HELLAS con un piede e mezzo in Serie B a seguito dell'immeritata sconfitta interna col PALERMO: Dopo mesi di silenzi, pressato dalle voci più disparate ed incontrollate il presidente dice la sua nella conferenza stampa appositamente convocata dalla società di Via Belgio...

Pubblicato da andrea smarso mercoledì 13 gennaio 2016 21:39, vedi , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


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HELLAS CON UN PIEDE E MEZZO IN SERIE B a seguito dell'immeritata sconfitta interna col PALERMO: Dopo mesi di silenzi, pressato dalle voci più disparate ed incontrollate il presidente dice la sua nella conferenza stampa appositamente convocata dalla società di Via Belgio e afferma:

  1. Questa squadra, nonostante la classifica dica altro, è la migliore che si è approntata negli ultimi anni
  2. La proprietà continua a credere in una difficilissima salvezza ma, nella peggiore ipotesi, rimarrà al timone dell'HELLAS
  3. Mandorlini non tornerà sulla panchina scaligera nemmeno in caso di retrocessione ma si cercherà di proseguire con Delneri
  4. L'esonero di mister Mandorlini doveva arrivare prima? Forse sì, col senno di poi avremmo 'guadagnato' 2/3 partite ma come fai a mandar via uno che in due stagioni di A ti ha fatto 100 punti, che è stimatissimo da squadra e piazza e che è straconvinto di risollevare la situazione?
  5. Marquez? È stata una mia idea forse sbagliata e anche se lo stile dell'addio non mi è piaciuto abbiamo preferito accontentarlo per investire i costi del suo ingaggio su altro in difesa
  6. Matuzalem? L'aveva voluto Mandorlini che dopo il forfait di Viviani aveva solo Greco in quel ruolo, poteva essere d'aiuto sia tecnico che caratteriale dopo l'ottimo campionato dello scorso e invece s'è fatto male pure lui...
  7. Pazzini? Mandorlini aveva spiegato bene al giocatore la situazione tecnica: Giocando con una sola punta il ruolo sarebbe stato quasi sempre di Toni ma Gianluca ha accettato lo stesso
  8. Fare mercato nell'attuale condizione di classifica è pressochè impossibile! Non si tratta di soldi ma di situazioni ed in questa i giocatori ti rispondono che non se la sentono...


Al netto dell'amarezza che provo ormai da fine Ottobre, quando ho perso le speranze di rivedere il VERONA in Serie A nella prossima stagione, devo dire di trovarmi abbastanza d'accordo con quanto spiegato dal patròn...
Non ho mai fatto mistero da queste colonne di considerare l'attuale rosa la migliore (sulla carta) di queste tre stagioni in massima serie, di certo non mi rimangio la gioia provata all'arrivo di PAZZINI condivisa peraltro da moltissimi anche alla presentazione dell'HELLAS 2015-16 all'Olivieri dove vi fu una vera e propria ovazione per uno che, vale la pena ricordarlo, ha sfondato il tetto dei 100 gol in Serie A e che non è stato di certo strapagato.
Inoltre ribadisco che l'essere arrivati ad un regista come VIVIANI, a mio avviso uno dei migliori giovani italiani interpreti del ruolo, non è poca cosa tralasciando il fatto che RAFAEL fino alla passata stagione aveva dimostrato di valere la categoria, che la catena di destra formata da SALA e RÔMULO era potenzialmente tra le migliori del campionato e che la rosa si arricchiva di HELANDER giovane fresco campione europeo Under 21 con la sua SVEZIA, del parametro zero SILIGARDI che in cadetteria aveva sempre fatto la differenza e del potenziale crack WINCK sul quale in Brasile tutti avrebbero scommesso (e che a dirla tutta non abbiamo ancora conosciuto).


Insomma le premesse per far affermare a BIGON la famosa frase 'La squadra è clamorosamente pronta per ottenere la salvezza' c'erano tutte e anzi più di qualcuno (me compreso lo confesso) cominciava anche a cullare sogni europei ma poi cos'è successo? È semplicemente successo che un'incredibile serie di infortuni hanno letteralmente tarpato la squadra scaligera impedendole per lunghi tratti di questa stagione di potersi esprimere come poteva...
Qualche esempio? Beh all'infortunio di TONI s'è aggiunto nella gara successiva quello di PAZZINI e a ruota quello di GOMEZ, ecco che la squadra s'è trovata come unica punta SILIGARDI quando non è stata costretta a far giocare a potenzialità molto ridotte Juani e/o Gianpaolo.
A questo aggiungiamo l'inaspettata involuzione di SALA, l'incredibile calvario di RÔMULO, i 6/8 punti regalati da RAFAEL in gare che altrimenti si potevano benissimo vincere ed il (tragico) gioco è fatto!

Solo sfortuna dunque? No... La malasorte (che oggettivamente c'è pure stata) è la scusa usata solitamente dai perdenti per coprire le loro pecche, gli errori ci sono stati e sono stati gravi, a mio avviso soprattuto nella valutazione del reparto difensivo che era perlomeno da rafforzare con gente esperta di A dopo la barca di gol beccati nelle precedenti due stagioni e che invece non è stata praticamente toccata puntando tutto su MORAS e MÁRQUEZ e sulle 'scommesse' BIANCHETTI, HELANDER al centro e su esterni come PISANO e SOUPRAYEN andati in difficoltà quando non protetti sulle esterne da esterni d'attacco abituati a quel tipo di sacrificio.
Grosse responsabilità sono pure in capo a MANDORLINI che, avendo accettato in toto la rosa, non ha saputo fare di necessità virtù in mancanza di giocatori chiave nel suo credo tattico: Nessuno ha saputo fare il TONI in sua assenza, bisognava forzatamente cambiare il modo di giocare o magari inventarlo di sana pianta dal momento che il VERONA, dall'arrivo dell'ex tecnico, ha sempre e solo giocato in quella maniera che ci fosse stato davanti Luca, CACIA o FERRARI.
Per carità di patria è meglio poi tacere le gravi lacune sul lato atletico della preparazione: In tante gare i gialloblù sono sembrati in ritardo sui palloni e si sono 'sciolti' dopo meno di un tempo venendo regolarmente rimontati nelle rare volte in cui sono stati in vantaggio; insomma non è solo che si correva male...


