Anteprima REGGINA-VERONA: BREDA recupera BONAZZOLI e COSENZA e ha solo l'imbarazzo della scelta, MANDORLINI deve fare i conti con l'emergenza in difesa dopo l'infortunio di MAIETTA e la squalifica di MARECO. ABBATE-CECCARELLI al centro, CANGI ancora a destra


ANTEPRIMA REGGINA-VERONA
...Vi dico subito che per la trasferta di Reggio in Calabria non sono affatto ottimista e che la prossima gara all'Oreste Granillo era quanto di peggio poteva capitare all'HELLAS in questo momento; con MAIETTA fuori causa per l'infortunio all'adduttore e MARECO squalificato, MANDORLINI avrà gli uomini contati nel reparto arretrato: la mossa dovrebbe essere quella di riportare ABBATE al suo ruolo naturale ma, insieme a capitan CECCARELLI (peraltro in diffida dopo il 7° cartellino giallo), la velocità della retrouardia non sarà certo l'arma da sfruttare contro gli amaranto vincenti contro l'ALBINOLEFFE alla 36^ giornata e molto pericolosi in casa (9 vittorie e 3 sconfitte in 18 partite).
Contro un avversario orgoglioso ed in piena corsa per raggiungerei playoff servirà ben più che ricordare il magico gol di 'SuperMike' COSSATO, occorreranno condizione e convinzione due doti che i gialloblù (ahinoi) sembrano un po' aver perso nelle ultime giornate...

QUI REGGIO IN CALABRIA
Il 'Granillo' attende la sfida contro il VERONA dal 2001, l'abiente sarà perciò infuocato (a dir poco).
Dopo due turni di squalifica rientrano BONAZZOLI (che giocò nell'HELLAS nella stagione 2000-2001 andando a rete 7 volte in 28 presenze) e COSENZA squadra al completo per BREDA che avrà solo l'imbarazzo della scelta.

QUI VERONA
MAIETTA fuori causa dopo la distrazione muscolare all’adduttore destro occosagli contro l'EMPOLI, MARECO squalificato è emergenza difesa per Reggio Calabria.
Mossa quasi obbligata lo spostamento di ABBATE al centro al fianco di capitan CECCARELLI e la conferma di CANGI come terzino destro.
Emil HALLFREDSSON (ex amaranto che cominciò la sua carriera in Italia proprio grazie ai reggini nel 2007) è stato tenuto a riposo sabato per un trauma contusivo alla mano destra [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]



DICONO
MANDORLINI serra le fila in occasione della gara al 'Granillo' «Dopo la gara con l'Empoli speriamo di aver recuperato, con la Reggina qualche cambio ci sarà, perchè ritengo che nell'ottica delle tre partite in una settimana debbano variare delle pedine. C'è sempre l'incognita delle sfide in trasferta, andiamo in Calabria fiduciosi di poter fare un risultato positivo. Tra infortuni e squalifiche qualcosa bisogna cambiare. Abbate torna nel suo ruolo naturale, credo ci siano le possibilità per superare queste situazioni. Dovremo dare di più rispetto agli ultimi match lontano dal "Bentegodi", abbiamo bisogno di Hallfredsson ed è giusto dargli minuti. Ci tiene a giocare con la Reggina visto che si tratta di un ex, sarà certamente della partita. Tutti aspettano l'Hellas per fare la gara della vita, noi andiamo oltre questi discorsi con l'intento di farci trovare preparati. Cercare di fare risultato è d'obbligo, con gli uomini di Aglietti abbiamo speso molto ma è rimasto il colpo in canna. Dispiace perchè è stato creato molto, avremmo meritato. Pensiamo ad un impegno alla volta, senza guardare troppo avanti. Può succedere di tutto in ogni 90'» HellasVerona.it

Capitan CECCARELLI 'Ci attende un Granillo rovente...' «Farà molto caldo e lo sappiamo, è una gara difficile e da non sbagliare. Loro vogliono provare a restare in corsa per i play off ma a noi servono punti per le prime due posizioni dopo qualche trasferta in cui siamo rimasti a mani vuote». Giocando bene o male poco importa a questo punto della stagione. «In effetti è così, anche se non siamo capaci di giocare male, nel senso che proviamo sempre a fare la partita noi e quindi dovrà essere per forza ancora così».
Con Ceccarelli ancora in campo in quella che potrebbe diventare delle sfide chiave della stagione. «Che dire? Nelle gare che scottano siamo sempre dentro no? Ma sono contento. Anche contro l'Empoli non era facile entrare a freddo in una partita così delicata. Sono contento del mio rendimento perchè nonostante sia un anno un po' altalenante come presenze per me riesco sempre a farmi trovare pronto quando serve» LArena.it

JORGINHO 'A Reggio per vincere...' «Andremo là per vincere, ci alleniamo per quello e proviamo sempre a farlo, a volte capita altre volte no, ma di certo è il nostro obiettivo» LArena.it

DIONIGI, ex bomber della REGGINA era in campo in quello spareggio perso 11 anni fa... «Ho pensato di aver perso la Serie A a cinque minuti dalla fine, e dopo c’è stato anche il miracolo del portiere Ferron su un mio colpo di testa. Fu una retrocessione ingiusta, perché nel girone di ritorno viaggiamo a media Uefa. Loro invece meritavano la retrocessione già da prima, ricordiamoci l’inattesa vittoria in casa del Parma. Sono cose che accadono nel calcio. Ci andò male, peccato. Arrivai a metà stagione, mi è sempre mancato un anno intero di A con la Reggina. Al di là della retrocessione, tutti gli altri ricordi di Reggio sono positivi»
Cosa ti senti di dire agli attuali calciatori della Reggina, per stimolarli a battere il Verona? «Non ci sono più quei giocatori, e nemmeno la stessa società. Il senso di rivalsa forse è finito. Spero che la Reggina riesca a centrare la vittoria, significherebbe rilanciarsi verso la griglia play-off. Seguo sempre con affetto, giocando di sabato riesco a vedere quasi tutte le partite. È stato fatto un grande lavoro nel vivaio, negli ultimi anni» SerieBNews.com

'SuperMike' COSSATO e la maglia con cui segnò il gol salvezza al 'Granillo' scomparsa... «Ecco, questo è il mio cruccio. È sparita. Me la sono tolta nello spogliatoio e non l'ho più ritrovata. Mi permetto di fare un appello undici anni dopo: se qualcuno ne è entrato in possesso lo invito a restituirmela e io provvederò a metterla all'asta per beneficenza. Probabilmente non accadrà».
Al fischio finale che cosa è successo? «Avevo paura. Il mio gol li stava facendo retrocedere. A pochi istanti dalla fine mi sono piazzato davanti all'ingresso degli spogliatoi. Quando l'arbitro ha fischiato mi ci sono infilato dentro. Pareva di essere in disco la domenica sera. Una muraglia umana... Ho preso di tutto. Calci e pugni. Ma non ho mai risposto. Non sentivo male. Avevo in corpo troppa adrenalina. E poi sapete come è andata: chiusi nello spogliatoio fino a quando è passata la buriana. E a Verona è stata festa grande» LArena.it


ALTRE NEWS IN ALLEGATO
'FIOCCANO' ALTRI 20.000 EURO sulla testa dell'HELLAS per avere suoi sostenitori, al termine dell'incontro, lanciato oggetti vari all'indirizzo degli Ufficiali di gara ed attinto con un accendino la coscia di un Assistente senza conseguente lesive; infrazione rilevata da un collaboratore della Procura federale; entità della sanzione attenuata ex art. 14 – comma 5, in relazione all'art. 13 – comma 1 – lettere a) e b), CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell'Ordine a fini preventivi e di vigilanza...


IN BREVE A PIÉ PAGINA
CALCIO PORTOGALLO: Il LEIRIA non paga gli stipendi, i giocatori se ne vanno, campionato finito...
VITA DA EX: Vincenzo ITALIANO 'Mi ispiro a DEL PIERO...'
SERIE A: A Roma mancano 13 secondi alla fine quando un triplice fischio dagli spalti viene scambiato come fine-gara decretato dall'arbitro, l'UDINESE raddoppia e tra giocatori e tecnici friulani e laziali scoppia un putiferio che potrebbe essere comico se non esacerbasse cotanto gli animi di calciatori e tifosi... Intanto il CESENA è matematicamente in B

RASSEGNA STAMPA
Calcio, Serie B: la storia e gli ex di Reggina-Hellas Verona
Lunedì 30 Aprile 2012 12:18
di Antonio Modafferi – Dopo la risicata vittoria a spese dell’Albinoleffe, secondo impegno casalingo consecutivo, nell’ultimo turno infrasettimanale della serie Bwin, per la Reggina che attende la visita del Verona. Il confronto di andata si concluse con la vittoria di misura dei gialloblù veneti, grazie al goal di Pichlmann al 28’. Gli scaligeri di Mandolini, reduci dal pari interno a reti bianche con l’Empoli, occupano attualmente la terza posizione, in condominio con il Sassuolo, a quota 67 punti, frutto di 20 vittorie, 7 pareggi e 10 sconfitte.

Sono nove i precedenti, sette in B e due in A, più uno spareggio salvezza, tra Reggina e Verona, una sfida che ritorna al “Granillo” a distanza di undici anni. Il bilancio vede in svantaggio gli amaranto, che hanno vinto soltanto in un’occasione, più l’inutile successo nello spareggio, sei sono i pareggi mentre i veneti hanno espugnato Reggio in due circostanze.

Il primo confronto risale alla stagione 1965/1966, ossia alla prima partecipazione della Reggina al campionato cadetto e l’undici di Maestrelli non riesce ad andare oltre il risultato ad occhiali.
L’anno dopo gli amaranto conquistano l’intera posta in palio con un 2-0 firmato da Florio e da Ferrario su calcio di rigore. Nel torneo 1967/1968 la sfida contro i gialloblù si conclude nuovamente senza vincitori né vinti e senza reti.

Le strade delle due squadre si dividono per 22 anni e lo scontro tra Reggina e Verona riappare nell’annata 1990/1991, terminata malamente per i colori amaranto con la retrocessione in serie C1. La compagine di Aldo Cerantola, all’undicesima di andata, davanti al proprio pubblico cede al cospetto della squadra veneta, a fine anno promossa in serie A, che viola il “Comunale” con il minimo scarto grazie ad un goal di Magrin al 43’.

Dopo una pausa di quattro stagioni, Reggina e Verona si ritrovano di fronte nel torneo cadetto edizione 1995/1996. I ragazzi di Zoratti passano al 57’ grazie ad un goal del difensore Giampaolo Ceramicola, ma gli scaligeri, che a fine campionato staccheranno il lasciapassare per la massima serie, rimediano nove minuti più tardi con il bomber De Vitis.

La seconda affermazione dei veneti a Reggio Calabria arriva nella stagione 1997/1998. Per gli uomini di Colomba non è giornata ed i gialloblù ne approfittano nel secondo tempo, quando vanno a segno Bigotto al 46’ e l’indimenticato ex Alfredo Aglietti, autore di una doppietta tra 78’ e 90’.

Nel campionato successivo, Reggina e Verona lottano nelle zone alte della classifica ed entrambe approderanno in serie A. Alla sesta di ritorno la contesa tra le formazioni di Gustinetti e Prandelli non vede prevalere nessuno, termina infatti 0-0, seppur i padroni di casa possono recriminare per una conclusione di Possanzini salvata sulla linea dal futuro amaranto Foglio.

Nel 1999/2000 arriva il primo incrocio in serie A. E’ la penultima giornata di campionato ed entrambe le squadre si accontentano di un punto, che per gli uomini di mister Colomba significa salvezza aritmetica, a quota 40. Al vantaggio calabrese firmato dall’albanese Bogdani al 25’, risponde il veronese Cammarata al 57’.

E’1-1 anche nel torneo 2000/2001, ma è un risultato di ben altro tenore. Si disputa la decima di campionato sul neutro di Catania, il “Granillo” è stato squalificato in seguito al lancio di oggetti in campo durante Reggina-Brescia,. Il sodalizio della città di Romeo e Giulietta si porta avanti dopo nemmeno un minuto di gioco grazie al centro di un giovane Emiliano Bonazzoli, che sfrutta un errore di Morabito. Gli amaranto provano in tutti i modi a ristabilire l’equilibrio, ma imprecisione e tanta sfortuna frustrano e mortificano i tentativi della formazione dello Stretto. Al 91’ arriva l’insperato pareggio, opera del difensore Lorenzo Stovini, che interrompe così la serie di 9 sconfitte consecutive.

La stagione regolare si conclude con Lecce, Verona e Reggina appaiate a quota 37. A causa della classifica avulsa, le ultimi due compagini sono costrette a giocarsi l’ultimo posto utile per mantenere la serie A in uno spareggio con andata e ritorno, nonostante gli amaranto siano in vantaggio sugli scaligeri negli scontri diretti in campionato (un pareggio e una vittoria).

Dopo la sconfitta di misura (1-0) al “Bentegodi” di tre giorni prima, domenica 24 giugno 2001 la si gioca l’ultimo atto davanti ad un “Granillo” stracolmo e pronta a spingere la squadra di Colomba verso l’impresa. La tensione è palpabile, sia in campo che sugli spalti e sul finire del primo tempo ecco lo scatto verso la permanenza da parte della Reggina. Al 42’ Mezzano serve Zanchetta che da fuori area lascia partire un destro che coglie il palo interno alla destra di Ferron e termina in fondo al sacco, annullando così il vantaggio veneto dell’andata. Al 45’ Bogdani viene lanciato a rete e tenta il pallonetto, l’estremo difensore ospite respinge ma sul pallone si avventa Ciccio Cozza che mette dentro il 2-0 che significa ancora serie A. Mancano ancora 45’, durante i quali la Reggina ha il torto di arretrare troppo e soprattutto di non chiudere la partita, che lentamente si avvia verso la conclusione. Mentre tutti, sia allo stadio che davanti alle televisioni, aspettano nervosamente soltanto il triplice fischio del signor Braschi per dare il via alla festa, a quattro minuti dalla fine al “Granillo” si materializza l’atroce e bruciante beffa. Sugli sviluppi di un corner, il team di Perotti recupera la palla, respinta di pugni dal portiere amaranto, Giuseppe Colucci riceve fuori area, evita un paio di avversari e serve Michele Cossato che, dentro l’area, sul filo del fuorigioco, con un pallonetto di sinistro supera Taibi, in uscita un po’ avventata, e, nonostante la pressione di Stovini, mette dentro di testa il 2-1 che consegna la salvezza agli scaligeri.

