Andamento HELLAS in campionato: Deprimersi? Basta poco che'cce vò! Amichevole con l'ND GORICA ad ingresso libero, l'ex diesse BONATO al rientro è tra i papabili insieme a GEROLIN per il dopo BIGON? Ufficiale l'addio a WINCK...

Pubblicato da andrea smarso venerdì 25 marzo 2016 12:31, vedi , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


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ANDAMENTO IN CAMPIONATO: Stamane mi sono svegliato in ferie ed ottimista ma mi ci è voluto poco per ritrovare l'abbacchio, mi è bastato realizzare un banale grafico dell'andamento in campionato dell'HELLAS per rendermi conto (anche visivamente) di come il team gialloblù non meriti la Serie A.
Come vedete nell'immagine a lato gli scaligeri hanno perso mediamente una gara ogni due ma ben più gravemente hanno vinto solo in due occasioni (meno di una partita ogni quattro!) e la prima, come purtroppo bene ricordiamo, è stata solo ad inizio Febbraio con l'ATALANTA dopo 262 giorni di digiuno...
Un vero record al negativo che fotografava allora e ribadisce oggi una semplice verità aldilà di rimpianti e recriminazioni: All'interno di una competizione mediocre il VERONA è stata la squadra peggiore.

DOMANI AMICHEVOLE CON L'ND GORICA allo Sporting Center 'Il Paradiso', contro gli sloveni il fischio d'inizio è previsto per le ore 15.30 e l'ingresso sarà libero...

L'EX DIESSE BONATO pronto a tornare in pista dopo l'addio al SASSUOLO ed un anno di stop sabbatico, secondo TuttoMercatoWeb.com ci sarebbe anche lui insieme a GEROLIN tra i papabili per il dopo BIGON (ammesso e non concesso che quest'ultimo termini il rapporto di lavoro con l'HELLAS a fine stagione).

UFFICIALE L'ADDIO DI WINCK oggi: Con uno scarno comunicato sul proprio sito web la società ha comunicato lo scioglimento del contratto di presto con l'INTERNACIONAL di Porto Alegre...

SQUALIFICATO REBIĆ dopo l'espulsione per doppia ammonizione contro il CARPI, salterà la partita al Dall'Ara...

'IL MIRACOLIERE. OSVALDO BAGNOLI, L’ALLENATORE OPERAIO', un nuovo libro di Matteo Fontana racconta la storia di un personaggio schivo che forse non ha ottenuto dal calcio per quanto ha dato


GIALLOBLU IN NAZIONALE: Dopo IONITA in campo per tutta la gara con la MOLDAVIA nell'1 a 1 contro MALTA, WSZOLEK non è sceso in campo con la POLONIA mentre MORAS è stato convocato dalla sua nazionale per l'amichevole contro l'ISLANDA dell'ex compagno HALLFREDSSON il 29 Marzo...

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DICONO +   -   =

TONI al quotidiano tedesco Bild «L'Italia non ha attaccanti abituati a livello internazionale e capaci di reggere una grande pressione. E' una situazione deprimente, servirebbe gente come Totti, Inzaghi, Del Piero o me. Contro la Germania però vedremo una grande prova, le partite contro i tedeschi sono sempre speciali. Europeo? Francia in pole. Credo che possano trionfare anche considerando il fattore campo, poi c'è la Germania che ha ottime possibilità. Il mio futuro? Farò di tutto per cercare di arrivare al miracolo della salvezza, anche se non sarà semplice. A fine stagione deciderò se smettere o meno, nel caso appendessi gli scarpini al chiodo inizierò a giocare con gli amici» CalcioMercato.com



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Tempi duri anche al BOURNEMOUTH per Juan Manuel ITURBE che dopo il flop alla ROMA non riesce ad esprimersi al meglio nemmeno in Inghilterra...

PALLAVOLO: La CALZEDONIA VERONA conquista la finale della Challenge Cup vincendo nel palazzetto del BENFICA e si porta sul 2 a 1 alla terza gara dei playoff col PERUGIA ora al palazzetto avverso in cerca del pari il giorno di Pasqua per una gara da dentro o fuori!

SPUMEGGIANTE 1 A 1 TRA ITALIA E SPAGNA allo stadio Friuli di Udine, i 22 in campo hanno dato vita ad una gara piacevole col buon gioco che raramente si vede in gare in cui sono in palio i 3 punti... Gli azzurrini travolgono l'IRLANDA a domicilio: Finisce 4 a 1 e la qualificazione è ora ad un passo!

LUTTO NEL MONDO DEL CALCIO, a 68 anni ci lascia il grandissimo Johan CRUIJFF!

MOTOGP: LORENZO vince il primo MotoGP stagionale davanti a MARQUEZ e DOVIZIOSO, quarto posto per il dottor ROSSI...





RASSEGNA STAMPA +   -   =
Due successi e tredici X: questo il bilancio dei gialloblù in stagione
di Jacopo Michele Bellomi, @jjbellomi 29/03/2016, 12:25

Classifica alla mano e lasciando da parte i punti, il Verona risulta la prima e l’ultima squadra del nostro campionato rispettivamente per due particolari statistiche. I gialloblù, infatti, detengono il maggior numero di partite pareggiate, con il totale di 13, a fronte del record negativo di sole due vittorie in stagione – per fare un confronto con le altre squadre impegnate nella lotta salvezza, il Carpi ne ha vinte 6 e pareggiate 10, il Frosinone viaggia a 7 e 6.

Se per la prima vittoria si è dovuto aspettare il 3 febbraio 2016, il trend del pareggio si può fare risalire ancora alla gestione Mandorlini, anzi, addirittura alla prima partita di campionato: Verona-Roma era terminata 1-1, Jankovic era andato a segno al 61’, ma i gialloblù si sono fatti rimontare poco dopo dalla rete di Florenzi. La medesima situazione si è verificata anche con Torino, Chievo, Udinese, mentre contro la Lazio, il gol di Helander era stato prima pareggiato dal rigore di Biglia e poi superato dal gol a fine partita di Parolo.

L’arrivo di Delneri ha portato un cambio nella mentalità e il Verona ha dimostrato di poter rientrare in gioco, segnando i gol del pareggio: è successo subito con Milan, Sassuolo e Roma, più recentemente con la Fiorentina. Nonostante questo, la squadra manca sempre nell’ultimo sforzo per vincere la gara e, quando non va peggio, la pareggite rimane.
Jacopo Michele Bellomi

FONTE: Hellas1903.it


Hellas Verona, un fallimento non annunciato… O quasi
l’Hellas doveva e deve sopravvivere sulle proprie gambe


Inutile girarci attorno, la stagione dell’Hellas Verona è stata disastrosa sotto ogni punto di vista.
Con il senno di poi è facile dare giudizi, anche perché dopo il mercato estivo tutti erano felici, contenti e soddisfatti del lavoro svolto.
Giampaolo Pazzini era il sostituto perfetto per Toni, dato anche il lungo contratto firmato, in difesa l’arrivo dello svedese Hellander pareva un buon prospetto. E’ pur sempre titolare dell’Under 21 vincitrice dell’europeo.
A centrocampo Federico Viviani era un grande prospetto, miglior giocatore della serie B e investimento futuribile.
Giocatori di proprietà per creare plusvalenze future, questo era l’obbiettivo e il programma della società gialloblu; per stessa ammissione del presidente Setti, l’Hellas doveva e deve sopravvivere sulle proprie gambe.

In una intervista il presidente aveva spiegato che le ragioni che lo hanno potato a interrompere i rapporti con Sean Sogliano (il precedente direttore sportivo), sono stati economici. Il modo di lavorare era ritenuto troppo dispendioso e per questo non sostenibile economicamente.
Potrà anche essere vero che la ricerca e l’ingaggio di molti giocatori (poi non esplosi nel talento), si sia rivelato un peso di bilancio ma Sogliano a differenza del lavoro svolto in questa stagione, aveva portato ritorni economici importanti. Basta vedere le cessioni di Iturbe e Jorginho.

Cosa accadrà invece la prossima estate? L’unica plusvalenza sarà quella di Arthur Ionita al Napoli, tra l’altro giocatore scoperto proprio da Sogliano. Così come lo è stato Jacopo Sala ceduto alla Sampdoria.
Dove è emersa la grande rete scouting di Riccardo Bigon, tanto decantata? Quali talenti sono sbarcati in riva all’Adige?
E’ innegabile quindi che il fallimento è stato totale, che ripartire con questa dirigenza è impensabile. Dirigenza che ha perso un pezzo durante la strada con la partenza “vergognosa” di Giovanni Gardini. Il quale ha trovato l’accordo con l’Inter di Thohir, abbandonando una barca che affondava nel silenzio totale. Incommentabile infatti la “lettera” ai tifosi veronesi il giorno dell’addio.

