Dopo quegli schifosi cori sul povero MOROSINI tutta Italia s'indigna, la giunta del sindaco Tosi si costituirà parte civile al processo contro i 'soliti' imbecilli e a pagare, com'è d'uopo in Italia, sarà sopratutto chi con tutto questo non c'entra nulla! Prima la scusa poteva essere la non identificabilità dei soggetti ma ora con la Tessera del Tifoso è ancora così?

Pubblicato da andrea smarso lunedì 22 ottobre 2012 21:59, vedi , , , , , , , , | Nessun commento


CORI CONTRO MOROSINI: LE REAZIONI...
Dopo il comportamento inqualificabile di un gruppetto di ultrà scaligeri che al 'Picchi' di Livorno hanno pensato bene di prendersela con il povero PierMario MOROSINI, morto sul campo a soli 22 anni a Pescara il 14 aprile scorso a causa di un attacco cardiaco, il blog BONDOLA/=\SMARSA (così come tutti gli organi di informazione nazionale nonchè la dirigenza scaligera) ha immediatamente condannato il gesto che infanga (ancora una volta) una città intera e la marchia come infame (e addirittura inumana come ha, non senza ragione, chiosato Xavier Jacobelli in questo articolo)...

Per chi non ne avesse abbastanza segnalo qui il video estrapolato da 90° Minuto Serie B con tutta la sbrodolata di relativi commenti 'vomitati' sui responsabili del vergognoso coro e, tanto per non sbagliare, anche su tutti gli odiosi e odiati abitanti della città di Giulietta&Romeo...

14 Aprile 2012: PierMario MOROSINI ucciso da un infarto sul campo di Pescara...

Tanto per far riflettere segnalo anche che:
  • Nella gara di Serie A tra JUVENTUS e NAPOLI i tifosi bianconeri hanno consigliato al Vesuvio di... Fare il proprio dovere! Ma non è una novità: Contro le squadre siciliane di solito si inneggia all'Etna, contro le squadre delle zone terremotate si fa dell'ironia sull'evento sismico, contro i tifosi juventini si scatena il 'sempreverde' coro che ricorda la strage dell'Heysel mentre, per rimanere in zona Verona, più di qualche volta dai tifosi avversi ai colori scaligeri è stato chiesto all'Adige di esondare... E' dunque maleducazione generale? Sfottò pesante o cos'altro? Certo che non se ne può davvero più...
  • Se un qualsiasi cittadino offende un pubblico ufficiale per la strada, quest'ultimo ha il potere di sanzionare il comportamento non legale del cittadino; come mai se il cittadino fa la stessa azione allo stadio deve godere di una sorta d'immunità?
  • Perchè in alcuni stadi specie al Sud (è un dato di fatto) l'accesso al campo è permesso più o meno a tutti col risultato che, quando non si passa alle vie di fatto contro giocatori e dirigenti ospiti, il clima è comunque di forte intimidazione senza che poi a posteriori non si chieda conto alle società di segnalare questa gentaglia alle autorità?
  • Come mai il giorno in cui mister Fabio CAPELLO sottolineò in un'intervista come 'Il calcio in Italia è in mano agli ultrà' fu 'attaccato' in primis proprio dagli addetti ai lavori che lo accusarono di sputare nel piatto in cui fino al giorno prima aveva mangiato?
  • Com'è che quando qualcuno si comporta male (leggasi cori razzisti) in Inghilterra viene preso, multato, schedato ed espulso dagli stadi in pochi giorni, da noi fare questa cosa è praticamente impossibile e la pena viene applicata a società e stadi penalizzando così anche quelli vorrebbero solamente guardarsi la partita in santa pace?
  • Nel frattempo ai soliti idioti che vogliono far sensazione basta andare vicino a qualche microfono di giornalista o settore ultracontrollato dello stadio a gridare frasi razziste, omofobe o 'scomode' per ricevere visibilità nazionale... Tanto in Italia non si paga mai (o per ben che vada la colpa va spalmata anche sulla maggioranza che nulla ha a che vedere con queste 'persone')
Prima la scusa poteva essere la non identificabilità dei soggetti ma ora con la famosa (o famigerata?) Tessera del Tifoso? Sono geniali gli inglesi o siamo noi davanti alle solite soluzioni all'italiana?

LIVORNO 0-2 VERONA: Il presidente Abodi stigmatizza i cori offensivi a MorosiniSospeso il giornalista Gianpiero Amandola che per il TG3 Piemonte aizza i tifosi juventini e con una battutaccia fa infuriare i campani e chiunque abbia un po' di senso civico...

Di seguito alcune fra le più autorevoli opinioni:
Maurizio IORIO ex punta scaligera «Conosco la passione che contraddistingue la tifoseria veronese, ma quello che è successo è disgustoso e fuori luogo. E la gente per bene che deve isolare chi ha sbagliato e indignarsi. Se poche persone devastano l'immagine della città, chi ama Verona deve opporsi e non può lasciar correre» LArena.it

Beppe IACHINI ex della mediana gialloblù attualmente allenatore «Sì, ho Verona nel cuore. E sentir parlar così male del mio vecchio mondo non è bello. Lo dico perché conosco la passione dei veronesi. Gente per bene che ama l'Hellas. D'accordissimo anch'io nell'individuare i colpevoli e punirli. Si tratta, però, di una piccola minoranza. Certo, il fatto non poteva passare in secondo piano. Ma Verona è altro. E la gente che va allo stadio sa tifare in maniera unica e genuina» LArena.it

Graziano BATTISTINI ex portiere scaligero ed attuale procuratore di alcuni calciatori «I cori contro Morosini sono stati ignobili e deprecabili. Mi piacerebbe tanto, dopo che Verona e i veronesi si sono dissociati da questi imbecilli, che non li si faccia diventare neanche personaggi. E credo non sia giusta fare di tutta l'erba un fascio. E giusto cercare, anche in ricordo di Morosini, di non specularci sopra. Verona è una citta civile. Ma non può passare inosservato nemmeno che sono state tirate in ballo le foibe. Anche questo è grave. Quindi, il problema non è solo dei veronesi. Va affrontato nella giusta maniera. Con correttezza e lucidità» LArena.it

Tullio GRITTI ex attaccante gialloblù ed opinionista sportivo «Perché parlare ancora di tifosi? Chi si macchia di gesti aberranti come quello di Livorno non può essere considerato tifoso di nessuno. Vanno presi uno per uno e allontanati. Non è gente che merita di confondersi con gli altri e di andare allo stadio. Sfruttano il calcio come cassa di risonanza nel giorno dell'evento. E poi ecco quello che succede. Fanno cose senza senso. Gravissime. Il tifoso è diverso: ti contesta, ti fischia, ti incita, ti urla. Questo non è tifo» LArena.it

Luciano MARANGON terzino sinistro del VERONA '84'85 «Un coro di quattro idioti durato dieci secondi non può avere l'effetto di colpevolizzare tutti. Mi auguro non accada. Perché Verona non lo merita. E io faccio riferimento proprio a club e tifosi. Conosco Verona e i veronesi. Conosco la piazza e i suoi sostenitori. Gente straordinaria. Sapete che cosa è cambiato rispetto ai miei tempi? Una volta c'erano i capi ultras che facevano rispettare una linea. Oggi va diversamente. E allo stadio va gente che non può essere controllata e rischia di combinare guai. Spero vengano individuati. E per loro stop al calcio. Non devono più entrare allo stadio. Sia così per tutti: non solo per chi offende la memoria di Morosini, ma anche chi ricorda le foibe e tante altre tragedie. Deve esserci una linea comune. Per il resto: difendo fortemente la società e i tifosi del Verona. La nostra è una città piena di passione» LArena.it

Roberto Maroni ex ministro dell'Interno «Ho molto insistito in passato per evitare queste cose. Penso si debbano dare dei segnali forti, quando accadono episodi del genere bisogna essere molto più severi che in altre occasioni. Occorre che la Federazione, il Ministero dell'Interno, la Lega e le società intervengano per dare segnali forti. Servono interventi molto duri» LArena.it

Giuseppe VIRGILI ex attaccante del LIVORNO «Non riconosco più questo calcio, dove l'insulto è alla base di ogni weekend: violenze, episodi da condannare. Insultare un ragazzo che non c'è più è qualcosa di vergognoso, un gesto da vigliacchi. Adesso il Verona deve prendere provvedimenti, non bastano le scuse: serve una vera e propria educazione al tifoso, per far sì che episodi del genere siano lontani dagli stadi, non è questo l'esempio che dobbiamo dare. Se il calcio deve andare avanti su questa linea allora è meglio smettere: non ci sono le condizioni per continuare» TuttoB.com

Il presidente FIGC Giancarlo ABETE «Sono comportamenti inaccettabili e censurabili di frange di pseudo-tifosi che non possono inquinare il nostro mondo» Unita.it

Massimo Chiesa ex arbitro internazionale «L'arbitro Nasca doveva intervenire e sospendere immediatamente la partita. Questi sono delinquenti a lingua armata. Ci vogliono pene esemplari perchè non si può infangare la memoria di un calciatore che ha perso la vita facendo il suo lavoro. Io li arresterei tutti, fuori dagli stadi questi criminali. C'è anche da dire che Mandorlini ha surriscaldato l'ambiente il giorno prima, lui ha anche allenato Lo Spezia e c'è rivalità con i livornesi» CalcioMercato.com

Flavio Tosi sindaco di Verona la cui Giunta si costituirà parte civile al processo contro i 'soliti' imbecilli: «Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in Curva coi 'butei', capisco che alla partita ci possano essere gli 'sfotto'' ed anche insulti 'da stadio', fanno parte del clima. Ma e' assolutamente inammissibile l'offesa personale, ancor piu' quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro particolarmente colpito da tristissime vicende famigliari. Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile, hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona; dovrebbero provare a pensare a come si saranno sentiti i congiunti del povero Piermario Morosini. Per questo, se verranno individuati e perseguiti, la Giunta Comunale, a nome della Citta', si costituira' parte civile nei loro confronti e devolvera' in opere benefiche l'eventuale risarcimento» LaNazione.it

Il questore di Livorno Cardona punta il dito anche contro mister MANDORLINI «Avranno tutti Daspo belli lunghi i tifosi del Verona che hanno intonato il coro contro la memoria di Piermario Morosini e poi Mandorlini, dopo la rete del 2-0 segnata dai suoi, avrebbe alzato il dito medio della mano destra in direzione della tribuna» LaNazione.it

Il CT della Nazionale ed ex allenatore gialloblù Cesare PRANDELLI «C’è indignazione e imbarazzo nel commentare i fatti di Verona e i cori dei tifosi ospiti contro Morosini: i deficienti vanno isolati. Mi associo alla risposta determinata data dal sindaco di Verona Flavio Tosi dobbiamo indignarci tutti quanti non solo a livello verbale, ma anche fisicamente: se allo stadio mi trovo vicino a un deficiente che intona certi cori mi alzo e mi sposto, perchè queste persone vanno isolate. Credo sia l’unico modo, perchè per venti stupidi non possiamo accusare tutta una curva e comportamenti del genere non possono rovinare un evento bello come una partita calcio» LArena.it

«L'Hellas Verona F.C. Spa, in seguito a un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, intende porgere le proprie scuse più sentite e si dissocia da taluni comportamenti e atteggiamenti che ledono la memoria e l'onore del calciatore del Livorno scomparso. Nonostante l'orgoglio per la propria tifoseria, da sempre sostenitrice impeccabile dei nostri colori, l'Hellas Verona F.C. Spa intende debellare con forza cori di questa natura, perché la tragedia di Piermario Morosini è un dolore che non può essere infangato» HellasVerona.it

Il patròn dell'HELLAS SETTI «Verona non è certo la città che è stata dipinta ieri. A Livorno c'erano 700 tifosi, coloro che si sono macchiati di questo episodio spregevole sono solamente 10-15. Di sicuro sin da sabato prossimo prenderemo dei provvedimenti, vogliamo dare un segnale forte. E' chiaro che non sono cose che fanno parte del calcio, è la cosa più triste che mi sia capitata da quando ho preso il Verona. Voglio che allo stadio tornino le famiglie. I tifosi del Verona non sono quelli. Sarà stata una decina di persone ad intonare il coro, e ci sono anche i filmati per poterli individuare. Cose così non dovrebbero accadere in un campo di calcio e non mi importa che ci sia la rivalità anche politica col Livorno. Noi continueremo nella nostra battaglia contro questi episodi: faremo tutto il possibile con una serie di iniziative» Goal.com

Alessandro Cosimi sindaco di Livorno scrive all'omologo di Verona «Caro sindaco, ho molto apprezzato la posizione tua e della città di Verona di ferma condanna degli episodi di sabato scorso allo stadio di Livorno. Ancor più concordiamo con la tua volontà di far costituire il Comune di Verona come parte civile in ipotesi di procedimento giudiziario. Analoga valutazione sarà fatta anche da parte del Comune di Livorno. Ritengo che compito delle istituzioni sia quello di condannare con ogni mezzo qualsiasi episodio di violenza, fisica o verbale, che nulla ha a che vedere con la sana rivalità sportiva» LArena.it

Demetrio ALBERTINI, vicepresidente della FIGC «Non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire per isolarli. Le multe possono essere prese come esempio, ma è arrivato il momento di agire duramente contro queste persone. La cosa che deve fare il mondo del calcio e' non abituarsi alla multa o all'ammenda» CalcioMercato.com

Andrea LUCI capitano del LIVORNO: «Il Verona meriterebbe la radiazione. Non c'e' molto altro da aggiungere» LaNazione.it

Il Direttore Generale del VERONA, Giovanni GARDINI: «Mi dissocio e mi scuso per fortuna non li ho sentiti» IlSalvaGente.it

L'ex diesse Mauro GIBELLINI «Sono delle cose che vanno al di là della logica umana, é il momento di difendersi da parte della società e la decisione di assumere una posizione intransigente nei confronti della frangia più estrema della tifoseria lo dimostra appieno» TuttoMercatoWeb.com

Andrea ABODI presidente della Lega di Serie B: «Sentimenti contrastanti non si può sottovalutare il tema, né sovrastimarlo perchè circoscritto a 20 persone individuate e che non solo devono essere allontanate dallo stadio di Verona ma da tutti gli stadi. Il principio sacro del rispetto, noi abbiamo cercato di affermarlo anche visivamente, c´è sui cartelli sui campi, sulle maglie. Lo ribadiremo, e più che le parole servon i fatti, che società e squadra si siano dissociati è un segnale importante, perchè questi non sono tifosi. E´ importante anche il ruolo della comunicazione. Pure nostri tesserati che a volte dimostrano di non saper vivere, senza fare nomi, hanno bisogno di essere accompagnati. Servono decisioni giuste, tanto nette sono le parole di queste signori, tanto forti devono essere le risposte. Giudice sportivo ed organi di giustizia sportiva nei prossimi giorni nella loro autonomia prenderanno le loro decisioni che auspico siano chirurgiche: colpire la società o chiudere uno stadio sarebbe troppo facile, verso un club che - viene da un passato di tifoseria in cui pochi soggetti si sono resi protagonisti di uscite poco brillanti - e si è dissociata. Noi dobbiamo aiutare la società e punire in maniera chirurgica» CalcioMercato.com

Aldo SPINELLI patròn dei labronici: «E' una vergogna. Piermario e' sempre nei nostri cuori» LaNazione.it

L'ex gialloblù Manuel MANCINI ieri in gol con la maglia della SALERNITANA «Fare dei cori contro un ragazzo che non c’è più è poco dignitoso. Morosini era un bravissimo ragazzo ma ho saputo su face book che a lanciare questi cori era solo un piccolo gruppetto tra l’altro isolato dal resto della tifoseria» SalernoNotizie.it

«Il Coordinamento Calcio Club Hellas Verona esprime il proprio disappunto a seguito dello spiacevole coro offensivo intonato ieri allo stadio Picchi di Livorno da uno sparuto gruppo di sostenitori dell’Hellas Verona. La tifoseria veronese si è distinta per anni per la sua passione ed attaccamento ai colori gialloblù, sostenendo sempre a gran voce chiunque abbia indossato con onore ed orgoglio la maglia del nostro amato Hellas Verona. Continueremo nella nostra opera di sensibilizzazione, affinché certi comportamenti non siano più ripetuti, per il bene della nostra società e di noi tifosi» SerieBNews.com [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]

ALTRE NEWS IN ALLEGATO
CORI CONTRO MOROSINI, individuati 20 ultrà veronesi che si sono resi protagonisti di gesti e cori inneggianti al periodo fascista durante la partita Livorno-Verona. In queste ore, gli agenti stanno visionando le immagini con degli esperti nella lettura labiale, per individuare anche i responsabili dei cori contro il giocatore del Livorno Piermario Morosini. Per loro, la denuncia per oltraggio ai defunti che rientra nei reati per diffamazione
DEFERITI L'HELLAS VERONA E MISTER MANDORLINI 'per aver reso pubbliche dichiarazioni che violano i principi di lealtà, correttezza e probità da osservare in ogni rapporto comunque riferibile all'attività sportiva, dichiarazioni che integrano altresì espressioni lesive e discriminatorie e che, inoltre, sono finalizzate a denigrazione e insulto territoriale, nonché propaganda ideologica inneggiante a comportamenti discriminatori nei confronti della città di Livorno e conseguentemente dell'As Livorno'

RASSEGNA STAMPA
Published On: Mon, Oct 22nd, 2012 Hellas Verona / Livorno / News | By Padraig Whelan
Hellas Fans And President Hit Out At Morosini Chants
Hellas Verona supporters and club president Maurizio Setti have blasted the supporters who insulted former Livorno player Piermario Morosini during their Serie B clash this weekend.

Morosini collapsed on the field and died during the Amaranto’s visit to Pescara in April last year and his death was mocked by sections of the Mastini support.

Video evidence will be used by the club to find the dozen or so fans involved and action will be taken against them.

“These things should not happen in a football stadium,” said Setti. “We must remember that these fans are not fans of Verona and although there is a political aspect to our rivalry with Livorno, these things should not happen.

“We will continue in our struggle but we want to be known as a type of club who can accommodate to families.”

Sections of the support have become infamous for their perceived political leanings towards right-wing fascism although a supporter group released a statement today condemning the act.

It read: “We express disappointment after the unpleasant chant which was sang at the Armando Picchi [Livorno's stadium] by a small group of Hellas Verona supporters.

“The Veronese fans are known for our passion and dedication to the Gialloblu, always arguing that anyone who has worn the shirt of our beloved Hellas Verona has done so with pride and honour.

“We will continue to try and ensure that this behaviour is not repeated again, for the sake of our club and our fans.”

FONTE: ForzaItalianFootball.com


Il volto brutto del calcio italiano
22/10/2012, 13:52 A CURA DI MASSIMILIANO CHIARAVALLOTI
RESPONSABILE CATEGORIA: GIOVANNI CRISTIANO
LIVORNO, 22 OTTOBRE 2012 - Un weekend da incubo quello che si è vissuto in alcuni stadi. Partendo da Livorno e finendo a Milano, passando per Torino. Sono state queste le città vittime di un fine settimana pallonaro surreale all’insegna di violenza e inciviltà.

Il buongiorno si vede dal mattino e già la vergognosa situazione di sabato pomeriggio che si era verificata all’Armando Picchi durante il match di campionato tra i padroni di casa e l’Hellas Verona non lasciava intravedere nulla di buono: cori offensivi da parte di alcuni tifosi scaligeri nei confronti di Piermario Morosini, giovane centrocampista livornese deceduto in campo l’Aprile scorso durante Pescara-Livorno, hanno fatto rabbrividire e indignare l’Italia intera. Il sindaco di Verona ha comunicato stamattina di volersi costituire parte civile nel caso in cui i responsabili venissero individuati; sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della società, che ha dichiarato di aver assistito alla scena più triste da quando è alla guida della squadra e che quelli di ieri non meritano l’appellativo di tifosi né tantomeno di veronesi.

Non è stato indolore nemmeno il passaggio dei tifosi napoletani dallo Juventus Stadium che, stando ad un comunicato della società bianconera, hanno «allagato i bagni, divelto accessori e pareti in acciaio, staccato porte. Stessa sorte per alcuni seggiolini. Purtroppo - aggiunge la nota della società - le stesse scene che si erano già viste lo scorso anno».
Prima della partita dai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli era giunta la notizia di un’aggressione compiuta nei pressi dell’autogrill di Tortona, da parte di alcuni tifosi juventini nei confronti di quelli partenopei, con bastoni, cinture e mazze da baseball.

L’ultimo episodio, in ordine di tempo, si è verificato a Milano, dove quattro ultras nerazzurri di età compresa tra i 22 e i 24 anni, sono stati arrestati per rapina e aggressione ai danni di alcuni tifosi catanesi al termine del match che vedeva di fronte Inter e Catania.

Queste sono solo alcune delle vicende sgradite che si saranno verificate in tutta Italia durante le partite di calcio in molte città e piccoli paesi. A perderci, come avviene in ogni ambito della vita, sono sempre le povere persone innocenti che si recano negli stadi per staccare la spina dalla quotidianità e che magari portano con loro i figli ad assistere a quello che dovrebbe essere un evento sportivo e non una lotta armata.
Massimiliano Chiaravalloti

FONTE: InfoOggi.it


CampioMatto, pagelle semiserie dell’8a giornata: Gillet, il meglio di un uomo
POST DI FRANCESCO GUARINO DATA: OTTOBRE - 22 - 2012
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Giuseppe Amandola (nomen omen), giornalista Rai – Voto 3. Voleva fare il simpatico, ha rimediato una figuraccia. Battute del genere è bene farle al bar e, possibilmente, prendersi del cretino dal vicino di posto partenopeo. Montare un servizio per la televisione pubblica con cori beceri e affermazioni demenziali, merita solo una cosa: un bel licenziamento in tronco. Chi sbaglia in Italia dovrebbe iniziare a pagare. A tutti i livelli. EX-GIORNALISTA?

...

La curva dell’Hellas Verona – Voto 1. Non è che la tifoseria del Verona, tra incitamenti al Vesuvio e fantocci di colore impiccati, abbia già tutta ‘sta bella fama. Se poi una ventina di imbecilli si mette ad intonare cori contro un ragazzo morto in campo, c’è da incazzarsi con tutta la curva. Perché se i capi ultras si fanno sentire al momento di incitare la squadra, dovrebbero farsi vivi anche quando c’è da cacciare a calci un nugolo di imbecilli. Scenica ma vana l’idea del Comune di Verona di costituirsi parte civile: si provveda ad avere un impianto di sicurezza privata in curva, con steward pronti ad ingabbiare in flagranza di reato chi sgarra. Poi vediamo se qualcuno ha ancora voglia di fare lo spiritoso. CELLAS VERONA...
Francesco Guarino

FONTE: WakeUpNews.eu


Gli ultras e quel giornalista Rai
22 ottobre 2012
C’è parecchia indignazione sui giornali per i cori della curva veronese che a Livorno inneggiavano alla morte di Piermario Morosini. Indignazione giusta, dovrebbe esserci un’incazzatura generale. Qualcuno propone di squalificare il Bentegodi, lo stadio dell’Hellas Verona. Bene, che aspettano? L’arbitro ha sentito quei cori? Se sì, perché non ha sospeso la partita? E i giocatori, ce n’è uno che abbia detto qualcosa? Sono trent’anni che dalla curva dell’Hellas Verona partono slogan nazisti e razzisti, i saluti romani si sprecano. Un’ondata di indignazione simile ci fu un bel po’ di anni fa, nell’aprile del 1996 quando dalla curva del Bentegodi le Brigate gialloblu fecero penzolare un manichino di colore impiccato: negro go away c’era scritto su uno striscione. La curva protestava per il possibile acquisto da parte dell’Hellas di Michel Ferrier, giocatore olandese di colore. Che cosa fece la società? Proibì l’accesso allo stadio dei responsabili? No, rinunciò all’acquisto del giocatore. Sono storie che si ripetono da sempre. Ogni tanto interviene la magistratura. Il magistrato Guido Papalia firmò l’ordine d’arresto per alcuni esponenti della curva che avevano ideato e messo in pratica la manifestazione razzista. Da allora e per anni Papalia è stato oggetto di cori violenti da parte dei tifosi della curva.

È uno schema che si ripete da sempre, invariato. E non solo a Verona, ovviamente. Ci sono indagini, denunce. Ma da parte dei club, nulla, tranne qualche sporadica eccezione. Lo stesso vale per la Federazione, la Figc. Niente a che vedere con l’Inghilterra dove i cori razzisti non sono più tollerati: prima ancora di qualsiasi denuncia i club impediscono l’accesso allo stadio a chiunque provi solo a pronunciare un insulto di stampo razzista. Anche in Inghilterra ci pensano gli italiani, comunque. Il 20 settembre i tifosi della Lazio in trasferta a Londra per la partita con il Thottenham si sono distinti per i cori continui contro i giocatori di colore. La Lazio si è beccata 40.000 euro di multa.

Già le aspetto le obiezioni: non bisogna generalizzare, non tutti gli ultras sono così. Vero, ma quello che emerge sempre più prepotentemente è l’indulgenza dei club nei confronti di quelle curve in mano a bande criminali. Il 20 settembre i capi della curva sud del Milan sono andati a Milanello per incontrare i giocatori e “invitarli” a un maggiore impegno. Sono stati accompagnati a incontrare i giocatori (ci provi un tifoso normale, se ci riesce). Tra loro c’era anche quel capo della curva sud che durante il derby del 2009, nel corso di una spedizione punitiva al primo anello, spappolò con un pugno l’occhio a un tifoso interista che era lì con il suo bambino. Ci fu un processo, il boss della curva sud venne condannato, insieme ad altri: fu stabilito un risarcimento di 140 mila euro, mai versato. La moglie del capo ultras, in aula, urlò a Virgilio Motta, il ragazzo che aveva perso l’occhio: «Quei soldi te le devi spendere tutti in medicine, infame». Non c’entrerà forse nulla, ma Virgilio Motta si è suicidato il 24 maggio scorso.

Non cambierà nulla finché le società non la smetteranno, per paura e convenienza, di stringere accordi con i gruppi più estremi del tifo organizzato. Certo, c’è ben poco da sperare se durante un servizio del Tg regionale del Piemonte un giornalista della Rai si permette di chiedere a un tifoso juventino se i tifosi napoletani si riconoscono dalla puzza. Proprio così, l’ha chiesto davvero.

FONTE: IlPost.it


Cori contro Morosini ,immagini al vaglio
23 Ottobre 2012 06:12 CRONACHE E POLITICA
(ANSA) - TORINO - Potrebbe essere vicina l'individuazione dei responsabili dei cori contro Morosini,il calciatore del Livorno morto in campo a Pescara, partiti da tifosi veronesi. La polizia vaglia i filmati. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, telefonera' ai familiari del calciatore ''per chiedere scusa". Non si placa intanto lo sdegno per le frasi ingiuriose contro i partenopei pronunciate a Torino da un giornalista Rai, che ieri e' stato sospeso. A De Magistris le scuse del sindaco Fassino.