Due gli ex dell’incontro, ovvero il gialloblù Hallfredsson e l’amaranto Bonazzoli.

Emil Hallfredsson, Sbarca a Reggio nell’estate 2007 dai norvegesi del Lyn Oslo. Nella sua prima stagione in amaranto, il centrocampista islandese classe ’83 colleziona 21 presenze senza mai conoscere la gioia del goal. La stagione dopo, culminata con la retrocessione in B, i gettoni saranno 13, impreziositi da una rete, la splendida conclusione con cui fulmina Buffon dalla distanza in Reggina-Juventus 2-2. Non confermato per il torneo cadetto 2009/2010, Halfredsson viene temporaneamente ceduto agli inglesi del Barnsley. Tornato in riva allo Stretto, viene girato nuovamente in prestito, stavolta al Verona, Lega Pro Prima divisione, squadra con cui l’anno scorso vince i play off ottenendo la promozione in B nonché il riscatto da parte della società scaligera.

Emiliano Bonazzoli ha indossato la casacca del Verona nella stagione 2000/2001. Prelevato dal Parma nell’ottobre 2000, il giovane centravanti di Asola raccoglie 28 presenze e mette a segno 7 marcature, di cui uno alla Reggina sul neutro di Catania (1-1), contribuendo alla salvezza degli scaligeri, raggiunta dopo lo spareggio proprio contro gli amaranto.

FONTE: Strill.it


lunedì, aprile 30th, 2012 | Posted by Orru
Verona, emergenza in difesa per la gara contro la Reggina
Nell’aereo che porterà quest’oggi il Verona a Reggio Calabria in vista della partita di domani pomeriggio contro la Reggina, non prenderanno posto Domenico Maietta e Victor Hugo Mareco. Il primo è uscito anzitempo nella gara di venerdì contro l’Empoli per un infortunio e gli esami hanno evidenziato un lieve stiramento per lui, che gli impedirà di scendere in campo domani, mentre per il secondo è arrivata la squalifica del Giudice Sportivo dopo l’ammonizione rimediata nel match di venerdì scorso. Contro i calabresi, dunque, spazio all’inedita coppia Ceccarelli-Abbate, col secondo che trasloca al centro dalla fascia destra, posizione che sarà occupata da Cangi, positivo contro l’Empoli.
di Marco Orrù

domenica, aprile 29th, 2012 | Posted by pamefacci
Reggina, contro il Verona con un Bonazzoli in più?
Immediata ripresa degli allenamenti per la Reggina, che martedì affronterà il Verona in casa propria. La tifoseria attende questa sfida da 11 anni. Nel 2001, infatti, gli amaranto persero lo spareggio per la permanenza in Serie A contro gli scaligeri. Alcuni rappresentanti della curva sud hanno appeso uno striscione di incitamento al Sant’Agata, ed hanno conferito con alcuni calciatori per rammentare l’importanza del match.
L’infermeria è vuota, e mister Breda potrà contare anche su Bonazzoli e Cosenza, reduci da due turni di squalifica. Il centravanti sta bene, ed ha promesso il massimo impegno ai tifosi, qualora venisse schierato. I titolari di Reggina-AlbinoLeffe hanno svolto lavoro di scarico, mentre i giocatori non utilizzati hanno lavorato col pallone.
Paolo Ficara

domenica, aprile 29th, 2012 | Posted by Matteop
Serie B, ESCLUSIVO/ top e flop della 37ma giornata: da Soncin ai rigori sbagliati dal Vicenza
Chi sono i top e i flop della 37ma giornata? Chi ha deluso e chi incantato? SerieBnews.com vi offre una classifica dei tre migliori e tre peggiori protagonisti della giornata del campionato cadetto.
FLOP –
3) Verona-Empoli: strano annoiarsi in una partita di Serie B, il campionato cadetto regala sempre emozioni. Di certo però questa è stata una delle partite più al sonnifero della stagione 2011/12, eppure le motivazioni c’erano da una parte e dall’altra.
2) un Padova in crisi: il Padova non si alza più, dopo il 6-0 col Pescara incassa un altro duro ko. Il pareggio di ieri vale come una sconfitta, soprattutto per come è arrivato.
1) il Vicenza di Beghetto: la partita di ieri andava vinta se si voleva rimanere in Serie B, non solo il Vicenza ha perso ma ha fallito anche due rigori….
TOP -
3) Andrea Soncin e l’Ascoli: Soncin e Papa Waigo, Papa Waigo e Soncin. Questi due ragazzi stanno spingendo l’Ascoli verso un altro miracolo, stavolta targato Massimo Silva.
2) Eder: il brasiliano sembrava non riuscire mai a buttarla dentro, ora ha iniziato a farlo e chi lo ferma più?
1) i Para-Rigori, Concetti, Lamanna e Belardi: la giornata dei para rigori, straordinari questi tre portieri! Da lode!
M.F.

domenica, aprile 29th, 2012 | Posted by Boosta
Serie Bwin, gli squalificati dopo la 37ma giornata
Il Giudice Sportivo Gianfranco Valente, assistito da Mario De Luca e dal Rappresentante dell’A.I.A. Carlo Moretti, nel corso della riunione del 29 aprile 2012, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:
Ammenda di € 20.000,00 : alla Soc. VERONA per avere suoi sostenitori, al termine dell’incontro, lanciato oggetti vari all’indirizzo degli Ufficiali di gara ed attinto con un accendino la coscia di un Assistente senza conseguente lesive; infrazione rilevata da un collaboratore della Procura federale; entità della sanzione attenuata ex art. 14 – comma 5, in relazione all’art. 13 –comma 1 – lettere a) e b), CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell’Ordine a fini preventivi e di vigilanza.
Ammenda di € 1.000,00 : alla Soc. TORINO per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, esposto striscione e levato reiterati cori offensivi all’indirizzo degli organi federali

SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA: MOLINARI Morris (Juve Stabia), SBAFFO Alessandro (Ascoli), BRUNO Alessandro (Nocerina), CACCIATORE Fabrizio (Varese), DONATI Giulio (Padova), DOS SANTOS MACHADO Claiton (Bari), LEBRAN Fabio (Albinoleffe), MARECO Victor Hugo (Verona), MISSIROLI Simone (Sassuolo), PETRAS Martin (Grosseto), PETRE Ovidiu (Modena), PICCINNI Matteo (Albinoleffe), SCIACCA Francesco Fabio (Grosseto), TONUCCI Denis (Vicenza).

SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA ED AMMENDA DI € 5.000,00: IODICE Giuseppe (Nocerina): per essersi, al 36° del secondo tempo, a giuoco fermo, alzato dalla panchina, avere abbandonato indebitamente l’area tecnica e rivolto agli Ufficiali di gara espressione irriguardosa ed addebito di incapacità; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale

domenica, aprile 29th, 2012 | Posted by pamefacci
Reggina, ESCLUSIVO/ Dionigi: “Reggio è casa mia, Foti mi stima”
Da giocatore, ha vestito a più riprese la maglia della Reggina, anche nello spareggio perso undici anni fa contro il Verona. Martedì ci sarà la rivincita tra amaranto e scaligeri al Granillo, e SerieBnews ha inteso ascoltare i ricordi di Davide Dionigi, ex attaccante dei calabresi. L’occasione è stata succulenta, per chiedere anche di un suo ritorno alla Reggina nelle vesti di allenatore. L’attuale tecnico del Taranto è stato molto franco, e non ha fatto particolare mistero dei possibili scenari futuri.

Che pensieri sono passati per la testa, al termine dello spareggio Reggina-Verona del 2001?
“Ho pensato di aver perso la Serie A a cinque minuti dalla fine, e dopo c’è stato anche il miracolo del portiere Ferron su un mio colpo di testa. Fu una retrocessione ingiusta, perché nel girone di ritorno viaggiamo a media Uefa. Loro invece meritavano la retrocessione già da prima, ricordiamoci l’inattesa vittoria in casa del Parma. Sono cose che accadono nel calcio. Ci andò male, peccato. Arrivai a metà stagione, mi è sempre mancato un anno intero di A con la Reggina. Al di là della retrocessione, tutti gli altri ricordi di Reggio sono positivi”.

Tutta la gente che era allo stadio quel giorno, ci tornerà martedì sera?
“Seguo sempre le vicende di Reggio, vedo un po’ di distacco da parte del pubblico. Sarebbe giusto che ci andassero per vendicare quella partita. Sta ai tifosi reggini, mi auguro che vadano in tanti”.

Come giudichi l’annata del tuo ex compagno Bonazzoli?
“L’anno scorso ha disputato un campionato strepitoso, riconfermarsi è difficile. Comincia anche ad avere i suoi anni, ma per la categoria è sempre un giocatore importante. Crea scoramento anche solo a vederlo di fronte. Quest’anno ha segnato di meno, ma non sono mancati i problemi fisici. Rimane un signor giocatore. È stato mio compagno di squadra, è un bravo ragazzo e conservo di lui un bel ricordo”.

Il Taranto è una signora squadra?
“Purtroppo il Taranto, senza penalizzazione, sarebbe in Serie B al posto della Ternana. Nonostante i 7 punti di handicap, ne abbiamo raccolti 67 e saremmo primi. Domenica andremo ad Avellino, ed un punto ci sarebbe bastato per la promozione diretta. Abbiamo battuto alcuni record: difesa migliore d’Europa, portiere meno battuto di tutti i campionati e squadra che ha perso meno di tutte. Va dato merito al mio gruppo di ragazzi. A volte nel calcio si parla sempre di aspetti negativi, come partite vendute o disgrazie. Per una volta, c’è una bella favola di gente che non guarda ai soldi ma lotta per la maglia, ma se ne parla poco”.

Sentite la responsabilità di ottenere la promozione per garantire il futuro societario?
“Lo stiamo facendo in maniera esemplare, con tante vicissitudini. Tutte le squadre che hanno avuto una sorte simile alla nostra, sono crollate. Totalizzare tutti questi punti in mezzo alle difficoltà, significa che in un campionato normale ne avresti fatti 80. In estate non è stato speso niente, sono solo arrivati due giocatori a parametro zero. Per il resto, è la stessa squadra che ha perso i play-off l’anno scorso a Roma. La conquista della Serie B significherebbe tanto per la società, questo è chiaro. I play-off sono una lotteria, vedremo quello che succede”.

Il tuo futuro dipende dai destini del Taranto?
“Sicuramente sì. In un anno e mezzo che alleno, penso di aver svolto un buon lavoro. Gli attestati di stima, che arrivano da tutte le parti d’Italia, fanno piacere. Ho un contratto di cinque anni, il mio sogno sarebbe di salire in B. Qui ho ritrovato una seconda Reggio, la gente mi ama. Si è creato feeling a livello umano con questa città. Mi sembra di stare a Reggio, come ai tempi di Re Davide…”

Gli apprezzamenti sono arrivati anche da Reggio Calabria?
“L’anno scorso ero praticamente l’allenatore della Reggina. Devo essere grato al Taranto, perché il presidente mi ha affidato la squadra quando avevo smesso di giocare da appena quattro mesi. Ho deciso di rimanere per un senso di gratitudine, quindi non si fece il matrimonio con la Reggina. So che il direttore Giacchetta e, penso, anche il presidente Foti mi stimano come uomo e come lavoratore. Questa stima è continuata in questi mesi, anche per i risultati che ho ottenuto”.

Anche perché Foti, tutte le volte che ti ha corteggiato, poi ti ha quasi sempre preso…
“La mia è una storia strana col presidente Foti. Sono un giocatore che lui ha acquistato per tre volte, in tre epoche diverse. C’è sempre stata una stima reciproca a livello umano. Forse c’è stata qualche incomprensione nell’epoca Mazzarri, ma ero un Davide diverso. Ho commesso pure io degli errori di gioventù. Poi col tempo si matura, adesso faccio l’allenatore e mi rendo conto di aver sbagliato, all’epoca”.

Sciaudone è un giocatore che ti porteresti dietro?
“È un giocatore importante. Era un ragazzino quando giocò con me nel Taranto. L’anno scorso era al Foligno, quest’anno l’ho rivoluto io. È un giocatore da centrocampo a tre, il suo ruolo è interno, quasi trequartista. Invece con me gioca come uno dei due mediani, ci ho lavorato tantissimo a livello tattico. Secondo me, presto lo vedremo in Serie A”.

Potrebbe sostituire Nicolas Viola?
“Non so se è cercato dal presidente Foti. So che ha tanti estimatori, anche in Serie A. Non è un regista come Nicolas Viola, ha altre caratteristiche e sa fare entrambe le fasi. Ha grande dinamismo, buona tecnica ed è intelligente tatticamente. L’ho messo al fianco di Di Deo, che ha le caratteristiche del regista, ed accanto ad un giocatore del genere può fare molto bene”.

Cosa ti senti di dire agli attuali calciatori della Reggina, per stimolarli a battere il Verona?
“Non ci sono più quei giocatori, e nemmeno la stessa società. Il senso di rivalsa forse è finito. Spero che la Reggina riesca a centrare la vittoria, significherebbe rilanciarsi verso la griglia play-off. Seguo sempre con affetto, giocando di sabato riesco a vedere quasi tutte le partite. È stato fatto un grande lavoro nel vivaio, negli ultimi anni”.

Con Foti dunque siete in contatto. Lo trovi cambiato rispetto al passato?
“Lui non cambia mai. Ha sempre la stessa voglia. Ci sentiamo, ma più che altro per gli auguri di Natale o Pasqua. Mi sento più spesso con Jack (il ds Giacchetta, ndr), siamo stati compagni di squadra. È un rapporto che va al di là del calcio. Faccio prima a dire quelli con cui non mi sento, tra gli amici di Reggio, perché ho davvero mantenuto contatti con tutti. A Reggio ho lasciato il cuore”.