Di sicuro non mi sento di buttare la croce addosso nemmeno a BIGON (che secondo i meglio informati non sarebbe altro che una sorta di marionetta guidata dal puparo GARDINI) che ha raggiunto due colpi grandissimi sulla carta e che ha comunque agito all'interno della decisonalita di SETTI (com'è giusto che sia in ogni azienda e quelle calcistiche non fanno differenza).

E ora? Ora si guardi già alla prossima stagione, con questa dirigenza che ha affermato di voler allestire una squadra pronta alla risalita e soprattutto con una squadra costruita dal genio tattico di mister DELNERI difesa alta, pressing, corsa e tanta tanta organizzazione che saprà reagire sperabilmente al meglio anche alle stagioni più nefaste.

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RASSEGNA STAMPA +   -   =
LA CONFERENZA
Setti: Se sarà B, con Delneri, non Mandorlini
13/01/2016 11:55
“Intanto ringrazio tutti per essere venuti. Sono contento che ci siano tutti. Non volevo parlare fino a fine campionato: però il percorso sportivo non ci sta dando ragione e quindi è giusto farsi sentire. Il nostro lavoro non è stato apprezzato dai media, soprattutto da quelli locali, e dai blog: probabilmente non vogliono bene a questa società. Ci sono state critiche pesanti ed attacchi personali: dal “vergogna” a “fallimento”. E non ce li meritiamo”. Il Presidente dell'Hellas Verona, Maurizio Sertti, inizia la sua conferenza stampa criticando frontalmente la stampa.

Poi il Presidente del Verona inizia a rispondere alle domande: "Il Verona normalmente incassa meno di altre squadre: l’obiettivo è sempre quello di evitare la B. Sicuramente degli errori sono stati fatti: anche se quest’anno abbiamo lavorato molto bene, perché abbiamo lavorato in gruppo. L’errore quest’anno c’è: se non abbiamo vinto neanche una partita, di sicuro sono stati fatti degli errori, da parte di tutti. Quando Pazzini e Toni erano fuori, forse Mandorlini poteva anche cambiare il modulo. Localizzare l’errore esatto di quest’anno? Non so dirlo esattamente adesso: è da dividere fra tutti”.

Setti parla di Viviani, Mandorlini e Pazzini: “L’acquisto di Pazzini è stato condiviso con il mister: Mandorlini gli aveva detto chiaramente che giocavamo solo ad una punta. Viviani? E' stato il miglior in campo contro il Palermo, il problema che aveva in estate non era pubalgia: avevamo fatto esami accurati. Il problema che aveva era alla caviglia. Mandorlini esonerato tardi? Forse dovevo cambiarlo prima, ho cercato il confronto: avevo visto una persona che voleva riscattarsi. Ma forse non aveva più quella “cattiveria” dentro".

Su Delneri e la B: "Se andassimo in B, l’obiettivo sarebbe quello di tornare subito in A perché Verona è una piazza importante: ha una tifoseria da brividi. Ci saranno investimenti in B? Quest’anno ci ho messo di mio 7 milioni, per la Serie B abbiamo un base di giocatori validi, probabilmente servirà qualche innesto. Ma non sto pensando alla B, perché siamo ancora in serie A. Delneri? Mi piace come lavora, ha uno staff importante: oggi siamo ancora al 85% della capacità fisica. Delneri è una grande persona, di spessore, è un grande professionista e lui è contento di essere qua”.

Sul mercato di gennaio: “Noi stiamo cercando di migliorare la difesa: il difensore che cerchiamo deve avere delle caratteristiche adatte a noi, e che almeno sappia parlare l’italiano per integrarsi subito. Poi usando il 4-4-2 abbiamo preso Emanuelson, e magari dobbiamo trovare una seconda punta”.

Setti continua: “Io voglio continuare a fare calcio a Verona, ma la piazza di Verona sa che dovrà soffrire: non ho la disponibilità economica di Squinzi, l’obiettivo è sempre quello di sopravvivere in A, o risalire dalla B. Programmazione futura: Europa League? Ci potremmo arrivare con “un colpo di culo". Non finiremo come le squadre che falliscono da un punto di vista societario, io pago tutti i mesi gli stipendi. L’importante è che la società ci sia: l’importante è che cresca il settore giovanile. Speranza di salvarsi quest’anno? La rosa ha meno infortunati. Delneri ha vissuto una cavalcata importante con la Sampdoria nel girone di ritorno, è abituato a viverle: certo non con il baratro della B sulle spalle. Questo è un campionato strano, non dobbiamo abbatterci: ci dobbiamo provare”.

Sul mercato in generale. "Abbiamo uno dei migliori sistemi scouting di Italia, abbiamo una trentina di profili per ogni ruolo. Comunque i nostri difensori buoni ce li abbiamo: Helander e Bianchetti sono giovani di prospettiva e adesso stanno crescendo. I giocatori che vengono a Verona devono essere motivati".

Su Sogliano: "Rispetto alla gestone dirigenziale precedente, è cambiato il direttore sportivo perché si era chiuso un ciclo. Tornando indietro a luglio adesso potrei dire che ho sbagliato a fare alcune scelte ma sarei ipocrita: quindi rifarei tutto. Sono contento del nuovo direttore sportivo? Assolutamente sì. A gennaio, abbiamo qualcosa da spendere: non ho dato un budget a Bigon. Se avessimo avuto 14 punti i discorsi sarebbero stati diversi, se spendessi 2 milioni oggi, per cosa li spenderei?"

Tornando a Mandorlini: "Quest’anno nella squadra di Mandorlini non vedevo più quello spirito battagliero di una volta: anche se è troppo facile ora dare la colpa a Mandorlini. Forse ad inizio anno non c’era la convinzione di fare un campionato di sofferenza: e purtroppo alla fine è andata male.

