Mauro FERRONI il mastino della fascia destra: Antidivo per eccellenza, carattere schivo e chiuso, Mauro non si è probabilmente lasciato benissimo col VERONA nell'88 tant'è vero che rifiutò in seguito le 'convocazioni' in riva all'Adige in occasione di rimpatriate e/o amarcord con i vecchi compagni di squadra...

Pubblicato da andrea smarso venerdì 1 marzo 2013 21:48, vedi , , , , , , | Nessun commento

Mauro Ferroni
Data di nascita:10/12/1955
Luogo di nascita:Roma
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Terzino
Altezza:170 Cm
Peso:65 Kg
Posizione:

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Hellas Verona1987 - 1988A10 
Hellas Verona1986 - 1987A290 
Hellas Verona1985 - 1986A290 
Hellas Verona1984 - 1985A200 
Hellas Verona1983 - 1984A270 
Sampdoria1982 - 1983A251 
Sampdoria1981 - 1982B360 
Sampdoria1980 - 1981B380 
Sampdoria1979 - 1980B370 
Sampdoria1978 - 1979B370 
Sampdoria1977 - 1978B372 
Sampdoria1976 - 1977A160 
Sampdoria1975 - 1976A70 
Lucchese1974 - 1975C240 
OMI Roma1973 - 1974D340 
OMI RomaFino al 1973Giovanili-- 


NEWS E CURIOSITÀ +   -   =
Terzino 'universale', anche se BAGNOLI nell'HELLAS lo schierava sempre a destra avendo a sinistra il fluidificante MARANGON, Mauro cresce nell'OMI ROMA per poi esordire 19enne in Serie C con la LUCCHESE.
Dalla stagione 1975-1976 il passaggio alla SAMPDORIA e l'esordio in massima serie per due anni come 'rincalzo' poi come esterno difensivo inamovibile in cadetteria fino alla promozione ottenuta al termine della stagione 1981-1982.
Un'altra stagione doriana nella quale FERRONI segna il suo primo (ultimo e unico) gol in Serie A poi il passaggio all'HELLAS guidato da un paio di stagioni dall'Osvaldin de la Bovisa che prima arriva 6° e l'anno successivo conquista lo Scudetto Tricolore con i gialloblù trofeo che rimarrà unico nel palmarès del mastino della fascia scaligera...
L'addio al calcio al termine della stagione 1987-1988 quando FERRONI, a causa del grave infortunio che ne troncò bruscamente il fine carriera, contò un'unica presenza con la casacca veronese.

IL PASSATO È PASSATO...
Antidivo per eccellenza, carattere schivo e chiuso, Mauro non si lasciò benissimo col VERONA nell'88 tant'è vero che rifiutò in seguito (l'ultima anche piuttosto recentemente) le 'convocazioni' in riva all'Adige in occasione di rimpatriate e/o amarcord con i vecchi compagni di squadra.
Nel 2005 abitava a Dossobuono dove ancora dovrebbe risiedere, dopo il calcio ha lavorato come imprenditore edile ed è l'unico tra gli scudettati di BAGNOLI a non voler più sentir parlare di calcio perchè 'quello fa parte del passato e io voglio vivere nel presente evitando i ricordi' sentenziava al Corriere della Sera...