FONTE: Corriere.it


Tgr Piemonte, servizio-choc sui napoletani: la Rai chiede scusa e sospende il giornalista
DI MARCO FRANCO – OTTOBRE 22, 2012
POSTATO IN: CRONACA & ATTUALITÀ
Non si placa la bufera sul Tgr Piemonte per il servizio-choc riservato ai tifosi napoletani, in occasione della super-sfida tra Juventus e Napoli di sabato scorso. Imperdonabili, agli occhi non solo della cittadinanza partenopea ma anche di gran parte dell’opinione pubblica nazionale, le ironie esplicite sui supporters vesuviani, accomunati ai cinesi salvo poi distinguerli “per la puzza”. Due giorni di polemiche roventi, poi la decisione tanto attesa: la Rai, esprimendo a chiare lettere “sdegno per l’increscioso episodio”, ha provveduto a sospendere il giornalista Giampiero Amandola autore del servizio “vergognoso ed inqualificabile” in attesa che venga avviato all’interno dell’azienda “un procedimento disciplinare”.

Di “razzismo strisciante” all’interno del servizio-choc del Tgr Piemonte si è parlato molto in queste ore in varie sedi, ma l’intervento ai massimi livelli della dirigenza di Viale Mazzini (nella persona di Annamaria Tarantola e Luigi Gubitosi, attivatisi in prima persona per risolvere il caso) sembra poter mettere la parola fine al polverone sollevato in queste ultime ore. L’accesa rivalità tra le due tifoserie, opposte nella lotta per il primato in classifica ed ed “avvelenate” dal turbolento epilogo della Supercoppa di Lega a Pechino, è destinata comunque a durare a lungo, come dimostrano le stesse tensioni registrate allo Juventus Stadium nei pressi del settore ospiti (campanello d’allarme in vista della partita di ritorno a Napoli).

In generale non è un bel momento per l’ordine pubblico nel calcio, considerato che proprio in questo week-end un altro caso “scottante” è finito nel mirino delle autorità sportive e di pubblica sicurezza. I reiterati insulti a sfondo violento della curva veronese durante il match Livorno-Verona nei confronti dei tifosi avversari ed in particolare del compianto calciatore livornese Piermario Morosini hanno riaperto profonde ferite nella coscienza collettiva degli sportivi: anche in questa circostanza toccherà agli organi competenti attivarsi in tempi possibilmente rapidi per individuare eventuali responsabilità e scongiurare il ripetersi di simili spiacevoli episodi dentro e fuori dagli stadi.

Una riflessione generale, sia in ambito giornalistico che a livello complessivo di ambiente calcistico, si impone oggi più che mai, soprattutto per chi abbia a cuore le sorti dello sport “più popolare del mondo” e di tutto ciò che ruota attorno al “magico” mondo del pallone. Lo spettacolo in campo (dalla serie A alla B, fino ai campionati minori) potrà essere più o meno all’altezza della situazione, ma per avere una degna cornice sugli spalti e nelle piazze “calde” di tutta l’Italia sportiva bisognerà che calciatori e addetti ai lavori diano sempre (senza alcuna eccezione) il buon esempio, senza cavalcare o peggio ancora fomentare i “bassi istinti” delle tifoserie.

FONTE: LaNostraTV.it


Morosini, anche il tifo può uccidere
23-10-2012 di Cesare Cielo
Alcuni sostenitori del Verona hanno intonato insulti contro il giocatore del Livorno morto lo scorso aprile in campo. Quando si riuscirà a mettere fine a questa vergogna?
Ma come si sarà sentita Anna, la fidanzata di Piermario Morosini, nel venire a conoscenza che alcuni “bravi signori” hanno offeso la memoria del calciatore del Livorno morto nell’aprile scorso a causa di un malore occorsogli durante una partita? Probabilmente, è stato come perderlo un’altra volta. E con lei, hanno perso anche tutti quelli che credono in un calcio migliore.

Sì, perché sarebbe troppo facile commentare l’accaduto rifugiandosi nel fatto che in fondo, tra le centinaia di tifosi del Verona accorsi in massa a Livorno, a intonare il coro «Morosini pezzo di m….» è stata soltanto una manciata di “bravi signori”. Cinque, dieci, venti persone (anche se è davvero difficile definirle tali) sono comunque troppe: offendere il povero Piermario solo perché indossava i colori di un’acerrima rivale rappresenta l’ennesima vergogna – una delle più inquietanti – che fanno da cornice al nostro calcio.

Immediate (e ci mancherebbe altro) le scuse da parte del club gialloblù, mentre la giunta comunale di Verona ha deciso di costituirsi parte civile nel caso in cui i responsabili di questa triste vicenda siano individuati, devolvendo in beneficenza l’eventuale risarcimento. Eppure, leggendo alcune frasi presenti nei comunicati stampa della società scaligera e di Palazzo Barbieri (il municipio veronese) resta un po’ di amaro in bocca, soprattutto se associate a una serie di eventi accaduti nel recente passato che hanno visto protagonisti l’Hellas, il suo allenatore e i suoi supporter.

Il club, infatti, ha definito la propria tifoseria «sostenitrice impeccabile dei nostri colori»: se saluti romani e slogan nazisti, che fanno da corredo a ogni partita del Verona, sono impeccabili, allora che cosa non lo è? Il sindaco scaligero, Flavio Tosi, ha dichiarato invece che «sfottò e insulti da stadio ci possono stare, fanno parte del clima»: bisogna però capire cosa intende lui per sfottò e insulti da stadio, dato che poco più di un anno fa, alla serata di presentazione del Verona 2011/2012, sorrise divertito mentre i sostenitori gialloblù (guidati da un direttore d’orchestra del tutto particolare: il tecnico scaligero Andrea Mandorlini) intonavano cori anti-meridionali.

Semplici prese in giro o manifestazioni discriminatorie? E a proposito di «terroni», lo stesso Mandorlini non è certo un esempio di tolleranza e rispetto: nel giugno 2011, prima e dopo la finale (poi vinta) dei playoff di Prima Divisione con la Salernitana, si era esibito in cori offensivi contro campani e meridionali in genere, mentre la settimana scorsa si è dichiarato «orgoglioso di essere un nemico giurato del Livorno», andando poi a esultare sotto la curva avversaria con tanto di dito medio alzato in occasione del secondo gol dei gialloblù al «Picchi».

Sarà che i tifosi del Verona, quelli veri, non si sentano anch’essi sconfitti, al pari di chi crede in un calcio migliore? Se istituzioni e addetti ai lavori non danno fino in fondo il buon esempio, quante fidanzate, madri, mogli si sentiranno ancora offese dai cori di certi “bravi signori”?

FONTE: CittaNuova.it


LIVORNO - HELLAS VERONA. LETTERA IN REDAZIONE DI UN TIFOSO VENETO
Verona si dissocia dalla stupidità di pochi
Supporter giallo blu alla redazione de Il Sito d'Italia: "I tifosi veronesi non c'entrano coi pochi stupidi che hanno insultato Morosini"

Lun, 22/10/2012 - 14:27 — Marco Petrelli
Lettere in Redazione. Pubblichiamo di seguito una lettera di Fabrizio Giugni, tifoso di Hellas Verona desideroso di chiarire la posizione di città e curva in merito allo scandalo di sabato scorso, quando alcuni ultras veneti hanno intonato beceri cori contro la memoria del calciatore labronico Morosini.

Il 99% della città di Verona,ma credo anche il 100 % se consideriamo i somari che allo stadio hanno intonato cori contro Morosini,perchè poi presi singolarmente e sobriamente,nemmeno si rendono conto della gravità del fatto.
Dunque il 99 % della mia città e dei tifosi dell'Hellas Verona oltre a dissociarsi dal fatto lo candannano duramente,inutile fare retorica sui canti fatti da altri "Tifosi" in altre occasioni,vedi DI Bartolomei,Gaetano,Scirea,Heysel,il tifoso della Lazio ucciso da un poliziotto sull'autostrada,il tifoso dell'Avellino,il tifoso della roma ucciso allo stadio da un razzo sparato da 150 mt,ecc ecc ecc.

Credo che l'articolo firmato da Marco Petrelli sia l'unico che ha sottolineato una parte,un gruppetto di "Tifosi",i media nazionali hanno solo riferito la Curva del Verona e città di Verona.

Come vedi anche le autorità locali si sono già mosse,il comune e sindaco in Primis si e dichiarato parte civile offesa.

Gli Ultras Verona non ci sono più come anche le Brigate Gialloblù,gruppi che si sono sciolti all'inizio degli anni 90.

Concorderete con me che se una vigliaccata fatta da "Tifosi" più blasonati sia sempre passata inosservata,vedi intervista del Tg Regionale di Torino di ieri sera,o come il coro dei tifosi del Livorno di Sabato inerenti alle FOIBE,la cosa è che se viene da Verona,città Becera Razzista Leghista e di Destra è tutto mediatico e va bene così a 4 pagliacci che inondano i Tg Spazzatura italiani.

Che sia Chiaro tutto questo NON GIUSTIFICA assolutamente il comportamento di queste EMERITE TESTE DI ****.

La speranza è che per una volta la giustizia Italiana,o quello che ne rimane libero da indagini su tangenti ecc,sia in grado di identificare i personaggi e condannarli in modo esemplare.

FONTE: IlSitoDItalia.it


Morosini, cori vergognosi in Livorno-Verona: 20 gli identificati
22/10/2012
La questura di Livorno ha identificato venti tifosi del Verona, sono alcuni degli autori del vergognoso coro contro Piermario Morosini, il giovane calciatore amaranto tragicamente scomparso nell'aprile scorso, mentre era in corso Pescara-Livorno.
L'orrenda canzoncina, condita da saluti romani e logan da ventennio, è stata intonata quando la gara tra Livorno e Verona (per la cronaca finita 2-0 in favore degli scaligeri) era sul finire del primo tempo. La Digos ha effettuato un filmato che riprende i responsabili del gesto nel corso della loro performance.

L'episodio ha gettato nell'imbarazzo la società veronese, ma non solo. Ecco quanto dichiarato dal Sindaco Flavio Tosi "Il Comune si costituirà parte civile nel processo ai tifosi autori del coro. Quanto accaduto è inammissibile. Chi ha avuto questa infelice idea ha portato in giro una immagine della nostra città becera, che non corrisponde a quanto Verona è e rappresenta".

Sconcertato anche il presidente del Verona, Maurizio Setti. "Daremo segnali forti, sin da sabato" ha dichiarato ai microfoni di Sky "quel che è successo non deve ripetersi. Sabato a Livorno c'erano circa 700 tifosi, il coro è stato lanciato da 10, massimo 15 persone. E' l'episodio più triste da quando sono al Verona. Io e il sindaco Tosi lottiamo da tempo per stadi puliti, in cui possano trovare ore di svago le famiglie. Voglio che a trionfare sia innanzitutto il fair play".

Il vicepresidente della Federcalcio, Demetrio Albertini, ha chiesto "pene esemplari. Non bisogna solo pensare alle punizioni, ci vogliono decisioni, forti, in grado di isolare questi incivili. Deve intervenire il Governo centrale. In Italia purtroppo manca la cultura sportiva, non si conosce la parola rispetto. Bisognerebbe andare allo stadio per cerare emozioni, tifare la propria squadra. Questo da noi succede raramente". Severo il giudizio di Andrea Luci, centrocampista e capitano del Livorno: "L'episodio è gravissimo, il Verona andrebbe radiato".

Saranno pure 10-15 i responsabili del coro, come dice il presidente del Verona Setti, ma non è certo la prima volta che il Verona si trova in una bufera del genere. L'anno scorso proprio l'allenatore Mandorlini intonò il coro "Ti amo terrone" in occasione della presentazione della squadra, scatenando un ciclone di polemiche.

Il tecnico scaligero è stato segnalato dal questore di Livorno, Marcello Cardona, alla Figc per alcune frasi rilasciate alla vigilia del match e definite "violente" dallo stesso Cardona. "Sono orgoglioso di essere un nemico dei livornesi, mi sono antipatici". Come se non bastasse, Mandorlini si è lasciato andare ad un dito medio alzato nei confronti della tribuna subito dopo il gol del 2 a 0.

FONTE: Calcio.Excite.it


Calcio: cori Morosini, per Abete comportamenti inaccettabili
(ANSA) - ROMA, 22 OTT - 'Sono comportamenti inaccettabili e censurabili di frange di pseudo-tifosi che non possono inquinare il nostro mondo'. Il presidente Figc Giancarlo Abete, nel corso dell'evento 'IncontriAmo lo sport' tenutosi oggi all'università Luiss di Roma, commenta ci cori dei tifosi del Verona contro Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto ad aprile in campo a Pescara per un problema cardiaco, e quelli razzisti dei supporter juventini nei confronti dei napoletani.

FONTE: Unita.it


AMANDOLA E MANDORLINI, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA
di Gabriella Greison - 23 ottobre 2012
Dall'affermazione razzista del giornalista del Tg3 Piemonte agli atteggiamenti irriguardosi del tecnico del Verona. Tutti dovrebbero aver voglia di arginare, additare, questi fatti. Che invece passano per la normalità
Trovo che Amandola sia allo stesso livello di Mandorlini. Uno è giornalista, e l'altro è allenatore. Entrambi nel mondo del calcio. Mi viene voglia di uscirne, di non farne più parte. Anche se questo mondo l'ho solo sfiorato, gli ultimi fatti (al lordo di calcio scommesse, raccomandazioni, mercato gonfiato, regole dei giornali sportivi, eccetera) mi hanno fatto disamorare ancora di più. La passione per questo sport, e per i racconti che se ne possono fare, può anche rimanere una cosa intima, nascosta: come quelli che dicono "allo stadio non ci vado più", ora li capisco. Amandola è il giornalista del Tg3 Piemonte, autore del servizio andato in onda direttamente fuori dallo stadio Delle Alpi, per la partita Juventus-Napoli di sabato. Quel servizio gli varrà la sospensione dalla Rai, arrivata nel primo pomeriggio di ieri. Dunque, il servizio era questo: Amandola prende le voci dei tifosi, le mette in sequenza, e ci costruisce il clima di prepartita che si vive fuori dallo stadio; ma la riuscita del servizio è alquanto dubbia, perché a risposte tranquille (tipo «vengo allo stadio con la stessa sciarpa che mi ha portato fortuna la volta che abbiamo vinto») alterna anche cori (del tipo «o Vesuvio lavali tu») e dichiarazioni di stampo razzista (in una scena si vede Amandola che tiene il microfono a un ragazzo torinese che dice «i napoletani sono ovunque, non per forza al sud o al nord, un po' come i cinesi» e Amandola che chiude la frase con «ma li distingui dalla puzza» e giù grossa risata). In mattinata, il giornalista interviene in una radio napoletana per spiegare meglio la sua idea iniziale, e l'impostazione del servizio: «Dispiace se qualcuno si è sentito offeso, ma il tutto nasce da un equivoco enfatizzato dai media. L'equivoco sta nel fatto che la mia frase, sul riconoscere signorilmente i napoletani perché maleodoranti, era un'irrisione nei confronti dei cori razzisti dei tifosi juventini, dai quali profondamente mi dissocio». Ecco, insiste. E tutte le dichiarazioni che seguono, non fanno altro che aggravare la situazione in cui si è infilato Amandola. Al Tg Campania, va anche oltre: «I giornalisti devono raccontare la cronaca, ciò che effettivamente accade prima e durante la partita. E quello era il clima che si respirava intorno allo stadio. Se poi non dobbiamo raccontare la verità... Nello stesso servizio c'erano anche dei tifosi napoletani che offendevano la Juventus affermando che ruba. Non capisco questa disparità di trattamento. Ho dato spazio sia alla voce dei tifosi del Napoli che a quella dei tifosi della Juventus. Ad ogni modo, mi scuso se qualcuno si è ritenuto offeso».

A parte che nei cori con «la Juventus che ruba» non c'è offesa razzista, ma se l'intento del giornalista era l'ironia, allora si è trattato di un'operazione mal riuscita; però, da quello che poi dice, era serio, voleva realmente documentare quello che avviene fuori dallo stadio, riportando come se fosse cronaca, i cori della curva. Insomma, nella maniera più basic che si potesse fare, e ridendoci pure sopra. Detto questo, fuori e dentro lo stadio, è vero, da sempre vengono scanditi insulti razzisti, soprattutto nei confronti delle squadre del sud, e dei giocatori di colore (Balotelli, o Ebagua, o Ogbonna, ne sanno qualcosa). Ma un conto è stigmatizzare certi malvezzi, cercare di isolarli, chiuderli nel loro piccolo mondo fatto di ignoranza e stupidità, un altro conto è dargli libero sfogo, anzi istigarli per farli uscire, e farci un servizio facendoli passare come normalità. E, comunque, l'elenco - con le offese razziste più tremende - lo conosciamo tutti bene, non era necessario rinforzarlo ulteriormente: da «acqua e sapone, ci vuole acqua e sapone», per passare poi a «forza Vesuvio» a cui fa seguito un battito ritmato dei piedi tipo eruzione, o «lavali con il fuoco», o «Napoli merda, Napoli colera, sei la vergogna dell'Italia intera». Ma sarebbe meglio ricordare che fanno parte di un universo che ci fa ribrezzo, da condannare, da relegare al buio più profondo. La cronaca vuole, poi, che ieri sia anche arrivata la sanzione del giudice sportivo, di sette mila euro, nei confronti della Juventus, per i cori offensivi durante la partita. Una cosa è sicura: il razzismo negli stadi non si combatte con un servizio come quello andato in onda sul tg Piemonte.

E ancora meno, con la presenza di Mandorlini su una panchina. Oggi verrà il giudice sportivo si esprimerà, è a rischio squalifica il tecnico del Verona, che prima di arrivare all'Ardenza avrebbe detto: «Sono orgoglioso di essere odiato dai livornesi», e dopo il gol del 2-0, si è voltato verso la tribuna ed ha mostrato agli spettatori il dito medio. Mandorlini non è nuovo a questo tipo di provocazioni, l'anno scorso, contro la Salernitana, cantò «Ti amo terrone», solitamente intonata dalla curva gialloblù. Insomma, sono lontani i tempi degli sfottò, come lo striscione «Giulietta è una zoccola», dei tifosi napoletani contro i veronesi, che qualche sorriso ancora lo strappava. E sempre per Livorno-Verona, di serie B, abbiamo anche assistito ad un altro episodio di stupidità assoluta: gli insulti contro Piermario Morosini. Il calciatore del Livorno morì sei mesi fa, per un problema cardiaco, e gli ultrà del Verona hanno pensato bene, alla fine del primo tempo della partita col Livorno, di scandire cori di insulti, uniti a gesti inneggianti al fascismo e al nazismo, alla memoria del calciatore scomparso. Fortunatamente la Digos ha filmato e ripreso il gruppo di ultrà del Verona, e saranno identificati. In seguito, Tosi e Setti, il sindaco e il patron, hanno gridato insieme «isoliamo quei teppisti», e ieri sono arrivate anche le parole del ct della Nazionale, Prandelli: «Mi associo, i deficienti vanno isolati. Per venti stupidi non possiamo accusare una curva e comportamenti del genere rovinano il calcio». Ancora troppo poco. Tutti dovrebbero intervenire quella questione. Tutti dovrebbero aver voglia di arginare, additare, questi fatti. Che invece passano per la normalità. Come il giornalista del Tg Piemonte voleva far credere.

FONTE: CadoInPiedi.it


I GARANTI DEL FAIRPLAY, I CORI RAZZISTI A MOROSINI, IL GIORNALISTA CONTRO I NAPOLETANI E COLE CONTRO LA FEDERCALCIO
22 ott 2012 — Giuditta Avellina
Per il mondo del calcio è stata una settimana densa di episodi con scarso fair-play. L'ultimo in ordine di tempo è quello di un giornalista del Tgr Piemonte che, apostrofando un tifoso prima della partita Juve Napoli, ha chiesto se i napoletani si riconoscessero dalla puzza. Chi può porsi a garante del reciproco rispetto del fairplay sportivo?
Per il mondo del calcio è stata una settimana densa di episodi con scarso fair-play. L'ultimo in ordine di tempo è quello di un giornalista del Tgr Piemonte che, apostrofando un tifoso prima della partita Juve Napoli, ha chiesto se i napoletani si riconoscessero dalla puzza. A poca distanza, durante la partita Livorno-Verona, alcuni ultra veronesi hanno cantato cori contro il calciatore scomparso Morosini. Ed è di qualche giorno fa il tweet offensivo di Cole nei confronti della Federcalcio. Chi può porsi a garante del reciproco rispetto tra le parti? Per i tre casi, sono state pronte le reazioni da parte delle autorità competenti. Ma questo può bastare a sviluppare una nuova etica del calcio e un abbozzo di comportamento rispettoso nei confronti degli avversari? Più che una risposta oggettiva ai fatti recentemente accaduti, vi presentiamo la cronaca dei tre casi e chiediamo a voi un parere sull'esemplarità della punizione ma, prima ancora, sull'effettiva ragione di tali comportamenti.

LA RAI SI DISSOCIA DAL GIORNALISTA CHE OFFENDE I NAPOLETANI.
La RAI ha sospeso Giampiero Amandola, il giornalista autore dell' "inqualificabile e vergognoso servizio andato in onda nell'edizione serale della Tgr Piemonte, sabato 20 ottobre" in cui chiedeva a un tifoso della Juventus se i napoletani si riconoscono dalla puzza. In un'altra parte del filmato due pseudo-tifosi inneggiavano: "Vesuvio, lavali tu". La Rai "nello scusarsi profondamente con tutti i cittadini di Napoli e con tutti gli italiani per l'inqualificabile e vergognoso servizio andato in onda nell'edizione serale della Tgr Piemonte, sabato 20 ottobre a firma Giampiero Amandola, comunica che il giornalista è sospeso dal servizio e nei suoi confronti l'Azienda ha aperto un procedimento disciplinare". Il Direttore Generale si è scusato personalmente e a nome dell'intera azienda con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. "La Rai è e sarà sempre in prima fila nella lotta contro ogni forma di razzismo e la stupidità che l'accompagna". Lo si apprende da una nota di Viale Mazzini.

LA POLIZIA CONDANNA GLI ULTRÀ.
Venti tifosi del Verona sono stati identificati perché autori presunti dei cori contro il giocatore del Livorno Piermario Morosini, calciatore scomparso il 14 aprile per un problema cardiaco durante la partita Pescara-Livorno. La polizia, leggendo il labiale dei tifosi dalle riprese che la polizia effettua per motivi di sicurezza a ogni partita., ha potuto identificare gli ultrà. Per i veronesi scatta la denuncia di "oltraggio ai defunti" che nella rientra nell'articolo 597 del codice penale all'interno dei reati per diffamazione. "C'e' indignazione e imbarazzo nel commentare i fatti di Verona e i cori dei tifosi ospiti contro Morosini: i deficienti vanno isolati". Questo il commento del commissario tecnico della Nazionale Cesare Prandelli."Mi associo alla risposta determinata data dal sindaco di Verona Flavio Tosi - ha aggiunto Prandelli, intervenuto
stamattina all'universita' Luiss di Roma per ricevere il 'Premio Tor Vergata Etica nello Sport' - dobbiamo indignarci tutti quanti non solo a livello verbale, ma anche fisicamente: se allo stadio mi trovo vicino a un deficiente che intona certi cori mi alzo e mi sposto, perche' queste persone vanno isolate. Credo sia l'unico modo, perche' per venti stupidi non possiamo accusare tutta una curva e comportamenti del genere non possono rovinare un evento bello come una partita calcio".

LA FEDERCALCIO MULTA COLE
La Football Association ha inflitto una maxi-multa di 90.000 sterline (oltre centodiecimila euro) ad Ashley Cole, esterno del Chelsea e della nazionale, per il 'tweet' offensivo nei confronti della Federcalcio inglese. Cole ha immediatamente rimosso il suo commento, fortemente critico con la FA per la gestione del caso del suo compagno di squadra John Terry (in seguito alla squalifica per insulti razzisti ad Anton Ferdinand) , e si è poi scusato personalmente con il presidente David Bernstein: il "mea culpa" gli è servito per evitare una squalifica. La multa è la più alta di sempre comminata in relazione all'uso di un social network da parte dei giocatori e oltre alla sanzione, il calciaotre ha anche ricevuto un avvertimento sulla sua condotta futura. Da qui la Federcalcio inglese ha adottato un codice di condotta a cui dovranno attenersi tutti i giocatori della nazionale: chi sgarra potrá anche essere escluso per una o più partite.

FONTE: GQItalia.it


Cori Morosini; Cosimi ad Abete, serve rispetto regole
Postato da Paolo Rocchetti il ottobre 22, 2012, 17:440
Un intervento esemplare della Figc contro quel gruppo di facinorosi. E’ quanto chiede il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, in una lettera inviata a Giancarlo Abete, presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, dopo gli insulti lanciati da un gruppo di supporter del Verona contro Piermario Morosini. Nella missiva Cosimi indica nel mancato intervento dei responsabili del regolare svolgimento della partita, una ”grave responsabilita”’, che ”rischia di legittimare un pericoloso senso di impunita’ in questi gruppi di facinorosi”.

Secondo Cosimi quanto successo ripropone, ancora una volta, ”l’assoluta necessita’ del rispetto delle regole che codesta Federazione si e’ data. Il mancato tempestivo intervento da parte dei responsabili del corretto svolgimento della partita, nella fattispecie arbitro e guardalinee, genera infatti perplessita’ e dubbi sulla reale volonta’ di applicare le misure previste. Tale comportamento, peraltro, rischia di legittimare un pericoloso senso di impunita’ in questi gruppi di facinorosi”. Per il sindaco di Livorno la ferma condanna da parte del suo collega di Verona Tosi, al quale lui ha scritto ringraziandolo, ”e’ un gesto di responsabilita’ istituzionale, che rischia di essere pero’ insufficiente se non accompagnato da una forte assunzione di responsabilita’ da parte della Figc”.

”Le chiedo pertanto di farsi interprete di queste nostre preoccupazioni – prosegue Cosimi - e di ascoltare la nostra richiesta di sanzionare in maniera esemplare i responsabili, diretti e indiretti, di quanto avvenuto sabato scorso sugli spalti dello stadio livornese. A questo proposito voglio ricordare il comportamento civile di grande parte dei tifosi livornesi, che non hanno reagito ad un coro irrispettoso nei confronti di un ragazzo che tanti ricordiamo come una persona che non avrebbe meritato di essere cosi’ offeso”.