In questo caso la Presidenza doveva farsi sentire e impedire la fuga di uno dei principali responsabili del disastro.
La lotta di potere interna ha logorato il Verona, questa è probabilmente la verità. Sogliano e Gardini non erano più compatibili e Setti ha dovuto fare una scelta… Che si è rivelata errata.
L’imprenditore carpigiano sembrava possedere due ottime doti: scegliere i collaboratori e lasciare la giusta libertà di agire. Quest’anno ha sbagliato entrambe.
Per questo bisogna azzerare e ripartire con un nuovo staff e squadra, gli addii di Bigon, di Toni e gran parte della rosa, dovrebbero essere l’ovvietà. Se si vuole davvero puntare a una pronta risalita bisogna già preparare la prossima stagione e Pierpaolo Marino dietro la scrivania e Beppe Iachini in panchina sarebbero due ottimi punti fermi.
Entrambi hanno l’esperienza e gli attributi per un nuovo inizio.
Mattia Cagalli
23/03/2016

FONTE: LaVoceDiVenezia.it


22 marzo 2016
Gianni Poggi
Calcio veneto: grande passione, ma braccino corto
Nessuno mette soldi per creare un grande club. E mancano stadi moderni. Ma il tifo c'é


Il Verona ormai da mesi all’ultimo posto della Serie A e virtualmente retrocesso. Il Chievo protagonista di un campionato senza infamia e senza lode. Il Vicenza alle prese con una crisi societaria e tecnica senza fine e sprofondato al penultimo posto della Serie B. Il Padova, in Lega Pro, praticamente già fuori dal giro promozione. La stagione 2015/2016 non resterà certo negli annali come una delle più memorabili per il calcio veneto.

Calcio veneto che da decenni non dà più soddisfazioni e titoli a tifosi che, per contro, continuano ad essere fedeli e innamorati dei colori dei rispettivi club, a sostenere “a prescindere” le loro squadre del cuore e, soprattutto, a sottoscrivere abbonamenti ed a comperare biglietti. I veneti sono grandi appassionati di calcio e rivivono in questo sport antichi campanilismi e faziosità della loro terra.

Ma non sono mai riusciti ad esprimere, almeno negli ultimi cinquant’anni, un grande club. Non lo è stato il Lanerossi Vicenza vice-campione d’Italia nel 1978 e nemmeno l’Hellas Verona dello scudetto 1985. Questi, che costituiscono i risultati più importanti del calcio veneto, sono il frutto occasionale e di breve durata di convergenze tecnico-societarie non programmate e irripetibili. In biancorosso ci fu l’abbinata Farina-Fabbri-Paolo Rossi, in gialloblu quella Guidotti-Bagnoli-Elkjaer-Briegel. In entrambi i casi a quei top seguirono delle retrocessioni. Nelle altre capitali del calcio regionale non è andata certo meglio. Dopo fallimenti, esclusioni e rifondazioni, Padova e Venezia hanno dovuto ricominciare dalla Serie D, Treviso dai Dilettanti. Belluno e Rovigo mai pervenute nel calcio che conta.

Qual è allora il problema che ha finora impedito di creare nel Veneto una grande società? La risposta è univoca: i soldi. Servono grossi investimenti per portare e mantenere un club fra i top five del calcio nazionale e questi capitali li possono fornire solo la imprenditoria e la finanza locali. Ma, storicamente, i nostri grandi industriali e i nostri grandi finanzieri non hanno mai voluto occuparsi di calcio. Che quindi è sempre stato nelle mani dei tipici imprenditori medio-piccoli della regione, mossi spesso da autentica passione ma con portafogli modesti e quasi sempre costretti a far società con altri per sostenere gli oneri della gestione. Pochi soldi insomma e i noti limiti: fasso-tuto-mi, poca managerialità, difficoltà di relazionarsi con il mondo del pallone. Personaggi come Berlusconi, Agnelli e Della Valle il calcio veneto non li ha mai avuti.

Ed anche quando qualche grande industriale si è fatto coinvolgere, il coinvolgimento non è mai stato illimitato. Negli anni Cinquanta dello scorso secolo i Rossi e i Marzotto si sfidarono creando nel Vicentino il Lanerossi Vicenza e il Marzotto Valdagno, raggiungendo la A i primi e la B i secondi. Oggi Renzo Rosso ha sempre rifiutato di interessarsi del Vicenza e non dà l’impressione di voler far diventare il suo Bassano un grande club. I Campedelli e i Gabrielli, famiglie storiche dell’industria veneta, sono proprietari del Chievo e del Cittadella, società che rappresentano senz’altro un buon esempio di gestione sportiva, ma con obbiettivi limitati anche se più che onorevoli.

Il Veneto per di più non dispone nemmeno di stadi all’altezza di società top, se non il Bentegodi di Verona che comunque è impianto ormai vecchio. E nemmeno si è mai sentito qualcuno in regione lanciare un progetto come quello dello Stadium juventino, peraltro l’unico in Italia di livello internazionale. Senza uno stadio moderno, oggi non si fa strada nel calcio.

FONTE: VVox.it


Osvaldo Bagnoli, l’allenatore operaio
Un libro appena uscito racconta la storia di Osvaldo Bagnoli. Un personaggio di un calcio che non esiste più e che nel mondo delle dirette 24 ore su 24 e delle conferenze stampa preconfezionate sarebbe un alieno


Fabio Polese - Lun, 21/03/2016 - 22:12
Osvaldo Bagnoli è un allenatore troppo poco considerato per quanto ha fatto nel calcio.
E non solo per i risultati ottenuti nella sua carriera. Ma anche per le sue idee. Infatti, ha trasformato il gioco all'italiana, dandogli una maggiore tempra offensiva, ha valorizzato talenti e ha vinto con la semplicità della tattica.

Bagnoli è anche stato sempre un personaggio schivo e, per questo, lontano dai riflettori. Ma la sua incredibile storia la racconta Matteo Fontana - giornalista della Gazzetta dello Sport e del Corriere del Veneto – nel volume appena uscito in libreria: Il miracoliere. Osvaldo Bagnoli, l’allenatore operaio (Eclettica Edizioni, pp. 324, 18,00 euro).

Sullo sfondo del libro, l’autore, oltre a parlare di un calcio che non esiste più e dove Bagnoli oggi sarebbe un extraterrestre, troviamo molte storie di un Paese che cambia. Dal boom economico agli anni di piombo, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Perché “l’allenatore operaio”?
Non un mago, non un filosofo, non un tribuno. Un artigiano, un operaio: questo è stato il Bagnoli tecnico. Con questi criteri ha costruito le proprie squadre, dal Fano all'Inter, con il picco di un Verona entrato nel mito. Inoltre Bagnoli è di estrazione proletaria. Lavoratore figlio di lavoratori. Uno venuto su dalla fabbrica.

Cosa ha rappresentato Bagnoli per Verona?
Verona sta a Bagnoli come Liverpool sta a Bill Shankly: ha reso la gente felice, he made people happy. Basta questo per capire tutto.

E per le altre piazze?
Taciturno e mite, riservato e onesto: uno, Bagnoli, che per queste caratteristiche è stato amato e che ha lasciato ricordi profondi ovunque. Poi ci sono solchi più marcati, come a Cesena e, in altra forma, al Genoa, e altri controversi. All'Inter è arrivato secondo e fino ai tempi post-Calciopoli non si è più vista una squadra così, stante la qualità della rosa, ma è stato esonerato: una delusione che l'ha spinto a non allenare più.

Possiamo definire Bagnoli un extraterrestre del calcio attuale?
Non è immaginabile un Bagnoli nel calcio di oggi. Gianni Mura gli ha accostato, per la ritrosia alla ribalta, Maurizio Sarri. Ma uno come lui nel mondo delle dirette 24 ore su 24 e delle conferenze stampa preconfezionate sarebbe un alieno.

Possiamo paragonarlo ad altri allenatori del passato?
Bagnoli ha sempre stimato Pippo Marchioro, un amico personale con cui ha giocato e iniziato ad allenare come secondo. Corrado Orrico e Massimo Giacomini hanno avuto la stessa signorilità silenziosa e fuori dal sistema. Ma Osvaldo resta di una categoria distinta: lo “Schopenhauer della Bovisa”, per dirla con le parole di Gianni Brera.