12 Settembre 1982: Al 'Marassi' la SAMP batte la JUVE grazie al primo (e ultimo) goal di Mauro FERRONI in Serie A

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ANEDDOTI & ALTRO DA RICORDARE +   -   =
  • Autogol... Fraterni! 8 Maggio 1983 al 'Franchi' di Firenze va in onda FIORENTINA-SAMPDORIA con Armando e Mauro FERRONI rispettivamente in campo per gigliati e blucerchiati e fin qui niente di strano, cio che è probabilmente un fatto unico nel calcio nazionale è che entrambi i fratelli realizzarono un autogol! Aprì le automarcature Armando poi dopo il pareggio dei viola toccò a Mauro regalare il vantaggio ai padroni di casa che, per la cronaca, vinsero per 3 a 1 con l'ultimo gol 'griffato' GRAZIANI...
  • Primo e ultimo gol in Serie A per FERRONI il 12 Settembre 1982 con la DORIA contro la JUVENTUS: Mauro realizzò però un gol importante col quale la squadra genovese sconfisse al 'Marassi' i bianconeri all'esordio in Serie A dopo la promozione nella stagione precedente (per la cronaca i blucerchiati terminarono il campionato al 7° posto)
Mauro Ferroni
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Mauro Ferroni (Roma, 10 dicembre 1955) è un ex calciatore italiano, di ruolo terzino.
Anche suo fratello minore Armando ha militato a lungo in Serie A.

Caratteristiche tecniche
Agiva indifferentemente come terzino destro e sinistro.

Carriera
Cresciuto nell'OMI Roma, nel 1974 fece il suo debutto nel calcio professionistico con la Lucchese, squadra allora militante in Serie C.

L'anno successivo passò alla Sampdoria e debuttò in Serie A. Nei primi due dei suoi otto campionati con la squadra genovese non fu titolare e giocò 23 incontri in due stagioni. Negli anni seguenti, dopo la retrocessione della Sampdoria in Serie B, venne però schierato in campo sempre più spesso divenendo inamovibile, conquistando con i blucerchiati la promozione in massima serie nell'annata 1981-1982.

Nel 1983 fu poi acquistato dal Verona con cui vinse lo scudetto l'anno successivo (20 le sue presenze in campionato in quella stagione). Ferroni rimase nella squadra scaligera fino al 1988, anno in cui si ritirò dall'attività agonistica calcio a causa di un grave infortunio.

In carriera ha totalizzato complessivamente 154 presenze in massima serie, andando a segno in una sola occasione, realizzando la rete con cui la Sampdoria sconfisse la Juventus a Marassi nella prima giornata della stagione 1982-1983, e 185 presenze e 2 reti in Serie B.

Palmarès
- Competizioni nazionali
Campionato italiano: 1 Hellas Verona: 1984-1985

FONTE: Wikipedia.org

Mauro Ferroni con Diego Armando Maradona (LArena.it)

22.03.2014
Quando Ferroni segnava alla Juve e marcava Diego
«Hellas contro Sampdoria, questa è la mia partita ma non chiedetemi da che parte sto, sono due storie della mia vita, due tempi di una gara indimenticabile»

Silenzio, parla Ferroni. Ricordate? Sì, proprio lui, il mastino dello scudetto. Quello che marcava Maradona, in silenzio. Quello che nelle foto ha sempre il sorriso leggero, quello che non ha mai cercato le luci della ribalta, nè le interviste o le foto sui giornali. Lui c'era. E basta. Quello che viene dopo Garella e prima di Marangon nella «poesia» dello scudetto.
Ma sì, chiedi a un ragazzo com'era il Verona dello scudetto... «Garella, Ferroni, Marangon, Tricella, Fontolan, Briegel...». Come la grande Inter: «Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi...». O come il grande Milan: «Cudicini, Anquilletti, Schnellinger, Trapattoni, Rosato, Malatrasi...». Oppure, come l'Italia di Bearzot: «Zoff, Gentile, Cabrini...». Poesie, non solo squadre. Mauro Ferroni esce così dal silenzio. Gioca d'anticipo, come faceva una volta. C'è Samp-Verona che batte alle porte, mai come questa è la sua partita. Di là, 8 anni straordinari, il passaggio da promessa a campione, la fascia di capitano, la stima di tutti. E un gol, uno solo, indimenticabile. Infatti c'è ancora negli spogliatoi blucerchiati di Marassi.