FONTE: CalcioSport24.it


I CORI CONTRO MOROSINI: TRA VERGOGNA E SILENZIO
“Appassionato, entusiasta di una squadra o di un atleta”. Così il dizionario italiano definisce il tifoso. Ed è palese a tutti che ciò a cui abbiamo assistito in occasione di Livorno – Verona non si tratti di una storia di Sport, ma di altro. Eppure pare che la retorica, e la generalizzazione dei fatti sia diventata la naturale interpretazione di ciò che è accaduto, quando dalla parte dello stadio occupata dai sostenitori scaligeri si è alzato un coro, intonato da un gruppo ristretto di persone, in direzione di Morosini, giocatore amaranto scomparso lo scorso Aprile sul campo del Pescara. Premettendo la totale disumanità del fatto, e la totale condanna e punizione a cui questo gruppo di “tifosi” speriamo sia assoggettato, è inaccettabile l’attacco e la strumentalizzazione mediatica che ha portato a fare di tutta l’erba un fascio.

La totale mancanza di obbiettività, e la superficialità sfociate poi in una colpevolizzazione dell’intera città di Verona e di tutti i suoi tifosi, indistintamente, non ha fatto altro che alimentare una cultura dell’odio, quella cultura che si cerca tenta di cambiare. Nell’era dei social network, del web, le notizie si diffondono alla velocità della luce, e gli insulti, la rabbia che serpeggia su internet tra tifosi è ancora forse più spaventosa di ciò che è accaduto a Livorno. Una rabbia che non si può estinguere, un fuoco alimentato dalla leggerezza con cui si è voluto mettere alla graticola un’intera società e un’intera città. “Chi non ha peccato scagli la prima pietra”.

E a quanto pare la pietra è stata scagliata da molti. Anche da coloro che si sono macchiata della stessa colpa. Nello stesso stadio, gli stessi tifosi livornesi hanno inneggiato a cori vergognosi che quì però non riportiamo. Calciopoli, calcioscommesse. Il mondo del pallone italiano è disperatamente alla ricerca di giustizia. Ma a quanto pare, vengono usati due pesi due misure. Si va tanto cercando la verità, la si sta ancora cercando per la morte di Pierpaolo Morisini; eppure, pur condannando in maniera decisa i cori di alcuni supporters gialloblù, è innegabile che quella stessa verità sia stata oscurata dai media, assecondando la necessità del calcio italiano, un calcio sempre più nell’abisso, di trovare un capro espiatorio.
Cristin Cappelletti

FONTE: CalcioLinks.Com


Attualità di G. FIORITO del 23/10/2012 9.36.46
Fuori dal tunnel dell'ignoranza
E' stata una domenica bestiale. Non solo perché la Juventus ha surclassato le altre con i suoi 47 risultati utili consecutivi, la miglior difesa e il miglior attacco del campionato.

Era iniziata con Livorno Verona, con i tifosi dell'Hellas che avevano intonato cori vergognosi lesivi della memoria di Morosini. Era continuata con le pretese dei dirigenti del Napoli di scoprire un passaggio segreto tra la postazione di Conte e lo spogliatoio bianconero. Non è la prima volta che da sponda napoletana si percepisce una tensione che tende a portare i significati della partita fuori dal rettangolo di gioco. Un anno fa fu l'alluvione di Genova a suggerire troppa prudenza nel rinviare la partita con i partenopei. La serie di comportamenti antisportivi continuò quando si apprese che a Pechino erano stati scoperti alcuni componenti dello staff tecnico napoletano che intendevano spiare le attività di allenamento della squadra bianconera. Il culmine era stato raggiunto quando la squadra azzurra non si era presentata a ricevere le medaglie dopo essere stata sconfitta nella finale di Supercoppa Italiana.

Ma se la molla che aveva fatto scattare i comportamenti antisportivi della finale di Pechino era stato il malcontento per la gestione dell'incontro da parte dell'arbitro Mazzoleni, sabato sera non si capisce perché una parte degli ultra del Napoli abbiano arrecato cospicui danni alle strutture dello Juventus Stadium e si siano resi colpevoli di comportamenti incivili ai danni dei tifosi della Juventus.
Tanto per dare seguito alla bestialità che è solo l'epilogo dell'ignoranza, i tifosi juventini non si sono sottratti alla consuetudine di intonare cori disdicevoli, con la poco originale invocazione al Vesuvio di lavare le colpe dei napoletani.

Un copione vergognoso, visto troppe volte e del quale si farebbe volentieri a meno, anche perché la Curva Sud aveva sospeso lo sciopero e la società bianconera aveva deciso di aprire alle richieste dei tifosi realizzando il mini abbonamento utile a riempire lo Juventus Stadium in occasione delle partite di Champions League.
A suggellare il senso di disfatta morale e intellettuale un servizio del TGR Piemonte, con il giornalista Giampiero Amandola che ha pensato bene di chiedere a un tifoso juventino che asseriva che i tifosi napoletani sono dappertutto come i cinesi, se i primi si distinguano dalla puzza.
La RAI si è prontamente scusata, ha sospeso il giornalista e ha aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti, ma Aligi Pontani di Repubblica, che non era stato tenero con gli autori dei cori contro Morosini auspicando addirittura che fossero sbattuti in galera e i loro stadi chiusi, lo ha definito con leggerezza un servizio di colore.

A forzare di significati la sfida tra Juventus e Napoli è tornata d'attualità un'intervista a Angelo Forgione , giornalista e ricercatore storico fondatore dell'associazione V.A.N.T.O. (Valorizzazione Autentica Napoletanità e Tutela dell'Orgoglio). Secondo Forgione si deve riportare la questione meridionale dentro il calcio, ricordando che la FIGC nacque nel 1898, ma che soltanto ad opera di Mussolini a partire dal 1926 le squadre meridionali iniziarono a prendere parte al campionato. Come il giornalista sa bene, il gap rappresenta solo il riflesso di un'arretratezza del Sud nei confronti del Nord, continuamente analizzata fin dall'inizio della storia d'Italia. Perciò la sua disamina va oltre: "Basta studiare la storia della FIAT per capire che tifare Juventus al Sud significa essere schiavi di un sistema che attinge forza lavoro e consensi". Forgione cita non solo la FIAT, ma anche altre realtà economiche collegate a squadre del Nord quali la SARAS all'Inter e la FININVEST al Milan, dichiarando che il calcio non è slegato dalla società italiana e che De Laurentiis "Ha fatto crescere il Napoli lentamente e gradualmente mentre gli altri hanno pompato gli ingaggi a scapito dei bilanci... e questo avvicinerebbe il sano Napoli alle malsane Juventus, Milan e Inter".
L'intervista a "Soccer Magazine" è del giugno di quest'anno e a rileggerla appare profetica quando afferma che è fin troppo facile discriminare un napoletano dandogli del terremotato e del "puzzolente", accusando le istituzioni politiche e calcistiche di consentire che venga vomitato fango sui napoletani.

Sono meridionale e orgogliosamente juventina. Mi fa piacere che tanto Saviano quanto Forgione rivendichino che la mia gente usasse il sapone e il bidet quando gli antenati degli abitanti del Nord non ne conoscevano nemmeno l'esistenza. Ma due cose voglio dire a Forgione. Li legga gli articoli che pubblica Il Sole 24Ore, prima di fare di tutta l'erba un fascio. Tanto per conoscere le cifre investite nel calcio dalle squadre del Nord e confrontarle con i risultati raggiunti. E per sapere chi ha truccato i bilanci e chi no. E un'altra realtà non abbia paura di affrontare. Durante la telecronaca di Inter Catania il telecronista di SKY ha alluso a Catania Juventus, che si giocherà domenica prossima, dividendo il pubblico catanese sugli spalti.
Nessuno juventino può negare che la Juventus è "anche" storicamente l'espressione della FIAT, perché è stata l'espressione di Gianni e Umberto Agnelli, ma sono tanti i motivi che spiegano perché è tanto amata al Sud. Affondano le radici proprio nella questione sociale, che ha visto tanti emigranti partire dalle regioni meridionali per trovare un futuro migliore e un lavoro alla FIAT. Ma ce ne sono altri. Uno si chiama ad esempio Pietro Anastasi. Un altro è che la Juventus ha vinto molto e ha segnato intere generazioni di tifosi.

Recentemente mi è capitato, grazie a un articolo di Massimo Razzi, di rileggere alcune righe del Discorso sopra lo stato del presente dei costumi degli italiani, nel quale G. Leopardi lamentava l'assenza di un centro, di un pubblico, di un teatro e di una letteratura, di una società, "che in Italia non havvi una maniera, un tuono italiano determinato". Di questa mancanza e degli eccessi di inciviltà che ne derivano siamo tutti responsabili.

FONTE: GiuLeManiDallaJuve.com


Calcio sempre più giù: dai cori contro Morosini alla “puzza” dei napoletani
Posted By Lorenzo On Ottobre 22nd, 2012 11:47 AM.
Ultras del Verona infangano la memoria del calciatore durante Livorno-Verona. Un giornalista piemontese, invece, è protagonista di una battuta infelice nei confronti dei partenopei. Il VIDEO.
Un week-end calcistico disgustoso quello appena trascorso. Il lunedì sarebbe bello poter parlare delle gesta dei nostri beniamini, dei goal spettacolari dei bomber, delle parate miracolose dei portieri, eppure spesso capita di doversi soffermare su fatti spregevoli, che con il gioco del calcio c’entrano ben poco. Anche stavolta siamo costretti a fare luce su alcuni episodi vergognosi, e se qualcuno crede sia meglio chiudere gli occhi, evitare di parlarne, per non dar importanza a coloro che ne sono stati i deplorevoli protagonisti, noi crediamo invece che tutti gli sportivi debbano sapere cosa sia successo.

Durante Livorno-Verona, partita di Serie B valevole per le prime posizioni, un gruppo di supporters scaligeri si è macchiato di un’ azione indecorosa. Ad un certo punto del match dalla curva veronese, storicamente sempre molto ‘agitata’, si è levato un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini. Morosini lo scorso aprile è deceduto su un campo di calcio, in seguito ad arresto cardiaco, onorando fino alla fine la maglia amaranto livornese. La storia di Piermario ha colpito tutti i tifosi italiani e non solo, era un ragazzo giovane che sorrideva alla vita pur se la sua esistenza gli aveva regalato più d’una sofferenza. Non si può permettere che un branco di ‘pseudo tifosi’ possa infangare il suo ricordo. D’altronde la stessa frangia del tifo veronese è stata in precedenza autrice di altri episodi sconsiderati.

Nel 2008, nel corso della gara Manfredonia-Verona (si giocava in Serie C) aveva apostrofato in maniera irrispettosa addirittura il Santo Padre Pio, frate cattolico nato e vissuto in Puglia nel secolo scorso. Davvero inaccettabile. Tifosi schifati chiedono per il Verona tolleranza zero, da rendere con una lunga squalifica del campo e una forte penalizzazione in classifica. La società dell’Hellas ha, dal canto suo, preso immediatamente le distanze dagli autori del folle coro su Morosini, pubblicando una nota sul proprio sito ufficiale per mezzo della quale si porgono le più sentite scuse. Chissà se questo centinaio di vigliacchi si sentirà protetto, in qualche modo fomentato dall’allenatore Mandorlini, un trainer sì preparato, ma che va troppo spesso fuori dai gangheri. Proprio Mandorlini nei giorni precedenti al match aveva dichiarato: ‘Sono orgoglioso di essere uno dei nemici giurati del Livorno‘, e questa affermazione ha caricato ulteriormente gli animi dei suoi esagitati seguaci veronesi. Il mister dovrebbe mostrare intelligenza ed evitare di aizzare la folla, stemperando i toni invece di amplificarli.

Altro fatto sconcertante si è verificato sabato pomeriggio su Tg Regione Piemonte, che ha mandato in onda un servizio contenente espressioni di cattivo gusto nei confronti del popolo napoletano e che poi ha fatto il giro del web. Un giornalista ha realizzato tale servizio fuori dallo Juventus Stadium che avrebbe ospitato la partita tra Juve e Napoli, con la collaborazione dei tifosi dell’una e dell’altra squadra che si prestavano a rispondere alla solite domande: ‘Secondo voi chi vince? Chi segna? Chi è la più forte?‘. Fin qui nulla di strano, se non che nel pezzo siano stati montati stralci che il giornalista avrebbe fatto meglio a tralasciare.

Ad un certo punto tra un’intervista e l’altra spiccava il coro di due tifosi bianconeri compiaciuti che intonavano: ‘Oh Vesuvio lavali tu!’, poi era lo stesso giornalista a pronunciare una battuta molto infelice, inserendosi nel discorso di un altro fan juventino. Questi diceva: ‘I napoletani sono al sud, centro, nord, un pò come i Cinesi’, l’inviato completava il pensiero in questo modo: ‘Li distinguete dalla puzza con grande signorilità’, provocando lo sconcerto di tutti. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, non poteva rimanere indifferente ed ha chiesto l’apertura di un procedimento disciplinare alla sede piemontese dell’Ordine nei confronti dello sciagurato giornalista, autore di una ironia non ben riuscita.

Ecco il video incriminato nella sua versione integrale: Servizio TG3 Piemonte
Lorenzo Attorresi

FONTE: TuttoCalciatori.net


Morosini: bufera travolge ultras Hellas Verona
La Digos ha comunicato di aver individuato attraverso i filmati delle telecamere di sicurezza i tifosi autori dei cori. Verona nello scandalo, Setti annuncia provvedimenti e Tosi si costituisce parte civile
Pubblicato da Simone Calucci 22 ottobre 2012
VERONA, 22 OTTOBRE - Era prevedibile che un fatto grave come quello accaduto a Livorno durante il big match contro il Verona non sarebbe passato inosservato e avrebbe avuto parecchi strascichi. I cori, fortunatamente non udibili dalla tv e non riportati da nessuna testata giornalistica, rivolti da 15-20 ultras scaligeri contro Piermario Morosini, ex calciatore di Livorno e Vicenza deceduto tragicamente in campo a Pescara durante la scorsa stagione sono qualcosa di indefinibilmente brutto, triste e scandaloso. Un’offesa all’umana decenza oltre che ovviamente alla memoria, alla famiglia e a tutti gli amici di Morosini.

LO SCENARIO COMPLETO - Livorno e Verona non si amano di certo. Motivi politici più che sportivi, sebbene la politica dovrebbe stare assolutamente fuori dal mondo del calcio. Anzi, i 90 minuti di partita dovrebbero essere utilizzati soprattutto per dimenticarsela e non pensare a tutti quei problemi e pensieri che durante la settimana colpiscono ognuno di noi. Ciò detto, da una parte la Sinistra granata, dall’altra la Destra gialloblu in una trasferta che forse poteva essere precedentemente vietata.
In più non correva già buon sangue tra l’allenatore del Verona Mandorlini e la curva livornese. Proprio il tecnico durante la conferenza stampa precedente al match aveva dichiarato di “sentirsi orgoglioso di essere un nemico del Livorno” e ancora “I livornesi mi stanno antipatici!”.
Dichiarazioni “violente” – come le ha definite il Questore di Livorno Cardona – che non hanno fatto altro che aumentare gli attriti tra le due tifoserie e che vanno ad aggiungersi al presunto “dito medio” mostrato da Mandorlini ai tifosi livornesi dopo il gol del raddoppio dell’Hellas.
Ovviamente il comportamento e le parole di Mandorlini non possono minimamente essere accostati alla gravità estrema dei cori di alcuni dei suoi tifosi ma nel clima tesissimo non hanno aiutato e per lui potrebbe prospettarsi una sanzione o addirittura una squalifica.

E ADESSO COSA SUCCEDERA’? - La Digos ha già individuato i tifosi che si sono macchiati di questo spregevole gesto. Cosa bisogna aspettarsi quindi? Che tipo di provvedimenti verranno adottati?
La Figc e tutti i vertici chiedono e auspicano pene esemplari. Demetrio Albertini, vice presidente di Lega, ha dichiarato che sì, servono punizioni esemplari, ma ha ricordato quanto sia necessario isolare questi elementi e non sempre affidarsi solo a multe e ammende, chiedendo l’intervento del Governo. Più duro ancora il capitano del Livorno Luci che avrebbe proposto la radiazione per l’Hellas.
Intanto sabato sono arrivati puntuali le scuse e il rammarico del presidente del Verona Setti :” Non è la tifoseria che conosco e che ha sempre sostenuto con orgolio e fierezza i propri colori. Si tratta di una ventina di persone che non rappresentano la mia società. Daremo da subito segnali forti e prenderemo provvedimenti e iniziative”.
Il sindaco di Verona Tosi invece ha annunciato che la Giunta si costutuirà parte civile contro i tifosi autori dei cori, perché hanno infangato la memoria di un ragazzo deceduto e l’immagine di una città come Verona.
Si attendono quindi nuovi sviluppi a breve per questo fatto che ha indignato l’Italia sportiva e non.
Simone Calucci

FONTE: SportCafe24.com


Insulti, razzismo, devastazioni: è tornato il marcio del calcio. Non solo per colpa del tifo
A Torino la stampa si trasforma complice di episodi di razzismo, a Livorno i soliti deficienti da stadio insultano Morosini. Tutti si dissociano e annunciano sanzioni esemplari. Come sempre. Fino al prossimo servizio di parte, al prossimo coro esecrabile, alla prossima indignazione. Ma è ora di darci un taglio.
Purtroppo si è ritornati a parlare di calcio descrivendone il lato peggiore, fatto di un tifo becero da stadio, di una stampa e un giornalismo costituito da ultrà travestiti da inviati, di atti di vero e puro teppismo all’interno degli impianti sportivi poi strumentalizzati alla bisogna da una o dall’altra parte in causa.
Il tutto incastonato in un campionato che, giunto all’ottava giornata, sta regalando il consueto spettacolo fatto di gol, risultati a sorpresa e nuovi protagonisti. Lo spettacolo deve continuare, “the show must go on”, si dice in questi casi. Ad ogni costo. Eppure davanti a ciò che è accaduto tra Torino e Livorno, sabato, si necessiterebbe di un momento di pausa e nuova riflessione. Prima e durante il big-match di sabato pomeriggio allo ‘Juventus Stadium’ è andato in scena il peggio del peggio tra tifosi e stampa. Quasi contemporaneamente all’”Ardenza” durante Livorno-Verona di serie B dalla curva scaligera si sono innalzati cori vergognosi contro Morosini. Due episodi differenti ma con elemento che li accomuna davvero preoccupante: razzismo e stupidità, elementi che da sempre vanno a braccetto e che creano danni a volte irreparabili.

L’ironizzare sugli aspetti più beceri dei cori da stadio si è trasformato in una battuta infelice
Cdr Rai Piemonte

Il disservizio pubblico della Rai - Ciò che è accaduto a Torino è oramai risaputo e conosciuto ai più e non ci riferiamo al vandalismo da stadio nei bagni dello ‘Juve Stadium’ sul quale la Digos e le forze di polizia stanno cercando di far luce tra strumentalizzazioni e verità.
Ci riferiamo all’episodio che ha coinvolto la Rai piemontese in un servizio pregara in cui sono andati in onda cori razzisti al grido “Vesuvio lavali tutti” e si è passati ad un imbarazzante “[i napoletani] sono come i cinesi dappertutto e li si distingue elegantemente dalla puzza“. Il Comitato di redazione della sede regionale della Rai di Torino è intervenuta subito, dissociandosi e cercando di dare un senso a ciò che un senso non può avere.
“Il Cdr si è scusato con i telespettatori” per gli “apprezzamenti irrispettosi nei confronti dei tifosi napoletani” hanno fatto sapere dalla rai di Torino, sottolineando “come anche il collega protagonista dell’episodio abbia riconosciuto di essere incorso in un incidente dovuto alla fretta con la quale ha dovuto montare il servizio”. Una decisione ‘doverosa’ da parte della testata piemontese ma non sufficiente. Ora si attende anche una presa di posizione forte dell’Ordine Nazionale dei giornalisti che ha già detto di volere intervenire con sanzioni disciplinari nei confronti del giornalista e della testata della Rai.

La Giunta di Verona si costituirà parte civile contro i tifosi colpevoli dei cori contro Morosini
Matteo Tosi

Reato di oltraggio ai defunti - Se a Torino il più basso becerume è a stato ‘indotto’ colpevolmente da una stampa compiacente e compromessa, ciò che è accaduto a Livorno è stato altrettanto grave. Anche se, purtroppo, è stato totale farina del sacco (marcio) di una parte del tifo veronese.
Il palcoscenico è l’”Ardenza” per il match di serie B Livorno-Verona, molto sentito per una rivalità storica tra le due piazze. I veneti guidati da Mandorlini vinceranno la gara dando una lezione di gioco agli amaranto ma la follia sugli spalti di pochi rovinerà la festa di tutti e così l’importante successo del Verona passerà alla storia solamente per i vergognosi cori di un gruppo di ‘tifosi’ dell’Hellas contro PierMario Morosini, il centrocampista del Livorno morto il 14 aprile scorso a Pescara per un arresto cardiaco.
“Da parte nostra e del sindaco Tosi continueremo la battaglia per avere stadi puliti, dove possono andare le famiglie. Sabato c’erano 700 tifosi, stiamo parlando di pochi deficienti, 10-15 al massimo” ha sottolineato il presidente dell’Hellas Maurizio Setti, dissociandosi dall’imbarazzante avvenimento. Ma adesso cosa accadrà? La solita multa, forse la diffida del campo, un paio di gare a porte chiuse, trasferte vietate, il Daspo per gli identificati. E poi? Il ritorno alla ‘normalità’, fino al prossimo caso, al prossimo insulto, al prossimo coro esecrabile.

È la pagina più triste da quando ho preso il Verona
Maurizio Setti

L’indignazione e il rischio dell’oblio - La linea da adottare, sia per gli episodi di Torino che per quelli di Livorno è semplicemente una: che tutti, dai tifosi agli addetti ai lavori, giornalisti, tesserati e semplici appassionati facciano non uno ma due passi indietro. I toni esasperati non hanno più necessità di esistere e in questo periodo fatto di crisi e tensioni sociali, bisogna capire che la responsabilità di ogni singolo individuo ha una cassa di risonanza – negativa – ancor più grave sull’opinione pubblica.
Ha individuato bene il problema Demetrio Albertini, vice presidente federale, da sempre attento a queste delicate situazioni.

“In Italia manca la cultura sportiva che invece c’è in altri Paesi. La cosa meravigliosa del calcio è lo spettacolo e bisognerebbe andare con l’intento di tifare la propria squadra e creare emozioni ma, soprattutto, di rispettare gli avversari e i tifosi”.
Ciò vale anche per la stampa sportiva che si nutre e si alimenta del gioco del calcio.
Se anche l’informazione – che da sempre è uno strumento per educare e insegnare – perde il suo essere e si trasforma in teppismo come si può pretendere di debellare la parte marcia dei tifosi?

“Non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire duramente contro queste persone: non basta abituarsi alla multa o all’ammenda – ha sottolineato ancora Albertini – Bisogna indignarsi e pensare di poter fare qualcosa”.
E che allora che qualcosa si faccia. E da subito.

FONTE: Calcio.FanPage.it


CALCIO
Cori Morosini: Verona sara' parte civileSindaco Tosi stigmatizza comportamento degli ultra scaligeri
VERONA, 21 OTT - La Giunta comunale di Verona si costituira' parte civile contro i tifosi del Verona che hanno insultato la memoria del giocatore del Livorno Morosini. Lo ha annunciato il sindaco, Flavio Tosi. 'Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in curva coi 'butei', capisco che alla partita ci possano essere gli sfotto - ha sostenuto Tosi - ma e' inammissibile l'offesa personale. Soprattutto quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro colpito da tristissime vicende famigliari'.
domenica, 21 ottobre 2012, ore 17.17

FONTE: RAISport.rai.it


Livorno-Verona andava sospesa. Come Mandorlini
di Pierluigi Giordano Cardone | 21 ottobre 2012
“Pezzo di merda, Morosini pezzo di merda”. Poi il ‘carico’, con saluti romani e slogan nazisti. Morale della favola? Un coro, qualche decina di imbecilli (di certo non aiutati dall’atteggiamento dell’allenatore della loro squadra del cuore), ma soprattutto un’occasione persa. Resta l’amaro in bocca dopo quanto accaduto ieri a Livorno, dove verso la fine del primo tempo del match clou di Serie B tra i padroni di casa e il Verona, una parte (da sottolineare: una parte) degli ultras veneti ha dimostrato tutta la propria bestialità inneggiando contro lo sfortunato centrocampista amaranto, morto in campo lo scorso 14 aprile a Pescara a causa di un arresto cardiaco.

Fin qui la cronaca della barbarie. Ma cosa è successo dopo? Praticamente nulla. O, meglio, ordinaria amministrazione. Gli agenti della Digos, infatti, sono andati sotto il settore che ospitava i supporters scaligeri, hanno filmato gli autori del coro (saluti romani compresi) e hanno informato gli ufficiali di campo e la Procura federale. E poi? Titoli sui giornali, scuse ufficiali della società veneta, indignazione generale. Tutto qui? Praticamente sì. Eppure si poteva e doveva fare di più.

Il daspo per quegli imbecilli che in nome di un’antica rivalità calcistica e politica (curva veneta di estrema destra, ultras toscani di estrema sinistra) hanno infangato il nome di Morosini è scontato, ma la gara – forse per timore di scontri – è proseguita come se nulla fosse. Un’occasione persa. Passo indietro. Era l’aprile di tre anni fa quando in uno Juve-Inter come al solito assai sentito, mezzo stadio bianconero intonò un coro che fece gelare il sangue: “Se saltelli muore Balotelli”. Polemica aspra. Moratti chiese perché la gara non fu interrotta, ma il presidente dell’Associazione italiana arbitri spiegò che non era possibile. E aveva ragione: la legge non lo permetteva. Perché in base all’articolo 62 del Noif (Norme organizzative interne Figc) il rappresentante dell’ordine pubblico poteva ordinare all’arbitro di sospendere la partita solo in presenza di striscioni o simboli inneggianti l’odio razziale. Non di cori, quindi.

Un vuoto normativo che tuttavia la Figc all’epoca ha provveduto subito a modificare, proprio per evitare il ripetersi di simili, vergognose situazioni. Secondo la nuova regola (comma 6), infatti, “il responsabile dell’ordine pubblico, designato dal Ministero dell’Interno, qualora rilevi, oltre a striscioni offensivi esposti dai tifosi, cori, grida e ogni altra manifestazione discriminatoria costituenti fatti gravi, può ordinare all’arbitro, anche per il tramite del quarto ufficiale di gara o dell’assistene, di non iniziare o sospendere la gara”. E ancora (commi successivi) : “La sospensione non può superare la durata di un tempo (45 minuti), da passare, per giocatori e arbitro, in mezzo al campo qualora non si debba entrare negli spogliatoi per un clima troppo arroventato. Se la situazione non migliora dopo il termine previsto, l’arbitro può dichiarare chiusa la partita, con gli organi di giustizia sportiva che poi adotteranno le sanzioni previste dall’articolo 17 del Codice di Giustizia Sportiva (sconfitta a tavolino)”.