Nel suo libro, oltre al calcio, racconta tante storie…
Nel libro lo sfondo è quello di 80 anni di storia italiana. Il calcio è un grande specchio del Paese. Non a caso ora il pallone non brilla e sembra il calco di una nazione che fatica a ripartire. Per questo sono ricorrenti, nel volume, le tracce di quanto è avvenuto nella nostra terra. Storie di piombo, di bombe e misteri, di mafia e corruzione. Ma anche di speranza e sogni. Si legge di Moro e Berlinguer, di Gelli, di Di Pietro, di Berlusconi. Di Brigate Rosse e neofascisti, di Mussolini e Andreotti, di Craxi e Bossi. Di Bagnoli socialista per tradizione familiare: l'allenatore operaio, appunto.

FONTE: IlGiornale.it


IL DIBATTITO
Squadra scarsa o scarso rendimento?
24/03/2016 12:20
Una squadra di "bidoni", molto lontana da quel "clamorosamente adeguata alla salvezza" pronunciato da Bigon a inizio stagione, o solo una squadra a cui fa difetto la personalità e che non si è molto "applicata" in questo campionato?

Il dibattito, ora che i buoi sono scappati dalla stalla, resta di attualità. Dopo la gara con il Carpi, il partito della squadra "scarsa" ha ingrossato le fila. Chi sostiene questa tesi parte da questo presupposto: si era detto che era tutta colpa di Mandorlini ma non è che con Delneri le cose siano molto migliorate. Ergo la squadra è scarsa. L'analisi finisce lì ed evita di ricordare che Mandorlini aveva appoggiato tutte le scelte della società in estate, dopo aver firmato il contratto biennale e che questa squadra era stata definita dopo il mercato, la più "mandorliniana" di sempre.

C'è poi chi sostiene che la squadra non sia così pessima. E che semmai a mancare è la compatezza dello spogliatoio, le regole, gli allenamenti intensi. Una squadra che non ha mai subito una contestazione ma che lo stesso si è afflosciata su stessa. Delneri ci ha messo il carico, se è vero che dopo il mercato di gennaio le "deficienze" strutturali non sono state affrontate e la squadra che ne è uscita è un ibrido tra quella che ha voluto Mandorlini e quella che avrebbe voluto Delneri.

Errori su errori che inevitabilmente, in entrambi i casi, chiamano in causa direttamente chi questa squadra ha costruito e gestito. Insomma, il direttore sportivo Bigon. Se per un tratto di campionato l'argomento infortuni è stato quello che ha tenuto banco (unito ai metodi d'allenamento di Mandorlini), successivamente, quando l'emergenza è terminata, è stata la gestione dello spogliatoio a tradire. E le parole di Luca Toni, durissime nelle forma e nella sostanza, hanno sollevato quasi interamente tutti gli altarini. La squadra, ha detto Toni con realismo, "è scarsa" e "non merita la serie A". Una presa d'atto amarissima che però non può passare sotto silenzio, perchè evidentemente tira in ballo chi ha costruito questa squadra e le scelte del direttore sportivo oltre che quelle del nuovo allenatore.

Resta anche il dubbio su quale sia il vero Verona: quello che ha battuto il Chievo e pareggiato con l'Inter o quello orribile che ha perso con il Carpi? E perchè questa squadra ha fallito, sia con Mandorlini, sia con Delneri, tutti gli scontri diretti? Domande che rimbalzano ora nella testa di tutti i tifosi, ma soprattutto in quella del presidente Setti che ha rinviato ogni decisione dopo la fine del campionato. (g.vig.)

PANCHINA BOLLENTE
Toni dirigente e Mandorlini in panca?
22/03/2016 14:52
Ore concitate in casa del Verona. La gara con il Carpi ha fatto precipitare la fiducia di Setti. Il presidente per ora non parla, ma è chiaro che in questo momento sta riflettendo sul domani. Continuare con Delneri, Bigon, Barresi e la "longa manus" di Gardini da Milano o cambiare tutto? Attenzione perché in queste ore sta circolando un'altra ipotesi. Una rivoluzione morbida, appoggiata da Tullio Tinti, procuratore di Toni, Pazzini e in ottimi rapporti con Mandorlini. L'idea del potente procuratore bresciano sarebbe quella di far tornare Mandorlini sulla panchina del Verona, dando un ruolo dirigenziale a Luca Toni, relegando quindi in un angolo Bigon che resterebbe solo perché legato da un contratto. Resta da vedere se anche Setti si farà convincere da questo scenario, dopo la netta chiusura di gennaio al ritorno di Mandorlini, sebbene in presenza di un contratto che lega il tecnico romagnolo sino al 2017. (g.vig.)

SERIE A
Verona, quel futuro così nebuloso
22/03/2016 14:46
"Ora bisogna capire cosa fare, con il presidente ci vedremo prima di Pasqua e decideremo la linea da tenere...".

Le parole di Delneri, pronunciate domenica scorsa dopo la gara persa contro il Carpi, aprono scenari diversi in casa del Verona. C'é la necessità di non far diventare queste ultime otto gare una lunga "via crucis", ma non solo. C'é anche il pensiero rivolto al domani. Cosa succederà in casa del Verona adesso quando anche il capitano Luca Toni ha parlato di squadra non adeguata alla serie A?

IN CAMPO I GIOVANI. Si fa presto a dire che ora devono giocare solo i giovani che forse hanno più motivazioni del gruppo attuale. Ma il rischio di esporre i ragazzi a figuracce é dietro l'angolo. Con in più il pericolo di "bruciare" i ragazzini. É una scelta non facile né cosi scontata. E poi chi far giocare? Checchin? Tupta? E al posto di chi?

DELNERI AL CAPOLINEA. Anche questa é una possibilità. Accertato il fallimento anche della gestione di Delneri, potrebbe essere che anche il tecnico friulano faccia un passo indietro. Setti potrebbe rimettere sulla panchina Mandorlini o promuovere il tecnico della Primavera Pavanel. Due opzioni per chiudere questa sciagurata stagione.

AVANTI COSÌ IN ATTESA DELLA RIVOLUZIONE. La via più semplice é quella di continuare così in attesa di fare le scelte giuste a fine stagione. Magari cercando di inserire qualche ragazzo e cercare di salvare almeno la dignità.

FONTE: TGGialloBlu.it


Calciomercato Verona, ipotesi Mandorlini per la risalita
Il tecnico, sostituito da Del Neri, potrebbe tornare sulla panchina gialloblu

Andrea Mandorlini (Getty Images)

23/03/2016 18:10
MERCATO VERONA PANCHINA MANDORLINI FUTURO/ VERONA - Potrebbe prospettarsi un clamoroso ritorno al Verona. I gialloblu - secondo quanto riportato da 'tuttosport.com' - starebbero valutando l'ipotesi di richiamare Mandorlini per affidargli la squadra nelle ultime partite di serie A. L'obiettivo sarebbe quello di dare la possibilità al tecnico di pianificare meglio il futuro per un'immediata risalita al massimo campionato dalla serie B. Il Verona vista la classifica sembra, infatti, ormai condannato alla retrocessione.
M.S.

FONTE: CalcioMercato.it


Che fine ha fatto? Elkjaer, il re di Verona
di Alessandro Di Gioia

24 marzo alle 12:30
Ci sono pochi calciatori che hanno cambiato con la loro personalità e il loro modo di giocare la storia calcistica di una squadra, e di conseguenza di un'intera città: il più nobile è sicuramente Gigi Riva, che con il Cagliari tra gli anni '60-'70 arrivò a dominare in Italia partendo dalla Serie B. Senza tornare così tanto indietro nel tempo, l'esempio più lampante è quello del "sindaco di Verona", il danese Preben Elkjaer Larsen. Sindaco perchè, dopo lo storico scudetto vinto nella città scaligera nel 1984-85, fu acclamato come primo cittadino dai tifosi dell'Hellas, innamorati di quel "Cenerentolo" danese dalla prolificità sotto porta devastante.

IL CAVALLO PAZZO E LE SIGARETTE - Nato nel 1957 a Copenaghen, era un attaccante potente ma agile, devastante palla al piede, tanto da venire soprannominato "Cavallo Pazzo": più volte vicino alla vittoria del Pallone d'Oro (si classificò secondo nel 1985 dietro a "Le Roi" Platini e terzo nel 1986, dietro all'accoppiata Platini-Tigana), aveva un unico vizio, le sigarette. Era infatti un tale fumatore che doveva accendersi sempre una sigaretta tra un tempo e l'altro. Dopo gli esordi in patria, nel Vanlose, si trasferì prima in Germania, al Colonia (dove vinse un titolo da comprimario), poi in Belgio, nel Lokeren, dove realizzò 98 reti in 190 presenze e dove gli diedero il soprannome "Den Gale Mand fra Lokeren", "Il pazzo da Lokeren". Il Verona allenato ai tempi dal mitico Osvaldo Bagnoli si accorse di lui e non se lo fece scappare, pagandolo 2,5 miliardi, una cifra alta per l'epoca.