Quindi se torni, sei a casa.
“(ride) Non lo so. Adesso devo pensare al Taranto. Qui ho trovato una seconda casa, ma è normale che la prima è stata Reggio. Taranto mi sta dando tanto, nella storia recente mai un tecnico è stato acclamato in campo. È una piazza difficile, che impiega tanto tempo prima di legarsi alle persone. In un anno e mezzo, ho ricevuto tanto affetto. Il mio sogno è di andare in B col Taranto. Poi vedremo cosa succederà”.
Paolo Ficara

sabato, aprile 28th, 2012 | Posted by Dandronaco
Verona, ripresa la preparazione senza Hallfredsson e Maietta
Con lo 0-0 di ieri contro l’Empoli ormai in archivio, è già ripresa la preparazione del Verona in vista del prossimo impegno in programma martedì sera in casa della Reggina. La squadra di Mandorlini si è ritrovata questa mattina al centro sportivo di Sandrà per una seduta durata circa un’ora e mezza e caratterizzata da esercizi di scarico per i giocatori scesi in campo ieri e da lavoro atletico, tattica e partita per gli altri. All’allenamento non erano presenti Hallfredsson, per un trauma contusivo alla mano destra, e Maietta, che ha riportato una distrazione muscolare all’adduttore destro nel corso della gara contro i toscani.

FONTE: SerieBNews.com


«Servono 13 punti per andare dritti in A»
MAURO GIBELLINI
01/05/2012
Una partita fondamentale. E difficilissima. Perché gli avversari sono tosti, perché si gioca in uno stadio incandescente, perché fuori casa l'Hellas, finora, non ha brillato. C'è il rischio di perdere il treno per la A. Con la Reggina bisogna fare risultato... Mancano cinque partite, se vogliamo giocarci la serie A diretta dobbiamo vincerne quattro e pareggiarne una. Fare 13 punti e arrivare a 80. Si va a giocare a Reggio Calabria, il clima sarà infuocato. L'Hellas ne risentirà? Non dobbiamo perdere, almeno pareggiare. Ma nulla ci vieta di vincere. Se i ragazzi risentono di queste cose allora significa che sono scarsi. Io da giocatore mi esaltavo quando avevo il tifo contro, quando mi insultavano, allora sì che davo il meglio di me stesso perché era ancora più bello giocare. Il Verona però fuori casa fino ad ora non ha brillato.

Credo sia solo una questione di approccio mentale, il modo in cui interpretiamo la partita. Basta un pizzico di determinazione in più, come quando andiamo ad aggredire gli avversari in mezzo al campo per metterli in difficoltà. Forse sono un po' stanchi Beh, qualcuno ha tirato parecchio e qualche battuta a vuoto è anche comprensibile. Si tratta solo di recuperare energie mentali e fisiche per queste ultime partite. Ritrovare lo spirito della gara con il Toro. L'abbiamo massacrato e si tratta della squadra più forte del campionato. Noi dobbiamo sempre lottare e combattere per riuscire a vincere. Un pronostico? Pronostici io non ne faccio mai. I risultati, ripeto, dipendono da noi. Se giochiamo con la giusta carica, così come abbiamo fatto l'anno scorso per lunghissimo tempo, ecco che siamo in grado di battere chiunque in questa categoria.

Rimane il rammarico di avere perso qualche punto per strada. E per quel rigore non fischiato contro l'Empoli. Il rigore era stra netto e non si capisce come si possa non fischiare una cosa così francamente perché, tra le altre cose, un arbitro che dà un rigore così negli ultimi minuti acquisisce solo del merito, non demerito. Sembrava una cosa quasi fatta a posta, ma non voglio nemmeno pensarlo e non credo sia andata così. Detto questo, voglio anche dire che di giustificazioni non ne vogliamo perché abbiamo costruito 6, 7 occasioni da gol e non siamo riusciti a segnare. E se avessimo concretizzato non saremmo qui a parlare dell'arbitro.

Hellas a Reggio per vincere il mal di trasferta
UNA NOTTE DA GUERRIERI. Squalificato Mareco, infortunato Maietta, il tecnico gialloblù dovrà spostare al centro dell'area Abbate che farà coppia con Ceccarelli
Mandorlini chiede un'inversione di rotta lontano dal Bentegodi «Nessuna psicosi, dobbiamo riprenderci i punti che abbiamo perso»

01/05/2012
Francesco Arioli REGGIO CALABRIA L'ordine suona persino scontato: invertire la rotta. Il Verona che stasera incrocia le lame con la Reggina, su un campo ad alto coefficiente di difficoltà come quello del Granillo, non ha più alternative: vincere o quantomeno non perdere, se ancora vuole sperare di prendersi la Serie A diretta. Ovvero senza dover affrontare il pericoloso, drammatico tourbillon dei play off. Il problema sta soprattutto nella sede del confronto. Perchè l'Hellas lontano da casa tende a smarrire le sue certezze, a farsi sopraffare dall'altrui aggressività. Finisce facilmente in apnea, è spesso costretto ad affannosi recuperi. Magari inutili. È stato così negli ultimi tre viaggi lontano da Verona: zero punti a Nocera, zero punti a Brescia, zero punti a Crotone. Un po' poco - a voler usare un delicato eufemismo - per aspirare alle prime due piazze della classifica. Anche perchè le rivali sgomitano, ringhiano, danno comunque significativi segnali di vita. E tra le rivali, anche se ai margini, potrebbe esserci ancora la stessa Reggina, oggi fuori dalla zona che vale gli spareggi promozione, pronta però a piazzare lo sprint capace di rovesciare la storia.

Per l'undici di Breda si tratta di approfittare dell'ultimissimo treno buono. Sul suo terreno (nove vittorie, sei pareggi e tre sconfitte) non si è finora dimostrata irresistibile ma - si sa - l'emergenza aiuta a recuperare risorse inespresse. Disinvolto quattro a zero a Nocera Inferiore una settimana fa, soffertissimo uno a zero casalingo con l'Albinoleffe ormai retrocesso sabato: qual è la vera Reggina? Nell'attesa di sciogliere il rompicapo una certezza: i calabresi affronteranno la sfida col coltello tra i denti, decisi ad approfittare delle minime esitazioni degli ospiti. Questa e altre insidie aspettano Andrea Mandorlini e la sua truppa. Sa anche, il tecnico ravennate, che l'accoglienza del pubblico amaranto non sará delle migliori. Un classico al sud per i colori gialloblù. Con l'aggravante di quello spareggio salvezza di undici anni fa rocambolescamente perso proprio contro il Verona. Mandorlini peró guarda alla gara senza ansie, consapevole tra l'altro di avere sempre una soluzione di riserva - quella dei play off, appunto - per tentare la scalata alla A. «Psicosi da trasferta? La medicina la dò dopo la partita», scherza nell'attesa dell'imbarco per Reggio. «A dire la verità però io non credo che esista un problema di questo tipo - sottolinea il tecnico gialloblù -, a dispetto di quello che dicono gli ultimi risultati. Abbiamo perso punti, dobbiamo riprenderceli. Ci proveremo giá al Granillo, questo è ovvio».

Mandorlini si guarda indietro e ricorda ancora gli episodi, «che non ci sono stati certo amici, quello è sicuro. Penso a Nocera e Crotone. Prendi due cazzotti così, all'inizio, e poi fai fatica a rialzarti. Però noi le partite ce le siamo sempre giocate fino alla fine. Creando, sbagliando anche qualcosa. Ma il Verona c'è». Il tempo stringe, in ogni caso. Cinque turni alla fine della stagione regolare, almeno un paio di squadre da superare prima di tagliare il traguardo. E la Reggina da tenere a distanza, come antipasto, prima di affrontare le quattro tappe della vita. Antipasto piccante. Fará caldo, parecchio. E tante volte l'Hellas ha dato la sensazione di soffrire un certo tipo di pressione, a base di provocazioni dentro e fuori dal rettangolo di gioco: non sará che attorno a Mandorlini ci sono troppi bravi ragazzi? «Mannò», sorride l'allenatore - non credo che questo sia un problema. I nostri sono come gli altri. Non temiamo le insidie dell'ambiente». Infortuni, squalifiche, esigenze di turnover hanno asciugato la lista dei presenti: sono soltanto diciannove i convocati dai quali pescare l'undici di partenza.

Abbastanza sicure le scelte in difesa - ridotta davvero ai minimi termini - alla luce delle contemporanee assenze di Victor Hugo Mareco per squalifica e Mimmo Maietta infortunato. Mandorlini, davanti a Rafael, confermerá Cangi a destra e Ceccarelli al centro, affiancato da Abbate. A sinistra potrebbe registrarsi il ritorno di Scaglia, rinvigorito da un paio di turni di riposo. È dalla mediana in su che la scelta degli interpreti inizia a farsi meno scontata. Il Verona dovrebbe schierarsi con una linea a tre - composta da Russo, Tachtsidis e Hallfredsson - completata dal trequartista, ovvero Jorginho. Poi Ferrari a Juanito Gomez a inventare grattacapi per Belardi. Possibile il dirottamento in tribuna di Pichlmann o di Bjelanovic (al rientro) vista l'abbondanza di attaccanti a disposizione. Possibile, ma meno probabile, anche l'inserimento di un altro esterno d'attacco: d'Alessandro o Berrettoni. Poi corsa, cuore, spirito Hellas: è una notte da guerrieri, guai a tirare indietro la gamba.

«Farà caldo, non importa Tre punti a tutti i costi»
IL VETERANO. Luca Ceccarelli giocherà dal 1' al fianco di Abbate

30/04/2012
Di nuovo in campo, questa volta dal primo minuto. Toccherà ancora a Luca Ceccarelli reggere la difesa dell'Hellas che con molta probabilità vedrà Matteo Abbate a fianco del capitano gialloblù. «Dobbiamo ancora provare alcune situazioni ma credo sarà proprio così», spiega Ceccarelli. «Quella di Reggio è una partita troppo importante visti anche i risultati di Torino e Pescara, dovremo cercare punti fondamentali per la classifica per restare agganciati al treno giusto». Difficile non immaginare un ambiente bollente vista la posizione di classifica della Reggina e le ultime sfide tra la formazione calabrese e quella scaligera.

«Farà molto caldo e lo sappiamo, è una gara difficile e da non sbagliare», conferma il difensore gialloblù. «Loro vogliono provare a restare in corsa per i play off ma a noi servono punti per le prime due posizioni dopo qualche trasferta in cui siamo rimasti a mani vuote». Giocando bene o male poco importa a questo punto della stagione. «In effetti è così, anche se non siamo capaci di giocare male, nel senso che proviamo sempre a fare la partita noi e quindi dovrà essere per forza ancora così».

Con Ceccarelli ancora in campo in quella che potrebbe diventare delle sfide chiave della stagione. «Che dire? Nelle gare che scottano siamo sempre dentro no?», sorride, «ma sono contento. Anche contro l'Empoli non era facile entrare a freddo in una partita così delicata. Sono contento del mio rendimento», continua Ceccarelli, «perchè nonostante sia un anno un po' altalenante come presenze per me riesco sempre a farmi trovare pronto quando serve». Cuore Hellas, con una voglia matta di continuare dimostrare quanto tiene a questa squadra. «Sono qui da diversi anni, questa maglia la sento dentro. Spero di poter fare ancora altre prestazioni positive, ma soprattutto che servano al Verona per regalarci altri punti». Uno potrebbe bastare? «Non possiamo limitarci. A Reggio dovremo pensare solo a prenderceli tutti e tre».
Luca Mazzara

Amarcord «Alfredo»: che ritorno in Calabria
30/04/2012
Cominciò tra fuoco e fiamme. Un caldo infernale. Quasi impossibile da sopportare per l'uomo venuto dai ghiacci. Eppure ci si abituò quasi subito. Perché il sole del Sud d'Italia scalda pure il cuore e tempra l'anima. Ed Emil Hallfredsson non voleva essere solo di passaggio. Lo prese la Reggina. E lo mandò subito in campo. Stadio «Granillo», catino bollente, la serie A. E l'Atalanta come avversario. Chiedetegli di quella partita. E come ha già fatto più volte vi ripeterà: «Era caldo. Quasi 40 gradi. Una cosa impossibile. Vengo dal freddo, amo il freddo».

Reggio divenne la sua casa. Due anni. Il primo bello. Il secondo meno. «Stavo bene con Ficcadenti». Un po' meno con Orlandi e Ulivieri. Affinità elettive. E adesso anche per «Alfredo» la sfida con gli amaranto ha un sapore particolare. «Aria di derby», disse all'andata. Un conto, però, è giocarla al Bentegodi. Tutt'altra storia è tornare nella vecchia casa. Rivedrà angoli antichi, facce amiche. Ritroverà quello che è passato. Veloce ma non troppo. Più o meno tre anni fa, era il 26 aprile 2009, Emil segnò con la Reggina il suo unico gol italiano in serie A. Conclusione pazzesca e palla in rete. Buffon stordito, Juventus bloccata sul 2-2 dai calabresi. Hallfredsson protagonista.

Glaciale ma capace di scaldare gli animi. Proprio come ha fatto a Verona. Dove ha ritrovato neve e freddo. Magari meno pungente della sua Islanda. Quanto basta, però, per ritemprarsi. Comunque, la sfida alla Reggina non può essere uguale a tutte le altre. Troppo diversa, troppo sentita. Per i reggini, per Emil, pure per l'Hellas che deve tornare a sgommare anche in trasferta. E anche per la storia. Dopo Ficcadenti, Hallfredsson ha trovato Mandorlini. Un altro che lo capisce al volo e che lo ha reso leader. Silenzioso. A volte rabbioso. Dotato di quel furore agonistico necessario per trascinare i compagni e affondare gli avversari.

Servirà anche questo a Reggio. Ritorno al Granillo per l'Hellas. Ritorno al passato per l'islandese. In questi giorni ci si interroga sul suo stato di salute. La contusione alla mano lo ha costretto a fermarsi sabato. Ma vuole esserci a tutti i costi, ed una fasciatura potrebbe bastare. I pensieri vanno avanti. Perché quando torni nella città che ti ha dato i natali (calcistici) in Italia, non puoi rimanere... di ghiaccio.
S.ANT.

