, Pazzini, Fares. All: Pecchia.

FORMAZIONE BARI
Moras e Tonucci a difesa del fortino San Nicola
21/04/2017 22:13
Sarà un Bari arrabbiato e in piena crisi quello che ospiterà il Verona di Pecchia al San Nicola. Una settimana delicata sotto la Cattedrale di San Sabino con i tifosi che stanno contestando squadra, società e giocatori. Il Bari, seppur in crisi, non perde da settembre in casa: il San Nicola è diventato un vero e proprio fortino. Colantuono, che deve rinunciare a Floro Flores, Raicevic, Brienza, Romizi ed Ivan, dovrebbe affidarsi ancora al 4-3-3 con Micai in porta, Sabelli, Moras, Tonucci (il difensore pesarese è in vantaggio sullo scuola Roma Capradossi) e Daprelà (in ballottaggio con Archimede Morleo) in difesa. A centrocampo spazio a Basha, Salzano e Fedele (Macek e Leandro Greco in panchina). Davanti, Galano non sta benissimo e dovrebbe essere sostituito dall'ex Verona Martinho sulla fascia sinistra, con a destra Parigini (in vantaggio su Furlan). La punta centrale sarà Maniero.

Bari (4-3-3): Micai; Sabelli, Moras, Tonucci, Daprelà; Basha, Salzano, Fedele; Parigini, Maniero, Martinho. All: Colantuono.
L.VAL.

LA CONFERENZA
Colantuono: Verona? In casa non sbagliamo nulla
21/04/2017 16:34
"Quando sono arrivato, il presidente mi ha chiesto di fare un campionato decoroso, con la possibilità di arrivare ai play-off. E siamo ancora in corsa. C'è stata qualche prestazione deludente ma non siamo mai stati messi sotto, spesso i nostri avversari hanno sfruttato gli episodi. Noi siamo stati poco incisivi negli ultimi sedici metri". Così Stefano Colantuono, allenatore del Bari, in vista della sfida col Verona di Pecchia.

L'ex tecnico di Atalanta di Udinese ha continuato: "Verona? Affrontiamo una squadra dal valore assoluto: siamo in emergenza ma abbiamo voglia di fare bene. In questo periodo stanno mancando i nuovi acquisti. Per intoppi fisici, non riescono a far tirare il fiato a chi ha tirato la carretta fin qui. Contro gli scaligeri sarà una gara complicata ma ci faremo trovare pronti, sarà un Bari battagliero. In casa, la squadra ha sempre avuto una certa identità e non ha sbagliato una sola partita. A volte siamo stati cinici ed altre volte poco fortunati sotto porta. Servirebbero più pacche sulla spalla che schiaffi a questi ragazzi nei momenti difficili".
L.VAL.

L'EX DEL MATCH
Moras: Facciamo schifo col Verona sarà guerra
21/04/2017 16:15
"Non ho detto che Bari è una città negativa e tante cose scritte possono provocare malumori nello spogliatoio. Non volevo attaccare la città e i tifosi. Ho sposato questo progetto e so quanto Bari abbia sofferto negli ultimi anni, tra calcioscommesse e fallimento. In questo momento facciamo schifo ma cerchiamo di stare uniti. Ora è il momento di restare tutti uniti. Non bisogna seminare zizzania, e mi riferisco non solo ai giornalisti, ma a tutti". Così Vangelis Moras interviene in conferenza stampa prima della sfida con l'Hellas, caricando il match del San Nicola.

Il difensore greco sente molto l'importanza della sfida di domani pomeriggio contro il suo ex Verona: "Ci sentiamo responsabili e sappiamo che siamo i primi a dover restare zitti e pedalare, viste le figuracce rimediate negli ultimi tempi. Domani sarà una guerra, vedremo se avremo le palle!".
L.VAL.

LA CONFERENZA
Pecchia: Siamo in salute e in grande crescita
21/04/2017 14:17
"Bari? Mi aspetto una bella partita, stimolante, contro una squadra forte e costruita per vincere il campionato. Noi pensiamo solo al rettangolo di gioco, è lì che si farà la gara, tutto il resto non ci interessa. In casa il Bari non perde da settembre, ha numeri importanti al ‘San Nicola’ e non importa se stanno faticando fuori casa. Ad ogni modo, ogni gara va giocata con voglia e ci vorranno grandissima personalità ed entusiasmo. Dobbiamo aggiungere concretezza, palleggio, entusiasmo, ad ogni partita. Manca sempre meno alla fine, per vincere bisogna crescere continuamente". Così Fabio Pecchia alla vigilia della partita col Bari.

L'allenatore del Verona ha continuato: "Guardiamo solo a noi stessi, a fare più punti possibili. Quando saremo a maggio tireremo le somme, 18 punti a disposizione sono tanti. In classifica c’è molto equilibrio, in tutte le zone. La SPAL ora ha un margine importante da gestire, per noi non è così, non possiamo fare calcoli. Ogni partita sarà quindi determinante, ma non in maniera definitiva. Per inseguire bisogna correre più veloci degli altri, pensiamo solo a preparare la gara nel migliore dei modi, volendo esaltare le nostre caratteristiche e le nostre qualità, giocando sempre per vincere".

Pecchia ha concluso: "Dispiace perdere Franco Zuculini, sia a livello professionale che umano. Ha avuto una carriera travagliata, ma è sempre tornato e saprà farlo anche stavolta, più forte di prima. L’infermeria? Siamo usciti un po’ malconci dalla gara contro il Cittadella, ma oggi Caracciolo e Bruno Zuculini si sono allenati con la squadra e saranno con noi a Bari. Faccio le mie scelte osservando le condizioni fisiche e psicologiche di tutti i miei calciatori, da qui alla fine ci sarà bisogno di tutti. Sono contento di vedere i miei ragazzi in crescita, una squadra complessivamente in salute. Pisano non è nelle migliori condizioni, è un giocatore da avere al 100%, ha avuto un piccolo risentimento, nulla di grave, penso sarà nuovamente dei nostri quanto prima".
L.VAL.

CORSI E RICORSI STORICI
Quando Liedholm fece il corsaro a Bari...
21/04/2017 24:29
Era il 1968: anno che cambiò il mondo con le sue rivoluzioni culturali. Il Verona di Saverio Garonzi (al primo anno di presidenza) dopo tanti anni mediocri di Serie B (la Serie A mancava dal 1958) si ritrovava a combattere per la massima serie. In panchina c'era Nils Liedholm (insieme ad Ugo Pozzan), che aveva iniziato da poco la sua carriera da allenatore: poi "Il Barone" portò al successo sia Milan che Roma, rendendosi così immortale entrando nell'Olimpo del calcio. In quell'anno il tecnico svedese poté avvalersi di giocatori che fecero la storia dell'Hellas: da Emiliano "Ciccio" Mascetti a Sergio Maddè fino a Italo Bonatti e il bomber Gianni Bui. Quel Verona era ai vertici della B e stava combattendo per la Serie A.

TRA KENNEDY E VALCAREGGI. Siamo a metà giugno: pochi giorni prima Robert Kennedy fu ucciso durante la campagna elettorale per le primarie democratiche a Los Angeles (5 anni dopo l'assassinio di suo fratello John, ucciso a Dallas) e l'Italia di Ferruccio Valcareggi (che poi allenerà anche l'Hellas con Zigoni in campo) vinse i suoi primi ed unici Europei di calcio battendo nella doppia finale l'ex Jugoslavia. Il Verona, a due giornate dalla fine, era in piena lotta per la A con Palermo (saldamente primo), Pisa e Bari, davanti di pochissimi punti. E proprio nel capoluogo pugliese l'Hellas giocò la trasferta decisiva che cambiò quella stagione: i biancorossi andarono in vantaggio con Galletti ma il Verona riuscì a ribaltarla con Mascetti prima dell'intervallo e poi con Bonatti nella ripresa.