Sull'addio del capitano del Messico: "Marquez? Non mi è piaciuta la gestione del suo addio: ma dovevamo trovare un nuovo difensore e lo stiamo cercando. Non escono notizie nel mercato di entrata del Verona? Vuol dire che lavoriamo sottotraccia. Noi avevamo preso Paulinho, poi è scappato via: forse è meglio lavorare sottotraccia".

Se sarà Serie B non ci sarà Mandorlini: “Delneri o Mandorlini in serie B? La prima opzione assolutamente si, la seconda opzione assolutamente no. Moras? È un nostro difensore: se ci danno un milione ci potrei pensare. 250 mila euro? assolutamente no.
L.VAL.

SULLA STAMPA
Verona, anche Garanzini parla di fallimento
12/01/2016 12:00
Anche Gigi Garanzini, firma nazionale parla di fallimento Verona. Dando i voti al campionato, Garanzini sulla Stampa, spiega: "Le stagioni storte, o maledette, fanno parte della storia del calcio. Ma chiudere il girone d’andata a 8 punti, poco più di un terzo di un anno fa, è un fallimento in piena regola".

FONTE: TGGialloBlu.it


NEWS
RUSSO: “VERONA ULTIMO IN CLASSIFICA, PRIMO PER X-FILES DI MERCATO”
Il sociologo: “Winck mai visto, Viterale un caso letterario”

di Redazione Hellas1903, 12/01/2016, 11:48
Pippo Russo, sociologo e giornalista, commenta in un articolo comparso sul sito www.lettera43.it le più singolari operazioni di mercato delle società di Serie A.

Sul Verona scrive: “Ultimi in classifica, primi per X-Files. Del resto le due cose non potevano non essere associate. In estate è arrivato in gialloblù il terzino brasiliano Claudio Winck. Classe 1994, ha dichiarato che il suo idolo è Dani Alves. Su 19 partite Winck ha collezionato 18 panchine a 0 minuti e una tribuna, in occasione della gara contro la Sampdoria”.

Continua Russo: “Ma il caso davvero letterario è quello di Antoine Viterale, calciatore italo-francese cresciuto a Hong Kong. Classe 1996, un atteggiamento da simil-Beckham, Viterale è stato portato a fine ottobre dallo sponsor Jetcoin, che ha versato 150 mila euro nelle casse della società veronese”.

Poi: “Nel 2014-2015 sia Jetcoin sia Viterale erano sull’altra sponda veronese, al Chievo. Lì Viterale giocò tre spezzoni di partita. Con la Primavera. Il suo curriculum su Transfermarkt parla di 19 minuti giocati nella gara fra le Primavera di Verona e Bologna. Questo X-File è più X di qualunque altro”.

CAMPIONATI A CONFRONTO, HELLAS: PERSI 24 PUNTI IN DUE ANNI
Il crollo del Verona è più una picchiata che una parabola discendente

di Redazione Hellas1903, 11/01/2016, 18:22
Dai 32 punti del 2013-2014 agli 8 di oggi.
Ogni campionato ha una storia diversa, ma il crollo tecnico del Verona di oggi si legge anche in queste statistiche.
Nel primo anno di A della gestione Setti l’Hellas girò da quinto in classifica.
Nella scorsa stagione, nonostante un’andata con più bassi che alti, la virata arrivò a quota 21, a +5 sul terzultimo posto.
Ora, invece, la crisi profonda che suona già come una condanna per il Verona. Che, in ventiquattro mesi, ha perso 24 punti e tanti ottimi giocatori, ceduti con plusvalenze consistenti (7.5 milioni per Iturbe e altrettanti per Jorginho) e non rimpiazzati adeguatamente.

CHE ALMENO QUALCUNO SI VERGOGNI
Chi ha costruito il Verona peggiore di tutti i tempi se ne renda conto e non cerchi alibi

di Matteo Fontana, @teofontana 11/01/2016, 10:33
Qualcuno ha parlato di una rosa “clamorosamente adeguata al raggiungimento dell’obiettivo”, ossia alla salvezza. Un altro ha detto del “miglior mercato degli ultimi anni”. Abbiamo anche sentito che “Pazzini rappresenta il futuro del Verona”, e contestualmente a un giocatore di 31 anni veniva fatto firmare un contratto con scadenza nel 2020. Poi un altro ancora, o forse lo stesso di prima, ha affermato che “i tifosi del Verona si credono diversi, ma sono come tutti quanti”, e questo è già motivo sufficiente per comprendere quanto chi ha pronunciato questa frase abbia capito della piazza in cui si trova.

Siccome poi sono i risultati a raccontare il calcio, l’Hellas è sceso dai 32 punti della prima stagione in Serie A agli 8 attuali. Si tratta del peggior Verona della storia gialloblù, iniziata al liceo classico Scipione Maffei un giorno del 1903. È abbastanza umiliante o serve proseguire nelle perifrasi? Mai l’Hellas aveva chiuso un girone d’andata senza vincere neanche una partita. Qualcuno, che magari non è lo stesso di prima, ma che gli è poco distante, continua a ripetere che non fosse per gli infortuni e per il destino cinico e baro, eccetera. Tra poco chiameranno in causa le cavallette dei Blues Brothers o il gomito che fa contatto col piede di Elio.

Mancano diciannove partite alla fine di questo campionato. Se la salvezza è utopia, almeno si conservi la dignità, e in questo senso Gigi Delneri è un gentiluomo che non mancherà di garantirla. Tutti gli altri abbiano la decenza di provare un senso di vergogna per come hanno ridotto il vecchio, glorioso Hellas Verona. E vedano già da adesso di intervenire per risollevarlo, invece di contribuire ad affondarlo ancora di più.