Lui che affonda la Juve, il poster di un'epoca che non c'è più. Di qua, a Verona, tutto il resto. La consacrazione, lo scudetto, le Coppe, l'affetto della gente che lo ha amato per quello che diceva sul campo e per quello che faceva fuori. Mai sopra le righe, mai troppo o troppo poco, il Mauro. Poche foto e tante cose. Poche parole e tanti fatti. Prima e dopo. Perchè quando ha smesso, se n'è uscito in punta di piedi, come sempre. Mai un'intervista, mai una comparsata, coerente anche troppo, rigoroso fino all'estremo, esigente con se stesso e con gli altri. Lo scudetto è lontano (o vicino?) quasi trent'anni. Se non è la prima intervista, poco ci manca. Perchè, Ferroni? «Perchè sono fatto così e in fondo non mi dispiace. Perchè il passato è passato e a me piace guardare avanti, senza nostalgia, senza restare aggrappato a tutti i costi ai ricordi. Li ho, sono felice di averli, li tengo dentro di me. Ma la vita va avanti, no?»

Coerente a costo di evitare anche le rievocazioni dello scudetto...
«Coerente con me stesso, come ho sempre cercato di essere, tutto qua. Ognuno di noi vive le cose alla sua maniera ed è giusto rispettare le scelte di tutti. Io ho sempre pensato che il calcio fosse una parentesi della mia vita e che un giorno si sarebbe chiusa. È successo, ho voltato pagina. Orgoglioso di quello che ho fatto, di quello che ho dato e di quello che ho avuto».

La gente si chiede, dov'è finito Ferroni?
«Sono qua, vivo a Verona, questa è diventata la mia città. Qui ci sono i miei amici, qui sento sempre un grande affetto ed è una cosa bellissima. I tifosi che mi riconoscono, che mi fermano, che ricordano. Bello. Questo vuol dire tante cose non solo lo scudetto».

C'è il calciatore e c'è l'uomo, questo vuoi dire...
«Esatto. A me fa piacere se ricordano il giocatore Ferroni, ma ancora di più se apprezzano l'uomo Mauro. Perchè il calciatore passa, tutto il resto rimane».

Di te hanno sempre detto: bravo e serio, un ragazzo per bene...
«E questa è un'altra cosa che non cambierei con niente al mondo. Ho sempre cercato di essere me stesso, di comportarmi bene, di rispettare gli altri ed è bello se la gente te lo riconosce. Vuol dire che pensavi delle cose e sei riuscito a realizzarle. Ho sempre pensato che i valori più belli sono quelli che uno ha dentro e cerca di difendere per tutta la vita. Non conta apparire, conta essere. Come in campo...»

Cioè?
«Io ho sempre cercato di parlare con i fatti, con l'impegno, la passione, la serietà. Penso che un giocatore debba essere giudicato per quello che fa. Non per le foto o le interviste sui giornali. Nn è mai stato un problema, quello».

C'è Samp-Verona, la tua partita...
«Lo so e non chiedermi da che parte sto, se faccio il tifo per l'una o per l'altra. Sono state due storie molto belle della mia vita, due tempi di una partita che non posso dimenticare. Le emozioni, tutte, dalla prima all'ultima, sono dentro di me.
Quanto al presente, il Verona è la rivelazione del campionato e anche la Samp sta facendo bene dopo un avvio difficile. Meglio di così...».

Samp-Juve 1-0, gol di Ferroni,.. «Ogni volta che vado a Genova me lo ricordano. Bella storia, sì, ma è ancora più bello vedere che dopo una vita, la gente blucerchiata ti ricorda ancora come l'avessimo giocata ieri».

Il Verona è lo scudetto...
«Il Verona è lo scudetto, ma non solo quello. Il Verona è un gruppo di amici, è affetto, è semplicità. Il Verona è ripensare a quello che è successo, condividere per sempre un'emozione senza tempo. E' sentire la gratitudine della gente, per la strada, nei bar, dovunque vai. Abbiamo fatto qualcosa che resterà per sempre».

