Andamento HELLAS in campionato: Deprimersi? Basta poco che'cce vò! Amichevole con l'ND GORICA ad ingresso libero, l'ex diesse BONATO al rientro è tra i papabili insieme a GEROLIN per il dopo BIGON? Ufficiale l'addio a WINCK...

Pubblicato da andrea smarso venerdì 25 marzo 2016 12:31, vedi , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


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ANDAMENTO IN CAMPIONATO: Stamane mi sono svegliato in ferie ed ottimista ma mi ci è voluto poco per ritrovare l'abbacchio, mi è bastato realizzare un banale grafico dell'andamento in campionato dell'HELLAS per rendermi conto (anche visivamente) di come il team gialloblù non meriti la Serie A.
Come vedete nell'immagine a lato gli scaligeri hanno perso mediamente una gara ogni due ma ben più gravemente hanno vinto solo in due occasioni (meno di una partita ogni quattro!) e la prima, come purtroppo bene ricordiamo, è stata solo ad inizio Febbraio con l'ATALANTA dopo 262 giorni di digiuno...
Un vero record al negativo che fotografava allora e ribadisce oggi una semplice verità aldilà di rimpianti e recriminazioni: All'interno di una competizione mediocre il VERONA è stata la squadra peggiore.

DOMANI AMICHEVOLE CON L'ND GORICA allo Sporting Center 'Il Paradiso', contro gli sloveni il fischio d'inizio è previsto per le ore 15.30 e l'ingresso sarà libero...

L'EX DIESSE BONATO pronto a tornare in pista dopo l'addio al SASSUOLO ed un anno di stop sabbatico, secondo TuttoMercatoWeb.com ci sarebbe anche lui insieme a GEROLIN tra i papabili per il dopo BIGON (ammesso e non concesso che quest'ultimo termini il rapporto di lavoro con l'HELLAS a fine stagione).

UFFICIALE L'ADDIO DI WINCK oggi: Con uno scarno comunicato sul proprio sito web la società ha comunicato lo scioglimento del contratto di presto con l'INTERNACIONAL di Porto Alegre...

SQUALIFICATO REBIĆ dopo l'espulsione per doppia ammonizione contro il CARPI, salterà la partita al Dall'Ara...

'IL MIRACOLIERE. OSVALDO BAGNOLI, L’ALLENATORE OPERAIO', un nuovo libro di Matteo Fontana racconta la storia di un personaggio schivo che forse non ha ottenuto dal calcio per quanto ha dato


GIALLOBLU IN NAZIONALE: Dopo IONITA in campo per tutta la gara con la MOLDAVIA nell'1 a 1 contro MALTA, WSZOLEK non è sceso in campo con la POLONIA mentre MORAS è stato convocato dalla sua nazionale per l'amichevole contro l'ISLANDA dell'ex compagno HALLFREDSSON il 29 Marzo...

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DICONO +   -   =

TONI al quotidiano tedesco Bild «L'Italia non ha attaccanti abituati a livello internazionale e capaci di reggere una grande pressione. E' una situazione deprimente, servirebbe gente come Totti, Inzaghi, Del Piero o me. Contro la Germania però vedremo una grande prova, le partite contro i tedeschi sono sempre speciali. Europeo? Francia in pole. Credo che possano trionfare anche considerando il fattore campo, poi c'è la Germania che ha ottime possibilità. Il mio futuro? Farò di tutto per cercare di arrivare al miracolo della salvezza, anche se non sarà semplice. A fine stagione deciderò se smettere o meno, nel caso appendessi gli scarpini al chiodo inizierò a giocare con gli amici» CalcioMercato.com



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Tempi duri anche al BOURNEMOUTH per Juan Manuel ITURBE che dopo il flop alla ROMA non riesce ad esprimersi al meglio nemmeno in Inghilterra...

PALLAVOLO: La CALZEDONIA VERONA conquista la finale della Challenge Cup vincendo nel palazzetto del BENFICA e si porta sul 2 a 1 alla terza gara dei playoff col PERUGIA ora al palazzetto avverso in cerca del pari il giorno di Pasqua per una gara da dentro o fuori!

SPUMEGGIANTE 1 A 1 TRA ITALIA E SPAGNA allo stadio Friuli di Udine, i 22 in campo hanno dato vita ad una gara piacevole col buon gioco che raramente si vede in gare in cui sono in palio i 3 punti... Gli azzurrini travolgono l'IRLANDA a domicilio: Finisce 4 a 1 e la qualificazione è ora ad un passo!

LUTTO NEL MONDO DEL CALCIO, a 68 anni ci lascia il grandissimo Johan CRUIJFF!

MOTOGP: LORENZO vince il primo MotoGP stagionale davanti a MARQUEZ e DOVIZIOSO, quarto posto per il dottor ROSSI...





RASSEGNA STAMPA +   -   =
Due successi e tredici X: questo il bilancio dei gialloblù in stagione
di Jacopo Michele Bellomi, @jjbellomi 29/03/2016, 12:25

Classifica alla mano e lasciando da parte i punti, il Verona risulta la prima e l’ultima squadra del nostro campionato rispettivamente per due particolari statistiche. I gialloblù, infatti, detengono il maggior numero di partite pareggiate, con il totale di 13, a fronte del record negativo di sole due vittorie in stagione – per fare un confronto con le altre squadre impegnate nella lotta salvezza, il Carpi ne ha vinte 6 e pareggiate 10, il Frosinone viaggia a 7 e 6.

Se per la prima vittoria si è dovuto aspettare il 3 febbraio 2016, il trend del pareggio si può fare risalire ancora alla gestione Mandorlini, anzi, addirittura alla prima partita di campionato: Verona-Roma era terminata 1-1, Jankovic era andato a segno al 61’, ma i gialloblù si sono fatti rimontare poco dopo dalla rete di Florenzi. La medesima situazione si è verificata anche con Torino, Chievo, Udinese, mentre contro la Lazio, il gol di Helander era stato prima pareggiato dal rigore di Biglia e poi superato dal gol a fine partita di Parolo.

L’arrivo di Delneri ha portato un cambio nella mentalità e il Verona ha dimostrato di poter rientrare in gioco, segnando i gol del pareggio: è successo subito con Milan, Sassuolo e Roma, più recentemente con la Fiorentina. Nonostante questo, la squadra manca sempre nell’ultimo sforzo per vincere la gara e, quando non va peggio, la pareggite rimane.
Jacopo Michele Bellomi

FONTE: Hellas1903.it


Hellas Verona, un fallimento non annunciato… O quasi
l’Hellas doveva e deve sopravvivere sulle proprie gambe


Inutile girarci attorno, la stagione dell’Hellas Verona è stata disastrosa sotto ogni punto di vista.
Con il senno di poi è facile dare giudizi, anche perché dopo il mercato estivo tutti erano felici, contenti e soddisfatti del lavoro svolto.
Giampaolo Pazzini era il sostituto perfetto per Toni, dato anche il lungo contratto firmato, in difesa l’arrivo dello svedese Hellander pareva un buon prospetto. E’ pur sempre titolare dell’Under 21 vincitrice dell’europeo.
A centrocampo Federico Viviani era un grande prospetto, miglior giocatore della serie B e investimento futuribile.
Giocatori di proprietà per creare plusvalenze future, questo era l’obbiettivo e il programma della società gialloblu; per stessa ammissione del presidente Setti, l’Hellas doveva e deve sopravvivere sulle proprie gambe.

In una intervista il presidente aveva spiegato che le ragioni che lo hanno potato a interrompere i rapporti con Sean Sogliano (il precedente direttore sportivo), sono stati economici. Il modo di lavorare era ritenuto troppo dispendioso e per questo non sostenibile economicamente.
Potrà anche essere vero che la ricerca e l’ingaggio di molti giocatori (poi non esplosi nel talento), si sia rivelato un peso di bilancio ma Sogliano a differenza del lavoro svolto in questa stagione, aveva portato ritorni economici importanti. Basta vedere le cessioni di Iturbe e Jorginho.

Cosa accadrà invece la prossima estate? L’unica plusvalenza sarà quella di Arthur Ionita al Napoli, tra l’altro giocatore scoperto proprio da Sogliano. Così come lo è stato Jacopo Sala ceduto alla Sampdoria.
Dove è emersa la grande rete scouting di Riccardo Bigon, tanto decantata? Quali talenti sono sbarcati in riva all’Adige?
E’ innegabile quindi che il fallimento è stato totale, che ripartire con questa dirigenza è impensabile. Dirigenza che ha perso un pezzo durante la strada con la partenza “vergognosa” di Giovanni Gardini. Il quale ha trovato l’accordo con l’Inter di Thohir, abbandonando una barca che affondava nel silenzio totale. Incommentabile infatti la “lettera” ai tifosi veronesi il giorno dell’addio.

In questo caso la Presidenza doveva farsi sentire e impedire la fuga di uno dei principali responsabili del disastro.
La lotta di potere interna ha logorato il Verona, questa è probabilmente la verità. Sogliano e Gardini non erano più compatibili e Setti ha dovuto fare una scelta… Che si è rivelata errata.
L’imprenditore carpigiano sembrava possedere due ottime doti: scegliere i collaboratori e lasciare la giusta libertà di agire. Quest’anno ha sbagliato entrambe.
Per questo bisogna azzerare e ripartire con un nuovo staff e squadra, gli addii di Bigon, di Toni e gran parte della rosa, dovrebbero essere l’ovvietà. Se si vuole davvero puntare a una pronta risalita bisogna già preparare la prossima stagione e Pierpaolo Marino dietro la scrivania e Beppe Iachini in panchina sarebbero due ottimi punti fermi.
Entrambi hanno l’esperienza e gli attributi per un nuovo inizio.
Mattia Cagalli
23/03/2016

FONTE: LaVoceDiVenezia.it


22 marzo 2016
Gianni Poggi
Calcio veneto: grande passione, ma braccino corto
Nessuno mette soldi per creare un grande club. E mancano stadi moderni. Ma il tifo c'é


Il Verona ormai da mesi all’ultimo posto della Serie A e virtualmente retrocesso. Il Chievo protagonista di un campionato senza infamia e senza lode. Il Vicenza alle prese con una crisi societaria e tecnica senza fine e sprofondato al penultimo posto della Serie B. Il Padova, in Lega Pro, praticamente già fuori dal giro promozione. La stagione 2015/2016 non resterà certo negli annali come una delle più memorabili per il calcio veneto.

Calcio veneto che da decenni non dà più soddisfazioni e titoli a tifosi che, per contro, continuano ad essere fedeli e innamorati dei colori dei rispettivi club, a sostenere “a prescindere” le loro squadre del cuore e, soprattutto, a sottoscrivere abbonamenti ed a comperare biglietti. I veneti sono grandi appassionati di calcio e rivivono in questo sport antichi campanilismi e faziosità della loro terra.

Ma non sono mai riusciti ad esprimere, almeno negli ultimi cinquant’anni, un grande club. Non lo è stato il Lanerossi Vicenza vice-campione d’Italia nel 1978 e nemmeno l’Hellas Verona dello scudetto 1985. Questi, che costituiscono i risultati più importanti del calcio veneto, sono il frutto occasionale e di breve durata di convergenze tecnico-societarie non programmate e irripetibili. In biancorosso ci fu l’abbinata Farina-Fabbri-Paolo Rossi, in gialloblu quella Guidotti-Bagnoli-Elkjaer-Briegel. In entrambi i casi a quei top seguirono delle retrocessioni. Nelle altre capitali del calcio regionale non è andata certo meglio. Dopo fallimenti, esclusioni e rifondazioni, Padova e Venezia hanno dovuto ricominciare dalla Serie D, Treviso dai Dilettanti. Belluno e Rovigo mai pervenute nel calcio che conta.

Qual è allora il problema che ha finora impedito di creare nel Veneto una grande società? La risposta è univoca: i soldi. Servono grossi investimenti per portare e mantenere un club fra i top five del calcio nazionale e questi capitali li possono fornire solo la imprenditoria e la finanza locali. Ma, storicamente, i nostri grandi industriali e i nostri grandi finanzieri non hanno mai voluto occuparsi di calcio. Che quindi è sempre stato nelle mani dei tipici imprenditori medio-piccoli della regione, mossi spesso da autentica passione ma con portafogli modesti e quasi sempre costretti a far società con altri per sostenere gli oneri della gestione. Pochi soldi insomma e i noti limiti: fasso-tuto-mi, poca managerialità, difficoltà di relazionarsi con il mondo del pallone. Personaggi come Berlusconi, Agnelli e Della Valle il calcio veneto non li ha mai avuti.

Ed anche quando qualche grande industriale si è fatto coinvolgere, il coinvolgimento non è mai stato illimitato. Negli anni Cinquanta dello scorso secolo i Rossi e i Marzotto si sfidarono creando nel Vicentino il Lanerossi Vicenza e il Marzotto Valdagno, raggiungendo la A i primi e la B i secondi. Oggi Renzo Rosso ha sempre rifiutato di interessarsi del Vicenza e non dà l’impressione di voler far diventare il suo Bassano un grande club. I Campedelli e i Gabrielli, famiglie storiche dell’industria veneta, sono proprietari del Chievo e del Cittadella, società che rappresentano senz’altro un buon esempio di gestione sportiva, ma con obbiettivi limitati anche se più che onorevoli.

Il Veneto per di più non dispone nemmeno di stadi all’altezza di società top, se non il Bentegodi di Verona che comunque è impianto ormai vecchio. E nemmeno si è mai sentito qualcuno in regione lanciare un progetto come quello dello Stadium juventino, peraltro l’unico in Italia di livello internazionale. Senza uno stadio moderno, oggi non si fa strada nel calcio.

FONTE: VVox.it


Osvaldo Bagnoli, l’allenatore operaio
Un libro appena uscito racconta la storia di Osvaldo Bagnoli. Un personaggio di un calcio che non esiste più e che nel mondo delle dirette 24 ore su 24 e delle conferenze stampa preconfezionate sarebbe un alieno


Fabio Polese - Lun, 21/03/2016 - 22:12
Osvaldo Bagnoli è un allenatore troppo poco considerato per quanto ha fatto nel calcio.
E non solo per i risultati ottenuti nella sua carriera. Ma anche per le sue idee. Infatti, ha trasformato il gioco all'italiana, dandogli una maggiore tempra offensiva, ha valorizzato talenti e ha vinto con la semplicità della tattica.

Bagnoli è anche stato sempre un personaggio schivo e, per questo, lontano dai riflettori. Ma la sua incredibile storia la racconta Matteo Fontana - giornalista della Gazzetta dello Sport e del Corriere del Veneto – nel volume appena uscito in libreria: Il miracoliere. Osvaldo Bagnoli, l’allenatore operaio (Eclettica Edizioni, pp. 324, 18,00 euro).

Sullo sfondo del libro, l’autore, oltre a parlare di un calcio che non esiste più e dove Bagnoli oggi sarebbe un extraterrestre, troviamo molte storie di un Paese che cambia. Dal boom economico agli anni di piombo, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Perché “l’allenatore operaio”?
Non un mago, non un filosofo, non un tribuno. Un artigiano, un operaio: questo è stato il Bagnoli tecnico. Con questi criteri ha costruito le proprie squadre, dal Fano all'Inter, con il picco di un Verona entrato nel mito. Inoltre Bagnoli è di estrazione proletaria. Lavoratore figlio di lavoratori. Uno venuto su dalla fabbrica.

Cosa ha rappresentato Bagnoli per Verona?
Verona sta a Bagnoli come Liverpool sta a Bill Shankly: ha reso la gente felice, he made people happy. Basta questo per capire tutto.

E per le altre piazze?
Taciturno e mite, riservato e onesto: uno, Bagnoli, che per queste caratteristiche è stato amato e che ha lasciato ricordi profondi ovunque. Poi ci sono solchi più marcati, come a Cesena e, in altra forma, al Genoa, e altri controversi. All'Inter è arrivato secondo e fino ai tempi post-Calciopoli non si è più vista una squadra così, stante la qualità della rosa, ma è stato esonerato: una delusione che l'ha spinto a non allenare più.

Possiamo definire Bagnoli un extraterrestre del calcio attuale?
Non è immaginabile un Bagnoli nel calcio di oggi. Gianni Mura gli ha accostato, per la ritrosia alla ribalta, Maurizio Sarri. Ma uno come lui nel mondo delle dirette 24 ore su 24 e delle conferenze stampa preconfezionate sarebbe un alieno.

Possiamo paragonarlo ad altri allenatori del passato?
Bagnoli ha sempre stimato Pippo Marchioro, un amico personale con cui ha giocato e iniziato ad allenare come secondo. Corrado Orrico e Massimo Giacomini hanno avuto la stessa signorilità silenziosa e fuori dal sistema. Ma Osvaldo resta di una categoria distinta: lo “Schopenhauer della Bovisa”, per dirla con le parole di Gianni Brera.

Nel suo libro, oltre al calcio, racconta tante storie…
Nel libro lo sfondo è quello di 80 anni di storia italiana. Il calcio è un grande specchio del Paese. Non a caso ora il pallone non brilla e sembra il calco di una nazione che fatica a ripartire. Per questo sono ricorrenti, nel volume, le tracce di quanto è avvenuto nella nostra terra. Storie di piombo, di bombe e misteri, di mafia e corruzione. Ma anche di speranza e sogni. Si legge di Moro e Berlinguer, di Gelli, di Di Pietro, di Berlusconi. Di Brigate Rosse e neofascisti, di Mussolini e Andreotti, di Craxi e Bossi. Di Bagnoli socialista per tradizione familiare: l'allenatore operaio, appunto.

FONTE: IlGiornale.it


IL DIBATTITO
Squadra scarsa o scarso rendimento?
24/03/2016 12:20
Una squadra di "bidoni", molto lontana da quel "clamorosamente adeguata alla salvezza" pronunciato da Bigon a inizio stagione, o solo una squadra a cui fa difetto la personalità e che non si è molto "applicata" in questo campionato?

Il dibattito, ora che i buoi sono scappati dalla stalla, resta di attualità. Dopo la gara con il Carpi, il partito della squadra "scarsa" ha ingrossato le fila. Chi sostiene questa tesi parte da questo presupposto: si era detto che era tutta colpa di Mandorlini ma non è che con Delneri le cose siano molto migliorate. Ergo la squadra è scarsa. L'analisi finisce lì ed evita di ricordare che Mandorlini aveva appoggiato tutte le scelte della società in estate, dopo aver firmato il contratto biennale e che questa squadra era stata definita dopo il mercato, la più "mandorliniana" di sempre.

C'è poi chi sostiene che la squadra non sia così pessima. E che semmai a mancare è la compatezza dello spogliatoio, le regole, gli allenamenti intensi. Una squadra che non ha mai subito una contestazione ma che lo stesso si è afflosciata su stessa. Delneri ci ha messo il carico, se è vero che dopo il mercato di gennaio le "deficienze" strutturali non sono state affrontate e la squadra che ne è uscita è un ibrido tra quella che ha voluto Mandorlini e quella che avrebbe voluto Delneri.

Errori su errori che inevitabilmente, in entrambi i casi, chiamano in causa direttamente chi questa squadra ha costruito e gestito. Insomma, il direttore sportivo Bigon. Se per un tratto di campionato l'argomento infortuni è stato quello che ha tenuto banco (unito ai metodi d'allenamento di Mandorlini), successivamente, quando l'emergenza è terminata, è stata la gestione dello spogliatoio a tradire. E le parole di Luca Toni, durissime nelle forma e nella sostanza, hanno sollevato quasi interamente tutti gli altarini. La squadra, ha detto Toni con realismo, "è scarsa" e "non merita la serie A". Una presa d'atto amarissima che però non può passare sotto silenzio, perchè evidentemente tira in ballo chi ha costruito questa squadra e le scelte del direttore sportivo oltre che quelle del nuovo allenatore.

Resta anche il dubbio su quale sia il vero Verona: quello che ha battuto il Chievo e pareggiato con l'Inter o quello orribile che ha perso con il Carpi? E perchè questa squadra ha fallito, sia con Mandorlini, sia con Delneri, tutti gli scontri diretti? Domande che rimbalzano ora nella testa di tutti i tifosi, ma soprattutto in quella del presidente Setti che ha rinviato ogni decisione dopo la fine del campionato. (g.vig.)

PANCHINA BOLLENTE
Toni dirigente e Mandorlini in panca?
22/03/2016 14:52
Ore concitate in casa del Verona. La gara con il Carpi ha fatto precipitare la fiducia di Setti. Il presidente per ora non parla, ma è chiaro che in questo momento sta riflettendo sul domani. Continuare con Delneri, Bigon, Barresi e la "longa manus" di Gardini da Milano o cambiare tutto? Attenzione perché in queste ore sta circolando un'altra ipotesi. Una rivoluzione morbida, appoggiata da Tullio Tinti, procuratore di Toni, Pazzini e in ottimi rapporti con Mandorlini. L'idea del potente procuratore bresciano sarebbe quella di far tornare Mandorlini sulla panchina del Verona, dando un ruolo dirigenziale a Luca Toni, relegando quindi in un angolo Bigon che resterebbe solo perché legato da un contratto. Resta da vedere se anche Setti si farà convincere da questo scenario, dopo la netta chiusura di gennaio al ritorno di Mandorlini, sebbene in presenza di un contratto che lega il tecnico romagnolo sino al 2017. (g.vig.)

SERIE A
Verona, quel futuro così nebuloso
22/03/2016 14:46
"Ora bisogna capire cosa fare, con il presidente ci vedremo prima di Pasqua e decideremo la linea da tenere...".

Le parole di Delneri, pronunciate domenica scorsa dopo la gara persa contro il Carpi, aprono scenari diversi in casa del Verona. C'é la necessità di non far diventare queste ultime otto gare una lunga "via crucis", ma non solo. C'é anche il pensiero rivolto al domani. Cosa succederà in casa del Verona adesso quando anche il capitano Luca Toni ha parlato di squadra non adeguata alla serie A?

IN CAMPO I GIOVANI. Si fa presto a dire che ora devono giocare solo i giovani che forse hanno più motivazioni del gruppo attuale. Ma il rischio di esporre i ragazzi a figuracce é dietro l'angolo. Con in più il pericolo di "bruciare" i ragazzini. É una scelta non facile né cosi scontata. E poi chi far giocare? Checchin? Tupta? E al posto di chi?

DELNERI AL CAPOLINEA. Anche questa é una possibilità. Accertato il fallimento anche della gestione di Delneri, potrebbe essere che anche il tecnico friulano faccia un passo indietro. Setti potrebbe rimettere sulla panchina Mandorlini o promuovere il tecnico della Primavera Pavanel. Due opzioni per chiudere questa sciagurata stagione.