CENERENTOLO NELLA VERONA DELLO SCUDETTO - I tifosi dell'Hellas non vennero delusi: idolo dei "butei" della tifoseria scaligera, si conquistò subito il coro "Elkjaer sindaco", e disputò una stagione da urlo, contribuendo con le sue reti allo storico primo e sinora unico scudetto dell'Hellas. Indimenticabili due episodi, durante quella stagione: il gol realizzato senza una scarpa alla Juventus, che gli valse il soprannome di "Cenerentolo", e la rete decisiva per il titolo, messa a segno a Bergamo contro l'Atalanta il 12 maggio 1985, giornata storica per Verona. Nelle quattro annate col club scaligero non scese mai sotto le sette reti e disputò inoltre la Coppa dei Campioni, segnando 4 gol dei 5 complessivi segnati dal Verona. Decise consapevolmente di chiudere la propria carriera significativa in gialloblù, nonostante la corte di numerose squadre italiane, tra cui la Juventus: "perché quando hai modo di conoscere ed apprezzare chi soffre con te alla domenica e partecipa alle tue gioie e ai tuoi dolori pur non essendo in campo, ti ci affezioni. E per questo motivo, per rispetto nei confronti di chi mi ha amato e osannato fino ad invocarmi come sindaco di Verona, non ho accettato di vestire altre maglie di società italiane. Il loro rispetto meritava il mio rispetto...". I "Gatti di Vicolo Miracoli", gruppo cabarettistico e musicale di Verona formato tra gli altri da Jerry Calà e Umberto Smaila, dedicarono una canzone scritta cinque anni prima a quella storica impresa dei Mastini, intitolata "Verona Beat".

WHISKY, DONNE E MOCASSINI - Chiuse la carriera in patria, nel Vejle: oltre al Verona, la nazionale della Danimarca è stata infatti il suo grande amore. Ha vestito per undici anni la maglia della "Dinamite danese", partecipando alla fase finale dei Mondiali 1986, nel quale fu premiato come terzo miglior giocatore (dietro a Maradona e al portiere della Germania Schumacher), e venne inserito nell'undici ideale della competizione. Definito da Brera come "atleta bufalino, un incrociatore, sfondatore impetuoso", torna spesso a Verona, dato che ha svluppato una dipendenza per la città di Romeo e Giulietta. Definito spesso come un "danese napoletano", aveva la passione innata per il whisky e le belle donne, anche se non era dotato di molto stile, visto che indossava i mocassini scalzo, usanza che gli veniva spesso rinfacciata dai compagni di squadra. Il figlio Max, che ora ha 28 anni, è nato proprio a Verona.

ELKJAER OGGI, TRA TV E FIABA - Dopo aver chiuso la carriera da giocatore, ebbe una parentesi come allenatore del Silkeborg nella stagione 1995-1996, prima di abbandonare il rettangolo di gioco per per intraprendere un ruolo inconsueto per un ex calciatore, il direttore della rete televisiva danese TVS, intervallato alla mansione di commentatore sportivo. Per tutti a Verona però Elkjaer rimane il "sindaco", con Briegel e Galderisi uno degli "uomini della storia": perchè vincere un titolo a Verona, in Italia, è una favola che nemmeno Andersen, scrittore danese autore di capolavori come "La principessa sul pisello", "La sirenetta" e "Il brutto anatroccolo", avrebbe potuto raccontare.
@AleDigio89

Toni dice basta: a fine stagione si ritira l'uomo dei record. Nuovo ruolo a Verona
di Daniele Longo

23 marzo alle 21:30
Il calcio italiano è destinato a salutare uno dei protagonisti assoluti degli ultimi dieci anni: Luca Toni, l'uomo dei record. Tutto parte da Palermo, a 26 anni decide di scendere in B con i rosanero per un progetto ambizioso. Il centravanti emiliano segna gol in quantità industriale: ben 30 in 45 partite, primo marcatore nella storia del club rosanero per marcature in una sola stagione. Altro giro, altro record da infrangere: arriva alla Fiorentina dopo un addio al Palermo che i tifosi non digeriscono proprio. Il 9 aprile del 2006, con il sigillo contro la capolista e rivale Juventus, arriva a quota 27 centri con la maglia viola. A fine stagione sono 31 le marcature totali: mai nessuno nella storia del club viola era riuscito a segnare così tanto in una sola stagione, nemmeno Batistuta. Il centravanti di Pavullo sì, nell'anno dei Mondiali. Una doppietta decisiva contro l'Ucraina ai quarti di finale, la mano che ruota intorno all'orecchio, come dovesse avvitare una lampadina, ma che in realtà include implicitamente il messaggio "Avete capito?". Gol e meraviglie per un centravanti dalla stazza imponente ma capace di muoversi con l'eleganza dei migliori numeri nove della storia.

Perchè Luca Toni ha scritto, a suo modo, la storia del calcio italiano. Primo italiano a vincere la classifica in Bundesliga con la maglia del Bayern Monaco nella stagione 2007/2008 con 24 centri. Una doppietta decisiva in finale di Coppa di Germania contro i rivali del Borussia Dortmund per una stagione che lo ha visto personaggio cult anche del tormentone musicale: "Luca Toni maccaroni, sei per me, numero uno". Dopo l'addio al club tedesco, inizia un girovagare continuo: dalla Roma al Genoa dove si scontra con Preziosi. "Un voto alla stagione di Toni? Tre come i suoi gol" disse il patron dei liguri. Troppo per un attaccante che aveva poco da dimostrare al calcio italiano. Punto nell'orgoglio passa alla Juventus, una nuova grande occasione. Non sboccia l'idillio con il tecnico Conte e sono più le panchine che i gol messi a referto. Giocatore sull'alba del tramonto? Macchè, ecco la seconda giovinezza al Verona, dove sembrava essere arrivato per chiudere la carriera e invece è nato un vero e proprio amore. Nella stagione 2013/2014 diventa il miglior marcatore della storia del club veneto con 20 reti in campionato, superando Gianni Bui e Nico Penzo. Le mani continuano a ruotare intorno all'orecchio, a Verona stropicciano gli occhi ad ogni gol. C'è un altro record da battere e puntualmente Toni ci riesce: nella scorsa stagione, vincendo il titolo di capocannoniere con 21 reti, diventa il primo italiano a bissare tale traguardo con due maglie diverse (ci era riuscito solo un certo Zlatan Ibrahimovic).

ADDIO AL CALCIO GIOCATO - A distanza di dieci anni dalle notti magiche di Berlino, con la vittoria del Mondiale, Luca Toni sta pensando seriamente all'addio al calcio giocato. "Ci meritiamo i fischi, abbiamo buttato all'aria un altro match-point. Abbiamo fatto ridere: è stata un'annata brutta, dagli infortuni, a colpe nostre, forse alcuni giocatori non sono da Serie A, come forse io non sono quello degli altri anni. I nostri limiti stanno venendo fuori: non meritiamo la serie A". Queste le sue parole alla fine della gara persa con il Carpi. Concetti espressi in maniera piuttosto chiara con un accento più da direttore sportivo che da capitano. Secondo quanto appreso da Calciomercato.com, il Verona sta pensando di affidargli un ruolo da dirigente in società. Il presidente Setti ha già manifestato un progetto che lo vedrebbe direttore dell’area tecnica, un ruolo molto simile a quello ricoperto da Marco Di Vaio al Bologna. Contratto biennale a cinquecentomila euro a stagione, si ragiona su queste basi per un futuro ancora a Verona. In forte dubbio il ruolo di Bigon, l’eventuale rivoluzione porterebbe ad un suo addio. L'età avanza, il fisico soffre di più le tante battaglie e per il capitano dei gialloblu è tempo di riflessioni: una storia bellissima destinata a proseguire sotto altre vesti. Più da dirigente che da allenatore, saranno mesi importanti per il futuro dell’attaccante dei record.

MANDORLINI TORNA IN SELLA – Mandorlini e Toni sono legati da un rapporto di stima e fiducia. In caso si concretizzasse lo scenario che Calciomercato.com vi sta anticipando, il tecnico romagnolo avrebbe grandi possibilità di tornare in sella e guidare il Verona nella prossima stagione, a prescindere dalla categoria.