GIOIA A FERRARA. Il Verona di Liedholm corsaro a Bari, grazie al fondamentale ed insperato 1-2 allo "Stadio della Vittoria" (inaugurato da Mussolini nel 1934, poi mandato in pensione dal San Nicola di Renzo Piano costruito nel 1990 per i Mondiali), si giocò così tutte le sue carte nell'ultima giornata col Padova a Ferrara, visto che alcune settimane prime ci fu la squalifica del Bentegodi per una bottiglia di vetro lanciata dagli spalti che colpì il malcapitato Vinicio Facca ad un occhio, facendogli concludere la sua onesta carriera a soli 29 anni. Il Verona vinse ancora grazie ad un gol del solito Bonatti: in terra estense, contro i cugini padovani, bastò la rete della "Freccia di Castelmassa" per portare il Verona di Liedholm e Garonzi in Serie A (i gialloblù arrivarono secondi grazie al passo falso del Bari a Perugia, mentre il Pisa nell'ultima giornata osservò il suo turno di riposo visto che la B era a 21 squadre). Quella partita di Bari fu fondamentale per la seconda storica promozione in A dell'Hellas. Corsi e ricorsi storici: ancora una volta la trasferta in Puglia sarà decisiva per il sogno promozione in A del Verona...
LUCA VALENTINOTTI

BARI-VERONA, I PRECEDENTI IN B
Martinho, l'ultimo mattatore a Bari
20/04/2017 19:10
Sabato prossimo, Verona a Bari all’inseguimento della capolista Spal. I gialloblù di Pecchia dopo la vittoria contro il Cittadella per 2-0 hanno agguantato il Frosinone al 2° posto e ora puntano al primato. Quello del San Nicola, non sarà un match facile perché i “galletti” pugliesi sono a un punto dalla zona playoff e vorranno giocarsi le loro carte fino alla fine.

La storia dei biancorossi e dei gialloblù in Serie B vanta ben 23 precedenti in terra pugliese, i quali sono suddivisi in 9 vittorie baresi, 8 pareggi e 6 successi scaligeri. La prima volta che le due squadre si sono affrontate risale al lontanissimo torneo 1929/30 (30 marzo 1930) ed in quell’occasione la spuntò il Bari con un secco 3-0. Il primo punto i veneti l’ottennero nel 1934/35 (21 ottobre 1934): 1-1 e per loro segnò Bianchi (I) G. Dopo ben 16 anni (22 ottobre 1950, stagione 1950/51), primo successo dell’Hellas: 0-1 grazie al gol di Caldana. Verona corsaro per la 2^ volta a Bari il 16 giugno 1968: 1-2, per effetto delle reti siglate da Mascetti e Bonatti. Per i pugliesi segnò invece, Galletti. Il successo fu molto importante perché a fine torneo, permise all’Hellas non solo di scavalcare proprio i biancorossi in classifica, ma anche di tagliare il traguardo della sua 2^ storica promozione in Serie A. La terza vittoria invece è avvenuta in tempi molto più recenti: 22 febbraio 2004 (Campionato 2003/04), 1-2 grazie alle marcature di Myrtaj al 44’ e 49’ per gli ospiti e di Bruno per i gli uomini allenati da Bepi Pillon. Un anno dopo, ecco quella che attualmente è l’ultima vittoria del Bari: 1-0, rete di Dionigi al 25’). Nel 2005/06 (17 dicembre 2005) si è registrata invece l’ultima ics: 1-1, al gialloblù Sforzini (15’), rispose Maah (84’). Il successo nr 4 per gli scaligeri è arrivato per mano della truppa guidata da Ventura nel 2006/07: il Verona espugnò Bari con un gol di Ferrante al 19’. Tre punti che alimentarono le speranze di salvezza, poi svanite definitivamente al termine del torneo, con lo spareggio contro lo Spezia. Nuova vittoria (la 5^) il 7 novembre 2011 (Campionato 2011/12): l’Hellas di Mandorlini s’impose 0-1 e l’autore del gol fu Abbate. Infine, l’ultimo successo (il 6°), avvenuto nell’anno della promozione della stagione 2012/13 (27 febbraio 2013): 0-2, doppietta di Martinho al 28’ e al 90’+2’.

Anche per quanto riguarda i gol fatti, Bari in vantaggio 28 a 19.

BARI-VERONA, I PRECEDENTI IN SERIE B
PARTITE GIOCATE: 23
VITTORIE BARI: 9
PAREGGI: 8
VITTORIE VERONA: 6
GOL FATTI BARI: 28
GOL FATTI VERONA: 19
ANDREA FAEDDA

SERIE B
Volata serie A
Chi sale e chi scende

20/04/2017 10:51
Sei giornate alla fine: la volata promozione è partita domenica scorsa. Il Verona è in corsa ma lo sono anche le altre. Vediamo allora il borsino del campionato.

SPAL p. 67. Nelle ultime cinque ha perso due volte e vinto tre gare, totalizzando nove punti. E' quella che appare più in forma, anche perchè ha assorbito l'infortunio a Floccari estraendo dal cilindro Antenucci. Ha l'entusiasmo della squadra che arriva dalla Lega Pro e zero pressione. In ascesa.

HELLAS VERONA. p.62. La vittoria con il Cittadella è stata un toccasana e un messaggio per il campionato. Nelle ultime cinque gare ha pareggiato due partite, ne ha vinte due e persa una, totalizzando otto punti, uno solo in meno della Spal. A differenza dei ferraresi ha una tremenda pressione. Deve assolutamente vincere in virtù del ricchissimo paracadute. In ascesa.

FROSINONE p.62. In questo momento è al terzo posto in virtù degli scontri diretti sfavorevoli con il Verona e quindi fuori dalla promozione diretta. La sconfitta casalinga con il Novara è stata una botta tremenda. Non vince da quattro gare (tre pareggi, una sconfitta), nelle ultime cinque ha fatto solo sei punti. Marino appare nervoso e in confusione e anche il Matusa non è più un fortino. In calo.

BENEVENTO p. 54. Sembrava la matricola terribile, invece è finita dentro un loop negativo. Ancora una volta Baroni ha un andamento pessimo nel finale di campionato. Denuncia anche una rosa "corta" e forse non all'altezza per tentare l'impresa di arrivare direttamente in serie A. Nelle ultime cinque ha incamerato sei punti con due vittorie, e ben tre sconfitte. In calo.

CITTADELLA p. 54. Fino alla sconfitta del Bentegodi era quella che stava meglio. Tre vittorie e un pareggio nelle ultime cinque, dieci punti fatti. Numeri che sottolineano l'impresa del Verona al Bentegodi. Deluso il tecnico Venturato: accantoniamo l'idea di andare su direttamente, ha detto. In calo.

PERUGIA p. 53. E' la più imprevedibile ma l'andamento dell'ultimo mese è stato deludente. Solo sei punti nelle ultime cinque partite con tre pareggi, una sconfitta e una sola vittoria. Sarà l'ultimo vero ostacolo tra il Verona e la serie A nella gara del 25 aprile. In calo.