Allora la Juve fu condannata a giocare la successiva gara casalinga a porte chiuse, ora che sanzione sarà applicata al Verona (che pure è innocente fino a prova contraria)? E soprattutto: perché ieri a Livorno la modifica della norma non è stata applicata e quindi il match non è stato sospeso? Chissà. Forse per timore che questo tipo di decisione potesse scatenare scontri tra le opposte tifoserie o tra tifosi e forze dell’ordine? Ma se così fosse, non si capirebbe il motivo di aver fatto disputare Livorno-Verona senza alcun tipo di limitazione per i supporters. Domenica prossima, tanto per fare un esempio, il derby campano di Prima Divisione di Lega Pro tra Paganese e Nocerina si giocherà a porte chiuse e addirittura in un’altra regione (non era mai successo prima) a causa dei precedenti di violenza (l’ultimo il 5 agosto) tra le due curve.

Detto questo, quindi, non si riesce proprio a comprendere il metodo utilizzato da chi deve garantire la sicurezza (fisica e a questo punto anche morale) di quei pochi coraggiosi che ancora frequentano gli stadi d’Italia. In attesa di vedere come si regoleranno giudice sportivo e Procura federale, qualcuno dovrebbe cercare (magari con la forza di una squalifica) di far comprendere all’allenatore del Verona Andrea Mandorlini come ci si comporta prima, durante e dopo determinate sfide ‘calde’.

Prima della gara, il nostro si è esibito in dichiarazioni del tipo “sono orgoglioso di essere un nemico giurato del Livorno” e “i livornesi? Sono antipatici”. Poi, per non farsi mancare nulla e visto che la curva amaranto lo stava beccando, il tecnico veneto ha pensato bene di festeggiare il secondo gol dei suoi rivolgendo il dito medio alla tribuna livornese. E bravo il mister. Che però si è sopravvalutato. Mandorlini, infatti, era convinto che il suo gesto passasse inosservato agli occhi della squadra arbitrale (e così è stato), ma non poteva minimamente pensare che il procuratore federale Palazzi avesse deciso di inviare a Livorno un suo 007 per vedere cosa succedeva. E l’ispettore, neanche a dirlo, ha visto tutto. Eccome se ha visto tutto: era seduto in tribuna…

L’allenatore, del resto, è anche recidivo: nel luglio 2011, prima e dopo la finale play off di Prima Divisione vinta contro la Salernitana, si era esibito con la sua squadra e la sua curva in cori offensivi contro i terroni di Salerno e i tutti i meridionali. All’epoca Mandorlini si giustificò sostenendo che la sua era solo una goliardata (disse di aver cantato “Italiano terrone ti amo” degli Skiantos) e venne ‘solo’ deferito. Questa volta, invece, o dimostra che il dito medio è un’esultanza tipica delle sue parti, o s’inventa di avere seri problemi di intolleranza ansiogena da colore granata, o amaranto oppure per lui sarà davvero difficile evitare una severa e sacrosanta squalifica. Al pari di quei ‘suoi’ tifosi che hanno offeso il ricordo di Morosini e per i quali Mandorlini non ha espresso neanche una parola di condanna.

FONTE: IlFattoQuotidiano.it


Quando il calcio è solo violenza
Brutto fine settimana quello passato che ha mostrato il volto peggiore del calcio italiano cominciato Sabato con i vandali partenopei a Torino, passando per gli ingiuriosi insulti degli ultrà veronesi a Morosini di Livorno, con tanto di saluto romano, per finire con la rapina di Milano. Ora si spera in pene severe.
Cosimo Nuzzo - 22 Ottobre 2012 – Vandalismo, insulti, petardi, cori razzisti e offensivi a calciatori defunti o vittime di tragedie, rapine. E’ quanto spesso, troppo, accade nel Bel Paese, episodi di straordinaria violenza con un triste comune denominatore: il calcio. Ed è soprattutto quanto è accaduto nell’ultimo week end calcistico che, con i casi di violenza registrati tra Sabato e Domenica, rischia di far sminuire la passione anche dei fans più accaniti di questo bellissimo sport, forse il più amato a livello mondiale.

Tutto è cominciato con il big match di Sabato pomeriggio tra Juventus e Napoli, dove la Digos di Torino si è messa subito a lavoro per analizzare i filmati sugli spalti dello Juventus Stadium che mostrano tifosi del Napoli che danneggiano le strutture dell'impianto. Le immagini sono, da ieri, all'esame degli investigatori che stanno cercando di identificare gli ultras responsabili dei danneggiamenti e per questo chiederanno altre immagini alla Juventus. Alla fine della partita, alcuni di loro, non contenti, oltre a terrorizzare i tifosi juventini tra cui anziani e bambini, hanno allagato i bagni del settore ospiti, divelto accessori e pareti di acciaio, hanno staccato porte e tirato via alcuni seggiolini.
Entro domani un perito quantificherà i danni dei quali – si apprende in ambienti della Juventus – si farà carico la società bianconera. Danni analoghi, sempre nel settore ospiti dello Juventus Stadium, erano stati causati dai tifosi napoletani anche in occasione della partita Juve-Napoli del girone di ritorno dello scorso campionato.

Il fatto più vergognoso, almeno eticamente, si è verificato però a Livorno dove, una ventina di tifosi dell’Hellas Verona, già individuati dalla questura locale, durante la partita del campionato cadetto Livorno-Verona hanno oltraggiato la memoria di Piermario Morosini, il calciatore amaranto morto sul campo di calcio lo scorso aprile per una cardiomiopatia aritmogena, con tanto di saluto romano.
E adesso tutti, Figc in testa, chiedono “provvedimenti esemplari” per sradicare e isolare episodi simili, e c’è addirittura chi – è il caso del capitano del Livorno, Andrea Luci – chiede la radiazione per la squadra scaligera. Per i cori dei tifosi veronesi «serve una punizione esemplare – chiede il vicepresidente della Figc, Demetrio Albertini – ma non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire per isolarli. Le multe possono essere prese come esempio, ma è arrivato il momento di agire duramente contro queste persone: non basta abituarsi alla multa o all’ammenda. Bisogna indignarsi e pensare di poter fare qualcosa. Credo – aggiunge Albertini – che siano le persone vicine a questi tifosi che devono isolarli. Intervenga il governo».

Infine a Milano, quattro ultrà interisti sono stati arrestati da agenti della Digos per aggressione e rapina ai danni di quattro tifosi catanesi al termine di Inter-Catania. Gli arrestati hanno un'età compresa tra i 22 e i 24 anni e sono tutti incensurati.
Sarebbe inopportuno e alquanto stupido accusare indistintamente questa o quella o tifoseria, perché ovunque ci sono le mele marce e i tifosi modello, ma certamente lo spettacolo al quale abbiamo assistito in questo fine settimana oltre ad essere vergognoso, con lo sport ha poco a che fare. E non può essere una consolazione il fatto che anche altrove, in Europa, accada qualcosa di simile come in Germania, ad esempio, dove 200 tifosi sono stati arrestati per incidenti avvenuti prima della partita fra Borussia Dortmund e Schalke 04.

Quel che è certo, però, è che a farne le spese sono le persone che vanno allo stadio solo per assistere a una partita e non per combattere un'assurda guerra fra bande o offendere gente con la sola colpa di avere la stessa identica passione. E specie chi (ancora) ha il coraggio di portarsi i figli allo stadio, rischia di pagarne le conseguenze peggiori.

FONTE: ArticoloTre.com


Cori contro Morosini: follia tra i tifosi Hellas
LIVORNO. Ultras del Verona insultano il calciatore morto in campo
La Digos filma l'accaduto e informa la Procura federale. La società si dissocia dall'accaduto

21/10/2012
LIVORNO La sua morte in campo per una improvvisa crisi cardiaca, il 14 aprile scorso aveva sconvolto l'Italia e il mondo sportivo internazionale, e aveva acceso polemiche sulla sicurezza per i calciatori. Unanime fu il cordoglioe per un giovane morto in diretta tv. Ma ieri a Livorno su Piermario Morosini, 25 anni, sono arrivati gli insulti. A lanciarli, verso il 30' del primo tempo della partita Livorno-Verona di Serie B, è è stato un gruppo di ultrà dell'Hellas. Il coro dei gialloblu è stato appena percepito dal resto dei tifosi presenti allo stadio, ma non è sfuggito alla Digos della questura livornese che ha filmato gli autori, i quali hanno concluso la performance con saluti romani e slogan fascisti. La questura ha poi fatto sapere di avere immediatamente informato gli ufficiali di campo e la Procura federale del comportamento tenuto dai tifosi veronesi che sono stati ripresi dalle telecamere di sicurezza. Poco prima, invece, nella curva livornese era stato esposto uno striscione contro i veronesi sul quale campeggiava la scritta: «Fascio tesserato servo dello Stato».

Il direttore generale del Verona calcio Giovanni Gardini a fine partita si è scusato a nome della società per i cori su Morosini: «Mi dissocio da questi cori e mi scuso», ha detto Gardini in sala stampa: «Ho avuto anche la sfortuna di vivere personalmente un coro nei confronti di un giocatore che è mancato sul campo. Su una tragedia di quel tipo... Non me lo sarei mai aspettato. Sono stati pochi, per fortuna, ma noi dobbiamo guardare avanti e scusarci nei confronti di tutte le persone che vengono allo stadio perché sicuramente non è stato un bell'esempio. Noi non vogliamo dare esempi negativi ma vogliamo dare esempi positivi». Gardini dà inoltre poco peso al fatto che ad intonare il coretto siano stati in pochi: «Che fossero uno, due o tre conta poco. I segnali che dobbiamo dare sono altri».

La società di Verona ha poi emesso un comunicato di scuse e di condanna per il gesto accaduto sugli spalti: «L'Hellas Verona F.C. Spa, in seguito a un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, intende porgere le proprie scuse più sentite e si dissocia da taluni comportamenti e atteggiamenti che ledono la memoria e l'onore del calciatore del Livorno scomparso», sostiene la società scaligera in una nota ufficiale, apparsa anche sul sito internet: «Nonostante l'orgoglio per la propria tifoseria, da sempre sostenitrice impeccabile dei nostri colori, l'Hellas Verona intende debellare con forza cori di questa natura, perché la tragedia di Piermario Morosini è un dolore che non può essere infangato». E l'impresa del Verona, vittorioso con due gol sul Livorno e secondo in classifica, è passato in secondo piano.

FONTE: BresciaOggi.it


Verona e i cori contro Morosini, il questore di Livorno promette: "Avranno daspo belli lunghi..."
Calcio, dopo il grave gesto di un gruppo allo stadio 'Picchi'. Il presidente dell'Hellas: "Vergogna". E il sindaco veneto, Tosi: "La città parte civile"
Il numero uno dell'Hellas è intervenuto a Sky. Intanto il sindaco Tosi, indignato, prende posizione - COMMENTA LA NOTIZIA

Morosini: Luci (Livorno), radiare Verona
Livorno, 21 ottobre 2012 - I cori dei tifosi del Verona contro Piermaio Morosini, giocatore del Livorno morto in campo lo scorso campionato, indignano il presidente del Verona Calcio, Maurizio Settii: "E' l'episodio più grave e vergognoso da quando ho preso il Verona". Il presidente dell'Hellas ha parlato al programma pomeridiano domenicale di Sky Sport. Il presidente chiede anche che si prenda atto della grave situazione generale riguardante i cori beceri nel calcio, riferendosi anche ai cori contro i martiri delle foibe che spesso canta la curva nord di Livorno.
Intanto sono stati individuati i tifosi che hanno cantato i cori incriminati
''I cori contro Morosini? Sono cose che non fanno parte del calcio - dice - Alla partita c'erano 700 tifosi, quelli che hanno fatto i cori non sono piu' di 10-15. So che anche la Lega di Serie B si sta prodigando. Verona come squadra e tifosi ma anche come citta' non e' quella dell'episodio di ieri. Da parte nostra e del sindaco Tosi continueremo la battaglia per avere stadi puliti, dove possono andare le famiglie. Ieri c'erano 700 tifosi, stiamo parlando di pochi deficienti. Da presidente voglio prima di tutto vincere il fair play, Verona merita palcoscenici ben diversi''.

IL SINDACO TOSI: "VERONA PARTE CIVILE"
"Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in Curva coi 'butei', capisco che alla partita ci possano essere gli 'sfotto'' ed anche insulti 'da stadio', fanno parte del clima. Ma e' assolutamente inammissibile l'offesa personale, ancor piu' quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro particolarmente colpito da tristissime vicende famigliari". Cosi' il sindaco di Verona Flavio Tosi, all'indomani dei cori dei tifosi scaligeri a Livorno contro Piermario Morosini, ha commentato quanto successo ieri, annunciando che la Giunta comunale si costituira' parte civile nel caso in cui i responsabili verranno individuati e perseguiti.
"Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile, hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona -le parole di Tosi affidate ad una nota-; dovrebbero provare a pensare a come si saranno sentiti i congiunti del povero Piermario Morosini. Per questo, se verranno individuati e perseguiti, la Giunta Comunale, a nome della Citta', si costituira' parte civile nei loro confronti e devolvera' in opere benefiche
l'eventuale risarcimento".

IL CAPITANO DEL LIVORNO: "VERONA DA RADIARE"
''Il Verona meriterebbe la radiazione. Non c'e' molto altro da aggiungere''. Cosi' il capitano del Livorno Andrea Luci, secondo quanto riporta il quotidiano 'Il Tirreno', ha risposto alla domanda sui cori anti-Morosini, ieri, subito dopo la partita con il Verona che i labronici hanno perso per 2-0. Anche il presidente del club Aldo Spinelli non ha mandato giu' le offese a Morosini. ''E' una vergogna. Piermario e' sempre nei nostri cuori'', ha affermato.

IL QUESTORE DI LIVORNO: "DASPO BELLI LUNGHI"
''Avranno tutti Daspo belli lunghi'' i tifosi del Verona che, durante la partita Livorno-Verona, hanno intonato il coro contro la memoria di Piermario Morosini. Lo promette il Questore di Livorno, l'ex arbitro di calcio Cardona, in un collegamento telefonico con la Domenica Sportiva. Cardona ha anche annunciato che la Procura della Figc è stata informata del comportamento del tecnico dell'Hellas, Mandorlini, che in una dichiarazione pre-partita avrebbe affermato di ''odiare'' i livornesi e poi, dopo la rete del 2-0 segnata dai suoi, avrebbe alzato il dito medio della mano destra in direzione della tribuna.

Individuati gli ultras scaligeri dei cori contro Morosini. Il questore Cardona promette: "Avranno daspo belli lunghi"
Fondamentali i video analizzati dalla Digos di Livorno. E il sindaco di Verona, Tosi: "Il Comune si costituirà parte civile"
Livorno, 21 ottobre 2012 - Incastrati dalle telecamere. Sono stati individuati i tifosi del Verona che ieri durante il match a Livorno hanno intonato cori contro Piermario Morosini, il giocatore amaranto stroncato da un infarto in campo. Nelle immagini raccolte dalla Digos e inviate alla questura di Verona per l'identificazione, si vedono gli ultras che fanno il saluto romano. La polizia di Livorno sta ora visionando i filmati relativi alla curva ospite per accoppiare il sonoro con il labiale degli ultrà veronesi che hanno intonato il coro contro la memoria di Piermario Morosini.

IL SINDACO DI VERONA, TOSI: "IL NOSTRO COMUNE SARA' PARTE CIVILE"
Morte di Morosini: incidente probatorio il 9 novembre a Pescara
Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha annunciato che la giunta comunale scaligera si costituirà parte civile nel processo che verrà istruito a carico dei responsabili.

''Avranno tutti Daspo belli lunghi'' i tifosi del Verona che hanno intonato il coro contro la memoria di Piermario Morosini. Lo promette il questore di Livorno, l'ex arbitro Cardona, in un collegamento telefonico con la Domenica Sportiva. Cardona ha anche annunciato che la Procura della Figc è stata informata del comportamento del tecnico dell'Hellas, Mandorlini, che in una dichiarazione pre-partita avrebbe affermato di ''odiare'' i livornesi e poi, dopo la rete del 2-0 segnata dai suoi, avrebbe alzato il dito medio della mano destra in direzione della tribuna.

FONTE: LaNazione.it


Cori contro Morosini, il sindaco di Verona si costituisce parte civile
Tosi: "Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile, hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona"

Raffaello Binelli - Dom, 21/10/2012 - 19:20
Non si è ancora spenta l'eco per i vergognosi cori degli ultras del Verona che, allo stadio Picchi di Livorno, hanno preso di mira Piermarmio Morosini, lo sfortunato giocatore morto in campo, a Pescara, il 14 aprile scorso, per un attacco cardiaco.

La condanna per quanto accaduto è arrivata da tutte le parti.

A fine gara il dg veronese Gardini ha fatto le scuse a nome del club. A 24 ore arriva la condanna del sindaco di Verona, Flavio Tosi: "Da tifoso dell’Hellas, anch’io vado in curva coi butei, capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò ed anche insulti da stadio fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l’offesa personale, ancor più quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l’altro particolarmente colpito da tristissime vicende famigliari".

"Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile - prosegue Tosi - hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona; dovrebbero provare a pensare a come si saranno sentiti i congiunti del povero Piermario Morosini. Per questo, se verranno individuati e perseguiti, la Giunta comunale, a nome della Città, si costituirà parte civile nei loro confronti e devolverà in opere benefiche l’eventuale risarcimento".

Un gesto simbolico importante (e da imitare) quello di Tosi. Si deve porre un argine alla bieca violenza di chi va allo stadio con l'intento di menare le mani. E si deve fare muro contro chi, con la scusa dello sport - in questo caso del calcio - cerca solo l'occasione di innescare la miccia della violenza.

Intanto a Livorno la rabbia per quanto accaduto allo stadio non si placa. "Il Verona meriterebbe la radiazione. Non c’è molto altro da aggiungere", è l'amaro sfogo (subito dopo la partita) del capitano amaranto Andrea Luci, secondo quanto riporta il quotidiano Il Tirreno. Anche il presidente del club, Aldo Spinelli non ha mandato giù le offese a Morosini: "È una vergogna. Piermario è sempre nei nostri cuori".

Ma a condannare gli stupidi cori è anche il Verona: "È la pagina più triste da quando ho preso il Verona. Faremo sicuramente delle iniziative fin da sabato, daremo segnali forti", ha detto a Sky il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti. "Sono cose che non fanno parte del calcio. Ieri c’erano 700 tifosi, quelli che hanno fatto i cori non sono più di 10-15. So che anche la Lega di Serie B si sta prodigando. Verona come squadra e tifosi ma anche come città non è quella dell’episodio di ieri. Da parte nostra e delsindaco Tosi continueremo la battaglia per avere stadi puliti, dove possono andare le famiglie. Ieri c’erano 700 tifosi, stiamo parlando di pochi deficienti. Da presidente voglio prima di tutto vincere il fair play, Verona merita palcoscenici ben diversi".

FONTE: IlGiornale.it


Calcio: cori in Livorno-Verona, individuati 20 ultra'
(AGI) - Livorno, 21 ott. - La Questura di Livorno ha individuato circa 20 tifosi veronesi che si sono resi protagonisti di gesti e cori inneggianti al periodo fascista durante la partita Livorno-Verona. La Digos, al lavoro da ieri sera su filmati e immagini riprese dalle telecamere di sicurezza, ha identificato alcuni degli ultra' che durante il match hanno alzato il braccio teso rendendo omaggio a Mussolini e al fascismo. In queste ore, gli agenti stanno visionando le immagini con degli esperti nella lettura labiale, per individuare anche i responsabili dei cori contro il giocatore del Livorno Piermario Morosini. Per loro, la denuncia per oltraggio ai defunti che rientra nei reati per diffamazione.

FONTE: AGI.it


Signori si nasce ma ultrà si diventa
Scritto da Stefano Benzi | Stefano Benzi – lun 22 ott 2012 12:19 CEST
Avevo scritto l'inizio di questo post qualche giorno fa per introdurre la storia dei tifosi diffidati del Genoa che vanno a vedere i giovanissimi nazionali rossoblu pur di sostenere la loro squadra (qui) e ne era uscito un pezzo a tinte fosche, molto negativo, in netto contrasto con quello che avrei voluto raccontare. Quindi l'ho salvato nel mio solito file che si chiama 'pozzo' dove finiscono gli appunti che tanto, prima o poi, verranno di nuovo utili...

Direi che c'è più di un motivo per tirare fuori quegli appunti ancora freschi e colmi di pensieri negativi: i cori sul decesso di Morosini dei tifosi del Verona, il comportamento dei tifosi del Napoli all'interno dello Juventus Stadium, i cori razzisti dei tifosi della Juventus durante la stessa partita, gli incidenti prima di Inter-Catania con quattro tifosi interisti incensurati arrestati per aggressione nei confronti di altrettanti tifosi del Catania. E sicuramente dimentico o mi sono perso qualcosa...

D'altronde ci sarà il solito che sotto aggiungerà che c'è stato chi ha fatto questo e chi ha fatto quello: perché i cori contro la gente che è morta, o c'è andata vicino, (Prisco, Superga, Baretti, Pessotto, Paparelli, ...) sono tutti uguali. Indipendentemente dal mittente e dal destinatario. Ognuno ha la sua banda di idioti da mantenere: in questo sistema paese-barzelletta dovremmo averlo imparato da un pezzo.

Ma quando sento parlare di orgoglio ultrà mi viene il voltastomaco. Ma quale orgoglio, banda di incivili...?
Non sopporto l'aggressività dei vostri cori, non tollero il modo in cui vi ergete a voce di una tifoseria intera (quando spesso viene zittita in modo anche violenta). Trovo i vostri secondi fini che vanno dalle creste su gadget e trasferte, al bagarinaggio, allo spaccio, al curioso servizio di sorveglianza in occasione di concerti ed eventi pubblici raccattato grazie a qualche buon ufficio politico o a strane società di servizi, l'unica vera espressione cui siete interessati.

A volte della partita alle cosiddette voci della curva non interessa nulla. A volte non gliene frega niente nemmeno della squadra.
Servono: non al club, che li teme e li sovvenziona in modo vile e servile. Ma a chi attraverso loro può contare su voti e appoggi più o meno civili nei quali i modi contano meno dei risultati.

La stampa non è meglio: quando mi dicono 'voi giornalisti' provo un senso di scomoda e infastidita appartenenza. Perché dietro questa etichetta che la storia ci dice essere nobile e intellettualmente inattaccabile, si nascondono voci faziose, parziali, a volte del tutto inattendibili. Ma servono anche quelle: perché le copie non si vendono, i siti non si leggono e il gregge senza il dannato pastore non si muove. Quindi le voci si schierano perché è l'unico modo di avere un pubblico e forse uno stipendio.

E chi non è schierato? Gli daranno del venduto un po' tutti, a rotazione: che è quasi una garanzia di credibilità. Tutto sommato un motivo d'orgoglio.

Tuttavia…

Tuttavia trovo disgustoso il modo in cui il nostro paese abbia trattato l'argomento: incapaci di dare un ordine, l'unica cosa che abbiamo saputo fare è stata quella di fare di tutta l'erba un fascio. Di conseguenza anche chi non era un ultrà lo è diventato, spesso suo malgrado, in un'età in cui ci si lascia affascinare facilmente da esempi sbagliati. E questi ragazzi, intruppati, guardati a vista e portati da una parte all'altra d'Italia da una schiera di altri ragazzi vestiti di blu, a loro volta intruppati e guardati a vista, dello sport, del calcio e della bellezza di un certo tipo di agonismo non hanno capito assolutamente nulla. Ora sono persi. E di questo senso di appartenenza fanno addirittura un motivo di orgoglio indipendentemente dalla loro fazione.

E' una grande sconfitta...

Resta il fatto che un poliziotto in trasferta per un servizio domenicale costa in media 400€ al giorno e che ci siano danni, insulti inascoltabili, incidenti in occasione di un evento calcistico diventa una conseguenza del tutto normale.

Smettiamola di dire che succede anche altrove, smettiamola di dire che sono poche decine di idioti, smettiamola di dire che non sono tifosi. Perché gli idioti sono parecchie migliaia e quelli che vivono in uno stato di omertà o di sommesso divertimento di fronte alle loro abitudini sono molti di più.

D'altronde... d'altronde viviamo in un paese dove nessuno si vergogna di nulla. E gli esempi istituzionali sono tali che forse avremmo tutti il diritto di fare sempre e comunque quello che ci pare, tale e tanto è lo sconforto che si prova di fronte ai cosiddetti esempi.

Sono sconfortato più che disgustato: un giornalista Rai che si sbaglia nella fretta di montare un servizio e definisce puzzolenti i tifosi napoletani... il signor prefetto (maiuscolo, minuscolo, che differenza fa?) di Napoli, tale Andrea De Martino (questo sì, mi tocca scriverlo maiuscolo) molto irritato con don Maurizio Petricello perché il prete, durante una riunione, non aveva definito signor prefetto, Carmela Pagano, altra rappresentante del governo (maiuscolo? Minuscolo? Boh...) ma solo signora.

D'altronde signori si nasce: ultrà, giornalisti, prefetti si diventa. E il dramma, rendiamoci conto, è il secondo... non il primo.

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Calcio: cori fascisti durante Livorno-Verona, individuati 20 ultra'
Livorno, 21 ott. - (Adnkronos) - La Questura di Livorno questa mattina ha individuato i tifosi veronesi che si sono resi protagonisti di gesti e cori inneggianti al periodo fascista durante la partita di serie 'B' Livorno-Verona. La digos della questura di Livorno al lavoro da ieri sera non ha mai smesso di visionare i filmati e le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza.

Serie B: Insulti a Morosini, Verona porta in tribunale gli ultras
Il sindaco Flavio Tosi a muso duro contro chi ha osato prendere parte ai cori contro l’ex livornese. Sconsolato anche il presidente scaligero Setti: “Parliamo di 10-15 persone, e non chiamiamoli tifosi”
Italpress – 23 ore fa
"Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in Curva coi "butei", capisco che alla partita ci possano essere gli "sfottò" ed anche insulti "da stadio", fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l'offesa personale, ancor più quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro particolarmente colpito da tristissime vicende famigliari". Così il sindaco di Verona Flavio Tosi, all'indomani dei cori dei tifosi scaligeri a Livorno contro Piermario Morosini, ha commentato quanto successo ieri, annunciando che la Giunta comunale si costituirà parte civile nel caso in cui i responsabili verranno individuati e perseguiti. "Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile, hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona -le parole di Tosi affidate ad una nota-; dovrebbero provare a pensare a come si saranno sentiti i congiunti del povero Piermario Morosini. Per questo, se verranno individuati e perseguiti, la Giunta Comunale, a nome della Città, si costituirà parte civile nei loro confronti e devolverà in opere benefiche l'eventuale risarcimento".