Toni: 'Posso smettere a fine stagione. Italia deprimente, manchiamo io e Totti'

22 marzo alle 15:56
Lunga intervista di Luca Toni alla Bild: l'attaccante dell'Hellas Verona spazia e in lungo e in largo, dalla Nazionale al Bayern Monaco fino al futuro.

ITALIA - "L'Italia non ha attaccanti abituati a livello internazionale e capaci di reggere una grande pressione. E' una situazione deprimente, servirebbe gente come Totti, Inzaghi, Del Piero o me. Contro la Germania però vedremo una grande prova, le partite contro i tedeschi sono sempre speciali. Europeo? Francia in pole. Credo che possano trionfare anche considerando il fattore campo, poi c'è la Germania che ha ottime possibilità".

GUARDIOLA E ANCELOTTI - "Siamo amici, mi ha detto che ha deciso di provare una nuova esperienza dopo tre anni per allargare i suoi orizzondi. Può anche lasciare vincendo il triplete, il precedente 2013 fa ben sperare. Ancelotti? Sarà dura migliorare questa squadra, ma lui ha vinto ovunque ha allenato. Lo adorano tutti i suoi giocatori, anche quelli che giocano poco".

LEWANDOWSKI - "Se lo merita (il record di reti in un capionato per uno straniero, ndr), anche se per lui è un po' più facile: io giocavo in una squadra all'inizio del processo di crescita, Robert fa parte di una squadra praticamente perfetta".

FUTURO - "Farò di tutto per cercare di arrivare al miracolo della salvezza, anche se non sarà semplice. A fine stagione deciderò se smettere o meno, nel caso appendessi gli scarpini al chiodo inizierò a giocare con gli amici".

Giudice Sportivo, Verona: niente Bologna per un attaccante
22 marzo alle 18:42
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
REBIC Ante (Hellas Verona): doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario.

FONTE: CalcioMercato.com


Hellas Verona, presto le riflessioni sulla panchina per il futuro: dalla conferma di Delneri a Iachini, il punto
Gianluca Di Marzio 22-03-2016 13:30
Con una stagione forse (tristemente) archiviata e con una retrocessione sempre più vicina, in casa Verona è tempo di riflettere sul futuro e pianificare la prossima stagione, con l'obiettivo di ripartire e tornare, in caso di nuovo approdo in B, a respirare ancora aria di Serie A.

Riflessioni che partono dalla panchina: il presidente Setti comincerà presto a pianificare la strategia per il futuro con Bigon e Barresi. Si considererà se continuare con Del Neri, che sebbene non riuscirà presumibilmente a raggiungere la salvezza, è stato comunque apprezzato per il lavoro svolto ed è dunque un'ipotesi concreta, anche in virtù dello staff che lo accompagna, molto stimato dal Verona. Un'alternativa potrebbe invece consistere nel puntare su un allenatore esperto della categoria, come Iachini o Colantuono, entrambi reduci da esperienze poco fortunate in Serie A. Ma non è nemmeno da escludere che si possa "rischiare" una scommessa, scegliendo un allenatore emergente come De Zerbi. Quel che è certo che la prima pietra per la rifondazione sarà la panchina: a Verona è tempo di guardare al futuro, per dimenticare un presente deludente.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


10:53 | venerdì 25 marzo 2016
Verona, Winck torna a casa
Ritorno all'Internacional per il brasiliano, rimarrà quel gol al Pavia...


di Michele Ruotolo - twitter:@michelenews24
UFFICIALE CALCIOMERCATO INTERNACIONAL WINCK VERONA - Nemmeno è cominciata, che è già finita: l'Hellas Verona ha posto anticipatamente al prestito del brasiliano Claudio Winck. Il difensore torna dunque al suo club di provenienza, l'Internacional di Porto Alegre, come confermato poco fa da una nota del sito ufficiale scaligero. Per il brasiliano l'avventura al Verona termina dopo pochi mesi in pratica: era arrivato in prestito con diritto di riscatto a luglio, ma sin dall'inizio, con Andrea Mandorlini in panchina, non aveva mai avuto l'opportunità di potersi mettere alla prova. Di più: Winck non era mai sceso in campo in campionato, diventando una sorta di oggetto misterioso nel giro di pochissime settimane. Per il giocatore, classe 1994, con all'attivo anche una presenza nella nazionale brasilana olimpica, l'unica grande occasione è arrivata in Coppa Italia, all'avvento in panchina di Gigi Del Neri: proprio in coppa Winck ha avuto l'opportunità di mettere insieme due presenze ma, soprattutto, il suo unico memorabile gol nell'esperienza italiana.

WINCK E IL GOL AL PAVIA - Si è trattato del gol rifilato al Pavia: un gol importantissimo, perché segnato nei minuti di recupero e che è servito all'Hellas Verona per passare il turno di Coppa Italia contro la squadra di Lega Pro (che fino a quel momento aveva dato filo da torcere). Si è trattato, dall'altro, della partita di esordio di Del Neri in panchina con la squadra veronese. Dopo quella gioia però Winck è tornato ad essere un oggetto misterioso in casa veronese: nonostante qualche convocazione qua e là, di fatto il giocatore non è mai sceso in campo un solo minuto con la maglia del Verona in campionato, fino alla decisione di oggi di fare ritorno all'Internacional e sciogliere anzitempo il proprio legame con la società veneta, all'ultimo posto in classifica e ormai condannata alla retrocessione in serie cadetta. Per il povero brasiliano Winck, arrivato come giovane prodigio, un'avventura che nemmeno è davvero cominciata, che già è finita.

FONTE: CalcioNews24.com


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Valzer ds, Udinese e Verona pensano a Bonato
24.03.2016 16.24 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
Poltrone girevoli. Tanti cambi in vista per la prossima stagione. E Nereo Bonato è pronto a tornare in pista. Ci pensano Udinese ed Hellas Verona (che pensa sempre a Manuel Gerolin, prossimo a lasciare il Palermo). Dopo Sassuolo un anno di stop, ora Bonato può ripartire da Udine o da Verona...

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Bologna, spunta l'ipotesi Maiorino. E c'è anche il Verona
23.03.2016 13.30 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Un sondaggio sul taccuino delle rispettive proprietà. Però quello di Rocco Maiorino, attualmente direttore sportivo del Milan, è appunto un nome che è tra i possibili e papabili candidati di Bologna ed Hellas Verona per guidare il mercato dei due club. Prima il Bologna: il futuro di Pantaleo Corvino è sempre più lontano dall'Emilia, Saputo e Fenucci stanno valutando anche Maiorino per la sua esperienza anche da osservatore e coi giovani, prima di ricoprire il ruolo di ds. Ed il braccio destro di Galliani è anche nome che valuta la proprietà Setti per l'Hellas. In casa scaligera ha detto addio il dg Gardini, già all'Inter, valutazioni in corso sul ds Bigon. E Maiorino è un'ipotesi, un'idea. Un nome su entrambi i taccuini delle proprietà, anche se niente è approfondito per adesso. Bologna e Verona sono però, di fatto, alla ricerca di nuovi uomini mercato o quanto meno stanno vagliando, con più o meno forza, la possibilità (da qui anche le ipotesi Pradè, Sabatini, Di Vaio e Sensibile per il Bologna, ndr) sebbene Galliani voglia proseguire l'avventura insieme a Maiorino a Milano.

SERIE A
Hellas Verona, Toni potrebbe smettere: Setti ha già pronta una scrivania
23.03.2016 11.57 di Pietro Lazzerini Twitter: @@PietroLazze
Secondo quanto riportato dal Corriere di Verona, Luca Toni potrebbe smettere di giocare al termine della stagione in corso. Il presidente Setti vorrebbe affidargli il ruolo di collegamento tra area sportiva, squadra e presidente, praticamente lo stesso compito che sta ricoprendo Di Vaio al Bologna. Un modo per farlo crescere nelle vesti di dirigente e di farlo rimanere legato al club veneto.

RASSEGNA STAMPA
Il Corriere di Verona titola: "Questo Hellas è tutto da rifare"
23.03.2016 09.28 di Pietro Lazzerini Twitter: @@PietroLazze
"Questo Hellas è tutto da rifare" scrive questa mattina il Corriere di Verona, che in vista della prossima Serie B, riporta come il presidente Setti dovrà ricostruire una dirigenza a pezzi oltre che decidere cosa fare per la panchina. Le chance di permanenza di Delneri sono in netto calo e potrebbe esserci un clamoroso ritorno di Mandorlini.