«Reggio? Che botte al 91' Ma io non sentivo niente...»
MICHELE COSSATO
30/04/2012
«Forse lo ha voluto il cielo»: undici anni dopo Michele Cossato rivive Reggio. La salvezza, la gioia, la paura. Michele divenne SuperMike e in questi anni è stato celebrato più volte. «I veronesi non dimenticano. Giorni fa ero al Mc Donald's con mia figlia e alcuni ragazzi mi hanno chiesto l'autografo chiedendomi di tornare con l'Hellas laggiù. Fa piacere, vuol dire che sono entrato nella storia del Verona. E nessuno mai potrà cancellare questo ricordo». E qui ci siamo. Ma il punto è un altro: il Verona torna a giocare al «Granillo» dopo una vita. Partita attesissima. La più attesa da parte dei tifosi reggini secondo un sondaggio indetto ad inizio anno. Per la squadra di Mandorlini vale molto in chiave salvezza. «Ma anche per me vale tantissimo», confessa Cossato. «E lo dico da tifoso. A differenza del mio Verona, la squadra di Mandorlini dovrà cercare di vincere. E noi era... bastata una sconfitta di misura. Stavolta è diverso. Le quattro che vogliono la A diretta sono ancora in gruppo. Ma non puoi sbagliare un colpo. A Reggio è pur sempre una finale. Spero lo vivano come il nostro spareggio».

Ci tolga una curiosità, ma la maglia che indossava quel giorno che fine ha fatto? «Ecco, questo è il mio cruccio. È sparita. Me la sono tolta nello spogliatoio e non l'ho più ritrovata. Mi permetto di fare un appello undici anni dopo: se qualcuno ne è entrato in possesso lo invito a restituirmela e io provvederò a metterla all'asta per beneficenza. Probabilmente non accadrà». Del gol abbiamo parlato più volte. Poi al fischio finale che cosa è successo? «Avevo paura. Il mio gol li stava facendo retrocedere. A pochi istanti dalla fine mi sono piazzato davanti all'ingresso degli spogliatoi. Quando l'arbitro ha fischiato mi ci sono infilato dentro. Pareva di essere in disco la domenica sera. Una muraglia umana... Ho preso di tutto. Calci e pugni. Ma non ho mai risposto. Non sentivo male. Avevo in corpo troppa adrenalina. E poi sapete come è andata: chiusi nello spogliatoio fino a quando è passata la buriana. E a Verona è stata festa grande».

Lei ha segnato uno dei gol più importanti della storia del Verona. Dov'era quando Preben Elkjaer ha regalato lo scudetto a Bergamo? «Ponte Crencano, il campetto sotto casa con gli amici. Ad ascoltare la radio e tifare Hellas». E quando Zetulayev ha scongiurato la retrocessione in C2 segnando a pochi istanti dalla fine contro la Pro Patria? «In piazza Erbe con tanti veronesi. A fare festa». Hit parade del gol. Scelga i primi tre della sua carriera. Il primo sappiamo già qual è? «Bene, il secondo l'ho messo a segno su rigore quando ero a Venezia contro l'Andria. Abbiamo pareggiato 1-1 e quella rete è valsa il ritorno in serie A. Il terzo? La doppietta contro il Vicenza nel derby. La società mi aveva accantonato. Malesani, incurante delle scelte del club, mi ha detto: vai e gioca il tuo derby. L'ho fatto a modo mio».

Ma è vero che il gol segnato a Reggio l'aveva sognato il giorno prima? «La storia è diversa. Prima di entrare in campo per il secondo tempo sono uscito dallo spogliatoio e ho detto: ci salviamo, state tranquilli. Il pensiero mi è uscito così. Incontrollato. E poi ricordo in campo Camoranesi che continuava a dirmi: ma allora 'sto gol quando lo fai? E io gli rispondevo: stai calmo, è ancora presto. Poi è arrivato». Il nuovo Cossato di Reggio? «Vorrei fosse un veronese come me. Ma visto che oggi non è possibile dico Ferrari. Lo sento molto vicino al mio modo di pensare il calcio. Difende palla, fa salire la squadra. E se deve arrivare un gol decisivo spero sia suo».

Cartoline? «Mando un grosso abbraccio a Martinelli. Sta facendo cose eccezionali per il Verona. Merita tutto il bene possibile. E poi spendo due parole pure per Mandorlini: il suo è un Hellas da battaglia». Immagini di essere in campo adesso pochi istanti prima della partita. «Elettricità. Sono arrabbiati i reggini. Li abbiamo mandati in B e poi non hanno più avuto la chanche di rifarsi. Ora, dopo tanto tempo, vedono la possibilità di riprendersi quello che gli è stato tolto. In parte». Cossato come convive con SuperMike? «È stato un dono del cielo. Qualcuno ha guardato da lassù e ha scelto per me: ero veronese, amavo l'Hellas, si doveva scrivere la storia. E sono stato scelto io».

Le concorrenti volano E l'Hellas... perde la testa
SORPASSO. Troppi regali sottoporta, ma il gruppo offre ancora segnali di grande compattezza
Dura lo spazio di una notte - come era prevedibile - il primato gialloblù Vince la Reggina: martedì al Granillo l'atmosfera si annuncia bollente

29/04/2012
Appena agganciata, la vetta si è già allontanata: cresce il fastidio in casa Verona per l'inopinato pareggio di venerdì con l'Empoli. Il tredicesimo sigillo, quello che avrebbe dato ancora più valore al già sensazionale cammino interno dei gialloblù, è rimasto negli obiettivi e la concorrenza, com'era prevedibile, ne ha approfittato. Non fosse bastato il colpaccio del Sassuolo a Brescia - nel primo anticipo dell'altro ieri - la sedicesima di ritorno del campionato di Serie B ha offerto la prova di forza collettiva di tutte le principali aspiranti al salto in Serie A. Ha vinto - soffrendo ma ha vinto - il Toro in casa col Crotone. Ha vinto - sprecando l'impossibile ma ha vinto - il Pescara sul campo del Gubbio. Ha vinto - speculando ma ha vinto - il Varese a Cittadella. Sorride anche la Sampdoria, che battendo il Bari torna a una sola lunghezza dalla zona play off mentre frena rocambolescamente il Padova, che a Grosseto ha sprecato un doppio vantaggio per poi rammaricarsi della traversa centrata da Italiano in pieno recupero.

L'Hellas adesso è terzo, sempre a pari merito con il Sassuolo, che ha però una gara in più da disputare. Se l'intenzione è sempre quella di finire nelle prime due posizioni, quelle della promozione diretta, servirà un netto cambio di passo. Il mese di aprile, per dire, ha lasciato ai gialloblù quattro punti in quattro partite. Un mezzo tradimento nel momento della verità. Ora si tratta di ricominciare da Reggio Calabria, posticino già poco ospitale di suo, soprattutto per l'Hellas. Ancora meno piacevole da frequentare dopo la vittoria colta ieri dagli amaranto. Vittoria sudatissima - sia chiaro - strappata solo su rigore, a 13' dalla fine, sul disastrato Albinoleffe (che per la cronaca pochi minuti prima aveva sprecato un tiro dal dischetto). I tre punti consentono comunque all'undici di Breda di coltivare ancora briciole di sogno.

La zona play off è a cinque punti, non pochi. Tuttavia, con altri cinque turni davanti, e il concorso degli scontri diretti (degli stessi amaranto, della Sampdoria, del Varese), c'è ancora tempo per cullare l'ambizione. Brutta notizia per Mandorlini e compagnia, che ultimamente fuori casa hanno collezionato solo dolori e che al «Granillo» dovranno misurarsi con l'abituale ostilità ambientale. Un nemico che hanno dimostrato di soffrire, soprattutto sui campi del sud. Verona-Empoli ha rivelato anche altri problemini: il Verona fatica a far gol. Aveva sciupato parecchio a Crotone, si è ripetuto al Bentegodi. Manca quel pizzico di lucidità, c'è il contributo della stanchezza che inizia fisiologicamente a farsi sentire.

La manovra non scorre più fluida come in altre occasioni. E purtroppo Mandorlini deve inventarsi soluzioni anche per sopperire alle assenze. E c'è qualche riconosciuta colonna della formazione scaligera - Emil Hallfredsson su tutti - che attraversa una fase pericolosamente involuta. A Reggio Calabria, tra l'altro, saranno costretti al forfeit l'infortunato Maietta e lo squalificato Mareco. Andrea Mandorlini dovrà ripensare l'assetto difensivo rilanciando magari il rientrante Abbate in mezzo al pacchetto. A confortarlo c'è la tenuta nervosa della squadra, lo spirito di gruppo, la grande determinazione, doti emerse nitidamente anche venerdì: questo è un Hellas che non molla mai, che ha imparato a crederci fino in fondo, che è abituato a spremere anche l'ultima stilla di sudore. Comunque finirà, non si smentirà neppure a Reggio.
F.AR.

«Il rigore? Gli arbitri sbagliano. Come noi...»
JORGINHO
29/04/2012
Mentre parla pensa ancora all'occasione che poteva cambiare la partita. Sembra rivivere quel momento. Lì, a pochi passi dalla porta, con un gol che sembrava già fatto. Niente da fare, perché quella sarebbe stata solo la prima di tante chance non sfruttate dall'Hellas nella gara di venerdì sera con l'Empoli. Jorginho però non è tipo da abbattersi, a vent'anni gioca come un veterano e pochi minuti dopo quell'errore aveva già messo i brividi all'Empoli con un tiro da quaranta metri finito fuori di pochissimo ed una prestazione apparsa comunque molto positiva.

Jorginho, è ancora arrabbiato per l'errore?
«Non posso star lì a pensare a quel gol sbagliato, altrimenti non vado più avanti. Charo che mi dispiace tanto perché quel gol poteva cambiare la partita». Un eccesso di sicurezza?
«Non credo, forse potevo stoppare la palla e non calciare di prima, purtroppo mi sono trovato davanti alla linea del pallone senza riuscire a colpire bene». È stato comunque votato come migliore in campo da quasi tutti.
«Avrei preferito fare gol e magari giocare meno bene, comunque sono abituato a non abbattermi neanche davanti agli errori, a rialzare subito la testa e ad andare avanti, se non facevo così la partita finiva subito, almeno per me».
Il Verona ha avuto tante altre occasioni per segnare.
«In campo credo ci sia stata solo una squadra, avevo in mano il gioco e sempre il pallone, purtroppo è stata una giornata storta».
Capita.
«Sì, a volte capita. Costruisci tanto ma la palla non vuole saperne di entrare: Gomez, Galli, io e altri ancora ci siamo andati vicino ma si vede non che era la giornata giusta».
Il rigore su Ferrari era netto?
«Penso che l'arbitro abbia sbagliato. Può capitare, visto che sbagliamo anche noi. Non possiamo dimenticare però che abbiamo avuto tante altre occasioni per segnare, quella era una ma ripenso anche al mio errore. Non ha senso adesso pensarci ancora».
E adesso arriva Reggio Calabria, un'altra trasferta complicata.
«Andremo là per vincere, ci alleniamo per quello e proviamo sempre a farlo, a volte capita altre volte no, ma di certo è il nostro obiettivo».

Al capolinea di un sogno Bagnoli lo aveva capito
LA SCONFITTA PIÙ AMARA. Accadeva esattamente 22 anni fa, il 29 aprile 1990
Il ko di Cesena, gol del condor Agostini, chiudeva un ciclo irripetibile e una straordinaria storia umana e sportiva. L'ultima dell'Osvaldo gialloblù

29/04/2012
Prese posto sul pullman, in silenzio. Guardava fuori e non vedeva niente. Neanche i saluti della gente di Cesena, che non l'aveva mai dimenticato. Guardava fuori e ribolliva dentro. La bocca tirata in quella smorfia nervosa. Guardava fuori e sentiva dentro il sapore amaro della sconfitta. Della serie B. Della delusione. No, non era, quella, come le altre sconfitte. Anche quelle facevano male, non c'è una sconfitta senza dolore, né dovete credere a chi parla di sconfitte salutari. Macché, è un'invenzione. Tutte le sconfitte ti restano dentro, te le senti sulla pelle. Ma quella era diversa. Più forte. Più cattiva. Più amara. Osvaldo Bagnoli guardava fuori e s'interrogava dentro. Forse aveva già le risposte che cercava. E forse, quell'amarezza speciale, nasceva proprio da lì. Lui aveva già capito tutto, come quando arrivi al capolinea e l'autista si gira, ti guarda, «è l'ora di scendere». Quella non era soltanto una sconfitta, così come quella non era «soltanto» una retrocessione.

Era il capolinea del Verona, di un sogno infinito, di un'emozione senza tempo. Era la parola fine scritta dopo un'avventura irripetibile. Se la sentiva dentro, quella sconfitta. La sentiva sua. Perché se quello era il capolinea di un sogno (e lo era), era anche l'inizio dei titoli di coda, della sua storia col Verona. Ci sarà mai un altro Verona così? Un altro scudetto? Tutto questo è tante altre cose, Bagnoli pensava tra sé, guardando con un filo di malinconia il mondo che stava al di là del finestrino. Si chiudeva un'epoca, non solo un campionato. Il gol di Agostini, implacabile condor, aveva chiuso per sempre la speranza. «L'avevamo studiata bene» aveva detto Bagnoli negli spogliatoi. Spalle al muro, guardando di traverso la marea di microfoni e taccuini che aveva davanti. Parlava senza bisogno di domande, senza aspettare domande senza senso. «Volevamo controllare la partita, senza correre rischi e poi provare a colpire nell'ultima mezz'ora. È andato quasi tutto bene, poi il gol di Agostini ci ha condannato». Un diagonale basso, lento, al millimetro, sul palo più lontano. Il volo del condor, oltre la linea difensiva, forse in fuorigioco e forse no, l'accenno di uscita di Bodini, la puntata maligna, sul palo più lontano. Ciao Verona, è stato bello. Ciao Osvaldo, grazie di tutto. Mancavano 11 minuti alla fine, al gol di Agostini. Undici minuti in piedi, appoggiato alla panchina, senza mai arrendersi. Come la gente, sugli spalti. Seimila tifosi veronesi, a Cesena. Uno spettacolo. Una fede incrollabile, diventata più forte dopo il miracolo sul Milan, sette giorni prima. «Andiamo a vincere a Cesena», lo slogan della settimana.