AVANTI COSÌ IN ATTESA DELLA RIVOLUZIONE. La via più semplice é quella di continuare così in attesa di fare le scelte giuste a fine stagione. Magari cercando di inserire qualche ragazzo e cercare di salvare almeno la dignità.

FONTE: TGGialloBlu.it


Calciomercato Verona, ipotesi Mandorlini per la risalita
Il tecnico, sostituito da Del Neri, potrebbe tornare sulla panchina gialloblu

Andrea Mandorlini (Getty Images)

23/03/2016 18:10
MERCATO VERONA PANCHINA MANDORLINI FUTURO/ VERONA - Potrebbe prospettarsi un clamoroso ritorno al Verona. I gialloblu - secondo quanto riportato da 'tuttosport.com' - starebbero valutando l'ipotesi di richiamare Mandorlini per affidargli la squadra nelle ultime partite di serie A. L'obiettivo sarebbe quello di dare la possibilità al tecnico di pianificare meglio il futuro per un'immediata risalita al massimo campionato dalla serie B. Il Verona vista la classifica sembra, infatti, ormai condannato alla retrocessione.
M.S.

FONTE: CalcioMercato.it


Che fine ha fatto? Elkjaer, il re di Verona
di Alessandro Di Gioia

24 marzo alle 12:30
Ci sono pochi calciatori che hanno cambiato con la loro personalità e il loro modo di giocare la storia calcistica di una squadra, e di conseguenza di un'intera città: il più nobile è sicuramente Gigi Riva, che con il Cagliari tra gli anni '60-'70 arrivò a dominare in Italia partendo dalla Serie B. Senza tornare così tanto indietro nel tempo, l'esempio più lampante è quello del "sindaco di Verona", il danese Preben Elkjaer Larsen. Sindaco perchè, dopo lo storico scudetto vinto nella città scaligera nel 1984-85, fu acclamato come primo cittadino dai tifosi dell'Hellas, innamorati di quel "Cenerentolo" danese dalla prolificità sotto porta devastante.

IL CAVALLO PAZZO E LE SIGARETTE - Nato nel 1957 a Copenaghen, era un attaccante potente ma agile, devastante palla al piede, tanto da venire soprannominato "Cavallo Pazzo": più volte vicino alla vittoria del Pallone d'Oro (si classificò secondo nel 1985 dietro a "Le Roi" Platini e terzo nel 1986, dietro all'accoppiata Platini-Tigana), aveva un unico vizio, le sigarette. Era infatti un tale fumatore che doveva accendersi sempre una sigaretta tra un tempo e l'altro. Dopo gli esordi in patria, nel Vanlose, si trasferì prima in Germania, al Colonia (dove vinse un titolo da comprimario), poi in Belgio, nel Lokeren, dove realizzò 98 reti in 190 presenze e dove gli diedero il soprannome "Den Gale Mand fra Lokeren", "Il pazzo da Lokeren". Il Verona allenato ai tempi dal mitico Osvaldo Bagnoli si accorse di lui e non se lo fece scappare, pagandolo 2,5 miliardi, una cifra alta per l'epoca.

CENERENTOLO NELLA VERONA DELLO SCUDETTO - I tifosi dell'Hellas non vennero delusi: idolo dei "butei" della tifoseria scaligera, si conquistò subito il coro "Elkjaer sindaco", e disputò una stagione da urlo, contribuendo con le sue reti allo storico primo e sinora unico scudetto dell'Hellas. Indimenticabili due episodi, durante quella stagione: il gol realizzato senza una scarpa alla Juventus, che gli valse il soprannome di "Cenerentolo", e la rete decisiva per il titolo, messa a segno a Bergamo contro l'Atalanta il 12 maggio 1985, giornata storica per Verona. Nelle quattro annate col club scaligero non scese mai sotto le sette reti e disputò inoltre la Coppa dei Campioni, segnando 4 gol dei 5 complessivi segnati dal Verona. Decise consapevolmente di chiudere la propria carriera significativa in gialloblù, nonostante la corte di numerose squadre italiane, tra cui la Juventus: "perché quando hai modo di conoscere ed apprezzare chi soffre con te alla domenica e partecipa alle tue gioie e ai tuoi dolori pur non essendo in campo, ti ci affezioni. E per questo motivo, per rispetto nei confronti di chi mi ha amato e osannato fino ad invocarmi come sindaco di Verona, non ho accettato di vestire altre maglie di società italiane. Il loro rispetto meritava il mio rispetto...". I "Gatti di Vicolo Miracoli", gruppo cabarettistico e musicale di Verona formato tra gli altri da Jerry Calà e Umberto Smaila, dedicarono una canzone scritta cinque anni prima a quella storica impresa dei Mastini, intitolata "Verona Beat".

WHISKY, DONNE E MOCASSINI - Chiuse la carriera in patria, nel Vejle: oltre al Verona, la nazionale della Danimarca è stata infatti il suo grande amore. Ha vestito per undici anni la maglia della "Dinamite danese", partecipando alla fase finale dei Mondiali 1986, nel quale fu premiato come terzo miglior giocatore (dietro a Maradona e al portiere della Germania Schumacher), e venne inserito nell'undici ideale della competizione. Definito da Brera come "atleta bufalino, un incrociatore, sfondatore impetuoso", torna spesso a Verona, dato che ha svluppato una dipendenza per la città di Romeo e Giulietta. Definito spesso come un "danese napoletano", aveva la passione innata per il whisky e le belle donne, anche se non era dotato di molto stile, visto che indossava i mocassini scalzo, usanza che gli veniva spesso rinfacciata dai compagni di squadra. Il figlio Max, che ora ha 28 anni, è nato proprio a Verona.

ELKJAER OGGI, TRA TV E FIABA - Dopo aver chiuso la carriera da giocatore, ebbe una parentesi come allenatore del Silkeborg nella stagione 1995-1996, prima di abbandonare il rettangolo di gioco per per intraprendere un ruolo inconsueto per un ex calciatore, il direttore della rete televisiva danese TVS, intervallato alla mansione di commentatore sportivo. Per tutti a Verona però Elkjaer rimane il "sindaco", con Briegel e Galderisi uno degli "uomini della storia": perchè vincere un titolo a Verona, in Italia, è una favola che nemmeno Andersen, scrittore danese autore di capolavori come "La principessa sul pisello", "La sirenetta" e "Il brutto anatroccolo", avrebbe potuto raccontare.
@AleDigio89

Toni dice basta: a fine stagione si ritira l'uomo dei record. Nuovo ruolo a Verona
di Daniele Longo

23 marzo alle 21:30
Il calcio italiano è destinato a salutare uno dei protagonisti assoluti degli ultimi dieci anni: Luca Toni, l'uomo dei record. Tutto parte da Palermo, a 26 anni decide di scendere in B con i rosanero per un progetto ambizioso. Il centravanti emiliano segna gol in quantità industriale: ben 30 in 45 partite, primo marcatore nella storia del club rosanero per marcature in una sola stagione. Altro giro, altro record da infrangere: arriva alla Fiorentina dopo un addio al Palermo che i tifosi non digeriscono proprio. Il 9 aprile del 2006, con il sigillo contro la capolista e rivale Juventus, arriva a quota 27 centri con la maglia viola. A fine stagione sono 31 le marcature totali: mai nessuno nella storia del club viola era riuscito a segnare così tanto in una sola stagione, nemmeno Batistuta. Il centravanti di Pavullo sì, nell'anno dei Mondiali. Una doppietta decisiva contro l'Ucraina ai quarti di finale, la mano che ruota intorno all'orecchio, come dovesse avvitare una lampadina, ma che in realtà include implicitamente il messaggio "Avete capito?". Gol e meraviglie per un centravanti dalla stazza imponente ma capace di muoversi con l'eleganza dei migliori numeri nove della storia.

Perchè Luca Toni ha scritto, a suo modo, la storia del calcio italiano. Primo italiano a vincere la classifica in Bundesliga con la maglia del Bayern Monaco nella stagione 2007/2008 con 24 centri. Una doppietta decisiva in finale di Coppa di Germania contro i rivali del Borussia Dortmund per una stagione che lo ha visto personaggio cult anche del tormentone musicale: "Luca Toni maccaroni, sei per me, numero uno". Dopo l'addio al club tedesco, inizia un girovagare continuo: dalla Roma al Genoa dove si scontra con Preziosi. "Un voto alla stagione di Toni? Tre come i suoi gol" disse il patron dei liguri. Troppo per un attaccante che aveva poco da dimostrare al calcio italiano. Punto nell'orgoglio passa alla Juventus, una nuova grande occasione. Non sboccia l'idillio con il tecnico Conte e sono più le panchine che i gol messi a referto. Giocatore sull'alba del tramonto? Macchè, ecco la seconda giovinezza al Verona, dove sembrava essere arrivato per chiudere la carriera e invece è nato un vero e proprio amore. Nella stagione 2013/2014 diventa il miglior marcatore della storia del club veneto con 20 reti in campionato, superando Gianni Bui e Nico Penzo. Le mani continuano a ruotare intorno all'orecchio, a Verona stropicciano gli occhi ad ogni gol. C'è un altro record da battere e puntualmente Toni ci riesce: nella scorsa stagione, vincendo il titolo di capocannoniere con 21 reti, diventa il primo italiano a bissare tale traguardo con due maglie diverse (ci era riuscito solo un certo Zlatan Ibrahimovic).

ADDIO AL CALCIO GIOCATO - A distanza di dieci anni dalle notti magiche di Berlino, con la vittoria del Mondiale, Luca Toni sta pensando seriamente all'addio al calcio giocato. "Ci meritiamo i fischi, abbiamo buttato all'aria un altro match-point. Abbiamo fatto ridere: è stata un'annata brutta, dagli infortuni, a colpe nostre, forse alcuni giocatori non sono da Serie A, come forse io non sono quello degli altri anni. I nostri limiti stanno venendo fuori: non meritiamo la serie A". Queste le sue parole alla fine della gara persa con il Carpi. Concetti espressi in maniera piuttosto chiara con un accento più da direttore sportivo che da capitano. Secondo quanto appreso da Calciomercato.com, il Verona sta pensando di affidargli un ruolo da dirigente in società. Il presidente Setti ha già manifestato un progetto che lo vedrebbe direttore dell’area tecnica, un ruolo molto simile a quello ricoperto da Marco Di Vaio al Bologna. Contratto biennale a cinquecentomila euro a stagione, si ragiona su queste basi per un futuro ancora a Verona. In forte dubbio il ruolo di Bigon, l’eventuale rivoluzione porterebbe ad un suo addio. L'età avanza, il fisico soffre di più le tante battaglie e per il capitano dei gialloblu è tempo di riflessioni: una storia bellissima destinata a proseguire sotto altre vesti. Più da dirigente che da allenatore, saranno mesi importanti per il futuro dell’attaccante dei record.

MANDORLINI TORNA IN SELLA – Mandorlini e Toni sono legati da un rapporto di stima e fiducia. In caso si concretizzasse lo scenario che Calciomercato.com vi sta anticipando, il tecnico romagnolo avrebbe grandi possibilità di tornare in sella e guidare il Verona nella prossima stagione, a prescindere dalla categoria.

Toni: 'Posso smettere a fine stagione. Italia deprimente, manchiamo io e Totti'

22 marzo alle 15:56
Lunga intervista di Luca Toni alla Bild: l'attaccante dell'Hellas Verona spazia e in lungo e in largo, dalla Nazionale al Bayern Monaco fino al futuro.

ITALIA - "L'Italia non ha attaccanti abituati a livello internazionale e capaci di reggere una grande pressione. E' una situazione deprimente, servirebbe gente come Totti, Inzaghi, Del Piero o me. Contro la Germania però vedremo una grande prova, le partite contro i tedeschi sono sempre speciali. Europeo? Francia in pole. Credo che possano trionfare anche considerando il fattore campo, poi c'è la Germania che ha ottime possibilità".

GUARDIOLA E ANCELOTTI - "Siamo amici, mi ha detto che ha deciso di provare una nuova esperienza dopo tre anni per allargare i suoi orizzondi. Può anche lasciare vincendo il triplete, il precedente 2013 fa ben sperare. Ancelotti? Sarà dura migliorare questa squadra, ma lui ha vinto ovunque ha allenato. Lo adorano tutti i suoi giocatori, anche quelli che giocano poco".

LEWANDOWSKI - "Se lo merita (il record di reti in un capionato per uno straniero, ndr), anche se per lui è un po' più facile: io giocavo in una squadra all'inizio del processo di crescita, Robert fa parte di una squadra praticamente perfetta".

FUTURO - "Farò di tutto per cercare di arrivare al miracolo della salvezza, anche se non sarà semplice. A fine stagione deciderò se smettere o meno, nel caso appendessi gli scarpini al chiodo inizierò a giocare con gli amici".

Giudice Sportivo, Verona: niente Bologna per un attaccante
22 marzo alle 18:42
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
REBIC Ante (Hellas Verona): doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario.

FONTE: CalcioMercato.com


Hellas Verona, presto le riflessioni sulla panchina per il futuro: dalla conferma di Delneri a Iachini, il punto
Gianluca Di Marzio 22-03-2016 13:30
Con una stagione forse (tristemente) archiviata e con una retrocessione sempre più vicina, in casa Verona è tempo di riflettere sul futuro e pianificare la prossima stagione, con l'obiettivo di ripartire e tornare, in caso di nuovo approdo in B, a respirare ancora aria di Serie A.

Riflessioni che partono dalla panchina: il presidente Setti comincerà presto a pianificare la strategia per il futuro con Bigon e Barresi. Si considererà se continuare con Del Neri, che sebbene non riuscirà presumibilmente a raggiungere la salvezza, è stato comunque apprezzato per il lavoro svolto ed è dunque un'ipotesi concreta, anche in virtù dello staff che lo accompagna, molto stimato dal Verona. Un'alternativa potrebbe invece consistere nel puntare su un allenatore esperto della categoria, come Iachini o Colantuono, entrambi reduci da esperienze poco fortunate in Serie A. Ma non è nemmeno da escludere che si possa "rischiare" una scommessa, scegliendo un allenatore emergente come De Zerbi. Quel che è certo che la prima pietra per la rifondazione sarà la panchina: a Verona è tempo di guardare al futuro, per dimenticare un presente deludente.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


10:53 | venerdì 25 marzo 2016
Verona, Winck torna a casa
Ritorno all'Internacional per il brasiliano, rimarrà quel gol al Pavia...


di Michele Ruotolo - twitter:@michelenews24
UFFICIALE CALCIOMERCATO INTERNACIONAL WINCK VERONA - Nemmeno è cominciata, che è già finita: l'Hellas Verona ha posto anticipatamente al prestito del brasiliano Claudio Winck. Il difensore torna dunque al suo club di provenienza, l'Internacional di Porto Alegre, come confermato poco fa da una nota del sito ufficiale scaligero. Per il brasiliano l'avventura al Verona termina dopo pochi mesi in pratica: era arrivato in prestito con diritto di riscatto a luglio, ma sin dall'inizio, con Andrea Mandorlini in panchina, non aveva mai avuto l'opportunità di potersi mettere alla prova. Di più: Winck non era mai sceso in campo in campionato, diventando una sorta di oggetto misterioso nel giro di pochissime settimane. Per il giocatore, classe 1994, con all'attivo anche una presenza nella nazionale brasilana olimpica, l'unica grande occasione è arrivata in Coppa Italia, all'avvento in panchina di Gigi Del Neri: proprio in coppa Winck ha avuto l'opportunità di mettere insieme due presenze ma, soprattutto, il suo unico memorabile gol nell'esperienza italiana.

WINCK E IL GOL AL PAVIA - Si è trattato del gol rifilato al Pavia: un gol importantissimo, perché segnato nei minuti di recupero e che è servito all'Hellas Verona per passare il turno di Coppa Italia contro la squadra di Lega Pro (che fino a quel momento aveva dato filo da torcere). Si è trattato, dall'altro, della partita di esordio di Del Neri in panchina con la squadra veronese. Dopo quella gioia però Winck è tornato ad essere un oggetto misterioso in casa veronese: nonostante qualche convocazione qua e là, di fatto il giocatore non è mai sceso in campo un solo minuto con la maglia del Verona in campionato, fino alla decisione di oggi di fare ritorno all'Internacional e sciogliere anzitempo il proprio legame con la società veneta, all'ultimo posto in classifica e ormai condannata alla retrocessione in serie cadetta. Per il povero brasiliano Winck, arrivato come giovane prodigio, un'avventura che nemmeno è davvero cominciata, che già è finita.

FONTE: CalcioNews24.com


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Valzer ds, Udinese e Verona pensano a Bonato
24.03.2016 16.24 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
Poltrone girevoli. Tanti cambi in vista per la prossima stagione. E Nereo Bonato è pronto a tornare in pista. Ci pensano Udinese ed Hellas Verona (che pensa sempre a Manuel Gerolin, prossimo a lasciare il Palermo). Dopo Sassuolo un anno di stop, ora Bonato può ripartire da Udine o da Verona...

SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Bologna, spunta l'ipotesi Maiorino. E c'è anche il Verona
23.03.2016 13.30 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Un sondaggio sul taccuino delle rispettive proprietà. Però quello di Rocco Maiorino, attualmente direttore sportivo del Milan, è appunto un nome che è tra i possibili e papabili candidati di Bologna ed Hellas Verona per guidare il mercato dei due club. Prima il Bologna: il futuro di Pantaleo Corvino è sempre più lontano dall'Emilia, Saputo e Fenucci stanno valutando anche Maiorino per la sua esperienza anche da osservatore e coi giovani, prima di ricoprire il ruolo di ds. Ed il braccio destro di Galliani è anche nome che valuta la proprietà Setti per l'Hellas. In casa scaligera ha detto addio il dg Gardini, già all'Inter, valutazioni in corso sul ds Bigon. E Maiorino è un'ipotesi, un'idea. Un nome su entrambi i taccuini delle proprietà, anche se niente è approfondito per adesso. Bologna e Verona sono però, di fatto, alla ricerca di nuovi uomini mercato o quanto meno stanno vagliando, con più o meno forza, la possibilità (da qui anche le ipotesi Pradè, Sabatini, Di Vaio e Sensibile per il Bologna, ndr) sebbene Galliani voglia proseguire l'avventura insieme a Maiorino a Milano.

SERIE A
Hellas Verona, Toni potrebbe smettere: Setti ha già pronta una scrivania
23.03.2016 11.57 di Pietro Lazzerini Twitter: @@PietroLazze
Secondo quanto riportato dal Corriere di Verona, Luca Toni potrebbe smettere di giocare al termine della stagione in corso. Il presidente Setti vorrebbe affidargli il ruolo di collegamento tra area sportiva, squadra e presidente, praticamente lo stesso compito che sta ricoprendo Di Vaio al Bologna. Un modo per farlo crescere nelle vesti di dirigente e di farlo rimanere legato al club veneto.

RASSEGNA STAMPA
Il Corriere di Verona titola: "Questo Hellas è tutto da rifare"
23.03.2016 09.28 di Pietro Lazzerini Twitter: @@PietroLazze
"Questo Hellas è tutto da rifare" scrive questa mattina il Corriere di Verona, che in vista della prossima Serie B, riporta come il presidente Setti dovrà ricostruire una dirigenza a pezzi oltre che decidere cosa fare per la panchina. Le chance di permanenza di Delneri sono in netto calo e potrebbe esserci un clamoroso ritorno di Mandorlini.

SERIE A
Verona, Delneri sempre più verso la permanenza. Con o senza Serie A
22.03.2016 17.30 di Simone Bernabei Twitter: @Simo_Berna
Il Verona è impegnato nella difficilissima impresa legata al mantenimento della Serie A. Difficile quindi, per non dire impossibile, concentrarsi sugli argomenti legati al futuro della panchina. Qualche indizio però possiamo già raccoglierlo: il Verona infatti da quando ha cambiato guida tecnica sembra rinato, almeno nella voglia di lottare fino alla fine, delle partite e soprattutto della stagione. Grande merito va a Gigi Delneri che ha reso a Toni e compagni la voglia di non mollare di fronte ad un'impresa che oggettivamente sembra impossibile. La sconfitta col Carpi ha peggiorato le cose, ma gli scaligeri continueranno a dare battaglia. Poi, quando la matematica darà le proprie sentenze, sarà tempo di giudizi e decisioni. In caso di salvezza la permanenza di Delneri sarebbe scontata, ma anche in caso di retrocessione il tecnico di Aquileia potrebbe restare al Bentegodi per tentare una quanto più rapida possibile risalita. Ad oggi, in attesa dei verdetti del rettangolo verde, sembra comunque essere questa la proiezione più verosimile.

RASSEGNA STAMPA
Il Corriere di Verona sull'Hellas: "Le parole di Toni sono un caso"
22.03.2016 08.53 di Pietro Lazzerini Twitter: @@PietroLazze
"Le parole di Toni sono un caso" titola questa mattina il Corriere di Verona, con il capitano gialloblu che dopo la sconfitta contro il Carpi ha dichiarato: "Non meritiamo la Serie A". Alcuni gli danno contro, come Tricella: "Poteva risparmiarsela", mentre De Vitis ha dichiarato: "Ha voluto solo mettere in risalto che la rosa non era attrezzata per restare nella massima serie".

SERIE A
FOCUS TMW - Corsa Salvezza - Colpo Carpi, crollo Verona: calendari a confronto
21.03.2016 16.45 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
Sempre più avvincente la corsa salvezza quando mancano otto giornate al termine del campionato. La seconda vittoria consecutiva del Carpi ha permesso agli emiliani di agguantare il Palermo a quota 28 e di portarsi al quartultimo posto in virtù di una migliore differenza reti (gli scontri diretti sono finiti entrambi in parità).
Ormai spacciato l'Hellas Verona, mentre il Frosinone contro la Fiorentina ha confermato di essere difficilmente battibile al Matusa. Segnale di ripresa mostrato dall'Udinese contro il Sassuolo, tutt'altro che salve Genoa, Torino e Sampdoria che nell'ultimo turno hanno sprecato una ghiotta occasione per scappar via. Di seguito i calendari a confronto delle ultime nove squadre in graduatoria.

[...]