SERIE A
Verona, Delneri sempre più verso la permanenza. Con o senza Serie A
22.03.2016 17.30 di Simone Bernabei Twitter: @Simo_Berna
Il Verona è impegnato nella difficilissima impresa legata al mantenimento della Serie A. Difficile quindi, per non dire impossibile, concentrarsi sugli argomenti legati al futuro della panchina. Qualche indizio però possiamo già raccoglierlo: il Verona infatti da quando ha cambiato guida tecnica sembra rinato, almeno nella voglia di lottare fino alla fine, delle partite e soprattutto della stagione. Grande merito va a Gigi Delneri che ha reso a Toni e compagni la voglia di non mollare di fronte ad un'impresa che oggettivamente sembra impossibile. La sconfitta col Carpi ha peggiorato le cose, ma gli scaligeri continueranno a dare battaglia. Poi, quando la matematica darà le proprie sentenze, sarà tempo di giudizi e decisioni. In caso di salvezza la permanenza di Delneri sarebbe scontata, ma anche in caso di retrocessione il tecnico di Aquileia potrebbe restare al Bentegodi per tentare una quanto più rapida possibile risalita. Ad oggi, in attesa dei verdetti del rettangolo verde, sembra comunque essere questa la proiezione più verosimile.

RASSEGNA STAMPA
Il Corriere di Verona sull'Hellas: "Le parole di Toni sono un caso"
22.03.2016 08.53 di Pietro Lazzerini Twitter: @@PietroLazze
"Le parole di Toni sono un caso" titola questa mattina il Corriere di Verona, con il capitano gialloblu che dopo la sconfitta contro il Carpi ha dichiarato: "Non meritiamo la Serie A". Alcuni gli danno contro, come Tricella: "Poteva risparmiarsela", mentre De Vitis ha dichiarato: "Ha voluto solo mettere in risalto che la rosa non era attrezzata per restare nella massima serie".

SERIE A
FOCUS TMW - Corsa Salvezza - Colpo Carpi, crollo Verona: calendari a confronto
21.03.2016 16.45 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
Sempre più avvincente la corsa salvezza quando mancano otto giornate al termine del campionato. La seconda vittoria consecutiva del Carpi ha permesso agli emiliani di agguantare il Palermo a quota 28 e di portarsi al quartultimo posto in virtù di una migliore differenza reti (gli scontri diretti sono finiti entrambi in parità).
Ormai spacciato l'Hellas Verona, mentre il Frosinone contro la Fiorentina ha confermato di essere difficilmente battibile al Matusa. Segnale di ripresa mostrato dall'Udinese contro il Sassuolo, tutt'altro che salve Genoa, Torino e Sampdoria che nell'ultimo turno hanno sprecato una ghiotta occasione per scappar via. Di seguito i calendari a confronto delle ultime nove squadre in graduatoria.

[...]

IL CALENDARIO DEL CARPI - 28 PUNTI
31esima giornata - Carpi-Sassuolo
32esima giornata - Chievo Verona-Carpi
33esima giornata - Carpi-Genoa
34esima giornata - Milan-Carpi
35esima giornata - Carpi-Empoli
36esima giornata - Juventus-Carpi
37esima giornata - Carpi-Lazio
38esima giornata - Udinese- Carpi

IL CALENDARIO DEL PALERMO - 28 PUNTI
31esima giornata - Chievo Verona-Palermo
32esima giornata - Palermo-Lazio
33esima giornata - Juventus-Palermo
34esima giornata - Palermo-Atalanta
35esima giornata - Frosinone-Palermo
36esima giornata - Palermo-Sampdoria
37esima giornata - Fiorentina-Palermo
38esima giornata - Palermo-Hellas Verona

IL CALENDARIO DEL FROSINONE - 27 PUNTI
31esima giornata - Genoa-Frosinone
32esima giornata - Frosinone-Inter
33esima giornata - Hellas Verona-Frosinone
34esima giornata - Chievo Verona-Frosinone
35esima giornata - Frosinone-Palermo
36esima giornata - Milan-Frosinone
37esima giornata - Frosinone-Sassuolo
38esima giornata - Napoli-Frosinone

IL CALENDARIO DELL'HELLAS VERONA - 19 PUNTI
31esima giornata - Bologna-Hellas Verona
32esima giornata - Napoli-Hellas Verona
33esima giornata - Hellas Verona-Frosinone
34esima giornata - Empoli-Hellas Verona
35esima giornata - Hellas Verona-Milan
36esima giornata - Sassuolo-Hellas Verona
37esima giornata - Hellas Verona-Juventus
38esima giornata - Palermo-Hellas Verona

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Winck rientra all'Internacional di Porto Alegre
25/3/2016
Verona - L'Hellas Verona FC comunica di aver definito, con lo Sport Club Internacional di Porto Alegre, la risoluzione del prestito del calciatore Claudio Winck. L'esterno classe 1994 , salutati squadra e staff, è rientrato in Brasile.

Nazionali: 90' per Ionita, vince la Polonia di Wszolek
24/3/2016
Verona - Vittoria per la Polonia di Wszolek, 0-0 per Ionita contro Malta. E' questo il bilancio delle amichevoli internazionali che hanno visto protagonisti i gialloblù con le rispettive rappresentative. Non è sceso in campo Pawel Wszolek nella vittoria per 1-0 della Polonia contro la Serbia, decisiva una rete di Blaszczykowski. Pareggio, invece, per la Moldavia di Ionita contro Malta: il centrocampista gialloblù è rimasto in campo per tutti i 90' nello 0-0 finale. Il polacco tornerà in campo sabato 26 marzo (ore 17.30) nell'amichevole contro la Finlandia, mentre Ionita giocherà lunedì 28 marzo (ore 17) contro Andorra. Per la Grecia di Evangelos Moras, invece, è in programma un test match contro l'Islanda nella giornata di martedì 29 marzo (ore 19.30).

Sabato l'amichevole con l'ND Gorica
24/3/2016
Verona - Amichevole in vista per l'Hellas Verona. In occasione della pausa di campionato, il Verona scenderà in campo sabato 26 marzo allo Sporting Center 'Il Paradiso' per un test match con il ND Gorica, formazione che gioca nella massima serie del campionato sloveno. Il fischio d'inizio è previsto per le ore 15.30 (ingresso libero).

In gruppo Albertazzi, Romulo e Souprayen
24/3/2016
Peschiera - Seduta pomeridiana allo Sporting Center di Peschiera. Dopo il torello iniziale, la squadra è scesa sul campo immediatamente dietro al sintetico per un triangolare 8vs8. Allenamento con il gruppo per Albertazzi, Helander, Romulo e Souprayen, con gli ultimi due che al termine della seduta hanno svolto un lavoro atletico addizionale. Differenziato programmato per Toni e Pazzini. Rientrato Siligardi dopo la nascita del figlio. Assente Viviani, per un leggero stato febbrile. Domani in programma una seduta mattutina alle ore 11 (porte aperte).

L'ultimo saluto dell'Hellas a Johan Cruijff
24/3/2016
Verona - Se n'e' andato il 'profeta del gol' e con lui i ricordi di un'intera generazione. Addio a Johan Cruijff. Il Presidente Setti e tutto l'Hellas Verona FC esprimono il loro cordoglio per la perdita di uno dei più grandi campioni del mondo dello sport.

Tanti auguri Federico!
24/3/2016
Tanti auguri Federico!

La Società, lo staff tecnico e tutti i compagni di squadra
augurano buon compleanno a Federico Viviani.
Il centrocampista compie oggi 24 anni.

Doppia seduta a Peschiera
23/3/2016
Peschiera - Doppia seduta allo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera. Mattinata dedicata al lavoro di forza in palestra, mentre nel pomeriggio tutti sul campo per possessi palla e partitelle a tema. Lavoro differenziato per Romulo e Albertazzi. Assenti Siligardi, in permesso dopo la nascita del figlio Edoardo, ed Helander, a riposo per una leggera forma di gastroenterite. Domani in programma una seduta pomeridiana (porte aperte) alle ore 14.30.

