Radio Bella&Monella è la nuova radio ufficiale del Verona e Radio Hellas che fine ha fatto? Si è fermata dal 18 Maggio ma continua (qualunque cosa significhi)... Firmino si mette di traverso per ROMULO che con quella faccia da vittima perenne si guarda bene dal prendere posizione anche quando il suo agente si parla addosso! Ma il rispetto dov'è?

Pubblicato da andrea smarso venerdì 27 giugno 2014 21:28, vedi , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento


La settimana gialloblù... +   -   =

ABBONAMENTI,SUPERATA QUOTA 10.000: Alle ore 21:05 del 27 Giugno i rinnovi sono 10.364

RADIO BELLA&MONELLA È LA NUOVA "OFFICIAL RADIO" DELL'HELLAS VERONA FC, così il presidente SETTI 'La radio è da sempre un mio grande amore, fin da quando ero ragazzo. Sono felice di aver intrapreso un percorso con Radio Bella&Monella, da tanti anni opera nel mondo radiofonico con dei professionisti eccellenti. Sono una radio pluriregionale, sono un'emittente che lavora nel territorio veronese da tempo e la nostra intesa è stata immediata. Mi auguro che possa essere un ascolto piacevole per i nostri tantissimi tifosi che amano questi colori'

...E RADIO HELLAS CHE FINE HA FATTO? Questo quanto riporta la pagina Facebook dedicata alla Radio Scaligera in data 18 Maggio scorso:
+++IMPORTANTE: RADIO HELLAS SI FERMA, MA NON FINISCE QUI+++
Con la radiocronaca di questa sera si concludono definitivamente le trasmissioni di RADIO HELLAS. Una bellissima esperienza che purtroppo è giunta al capolinea.
Da domani sulle nostre frequenze in fm torneranno le trasmissioni della radio sulle cui onde abbiamo trasmesso, mentre lo streaming e la app verranno disattivati.
Ringraziamo di cuore tutti gli ascoltatori e le ascoltatrici che ci hanno seguito in questo percorso, ricco di tante emozioni e gioie che abbiamo avuto l'onore e il privilegio di condividere la voi, la tifoseria più bella del mondo.
Ci fermiamo, ma solo per ripartire con nuovi progetti e con rinnovato entusiasmo. Stiamo già lavorando per offrirvi sempre il meglio. Sempre, rigorosamente, all'insegna dei colori Gialloblu.
Chiudiamo come sempre ci siamo salutati in questo anno, ma per l'ultima volta qui: "FORZA HELLAS VERONA!". E soprattutto non con un addio ma con un caloroso ARRIVEDERCI, a molto, molto, presto.


...Boh! Per un po' l'ho seguita giornalmente anch'io poi ho preferito giornalisti... Meno di parte diciamo e ho cambiato definitivamente canale ma non pensavo che il mio pensiero fosse evidentemente condiviso da così tanti...

MA NON PARLATEMI DI ROMULO... Non sono fuori dal mondo e capisco bene gli interessi che stanno dietro le parole (a volte falsamente vere altre veramente false) ma davvero non reggo più la faccia da povera vittima che si è messo il brasiliano ogni qualvolta gli è stato chiesto del suo futuro! Ora il giocatore non si sente più, per lui parla il suo simpaticherrimo agente Firmino che prima negava che l'HELLAS potesse riscattare la metà del suo assistito e ora si sembra mettersi di traverso perchè la società scaligera rilevi l'intero cartellino: Lui fa il suo lavoro che è quello di tenere alta l'attenzione e di conseguenza il prezzo ma in tutto questo il (finto) bravo ragazzo che è sempre stato nelle parole di ROMULO dov'è finito?
Capisco che tenere a bada chi lo gestisce vada contro i suoi interessi e capisco pure che per lui il VERONA sia una squadra come un'altra ma un minimo di rispetto ai tifosi lo vogliamo dare? Caro signor ROMULO chi era lei prima di giocare l'ultima stagione in gialloblù?
La riconoscenza se la tenga pure ma il rispetto da queste parti lo si esige!

DAL GIORGIONE UN 14ENNE DI GRANDI SPERANZE: La società del presidente Orfeo Antonello ha raggiunto l’accordo con l'Hellas Verona per la cessione a titolo definitivo di Enrico POZZEBON: l’attaccante classe 2000 era seguito da numerose società di A e B, ma il progetto dei gialloblù ha convinto il Giorgione, che saluta Pozzebon dopo 4 anni passati insieme...

AMICHEVOLE IL 31 LUGLIO COL SUEDTIROL, si rinnova l'ormai consueta gara tra due squadre che si ritroveranno per il ritiro in Val Ridanna

SETTORE GIOVANILE ALLENATORI '14-'15, confermato PAVANEL alla Primavera novità VITALI per gli Allievi Nazionali...

MANDORLINI-AGROPPI 10 A 0! A 'Serata Mondiale' su RaiSport l'ex tecnico di FIORENTINA e TORINO attacca il mister scaligero 'Parli di gestione del gruppo? Te hai sempre allenato dei bravi ragazzi ma mai dei campioni. Per questo ti è più facile tenere il gruppo unito. Chiunque lasci fuori non ti crea problemi'; grandissimo self-control del sanguigno mister MANDORLINI che, forse memore dei passati scivoloni mediatici, non si è scomposto e ha pacatamente risposto 'Se dici così sei fuori dal mondo. Ho allenato Luca Toni, in assoluto il più grande campione che mi è capitato, e mai ho avuto la minima discussione'...

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DICONO +   -   =

...Così il simpaticherrimo Firmino agente di ROMULO «L’Hellas Verona non ha riscattato e non lo riscatterà, perché la società ha fatto sapere che sarebbe difficile acquistarlo della Fiorentina e trovare l’accordo col calciatore. Il diritto di riscatto era fissato a 3.5 milioni per l’intero cartellino del giocatore. L’offerta di un triennale da parte della società di via Belgio c’è stata, ma non ci ha molto soddisfatti. Io devo pensare al bene e al futuro di Rômulo, questo giocatore è un grande professionista che si è sempre comportato nel migliore dei modi, e quindi merita la giusta valorizzazione. Nonostante il mancato accordo con il Verona c’è un ottimo rapporto e una grande stima reciproca. Saremo sempre grati per l’opportunità che ci ha concesso questa società, principalmente Sogliano, che ha creduto in Rômulo, e Mandorlini, che non ha esitato a dare fiducia al giocatore» HellasLive.it

Pierino FANNA sull'eliminazione dell'ITALIA al primo turno ai Mondiali «Non avevo buone sensazioni fin dall'inizio. Mi dispiace soprattutto per Cesare ma la squadra non gli ha mai dato buone risposte. Non abbiamo mai dimostrato di essere coraggiosi. Prandelli ha puntato troppo su Balotelli, su un giocatore poco affidabile. Atipico e senza nemmeno troppa capacità di difendere palla. Non diciamo più di avere un campione perché lui non lo è. Campioni si diventa dimostrando di esserlo per anni e con continuità, non saltuariamente. Il centrocampo era poi troppo statico, a parte Marchisio. Facile parlare adesso, ora siamo tutti ct ma noi un uomo di riferimento nell'area avversaria l'abbiamo sempre avuto. Vedi Toni e Gilardino. Prandelli ha cercato di colmare la lacuna ruotando tanti giocatori attorno a Balotelli ma senza risultati. Adesso bisogna dare fiducia ai giovani, senza lasciarli andare all'estero appena ne abbiamo uno bravo. Dobbiamo fare sistema. Il calcio italiano ha tanti problemi da anni, aver vinto la coppa nel 2006 li ha solo mascherati» LArena.it

Gigi SACCHETTI sull'eliminazione dell'ITALIA al primo turno ai Mondiali «Prandelli ha fatto fatica a gestire le pressioni», evidenzia Gigi Sacchetti, altro protagonista dello scudetto del Verona «Sicuramente ne avrà avute tante com'era naturale che fosse ma non ha saputo reagire nel modo giusto. È andato in confusione e dimostrato un po' di paura fin dall'inizio. Dopo la vittoria con l'Inghilterra e aver giocato un'ottima partita non c'era motivo di cambiare così tanto col Costarica. Gli errori dell'Italia partono però dalla base. Ho visto gente inutile, che non avrebbe meritato la convocazione. Come Abate e Thiago Motta ad esempio. Non ha avuto coraggio Prandelli, con l'Uruguay, preso dall'ossessione di coprirsi senza pensare mai ad impensierire l'avversario. Tolto Balotelli ha messo dentro Parolo avanzando Verratti che invece a centrocampo con Pirlo stava giocando molto bene, senza avere un minimo di audacia e magari rischiare uno fra Cerci e Insigne. Balotelli? Non è quel fenomeno che tutti dipingono e che i media troppo frequentemente esaltano. Non è un centravanti che fa gol, senza i rigori non arriverebbe alla doppia cifra. E soprattutto non ha quel cuore e quella passione che spesso e volentieri ti fanno andare oltre i tuoi stessi limiti» LArena.it

Nico PENZO sull'eliminazione dell'ITALIA al primo turno ai Mondiali «Prandelli ha fatto fatica a gestire le pressioni. Il problema è di progettualità. Il nostro fallimento nasce dalle basi. Non abbiamo buoni giocatori, in Brasile non abbiamo avuto un vero attaccante. Non lo dico perché vivo a Verona ma uno come Toni sarebbe servito molto. Obiettivamente, tolto Immobile che un po' di profondità te l'assicura, non avevamo una prima punta perché Balotelli non lo è e così eravamo pieni di esterni fra Cerci, Insigne e Candreva ma in mezzo all'area di rigore non puoi non avere uno capace di sfruttare i cross. Toni doveva andare in Brasile, ma anche Gilardino ci stava nei ventitrè. Qualche certezza la Serie A l'ha suggerita, anche se non era gente giovanissima. Alla fine però si sono salvati quelli della vecchia guardia, non gli ultimi arrivati. Noi andavamo in Brasile per giocarci al massimo cinque o sei partite e certi giocatori in un torneo di venti giorni potevano fare la differenza. Quel che mi ha lasciato molto perplesso è stato l'aver schierato tre formazioni diverse cambiando tre volte modulo. E alla fine ci siamo ridotti a cercare di risolvere i nostri problemi con le giocate dei singoli. Il calcio sarà anche cambiato ma in fondo rimarrà sempre un gioco di squadra» LArena.it

Così Claudio CALVETTI responsabile del Settore Giovanile gialloblù «Quest'anno abbiamo avuto una stagione soddisfacente, siamo partiti da un livello e siamo riusciti migliorarlo. La società crede molto nello sviluppo del Settore Giovanile, c'è un'attenzione diversa ed io ho il pieno supporto di tutti i dirigenti per cercare di portare le nostre squadre ad un livello competitivo, con la prospettiva di formare qualche calciatore utile alla prima squadra. E' questo l'obiettivo primario. Uno dei motivi di soddisfazione di questa stagione è il debutto di Godfred Donsah in Serie A, un risultato storico anche per l'Hellas Verona, in quanto è il secondo calciatore più giovane ad aver esordito nella massima serie con la maglia gialloblù, dopo Ferdinando Gasparini. Altri tre ragazzi sono stati in panchina ed hanno seguito la prima squadra nella tournée brasiliana, e questo è molto importante. Sono felice di questa annata, il difficile verrà andando avanti perché vogliamo migliorare quanto fatto durante la stagione. Abbiamo confermato Massimo Pavanel come allenatore della Primavera, che personalmente ritengo una persona molto importante. Negli Allievi Nazionali avremo un ragazzo giovane ed appassionato, Andrea Vitali, che ha giù avuto esperienze nel Monza e nella Pro Vercelli, mentre gli Allievi Regionali saranno affidati a Davide Pellegrini. Nei Giovanissimi Nazionali, autori di un grande campionato, è riconfermato Leonardo Ventura. Le partite casalinghe della Primavera verranno sempre giocate a Vigasio, dove ci siamo trovati molto bene, gli allenamenti, invece, verranno svolti all'Antistadio, campo che per tanti anni è stato un punto focale per tutta la città di Verona. La conferma di Pavanel? Non c'è stato alcun dubbio, ho la massima stima nei suoi confronti e tra noi c'è un dialogo continuo. E' un allenatore fondamentale per la crescita dei ragazzi» HellasVerona.it

Mister MANDORLINI «Il futuro di Iturbe? Non dovete fare queste domande a me. È un calciatore fantastico, pronto per una grande squadra. È un ragazzo con doti incredibili, mi piacerebbe restasse ancora a Verona per continuare la sua maturazione. Trovare un altro come lui sarebbe bello ma è difficile, riconfermarci non sarà facile. Se andrà alla Roma o alla Juve? Non lo so, magari fra i due litiganti gode un terzo. Romulo? Ha fatto una grande stagione ed ha dimostrato di essere anche un grande uomo, essendo sincero fino in fondo comunicando le sue condizioni fisiche con Prandelli. Giocatori insostituibili? In principio nessuno è insostituibile, ma lo si diventa. Per noi lo è stato Luca Toni in questa stagione, ripartiremo da lui anche il prossimo anno. Credo che come attaccante sarebbe stato utile al Mondiale, ma ormai la scelta è stata fatta. Negli negli ultimi 20 minuti della partita contro la Costa Rica, quando serviva arrivare subito in area con fisicità, Toni sarebbe stato fondamentale. Quando non si riesce a costruire, quando si è stanchi, ci vogliono soluzioni diverse per andare all'attacco e, a questa Nazionale, un po' di fisicità manca. L'Italia al Mondiale? È una grande squadra, e come tale ha giocato una grandissima partita di esordio. Andando oltre i discorsi sul modulo, occorre preparare una partita alla volta. Con Suarez e Cavani ci vorrà sicuramente più solidità nella parte centrale della difesa, mentre gli esterni offensivi, che non sono stati splendidi nelle prime due gare, potrebbero essere sostituiti da due punte centrali. Non credo che queste avrebbero problemi ad essere servite, vista la presenza a centrocampo di Pirlo e Verratti, bravi a passare la palla. Può essere la partita di Immobile, uno abituato ad attaccare la profondità come piace a me. Ho comunque grande fiducia, contro l'Uruguay possiamo fare una grande partita» LArena.it


25 giugno 2014 - Claudio Calvetti

IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

MONDIALI: GERMANIA di misura sugli USA ma entrambe sono promosse; agli ottavi anche il BELGIO che, pure in inferiorità numerica, batte anche la COREA DEL SUD e chiude al primo posto del Girone H con 3 vittorie su 3! La RUSSIA impatta con l'ALGERIA che festeggia un risultato storico raggiungendo per la prima volta le 16 squadre migliori al mondo... Vittoria inutile della BOSNIA sull'IRAN, agli ottavi l'ARGENTINA che pur battendo 3 a 2 la NIGERIA non la elimina a favore degli asiatici. ITALIA a casa meritatamente nonostante le discutibilissime scelte del signor Marco Antonio Rodriguez Moreno (nomen omen): L'URUGUAY avrebbe vinto i punti e del resto se in 180 minuti si tira in porta un paio di volte qualche problema ci sarà... GHANA 2-2 GERMANIA! I tedeschi impattano contro gli africani autori di una gran partita... KLOSE salva i suoi e con 15 gol al mondiale eguaglia il primato di RONALDO. L'1 a 0 della NIGERIA sulla BOSNIA condanna PJANIC e compagni... Che fatica per l'ARGENTINA con l'IRAN! MESSI risolve al 91°. FRANCIA senza pietà sulla SVIZZERA! FINISCE 5 a 2 per i 'Galletti'... L'ECUADOR di rimonta sull'HONDURAS!

NBA: Arriva il quinto italiano tra i giocatori di basket più forti del globo, si tratta di Alessandro GENTILE ingaggiato dai ROCKETS...

SPOT MONDIALI, la RAI chiamata in causa per 7 milioni di Euro a causa dell'uso improprio dell'immagine del Cristo Redentore che domina Rio de Janeiro...

VITA DA EX: Leo COLUCCI, ex capitano dell'HELLAS attualmente alla guida degli Allievi Nazionali del BOLOGNA, prossimo allenatore del FOGGIA in Lega Pro?. Pippo INZAGHI è il nuovo allenatore del MILAN con un contratto biennale; esonerato SEEDORF che continuerà a percepire un ingaggio fino al 2016 (o si accaserà da qualche altra parte)



RASSEGNA STAMPA +   -   =
L’Hellas Verona non riscatterà Romulo
Il futuro di Romulo è una delle priorità in casa Verona, insieme a quella di Juan Manuel Iturbe. Secondo Alex Firmino, agente del calciatore italo-brasiliano in prestito dalla Fiorentina, Romulo lascerà definitivamente il club gialloblù.
Questo quanto raccontato dal procuratore sudamericano ai microfoni di HELLAS LIVE

L’Hellas Verona ha riscattato Romulo dalla Fiorentina?
-In realtà loro non l’hanno riscattato e non lo riscatteranno, perché la società (Hellas Verona, ndr) ha fatto sapere che sarebbe difficile acquistarlo della Fiorentina e trovare l’accordo col calciatore-.

Il riscatto era stato pattuito a 3 milioni di euro col club viola, conferma?
-Il diritto di riscatto è fissato a 3.5 milioni per l’intero cartellino del giocatore-.

Conferma l’offerta triennale da parte del club di via Belgio per Romulo?
-L’offerta c’è stata, ma non ci ha molto soddisfatti. Io devo pensare al bene e al futuro di Rômulo, questo giocatore è un grande professionista che si è sempre comportato nel migliore dei modi, e quindi merita la giusta valorizzazione. Nonostante il mancato accordo con il Verona c’è un ottimo rapporto e una grande stima reciproca. Saremo sempre grati per l’opportunità che ci ha concesso questa società, principalmente Sogliano, che ha creduto in Rômulo, e Mandorlini, che non ha esitato a dare fiducia al giocatore-.

Su Romulo ci sono Juventus e Roma. Chi è in vantaggio?
-In realtà ci sono anche altri club che vogliono Rômulo, però se devo parlare di queste due squadre, dico che me piacciono entrambe. Tutto dipenderà del progetto che ci proporranno – ha spiegato l’agente a HELLAS LIVE – dobbiamo ragionare in questo modo: lui sta giocando benissimo e sarebbe un peccato andare a recitare un ruolo da comprimario e magari finire in panchina. Non esiste un contratto che consegni la certezza di essere sempre titolare, però dobbiamo studiare con attenzione tutte le varie possibilità-.

Il valore di mercato di Romulo è vicino ai 10 milioni?
-Il valore dipende dalla squadra che lo acquisterà. Ho in testa quanto vale Rômulo oggi, però non lo posso dire agli altri…-.

FONTE: HellasLive.it


Il Giorgione cede due giovani all'Hellas Verona e al Cittadella
Sono gli attaccanti Enrico Pozzebon ('00) e Daniel Villanova ('97)

Due giovani promesse del Giorgione trovano casa in club professionistici. La società del presidente Orfeo Antonello ha raggiunto l’accordo con l'Hellas Verona per la cessione a titolo definitivo di Enrico Pozzebon: l’attaccante classe 2000 era seguito da numerose società di A e B, ma il progetto dei gialloblù ha convinto il Giorgione, che saluta Pozzebon dopo 4 anni passati insieme. L’altro accordo è con la Primavera del Cittadella: prestito oneroso con diritto di riscatto per Daniel Villanova (attaccante 1997). Villanova arriva dal prestito al Cesena e faceva parte del “dream team” 1997 allenato da Marchesini nell’annata Giovanissimi sperimentali e regionali. Gruppo che ha visto andare l’attaccante Nicolò Pozzebon alla Juventus (ora alle finali Allievi nazionali), il centrocampista Andrea Sitta in prestito al Vicenza (capitano della squadra Allievi) e Tommaso Bortot acquisito dal Bassano, con tre presenze in Lega Pro.

FONTE: VenetoGol.it


AMICHEVOLE ESTIVA SÜDTIROL-HELLAS VERONA
Anche quest'estate si rinnova la tradizionale amichevole estiva fra FC Südtirol e Hellas Verona che si giocherà il 31 luglio a Stanghe.
Si tratta per così dire di un'amichevole in famiglia, visto e considerato che sia il club biancorosso che quello gialloblu hanno scelto come sede del loro ritiro estivo la Val Ridanna. L'FC Südtirol svolgerà la preparazione estiva a Racines dal 20 luglio al 1° agosto prossimi.
Fonte: SÜDTIROL

FONTE: Lega-Pro.com


Amichevoli estive
FC Südtirol-Hellas Verona
Data: Martedì, 24.06.2014, 11:23
Anche quest’estate si rinnova la tradizionale amichevole estiva fra FC Südtirol e Hellas Verona, con gli scaligeri che sono reduci da un più che lusinghiero 10° posto nello scorso campionato di serie A. Si tratta per così dire di un’amichevole in famiglia, visto e considerato che sia il club biancorosso che quello gialloblu hanno scelto come sede del loro ritiro estivo la Val Ridanna, soggiornando entrambi in luglio a Racines presso l’Hotel Schneeberg della famiglia Kruselburger. Gli stessi titolari del rinomato resort hanno favorito la riedizione dell’ormai immancabile amichevole estiva fra biancorossi e gialloblu, che incroceranno i tacchetti sul campo di Stanghe di Racines giovedì 31 luglio con calcio d’inizio fissato alle ore 18.