IL CALENDARIO DEL CARPI - 28 PUNTI
31esima giornata - Carpi-Sassuolo
32esima giornata - Chievo Verona-Carpi
33esima giornata - Carpi-Genoa
34esima giornata - Milan-Carpi
35esima giornata - Carpi-Empoli
36esima giornata - Juventus-Carpi
37esima giornata - Carpi-Lazio
38esima giornata - Udinese- Carpi

IL CALENDARIO DEL PALERMO - 28 PUNTI
31esima giornata - Chievo Verona-Palermo
32esima giornata - Palermo-Lazio
33esima giornata - Juventus-Palermo
34esima giornata - Palermo-Atalanta
35esima giornata - Frosinone-Palermo
36esima giornata - Palermo-Sampdoria
37esima giornata - Fiorentina-Palermo
38esima giornata - Palermo-Hellas Verona

IL CALENDARIO DEL FROSINONE - 27 PUNTI
31esima giornata - Genoa-Frosinone
32esima giornata - Frosinone-Inter
33esima giornata - Hellas Verona-Frosinone
34esima giornata - Chievo Verona-Frosinone
35esima giornata - Frosinone-Palermo
36esima giornata - Milan-Frosinone
37esima giornata - Frosinone-Sassuolo
38esima giornata - Napoli-Frosinone

IL CALENDARIO DELL'HELLAS VERONA - 19 PUNTI
31esima giornata - Bologna-Hellas Verona
32esima giornata - Napoli-Hellas Verona
33esima giornata - Hellas Verona-Frosinone
34esima giornata - Empoli-Hellas Verona
35esima giornata - Hellas Verona-Milan
36esima giornata - Sassuolo-Hellas Verona
37esima giornata - Hellas Verona-Juventus
38esima giornata - Palermo-Hellas Verona

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Winck rientra all'Internacional di Porto Alegre
25/3/2016
Verona - L'Hellas Verona FC comunica di aver definito, con lo Sport Club Internacional di Porto Alegre, la risoluzione del prestito del calciatore Claudio Winck. L'esterno classe 1994 , salutati squadra e staff, è rientrato in Brasile.

Nazionali: 90' per Ionita, vince la Polonia di Wszolek
24/3/2016
Verona - Vittoria per la Polonia di Wszolek, 0-0 per Ionita contro Malta. E' questo il bilancio delle amichevoli internazionali che hanno visto protagonisti i gialloblù con le rispettive rappresentative. Non è sceso in campo Pawel Wszolek nella vittoria per 1-0 della Polonia contro la Serbia, decisiva una rete di Blaszczykowski. Pareggio, invece, per la Moldavia di Ionita contro Malta: il centrocampista gialloblù è rimasto in campo per tutti i 90' nello 0-0 finale. Il polacco tornerà in campo sabato 26 marzo (ore 17.30) nell'amichevole contro la Finlandia, mentre Ionita giocherà lunedì 28 marzo (ore 17) contro Andorra. Per la Grecia di Evangelos Moras, invece, è in programma un test match contro l'Islanda nella giornata di martedì 29 marzo (ore 19.30).

Sabato l'amichevole con l'ND Gorica
24/3/2016
Verona - Amichevole in vista per l'Hellas Verona. In occasione della pausa di campionato, il Verona scenderà in campo sabato 26 marzo allo Sporting Center 'Il Paradiso' per un test match con il ND Gorica, formazione che gioca nella massima serie del campionato sloveno. Il fischio d'inizio è previsto per le ore 15.30 (ingresso libero).

In gruppo Albertazzi, Romulo e Souprayen
24/3/2016
Peschiera - Seduta pomeridiana allo Sporting Center di Peschiera. Dopo il torello iniziale, la squadra è scesa sul campo immediatamente dietro al sintetico per un triangolare 8vs8. Allenamento con il gruppo per Albertazzi, Helander, Romulo e Souprayen, con gli ultimi due che al termine della seduta hanno svolto un lavoro atletico addizionale. Differenziato programmato per Toni e Pazzini. Rientrato Siligardi dopo la nascita del figlio. Assente Viviani, per un leggero stato febbrile. Domani in programma una seduta mattutina alle ore 11 (porte aperte).

L'ultimo saluto dell'Hellas a Johan Cruijff
24/3/2016
Verona - Se n'e' andato il 'profeta del gol' e con lui i ricordi di un'intera generazione. Addio a Johan Cruijff. Il Presidente Setti e tutto l'Hellas Verona FC esprimono il loro cordoglio per la perdita di uno dei più grandi campioni del mondo dello sport.

Tanti auguri Federico!
24/3/2016
Tanti auguri Federico!

La Società, lo staff tecnico e tutti i compagni di squadra
augurano buon compleanno a Federico Viviani.
Il centrocampista compie oggi 24 anni.

Doppia seduta a Peschiera
23/3/2016
Peschiera - Doppia seduta allo Sporting Center 'Il Paradiso' di Peschiera. Mattinata dedicata al lavoro di forza in palestra, mentre nel pomeriggio tutti sul campo per possessi palla e partitelle a tema. Lavoro differenziato per Romulo e Albertazzi. Assenti Siligardi, in permesso dopo la nascita del figlio Edoardo, ed Helander, a riposo per una leggera forma di gastroenterite. Domani in programma una seduta pomeridiana (porte aperte) alle ore 14.30.

Lettera del Presidente
23/3/2016
Cari tifosi dell’Hellas Verona,

In un momento così difficile dal punto di vista sportivo, vi chiedo di guardare al futuro a prescindere dagli ultimi risultati. Anche io, come voi, vi assicuro, sto soffrendo per l’attuale situazione, che mai avrei paventato a inizio stagione. Abbiamo però il dovere di provare a raggiungere un obiettivo, onorando la maglia fino all’ultimo minuto del campionato. Non molliamo, continuiamo a stare uniti, fermo restando che il vostro attaccamento mostrato finora non ha eguali ed è stato costante per tutta la stagione; vi ringrazio, pur sapendo che non vi sia ragione per ribadirlo essendo un fatto lampante ma non scontato. Accetto le critiche, qualsiasi esse siano, purché costruttive, ma dobbiamo tutti assieme insistere e perseguire perché siamo l’Hellas e questo non dobbiamo dimenticarlo, mai. A fine anno, ci saranno, in ogni caso e in ogni modo, le occasioni per analizzare a fondo la stagione e tirare le somme. Adesso dobbiamo crederci e dobbiamo imporcelo. Il Club, costante nella sua attività e presente, deve e dovrà avere la capacità di rialzarsi dopo una caduta, con ancor più entusiasmo e fiducia rispetto a prima. Ora però, in questi dodici giorni, prepariamo a dovere la sfida con il Bologna, noi e voi assieme.
Maurizio Setti

Fiocco azzurro in casa Siligardi
23/3/2016
Verona – Si è aperta con una lieta notizia la mattinata gialloblù. E’ infatti nato Edoardo Siligardi, il primogenito dell’attaccante di Correggio e della compagna Giulia, che sta bene così come il piccolo. A ‘Sili’, che ha celebrato la nascita sul suo profilo ufficiale di Instagram (@lucasiligardi26), le congratulazioni di tutto l’Hellas Verona FC.

Ripresa dei lavori a Peschiera
22/3/2016
Peschiera - Ripresa degli allenamenti per i gialloblù. Dopo il riscaldamento iniziale, il lavoro è proseguito con una serie di partitelle a tema a campo ridotto. Gruppo diviso in due per la parte finale dell'allenamento: scarico per chi è sceso in campo nella sfida contro il Carpi, lavoro atletico per tutti gli altri. Differenziato per Romulo. Terapie per Albertazzi: gli esami a cui è stato sottoposto il difensore hanno evidenziato un edema muscolare al polpaccio destro, i tempi di recupero saranno valutati in base all'evoluzione del quadro clinico. Assenti i nazionali Ionita e Wszolek. Domani in programma una doppia seduta (ore 10 e ore 14.30): entrambi gli allenamenti saranno a porte aperte.

Moras convocato dalla Grecia
22/3/2016
Verona - Convocazione in Nazionale per Evangelos Moras. Il difensore gialloblù è stato selezionato dal Commissario Tecnico della Grecia, Michael Skibbe, per la sfida amichevole contro l'Islanda, in programma martedì 29 marzo (ore 19.30) allo stadio 'Georgios Karaiskakis' di Atene. La convocazione del difensore gialloblù segue quella di Ionita (Moldavia) e Wszolek (Polonia): il primo sfiderà Malta e Andorra (24 e 28 marzo), mentre il secondo incontrerà Serbia e Finlandia (23 e 26 marzo).

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Tempi duri anche al BOURNEMOUTH per Juan Manuel ITURBE che dopo il flop alla ROMA non riesce ad esprimersi al meglio nemmeno in Inghilterra...

PALLAVOLO: La CALZEDONIA VERONA conquista la finale della Challenge Cup vincendo nel palazzetto del BENFICA e si porta sul 2 a 1 alla terza gara dei playoff col PERUGIA ora al palazzetto avverso in cerca del pari il giorno di Pasqua per una gara da dentro o fuori!

SPUMEGGIANTE 1 A 1 TRA ITALIA E SPAGNA allo stadio Friuli di Udine, i 22 in campo hanno dato vita ad una gara piacevole col buon gioco che raramente si vede in gare in cui sono in palio i 3 punti... Gli azzurrini travolgono l'IRLANDA a domicilio: Finisce 4 a 1 e la qualificazione è ora ad un passo!

LUTTO NEL MONDO DEL CALCIO, a 68 anni ci lascia il grandissimo Johan CRUIJFF!

MOTOGP: LORENZO vince il primo MotoGP stagionale davanti a MARQUEZ e DOVIZIOSO, quarto posto per il dottor ROSSI...

L'Italia non vince ma convince: 1-1 con la Spagna. Rete di Insigne, Candreva protagonista

Un'Italia versione Euro 2016 brilla e spreca. Con la Spagna che di grande stavolta ha solo il nome dimostra di essere squadra, gioca, mette sotto l'avversario e quando arriva al gol con una splendida azione chiusa da Insigne, subito rovina tutto con un calo di tensione difensivo supportato da un fuorigioco non visto.

Finisce 1-1, prosegue il tabù vittoria con gli spagnoli, ma la prestazione di questa sera conforta Conte e la nazionale sotto tanti punti di vista. Se la serata del Friuli è tutta vera, la distanza da una delle favorite al prossimo torneo di Francia, nonchè rivale principale nelle qualificazioni Mondiali, non è così ampia. Anzi. Sotto il segno più, la personalità, la capacità di proporre una nuova veste tattica, la brillantezza di Insigne e il buon impatto dell'esordiente Bernardeschi; sotto quello meno un'altra disattenzione difensiva, pagata molto cara. Ma se Conte voleva una squadra, stasera l'ha trovata.

Irlanda-Italia Under 21, gli azzurrini di Di Biagio si impongono per 4-1: la qualificazione è ad un passo

L'Italia Under 21 cala il poker contro l'Irlanda nel match di qualificazione agli Europei del 2017. Gli azzurrini di Di Biagio si sono imposti a Waterford per 4-1: dopo l'autogol di Rosseti (16') che ha dato il momentaneo vantaggio agli irlandesi, l'Italia ha ribaltato il risultato grazie alle reti di Benassi (28'), dello stesso Rosseti (36') e di Romagnoli (59') e all'autogol di Lenihan (82'). La vittoria consente agli azzurrini di consolidare il primato nella classifica del girone con 16 punti, a +4 sulla Slovenia.

Morto Johan Cruijff, leggenda del calcio: malato di cancro ai polmoni, aveva 68 anni

La leggenda del calcio Johan Cruijff è morto oggi a Barcellona all'età di 68 anni. Da tempo era malato di cancro ai polmoni. Ex giocatore, tra le altre squadre, di Ajax e Barcellona, uno dei più grandi fantasisti della storia, Cruijff è stato un grandissimo del calcio olandese ed europeo, protagonista assoluto del "calcio totale" degli oranje negli anni '70.

L'annuncio della sua scomparsa è stato dato sul sito dell'ex fuoriclasse. «Il giorno 24 marzo Johan Cruijff è morto a Barcellona circondato dall'affetto dei suoi familiari, dopo una dura battaglia contro il cancro. È con grande tristezza che chiediamo di rispettare la privacy della famiglia durante il periodo di lutto», il messaggio apparso sul sito dell'ex fuoriclasse olandese, con cui è stata data la notizia della sua scomparsa.

E' morto Johan Cruyff, aveva 68 anni: addio all'olandese profeta del gol

E' morto Johan Cruyff. L'olandese "profeta del gol" è morto a 68 anni al termine di una lunga lotta contro un cancro ai polmoni. La notizia ha sconvolto il mondo del calcio, soprattutto di Spagna e Olanda, i teatri in cui il giocatore, senza dubbio almeno tra i cinque più grandi di ogni tempo, ha incantato di più, in realtà senza tempo e senza luogo, patrimonio universale del pallone. Al quale, non solo oggi, la salute non ha sempre arriso.

FONTE: Leggo.it


La Calzedonia è viva e non esce dai play-off. Battuta Perugia al tie-break
Dopo la storica finale conquistata in Challenge Cup, Verona trova un'altra importante vittoria e allunga la serie dei quarti di finale. A Pasqua si giocherà gara 4


24 marzo 2016 12:47
La Calzedonia Verona ha battuto Perugia al PalaOlimpia ed è ancora in corsa nei play-off. Nella terza gara dei quarti di finale, i gialloblù si sono imposti ancora una volta al tie break contro la formazione umbra. Due ore e dodici minuti di gioco ad altissima tensione.

Una grandissima prova della Calzedonia Verona capace di mettere a segno 17 punti a muro (6 solo di Kovacevic) e di recuperare lo svantaggio delle battute iniziali del quinto set andando a vincere in progressione. Ancora una volta Kovacevic è votato MVP ma la grandissima prova è di tutta la squadra che a soli tre giorni dalle fatiche di Challenge Cup ha saputo conquistare un altro prestigioso successo.

La Calzedonia Verona scende in campo con la formazione tipo: Baranowicz e Starovic in diagonale principale, Anzani e Zingel al centro, Sander con Kovacevic schiacciatori e Pesaresi libero. Anche Perugia conferma la formazione delle precedenti partite con De Cecco in cabina di regia, Atanasijevic opposto, Buti e Birarelli al centro, Russell e Kaliberda schiacciatori con Giovi libero. Nel primo set, la Calzedonia Verona piazza un break di vantaggio prima del time out tecnico. Il muro di Anzani su Birarelli manda le due squadre sulle rispettive panchine sul 12 a 10 e al rientro in campo a colpire è Kovacevic che dalla linea dei nove metri mette a segno il +3. Perugia reagisce e costruisce la propria rimonta con alcune difese spettacolari e il pareggio arriva sul 14 a 14. Il turno in battuta di Buti mette in difficoltà la ricezione della Calzedonia e gli ospiti allungano sul 16 a 18 dopo l’errore di Kovacevic. Perugia mantiene il vantaggio e Kaliberda mette giù l’ultimo pallone sul 23 a 25.

La partenza della Calzedonia nel secondo set è rabbiosa: 4 a 0 con due punti messi a segno da Starovic. I gialloblù confermano il vantaggio anche sul turno al servizio di Atanasijevic con un primo tempo di Zingel (6-2). Dopo il time out tecnico il muro di Kovacevic su Atanasijevic e l’ace di Sander lanciano i gialloblù sul 14 a 9. Sul 20 a 14, Kovac manda in campo Fromm per Russell e la Sir mette a segno un break importante che porta gli umbri sul -1, 20 a 19. Sander mette giù il 21 a 19, poi Starovic colpisce con un ace (22-19). La gara continua a regalare grandissime emozioni e ancora una volta, la Sir Safety Conad si riporta sotto (23-22) ma il break finale della Calzedonia con l’ultimo ace di Bellei chiude il parziale (25-22).

L’apertura di terzo set è estremamente equilibrata. Le due squadre giocano punto su punto, dimostrandosi capaci di mettere in campo grandissima qualità. Kovacevic spezza l’equilibrio con il muro che vale il 7 a 6, poi Kaliberda manda out per il +2 gialloblù. Verona non si ferma: Kovacevic e Starovic scaldano il pubblico del PalaOlimpia portando la Calzedonia sul 10 a 6. Il dominio gialloblù continua: la squadra di coach Giani mette in campo precisione e qualità su ogni pallone mentre la Sir diventa fallosa pallone dopo pallone. Starovic diventa protagonista dalla linea dei nove metri e piazza l’ace del 20 a 10. La Sir recupera qualche punto nel finale ma il set ha già preso la strada di Verona che se lo aggiudica per 25 a 20.

La Sir Safety Conad Perugia parte meglio nel quarto set e conquista subito quattro punti di vantaggio (4-8); Birarelli ferma a muro Sander mandando le squadre sulle panchine per il time out tecnico (7-12). La Calzedonia scivola sul 13 a 20 ma nel finale piazza due break consecutivi riavvicinandosi fino al 19 a 22. Le speranze gialloblù finiscono poco dopo con il 20 a 25 finale a favore di Perugia.

La Sir Safety Conad inizia l'ultimo set con un break sul turno al servizio di Birarelli (0-3). Due video check consecutivi, che invertono la decisione arbitrale, rimettono in corsa la Calzedonia (2-3). Il pareggio arriva sul 4 a 4, ad opera di Baranowiz che ferma Fromm da posto quattro. Nuovo break di Perugia sul turno al servizio di Fromm (4-6) ma la replica della Calzedonia è pronta: Anzani mura Atanasijevic per il 7 a 7 poi Sander ferma Kaliberda per il primo vantaggio gialloblù: 9-8. Zingel, perfettamente imbeccato da Baranowicz, porta Verona sul +2: 11-9. L’out di Atanasijevic regala il +3 a Verona (13-10) e sul 15 a 11 finale il pubblico del PalaOlimpia si lascia andare in un autentico boato.

Si va dunque a gara 4 con gli umbri ancora in vantaggio nella serie per 2-1. Si giocherà domenica al PalaEvangelisti e sarà un'altra sfida da dentro o fuori per i gialloblù.

CALZEDONIA VERONA - SIR SAFETY CONAD PERUGIA 3-2 (23-25, 25-22, 25-20, 20-25, 15-11)

CALZEDONIA VERONA: Zingel 11, Kovacevic 21, Pesaresi (L), Gitto, Lecat, Spirito, Baranowicz 1, Starovic 16, Bellei 1, Sander 20, Anzani 12. Non entrati Frigo, Bucko. All. Giani.

SIR SAFETY CONAD PERUGIA: Buti 7, Fromm 11, De Cecco 5, Kaliberda 19, Giovi (L), Russell 7, Tzioumakas, Elia, Atanasijevic 21, Fanuli (L), Birarelli 8. Non entrati Holt, Dimitrov, Franceschini. All. Kovac.

ARBITRI: Pasquali, Cipolla.
NOTE - Spettatori 3584, durata set: 29', 28', 28', 29', 19'; tot: 133'.

FONTE: VeronaSera.it


20.03.2016
Challenge Cup, 3 a 1 a Lisbona
Calzedonia in finale

Calzedonia si esalta in Europa, batte il Benfica 3-1 nella semifinale di ritorno di Challenge cup e conquista la finale dove affronterà i russi del Novy Urengoy.
Nel palazzetto infuocato di Lisbona, dove ci sono stati anche tafferugli con i diciotto temerari sostenitori arrivati da Verona (alla fine scortati fuori dalla polizia), la squadra di Giani non concede nulla agli avversari e si impone con una gara magistrale in tutti i fondamentali.
Benzina per affrontare, mercoledì sera, Perugia in gara tre dei play off che vede gli umbri nella serie al meglio delle cinque partite avanti 2-0.

20.03.2016
Il motomondiale riparte da Lorenzo Rossi quarto
Il podio del primo Moto Gp della stagione

Il motomondiale riparte da Jorge Lorenzo. Il maiorchino campione del mondo vince il primo Gp della stagione davanti a Dovizioso e Marquez. Rossi chiude quarto ai
piedi del podio. Il centauro della Yamaha non ha avuto comunque vita facile, costretto a cedere il passo alle Ducati in avvio. Il piano gara di partire e fare gara a sé non è andato in porto.
Prima ha dovuto combattere contro le rosse di Borgo Panigale e poi contro il degrado delle Michelin vera incognita del primo Gp di stagione. Rossi ha reso meno delle aspettative chiudendo al quarto posto dopo una gara nella quale non si fa mai notare nelle posizioni di testa. Un peccato la gara di Iannone che con l'altra
Ducati si stava giocando il podio prima di cadere rovinosamente.

FONTE: LArena.it


SERIE A
Roma, senti Iturbe: "Non so cosa mi riserverà il futuro"
23.03.2016 19.39 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
Tutto da scrivere il futuro di Juan Iturbe, attaccante di proprietà della Roma attualmente in prestito al Bournemouth. Il club di Premier League non riscatterà l'ex Hellas Verona che quest'oggi, direttamente dal ritiro del Paraguay, s'è così espresso sul suo futuro: "Devo guardare avanti, anche se non so dire che cosa mi riserverà il futuro", ha detto.

SERIE A
Flop Capitale, disastro inglese. Ma Iturbe può ritrovarsi al Porto
23.03.2016 08.45 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
All'Hellas Verona ha dimostrato colpi e numeri da giocatore non comune. Per questo c'è da immaginarsi che la classe non sia casuale nè dimenticata. Ha forse solo subito le grandi pressioni di Roma ed ha sbagliato progetto dove giocare. Per Juan Manuel Iturbe, ora panchinaro di gran lusso al Bournemouth, sarebbe stata certamente meglio una destinazione spagnola. C'è chi gliela suggeriva e consigliava, ma con il suo agente ha optato per la squadra di Eddie Howe. Dove si parla e si gioca inglese, mentre Iturbe è sudamericano dentro e nel modo d'interpretare il futbol e la vita. Sicché l'avventura non è stata certo delle più fortunate, ma adesso ci pensa il Porto. Che vorrebbe far di lui un novello Ricardo Quaresma, che in Italia è sembrato, e pure è stato, Trivela scarica, meteora del calcio nostrano ma che una volta, un'altra, ai Dragoes, è tornato grande calciatore. Ora lo è in Turchia, Iturbe potrebbe ritornare in Portogallo per ripartire e per ritrovarsi. Roma e la Roma non hanno fatto per lui, il Bournemouth neppure. Ma i colpi sono da grande, resta solo da trovare il posto giusto per esprimerli.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

VERONA 1-2 CARPI: Prestazione sconcertante di un HELLAS che gioca con sufficienza e viene conseguentemente punito! Il male è la sconfitta senza appelli nell'ennesima partita chiave della stagione, il peggio è che d'ora in poi anche la consistenza del 'paracadute' è a rischio col PALERMO raggiunto dagli emiliani...