L'HELLAS E LA A
La settimana che decide tutta una stagione
19/04/2017 23:38
La Serie B sta volgendo al termine: mancano solamente 6 giornate alla fine di questa lunghissima stagione composta di 42 giornate. Tutto è ancora aperto, non sono ancora stati emessi verdetti: dalle retrocessioni alla zona play-out fino ai trafficatissimi play-off e la promozione diretta. La volata per l'accesso immediato alla A vede sempre le solite tre contendersi i due posti disponibili: Spal, Verona e Frosinone. Due saliranno direttamente, una sarà costretta a fare i play-off con le altre cinque squadre, sempre che il divario tra la terza e la quarta non raggiunga i 10 punti così da cancellare il "mini-torneo" di maggio-giugno per la A. Un mini-torneo molto redditizio sia per le pay-TV che per le casse delle stesse società con gli stadi che verrebbero riempiti per le sfide decisive dell'anno.

Il Verona, dopo la vittoria di Pasquetta col 2-0 sul Cittadella, si appresta a questo rush finale. La prossima settimana sarà decisiva: ci saranno 3 gare praticamente in 7 giorni. Dopo la trasferta di Bari, il Verona avrà una seconda trasferta consecutiva martedì a Perugia (la sera del 25 aprile) nel turno infrasettimanale per tornare poi al Bentegodi per giocare nel posticipo di lunedì 1 maggio (le altre giocano sabato) il sentitissimo derby col Vicenza. Il Bari è in crisi di risultati, e contestato dai tifosi, con 3 sconfitte (con Pro Vercelli, Spezia e Carpi) nelle ultime 4 partite: la squadra di Colantuono con 50 punti al momento è fuori dai play-off e al San Nicola giocherà una partita fondamentale, già caricata dal suo presidente, per il proprio destino. In questa settimana anche il Verona si gioca un fetta importante di stagione: 3 partite di fondamentale importanza per intravedere la Serie A.
L.VAL.

IL PRESIDENTE DEL BARI
Giancaspro: Non abbiamo il paracadute del Verona
19/04/2017 19:05
"La partita col Verona è la partita dell'anno, a gennaio era dato in A da tutti. Generalmente con le grandi in casa abbiamo sempre fatto una bella figura. Non posso non dare a una persona seria come Colantuono tutte le chance per dimostrare che sono stati degli incidenti di percorso, La scintilla ad oggi non è scoccata. Se qualcuno riesce a farla scoccare, o io o Colantuono o Sogliano, daremo spettacolo". Antonio Giancaspro, Presidente del Bari, ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida col Verona.

Il Bari è in un momento di crisi ed è contestato dai suoi tifosi. Il presidente dei biancorossi ha continuato parlando dell'Hellas e del paracadute da 25 milioni di cui ha disposto la società del Verona: "Questa Serie B ha equilibrio sconcertante sia in testa che in coda, è diversa dalle edizioni precedenti. Ci sono tre squadre col paracadute che non hanno alcuna certezza di salire in A. Noi, che non usufruiamo di ciò, abbiamo iniziato questo campionato con l’obiettivo di centrare i play-off, e non abbiamo mai rischiato di essere risucchiati nelle zone calde".

Giancaspro ha concluso: "La mia aspettativa era posizionarsi nella parte alta della classifica. Non è matematico. Oggi siamo fuori, ma fino a qualche giornata fa eravamo dentro, anche al sesto posto. Se sarebbe un fallimento non centrare i play-off? No, sarebbe un peccato. Noi ce la possiamo giocare con tutti. Le dichiarazioni di Moras (aveva detto che respirava negatività nella città di Bari, ndr)? Lui è un calciatore d'esperienza, senza peli sulla lingua. La rosa è variegata, ci sono cagnacci e ragazzi più ponderati".
L.VAL.

CHI E' IL LEADER DEL VERONA
Alla scoperta dei segreti di Bessa
19/04/2017 14:22
Bessa è tornato e questa potrebbe già essere la notizia. Perchè senza Bessa il Verona è un’altra cosa. Bessa è tornato anche se non se n’è mai andato in realtà. Sempre in campo, sempre lì a portare in avanti palloni, a centrocampo, dietro le punte, da esterno. Il frullatore di casa Pecchia lo mette dove sta e Bessa dice sempre di sì. Fare una stagione a cento all’ora è pura utopia e anche l’italo brasiliano di San Paolo si è preso una pausa. Fateci caso: il momento no del Verona è coinciso anche con l’appannamento di forma del talento brasiliano. Nato il 14 gennaio del 1993, Bessa è frutto dell’idea calcistica di Fusco, l’unico che veramente ha sempre creduto nella sua enorme bravura.

Bessa è un giocatore di calcetto, cresciuto nel futsal, (il fratello Rapahel ha giocato proprio nella nazionale di calcio a 5 italiana), uno che sa tenere la palla tra i piedi e ha la velocità di pensiero dei campioni. Ha segnato sei gol nel Verona, il miglior marcatore dopo il bomber Pazzini, reti che fanno la differenza, come quella di lunedì che ha sbloccato una gara durissima.

Fusco che lo conosce meglio di ogni altro, dice che neppure Daniel sa quanto è bravo. E ad ogni allenamento lo sprona a tirare per quella sua capacità di colpire il pallone senza rincorsa, quasi da fermo, il baricentro perfettamente allineato e la gamba che scarica la forza sul pallone come se fosse una mazza da golf. Alfonso, il portiere del Cittadella una volta non l’ha presa e l’altra l’ha presa malissimo respingendo la conclusione sui piedi di Pazzini che ha fatto il gol numero 22 della sua fantastica stagione. Il merito, ovviamente era tutto di Daniel.

Bessa è anche un leader. Non uno che parla a vanvera. Nel momento più delicato della stagione ci ha messo la faccia e anche la gamba, giurando sulla compatezza dello spogliatoio e scaricando le responsabilità dalle spalle di Pecchia. “Non è colpa sua, ma è colpa nostra se i risultati non sono arrivati” ha spiegato con onestà. Pronto per la volata finale: “A Bari e Perugia? Andiamo per vincere, come sempre. E’ il nostro dovere, sappiamo dove deve stare il Verona, non molleremo”. (g.vig.)

FONTE: TGGialloBlu.it


SERIE B
La Gazzetta del Mezzogiorno: "Giancaspro prende per mano il Bari"
20.04.2017 11.23 di Luca Bargellini Twitter: @barge82
Prende la parola il presidente. Nel momento forse più complicato della stagione del Bari Cosmo Giancaspro scende in campo in prima persona per guidare tutto il club verso i playoff. "Giancaspro prende per mano il Bari" è il titolo de La Gazzetta del Mezzogiorno all'indomani delle dichiarazioni del numero uno dei galletti. "Colantuono è un fior di professionista - ha spiegato Giancaspro in risposta ai dubbio sul futuro del tecnico -, cosa dovrei rimproverargli? E non è vero che i calciatori s'impegnano poco. Garantisco io. La gara col Verona? E' diventata fondamentale"

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Numeri e curiosità sulla trasferta di Bari
21/APRILE/2017 - 18:00

NUMERI & CURIOSITA'
Scopri i numeri, le statistiche e le curiosità fornite da Opta Sports e Panini Digital di Bari-Hellas Verona, 37a giornata della Serie B ConTe.it 2016/17, in programma sabato 22 aprile (ore 15) allo stadio 'San Nicola'.

- Quello di domani al San Nicola sarà la sfida numero 50 tra le due squadre in Serie B: il Verona conduce per 18 vittorie a 13, completano lo score 18 pareggi.