L’FC Südtirol sarà in ritiro a Racines dal 20 luglio al 1° agosto prossimi. Capitan Kiem e compagni soggiorneranno, come già detto, all’Hotel Schneeberg, mentre per gli allenamenti si avvarranno dell’impianto sportivo di Vipiteno, dove potranno disporre di due campi in erba naturale. E’ il terzo anno di fila che il club biancorosso sceglie la Val Ridanna e Vipiteno come sede della preparazione estiva della prima squadra.

FONTE: GoInfo.IT


Hellas, il 19 luglio si riparte!
Dal 19 luglio al 3 agosto l'Hellas Verona sarà ospite nello splendido hotel Schneeberg e svolgerà la preparazione nei magnifici impianti della Val Ridanna. Un'occasione per tutti i tifosi, per stare vicini ai propri campioni e per vivere totalmente l'esperienza estiva con i colori gialloblù addosso. Con l'occasione la società gialloblù ricorda ai vecchi abbonati le seguenti scadenze per rinnovare l'abbonamento. 27 giugno: ultimo giorno disponibile per la prelazione ai vecchi abbonati. 28-30 giugno: prelazione esclusiva riservata ai vecchi abbonati nei settori S e R di Poltronissime Ovest per poter scegliere un nuovo posto. Sarà effettuata solo presso i box dello stadio Bentegodi. 1-5 luglio: prelazione riservata ai vecchi abbonati che vogliono cambiare posto. 7 luglio: la vendita libera, riservata ai nuovi abbonati, inizierà lunedì 7 luglio.
Lorenzo Morandini

FONTE: Liguria.IamCalcio.it


SERATA MONDIALE
Toni il più grande
Scintille con Agroppi

22/06/2014 22:09
Scintille su Raisport alla trasmissione "Serata Mondiale" con Aldo Agroppi (ex bandiera del Torino e allenatore fra le altre anche della Fiorentina) che ha attaccato Andrea Mandorlini: "Parli di gestione del gruppo? Te hai sempre allenato dei bravi ragazzi ma mai dei campioni. Per questo ti è più facile tenere il gruppo unito. Chiunque lasci fuori non ti crea problemi" ha detto Agroppi. Molto pacata la risposta di Mandorlini: "Se dici così sei fuori dal mondo. Ho allenato Luca Toni, in assoluto il più grande campione che mi è capitato, e mai ho avuto la minima discussione". Agroppi ha poi apostrofato ancora il tecnico del Verona che con estrema signorilità ha voluto chiudere la polemica meritandosi l'applauso dello studio. (A.B.)

FONTE: TGGialloBlu.it


Verona, la Nazionale "stanca"? La frecciata di Mandorlini: "Toni sarebbe stato fondamentale"
Il mister gialloblù non si tira indietro sulle polemiche per la figuraccia rimediata dall'Italia contro la Costa Rica in Brasile: "Serviva fisicità in area in quei 20 minuti finali e Luca sarebbe stato lì per garantirla"
Mister Andrea Mandorlini non smentisce la sua peculiarità di non avere peli sulla lingua e la frecciata sembra essere diretta al collega della Nazionale, Cesare Prandelli, subissato di critiche per l'ultima partita perduta ai Mondiali in Brasile contro il Costa Rica. Dal suo arco ha infatti scoccato quella in merito alla mancata convocazione di Luca Toni nella rosa dei 23 per la Coppa del Mondo. Mandorlini, ospite durante la trasmissione "Serata Mondiale", in onda su RaiSport 1 e condotta dal giornalista Paolo Paganini ha ribadito il concetto secondo cui Toni per l'Hellas Verona è insostituibile.

"In principio nessuno è insostituibile, ma lo si diventa - ha spiegato il tecnico gialloblù -. Per noi lo è stato Luca Toni in questa stagione, ripartiremo da lui anche il prossimo anno. Credo che come attaccante sarebbe stato utile al Mondiale, ma ormai la scelta è stata fatta. Negli negli ultimi 20 minuti della partita contro la Costa Rica, quando serviva arrivare subito in area con fisicità, Toni sarebbe stato fondamentale. Quando non si riesce a costruire, quando si è stanchi, ci vogliono soluzioni diverse per andare all'attacco e, a questa Nazionale, un po' di fisicità manca".

E sull'Italia al Mondiale Mandorlini sembra avere le idee chiare ma lontane da quell'ormai famigerata abitudine secondo cui "in Italia esistono 60 milioni di allenatori dell'Italia in campo". Spiega il mister di Verona che "l'Italia è una grande squadra, e come tale ha giocato una grandissima partita di esordio. Andando oltre i discorsi sul modulo, occorre preparare una partita alla volta. Con Suarez e Cavani ci vorrà sicuramente più solidità nella parte centrale della difesa, mentre gli esterni offensivi, che non sono stati splendidi nelle prime due gare, potrebbero essere sostituiti da due punte centrali. Non credo che queste avrebbero problemi ad essere servite, vista la presenza a centrocampo di Pirlo e Verratti, bravi a passare la palla. Ho comunque grande fiducia, contro l'Uruguay possiamo fare una grande partita. La favorita del Mondiale? Germania e Brasile sono sullo stesso piano, appena sotto metto l'Argentina".

Glissa, ma non troppo, invece, sull'interessa manifestato sul campioncino in maglia gialloblù, Iturbe. "Non dovete fare domande sul suo futuro a me. Manuel un calciatore fantastico, pronto per una grande squadra. E' un ragazzo con doti incredibili, mi piacerebbe restasse ancora a Verona per continuare la sua maturazione. Trovare un altro come lui sarebbe bello ma è difficile, riconfermarci non sarà facile".

FONTE: VeronaSera.it


26.06.2014
«Crediamo nei giovani, cresceremo»
Calvetti si gode l'annata appena chiusa: «Abbiamo due o tre ragazzi di valore Ora bisogna confermarsi»

Ci vuole tempo per costruire un buon settore giovanile. Il Verona non ha fretta, coi più piccoli non serve. «Ci vogliono dai tre ai cinque anni», spiegava ieri Claudio Calvetti, responsabile del vivaio dell'Hellas che a Peschiera ha fissato i primi paletti della nuova stagione. La novità è Andrea Vitali agli allievi nazionali, uno passato fra Monza, Varese e Pro Vercelli. Il resto è tutto come prima. Massimo Pavanel si è guadagnato la conferma alla Primavera, Davide Pellegrini prende il primo anno di allievi, Leonardo Ventura resta ai giovanissimi nazionali.

Calvetti ha girato il mondo, sa che il settore giovanile si crea dal territorio e si impreziosisce con quel che arriva da fuori. «Ho visto Iturbe ai mondiali Under 20 in Perù, era già un giocatore straordinario», racconta Calvetti, un carattere bello focoso ma anche tanta competenza e la consapevolezza che l'Hellas non dovrà più trascurare più il territorio, là dove il Verona negli anni ha concesso campo libero al Chievo. «Anche se il talento cresce ovunque. A Malta come a Cipro. Può essere anche una fatalità se non ne sono nati molti a Verona. Non dimentichiamo che qui ci sono due settori giovanili molto competitivi», il punto di vista di Calvetti, coi piedi per terra dopo una stagione definita per certi versi «oltre le aspettative».

Il discorso è lo stesso che vale per la prima squadra: «Il difficile sarà confermarsi, non abbiamo ancora una catena che naturalmente può darci in casa un ricambio di squadra in squadra partendo dalle basi ma ci stiamo lavorando anche grazie all'appoggio di Sean Sogliano e di una società che vorrebbe arrivare a formare giocatori importanti». I giovanissimi nazionali fra le prime sedici in Italia e la Primavera in corsa fino all'ultimo per raggiungere le fasi finali nazionali sono stati due esempi tangibili di un'opera partita bene ma che è solo agli inizi. «Vogliamo migliorare, vincere anche questa sfida», ha proseguito Calvetti, che ha già visto debuttare con l'Hellas dei grandi l'ottimo Donsah, il secondo più giovane esordiente con la maglia dell'Hellas in Serie A dopo Nando Gasparini.
La Primavera, che giocherà a Vigasio e si allenerà all'antistadio «Guido Tavellin», avrà poco dagli allievi nazionali ma potrà contare su una buona base in attesa di capire quel che sarà dei più bravi.

Da Gatto ad Alba, da Zaccagni a Fares. Presto ancora.
L'Hellas sta pescando anche fuori dal Veneto a partire dai giovanissimi, l'anno prossimo la classe Duemila.
Vista dal basso, almeno agli occhi di Calvetti, la crisi del calcio italiano ha perché molto chiari: «Non c'è cultura di settore giovanile, mancano le strutture. Possibile che in Serie A sia titolare fra i 1994 solo Berardi? A vent'anni mica sei così bambino. Il Verona? Due o tre ragazzi di un certo valore noi li abbiamo, continueremo su questa strada per dare ad altri l'opportunità che ha avuto ad esempio Jorginho. Noi ci crediamo».
A.D.P.

I veronesi: «Italia, squadra povera di coraggio e idee»
Fanna: «Cesare, mi spiace, ma Balo non è affidabile» Penzo: «Ci è mancata la qualità. E pure Luca Toni...»

La soluzione era fra le mura di Verona. Almeno una. L'Italia a casa dopo il disastro in Brasile è un assist troppo facile per ripetere quel che in fondo era piuttosto evidente già da tempo. Sarebbe bastato dare ascolto al campionato, non solo perché Luca Toni gioca nell'Hellas. Il giorno dopo, con le ossa rotta, la sconfitta ha anche tanti altri perché.
Quello brasiliano è stato il fallimento di tutti.

VECCHI PROBLEMI. Perplesso Pierino Fanna, compagno di squadra di Cesare Prandelli alla Juve e suo vice sulle panchina di Verona e Venezia. «Non avevo buone sensazioni fin dall'inizio. Mi dispiace soprattutto per Cesare», racconta la leggenda dell'Hellas, «ma la squadra non gli ha mai dato buone risposte. Non abbiamo mai dimostrato di essere coraggiosi. Prandelli ha puntato troppo su Balotelli, su un giocatore poco affidabile. Atipico e senza nemmeno troppa capacità di difendere palla. Non diciamo più di avere un campione perché lui non lo è. Campioni si diventa dimostrando di esserlo per anni e con continuità, non saltuariamente».
Quanto al centrocampo «era troppo statico, a parte Marchisio. Facile parlare adesso, ora siamo tutti ct ma noi un uomo di riferimento nell'area avversaria l'abbiamo sempre avuto. Vedi Toni e Gilardino. Prandelli ha cercato di colmare la lacuna ruotando tanti giocatori attorno a Balotelli ma senza risultati. Adesso bisogna dare fiducia ai giovani, senza lasciarli andare all'estero appena ne abbiamo uno bravo. Dobbiamo fare sistema. Il calcio italiano ha tanti problemi da anni, aver vinto la coppa nel 2006 li ha solo mascherati».

IDEE POCHE E CONFUSE. «Prandelli ha fatto fatica a gestire le pressioni», evidenzia Gigi Sacchetti, altro protagonista dello scudetto del Verona. «Sicuramente ne avrà avute tante com'era naturale che fosse ma non ha saputo reagire nel modo giusto. È andato in confusione e dimostrato un po' di paura fin dall'inizio. Dopo la vittoria con l'Inghilterra e aver giocato un'ottima partita non c'era motivo di cambiare così tanto col Costarica. Gli errori dell'Italia partono però dalla base. Ho visto gente inutile, che non avrebbe meritato la convocazione. Come Abate e Thiago Motta ad esempio».
E ancora: «Non ha avuto coraggio Prandelli, con l'Uruguay, preso dall'ossessione di coprirsi senza pensare mai ad impensierire l'avversario. Tolto Balotelli ha messo dentro Parolo avanzando Verratti che invece a centrocampo con Pirlo stava giocando molto bene, senza avere un minimo di audacia e magari rischiare uno fra Cerci e Insigne. Balotelli? Non è quel fenomeno che tutti dipingono e che i media troppo frequentemente esaltano. Non è un centravanti che fa gol, senza i rigori non arriverebbe alla doppia cifra. E soprattutto non ha quel cuore e quella passione che spesso e volentieri ti fanno andare oltre i tuoi stessi limiti».

POVERA SERIE A. «Il problema è di progettualità», rileva Nico Penzo, con Prandelli alla Juve nella stagione 1983-'84. «Il nostro fallimento nasce dalle basi. Non abbiamo buoni giocatori, in Brasile non abbiamo avuto un vero attaccante. Non lo dico perché vivo a Verona ma uno come Toni sarebbe servito molto. Obiettivamente, tolto Immobile che un po' di profondità te l'assicura, non avevamo una prima punta».
Perché «Balotelli non lo è». Così «eravamo pieni di esterni fra Cerci, Insigne e Candreva ma in mezzo all'area di rigore non puoi non avere uno capace di sfruttare i cross. Toni doveva andare in Brasile, ma anche Gilardino ci stava nei ventitrè. Qualche certezza la Serie A l'ha suggerita, anche se non era gente giovanissima. Alla fine però si sono salvati quelli della vecchia guardia, non gli ultimi arrivati. Noi andavamo in Brasile per giocarci al massimo cinque o sei partite e certi giocatori in un torneo di venti giorni potevano fare la differenza. Quel che mi ha lasciato molto perplesso è stato l'aver schierato tre formazioni diverse cambiando tre volte modulo. E alla fine ci siamo ridotti a cercare di risolvere i nostri problemi con le giocate dei singoli. Il calcio sarà anche cambiato ma in fondo rimarrà sempre un gioco di squadra».
Alessandro De Pietro

25.06.2014
L'Hellas sceglie Lucas, Villalba o Chanturia?
Il nodo extracomunitari crea un mercato nel mercato Due i posti disponibili. Per il diesse tante opzioni La Juve nell'affare Iturbe mette Jefferson Montero

Due giocatori. Non di più. Due ingressi da extracomunitari. Occhio al Sudamerica soprattutto, ma non solo. Il Verona è attentissimo, vuole scegliere bene, distribuendo con cura gli assi a disposizione. Ci lavora da un anno l'Hellas, che ha raccolto per il mondo talenti più o meno utili alla causa.

SCATTO DA LUCAS. Vecchio pallino Lucas Evangelista, brasiliano del San Paolo, società con cui Sean Sogliano è in ottimi rapporti e dove è stato due volte ai primi di giugno a cavallo della tournée del Verona. Diciannove anni di qualità pura, velocissimo, di tecnica superiore e già Nazionale Under 20, Evangelista è stato costantemente sotto attenta osservazione. Grande talento, prospetto sicuro. Mezzapunta o esterno d'attacco. Il Verona c'è.
Altra idea, stavolta della Roma: piazzare all'Hellas il turco Ucan. Pure extracomunitario.

ISTINTO GEORGIANO. Giorgi Chanturia è del Verona già gennaio, preso dal Vitesse e parcheggiato al Cluj dove però ha giocato poco a causa di un infortunio da cui sta recuperando attraverso le cure dello staff medico dell'Hellas a Peschiera. Il funambolico ventunenne georgiano passato giovanissimo dal Barcellona e sondato anche dal Chelsea assicura fantasia e colpi di genio. Il talento non è in discussione, ideale tassello specie se il Verona dovesse sistemarsi in campo con due attaccanti ed un trequartista come suggerisce la ricerca sul mercato di tante seconde punte, da Jonas a Quagliarella, o di giocatori capaci di giocare fra le linee.

ARGENTINO DEFILATO. Sogliano non ha perso di vista Tito Villalba, ventenne esterno argentino del San Lorenzo de Almagro osservato dal vivo a fine aprile a Buenos Aires nell'andata degli ottavi di Copa Libertadores contro il Gremio. La sua prestazione non fu mirabolante, specie se raffrontata ai livelli toccati da Iturbe, ma il suo profilo non è stato dimenticato. Il problema è che la favola del San Lorenzo nella Champions League del Sudamerica è proseguita, nonostante fosse testa di serie numero quindici quando è entrato negli ottavi. Il San Lorenzo, che ha eliminato ai quarti il Cruzeiro ed ora se la vedrà coi boliviani del Bolivar nelle semifinali in programma il 22 e 29 luglio, ha bloccato ogni trattativa per Villalba fino alla fine della Libertadores. E la gara di ritorno della finalissima si gioca il 13 agosto, probabilmente quando i giochi di mercato saranno fatti. O quasi.

VELOCITÀ E NON SOLO. È una delle idee della Juve per accontentare l'Hellas ed avvicinarsi ad Iturbe. Jefferson Montero è ragazzo rapido, esterno d'attacco ma anche seconda punta o trequartista, nazionale dell'Ecuador dai diciotto anni. A ventiquattro la sua carriera parla già di un'esperienza in Spagna con Villareal, Levante e Betis per poi sistemarsi al Morelia, club messicano che ne detiene il cartellino. Montero, in scadenza del 2015, costa dai quattro ai cinque milioni. Con l'Ecuador si è già messo in luce ai Mondiali del Brasile. La Juve lo tiene d'occhio, pronta ad inserirlo come contropartita tecnica di pregio. Gli altri sono Marques, Jankovic e Cirigliano. Un mercato nel mercato, dove non c'è spazio per errori. Due nomi. Meglio se di prospettiva. Anche per questo l'Hellas, che ha in mano una lunga lista, vuole prendersi tutto il tempo possibile.
Alessandro De Pietro

25.06.2014
Hellas, futuro nel segno del settore giovanile
VERONA. Il Verona guarda avanti. Non solo Iturbe e Romulo, ma anche un settore giovanile che cresce. «Due o tre ragazzi di un certo valore noi li abbiamo, continueremo su questa strada per dare ad altri l’opportunità che ha avuto ad esempio Jorginho e quest'anno Donsah. Noi ci crediamo», ha evidenziato stamattina Claudio Calvetti, responsabile del settore giovanile del Verona che a Peschiera ha presentato le linee-guida della prossima stagione.
Fra gli allenatori nuovo solo quello degli Allievi Nazionali, ora in mano ad Andrea Vitali che in passato è stato a Monza, Varese e Pro Vercelli. D’obbligo le conferme di Massimo Pavanel alla Primavera e Leonardo Ventura ai Giovanissimi Nazionali. Gli Allievi regionali saranno di Davide Pellegrini. La Primavera giocherà ancora a Vigasio e si allenerà all’antistadio «Guido Tavellin».

23.06.2014
Mandorlini: «Se l’Italia avesse avuto Toni...»
VERONA. «Le mie favorite? Brasile e Germania, un gradino sotto metto l’Argentina». Andrea Mandorlini ha giocato in anticipo i Campionati del mondo, ieri sera ospite di Rai Sport 1 in collegamento da Ravenna durante la trasmissione «Serata Mondiale», ma parlato anche del suo Verona e del mercato.
«Il futuro di Iturbe? Non dovete fare queste domande a me. È un calciatore fantastico, pronto per una grande squadra. È un ragazzo con doti incredibili, mi piacerebbe restasse ancora a Verona per continuare la sua maturazione. Trovare un altro come lui sarebbe bello ma è difficile, riconfermarci non sarà facile. Se andrà alla Roma o alla Juve? Non lo so, magari fra i due litiganti gode un terzo. Romulo? Ha fatto una grande stagione ed ha dimostrato di essere anche un grande uomo, essendo sincero fino in fondo comunicando le sue condizioni fisiche con Prandelli».

E ancora: «Giocatori insostituibili? In principio nessuno è insostituibile, ma lo si diventa. Per noi lo è stato Luca Toni in questa stagione, ripartiremo da lui anche il prossimo anno. Credo che come attaccante sarebbe stato utile al Mondiale, ma ormai la scelta è stata fatta. Negli negli ultimi 20 minuti della partita contro la Costa Rica, quando serviva arrivare subito in area con fisicità, Toni sarebbe stato fondamentale. Quando non si riesce a costruire, quando si è stanchi, ci vogliono soluzioni diverse per andare all'attacco e, a questa Nazionale, un po' di fisicità manca».

L'Italia al Mondiale? «È una grande squadra, e come tale ha giocato una grandissima partita di esordio. Andando oltre i discorsi sul modulo, occorre preparare una partita alla volta. Con Suarez e Cavani ci vorrà sicuramente più solidità nella parte centrale della difesa, mentre gli esterni offensivi, che non sono stati splendidi nelle prime due gare, potrebbero essere sostituiti da due punte centrali. Non credo che queste avrebbero problemi ad essere servite, vista la presenza a centrocampo di Pirlo e Verratti, bravi a passare la palla. Può essere la partita di Immobile, uno abituato ad attaccare la profondità come piace a me. Ho comunque grande fiducia, contro l'Uruguay possiamo fare una grande partita».
Alessandro De Pietro

23.06.2014
Rientrati anche Cocco ed Esposito
L'attaccante prestato pure al Beira Mar e il playmaker del salto in B sono in attesa di una nuova destinazione

Di nuovo a casa, in attesa di nuova destinazione.
Il Verona ha tanti giocatori in giro per l'Italia, che torneranno tutti alla base.
A partire dal difensore centrale Matteo Bianchetti, da gennaio allo Spezia, per il quale è appena stata rinnovata la comproprietà con l'Inter.
Il promettente vicecampione d'Europa con l'Under 21 continua ad essere ritenuto un giocatore importante in prospettiva, elemento che secondo i piani dell'Hellas potrebbe diventare un punto fermo della difesa. In attesa della definitiva maturazione.