Mai stato così vicino alla salvezza, il Verona. «Sembrava una stagione segnata, a sentire qualcuno eravamo già retrocessi dopo il girone di andata. E invece, se facciamo risultato a Cesena, restiamo in A...». Il Cesena di Marcello Lippi e Seba Rossi, dell'ex Turchetta e di Piraccini, del Condor e del regista Domini. Sul filo del baratro, ma con un punto in più. Era stata tribolata, quella settimana per l'Osvaldo. Peruzzi era out, dentro Bodini. E poi, gli altri eroi del Milan. Da Sotomayor a Pusceddu, da Gritti a Pellegrini, da Gaudenzi a Favero a Gutierrez. E Prytz, Giacomarro, l'eterno Fanna. «Abbiamo fatto quello che dovevamo, non ho niente da rimproverare ai miei giocatori» disse ancora Bagnoli, in una delle interviste più tristi della sua storia. In quegli spogliatoi di Cesena, troppo stretti per nascondere l'infinita delusione di un uomo. Cesena gli aveva regalato giorni bellissimi, la promozione in A, ma anche la chiamata del Verona, quella che lui aspettava da tempo. Non aveva resistito, Bagnoli. «Vado al Verona, cercate di capirmi» aveva detto ai dirigenti del Cesena, che cercavano di trattenerlo. Nove anni prima, adesso gli sembravano lunghi un giorno. In mezzo, una promozione in A, uno scudetto, l'Europa a testa alta, imprese memorabili.

Come avrebbe fatto a infilare dentro la valigia, l'ultima delusione? «Abbiamo onorato questa maglia» commentò ancora Bagnoli. «Se questa squadra non avesse avuto valori forti, sarebbe retrocessa mesi fa. Invece ce la siamo giocata fino all'ultimo e questo rappresenta per noi un motivo d'orgoglio». Le aveva tentate tutte. Squadra spregiudicata, con Pellegrini, Gritti e Fanna in attacco, «perché bisogna comunque rischiare» questa era almeno l'intenzione. «Se fosse entrata quella palla di Gritti, la partita sarebbe cambiata» osservò Bagnoli. Quella palla di Gritti, pochi minuti prima del Condor. L'ultima illusione. «Speravamo, nel finale, di essere più freschi di loro. In realtà, più di così non potevamo fare. Il nostro campionato l'abbiamo comunque vinto». Il campionato dell'onestà, della pulizia, lo scudetto dell'orgoglio. «Qualcuno ci aveva dato per spacciati dopo 10 giornate. Invece siamo stati vivi fino all'ultimo». Poi gli avevano chiesto del futuro, «ancora Verona o lontano da Verona». Bagnoli li aveva fulminati con gli occhi, senza perdere il controllo e senza accusare il colpo. «Vi sembra il momento di chiedere queste cose?» aveva glissato a fine partita. «Lasciamo stare, per favore, in questo momento ho altro cui pensare». In realtà, lui sapeva, come sarebbe andata a finire. Con Chiampan i patti erano chiari. «Se ci salviamo, lei resta con noi. Se non lo facciamo, è chiaro che ci dovremo parlare».

Bagnoli sapeva, aveva anticipato i tempi. Sentiva dentro l'aspro sapore degli addii. Il freddo di una storia finita. Aveva guardato i suoi, uno per uno. Non era uno di tante parole, l'Osvaldo. Non lo era mai stato, né poteva esserlo quel giorno. Ma loro avevano capito, ci sono silenzi che parlano più di tante parole. Nessuno fiatava, negli spogliatoi. C'erano occhi lucidi, gente stremata. E fuori, i seimila ad aspettare. Ad applaudire. «Incredibile» scuoteva la testa Pusceddu. L'autista accese il motore, il pullman si mese in movimento. Lento. Se ne andò tra gli applausi, perché la gente di Cesena non aveva dimenticato quell'uomo mite che qualche anno prima le aveva regalato la serie A. E che adesso, se ne stava lì, seduto e assente. Il pullman prese la via di Verona. Era finito un ciclo è chissà quando se ne sarebbe riaperto un altro. Bagnoli sapeva. Aveva già intuito il finale, che non era quello che aveva pensato. Per questo, anche quel viaggio, gli sembrava adesso terribilmente diverso. Era l'ultimo, lui lo sapeva. L'ultimo da allenatore del Verona. Guardò fuori, fissò l'orizzonte. Scendeva la sera, non solo oltre i finestrini. Scendeva la sera su una storia umana e sportiva straordinaria. Quando arrivarono a Verona e il pullman imboccò il vialone del Bentegodi, avvertì come un tuffo al cuore. Vide in lontananza una folla, capì. La gente era tornata, li aveva aspettati al Bentegodi. Neanche un fischio, neanche uno striscione. Prima silenzio, poi applausi. Da brividi. «Torneremo/torneremo in serie A». Cantavano, nella notte triste del Bentegodi. Loro sapevano che, prima o poi, sarebbe successo di nuovo. Lui sapeva che niente sarebbe stato più come prima.
Raffaele Tomelleri

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "A Reggio per fare risultato"
Postata il 30/04/2012 alle ore 14:40
"Tutti aspettano l'Hellas per fare la gara della vita, noi andiamo oltre questi discorsi con l'intento di farci trovare preparati"
SANDRA' - "Dopo la gara con l'Empoli speriamo di aver recuperato, con la Reggina qualche cambio ci sarà, perchè ritengo che nell'ottica delle tre partite in una settimana debbano variare delle pedine. C'è sempre l'incognita delle sfide in trasferta, andiamo in Calabria fiduciosi di poter fare un risultato positivo". Mette alle spalle il pari di venerdì e si concentra solo sul match del "Granillo" Andrea Mandorlini, che ha introdotto a Sandrà la 38a di campionato.

"Tra infortuni e squalifiche qualcosa bisogna cambiare", continua l'allenatore gialloblù, "Abbate torna nel suo ruolo naturale, credo ci siano le possibilità per superare queste situazioni. Dovremo dare di più rispetto agli ultimi match lontano dal "Bentegodi", abbiamo bisogno di Hallfredsson ed è giusto dargli minuti. Ci tiene a giocare con la Reggina visto che si tratta di un ex, sarà certamente della partita".

"Tutti aspettano l'Hellas per fare la gara della vita, noi andiamo oltre questi discorsi con l'intento di farci trovare preparati. Cercare di fare risultato è d'obbligo, con gli uomini di Aglietti abbiamo speso molto ma è rimasto il colpo in canna. Dispiace perchè è stato creato molto, avremmo meritato. Pensiamo ad un impegno alla volta, senza guardare troppo avanti. Può succedere di tutto in ogni 90'".
Ufficio Stampa

Reggina-Hellas Verona: 21 i precedenti totali
Postata il 30/04/2012 alle ore 08:37
I gialloblù tornano al “Granillo” a quasi 11 anni dal trionfale spareggio per la permanenza in Serie A
VERONA – Reggio Calabria, 11 anni dopo, o quasi. Tanto è il tempo trascorso dall’ultimo precedente in casa amaranto.
L’almanacco annovera 21 scontri diretti, nella storia, tra Reggina ed Hellas Verona. L’ultimo in terra calabra risale allo spareggio per la permanenza in A, datato 24 giugno 2001. Il match terminò sul 2-1 per i padroni di casa, ma il gol gialloblù di Cossato nel finale valse alla compagine scaligera (forte dell’1-0 dell’andata) la salvezza in massima serie. Trattasi, in questo caso, di uno dei 3 successi calabresi complessivi nel bilancio delle sfide tra le due formazioni.
Sono 9 i pareggi totali, dei quali l’ultimo sullo stretto sempre in A nel torneo 2000/01 (rete scaligera di Bonazzoli). Altrettanti i successi dell’Hellas, che non vince a Reggio dal 1998, cadetteria: 3-0 il finale, con assolo di Binotto e doppietta di Aglietti.
Ufficio Stampa

"Verona Col Cuore", superata quota 650 adesioni
Postata il 29/04/2012 alle ore 13:12
Nei giorni scorsi hanno aderito al progetto anche Juan Ignacio Gomez Taleb, Jorginho ed il direttore sportivo Mauro Gibellini
VERONA - Anche i giocatori dell’Hellas fanno il loro ingresso nel progetto di azionariato popolare “Verona Col Cuore”. Nei giorni scorsi, in occasione della festa organizzata a Bovolone dai sodalizi Alberto 1°, Beer-banti di Casaleone e Calcio Club Sanguinetto, due atleti sono diventati soci ufficiali: si tratta di Juan Ignacio Gomez Taleb e Jorginho. Oltre a loro hanno aderito anche Mauro Gibellini, direttore sportivo scaligero e Luciano Marangon, campione d'Italia nel 1985.

Anche i tifosi si stanno dando da fare: superata in meno di un mese quota 650, con i soci che a versare 25€ per entrare a far parte del progetto. Il traguardo diventa in questo modo sempre più vicino: l’obiettivo è infatti la creazione di una rappresentanza responsabile e democratica che vuole collaborare col club per favorirne, anche attraverso la partecipazione diretta al capitale, la crescita economica, sociale e sportiva.
Ufficio Stampa

20.000€ di ammenda all'H. Verona, squalificato Mareco
Postata il 29/04/2012 alle ore 17:30
Dopo la 37a di campionato punita la società scaligera, fermato per un turno il difensore paraguaiano. In diffida Luca Ceccarelli (7a sanzione)
VERONA - 20.000€ di ammenda all'Hellas Verona, un turno di squalifica per Victor Hugo Mareco: queste le decisioni del Giudice Sportivo dopo la 37a di campionato.
Club di Via Torricelli punito "per avere suoi sostenitori, al termine dell'incontro, lanciato oggetti vari all'indirizzo degli Ufficiali di gara ed attinto con un accendino la coscia di un Assistente senza conseguente lesive; infrazione rilevata da un collaboratore della Procura federale; entità della sanzione attenuata ex art. 14 – comma 5, in relazione all'art. 13 – comma 1 – lettere a) e b), CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell'Ordine a fini preventivi e di vigilanza", mentre il difensore paraguaiano ha rimediato con l'Empoli l'8a ammonizione stagionale, che lo costringerà a saltare la sfida di Reggio Calabria.
In diffida Luca Ceccarelli (7a sanzione).
Ufficio Stampa

Sandrà: dopo l'Empoli, verso Reggio Calabria
Postata il 28/04/2012 alle ore 13:06
Dopo la gara coi toscani gialloblù di nuovo in campo, per preparare la gara in programma martedì alle 20:45
SANDRA' - Gialloblù di nuovo in campo nel giorno successivo alla gara casalinga con l'Empoli.

Presso il centro sportivo di Sandrà seduta mattutina della durata di circa un'ora e mezza, caratterizzata da esercizi di scarico per i giocatori impiegati contro la formazione toscana, lavoro atletico, tattica e partita per il resto del gruppo.

A riposo Hallfredsson, che ha riportato un trauma contusivo alla mano destra, e Maietta, reduce da una distrazione muscolare all'adduttore destro.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





[OFFTOPIC]
CALCIO PORTOGALLO: Il LEIRIA non paga gli stipendi, i giocatori se ne vanno, campionato finito...
VITA DA EX: Vincenzo ITALIANO 'Mi ispiro a DEL PIERO...'
SERIE A: A Roma mancano 13 secondi alla fine quando un triplice fischio dagli spalti viene scambiato come fine-gara decretato dall'arbitro, l'UDINESE raddoppia e tra giocatori e tecnici friulani e laziali scoppia un putiferio che potrebbe essere comico se non esacerbasse cotanto gli animi di calciatori e tifosi... Intanto il CESENA è matematicamente in B

LAZIO SCONFITTA 2-0 DALL'UDINESE. FISCHIO 'FINTO', SCOPPIA LA RISSA IN CAMPO
Domenica 29 Aprile 2012 - 23:08
UDINE - L'Udinese ha battuto la Lazio 2-0 (0-0) nel posticipo della 35/a giornata di serie A.
RISSA IN CAMPO Finale nel caos tra Udinese e Lazio. Si chiude con un parapiglia lo scontro diretto per il terzo posto: a tempo quasi scaduto Pereyra segna il 2-0 dei friulani con Marchetti fuori dalla porta, e si scatena il caos con spintoni e dirigenti quasi alle mani, per un fischio, non dell'arbitro, che ha indotto in errore i biancocelesti.

IL TABELLINO
Udinese (3-5-1-1): Handanovic 7; Benatia 6.5, Danilo 6, Domizzi 6.5; Basta 6, Abdi 5.5 (14' st Pereyra 6.5), Pinzi 7, Asamoah 6.5, Pasquale 6; Fabbrini 5.5 (27'st Fernandes sv); Di Natale 7 (33'st Torje sv). (21 Padelli, 16 Coda, 4 Pazienza, 9 Barreto). All.: Guidolin 6.5

Lazio (4-4-1-1): Marchetti 6.5; Garrido 6.5 (25' st Kozak), Dias 5.5, Biava 6 (43'st Diakitè 6), Konko 6; Gonzalez 5.5, Ledesma 6.5, Matuzalem 6 (37'pt Cana 6), Scaloni 5.5; Mauri 5.5; Rocchi 6. (1 Bizzarri, 78 Zauri, 41 Zampa, 30 Alfaro). All.: Reja 5.5

Arbitro: Bergonzi (Genova) 6
Reti: 24' st Di Natale, 49' st Pereyra
Recupero: 3' e 4'
Angoli: 4-3
Espulsi: Dias al 50' st per proteste
Ammoniti: Matuzalem, Abdi, Fabbrini, Pinzi, Cana, Benatia per gioco scorretto, Di Natale per simulazione, Scaloni per proteste
Spettatori: 20 mila circa

*** I GOL - 24' st cross di Domizzi dalla sinistra a tagliare il campo; Di Natale di destro sul lato opposto infila Marchetti - 49' st Pereyra raccoglie un lancio dalle retrovie a spazzare via il pallone per allentare la pressione laziale. Prolunga di testa e scappa in fascia, infilando la palla a porta vuota, con Marchetti fermo fuori dai pali, convinto che fosse arrivato il triplice fischio. Ma era partito dalla tribuna.