- Attacco gialloblù: il Verona ha realizzato 25 gol nella mezz’ora prima dell’intervallo, più di ogni altra squadra in questo campionato. Giampaolo Pazzini, autore di 22 gol in questo campionato (record per lui in una singola stagione tra A e B), è anche il miglior marcatore fuori casa di questa annata di Serie B (nove).

- Il Bari è, insieme alla SPAL, una delle due squadre che non ha mai perso dopo essere andata in vantaggio nel campionato in corso, il Verona è subito dietro con una sconfitta.

[...]

Pecchia: «A Bari nessun calcolo, il Verona deve correre veloce e basta»
21/APRILE/2017 - 13:00
Peschiera - Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Pecchia, rilasciate in vista di Bari-Hellas Verona, 37a giornata della Serie B ConTe.it 2016/17.

A BARI CON PERSONALITÀ, VOGLIA ED ENTUSIASMO
«La trasferta di Bari? Mi aspetto una bella partita, stimolante, contro una squadra forte e costruita per vincere il campionato. Noi pensiamo solo al rettangolo di gioco, è lì che si farà la gara, tutto il resto non ci interessa. In casa il Bari non perde da settembre, ha numeri importanti al ‘San Nicola’ e non importa se stanno faticando fuori casa. Ad ogni modo, ogni gara va giocata con voglia e ci vorranno grandissima personalità ed entusiasmo. Dobbiamo aggiungere concretezza, palleggio, entusiasmo, ad ogni partita. Manca sempre meno alla fine, per vincere bisogna crescere continuamente».

VERSO IL FINALE, DOBBIAMO CORRERE VELOCI
«Guardiamo solo a noi stessi, a fare più punti possibili. Quando saremo a maggio tireremo le somme, 18 punti a disposizione sono tanti. In classifica c’è molto equilibrio, in tutte le zone. La SPAL ora ha un margine importante da gestire, per noi non è così, non possiamo fare calcoli. Ogni partita sarà quindi determinante, ma non in maniera definitiva. Per inseguire bisogna correre più veloci degli altri, pensiamo solo a preparare la gara nel migliore dei modi, volendo esaltare le nostre caratteristiche e le nostre qualità, giocando sempre per vincere».

FRANCO, TORNERAI PIÙ FORTE DI PRIMA
«Dispiace perdere Franco, sia a livello professionale che umano. Ha avuto una carriera travagliata, ma è sempre tornato e saprà farlo anche stavolta, più forte di prima. L’infermeria? Siamo usciti un po’ malconci dalla gara contro il Cittadella, ma oggi Caracciolo e Bruno Zuculini si sono allenati con la squadra e saranno con noi a Bari. Faccio le mie scelte osservando le condizioni fisiche e psicologiche di tutti i miei calciatori, da qui alla fine ci sarà bisogno di tutti. Sono contento di vedere i miei ragazzi in crescita, una squadra complessivamente in salute. Pisano non è nelle migliori condizioni, è un giocatore da avere al 100%, ha avuto un piccolo risentimento, nulla di grave, penso sarà nuovamente dei nostri quanto prima».

#BariVerona: ecco i 22 gialloblù
21/APRILE/2017 - 12:55
Peschiera - Dopo la rifinitura, in cui la squadra ha svolto riscaldamento, esercitazioni tattiche ed esercitazioni sui calci piazzati, è stata diramata la lista dei 22 convocati per la sfida contro il Bari, 37a giornata della Serie B ConTe.it 2016/17, in programma sabato 22 aprile allo stadio 'San Nicola' (ore 15).

#BARIVERONA
CONVOCATI

Portieri

12. Coppola
31. Ferrari L.
1. Nicolas

Difensori

4. Bianchetti
5. Boldor
30. Caracciolo
32. Casale
28. Ferrari A.
18. Souprayen

Centrocampisti

24. Bessa
8. Fossati
2. Romulo
27. Valoti
20. Zaccagni
33. Zuculini B.

Attaccanti

25. Cappelluzzo
23. Fares
9. Ganz
10. Luppi
11. Pazzini
26. Siligardi
7. Troianiello

Peschiera: report seduta mattino
20/APRILE/2017 - 14:30
Peschiera - Allenamento mattutino per i gialloblù presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera del Garda. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha svolto riscaldamento, lavoro di rapidità, possesso palla e partita. Torna ad allenarsi con il gruppo Luca Siligardi. Differenziato per Antonio Caracciolo e Bruno Zuculini, mentre Juanito Gomez prosegue nel lavoro di recupero.

Lavoro differenziato anche per Eros Pisano. Il calciatore, prima della seduta, è stato sottoposto ad accertamenti diagnostici presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (ospedale di Borgo Trento) che hanno escluso lesioni, evidenziando un affaticamento muscolare al flessore della gamba destra.

La squadra tornerà in campo domani per un allenamento mattutino (ore 11) a porte chiuse.

PESCHIERA - PROGRAMMA ALLENAMENTI*
Venerdì 21 aprile: allenamento mattutino (ore 11) a porte chiuse
Sabato 22 aprile: Bari-Hellas Verona (ore 15)

*Gli orari degli allenamenti potrebbero subire variazioni a seconda delle esigenze dello staff tecnico. Per eventuali cambiamenti si prega di consultare il report giornaliero su hellasverona.it

Peschiera: report seduta mattino
20/APRILE/2017 - 14:30
Peschiera - Allenamento mattutino per i gialloblù presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera del Garda. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha svolto riscaldamento, lavoro di rapidità, possesso palla e partita. Torna ad allenarsi con il gruppo Luca Siligardi. Differenziato per Antonio Caracciolo e Bruno Zuculini, mentre Juanito Gomez prosegue nel lavoro di recupero.

Lavoro differenziato anche per Eros Pisano. Il calciatore, prima della seduta, è stato sottoposto ad accertamenti diagnostici presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (ospedale di Borgo Trento) che hanno escluso lesioni, evidenziando un affaticamento muscolare al flessore della gamba destra.

La squadra tornerà in campo domani per un allenamento mattutino (ore 11) a porte chiuse.

PESCHIERA - PROGRAMMA ALLENAMENTI*
Venerdì 21 aprile: allenamento mattutino (ore 11) a porte chiuse
Sabato 22 aprile: Bari-Hellas Verona (ore 15)

*Gli orari degli allenamenti potrebbero subire variazioni a seconda delle esigenze dello staff tecnico. Per eventuali cambiamenti si prega di consultare il report giornaliero su hellasverona.it

Comunicato medico - Franco Zuculini
20/APRILE/2017 - 13:45
Verona - Stagione finita per Franco Zuculini. L'artroscopia diagnostica ha confermato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Pertanto, si è resa necessaria la ricostruzione dell'LCA. L'operazione, durata 50 minuti, è riuscita ed i tempi di recupero saranno stabiliti in base all'evoluzione del quadro clinico.