DE COL E RAGATZU. Da Lanciano rientrerà Filippo De Col, ventenne terzino destro che fino a due stagioni fa era al Legnago in Serie D e protagonista in Abruzzo di un campionato da 36 presenze, titolare in cadetteria dopo l'esperienza in Prima Divisione con la Virtus Entella. Sempre al Lanciano ha visto invece poco il campo Daniele Ragatzu, ceduto in prestito a gennaio, uomo di fantasia che il Verona prese svincolato dal Cagliari. Per Ragatzu ha bussato il Perugia, neopromossa in Serie B che vuole anche Francesco Zampano, difensore esterno sinistro classe 1993 impiegato regolarmente alla Juve Stabia retrocessa in Lega Pro e compagno all'Entella proprio di De Col.
Faccia già più conosciuta quella di Alessandro Sgrigna, che l'anno scorso ha contribuito con 31 partite e cinque gol al buon campionato del Carpi.
Di passaggio pure Simon Laner, altro eccellente protagonista della cavalcata dell'Hellas in Serie B e sfortunatissimo al Novara, dove ha subito un grave infortunio dal quale sta recuperando.

GLI «SPEZZINI». Rivedrà Verona, magari solo per qualche giorno pure Nicola Ferrari, ceduto l'estate scorsa in prestito allo Spezia dopo che l'Hellas gli prolungò il contratto fino al 2015. Con lui c'è Alessandro Carrozza, altro prestito secco allo Spezia dove ha segnato due gol in 17 gare contro le 7 in 24 di Ferrari.
Titolare a Brescia è stato Paolo Grossi, esterno d'attacco che ha concluso la stagione con 32 presenze.
Del Verona della promozione resta dell'Hellas tutto il cartellino di Andrea Cocco, che ha vissuto un'annata poco felice fra Reggina ed il Beira Mar in Portogallo.
E sotto contratto col Verona c'è ancora Gennaro Esposito, antico acquisto dal Gallipoli legato all'Hellas da un altro anno di contratto ad un ingaggio da Serie A.
Sean Sogliano l'ha prestato prima al Perugia, poi alla Salernitana dove non ha quasi mai giocato. Una palla al piede che il Verona si toglierà solo il prossimo giugno.
A.D.P

FONTE: LArena.it


Abbonamenti 14-15: i rinnovi sono 10.364
Postata il 27/06/2014 alle ore 21:05
VERONA - Abbonamenti rinnovati: 10.364. Si è chiusa con questo dato la prima fase della campagna abbonamenti 2014-15, dedicata alla prelazione per i vecchi abbonati.

ABBONAMENTI 14-15 - INFO UTILI
Sabato 28 e lunedì 30 giugno: esclusivamente presso il Box 1 dello stadio, prelazione riservata ai vecchi abbonati nei settori S e R di Poltronissime Ovest per poter scegliere un nuovo posto.

Da martedì 1 a sabato 5 luglio: prelazione vecchi abbonati che vogliono cambiare posto.

Da lunedì 7 luglio: inizio vendita libera.
Ufficio Stampa

Radio Bellla&Monella - official radio dell'Hellas Verona
Postata il 27/06/2014 alle ore 19:00
VERONA - Radio Bellla&Monella è la nuova "official radio" dell'Hellas Verona FC. Nasce così la partnership che prevede un accordo di esclusiva con il club gialloblù per la stagione 2014-15: saprete tutto in anticipo, tante notizie ma anche tanta musica su Radio Bellla&Monella. A partire dal 1° luglio, giorno in cui sarà "on air" il primo programma dedicato all'Hellas Verona. E potrete essere direttamente voi i protagonisti, perché il nuovo studio è stato realizzato nel centro commerciale "La Grande Mela" di Lugagnano di Sona: sarà questa la casa radiofonica dei gialloblù a contatto diretto con i tifosi.

QUESTO E' IL VERONA - E' la trasmissione che tutti i giorni racconterà il mondo dell'Hellas Verona. "Questo è il Verona" sarà diviso in due appuntamenti quotidiani dal lunedì al sabato (dalle ore 12 alle ore 13; dalle ore 19 alle ore 20): interviste, collegamenti, i commenti dei tifosi, il racconto della giornata del Verona e i grandi protagonisti ospiti in studio. Ecco come sarà la trasmissione del tifoso gialloblù che vorrà sapere tutto quello che accade intorno all'Hellas Verona. Con Radio Bellla&Monella i supporter del Verona saranno sempre aggiornati in tempo reale: dalle ultime notizie di calciomercato fino ai commenti in esclusiva dei nostri campioni e dei nostri dirigenti.

TUTTE LE PARTITE IN DIRETTA - Amichevoli estive, Tim Cup e tutte le partite di campionato saranno trasmesse in diretta con un pre partita di mezz'ora: ecco il nuovo palinsesto di Radio Bellla&Monella che si è assicurata i diritti di ogni evento radiofonico del nostro club. Interviste in esclusiva al termine di ogni partita per sapere subito i commenti e le dichiarazioni dei campioni gialloblù.

ASCOLTA IL TUO CUORE. SEGUILO SU FM 93.100 E IN STREAMING - Radio Bellla&Monella ed Hellas Verona FC raddoppiano: oltre alla frequenza FM 93.100, sarà possibile ascoltare la radio in streaming, scaricando gratuitamente la Official App dell'Hellas Verona FC. Non finisce qui: dal lunedì al sabato, oltre a "Questo è il Verona", sarà possibile seguire l'Hellas attraverso 4 Gr quotidiani, inseriti all'interno della programmazione radiofonica.

ENTUSIASMO - Soddisfazione da parte del presidente gialloblù, Maurizio Setti: "La radio è da sempre un mio grande amore, fin da quando ero ragazzo. Sono felice di aver intrapreso un percorso con Radio Bellla&Monella, da tanti anni opera nel mondo radiofonico con dei professionisti eccellenti. Sono una radio pluriregionale, sono un'emittente che lavora nel territorio veronese da tempo e la nostra intesa è stata immediata. Mi auguro che possa essere un ascolto piacevole per i nostri tantissimi tifosi che amano questi colori". Anche Roberto Zanella, editore di radio Bellla&Monella, esprime gioia per l'accordo raggiunto: "Il gruppo di emittenti, di cui radio Bellla&Monella fa parte, è sempre stato vicino agli ascoltatori e molto legato al territorio. Grazie a questa bellissima collaborazione con l’Hellas Verona, radio Bellla&Monella sarà una volta di più vicina al pubblico veronese, condividendo con esso, oltre alla passione per la musica, anche quella per il calcio".
Ufficio Stampa

Calvetti: "Settore Giovanile, pronti a partire" / VIDEO
Postata il 25/06/2014 alle ore 14:30
PESCHIERA DEL GARDA - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista a Claudio Calvetti. Ecco le dichiarazioni del responsabile del Settore Giovanile gialloblù, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione della stagione 2014-15: "Quest'anno abbiamo avuto una stagione soddisfacente, siamo partiti da un livello e siamo riusciti migliorarlo. La società crede molto nello sviluppo del Settore Giovanile, c'è un'attenzione diversa ed io ho il pieno supporto di tutti i dirigenti per cercare di portare le nostre squadre ad un livello competitivo, con la prospettiva di formare qualche calciatore utile alla prima squadra. E' questo l'obiettivo primario. Uno dei motivi di soddisfazione di questa stagione è il debutto di Godfred Donsah in Serie A, un risultato storico anche per l'Hellas Verona, in quanto è il secondo calciatore più giovane ad aver esordito nella massima serie con la maglia gialloblù, dopo Ferdinando Gasparini. Altri tre ragazzi sono stati in panchina ed hanno seguito la prima squadra nella tournée brasiliana, e questo è molto importante. Sono felice di questa annata, il difficile verrà andando avanti perché vogliamo migliorare quanto fatto durante la stagione. Abbiamo confermato Massimo Pavanel come allenatore della Primavera, che personalmente ritengo una persona molto importante. Negli Allievi Nazionali avremo un ragazzo giovane ed appassionato, Andrea Vitali, che ha giù avuto esperienze nel Monza e nella Pro Vercelli, mentre gli Allievi Regionali saranno affidati a Davide Pellegrini. Nei Giovanissimi Nazionali, autori di un grande campionato, è riconfermato Leonardo Ventura. Le partite casalinghe della Primavera verranno sempre giocate a Vigasio, dove ci siamo trovati molto bene, gli allenamenti, invece, verranno svolti all'Antistadio, campo che per tanti anni è stato un punto focale per tutta la città di Verona. La conferma di Pavanel? Non c'è stato alcun dubbio, ho la massima stima nei suoi confronti e tra noi c'è un dialogo continuo. E' un allenatore fondamentale per la crescita dei ragazzi".
Ufficio Stampa

Settore Giovanile - Allenatori 2014-15
Postata il 25/06/2014 alle ore 13:25
VERONA - Ecco gli allenatori ufficiali del Settore Giovanile nella stagione 2014-15.
PRIMAVERA: Massimo Pavanel
ALLIEVI NAZIONALI: Andrea Vitali
ALLIEVI REGIONALI: Davide Pellegrini
GIOVANISSIMI NAZIONALI: Leonardo Ventura
Ufficio Stampa

Mandorlini: "Itu fantastico! E Toni il più grande"
Postata il 23/06/2014 alle ore 12:20
VERONA - Ecco le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù, Andrea Mandorlini, rilasciate durante la trasmissione "Serata Mondiale", in onda su RaiSport 1 e condotta dal giornalista Paolo Paganini: "Il futuro di Iturbe? Non dovete fare queste domande a me (ride, ndr). E' un calciatore fantastico, pronto per una grande squadra. E' un ragazzo con doti incredibili, mi piacerebbe restasse ancora a Verona per continuare la sua maturazione. Trovare un altro come lui sarebbe bello ma è difficile, riconfermarci non sarà facile. Romulo? Ha fatto una grande stagione ed ha dimostrato di essere anche un grande uomo, essendo sincero fino in fondo sulle sue condizioni fisiche con Prandelli. Se ho visto dei calciatori interessanti in questo Mondiale? E' una Coppa del Mondo con poco movimento e molti passaggi sui piedi. Il nostro direttore sportivo è bravissimo e farà il massimo. Se è verona che non esistono calciatori insostituibili? In principio nessuno è insostituibile, ma lo si diventa. Per noi lo è stato Luca Toni in questa stagione, ripartiremo da lui anche il prossimo anno. Credo che come attaccante sarebbe stato utile al Mondiale, ma ormai la scelta è stata fatta. Negli negli ultimi 20 minuti della partita contro la Costa Rica, quando serviva arrivare subito in area con fisicità, Toni sarebbe stato fondamentale. Quando non si riesce a costruire, quando si è stanchi, ci vogliono soluzioni diverse per andare all'attacco e, a questa Nazionale, un po' di fisicità manca. L'Italia al Mondiale? E' una grande squadra, e come tale ha giocato una grandissima partita di esordio. Andando oltre i discorsi sul modulo, occorre preparare una partita alla volta. Con Suarez e Cavani ci vorrà sicuramente più solidità nella parte centrale della difesa, mentre gli esterni offensivi, che non sono stati splendidi nelle prime due gare, potrebbero essere sostituiti da due punte centrali. Non credo che queste avrebbero problemi ad essere servite, vista la presenza a centrocampo di Pirlo e Verratti, bravi a passare la palla. Ho comunque grande fiducia, contro l'Uruguay possiamo fare una grande partita. La favorita del Mondiale? Germania e Brasile sono sullo stesso piano, appena sotto metto l'Argentina".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it



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MONDIALI: GERMANIA di misura sugli USA ma entrambe sono promosse; agli ottavi anche il BELGIO che, pure in inferiorità numerica, batte anche la COREA DEL SUD e chiude al primo posto del Girone H con 3 vittorie su 3! La RUSSIA impatta con l'ALGERIA che festeggia un risultato storico raggiungendo per la prima volta le 16 squadre migliori al mondo... Vittoria inutile della BOSNIA sull'IRAN, agli ottavi l'ARGENTINA che pur battendo 3 a 2 la NIGERIA non la elimina a favore degli asiatici. ITALIA a casa meritatamente nonostante le discutibilissime scelte del signor Marco Antonio Rodriguez Moreno (nomen omen): L'URUGUAY avrebbe vinto i punti e del resto se in 180 minuti si tira in porta un paio di volte qualche problema ci sarà... GHANA 2-2 GERMANIA! I tedeschi impattano contro gli africani autori di una gran partita... KLOSE salva i suoi e con 15 gol al mondiale eguaglia il primato di RONALDO. L'1 a 0 della NIGERIA sulla BOSNIA condanna PJANIC e compagni... Che fatica per l'ARGENTINA con l'IRAN! MESSI risolve al 91°. FRANCIA senza pietà sulla SVIZZERA! FINISCE 5 a 2 per i 'Galletti'... L'ECUADOR di rimonta sull'HONDURAS!

NBA: Arriva il quinto italiano tra i giocatori di basket più forti del globo, si tratta di Alessandro GENTILE ingaggiato dai ROCKETS...

SPOT MONDIALI, la RAI chiamata in causa per 7 milioni di Euro a causa dell'uso improprio dell'immagine del Cristo Redentore che domina Rio de Janeiro...

VITA DA EX: Leo COLUCCI, ex capitano dell'HELLAS attualmente alla guida degli Allievi Nazionali del BOLOGNA, prossimo allenatore del FOGGIA in Lega Pro?. Pippo INZAGHI è il nuovo allenatore del MILAN con un contratto biennale; esonerato SEEDORF che continuerà a percepire un ingaggio fino al 2016 (o si accaserà da qualche altra parte)

Balotelli, scuse a Prandelli: "Ho sbagliato".
E il procuratore Raiola rivela: "È distrutto"

"Hai capito la lezione?". "Sì, mister so di aver sbagliato". Questo il tono del chiarimento tra il ct azzurro Cesare Prandelli e Mario Balotelli dopo il duro confronto avvenuto tra i due nello spogliatoio di Natal nell'intervallo della sfida Italia-Uruguay. Secondo fonti vicine alla nazionale, il breve scambio di battute tra Prandelli e l'attaccante sarebbe avvenuto dopo l'arrivo dell'aereo proveniente da Rio alla Malpensa, al momento dei saluti.

«E' vergognoso prendersela con il solo Balotelli: questa sì che è mancanza di equilibrio, specchio di un Paese in cui il calcio è morto». Va dritto al sodo il procuratore di Super Mario, Mino Raiola che in una intervista a La Gazzetta dello Sport difende Balotelli dopo il ko Mondiale. Sull'umore di Mario rivela: «E' distrutto».

ALESSANDRO GENTILE È IL QUINTO ITALIANO IN NBA.
IL FIGLIO DI NANDO ANDRÀ AGLI HOUSTON ROCKETS

Venerdì 27 Giugno 2014
ROMA - MILANO - Sei anni dopo Danilo Gallinari, suo predecessore anche nel ruolo di giocatore-simbolo di Milano, sette dopo Marco Belinelli e otto dopo Andrea Bargnani, anche Alessandro Gentile viene scelto nel draft NBA. Il capitano dell'Emporio Armani, che questa sera si gioca lo scudetto in gara7 contro il Montepaschi Siena (20,30), è stato scelto al secondo giro da Minnesota con il numero 53 e poi girato ai Rockets, nella cui dirigenza c'è anche Gianluca Pascucci, ex general manager di Milano.

A differenza delle prime scelte, se Gentile volesse sbarcare subito nella NBA non avrebbe la certezza di un contratto garantito per due anni. Ecco perché è probabile resti ancora qui, forse con l'obiettivo di andarci tra un paio di stagioni. Houston ha acquistato i suoi diritti dalla franchigia di Minneapolis in cambio di contanti (secondo i rumors circa un milione di dollari). I Rockets sono la squadra di James Harden e Dwight Howard, quella che dal primo luglio darà la caccia ai free agent LeBron James e Carmelo Anthony. E c'è Gianluca Pascucci, che a Houston ricopre la carica di vice president of player personnel e che è stato per 4 anni amministratore delegato e general manager di Milano.

Intanto di Gentile ha parlato Daryl Morey, g.m. di Houston,: "Ha 21 anni, sta ancora crescendo ma è già il capitano della sua squadra. Fisicamente ricorda Carlos Delfino: sa attaccare il canestro, passare la palla, ha i centimetri per difendere: è davvero un giocatore produttivo. E' qualcuno che pensiamo possa aiutare i Rockets del futuro, anche se è già pronto e sono certo che potrebbe dare una mano da subito. Quando arriverà? Non lo so, non abbiamo ancora parlato col suo agente. E anche se volessimo parlare con lui non potremmo: la sua squadra si sta giocando il titolo, è probabilmente la partita più importante in 20 anni per la sua squadra".

IL DRAFT La prima scelta assoluta, dei Cleveland Cavaliers, è andata a Andrew Wiggins, guardia proveniente dal college di Kansas. Con il numero 2, invece, i Milwaukee Bucks hanno chiamato Jabari Parker, ala di Duke. I Philadelphia 76ers hanno scelto con il numero 3 Joel Embiid, centro di Kansas che dovrà stare fermo almeno 6 mesi dopo un'operazione al piede per una frattura da stress.

DATOME SU TWITTER «Oggi avrà altro a cui pensare... Ma complimenti ad Ale Gentile per esser stato scelto al #draft2014 !! Gran soddisfazione!!!». Sono i complimenti che arrivano da Gigi Datome, ala in NBA nei Detroit Pistons, ad Alessandro Gentile. Il giocatore dell'Olimpia Milano, con il numero 53, è stato scelto da Minnesota e girato a Houston nel draft Nba 2014.

Russia eliminata, solo 1-1 con l'Algeria: per gli africani prima volta agli ottavi
ROMA - Via anche Capello, nel modo peggiore. Sembra la fine di un calcio europeo che ha contato in passato ma che oggi è poca cosa. Salta in aria la Russia che tra quattro anni dovrà organizzare il Mondiale: non riesce ad andare oltre un penoso 1-1 contro una pimpante Algeria, che alla fine fa festa come avesse vinto il titolo. Numeri impietosi per la nazionale di Capello: 2 punti fatti, frutto di due pareggi, e una sconfitta, 2 soli gol segnati.

Inevitabile pensare che la scelta di Don Fabio di lasciare a casa i ”grandi vecchi” come Arshavin adesso pesa come un macigno. Giovane sì ma forse troppo. La Russia vista ieri contro l'Algeria è stata poca cosa, nonostante il vantaggio iniziale ottenuto con Kokorin al 6' del primo tempo. La Russia ci ha provato poi quando è calata ecco quel folletto di Slimani prendere in mano il gioco degli africani del Maghreb e firmare il pari, al 15' della ripresa (secondo gol per lui nel Mondiale). Serviva un gol per sognare alla Russia, gol che non arrivava. Anzi, era l'Algeria a rischiare di vincere, con gli occhi nella partita e le orecchie alla sfida della Corea del Sud che perdeva col Belgio.I nordafricani di Halilodzic sono nella storia, per la prima volta raggiunti gli ottavi a un Mondiale. Affronteranno la Germania lunedì a Porto Alegre.

L'immagine di Capello che urla e strepita uscendo dal campo, dopo la sfida persa a Curitiba è un po' quella di un calcio europeo ormai in difficoltà. Russia punita dalla scelte di Capello e dall'ennesima papera del portiere Akinfeev. «Sono deluso. Gli arbitri sempre contro la Russia. Non so perchè fanno così con noi». Sono le tristi parole del Capello furioso.

Corea del Sud-Belgio 0-1, decide Vertonghen al 78'
SAN PAOLO - Tre su tre. In inferiorità numerica dalla fine del primo tempo, con un gol del capitano Vertonghen, il Belgio supera anche la Corea, chiude al primo posto il girone H dei Mondiali brasiliani. E ora attende gli Usa negli ottavi con all'orizzonte il quarto di finale con l'Argentina, in una partita che sarebbe la replica della semifinale del 1986 decisa dalla doppietta di Diego Armando Maradona. Ma quella edizione ha segnato anche il miglior risultato nella storia dei belgi, che quest'anno stanno dimostrando di poter andare molto lontano.

A San Paolo, all'inizio della gara con i coreani, Wilmots, dall'alto dei sei punti in classifica e con la qualificazione già ottenuta, si permette il lusso di rinunciare ad Hazard e a Origi, eroe della vittoria con la Russia. Nella prima parte dell'incontro, le due squadre si studiano senza farsi male. Poi, dopo il 20', il match si accende. Al 24' Mertens spreca una colossale palla gol solo davanti al portiere coreano. Tra il 29' e il 30', prima Cortois si esalta su un tiro dalla distanza di Kim e poi, sull'angolo seguente, Defour salva sulla linea. Ma è proprio Defour, fino a quel momento autore di una buona partita, a rovinare tutto con un pericoloso quanto inutile intervento «a martello» sulle caviglie di Ki Sung Yueng con la palla a metà campo: espulsione meritata e squalifica in arrivo.