Lettera del Presidente
23/3/2016
Cari tifosi dell’Hellas Verona,

In un momento così difficile dal punto di vista sportivo, vi chiedo di guardare al futuro a prescindere dagli ultimi risultati. Anche io, come voi, vi assicuro, sto soffrendo per l’attuale situazione, che mai avrei paventato a inizio stagione. Abbiamo però il dovere di provare a raggiungere un obiettivo, onorando la maglia fino all’ultimo minuto del campionato. Non molliamo, continuiamo a stare uniti, fermo restando che il vostro attaccamento mostrato finora non ha eguali ed è stato costante per tutta la stagione; vi ringrazio, pur sapendo che non vi sia ragione per ribadirlo essendo un fatto lampante ma non scontato. Accetto le critiche, qualsiasi esse siano, purché costruttive, ma dobbiamo tutti assieme insistere e perseguire perché siamo l’Hellas e questo non dobbiamo dimenticarlo, mai. A fine anno, ci saranno, in ogni caso e in ogni modo, le occasioni per analizzare a fondo la stagione e tirare le somme. Adesso dobbiamo crederci e dobbiamo imporcelo. Il Club, costante nella sua attività e presente, deve e dovrà avere la capacità di rialzarsi dopo una caduta, con ancor più entusiasmo e fiducia rispetto a prima. Ora però, in questi dodici giorni, prepariamo a dovere la sfida con il Bologna, noi e voi assieme.
Maurizio Setti

Fiocco azzurro in casa Siligardi
23/3/2016
Verona – Si è aperta con una lieta notizia la mattinata gialloblù. E’ infatti nato Edoardo Siligardi, il primogenito dell’attaccante di Correggio e della compagna Giulia, che sta bene così come il piccolo. A ‘Sili’, che ha celebrato la nascita sul suo profilo ufficiale di Instagram (@lucasiligardi26), le congratulazioni di tutto l’Hellas Verona FC.

Ripresa dei lavori a Peschiera
22/3/2016
Peschiera - Ripresa degli allenamenti per i gialloblù. Dopo il riscaldamento iniziale, il lavoro è proseguito con una serie di partitelle a tema a campo ridotto. Gruppo diviso in due per la parte finale dell'allenamento: scarico per chi è sceso in campo nella sfida contro il Carpi, lavoro atletico per tutti gli altri. Differenziato per Romulo. Terapie per Albertazzi: gli esami a cui è stato sottoposto il difensore hanno evidenziato un edema muscolare al polpaccio destro, i tempi di recupero saranno valutati in base all'evoluzione del quadro clinico. Assenti i nazionali Ionita e Wszolek. Domani in programma una doppia seduta (ore 10 e ore 14.30): entrambi gli allenamenti saranno a porte aperte.

Moras convocato dalla Grecia
22/3/2016
Verona - Convocazione in Nazionale per Evangelos Moras. Il difensore gialloblù è stato selezionato dal Commissario Tecnico della Grecia, Michael Skibbe, per la sfida amichevole contro l'Islanda, in programma martedì 29 marzo (ore 19.30) allo stadio 'Georgios Karaiskakis' di Atene. La convocazione del difensore gialloblù segue quella di Ionita (Moldavia) e Wszolek (Polonia): il primo sfiderà Malta e Andorra (24 e 28 marzo), mentre il secondo incontrerà Serbia e Finlandia (23 e 26 marzo).

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Tempi duri anche al BOURNEMOUTH per Juan Manuel ITURBE che dopo il flop alla ROMA non riesce ad esprimersi al meglio nemmeno in Inghilterra...

PALLAVOLO: La CALZEDONIA VERONA conquista la finale della Challenge Cup vincendo nel palazzetto del BENFICA e si porta sul 2 a 1 alla terza gara dei playoff col PERUGIA ora al palazzetto avverso in cerca del pari il giorno di Pasqua per una gara da dentro o fuori!

SPUMEGGIANTE 1 A 1 TRA ITALIA E SPAGNA allo stadio Friuli di Udine, i 22 in campo hanno dato vita ad una gara piacevole col buon gioco che raramente si vede in gare in cui sono in palio i 3 punti... Gli azzurrini travolgono l'IRLANDA a domicilio: Finisce 4 a 1 e la qualificazione è ora ad un passo!

LUTTO NEL MONDO DEL CALCIO, a 68 anni ci lascia il grandissimo Johan CRUIJFF!

MOTOGP: LORENZO vince il primo MotoGP stagionale davanti a MARQUEZ e DOVIZIOSO, quarto posto per il dottor ROSSI...

L'Italia non vince ma convince: 1-1 con la Spagna. Rete di Insigne, Candreva protagonista

Un'Italia versione Euro 2016 brilla e spreca. Con la Spagna che di grande stavolta ha solo il nome dimostra di essere squadra, gioca, mette sotto l'avversario e quando arriva al gol con una splendida azione chiusa da Insigne, subito rovina tutto con un calo di tensione difensivo supportato da un fuorigioco non visto.

Finisce 1-1, prosegue il tabù vittoria con gli spagnoli, ma la prestazione di questa sera conforta Conte e la nazionale sotto tanti punti di vista. Se la serata del Friuli è tutta vera, la distanza da una delle favorite al prossimo torneo di Francia, nonchè rivale principale nelle qualificazioni Mondiali, non è così ampia. Anzi. Sotto il segno più, la personalità, la capacità di proporre una nuova veste tattica, la brillantezza di Insigne e il buon impatto dell'esordiente Bernardeschi; sotto quello meno un'altra disattenzione difensiva, pagata molto cara. Ma se Conte voleva una squadra, stasera l'ha trovata.

Irlanda-Italia Under 21, gli azzurrini di Di Biagio si impongono per 4-1: la qualificazione è ad un passo

L'Italia Under 21 cala il poker contro l'Irlanda nel match di qualificazione agli Europei del 2017. Gli azzurrini di Di Biagio si sono imposti a Waterford per 4-1: dopo l'autogol di Rosseti (16') che ha dato il momentaneo vantaggio agli irlandesi, l'Italia ha ribaltato il risultato grazie alle reti di Benassi (28'), dello stesso Rosseti (36') e di Romagnoli (59') e all'autogol di Lenihan (82'). La vittoria consente agli azzurrini di consolidare il primato nella classifica del girone con 16 punti, a +4 sulla Slovenia.

Morto Johan Cruijff, leggenda del calcio: malato di cancro ai polmoni, aveva 68 anni

La leggenda del calcio Johan Cruijff è morto oggi a Barcellona all'età di 68 anni. Da tempo era malato di cancro ai polmoni. Ex giocatore, tra le altre squadre, di Ajax e Barcellona, uno dei più grandi fantasisti della storia, Cruijff è stato un grandissimo del calcio olandese ed europeo, protagonista assoluto del "calcio totale" degli oranje negli anni '70.

L'annuncio della sua scomparsa è stato dato sul sito dell'ex fuoriclasse. «Il giorno 24 marzo Johan Cruijff è morto a Barcellona circondato dall'affetto dei suoi familiari, dopo una dura battaglia contro il cancro. È con grande tristezza che chiediamo di rispettare la privacy della famiglia durante il periodo di lutto», il messaggio apparso sul sito dell'ex fuoriclasse olandese, con cui è stata data la notizia della sua scomparsa.

E' morto Johan Cruyff, aveva 68 anni: addio all'olandese profeta del gol

E' morto Johan Cruyff. L'olandese "profeta del gol" è morto a 68 anni al termine di una lunga lotta contro un cancro ai polmoni. La notizia ha sconvolto il mondo del calcio, soprattutto di Spagna e Olanda, i teatri in cui il giocatore, senza dubbio almeno tra i cinque più grandi di ogni tempo, ha incantato di più, in realtà senza tempo e senza luogo, patrimonio universale del pallone. Al quale, non solo oggi, la salute non ha sempre arriso.

FONTE: Leggo.it


La Calzedonia è viva e non esce dai play-off. Battuta Perugia al tie-break
Dopo la storica finale conquistata in Challenge Cup, Verona trova un'altra importante vittoria e allunga la serie dei quarti di finale. A Pasqua si giocherà gara 4


24 marzo 2016 12:47
La Calzedonia Verona ha battuto Perugia al PalaOlimpia ed è ancora in corsa nei play-off. Nella terza gara dei quarti di finale, i gialloblù si sono imposti ancora una volta al tie break contro la formazione umbra. Due ore e dodici minuti di gioco ad altissima tensione.

Una grandissima prova della Calzedonia Verona capace di mettere a segno 17 punti a muro (6 solo di Kovacevic) e di recuperare lo svantaggio delle battute iniziali del quinto set andando a vincere in progressione. Ancora una volta Kovacevic è votato MVP ma la grandissima prova è di tutta la squadra che a soli tre giorni dalle fatiche di Challenge Cup ha saputo conquistare un altro prestigioso successo.