FONTE: Hellas1903.it


Setti: 'Con questa classifica in tanti non vogliono venire a Verona. Sbagliato tanto, ma continuo ad investire'

13 gennaio alle 13:51
Il presidente del Verona, Maurizio Setti, è intervenuto oggi in conferenza stampa per chiarire la situazione disastrosa del Verona in classifica: "Sono molto dispiaciuto per la situazione che si è venuta a creare, il percorso sportivo purtroppo non ci sta dando ragione, ma adesso credo sia arrivato il momento di farsi sentire anche se avevo deciso di non parlare più. Non credo che mi debba vergognare, dovrei farlo se fallissi come società, se non riuscissi a pagare gli stipendi, non se finisco in Serie B. Ho già messo e metterò altri soldi, ma sono un piccolo imprenditore, non un arabo. Verona è una società che deve lottare ogni anno per rimanere in Serie A, ma può anche capitare che si vada in B, è successo anche a società come Torino o Genoa, non credo sia un discorso per cui vergognarsi.

ERRORI - "Perchè stiamo andando così male? Sicuramente degli errori sono stati fatti, ma sarebbe sbagliato sparare su chi c'era prima, in primis su Andrea Mandorlini, che in cinque anni ci ha portato a livelli elevatissimi. Ovviamente un errore c'è stato altrimenti adesso non avremmo 8 punti, non era mai successo di non riuscire a vincere una partita anche per fortuna. Marquez probabilmente è stato un errore mio, consigliai a Sogliano di prenderlo, ma quest'anno ha reso ancora meno dell'anno scorso. L'acquisto di Pazzini non è stato fatto alla cieca. L'allenatore ha detto al ragazzo di venire, ma ha chiarito che avrebbe giocato una sola punta, quella più in forma. Lui ha detto che gli andava bene. L'esonero di Mandorlini? Forse era da fare prima, ma il mio modo di ragionare non è come quello di Zamparini".

OBIETTIVI - "Come piazza Verona è da brividi, se scendiamo in Serie B è un obbligo fare una squadra per tornare subito in A. O si fa come il Sassuolo che compra i giovani più forti, o si fa come noi che usiamo quelli del settore giovanile e li facciamo crescere. Quest'anno non ci siamo rincoglioniti, ma in questa fase non è facile fare mercato, perché a 8 punti tanti giocatori ti dicono 'mi piace la piazza ma non me la sento di venire'. Certo è che se comprando Pazzini, Rómulo, Viviani, Helander si dice che ci siamo indeboliti vuol dire che non avete collegato il cervello".

FONTE: CalcioMercato.com


Hellas Verona, Setti: “Non ho nulla di cui vergognarmi, con questa situazione tanti giocatori non vogliono venire”
Maurizio Setti - Hellas Verona

Redazione13-01-2016 13:19
Ultimo posto in campionato, zero vittorie in tutto il girone d'andata e una salvezza che adesso sembra davvero un'impresa. Stagione da dimenticare fino a questo punto quella dell'Hellas Verona, non è servito nemmeno l'avvicendamento in panchina tra Delneri e Mandorlini per dare una svolta all'ambiente gialloblu.

Tra chi è stato oggetto di diverse critiche c'è anche il presidente Maurizio Setti, che oggi è intervenuto in conferenza stampa per chiarire la posizione della società. "Sono molto dispiaciuto per la situazione che si è venuta a creare, il percorso sportivo purtroppo non ci sta dando ragione, ma adesso credo sia arrivato il momento di farsi sentire anche se avevo deciso di non parlare più - ha detto Setti - La stampa locale, in particolare, è andata sul personale, facendo veri e propri attacchi e non accuse sensate alla squadra. L'unica nota positiva sono i nostri tifosi, un vero privilegio. Non credo che mi debba vergognare, dovrei farlo se fallissi come società, se non riuscissi a pagare gli stipendi, non se finisco in Serie B. Ho già messo e metterò altri soldi, ma sono un piccolo imprenditore, non un arabo. Verona è una società che deve lottare ogni anno per rimanere in Serie A, ma può anche capitare che si vada in B, è successo anche a società come Torino o Genoa, non credo sia un discorso per cui vergognarsi. Sono sicuro del fatto che ciò che è stato portato avanti non andrà perso, da una stagione come quella attuale si impara e si cresce, ma mi piacerebbe che tutto ciò che è stato costruito non venga buttato via".

Una stagione iniziata male e caratterizzata da tanta sfortuna, il Verona non è riuscito ad avere la meglio neanche nell'ultimo turno contro il Palermo: "Non mi voglio nascondere dietro la sfortuna, ma perdere con una squadra senza allenatore credo sia il massimo - continua Setti - Perchè stiamo andando così male? Sicuramente degli errori sono stati fatti, ma sarebbe sbagliato sparare su chi c'era prima, in primis su Andrea Mandorlini, che in cinque anni ci ha portato a livelli elevatissimi. A suo tempo il mister ha dato l'ok su tutto quello che è stato fatto anche in sede di mercato. Ovviamente un errore c'è stato altrimenti adesso non avremmo 8 punti, non era mai successo di non riuscire a vincere una partita anche per fortuna. Quando abbiamo avuto gli infortuni di Toni e Pazzini a catena avevo detto che doveva fare qualcosa lui, magari un cambio di modulo, purtroppo non ce l'ha fatta. Marquez probabilmente è stato un errore mio, consigliai a Sogliano di prenderlo, ma quest'anno ha reso ancora meno dell'anno scorso. L'acquisto di Pazzini non è stato fatto alla cieca. Quest'estate ci siamo seduti a un tavolo con Mandorlini e il direttore sportivo, l'allenatore ha detto al ragazzo di venire, ma ha chiarito che avrebbe giocato una sola punta, quella più in forma. Lui ha detto che gli andava bene. C'era la possibilità che Toni non potesse giocare tutte le partite, ma quando doveva giocare Pazzini non abbiamo avuto la possibilità di sfruttarlo. L'operazione comunque è stata ottima, abbiamo portato un giocatore che ha fatto 100 gol in serie A". E ancora sul mercato: "Viviani? Domenica è stato il migliore in campo, quando è arrivato non aveva la pubalgia, aveva un problema che si portava dalla fase finale degli europei. Non credo che non fosse integro, il suo è un discorso cronico. Rómulo si era già operato, era pronto, ha giocato 20 minuti con la Roma e poi è sparito. L'esonero di Mandorlini? Forse era da fare prima, ma il mio modo di ragionare non è come quello di Zamparini. Ci siamo confrontati e gli ho dato due o tre partite in più, fino a quel punto senza gli infortuni a catena poteva avere chances. Avrebbe dato il sangue, ma forse a quel punto non aveva più la cattiveria giusta".