L'allenatore della Corea, allora, decide di mettere in campo un altro attaccante, Lee Keun-Ho, ma gli asiatici non riescono a rendersi mai veramente pericolosi almeno fino al 14' quando un tiro cross di Son Heung-Min scheggia la traversa. Wilmots dà quindi spazio a Origi e il giovane attaccante regala subito vivacità all'azione dei belgi, che, nonostante l'inferiorità numerica, non soffrono più di tanto. Anzi. È proprio Origi, al 32', a provare dalla grande distanza e sulla corta respinta del portiere il tap-in Vertonghen sigilla la terza vittoria su tre gare disputate ai Mondiali brasiliani dal Belgio. Tornano a casa, con un solo punto, i coreani.

Germania-Stati Uniti 1-0, decide Mueller.
Entrambe le nazionali agli ottavi

RECIFE - Tutti felici, vincitori e sconfitti. La Germania batte gli Stati Uniti per 1-0 e vola agli ottavi di finale con 7 punti e con il primo posto nel Gruppo G. Anche la selezione a stelle e strisce, a quota 4, festeggia il passaggio del turno grazie alla miglior differenza reti rispetto al Portogallo (0 per gli americani, -3 per i lusitani).

Alla fine i due ct, amici e connazionali, possono sorridere senza alimentare sospetti. Loew e Klinsmann, dopo aver promesso una partita vera, vanno a braccetto alla seconda fase del torneo. Il verdetto matura al termine di 90 minuti giocati sotto la pioggia di Recife. La Germania sembra intenzionata a fare sul serio sin dalle prime battute e si riversa nella metà campo a stelle e strisce. Le percussioni di Boateng sulla fascia destra mettono in difficoltà la difesa americana, che argina a fatica una combinazione Mueller-Schweinsteiger al 17'. Gli Stati Uniti escono dal guscio e si fanno vivi al 22': Bradley suggerisce, Zusi conclude dal vertice dell'area e il pallone sfiora l'incrocio. Al 30', è l'arbitro Irmatov a sbrogliare una situazione potenzialmente complicata per la Germania. Jones è pronto ad inserirsi nell'area tedesca per sfruttare un cross ma si schianta contro il direttore di gara. La Mannschaft riprende il controllo delle operazioni e torna a bussare dalle parti di Howard: Özil e Kroos chiamano, il portiere americano risponde e lo 0-0 resiste fino all'intervallo.

Brasile 2014, scommette sul morso di Suarez: giovane norvegese vince 680 euro
OSLO - Qualcuno evidentemente se lo aspettava Il morso di Luis Suarez a Giorgio Chiellini durante Italia-Uruguay frutta a un giovane norvegese una vincita di 5.600 corone, circa 680 euro.
Il 23enne Thomas Syversen aveva infatti piazzato una giocata da circa 4 euro sul morso dell'attaccante dell'Uruguay a un azzurro durante il match giocato ieri a Natal. «È la scommessa più pazza che abbia mai fatto», ha spiegato Syversen al quotidiano Aftenposten. Il ragazzo, che si guadagna da vivere giocando a poker, ha raccontato di non aver visto l'episodio in diretta ma solo i replay.

«È stato molto speciale e un successo per me», ha esultato Syversen. «Suarez è un grande calciatore, ma io sono un fan del Blackpool», ha rivelato il giovane parlando dell'attaccante del Liverpool, che già in passato si era macchiato di episodi simili.
«Non ho una maglia di Suarez ma forse ne comprerò una per la mia ragazza, le piace indossare le mie maglie da calcio e sabato è il suo compleanno».

Argentina prima nel girone, 3-2 alla Nigeria.
Messi doppietta, a 4 gol come Neymar

PORTO ALEGRE - Nigeria-Argentina 2-3 in un incontro dell'ultima giornata del girone F ai Mondiali in Brasile.
Il risultato garantisce ai sudamericani il primo posto, mentre gli africani si qualificano come secondi del girone.

Bosnia-Iran 3-1, vittoria inutile degli slavi.
Entrambe le squadre eliminate dal torneo

SALVADOR - Bosnia batte Iran 3-1 (1-0) in una partita dell'ultima giornata del girone F dei Mondiali giocata all'Arena Fonte Nova di Salvador. Entrambe le formazioni sono eliminate dalla rassegna iridate in corso in Brasile.

Da Buffon a De Rossi, i senatori scaricano Balotelli: "Ripartire dagli uomini, non dalle figurine"
di Simone Pierini
ROMA - "Ho fallito il progetto tecnico, Balotelli faceva parte del progetto tecnico". Queste sono state le parole del Ct Cesare Prandelli a fine gara. Dopo il flop dell'eliminazione di ieri sera, Mario Balotelli è al centro del processo. Ma non solo del Ct e della critica, anche dei compagni stessi.

Buffon e De Rossi lo hanno scaricato senza giri di parole. "Si sente dire che c’è bisogno di ricambi, che io, Pirlo, De Rossi, Barzagli, siamo vecchi - dice il portierone azzurro, uno dei pochi a salvarsi dalla spedizione brasiliana - Ma quando c’è da tirare la carretta ci siamo sempre noi in prima fila. Questi giocatori andrebbero rispettati di più per quello che hanno fatto e quello che rappresentano ancora adesso. Quando si va in campo si deve fare: non basta più dire vorrebbe fare o farà".

"Non dobbiamo trovare alibi - sottolinea il centrocampista della Roma - ma neppure dimenticare in fretta. Dobbiamo tenere bene in mente quello che è successo e ripartire da uomini veri. Non dalle figurine o dai personaggi: quelli non servono alla Nazionale".

Oltre al poco impegno messo in campo, ai due non è piaciuta l'assenza di Balotelli durante il discorso d'addio di Andrea Pirlo. Era già in pullman da solo.

QUALE FUTURO? Con le dimissioni del ct e del presidente federale Giancarlo Abete, il calcio italiano necessita di una rifondazione. Aspettando gli sviluppi politici, ci si interroga su chi siederà in panchina in vista del prossimo Europeo. I nomi sono quelli di Allegri, Mancini e Spalletti. Il primo sembra più accessibile in virtù di uno stipendio più in linea con i parametri della Nazionale, gli altri due viaggiano su cifre più alte. In campo però si va verso il ricambio generazionale. In realtà alle spalle dei vari Buffon, Pirlo e De Rossi non c'è molto. Spazio quindi a Verratti, Darmian, Florenzi, Destro e Immobile, sperando che il campionato italiano ci regali qualche nome nuovo su cui ricostruire una squadra competitiva.

Lo sfogo di Balotelli. "Cercate altre scuse. Io italiano, vergognatevi". E si rifà il look
ROMA - L'Italia processa il suo calcio. Il calcio azzurro processa Balotelli. Archiviato il dibattimento su Prandelli, perchè quello era cominciato già dopo il ko con il Costarica ed è andato in prescrizione con il 'patteggiamentò del ct dimissionario, ora nel giorno del disastro sul banco degli imputati finisce il centravanti azzurro. La cui difesa è destinata ad alimentare udienze di fuoco, di qui ai prossimi mesi. Come anche il retroscena della sostituzione in Italia-Uruguay, scaturita da un «confronto» nell'intervallo tra centravanti e ct, che prima lo ha zittito e poi lo ha messo fuori. «La colpa questa volta non la faccio scaricare a me: cercate altre scuse», è la rabbiosa risposta del giorno dopo di Balotelli, affidata come sempre a twitter mentre si tingeva di biondo la cresta.

Ferito dalle critiche di Buffon e De Rossi, e anche dai messaggi postati dai tifosi: la verità è che non sei italiano, ritirati, è il video di un anonimo tifoso ripostato dal giocatore sul suo profilo, con tanto di replica durissima. «Un africano non scaricherebbe mai un suo fratello, in questo noi negri siamo anni avanti. Vergogna non è sbagliare un gol, VERGOGNOSE sono queste cose», con l'aggettivo tutto maiuscolo.

Il rapporto si è rotto, tra Balotelli e la nazionale. Non solo con i tifosi. Quella azzurra era la sua maglia d'adozione, lui che non aveva mai legato con nessuna squadra di club. Ma gli atteggiamenti in campo, quell'indolenza che ha fatto «rodere il c...» anche a una vecchia gloria mondiale come Mauro Camoranesi, ieri commentatore tv della partita di Natal, sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

IL POST DI BALOTELLI
L'episodio chiave nell'intervallo di Italia-Uruguay: Balotelli è rientrato borbottando, trascinando nello spogliatoio il nervosismo che lo aveva condotto all'ammonizione e lo aveva reso inconcludente. Prandelli ha provato a dargli l'ultima chance («se non cambi atteggiamento, dopo 10' sono costretto a farti uscire»), a quel punto sono intervenuti anche alcuni 'senatori'. Fidatevi di me, lasciatemi perdere, borbottava Balotelli. «Stai zitto», la replica di Prandelli, che a quel punto ha capito. E infatti al rientro in campo il centravanti su cui l'Italia aveva puntato tutto era rimasto in panchina, solo in un'angolo, in campo c'era Parolo.

Così quel cambio è diventato l'epilogo di una frattura. Perchè le leggi non scritte del calcio possono accettare la mancanza di qualità, le bizze in ritiro, gli isolamenti, la twittomania: ma non la mancanza di 'compromisò - per dirla con Camoranesi - di impegno in campo. Anche per questa accusa della squadra, il giorno dopo il borbottio di 'SuperMariò è diventato un lungo messaggio su twitter e Instagram. Tutto di fila, senza tirare il respiro, senza punti nè virgole.

«Sono Mario Balotelli ho 23 anni e non ho scelto di essere italiano - lo sfogo del centravanti - L'ho voluto fortemente perchè sono nato in ITALIA e ho sempre vissuto in ITALIA. Ci tenevo fortemente a questo Mondiale sono triste arrabbiato deluso con me stesso. Sì magari potevo fare gol con la Costa Rica avete ragione ma poi? Poi qual'è il problema? Forse quello che vorreste dire tutti è questo? La colpa non la faccio scaricare a me solo questa volta perchè Mario Balotelli ha dato tutto per la nazionale e non ha sbagliato niente ( a livello caratteriale) quindi cercate un'altra scusa perchè Mario Balotelli ha la coscienza a posto ed è pronto ad andare avanti più forte di prima e con la testa alta. Fiero di aver dato tutto per il Suo paese. O forse, come dite voi, non sono Italiano».

E qui è scattata la risposta al tam tam dei social che lo attaccano: «Gli africani non scaricherebbero mai un loro fratello». MAI. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti. VERGOGNA non è chi può sbagliare un gol o correre di meno o di più. VERGOGNOSE SONO QUESTE COSE. Italiani veri! Vero?». Poi la partenza per l'Italia, con il nuovo look della cresta bionda. Ma non sarà certo per quello che sarà difficile ripartire.

GALLIANI: MARIO RESTA AL MILAN «Mario BALOTELLI resterà al Milan». Parola di Adriano Galliani. L'ad rossonero, all'indomani dell'eliminazione dell'Italia dal Mondiale, 'confermà l'attaccante finito nel mirino della critica per le prestazioni sottotono offerte in Brasile. Al giocatore sembrava molto interessato l'Arsenal che però, proprio dopo il flop in Azzurro, ha fatto sapere di non aver intenzione di investire nemmeno una sterlina su Supermario.

«Non ci interessa, non seguiamo le indiscrezioni che arrivano dal web. Spesso sono voci che vengono messe in giro dagli agenti dei giocatori per far aumentare il costo di un cartellino - la smentita di Arsène Wenger a BeIN Sport - È pura invenzione, non c'è nulla di vero». Verissimo è invece l'interesse del Milan per ITURBE, che però resta nel mirino anche di Juventus e Roma. «È del Verona, è un buon giocatore, piace a tutti. D'altronde a chi non piacciono i buoni giocatori? - ha sottolineato Galliani - Potrebbe andare alla Roma, chi lo sa...».

I giallorossi, che sono stanno per chiudere il rinnovo di contratto con FLORENZI (cercato dalla Fiorentina, a sua volta vicina alla conferma di PIZARRO), sono sempre alla ricerca di un attaccante esterno. Difficile strappare AUBAMEYANG al Borussia Dortmund, anche alla luce delle parole rilasciate dal padre in Germania: «Mio figlio resta a Dortmund. Il Borussia ha lavorato molto per aiutarlo ad integrarsi e si sente a suo agio. Anche se così non fosse il club non ci ha mai comunicato la volontà di cederlo: sono sicuro che rimarrà per diventare un calciatore ancor più completo».

Chi invece già parla da romanista è il giovane turco UCAN, che ha stregato Garcia (oggi a Trigoria per continuare a pianificare le mosse di mercato): «Ringrazio il Fenerbahce per l'opportunità che mi ha dato, ma la Roma capita una volta nella vita. Non volevo perdere questa opportunità». In difesa invece, in attesa della fumata bianca per BASA (Lille), sfuma la pista dell'argentino GARAY che dal Benfica è passato allo Zenit. Ufficiale anche il trasferimento dell'attaccante francese THEREAU dal Chievo all'Udinese, mentre la Lazio continua il pressing sul Cagliari per ASTORI.

In casa Napoli resta sotto osservazione la situazione legata a MICHU (attaccante dello Swansea) e soprattutto GONALONS, centrocampista del Lione in cima alla lista dei desideri di Benitez (l'operazione che potrebbe chiudersi intorno ai 12 milioni di euro). A Napoli guarda invece con interesse l'Inter di Mazzarri che vorrebbe BEHRAMI (seguito anche dal Tottenham) oltre a M'VILA (con TAIDER in cambio al Rubin Kazan).

In Spagna da segnalare un altro nuovo arrivo in porta per il Barcellona dopo quello di Ter Stengen: il club catalano ha ufficializzato l'accordo con la Real Sociedad per il trasferimento di Claudio BRAVO, 31enne capitano del Cile al Mondiale in Brasile. I rivali del Real Madrid hanno invece affidato la seconda squadra delle merengue a ZIDANE che lo scorso anno aveva affiancato Carlo Ancelotti da vice.

Klose eguaglia Ronaldo e salva la
Germania: col Ghana finisce 2-2

FORTALEZA - Macchina infallibile con il Portogallo, la Germania si inceppa al cospetto di un Ghana sorprendente, capace di mettere all'angolo i tedeschi salvati solo dalla zampata di Miro Klose. Il centravanti della Lazio, subentrato da poco più di un minuto, evita la sconfitta alla squadra di Low ed eguaglia il record di reti in un Mondiale (15), che ora condivide con il brasiliano Ronaldo.

Partita vivace e incerta fino alla fine, con azioni e occasioni da gol da una parte e dall'altra con la Germania che alla fine saluta con favore il punticino guadagnato che la tiene in testa alla classifica con 4 punti. Dopo un primo tempo vivace ma senza gol, tutte le emozioni si concentrano nella ripresa. La Germania va in vantaggio al 5' con Gotze che sfrutta al meglio l'imbeccata di Mueller. Il giocatore tedesco è anche fortunato: dopo aver toccato di testa, infatti, la palla carambola sul suo ginocchio beffando il portiere ghanese. La reazione del Ghana è immediata e letale. Il pareggio arriva su un'azione fotocopia. Palla in mezzo dalla destra, Andre Ayew stacca di testa più in alto di Mustafi e insacca alla destra di Neuer. Per Ayew è il secondo gol ai Mondiali. La Germania subisce il colpo, sembra incapace di rialzarsi, e infatti subisce la rete del 2-1 con Gyan Asamoah ben imbeccato da Muntari. Il milanista conquista palla a centrocampo e mette il compagno davanti a Neuer, battuto con un diagonale a mezza altezza. Anche per lui si tratta di un record, quello del goleador africano più prolifico in un Mondiale con 5 gol, alla pari con il camerunense Roger Milla.

La Germania sembra sull'orlo del ko: il Ghana in contropiede spreca più volte il gol del 3-1 sciupando almeno un paio di superiorità numeriche. Poi arriva dalla panchina tedesca la mossa che decide l'incontro. Low opera un doppio cambio: dentro Schweinsteiger e Klose per Khedira e Goetze. Il centravanti della Lazio va a segno alla prima palla toccata con una zampata da opportunista, sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Kroos e deviato di testa da Mertesacker. Klose, appostato sul secondo palo, la butta dentro e festeggia con capriola. È il 70'. Negli ultimi venti minuti saltano gli schemi e sia il Ghana che la Germania hanno la possibilità di portare a casa l'incontro. Proprio Klose ha la palla buona per siglare una doppietta ma strozza troppo il tiro della vittoria. Finisce 2-2, ed è il risultato più giusto, sebbene lasci l'amaro in bocca a un Ghana bello e sprecone. La Germania, per contro, dopo la vendemmiata con il Portogallo, deve fare i conti al pari di altre big dei Mondiali, con le rappresentanti del nuovo calcio ma si salva anche nella serata in cui la macchina si inceppa. Buon segno per il prosieguo dei Mondiali.

Nigeria-Bosnia 1-0, decide Odemwingie. Pjanic e compagni eliminati
CUIABÁ - L'eliminazione l'avevano messa in conto ma non in questo modo: l'esordiente Bosnia di Dzeko, Pjanic e Lulic dice addio al Mondiale dopo due partite e zero punti. Tanti rimpianti, troppi, per questi ultimi 90' contro la Nigeria, in cui i bosniaci sono stati penalizzati pesantemente da un nuovo, clamoroso, errore arbitrale.

La partita era stata equilibrata, non straordinaria, fino al 21' del primo tempo, quando il centravanti del Manchester City viene pescato in profondità da Misimovic. Dzeko punta Enyeama e lo batte di destro. L'arbitro neozelandese ÒLeary annulla per un inesistente fuorigioco. Quattro minuti dopo lo stesso Dzeko, servito stavolta da Medunjanin, ripete la sfida con il portiere nigeriano, sembra avere di nuovo la meglio ma Enyeama si supera. L'inesorabile regola del calcio punisce i bosniaci, apparsi fisicamente in debito nei 29 gradi di Cuiaba: Emenike supera di potenza sulla fascia destra Spahic e arriva sul fondo, cross arretrato per Odemwingie, che insacca sul primo palo, completamente libero. La partita, fino a quel momento equilibrata, si fa in salita per la Bosnia, il ritmo della Nigeria aumenta e quando i bosniaci costruiscono l'azione d'attacco sono in difficoltà nella finalizzazione e ripiegano spesso per il tiro da lontano, quasi mai nello specchio.

Nella ripresa, la Bosnia fa il gioco, tiene la palla e ci prova con continuità ma il primo vero pericolo è per la Nigeria al 16' con Babatunde, che resiste alle cariche dei difensori avversari e tira forte, Begovic prima para, poi respinge ancora in uscita sul tentativo di Emenike. La partita si avvia al termine con questo schema, Bosnia con la sola forza della disperazione e Nigeria pericolosa in contropiede. Al 3' di recupero, i rimpianti aumentano per la Bosnia: servito da un lungo pallone di Pjanic, Dzeko riesce a voltarsi nonostante la marcatura e di sinistro batte a colpo sicuro, Enyeama devia sul palo alla sua destra. Bosniaci disperati, la mascotte che arrivava per la prima volta al Mondiale aveva grandi progetti e ottime qualità, ma l'inesperienza e qualche episodio avverso l'hanno penalizzata senza pietà. Nigeriani in festa moderata, commossi per la tragedia che scuote il loro paese con l'ultimo massacro dei terroristi di Boko Haram. Dedicata alle vittime l'impresa di oggi.

Messi salva l'Argentina al 91': 1-0 all'Iran e qualificazione
Lionel Messi salva l'Argentina e mette il suo sigillo di campione segnando al 91' il gol che vale la vittoria per 1-0 sull'Iran e gli ottavi di finale. Eppure erano stati gli iraniani ad aver avuto più occasioni gol. La prima al 52': contropiede con Montazeri che serve Ghoochannejhad, sul colpo di testa arriva la respinta di Romero. Gli iraniani iniziano a crederci, l'Albiceleste si affida a Messi che al 60' scatta da solo palla al piede, ma il tiro finisce a lato. L'Iran si riaffaccia dalle parti di Romero, con Ghoochannejhad, salva tutto Gago. Cinque minuti dopo il colpo di testa di Dejagah esce di un nulla sopra la traversa. Al 73' Messi ha sul piede la punizione per il vantaggio, ma la palla finisce sull'esterno della rete. L'ingresso di Palacio e di Lavezzi sembra rianimare l'Argentina che trema, a cinque minuti dalla fine, con il contropiede di Ghoochannejhad, Romero gli nega il gol. Al 91' la magia di Messi con un sinistro a giro dal limite dell'area: l'Argentina è solo lui.

LA CRONACA
Eppure erano stati gli iraniani ad aver avuto più occasioni gol. La prima al 52': contropiede con Montazeri che serve Ghoochannejhad, sul colpo di testa arriva la respinta di Romero. Gli iraniani iniziano a crederci, l'Albiceleste si affida a Messi che al 60' scatta da solo palla al piede, ma il tiro finisce a lato. L'Iran si riaffaccia dalle parti di Romero, con Ghoochannejhad, salva tutto Gago. Cinque minuti dopo il colpo di testa di Dejagah esce di un nulla sopra la traversa. Al 73' Messi ha sul piede la punizione per il vantaggio, ma la palla finisce sull'esterno della rete. L'ingresso di Palacio e di Lavezzi sembra rianimare l'Argentina che trema, a cinque minuti dalla fine, con il contropiede di Ghoochannejhad, Romero gli nega il gol. Al 91' la magia di Messi con un sinistro a giro dal limite dell'area: l'Argentina è solo lui.