"È una delle cose più tristi che mi è successa da quando sono arrivato a Verona". Il presidente del Verona, Maurizio Setti, in collegamento telefonico con Sky Sport 24 torna sui cori contro Morosini che si sono sentiti ieri allo stadio di Livorno e che provenivano dalla curva dei tifosi scaligeri. "Parliamo di 10-15 persone, chiamarli tifosi è sbagliato. Oltre a quella del sindaco Tosi (la Giunta si costituirà parte civile, ndr) ci sono tantissime iniziative in cantiere, anche la Lega, nella figura del presidente Abodi, si sta prodigando e noi faremo sicuramente qualcosa nella prossima partita. Verona e la città di Verona non sono i tifosi di ieri, qui c'è gente molto appassionata, che tiene vivo il pensiero di una storia importante e che non può essere accostate a certi individui. Noi da parte nostra, insieme al sindaco, continueremo questa battaglia che è quella di avere stadi puliti e con le famiglie sugli spalti. Ieri a Livorno c'erano 700 tifosi veronesi, quei cori sono arrivati da 15-20 persone che vanno identificati. Noi sabato, nella prossima gara interna, daremo un segnale forte".

Serie B: Abodi: "Cori Morosini? Puniamo i colpevoli"
Il presidente della Serie B commenta i cori contro Morosini cantati dai tifosi del Verona: "Non serve punire la società, bisogna prendere i colpevoli"
Italpress – dom 21 ott 2012 13:41 CEST
"Non si può sottovalutare il tema, né sovrastimarlo perché circoscritto a 20 persone individuate e che non solo devono essere allontanate dallo stadio di Verona ma da tutti gli stadi. Noi dobbiamo aiutare la società e punire in maniera chirurgica".
Il giorno dopo i cori offensivi nei confronti di Morosini da parte dei tifosi del Verona, il presidente della Lega serie B, Andrea Abodi, interviene ai microfoni di Radio Sportiva per dire la sua. "Il principio sacro del rispetto, noi abbiamo cercato di affermarlo anche visivamente, c'è sui cartelli sui campi, sulle maglie - sottolinea - Lo ribadiremo, e più che le parole servono i fatti, che società e squadra si siano dissociate è un segnale importante, perché questi non sono tifosi".
A detta di Abodi "servono decisioni giuste, tanto nette sono le parole di queste signori, tanto forti devono essere le risposte. Giudice sportivo ed organi di giustizia sportiva nei prossimi giorni nella loro autonomia prenderanno le loro decisioni che auspico siano chirurgiche: colpire la società o chiudere uno stadio sarebbe troppo facile, verso un club che viene da un passato di tifoseria in cui pochi soggetti si sono resi protagonisti di uscite poco brillanti e che si è dissociato".

FONTE: It.EuroSport.Yahoo.com


Cori Morosini: Abodi, punire i colpevoli 'Più delle parole a questo punto servono soltanto i fatti'
Domenica 21 Ottobre 2012
(ANSA) - ROMA, 21 OTT - ''Non si puo' sottovalutare il tema, ne' sovrastimarlo, perche' circoscritto a 20 persone individuate e che, non solo devono essere allontanate dallo stadio di Verona, ma da tutti gli impianti sportivi''. Cosi' il presidente della Lega di Serie B interviene sui cori offensivi nei confronti di Piermario Morosini dei tifosi veronesi. ''Il principio sacro del rispetto, abbiamo cercato di affermarlo anche visivamente - spiega - sui cartelli, sui campi, sulle maglie. Piu' delle parole servono fatti.

FONTE: CorriereDelloSport.it


Cori contro la memoria di Morosini e saluto romano allo stadio, individuati tifosi del Verona
LIVORNO - 21/10/2012 - La Digos ha esaminato le immagini riuscendo a individuare una ventina di tifosi che si sono resi protagonisti del saluto romano. Ancora indagini sui fotogrammi allo scopo di abbinare il sonoro con il labiale degli ultra' per i cori contro Piermario M
Gli agenti della questura di Livorno hanno individuato i tifosi del Verona che ieri, durante la partita Livorno-Verona, hanno fatto il saluto romano. Si tratta di una ventina di persone. Le immagini raccolte dalla digos durante l'incontro di calcio sono state inviate alla questura di Verona affinche' proceda all'identificazione dei tifosi. Le indagini a Livorno proseguono: la polizia sta cercando, proprio attraverso le stesse immagini, di abbinare il sonoro con il labiale degli ultra' veronesi che hanno intonato cori contro Piermario Morosini, il ventiseienne centrocampista della squadra toscana morto in campo, a Pescara, lo scorso 14 aprile dopo essere stato colpito da una crisi cardiaca. Intanto il sindaco di Verona, Tosi, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile contro i responsabili dei cori: "Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in curva coi 'butei', capisco che alla partita ci possano essere gli sfotto' ed anche insulti 'da stadio', fanno parte del clima. Ma e' assolutamente inammissibile l'offesa personale. E' soprattutto inammissibile - dice ancora il sindaco Tosi - quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro particolarmente colpito da tristissime vicende familiari. Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile, hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona; dovrebbero provare a pensare a come si saranno sentiti i congiunti del povero Piermario. Per questo, se verranno individuati e perseguiti, la Giunta Comunale, a nome della Citta', si costituira' parte civile nei loro confronti e devolvera' in opere benefiche l'eventuale risarcimento".

FONTE: ToscanaTV.com


MOSTRUOSITÀ MADE IN VERONA: INSULTATO MOROSINI
Agghiacciante episodio quello verificatosi nel pomeriggio di ieri allo stadio Armando Picchi di Livorno: nel corso della sfida fra i padroni di casa e il Verona, gli ultras ospiti hanno intonato cori offensivi nei confronti di Piermario Morosini, il calciatore livornese morto in campo per un problema al cuore nella scorsa stagione. Il tutto fra un saluto romano e uno slogan fascista.
Davanti ad episodi del genere, passano addirittura come atti di gentilezza quelli posti in essere dai tifosi del Napoli allo Juventus Stadium.

FONTE: CanaleJuve.it


SPORT
CALCIO: A LIVORNO INSULTI A MOROSINI, IL VERONA CHIEDE SCUSA “CI DISSOCIAMO”
21 ottobre 2012
(IRIS PRESS) – ROMA, 21 OTT – Cori offensivi contro Piermario Morosini a Livorno da parte di alcuni supporter del Verona (ci scusiamo per l’errore precedente, che attribuiva i fatti avvenuti al ‘Bentegodi’, ndr). L’increscioso episodio ha destato sgomento tra tutti gli sportivi, con la richiesta di una pena esemplare per gli autori.

Le urla si sono levate dagli spalti durante l’intervallo: un centinaio di ‘tifosi’ ha pensato di offendere la memoria del calciatore morto lo scorso anno con la maglia livornese. La Questura sta visionando i filmati per arrivare all’identità dei responsabili del gesto.

“L’Hellas Verona F.C. Spa, in seguito a un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, intende porgere le proprie scuse più sentite e si dissocia da taluni comportamenti e atteggiamenti che ledono la memoria e l’onore del calciatore del Livorno scomparso” ha spiegato il club scaligero in un comunicato diffuso a fine partita.

“Nonostante l’orgoglio per la propria tifoseria, da sempre sostenitrice impeccabile dei nostri colori, l’Hellas Verona F.C. Spa intende debellare con forza cori di questa natura, perché la tragedia di Piermario Morosini è un dolore che non può essere infangato” ha aggiunto uil comunicato del Verona.

FONTE: IrisPress.it


Il Verona passa a Livorno. Vergogna Ultras gialloblu
Scritto da Giorgio Lazzeri – 20 ottobre 2012 – 23:54
Un Verona stratosferico ma anche fortunato effettua il sorpasso nella gara del Picchi e si prepara all’inseguimento della lepre Sassuolo fermato ieri in quel di Cittadella, ma prima di parlare della gara vorremmo sottolineare “LA VERGOGNA” degli ultras (chiamamoli così perchè altrimenti non ci sarebbero nomi per definire questi personaggi che verso la fine del primo tempo sono stati capaci di intonare il coro “MOROSINI PEZZO DI M….) – preferiamo fermarci qui anche perchè la società tramite il suo DG Gardini che proprio lo scorso anno al Livorno visse in prima persona la tragedia di quel 14 aprile a Pescara si è immediatamente dissociata ed in serata ha pure porto le sue scuse ufficiali, senza parlare delle Tv ecc.. che hanno biasimato e condannato il fatto incluso lo stesso presidente Abete.

Ora speriamo che vengano presi i giusti provvedimenti compreso il gesto del loro allenatore Mandorlini non proprio esempio di sportività che dopo le pessime dichiarazioni della vigilia ha contribuito dopo il 2-0 per gli scaligeri ad aumentare la tensione rivolgendosi verso la tribuna e facendo il classigo gesto “DEL DITO”.

Ma venendo alla gara abbiamo parlato di un Verona bello e fortunato, questo perchè gli scaligeri grazie ad un assetto tattico di certo superiore agli amaranto hanno dominato la gara in lungo e in largo, Halfredsson sembrava “TIRAMOLLA” catturando decine e decine di palloni facendo così ripartire sempre nel modo giusto Jorginho e soci, Cacia dimostrava il suo stato di grazia mettendo a dura prova la sempre incerta difesa labronica, fino a che al 71' dopo che Nicola era stato costretto a sostituire Emerson per infortunio col greco Gentsoglou (perdendo così l’equilibrio in mezzo) ed inserendo Salviato in luogo di Belinghieri, ieri sempre avulso dal gioco, proprio lo stesso Salviato è stato, cincischiando troppo con la palla tra i piedi, l’autore della perdita del pallone che è arrivato in area dove Cacia lasciato troppo libero da Lambrughi ha fulminato l’incolpevole e fino a quel momento OTTIMO Fiorillo.

Immediata la reazione dei labronici con azioni che hanno portato Paulinho a reclamare un dubbio fallo da rigore ed un goal che poi le TV hanno dimostrato essere regolare, per finire con l’incredibile palo di Salviato di testa da appena un metro dalla porta, poi incapace di ribattere in goal un pallone a porta vuota e spalancata che era più difficile tirare fuori che dentro, ma purtroppo questo è il calcio per finire poi al 90' col raddoppio veronese che ha così chiuso definitivamente la gara.

Ma al di la degli episodi sfortunati per il Livorno resta la consapevolezza di aver incontrato una squadra di gran lunga superiore, forse la più forte ed attrezzata di tutto il torneo, completa in ogni reparto con uomini di categoria superiore che sicuramente troveremo tra le prime due alla fine dei giochi, del resto era pure nei pronostici della vigilia. Per il Livorno invece la conferma dei nostri sospetti già emersi e scritti precedentemente, cioè di una squadra mediocre che di fronte a certe corazzate trova enormi difficoltà di trovare la via della rete, sia per la mancanza di un ariete in appoggio a Paulinho, sia per un centrocampo scarso in costruzione e qualche volta pure in difficoltà nella protezione di una difesa che fa “VERAMENTE PAURA” quando deve affrontare attacchi di una certa pericolosità e non a caso le 18 reti subite in dieci giornate parlano da sole (solo l’Empoli penultimo in classifica ha fatto peggio).

Ma del resto questo è il Livorno attuale, il conforto sono i 19 punti dopo dieci giornate pensando che lo scorso torneo alla fine del girone d’andata gli amaranto avevano appena 21 punti e che il presidente Spinelli dopo aver incassato il rifiuto di Nesta, possa trovare o tra i giocatori fermi o sul mercato di gennaio quel difensore che riesca a dare maggior solidità ad una difesa “troppo ballerina”.
Ed ora appuntamento a venerdi sera nell’anticipo notturno contro la decaduta Cesena.

FONTE: CalcioToscano.it


Verona-LIvorno, cori contro Morosini
Vergogna Hellas: cori contro Piermario Morosini
Nel corso della partita Livorno-Verona di serie B, gli ultrà ospiti hanno scandito un coro di insulti verso Piermario Morosini, il calciatore amaranto deceduto l'anno scorso durante lo svolgimento della gara Pescara-Livorno

di Redazione - 21 ottobre 2012
L'ennesima vergogna si è consumata allo stadio Picchi di Livorno da parte della tifoseria del Verona. Dal settore ospiti si sono sentiti cori contro l'ex biancrosso, Piermario Morisini, deceduto lo scorso anno mentre indossava la maglia del Livorno. Il calcio, in quell'occasione, si fermò.

Equanime la condanna dal mondo sportivo, sia da parte delle società che dai gruppi ultras. Da quanto si apprende, il coro è stato appena percepito dal resto dei tifosi presenti allo stadio, ma non è sfuggito alla Digos della questura livornese che ha filmato gli autori, i quali hanno concluso la performance con saluti romani e slogan fascisti.

La questura ha poi fatto sapere di avere immediatamente informato gli ufficiali di campo e la procura federale del comportamento tenuto dai tifosi veronesi che sono stati ripresi dalle telecamere di sicurezza. Poco prima, invece, nella curva livornese (storicamente di sinistra) era stato esposto uno striscione contro i gialloblu sul quale campeggiava la scritta: «Fascio tesserato servo dello Stato».

Il direttore generale del Verona calcio, Giovanni Gardini, a fine partita (vinta dai veneti 0-2) si è scusato a nome della società per i cori dei tifosi su Morosini. "Mi dissocio da questi cori e mi scuso, per fortuna non li ho sentiti".

FONTE: VicenzaToday.it


Indignazione per gli insulti a Morosini degli Ultras del Verona
Verso la fine del primo tempo del match tra Livorno e Verona, un gruppo di ultrà ha scandito un coro di insulti verso il calciatore morto in campo. Servono provvedimenti esemplari.
redazione
domenica 21 ottobre 2012 14:13
Quando il calcio diventa vergognoso. Per demerito di alcuni ultrà che non sono in grado di rispettare la memoria di un giovane morto mentre faceva il proprio lavoro.

La decima giornata di Serie B infatti verrà ricordata per un episodio gravissimo che si è verificato allo Stadio Picchi di Livorno. Al 30' del primo tempo un gruppo di ultrà del Verona ha scandito un coro di insulti verso Piermario Morosini, il calciatore morto il 14 aprile 2012 a Pescara, durante la partita della 14^ giornata.

Il coro è stato appena percepito dal resto dei tifosi presenti allo stadio, ma non è sfuggito alla Digos. La questura livornese ha immediatamente informato gli ufficiali di campo e la procura federale del comportamento tenuto dai tifosi ospiti, ripresi dalle telecamere di sicurezza.

La società veneta non ha perso tempo a scusarsi: sul sito della società la condanna a quanto accaduto: "L'Hellas Verona, in seguito a un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, intende porgere le proprie scuse più sentite e si dissocia da taluni comportamenti e atteggiamenti che ledono la memoria e l'onore del calciatore del Livorno scomparso. Nonostante l'orgoglio per la propria tifoseria, da sempre sostenitrice impeccabile dei nostri colori, l'Hellas Verona F.C. Spa intende debellare con forza cori di questa natura, perché la tragedia di Piermario Morosini è un dolore che non può essere infangato".

Ma le scuse non bastano. Servirebbero dei provvedimenti esemplari contro chi non ha rispetto di niente e nessuno e infanga la memoria di chi non c'è, purtroppo, più.

FONTE: Globalist.it


Pier Mario Morosini e tifosi del Napoli "vittime" dell'ignoranza
Nel corso dell'ultimo weekend calcistico sono accaduti due episodi gravissimi per cui vale la pena spendere due parole e qualche considerazione: da una parte i cori vergognosi dei tifosi del Verona contro Mrorosini, dall'altra il servizio del Tg3 Piemonte in cui si offende Napoli e i napoletani...
L'ultimo week end di calcio ha regalato grandissime emozioni dentro ai rettangoli di gioco, ma fuori dal campo sono successi due episodi molto gravi e per cui vale la pena spendere due parole.

VERGOGNA VERONA - Innanzitutto quello che è successo a Livorno nel corso della partita tra i padroni di casa e il Verona: verso la fine del primo tempo, un gruppetto (si parla di una ventina di persone) di tifosi ospiti ha intonato un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, lo sfortunato ex calciatore degli amaranto, deceduto lo scorso 14 aprile nel corso della partita di campionato con il Pescara. Un gesto, quello dei tifosi scaligeri, senza dubbio inqualificabile, condito da saluti romani e altri slogan di matrice nazista o comunque di estrema destra. Fortunatamente il coro offensivo nei confronti di Morosini è sfuggito alla stragrande maggioranza dei presenti allo stadio, ma non agli agenti della Digos, che hanno subito provveduto a cercare i colpevoli del vile gesto. Ne sono stati individuati una ventina. Tutto il mondo del calcio, quello sano, si è schierato contro queste persone, vili ed ignoranti. Il comune di Verona, tramite il sindaco Tosi, ha annunciato che all'eventuale processo, si costituirà parte civile, proprio a testimoniare l'assoluta lontananza da comportamenti del genere. La condanna, dunque, è stata unanime: non resta che aspettare le decisioni degli organi di giustizia, ma sono in molti a chiedere (o forse a pretendere, addirittura) pene esemplari nei confronti di questa gente che ha davvero poco a che vedere con il calcio. A proposito del Verona, non si può, poi, sorvolare sull'ennesima figuraccia e caduta di stile dell'allenatore Mandorlini: sarà anche un tecnico di talento, ma le sue "uscite" nei confronti della Salernitana e di Salerno una volta e del Livorno e dei livornesi adesso, testimoniano la mancanza di educazione dell'uomo. Intervistato prima della gara, aveva dichiarato quanto segue: "Sono orgoglioso di essere un nemico giurato del Livorno e i livornesi sono antipatici". Finita qui? Ma nemmeno per sogno, visto che al secondo gol della sua squadra ha addirittura rivolto il dito medio alla curva livornese. Se questi sono gli esempi che vengono offerti dai protagonisti in campo, come sorprendersi di ciò che accade in curva?

GIORNALISMO SPAZZATURA - L'altro fatto vergognoso riguarda il servizio andato in onda sul Tg3 del Piemonte ieri sera (ndr: domenica 21 ottobre) e che è chiaramente offensivo nei confronti dei tifosi napoletani e dei cittadini di Napoli in generale. L'aver deciso di mandare in onda gli insulti dei tifosi è già di per sè una scelta discutibile, ma nel momento in cui è stato lo stesso giornalista ad insltare Napoli e i napoletano con un "li riconoscete dalla puzza", ecco che ogni limite di decenza, di educazione e di etica professionale è stato ampiamente calpestato. L'Ordine dei Giornalisti ha segnalato la cosa all'Ordine del Piemonete, mentre il Cdr della rai di Torino ha subito provveduto a scusarsi.

FONTE: Calcio.Net1News.org


Sos arbitri. Chiesa a CM: 'Cori contro Morosini? La gara andava sospesa'
22 ottobre alle 12:10
Consueto appuntamento del lunedì con Massimo Chiesa, ex arbitro internazionale e attuale opinionista di Telenova. Ai microfoni di Calciomercato.com, Chiesa valuta i principali episodi da moviola della Serie A (ma anche delle coppe europee e delle qualificazioni mondiali) e fa un'analisi delle tematiche arbitrali e regolamentari più scottanti a livello nazionale e internazionale.

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Chiudiamo con un tristissimo episodio: Livorno-Verona arbitro Nasca. I tifosi del Verona infangano la memoria di Piermario Morosini, i cori si sentono chiaramente, l'arbitro non poteva intervenire? "Doveva intervenire e sospendere immediatamente la partita. Questi sono delinquenti a lingua armata. Ci vogliono pene esemplari perchè non si può infangare la memoria di un calciatore che ha perso la vita facendo il suo lavoro. Io li arresterei tutti, fuori dagli stadi questi criminali. C'è anche da dire che Mandorlini ha surriscaldato l'ambiente il giorno prima, lui ha anche allenato Lo Spezia e c'è rivalità con i livornesi"
Marco Gentile

Insulti a Morosini, vandali a Torino, rapina a Milano: Italia, il calcio dei barbari
22 ottobre alle 00:08
Nel giro di 24 ore il calcio italiano ha mostrato il suo volto peggiore. Ieri pomeriggio a Livorno un gruppo di ultras dell'Hellas Verona ha insultato Piermario Morosini e la sua memoria. Poi, ieri sera allo Juventus Stadium, gli ultras del Napoli hanno devastato il settore ospiti dello stadio, terrorizzando i tifosi di casa. Infine, oggi a Milano, quattro ultrà interisti sono stati arrestati da agenti della Digos per aggressione e rapina ai danni di quattro tifosi catanesi al termine di Inter-Catania. Gli arrestati hanno un'età compresa tra i 22 e i 24 anni e sono tutti incensurati. Sono solo gli episodi più eclatanti di un fine settimana calcistico che, in giro per l'Italia, avrà manifestato sicuramente altri episodi di cui andare poco fieri.

Non si tratta di accusare indistintamente questa o quella o tifoseria, perché ovunque ci sono le mele marce e i tifosi modello, ma certamente lo spettacolo al quale abbiamo assistito fra ieri e oggi è vergognoso. E non può essere una consolazione il fatto che anche altrove, in Europa, accada qualcosa di simile: ieri in Germania, ad esempio, 200 tifosi sono stati arrestati per incidenti avvenuti prima della partita fra Borussia Dortmund e Schalke 04.

Quel che è certo, però, è che a farne le spese sono le persone che vanno allo stadio solo per guardarsi una partita e non per combattere un'assurda guerra fra bande. E specie chi (ancora) ha il coraggio di portarsi i figli allo stadio, rischia di pagarne le conseguenze peggiori.

A riguardo, pubblichiamo una significativa lettera che ci ha inviato un abbonato allo Juventus Stadium.
Buongiorno,
Mi chiamo Alberto Zacchetti Ceriani e sono un grande tifoso della Juventus, nonché collezionista di maglie indossate dai suoi giocatori, abbonato allo juventus stadium nel primo anello della curva nord, settore 109, quello confinante con il settore ospiti. Vi scrivo per farvi presente, deciderete voi come utilizzare quanto vi sto scrivendo, la situazione che é venuta a crearsi ieri sera, durante la sfida con il Napoli. In uno stadio creato per il calcio, un vero e proprio gioiello, ho visto spegnersi entusiasmo, voglia di sostenere la mia squadra, e piacere di guardare la partita. In un settore pieno di bambini, di anziani, di ragazze e signore dall'intervallo fino alla fine della partita i tifosi ospiti hanno continuato a sputare, lanciare bicchieri pieni di liquidi che hanno colpito i tifosi, oggetti piu o meno pesanti, cibi e altro. Ho visto anziani inondati, una ragazza colpita in faccia da un bicchiere pieno lanciato dal secondo anello che ha abbandonato lo stadio a 30 minuti dalla fine per il dolore al volto, io stesso sono stato colpito da acqua e da uno sputo lanciato oltre la barriera da un tifoso napoletano che in seguito ha cominciato a deriderci perche colpiti dal suo sputo. Ho visto padri coprire con i propri corpi i figli di etá inferiori ai sei anni terrorizzati che un oggetto lanciato dal settore a noi sovrastante potesse colpirli. Insomma, una vera vergogna, qualcosa di inaccettabile e inammissibile, qualcosa che, come dicevo prima, spegne la passione lasciando spazio solo a tristezza e demoralizzazione perché purtroppo, ancora oggi, nonostante uno stadio meraviglioso, con certe tifoserie non si può andare allo stadio con famiglie o bambini. Mi ripeto ma ho in mente solo una parola. Vergogna. (Alberto Zacchetti Ceriani)

Ci sembra che non ci sia altro da aggiungere.
Gianluca Minchiotti

Insulti a Morosini, Abodi e Albertini duri. Il sindaco di Verona: 'Saremo parte civile'
21 ottobre alle 15:30
Dopo i cori offensivi nei confronti di Piermario Morosini da parte di alcuni ultras del Verona, a Radio Sportiva è intervenuto il presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi.
"Sentimenti contrastanti non si può sottovalutare il tema, né sovrastimarlo perchè circoscritto a 20 persone individuate e che non solo devono essere allontanate dallo stadio di Verona ma da tutti gli stadi. Il principio sacro del rispetto, noi abbiamo cercato di affermarlo anche visivamente, c´è sui cartelli sui campi, sulle maglie. Lo ribadiremo, e più che le parole servon i fatti, che società e squadra si siano dissociati è un segnale importante, perchè questi non sono tifosi. E´ importante anche il ruolo della comunicazione. Pure nostri tesserati che a volte dimostrano di non saper vivere, senza fare nomi, hanno bisogno di essere accompagnati. Servono decisioni giuste, tanto nette sono le parole di queste signori, tanto forti devono essere le risposte. Giudice sportivo ed organi di giustizia sportiva nei prossimi giorni nella loro autonomia prenderanno le loro decisioni che auspico siano chirurgiche: colpire la società o chiudere uno stadio sarebbe troppo facile, verso un club che - viene da un passato di tifoseria in cui pochi soggetti si sono resi protagonisti di uscite poco brillanti - e si è dissociata. Noi dobbiamo aiutare la società e punire in maniera chirurgica".

La questura di Livorno, intanto, secondo quanto si legge su Repubblica.it, ha già individuato una ventina di tifosi del Verona che ieri, durante la partita Livorno-Verona, hanno fatto il saluto romano: le immagini raccolte dalla digos durante il match sono state inviate alla questura di Verona per la successiva identificazione. I poliziotti della questura labronica stanno ora visionando i filmati relativi alla curva ospite, per individuare anche gli ultrà veronesi che hanno intonato il coro contro Piermario Morosini, calciatore della squadra amaranto morto in campo nello scorso mese di aprile.

Intanto, come si legge sull'Ansa, la Giunta comunale di Verona si costituirà parte civile contro i tifosi del Verona che hanno insultato la memoria del giocatore del Livorno Morosini. Lo ha annunciato il sindaco, Flavio Tosi. "Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in curva coi 'butei', capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò - ha sostenuto Tosi - ma è inammissibile l'offesa personale. Soprattutto quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro colpito da tristissime vicende famigliari".

Sul caso è intervenuto anche Demetrio Albertini, vicepresidente della Figc: "Non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire per isolarli. Le multe possono essere prese come esempio, ma è arrivato il momento di agire duramente contro queste persone. La cosa che deve fare il mondo del calcio e' non abituarsi alla multa o all'ammenda".

Infine, parla anche il Questore di Livorno, l'ex arbitro Antonio Cardona, che ala Domenica Sportiva promette: "Avranno tutti Daspo belli lunghi" i tifosi del Verona che ieri, durante la partita Livorno-Verona, hanno intonato il coro contro la memoria di Piermario Morosini. Cardona ha anche annunciato che la Procura della Figc è stata informata del comportamento del tecnico dell'Hellas, Andrea Mandorlini, che in una dichiarazione pre-partita avrebbe affermato di "odiare" i livornesi e poi, dopo la rete del 2-0 segnata dai suoi, avrebbe alzato il dito medio della mano destra in direzione della tribuna.