Pubblicato da andrea smarso domenica 20 marzo 2016 18:07, vedi , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


#VeronaCarpi +   -   =

DELNERI torna al consueto 4-4-2 con MORAS, recuperato a tempo di record, che torna al centro della difesa al fianco di HELANDER mentre PISANO sarà il terzino destro con FARES sulla mancina.
In mediana MARRONE e IONITA si affideranno sulle esterne alla corsa di WSZOŁEK da una parte e alla fantasia di SILIGARDI dall'altra, attacco affidato a TONI e PAZZINI.
4-4-1-1 per CASTORI che in difesa esclude ZACCARDO e LETIZIA affidandosi alle doti atletiche di POLI e SUAGHER che al centro agirà in coppia con ROMAGNOLI, sull'esterno di centrocampo rientra DI GAUDIO anche se non in perfette condizioni per cercare di mettere in difficoltà la retroguardia scaligera grazie alle sue veloci ripartenze.
Sulla trequarti confermato il fantasista LOLLO qualche metro dietro all'unica punta MBAKOGU.

Bellissima giornata di sole al Binti baciato dal sole primaverile tipico del fine campionato in cui l'hELLAS dovrà cercare ancora una volta di inseguire la vittoria a tutti i costi per tenere ancora vivo quel difficilissimo obiettivo salvezza che ormai appare ben più di un'ardua impresa.
A dirigere il match è stato designato il signor Russo della sezione Aia di Nola.

LA GARA
4° Subito un brivido per i tifosi scaligeri: PASCIUTI riceve palla con un traversone, sponda per il liberissimo BIANCO che ha il tempo di mirare e col piattone sinistro cercare il bersaglio grosso appena all'interno dell'area! A GOLLINI battuto la palla sbatte sulla traversa... Non è certo questo lo spirito che i tifosi gialloblù si aspettano dall'HELLAS!
10° La reazione del VERONA arriva dopo sei minuti con FARES che mette sul secondo palo una gran palla per il colpo di testa sottomisura di capitan TONI: Tutti gridano al gol ma BELEC con un balzo prodigioso devia in angolo!
18° Numerosi gli errori in fase di impstazione di entrambe le squadre ma è soprattutto l'HELLAS a deludere: Gambe molli e poche idee, così non va... Ne approfitta DI GAUDIO con un inserimento in slalom murato all'ultimo da HELANDER.
28° PISANO trova il fondo e crossa da destra per l'incornata di TONI ma BELEC di pugno lo anticipa e libera l'area...
32° PISANO in ritardo col braccio alzato in un contrasto aereo con BIANCO, cartellino giallo per il terzino; il VERONA pare anestetizzato: Crea poco a parte lanci lunghi e prevedibili sulle punte regolarmente disinnescate dalla retroguardia ospite... DELNERI prova ad invertire WSZOŁEK con SILIGARDI purtroppo con scarsi risultati.
36° Palla gol CARPI: L'imprevedibile DI GAUDIO semina il panico in area poi viene accompagnato fuori da PISANO che però non riesce a tenerlo, pronto il cross in mezo per MBAKOGU liberissimo ad un metro dalla porta scaligera sguarnita... Il nigeriano spreca incredibilmente con un colpo di testa che schiaccia per terra ed esce! Sospiro dei tifosi veronesi sugli spalti...
37° LOLLO alla conclusione dai 25 metri, GOLLINI blocca a terra.
42° Gran gol di DI GAUDIO ma che ingenuità degli scaligeri: SILIGARDI perde palla regalandola all'opposizione di BIANCO, DI GAUDIO s'impossessa della palla sulla propria trequarti e parte in velocità penetrando in area dal vertice sinistro fra MORAS e MARRONE che si guardano bene dall'opporre la minima opposizione! Facile la rete dell'esterno emiliano a tu per tu con l'incolpevole GOLLINI!
46° Il signor Russo termina la prima parte di gara tra i sacrosanti fischi del pubblico gialloblù che giustamente pretende di più dai propri beniamini, retrocedere si può fare a meno di lottare no!

#VeronaCarpi highlights

0° Doppio cambio HELLAS: REBIĆ da il cambio a PAZZINI, VIVIANI rileva SILIGARDI e torna in campo dopo il lungo secondo infortunio.
5° Cross di FARES da sinistra per il colpo di testa innocuo sul secondo palo di PISANO raccolto da BELEC
MBAKOGU si butta a tutta velocità sul rilancio del portiere e viene murato all'ultimo da HELANDER! LOLLO non ce la fa dopo lo scontro con MORAS in cui rimedia un danno alla spalla, gli da il cambio CRIMI.
8° Tacco di TONI sulla corsa di REBIĆ che viene sbilanciato platealmente da SUAGHER, ammonito il centrale del CARPI.
16° Palla fuori dai 30 metri per la conclusione di FARES che non esce di molto sulla sinistra di BELEC.
18° Il VERONA pareggia: VIVIANI batte un corner sul palo lontano, BELEC esce male e IONITA ne approfitta per incornare in porta! LASAGNA da il cambio a MBAKOGU che non ne ha più...
21° Subito il sorpasso del CARPI: LASAGNA batte un calcio di punizione sul centrodestra, traiettoria perfetta che s'infila dritta nel sette dove GOLLINI non può arrivare mai...
25° MARRONE lascia il campo a Juani GOMEZ.
26° CRIMI prova la conclusione dal vertice sinistro, GOLLINI raccoglie facile.
35° Ultimo cambio CARPI: LETIZIA rileva PASCIUTI.
37° REBIĆ ferma platealmente BIANCO che fugge in zona centrale, cartellino giallo meritato dal croato.
39° POLI si 'arrampica' su REBIĆ, ammonizione per il difensore emiliano.
44° Secondo cartellino giallo e conseguente espulsione per REBIĆ a causa di un fallo praticamente gratuito su CRIMI...
48° Ammonizione anche per CRIMI che scalcia VIVIANI.
49° Da sinistra WSZOŁEK traversa sul palo opposto per PISANO che incorna fuori di poco
50° PISANO da destra prova a mettere in mezzo un altro pallone per TONI anticipato in angolo, il VERONA rimane avanti cercando il pari con l'assalto finale al quale partecipa anche GOLLINI ma ormai è tardi... Dopo 5 minuti di recupero il signor Russo pone fine alla gara.

#VeronaCarpi immagini

LE IMPRESSIONI
Il male è che il VERONA ha sprecato con atteggiamento di ingiustificata sufficienza l'ennesima partita chiave della stagione, il peggio è che il CARPI ha raggiunto il PALERMO al quart'ultimo posto in classifica e sorpassato il FROSINONE e questo significa che le ultime gare stagionali saranno giocate dall'HELLAS per il paracadute visto che se disgraziatamente dovessero retrocedere i rosanero il bonus retrocessione stabilito dalla Lega diminuirà notevolmente se a cadere con i gialloblù saranno i siciliani!
Stabilito ciò (e la vittoria che sarà meglio il VERONA ceda al PALERMO nell'ultima di campionato allo stadio Barbera) c'è poco da dire sull'ennesima gara flop degli scaligeri: Atteggiamento molle, poca voglia di rincorrere palloni e zero idee che portano alla 15esima sconfitta stagionale in 30 gare, 26 gol segnati e 51 gol subiti (solo in due occasioni nella Serie A 2015-16 l'HELLAS non ha subito gol dopo gli 0 a 0 di Modena col CARPI all'andata e quello di Torino il 31 Gennaio scorso).
Sacrosanti fischi del pubblico gialloblù a fine gara: Retrocedere si può fare a meno di lottare no!
Squadra pessima che riesce a trasformare il CARPI nel REAL MADRID: Vergogna!

Radiografia del Gol gialloblù 2015/2016
GiocatoreCoppaCampionatoTotale
TONI156
PAZZINI055
PISANO044
IONITA044
HELANDER022
JANKOVIĆ112
GOMEZ011
VIVIANI011
MORAS011
SILIGARDI011
GRECO011
HALLFREDSSON101
WINCK101

I VOTI
  • GOLLINI Incolpevole sui due gol oggi non ha nemmeno la possibilità di mettersi in mostra con interventi di particolare difficoltà, voto 6
  • PISANO Solita generosità in difesa e in attacco peccato che i compagni non lo assecondino... Voto 6
  • MORAS Incredibile il mancato intervento che porta al vantaggio ospite: Lì c'era anche MARRONE ma il difensore tra i due è Vangelis... Voto 4
  • HELANDER Lo svedese è l'unico baluardo centrale di una qualche efficacia oggi, soliti 'muri' che impediscono alla barca di naufragare ulteriormente, voto 6
  • FARES La miglior gara stagionale da terzino per il franco-algerino, mette in mezzo una palla splendida sulla quale TONI non si dimostra all'altezza e traversa almeno altri 3 palloni interessanti... Corre, lotta ma anche lui non viene assecondato: Voto 6,5
  • WSZOŁEK Gara scialba del polacco che corre meno di altre volte e non si rende mai pericoloso nemmeno nei cross, voto 5
  • MARRONE Zero appoggi in impostazione oggi, naufraga insieme ai compagni dopo quell'incomprensione con MORAS sfruttato al meglio da DI GAUDIO, voto 4,5 (gli da il cambio al 70° GOMEZ che al solito si perde nelle pieghe della partita, voto 5)
  • IONITA Un lottatore che cerca di dare animo e forza ai compagni ma da solo non può nulla contro la mediana avversaria che lo aggira regolarmente, magra consolazione il gol del momentaneo pari... Voto 6
  • SILIGARDI Non è un esterno ma viene forzato come tale, lui s'accentra e viene richiamato dal mister che dopo 45 minuti lo sostituisce, altra gara flop per Luca irritante quando perde il pallone che porta al primo gol avversario: Voto 4,5 (gli da il cambio al 46° VIVIANI che mette sulla testa di IONITA il calcio d'angolo che porta al pari, voto 6)
  • PAZZINI Corre a vuoto nei pressi di TONI senza rendersi mai pericoloso, un Pazzo così non serve e infatti il mister lo toglie alla fine del primo tempo, voto 4,5 (gli da il cambio al 46° REBIĆ che almeno dimostra più vivacità di PAZZINI ma alla fine, per consumare la sua piccola vendetta personale, si fa cacciare ed esce sogghignando! Vergogna... Voto 4)
  • TONI Sulla sua testa capita la miglior palla stagionale fornita da FARES ma ad un metro dalla porta non riesce a trasformarla in gol! Voto 5
  • DELNERI Ha le sue idee e giustamente le riflette sul campo ma davvero sull'esterno sinistro, a questo punto, SILIGARDI è meglio di REBIC? Bravo a credere in FARES terzino sinistro dopo la gara con la SAMPDORIA... È e rimane il meno colpevole della situazione, voto 6
[Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: HellasVerona-BS.BlogSpot.com]


DICONO +   -   =

Mister DELNERI «Abbiamo pagato a caro prezzo i nostri errori: abbiamo sbagliato la partita. Siamo stati farraginosi, dopo la vittoria con il Chievo non siamo stati sempre all’altezza. Oggi abbiamo pagato alcuni episodi, questa partita ha rispecchiato la stagione del Verona. Non abbiamo prodotto quello che potevamo produrre, e che abbiamo dimostrato in altre partite: adesso non abbiamo grandi speranze, abbiamo il dovere di fare bene e onorare la maglia. Abbiamo avuto due-tre palle gol, dovevamo sfruttarle meglio. Se siamo ultimi in classifica vuol dire che abbiamo dei limiti: dal carattere alla velocità. I tifosi hanno il diritto di fischiare, il nostro pubblico meritava molto di più da noi. Dopo la vittoria nel derby eravamo pronti per uno sprint importante e invece lo sforzo psico-fisico ci si è rivolto contro. Dopo la partita con il Chievo pensavamo di essere arrivati a giocarci la salvezza, e invece ci ha scaricati mentalmente. Oggi comunque Toni ha avuto una palla importante all’inizio della partita che purtroppo non è entrata, abbiamo avute alcune occasioni importanti in zona-gol» TGGialloBlu.it

Mister CASTORI tecnico del CARPI «Godiamoci questo momento, il campionato non è ancora finito. Abbiamo battuto una squadra che merita un'altra classifica. Questo ci rende ulteriore merito, perché fatto molto bene, abbiamo giocato con il cuore, ma non è finita e dobbiamo continuare così. Peccato che non finisca oggi il campionato (ride, ndr), però siamo felici di aver vinto contro una squadra forte. Il Verona non merita la classifica attuale. Non era facile vincere qui, l'abbiamo fatto mettendoci grande intensità. I ragazzi sono stati straordinari, hanno dato tutto. Lasagna? Ha segnato il suo quarto gol, il primo su punizione. Sta crescendo tantissimo, ma ha ancora ampi margini di miglioramento. Crescerà ulteriormente, è un ragazzo molto umile» TuttoMercatoWeb.com

Capitan TONI durissimo 'Siamo scarsi, non meritiamo la Serie A...' «Ci meritiamo i fischi: abbiamo buttato all’aria un altro match-point. Abbiamo fatto ridere: è stata un’annata brutta, dagli infortuni, a colpe nostre, forse alcuni giocatori non sono da Serie A, come forse io non sono quello degli altri anni. I nostri limiti stanno venendo fuori: non meritiamo la serie A. Quando facevo 20-22 gol è chiaro che la classifica era diversa, per mille cose siamo parti male e non siamo stati bravi a tirarci fuori. Ripeto: abbiamo giocatori che non meritano la Serie A, forse me compreso. Ho grande amarezza, nella mia carriera non mi era mai capitato di fare una stagione così. Adesso finchè c’è la matematica, cercheremo di dare il possibile ma chiaro che ormai la stagione è compromessa: oggi abbiamo fatto una figuraccia. Tifosi? È giusto prendere i fischi. Mi ritiro a giugno? Adesso non ci penso, sono troppo amareggiato per questi mesi» TGGialloBlu.it

L'ottimo DI GAUDIO imprendibile per i difensori scaligeri ed autore della prima rete «Il gol? E' stato bravo Bianco a recuperare palla su Siligardi e a verticalizzare su di me. Ho dribblato due difensori del Verona e l'ho piazzata sul secondo palo. E' una rete importantissima perché venire a fare tre punti in uno stadio come questo è sempre difficile. Oggi era importante centrare la vittoria perché, nonostante loro siano ultimi in classifica, sono un'ottima squadra. Fisicamente stiamo bene, lavoriamo duro in settimana e raccogliamo i frutti la domenica. Abbiamo creato molte occasioni per andare in gol, come la traversa di Bianco, ma l'importante era fare risultato pieno oggi» TuttoMercatoWeb.com


DelneriToniCastori

LE ALTRE DI A +   -   =

Due pareggi negli anticipi: 0 a 0 tra EMPOLI e PALERMO, 1 a 1 tra ROMA e INTER.
2 a 0 dell'ATALANTA nel lucnh-matchx col BOLOGNA.
Dura lezione nel derby per il TORINO che ne becca 4 dalla JUVE, colpaccio esterno del CHIEVO che va a vincere al Ferraris con la SAMP.
Pareggio a reti bianche tra FROSINONE e FIORENTINA, 1 a 1 tra SASSUOLO e UDINESE.
Alle 18.00 NAPOLI-GENOA, alle 20.45 MILAN-LAZIO


ToniDelneri

ALTRE NEWS IN ALLEGATO +   -   =

MERCATO: A breve l'addio ufficiale di WINCK, poi il prestito al CHAPECOENSE nella A brasiliana 'Mi aspettavo qualche opportunità in più per dimostrare le mie qualità. Ringrazio comunque tutti, vado a casa con dei bei ricordi dell'Italia, dei tifosi e dei ragazzi della squadra che ho conosciuto. Tiferò sempre Hellas, e spero che possa salvarsi. Ho imparato tante cose, il mio esordio contro il Pavia in Coppa Italia resterà un bellissimo ricordo, la mia prima partita nel calcio italiano. Adesso devo andare avanti e pensare alla mia carriera'. Proseguirebbero i contatti con la JUVENTUS interessata al centrocampista della Primavera CHECCHIN che qualche apparizione ha fatto in prima squadra, secondo CalcioMercato.com entro Aprile i club dovrebbero rivedersi per parlarne...

...A BREVE LA RISOLUZIONE DEL PRESTITO PER WINCK 'oggetto misterioso' del calciomercato estivo che ha indossato la casacca gialloblù solo in un paio di spezzoni di partita in Coppa Italia: Arrivato col prestito di una stagione e mezza lascia l'HELLAS dopo 8 mesi per far ritorno all'INTERNACIONAL di Porto Alegre società detentrice del suo cartellino...



IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

VITA DA EX: Dopo essere passato da esubero a pilastro del centrocampo al NAPOLI, Giorgio viene convocato dal citi CONTE per le amichevoli con SPAGNA e GERMANIA; il centrocampista aveva sfiorato l'esordio in Under 21 azzurra ai tempi dell'HELLAS quando in panchina a dirigere gli azzurrini c'era Devis MANGIA poi non se n'era fatto nulla a causa della burocrazia FIFA. Il brasiliano JORGINHO è convocabile dall'ITALIA in quanto italiano dal 16 ottobre 2012 grazie ai nonni originari del vicentino. Gepy PUGLIESE torna a Verona! Giocherà col VILLAFRANCA in Serie D 'Ho sempre reputato Setti un bravo presidente. Con Sogliano e Gardini aveva trovato la quadratura del cerchio. Il Verona aveva trovato un equilibrio che lo ha portato a fare due stagione eccezionali in serie A. Poi questo equilibrio si è rotto e da lì in poi il Verona è crollato'. Nuova chiamata in Nazionale per El Gran Capitàn Rafa MÁRQUEZ. Sebastien FREY, idolo di Firenze (e Verona): con il rimpianto legato alla Nazionale

ATLETICA LEGGERA: Gianmarco TAMBERI campione del mondo di salto in alto indoor...

FORMULA 1: In Australia è partita la stagione iridata con la MERCEDES ancora ai primi due gradini ma la FERRARI di VETTEL terza non è stata certo dominata dalla casa tedesca... Spettacolare incidente ad ALONSO che fortunatamente esce illeso paura a parte.

SORTEGGI CHAMPIONS LEAGUE: Derby iberico tra BARÇA e ATLETICO! Poi PSG-MANCHESTER UNITED, WOLFSBURG-REAL e BAYERN-BENFICA

EUROPA LEAGUE: Tonfo clamoroso della LAZIO che dopo la buona gara a Praga perde all'Olimpico per 3 a 0 e viene eliminata!



RASSEGNA STAMPA +   -   =
Lasagna condanna il Verona e rilancia il Carpi verso la salvezza
Pubblicato on 20/03/2016 at 14:38
Articolo di Marco Barzizza
La punizione perfetta del subentrante classe '92 regala ai suoi il 2-1 e il terzultimo posto in classifica (col Palermo), spigendo il Verona in Serie B
Carpi corsaro a Verona, vince 2-1 e ottiene il 2° successo consecutivo che lo porta al terzultimo posto della classifica, appaiando il Palermo e superando il Frosinone. La risolve Lasagna – uomo della provvidenza sempre a segno da subentrante - con una punizione magistrale un minuto dopo il suo ingresso in campo e 3' dopo il pareggio di Ionita (vantaggio iniziale di Di Gaudio nel primo tempo). Il Verona, fischiato dai propri tifosi, con questa sconfitta saluta idealmente la Serie A, chiudendo malamente con l'espulsione di Rebic e tanto nervosismo.

LA CRONACA DELLA PARTITA
Non c'è pareggio che tenga in questa partita, entrambe devono solo vincere: una per fare un altro passo verso la salvezza (Carpi), l'altra per accorciare proprio sugli odierni avversari e non dire già addio alla Serie A (Verona). Partono forte gli ospiti che al 4' colgono una traversa con Bianco, ben servito da Di Gaudio con sponda di testa, ma il Verona si salva. Passano 7' e Toni risponde con un colpo di testa a botta sicura su cross di Fares che viene sventato da Belec, volante all'angolino per mettere in angolo. Il Carpi gioca un po' meglio, cercando di costruire qualcosa ma il solo Mbakogu davanti è isolato e servito male; il Verona si affida alla testa di Toni e ai cross di Fares, ma l'accoppiata fatica a riaccendersi. In chiusura di tempo due occasioni per gli ospiti: Mbakogu si mangia un gol fatto colpendo malissimo di testa su bel cross di Di Gaudio, poi Lollo spara da fuori area un destro che è facile preda di Gollini. Gol nell'area, al 43' arriva: ingenuità di Siligardi a centrocampo, il Carpi recupera e riparte con Di Gaudio sulla sinistra, entra in area saltando facilmente due difensori e piazza col destro sul 2° palo. 0-1, vantaggio meritato per gli ospiti e primo tempo in archivio. Delneri toglie Siligardi e Pazzini, impalpabili nel primo tempo, dando spazio a Viviani e Rebic, che si dimostra subito pericoloso per la retroguardia ospite. La squadra di casa sembra avere altro piglio rispetto al primo tempo e al 64' trova il pari: corner da sinistra sul quale Belec esce male e fuori tempo, Ionita a porta sguarnita deve solo piazzare comodamente la palla in rete con il colpo di testa. Pari che dura pochi secondi perché il neoentrato Lasagna riporta subito i suoi in vantaggio. E' il 67' quando il mancino del Carpi, implacabile da subentrante (4 gol in 4 occasioni), trova il gol con una punizione magistrale che si insacca all'incrocio dei pali della porta difesa da Gollini. Nel finale di tempo il Verona cerca con la forza della disperazione il pareggio, ma il Carpi tiene e porta a casa tre punti che lo avvicinano al sogno salvezza, ancora tutto da coltivare. Per la squadra di Delneri invece, che finisce in 10 per l'espulsione di Rebic (2 gialli in 8'), la B è ormai quasi una certezza.

Antonio Di Gaudio Verona Carpi 2016 - LaPresse

LA STATISTICA CHIAVE 4 – I gol di Lasagna, tutti segnati da subentrante. Anche oggi, come nel match con l'Inter, la sua rete porta punti importanti ai suoi, che vedono la salvezza.

IL MIGLIORE Antonio Di Gaudio: il più attivo degli avanti del Carpi, è il giocatore che dà maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva della squadra e realizza un gol di pregevolissima fattura, dimostrando non solo grande capacità di corsa ma anche freddezza sotto porta.

IL PEGGIORE Luca Siligardi: come il compagno di fascia Wszolek non gioca un bel primo tempo, con l'aggravante che la sua ingenuità nel finale consente a Di Gaudio di ripartire e trovare la rete dello 0-1. Delneri lo sostituisce nell'intervallo.