Gruppo E, super show della Francia: 5-2 alla Svizzera. Giallo sul 6° gol di Benzema
Nel gruppo E la Francia ha ipotecato gli ottavi di finale battendo la Svizzera per 6-2.
Super show della nazionale transalpina andata in gol con Giroud (17'), Matuidi (18') e Valbuena (40') nel primo tempo. Nella ripresa Benzema (67') e Sissoko (73') hanno completato la goleada. Sullo 0-5 i due gol svizzeri di Dzemaili (81') e Xhaka (87'). Giallo sul 6° gol di Benzema annullato perché l'arbitro aveva già fischiato anche se il fischio non si sente

L'Ecuador vince 2-1 in rimonta con l'Honduras:
Enner Valencia mattatore della gara

CURITIBA - È Enner Valencia, autore di una doppietta, a decidere in rimonta la sfida tra Ecuador e Honduras.
Partita divertente fin falle prime battute, con le due squadre che cercano la strada del gol, o comunque di superarsi. Al 20' Enner Valencia, tutto solo in area, spara clamorosamente fuori. Al 27' replica dell'Honduras: Bernardez è solo in area, ma il suo colpo di testa non inquadra la porta. Al 31' Honduras in vantaggio: errore della difesa dell'Ecuador, Costly ne approfitta e insacca di sinistro. Il pari arriva 3' più tardi: Paredes calcia da destra, una deviazione favorisce Enner Valencia che insacca in spaccata, sul palo opposto. Al 46' Punizione per l'Honduras: Bernardez fa partire un missile terra-aria, da oltre 30 metri, ma Dominguez mette in angolo con una prodezza. Al 47' gol annullato all'Honduras: colpo di testa di Costly, il pallone rimbalza sul palo e sul braccio di Bengston, che insacca, ma inutilmente.

La ripresa si apre con una conclusione di Beckeles da fuori, ma Dominguez neutralizza in presa plastica. Al 13' calcio in area di Figueroa a Caceiro, che resta in piedi, ma incespica successivamente: il rigore c'è, ma l'arbitro concede solo un angolo, commettendo un grave errore. Un minuto dopo ancora Backeles impegna Dominguez. Al 21' l'episodio che decide il match: Enner Valencia raccoglie di testa una punizione dalla sinistra e insacca il 2-1. Nel finale l'Honduras non saprà pù rialzarsi e rischia anche di subire il 3-1.

Cristo Redentore in maglia azzurra nello spot
Rai, l'Arcidiocesi di Rio chiede 7 milioni

ROMA - Continua a far discutere lo spot per i Mondiali della Rai nonostante il ritiro del filmato. Nel finale della pubblicità, infatti, si vede il Cristo Redentore di Rio de Janeiro vestire la maglia numero dieci della nazionale.
Lo spot non solo ha indignato una buona parte del mondo cattolico, ma ora l'Arcidiocesi di Rio potrebbe chiedere un risarcimento danni di ben 7 milioni di euro.

La Rai ha ritirato per precauzione il filmato e in parziale difesa è intervenuto anche il cappellano dell'azienda, Monsignor Antonio Interguglielmi, che all'AdnKronos ha dichiarato: «Mi è sembrata una polemica eccessiva. Che il Cristo con la maglia di Cassano sia un po' blasfemo non c'è dubbio ma non ne farei una questione monetaria. A me tutto sommato è sembrata una cosa non voluta. È certamente prudente il ritiro dello spot, ma basterebbro scuse ufficiali senza troppi polveroni e tantomeno richieste di soldi».
Lunedì 9 Giugno 2014 - 16:19
Ultimo aggiornamento: 16:31

MILAN, ORA È UFFICIALE: ESONERATO SEEDORF.
IL NUOVO ALLENATORE È PIPPO INZAGHI

Lunedì 9 Giugno 2014
MILANO - Dopo tantissime voci di corridoio e rumors, mancava soltanto l'ufficialità e l'annuncio della società.
Il Milan comunica di avere esonerato l'allenatore Clarence Seedorf e di avere affidato la Prima Squadra, fino al 30 Giugno 2016, a Filippo Inzaghi. È quanto si legge in un comunicato ufficiale del club.

La trattativa per la risoluzione consensuale fra il Milan e Clarence Seedorf (che ha altri due anni di contratto) non è mai decollata, così il club ha deciso per l'esonero, comunicato con una nota di due righe a un paio di settimane dall'incontro di Arcore in cui il presidente Silvio Berlusconi ha dato l'investitura al nuovo allenatore Pippo Inzaghi. Già allenatore di Allievi Nazionali e Primavera del Milan, Inzaghi aveva un contratto per altre due stagioni, per il quale è stato programmato solo un adeguamento dell'ingaggio.

FONTE: Leggo.it


LEGA PRO
Foggia, per la panchina spunta Leonardo Colucci
23.06.2014 20.50 di Stefano Sica
Ore febbrili per la scelta della nuova guida tecnica del Foggia. Nella rosa di papabili tecnici ora è entrato anche Leonardo Colucci, 41enne ex trainer degli Allievi Nazionali del Bologna ed ex centrocampista proprio dei felsinei nonché di Verona, Cagliari, Cremonese e Modena. In stand-by la situazione di Roberto De Zerbi.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


24.06.2014
Italia - Uruguay: è 0-1
Azzurri, fine del sogno

Era l'ora della verità. E' stat l'ora della sconfitta. Dentro o fuori, non c'era appello: a Natal era in palio un biglietto per gli ottavi del Mondiale, verosimilmente a Rio de Janeiro (dove finiranno le seconde di questo gruppo, dunque Italia o Uruguay, a meno che l'orgoglio degli inglesi eliminati non riporti coi piedi per terra la Costa Rica dei miracoli). L'Italia ha perso, ha perso lottando ma con molti dubbi sull'intensità di gioco promessa alla vigilia.

PARTITA DURA. Al 20' del secondo tempo viene espulso Marchisio, e la battaglia si fa difficile.
Buffon si prodoga su Suarez, salva un gol già fatto. ormai è battaglia di gladiatori.
All'81' segna Godin su calcio d'angolo. La doccia fredda arriva dopo un contrasto tra Suarez e Chiellini, l'uruguyano sembra addirittura morde l'azzurro. Servirà la prova televisiva, ma qualcosa di storto c'è stato.
Gli ultimi minuti sono all'arrembaggio, Cassano, da poco entrato, ci prova. Inutile.
C'è Buffon che negli ultimi secondi lascia la porta e va in attacco. Non serve. Fotogrammi di una sconfitta che farà discutere. Stasera c'è solo l'amarezza di un'Italia più volte campione del mondo che torna a casa. Con tante speranze disilluse, troppe cose da meditare e un intero bagaglio di cose da cambiare. Soprattutto la mentalità

FONTE: LArena.it

Comproprietà HELLAS ecco tutti i risultati: Salutano MARTINHO, CACCIATORE e ALBERTAZZI (insieme a BALDANZEDDU, MIGLIORE e TOZZO), rinnovi per JORGINHO, BIANCHETTI, GROSSI, GUZZO, totalmente gialloblù LANER, COCCO, DE VITA, CALVETTI, CALVANO e TORREGROSSA...


Settimana gialloblù +   -   =

COMPROPRIETÀ: Salutano l'HELLAS BALDANZEDDU e MIGLIORE riscattati totalmente dallo SPEZIA ma anche MARTINHO (grave perdita a mio avviso a meno che non si sia ottenuta la metà di TACHTSIDIS al momento non trattabile per le norme FIFA riguardanti lo stop alle trattative durante i mondiali)...
Persi anche CACCIATORE e TOZZO alle buste con la SAMP ed ALBERTAZZI che è stato aggiudicato al MILAN mentre per GROSSI e GUZZO a metà col SIENA si deciderà nel Giugno 2015.

Rinnovata con l'INTER la compartecipazione in BIANCHETTI, il difensore centrale ex capitano degli azzurri Under 21 trascorrerà con ogni probabilità la prossima stagione ancora a La Spezia dove a condurlo dalla panchina ritroverà il suo 'mentore' Devis MANGIA.

Anche per JORGINHO col NAPOLI è stata rinnovata la comproprietà (non male considerato che il brasiliano di scuola HELLAS sarà titolare con i partenopei e giocherà nell'Europa che conta, senza considerare che anche per lui sono aperte le porte della Nazionale e quindi la metà fra una stagione varrà sicuramente di più).

LANER, COCCO, CALVANO, DE VITA, CALVETTI e TORREGROSSA sono stati riscattati totalmente dal VERONA ma difficilmente rimarranno in maglia scaligera anche se qualcuno di loro partirà in ritiro a Luglio...

Hellas Camp - Bambini senza confiniHellas Camp: scopri l'esperienza "Full day"Bambini senza confini - La gioia di padre Faltas

MILAN-VERONA DI GENNAIO, partono altri 19 daspo per i tifosi dell'HELLAS...

RAFAEL E GOMEZ IN VISITA al ritiro della Nazionale ellenica dove hanno potuto salutare MORAS ma anche, visto che c'erano, il 'vecchio' compagno di squadra TACHTSIDIS...

[Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: HellasVerona-BS.BlogSpot.com]


#SettimanaGialloblù - Arrivederci SardegnaCampagna abbonamenti 14-15: scopri il nuovo spot

DICONO +   -   =

Padre Faltas felice per l'opportunità data ai bambini palestinesi da 'Hellas Camp' «Abbiamo realizzato un sogno per dei bambini, nati durante la guerra. Sono venuti qui ed hanno visto una meraviglia, sono contentissimi e a nome di tutti vogli ringraziare l'Hellas Verona, l'ASD Ex Calciatori Hellas Verona, l'associazione Oasi di Pace e tutti quanti hanno reso possibile questa iniziativa. Abbiamo dimostrato che il calcio può fare anche del bene, soprattutto per la situazione che stiamo vivendo in Terra Santa. Solo grazie allo sport si può vivere qualcosa di bello» HellasVerona.it

Da Villasimius AGOSTINI «La pesca è per me più una malattia che una passione, la pratico ogni volta che mi è possibile. E' un'attività simile al calcio, servono grandi sacrifici ma può dare grandi soddisfazioni. Ho imparato un po' alla volta, conoscendo qui a Cagliari molte persone che la praticano. E, passo dopo passo, ho appreso tutti i segreti e mi sono levato qualche bella soddisfazione. I miei tre gol in amichevole qui al Tanka Village? Le cifre parlano chiaro, sono un attaccante vero e ho dato una mano alla mia squadra. Chi vincerà il Mondiale? Il Brasile» HellasVerona.it

Juani GOMEZ2 «La mia storia? Sono partito giovanissimo dall'Argentina, in Italia ho fatto tutte le categorie minori fino a Gubbio, dove ho avuto la fortuna di vincere due campionati (Prima e Seconda Divisione, ndr) e spiccare il volo verso Verona. Devo molto a Gigi Simoni e Vincenzo Torrente, due allenatori che mi hanno dato tanto. Iturbe? E' un grandissimo ragazzo e un calciatore molto forte. Giocare con uno come lui è importante, ha una marcia in più e per noi attaccanti è fondamentale sapere che quasi sempre salta l'uomo. Romulo? Non l'abbiamo più sentito da quando non è stato convocato per i Mondiali, tutto quello che so è quanto uscito sui giornali. Toni al Mondiale? Ha fatto un campionato grandissimo, ma non ci credeva tanto. Dopo i 20 gol segnati durante la stagione ha iniziato a sperarci, noi tifavamo tutti per lui. Le condizioni dei campi in Brasile? Umidi e bagnati, sono perfetti soprattutto per i calciatori più tecnici. Un pronostico per Inghilterra-Italia? Vincono 2-1 gli azzurri, a segno Cassano e Balotelli» HellasVerona.it

Juani GOMEZ1 'A Verona si stà bene...' «Iturbe è fortissimo, ha una marcia in più rispetto agli altri. Toni? Non credeva di poter fare una grande stagione a inizio anno, poi ci è riuscito. Romulo? È un ottimo calciatore e bravissimo ragazzo, il suo passo indietro prima del Mondiale per le imperfette condizioni fisiche lo dimostra. Il mio futuro? A Verona si sta bene» TuttoMercatoWeb.com


#SettimanaGialloblù - Piero Fanna, Nico Penzo e Domenico Volpati14 giugno 2014 - Alessandro Agostini

IN BREVE A PIÉ PAGINA +   -   =

MONDIALI: Gara indegna degli azzurri contro il COSTARICA che vince di misura e recrimina per un rigore non concesso. SPAGNA già a casa dopo la seconda sconfitta consecutiva stavolta ad opera di un otimo CILE impenetrabile in difesa e letale negli affondo in contropiede! L'OLANDA la spunta ancora di rimonta contro una tignosissima AUSTRALIA. CROAZIA a valanga sul CAMERUN! Finisce 4 a 0. Il BELGIO fatica a lungo contro la sorprendente ALGERIA, poi entra MERTENS e la luce si riaccende... Un MESSICO in gran giornata ferma sullo 0 a 0 un BRASILE svogliato che pure 'sbatte' sul portiere avversario OCHOA vero e proprio 'Man of the match'. La COREA DEL SUD 'rischia' di vincere contro la RUSSIA del CT CAPELLO poi pareggia KERZHAKOV. 0 a 0 tra i fischi per IRAN-NIGERIA... Per l'ITALIA buona la prima! 2 a 1 all'INGHILTERRA con i gol di MARCHISIO e BALOTELLI ma che partita di PIRLO! Nell'altra gara del girone il COSTARICA ha sorpreso l'URUGUAY che pure era andato avanti... 2 a 1 dell'ARGENTINA sulla BOSNIA, 3 a 0 della FRANCIA all'HONDURAS, SVIZZERA in rimonta sull'ECUADOR!

SERIE A: Zdenek ZEMAN torna in Serie A! Allenerà il CAGLIARI nella prossima stagione...

SERIE B: Il CESENA è promosso dopo due stagioni di purgatorio! Onore alla 'Cenerentola' LATINA pugnace fino alla fine. Con i romagnoli anche PALERMO ed EMPOLI arrivate rispettivamente prima e seconda...

MIGLIORANO LE CONDIZIONI DI MICHAEL SCHUMACHER: 'Tiene gli occhi aperti e fa cenni col capo...'

NBA: SPURS vincenti in Gara 5 conquistano il titolo NBA sui campioni uscenti HEAT! BELINELLI nella storia è il primo cestista italiano a riuscire nell'impresa...

VITA DA EX: Chi si ricorda di Marco IOVINE? Arrivò dall'HELLAS via GENOA nel 2007 e dopo una stagione senza infamia e senza lode ritornò alla base. Dopo lungo vagare tra i campetti della C e della D ora 29enne è approdato alla Carlin's Boys squadra della periferia di Sanremo... Ufficiale da parte dell'AVELLINO in Serie B l'ingaggio di FRATTALI


Nike Football: The Last Game ft. Ronaldo, Neymar Jr., Rooney, Zlatan, Iniesta & more

RASSEGNA STAMPA +   -   =
Milan-Verona di gennaio. Pugno duro contro la Sud: confermati altri 19 Daspo
Milano, 20 giugno 2014 - Arriva il divieto da stadio. L’ultrà si oppone. Ma il Tar conferma lo stop. Ormai è un copione consolidato. Era già andato in scena tre mesi fa, quando il Tribunale amministrativo aveva negato la sospensiva del Daspo da un anno chiesta da 21 tifosi rossoneri accusati di aver «cercato lo scontro con un gruppo di sostenitori friulani» al 10’ della ripresa di Milan-Udinese. Qualche giorno fa, stessa decisione per altri 19 sostenitori del Diavolo (30 in totale i «daspati»), compreso Luca Lucci, portavoce della Curva Sud, per Milan-Verona di metà gennaio 2014. Pure in questo caso, i legali Giovanni Adami e Jacopo Cappetta hanno provato a ottenere la sospensiva temporanea, in attesa dell’udienza di merito. Niente da fare. «I provvedimenti impugnati — scrivono i giudici del Tribunale amministrativo — non appaiono prima facie (a prima vista, ndr) irragionevoli, avendo la Questura tenuto conto delle particolari circostanze in cui si è svolta la vicenda e dei precedenti episodi di violenza accaduti nella partita di andata tra le stesse squadre».

Sì, perché il 24 agosto 2013, prima giornata di Serie A, al Bentegodi c’erano stati scontri tra le due fazioni, con sediolini lanciati da una gradinata all’altra: per quegli episodi, la polizia scaligera aveva individuato 24 persone, 15 dell’Hellas e 9 del Milan. E al ritorno a San Siro? Ecco la ricostruzione di via Corridoni: «La Digos — si legge nell’ordinanza — non pare aver travisato i fatti, avendo dapprima intimato ai ricorrenti di allontanarsi dalla zona attigua ai cancelli dedicati all’accesso della tifoseria avversaria e, successivamente, constatato il loro repentino riavvicinamento a quegli ingressi proprio in concomitanza con l’arrivo dei tifosi del Verona». Conclusione: gli agenti hanno scorto «una situazione di obiettivo pericolo per l’ordine pubblico», pur senza contatto fisico. Da qui il Daspo, cioè il divieto di accedere alle manifestazioni sportive nazionali ed europee, nonché all’intera zona del Meazza (da via Piccolomini fino a via Novara) e alla stazione Centrale. «Ormai siamo arrivati a una soglia di discrezionalità davvero eccessiva: questo verdetto rischia di essere un precedente pericoloso, anche perché non c’è alcuna denuncia a carico dei miei assistiti — attacca l’avvocato Cappetta —. Impugneremo subito in Consiglio di Stato».
nicola.palma@ilgiorno.net

FONTE: IlGiorno.it


SERIE A
Hellas, Juanito Gomez: "Iturbe è fortissimo. Futuro? A Verona si sta bene"
14.06.2014 02.44 di Marco Frattino
Intervistato dai microfoni di Sky Sport, l'attaccante del Verona Juanito Gómez ha affrontato diversi temi legati alla formazione scaligera: "Iturbe è fortissimo, ha una marcia in più rispetto agli altri. Toni? Non credeva di poter fare una grande stagione a inizio anno, poi ci è riuscito. Romulo? È un ottimo calciatore e bravissimo ragazzo, il suo passo indietro prima del Mondiale per le imperfette condizioni fisiche lo dimostra. Il mio futuro? A Verona - ha ammesso l'argentino - si sta bene".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


18.06.2014
Hellas, ancora comproprietà per Bianchetti e Albertazzi
VERONA. Il Verona ha rinnovato la comproprietà con l'Inter di Matteo Bianchetti e col Milan di Michelangelo Albertazzi. Per risolvere le compartecipazioni c'è tempo fino alle 19 di venerdì. Albertazzi resterà al Verona, almeno per il momento. Buanchetti invece dovrebbe rimanere allo Spezia in Serie B nella stagione del suo definitivo rilancio dopo l'infortunio subito a primavera nella partita col Brescia. Già risolte a favore del Verona anche le comproprietà di Calvetti col Pavia e di Torregrossa col Lumezzane.
Alessandro De Pietro

17.06.2014
Rafael e soci: otto nomi per Racines
Il portiere brasiliano guida la lista dei confermati Tra i senatori restano pure Gomez e Hallfredsson

Solo otto hanno un posto sicuro per il ritiro di Racines. La selezione sarà forte, senza troppo seguire il teorema secondo cui squadra che vince non si cambia. Tutt'altro.
Il Verona ha vinto il suo campionato, ma delle vecchie facce solo poche sono certe di restare. Mandorlini ripartirà da Rafael, numero uno indiscusso a cui Sean Sogliano affiancherà un portiere giovane (in prima fila Gollini del Manchester United) e non un potenziale primo portiere come Mihaylov, preso quando Raf al debutto in Serie A non poteva dare tutte le garanzie di adesso. Rafael ha dimostrato di essere uno dei più bravi in assoluto, grazie ad una crescita non solo tecnica ma anche caratteriale.

Nella vecchia difesa, reparto che subirà un restyling pressoché totale, sa già di avere un posto certo solo lo svincolato Vangelis Moras, impegnato con la sua Grecia ai Mondiali del Brasile ma con un accordo per il rinnovo anche per la prossima stagione. Moras è in scadenza, ma la sua firma è una pura formalità. Per il Verona è un punto fermo, non soltanto sul campo.

Mandorlini non rinuncerà nemmeno ad Emil Hallfredsson, vero equilibratore del centrocampo dell'Hellas, forte per di più di un contratto fino al 2017 ed una fiducia soprattutto da parte del mister assolutamente totale. Lo stesso discorso vale per Juanito Gomez, l'attaccante tatticamente più affidabile di tutti, uno cresciuto col Verona in Lega Pro e maturato fino a dimostrare di valere i livelli più alti.
Il prossimo Hellas punterà ad occhi chiusi su Jacopo Sala, che per gran parte della stagione ha lavorato nel silenzio di Peschiera prima di dimostrare di essere da Serie A con un finale ci campionato da applausi, condito da grandi prestazioni lasciando alla dirigenza la convinzione di aver fatto la scelta giusta quando Sogliano lo prese dall'Amburgo per fargli firmare un triennale. Fresca la conferma di Marquinho, per la sua versatilità molto gradito a Mandorlini.