FONTE: CalcioMercato.com


HELLAS VERONA. Pesanti accuse di razzismo per MANDORLINI e i tifosi veronesi. VIDEO
Di Cristian Amadei | 22.10.2012 15:59 CEST
Le accuse mosse dal web, sui social network, su molti canali YouTube, e riguardanti lo stampo razzista di alcuni comportamenti del mister veronese Andrea Mandorlini, si appesantisce notevolmente dopo i "deprecabili cori" contro la memoria di Morosini intonati dagli ultra gialloblù a Livorno nell'ultimo fine settimana calcistico. Tutto iniziò col canto che Mandorlini intonò durante la presentazione dell'Hellas lo scorso luglio 2011, un coro "Ti amo Terroneeee" al quale la curva veronese attribuisce un'importante segno razzista verso il sud del paese. Cori che tutto lo stadio veronese aveva intonato tempo prima contro i tifosi pescaresi saliti al Bentegodi. Tutto lo stadio, va sottolineato. In quel caso a intonare cori razzisti furono in 14mila. Per quanto riguarda i cori contro Morosini invece, il presidente veronese e il sindaco si sono affrettati a quantificare in "una ventina" i facinorosi, anche se per rilevare un canto di curva ai microfoni d'ambiente televisivi, i numeri devono essere ben altri.

INDIZI. Il secondo indizio contro l'allenatore, è ritrovabile nel rifiuto di Andrea Mandorlini ad accettare una maglietta con su scritto "Benvenuto al Sud" offertale da una bambina di circa 10 anni, tifosa della Nocerina. Un gesto pesantemente discusso al tempo dei fatti. Il comportamento che precede la sfida di Livorno, con le dichiarazioni in conferenza stampa, sono un'ulteriore appiglio a quanti accusano di razzismo il mister del Verona. Queste le sue parole alla vigilia: "Sono orgoglioso di essere un nemico del Livorno. Non ce le siamo mai mandate a dire e continueremo a essere così. Fa parte del gioco, e mi auguro che la mia squadra giochi meglio della loro e l'importante è il risultato".

PROVOCAZIONE. A pesare come un macigno inoltre, è il "dito medio" alzato verso i tifosi del Livorno alla rete marcata dal Verona, che ha portato il risultato della gara, sul definitivo 2-0. Non sappiamo se Andrea Mandorlini sia o meno razzista, se realmente abbia dei pregiudizi verso il sud o verso tifoserie di impronta politica e etnica diversa dal credo del mister veronese, tuttavia alcuni atteggiamenti ci sembrano tutt'altro che idonei al ruolo che ricopre e alla visibilità alla quale è abituato. In un mondo come quello calcistico dove si dovrebbe cercare di stemperare le tensioni, crearle con atteggiamenti provocatori è quantomeno inappropriato. Ci auguriamo le pronte scuse dell'allenatore veronese Mandorlini per il "dito medio" e le dichiarazioni contro il Livorno rilasciate in tv.

VIDEO 1. "TI AMO TERRONE"
VIDEO2. "CORI RAZZISTI A VERONA"
VIDEO3. "TERRONI E TERREMOTATI"

CORI ANTI-MOROSINI: la vergogna e le scuse dell'Hellas Verona e dell'Italia intera
Di Francesco Saverio Damiano | 21.10.2012 19:55 CEST
LE INDAGINI. La polizia di Livorno sta visionando in queste ore i filmati relativi alla curva ospite della partita Livorno-Verona di ieri per individuare i responsabili tra gli ultrà veronesi che hanno intonato il vergognoso coro contro la memoria di Piermario Morosini. La questura di Livorno ha inoltre già individuato una ventina di tifosi del Verona che ieri hanno fatto il saluto romano durante la partita. Le immagini raccolte dalla Digos durante il match sono state inviate alla questura di Verona per la successiva identificazione.

LE SCUSE DEL CLUB. Intanto la società veneta si è scusata (e dissociata) per l'accaduto con queste parole: "L'Hellas Verona, in seguito a un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, intende porgere le proprie scuse più sentite, e si dissocia da taluni comportamenti e atteggiamenti che ledono la memoria e l'onore del calciatore del Livorno scomparso. Nonostante l'orgoglio per la propria tifoseria, da sempre sostenitrice impeccabile dei nostri colori, l'Hellas Verona F.C. Spa intende debellare con forza cori di questa natura, perché la tragedia di Piermario Morosini è un dolore che non può essere infangato".

ALBERTINI: "SERVE L'INTERVENTO DEL GOVERNO E GLI STADI DI PROPRIETA' ". Questa invece l'opinione di Demetrio Albertini (vice presidente Figc) su Radio 24: "La cosa che deve fare il mondo del calcio è non abituarsi alla multa o all'ammenda. Bisogna indignarsi e pensare di poter fare qualcosa. Credo che siano le persone vicine a questi tifosi che devono isolarli. la volontà da parte delle società di isolare i tifosi c'è, ma bisogna agire molto anche a livello governativo Il messaggio è questo e non è solo a tutela del calcio ma anche a tutela dei tifosi che vogliono fare i tifosi e tifare esclusivamente la propria squadra con grande dignità e non trovarsi immischiati con queste persone. Il calcio italiano necessita anche di stadi migliori e di proprietà affinchè ci possano essere anche delle responsabilità di controllo diretto da parte delle società".

IL COMUNE PARTE CIVILE. Il sindaco di Verona Tosi: "Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in Curva coi 'butei', capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò. Ma questo è inammissibile, ancor più quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro particolarmente colpito da tristissime vicende famigliari. Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile, hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona; dovrebbero provare a pensare a come si saranno sentiti i congiunti del povero Piermario Morosini. Per questo, se verranno individuati e perseguiti, la Giunta Comunale, a nome della Città, si costituirà parte civile nei loro confronti e devolverà in opere benefiche l'eventuale risarcimento".

FONTE: It.IBTimes.com


Cori contro Morosini, arriva la condanna del presidente del Verona Setti: "Quelli non sono nostri tifosi"
Il numero uno scaligero stigmatizza il comportamento dei sostenitori gialloblu durante il match col Livorno: "Non dovrà più accadere. Combatteremo contro episodi così".
21/ott/2012 18.57.00
La vergogna dei cori rivolti contro il povero Piermario Morosini dai tifosi del Verona, durante la gara contro il Livorno, ha avuto anche oggi ripercussioni in tutta Italia. Da parte della società scaligera, e in particolare del presidente Maurizio Setti, nessun tentativo di giustificare l'accaduto.
"I tifosi del Verona non sono quelli - afferma con decisione a 'Sky Calcio Show' il numero uno dell'Hellas - Sarà stata una decina di persone ad intonare il coro, e ci sono anche i filmati per poterli individuare".

"Cose così non dovrebbero accadere in un campo di calcio - continua Setti - e non mi importa che ci sia la rivalità anche politica col Livorno. Noi continueremo nella nostra battaglia contro questi episodi: faremo tutto il possibile con una serie di iniziative".

Cori anti-Morosini, il Livorno vuole il pugno duro: "Il Verona dovrebbe essere radiato"
Hanno parlato di quanto successo sabato a Livorno il capitano della società amaranto e il presidente del Verona. Il quale ha promesso di prendere provvedimenti.
21/ott/2012 19.37.00
C'è ancora molto sconcerto in casa Livorno per i cori anti-Morosini intonati dai tifosi del Verona durante il match di Serie B vinto per 2-0 dalla squadra di Mandorlini contro gli amaranto. A parlare è il capitano dei toscani Andrea Luci.
"Non c'è altro da aggiungere se non il fatto che si è trattata veramente di una vergogna. Il Verona per quanto successo meriterebbe la radiazione. Piermario è e rimarrà per sempre nei cuori di tutti noi".

Ha parlato anche il presidente del Verona Maurizio Setti ai microfoni di Sky Sport: "Voglio innanzitutto dire che Verona non è certo la città che è stata dipinta ieri. A Livorono c'erano 700 tifosi, coloro che si sono macchiati di questo episodio spregevole sono solamente 10-15. Di sicuro sin da sabato prossimo prenderemo dei provvedimenti, vogliamo dare un segnale forte. E' chiaro che non sono cose che fanno parte del calcio, è la cosa più triste che mi sia capitata da quando ho preso il Verona. Voglio che allo stadio tornino le famiglie".

FONTE: Goal.com


"MOROSINI FIGLIO DI P...", MULTA DI 50.000 EURO AL VERONA E DIFFIDA -VIDEO
Martedì 23 Ottobre 2012 - 17:47
MILANO - Cinquantamila euro di ammenda e diffida al Verona. Lo ha deciso il giudice sportivo in merito ai fatti di Livorno-Verona di sabato 20 ottobre, quando da parte di un gruppetto di ultras veronesi si erano innalzati cori offensivi nei confronti di Morosini, il giocatore del Livorno morto in campo lo scorso 14 aprile.
Secondo alcune indiscrezioni, i cori avrebbero offeso direttamente la madre di Morosini.

POLIZIA: "DASPO PRIMA DI SABATO" Erogare i provvedimenti Daspo prima della partita di sabato 27 ottobre allo Stadio Bentegodi tra Verona e Virtus Lanciano: è quanto intendono fare le Digos di Verona e di Livorno che stanno operando in stretto contatto tra loro per identificare prima possibile i responsabili dei cori contro l'ex calciatore livornese Piermario Morosini, morto la scorsa stagione in campo a Pescara per un problema cardiaco. I cori sono stati lanciati da una parte della tifoseria scaligera nel corso della partita Livorno-Verona di domenica scorsa. Gli investigatori lavorano senza sosta e stanno ultimando la visione dei filmati per ricostruire - anche dal labiale - chi si è lasciato andare a quella che il sindaco di Verona Flavio Tosi ha definito un'azione «inammissibile». Oggi Tosi ha contattato un cugino del calciatore scomparso e gli ha rinnovato le scuse a nome della città, dicendosi colpito e dispiaciuto per quanto avvenuto. Il sindaco ha confermato che, a fronte del procedimento giudiziario, il Comune di Verona si costituirà parte civile. I tifosi, parte dei quali domenica scorsa ha anche eseguito il saluto romano, rischiano anche l'incriminazione per diffamazione. I loro Daspo, ha annunciato il Questore di Livorno, saranno «molto lunghi».

IL GIUDICE: "POCHI ULTRÀ, SQUALIFICA ERA TROPPO" La condotta illecita da parte di uno «sparuto gruppo di tifosi» del Verona non deve essere «eccessivamente penalizzante nei confronti della società e della quasi totalità della tifoseria che ha manifestato, a più riprese e con le modalità più disparate, il più ampio disprezzo per quanto accaduto». Così il giudice sportivo di B motiva la scelta di non penalizzare il club veneto per i cori anti-Morosini con squalifica del campo o porte chiuse, sanzioni che «pure sarebbero state formalmente corrette». Il giudice sportivo, l'avvocato Emilio Battaglia, nel comminare 50 mila euro di multa al Verona con diffida, ha ritenuto i cori di uno 'sparutò gruppo di ultras veronesi durante l'incontro di sabato scorso «un fatto grave da censurare oltre che moralmente anche a livello sanzionatorio e ciò anche a causa della potenziale incidenza sull'ordine pubblico per l'evidente contenuto provocatorio dei cori in questione». Nella decisione si è tenuto inoltre conto, come attenuanti, delle iniziative della società per dissociarsi dai cori.

TOSI: "ATTO DI 20 DEFICIENTI, IO VADO IN CURVA" «Su cinquemila che vanno in Curva Sud allo stadio di Verona, ci sono venti deficienti. Il punto è solo questo. Dunque continuerò ad andare in curva». Lo dice Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, a 'La Zanzarà su Radio 24 dopo la decisione del Comune di costituirsi parte civile contro i tifosi veronesi che hanno intonato cori contro il giocatore del Livorno Morosini, scomparso lo scorso aprile. «Una cosa sono le offese su un ragazzo che non c'è più - rileva Tosi - altro i cori contro i meridionali. I cori beceri ci sono in ogni stadio italiano. Ricordo che una parte della tifoseria del Napoli devastò una stazione, ma questo non viene mai citato. I tifosi del Verona sono come gli altri, non peggio». Non sarebbe il caso di chiudere quel settore per un pò di tempo, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo? «E perché? Quando ci furono i fatti di Catania si decise di chiudere la curva? Non si colpiscono cinquemila ragazzi per venti deficienti. Non prendo le distanze da tutta questa gente. Le persone vanno colpite singolarmente». Il coro 'devi morirè che spesso si sente è accettabile? «Quello lo sentiamo dalla notte dei tempi - risponde Tosi - anche nelle partite di strapaese, chi non lo vuole sentire vada al Teatro dell'Opera. Allora decidiamo che allo stadio non si parla più. Nel caso di Morosini ci potrebbe essere l'oltraggio».

"I NAPOLETANI LI RICONOSCI DALLA PUZZA". LA RAI SOSPENDE IL GIORNALISTA -VIDEO
Lunedì 22 Ottobre 2012 - 15:00
ROMA - A causa «dell'inqualificabile e vergognoso servizio andato in onda nell'edizione serale della Tgr Piemonte, sabato 20 ottobre a firma Giampiero Amandola», la Rai comunica che «il giornalista è sospeso dal servizio e nei suoi confronti l'azienda ha aperto un procedimento disciplinare». La Rai «nello scusarsi profondamente con tutti i cittadini di Napoli e con tutti gli italiani per l'inqualificabile e vergognoso servizio andato in onda nell'edizione serale della Tgr Piemonte, sabato 20 ottobre a firma Giampiero Amandola - sottolinea una nota di Viale Mazzini - comunica che il giornalista è sospeso dal servizio e nei suoi confronti l'azienda ha aperto un procedimento disciplinare». «Il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, e il direttore generale, Luigi Gubitosi - si legge ancora nella nota - hanno espresso il loro sdegno per l'increscioso episodio e si augurano che gli uffici competenti applichino la massima celerità e severità nel giudicare l'accaduto. Il direttore generale si è scusato personalmente e a nome dell'intera azienda con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris». La Rai, conclude la nota, «è e sarà sempre in prima fila nella lotta contro ogni forma di razzismo e la stupidità che l'accompagna».

I NAPOLETANI E LA PUZZA Un servizio mandato in onda dalla Rai condito da insulti razzisti per presentare Juventus-Napoli: "I napoletani li riconosci dalla puzza". Sabato, nell'edizione serale delle 19,30, il TGR RAI Piemonte ha mandato in onda un discutibile servizio di Gian Piero Amandola, realizzato fra i tifosi juventini e napoletani prima della gara Juventus-Napoli. Due i punti incriminati, evidenziati da NapoliStadio con delle ripetizioni: al minuto 0:39, ma soprattutto al minuto 1:44.

IRA MAZZARRI. «Spero chi ha sbagliato paghi». Lo ha detto a RadioMarte il tecnico Napoli Walter Mazzarri, a proposito del servizio del TgR Piemonte. «Se la giustizia permette che si sentano i cori che ho sentito io, è una vergogna. Gli organi competenti facciano quel che si deve. Vale per tutti, che lo facciamo noi o i tifosi Juve. Spero paghino».

LA POLEMICA SUL WEB Dopo la triste battuta del giornalista "E i napoletani li riconoscete dalla puzza?" interviene l'Ordine dei giornalisti, e il Cdr della Rai chiede scusa mentre sul web monta l'indignazione dei tifosi del Napoli.

«UN'INCIDENTE» Il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, ha subito inviato una segnalazione all'ordine di Torino. E mentre si dissocia anche il sito di supporters bianconeri, Canale Juve, il Cdr della Rai torinese chiede scusa: "È stato un incidente".

LA JUVE ACCUSA I TIFOSI DEL NAPOLI: "HANNO DEVASTATO IL SETTORE OSPITI"
Domenica 21 Ottobre 2012 - 09:49
TORINO - Danni ingenti nel settore ospiti dello Juventus Stadium dopo Juventus-Napoli. Il passaggio dei tifosi azzurri non è stato indolore per l'impianto del club campione d'Italia. «Sono stati allagati i bagni, divelti accessori e pareti in acciaio, staccate le porte. Stessa sorte per alcuni seggiolini - è la denuncia della società bianconera -. Purtroppo le stesse scene che si erano già viste lo scorso anno», sottolinea la Juve.

FONTE: Leggo.it


JUVENTUS, NAPOLI, NEWS di Alessio Morra 21 ottobre 2012 13:03
Tifosi del Napoli devastano il settore ospiti dello Juventus Stadium
La Juventus si lamenta anche perchè un magazziniere del Napoli nell'intervallo avrebbe dato uno schiaffo ad uno steward.

Ieri pomeriggio, a Livorno, i tifosi del Verona hanno dato il peggio, offendendo con un coro la memoria di Piermario Morosini, lo sfortunato calciatore amaranto scomparso ad aprile. Ieri sera al termine del match tra Juventus e Napoli un gruppetto di tifosi azzurri ha devastato il settore ospiti dello ‘Juventus Stadium’. Diciamolo subito, i due episodi in questione non sono assolutamente paragonabili, anche se vanno condannati entrambi. La Juventus ha reso noto l’episodio attraverso un comunicato:

Sono stati allagati i bagni, divelti accessori e pareti in acciaio, staccate le porte. Stessa sorte per alcuni seggiolini. Purtroppo le stesse scene che si erano già viste lo scorso anno.”
La Juventus ha denunciato un altro episodio alla Procura Federale. Perché sembra che pochi secondi prima del finale del primo tempo, un magazziniere del Napoli avrebbe schiaffeggiato uno steward. I bianconeri sperano che si possa trovare rapidamente l’autore del gesto.

FONTE: Calcio.FanPage.it


Insulti al calciatore morto: identificati e denunciati gli ultrà
Cori contro Morosini dei veronesi. Il capitano del Livorno: "Radiare il Verona".
I cori di "Devi morire" sono, purtroppo, da anni la regola sui campi di calcio italiani. Basta che un calciatore avversario cada un po' troppe volte e scattano dalla curva opposta quasi in automatico.
Ma che si insulti, invece, un giovane giocatore davvero morto su un campo di calcio, non lo si era ancora visto.
È accaduto ieri a Livorno, con la squadra di casa impegnata in una partita di serie B contro il Verona.
E proprio dagli ultrà veronesi è partito il vergognoso insulto contro Morosini (nella foto), ex calciatore del Livorno morto nello scorso campionato mentre correva sul campo del Pescara.
Un'immagine che tutti i tifosi veri ricordano ancora con orrore.
Le due curve si ispirano a colori politici opposti, quella del Livorno è "rossa", quella del Verona "nera".
Ma nulla può giustificare l'accaduto.
Gli ultrà responsabili dei cori vergognosi - fa sapere la polizia - sono stati identificati e denunciati.

L'episodio di ieri
Si era verso la fine del primo tempo di Livorno-Verona quando un gruppo di ultrà della curva veronese ha scandito un coro di insulti verso Piermario Morosini.
Il coro è stato sentito a stento dagli altri tifosi presenti allo stadio, ma non è sfuggito alla Digos della questura livornese che ha filmato gli ultrà che hanno concluso la performance con saluti romani e slogan fascisti.
Per la cronaca sportiva (per quanto conti) il Verona si è imposto per 2-0.

Informata la Procura federale
La questura ha fatto sapere di avere immediatamente informato gli ufficiali di campo e la procura federale del comportamento tenuto dai tifosi veronesi che sono stati ripresi dalle telecamere di sicurezza.
Il direttore generale del Verona calcio, Giovanni Gardini, si è scusato a nome della società. "Mi dissocio e mi scuso - ha detto Gardini a fine partita - per fortuna non li ho sentiti".

Il capitano del Livorno: "Radiare il Verona"
"Il Verona meriterebbe la radiazione. Non c'è altro da aggiungere": così il capitano del Livorno, Andrea Luci, commenta i cori anti-Morosini durante la partita Livorno-Verona. "È la pagina più triste da quando ho preso il Verona. Faremo sicuramente delle iniziative fin da sabato, daremo segnali forti": ha annunciato, invece, il presidente dell'Hellas, Maurizio Setti. Ieri c'erano 700 tifosi, quelli che hanno fatto i cori non sono più di 10-15", conclude cercando di ridimensionare l'accaduto.
Ultimo aggiornamento: 21/10/12

FONTE: IlSalvagente.it


Notizia del 22/10/2012 - 10:34
CALCIO
Il razzismo fa ancora una volta capolino nel calcio
Da Torino a Livorno alcuni cori hanno scosso il mondo del calcio: i tifosi bianconeri hanno insultato i napoletani, i veronesi hanno infangato la memoria di Morosini

TORINO (Italia) – Il big match della Serie A, andato in scena sabato scorso a Torino, tra Juventus e Napoli non smette di far parlare di sé. Ma questa volta, più che per il risultato emerso sul campo – un secco 2-0 a favore della Vecchia Signora – è un servizio realizzato dal TGR Piemonte della Rai a destabilizzare il mondo del calcio e quel filo sottilissimo che mantiene l’equilibrio tra tifoserie e non permette di far sfociare gli sfottò tipici del calcio, in un qualcosa di più malsano e irriguardoso verso gli avversari.

L’indignazione dei tifosi del Napoli, in merito al servizio messo in onda sabato sera alle 19.30, proprio durante lo svolgimento della partita, si fa sempre più manifesto e aspro. Il video in questione è stato realizzato all’esterno dello Juventus Stadium prima della partita, e riguarda alcuni tifosi juventini che inneggiano alla propria squadra, ma che si lasciano andare anche a qualche coro e a qualche considerazione definite “razzistw”. Il vero problema è che l’intervistatore ha preferito rincarare la dose, invece di stigmatizzare il tutto, dicendo che i partenopei “si distinguono elegantemente dalla puzza”.

Il video gira e spopola online, così come i commenti degli internauti: la prima reazione non si è fatta attendere e tutti i siti e i media juventini si sono dissociati da quest’increscioso servizio. Ma ciò non ha fermato il “Movimento Neoborbonico” che ha deciso di presentare una querela nei confronti del giornalista del TG3 Piemonte e dei vertici della Rai. "Il giornalista e l’azienda pagati con i soldi dei napoletani - afferma in un comunicato il segretario dei Neoborbonici, Salvatore Lanza - risponderanno in Tribunali delle loro offese vergognose. Ai politici meridionali, incapaci non solo di rappresentarci, ma di difenderci dall’aggressione razzista, mettiamo sul conto anche le offese razziste del servizio pubblico".

A rendere ancora più assurdo questo week end ci hanno pensato gli ultràs dell'Hellas Verona, in trasferta a Livorno. Tra le due tifoserie non corre buon sangue, e lo si sa, ma che i tifosi scaligeri potessero infangare la memoria di Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto sul campo lo scorso aprile, quello proprio non le so aspettava nessuno. Il coro, a dir la verità, è stato sentito da pochi spettatori perchè sono stati solo 10-15 i tifosi, se così si possono definire, dell'Hellas a scandire quelle tristi frasi.

Subito sono scattate le indagini della DIGOS, per cercare di rintracciare gli autori di questi assurdi cori; inoltre lo stesso Verona ha preso le distanze da questi supporters, decidendo di portarli anche in tribunale.

FONTE: Tio.ch


Verona: vergognosi cori contro Morosini e Mandorlini fa il dito medio ai tifosi del Livorno
Il capitano del Livorno Luci: "Il Verona deve essere radiato, non merita di esistere"

Pubblicato il 21/10/12 in Sport, Calcio
"Sono orgoglioso di essere un nemico del Livorno. Non ce le siamo mai mandate a dire e continueremo a essere così. Fa parte del gioco, e mia augoro che la mia squadra giochi meglio della loro e l'importante è il risultato". Poi dicono di smorzare la tensione, di sdrammatizzare. Le parole sono di Andrea Mandorlini all'emittente televisiva Tele Arena, alla vigilia di una partita sentitissima dalle opposte fazioni.
Il tecnico del Verona, già protagonista di un coro contro la Salernitana, nell'estate dello spareggio di Lega Pro di due anni fa, in cui cantava la canzone degli Skiantos "Italiano terrone che amo", in senso dispregiativo e goliardico, non se è voluto sottrarre alla sua fama di pasdaran della provocazione, soffiando sul fuoco dell'istigazione, di una polemica ad alta tensione.
Ecco, indubbiamente è un bell'antipasto, prima della partita dell'Armando Picchi che vedeva contrapposte Livorno e Verona, due tifoserie tra cui non corre buon sangue, per così dire, per via degli opposti orientamenti politici.

Mandorlini è amato dagli ultras scaligeri, non solo alla luce dei risultati che ha ottenuto con la squadra gialloblu, ma anche per questi comportamenti da tribuno, sopra le righe, che lo hanno reso intoccabile tra le frange più facinorose della Curva Sud dell'Hellas.
Il Verona ha pubblicato una nota indignata sul proprio sito ufficiale: “L'Hellas Verona F.C. Spa, in seguito a un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, intende porgere le proprie scuse più sentite e si dissocia da taluni comportamenti e atteggiamenti che ledono la memoria e l’onore del calciatore del Livorno scomparso"
"Nonostante l’orgoglio per la propria tifoseria, da sempre sostenitrice impeccabile dei nostri colori, l’Hellas Verona F.C. Spa intende debellare con forza cori di questa natura, perchè la tragedia di Piermario Morosini è un dolore che non può essere infangato". Il direttore generale del verona

Da Mandorlini non è arrivata nessuna parola di scuse, anzi alla fine della vittoriosa partita contro gli amaranto, esattamente in seguito al gol di Martinho, l'allenatore ravennate, beccato dalla Nord livornese, si è voltato verso la tribuna alzando il dito medio, visto da uno 007, inviato dal procuratore Stefano Palazzi e non dal quarto uomo e dall'assistente dell'arbitro, come riporta La Repubblica.
Dall'altra sponda il capitano del Livorno Andrea Luci ha reagito in maniera rabbiosa al coro infame contro Morosini, come riportato da Goal.com: "Questa società andrebbe radiata, non merita di esistere".
In attesa di capire se arriveranno ammende, multe, provvedimenti tardivi più o meno di circostanza, il presidente della Lega si serie B Andrea Abodi fa sentire la sua (fioca) voce:" Le parole di Mandorlini alla vigilia hanno alimentato tensione, bisogna abbassare i toni. Bravo tuttavia il Verona a dissociarsi".

Intanto, al di là dello stupore iniziale, quasi non ci si meraviglia per i cori intonati contro il povero Morosini, in una coazione a ripetere simile a un'escalation verso la barbarie.
Sono gia' stati individuati dalla questura di Livorno una ventina di tifosi del Verona che ieri durante la partita Livorno-Verona hanno fatto il saluto romano. Già perché oltre alle vittime dell'Heysel, ai caduti di Nassirya, ai terremotati, anche la memoria di Morosini è stata profanata da una ventina di tifosi (su ottocento presenti), autori di un coro di inqualificiabile squallore contro un ragazzo di soli 23 anni che non c'è più.