'Un giorno per la nostra città': il passato racconta il presente al futuro dell'Hellas
19/APRILE/2017 - 19:00

Verona - Tra monumenti e palazzi ricchi di storia, per conoscere le suggestioni di vivere una città che ha attraversato le epoche e visitare i luoghi in cui è iniziata l'avventura dell'Hellas. Protagonisti del pomeriggio alla scoperta di Verona e dei suoi simboli sono stati i giovani della Primavera Casale, Badan, Guglielmelli e Jurj, accompagnati dagli ex gialloblù Penzo, Fanna ed Adailton nell'inedito ruolo di 'ciceroni'; è proprio il caso di dirlo, il passato del Verona ha raccontato il presente al futuro dell'Hellas: partendo dal Teatro Romano, ex e nuovi gialloblù hanno iniziato un tour che si è sviluppato nel cuore del centro storico cittadino. Tappa obbligata, il Liceo Maffei, il luogo di fondazione e prima pagina della storia del Club. Poi le Arche Scaligere, Piazza delle Erbe, la Casa di Giulietta ed infine il simbolo cittadino per antonomasia, l'Arena. Un'opportunità per rendere ancora più forte il legame con il territorio e i simboli di Verona, tramite un'importante lezione, appresa respirando la storia, immergendosi nelle bellezze e nella quotidianità dell'essere veronesi.

L'evento rappresenta l'ultima tappa annuale dell'iniziativa 'Un giorno per la nostra città' promosso dalla Lega Serie B.


Aggiornamento medico - Franco Zuculini
19/APRILE/2017 - 18:45
Verona - L'Hellas Verona FC comunica che il calciatore Franco Zuculini verrà sottoposto, nella giornata di domani, ad artroscopia diagnostica al ginocchio destro a completamento degli accertamenti previsti dopo l'infortunio subito durante Trapani-Hellas Verona.

Peschiera: report seduta mattino
19/APRILE/2017 - 13:30
Peschiera - Allenamento mattutino per i gialloblù presso lo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera del Garda. La squadra, agli ordini dell'allenatore Fabio Pecchia, ha svolto riscaldamento, possesso palla, lavoro atletico e partita a campo ridotto. Differenziato per Pisano, a causa del riacutizzarsi del fastidio al flessore della gamba destra, Caracciolo e Bruno Zuculini, entrambi a causa dei postumi dei traumi contusivi subiti durante Hellas Verona-Cittadella. Prosegue il recupero per Gomez e Siligardi.

La squadra tornerà in campo domani per un allenamento mattutino (ore 11) a porte chiuse.

PESCHIERA - PROGRAMMA ALLENAMENTI*

Giovedì 20 aprile: allenamento mattutino (ore 11) a porte chiuse
Venerdì 21 aprile: allenamento mattutino (ore 11) a porte chiuse
Sabato 22 aprile: Bari-Hellas Verona (ore 15)

*Gli orari degli allenamenti potrebbero subire variazioni a seconda delle esigenze dello staff tecnico. Per eventuali cambiamenti si prega di consultare il report giornaliero su hellasverona.it

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: GARELLA 30 anni dopo e quella parata... In rovesciata!

CHAMPIONS LEAGUE: Nella supersfida al Bernabeu il BAYERN mette paura al REAL e lo trascina ai supplementari, decide Cristiano RONALDO (con l'aiuto del signor Kassai che ignora due clamorosi offside che portano al gol il portoghese) Merengues in semifinale. Reti bianche al Nou Camp! Dopo 15 vittorie consecutive in Champions tra le mura amiche, i blaugrana sbattono contro l'inespugnabile difesa della JUVENTUS che vola in semifinale con i francesi del MONACO, e le squadre madrilene del REAL e dell'ATLETICO.

SERIE A: Caos a Palermo! Via mister LOPEZ e anche il diesse SALERNO che l'aveva fortemente voluto...

SVINCOLATI ECCELLENTI, dopo l'addio alla SAMP FantAntonio si allena da solo e... Strizza l'occhio al VERONA 'I gialloblù mi intrigano ma solo in Serie A! La B? Solo per l'ENTELLA...'

SERIE B: Fatale a BISOLI la sconfitta interna con la PRO VERCELLI, sulla panca del VICENZA siede ora TORRENTE...

CHAMPIONS LEAGUE
Champions League: Monaco-Borussia Dortmund 3-1, la gioia del Louis II
Mbappé, Falcao e Germain consegnano il biglietto per la semifinale allo stratega Jardim

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Champions League, Real Madrid-Bayern Monaco 4-2 dts (1-2): la decide Ronaldo
I tedeschi di Ancelotti recuperano l'1-2 dell'andata, ma al 'Bernabeu' crollano in dieci ai supplementari sotto i colpi del portoghese e penalizzati dall'arbitro
© EPA

MADRID - Spettacolo, emozioni, gol e arbitri nel mirino al 'Bernabeu' dove il Real Madrid conquista il pass per la sua settima semifinale consecutiva di Champions League (superato il record di sei fissato dal Barcellona tra il 2008 e il 2013) ai supplementari, grazie a un Cristiano Ronaldo versione extraterrestre e ad alcuni errori arbitrali che hanno penalizzato fortemente un Bayern Monaco che era riuscito a recuperare la sconfitta per 2-1 incassata nel match di andata in Germania.

SUBITO BAYERN - Di fronte al suo vecchio maestro ai tempi della Juventus, Zidane deve fare a meno dell’infortunato Bale e sceglie Isco per sostituirlo nel ruolo di esterno sinistro del 4-3-3 atipico in cui Ronaldo si piazza invece alla sinistra del centravanti Benzema. Sull'altro fronte Ancelotti recupera Hummels al fianco di Boateng in mezzo alla difesa e anche l’altro acciaccato Lewandowsky, che si riprende invece il suo posto in attacco costringendo Muller ad accomodarsi inizialmente in panchina. Il copione della gara è chiaro fin da subito, con il Bayern che deve rimontare e aggredisce nella propria metà campo un Real pronto dal canto suo a far male in contropiede come al 5’, quando il diffidato Vidal entra da dietro su Isco e si prende un giallo pesante. I tedeschi però accettano il rischio e continuano a spingere sfiorando il gol al 9’, quando Ribery scambia con Alaba e serve al centro area Lewandowsky sul quale è però strepitoso l’intervento in spaccata di Marcelo a salvare Navas (graziato poi da Robben sulla ribattuta). Ai bavaresi non manca l’intensità ma la precisione, come al 13’ sul destro al limite di Vidal di poco alto e tre minuti più tardi sul passaggio troppo lungo di Thiago Alcantara per Robben, che si era lanciato al galoppo verso Navas, bravo ad uscire per anticiparlo con i piedi.

BAYERN MONACO-REAL MADRID 1-2: RONALDO MATTATORE ANCHE ALL'ANDATA
REAZIONE REAL - A metà del primo tempo però, come se avessero volontariamente concesso al Bayern la possibilità di sfogarsi un po’, gli spagnoli prendono improvvisamente il controllo della gara: dopo un colpo di testa fuori misura di Benzema (23’) sale in cattedra Carvajal, che costringe Neuer prima al miracolo in tuffo con un velenoso destro incrociato (ma l’arbitro incredibilmente non concede l’angolo) e poi a una goffa respinta sui piedi di Isco, che vede però il suo tiro respinto sulla linea da Boateng (poco prima fenomenale in tackle su Marcelo in piena area di rigore). Ora le parti si sono rovesciate, con i tedeschi schiacciati dai ‘blancos’ che ci provano invano per tre volte con Kroos (tiro a lato al 34’, piattone murato da Hummels al 38’ e conclusione troppo centrale al 45’) e due con Ronaldo che al 36’ - servito con il contagiri da Modric - calcia addosso al portiere invece di appoggiarla a Benzema tutto solo al centro e poi (42') spedisce il pallone alle stelle dal vertice sinistro dell’area.