L'Hellas conserva sul giocatore il prestito con diritto di riscatto dalla Roma, convinto che Marquinho possa esprimersi su standard ancora più interessanti di quelli mostrati in casacca gialloblù da gennaio in avanti.
Fra i puntelli confermati c'è pure Bosko Jankovic e non solo perché ha ancora un altro anno di contratto ma perché il suo talento, fatto vedere comunque solo a sprazzi, non può non valere un'altra opportunità. Per chiudere il cerchio mancava la firma di Luca Toni, arrivata puntuale venerdì.
Un altro anno con l'Hellas, in una squadra molto diversa da quella di dodici mesi fa.
A.D.P.

FONTE: LArena.it


Hellas Verona FC - Comproprietà 2014
Postata il 20/06/2014 alle ore 21:10
VERONA - L'Hellas Verona FC comunica di aver definito gli accordi per i seguenti calciatori.

Michelangelo Albertazzi: l'intero cartellino è di proprietà della società A.C. Milan.

Raphael Alves de Lima "Martinho": risolto l'accordo di partecipazione in favore della società Calcio Catania.

Ivano Baldanzeddu: risolto l'accordo di partecipazione in favore della società Spezia Calcio.

Matteo Bianchetti: rinnovo dell'accordo di partecipazione con la società F.C. Internazionale.

Fabrizio Cacciatore: l'intero cartellino è di proprietà della società U.C. Sampdoria.

Simone Calvano: risolto l'accordo di partecipazione con la società U.C. AlbinoLeffe in favore della società Hellas Verona FC.

Carlo Alberto Calvetti: risolto l'accordo di partecipazione con la società A.C. Pavia in favore della società Hellas Verona FC.

Andrea Cocco: risolto l'accordo di partecipazione con la società U.C. AlbinoLeffe in favore della società Hellas Verona FC.

Pasquale De Vita: risolto l'accordo di partecipazione con la società Atalanta B.C. in favore della società Hellas Verona FC.

Jorge Luiz Frello Filho "Jorginho": rinnovo dell'accordo di partecipazione con la società S.S.C. Napoli.

Paolo Grossi: rinnovo dell'accordo di partecipazione con la società A.C. Siena.

Marco Guzzo: rinnovo dell'accordo di partecipazione con la società A.C. Siena.

Simon Laner: risolto l'accordo di partecipazione con la società U.C. AlbinoLeffe in favore della società Hellas Verona FC.

Francesco Migliore: risolto l'accordo di partecipazione in favore della società Spezia Calcio.

Ernesto Torregrossa: risolto l'accordo di partecipazione con la società A.C. Lumezzane in favore della società Hellas Verona FC.

Andrea Tozzo: l'intero cartellino è di proprietà della società U.C. Sampdoria.

Ufficio Stampa

Bambini senza confini - La gioia di padre Faltas / VIDEO
Postata il 20/06/2014 alle ore 15:50
PESCHIERA DEL GARDA - Una splendida amicizia e un sogno realizzato. Il calcio è anche e (soprattutto) questo, lo ha dimostrato l'importante iniziativa "Bambini senza confini", organizzata dall'Hellas Verona FC, dall'ASD Ex Calciatori Hellas Verona e dall'associazione "Oasi di Pace". Ventinove piccoli calciatori della palestinese Football Academy stanno realizzando il proprio sogno più grande: giocare a calcio, lontano da zone devastate dalla guerra e insieme agli altri partecipanti degli Hellas Camp. Un miracolo, reso possibile grazie alla collaborazione del padre francescano Ibrahim Faltas (nella foto, da sinistra a destra, con Nico Penzo, Adriana Sigilli e Gigi Sacchetti), fondatore dell'accademia ed economo custodiale in Terra Santa. Ecco le sue principali dichiarazioni, rilasciate a Hellas Verona Channel: "Abbiamo realizzato un sogno per dei bambini, nati durante la guerra. Sono venuti qui ed hanno visto una meraviglia, sono contentissimi e a nome di tutti vogli ringraziare l'Hellas Verona, l'ASD Ex Calciatori Hellas Verona, l'associazione Oasi di Pace e tutti quanti hanno reso possibile questa iniziativa. Abbiamo dimostrato che il calcio può fare anche del bene, soprattutto per la situazione che stiamo vivendo in Terra Santa. Solo grazie allo sport si può vivere qualcosa di bello".
Ufficio Stampa

Ufficiale: rinnovo compartecipazione per Jorginho
Postata il 19/06/2014 alle ore 19:40
VERONA - L'Hellas Verona FC comunica di aver definito il rinnovo dell'accordo di partecipazione con la società S.S.C. Napoli per il calciatore Jorge Luiz Frello "Jorginho".
Ufficio Stampa

Hellas Verona FC - Le comproprietà ufficiali
Postata il 19/06/2014 alle ore 16:15
VERONA - L'Hellas Verona FC comunica di aver definito gli accordi per i seguenti calciatori:
Matteo Bianchetti: rinnovo dell'accordo di partecipazione con la società F.C. Internazionale.
Simon Laner: risolto l'accordo di partecipazione con la società U.C. AlbinoLeffe in favore della società Hellas Verona FC.
Andrea Cocco: risolto l'accordo di partecipazione con la società U.C. AlbinoLeffe in favore della società Hellas Verona FC.
Simone Calvano: risolto l'accordo di partecipazione con la società U.C. AlbinoLeffe in favore della società Hellas Verona FC.
Carlo Alberto Calvetti: risolto l'accordo di partecipazione con la società A.C. Pavia in favore della società Hellas Verona FC.
Pasquale De Vita: risolto l'accordo di partecipazione con la società Atalanta B.C. in favore della società Hellas Verona FC.
Ernesto Torregrossa: risolto l'accordo di partecipazione con la società A.C. Lumezzane in favore della società Hellas Verona FC.
Ufficio Stampa

Hellas Camp: scopri l'esperienza "Full day" / VIDEO
Postata il 19/06/2014 alle ore 15:00
PESCHIERA DEL GARDA - Scopri su Hellas Verona Channel l'esperienza "Full day" degli Hellas Camp. Ventiquattro ore, tutte gialloblù, dalla sveglia mattutina al riposo notturno, passando dagli allenamenti, svolti sugli stessi campi dove Toni, Iturbe e gli altri campioni dell'Hellas Verona preparano le partite. Un'opportunità unica, per un progetto che fino al 28 giugno ospiterà circa 90 ragazzi (compresi i 29 bambini palestinesi, che si fermeranno fino al 21 giugno) presso le strutture dello Sporting Center "Il Paradiso" di Peschiera.

HELLAS CAMP - MEETING INFORMATIVI

Sabato 21 giugno, ore 10
CADORE - BORGO TRENTO
Centro Sportivo "Avesani"
Via Santini, Verona

Domenica 22 giugno, ore 18
PESCHIERA DEL GARDA
Sporting Center "Il Paradiso"
Via Brolo 2/a, Peschiera del Garda, Verona
Per tutti gli iscritti al camp residenziale, la convocazione è fissata alle ore 18. Nell’occasione verranno consegnati i kit e saranno spiegate le modalità di svolgimento della settimana.
Alle ore 18.30 è fissato l’appuntamento per gli iscritti al camp giornaliero.
Ufficio Stampa

Hellas Camp - Bambini senza confini / VIDEO
Postata il 18/06/2014 alle ore 17:30
PESCHIERA DEL GARDA - Segui su Hellas Verona Channel le emozioni dei 29 protagonisti del progetto "Bambini senza confini". Un'opportunità unica per questi ragazzi palestinesi, ospiti del Parc Hotel Paradiso & Golf Resort di Peschiera, che stanno partecipando all'esperienza "Full day" degli Hellas Camp gialloblù insieme ad altri bambini. Un'avventura organizzata dall’ASD Ex Calciatori Hellas Verona, con la collaborazione dell’Hellas Verona FC, dell’Associazione Oasi di Pace e con il patrocinio del Comune di Verona, che continuerà fino al 21 giugno. Una settimana per vivere un sogno, lontano da luoghi di guerra e con l'unica gioia di giocare a pallone.
Ufficio Stampa

#ForzaLele! Visita speciale in ritiro
Postata il 15/06/2014 alle ore 14:55
ACARAJU (Brasile) - Una visita tanto inaspettata quanto gradita, quella di oggi per Evangelos Moras. Il difensore gialloblù, impegnato nel Mondiale 2014 con la Nazionale greca, è stato raggiunto nel ritiro della squadra dai compagni di squadra Rafael e Juanito Gomez. I tre hanno approfittato dell'occasione anche per abbracciare l'indimenticato ex gialloblù Panagiotis Tachtsidis, compagno di Moras in questa avventura brasiliana.
Ufficio Stampa

#SettimanaGialloblù - La Sardegna di Agostini / VIDEO
Postata il 14/06/2014 alle ore 15:00
#SettimanaGialloblù
VILLASIMIUS (Cagliari) - Segui su Hellas Verona Channel l'intervista ad Alessandro Agostini. Ecco le dichiarazioni del difensore gialloblù, rilasciate durante la settima giornata della SettimanaGialloblù: "La pesca è per me più una malattia che una passione, la pratico ogni volta che mi è possibile. E' un'attività simile al calcio, servono grandi sacrifici ma può dare grandi soddisfazioni. Ho imparato un po' alla volta, conoscendo qui a Cagliari molte persone che la praticano. E, passo dopo passo, ho appreso tutti i segreti e mi sono levato qualche bella soddisfazione. I miei tre gol in amichevole qui al Tanka Village? Le cifre parlano chiaro, sono un attaccante vero e ho dato una mano alla mia squadra. Chi vincerà il Mondiale? Il Brasile".
Ufficio Stampa

Gomez: "Iturbe? Giocare con lui è un piacere"
Postata il 14/06/2014 alle ore 10:30
RIO DE JANEIRO (Brasile) - Ecco le dichiarazioni dell'attaccante gialloblù, Juanito Gomez, ospite negli studi di Rio de Janeiro nella trasmissione "Copacabana Night & Day", in onda su Sky Mondiali e condotta dai giornalisti Alessandro Bonan e Gianluca Di Marzio: "La mia storia? Sono partito giovanissimo dall'Argentina, in Italia ho fatto tutte le categorie minori fino a Gubbio, dove ho avuto la fortuna di vincere due campionati (Prima e Seconda Divisione, ndr) e spiccare il volo verso Verona. Devo molto a Gigi Simoni e Vincenzo Torrente, due allenatori che mi hanno dato tanto. Iturbe? E' un grandissimo ragazzo e un calciatore molto forte. Giocare con uno come lui è importante, ha una marcia in più e per noi attaccanti è fondamentale sapere che quasi sempre salta l'uomo. Romulo? Non l'abbiamo più sentito da quando non è stato convocato per i Mondiali, tutto quello che so è quanto uscito sui giornali. Toni al Mondiale? Ha fatto un campionato grandissimo, ma non ci credeva tanto. Dopo i 20 gol segnati durante la stagione ha iniziato a sperarci, noi tifavamo tutti per lui. Le condizioni dei campi in Brasile? Umidi e bagnati, sono perfetti soprattutto per i calciatori più tecnici. Un pronostico per Inghilterra-Italia? Vincono 2-1 gli azzurri, a segno Cassano e Balotelli".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it



[OFFTOPIC] +   -   =
MONDIALI: Gara indegna degli azzurri contro il COSTARICA che vince di misura e recrimina per un rigore non concesso. SPAGNA già a casa dopo la seconda sconfitta consecutiva stavolta ad opera di un otimo CILE impenetrabile in difesa e letale negli affondo in contropiede! L'OLANDA la spunta ancora di rimonta contro una tignosissima AUSTRALIA. CROAZIA a valanga sul CAMERUN! Finisce 4 a 0. Il BELGIO fatica a lungo contro la sorprendente ALGERIA, poi entra MERTENS e la luce si riaccende... Un MESSICO in gran giornata ferma sullo 0 a 0 un BRASILE svogliato che pure 'sbatte' sul portiere avversario OCHOA vero e proprio 'Man of the match'. La COREA DEL SUD 'rischia' di vincere contro la RUSSIA del CT CAPELLO poi pareggia KERZHAKOV. 0 a 0 tra i fischi per IRAN-NIGERIA... Per l'ITALIA buona la prima! 2 a 1 all'INGHILTERRA con i gol di MARCHISIO e BALOTELLI ma che partita di PIRLO! Nell'altra gara del girone il COSTARICA ha sorpreso l'URUGUAY che pure era andato avanti... 2 a 1 dell'ARGENTINA sulla BOSNIA, 3 a 0 della FRANCIA all'HONDURAS, SVIZZERA in rimonta sull'ECUADOR!

SERIE A: Zdenek ZEMAN torna in Serie A! Allenerà il CAGLIARI nella prossima stagione...

SERIE B: Il CESENA è promosso dopo due stagioni di purgatorio! Onore alla 'Cenerentola' LATINA pugnace fino alla fine. Con i romagnoli anche PALERMO ed EMPOLI arrivate rispettivamente prima e seconda...

MIGLIORANO LE CONDIZIONI DI MICHAEL SCHUMACHER: 'Tiene gli occhi aperti e fa cenni col capo...'

NBA: SPURS vincenti in Gara 5 conquistano il titolo NBA sui campioni uscenti HEAT! BELINELLI nella storia è il primo cestista italiano a riuscire nell'impresa...

VITA DA EX: Chi si ricorda di Marco IOVINE? Arrivò dall'HELLAS via GENOA nel 2007 e dopo una stagione senza infamia e senza lode ritornò alla base. Dopo lungo vagare tra i campetti della C e della D ora 29enne è approdato alla Carlin's Boys squadra della periferia di Sanremo... Ufficiale da parte dell'AVELLINO in Serie B l'ingaggio di FRATTALI

IL CESENA TORNA IN SERIE A, LATINA BATTUTO.
I ROMAGNOLI RAGGIUNGONO PALERMO ED EMPOLI

Giovedì 19 Giugno 2014
CESENA - Dopo due anni di purgatorio in serie B, il Cesena torna in serie A: è la compagine bianconera romagnola, dopo lo finale playoff contro il Latina, la ventesima sorella del campionato 2013-2014, dove raggiunge Palermo ed Empoli, le due squadre già promosse. Sarà il tredicesimo campionato che il Cesena giocherà nella massima divisione, forse quello meno atteso se si considerano le condizioni societarie di poco più di un anno fa: il Cesena, arrivato ad un passo dal fallimento, venne salvato da una cordata di imprenditori guidata da Giorgio Lugaresi, figlio di Edmeo, storico patron bianconero dei fasti degli anni '80.

L'obiettivo promozione è stato centrato al primo colpo, alla prima stagione interamente condotta sotto la nuova dirigenza, nonostante la società avesse cominciato il campionato a fari spenti, dichiarando di puntare alla salvezza. Poi la fiducia è cresciuta e i risultati hanno autorizzato a sognare e col mercato di riparazione di gennaio la squadra è stata rinforzata per cercare di puntare alle prime posizioni.

L'artefice della promozione è lo stesso di quella del 2010: Pierpaolo Bisoli. Allora il tecnico, dopo la festa lasciò la squadra per andare ad allenare, con scarsa fortuna, il Cagliari. Stavolta Bisoli ha un contratto che lo lega al Cesena anche per la prossima stagione. Ma una buona parte del merito va anche a Rino Foschi, esperto uomo di calcio che nella scorsa estate è approdato nella squadra della sua città. Su indicazioni della società, Foschi è riuscito a costruire una squadra a budget ridottissimo, visto che il Cesena si porta ancora dietro i debiti della gestione Campedelli, con grandissimi problemi economici che lo costringono a lottare quotidianamente.

Molti dei protagonisti della promozione sono infatti in prestito: come il centrocampista della Roma Marco D'Alessandro, autore di un ottimo campionato (anche se ha dovuto saltare la sfida decisiva per un problema a una spalla) o Guido Marilungo che a Cesena è stato rigenerato dopo uno lunghissimo stop per infortunio. È invece in comproprietà con il Parma, e potrebbe dare un pò di ossigeno alle casse cesenati, il difensore francese Defrel, anch'egli rivelazione della stagione.

Dopo la festa, ci sarà subito da cominciare a costruire una squadra low cost per la serie A. Con l'abile politica dei prestiti orditi da Rino Foschi, la capacità di Bisoli di valorizzare i giovani, gli introiti della massima serie e la speranza di un rinnovato entusiasmo del mondo economico cesenate, si proverà a metter su una squadra che cerchi di salvarsi.

Camerun-Croazia 0-4, slavi a valanga coi gol di Olic, Perisic e Mandzukic
MANAUS - La Croazia scarica sul malcapitato Camerun tutta la propria rabbia, accumulata per la sconfitta nell'esordio iridato contro il Brasile, a San Paolo, e propiziata da un rigore inesistente trasformato da Neymar.
La squadra di Niko Kovac resta a galla ed è ancora pienamente in corsa per la qualificazione agli ottavi: deciderà la sfida contro il Messico, che non è un avversario da sottovalutare (anzi), nella terza tornata del Gruppo A.

Gli ormai ex 'Leoni indomabilì, invece, se ne tornano a casa, dopo essere stati trafitti quattro volte dagli avversari, davvero scatenati e impietosi. Il Camerun, con Samuel Etòo in panchina, è stato peraltro penalizzato dall'espulsione di Song, decretata al 40' del primo tempo e generata da un colpo proibito inferto a Mandzukic. Da quel momento è come se per la formazione africana si fosse spenta la luce, mentre per la Croazia è stata una cavalcata trionfale verso un poker che, per le ambizioni del neobarcellonista Rakitic e compagni, vale oro colato.

E dire che i camerunesi sono stati i primi a rendersi pericolosi, sul prato tanto discusso dell'Arena Amazonas di Manaus, lo stadio che ha ospitato la finora unica esibizione degli azzurri di Prandelli al Mondiale. Al 5', sul primo calcio d'angolo della partita, Danijel Pranjic è costretto a salvare sulla linea. All'11' Olic conclude una bella azione creata sulla destra e porta i croati in vantaggio. Un gran bel gol su assist di Perisic che, in apertura di ripresa, dopo soli 3', chiude un'altrettanto pregevole incursione sulla sinistra con un tiro non irresistibile che però supera ugualmente il portiere avversario.

Al 5' si sveglia Mario Mandzukic: l'attaccante del Bayern Monaco prova un tiro di destro dal centro dell'area, ma il pallone finisce di poco a lato. È la prova generale del terzo gol croato. Prima, però, intorno al quarto d'ora, il solito, scatenato Olic entra in area, ma perde l'equilibrio e calcia debolmente sul fondo.

Al 17' ecco l'atteso gol di Mandzukic, che insacca con un gran colpo di testa su angolo dalla sinistra. Il Camerun è al tappeto e non riesce nemmeno a superare con una certa efficacia la metà campo. Mandzukic cala il definitivo poker, raccogliendo una corta respinta del portiere; poi, nel finale, Rakitic sfiora la cinquina, mordendo quasi il pallone che non entra per un soffio nella porta del Camerun.

TABELLINO
Camerun (4-5-1): Itanjde 4, Mbia 5, Chedjou 4.5 (1' st Nounkeu 5), Nkoulou 5, Assou Ekotto 4.5, Choupo-Moting 5.5 (30' st Salli sv), Song 4, Matip 5.5, Enoh 5, Moukandjo 5, Aboubakar 5.5 (25' st Webo sv). (1 Feudjou, 23 N'Djock, 4 Djeugoue, 7 Nguemo, 9 Etòo, 11 Makoun, 12 Bedimo, 19 Olinga, 22 Nyom). All.: Finke 5.
Croazia (4-4-1-1): Pletikosa 6, Srna 6, Corluka 6, Lovren 6, Pranjic 6, Perisic 6.5 (33' st Rebic sv), Modric 6.5, Rakitic 6.5, Olic 7 (24' st Eduardo 6.5), Sammir 6 (27' st Kovacic sv), Mandzukic 7.5. (12 Zelenika, 23 Subasic, 2 Vrsaljko, 8 Vukojevic, 9 Jelavic, 13 Schildenfeld, 14 Brozovic 15 Badelj, 21 Vida. All.: Kovac 7.
Arbitro: Proenca (Portogallo) 6.
Reti: nel pt 11' Olic; nel st 3' Perisic, 17' e 28' Mandzukic.
Angoli: 7 a 4 per la Croazia.
Espulso: nel pt 40' Song, per avere colpito con un pugno Mandzukic
Recupero: 1' e 2'.
Note: spettatori 28.000 circa.
** I GOL ** - 11' pt: Olic conclude una bella azione croata sulla destra e insacca su assist di Perisic.
- 3' st: Perisic insacca, finalizzando al meglio una bella azione che si è sviluppata sulla sinistra. - 17' st: angolo dalla sinistra e perfetta incornata di Mandzukic, che batte il portiere camerunese.
- 28' st: quaterna croata. Conclusione dalla destra del nuovo entrato Eduardo, respinta di Itanjde sui piedi di Mandzukic che insacca senza alcuna difficoltà.