Chiusura sul mercato e sui prossimi obiettivi, Setti ha parlato delle difficoltà incontrate ad ingaggiare alcuni giocatori: "Come piazza Verona è da brividi, se scendiamo in Serie B è un obbligo fare una squadra per tornare subito in A. Le cose non le faccio tanto per fare, porto avanti un progetto importante, continuando il processo di ringiovanimento. O si fa come il Sassuolo che compra i giovani più forti, o si fa come noi che usiamo quelli del settore giovanile e li facciamo crescere. Quest'anno non ci siamo rincoglioniti, ma in questa fase non è facile fare mercato, perché a 8 punti tanti giocatori ti dicono 'mi piace la piazza ma non me la sento di venire'. Certo è che se comprando Pazzini, Rómulo, Viviani, Helander si dice che ci siamo indeboliti vuol dire che non avete collegato il cervello".

FONTE: GianlucaDiMarzio.com


Hellas Verona, parola a Maurizio Setti: "Non mi vergogno se vado in B"
Il numero 1 del club scaligero parla dell'attuale situazione della squadra e della società, rispondendo anche ad alcune critiche giudicate "denigratorie": "Il futuro? Sto lavorando per rimanere in Serie A"


La Redazione stasera, 18:16
"Mi ero ripromesso di non parlare fino a fine stagione, purtroppo il percorso sportivo non ci sta dando ragione, in certi momenti è giusto farsi sentire". Con queste parole il presidente dell'Hellas Verona Maurizio Setti ha inziato la conferenza stampa che si è tenuta alle 12 nella sede di via Belgio.
Il Numero 1 scaligero si è presentato ai microfoni della stampa per chiarire la situazione del club e le sue intenzioni per il futuro, scongiurando le voci che parlavano di un possibile fallimento societario o del suo abbandono in caso di retrocessione. Ecco quindi le sue dichiarazioni riporate dal sito della società scaligera.

NON MI VERGOGNO, ANDIAMO AVANTI!
"Sento e leggo tante cose, ma sfido chiunque a dire che non ho fatto le cose che dissi fin dalla prima intervista. Ci sono dei media che non dicono cose esatte, ritengo che siano fatti alcuni attacchi personali piuttosto che accuse sensate alla squadra, c’è chi ci dice di vergognarci senza la cultura di costruire ma di rompere e di dare fastidio, questo è un po’ denigrante, soprattutto se pensiamo a quello che abbiamo fatto da quando siamo arrivati in città: abbiamo creato un Settore Giovanile prima inesistente, tanto per dirne una. Non mi devo vergognare se vado in Serie B, la vera vergogna sarebbe far fallire la società, ma noi andremo avanti a costruire. Il fallimento sportivo ci può stare, il campionato lo vince una squadra sola, dal secondo posto in poi bisogna fare mea culpa, ma il bello dello sport è che ti dà sempre un’altra possibilità. Al di là del risultato sportivo, se si guarda l’impegno non si può dire niente, esorto i ragazzi a liberare la testa, poi a fine campionato tireremo le somme. Cercheremo di andare avanti, se poi non arriverà la salvezza sarà meno bello, ma la consapevolezza di tutto ciò che abbiamo fatto in questi anni è motivo di orgoglio. Siamo aperti a qualsiasi tipo di collaborazione, ma sono ancora qua da solo, va bene così. Mi sono fatto tatuare i colori dell’Hellas perché quando faccio una cosa la faccio con impegno, sarò un piccolo imprenditore ma ho sempre fatto le cose a modo mio. Metterò altri soldi per il bene di questa società, il Verona deve lottare per rimanere in A".

IL MERCATO
"Marquez? E’ stato un mio errore consigliare di prenderlo, quest’anno ha reso meno dell’anno scorso. Pazzini? E’ stato un acquisto fatto mettendomi seduto ad un tavolo insieme al Direttore Sportivo e a Mandorlini, il mister fu chiaro fin da subito. Ha spiegato che avrebbe giocato con una sola punta centrale e che ci sarebbe stato posto per Toni e Pazzini insieme solo in alcuni casi. Poi Toni si è fatto male e questa possibilità è sfumata. Il giocatore si è messo a disposizione, ho dato una certezza al Verona: se si fosse fatto male Toni avrei avuto a disposizione un attaccante che aveva già fatto più di 100 gol in Serie A, siamo stati bravi a portare a casa un calciatore con del potenziale. Viviani? Quando l’abbiamo ingaggiato non aveva la pubalgia ma aveva problemi alla caviglia di cui eravamo a conoscenza, ha sforzato per giocare la finale degli Europei Under 21. Romulo sembrava recuperato, poi ancora una ricaduta, lui è stato un acquisto molto importante. Abbiamo una buona base per la B, in caso cercheremo degli innesti. Il mercato di gennaio? Cercheremo di migliorare la difesa, con un italiano possibilmente, abbiamo già preso un esterno, Emanuelson, e cercheremo anche un attaccante. Verona è una piazza che attira, ma chi viene qui deve sapere che ci sarà da lottare e soffrire".