ROBBEN RIAPRE I GIOCHI - Dopo il riposo si riprende con gli stessi ventidue in campo. La prima chance è per il Real e arriva al 49’ su azione da corner: la palla finisce a Isco che la ferma con il petto e poi sfiora il palo con un pregevole destro al volo. Un minuto dopo è invece il Bayern a farsi sotto: Alaba affonda sulla sinistra e serve Robben che con un geniale lob beffa Navas ma non Marcelo, ben appostato sulla linea per liberare. E' comunque il preludio del gol perché al 51’ Casemiro - che era già stato ammonito al 40' per eccesso di foga - stende proprio l’olandese in area regalando il penalty ai bavaresi: sul dischetto si presenta Lewandowsky che spiazza il portiere e riapre il discorso qualificazione. Ora i tedeschi ci credono e al 54’ lo scatenato Robben mette Vidal da solo davanti alla porta, ma il cileno in volée spedisce la palla sopra la traversa. Passano tre minuti ed è Ribery a provarci in acrobazia, con Navas che risponde bloccando senza affanni.

MOSSE DALLA PANCHINA - Zidane vede i suoi in difficoltà e prova così a cambiare qualcosa: al 64' fuori Benzema e dentro Asensio, con Ronaldo ora centravanti in un più puro 4-3-3. Al 70' finisce sul taccuino dell'arbitro anche Xabi Alonso, ammonito per un fallo su Isco (che lascia subito dopo il posto a Lucas), mentre Ancelotti risponde al collega inserendo Douglas Costa per Ribery. Al 75’ ammonito anche Hummels (fallo su Modric) e altro cambio per il Bayern: fuori Xabi Alonso e dentro Muller ma a gelare immediatamente i bavaresi è come all’andata Ronaldo, che sul cross di Casemiro sfila dietro a Boateng e Lahm e di testa fa 1-1. La gioia del Real dura però un solo minuto perché Muller riporta subito in avanti i suoi e sulla sua sponda per Lewandowski c’è il goffo intervento di Ramos, che conferma le sue doti da bomber ma stavolta sbaglia porta e beffa Navas. La gara ora non ha pause e al 79’ è di nuovo il Real a provarci, ma Neuer blocca il rasoterra troppo centrale di Marcelo mentre all'83' Lucas tenta la sforbiciata volante senza centrare lo specchio. E un minuto dopo i tedeschi restano in dieci: tackle di Vidal su Asensio e l'ungherese Kassai, oltre a fischiare il fallo (dubbio), estrae anche il secondo giallo per l'ex Juventus. Nonostante tutto, e con i supplementari alle porte, Ancelotti si gioca anche la sua ultima carta inserendo Kimmich per Lewandowski.


DECISIVI I SUPPLEMENTARI - Al 90' è 2-1 per gli ospiti e si va così ai supplementari, che si aprono con un fallo di mano di Casimiro su cross di Kimmich giudicato però involontario dal direttore di gara. Sventato il pericolo il Real prova a sfruttare la superiorità numerica con Ronaldo che al 96' con un potente destro dalla distanza chiama Neuer all'intervento in tuffo (Marcelo calcia poi fuori sul proseguimento dell'azione), I capovolgimenti di fronte sono continui e dopo l'errore di Douglas Costa, che servito da Robben incrocia troppo il mancino, il portiere tedesco deve ripetersi con una prodigiosa parata su Asensio. Quando il primo dei due mini-tempi è ormai agli sgoccioli però, entra di nuovo in azione CR7 che in netta posizione di fuorigioco raccoglie l'assist di Ramos e - approfittando con freddezza della grave svista arbitrale - con il sinistro non lascia scampo a Neuer e mette la sua firma sul 2-2. Il Bayern non si arrende e in avvio del secondo supplementare, al 107', ci prova ancora con Muller anticipato sul più bello da Nacho. Ma la stanchezza si fa sentire e con gli schemi ormai saltati si aprono praterie per il Real: in una di queste si infila Marcelo che affonda nella retroguardia avversaria e poi mette Ronaldo (ancora in posizione di sospetto offside) in condizione di fare tripletta e siglare il suo 103esimo gol europeo. Il 104esimo glielo nega Asensio che al 112' fa tutto da solo e fissa il risultato sul definitivo 4-1, mentre Zidane concede a Kovacic gli ultimi sei minuti al posto di Kroos, trionfatore contro i suoi vecchi compagni e applaudito dal 'Bernabeu' in festa.

Champions League: Leicester-Atletico Madrid 1-1, finisce il sogno delle Foxes
Il gol di Vardy non basta, gli inglesi vengono eliminati dai colchoneros che volano in semifinale

martedì 18 aprile 2017
© PA

ROMA - L'avventura del Leicester è terminata. Gli inglesi vengono eliminati dalla Champions League dopo una doppia sfida contro l'Atletico Madrid finalista nella scorsa edizione. Le Foxes mancano la semifinale per un solo gol nonostante il netto divario con gli avversari. L'1-1 finale serve solo a rendere più amara l'uscita da una competizione che ha regalato tante gioie ai tifosi dei campioni d'Inghilterra.

PRIMO TEMPO - Leicester-Atletico Madrid non è certamente il miglior spettacolo che la Champions League possa offrire a questo punto della competizione e lo si può intendere immediatamente, fin dai primissimi tocchi. Le Foxes sono costrette a fare la partita per provare a sognare la semifinale, ma gestire il pallone non è il loro mestiere. La squadra di Simeone ha vita facile ad attendere l'avversario, forte della vittoria per 1-0 dell'andata e di un sistema di gioco basato sul contropiede sviluppato sapientemente negli ultimi sei anni. Nei primi minuti il Leicester riesce al massimo a produrre qualche lancio che i colchoneros possono tranquillamente guardar uscire sul fondo. Viste le premesse al 26' il discorso qualificazione sembra chiudersi. Saùl segna il gol del vantaggio per l'Atletico Madrid colpendo di testa, pressoché incontrastato, dal limite dell'area di rigore. Il centrocampista spagnolo piazza la sfera sul secondo palo e prende in contropiede il portiere Schmeichel che non riesce nemmeno a muoversi. La prima conclusione del Leicester arriva al 34' ed è tutt'altro che pericolosa, mentre 6 minuti più tardi l'Atletico reclama un calcio di rigore per un intervento dubbio in area di rigore dell'estremo difensore avversario su Ferreira Carrasco.

SECONDO TEMPO - Lo spirito del Leicester, sia nello sviluppo del gioco che nella tempra, è quello della vera squadra inglese. Le Foxes, nonostante il risultato particolarmente avverso, non si arrendono alla fine inevitabile e provano a riscattare almeno il proprio orgoglio. I campioni della Premier sono anche fortunati: la prima grande occasione della ripresa capita agli spagnoli che, involati sulla destra con il solito Griezmann, non trovano la rete per pochi centimetri e l'intervento miracoloso di Simpson su Carrasco prima del tocco verso la porta.

IL LEICESTER CI PROVA - Ma il Leicester è vivo. Shakespeare, l'allenatore degli inglesi, a inizio ripresa azzecca una sostituzione inserendo il fresco Chilwell per Benalouane; il laterale destro, infatti, sfiora il pareggio al 50' con una conclusione al volo di sinistro che passa di poco sopra la traversa e, dieci minuti più tardi, serve un assist fortunoso a Vardy che segna il gol del pareggio che infiamma l'animo delle Foxes. A questo punto il Leicester si produce in un assedio senza fine. Gli inglesi sfiorano più volte il raddoppio: prima con lo stesso Vardy, poi con Ulloa e Ndidi. Ma gli tutti gli assalti sono vani e Simeone può festeggiare la qualficazione in semifinale.