LA CLASSIFICA Juventus 77 Milan 74 Napoli 55 Lazio 55 Inter 55 Udinese 55 Roma 51 Catania 47 Parma 47 Atalanta (-6) 46 Bologna 45 Chievo 44 Siena 43 Cagliari 42 Palermo 42 Fiorentina 41 Genoa 36 Lecce 35 Novara 28 Cesena 22 N.B. - Atalanta penalizzata di 6 punti per sentenze di giustizia sportiva. Cesena aritmeticamente retrocesso in serie B.

IL LEIRIA NON PAGA STIPENDI DA MESI, LA ROSA ABBANDONA IN MASSA: CAMPIONATO FINITO
Sabato 28 Aprile 2012 - 20:10
LEIRIA - Sedici giocatori dell'Uniao Leiria, squadra della massima serie portoghese, hanno deciso di lasciare il club, e quindi di non giocare domani in campionato contro il Feirense, per protestare contro il mancato pagamento di quattro o cinque (a seconda dei casi) stipendi. Il sindacato dei calciatori professionisti del Portogallo, nel manifestare appoggio all'iniziativa, ha precisato che i contratti dei sedici calciatori sono da considerarsi «rescissi con effetto immediato». Prima di decidere lo sciopero alcuni dei calciatori avevano incontrato rappresentanti della dirigenza, ma avevano giudicato insufficienti le loro proposte. Così solo in sei, ovvero il resto della 'rosà, si sono presentati oggi allo Stadio Municipale di Marinha Grande per la seduta di allenamento. Ma va detto che cinque di loro (Oblak, Djaniny, Copetti, Shaffer e Baerkroth) sono di proprietà del Benfica, che paga parte dello stipendio, ed al Leiria solo in prestito. Il presidente del club, Joao Bartolomeu, si è detto sorpreso della decisione dei calciatori e ha annunciato che lascerà il calcio. L'annullamento delle ultime due partite di campionato del Leiria (ultimo in classifica) rischia di avere ripercussioni sulla regolarità e la classifica del campionato, visto che nel prossimo week end l'Uniao avrebbe dovuto affrontare il Benfica, attualmente secondo in classifica a 4 punti dal leader Porto.

FONTE: Leggo.it


LE INTERVISTE
Padova, Italiano: "Mi ispiro a Del Piero"
29.04.2012 22:50 di Federico Errante
Fonte: padovasport.tv
Vincenzo Italiano, tra i migliori in campo ieri a Grosseto, ha parlato alla stampa oggi a Bresseo tornando sulla match pareggiato in terra toscana: "Diciamo che abbiamo spento la luce sul 2-0, e alla fine siamo stati puniti da Sforzini che ritengo uno degli attaccanti più forti della categoria. Ieri l’obiettivo era ritrovare l’autostima, e credo si sia vista anche molta personalità soprattutto dal centrocampo in su. La traversa? Pensavo di segnare, l'avevo colpita così bene la palla!".

Una battuta sul contratto, ancora in scadenza: "Se mi sento come Del Piero? Lui è un professionista esemplare, mai una parola fuori posto in vent'anni di carriera. E' un esempio anche per me, quando nelle difficoltà devi mandare spesso giù bocconi amari. Condivido gli stessi valori suoi e a 34 anni cerco di dare sempre il massimo per la maglia che indosso. Se ieri sono riuscito alla mia età a giocare una partita a quei ritmi dopo un mese e mezzo di inattività... non riesco a trovare gli aggettivi giusti". Martedì un altro scontro diretto, dopo quello con il Pescara (a proposito Italiano svela di aver già preso sei schiaffi da Zeman in un lontano Avellino-Verona): "Stiamo faticando molto in casa ultiamamente, martedì è uno scontro d’alta classifica, il Sassuolo è una squadra che gioca con tutti gli 11 effettivi dietro la linea della palla sfruttando i varchi, e lo faranno anche contro di noi. Dobbiamo cercare di giocare come nel primo tempo di ieri, abbassando il ritmo quando serve e gestendo al meglio la palla”.

FONTE: TuttoB.com

VERONA 0-0 EMPOLI: Due punti persi per l'HELLAS che si assesta con SASSUOLO e TORINO al primo posto in classifica in attesa delle gare di domani. Molti dubbi in area toscana quando, ad una manciata di secondi dal termine, FERRARI è stato steso senza tanti complimenti: ma quante occasioni buttate!

Pubblicato da andrea smarso venerdì 27 aprile 2012 23:11, vedi , , , , , , | Nessun commento


LA GARA & LE IMPRESSIONI
E' una sorta di abbordaggio dell'HELLAS che nei primi venti minuti crea tre occasioni da rete (clamorosa quella ciccata da JORGINHO al 15° su assist perfetto di LEPILLER) ed i toscani a cercare di sorprendere i giallobù con le ripartenze di TAVANO e MACCARONE.
I gialloblù soffrono gli avversari sopratutto in mediana con HALLFREDSSON che continua con il 'compitino' delle ultime gare, TACHTSIDIS che in fase di appoggio commette gravi errori e JORGINHO in cerca di personalità dopo il gravissimo errore a tu per tu con DOSSENA che forse pesa a livello psicologico.
Al 41° l'occasione buona capita sui piedi di PICHLMANN (ancora imbeccato alla perfezione da LEPILLER) ma l'austriaco si fa anticipare da DOSSENA, palla a JORGINHO che prova ad 'uccellare' dalla distanza senza successo...
Il VERONA gioca bene e rischia poco ma non riesce ad essere concreto: il primo tempo si chiude a reti inviolate!

Il secondo tempo si apre ancora con l'HELLAS in pressione ma la mira dei nostri non è quella dei tempi migliori: sono sette le palle gol divorate dai nostri fino a questo momento frutto di una superiorità territoriale netta!
14° Miracolo di DOSSENA: PUGLIESE crossa per PICHLMANN che spizza per GOMEZ TALEB, incornata a colpo sicuro dell'argentino e portiere avversario che si supera!
Il VERONA tiene le redini della gara dal primo minuto, è normale che subentri un po' di stanchezza e che l'EMPOLI si faccia più intraprendente con i tocchi micidiali di TAVANO...
Negli ultimi venti minuti MANDORLINI manda in battaglia anche FERRARI e GALLI al posto di PICHLMANN e LEPILLER i gialloblù attaccano con la forza della disperazione ma sprecano l'impossibile e al 44° il fallo da rigore su 'Nick-Dinamite' sembra netto a tutti tranne che alla persona che deve decidere!
Il pubblico del 'Binti' urla contro la giacchetta nera tutta la su frustrazione: ma c'è poco da fare... Dopo 4 minuti di recupero il signor Gallione ferma la gara: due punti persi per l'HELLAS che si assesta con SASSUOLO e TORINO al primo posto in classifica in attesa che giochino le altre.

Gli scaligeri, che oggi hanno sprecato l'impossibile, per la prima volta non riescono a segnare al 'Binti', sfugge anche il (pur platonico) record assoluto di vittorie casalinghe: il VERONA si ferma a 12...
Per MAIETTA stiramento al muscolo adduttore destro, a Reggio emergenza in difesa! [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]




Verona 0-0 Empoli: Gli highlights della gara

DICONO
FERRARI «Era rigore, rigore, rigore. Ma non ci sono storie, non so come l'arbitro non l'abbia visto. L'hanno visto tutti, l'ha ammesso pure Regini che c'era...» LArena.it

GOMEZ TALEB «Abbiamo cercato in tutti i modi di segnare ma non siamo riusciti a capitalizzare le occasioni avute. L'unica consolazione è che agli avversari non abbiamo lasciato spazio, non hanno praticamente mai tirato in porta. Segno che abbiamo giocato bene».
E sull'episodio del rigore? «Dalla dinamica, e io ero vicino, sembrava rigore. Poi non lo so, magari l'arbitro ha visto bene e io mi sbaglio. Ma non è che non abbiamo vinto per il rigore, purtroppo. Non siamo riusciti a buttarla dentro. L'importante», conclude, «è continuare con questo atteggiamento perché lo spirito era quello giusto» LArena.it

CANGI «Non siamo stati lucidi davanti al portiere, meno fortunati di altre partite. Ce l'abbiamo messa tutta. Sapevamo che sarebbe stata dura ma siamo ancora lì e adesso aspettiamo le altre partite».
Una chance sciupata visto i tre punti tolti al Torino a favore del Padova. «Sì dobbiamo solo cercare di vincere le prossime per continuare a restare lì davanti» LArena.it

LEPILLER «Ci ho provato, ma niente. Era una serata stregata, era scritto che non sarebbe entrata. E non parliamo del rigore negato, È incredibile. È andata male, abbiamo sbagliato tutti con tante occasioni sprecate. Ora dobbiamo fare punti a Reggio. Vedremo» LArena.it

AGLIETTI «Sicuramente ai punti avrebbero vinto loro, ci sono state tante occasioni contro nessuna o quasi per noi, abbiamo fatto la nostra partita, attaccando molto poco ma difendendo bene credo che alla fine un punto sia il giusto premio per l'impegno dei miei. Era da presuntuosi pensare di giocare in maniera diversa contro questo Verona, abbiamo raggiunto quello che volevamo. Sono un'ottima squadra, con una grande organizzazione di gioco e con qualità, spero e credo che alla fine riusciranno a raggiungere il loro grande obiettivo. Ripeto, ai punti avrebbero vinto loro ma nel calcio non sempre chi crea di più vince, per fortuna è stata una di quelle volte».
Impossibile non parlare del fallo su Ferrari a 4 minuti dalla fine che poteva cambiare le sorti della partita. «Non so se ci fosse rigore, in questi casi parecchie volte li fischiano ma a volte anche no. In altre partite ce ne hanno dati parecchi contro, meglio così perchè questo era un punto importante per noi» LArena.it

PUGLIESE «Ci tenevamo a portare a casa i tre punti, peccato. Dopo 12 successi consecutivi al “Bentegodi” il pareggio è un risultato che comunque ci può stare. Penso che oggi abbiamo disputato una buona gara, fare di più contro questo avversario era difficile. Siamo stati bravi a fare 90 minuti senza perdere la testa, ci è mancato solo il gol. Negli spogliatoi Nicola diceva di essere stato toccato, però sinceramente ero distante dall’azione e faccio fatica a dare un giudizio. Adesso però dobbiamo concentrarci immediatamente sulla prossima partita perché martedì si ritorna subito in campo. Pensiamo a invertire la rotta in trasferta e a riprenderci i punti che non abbiamo raccolto oggi» HellasVerona.it

MANDORLINI «Non è voluta entrare abbiamo creato tantissimo, sprecando alcune occasioni e attaccando praticamente sempre, talvolta con la necessità di giocare con il tempo che scorreva inesorabile. La palla non è entrata e siamo qui a commentare un pareggio. Del resto, è pur vero che abbiamo trovato di fronte una squadra molto abbottonata, ma questo punto della stagione è normale sia così. È un verdetto da accettare serenamente, perché il calcio è anche questo».
L’attenzione si focalizza, com’è logico, sull’episodio del rigore negato ai gialloblù nel concitato finale. «Devo essere sincero, devo ancora rivedere le immagini, ma Nicola mi ha confermato di essere stato steso dal difensore dell’Empoli. L’arbitro non è stato dello stesso avviso evidentemente. Abbiamo preparato la partita in un certo modo, siamo entrati in campo con il giusto piglio, perché ho visto una squadra combattiva, volitiva, caparbia. I ragazzi sono stati bravi, perché hanno mantenuto gli equilibri, creando diverse occasioni e, purtroppo, sbagliando sotto porta. Il rigore poteva essere decisivo, è vero, ma resta il fatto che abbiamo attaccato in maniera sontuosa senza segnare nemmeno un gol. Dobbiamo ricaricare immediatamente le pile, perché martedì si torna in campo a Reggio Calabria per un’altra partita molto importante. Avremo sul groppone anche qualche assenza, tra squalifiche e assenti per infortunio. Succede anche questo, è importante fare quadrato e pensare soltanto a noi stessi» HellasVerona.it

GOMEZ TALEB «C’è sicuramente rammarico perchè dopo dodici vittorie consecutive volevamo continuare la striscia. Siamo stati poco precisi nel capitalizzare le occasioni create. Quello che è certo che in campo abbiamo tentato fino alla fine peccando forse in lucidità».
Sul presunto rigore non fischiato dal direttore di gara Emiliano Gallione questo il pensiero di Gomez «Ero lì, mi sembrava che ci fosse il penalty su Ferrari, ma non ci dobbiamo attaccare a questo episodio» SerieBNews.com


Verona 0-0 Empoli: Le immagini della gara

VERONA 0-0 EMPOLI
MANDORLINI schiera l'usuale 4-3-3 sostituendo lo squalificato ABBATE con CANGI (anche PUGLIESE è confermato sulla mancina) e, al centro dell'attacco out BJELANOVIC non c'è FERRARI ma bensì l'ariete PICHLMANN.
Nel reparto d'attacco torna finalmente anche il francese di scuola FIORENTINA LEPILLER al posto del pur bravo, ma meno grintoso, BERRETTONI.
4-3-1-2 per l'EMPOLI di AGLIETTI in tenuta completamente bianca con il colombiano BRUGMAN trequartista dietro i 'castigamatti' TAVANO-MACCARONE...

Bella serata al 'Bentegodi' dove siede anche il mai dimenticato 'panzer' dello scudetto Hans Peter BRIEGEL.
Praticamente inesistente il tifo avverso, il VERONA cerca punti galvanizzato dalla Lega che, tornando sui propri passi, riassegna la vittoria al PADOVA dopo che col TORINO avendo vinto sul campo s'era visto assegnare la sconfitta a tavolino a causa di un guasto all'impianto di illuminazione dell'Euganeo occorso ad un quarto d'ora dalla fine con i biancoscudati in vantaggio.
Nell'altro anticipo il SASSUOLO ha vinto a Brescia sorpassando i gialloblù al secondo posto dietro al Toro che ora è di nuovo a 67! 'Scherzi' di questo calcio pazzerello in cui il risultato del campo, a volte, sembra non essere tenuto nel dovuto conto...