IL TABELLINO
VERONA (4-4-2): Gollini; Pisano, Moras, Helander, Fares; Marrone (70' Gomez), Ionita, Wszolek; Siligardi (46' Viviani), Toni, Pazzini (46' Rebic). All. Delneri

CARPI (4-5-1): Belec; Saugher, Romagnoli, Gagliolo, Poli; Cofie, Bianco, Pasciuti (80' Letizia), Lollo (52' Crimi), Di Gaudio; Mbakogu (66' Lasagna). All. Castori

Arbitro: Russo di Nola
Gol: 43' Di Gaudio (C), 64' Ionita (V), 67' Lasagna (C)
Note: espulso Rebic per doppia ammonizione; ammoniti Pisano (V), Suagher (C), Rebic (V), Poli (C), Crimi (C).

FONTE: It.EuroSport.com


Colpo a Verona, il Carpi ci crede
Gli emiliani ottengono tre punti chiave per la salvezza.

@ Getty Images
20 marzo 2016
Il solito ritornello precedeva la gara casalinga dell’Hellas, costretta come sempre a prendere al volo l’ultimo treno per restare in corsa per la salvezza. Stavolta la cantilena era estesa anche agli avversari, il Carpi di Castori. Gli emiliani, davanti a 17.707 spettatori, escono dal Bentegodi con una meritata vittoria per 2 a 1, mandano (praticamente) all’inferno l’Hellas Verona e agganciando il Palermo quart’ultimo. Finisce così in gloria la trasferta per i quasi 500 sostenitori emiliani. Domenica prossima: Bologna-Verona, Carpi-Sassuolo.

Primo Tempo. Inizio col botto: Bianco fa gridare alla rete i tifosi emiliani, colpendo una clamorosa traversa con Gollini battuto; sull’altro fronte altrettanto clamorosa l’opportunità capitata a Toni che si vede respingere in angolo lo stacco di testa dall’estremo Belec. Il Carpi ci crede, il Verona è costretto spesso e volentieri sulla difensiva. Più efficace l’azione ospite contro un’Hellas che fa fatica a trovare il giusto passo offensivo. Non è un caso che i migliori gialloblù in questa fase siano Moras e Helander che faticano non poco a controllare le folate di Mbakogu. D’altra parte il Carpi non ha difficoltà a giocare anche in nove dietro la linea della palla, costringendo gli scaligeri ad inventare soluzioni offensive azzardate e, quindi, controproducenti. Lo spettacolo comincia a spazientire il pubblico di fede gialloblù mentre quello emiliano è incessante nell’incitamento di Cofie e compagni. 36’: Carpi vicinissimo al raddoppio, buon per il Verona che lo stacco di Ebagua, indisturbato davanti a Gollini, sbatta prima sul terreno, quindi finisca ad un palmo dall’incrocio dei pali. Verona a tratti inguardabile, primi fischi dalla tribuna centrale mentre la Curva Sud continua ad incitare i gialloblù. Giusto e meritato il vantaggio emiliano che scocca al 42’: Di Gaudio si beve i difensori gialloblù e batte Gollini per lo 0 a 1, facendo scoppiare l’entusiasmo nei 500 tifosi ospiti. Rabbiosa ma inconcludente la reazione dei gialloblù. Il primo tempo finisce tra gli impietosi fischi dei tifosi scaligeri verso l’Hellas di Del Neri.

Secondo tempo. Del Neri inserisce Rebic e Viviani per Pazzini. Il Verona riversa il cuore nella metà campo emiliana ma manca tutto a questa squadra. Oggi come troppe volte quest’anno. 15’: sale in cattedra Belec che respinge con i pugni l’incornata di Marrone. L’Hellas, sostenuto dal suo pubblico, sembra dare segno di risveglio mente il Carpi continua a difendersi con ordine. 19’: angolo Hellas, incornata magnifica di Ionita, palla in rete per l’1 a 1. Castori inserisce Lasagna nel Carpi che si ripropone subito in avanti. Non passa un minuto che il Carpi conquista una punizione da fuori, splendida traettoria del neo entrato Lasagna che infila, sotto l’incrocio, Gollini per l’ 1 a 2. Bentegodi ammutolito, festeggiano per la seconda volta i ragazzi di Castori. Dentro Gomez per Marrone nell’Hellas. Cinque minuti di recupero quando il Verona resta in 10 per l’espulsione di Rebic. Finale con l'Hellas in avanti ma nulla succede. Finisce 2 a 1 per il Carpi sempre più vicino a rimanere in A mentre per l’Hellas si sono aperte le porte dell’inferno vale a dire la serie B.

FONTE: Sportal.it


Hellas Verona, fine del sogno salvezza?
Posted on Mar 20 2016 - 6:45pm by Luca Vincenzo Fortunato
Italy Photo Press – World Copyright

Esattamente 1 mese fa gli uomini di Del Neri vincevano il derby cittadino con il Chievo per 3-1 e proseguivano la striscia di prestazioni positive per risalire la china. Oggi, scialbi e molli come non mai, incassano la sconfitta in casa contro il Carpi e vedono il 17° posto scappare a 9 punti di distanza, abbastanza per iniziare a vedere la retrocessione come realtà.

Presa di coscienza oppure crollo inesorabile? Un po’ tutte e due le cose. Gli scaligeri appaiono infatti di giornata in giornata come uomini rassegnati al proprio terribile destino. Questo triste epilogo, rivedendo la scorsa stagione oppure la prima giornata (Hellas Verona- Roma) di questo campionato, è stato frutto di una stagione negativa in tutti i sensi.

La prima causa può essere assegnata alla situazione infortuni, vero artefice di mille problematiche di formazione prima per Mandorlini e poi per il subentrato Del Neri. In particolare le varie assenze nel reparto offensivo (tra tutte quelle dei titolari Pazzini-Toni) hanno provocato una carenza di gol che l’hanno resa peggior attacco (insieme all’Udinese) con soli 26 centri stagionali. La debolezza difensiva invece è provocata dal secondo problema rilevante (forse il più emblematico): il cambio del Direttore Sportivo (da Sogliano a Bigon). Infatti l’ex Napoli ha causato un mercato fallimentare sia nell’ottica estiva di riconferma, sia in quello invernale della piena riparazione. Nella prima fase si è puntato ad un ringiovanimento della formazione troppo massiccio (sarebbero bastati pochi innesti per migliorare una squadra rivelazione), nella seconda c’è stata una piena rinuncia alla rincorsa salvezza con pochissimi acquisti sulla scia della progetto di crescita (Marrone dalla Juve, Rebic dalla Fiorentina) e vendite eccellenti (tra tutti Hallfredsson all’Udinese, Rafael al Cagliari e Sala alla Sampdoria).

Ultima causa (collegabile alle altre due) è stato lo scaricamento di colpa su Mandorlini, ritenuto come artefice del crollo gialloblù. Il tecnico ravennate si è ritrovato immerso in un incredibile cantiere nel periodo estivo con false speranze di una squadra in grado di replicare il precedente rendimento. E’ uscito vittima da questo percorso travagliato dell’Hellas a fine Novembre, anche se era già stato scaricato dalla società da un po’ di tempo. Il successore, Luigi Del Neri, maestro di situazioni complicate, è caduto anch’esso nella trappola societaria ma ha provato ad estrapolare dai suoi giocatore quel briciolo di orgoglio e speranza nei confronti di una salvezza mai davvero vicina. Le uniche due vittorie ottenute sono il segno più evidente di un rapporto qualitativo inferiore alle altre squadre di serie A, immagine deficitaria di una realtà in ginocchio per errori di valutazione. Quelle soddisfazioni tra Gennaio e Febbraio con i pareggi prestigiosi contro Roma e Inter sono stati semplici fuochi di paglia in confronto al resto del calendario. Sono proprio le sfide contro le squadre di pari livelli che non si è riusciti ad ottenere punti pesanti. Oggi è stata l’ennesima dimostrazione, anche se è venuto meno l’orgoglio caratteristico delle ultime apparizioni. Sembra quasi che quel barlume di speranza si sia spento con 8 giornate di anticipo. Per i tifosi quindi la paura non è più quella di una retrocessione inevitabile, rimane solo quella di una resa incondizionata dei loro beniamini.

FONTE: News.SuperScommesse.it


Verona-Carpi 1-2, le pagelle di CalcioWeb
Ecco le pagelle del match della 30^ giornata del campionato di Serie A tra Verona e Carpi

20 marzo 2016 17:02 - Stefano Vitetta
LaPresse – Spada

Empoli-Palermo e Roma-Inter hanno aperto, ieri, la trentesima giornata di Serie A. Oggi, invece, nella partita delle 12.30, l’Atalanta ha battuto il Bologna. Sono appena terminate le gare in programma alle 15: la Juve ha vinto nel derby con il Torino, il Chievo ha ottenuto il successo sul campo della Sampdoria, il Carpi ha trovato la vittoria a Verona, la Fiorentina non è andata oltre lo 0-0 a Frosinone e il Sassuolo ha pareggiato con l’Udinese.

Verona-Carpi 1-2, le pagelle di CalcioWeb
VERONA (4-4-2): Gollini 5.5; Pisano 5.5, Moras 5.5, Helander 6, Fares 6.5; Wszolek 5, Marrone 5.5 (25' st Gomez 5), Ionita 6, Siligardi 4.5 (1' st Viviani 6.5); Toni 5.5, Pazzini 4.5 (1' st Rebic 5). In panchina: Furman, Gilberto, Emanuelson, Samir, Jankovic, Marcone, Greco, Bianchetti, Coppola. Allenatore: Delneri 5.

CARPI (4-4-1-1): Belec 6.5; Poli 6.5, Romagnoli 6, Gagliolo 6, Suagher 5.5; Pasciuti 6.5 (36' st Letizia sv), Cofie 7, Bianco 6, Di Gaudio 7.5; Lollo 6 (8' Crimi 6.5); Mbakogu 6 (19' st Lasagna 7). In panchina: Porcari, Daprela’, Sabelli, Colombi, Zaccardo, Verdi, Mancosu. Allenatore: Castori 7.

FONTE: CalcioWeb.eu


HELLAS VERONA – CARPI: LE PAGELLE
Hellas Verona – Carpi 1-2

Hellas Verona
Gollini 6: due goal presi con poche responsabilità, attento negli altri interventi;

Pisano 6: copre la sua fascia e si rende pericoloso sulle solite palle inattive;

Moras 5,5: soffre la fisicità di Mbakogu;

Helander 6: artefice di alcune diagonali e chiusure importanti;

Fares 6,5: il migliore dei suoi, puntuale in difesa ed intraprendente in avanti;

Wszolek 4,5: assente ingiustificato, mai una giocata in entrambe le fasi;

Marrone 5,5: non si fa rimpiangere dalla sua ex squadra, partita sottotono sia nell’impostazione che in copertura; (dal 70' Gomez 5: non riesce ad incidere nella partita);

Ionita 5,5: il goal e poco altro, messo nel messo dalla vivacità del centrocampo emiliano;

Siligardi 5,5: poche giocate offensive, ma si sacrifica sulla fascia in copertura; (dal 45' Viviani 6: prova a dare qualche geometria in più ai suoi, efficace sui calci piazzati);

Toni 6: Belec gli nega il goal, da vero capitano lotta e non si arrende fino alla fine;

Pazzini 5: in campo si vede poco, gioca un primo tempo anonimo e senza grinta; (dal 45' Rebic 6: porta vivacità ed imprevedibilità alla manovra dei suoi, la voglia di fare lo porta ad esagerare con l’agonismo).


Carpi
Belec 6: ottimo intervento su Toni, incerto nelle uscite come in occassione del goal;

Suagher 6: partita solida e pratica;

Romagnoli 6: tiene la posizione in una partita nel complesso tranquilla;

Gagliolo 6: attento sulle palle alte e nelle diagonali difensive;

Poli 6: bravo nel trovare il giusto equilibrio nelle due fasi;

Pasciuti 6,5: primo tempo di grande intensità offensiva, nella ripresa copre con efficacia; (dal 80' Letizia sv);

Bianco 6,5: lotta e riparte per tutti i novanta minuti;

Cofie 6,5: si piazza davanti alla difesa alzando un muro centrale invalicabile;

Di Gaudio 6,5: primo tempo importante con goal ed occasioni create, cala nella ripresa;

Lollo 6,5: gran lavoro in copertura a centrocampo e non manca ti far sentire la sua presenza in fase offensiva con inserimenti tempestivi; (dal 52' Crimi 6: aiuta i compagni a tenere il risultato);

Mbakogu 6: impreciso sotto porta ma fa un gran lavoro oscuro lottando da solo contro la difesa scaligera; (dal 64' Lasagna 6,5: gli bastano pochi minuti per segnare il goal vittoria, crea pericoli con la sua velocità).

FONTE: IConsigliDelFantaCalcio.it


20 marzo 2016
Serie A Tim: Hellas Verona-Carpi 1-2, Castori sogna la salvezza
Gianpaolo Faia

LE PREMESSE
Partita importantissima per il Carpi, che ha l’opportunità clamorosa di uscire momentaneamente dalla zona retrocessione. La situazione era insperata solo pochi mesi fa, quando il distacco dalla quartultima era proibitivo; tuttavia la squadra di Castori ha sempre espresso un calcio di livello, giocando alla propria maniera a prescindere dall’avversario. La neopromossa ha quindi la speranza di rendere leggendaria la propria stagione ed acciuffare una salvezza a dir poco clamorosa. Certo mancano ancora tante partite, ma l’occasione è di quelle ghiottissime. L’Hellas, fanalino di coda della serie A, ormai ha poco da chiedere a questo campionato, se non affrontare con massimo impegno ogni singola partita: la sua corsa non sarà da qui in avanti per la salvezza, ma almeno tentare di non finire la stagione all’ultimo posto.

PRIMO TEMPO
Del Neri schiera il suo storico 4-4-2 con Toni e Pazzini di punta, Ionita pronto agli inserimenti e Wszolek a spingere sulla fascia. Castori risponde con un 4-4-1-1, Mbakogu centravanti e Lollo in appoggio, con Di Gaudio pronto a dare fantasia alla manovra offensiva. La prima opportunità è per il Carpi, con Di Gaudio che serve un pallone invitante a Bianco il quale colpisce a colpo sicuro ma centra la traversa. Risponde il Verona col solito Luca Toni, tuttavia la risposta di Belec è da applausi riuscendo ad evitare il gol. È ancora il Carpi a rendersi pericoloso ma Mbakoku clamorosamente non riesce a segnare. L’occasionissima è però solo il preludio al gol, che arriva grazie ad una grande azione di Di Gaudio: dribbling e tiro a giro sul secondo palo.

SECONDO TEMPO
Il Verona parte subito forte cercando di riacciuffare il pareggio, infatti la prima occasione della ripresa è proprio per i veneti con Fares, che calcia forte da fuori area sfiorando il palo. L’Hellas continua a spingere e lo sforzo viene premiato: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Ionita (uno dei migliori in campo) svetta di testa ed insacca per l’1 a 1. Ma il Carpi non ci sta e capitalizza una punizione dal limite grazie a Lasagna, che calcia in modo perfetto andando a togliere le ragnatele dal sette e portando in vantaggio la propria squadra. Il Verona non si arrende ed è ancora Ionita a sfiorare il gol di testa mandando la palla fuori. Rebic rimedia un doppio giallo lasciando la propria squadra in inferiorità numerica: sembra il segno della resa ma il Verona ha un’altra occasione con Wszolek, tuttavia il risultato non cambia. E il Carpi continua a sognare, raggiungendo la zona salvezza ai danni del Palermo.

CHI SALE
Castori sta compiendo l’ennesimo capolavoro: dovesse davvero raggiungere la salvezza sarebbe un miracolo. Lasagna e Di Gaudio, oltre le segnature, sono senza dubbio tra i talenti più puri della squadra. Nell’Hellas, Ionita oltre a segnare il gol del momentaneo pareggio ha sempre cercato di dare la scossa alla squadra.

CHI SCENDE
Non ci sono insufficienze tra le fila del Carpi, gli unici leggermente al di sotto della media sono stati Lollo e Mbakogu. Nel Verona Il duo d’attacco ha deluso non poco, in particolare Pazzini, sostituito nella ripresa.

HELLAS VERONA – CARPI 1-2
GOL: 42’ Di Gaudio; nel s.t. 18’ Ionita, 22’ Lasagna.
HELLAS VERONA (4-4-2): Gollini 5,5; Pisano 6, Moras 5, Helander 6, Fares 6; Wszolek 6, Marrone 5,5 (25’ st Gomez 6), Ionita 6,5 Siligardi 5,5 (1’ st Viviani 6); Toni 5,5, Pazzini 5 (1’ st Rebic 5,5). A disp.: Coppola, Marcone, Samir, Jankovic, Gilberto, Furman, Greco, Bianchetti, Emanuelson. All.: Delneri 5,5.

CARPI: (4-4-1-1): Belec 7 ; Poli 6,5, Romagnoli 6,5, Suagher 6,5, Gagliolo 6,5; Pasciuti 6,5 Bianco 7 Cofie 7, Di Gaudio 7; Lollo 6 (8’ st Crimi 6) ; Mbakogu 6 (18’ st Lasagna 7). A disp.: Colombi, Sabelli, Letizia, Zaccardo, Daprelà, Porcari, Crimi, Verdi, Mancosu. All.: Castori 7.

ARBITRO: Russo di Nola
NOTE: espulso Rebic per doppia ammonizione al 44’ st; ammoniti pt 32’ Pisano, st 9’ Suagher, 37’ Rebic, 39’ Poli, 44’ Rebic

FONTE: NumeroSette.eu


20 MAR 2016
RICOSTRUIRE
Il fallimento ora è evidente. Il Verona ha perso anche con il Carpi, è la peggiore squadra della serie A. Clamorosamente inadeguata per la salvezza. Improvvisamente sono crollati gli alibi e la cortina fumogena eretta per evitare le responsabilità. Questa è una squadra costruita male e gestita peggio. Figlia di una lotta di potere, in cui il lato sportivo centrava poco. Purtroppo (e lo dico sinceramente) il presidente Setti ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare. Ha alterato gli equilibri societari e successivamente la realtà (“è la miglior annata di sempre”), ma soprattutto ha affidato la nuova gestione a persone inadeguate. Mi dispiace dirlo, ma è così.

La fuga di Gardini-Schettino è stato uno sfregio e un momento topico di questo campionato. L’uomo che ha messo le basi per questa disfatta se ne andava, tentando anche di strappare l’applauso finale. I penosi comunicati stampa di quella settimana, i ringraziamenti e le paginate entusiastiche ad elogio del Grande Manager, appartengono ad una delle pagini più tristi della storia del Verona. Paragonabile per cialtroneria a chi aveva scritto di un grande disegno berlusconiano dietro la cessione del Verona di Arvedi al truffatore bresciano poi arrestato con la salsa di pomodoro scaduta in garage.

Per questa gente a Verona non c’è più posto. Oggi che la presa in giro si è completata, mentre di settimana in settimana si rinviava la sentenza, alzando il tiro e promettendo riscatto alla prossima partita, dobbiamo auspicare che Setti ridia a gente affidabile la gestione del Verona.

Dico chiaramente che non mi associo al partito che spara contro il presidente (oggi). Sarebbe troppo facile farlo e non sarebbe giusto. Contesto e ho contestato le sue decisioni, non l’imprenditore. Setti non è Moratti, non è un petroliere arabo, lo sappiamo. Ed in questo momento non esiste alternativa alla sua gestione. Sappiamo perfettamente quanto Verona sia refrattaria e quanto siano stati isolati i due veronesi che avevano in mano l’Hellas prima di Setti.

Questo non vuol dire però che a Setti è tutto concesso. Anzi. Setti non può più scherzare davanti ad una piazza che è stata generosa fino al masochismo nel sostenere questa penosa squadra e questo fallimentare management. La prima cosa da fare è il recupero dell’identità scaligera, oggi custodita più dai tifosi che dalla società. Mai come in questa stagione il Verona è apparso lontano dai valori della sua gente, dai colori, dal cuore e dai sentimenti dei veronesi. A questo Verona manca la passione, perchè chi ha condotto l’Hellas non ne ha avuta. E se non hai passione non hai neanche rispetto. E il resto è una conseguenza, come l’atteggiamento indegno tenuto da questa squadra contro il Carpi.

Spero poi che il presidente riesca a riflettere con lucidità: meditando sui suoi errori, analizzando senza condizionamenti esterni l’andamento di questo anno. Non scelga la strada breve della stagione sciagurata e sfortunata a giustificazione di questo scempio. Questa è una semplificazione che mette tutti d’accordo e soprattutto, lo ripeto a costo di nauseare, impedisce di guardare ai veri responsabili. Gli errori sono a monte e sono tutti in catena, inanellati uno nell’altro. E hanno un padre e una motivazione. Anche gli infortuni. Infine si tolga dalla stretta parassitaria di qualche procuratore che in questo momento detiene troppo potere in questa squadra.

Ora inizia la ricostruzione. Ma non su queste basi marcite dall’incapacità e dalla supponenza.

Oggi più che mai mi sento di urlare Forza Verona.
Gianluca Vighini

20 MAR 2016
SETTI CHIEDA SCUSA E RIFONDI LA SOCIETÀ
Una lenta e lunga agonia. Il Verona sprofonda e ammaina la bandiera con due mesi di anticipo. Oddio, il fondo si era toccato da un pezzo, ma tra Udinese, Samp e, oggi, Carpi si è pensato bene di scavare. Mai nella sua storia il Verona si era umiliato così, mai si erano toccate queste vette di arroganza, mista a impotenza, assenza e incapacità. Pure il Verona 1978-79 chiuse ultimo, ma quella era una squadra al termine di un grande ciclo decennale, mentre questa avrebbe dovuto essere quella del “consolidamento” (parola di Setti), con l’obiettivo dichiarato – essendo “clamorosamente adeguata alla salvezza” (Bigon dixit) – di “migliorare la classifica della scorsa stagione” (parole ancora di Setti).

Ecco io credo che tutto sia partito dalla presunzione estiva. Rottamato frettolosamente, con parole per nulla grate e poco signorili il “vecchio” (Sogliano) in diretta tv, si è pensato forse che tutto fosse dovuto, scontato, facile, persino normale. Anche, per dire, affidare la gestione sportiva a un amministratore di bilanci (in rosso) come Giovanni Gardini. Da lì una sequela di errori (anzi orrori), attacchi sguaiati e financo personali ai (pochi) critici, boriosa stizza, arroganza, cattiva perseveranza (mercato di gennaio) e fragorosi abbandoni (Gardini). Fino alla Caporetto odierna, con Setti inquadrato tutto solo in tribuna con il suo sigaro, unico compagno di viaggio rimasto, immagine che suggella una società che il presidente deve rifondare.