IL FUTURO
"Il futuro? Sto lavorando per rimanere in Serie A, la percentuale è bassa ma non ci siamo arresi. Anche altri imprenditori come Pozzo e Garrone sono dovuti retrocedere, non c’è vergogna in questo, non si cancella quello che è stato fatto. Stiamo facendo crescere tanti ragazzi, di questo sono contento, mi piacerebbe che quello che abbiamo costruito non venga buttato via, questo creerebbe danno al Verona e ai nostri tifosi. Se fosse Serie B? I progetti rimangono tutti in piedi, si va avanti. Solo 8 punti dopo 19 partite? Sono stati fatti errori, quando dico che non abbiamo mai lavorato bene come quest’anno a livello societario è la verità, abbiamo un’organizzazione da top club, tutti gli acquisti hanno avuto l’ok dell’allenatore, l’errore c’è per forza, altrimenti non avremmo così pochi punti. Sparare su Mandorlini sarebbe troppo facile, ha fatto 5 anni ad alti livelli. Abbiamo tutti quanti delle colpe, poi c’è anche il capitolo infortuni, ci sono stati momenti in cui avevamo 5 titolari infortunati, abbiamo dovuto chiamare i giovani della Primavera. Troppo facile dire di cambiare Mandorlini prima, ho sempre creduto nel dialogo e ho visto che voleva provarci ancora, così gli ho dato altre 2 o 3 partite. Come attenuante c’erano gli infortuni a catena e poi sapevo che lui avrebbe dato anche il sangue per il Verona. Ad ognuno il suo ruolo, se il mister aveva dato fiducia a Gomez allora si gioca con Gomez, forse non ha avuto la forza di cambiare modulo, ma in un momento di grandissima difficoltà non avevamo un centravanti. Delneri? In lui ho trovato un professionista serio con tantissima voglia di lavorare e uno staff importante, in lui ho trovato un modo di lavorare che mi piace molto. I test fatti con Mandorlini davano risultati migliorativi, ora Delneri fa test diversi basati sull’intensità, ora siamo all’85% della capacità della squadra. Non abbiamo ancora vinto ma non possiamo vivere in funzione degli 8 punti. Speriamo che rimanga anche il prossimo anno, anche se sarà Serie B".

I TIFOSI
"I nostri tifosi sono spaziali, da pelle d’oca, averli è privilegio che pochi in Serie A possono vantare, sono loro i veri vincitori del torneo fino a qua".

FONTE: VeronaSera.it


13:38 | mercoledì 13 gennaio 2016
Verona, Setti: «Serie B? Io non mi vergogno»
Il presidente gialloblu spiega: «Tanti giocatori non vengono qui»

di Matteo Baldini - twitter:@Teo_Baldini© www.imagephotoagency.it

VERONA SETTI - Stagione da incubo fin qui per l'Hellas Verona: nel girone d'andata i gialloblu non sono mai riusciti a vincere e la salvezza a questo punto appare davvero un miraggio. Maurizio Setti, presidente del club scaligero, ha parlato in conferenza stampa soffermandosi sulle difficoltà riscontrate dalla squadra fin qui e provando ad analizzare quanto accaduto.

ATTACCHI PERSONALI - Queste le parole del patron gialloblu: «Sono molto dispiaciuto per la situazione, avevo deciso di non parlare più ma penso sia arrivato il momento di farlo. La stampa locale è andata sul personale, con veri attacchi, e l'unico privilegio qui sono i nostri tifosi. Non penso di dovermi vergognare: ho messo soldi e ne metterò altri ma sono un piccolo imprenditore, non un arabo. Non credo che uno si debba vergognare di andare in B, è successo anche a società come Torino e Genoa». Setti si è soffermato anche sul mercato: «Se dovessimo scendere in B avremmo l'obbligo di fare una squadra per tornare in Serie A subito. In questa fase non è facile fare mercato, tanti giocatori ti dicono che non se la sentono di venire».

FONTE: CalcioNews24.com


SERIE A
Verona, Setti: "Chi dice che ci siamo indeboliti non ha collegato il cervello"
13.01.2016 14.30 di Marco Conterio Twitter: @marcoconterio
Nel corso della conferenza stampa odierna, Maurizio Setti, presidente dell'Hellas Verona, ha parlato anche dei tanti attacchi ricevuti sul mercato in stagione. "Quest'anno non ci siamo rincoglioniti, ma in questa fase non è facile fare mercato, perché a 8 punti tanti giocatori ti dicono 'mi piace la piazza ma non me la sento di venire'. Certo è che se comprando Pazzini, Rómulo, Viviani, Helander si dice che ci siamo indeboliti vuol dire che non avete collegato il cervello".

SERIE A
Verona, Setti: "Marquez errore. Acquisto Pazzini non è stato alla cieca"
13.01.2016 13.54 di Tommaso Bonan
Il presidente dell'Hellas Verona, Maurizio Setti, ha parlato in conferenza stampa analizzando anche le scelte sbagliate sul mercato: "Perchè stiamo andando così male? Sicuramente degli errori sono stati fatti, ma sarebbe sbagliato sparare su chi c'era prima, in primis su Andrea Mandorlini, che in cinque anni ci ha portato a livelli elevatissimi. A suo tempo il mister ha dato l'ok su tutto quello che è stato fatto anche in sede di mercato. Ovviamente un errore c'è stato altrimenti adesso non avremmo 8 punti. Marquez probabilmente è stato un errore mio, consigliai a Sogliano di prenderlo, ma quest'anno ha reso ancora meno dell'anno scorso. L'acquisto di Pazzini non è stato fatto alla cieca. Quest'estate ci siamo seduti a un tavolo con Mandorlini e il direttore sportivo, l'allenatore ha detto al ragazzo di venire, ma ha chiarito che avrebbe giocato una sola punta, quella più in forma. Lui ha detto che gli andava bene. C'era la possibilità che Toni non potesse giocare tutte le partite, ma quando doveva giocare Pazzini non abbiamo avuto la possibilità di sfruttarlo. Viviani? Domenica è stato il migliore in campo, quando è arrivato non aveva la pubalgia, aveva un problema che si portava dalla fase finale degli europei. Non credo che non fosse integro, il suo è un discorso cronico. Rómulo si era già operato, era pronto, ha giocato 20 minuti con la Roma e poi è sparito. L'esonero di Mandorlini? Forse era da fare prima, ma il mio modo di ragionare non è come quello di Zamparini. Ci siamo confrontati e gli ho dato due o tre partite in più, fino a quel punto senza gli infortuni a catena poteva avere chances. Avrebbe dato il sangue, ma forse a quel punto non aveva più la cattiveria giusta. Come piazza Verona è da brividi, se scendiamo in Serie B è un obbligo fare una squadra per tornare subito in A. O si fa come il Sassuolo che compra i giovani più forti, o si fa come noi che usiamo quelli del settore giovanile e li facciamo crescere. Quest'anno non ci siamo rincoglioniti, ma in questa fase non è facile fare mercato, perché a 8 punti tanti giocatori ti dicono 'mi piace la piazza ma non me la sento di venire'. Certo è che se comprando Pazzini, Rómulo, Viviani, Helander si dice che ci siamo indeboliti vuol dire che non avete collegato il cervello".