TOSI: "VERONA SARA' PARTE CIVILE" - "Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in Curva coi 'butei', capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò" ed anche insulti 'da stadio', fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l'offesa personale. Lo sostiene in una nota il sindaco di Verona Flavio Tosi, annunciando che la Giunta si costituirà parte civile contro quei tifosi veronesi protagonisti degli insulti lanciati nei confronti della memoria di Morosini
E' soprattutto inammissibile - dice ancora il sindaco - ancor più quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro particolarmente colpito da tristissime vicende famigliari. Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile, hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona; dovrebbero provare a pensare a come si saranno sentiti i congiunti del povero Piermario Morosini. Per questo, se verranno individuati e perseguiti, la Giunta Comunale, a nome della Città, si costituirà parte civile nei loro confronti e devolverà in opere benefiche l'eventuale risarcimento".

FONTE: Sport.Virgilio.it


Mancini: “Dedico il gol a Lotito e ai tifosi affinché superino i problemi”
...Sui cori contro Morosini dei tifosi del Verona Mancini ha detto: “Fare dei cori contro un ragazzo che non c’è più è poco dignitoso. Morosini era un bravissimo ragazzo ma ho saputo su face book che a lanciare questi cori era solo un piccolo gruppetto tra l’altro isolato dal resto della tifoseria”.
21/10/2012 18.01.27

FONTE: SalernoNotizie.it


Cori contro Morosini: già individuati 20 tifosi
Il questore: "Daspo lunghi per i veronesi"
Digos di Livorno e Verona al lavoro per analizzare i filmati: potrebbe scattare la denuncia per oltraggio ai defunti. Già individuati una ventina di ultras che hanno fatto il saluto romano

Dare un volto e - soprattutto - un nome ai tifosi del Verona che sabato pomeriggio allo stadio hanno insultato con i loro cori la memoria di Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto ad aprile in campo a Pescara. A questo stanno lavorando gli uomini della Digos di Livorno in collaborazione con i colleghi di Verona: dalla mattina di domenica si stanno analizzando i filmati della partita, anche con l'aiuto di esperti di lettura labiale, per rintracciare gli autori degli slogan. Per loro - se individuati - potrebbe partire una denuncia per oltraggio verso i defunti, oltre al risvolto della giustizia sportiva che potrebbe portare a una multa per la squadra scaligera.
Polizia di Livorno e Verona al lavoro anche su un altro aspetto, quello del saluto romano. In questo caso è stata individuata una ventina di tifosi con il braccio alzato. In corso, per loro, l'identificazione: in questo caso, oltre alla denuncia per apologia del fascismo, scatterà anche il Daspo.

LE REAZIONI AI CORI ANTI-MOROSINI
Tutti, Figc in testa, chiedono "provvedimenti esemplari" per sradicare e isolare episodi simili, e c'è addirittura chi - è il caso del capitano del Livorno, Andrea Luci - ha già chiesto la radiazione per la squadra scaligera. Per i cori dei tifosi veronesi «serve una punizione esemplare - chiede il vicepresidente della Figc, Demetrio Albertini - ma non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire per isolarli. Le multe possono essere prese come esempio, ma è arrivato il momento di agire duramente contro queste persone: non basta abituarsi alla multa o all'ammenda. Bisogna indignarsi e pensare di poter fare qualcosa. Credo - aggiunge Albertini - che siano le persone vicine a questi tifosi che devono isolarli. Intervenga il governo». «In Italia - conclude - manca la cultura sportiva che invece c'è in altri Paesi. La cosa meravigliosa del calcio è lo spettacolo e bisognerebbe andare con l'intento di tifare la propria squadra e creare emozioni ma, soprattutto, di rispettare gli avversari e i tifosi. Questo in Italia succede raramente», ha concluso il vicepresidente Figc.
Colpito e amareggiato anche il presidente del Verona, Maurizio Setti: «È la pagina più triste da quando ho preso il Verona - dice ai microfoni di Sky - Faremo sicuramente delle iniziative fin da sabato, daremo segnali forti. Sono cose che non fanno parte del calcio. Ieri c'erano 700 tifosi, quelli che hanno fatto i cori non sono più di 10-15. Verona come squadra e tifosi ma anche come città non è quella dell'episodio di ieri. Da parte nostra e del sindaco Tosi continueremo la battaglia per avere stadi puliti, dove possono andare le famiglie. Ieri c'erano 700 tifosi, stiamo parlando di pochi deficienti. Da presidente voglio prima di tutto vincere il fair play, Verona merita palcoscenici ben diversi».

TOSI: VERONA SARA' PARTE CIVILE
«Da tifoso dell'Hellas, anch'io vado in Curva coi "butei", capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò ed anche insulti "da stadio", fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l'offesa personale». Lo sostiene oggi in una nota il sindaco di Verona Flavio Tosi, annunciando che la giunta si costituirà parte civile contro quei tifosi veronesi protagonisti degli insulti lanciati nei confronti della memoria di Morosini, giocatore del Livorno scomparso un anno fa a Pescara.

«È soprattutto inammissibile - dice ancora il sindaco - ancor più quando si tratta della memoria di un bravissimo ragazzo, tra l'altro particolarmente colpito da tristissime vicende famigliari. Quei quattro stupidi ignoranti che hanno compiuto quel gesto esecrabile, hanno infangato la numerosissima e corretta tifoseria del Verona; dovrebbero provare a pensare a come si saranno sentiti i congiunti del povero Piermario Morosini. Per questo, se verranno individuati e perseguiti, la Giunta Comunale, a nome della Città, si costituirà parte civile nei loro confronti e devolverà in opere benefiche l'eventuale risarcimento».
21 ottobre 2012

FONTE: IlTirreno.Gelocal.it


SERIE B
ESCLUSIVA TMW - Verona, Bagnoli difende i tifosi: "In altri posti ho visto di peggio"
22.10.2012 20.10 di Alessio Alaimo Twitter: @alaimotmw
Nei giorni scorsi si è recato all'allenamento dell'Hellas Verona, ha fatto visita alla squadra e all'allenatore Andrea Mandorlini. Osvaldo Bagnoli non dimentica i suoi trascorsi "perché il Verona ce l'ho nel sangue", dice a TuttoMercatoWeb.com: "Ho visto un grosso numero di giocatori, perché ormai - prosegue - va di moda avere la rosa ampia. Tutti lavoravano con entusiasmo, il campionato è a favore del Verona e c'è buona armonia".

Ok la squadra, ok la società. Ma con i tifosi che fanno i cori contro Morosini come la mettiamo?
"È una minima parte, che purtroppo questa volta è arrivata al limite. Questi tifosi sono la rovina del Verona. Però, posso dire una cosa?".

Prego.
"Nella mia carriera ho girato tante squadre, sono stato da tante parti e da sempre, anche quando non c'era motivo, il Verona si porta addosso l'etichetta di avere una tifoseria poco elegante. Ogni tanto c'è qualche gruppetto che fa delle cose spiacevoli, ma in altri posti ho visto cose peggiori rispetto a Verona. Poi è chiaro, l'episodio di Morosini è stato bruttissimo e ha superato il limite. Dobbiamo però ricordarci che i cori contro Morosini non li hanno fatti tutti i tifosi del Verona ma soltanto un gruppetto. Ecco, che vengano etichettati quei tifosi, non tutti".

Se ci si mette pure l'allenatore, Mandorlini, ad alzare i toni, però diventa tutto più difficile. Non crede?
"Se ha sbagliato è giusto multarlo.
Comunque, tornando alla tifoseria, ormai ci sono le tessere del tifoso, i sostenitori sono rintracciabili e si vede tutto. Quindi per quanto accaduto che si punisca questa gente anziché il club".

ALTRE NOTIZIE
Morosini: Abodi, non punire comunita'
Presidente Lega Serie B, vanno isolati i comportamenti folli

23.10.2012 10.21 di Gianluca Losco
Fonte: ANSA
(ANSA) - VERONA, 23 OTT - 'Siamo stufi di essere un Paese che si distingue per il peggio, spero che questa volta la maggioranza abbia il sopravvento'. Lo ha detto il presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi, in merito ai cori di alcuni ultra' del Verona contro la memoria di Morosini. 'Comune, club, tifosi e Lega hanno preso posizione tra chi sta dalla parte del calcio e chi dalla follia - ha aggiunto -. Spero che stavolta ci sia una giustizia piu' possibile individuale, che non penalizzi una comunita''.

ALTRE NOTIZIE
Cori Morosini,Prandelli ribadisce sdegno
Serve non solo l'indignazione verbale ma anche fisica

23.10.2012 13.59 di Andrea Losapio Twitter: @losapiotmw
Fonte: ANSA
(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Totale condanna per gli autori dei cori contro Piermario Morosini. Il Ct della nazionale azzurra Cesare Prandelli approva quanto detto dal sindaco di Verona Flavio Tosi sul caso dei cori degli ultra' scaligeri sabato scorso a Livorno: 'Sono venti imbecilli - ha aggiunto Prandelli in un'intervista a Sky Tg 24 -. Non bisogna avere solo indignazione verbale, ma anche fisica. Quando avvengono cose del genere allo stadio bisogna allontanarsi, isolare queste persone'.

SERIE B
ESCLUSIVA TMW - Gibellini: "Verona top, ma quei cori..."
22.10.2012 12.27 di Gianluigi Longari Twitter: @Glongari
Fonte: Raffaella Bon
Il campionato del Verona e le polemiche relative ai cori degli ultras gialloblù nei confronti di Morosini hanno scatenato l'opinione pubblica nei confronti della piazza veneta. Ne abbiamo parlato con l'ex direttore sportivo del club, attualmente al Como, Mauro Gibellini.
"Il Verona è la favorita del torneo, quest'anno ha giocatori migliori dell'anno scorso, quest'anno sono stati affiancati giocatori molto bravi a quelli che giá c'erano dunque ci sta anche che vada a vincere a Livorno. Hanno costruito una squadra per arrivare per primi, Sassuolo permettendo. I nuovi del resto stanno andando alla grande: Cacia si é inserito al meglio e gli otto gol parlano per lui, é uno che fa la differenza. Poi c'é gente del calibro di Bojinov, Carrozza. Un organico davvero importante".

La società intanto ha preso una posizione intransigente nei confronti della frangia più estrema della tifoseria dopo i cori contro Morosini
"Sono delle cose che vanno al di là della logica umana, é il momento di difendersi da parte della società e questa decisione lo dimostra appieno".

ALTRE NOTIZIE
Verona, Setti: "Quelli non sono tifosi, non dovrà accadere mai più"
21.10.2012 18.32 di Antonio Gaito Twitter: @antonio_gaito
Il presidente dell'Hellas Verona, Maurizio Setti, è intervenuto nel corso di Sky Calcio Show parlando del brutto episodio con alcuni pseudo-tifosi gialloblù che si sono resi protagonisti con cori di insulti per Morosini: "Queste cose non dovrebbero succedere in un campo di calcio. Dovrebbero essere una decina di persone ad aver fatto il coro e ci sono anche i filmati per poterli individuare. Ci sono anche aspetti politici in questa rivalità col Livorno e sono altre cose che non dovrebbero capitare. Ricordiamoci che i tifosi del Verona non sono quelli, ma nonostante tutto faremo tutto il possibile con una serie di iniziative. Noi continueremo nella nostra battaglia, al di là di questo c'è bisogno di stadi di un certo tipo che possano accogliere anche le famiglie".

ALTRE NOTIZIE
Cori Morosini: Gentile,sono intollerabili
'Contro Napoli e Meridione a Torino esposti striscioni razzisti'

21.10.2012 16.48 di Raimondo De Magistris Twitter: @RaimondoDM
(ANSA) - CATANZARO, 21 OTT - "Chi ama il calcio in maniera sana odia il razzismo e la follia di pseudo-tifosi che gridano, come è successo ai supporter del Verona, contro un innocente come Morosini: mi auguro che vengano prese decisioni dure contro la società scaligera". Lo dice il senatore Antonio Gentile. "Chiedo anche che vengano date sanzioni - prosegue - ai signori che hanno esposto striscioni razzisti contro Napoli e il Meridione in Juve-Napoli e che il giudice Tosel applichi la responsabilità oggettiva".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


LE INTERVISTE
Livorno-Verona, Virgili: "Ci voleva la sospensione della gara"
23.10.2012 09:17 di Alessio Eremita
Fonte: CalcioNews24.com
Queste le considerazioni dell'ex attaccante del Livorno Giuseppe Virgili riguardo a quanto accaduto sabato pomeriggio durante il big match della 10^ giornata di campionato: "Non riconosco più questo calcio, dove l'insulto è alla base di ogni weekend: violenze, episodi da condannare. Insultare un ragazzo che non c'è più è qualcosa di vergognoso, un gesto da vigliacchi. Adesso il Verona deve prendere provvedimenti, non bastano le scuse: serve una vera e propria educazione al tifoso, per far sì che episodi del genere siano lontani dagli stadi, non è questo l'esempio che dobbiamo dare. Se il calcio deve andare avanti su questa linea allora è meglio smettere: non ci sono le condizioni per continuare”.

FLASH NEWS
Abodi ribadisce: "Il Verona va aiutato, non punito"
22.10.2012 17:30 di Alessio Eremita
Fonte: Tuttohellasverona.it
Parole chiare, a condanna dell'episodio di sabato ma a difesa della vera realtà di Verona, quelle che il Presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi ha rilasciato a Radio Sportiva: "Ci sono dei sentimenti contrastanti: non si può sottovalutare il tema, né sovrastimarlo perchè circoscritto a 20 persone individuate e che non solo devono essere allontanate dallo stadio di Verona ma da tutti gli stadi. Il principio sacro del rispetto, noi abbiamo cercato di affermarlo anche visivamente, c´è sui cartelli sui campi, sulle maglie. Lo ribadiremo, e più che le parole servono i fatti, che società e squadra si siano dissociati è un segnale importante, perchè questi non sono tifosi. E´ importante anche il ruolo della comunicazione. Pure nostri tesserati che a volte dimostrano di non saper vivere, senza fare nomi, hanno bisogno di essere accompagnati. Servono decisioni giuste, tanto nette sono le parole di questi signori, tanto forti devono essere le risposte. Giudice sportivo ed organi di giustizia sportiva nei prossimi giorni nella loro autonomia prenderanno le loro decisioni che auspico siano chirurgiche: colpire la società o chiudere uno stadio sarebbe troppo facile, verso un club che - viene da un passato di tifoseria in cui pochi soggetti si sono resi protagonisti di uscite poco brillanti - e si è dissociata. Noi dobbiamo aiutare la società e punire in maniera chirurgica".

FONTE: TuttoB.com


martedì, ottobre 23rd, 2012 | Posted by Tommaso M Ferrante
Livorno-Verona, identificati quattro ultras scaligeri
Sono stati identificati dalle Digos di Verona e Livorno quattro ultras scaligeri accusati di aver partecipato ai vergognosi cori contro il compianto Piermario Morosini e al saluto romano. I fatti risalgono al match tra i labronici e i veneti dello scorso sabato inserito nel programma della 10° giornata di Bwin. Fondamentali i filmati analizzati sotto diversi profili degli investigatori delle due città che hanno associato i nomi ai volti. Le due Digos contano di identificare gli altri tifosi coinvolti.

lunedì, ottobre 22nd, 2012 | Posted by Daniele Andronaco
Verona, comunicato dei tifosi sui cori contro Morosini
La tifoseria organizzata del Verona si è dissociata dalla ventina di sostenitori che sabato hanno intonato cori contro Piermario Morosini durante la partita col Livorno. Ecco il comunicato del Coordinamento Calcio Club Hellas Verona: “Il Coordinamento Calcio Club Hellas Verona esprime il proprio disappunto a seguito dello spiacevole coro offensivo intonato ieri allo stadio Picchi di Livorno da uno sparuto gruppo di sostenitori dell’Hellas Verona. La tifoseria veronese si è distinta per anni per la sua passione ed attaccamento ai colori gialloblù, sostenendo sempre a gran voce chiunque abbia indossato con onore ed orgoglio la maglia del nostro amato Hellas Verona. Continueremo nella nostra opera di sensibilizzazione, affinché certi comportamenti non siano più ripetuti, per il bene della nostra società e di noi tifosi”.

domenica, ottobre 21st, 2012 | Posted by Daniele Andronaco
Livorno, cori contro Morosini: società “senza parole”
La società del Livorno si dice “senza parole” di fronte al vergognoso episodio dei cori contro Piermario Morosini da parte di alcuni tifosi del Verona durante la partita di ieri. Questo il commento apparso sul sito ufficiale: “La tifoseria ospite si è lasciata andare a cori indecorosi su Piermario Morosini, il giocatore che indossava la maglia amaranto scomparso soltanto sei mesi fa. Un gesto che fa scalpore in tutte le piazze italiane ed internazionali. Ricordiamo che la scorsa settimana Livorno e Reggina si erano preparate per onorare la memoria di questo sfortunato calciatore. La società livornese rimane senza parole di fronte a questo episodio così come tutti coloro che hanno vissuto la vicenda”.

domenica, ottobre 21st, 2012 | Posted by Daniele Andronaco
Livorno-Verona, Abodi condanna i cori su Morosini e ‘striglia’ Mandorlini
Anche il presidente della Lega Serie B Andrea Abodi ha espresso la sua dura, inevitabile condanna verso i cori contro Piermario Morosini intonati da alcuni tifosi del Verona durante la partita col Livorno: “Sono vergognosi, vogliamo fuori dagli stadi questi personaggi al pari di coloro che in campo hanno un comportamento illecito – le sue parole a ’90' minuto’ -. Da parte nostra c’è una prevenzione importante verso questi episodi perché bisogna poter entrare in campo e negli stadi in assoluta sicurezza e nel pieno rispetto delle persone e degli avversari. E’ importante, sottolineo, che l’Hellas Verona si sia assolutamente dissociato da questi pseudo tifosi. E’ la dimostrazione di una società, di una città e di una tifoseria sana che poco hanno a che fare con certi personaggi”. Da parte di Abodi anche un piccolo rimprovero al tecnico del Verona, Andrea Mandorlini: “Le sue parole alla vigilia non sono correlate ai cori verso Morosini, però dobbiamo abbassare i toni perché parole come nemico non ci appartengono e non possono essere accettate né presenti nel vocabolario degli addetti ai lavori perché alimentano le tensioni”.

FONTE: SerieBNews.com


«Questi non sono tifosi. Mai più in uno stadio!»
PAROLA DI EX. Abbiamo sentito alcuni ex dell'Hellas che concordano sulla linea da prendere. «È la gente per bene che deve isolare questi idioti che rovinano l'immagine di una città. Ma Verona non va colpevolizzata in massa...»
24/10/2012
Verona. Cuore aperto. Parlano gli ex dopo il misfatto di Livorno. Un solo pensiero: punire i colpevoli, ma non demonizzare Verona, la città, la società e i suoi tifosi. Luciano Marangon non ammette giri di parole: «Un coro di quattro idioti durato dieci secondi non può avere l'effetto di colpevolizzare tutti. Mi auguro non accada. Perché Verona non lo merita. E io faccio riferimento proprio a club e tifosi. Conosco Verona e i veronesi. Conosco la piazza e i suoi sostenitori. Gente straordinaria. Sapete che cosa è cambiato rispetto ai miei tempi? Una volta c'erano i capi ultras che facevano rispettare una linea. Oggi va diversamente. E allo stadio va gente che non può essere controllata e rischia di combinare guai. Spero vengano individuati. E per loro stop al calcio. Non devono più entrare allo stadio. Sia così per tutti: non solo per chi offende la memoria di Morosini, ma anche chi ricorda le foibe e tante altre tragedie. Deve esserci una linea comune. Per il resto: difendo fortemente la società e i tifosi del Verona. La nostra è una città piena di passione».

Tullio Gritti è severo: «Perché parlare ancora di tifosi? Chi si macchia di gesti aberranti come quello di Livorno non può essere considerato tifoso di nessuno. Vanno presi uno per uno e allontanati. Non è gente che merita di confondersi con gli altri e di andare allo stadio. Sfruttano il calcio come cassa di risonanza nel giorno dell'evento. E poi ecco quello che succede. Fanno cose senza senso. Gravissime. Il tifoso è diverso: ti contesta, ti fischia, ti incita, ti urla. Questo non è tifo».

Beppe Iachini è dispiaciuto: «Sì, ho Verona nel cuore. E sentir parlar così male del mio vecchio mondo non è bello. Lo dico perché conosco la passione dei veronesi. Gente per bene che ama l'Hellas. D'accordissimo anch'io nell'individuare i colpevoli e punirli. Si tratta, però, di una piccola minoranza. Certo, il fatto non poteva passare in secondo piano. Ma Verona è altro. E la gente che va allo stadio sa tifare in maniera unica e genuina».

Graziano Battistini è lucido: «I cori contro Morosini sono stati ignobili e deprecabili. Mi piacerebbe tanto, dopo che Verona e i veronesi si sono dissociati da questi imbecilli, che non li si faccia diventare neanche personaggi. E credo non sia giusta fare di tutta l'erba un fascio. E giusto cercare, anche in ricordo di Morosini, di non specularci sopra. Verona è una citta civile. Ma non può passare inosservato nemmeno che sono state tirate in ballo le foibe. Anche questo è grave. Quindi, il problema non è solo dei veronesi. Va affrontato nella giusta maniera. Con correttezza e lucidità».

Maurizio Iorio è rammaricato. «Conosco la passione che contraddistingue la tifoseria veronese, ma quello che è successo è disgustoso e fuori luogo. E la gente per bene che deve isolare chi ha sbagliato e indignarsi. Se poche persone devastano l'immagine della città, chi ama Verona deve opporsi e non può lasciar correre».

«Servono interventi molto severi»
23/10/2012
«Ho molto insistito in passato per evitare queste cose. Penso si debbano dare dei segnali forti, quando accadono episodi del genere bisogna essere molto più severi che in altre occasioni». Lo ha dichiarato l'ex Ministro dell'Interno Roberto Maroni, intervenuto alla «Politica nel pallone» su Gr Parlamento, a proposito dei cori di sabato dei tifosi scaligeri a Livorno contro Piermario Morosini. «Occorre che la Federazione, il Ministero dell'Interno, la Lega e le società intervengano per dare segnali forti. Servono interventi molto duri» ha concluso Maroni. Il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, chiede un intervento esemplare della Figc contro il gruppo di facinorosi. Il primo cittadino toscano indica nel mancato intervento dei responsabili del regolare svolgimento della partita, una «grave responsabilità», che «rischia di legittimare un pericoloso senso di impunità in questi gruppi di facinorosi».

Secondo Cosimi quanto successo ripropone, ancora una volta, «l'assoluta necessità del rispetto delle regole che codesta Federazione si è data. Il mancato tempestivo intervento da parte dei responsabili del corretto svolgimento della partita, nella fattispecie arbitro e guardalinee, genera infatti perplessità e dubbi sulla reale volontà di applicare le misure previste. Tale comportamento, peraltro, rischia di legittimare un pericoloso senso di impunità in questi gruppi di facinorosi». «L'inqualificabile atteggiamento di un gruppo di tifosi veronesi va sanzionato in modo inflessibile dalla giustizia non solo sportiva. È apprezzabile l'immediata condanna del sindaco Tosi, ma resta l'amarezza del mancato tempestivo intervento dei responsabili dello svolgimento della partita», ammette il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà, presente sabato scorso allo stadio, chiede che si sanzionino in modo «inflessibile» i tifosi del Verona che si sono resi protagonisti delle offese alla memoria di Piermario Morosini. «Se è sempre deprecabile attaccare un morto - conclude Kutufà - è assolutamente inaccettabile farlo per un giovane generoso e sfortunato come era Morosini».

«Gli stadi italiani sempre più malati»
LA RASSEGNA STAMPA. Il caso finisce su tutti i quotidiani nazionali
«Si sono appesi sul petto un'altra lugubre medaglia»

23/10/2012
Il giorno dopo Verona apre molte pagine dei giornali. Pezzi duri ma anche capaci di fare il passo in avanti e di non fermarsi a sabato. La Gazzetta dello Sport parla di «Verona sotto choc» e segna la pagina sulla serie B con un beneaugurante titolo: «Verona, così sì», riferendosi all'appello di Tosi e Setti di isolare quei teppisti, definiti «dei poveri imbecilli» alla «Domenica nel Pallone» di TeleArena. Nel pezzo di Matteo Pierelli sulla Gazzetta anche la posizione del presidente della Lega di serie B Andrea Abodi e i rischi per Andrea Mandorlini «perché lo stesso Questore di Livorno ha annunciato di aver segnalato alla Figc il comportamento del tecnico che avrebbe espresso frasi violente contro i livornesi prima della partita». E domenica pomeriggio, poco dopo aver ospitato in diretta il presidente dell'Hellas Maurizio Setti, il conduttore di Sky Sport 24, Sandro Sabatini, ha sottolineato come «Mandorlini certe frasi poteva anche risparmiarsele».

Fortissima la contrapposizione di Repubblica, in una doppia pagina aperta dall'esempio dei Rangers di Glasgow falliti e retrocessi in quarta serie che fanno il tutto esaurito ad Ibrox e contrapposto allo «Shock dei cori contro Morosini, gli stadi italiani sempre più malati», titolo dell'articolo di spalla a firma Fabrizio Bocca. «La scena è sempre quella, il calcio italiano - non solo il Verona - si copre di vergogna e intorno si discute e ci si divide su cosa fare e chi punire. Nel frattempo l'inciviltà avanza e il gruppo di deliranti nazisti che insultava la memoria del calciatore morto tragicamente ad aprile si è appesa al petto un'altra lugubre medaglia». Bocca scava fino ad un altro momento nero che ha visto Verona uscirne con le ossa rotta: «Secondo l'antica tradizione di quella curva, che nel '96 per dire no all'ingaggio del giocatore Michael Ferrier impiccò al tetto del Bentegodi un pupazzo dipinto di nero».

Ma non c'è solo Verona, ovvio. Repubblica ricorda anche lo striscione dei tifosi della Juve - «Vesuvio lavali col fuoco» - che ha accolto il Napoli. Il caso di Livorno ha occupato il taglio alto della pagina sportiva del Corriere della Sera. «Verona si vergogna e si schiera contro i beceri cori anti Morosini», il titolo di pagina 33, ad introdurre il pezzo firmato da Piergiorgio Lucioni. «Agire isolando i teppisti, agire allontanando chi getta fango su un club e un'intera città. Agire aiutando le forze dell'ordine a individuare chi organizza sugli spalti nefandezze di ogni genere. E zittire ogni intemperanza con esempi di tifo vero», la ricetta di Lucioni, che ha anche evidenziato come fossero «pochi gli ultrà coinvolti e filmati dalla polizia mentre mettevano in scena la vergognosa gazzarra, con tanto di slogan e campionario di saluti fascisti» e la reazione del Verona che «ferito e umiliato ha chiesto subito scusa».
A.D.P.