La Calzedonia Verona scende in campo con la formazione tipo: Baranowicz e Starovic in diagonale principale, Anzani e Zingel al centro, Sander con Kovacevic schiacciatori e Pesaresi libero. Anche Perugia conferma la formazione delle precedenti partite con De Cecco in cabina di regia, Atanasijevic opposto, Buti e Birarelli al centro, Russell e Kaliberda schiacciatori con Giovi libero. Nel primo set, la Calzedonia Verona piazza un break di vantaggio prima del time out tecnico. Il muro di Anzani su Birarelli manda le due squadre sulle rispettive panchine sul 12 a 10 e al rientro in campo a colpire è Kovacevic che dalla linea dei nove metri mette a segno il +3. Perugia reagisce e costruisce la propria rimonta con alcune difese spettacolari e il pareggio arriva sul 14 a 14. Il turno in battuta di Buti mette in difficoltà la ricezione della Calzedonia e gli ospiti allungano sul 16 a 18 dopo l’errore di Kovacevic. Perugia mantiene il vantaggio e Kaliberda mette giù l’ultimo pallone sul 23 a 25.

La partenza della Calzedonia nel secondo set è rabbiosa: 4 a 0 con due punti messi a segno da Starovic. I gialloblù confermano il vantaggio anche sul turno al servizio di Atanasijevic con un primo tempo di Zingel (6-2). Dopo il time out tecnico il muro di Kovacevic su Atanasijevic e l’ace di Sander lanciano i gialloblù sul 14 a 9. Sul 20 a 14, Kovac manda in campo Fromm per Russell e la Sir mette a segno un break importante che porta gli umbri sul -1, 20 a 19. Sander mette giù il 21 a 19, poi Starovic colpisce con un ace (22-19). La gara continua a regalare grandissime emozioni e ancora una volta, la Sir Safety Conad si riporta sotto (23-22) ma il break finale della Calzedonia con l’ultimo ace di Bellei chiude il parziale (25-22).

L’apertura di terzo set è estremamente equilibrata. Le due squadre giocano punto su punto, dimostrandosi capaci di mettere in campo grandissima qualità. Kovacevic spezza l’equilibrio con il muro che vale il 7 a 6, poi Kaliberda manda out per il +2 gialloblù. Verona non si ferma: Kovacevic e Starovic scaldano il pubblico del PalaOlimpia portando la Calzedonia sul 10 a 6. Il dominio gialloblù continua: la squadra di coach Giani mette in campo precisione e qualità su ogni pallone mentre la Sir diventa fallosa pallone dopo pallone. Starovic diventa protagonista dalla linea dei nove metri e piazza l’ace del 20 a 10. La Sir recupera qualche punto nel finale ma il set ha già preso la strada di Verona che se lo aggiudica per 25 a 20.

La Sir Safety Conad Perugia parte meglio nel quarto set e conquista subito quattro punti di vantaggio (4-8); Birarelli ferma a muro Sander mandando le squadre sulle panchine per il time out tecnico (7-12). La Calzedonia scivola sul 13 a 20 ma nel finale piazza due break consecutivi riavvicinandosi fino al 19 a 22. Le speranze gialloblù finiscono poco dopo con il 20 a 25 finale a favore di Perugia.

La Sir Safety Conad inizia l'ultimo set con un break sul turno al servizio di Birarelli (0-3). Due video check consecutivi, che invertono la decisione arbitrale, rimettono in corsa la Calzedonia (2-3). Il pareggio arriva sul 4 a 4, ad opera di Baranowiz che ferma Fromm da posto quattro. Nuovo break di Perugia sul turno al servizio di Fromm (4-6) ma la replica della Calzedonia è pronta: Anzani mura Atanasijevic per il 7 a 7 poi Sander ferma Kaliberda per il primo vantaggio gialloblù: 9-8. Zingel, perfettamente imbeccato da Baranowicz, porta Verona sul +2: 11-9. L’out di Atanasijevic regala il +3 a Verona (13-10) e sul 15 a 11 finale il pubblico del PalaOlimpia si lascia andare in un autentico boato.

Si va dunque a gara 4 con gli umbri ancora in vantaggio nella serie per 2-1. Si giocherà domenica al PalaEvangelisti e sarà un'altra sfida da dentro o fuori per i gialloblù.

CALZEDONIA VERONA - SIR SAFETY CONAD PERUGIA 3-2 (23-25, 25-22, 25-20, 20-25, 15-11)

CALZEDONIA VERONA: Zingel 11, Kovacevic 21, Pesaresi (L), Gitto, Lecat, Spirito, Baranowicz 1, Starovic 16, Bellei 1, Sander 20, Anzani 12. Non entrati Frigo, Bucko. All. Giani.

SIR SAFETY CONAD PERUGIA: Buti 7, Fromm 11, De Cecco 5, Kaliberda 19, Giovi (L), Russell 7, Tzioumakas, Elia, Atanasijevic 21, Fanuli (L), Birarelli 8. Non entrati Holt, Dimitrov, Franceschini. All. Kovac.

ARBITRI: Pasquali, Cipolla.
NOTE - Spettatori 3584, durata set: 29', 28', 28', 29', 19'; tot: 133'.

FONTE: VeronaSera.it


20.03.2016
Challenge Cup, 3 a 1 a Lisbona
Calzedonia in finale

Calzedonia si esalta in Europa, batte il Benfica 3-1 nella semifinale di ritorno di Challenge cup e conquista la finale dove affronterà i russi del Novy Urengoy.
Nel palazzetto infuocato di Lisbona, dove ci sono stati anche tafferugli con i diciotto temerari sostenitori arrivati da Verona (alla fine scortati fuori dalla polizia), la squadra di Giani non concede nulla agli avversari e si impone con una gara magistrale in tutti i fondamentali.
Benzina per affrontare, mercoledì sera, Perugia in gara tre dei play off che vede gli umbri nella serie al meglio delle cinque partite avanti 2-0.

20.03.2016
Il motomondiale riparte da Lorenzo Rossi quarto
Il podio del primo Moto Gp della stagione

Il motomondiale riparte da Jorge Lorenzo. Il maiorchino campione del mondo vince il primo Gp della stagione davanti a Dovizioso e Marquez. Rossi chiude quarto ai
piedi del podio. Il centauro della Yamaha non ha avuto comunque vita facile, costretto a cedere il passo alle Ducati in avvio. Il piano gara di partire e fare gara a sé non è andato in porto.
Prima ha dovuto combattere contro le rosse di Borgo Panigale e poi contro il degrado delle Michelin vera incognita del primo Gp di stagione. Rossi ha reso meno delle aspettative chiudendo al quarto posto dopo una gara nella quale non si fa mai notare nelle posizioni di testa. Un peccato la gara di Iannone che con l'altra
Ducati si stava giocando il podio prima di cadere rovinosamente.

FONTE: LArena.it


SERIE A
Roma, senti Iturbe: "Non so cosa mi riserverà il futuro"
23.03.2016 19.39 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
Tutto da scrivere il futuro di Juan Iturbe, attaccante di proprietà della Roma attualmente in prestito al Bournemouth. Il club di Premier League non riscatterà l'ex Hellas Verona che quest'oggi, direttamente dal ritiro del Paraguay, s'è così espresso sul suo futuro: "Devo guardare avanti, anche se non so dire che cosa mi riserverà il futuro", ha detto.

SERIE A
Flop Capitale, disastro inglese. Ma Iturbe può ritrovarsi al Porto
23.03.2016 08.45 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
All'Hellas Verona ha dimostrato colpi e numeri da giocatore non comune. Per questo c'è da immaginarsi che la classe non sia casuale nè dimenticata. Ha forse solo subito le grandi pressioni di Roma ed ha sbagliato progetto dove giocare. Per Juan Manuel Iturbe, ora panchinaro di gran lusso al Bournemouth, sarebbe stata certamente meglio una destinazione spagnola. C'è chi gliela suggeriva e consigliava, ma con il suo agente ha optato per la squadra di Eddie Howe. Dove si parla e si gioca inglese, mentre Iturbe è sudamericano dentro e nel modo d'interpretare il futbol e la vita. Sicché l'avventura non è stata certo delle più fortunate, ma adesso ci pensa il Porto. Che vorrebbe far di lui un novello Ricardo Quaresma, che in Italia è sembrato, e pure è stato, Trivela scarica, meteora del calcio nostrano ma che una volta, un'altra, ai Dragoes, è tornato grande calciatore. Ora lo è in Turchia, Iturbe potrebbe ritornare in Portogallo per ripartire e per ritrovarsi. Roma e la Roma non hanno fatto per lui, il Bournemouth neppure. Ma i colpi sono da grande, resta solo da trovare il posto giusto per esprimerli.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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