SERIE A
Verona, Setti: "Non ho nulla di cui vergognarmi. Può capitare di andare in B"
13.01.2016 13.45 di Tommaso Bonan
Il presidente dell'Hellas Verona, Maurizio Setti, ha parlato in conferenza stampa analizzando il difficile momento della squadra in campionato: "Sono molto dispiaciuto per la situazione che si è venuta a creare. Adesso credo sia arrivato il momento di farsi sentire anche se avevo deciso di non parlare più. La stampa locale, in particolare, è andata sul personale, facendo veri e propri attacchi e non accuse sensate alla squadra. L'unica nota positiva sono i nostri tifosi, un vero privilegio. Non credo che mi debba vergognare, dovrei farlo se fallissi come società, se non riuscissi a pagare gli stipendi, non se finisco in Serie B. Ho già messo e metterò altri soldi, ma sono un piccolo imprenditore, non un arabo. Verona è una società che deve lottare ogni anno per rimanere in Serie A, ma può anche capitare che si vada in B, è successo anche a società come Torino o Genoa, non credo sia un discorso per cui vergognarsi. Sono sicuro del fatto che ciò che è stato portato avanti non andrà perso, da una stagione come quella attuale si impara e si cresce, ma mi piacerebbe che tutto ciò che è stato costruito non venga buttato via".

RASSEGNA STAMPA
Hellas, Il Corriere di Verona: "I precedenti per credere nel miracolo"
13.01.2016 08.53 di Pietro Lazzerini
Il Corriere di Verona di questa mattina apre titolando: "Hellas, i precedenti per credere nel miracolo salvezza". Solo due volte la squadra che al giro di boa si è ritrovata ultima è riuscita poi a salvarsi. Il primo caso è quello del Chievo Verona nel 2008-2009, quando da ultimo a 13 punti concluse il campionato a 38 salvandosi con una giornata d'anticipo. L'altro nel 2007-2008 quando il Cagliari girò per ultimo a 10 punti e concluse un girone di ritorno straordinario concludendo a 42.

RASSEGNA STAMPA
Il Corriere di Verona apre: "Il peggior Hellas di sempre"
12.01.2016 08.53 di Pietro Lazzerini
"Il peggior Hellas di sempre". Titola così Il Corriere di Verona di questa mattina, riportando come la squadra di Delneri abbia concluso il girone d'andata senza neanche una vittoria. Il presidente Setti domani tornerà a parlare in conferenza stampa, ma la situazione sembra ormai disastrosa e difficilmente recuperabile.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


13.01.2016
Setti: «Hellas in B? Non sarebbe una vergogna»
Setti durante la conferenza stampa

Setti a ruota libera sulla situazione dell'Hellas. "Se andiamo in B, non è una vergogna". Il patron dell'Hellas in conferenza stampa ha parlato del presente (nero, ultimo posto in classifica) e del futuro del Verona. "Non penso alla categoria", ha detto Setti, "ma alla continuità della squadra". E poi ha precisato: "L'Hellas economicamente è a posto: gli stipendi ci sono per tutti, e vengono pagati". Un rimprovero è andato alla squadra: "Non ha lo spirito per combattere per la salvezza, perché è stata progettata per altri traguardi. Non è una squadra "cattiva", nel senso di temperamento".

Mai così in basso. L’Hellas si trova all’ultimo posto in classifica, alla fine del girone d’andata, con solo otto punti all’attivo e solamente una grande impresa nel girone di ritorno potrà regalare al Verona la possibilità di rimanere per un altro anno in Serie A. Dopo la sconfitta casalinga con il Palermo Setti ha indetto la conferenza, in diretta streaming sul nostro sito.
Situazione molto negativa, quella dell'Hellas dopo la gioia per il ritorno in A, la lotta per l’Europa da «matricola», l’ultima salvezza tranquilla con la soddisfazione di aver vinto con il Napoli, battuto la Fiorentina al Franchi, pareggiato con la Juve campione d’Italia.
Ricordi ormai sbiaditi, anche se sono passati pochi mesi, visto il cammino dei gialloblù nella prima parte di questa stagione: zero vittorie in diciannove partite, ben undici sconfitte e solo otto pareggi, nemmeno l’esonero di Mandorlini e l’arrivo in panchina di Delneri ha portato l’effetto sperato.