FONTE: TuttoSport.com


Sampdoria, Cassano: "Le offerte di Verona, Udinese e Bologna mi intrigano: in B eccezione solo per l'Entella"
Antonio Cassano

19/04 11:00 | Press | Autore: Redazione
Antonio Cassano, vita da svincolato. Il Pibe di Bari vanto oltre 400 presenze in A con 122 gol e 75 assist, 27 partite e 6 reti in Champions e 39 con 10 gol in Nazionale: numeri importantissimi. Eppure non è riuscito a trovare squadra subito dopo lo svincolo con la Samp: come si prepara al rientro?

"Bene. Mi alleno ogni giorno alla Riattiva di Chiavari per restare in forma" - si legge nelle pagine del Secolo XIX - "Soprattutto non voglio prendere peso. Voglio ripartire tra un paio di mesi. Lo stimolo è tanto forte e grande che appena riparto volo. Pensavo che il campo mi mancasse molto di più, invece mi manca molto di meno. Dentro di me so che si tratta di pochi mesi e che ritornerò. In tv guardo il Barcellona, la mia grande passione, il mio idolo Federer e Valentino Rossi: spero che riesca a conquistare il mondiale. Serie A? Poco, la Juventus in questo campionato fa un altro sport".

Le offerte non mancano: "Ho più tempo per godermi la famiglia, sono molto ottimista e sicuro al 100% che tornerò: dove sto valutando. Ho un po' di situazioni in ballo in Italia, all'estero no. Il Verona mi intriga molto, come Bologna e Udinese: l'importante è che sia in serie A. Voglio dimostrare a tutti che posso ancora fare la differenza. Entella? Unica eccezione in B: ho un rapporto di grande stima e affetto con il presidente Gozzi. Mi ha fatto proposte molto importanti per il presente e il futuro. Portare l'Entella in serie A sarebbe l'unico miracolo che posso ancora compiere per chiudere il cerchio della mia carriera".

Qualcuno è rimasto amico di FantAntonio: "In pochi hanno il mio numero. Del calcio mi sono rimasti vicini Piero Ausilio, Checco Palmieri, Filippo Fusco ds del Verona, Gigetto Delneri e Fabrizio Preziosi. E' un ragazzo fantastico e se la situazione in classifica del Genoa fosse stata migliore mi avrebbe fatto il favore di farmi allenare al Pio. So che sta soffrendo tantissimo per il Genoa, come suo papà Enrico. Samp? Ho accettato che mi fossero pagati a settembre gli ultimi 5 stipendi: in cambio mi sono allenato a Bogliasco fino al 28 febbraio. Per me la Sampdoria ha rappresentato tutto fino al 29 ottobre 2010: per come mi hanno trattato dopo sono contento che la storia si sia chiusa definitivamente".

Rapporto con la Samp: "Ferrero si conosce, oggi ti dice una cosa domani un'altra: non posso avercela con uno così. Romei, che secondo me è il vero presidente della Samp, per me un pochino c'entra. Era entrato nello spogliatoio il giorno del derby dicendo 'giocate come se non vi pagassero gli stipendi'. In faccia a me. Cercava una mia reazione e l'ha avuta e l'ho pagata sulla mia pelle, come sempre". E con i tifosi... "Non ho mai cercato l'amicizia esterna dei tifosi perché mi piace farmi apprezzare solo per quello che faccio in campo. Ancora oggi mi fermano in tanti per strada per ringraziarmi. Quanto agli altri, a chi mi insulta sui social o mi critica, si rivedano le partite di quei 3 anni e mezzo. Credo che anche loro abbiano festeggiato i miei gol e non ricordo insulti o critiche dopo il quarto posto o quel 1 a 0 nel derby".

In chiusura d'intervista Cassano rivela cosa farà una volta appese le scarpette al chiodo: "Mi piacerebbe restare nel calcio, tipo direttore tecnico alla Branca nella vecchia Inter. Anello di congiunzione tra squadra, allenatore e società. In mezzo, tanto io ci finisco sempre in mezzo".

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


“Garellik”, 30 anni dopo
Claudio Garella era uno dei portieri più sgraziati del calcio italiano. Parava in maniera stranissima, compresa una famosa rovesciata. Eppure ha vinto due scudetti miracolosi con Verona e Napoli

18 APRILE 2017
Garella ieri e oggi

Trent’anni fa, nel campionato 1986/87, il Napoli realizzò un vero e proprio miracolo, vincendo il primo Scudetto della sua storia. Ripensando a quella grande squadra, vengono subito in mente Maradona, Giordano e Carnevale, ma forse il più “magico” di tutti era il goffissimo portiere Claudio Garella.

Già due anni prima, l’estremo difensore torinese aveva vinto uno Scudetto persino più sorprendente: quello conquistato tra i pali dell’Hellas Verona. “Alla prima riunione con Osvaldo Bagnoli – rivelò Garella – il tecnico ci disse chiaramente di temere la retrocessione, invece diventammo Campioni d’Italia… ma ce ne rendemmo conto solo una volta conquistata la certezza matematica!”.
Anche in quel Verona c’erano giocatori più adatti a finire sui poster: Briegel, Larsen-Elkjaer, Fanna, Galderisi… Eppure è proprio Garella, 62 anni a maggio, che potrà raccontare ai nipotini di avere portato due Scudetti in dote a due città che non lo avevano mai vinto prima e il tutto nel breve arco di due anni: “Dopo la bellissima esperienza di Verona, mi dispiaceva molto andare via, ma era troppa la voglia di giocare con il migliore al mondo: Maradona. E se devo scegliere uno dei due Scudetti, dico che vincere a Napoli, per me, batte il resto del mondo. A Madrid o Barcellona, altri due posti calienti del calcio mondiale, neanche si immaginano cosa significhi festeggiare sotto il Vesuvio”.

Al giovedì, per la partitella a Soccavo, avevamo 15.000 spettatori e la domenica al San Paolo ce n’erano 100.000! Mi vengono i brividi! Ve la ricordate quella scritta che comparve sul cimitero di Napoli? «‘uagliò non sapete cosa vi siete persi». Fece davvero epoca!”.


Dopo aver esordito in A con il Torino, Garella ha giocato con il Casale, il Novara, la Lazio e la Samp. A Roma venne duramente contestato per una serie di errori che gli valsero il soprannome di “Paperella” e sua moglie Laura si dannava l’anima telefonando ai giornalisti che lo giudicavano troppo severamente. Lo chiamavano invece “Garellik” i tifosi di Verona e Napoli, esaltati dalle sue parate decisamente inusuali.
Per via del suo fisico, poco atletico anche al top della carriera, Garella non si faceva problemi a intervenire più spesso con i piedi che con le mani. Tanto sgraziato quanto efficace, durante l’esperienza tra i pali dell’Udinese fece persino una parata… in rovesciata, per rimediare a una deviazione beffarda. “Sono stato un portiere anomalo, ma nessun allenatore ha cercato di cambiarmi”, ha ammesso l’ex Campione d’Italia. “Mi affidavo all’istinto, ma anche ai consigli di Italo Allodi, il manager che mi portò al Napoli e che una volta disse: «L’importante è parare, non conta come»”. L’Avvocato Agnelli, patron di una Juve che fu acerrima rivale sia del Verona che del Napoli nella lotta per lo Scudetto, una volta lo definì “il miglior portiere del mondo… senza mani, però”.