Bigon ha un altro anno di contratto, ma l’umiliante ultimo posto in classifica (in un campionato con Carpi, Frosinone e un Palermo in queste condizioni) e le spietate dichiarazioni di Toni nel post partita (“siamo scarsi”) sono emblematiche del cattivo operato del ds, che non può essere confermato. Lo stesso vale, mi spiace dirlo, per Gigi Delneri, il meno colpevole del disastro, ma che ci ha messo anche del suo, avallando il mercato di gennaio e poi andando via via in confusione.

Da Setti invece credo sia giusto pretendere le scuse pubbliche e ufficiali. La sua storia, di imprenditore della moda e di presidente di calcio, racconta di un uomo che ha sempre delegato. Quasi sempre bene, nelle sue aziende deve molto alle sue stiliste poi diventate socie, nel Verona ha ottenuto risultati grazie a una figura come Sogliano. Quest’anno male.

Setti deve tornare a scegliersi i collaboratori giusti, altrimenti la serie B sarà una montagna da scalare, paracadute o meno. Il presidente ha promesso un pronto ritorno in serie A e la parola data va mantenuta, ma serve un vero uomo di calcio nelle stanze di via Belgio e lo spirito rampante di un allenatore emergente.
Francesco Barana

20 MAR 2016
VERGOGNA
Non c’è molto da dire. Il modesto Carpi ha battuto un Verona vergognoso. La serie B ora è una certezza. Una retrocessione meritatissima, frutto di scelte sbagliate a livello dirigenziale in estate e poi durante la stagione. Come dice il capitano, la squadra ha dei limiti e il match contro il Carpi li ha evidenziati tutti. Non ci sono giustificazioni, non ci sono alibi.
Adesso bisogna pensare alla prossima stagione e dopo quello che ho visto contro Udinese, Sampdoria e Carpi (per restare alle ultime gare) sarebbe il caso di rivoluzionare tutto, dal direttore sportivo alla rosa, passando per l’allenatore. Ha fallito Mandorlini e ha fallito anche Delneri. A questo punto non avrebbe senso ripartire dall’attuale tecnico. Sbagliare le partite più importanti, quelle che avrebbero davvero potuto rimetterti in carreggiata, significa che anche Delneri ha delle responsabilità e riconfermarlo dopo un fallimento del genere non avrebbe senso.
Luca Fioravanti

FONTE: Blog.Telenuovo.it


DOPO LA SCONFITTA COL CARPI
Anche l'ultimo treno è passato
21/03/2016 13:16
Serviva una vittoria per rilanciare la speranza della salvezza, e invece è arrivata una sconfitta, anche contro il Carpi, la penultima in classifica (prima della sfida di ieri). Ci si aspettava un Verona aggressivo, con la bava alla bocca, e invece si è visto un Verona timido, remissivo, che nel primo ha gettato psicologicamente la spugna: e il Carpi ne ha approfittato. La piccola reazione della ripresa culminata con il gol di Ionita è stata cancellata dalla punizione di Kevin Lasagna (se ci avesse provato altre mille volte, probabilmente quella palla non sarebbe entrata).

POSSESSO STERILE. Delneri ha lanciato Pazzini in coppia con Toni e ha puntato ancora una volta su Siligardi, che ha deluso e ha commesso un errore fatale in occasione del vantaggio carpigiano. Guardando alle statistiche il Verona ha fatto maggior possesso palla (59% contro il 41%) ma è stato un possesso palla sterile, fine a se stesso. Solamente tre volte si è tirato in porta: l‘occasione clamorosa ce l’ha avuta Toni nei primi minuti della partita, ma il bomber di Pavullo non si è dimostrato cannoniere implacabile, come aveva di mostrato negli anni passati, dove aveva fatto gli straordinari.

ULTIMO TRENO. L’ultimo treno è passato, la Serie B ormai è realtà tangibile. Adesso è tempo di riprogrammare: cosa farà il Presidenti Setti? Continuerà con questa dirigenza, o rivoluzionerà i quadri gerarchici della società? Ci sarà un nuovo Direttore generale o si vivrà con l’ombra del passato? Solo dopo una chiara e netta presa di posizione sulla propria dirigenza, si potrà iniziare a ricostruire dalle macerie di questa stagione, scegliendo, o confermando, allenatore, staff e giocatori.
LUCA VALENTINOTTI

POST-PARTITA
Castori: Abbiamo fatto una partita perfetta
20/03/2016 18:11
“Non era facile vincere qui al Bentegodi, abbiamo fatto una partita perfetta: peccato che non finisca oggi il campionato, siamo contenti di aver fatto una grande partita con un Verona forte che non merita questa classifica. Abbiamo fatto una grande impresa, abbiamo giocato una gara di straordinaria intensità lottando su ogni pallone. Grande impegno e intensità dei miei e devo dire pure ottima qualità del gioco”. Queste le dichiarazioni di Fabrizio Castori al termine di Verona-Carpi.
L.VAL.

LA CONFERENZA
Delneri: Non abbiamo più grandi speranze
20/03/2016 17:58
“Abbiamo pagato a caro prezzo i nostri errori: abbiamo sbagliato la partita. Siamo stati farraginosi, dopo la vittoria con il Chievo non siamo stati sempre all’altezza. Oggi abbiamo pagato alcuni episodi, questa partita ha rispecchiato la stagione del Verona. Non abbiamo prodotto quello che potevamo produrre, e che abbiamo dimostrato in altre partite: adesso non abbiamo grandi speranze, abbiamo il dovere di fare bene e onorare la maglia. Abbiamo avuto due-tre palle gol, dovevamo sfruttarle meglio”. Così Gigi Delneri, al termine di Verona-Carpi, è intervenuto in conferenza stampa.

Il tecnico friulano ha continuato: “Se siamo ultimi in classifica vuol dire che abbiamo dei limiti: dal carattere alla velocità. I tifosi hanno il diritto di fischiare, il nostro pubblico meritava molto di più da noi. Dopo la vittoria nel derby eravamo pronti per uno sprint importante e invece lo sforzo psico-fisico ci si è rivolto contro. Dopo la partita con il Chievo pensavamo di essere arrivati a giocarci la salvezza, e invece ci ha scaricati mentalmente. Oggi comunque Toni ha avuto una palla importante all’inizio della partita che purtroppo non è entrata, abbiamo avute alcune occasioni importanti in zona-gol”.
L.VAL.

MIXED-ZONE
Toni: Siamo scarsi, oggi abbiamo fatto ridere
20/03/2016 17:37
“Ci meritiamo i fischi: abbiamo buttato all’aria un altro match-point. Abbiamo fatto ridere: è stata un’annata brutta, dagli infortuni, a colpe nostre, forse alcuni giocatori non sono da Serie A, come forse io non sono quello degli altri anni. I nostri limiti stanno venendo fuori: non meritiamo la serie A. Quando facevo 20-22 gol è chiaro che la classifica era diversa, per mille cose siamo parti male e non siamo stati bravi a tirarci fuori”. Così Luca Toni al termine di Verona-Carpi finita 1-2.

Toni ha continuato ai microfoni di Telenuovo: “Ripeto: abbiamo giocatori che non meritano la Serie A, forse me compreso. Ho grande amarezza, nella mia carriera non mi era mai capitato di fare una stagione così. Adesso finchè c’è la matematica, cercheremo di dare il possibile ma chiaro che ormai la stagione è compromessa: oggi abbiamo fatto una figuraccia. Tifosi? È giusto prendere i fischi. Mi ritiro a giugno? Adesso non ci penso, sono troppo amareggiato per questi mesi”.
L.VAL.

FONTE: TGGialloBlu.it


Hellas Verona, Checchin cambia procuratore e si affida a Riso
Procuratore Checchin – Il centrocampista dei veronesi decide di cambiare procuratore sportivo e affidarsi al fondatore della GR Sports

Autore: Antonio Menna - 17 marzo 2016 - 17:31
Procuratore Checchin – Luca Checchin, centrocampista dell’Hellas Verona, cambia procuratore sportivo e affida a Giuseppe Riso, fondatore della GR Sports, la gestione della sua carriera e immagine sportiva.

Nato a Voghera il 3 maggio 1997, Luca Checchin è uno dei centrocampisti più premettenti della Serie A dotato di un’ottima visione di gioco e di pensiero. Con l’Hellas Verona è stato tra i protagonisti della Viareggio Cup 2015. Cresciuto nel settore giovanile del Valenzana dopo i Giovanissimi Nazionali si trasferisce all’Alessandria.

Con la Primavera dell’Hellas Verona gioca 24 partite segnando un gol nell’ultima gara contro il Lanciano. In Primavera è un leader e le sue prestazioni, anche nel Torneo di Viareggio nella finale persa contro l’Inter, convincono l’Hellas a riscattarlo dal Lanciano e ad assegnarli la maglia 97, la data della sua nascita, diventando così il giocatore più giovane del ritiro 2015/2016.

Fa il suo esordio in Serie A il 28 novembre 2015 contro la Fiorentina al Bentegodi. Contro il Napoli, il 22 novembre 2015, gioca la sua prima partita in Serie A dal primo minuto. Il 2 dicembre 2015 fa il suo esordio in Coppa Italia contro il Pavia, terminata 1-0 per l’Hellas Verona.

FONTE: StopAndGoal.net


Hellasmania: Le parole pesanti di Toni ed una situazione da serie B

Di: Alessandro Righelli
21 marzo alle 10:30
"Siamo scarsi, questa è la verità". Poche parole ma molto forti quelle che Luca Toni, l'uomo più importante di questa squadra, ha rilasciato ieri nel post-partita contro il Carpi. Frasi che di sicuro non sono passate inosservate a tutto l'ambiente gialloblù, e che hanno suscitato da subito pareri contrari: i tifosi si sono subito divisi tra chi concorde alla dichiarazione di Toni come mera descrizione di una stagione fallimentare, e chi ritiene invece che siano comunque parole sbagliate e non rispettose per una maglia come quella gialloblù.

La verità probabilmente sta nel mezzo, come in molte cose della vita: sicuramente le parole di Toni sono state esagerate, ma dalla sua parte ci può stare una giustificazione per averle rilasciate nel post-partita e quindi frutto dell'ancor forte frustrazione data dall'ennesima sconfitta. Luca ha un carattere molto forte, combattivo, che lo porta a credere fino in fondo a qualcosa e forse è anche per questo che, deluso da una situazione che non vorrebbe fosse mai accaduta, si è lasciato andare agli animi e ha parlato da "essere umano". Dall'altra parte però si può rimproverargli questa dichiarazione dall'alto della sua professionalità, che dovrebbe comunque insegnarli che non è giusto che un leader come lui di una squadra come il Verona, rilasci delle parole simili davanti ai microfoni, attaccando i suoi compagni di squadra e tutto l'ambiente. Proprio per questo motivo ci si aspetta che lo stesso Toni possa in settimana dare una spiegazione a ciò che ha detto ieri, magari rivedendone la forma ed i toni, appunto.

Al di là delle sue parole comunque bisogna ammettere che questa squadra, se è nella situazione in cui è ora, delle responsabilità e dei limiti li ha. Il cambio dell'allenatore (a proposito, indigesto a Toni) si sperava potesse portare un cambio di rotta ma così non è stato, e con il rientro di molti infortunati, gli alibi si estinguono velocemente. L'anno scorso i gol di Toni hanno forse aiutato a nascondere la vera forza di questa squadra, anche se sembra impossibile che sia del tutto questa la ragione di una situazione come quella attuale. La stessa società ci ha messo del suo per complicare ancora di più le cose, non solo con la partenza di Hallfredsson, altro uomo chiave di questa squadra, ma soprattutto con la partenza di Gardini, dal sapore di un vero e proprio tradimento a tutti i tifosi gialloblù. La speranza per ora è che questo Hellas riesca a tener alta la testa e regalando un dignitoso fine campionato ai suoi supporter e che, in vista della prossima serie B, la dirigenza abbia un chiaro progetto per riportare in alto una piazza che si merita ben altro di ciò che sta passando ora. Non si devono illudere dei tifosi che hanno sempre dimostrato di esserci nonostante tutto: speriamo!

Verona, Delneri: 'Situazione disperata, speriamo nel miracolo'

20 marzo alle 18:05
Queste le parole di Gigi Delneri, allenatore del Verona, dopo il ko del Verona con il Carpi: "La situazione è disperata, oggi abbiamo fatto un secondo tempo di intensità e abbiamo pagato a caro prezzo delle situazioni singole. Era la gara decisiva per il futuro del Verona, ora abbiamo il dovere di onorare quel che facciamo sul campo. Dobbiamo giocare al massimo e sperare nel miracolo, dobbiamo finire con la consapevolezza che potevamo salvarci".

Carpi, le pagelle di CM: Lasagna regala la vittoria

20 marzo alle 17:30
Hellas Verona-Carpi 1-2
Belec 6.5
Poli 6.5
Romagnoli 6
Gagliolo 6
Suagher 5
Pasciuti 6.5
(36' Letizia 6)
Cofie 7
Bianco 6
Di Gaudio 7.5
Lollo 6
(8' Crimi 6.5)
Mbakogu 6
(19' Lasagna 7)

All. Castori 7

Hellas Verona, le pagelle di CM: Ionita tra i pochi a salvarsi

20 marzo alle 17:18
Hellas Verona-Carpi 1-2
Gollini 5.5
Pisano 5
Moras 5.5
Helander 6
Fares 6.5
Wszolek 5
Marrone 5.5
(25' Gomez 5)
Ionita 6
Siligardi 4
(46' Viviani 6.5)
Toni 5.5
Pazzini 4.5
(46' Rebic 5)

All. Delneri 5

Juve, trattativa col Verona per Checchin

17 marzo alle 14:25
Giovani di talento, occasioni di mercato. Perché dove c’è qualità in prospettiva futura c’è spesso l’occhio vigile delle big. In particolare la Juventus, che da tempo segue da vicino Luca Checchin, centrocampista classe ’97 che quest’anno ha debuttato in Serie A con il Verona. Un protagonista tra i migliori giovani che non è passato inosservato tra Italia e estero, la Juventus si sta muovendo da tempo su di lui e presto spera di definire l’operazione per questo ragazzo da crescere in prospettiva. Appuntamento già in agenda per i bianconeri.

FUTURO IN SERIE A – Entro il mese di aprile sono attesi nuovi contatti per avvicinarsi, la Juve segue Checchin e vuole fare in fretta, non mancano i radar di tante società su questo ragazzo: scenari di mercato che si aprono per il talento assistito da Giuseppe Riso. Se dovesse davvero chiudere la Juventus, nelle idee ci sarebbe un prestito per lasciarlo maturare e iniziare una rampa di lancio verso un potenziale destino a Torino. Perché la politica della Juve sui giovani va avanti, si tratterà con il Verona che vuole valorizzare Checchin. Un altro prospetto italiano su cui puntare.

FONTE: CalcioMercato.com


Hellas Verona, Gollini: “A sedici anni mi allenavo con Rooney e Mata e giocavo con… Pogba”
Pierluigi Gollini - Hellas Verona (www.imagephotoagency.it)

Redazione 18-03-2016 10:30
Una sua parata ha regalato un punto insperato al Verona e un dispettuccio involontario alla sua ex, la Fiorentina. Magari lo scorso tredici maggio poteva essere lui a difendere i pali della "viola", se cinque anni fa non si fosse messo di mezzo il Manchester United... "Quando ci fu la chiamata passai la notte a guardare il soffitto" - si legge nelle pagine de La Gazzetta dello Sport - "sarei partito la mattina dopo. Mi hanno accusato di aver fatto questa scelta per soldi, ma non è vero: la mia famiglia non ha preso un euro. Era la voglia di confrontarmi con un mondo nuovo. E' stata un'esperienza formativa ma dura. In Italia a 16 anni vivi il calcio come un gioco, lì è già un lavoro. Hanno più soldi di noi e li investono nello sviluppo dei calciatori. Guardi lo United ora: a causa degli infortuni dà spazio a tanti ragazzi e sono tutti già pronti. Il primo giorno vado in mensa, passano Giggs e Ferdinand e mi salutano. Dopo l’allenamento Rooney e Mata facevano gara di punizioni e mi chiamavano. Ogni tanto entravo nella contesa, tipo che Rooney mi fa: 'Oh, su 10 te ne segno 7'. E io: 'No, no, meno'. Qualcuna gliela paravo, anche se mollava certe botte... Ecco, confrontarmi così giovane con campioni così mi ha fatto crescere". C'era anche un certo Paul Pogba: "Gran personalità, colpi da campione e la reputazione di quello forte. Però forse l’hanno sottovalutato, non pensavano che potesse diventare quello che è ora".

Ora fa interventi decisivi per l'Hellas, anche se non iniziò la carriera tra i pali: "La parata di Firenze? Istinto e testa. La partita stava per finire, azione concitata, c’era un mezzo fallo, pareva fuorigioco... la mia forza è stata rimanere concentrato, poi è venuta naturale: ero piazzato bene, ho seguito la palla. E sono stato bravo a buttarla fuori, a non rimetterla in area. A Firenze mi hanno fatto tanti complimenti. Tra tutti mister Betti, mi allenava nelle giovanili: mi ha fatto l’in bocca al lupo, il primo allenamento al Franchi l’avevo fatto con lui. Gli ho risposto dopo la gara che forse era destino tornarci, in A e con una parata così. Il calcio l’ho sempre avuto in testa. Da bambino non volevo vedere i cartoni, ma le partite con mio padre. Poi mi prese la Spal negli Esordienti, da difensore. Mi allenavo di fianco a dove giocavo con gli amici: tutto il giorno prima in porta al campetto, poi in difesa con la squadra. Un giorno mi misi a martellare l’allenatore dei portieri: 'Fammi provare, sono bravo'. E lui: 'Quando vieni con dei guanti magari...' ".

Rapporto con Toni: "Proprio l’altro giorno mi diceva: 'Ah, sei nato il 18 marzo del 1995? Io il giorno dopo esordivo nel Modena'. Per me avere un compagno campione del mondo è il massimo, lui poi è super, una bandiera. Oltre che IL bomber". Fuori dal rettangolo verde è un ragazzo come tanti: "Seguo il basket, ascolto hip-hop e soprattutto videogame. Se qualcuno vuole sfidarmi, il mio gamertag è thebossPG. Gioco a Nba 2k e a Fifa". Capitolo Nazionale: "Qualsiasi Nazionale è un mio obiettivo. E anche se mi chiamano in U20, ci vado con piacere e do il massimo. Donnarumma? Nella nostra posizione abbiamo tanto da perdere: il difficile è ora, nel confermarci, sentirci arrivati a quest’età è il peggio che possa capitarci. So di essere forte ma anche di poter essere più forte. Io posato? Mi accusano del contrario, di avere un carattere che va un filo oltre. Ma non credo. Ho una personalità forte, sono estroverso, ma sempre nel rispetto di tutti. Un po’ di follia ci vuole, però se c’è da essere seri ci sono. Il portiere non può mai togliere la testa dalla partita, serve anche equilibrio".

Italia del Mondiale 2022? Lui c'è: "Io in porta, Romagnoli e Rugani centrali, Florenzi a destra, Darmian a sinistra. Poi Verratti, il più forte degli italiani, con Baselli e Cristante. Davanti Insigne, Berardi e Bernardeschi".

Hellas Verona, risolto il prestito di Winck: il brasiliano rientra all’Internacional di Porto Alegre
Hellas Verona-Foggia, Coppa Italia

Gianluca Di Marzio 17-03-2016 16:10
E' durata appena otto mesi l'avventura italiana di Claudio Winck, terzino destro che l'Hellas Verona aveva preso in prestito dall'Internacional di Porto Alegre nella scorsa estate. Solo due presenze in Coppa Italia, nessuna invece in campionato per il calciatore brasiliano che è pronto per tornare anticipatamente in patria.

E' stato infatti raggiunto l'accordo tra l'Hellas e l'Internacional per la risoluzione del prestito del terzino classe '94, che quindi rientrerà da subito nella società che ne detiene il cartellino. Mancano soltanto le firme, dopo di che l'operazione sarà ufficializzata. Avventura poco fortunata nel calcio italiano, per Claudio Winck si chiude la parentesi al Verona.

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Hellas Verona - Carpi 1-2 | Tracollo dei gialloblu: solo la matematica non li condanna
Sotto tono in una delle partite più importanti di tutta la stagione: i ragazzi di Gigi Delneri vengono battuti in casa dagli emiliani che agganciano il Palermo, mentre la speranza scaligera diventa sempre più debole

Luca Stoppele Collaboratore Verona

20 marzo 2016 11:35
Nella trentesima giornata del campionato di serie A, l'Hellas Verona viene sconfitto in casa per 2-1 dal Carpi in un decisivo scontro salvezza.
Difficile comprendere come mai i gialloblu alternino prestazioni ottime sul piano del carattere come quella di Firenze, ad altre più scialbe come in occasione della sfida con gli emiliani, resta il fatto che al Bentegodi ha vinto la squadra che ha voluto maggiormente il successo, che ha lottato di più, che ha creduto, e continua a credere, ad una salvezza che sembrava per lei irraggiungibile. La formazione di Gigi Delneri ha iniziato la partita con un atteggiamento piuttosto timido, senza riuscire mai a trovare quella rabbia agonistica che avrebbe dovuto farle gettare il cuore oltre l'ostacolo. Quasi bloccati dal punto di vista mentale, i gialloblu hanno commesso ancora una volta numerosi errori, forse più del solito, in fase d'impostazione, che non gli hanno permesso di essere pericolosi per la porta di Belec. Se poi a questo si aggiunge il fatto che persino uno come Luca Toni riesce a mangiarsi un gol come quello del decimo del primo tempo (l'unico pallone decente servito all'attaccante in area), allora anche il più ottimista dei tifosi può essere assalito dai dubbi.
La difesa scaligera nel complesso non è stata impegnata particolarmente durante il match, ma la facilità con cui Di Gaudio è riuscito a passare tra Moras e Marrone per poi superare Gollini, lascia ancora perplessi addetti ai lavori e non, così come il pallone perso da Siligardi ha dato il via alla'azione stessa. Una situazione che sembra rispecchiare la differenza di carattere vista oggi tra le due formazioni.
Questa sconfitta naturalmente complica, se possibile, ancora di più la situazione dell'Hellas, che vede scappare tutte le dirette avversarie, mentre lui resta fermo come fanalino di coda della classifica: quella di oggi doveva essere l'ultima spiaggia per i gialloblu e adesso solo la matematica sembra non condannarli, con la speranza oramai del tutto affievolita.