PRIMO TEMPO
1° Parte subito all'attacco l'EMPOLI con MACCARONE che guadagna un corner per i suoi...
3° LEPILLER combina bene con PICHLMANN ma il tiro dell'austriaco non inquadra lo specchio: Peccato!
4° E' ancora il francese a servire l'austriaco che tira ma ancora in maniera imprecisa: Mathias pare particolarmente ispirato stasera
6° Abbordaggio HELLAS con JORGINHO a scaricare sul portiere avversario che si rifugia in angolo
9° Ancora LEPILLER a cercare l'austriaco: STOVINI la mette in angolo, sulla successiva battuta azione confusa con ZE EDUARDO che va per le spicce con GOMEZ TALEB al limite dell'area; è fallo ma forse non ci stava male anche un ammonizione. Batte LEPILLER una sorta di calcio d'angolo ravvicinato e va vicinissimo al gol: si oppone DOSSENA.
12° Infortunio per MAIETTA: entra capitan CECCARELLI
15° HALLFREDSSON la gioca per LEPILLER che attira su di se un nugolo di avversari sulla sinistra, palla in mezzo per JORGINHO che tutto solo davanti a DOSSENA cicca clamorosamente! Brutto errore davvero...
18° Break EMPOLI con TAVANO, MARECO sbroglia...
24° HALLFREDSSON-JORGINHO-LEPILLER, cross pronto per PICHLMANN che pressato da STOVINI non trova la deviazione vincente ma quando il francese tocca palla sono guai per gli avversari...
27° TAVANO cerca la porta, PUGLIESE devia in corner!
30° GOMEZ appoggia per TACHTSIDIS, l'errore del greco favorisce BUSCE' che trova il fondo e crossa: RAFAEL agguanta.
31° Ammonizione per 'Juanito' dopo un fallo assolutamente veniale! L'arbitro e 'beccato' dal pubblico scaligero al grido di Buffone... Buffone
34° PICHLMANN cerca GOMEZ sulla destra, bello l'inserimento dell'argentino intercettato però da FICAGNA che spedisce in angolo per il 6° corner conquistato dai gialloblù!
38° Mischia in area dell'EMPOLI: la palla giunge a TACHTSIDIS che batte al volo ma alto...
41° LEPILLER innesca ancora PICHLMANN ma l'austriaco solo davanti a DOSSENA si fa anticipare! La palla carambola luga verso JORGINHO che vedendo il portiere fuori ci prova ma purtroppo non è preciso...
44° TAVANO pericolosissimo in area scaligera: palla alta!
46° Dopo un minuto di recupero il signor Gallione manda tutti negli spogliatoi

SECONDO TEMPO
1° AGLIETTI cambia MORO con GUITTO...
3° CANGI trova il fondo e crossa per GOMEZ palla in angolo
5° MICHELIDZE da il cambio all'infortunato MACCARONE
6° JORGINHO per GOMEZ sulla destra ma il cross in area è intercettato dalla retroguardia toscana
7° GOMEZ per LEPILLER palla alta: HELLAS in pressing...
8° COPPOLA abbatte JORGINHO: giallo per il neoentrato
10° GOMEZ ci prova di testa: palla
14° Miracolo di DOSSENA: PUGLIESE crossa per PICHLMANN che spizza per GOMEZ TALEB, incornata a colpo sicuro dell'argentino e portiere avversario che si supera!
17° CANGI bel cross per GOMEZ dopo un'azione insistita: altra palla sciupata...
18° TAVANO libera MICHELIDZE in zona pericolosa, fortunatamente il neoentrato spreca
22° Giallo a ZE EDUARDO dopo un fallo su HALLFREDSSON...
24° MANDORLINI fa entrare FERRARI e GALLI al posto di PICHLMANN e LEPILLER (peccato perchè il francese sembrava il più 'in palla')
27° Botta di GOMEZ: palla fuori!
28° Ultimo cambio EMPOLI: VALDIFIORI entra al posto di BRUGMAN
31° TAVANO in area sclaigera 'murato' da CECCARELLI!
35° JORGINHO per GOMEZ TALEB che restituisce al brasiliano in area toscana ma il tiro è fuori
39° COPPOLA da lontanissimo palla alle stelle
43° FERRARI steso platealmente in area empolese: l'arbitro chiude gli occhi ed il pubblico ricomincia 'Buffone! Buffone!'...
47° Ammonizione anche per MARECO: Attenzione che sono saltati i nervi ai gialloblù e l'EMPOLI rallenta quanto può cercando il punto (immeritato)
49° L'arbitro fischia la fine: due punti persi!

TABELLINO
Hellas Verona-Empoli 0-0
Marcatori: -
Hellas Verona: 1 Rafael; 23 Cangi, 17 Mareco, 22 Maietta (13' 5 Ceccarelli), 33 Pugliese; 19 Jorginho, 77 Tachtsidis, 10 Hallfredsson; 21 Gomez Taleb, 11 Pichlmann (69' 9 Ferrari), 6 Lepiller (69' 16 Galli).
A disposizione: 26 Frattali, 8 Russo, 14 D'Alessandro, 27 Berrettoni.
Allenatore: Andrea Mandorlini

Empoli: 1 Dossena; 24 Buscè, 32 Ficagna, 21 Stovini, 3 Regini; 68 Ze Eduardo, 5 Moro (46' 4 Guitto), 12 Coppola; 8 Brugman (72' 6 Valdifiori); 10 Tavano, 20 Maccarone (50' 99 Mchedlidze).
A disposizione: 27 Pelagotti, 15 Signorelli, 23 Hysaj, 30 Gorzegno.
Allenatore: Alfredo Aglietti

Arbitro: Emiliano Gallione (Sez. arbitrale di Alessandria)
Note. Ammoniti: Gomez Taleb, Brugman, Ze Eduardo, Mchedlidze. Espulsi: -. Recupero: 1'-4'. Spettatori: 14.990


Guardiola se va del FC Barcelona. Tito Vilanova, nuevo entrenador del Barça

IN BREVE A PIÉ PAGINA
SERIE B: PADOVA-TORINO 0 a 3 a tavolino anzi no! La Lega ci ripensa e da la vittoria al PADOVA che sul campo s'era imposta per 1 a 0... Mah! Nel frattempo il SASSUOLO vince a Brescia nell'altro anticipo...
LIGA SPAGNOLA: GUARDIOLA stanco di sostenere i ritmi del calcio moderno, dopo aver creato una squadra fantastica in quattro anni ed aver vinto di tutto di più, saluta tutti e se ne va...
DRAMMA MOROSINI: Il vigile urbano responsabile di aver intralciato i soccorsi con l'auto di ordinanza si è autosospeso! E ci sarebbe mancato altro... Non è il caso di sottolineare un gesto dovuto da parte di chi dovrebbe essere lì a protezione degli altri...
'MANNAIA' FIGC SU LOTITO E ZAMPARINI: 10 mesi di inibizione al primo un anno al secondo!

RASSEGNA STAMPA
Ferrari: «Era rigore, l'ha detto pure Regini!»
L'ATTACCANTE. Gomez dispiaciuto per le occasioni sprecate, Cangi deluso per gli errori sotto porta e Lepiller non ha trovato la bomba: «Ci ho provato, ma niente»
Il bomber non si capacita della svista dell'arbitro: «C'era, lo ha ammesso anche il loro difensore» Gibellini: «A Milan e Juve non lo avrebbero dato?»

28/04/2012
Ferrari non ci crede. Quando l'hanno steso aspettava solo il fischio dell'arbitro. E invece niente. Silenzio. E il Bentegodi è esploso in un boato pazzesco. «Era rigore», dice l'attaccante, «rigore, rigore. Ma non ci sono storie, non so come l'arbitro non l'abbia visto. L'hanno visto tutti, l'ha ammesso pure Regini che c'era...». E se lo dice il difensore dell'Empoli, dubbi non dovrebbero essercene. Rabbia per un episodio fondamentale a due minuti dalla fine che, come sottolinea il direttore sportivo Mauro Gibellini, può sfalsare un campionato. «Perché», dice il ds, «al Milan o alla Juventus, un fallo così non l'avrebbero fischiato per caso? L'ha preso sul polpaccio, l'ha fatto cadere, certo che c'era. E comunque», aggiunge, «non mi è piaciuta la coduzione di gara in generale: hanno lasciato correre troppo, un sacco di falli non fischiati e nessuna ammonizione».

Anche Pugliese è amareggiato. «Non ho visto se era rigore», dice subito il difensore. «Ero lontano e non ho ancora avuto modo di vedere le immagini. Ferrari però mi ha detto che c'era e a me basta questo». «Ci tenevamo a vincere», continua, «era una partita importante, abbiamo avuto tante occasioni, abbiamo creato tanto ma raccolto poco. Speriamo di recuperare contro la Reggina, in casa abbiamo dato tanto con 12 vittorie consecutive, ora bisogna fare qualcosina fuori casa così ci mettiamo alla pari».

Anche Gomez non manda giù il pareggio. Per lui una buona partita e due occasioni d'oro. Una di testa. E l'altra con un tiro teso a tagliare l'area, fuori di niente. Peccato. «Abbiamo cercato in tutti i modi di segnare», dice l'argentino, «ma non siamo riusciti a capitolizzare le occasioni avute. L'unica consolazione è che agli avversari non abbiamo lasciato spazio, non hanno praticamente mai tirato in porta. Segno che abbiamo giocato bene». E sull'episodio del rigore? «Dalla dinamica, e io ero vicino, sembrava rigore. Poi non lo so, magari l'arbitro ha visto bene e io mi sbaglio. Ma non è che non abbiamo vinto per il rigore, purtroppo», ammette il bomber. «Non siamo riusciti a buttarla dentro. L'importante», conclude, «è continuare con questo atteggiamento perché lo spirito era quello giusto».

Per Cangi la squadra non è stata brava come altre volte sotto porta. «Non siamo stati lucidi davanti al portiere, meno fortunati di altre partite. Ce l'abbiamo messa tutta. Sapevamo che sarebbe stata dura ma siamo ancora lì e adesso aspettiamo le altre partite». Una chance sciupata visto i tre punti tolti al Torino a favore del Padova. «Sì», dice il difensore,«dobbiamo solo cercare di vincere le prossime per continuare a restare lì davanti». È mancata la bomba da fuori? È mancato il destro di Lepiller? «Ci ho provato, ma niente», dice il francese. «Era una serata stregata, era scritto che non sarebbe entrata. E non parliamo del rigore negato, È incredibile». «È andata male, abbiamo sbagliato tutti con tante occasioni sprecate. Ora dobbiamo fare punti a Reggio. Vedremo».
M.P.

Mandorlini ai suoi: «Forza! I giochi rimangono aperti»
COLPO D'ARRESTO. Al Bentegodi un pareggio senza reti
Il tecnico gialloblù amareggiato per la chance fallita «Niente fa farte, la palla non voleva andare dentro, ma la squadra ha dato tutto: l'ho vista bene, volitiva»

28/04/2012
Mandorlini è deluso, non ha quasi voglia di parlare. Vincere con l'Empoli era fondamentale per non complicarsi la vita. Ma dopo 12 vittorie consecutive in casa, al Bentegodi è arrivato un pareggio. Senza reti, tra l'altro. Non si era mai visto. «La palla non ha voluto entrare», dice amaramente l'allenatore. «Abbiamo avuto 7, 8 occasioni da gol, ma non c'è stato niente da fare. Peccato, adesso speriamo di invertire il trend, non abbiamo vinto qui, speriamo di vincere fuori». E fuori significa Reggio Calabria, un altro match in uno stadio infuocato del sud dove l'Hellas non ha avuto molta fortuna ultimamente, vedi Nocerina e Crotone. «Noi faremo quello che dobbiamo fare», taglia corto Mandorlini, «proveremo a fare punti, poi staremo a vedere. Ognuno ha i propri obiettivi, noi guardiamo a casa nostra. E comunque è ancora tutto aperto per tutti, vedremo alla fine».

Già, ma non ci saranno né Maietta (ha rimediato uno stiramento all'adduttore), né Mareco, diffidato. Un bel guaio. «Sì, ma adesso ci pensiamo», rassicura il tecnico. «Domani Mimmo farà le radiografie, aspettiamo e vediamo». Intanto pensiamo alla partita con l'Empoli. Cosa è andato storto? Le occasioni da gol non sono mancate, una clamorosa con Jorginho al 16' del primo tempo: sbaglia solo davanti alla porta. Poi sempre lui sfiora il colpaccio con un super pallonetto da 40 metri, fuori di un soffio. E anche Gomez ha avuto le sue palle, tutte sprecate. Ma l'episodio fondamentale è stato il rigore negato a Ferrari a due minuti dalla fine. Forse l'attaccante ha avuto la colpa di accentuare un po' la caduta e ingannare l'arbitro che ha pensato a una «esagerazione». Forse. Ma sul penalty non c'erano dubbi.

«Non lo so, non ho visto bene», dice Mandorlini stranamente pacato. «Ero lontano, guarderò le immagini, ma adesso non è il momento di attaccarsi a questo episodio. Abbiamo avuto tante occasioni, fatto una buonissima partita, ma non è andata. Bisogna accettarlo e guardare avanti». Il Verona non è che sia un po' stanco?. «No», rassicura il mister, «ho visto una squadra volitiva, determinata e che ha fatto una buonissima gara. Vero, vincere era importante, ma, diciamo, se è cambiata al Bentegodi speriamo che ora possa cambiare qualcosa anche in trasferta». Un augurio che si fanno tutti i tifosi che non vorrebbero vedersi passare il treno della serie A sotto il naso.
Marzio Perbellini

«Il tifo qui è sempre forte, è il 12°giocatore»
Alfredo Aglietti
28/04/2012
Prima un bell'applauso dai suoi ex tifosi all'ingresso in campo delle squadre. Poi uno brutto scherzetto a tutto il popolo gialloblù. Il Bentegodi ha salutato con affetto Alfredo Aglietti al suo ritorno a Verona, anche se il tecnico dell'Empoli ha strappato un punto che rallenta la corsa dell'Hellas. «Con questa gente ho sempre avuto un rapporto speciale, abbiamo passato dei momenti difficili durante i miei tre anni qui ma li abbiamo superati assieme – ricorda l'ex attaccante del Verona – con questa maglia addosso ho vissuto momenti indimenticabili. Quando giocavo sentivo la curva spingere forte, oggi la vedevo incitare la squadra di mister Mandorlini ed era una sensazione strana, speravo calasse il tifo ma qui è sempre splendido».