Scegli una foto, un brivido...
«Torno a Belgrado, alla partita con la Stella Rossa, una sera speciale. Ci sentivamo dentro una gabbia di leoni, una marea di spettatori, un ambiente molto difficile. Vincere là, fu una sensazione bellissima, unica. Una liberazione, un'esplosione di gioia. Se devo scegliere una partita, quella è per sempre». COPYRIGHT Raffaele Tomelleri

FONTE: LArena.it


ALTRE NOTIZIE
Armando Ferroni racconta un curioso aneddoto di Fiorentina-Samp
15.05.2009 07.13 di Redazione TMW.
Fonte: di Niccolò Gramigni per violanews.com
C'è un precedente molto curioso tra Fiorentina e Sampdoria, un precedente che ha come protagonisti due fratelli. Si tratta di Armando e Mauro Ferroni, il primo calciatore della Fiorentina, il secondo della Sampdoria: i due si incontrano l'8 maggio 1983 a Firenze, in una partita importante per le zone alte della classifica (la Fiorentina arriverà quinta, mentre la Samp settima). E fin qui, è tutto normale. Il fatto unico nel calcio italiano accade durante la gara: i due fratelli vanno in rete, ma... nella porta sbagliata! Infatti Armando Ferroni segna nella propria porta al 18', dando così il vantaggio alla Samp; dopo il pareggio della Fiorentina di Miani, arrivò l'altro autogol della partita. Di chi? Ovviamente di Ferroni, ma del Ferroni doriano, con i viola che vanno in vantaggio. Ci penserà poi "Ciccio" Graziani a segnare il gol del 3-1 definitivo per la squadra di De Sisti. Una coincidenza davvero curiosa, che non è sfuggita a Violanews.com: siamo riusciti a contattare in esclusiva Armando Ferroni, che adesso gestisce la scuola calcio Figenpa (di proprietà di Marco Nappi).

Lei fu protagonista di un Fiorentina-Sampdoria decisamente sfortunato...
"Eh sì, purtroppo segnai un autogol. Meno male che alla fine arrivò la vittoria!".

Suo fratello allora fu ancor più sfortunato...
"(Ride) Sì, perché perse anche la partita. Fu una gara molto particolare, diciamo che l'emozione di giocare uno contro l'altro ci fece fare questi autogol. Oppure...".

Oppure?
"Eravamo talmente in sintonia, che dopo il mio autogol, Mauro pensò: adesso devo farlo anche io, sennò ci rimane male!".

Ferroni, quanti dati curiosi: lei è anche ex del Genoa, la rivale della Fiorentina...
"A Genova si sente grande rivalità ma i tifosi sperano ancora di arrivare al quarto posto. La squadra di Gasperini ha fatto benissimo, ha creato problemi a tutte le squadre; lo stesso si può dire della Fiorentina, che ha avuto il merito di risalire nonostante le varie difficoltà incontrate nel corso dell'anno".

Ancora Genova protagonista: domenica al "Franchi" arriva la Samp, partita dura?
"No, la Sampdoria ha puntato tutto sulla gara di ieri sera ed è andata molto male. Vedo la Fiorentina favorita, hanno la mentalità giusta e difficilmente perderanno punti con i blucerchiati, sicuramente stanchi e provati dopo la delusione della finale di Coppa Italia".

La stagione di Mutu è finita, qualcuno dice che è meglio così: è d'accordo?
"Non capisco queste affermazioni, non si può essere contenti se un campione della tua squadra rimane infortunato. Mutu è fondamentale per la Fiorentina e nei momenti difficili della squadra si è visto l'importanza di questo calciatore. Per fortuna Prandelli ha Jovetic, un vero talento".

Ha la sensazione che il gap con le grandissime squadre sia diminuito quest'anno?
"Forse sì, ma ancora c'è tanta strada da fare. Purtroppo, non dipende solo dalla Fiorentina. E' vero - per arrivare a lottare per il primo posto - servono 2-3 acquisti di ottimo livello, ma serve anche un cambiamento nelle regole perché c'è troppa differenza di guadagni tra una squadra come l'Inter e una come la Fiorentina. Se questo cambierà, piano piano la Fiorentina riuscirà a togliersi la grande soddisfazione di arrivare allo scudetto".

FONTE: CalcioRomantico.WordPress.com/

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