PRIMO TEMPO - La prima palla gol del match è per gli ospiti al 4', con Pasciuti che di testa appoggia per Bianco che dal limite con il destro coglie la traversa. Al 10' Fares scatta sulla sinistra e mette il cross per Toni, tutto solo, che incorna ma Belec riesce a mettere in angolo. Mbakogu scatta sul filo del fuorigioco al 17', ma l'attaccante rallenta e dà così il tempo ad Helander di recuperare e mettere in corner. È ancora il difensore svedese a chiudere su Di Gaudio al 19', innescato da Mbakogu dopo una palla persa da Ionita. La partita sembra piuttosto bloccata, con i gialloblu che sembrano faticare ad alzare il ritmo e a trovare le giuste combinazioni. Al 36' Di Gaudio fa un gran lavoro sulla sinistra e la mette in mezzo, trovando Mbakogu in area, dimenticato dalla difesa, che da due passi schiaccia troppo la sfera che termina alta. Un minuto dopo Lollo ci prova da fuori ma Gollini blocca. Al 42' Siligardi perde un brutto pallone sulla destra, Di Gaudio ne approfitta e punta la porta, passa in mezzo a due uomini e di piatto batte Gollini.

SECONDO TEMPO - Delneri prova a cambiare assetto alla squadra ad inizio ripresa. AL 51' Belec blocca con facilità il colpo di testa di Rebic. I padroni di casa non sembrano essere in grado di reagire e il Carpi può limitarsi a contenere senza troppi problemi. Fares al 61' ci prova dal limite sugli sviluppi di un corner: palla fuori di poco. Al 64' Viviani trova in area Ionita che di testa punisce Belec, uscito in maniera maldestra. Al 67' però il neoentrato Lasagna riporta in vantaggio i suoi con una punizione magistrale. Wszolek al 80' la mette al centro, Ionita e Rebic si ostacolano a vicenda e il colpo di testa di quest'ultimo non trova la porta. Hellas in dieci al 90': Rebic entra in ritardo su Crimi e prende il suo secondo cartellino giallo. Al 94' viene deviato in corner il colpo di testa di Pisano. Stavolta il terzino prova a crossarla 95' ma Toni, disturbato, non colpisce il bersaglio.

HELLAS VERONA - CARPI 1-2
MARCATORI: Di Gaudio (C) al 42', Ionita (HV) al 64', Lasagna (C) al 67'

HELLAS VERONA (4-4-2): 95 Gollini; 3 Pisano, 18 Moras, 5 Helander, 93 Fares; 13 Wszolek, 23 Ionita, 8 Marrone (dal 70' 21 Juanito Gómez), 16 Siligardi (dal 46' 24 Viviani), 9 Toni, 11 Pazzini (dal 46' 27 Rebic).
A disposizione: 28 Emanuelson, 4 Samir, 7 Jankovic, 88 Marcone, 19 Greco, 22 Bianchetti, 37 Coppola, 14 Furman, 12 Gilberto. Allenatore: Luigi Delneri.

CARPI (4-4-1-1): 27 Belec; 13 Poli, 23 Suagher, 21, Romagnoli, 6 Gagliolo; 19 Pasciuti (dal 82' 3 Letizia), 4 Cofie, 8 Bianco, 11 Di Gaudio; 20 Lollo (dal 53' 17 Crimi); 99 Mbakogu.
A disposizione: 36 Daprelà, 7 Porcari, 2 Sabelli, 91 Colombi, 5 Zaccardo, 15 Lasagna, 10 Verdi, 25 Mancosu. Allenatore: Fabrizio Castori.

ARBITRO: Carmine Russo di Nola.
AMMONITI: Pisano, Suagher, Rebic, Poli, Crimi
ESPULSI: Rebic (HV) al 90'

FONTE: VeronaSera.it


09:45 | lunedì 21 marzo 2016
La resa di Toni: «Verona, non sei da A»
«Meritiamo di retrocedere, giocatori non adeguati alla Serie A»

di Silvana Palazzo - twitter: @silvpalazzo© Foto: www.imagephotoagency.it

HELLAS VERONA TONI - L’Hellas Verona si arrende. Il campionato non è ancora finito, ma la retrocessione è più che uno spettro per il club veneto. E’ Luca Toni a firmare la resa: «Siamo stati disastrosi. Meritiamo di retrocedere, qui ci sono alcuni giocatori che non sono adeguati alla Serie A. Davanti avevamo un avversario alla nostra portata. E invece abbiamo sbagliato. Per questo è giusto che prendiamo i fischi della Curva Sud. E se stiamo per andare in B ci sono dei motivi. C’è chi non è in grado di stare in questa categoria», ha tuonato il capitano dopo la sconfitta contro il Carpi.

BANDIERA BIANCA – Il messaggio di Toni apre un caso: a otto giornate dalla fine del campionato, il Verona è ormai condannato alla retrocessione in Serie B. «Con il Carpi sono venuti fuori tutti i nostri limiti. E allora è giusto così. Abbiamo perso in casa con loro e con la Sampdoria, in due scontri diretti. La nostra è stata una figuraccia. Se siamo ultimi dall’inizio dell’anno una ragione ci sarà», ha aggiunto Toni. Nel frattempo una decina di tifosi hanno contestato la squadra per la prestazione con il Carpi. «Ci hanno applaudito anche nei momenti peggiori. Comprensibile, adesso, la loro reazione», ha concluso l’attaccante.

18:02 | domenica 20 marzo 2016
Delneri: «Verona, era decisiva» | Sky Sport
Le parole di Delneri alla fine di Verona - Carpi

di Gianmarco Lotti - twitter:@GianmarcoLotti© www.imagephotoagency.it

VERONA CARPI SERIE A DELNERI - Il Verona aveva bisogno di punti per la salvezza e doveva dare continuità al bellissimo pareggio di Firenze di domenica scorsa. Oggi per Luigi Delneri e i suoi ragazzi era una delle posibili partite della svolta perché a Verona arrivava il Carpi, anche esso invischiato nella lotta per non scendere in Serie B. La trentesima di Serie A era quindi un crocevia importante sia per i veronesi che per i carpigiani come ha sottolineato anche Delneri stesso in zona mista a fine partita.

VERONA VS CARPI, PARLA DELNERI - «Solo la situazione è disperata, oggi abbiamo fatto un secondo tempo di intensità e abbiamo pagato a caro prezzo delle situazioni singole. Era la gara decisiva per il futuro del Verona, ora abbiamo il dovere di onorare quel che facciamo sul campo. Dobbiamo giocare al massimo e sperare nel miracolo, dobbiamo finire con la consapevolezza che potevamo salvarci» è quanto ha detto il mister dei padroni di casa Luigi Delneri ai microfoni di Rai Sport al termine della sfida tra Verona e Carpi.

17:47 | domenica 20 marzo 2016
Castori: «Carpi, che impresa!» | Rai Sport
Le parole di Castori al termine di Verona - Carpi

di Gianmarco Lotti - twitter:@GianmarcoLotti© www.imagephotoagency.it

VERONA CARPI SERIE A CASTORI - Il Carpi è una delle squadre che sperano nella salvezza e in questo girone di ritorno (ormai siamo alla undicesima dopo il giro di boa) è in grande forma e sta puntando a un piazzamento insperato almeno a inizio anno. Fabrizio Castori potrebbe essere l'artefice di questo sogno e lo stesso Castori ha guidato oggi i suoi in una gara molto difficile, uno scontro diretto allo Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona contro il Verona padrone di casa; l'allenatore emiliano ha poi analizzato il match in zona mista.

VERONA VS CARPI, PARLA CASTORI - «Peccato che non finisca oggi il campionato, siamo contenti di aver fatto una grande partita con un Verona forte che non merita questa classifica. Abbiamo fatto una grande impresa, abbiamo giocato una gara di straordinaria intensità lottando su ogni pallone. Grande impegno e intensità dei miei e devo dire pure ottima qualità del gioco. Lasagna? Grande gol, sta crescendo e ha potenzialità ancora da vedere» è quanto ha detto il mister dei biancorossi Fabrizio Castori ai microfoni di Rai Sport al termine della sfida tra Verona e Carpi.

FONTE: CalcioNews24.com


SERIE A
ESCLUSIVA TMW - Carpi, Castori: "Lotta salvezza riaperta. Non molleremo mai"
21.03.2016 13.15 di Raffaella Bon
Terminasse oggi la Serie A il Carpi di Fabrizio Castori sarebbe salvo. Il tecnico degli emiliani ne ha parlato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com: "Contro Frosinone e Verona abbiamo conquistato due vittorie fondamentali, in due scontri diretti fondamentali che ci hanno permesso di riaprire la lotta salvezza e riaccendere di nuovo la speranza".

Ritrovata la vittoria e l'autostima.
"Fiducia e autostima sono tornate, ma per il momento l'unica cosa che continua è continuare a lavorare rimboccandoci le maniche fino all'ultimo giorno. Non dobbiamo mollare, non dobbiamo avere cali".

Nella lotta salvezza adesso ci sono anche Palermo e Udinese.
"Io penso solo alla nostra corsa e a quello che possiamo fare ancora. Normale che dobbiamo mettere più squadre possibili dietro di noi. La sosta a questo punto la sfrutteremo per lavorare ancora su quello che dovremo fare fino alla fine della stagione. Lavoreremo sull'aspetto fisico e atletico, preparandoci bene per questo ultimo mese di campionato. Quello decisivo".

SERIE A
Bandiera bianca Verona. Ed il futuro dei big è un vero rebus
21.03.2016 12.45 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
"Non meritiamo la A". Luca Toni ha sigillato quello che sarà, probabilmente, il destino dell'Hellas Verona. La retrocessione, incredibile ed imprevedibile, per come maturata. Artur Ionita è certo dell'addio con il Napoli già pronto ad accoglierlo. Federico Viviani ha tante richieste nella massima serie, Fiorentina su tutte (squadra peraltro per cui tifa), ed anche Pierluigi Gollini è stimato da tante società della massima serie. E gli altri? Giampaolo Pazzini ha un ingaggio importante, poco da Serie B, ma ha un contratto fino al 2020. Dovrebbe e potrebbe restare per la risalita, mentre Luca Toni è in scadenza e deciderà a breve cosa fare. Pawel Wszolek rientrerà alla Sampdoria dal prestito; Gilberto potrebbe anche restare in B ma sarà determinante il prossimo tecnico del club. Da valutare anche il domani di Romulo e Luca Marrone, arrivati dalla Juventus, Samir tornerà al Granada mentre arrivano già richieste per Filip Helander ed anche Eros Pisano ha più di un estimatore in A. Insomma, una vera e propria rivoluzione, d'estate, che arriverà sia per la retrocessione sia per gli alti ingaggi di molti giocatori. Ed il domani è un vero rebus, con tanti big pronti all'addio.

RASSEGNA STAMPA
Corriere di Bologna: "Tre punti da urlo. Ora il Carpi è salvo"
21.03.2016 09.43 di Luca Bargellini Twitter: @barge82
"Tre punti da urlo. Ora il Carpi è salvo. Sassuolo, solo un pari", questo il box che il Corriere di Bologna ha riservato alle altre due formazioni emiliane in Serie A. Carpi corsaro a Verona torna a sperare nella salvezza.

RASSEGNA STAMPA
Tuttosport sulla lotta salvezza: "Il Carpi si risente in Serie A"
21.03.2016 08.58 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
Tuttosport oggi in edicola dedica spazio in prima pagina anche al Carpi di Fabrizio Castori che grazie al successo contro il Verona ha scavalcato il Frosinone in classifica appaiando il Palermo: "Il Carpi si risente in Serie A".

SERIE A
Verona, anche Toni si arrende: la retrocessione è ormai realtà
21.03.2016 07.45 di Alessandra Stefanelli
"Facciamo ridere, non meritiamo la Serie A". Parole forti, pesanti, pronunciate da uno dei leader del Verona, quel Luca Toni che solo un anno fa lo aveva trascinato verso una salvezza più che tranquilla vincendo anche il titolo di capocannoniere, in coabitazione con Mauro Icardi. I numeri, d'altra parte, parlano chiaro. 19 punti, ultimo posto in classifica e 9 punti di distacco dall'ultimo posto utile per la salvezza, occupato ora dal Carpi. Proprio contro gli emiliani, la formazione di Luigi Delneri si giocava un pezzo di salvezza. Gli scaligeri non hanno saputo sfruttare al meglio il fattore casalingo, cadendo sotto i colpi di Di Gaudio, Lasagna e compagni.

C'è poco da fare. Se il Verona voleva ancora giocarsi qualche residua speranza di salvezza, doveva battere il Carpi. Se non altro per conquistarsi il diritto di lottare fino alla fine. Adesso c'è da salvare la faccia, ma poco altro. "Ritenere il Verona già retrocesso" sarebbe da superficiali, aveva detto il tecnico del Carpi Fabrizio Castori. Vero, finché c'è la matematica è giusto lottare, ma oggi solo un cataclisma potrebbe salvare Toni e compagni.

E allora è giusto cercare di chiudere dignitosamente la stagione e poi guardare alla prossima in Serie B. Consapevoli del fatto che potrebbe trattarsi di una retrocessione milionaria in virtù del 'paracadute' approvato dalla Lega Serie A, soprattutto nel caso in cui ad accompagnarla fosse club 'poco blasonati' come Carpi e Frosinone, con poca militanza nella massima serie.

SERIE A
Carpi, Di Gaudio: "Sempre creduto nella salvezza. Possiamo farcela"
20.03.2016 21.24 di Alessandra Stefanelli
Queste le dichiarazioni di Antonio Di Gaudio al termine della partita con l'Hellas Verona: "Il gol? E' stato bravo Bianco a recuperare palla su Siligardi e a verticalizzare su di me. Ho dribblato due difensori del Verona e l'ho piazzata sul secondo palo. E' una rete importantissima perché venire a fare tre punti in uno stadio come questo è sempre difficile. Oggi era importante centrare la vittoria perché, nonostante loro siano ultimi in classifica, sono un'ottima squadra. Fisicamente stiamo bene, lavoriamo duro in settimana e raccogliamo i frutti la domenica. Abbiamo creato molte occasioni per andare in gol, come la traversa di Bianco, ma l'importante era fare risultato pieno oggi."

E ancora: "Alla salvezza abbiamo sempre creduto, anche quando eravamo penultimi. Mancano ancora tante partite e molti punti da conquistare per centrare il nostro obiettivo. Adesso c'è la sosta, staccheremo un po' la spina e poi riprenderemo la preparazione in vista della gara col Sassuolo. Daremo il massimo partita dopo partita perché rimanere in Serie A sarebbe un miracolo più grande di quello dell'anno scorso. Quando abbiamo subito il gol del pareggio abbiamo avuto un minimo contraccolpo, ma non abbiamo mollato e grazie al gol di Kevin abbiamo portato a casa questi tre punti. Chiunque giochi in attacco, Mbakogu, Lasagna o Mancosu, dà sempre il massimo e lavora tanto per la squadra. Il gruppo è la nostra forza."

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Verona: Toni, non meritiamo la A
Del Neri, inutile farsi speranze. Castori, squadra sta crescendo

20.03.2016 19.40 di Marco Frattino Twitter: @MFrattino
Fonte: ANSA
(ANSA) - VERONA, 20 MAR - A far rumore nel dopo partita del Bentegodi sono le parole di Luca Toni. Dure e pesanti come macigni. "Ci meritiamo i fischi - attacca il centravanti del Verona -, abbiamo buttato all'aria un altro match-point. Abbiamo fatto ridere: è stata un'annata brutta, dagli infortuni, a colpe nostre, forse alcuni giocatori non sono da Serie A, come forse io non sono quello degli altri anni. I nostri limiti stanno venendo fuori: non meritiamo la serie A". Parole, quelle dell'ex attaccante azzurro, che Delneri sposa in parte. "Non penso siamo scarsi, certo, oggi non abbiamo prodotto ciò che possiamo produrre. Abbiamo problemi caratteriali e strutturali, se siamo li in fondo c'e' il motivo. Toni dice che siamo gia' in B? Ha ragione, - ha osservato - inutile farsi speranze. Pero' dobbiamo onorare il campionato.

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Verona, Delneri: "Dobbiamo onorare il torneo fino alla fine"
20.03.2016 18.12 di Vito Aulenti Twitter: @vitoaul
L'allenatore dell'Hellas Verona Luigi Delneri, ospite ai microfoni di Rai Sport, si è così espresso sul ko odierno col Carpi: "Abbiamo avuto un approccio sbagliato e pagato qualche errore individuale. Forse questa gara era decisiva per il nostro futuro. Obiettivi per il finale di stagione? Dobbiamo continuare ad onorare il torneo e giocare al massimo contro tutte, per tentare il miracolo e dimostrare che, senza il verificarsi di alcune situazioni, saremmo potuti rimanere in A".

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Carpi, Castori: "Godiamoci questo momento"
20.03.2016 18.11 di Giovanni Cimino
Fabrizio Castori, tecnico del Carpi, commenta ai microfoni di Sky la vittoria sul campo del Verona: "Godiamoci questo momento, il campionato non è ancora finito. Abbiamo battuto una squadra che merita un'altra classifica. Questo ci rende ulteriore merito, perché fatto molto bene, abbiamo giocato con il cuore, ma non è finita e dobbiamo continuare così".

SERIE A
Carpi, Castori: "Peccato non finisca oggi l'anno. Lasagna crescerà ancora"
20.03.2016 18.07 di Vito Aulenti Twitter: @vitoaul
L'allenatore del Carpi Fabrizio Castori, intervistato ai microfoni di Rai Sport, ha espressa tutta la propria soddisfazione per l'importante vittoria ottenuta quest'oggi dai suoi ragazzi in quel di Verona: "Peccato che non finisca oggi il campionato (ride, ndr), però siamo felici di aver vinto contro una squadra forte. Il Verona non merita la classifica attuale. Non era facile vincere qui, l'abbiamo fatto mettendoci grande intensità. I ragazzi sono stati straordinari, hanno dato tutto. Lasagna? Ha segnato il suo quarto gol, il primo su punizione. Sta crescendo tantissimo, ma ha ancora ampi margini di miglioramento. Crescerà ulteriormente, è un ragazzo molto umile".

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Le pagelle del Verona - Pazzini impalpabile, Helander un muro
Risultato finale: Verona-Carpi 1-2

20.03.2016 17.34 di Pierpaolo Matrone
Le pagelle del Verona - Pazzini impalpabile, Helander un muro
Gollini 5.5 - Non ha colpe sui due gol, ma comunque non compie grandi interventi in questo match.

Pisano 5 - Troppo irruento in qualche intervento. Nel primo tempo, in un minuto, si becca il giallo e quasi rischia il rosso per un'altra entrata da dietro.

Moras 5,5 - Si fa superare con troppa facilità da Di Gaudio in occasione del gol. Per il resto il Carpi non crea tantissimo nella sua zona.

Helander 6 - Per larghi tratti del match appare praticamente insuperabile. Ferma Mbakogu nell'uno contro uno, s'immola sulle conclusioni avversarie ed evita che finiscano verso la porta.

Fares 6 - Spinge tanto sulla sinistra per tutta la partita. Dal suo piede nasce l'azione più nitida del primo tempo.

Wszolek 6 - Positiva la sua prova. Tante avanzate sulla sua corsia, aiuta anche in difesa.

Marrone 5,5 - Si fa vedere poco. E per un centrocampista questo è sintomo di una prova alquanto sottotono. Dal 70' Juanito Gomez s.v.

Ionita 6,5 - Fa un ottimo lavoro sia in fase di interdizione che in quella offensiva. Trova il gol del momentaneo 1-1 con un colpo di testa nei soliti inserimenti.

Siligardi 5 - Il gol di Di Gaudio se lo porta in gran parte lui sulla coscienza. Ingenuità sulla trequarti e palla persa che poi si è rivelata determinante. Dal 46' Viviani 5 - Perde troppi palloni. Da lui ci si aspettava geometrie e ci si è ritrovati molto poco.

Toni 6 - Lotta su ogni pallone. Nel primo tempo un grandissimo Belec gli nega il gol, lui si impegna tanto per tutto il resto della gara.

Pazzini 5 - Impalpabile. Gioca un solo tempo e tocca pochissimi palloni, non proponendosi praticamente mai. Dal 46' Rebic 5 - Non incide mai. E negli ultimi minuti termina l'opera, inguaia i suoi e ne spegne le speranze di rimonta con la sua espulsione.

SERIE A
Verona, Winck torna in Brasile: "Ringrazio tutti, tiferò per sempre Hellas"
19.03.2016 00.50 di Tommaso Bonan
Claudio Winck dice addio all'Hellas Verona e torna in Brasile. A confermarlo è lo stesso difensore ai microfoni di hellaslive.it: "Mi aspettavo qualche opportunità in più per dimostrare le mie qualità. Ringrazio comunque tutti, vado a casa con dei bei ricordi dell'Italia, dei tifosi e dei ragazzi della squadra che ho conosciuto. Sono un calciatore giovane, mi porterò dietro questa esperienza tutta la vita. Tiferò sempre Hellas, e spero che possa salvarsi. Ho imparato tante cose, il mio esordio contro il Pavia in Coppa Italia resterà un bellissimo ricordo, la mia prima partita nel calcio italiano. Adesso devo andare avanti e pensare alla mia carriera. Tornerò all'Internacional di Porto Alegre per poi andare a giocare al Chapecoense, club della serie A brasiliana".

SERIE A
Hellas Verona, Winck dice addio. E' del Chapecoense
18.03.2016 23.16 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Claudio Winck dice addio all'Hellas Verona. Il terzino brasiliano è tornato in patria: risolto il prestito tra gli scaligeri e l'Internacional di Porto Alegre, il calciatore sarà ora prestato ancora. A breve sarà ufficiale il suo trasferimento al Chapecoense, club che milita nel Brasilerao di Serie A.

L'ALTRA META' DI
...Luca Siligardi
18.03.2016 00.01 di Barbara Carere
L'attaccante dell'Hallas Verona Luca Siligardi e la sua bellissima compagna Giulia Sentimenti si sono conosciuti nell'estate del 2011 nella loro città d'origine e per loro è stato un vero e proprio amore a prima vista , così come ci racconta Lady Siligardi in esclusiva per la nostra rubrica.
"Quella sera lui si è fatto avanti e ci siamo conosciuti, abbiamo parlato tantissimo e ci siamo piaciuti da subito, diciamo che è stato amore a prima vista".

Come ti ha conquistato Luca?
"Luca mi ha conquistata facendomi ridere e con il suo essere testardo nella nostra prima fase di conoscenza (non è uno che molla l'osso facilmente, ride, ndr)".

C'è un suo difetto che non sopporti?
"A dire il vero Barbata, è un po' permaloso, anche se devo riconoscere che ultimamente è migliorato tanto".