MIGLIORANO LE CONDIZIONI DI MICHAEL SCHUMACHER:
"TIENE GLI OCCHI APERTI E FA CENNI CON IL CAPO"

Mercoledì 18 Giugno 2014
ROMA - Piccoli passi in avanti per Michael Schumacher che dopo essersi svegliato dal coma sembra fare piccoli progressi. Il campione di Formula 1 si trova in una clinica di riabilitazione in Svizzera dove dovrà affrontare un lungo cammino ma i primi segnali sembrano far ben sperare.
Durante il trasferimento dall'ospedale alla clinica Schumacher non ha parlato ma per lunghi periodi ha tenuto gli occhi aperti.
Sembra comunicare attraverso piccoli cenni con il capo con la moglie e quindi appare vigile. Viene ancora alimentato artificialmente ed è attaccato ad un respiratore, ma se il recupero dovesse procedere come si spera già a partire dalla fine dell'estate si potrebbero avere dei significativi risultati.
Non si sbilanciano i medici con previsioni azzardate ma sembra che schumi sia tornato in pista per continuare a combattere.

Un grande Messico ferma il Brasile: finisce 0-0, entrambe le nazionali a 4 punti
CUIABÁ- Esordio poco propizio, condito da un solo punto, per Fabio Capello (e Christian Panucci), che si ripresenta in una fase finale dei Mondiali di calcio sulla panchina della Russia, dopo l'esperienza di quattro anni fa in Sudafrica, alla guida dell'Inghilterra. Il ct di origini friulane, contro una delle due squadre materasso - almeno sulla carta - del Gruppo H (l'altra sarebbe l'Algeria, ieri sconfitta dal Belgio), riesce solo a ottenere un pareggio, dopo avere rischiato addirittura di perdere.

Una paperona del portiere Akinfeev, che in più d'una circostanza era apparso come ipnotizzato dalle parabole degli asiatici, ha infatti letteralmente regalato - su un tiro con scarse pretese di Lee - il vantaggio agli avversari, che pure avevano leggermente giocato meglio dei russi fino a quel momento. Capello ha visto la disfatta in faccia e ha inserito in campo Kerzhakov che, sia pure un pò casualmente, ha trovato il pari (girato da distanza ravvicinata, dopo una mischia) ed evitato ai 'suoi' una sconfitta dai contorni tragicomici. In ogni caso, Capello immaginava una partenza di ben altro tenore, contro una Corea del Sud magari dotata di sano dinamismo, ma piuttosto povera di cifra tecnica, o comunque in questo inferiore alla Russia.

La partita di Cuiabà si apre con una fuga di Son che all'11' tenta la conclusione da fuori, ma il pallone sorvola la traversa. Al 20' Faizulin serve in area Samedov che incrocia sul secondo palo, ma il giocatore della Lokomotiv Mosca in scivolata non trova la porta degli asiatici. Poco dopo la mezz'ora sinistro di Koo da 20 metri che colpisce Ignashevich, il pallone sfiora il palo a portiere battuto, facendo rabbrividire Capello. È un presagio di quanto accadrà nella ripresa e dei rischi che presenta la sfida.

La ripresa viene inaugurata da un colpo di testa di Berezoutski, piazzato sul primo palo, con il pallone che finisce di un soffio fuori. Al 5' Koo chiama in causa Akinfeev, la cui respinta è difettosa e costringe Kombarov a rifugiarsi in angolo. Al 12' Akinfeev regala un altro brivido su punizione dalla lunga distanza di Kim, che alla fine riesce ad addomesticare in due tempi. È il preludio al gol della Corea del Sud che, però, non sa corservare il vantaggio, facendosi raggiungere dagli avversari. Il Mondiale comincia in salita per la Russia targa Capello.

IL TABELLINO
Russia (4-5-1): Akinfeev 4, Eshchenko 5.5, Ignashevich 5.5, Berezutskiy 6, Kombarov 6, Samedov 6, Fayzulin 5.5, Glushakov 5.5 (22' st Denisov 6), Zhirkov 5.5 (26' st Kerzhakov 6.5), Shatov 5.5 (14' st Dzagoev 6), Kokorin 6. (12 Lodygin, 16 Ryzhikov, 2 Kozlov, 3 Shchennikov, 5 Semenov, 6 Kanunnikov, 13 Granat, 15 Mogilevetc, 21 Ionov). All.: Capello 5.5.
Corea del Sud (4-4-2): Jung Sung-Ryong 6, Lee Young 6, Kim Young-Gwon 5.5, Hong Jeong-Ho 5.5 (38' st Hwang Seok-Ho sv), Yun Suk-Young 6, Ki Sung-Yueng 6, Han Kook-Young 6, Lee Chung-Yong 5.5, Koo Ja-Cheol 5.5, Park Chu-Young 5.5 (11' st Lee Keun-Ho 6.5), Son Heung-Min 5.5 (39' st Kim Bo-Kyung sv). (21 S.G. Kim Seung-Gyu, 23 Lee Bum-Young, 2 Kim Chang-Soo, 4 Kwak Tae-Hwi, 8 Ha Dae-Sung, 15 Park Joo-Ho, 18 Kim Shin-Wook, 19 Ji Dong-Won, 22 Park Joo-Ho). All.: Hong Myung-Bo 6.5.
Arbitro: Pitana (Argentina) 6.
Reti: nel st 23' Lee Keun-Ho, 29' Kerzhakov.
Ammoniti: Ki Sung-Yueng, Son Heung-Min e Shatov per gioco falloso.
Angoli: 4 a 4. Recupero: 1' e 4'. Note: spettatori 35.000 circa.
** I GOL ** - 23' st: dai 20 metri il nuovo entrato Lee Keun-Ho pesca il jolly, con un tiro senza troppe pretese, che Akinfeev blocca come se il pallone fosse una saponetta e poi se lo ritrova alle spalle, in fondo al sacco.
- 29' st: pareggio della Russia, anche in questo caso segna un nuovo entrato. Kerzhakov risolve una mischia, a pochi metri dalla linea di porta, dopo una ribattuta del portiere, girando il pallone in rete.

di Marco Zorzo
FORTALEZA - MILANO - Messico e nuvole. Anzi, nuvoloni per il Brasile, inchiodato sullo 0-0. D’accordo, ci sono quattro paratone di un Ochoa, eletto uomo della partita. Ma per la squadra di Scolari è decisamente un passo indietro. E stavolta non c’è stato Nishimura con il suo aiutino a spianare la strada, come accaduto nella gara d’esordio con la Croazia.
Il pianto di Neymar, al termine dell’inno urlato a cappella da tutta l’Arena Castelao. Ma anche gli incidenti scoppiati a Fortaleza, con scontri tra polizia e manifestanti su una via d’accesso allo stadio: nove le persone arrestate. Anche questo, purtroppo fa parte della Coppa del mondo.

Partita non semplice, la seconda uscita dei verdeoro, in una sfida anomala: la Russia, per esempio, ha debuttato al termine della gara disputata dalla Seleçao. Messico scorbutico, come aveva ampiamente previsto il ct Scolari. Non c’è l’infortunato Hulk, sostituito da Ramires, poi bocciato all’intervallo.

Il Brasile nella prima frazione ha due occasionissime: la zuccata di Neymar assomiglia tanto a quella di un certo Pelé a Messico ’70 contro l’Inghilterra: allora il portiere avversario Gordon Banks fece la (etichettata) parata del secolo. Quella del messicano Ochoa è semplicemente fantastica, un miracolo calcistico. Sempre Ochoa, numero 1 del retrocesso Ajaccio in Francia, è strepitoso sulla conclusione ravvicinata di Paulinho, poco dopo.

Nella ripresa c’è la bocciatura anche per un Fred inguardabile. Dentro Jo e la musica lì davanti è cambiata. Ochoa ancora strepitoso su Neymar, poi s’immola sulla zuccata ravvicinata di Thiago Silva. Ma nel finale Chicharito Hernandez fa venire i brividi a Julio Cesar e al popolo verdeoro. Diciamolo: il Brasile di Pelé era un’altra cosa.

IL TABELLINO
Brasile (4-2-3-1): Julio Cesar 6.5, Dani Alves 5.5, Thiago Silva 6.5, David Luiz 6, Marcelo 5.5, Paulinho 5, Luiz Gustavo 5.5, Ramires 5 (dal 1'st Bernard 5), Oscar 5,5 (dal 39'st Willian sv), Neymar 6.5, Fred 5 (dal 23'st Jo 5). (1 Jefferson, 22 Victor, 23 Maicon, 13 Dante, 14 Maxwell, 15 Henrique, 5 Fernandinho, 18 Hernanes, 7 Hulk). All.: Scolari 5.5.
Messico (5-3-2): Ochoa 8, Aguilar 6.5, Marquez 7, Rodriguez 7, Moreno 6.5, Layun 6, H.Herrera 6 (dal 31'st Fabian sv), Vasquez 6, Guardado 6.5, Peralta 5 (dal 28'st Hernandez sv), Dos Santos 5 (dal 39'st Jimenez sv). (1 Corona, 12 Talavera, 3 Salcido, 5 Reyes, 11 Pulido, 21 Pena, 16 Ponce, 17 Brizuela, 20 Aquino). All.: M.Herrera 6.5.
Arbitro: Cakir (Turchia) 6.
Ammoniti: Ramires, Thiago Silva, Aguilar e Vazquez per gioco falloso.
Angoli: 5-3 Brasile Recupero: 1' e 3'. Spettatori: 60.000 circa

LE LACRIME DI NEYMAR L'atmosfera di amore patrio e di indescrivibile entusiasmo che si respira nello stadio di Fortaleza subito prima del calcio d'inizio di Brasile-Messico ha fatto emozionare Neymar fino alle lacrime. Il numero 10 di Scolari si è infatti messo a piangere, inquadrato dalle telecamere, mentre cantava l'ultima strofa dell'inno nazionale. Nella capitale del Cearà, come in tutte le principali città del Brasile, per prima Rio de Janeiro, negozi e ogni tipo di attività, ristoranti e bar esclusi, hanno tirato giù le saracinesche alle 13 ora locale. Oltre non si lavora, anche se oggi non è giorno festivo: c'è la Selecao, e ciò conta più di tutto.

Belgio-Algeria 2-1: per la rimonta decisivo Dries Mertens
di Francesco Balzani
ROMA – L’emozione fa brutti scherzi. Soprattutto se sei giovane, non hai mai giocato un mondiale e hai gli occhi di mezzo mondo addosso. Invece di fare boom rischi di fare flop, bruciando la corsa sullo start.
È capitato al Belgio di Hazard messo sotto per un’ora buona dalla sorprendente Algeria degli “italiani” Ghoulam e Taider prima di far vedere i muscoli nella ripresa. Nel primo tempo infatti gli africani sono andati in vantaggio grazie a un rigore provocato da una trattenuta di Vertonghen su Feghoulin.

Il trequartista del Valencia ha trasformato il penalty mandando in bambola il Belgio che ha provato a reagire solo con un paio di tiri dalla distanza di Witsel, respinti alla meno peggio da Mbholi.

Nella ripresa Wilmots ha finalmente inserito Mertens e Fellaini. E il Belgio si è trasformato. La prima occasione nitida è arrivata al 65’ con un tiro di Origi respinto coi piedi dal portiere poi il lampo del grande escluso: Fellaini. Il centrocampista, pagato 35 milioni dallo United un anno fa, ha interrotto un digiuno del gol lungo 10 mesi e di testa ha superato il portiere algerino su cross di De Bruyne. Scrollata di dosso la paura, il Belgio ha preso in mano la partita e dopo tanto giro palla ecco la perla di Mertens. L’ala del Napoli ha sfruttato un recupero di De Bruyne e l’assist di Hazard prima di scaricare un destro imprendibile alle spalle di Mbholi. ««Che gran gol Dries! Veramente bravo», il tweet del presidente del Napoli De Laurentiis.

Sciolti i nervi è stato un dominio rosso messo in dubbio solo da una ripartenza finale dell’Algeria. Una vittoria in rimonta decisamente più dura del previsto, ma che mette le ali ai ragazzi di Wilmots ora attesi dalla Corea e dalla Russia di Capello.

IL TABELLINO
BELGIO - (4-2-3-1) - Courtois; Alderweireld, Van Buyten, Kompany, Vertonghen; Witsel, Dembélé (19' st Fellaini); De Bruyne, Chadli (1' st Mertens), Hazard; Lukaku (13' st Origi). A disp: Mignolet, Lombaerts, Januzaj, Defour, Van den Borre, Vermaelen, Mirallas, Bossut, Ciman. All. Wilmots.
ALGERIA - (4-1-4-1) - M'Bolhi; Mostefa, Bougherra, Halliche, Ghoulam; Medjani (39' st Ghilas); Feghouli, Taider, Bentaleb, Mahrez (27' st Lacen); Soudani (21' st Slimani). A disp: Mohamed, Mesbah, Belkalem, Mandi, Yebda, Djabou, Zemmamouche, Brahimi, Cadamuro. All: Halilhodzic.
Arbitro: Rodriguez.
Marcatori: 24' pt Feghouli (rig), 26' st Fellaini, 36' Mertens.
Ammoniti: Vertonghen, Bentaleb.

Iran-Nigeria finisce 0-0 tra i fischi.
Primo pareggio senza gol in Brasile

RIO DE JANEIRO - Finisce 0-0 la partita tra Iran e Nigeria del gruppo F dei Mondiali.
Primo pareggio nella rassegna iridata, in quella che con molte probabilità verrà ricordata come la partita meno divertente, almeno fino a questo momento. Dal pari prende vantaggio l'Argentina, che ieri notte ha battuto la Bosnia.

IL TABELLINO
Iran (4-4-2): Haghighi 6, Montazeri 6,5, Hosseini 6,5, Sadeghi 6, Pooladi 6, Teymourian 6,5, Nekounam 6, Heydari 6 (dal 43' st Shojaie), Hajisafi 6, Dejagah 6 (dal 33 st Jahanbakhsh), Ghoochannejad 6,5. (1 Ahmadi, 22 Davari, 13 Mahini, 17 Alenemeh, 19 Beikzadeh, 8 Haghighi, 11 Haddadifar, 18 Rahmani, 10 Ansarifard, 20 Beitashour). All: Queiroz.
Nigeria (4-2-3-1): Enyeama6,5, Ambrose 5,5, Omeruo 6, Oboabona 6 (dal 29' Yobo 6), Oshaniwa 6,5, Mikel 6, Onazi 6,5, Musa 5,5, Azeez 5 (dal 68' Odemwingie 6), Moses 5 (dal 6' st Ameobi 5,5), Emenike 6. (16 Ejide, 21 Agbim, 6 Egwuekwe, 12 Odunlami, 3 Uzoenyi, 4 Gabriel, 18 Babatunde, 19 Nwofor, 20 Uchebo). All. Keshi. Arbitro: M. Carlos Vera (Ecuador) Angoli: 2-7 Ammonito: Teymourian. Recupero: 2' e 2'. Spettatori: 40.000 circa.

Per arrivare in Brasile, l'Iran si è dapprima sbarazzato delle Maldive, accedendo al primo girone asiatico, chiuso in testa e senza sconfitte. Nel secondo e decisivo girone, la nazionale di Queiroz ha nuovamente terminato al comando, davanti a Corea del Sud, Uzbekistan, Qatar e Libano. La Nigeria ha vinto senza problemi il proprio gruppo africano, eliminando poi l'Etiopia nel turno finale a eliminazione diretta.

BELINELLI NELLA STORIA, UN ITALIANO CAMPIONE NBA.
"NESSUNO HA MAI CREDUTO IN ME"

Lunedì 16 Giugno 2014
SAN ANTONIO - Marco Belinelli entra nella storia dello sport azzurro, diventando il primo cestista italiano a conquistare un titolo Nba. Con i suoi Spurs di San Antonio, il campione di San Giovanni Persiceto, in provincia di Bologna, a 28 anni, ha detronizzato in gara 5 i Miami Heat di Lebron James, vittoriosi per due anni di fila.
Un altro record per SuperMarco, già primo italiano a giocare le 'Finals' e, mesi fa, anche primo azzurro ad aver vinto la spettacolare gara dei tiri da 3 punti. E oggi è arrivata la consacrazione della sua fantastica carriera, con la conquista del primo anello, il simbolo del campionato professionistico americano, festeggiato avvolto da una bandiera tricolore. Infatti è festa in clima 'mondialè nella At&T Arena, in casa, anche per gli altri 'stranierì degli Spurs: da Manuel Ginobili, anche lui con una bandiera della sua Argentina addosso, a poche ore dallo show di sua maestà Leo Messi, al brasiliano Tiago Splitter, raggiante con la verdeoro sulle spalle.

FESTA. Un tripudio per questa sorta di 'United Nations of Basket', raccolta in un angolo del Texas. Quanto alle finali 2014, praticamente non hanno mai avuto storia: gli 'Speronì di San Antonio hanno sempre dominato la squadra di Miami conquistando il titolo 4 a 1, e gara 5 chiusa con un secco 104-87. Si tratta della 5 vittoria in 15 anni per i 'vecchiettì guidati dall'esperto Gregg Popovich: il veterano Tim Duncan ha infatti già 38 anni, l'immenso Manu Ginobili è a un passo dai 37, Tony Parker, continuamente afflitto da infortuni 32.

Tuttavia, anche grazie a un travolgente Kawhi Leonard, Mvp, migliore in campo, con 22 punti, e 10 rimbalzi, Belinelli e compagni sono tornati in cima al mondo, avendo la meglio sulle stelle di Miami, dei vari James, Wade, Bosh e Allen, capaci anche quest'anno di arrivare alla quarta finale consecutiva, dopo aver vinte le ultime due. «Questo è una squadra vera, ed è questo che la fa così grande, così vincente», ha commentato Manu Ginobili, mentre attorno a lui era già partita la festa grande della SpursNation.

"QUI PER VINCERE. E' INCREDIBILE" «Sono venuto qui per il titolo. Ora l'ho vinto ed è incredibile». Missione compiuta. Marco Belinelli ha coronato un sogno e si è preso un posticino nella storia del basket, diventando il primo giocatore italiano a conquistare il titolo di campione Nba. La 28enne guardia bolognese fa festa con i San Antonio Spurs, che si mettono al dito l'anello grazie al 4-1 rifilato ai Miami Heat nelle Finals 2014.

Belinelli raggiunge il vertice completando una scalata cominciata nel 2007-2008 e realizzando il proprio 'american dream'. Dall'arrivo tra i pro, 7 anni fa, l'azzurro ha dovuto lottare per conquistarsi una maglia e costruirsi una reputazione. Ha cominciato l'avventura con la maglia dei Golden State Warriors giocando 75 partite in 2 stagioni prima di essere spedito ai Toronto Raptors, dove ha vissuto un'annata anonima accanto ad Andrea Bargnani.

La svolta è arrivata nel 2010, con il passaggio ai New Orleans Hornets. In 2 anni, attraverso 139 match e la prima apparizione ai playoff, è maturato diventando pienamente un giocatore Nba. Non un fenomeno, ma una pedina in grado di fare la propria parte in uno scacchiere grazie alle qualità di tiratore e all'impegno nel lavoro quotidiano. Nel 2012 ha colto la chance offerta da Chicago, si è messo la gloriosa maglia dei Bulls ed è salito a bordo di un 'contender', un team costruito con il dichiarato obiettivo di fare strada nella post-season. L'assenza di Derrick Rose, la stella dei tori out da 2 anni per problemi fisici, ha offerto al 'Belì spazio, minuti e palloni in un'annata lunghissima, terminata solo con l'eliminazione nelle semifinali della Eastern Conference.

Dopo essere diventato il primo italiano a raggiungere il secondo turno dei playoff, il bolognese ha affrontato un nuovo bivio. Avrebbe potuto monetizzare lo status acquisito e firmare un contratto più remunerativo con una franchigia magari non di primissimo piano. Invece, ha conquistato coach Gregg Popovich e con un accordo biennale è salito a bordo della corazzata di San Antonio inserendosi alla perfezioni negli oliati meccanismi neroargento: 80 partite in regular season, 25 da titolare, il 48,5% al tiro e il 43% dall'arco, oltre alla corona di 'rè della gara del tiro da 3 conquistata nell'All Star Weekend.

Nei playoff, lo spazio per l'italiano è diminuito. Belinelli ha perso terreno nelle rotazioni di Popovich ma non ha mai staccato la spina. Anche nelle Finals ha avuto l'opportunità di lasciare un segno e non l'ha sprecata, realizzando una tripla pesantissima in gara 3, il match che ha dato agli Spurs il vantaggio di 2-1 e indirizzato verso il Texas un titolo colorato anche di bianco, rosso e verde.

«Questa vittoria è per la mia famiglia, per chi ha creduto in me è per chi mi ha sempre sostenuto. Ma la dedico anche a chi mi ha criticato, a chi ha detto che non avrei fatto strada nella Nba. Tutto questo mi ha dato una grandissima spinta... Non so bene cosa dire in questo momento». Le parole giuste alla fine vengono fuori: «It's true. Bellissimo. Ho vissuto ogni momento solo per questo. E adesso... Penso già al prossimo», dice baciando il Larry O'Brien Trophy con un tricolore sulle spalle.