Inquirenti più vicini ai nomi degli ultras
L'INCHIESTA. C'è anche chi deve rispondere di apologia del fascismo
Il questore di Livorno annuncia il pugno duro: Daspo belli lunghi per tutti. Nel mirino il saluto romano

23/10/2012
«Morosini, figlio di p...». Sarebbe questo lo slogan pronunciato sabato da una ventina di ultras dell'Hellas alla fine del primo tempo nella partita con il Livorno disputatosi nella città toscana. Quei venti giovani sono ad un passo dall'essere identificati. Gli inquirenti della Digos di Verona e Livorno stanno visionando i filmati da domenica e stanno dando un nome a chi ha pronunciato lo slogan contro il giocatore del Livorno morto durante la partita contro il Pescara durante lo scorso campionato di serie B. Una volta assegnata l'identità a tutti i tifosi, partirà la denuncia con l'accusa di oltraggio a defunto. Di più: a casa dei venti tifosi arriverà anche il Daspo ovvero il Divieto di accedere alle manifestazioni sportive. E domenica il questore del Livorno ha già annunciato il pugno di ferro contro la frangia più estrema del tifo gialloblu: «Avranno tutti Daspo belli lunghi», ha dichiarato Antonio Cardona che è stato anche ex arbitro. La dichiarazione risale a due sere fa ed è stata resa alla Domenica sportiva. Un'affermazione che lascia capire che oramai gli inquirenti sono in procinto di dare un nome e cognome a chi ha urlato lo slogan contro il giocatore deceduto sul campo ad aprile. Il questore di Livorno aveva poi annunciato in tivù il deferimento di Mandorlini alla giustizia sportiva che in una dichiarazione pre partita aveva affermato di «essere orgoglioso di essere un nemico giurato dei livornesi». Per essere sicuri della responsabilità di chi ha insultato Piermario Morosini, gli inquirenti della Digos hanno anche ingaggiato esperti in lettura labiale per individuare chi sabato ha cantato il coro finito nel mirino di tutti i media nazionali e non solo. Ma i guai per gli ultras gialloblu non finiscono qui. La Digos di Livorno e Verona è al lavoro anche sul saluto romano. In questo caso, è stata individuata una ventina di tifosi dell'Hellas con il braccio destro alzato sempre durante la partita con il Livorno. In corso, per loro, l'identificazione: anche in questo caso, oltre alla denuncia per apologia del fascismo, scatterà il Daspo. Nel frattempo anche il Comune di Livorno ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile nell'eventuale processo a carico dei tifosi gialloblu sulla falsariga dell'amministrazione scaligera come aveva già annunciato due giorni fa, il sindaco di Verona, Flavio Tosi. Il primo cittadino toscano ha poi sottolineato il comportamento dei tifosi livornesi in una lettera inviata al presidente della Figc Giancarlo Abete: ««Le chiedo», ha scritto «di ascoltare la nostra richiesta di sanzionare in maniera esemplare i responsabili di quanto avvenuto sabato sugli spalti dello stadio livornese. A questo proposito voglio ricordare il comportamento civile di grande parte dei tifosi livornesi, che non hanno reagito ad un coro irrispettoso nei confronti di un ragazzo che tanti ricordiamo come una persona che non avrebbe meritato di essere offeso».
Giampaolo Chavan

«Sono pseudotifosi Verona è un'altra cosa»
Setti prende le distanze e studia iniziative forti «Non possono macchiare la passione di questa città»

22/10/2012
Dopo il comunicato ufficiale della società e l'intervento del direttore generale Giovanni Gardini nella sala stampa del Picchi di Livorno, scende in campo anche il patron dell'Hellas per prendere le distanze dai cori vergognosi di alcuni ultras dell'Hellas. «È la pagina più triste da quando ho preso il Verona. Faremo sicuramente delle iniziative fin da sabato, daremo segnali forti», ammette Maurizio Setti, intervenendo al telefono su Sky per ribadire lo sdegno della squadra e della città. «Sono cose che non fanno parte del calcio - dice - sabato pomeriggio c'erano settecento tifosi, quelli che hanno fatto i cori non sono più di dieci, forse quindici. So che anche la Lega di Serie B si sta prodigando per mandare un messaggio forte. Verona come squadra e tifosi ma anche come città non è quella dell'episodio di ieri. Da parte nostra e del sindaco Tosi continueremo la battaglia per avere stadi puliti, dove possono andare le famiglie. Ieri c'erano 700 tifosi, stiamo parlando di pochi deficienti. Da presidente voglio prima di tutto vincere il fair play, Verona merita palcoscenici ben diversi.

Noi sabato, nella prossima gara interna dell'Hellas con il Lanciano, daremo un segnale forte». Sulla stessa lunghezza d'onda del presidente anche il Coordinamento Calcio Club Hellas Verona. «Esprimiamo il nostroo disappunto - scrivono in una nota - dopo lo spiacevole coro offensivo, intonato allo stadio Picchi di Livorno, da uno sparuto gruppo di sostenitori dell'Hellas Verona. La tifoseria veronese si é distinta per anni, per la sua passione e attaccamento ai colori gialloblù, sostenendo sempre a gran voce chiunque abbia indossato con onore e orgoglio la maglia del nostro amato Hellas Verona. Continueremo nella nostra opera di sensibilizzazione, affinché certi comportamenti non siano più ripetuti, per il bene della nostra società e di noi tifosi». «Non si può sottovalutare il tema, nè sovrastimarlo perchè circoscritto a venti persone individuate e che non solo devono essere allontanate dallo stadio di Verona ma da tutti gli stadi», sottolinea il presidente della lega di Serie B Andrea Abodi.

«Il principio sacro del rispetto, noi abbiamo cercato di affermarlo anche visivamente - aggiunge - c'è sui cartelli sui campi, sulle maglie. Lo ribadiremo, e più che le parole servono i fatti, che società e squadra si siano dissociati è un segnale importante, perchè questi non sono tifosi». Secondo Abodi «servono decisioni giuste, tanto nette sono le parole di queste signori, tanto forti devono essere le risposte. Giudice sportivo e organi di giustizia sportiva nei prossimi giorni nella loro autonomia prenderanno le loro decisioni che auspico siano chirurgiche: colpire la società o chiudere uno stadio sarebbe troppo facile, verso un club che ha subito preso le distanze dai tifosi incivile. Noi dobbiamo aiutare la società e punire in maniera chirurgica».

Prandelli «Cori? Isolare i deficienti»
22/10/2012
Roma. «C’è indignazione e imbarazzo nel commentare i fatti di Verona e i cori dei tifosi ospiti contro Morosini: i deficienti vanno isolati». Questo il commento del commissario tecnico della Nazionale Cesare Prandelli sui fatti accaduti sabato scorso durante Livorno-Verona, con i cori intonati da alcuni tifosi ospiti contro Piermario Morosini, calciatore scomparso il 14 aprile per un problema cardiaco durante la partita Pescara-Livorno.

«Mi associo alla risposta determinata data dal sindaco di Verona Flavio Tosi - ha aggiunto Prandelli, intervenuto stamattina all’università Luiss di Roma per ricevere il Premio Tor Vergata Etica nello Sport - dobbiamo indignarci tutti quanti non solo a livello verbale, ma anche fisicamente: se allo stadio mi trovo vicino a un deficiente che intona certi cori mi alzo e mi sposto, perchè queste persone vanno isolate. Credo sia l’unico modo, perchè per venti stupidi non possiamo accusare tutta una curva e comportamenti del genere non possono rovinare un evento bello come una partita calcio».

Riguardo ai cori intonati spesso a Firenze contro i tifosi della Juventus che persero la vita nella tragedia dello stadio Heysel nel maggio 1985, Prandelli ha dichiarato che «forse è meglio non parlarne. Ho vissuto cinque anni a Firenze - ha spiegato il commissario tecnico della Nazionale - e fin dall’inizio ho detto che non avrei capito e sopportato certi cori».

Cori contro Morosini a Livorno
Individuati una ventina di tifosi
Dopo la partita Livorno-Verona, individuati dalla questura di Livorno una ventina di tifosi del Verona che avevano fatto il saluto romano. Le immagini sono state inviate alla questura di Verona. La polizia di Livorno sta visionando i filmati degli ultrà veronesi che hanno intonato il coro contro Piermario Morosini. Tosi: «È inammissibile l’offesa personale».

21/10/2012
Livorno. Sono già stati individuati dalla questura di Livorno una ventina di tifosi del Verona che ieri durante la partita Livorno-Verona hanno fatto il saluto romano. Le immagini raccolte dalla Digos durante il match sono state inviate alla questura di Verona per la successiva identificazione. La polizia di Livorno sta ora visionando i filmati relativi alla curva ospite per accoppiare il sonoro con il labiale degli ultrà veronesi che hanno intonato il coro contro la memoria di Piermario Morosini.

«È la pagina più triste da quando ho preso il Verona. Faremo sicuramente delle iniziative fin da sabato, daremo segnali forti». Il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, interviene al telefono su Sky per ribadire lo sdegno della squadra e della città per i cori di ieri contro Morosini. «Sono cose che non fanno parte del calcio - dice - ieri c’erano 700 tifosi, quelli che hanno fatto i cori non sono più di 10-15. So che anche la Lega di Serie B si sta prodigando. Verona come squadra e tifosi ma anche come città non è quella dell’episodio di ieri. Da parte nostra e del sindaco Tosi continueremo la battaglia per avere stadi puliti, dove possono andare le famiglie. Ieri c’erano 700 tifosi, stiamo parlando di pochi deficienti. Da presidente voglio prima di tutto vincere il fair play, Verona merita palcoscenici ben diversi».

«Da tifoso dell’Hellas, anch’io vado in Curva coi "butei", capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò» ed anche insulti "da stadio", fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l’offesa personale». Lo sostiene oggi in una nota il sindaco di Verona Flavio Tosi, annunciando che la Giunta si costituirà parte civile contro quei tifosi veronesi protagonisti degli insulti lanciati nei confronti della memoria di Morosini, giocatore del Livorno scomparso un anno fa a Pescara. Per i cori dei tifosi veronesi a Livorno offensivi della memoria di Piermario Morosini serve una punizione esemplare «ma non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire per isolarli. Le multe possono essere prese come esempio, ma è arrivato il momento di agire duramente contro queste persone». Lo ha detto Demetrio Albertini, vicepresidente Figc, intervenuto nel corso di «A tempo di sport» su Radio 24. «La cosa che deve fare il mondo del calcio è non abituarsi alla multa o all’ammenda - sottolinea -. Bisogna indignarsi e pensare di poter fare qualcosa. Ho letto le dichiarazioni del presidente della Lega Abodi e del direttore generale del Verona Gardini, credo che siano le persone vicine a questi tifosi che devono isolarli». È nuovamente il momento di restrizioni sul modello di quelle imposte dagli ultimi governi? «Il messaggio è questo e non è solo a tutela del calcio - replica Albertini - ma anche a tutela dei tifosi che vogliono fare i tifosi e tifare esclusivamente la propria squadra con grande dignità e non trovarsi immischiati con queste persone». Per il vicepresidente federale «la volontà da parte delle società di isolare i tifosi c’è» ma «bisogna agire molto anche a livello governativo». Il calcio italiano necessita anche «di stadi migliori e di proprietà affinchè ci possano essere anche delle responsabilità di controllo diretto da parte delle società». Un filtro mancato allo Juventus Stadium dove si sono registrati atti vandalici e i soliti cori contro i tifosi napoletani: «È la cultura sportiva che in Italia non abbiamo uguale ad altri Paesi. La cosa meravigliosa del calcio è lo spettacolo e bisognerebbe andare con l’intento di tifare la propria squadra e creare emozioni ma, soprattutto, di rispettare gli avversari e i tifosi. Questo in Italia succede raramente», ha concluso Albertini.

Gardini in diretta «Chiediamo scusa»
«Non me lo sarei mai aspettato su una tragedia così»
21/10/2012
Francesco Arioli
Livorno. Polemiche, veleni, soprattutto un coretto di pessimo gusto: forse era destino che Livorno-Verona, partita acida nelle premesse, finisse tra le tensioni. Nel sacco c'è l'imbarazzo della scelta: il Livorno punta l'arbitro Nasca, responsabile di aver negato agli amaranto un (presunto) calcio di rigore e di aver tolto a Paulinho un gol regolare, quello del teorico pareggio. Il Verona risponde rivendicando il dominio esercitato sul campo ma, onde evitare che il disagio straripi, toglie il microfono ad Andrea Mandorlini, il «nemico giurato», uscito dal campo tra gli insulti. Al suo posto si presenterà il direttore generale Giovanni Gardini. Durissime anche le parole del capitano del Livorno Luci, il cui augurio - pronunciato dopo il triplice fischio - sarebbe quello di vedere la sede del Verona devastata da una bomba. Poi spinte, insulti, provocazioni.

La nota più stonata del pomeriggio, comunque, c'entra poco con le vicende strette del match. A scatenare la rabbia amaranto, e a imbarazzare (eufemismo) quelli del club di via Torricelli, ci si mette un coro vergognoso contro Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto sul campo nello scorso campionato a Pescara. Nessuno o quasi, in verità, dalla tribuna si accorge dell'accaduto. Dal campo la percezione è diversa. Il primo a presentarsi in sala stampa dopo la gara è il presidente del Livorno Aldo Spinelli. Faccia scura, concetti taglienti: «Io non commento la partita», spiega. «Dico solo che sul campo il pari sarebbe stato il risultato più giusto. La tv ha detto che c'era il gol di Paulinho e che il rigore su di lui era buono al novanta per cento. Che poi il Verona sia una grande squadra questo lo ammetto però noi sul campo non meritavamo la sconfitta. Mandorlini? Io e lui siamo sanguigni allo stesso modo. Lui è contento e ha ragione perché ha colto una grande vittoria, ma con qualche aiuto». A ridosso dell'area interviste ci sono i pullman delle due squadre. Poco più in là, dietro i cancelli del Picchi, alcune decine di supporters toscani urlano la loro rabbia contro Mandorlini.

Il Verona comunque ha già scelto la linea prudente. L'ordine di servizio è quello di cercare, in tutti i modi, di abbassare la temperatura. E allora ai giornalisti si presenta Gardini al posto del tecnico: «C'è stata troppa tensione. Prima, dopo, durante la partita», esordisce. «Bisogna avere la forza di stemperare gli animi anche se siamo molto contenti, molto soddisfatti di aver fatto una grande partita e di aver colto tre punti su un campo molto difficile. Orgogliosi di quello che mister e squadra hanno combinato». Poi il dito nella piaga. Il Verona non si nasconde dietro frasi di circostanza. Piuttosto attacca: «Siamo molto meno orgogliosi di quello che è successo a un certo punto del primo tempo. Ho avuto anche la sfortuna di vivere personalmente un coro nei confronti di un giocatore che è mancato sul campo. Su una tragedia di quel tipo... Non me lo sarei mai aspettato. Sono stati pochi, per fortuna, ma noi dobbiamo guardare avanti e scusarci nei confronti di tutte le persone che vengono allo stadio perché sicuramente non è stato un bell'esempio. Noi non vogliamo dare esempi negativi ma vogliamo dare esempi positivi». Gardini dà poco peso al fatto che ad intonare il coretto siano stati in pochi: «Che fossero uno, due o tre conta poco. I segnali che dobbiamo dare sono altri». Quanto al fatto che Mandorlini sia uscito scortato da un drappello di agenti, «non è giusto ma tutte le situazioni sono figlie del modo in cui si vivono. Il calcio purtroppo viene esasperato da tutti».

Mandorlini e l’Hellas Verona deferiti alla Disciplinare
L’allenatore dell’Hellas Verona Andrea Mandorlini è stato deferito alla Commissione disciplinare del settore tecnico «per aver reso pubbliche dichiarazioni che violano i principi di lealtà, correttezza e probità». Deferita anche la società Hellas Verona a titolo di responsabilità oggettiva e responsabilità concorrente.
22/10/2012
Palermo. Il Procuratore federale ha deferito l’allenatore dell’Hellas Verona Andrea Mandorlini alla Commissione disciplinare del settore tecnico «per aver reso pubbliche dichiarazioni che violano i principi di lealtà, correttezza e probità da osservare in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, dichiarazioni che integrano altresì espressioni lesive e discriminatorie e che, inoltre, sono finalizzate a denigrazione ed insulto territoriale, nonchè a propaganda ideologica inneggiante a comportamenti discriminatori nei confronti della Città di Livorno e conseguentemente all’As Livorno».

È stata deferita inoltre alla Commissione disciplinare nazionale la società Hellas Verona a titolo di responsabilità oggettiva e a titolo di responsabilità concorrente. Lo ha reso noto la Figc con una nota sul proprio sito internet. Andrea Mandorlini avrebbe detto di essere orgolioso di essere un nemico giurato del Livorno, aizzando, così la tifoseria scaligera che poi, nel corso del match di sabato, ha urlato dei cori contro il povero Morosini, morto nella scorsa stagione durante Pescara-Livorno del 14 aprile.
«Se Mandorlini ha sbagliato pagherà come hanno fatto altri allenatori. Non dobbiamo sottrarci alle nostre responsabilità». Così Cesare Prandelli, Ct della Nazionale azzurra, ha commentato a «Novanta Minuti» su RaiSport1.

Cori su Morosini, Tosi: Verona si scusa
Setti: «Insieme per fare emergere il marcio»
Setti: «Neppure la curva vuole queste cose». Intanto la Polizia di Livorno ha individuato i tifosi che avrebbero intonato i cori. Ora stanno visionando le immagini per confrontare sonoro e labiale. Tosi: la città chiederà scusa ai familiari.

22/10/2012
Verona. «Dobbiamo cancellare questa brutta pagina. Chi ha fatto quei cori non vuole bene al Verona e non può considerarsi tifoso dell’Hellas: è gente che ha poco da dire nella vita. Chiudere la curva? Non sarebbe corretto, non è giusto che paghino tutti. Poi magari chi ha urlato quei cori non fa parte normalmente della curva. Siamo comunque in continuo contatto con le Questure di Livorno e Verona per cercare i colpevoli e siamo pronti a ritirar loro la tessera del tifoso una volta individuati». Maurizio Setti, presidente dell’Hellas Verona, è intervenuto così ai microfoni di Radio 24 in merito ai cori vergognosi di una ventina di ultrà veronesi contro Piermario Morosini, centrocampista morto sul campo sullo scorso aprile. Il presidente ha poi spiegato i rapporti che la società ha con la curva: «Cerchiamo di collaborare con la tifoseria organizzata come in occasione della prossima festa del 110° compleanno dell’Hellas. Di certo - conclude - non è che ci sentiamo quotidianamente, è giusto che ognuno stia al proprio posto, ma adesso collaboriamo per far emergere il marcio che nessuno, nemmeno la curva, vuole».

Intanto sono già stati individuati dalla questura di Livorno una ventina di tifosi dell'Hellas che, durante la partita dell'Ardenza tra Livorno e Verona, hanno oltraggiato la memoria di Piermario Morosini, il calciatore amaranto morto sul campo di calcio lo scorso 14 aprile per una cardiomiopatia aritmogena. La polizia di Livorno sta ora visionando i filmati relativi alla curva ospite per confrontare il sonoro con il labiale degli ultras veronesi che hanno intonato il coro accompagnandolo con il saluto romano per individuare i tifosi che hanno partecipato all'episodio che ha suscitato tanta indignazione. Nelle prossime ore le immagini saranno trasferite anche agli inquirenti di Verona che stanno collaborando all'inchiesta.

E adesso tutti, Figc in testa, chiedono «provvedimenti esemplari» per sradicare e isolare episodi simili, e c'è addirittura chi - è il caso del capitano del Livorno, Andrea Luci - chiede la radiazione dal campionato per la squadra scaligera. Intanto la città e la società del Verona intendono chiedere direttamente scusa ai familiari di Piermario Morosini dopo i cori offensivi.

A esprimere questa intenzione è il sindaco Flavio Tosi: «Finora ho parlato con il presidente del Verona, Setti, se riusciremo ci metteremo in contatto con i familiari di Piermario Morosini per chiedere scusa a nome della città». «È una questione di limite - spiega Tosi, ribadendo la sua ferma condanna -, lo stadio non è il teatro dell’opera, i cori ci sono, ci sono anche le offese. Le madri degli arbitri, poverine, se ne sono sentite di tutti i colori. Però insultare la memoria di un ragazzo morto tragicamente, tra l’altro una bravissima persona con vicende familiari difficili, è inaccettabile». «Uno deve capire cos’è lo stadio, cos’è il tifo - aggiunge Tosi -, ma l’insulto gratuito, personale, pesantemente offensivo, questo no. Una persona normale lo capisce, solo uno stupido non lo capisce».

Per questo il sindaco di Verona ribadisce l’intenzione di avviare un’azione civile per chiedere il risarcimento dei danni arrecati alla città dagli autori dei cori contro Morosini. «Un comportamento del genere è inammissibile - avverte -. È giusto che la tifoseria, la squadra, la città condannino questi gesti. La mia prima reazione è stata di rabbia. Adesso aspettiamo che la Digos e la magistratura facciano il loro corso, quando i responsabili saranno individuati con certezza chiederemo loro i danni». «E' assolutamente inammissibile l'offesa ai morti», aveva già detto ieri il sindaco, annunciando che la Giunta si costituirà parte civile contro i tifosi gialloblù protagonisti degli insulti.

E il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, ha inviato un telegramma al sindaco di Verona Flavio Tosi per esprimergli apprezzamento dopo la sua condanna nei confronti del gruppo di tifosi del Verona. «Caro sindaco, ho molto apprezzato la posizione tua e della città di Verona di ferma condanna degli episodi di sabato scorso allo stadio di Livorno - si legge nel telegramma - Ancor più concordiamo con la tua volontà di far costituire il Comune di Verona come parte civile in ipotesi di procedimento giudiziario. Analoga valutazione sarà fatta anche da parte del Comune di Livorno. Ritengo che compito delle istituzioni sia quello di condannare con ogni mezzo qualsiasi episodio di violenza, fisica o verbale, che nulla ha a che vedere con la sana rivalità sportiva». Un caso che fa discutere anche in Parlamento. «La città di Verona chieda scusa ai cittadini e agli sportivi livornesi per la pessima figura realizzata a causa di questi pericolosi fanatici - scrive in una nota la senatrice del Pdl Cinzia Bonfrisco - e il sindaco Tosi farebbe bene a dimostrare con maggiore chiarezza la sua distanza da questo mondo di violenza e fanatismo, che ancora una volta discredita la città». Per quei cori incivili e ignobili «serve una punizione esemplare ma non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire per isolarli. Le multe possono essere prese come esempio, ma è arrivato il momento di agire duramente contro queste persone», ha detto Demetrio Albertini, ex calciatore del Milan ora vicepresidente della Figc. «La cosa che deve fare il mondo del calcio è non abituarsi alla multa o all'ammenda. Bisogna indignarsi e pensare di poter fare qualcosa. Credo che siano le persone vicine a questi tifosi che devono isolarli». È nuovamente il momento di restrizioni sul modello di quelle imposte dagli ultimi governi? «Il messaggio è questo e non è solo a tutela del calcio ma anche a tutela dei tifosi che vogliono fare i tifosi e non trovarsi immischiati con queste persone - spiega Albertini, secondo il quale - la volontà da parte delle società di isolare i tifosi c'è ma bisogna agire molto anche a livello governativo. La cosa meravigliosa del calcio è lo spettacolo e bisognerebbe andare con l'intento di tifare la propria squadra».

PRANDELLI. «C’è indignazione e imbarazzo nel commentare i fatti di Verona e i cori dei tifosi ospiti contro Morosini: i deficienti vanno isolati». Questo il commento del commissario tecnico della Nazionale Cesare Prandelli. «Mi associo alla risposta determinata data dal sindaco di Verona Flavio Tosi - ha aggiunto Prandelli - dobbiamo indignarci tutti quanti non solo a livello verbale, ma anche fisicamente: se allo stadio mi trovo vicino a un deficiente che intona certi cori mi alzo e mi sposto, perchè queste persone vanno isolate. Credo sia l’unico modo, perchè per venti stupidi non possiamo accusare tutta una curva e comportamenti del genere non possono rovinare un evento bello come una partita calcio».

Riguardo ai cori intonati spesso a Firenze contro i tifosi della Juventus che persero la vita nella tragedia dello stadio Heysel nel maggio 1985, Prandelli ha dichiarato che «forse è meglio non parlarne. Ho vissuto cinque anni a Firenze - ha spiegato il commissario tecnico della Nazionale - e fin dall’inizio ho detto che non avrei capito e sopportato certi cori».

De Poli (Udc): «Isolarli e cacciarli dagli stadi»
22/10/2012
Verona. «Chi ama la propria squadra di calcio non sente il bisogno di offendere l'avversario, men che meno un giocatore che non c'è' più. Personalmente i tifosi autori dei cori di insulto contro il giocatore del Livorno morto ad aprile li manderei 'in esilio': niente più stadi per loro, per sempre».
Lo afferma il deputato Udc Antonio De Poli commentando i cori offensivi intonati da alcuni tifosi del Verona nei confronti di Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto ad aprile nel campo del Pescara. «Sono convinto che la maggior parte della tifoseria del Verona - spiega De Poli - condanni senza mezzi termini questi cori. Per colpa di pochi deficienti viene infangata l'intera tifoseria scaligera. Bisogna essere più duri e mi auguro che questi tifosi, una volta individuati, vengano isolati dal resto della tifoseria e allontanati dagli stadi», conclude De Poli.

FONTE: LArena.it


Figc, Mandorlini e Hellas Verona deferiti
Postata il 22/10/2012 alle ore 21:07
VERONA - Il Procuratore Federale ha deferito l'allenatore dell'Hellas Verona, Andrea Mandorlini, alla Commissione Disciplinare del Settore Tecnico "per aver reso pubbliche dichiarazioni che violano i principi di lealtà, correttezza e probità da osservare in ogni rapporto comunque riferibile all'attività sportiva, dichiarazioni che integrano altresì espressioni lesive e discriminatorie e che, inoltre, sono finalizzate a denigrazione e insulto territoriale, nonché propaganda ideologica inneggiante a comportamenti discriminatori nei confronti della città di Livorno e conseguentemente dell'As Livorno". E' stata deferita inoltre alla Commissione Disciplinare Nazionale la società Hellas Verona a titolo di responsabilità oggettiva e a titolo di responsabilità concorrente.
Ufficio Stampa

Hellas Verona - Comunicato stampa
Postata il 20/10/2012 alle ore 17:58
LIVORNO - L'Hellas Verona F.C. Spa, in seguito a un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, intende porgere le proprie scuse più sentite e si dissocia da taluni comportamenti e atteggiamenti che ledono la memoria e l'onore del calciatore del Livorno scomparso. Nonostante l'orgoglio per la propria tifoseria, da sempre sostenitrice impeccabile dei nostri colori, l'Hellas Verona F.C. Spa intende debellare con forza cori di questa natura, perché la tragedia di Piermario Morosini è un dolore che non può essere infangato.
Hellas Verona F.C. Spa

FONTE: HellasVerona.it

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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