Com'è Luca Siligardi nella vita privata?
"E' un uomo tranquillo, allegro e semplice. Non è un gran romanticone ma non posso lamentarmi perchè mi riempie di attenzioni".

Possiede dei tatuaggi?
"Luca ha tantissimi tatuaggi, anche se in campo molti non si vedono perchè sono sul torace! L'ultimo che ha fatto risale a due anni fa ed è il mio preferito:una scritta in memoria del suo amico ed ex compagno di squadra Piermario Morosini, scomparso nell'aprile 2012, si è tatuato "There is always hope".

Pensate mai al matrimonio?
"Non siamo ancora sposati, ma un mese fa, la sera della vigilia di Natale mi ha chiesto di sposarlo, per me è' stata una serata memorabile. Ci sposeremo nel giugno del 2017, per ora ci gustiamo la nascita del nostro primogenito Eduardo ormai manca poco , siamo molto emozionati, non vediamo l'ora di vederlo, sono già completamente innamorata di lui ".

Secondo te Luca che papà sarà?
"Senza ombra di dubbio un bravissimo papà, ama i bambini e sperava tantissimo nell'arrivo di un figlio".

Chi cucina in casa?
"In casa cucino io, per la sopravvivenza di entrambi(ride,ndr)".

Qual è il suo piatto preferito?
"Il suo piatto preferito sono i tortellini in brodo, da buon emiliano".

Quando vuoi prenderlo per la gola cosa gli prepari?
"Gli faccio il tiramisù".

Come trascorrete il tempo libero?
"Trascorriamo il tempo libero a casa con gli amici, in famiglia e con il nostro (per me ancora cucciolo anche se proprio non lo è) Ettore, un bulldog inglese di 1 anno e mezzo e 30 kg di simpatia e amore. È un cane molto fortunato e..viziato..Luca non sa proprio a dirgli di no".

Qual è la sua dimostra dimostrazione d'amore quotidiano?
"Il buongiorno e il bacio del mattino, non mancano mai, anche se sto ancora dormendo prima di andarsene via mi viene a dare un bacio".

Cosa gli auguri per la sua carriera?
"Gli auguro di riuscire a raggiungere tutti i suoi obiettivi calcistici, anche se è stato un pò sfortunato per un infortunio abbastanza importante che ha avuto, ma è rientrato in campo più forte di prima perché ha sempre lavorato con forza e determinazione".

Prima di salutarci, c'è qualcosa che vorresti dirgli attraverso questa intervista?
"Voglio dirgli che lo amo tantissimo e che io ed Edoardo ci saremo sempre e saremo in prima fila , sempre, a tifare per lui".

Grazie Giulia per questa bella chiacchierata e in bocca al lupo per il parto.
"Grazie, a te Barbara e crepi".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


20.03.2016
L'Hellas davvero a un passo dalla B
Verona-Carpi 1-2


L’uomo della provvidenza per il Carpi è Kevin Lasagna, ancora una volta. Al «Bentegodi» l’attaccante del Carpi entra nella ripresa e risolve su punizione il delicato match con il Verona dopo il botta e risposta fra Di Gaudio e Ionita. Dopo il Frosinone gli emiliani stendono un’altra diretta concorrente (stesso punteggio, 2-1) e adesso vedono la salvezza: Palermo agganciato al terzultimo posto a 28 punti, ciociari penultimi a 27. Per la squadra gialloblù è la resa definitiva. Gli ospiti chiariscono subito le loro intenzioni cogliendo la traversa al primo affondo. Pasciuti pennella per la testa di Di Gaudio, sponda area per l’accorrente Bianco che centra il montante di sinistro. Non ci sarebbe arrivato Gollini. Risposta scaligera all’11’. Spunto di Fares sulla sinistra e traversone col contagiri per Toni, che sfugge alla marcatura dei difensori e incorna di testa. Il balzo di Belec è prodigioso. Dopo l’avvio scoppiettante il ritmo cala e fino alla mezzora non succede più nulla. Troppi errori di misura nei passaggi e di posizionamento, sia da una parte sia dall’altra. Tuttavia la squadra di Castori, più avanti in classifica, sembra avere le idee chiare mentre quella di Delneri, confusa e impacciata, soffre la pressione di una situazione ormai disperata. Al 35’ i biancorossi sprecano una chance pazzesca. Sul cross di Di Gaudio il centravanti Mbakogu, a un metro dalla porta, impatta male la sfera con la fronte e invece di spedirla in rete la schiaccia a terra: fuori. Di Gaudio, evidentemente stanco di veder sprecati i suoi assist, al 42’ decide di mettersi in proprio.

Su un pallone perso da Siligardi sulla trequarti il palermitano va in slalom tra Marrone e Moras, si presenta in area e supera Gollini con un destro a giro. Delneri capisce che deve scuotere i suoi e inizia la ripresa con il 4-2-4 e una doppia sostituzione: Rebic e Viviani per Siligardi e Pazzini. Con la regia di Viviani il Verona inizia a collezionare cross e calci piazzati e su uno di questi, al 16’, Fares sfiora il pari con un sinistro dai 25 metri fuori di un metro. Dai e dai, proprio da un angolo di Viviani, al 18’, Ionita, tutto solo in area, insacca di testa per l’1-1. Ma l’illusione gialloblù dura quattro minuti. Il mago delle sostituzioni Castori - dieci reti in campionato dalla panchina - ne indovina un’altra: Lasagna, che ha segnato tutte le sue quattro reti da subentrato, entra per Mbakogu e pennella una magistrale punizione a giro per il nuovo vantaggio ospite. Il Verona accusa il colpo e molla la presa. Dopo il diretto da ko di Lasagna, infatti, fino al triplice fischio non si conta, di fatto, una sola conclusione verso lo specchio di Belec, a parte i colpi di testa fuori misura di Rebic, Pisano e Toni. Lo stesso Rebic completa la frittata e si fa espellere, proprio quando la sua squadra potrebbe tentare l’ultimo assalto, con due brutte entrate su Crimi in otto minuti. Finale nervoso, con Russo che a stento riesce a mantenere le redini a suon di cartellini. Ma il Carpi resiste e centra l’impresa che condanna gli avversari rilanciandosi alla grande.

17.03.2016
Serie A

Il Verona lotta in fondo alla classifica ma Luca Toni è sempre un personaggio molto ricercato nel mondo del calcio. Ieri pomeriggio l’attaccante gialloblù è stato intervistato al centro sportivo «Il Paradiso» di Peschiera del Garda dalla bella Laura Barriales, il volto femminile della Serie A Tim. L’ex campione del mondo ha raccontato la sua carriera per Total Italian Football, il format che la Lega Calcio trasmette in 200 paesi esteri

FONTE: LArena.it


Delneri: «Ci assumiamo le nostre responsabilità»
20/3/2016

Verona - Ecco le principali dichiarazioni di mister Delneri, rilasciate al termine di Hellas Verona-Carpi (1-2):
«I fischi sono meritati, sembra si sia spenta la luce dopo il Chievo. Non c'è nessuna scusante, abbiamo buttato via probabilmente il nostro campionato, non abbiamo dato il cambio di marcia. Le ultime 3 sconfitte sono state determinanti per abbandonare le speranze, adesso la B è più concreta, manca solo la matematica. Salta all'occhio l'amore dei tifosi per l'Hellas, so che i ragazzi hanno dato quello che avevano, ma è poco per un pubblico del genere. Come accettiamo gli applausi, accettiamo il dissenso, che è lecito. La qualità di impostazione diverse della partita ha fatto la differenza, quando devi attaccare e impostare qualcosina ti manca. Oggi abbiamo avuto 3/4 palle gol, il portiere loro ha parato molto mentre Gollini non è stato impegnato...».

Toni: «Ora dobbiamo onorare la maglia»
20/3/2016

Verona - Ecco le principali dichiarazioni di Luca Toni, rilasciate al termine di Hellas Verona-Carpi (1-2):
«Fischi meritarti, è giusto andare sotto la curva anche quando si perde. Un commento alla prestazione? Abbiamo fatto molto male contro tutte le squadre alla nostra portata, sbagliando tutte le sfide decisive. Non meritiamo questa categoria. Salvezza? Abbiamo sbagliato troppo, la speranza c'è ancora ma quando perdi tutti gli scontri decisivi è difficile continuare a crederci, abbiamo mostrato tutti i nostri limiti, sicuramente questa è un'annata no. I miei gol hanno mascherato tanti difetti? Sicuramente hanno aiutato, però abbiamo sempre giocato lontani dalla zona retrocessione, quando si gioca per non retrocedere è più difficile e abbiamo dimostrato di non starci, adesso dobbiamo solo onorare la maglia. Il mio futuro? Non voglio pensare a giugno, è stata una stagione molto difficile, concentriamoci su quello che rimane da giocare».

Serie A TIM: Hellas Verona-Carpi 1-2
20/3/2016
Verona - Il Verona perde lo scontro casalingo con il Carpi. Al 42' del primo tempo Di Gaudio riesce a portare in vantaggio i suoi. Nella ripresa, grazie ad un calcio di punizione di Viviani, Ionita sigla il gol del momentaneo pareggio al 19'. Tre minuti dopo, la rete di Lasagna decide il risultato.

HELLAS VERONA-CARPI 1-2
Marcatori: 42' pt Di Gaudio, 19' st Ionita, 22' st Lasagna.

HELLAS VERONA (4-4-2): Gollini; Pisano, Moras, Helander, Fares; Wszolek, Marrone (dal 25' st J. Gomez), Ionita, Siligardi (dal 1' st Viviani); Toni, Pazzini (dal 1' st Rebic).
A disposizione: Coppola, Marcone, Samir, Jankovic, Gilberto, Furman, Greco, Bianchetti, Emanuelson.
All.: Delneri.

CARPI (4-4-1-1): Belec; Suagher, Romagnoli, Gagliolo, Poli; Pasciuti (dal 36' st Letizia), Bianco, Cofie, Di Gaudio; Lollo (dal 8' st Crimi); Mbakogu (dal 19' st Lasagna).
A disposizione: Colombi, Sabelli, Zaccardo, Porcari, Verdi, Mancosu, Daprelà.
All.: Castori.

Arbitro: Russo di Nola.
Assistenti: Marrazzo e Del Giovane.
NOTE. Espulso: Rebic per somma di ammonizioni. Ammoniti: Pisano, Suagher, Poli. Spettatori: 17.707 (paganti: 4.440; abbonati: 13.267).

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC] +   -   =
VITA DA EX: Dopo essere passato da esubero a pilastro del centrocampo al NAPOLI, Giorgio viene convocato dal citi CONTE per le amichevoli con SPAGNA e GERMANIA; il centrocampista aveva sfiorato l'esordio in Under 21 azzurra ai tempi dell'HELLAS quando in panchina a dirigere gli azzurrini c'era Devis MANGIA poi non se n'era fatto nulla a causa della burocrazia FIFA. Il brasiliano JORGINHO è convocabile dall'ITALIA in quanto italiano dal 16 ottobre 2012 grazie ai nonni originari del vicentino. Gepy PUGLIESE torna a Verona! Giocherà col VILLAFRANCA in Serie D 'Ho sempre reputato Setti un bravo presidente. Con Sogliano e Gardini aveva trovato la quadratura del cerchio. Il Verona aveva trovato un equilibrio che lo ha portato a fare due stagione eccezionali in serie A. Poi questo equilibrio si è rotto e da lì in poi il Verona è crollato'. Nuova chiamata in Nazionale per El Gran Capitàn Rafa MÁRQUEZ. Sebastien FREY, idolo di Firenze (e Verona): con il rimpianto legato alla Nazionale

ATLETICA LEGGERA: Gianmarco TAMBERI campione del mondo di salto in alto indoor...

FORMULA 1: In Australia è partita la stagione iridata con la MERCEDES ancora ai primi due gradini ma la FERRARI di VETTEL terza non è stata certo dominata dalla casa tedesca... Spettacolare incidente ad ALONSO che fortunatamente esce illeso paura a parte.

SORTEGGI CHAMPIONS LEAGUE: Derby iberico tra BARÇA e ATLETICO! Poi PSG-MANCHESTER UNITED, WOLFSBURG-REAL e BAYERN-BENFICA

EUROPA LEAGUE: Tonfo clamoroso della LAZIO che dopo la buona gara a Praga perde all'Olimpico per 3 a 0 e viene eliminata!

Gianmarco Tamberi campione del mondo del salto in alto indoor

di Carlo Santi
Gianmarco Tamberi è campione del mondo. L'azzurro ha vinto l'oro iridato ai campionati mondiali indoor di Portland nel salto in alto con 2'36. «Mi ha aiutato l'esperienza, i tanti anni difficili, il supporto del pubblico, e sono riuscito ad andare di là», ha raccontato Tamberi . «Dopo il salto a 2,33 ho capito che avrei potuto fare di più».

Gianmarco Tamberi è il sesto azzurro a fregiarsi del titolo di campione del mondo indoor nella ultratrentennale storia della manifestazione, quindici anni dopo l'ultima volta (a Lisbona 2001 Paolo Camossi fu oro nel triplo). Il marchigiano vince il salto in alto con 2,36 (quota superata al primo tentativo), al termine di una gara tutta di rincorsa, condizionata in avvio dagli errori sulle misure più basse. L'argento va al britannico Grabarz (2,33), il bronzo allo statunitense Kynard (stessa misura). Marco Fassinotti è nono con 2,25.

I COMPLIMENTI DI RENZI
«E intanto facciamo i complimenti a gianmarcotamber che ha fatto capolavoro stanotte a Portland #orgoglioItalia Due e trentasei, oro!». Questo il messaggio di felicitazioni su twitter del premier Matteo Renzi.

F1, incidente per Alonso: "Vedevo solo cielo e terra, ho pensato a mia mamma"

«È stato un impatto forte, è difficile dire chi ha sbagliato, forse ho frenato tardi, è stata una combinazione di cose».
Ai microfoni di Sky Fernando Alonso racconta le fasi del terribile incidente capitatogli nei primi giri del Gp d'Australia che lo ha visto uscirne incredibilmente illeso.

GP d'Australia, vince Rosberg, la Ferrari di Vettel sul podio. Pauroso incidente per Alonso

La bandiera rossa tradisce la Ferrari e dà il la alla doppietta Mercedes nel Gran Premio d'Australia, primo appuntamento della stagione 2016 di Formula 1. Dopo una partenza da applausi, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, rispettivamente primo e secondo al semaforo verde, vengono frenati prima dallo stop alla gara per il terribile incidente, senza conseguenze, alla McLaren di Alonso e poi da una strategia gomme troppo aggressiva.

Ne approfittano i piloti della Stella d'Argento, con Nico Rosberg per una volta meglio di Lewis Hamilton, che rimontano fino a tagliare il traguardo dell'Albert Park di Melbourne sempre da primi della classe, ma lasciando la sensazione di essere diventati finalmente battibili. Al Cavallino restano i punti del terzo gradino del podio di 'Super Seb' e tanta amarezza per quello che poteva essere e non è stato, insieme al brutto segnale lasciato dal ritiro di 'Iceman' con la sua Sf16-h in fiamme ai box per la rottura del motore.

Una prima gara della stagione condizionata in gran parte dallo spaventoso incidente capitato alla McLaren di Alonso che al giro 18 ha speronato la Haas del pilota messicano Esteban Gutierrez. Ad avere la peggio è stata la vettura dello spagnolo che è uscita di pista cappottandosi e finendo in mille pezzi con Alonso incredibilmente illeso grazie alle più moderne misure di sicurezza passiva adottate sulle monoposto di Formula 1. Incidente che ha costretto i commissari di gara a fermare la corsa per circa venti minuti e che ha spezzato i sogni di gloria delle Rosse che erano in fuga con Vettel in testa con oltre 10 secondi sulle Mercedes.

La festa a Melbourne è tutta delle Mercedes con Hamilton che va a congratularsi nel parco chiuso con il compagno di squadra Rosberg per una gara davvero azzeccata, fatta eccezione per la partenza flop. Una specie di riconciliazione in casa Mercedes dopo le ruggini del passato che fa capire come nella scuderia tedesca ci sia la consapevolezza che quest'anno per battere le Ferrari, oltre ad un pò di fortuna come successo oggi, ci sarà bisogno di unità d'intenti tra i due piloti rivali.

Champions, il sorteggio dei quarti: derby tra Barcellona e Atletico.
Ibra sfida il City, Guardiola il Benfica


NYON - Questi gli accoppiamenti dei quarti di finale di Champions League decisi dal sorteggio di Nyon: Wolfsburg-Real Madrid; Bayern Monaco-Benfica; Barcellona-Atletico Madrid; Paris Saint Germain-Manchester City
Le partie di andata si giocano il 5 e il 6 aprile, quelle di ritorno il 12 e il 13.

Disfatta Lazio, lo Sparta domina 3-0 e va ai quarti: ora la stagione è davvero fallimentare

Nella notte della vergogna la Lazio esce dall'Europa. Due reti subite nello spazio di altrettanti minuti, con la squadra sbilanciata, e qualificazione compromessa già al dodicesimo. Tutto archiviato allo scadere del primo tempo, dopo l'ennesimo capolavoro d'ignavia di una difesa improponibile e inguardabile, che consente allo Sparta di andare sullo zero a tre e giocare la ripresa in assoluta tranquillità. Una disfatta assoluta: colpa della squadra senza carattere, senza orgoglio e senza cuore e colpa di Pioli che sbaglia tutto il possibile.

L'allenatore si presenta, all'appuntamento più importante della stagione, con il 4-2-3-1, un assetto che la squadra non conosce bene e che si dimostra fragile e vulnerabile sin dalle battute iniziali. Mauri sparisce dai radar di una sfida combattuta, giocata sul raddoppio delle marcatura, sulla corsa, sulla grinta e spreca anche l'unica occasione per riaprire, sul 2-0, la partita. Se la difesa è quanto di peggio si possa vedere in Europa, con errori di piazzamento e tecnici da rabbrividire, il centrocampo non costruisce e non fa filtro con Biglia che non riesce mai a impostare la manovra con velocità e raziocinio. Sulle fasce manca la spinta e il solo Candreva sempre avere lo spirito giusto, supportato da Klose. La Lazio gioca soltanto d'istinto e di rabbia ma senza le idee e le geometrie necessarie. E, soprattutto, manca anche di carattere, d'orgoglio e di cuore, caratteristiche che non fanno difetto ai cechi, sempre pronti al sacrificio, alla corsa, alle ripartenze.

Una disfatta in piena regola, di una formazione che non sa lottare e che non dimostra gli attributi, che la ripresa non ridimensiona perché ormai la formazione biancoceleste va avanti solo con iniziative velleitarie dei singoli, ormai senza compattezza e visibilmente rassegnata al destino. Pioli conferma quindi di essere un "perdente", avendo fallito ogni obiettivo stagionale: fuori da tutto, adesso rischia anche di essere esonerato. Di sicuro lo sarà a fine campionato ma il presidente Lotito, vista la pesante situazione, potrebbe prendere subito la clamorosa decisione. Si qualifica quindi con merito il modesto Sparta, la Lazio non riesce nemmeno a sfruttare il sorteggio favorevole a conferma di una stagione davvero deludente. Il tecnico, che sognava la finale, subisce invece una lezione di calcio e di tattica in una delle notti più tristi della storia biancoceleste. La squadra esce tra fischi e insulti. La stessa situazione che subisce Lotito alla fine del primo tempo.Tutte le italiane sono fuori dall'Europa: è la testimonianza della mediocrità dei nostri club in campo internazionale.

FONTE: Leggo.it


SERIE D
Villafranca Veronese, colpo Pugliese
18.03.2016 11.20 di Stefano Sica
Villafranca Veronese, colpo Pugliese
Saltato l'accordo con l'Ischia, Giuseppe Pugliese (32) firma col Villafranca Veronese, compagine militante in serie D. "Voglio contribuire alla salvezza della squadra. È un gruppo fantastico e merita di rimanere in serie D", le prime parole pronunciate dall'esterno sinistro barese, da anni di stanza a Verona, il quale quest'anno era rimasto svincolato.

NATO OGGI...
Sebastien Frey, idolo di Firenze: con il rimpianto legato alla Nazionale
18.03.2016 05.00 di Lorenzo Di Benedetto Twitter: @Lore_Dibe88
Sebastien Frey, il terzo giocatore straniero di sempre per presenze in Serie A. Nato calcisticamente al Cannes, nel 1998 fu l'Inter a portarlo in Italia, ad appena 18 anni. Dopo una stagione in prestito al Verona tornò in nerazzurro, ma nel 2001 passò al Parma dove diventò uno dei migliori portieri del campionato italiano. Restò in Emilia per quattro stagioni, disputando un totale di 159 partite.

Con l'arrivo di Cesare Prandelli sulla panchina della Fiorentina il francese scelse di seguirlo a Firenze, dove divenne ben presto un vero e proprio idolo della curva Fiesole che nel corso degli anni gli ha dedicato vari cori. In viola si è tolto le sue più grandi soddisfazioni, pur non vincendo nessun trofeo, ma grazie alla Fiorentina riuscì a giocare per due stagioni consecutive in Champions League, arrivando anche agli ottavi nel 2010.

Nel 2007/2008 contribuì in prima persona allo splendido percorso dei viola in Coppa UEFA, dove soltanto il Glasgow Rangers impedì alla formazione gigliata di approdare in finale. Sulle rive dell'Arno ha disputato 218 gare prima di lasciare per iniziare una nuova avventura al Genoa. Oggi Frey compie 36 anni e dopo una parentesi in Turchia con la maglia del Bursaspor ha appeso i guantoni al chiodo.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Il leggendario Marquez torna in Nazionale
Il 37enne ex Hellas Verona è stato convocato dal ct della 'Tricolor' per le qualificazioni ai Mondiali del 2018.

18 marzo 2016
@ Getty Images

Non è ancora il momento di dire 'addio'. Rafa Marquez torna in Nazionale, dopo aver ricevuto la chiamata del ct del Messico Juan Carlos Osorio.
L'esperto difensore centrale, che ha militato nell'Hellas Verona dal 2014 al gennaio del 2016, era tornato in patria all'Atlas Guadalajara dicendo addio al calcio europeo.

Nonostante l'età avanzi (l'ex Barça ha 37 anni), la Nazionale non può fare a meno di lui: il centrale, che vanta 129 presenze con la 'Tricolor', prenderà parte alle prossime due gare del Messico, valide per le qualificazioni ai Mondiali del 2018.

FONTE: Sportal.it

Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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Daniele VERDE commenta la doppietta contro l'AVELLINO

HELLAS VERONA 3-1 AVELLINO

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