Messi, basta un lampo e l'Argentina supera la Bosnia 2-1
RIO DE JANEIRO - Basta poco all'Argentina di Sabella per superare la Bosnia nella prima gara del Mondiale. Al Marcanà finisce 2-1 per l'Albiceleste.
Il protagonista assoluto è Leo Messi che 'giochicchia', poi decide che vuole lanciare un messaggio forte ai rivali brasiliani (che lo aspettano in finale): chiude una triangolazione con Higuain, grazie a un controllo dei suoi addomestica il pallone e salta contemporanemente un avversario, infine fa carambolare la sfera sul palo e in rete. È la firma sul raddoppio dell'Argentina contro l'esordiente Bosnia, che poi accorcerà le distanze, siglando il primo gol della propria storia ai Mondiali, con Ibisevic, che fa passare il pallone fra le gambe del portiere Romero.

L'Argentina non fa molta fatica per superare questo primo test iridato, forse intimorita dalla suggestione di esibirsi nel Maracanà, forse convinta dalla lunghezza del torneo a risparmiarsi, giocando in tono minore. Ci sarà tempo e modo per sfoggiare i propri gioielli. Intanto, tre punti al piccolo trotto fanno più che comodo. E l'avversario non era proprio dei più facili. In più, l'Albiceleste si è vista spianare la strada da un autogol da fare invidia a uno specialista come l'indimenticato Niccolai. È il 3': punizione velenosa di Messi dalla sinistra, concessa per un fallo su Aguero, pallone che spiove in area e viene deviato in porta - ma in realtà doveva essere in rinvìo - da Kolasinac, sorpreso da un mancato colpo di testa di Rojo. A quel punto la bilancia pende a favore dei sudamericani che badano a controllare il match. Messi sembra svogliato e apatico, Aguero idem. La Bosnia prova a reagire al 13' con Misimovic, che pesca in area Hajrovic, il suo controllo acrobatico viene fermato dalla tempestiva uscita di Romero, che allontana la minaccia. Al 31' conclusione di Mascherano respinta dal portiere e al 41' gran colpo di testa di Lulic, su angolo dalla destra, con il pallone indirizzato nell'angolo basso alla sinistra di Romero: il portiere, però, ci arriva.

Nella ripresa Sabella cambia uomini e schema: entrano Gago e Higuain, escono Campagnaro e Maxi Rodriguez. Si passa così dal 5-3-2 al 4-3-1-2, con Messi che agisce alle spalle delle punte Aguero e Higuain, mentre Zabaleta, Rojo, Federico Fernandez e Garay formano la linea difensiva; Gago, invece, si fa consegnare le chiavi del centrocampo. Tra un tentativo (con scarsa pericolosità dei bosniaci) e qualche contropiede fallito sul nascere degli argentini, si arriva alla perla di Messi, che mette la propria griffe sul match. Nel finale la Bosnia s'illude, ma resta a zero punti. Per fortuna della squadra di Susic, che lascia il nipote in panchina, di Messi ce n'è uno solo in Brasile e lui lo ha già incontrato.

IL TABELLINO
Argentina (5-3-2): Romero 6, Zabaleta 5, Campagnaro 6 (1' st Gago 6.5), F. Fernandez 6, Garay 6, Rojo 6, M. Rodriguez 5.5 (1' st Higuain 6.5), Mascherano 6.5, Di Maria 5.5, Messi 7, Aguero 5.5 (43' st Biglia sv). (12 Orion, 21 Andujar, 8 Perez, 13 A. Fernandez, 15 Demichelis, 18 Palacio, 19 Alvarez, 22 Lavezzi, 23 Basanta). All.: Sabella 6.5.
Bosnia (4-2-3-1): Begovic 6, Mujdza 5.5 (24' st Ibisevic 6.5), Bikakcic 6, Spahic 6, Kolasinac 5, Besic 5.5, Hajrovic 6 (26' st Visca sv), Pjanic 5.5, Misimovic 6.5 (29' st Medunjanin sv), Lulic 5, Dzeko 5. (12 Fejzic, 22 Avdukic, 2 Vrsajevic, 6 Vranjes, 14 T.S. Susic, 15 Sunjic, 17 Ibricic, 21 Hadzic, 23 Salihovic). All.: S. Susic 5.
Arbitro: Aguilar (El Salvador) 5.
Reti: nel pt 3' Kolasinac (autogol); nel st 20' Messi, 40' Ibisevic.
Angoli: 6 a 2 per la Bosnia. Ammoniti: Rojo e Spahic per gioco falloso. Recupero: 1' e 3'. Note: spettatori 75.000 circa.

** I GOL ** - 3' pt: punizione di Messi da sinistra, concessa per un fallo su Aguero, pallone che spiove in area e viene deviato in porta da Kolasinac, sorpreso da un mancato colpo di testa di Rojo. - 20' st: Messi firma il raddoppio, calciando d'interno sinistro dal 18 metri e mandando il pallone a sbattere sul palo, quindi in rete, dopo avere chiuso una bella triangolazione con Higuain e avere superato un avversario. - 40' st: il nuovo entrato Ibisevic riceve sulla sinistra dell'area e infila Romero, facendogli passare il pallone fra le gambe.

Tutto facile per la Francia di un super Benzema: 3-0 all'Honduras
di Marco Zorzo
MILANO - Con Benzema c'est plus facile. Buona la prima della Francia targata Deschamps: un 3-0 limpidissimo, un risultato del genere non capitava ai Galletti dalla finale casalinga vinta nel '98 col Brasile.
E l'Honduras? Vi ricordate quello beffato a Spagna '82? Solo un piacevole e sbiadito ricordo piangente. L'attuale è roba da scaricatori di porto. O giù di lì. La peggiore formazione dal punto di vista tecnico fin qui vista in questo primo scorcio di Mondiale.

A Porto Alegre è andata in onda la prima sfida dei centroamericani con l'attesissima Francia, orfana di Ribery (e si è visto nei primi 45'), con la stellina Paul Pogba in agro-dolce. Procura il rigore del vantaggio trasformato da Benzema prima del riposo (honduregni in inferiorità numerica per l'espulsione di Palacios), ma poi non lascia un segno tangibile.
Per onore di cronaca bisogna anche ricordare le due traverse colte dai Bleus sullo 0-0 con Matuidi e Griezmann.

Francia-Honduras pure senza inni all'inizio: fatto più unico che raro da Inghilterra '66. Un'altra prima volta di questa sfida è il goal line technology, che ha sancito l'autorete del portiere Valladares, sulla botta al volo di Benzema che si era stampata sul palo in avvio di ripresa. Lo stesso attaccante del Real prima si divora il tris, poi realizza il 3-0 (72') con una bomba terra-aria.
Insomma, dopo la figuraccia rimediata quattro anni fa in Sudafrica, la Francia stavolta parte col piede giusto. Didier Deschamps se la ride: tutti dovranno fare i conti con i Bleus. Oui.

Svizzera in rimonta sull'Ecuador, l'ex 'italiano' Seferovic decide in extremis
di Massimo Sarti
MILANO - All'ultimo respiro e con i cambi del ct Hitzfeld la Svizzera conquista nel gruppo E i tre punti a Brasilia contro l'Ecuador, beffato al 93' dalla rete del 2-1 elvetico, messa a segno dall'ex attaccante di Lecce, Fiorentina e Novara Seferovic.
La gara del match-winner comincia in corsa, esattamente come quella di Mehmedi, che entra ad inizio ripresa e che poco più di due minuti dopo realizza di testa su angolo dell'ispiratissimo Rodriguez.

Solo illusorio, alla fine, il vantaggio dell'Ecuador ottenuto al 22', ancora di testa, da Ennis Valencia, punta dei messicani del Pachuca, ma nel mirino del Porto in Europa. Ancora un grave errore arbitrale, con il secondo assistente del signor Irmatov che segnala un inesistente fuorigioco che vanifica a metà secondo tempo un gol dello svizzero Drmic. Il fischietto uzbeko si riscatta però nell'azione che porta al sigillo di Seferovic, concedendo un gran vantaggio e permettendo a Behrami di avviare la ripartenza.

SVIZZERA-ECUADOR 2-1
Svizzera (4-2-3-1): Benaglio; Lichtsteiner, Von Bergen, Djourou, Rodriguez; Inler, Behrami; Shaqiri, Xhaka, Stocker (1' st Mehmedi); Drmic (30' st Seferovic). Ct Hitzfeld.
Ecuador (4-4-2): Dominguez; Paredes, Guagua, Erazo, W.Ayovi; A.Valencia, Noboa, Gruezo, Montero (32' st Rojas); E.Valencia, Caicedo (25' st Arroyo). Ct Rueda.
Marcatori: 22' E. Valencia; 3' st Mehmedi, 48' Seferovic.

FONTE: Leggo.it


20.06.2014
Italia - Costa Rica 0-1
Azzurri, che figuraccia

RECIFE. L’Italia soffre. E purtroppo perde. All’Arena Pernambuco di Recife, alla fine del primo tempo, gli Azzurri di Prandelli sono sotto per 1-0 contro il Costarica. Partita complicata, al 45’ la sbloccano i «Ticos» con un colpo di testa di Ruiz. Il copione non cambia durante il secondo tempo. Un'Italia rinunciataria, inefficace e incapace di prendere le redini di una partita che era ampiamente nelle sue disponibilità. Ora il cammino è in salita. Vedremo.

L'ATTESA. Ore 13 di Recife, le 18 italiane. Appuntamento allo stadio Arena di Pernambuco per la seconda partita degli azzurri ai Mondiali del 2014. Dopo la vittoria contro l’Inghilterra nel match del debutto, la sfida con il Costarica che ha esordito rifilandone 3 all’Uruguay. Una gara temuta dalla Nazionale di Prandelli con il ct che considera l’incontro con la squadra di Pinto «il più difficile del girone».
Non sono il caldo e l’umidità (la speranza è che ci siano i time out) a preoccupare, ma le caratteristiche tecnico-tattiche di una formazione «che sa stare bene in campo, che in avanti ha giocatori veloci, pericolosi e abili nell’uno contro uno. Ci sarà da soffrire - ha spiegato ieri Prandelli - ma noi vogliamo imporre il nostro gioco». E per farlo il ct non cambierà l’indentità di una squadra che ha scelto il gioco e la qualità per prevalere sulle altre.
La formazione, quella sì, subirà delle modifiche. Scelte obbligate, ma anche tecniche. Tra i pali dovrebbe tornare Buffon («negli ultimi tre giorni ha fatto tre ottimi allenamenti, vedremo», ha detto Prandelli nella conferenza stampa della vigilia), in difesa linea a 4 con due novità. In dubbio Barzagli che mercoledì non ha svolto tutto l’allenamento con in compagni e che deve fare i conti con una tendinite che lo tormenta da mesi e che potrebbe fargli saltare anche Costa Rica. Paletta, invece, dovrebbe essere escluso dall’11 titolare dopo le difficoltà riscontrate contro i «tre leoni». Al suo posto (se non recupererà Barzagli) giocherà Bonucci che avrà al suo fianco Chiellini, quest’ultimo pronto a prendersi il suo ruolo al centro del reparto dopo aver fatto il terzino sinistro con l’Inghilterra.
De Sciglio, anche lui ormai recuperato, non verrà rischiato dal primo minuto, dopo la contrattura muscolare che gli costata la prima gara. Con il Costarica gli esterni saranno Abate e Darmian, il primo al debutto, il secondo chiamato a una conferma dopo l’ottimo esordio, ma questa volta sulla fascia opposta. Una novità a centrocampo dove Thiago Motta farà rifiatare Verratti sistemandosi accanto a Pirlo. De Rossi agirà da diga davanti alla difesa, poi Marchisio e Candreva a completare il reparto e a dare una mano all’unica punta che sarà ancora Mario Balotelli, il match winner della gara contro l’Inghilterra. «Se battiamo il Costarica voglio un bacio, ovviamente sulla guancia, dalla Regina», ha scritto ieri sera il numero 9 azzurro su Twitter, provando a sollevare il morale agli inglesi: solo un successo italiano contro i Ticos, infatti, terrebbe in vita le speranze di qualificazione di Rooney e compagni, ieri ko contro l’Uruguay.
A Recife fischio d’inizio alle 13 locali (le 18 in Italia), arbitra il cileno Osses. Annunciata la presenza in tribuna del presidente del Coni, Giovanni Malagò, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.

19.06.2014
Brasile, eliminata la Spagna
Ora il Cile fa davvero paura
Clamoroso al Maracanà: i campioni uscenti, travolti dai sudamericani, incassano il secondo ko in due partite e salutano in anticipo il Mondiale

RIO DE JANEIRO
Il «Maracanazo» finora è della Spagna. Questo 2-0 contro il Cile non sarà una tragedia nazionale come per il Brasile nel 1950, ma uscire dal Mondiale da campioni in carica dopo appena due partite è una storica brutta figura che rimarrà negli annali. Infatti non era mai successa, visto che quattro anni fa l'Italia andò anche lei fuori subito, ma per eliminarla ci vollero tutti e tre i match della prima fase.

Contro un Cile che ha confermato quanto di buono si diceva sul suo conto, e sostenuto a Rio da una marea di tifosi che hanno festeggiato gridando «eliminados» all'indirizzo degli spagnoli, la «Roja» di Del Bosque ha confermato l'impressione negativa suscitata nella partita persa di brutto a Salvador contro l'Olanda.
È una Spagna senza più benzina, intensità e gioco, ed è scomparso il celebre tiqui-taka dato che qui si è vista gente che non si reggeva quasi in piedi e altri che non sapevano cosa fare con il pallone.

Il più deluso sarà probabilmente Diego Costa, anche ieri fischiato e insultato dai suoi connazionali: avrebbe avuto il posto garantito anche nei 23 della Selecao, ma per il Mondiale di casa ha scelto la Furia e ora va fuori dopo soli 180'.
Ma vanno sottolineati i meriti del Cile, forgiato dal ct Jorge Sampaoli che ha continuato l'opera del connazionale «Loco» Bielsa, al quale i cileni hanno intitolato perfino uno stadio. Quello della formazione impostasi al di là di quanto dica il 2-0 finale, è un calcio totale che fa di lei un'Olanda sudamericana, esaltato dalle giocate di un Vidal superlativo, da un Sanchez ispirato e in continuo movimento così come Vargas, troppo frettolosamente bocciato dal Napoli.
E bene è andato anche un altro calciatore per ora ripudiato dal calcio italiano, quell'Aranguiz autore del gol del 2-0 e giocatore che l'Udinese ha «appoggiato» in prestito all'Internacional di Porto Alegre, dove è uno dei beniamini.

Il carosello tattico di un Cile ben sostenuto anche da gente come Isla e Francisco Silva ha dominato dal 1' al 96' questa partita, in cui la Spagna è stata incapace di giocare: la sua pessima figura è pari a quella degli organizzatori del Mondiale brasiliano, perchè anche l'invasione degli ultrà cileni che hanno seminato il panico in sala stampa è una «prima volta» oltre che una dimostrazione di cronica inefficienza.

Bella la serie giocate messe in mostra dal Cile. Quella del primo gol è arrivata con Sanchez che ha servito Aranguiz per l'assist del numero 20 a Vargas, che ha controllato bene, evitato Casillas (altro simbolo del disastro iberico) e depositato in rete. Ventidue minuti dopo gol del raddoppio, con la respinta con i pugni di Casillas sulla punizione di Sanchez e pallone controllato da Aranguiz e poi messo in rete.
E per i cileni non finisce qui, perchè ci sarà la sfida con il modello a cui si ispirano, l'Olanda, contro la quale ci sarà in palio il primato nel girone e quindi, probabilmente, la possibilità di evitare i brasiliani negli ottavi di finale.
Anche se visto come ha giocato la sua squadra, forse Sampaoli questo derby sudamericano vorrebbe giocarlo, il 28 giugno a Belo Horizonte, per vendicare Bielsa e l'eliminazione di Sudafrica 2010.

16.06.2014
Schumacher esce dal coma e lascia l’ospedale di Grenoble
GRENOBLE. L'ex pilota di Formula Uno Michael Schumacher è uscito dal coma e ha lasciato l'ospedale di Grenoble, in Francia, dove era ricoverato dallo scorso 29 dicembre in seguito a un gravissimo incidente sugli sci. Lo ha annunciato la portavoce della famiglia delll'ex pilota tedesco, citata dall’agenzia France Presse.
Il luogo dove Schumacher proseguirà la «lunga fase di riabilitazione» non è stato divulgato nel comunicato diffuso da Sabine Kehm, portavoce della famiglia, che non ha fornito alcun dettaglio sulle condizioni dell'ex pilota, 45 anni.
«La famiglia vuole esplicitamente ringraziare tutti i medici, gli infermieri e i terapisti che lo hanno avuto in cura a Grenoble, oltre a chi gli prestò i primi soccorsi sul luogo dell'incidente», ha invece riferito in una nota, come riporta Sky News, la società che cura gli interessi di Schumi, «Hanno svolto un eccellente lavoro in quei primi mesi».
«La famiglia desidera inltre ringraziare tutte le persone che hanno rivolto un incoraggiamento a Michael. Siamo sicuri che lo abbiano aiutato», ha proseguito la nota, «Per il futuro chiediamo comprensione, perchè la sua successiva riabilitazione avverà lontano dagli occhi dell'opinione pubblica».

15.06.2014
Inghilterra-Italia finisce 1-2
Gol di Balotelli e Marchisio

MANAUS. Due lampi, uno di Marchisio e l'altro di Balotelli, illuminano la notte amazzonica rendendo brillante l'avvio dell'avventura mondiale per l'Italia. Gli azzurri di Prandelli dunque battono ancora una volta l'Inghilterra di Hodgson, che pure e' stata capace nel primo tempo di creare molte occasioni, anche al di la' del gol del momentaneo pareggio realizzato da Sturridge. Ma la sostanza e' tutta nel 2-1 finale, meritato: e nella consapevolezza che il successo a sorpresa ottenuto dalla Costa Rica sull'Uruguay cambia, oltre che le gerarchie del girone, le prospettive: ora il 20 giugno a Recife gli azzurri non sono chiamati a tutti i costi alla vittoria, e questo psicologicamente aiuta. In una serata in cui le condizioni climatiche hanno inciso meno del previsto, positivo comunque il responso sulle condizioni atletiche dell'Italia, sicuramente migliori di quelle degli avversari che hanno chiuso la gara con crampi e lingua di fuori.

E positive anche le considerazioni sulla prestazione di alcuni dei protagonisti: oltre all'acclamato Balotelli, Candreva, Marchisio e Sirigu, che non ha fatto sentire la mancanza di Buffon. Gli infortuni che hanno costretto Prandelli a modificare in avvicinamento l'impianto della squadra azzurra si erano susseguite fino all'immediata vigilia, con una distorsione alla caviglia sinistra per Buffon: Prandelli l'ha sostituito con Sirigu, all'esordio mondiale come pure Paletta chiamato a fare il centrale con slittamento sulla sinistra di Chiellini. Il modulo e' rimasto il 4-1-4-1 con i due registi Pirlo e Verratti.

FONTE: LArena.it


mercoledì 18 giugno 2014, 17:23
Calcio locale: colpo di mercato della Carlin's Boys, arriva l'ex giocatore del Genoa Marco Iovine
Il noto calciatore professionista nella sua carriera ha militato in C1 nelle file del Genoa, della Sambenedettese e dell'Hellas Verona per poi fare il suo esordio in serie B con la maglia dello Spezia. Successivamente è approdato alla Nocerina, in C2, al Trento, alla Sanvitese ed al Gozzano in serie D.

Incredibile colpo di mercato, da serie B, messo a segno dalla Carlin's Boys. In arrivo un nuovo importante tassello per il centrocampo dei nerazzurri, come richiessto dal mister Carmelo Luci, il Presidente Renato Bersano ed il D.G. Ventura hanno ingaggiato il talentuoso centrocampista classe '85 Marco Iovine.

Il noto calciatore professionista nella sua carriera ha militato in C1 nelle file del Genoa, della Sambenedettese e dell'Hellas Verona per poi fare il suo esordio in serie B con la maglia dello Spezia. Successivamente è approdato alla Nocerina, in C2, al Trento, alla Sanvitese ed al Gozzano in serie D.

Continua così l'allestimento di una rosa di giocatori che, nel progetto della società sanremese, punta decisamente ad approdare in Eccellenza per poter raggiungere poi la serie D nell'arco di due stagioni.

FONTE: Calcionews24.com


SERIE B
UFFICIALE: Avellino, presi Frattali e Pozzebon
18.06.2014 16.24 di Gaetano Mocciaro Twitter: @gaemocc
L'A.S. Avellino comunica di aver ingaggiato il portiere Pierluigi Frattali, 29 anni il prossimo primo dicembre, ex Cosenza, Verona, Vicenza e Frosinone e l'attaccante Demiro Pozzebon, 26 anni il prossimo 31 agosto, ex Olbia. L'estremo difensore ha sottoscritto un triennale. Per la punta, invece, accordo biennale.

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

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