11.01.2016
Mai così male
Andata da incubo per i gialloblù

La formazione dell’Hellas che ha giocato col Palermo

Hellas sempre ultimo in classifica, con un piede e mezzo in Serie B all’inizio di gennaio. Mai così male i gialloblù alla fine del girone d’andata, sono stati ultimi anche nel 78-79 - ma allora non erano ancora stati introdotti i 3 punti per la vittoria - e avevano chiuso a quota 8 e nell’89-90 ma in quel caso i punti racimolati erano stati 10. Alla fine di quelle stagioni «maledette» il Verona retrocesse in B, quest’anno solo un miracolo sportivo potrebbe salvare l’Hellas
Luca Mantovani

FONTE: LArena.it


Setti: «Questo il futuro del Verona...»
Postata il 13/01/2016 alle ore 17:00

Verona - Ecco le principali dichiarazioni del Presidente Maurizio Setti, rilasciate durante la conferenza stampa

NON MI VERGOGNO, ANDIAMO AVANTI!
«Mi ero ripromesso di non parlare fino a fine stagione, purtroppo il percorso sportivo non ci sta dando ragione, in certi momenti è giusto farsi sentire. Sento e leggo tante cose, ma sfido chiunque a dire che non ho fatto le cose che dissi fin dalla prima intervista. Ci sono dei media che non dicono cose esatte, ritengo che siano fatti alcuni attacchi personali piuttosto che accuse sensate alla squadra, c’è chi ci dice di vergognarci senza la cultura di costruire ma di rompere e di dare fastidio, questo è un po’ denigrante, soprattutto se pensiamo a quello che abbiamo fatto da quando siamo arrivati in città: abbiamo creato un Settore Giovanile prima inesistente, tanto per dirne una. Non mi devo vergognare se vado in Serie B, la vera vergogna sarebbe far fallire la società, ma noi andremo avanti a costruire. Il fallimento sportivo ci può stare, il campionato lo vince una squadra sola, dal secondo posto in poi bisogna fare mea culpa, ma il bello dello sport è che ti dà sempre un’altra possibilità. Al di là del risultato sportivo, se si guarda l’impegno non si può dire niente, esorto i ragazzi a liberare la testa, poi a fine campionato tireremo le somme. Cercheremo di andare avanti, se poi non arriverà la salvezza sarà meno bello, ma la consapevolezza di tutto ciò che abbiamo fatto in questi anni è motivo di orgoglio. Siamo aperti a qualsiasi tipo di collaborazione, ma sono ancora qua da solo, va bene così. Mi sono fatto tatuare i colori dell’Hellas perché quando faccio una cosa la faccio con impegno, sarò un piccolo imprenditore ma ho sempre fatto le cose a modo mio. Metterò altri soldi per il bene di questa società, il Verona deve lottare per rimanere in A».

IL MERCATO
«Marquez? E’ stato un mio errore consigliare di prenderlo, quest’anno ha reso meno dell’anno scorso. Pazzini? E’ stato un acquisto fatto mettendomi seduto ad un tavolo insieme al Direttore Sportivo e a Mandorlini, il mister fu chiaro fin da subito. Ha spiegato che avrebbe giocato con una sola punta centrale e che ci sarebbe stato posto per Toni e Pazzini insieme solo in alcuni casi. Poi Toni si è fatto male e questa possibilità è sfumata. Il giocatore si è messo a disposizione, ho dato una certezza al Verona: se si fosse fatto male Toni avrei avuto a disposizione un attaccante che aveva già fatto più di 100 gol in Serie A, siamo stati bravi a portare a casa un calciatore con del potenziale. Viviani? Quando l’abbiamo ingaggiato non aveva la pubalgia ma aveva problemi alla caviglia di cui eravamo a conoscenza, ha sforzato per giocare la finale degli Europei Under 21. Romulo sembrava recuperato, poi ancora una ricaduta, lui è stato un acquisto molto importante. Abbiamo una buona base per la B, in caso cercheremo degli innesti. Il mercato di gennaio? Cercheremo di migliorare la difesa, con un italiano possibilmente, abbiamo già preso un esterno, Emanuelson, e cercheremo anche un attaccante. Verona è una piazza che attira, ma chi viene qui deve sapere che ci sarà da lottare e soffrire».

IL FUTURO
«Il futuro? Sto lavorando per rimanere in Serie A, la percentuale è bassa ma non ci siamo arresi. Anche altri imprenditori come Pozzo e Garrone sono dovuti retrocedere, non c’è vergogna in questo, non si cancella quello che è stato fatto. Stiamo facendo crescere tanti ragazzi, di questo sono contento, mi piacerebbe che quello che abbiamo costruito non venga buttato via, questo creerebbe danno al Verona e ai nostri tifosi. Se fosse Serie B? I progetti rimangono tutti in piedi, si va avanti. Solo 8 punti dopo 19 partite? Sono stati fatti errori, quando dico che non abbiamo mai lavorato bene come quest’anno a livello societario è la verità, abbiamo un’organizzazione da top club, tutti gli acquisti hanno avuto l’ok dell’allenatore, l’errore c’è per forza, altrimenti non avremmo così pochi punti. Sparare su Mandorlini sarebbe troppo facile, ha fatto 5 anni ad alti livelli. Abbiamo tutti quanti delle colpe, poi c’è anche il capitolo infortuni, ci sono stati momenti in cui avevamo 5 titolari infortunati, abbiamo dovuto chiamare i giovani della Primavera. Troppo facile dire di cambiare Mandorlini prima, ho sempre creduto nel dialogo e ho visto che voleva provarci ancora, così gli ho dato altre 2 o 3 partite. Come attenuante c’erano gli infortuni a catena e poi sapevo che lui avrebbe dato anche il sangue per il Verona. Ad ognuno il suo ruolo, se il mister aveva dato fiducia a Gomez allora si gioca con Gomez, forse non ha avuto la forza di cambiare modulo, ma in un momento di grandissima difficoltà non avevamo un centravanti. Delneri? In lui ho trovato un professionista serio con tantissima voglia di lavorare e uno staff importante, in lui ho trovato un modo di lavorare che mi piace molto. I test fatti con Mandorlini davano risultati migliorativi, ora Delneri fa test diversi basati sull’intensità, ora siamo all’85% della capacità della squadra. Non abbiamo ancora vinto ma non possiamo vivere in funzione degli 8 punti. Speriamo che rimanga anche il prossimo anno, anche se sarà Serie B».

I TIFOSI
«I nostri tifosi sono spaziali, da pelle d’oca, averli è privilegio che pochi in Serie A possono vantare, sono loro i veri vincitori del torneo fino a qua».

FONTE: HellasVerona.it

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