Eppure, nemmeno nei suoi anni migliori è mai riuscito a conquistare nemmeno una sola presenza in nazionale: “Ai miei tempi non è mica come adesso, che c’è solo Buffon. Allora a farmi concorrenza c’erano Zenga, Galli e Tancredi! No, non rimpiango la nazionale. Mi dispiace solo di aver perso il secondo Scudetto nel testa a testa con il Milan. L’intervento della criminalità organizzata? Ma no, se mi fossi accorto di qualcosa di poco pulito, me ne sarei andato subito”.

In quella stagione si ruppe anche il feeling tra la squadra partenopea e il suo allenatore. Insieme a Bagni, Giordano e Ferrario, Garella fu tra gli animatori di una vera e propria rivolta nei confronti di Ottavio Bianchi e per ritorsione venne ceduto all’Udinese, in Serie B. Dopo una breve parentesi con l’Avellino, ha appeso i guanti al chiodo nel 1991.

A fine carriera, è rapidamente uscito dal giro del grande calcio: “Questo ambiente mi ha dimenticato in fretta, anche se mi sono diplomato direttore sportivo a Coverciano. Non frequento i giri giusti, ormai solo i tifosi si ricordano ancora bene di me. La cosa bella è aver conosciuto due belle persone come Paolo Mantovani e Ferdinando Chiampan e comunque il calcio è ancora una mia grande passione”.

Infatti, dopo aver gestito una gioielleria a Verona, ha ripreso a lavorare nel mondo del pallone, sebbene sui campetti delle serie inferiori piemontesi. Ha allenato il Barracuda ed è stato osservatore della Canavese, oscillando tra la seconda categoria e la Promozione: “Se ami davvero questo sport, farlo col Barracuda o col Manchester United non cambia proprio niente!”.

Quello che è sicuramente cambiato, a parte il suo fisico ormai abbondantemente oversize, è il modo di giocare, soprattutto in porta: “I portieri di oggi fanno una vita impossibile. Appena tocchi l’attaccante o sfiori il pallone fuori area ti becchi il cartellino rosso e te ne vai a casa! Fossi ancora un giocatore, andrei a protestare sotto la Lega Calcio! Ma come bisogna fare a fermare questi attaccanti? Sai perché io paravo con tutto il corpo? Perché avevo di fronte bomber come Paolo Rossi, Roberto Pruzzo e Spillo Altobelli! Qualcosa dovevo pure inventarmi”.


FONTE: EuroCalcio24.com


SPORT
Palermo allo sbando: esonerato Lopez. Salerno non è più il ds
Venerando Busacca 18 Aprile 2017, 06:22

Il dirigente era stato l'artefice dell'arrivo in panchina di Lopez e ora il suo addio spalanca le porte all'esonero dell'uruguayano. Serve una scossa forte, serve tentare di cambiare e giocarci il tutto e per tutto.

Il presidente rosanero ha anche accettato le dimissioni del direttore sportivo Nicola Salerno. Sarà lui a "traghettare" la squadra fino a fine campionato. Il poker subito dal Milan ha costretto il patron rosanero ad alzare bandiera bianca e predisporre per l'ennesimo cambio di panchina. È la quinta guida tecnica dei rosanero in questa stagione, la prima scelta dal nuovo presidente Paul Baccaglini, anche se la decisione è stata ispirata da colui che ancora per qualche settimana resta il proprietario del club rosanero, ovvero Maurizio Zamparini, che già in passato aveva pensato a Bortoluzzi, secondo di Guidolin nelle stagioni d'oro del Palermo in serie A. Lo stesso allenatore di Castelfranco Veneto, pur non esponendosi in prima persona, avrebbe consigliato il suo "discepolo", certo che negli ultimi mesi di campionato avrebbe dato tutto per la causa. Il suo posto verrà preso da Diego Bortoluzzi, già vice di Guidolin al Palermo, Udinese e Swansea e di Mandorlini all'Hellas Verona. L'ex consulente del Watford ha deciso di lasciare la società siciliana in seguito alla volontà della stessa società di esonerare il tecnico Diego Lopez. "Per me è una grande scommessa, non c'è dubbio che l'obiettivo salvezza è lontano - spiega il nuovo tecnico del Palermo - ma dobbiamo pensare una partita alla volta, spero di poter dare tanto a questa squadra per raggiungere il traguardo salvezza". Anche per questo ho proposto alla squadra un premio per la salvezza. "Ho ereditato una squadra che attraversa un momento difficile e sto cercando di fare il possibile per scuoterla dalle fondamenta per reagire a testa alta", ha aggiunto il neo-presidente del Palermo. "Anche lui ha ereditato una situazione difficile e lo ringrazio per tutto il duro lavoro". Questo vuole essere un segnale forte dalla società ai giocatori per dimostrare quanto ci crediamo.

FONTE: PrimaPaginaReggio.it


SERIE B
Alla fine del balletto Bisoli saluta il Vicenza. Ora tocca a Torrente
19.04.2017 06.15 di Tommaso Maschio
Alla fine del balletto Bisoli saluta il Vicenza. Ora tocca a Torrente
Un vero e proprio balletto è quello andato in scena fra la sera di Pasquetta e la giornata di ieri. Protagonisti il tecnico Pierpaolo Bisoli e la dirigenza del Vicenza. Dopo la sconfitta casalinga contro la Pro Vercelli, rivale diretta nella corsa salvezza, infatti sembrava che il destino dell'allenatore, subentrato a inizio ottobre a Franco Lerda, fosse segnato con l'esonero imminente. In serata però c'era stata un'apparente retromarcia da parte della società che aveva confermato il tecnico con tanto di convocazione per guidare l'allenamento mattutino della squadra. Finito l'allenamento, e iniziata la riunione in dirigenza, sono però riprese a circolare le voci di un esonero confermate poi dal comunicato ufficiale apparso sul sito del club.

Bisoli chiude così dopo 29 gare l'avventura in biancorosso lasciando la squadra quartultima con un punto di margine sulla retrocessione diretta. Dopo aver chiuso il girone d'andata con buoni risultati e aver recuperato diversi calciatori la squadra è crollata anche a causa di un mercato che non ha portato i rinforzi sperati, specialmente in attacco. Il mancato arrivo di Rolando Bianchi, poi finito ai rivali della Pro Vercelli, e successivamente le trattative portate avanti e poi sfumate con Marouane Chamakh, Innocent Emeghara, Marius George Tucudean e Henok Goitom non anno aiutato l'allenatore e creato qualche frizione, poi rientrata, con la dirigenza. Bisoli chiude con una media di 1,10 punti a partita (7 vittoria, 11 pareggi e 12 sconfitte), peggio in carriera aveva fatto solo nelle brevi esperienze di Cagliari (1,08 punti a partita in 13 gare) e Bologna (0,67 punti a partita in 6 gare).

Ora toccherà a Vincenzo Torrente fare meglio dei predecessori e portare alla salvezza la squadra berica con subito un impegno complicato in trasferta a Benevento e appena due giorni per preparare la squadra. Con sei gare a disposizione l'ex tecnico di Bari e Salernitana dovrà compiere un vero e proprio miracolo magari facendo tornare il "Menti" un fortino inespugnabile visto che finora fra le mura amiche il Vicenza ha raccolto appena 18 punti (peggior squadra dell'intera categoria).

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

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Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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Daniele VERDE commenta la doppietta contro l'AVELLINO

HELLAS VERONA 3-1 AVELLINO

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