L'analisi della gara è molto onesta da parte del tecnico dei toscani che ammette l'obiettivo di Tavano e compagni. «Sicuramente ai punti avrebbero vinto loro, ci sono state tante occasioni contro nessuna o quasi per noi, abbiamo fatto la nostra partita, attaccando molto poco ma difendendo bene – va avanti Aglietti – credo che alla fine un punto sia il giusto premio per l'impegno dei miei. Era da presuntuosi pensare di giocare in maniera diversa contro questo Verona, abbiamo raggiunto quello che volevamo». Difficile chiedere di più alla sua squadra contro un Verona da tempo in pianta stabile nelle primissime posizioni. «Sono un'ottima squadra, con una grande organizzazione di gioco e con qualità, spero e credo che alla fine riusciranno a raggiungere il loro grande obiettivo. Ripeto, ai punti avrebbero vinto loro ma nel calcio non sempre chi crea di più vince, per fortuna è stata una di quelle volte».

Impossibile non parlare del fallo su Ferrari a 4 minuti dalla fine che poteva cambiare le sorti della partita. «Non so se ci fosse rigore, in questi casi parecchie volte li fischiano ma a volte anche no. In altre partite ce ne hanno dati parecchi contro, meglio così perchè questo era un punto importante per noi». In chiusura poi un 'ultimo saluto affettuoso all'Hellas. «Ho solo un rammarico della mia esperienza in maglia gialloblù – chiude Aglietti – quello di non essere rimasto più a lungo. Auguro al Verona le migliori fortune, e magari un giorno ci incontreremo ancora».
L.M.

Tutti in coro: «Occasione sprecata»
DALLA PARTE DEI TIFOSI. Nel mirino i giocatori più rappresentativi, tutti visti un po' sottotono, senza energia
Il popolo gialloblù lamenta troppi errori in attacco e a centrocampo, la paura è che la squadra sia stanca

28/04/2012
Troppi sprechi, sono tutti d'accordo. Il rigore su Ferrari e il fallo di Regini vengono dopo. La gente chiama, RadioVerona registra. Comincia Andrea: «Abbiamo sbagliato troppi passaggi, soprattutto non si può pensare di andare in porta col pallone come fa il Barcellona». Deluso anche Davide: «Il risultato non mi va giù, ma abbiamo fatto noi la partita dal primo all'ultimo minuto. È mancato solo il gol». Stefano si affida ad una regola non scritta, «quella per cui non sempre puoi vincere. Mi aspettavo la partita storta, prima o poi doveva capitare». Fatalista Stefano, pessimista Michele: «Ho l'impressione che stia finendo la birra negli uomini più importanti. Hallfredsson era fermo, Pichlmann non ne ha presa una. Facciamo giocare i più in forma, non sprechiamo questa grande opportunità che il campionato ci sta regalando».

Va sul concreto Mauro: «Rigore o non rigore abbiamo avuto novanta minuti per segnare e non l'abbiamo fatto. Colpa nostra». Giacomo è sulla stessa lunghezza d'onda: «Ma il verbo “tirare” il Verona ce l'ha nel suo vocabolario? Siamo troppo spettacolari, proviamo anche da fuori area qualche volta per favore». Francesca non riesce a crederci: «Ecco tutto quel che bisogna fare per non voler vincere una partita. Incredibile quanto abbiamo sbagliato. Sembrava facessimo apposta». Biagio punta tutto sulla condizione fisica: «Non siamo brillanti, male tutti. In particolare Jorginho, ma anche Hallfredsson. Io avrei messo D'Alessandro, la sua velocità ci avrebbe fatto molto comodo». Fabrizio si accoda: «Non abbiamo avuto lo spunto vincente, così come successo tante altre volte. A cominciare da Hallfredsson, non mi sembra più lo stesso di qualche tempo fa».

E il rigore? Per tanti c'era. Sicuramente per Manuel: «Che vantaggio avrebbe avuto nel buttarsi? Era solo davanti al portiere, era già gol senza quel fallo». Si torna sulla partita. Drastico Sergio: «Abbiamo buttato al vento un'occasione più unica che rara. Vedrete, rimpiangeremo a caro prezzo questi due punti sprecati». Federico non è molto più ottimista: «La vedo dura adesso arrivare secondi. Siamo stati troppo imprecisi. Non soltanto nei tiri in porta, anche di cross ne abbiamo indovinati pochi». Alessio torna indietro: «Visto? Non potevamo solo fidarci del Bentegodi, era impossibile vincerle tutte. Mentre passava il tempo ripensavo alla Nocerina, al Brescia, al Crotone. In trasferta siamo stati nulli, eppure potevamo essere in testa da soli. Riprendiamoci in fretta e andiamo a vincere a Reggio Calabria martedì. Non ci sono molte altre alternative».
A.D.P.

L'Hellas spreca e si ferma a 12
L'Empoli alza un muro e conserva lo 0-0 troncando la serie record dei gialloblù in casa. Proteste per un probabile rigore su Ferrari

28/04/2012
Stavolta la ciambella infiappisce senza il buco. Rimane spento lo stellone, neppure la proverbiale zona Hellas sforna il prodigio. C'è un muro davanti ai gialloblù, che non riescono a centrare la vittoria casalinga numero 13, interrompono la lunghissima serie positiva al Bentegodi, agganciano la prima piazza - da dividere con Sassuolo e Torino, che hanno rispettivamente una e due gare in meno - ma perdono la chanche dell'allungo. È l'Empoli, ancora impantanato nel fango dei bassifondi, a stringere con soddisfazione il punticino. Zero a zero al novantesimo. Di più i toscani non potevano fare, visto che Rafael non si è mai sporcato i guanti. Quanto al Verona, che pure non ha incantato, a rileggere l'elenco delle opportunità bruciate c'è da mettersi le mani nei capelli. Almeno cinque, sei le palle facili da sbattere alle spalle di Dossena, bravo e fortunato. Di più: determinante.

Il popolo del Bentegodi ha alzato la voce anche su un contatto, sporco, tra Ferrari e Regini, nel cuore dell'area, quando al 90' mancavano appena un paio di minuti. Diciamo che l'azione si prestava alla concessione del rigore, diciamo che l'arbitro non se l'è sentita di fischiarlo. Certo il successo avrebbe potuto dare un altro senso al finale di campionato, regalare benzina a una squadra che - in qualche interprete - ieri ha mostrato un po' la corda. Nulla è perduto, a patto che Reggio Calabria, prossima imminente trasferta, non offra l'ennesimo tradimento lontano da casa. Se ispirazione e fluidità della manovra sono rivedibili, la volontà non fa comunque difetto all'Hellas che rispetta in pieno il copione e va subito all'attacco della porta empolese. Mandorlini opta per il 4-3-3, rilancia Pichlmann al centro dell'attacco e Lepiller esterno. Di là c'è Gomez. Il pubblico ci crede e la spinta è veemente: l'uomo in più è Lepiller, il cui destro dipinge traiettorie velenose.

Ma è Jorginho ad avere le palle migliori. La prima è un proiettile che Dossena alza con un colpo di reni, la seconda un'oscenità a cinque metri dalla porta, quasi spalancata. Errore grave, unico neo - pesante - su una prova pregevolissima. L'Hellas comunque insiste, a dispetto dell'appannamento di Tachtsidis e Hallfredsson, il cui passo incerto toglie ritmo e imprevedibilità all'azione. Tanti errori, pochi spazi buoni verso Dossena, che potrebbe però capitolare in chiusura di tempo, quando un pallonetto da almeno 40 metri di Jorginho - ancora lui - si spegne vicinissimo al palo. Serve maggiore lucidità, serve un'altra velocità. Lo zelo, invece, è sempre quello. Anche alla ripresa dei combattimenti. Il Verona intensifica l'azione sulle corsie, Lepiller sbaglia male da posizione invidiabile. Cresce Gomez, che però davanti alla porta si scioglie - sempre di testa - due volte. Non è da lui, si direbbe. Magari è un altro segnale che per i tre punti sarebbe il caso di ripassare.

L'Empoli, dite? Non pervenuto. Perfetta la lettura difensiva, apprezzabile anche il contributo della buona sorte. Se però chiedete notizie di Maccarone e Tavano, presunti pericoli pubblici, probabilmente stavano nascosti dietro qualche filo d'erba. Ma ai toscani va bene così. All'Hellas no. Col trascorrere dei minuti l'azione perde limpidezza, neppure il doppio cambio - dentro Galli e Ferrari, fuori Lepiller e Pichlmann, con relativa correzione al modulo - si rivela proficuo. L'ultimo sussulto è quello dell'88': è Cangi che prova ad inventarsi fenomeno, il suo dribbling apre una falla al limite dell'area biancazzurra, il suo tocco verticale illumina la corsa di Ferrari che però stramazza sul contrasto con Regini. Proteste, giocatori muso contro muso, le maledizioni dei quindicimila presenti: non basta. Il Verona è proprio costretto ad accontentarsi.
Francesco Arioli

FONTE: LArena.it


SERIE B, VINCONO TORINO E PESCARA. GRANATA IN TESTA, ABRUZZESI SECONDI
Sabato 28 Aprile 2012 - 18:14
Dopo la pesante vittoria del Sassuolo di ieri sera a Brescia e lo 0-0 tra Verona ed Empoli, cambiano le gerarchie per la lotta alla promozione in serie A. Il Torino, infatti, supera in casa il Crotone e il Pescara espugna Gubbio: i granata mantengono il comando, la squadra di Zeman vola al secondo posto con una lunghezza di vantaggio sul Sassuolo, che ieri ha superato in classifica il Verona.

FONTE: Leggo.it

SERIE B: PUNTICINO VERONA, 0-0 CON L'EMPOLI
I gialloblù si fermano a 12 vittorie di fila al Bentegodi. Proteste per un rigore non dato ai padroni di casa
Il Verona se ne sta per una notte in testa alla classifica con il Sassuolo e il Torino a quota 67. Ma i gialloblù, reduci da 12 vittorie di fila in casa, si fermano sullo 0-0 al Bentegodi nell'anticipo della 37esima giornata. L'Empoli sale a quota 35 dopo una partita di sacrificio. I gialloblù, spreconi in avanti, recriminano per un contatto in area tra Ferrari e Regini in area.

Il Verona, senza Bjelanovic ed Abbate, in avanti con Pichlmann assieme Gomez e Lapiller. I toscani, con Lazzari e Saponara squalificati, optano per il 4-3-3 con Tavano e Maccarone di punta. I padroni di casa subito protagonisti con un destro di Jorginho deviato in corner da Dossena con la mano. Poi squillo di Lepiller all'11: punizione da sinistra, un corner corto, respinta dal portiere. E al 16' l'occasionissima per il Verona. Lepiller mette sui piedi di Jorginho un cioccolatino che il compagno non scarta e svirgola sul fondo da solo davanti al portiere. Questo errore madornale dopo l'uscita di Maietta per infortunio al 14'.

E i toscani? Maccarone si perde sul più bello in area (18') perché Pugliese gli strappa il pallone in scivolata. E al 42' Jorginho rischia il gol della giornata: fuori di pochissimo il suo destro liftato da 40 metri con Dossena fuori dai pali. Al 45' Tavano manda sul fondo. Rafael finora non si è sporcato i guanti. La ripresa al via con un cambio forzato nell'Empoli: Guitto al posto di Moro. E al 49' Maccarone, stirato, lascia il campo per Mchedlidze. Mentre tre minuti dopo Lepiller spara altissimo con il destro da posizione defilata. E al 59' Gomez va in tuffo di testa in area piccola e Dossena dice ancora di no.

Due minuti dopo azione fotocopia: l'attaccante gialloblù manda a lato da buona posizione una spizzata con il capo. E al 69' Mandorlini le prova tutte: fuori Pichlmann e Lepiller, dentro Ferrari e Galli. La reazione al 71' con un diagonale sinistro di Gomez fuori di pochissimo. C'è ancora tempo per un tiro-cross di Hallfredsoon da sinistra parato da Dossena. E all'88' episodio da moviola: Regini e Ferrari si toccano nell'area dell'Empoli. Per Gallione non è rigore. Finisce 0-0 dopo alcuni minuti ad alta tensione.
Il Verona, in vetta in attesa del Torino, il primo maggio alle 20.45 farà visita alla Reggina. Mentre l'Empoli sale a quota 35, ma rischia ancora di scendere. E martedì pomeriggio arriva il Gubbio.

FONTE: Mediaset.it


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La prova di Dossena e la qualità mancata. Top&Flop di Verona-Empoli
27.04.2012 23.05 di Simone Lorini
TOP
Il punto di riferimento Pichlmann - Favorito anche dalla marcatura blanda della difesa empolese, il centravanti austriaco diventa un vero e proprio punto di riferimento per la squadra nel primo tempo, andando anche diverse volte al tiro. Nella ripresa serve a Gomez un assist favoloso con una torre impeccabile, prima di uscire (ma perchè toglierlo?) per Ferrari.

La prova di Dossena - Se l'Empoli porta in via un pareggio da Verona, gran parte del merito va al portiere classe '87 schierato oggi da Aglietti. Da sottolineare in particolare l'uscita ad anticipare Pichlmann in chiusura di primo tempo.

L'equa divisione Lepiller-Gomez - I due esterni d'attacco di Mandorlini optano per una equa divisione della partita di oggi. Il francesino scuola Fiorentina fa impazzire la difesa empolese nel primo tempo, salvo sparire nella ripresa, mentre l'argentino ex Gubbio è il grande protagonista della ripresa, quando nel primo tempo si era fatto notare solo per un giallo.

FLOP
L'errore di Jorginho - Assolutamente clamoroso ed irripetibile quello che accade al 16' del primo tempo, quando il brasiliano cicca in maniera incredibile un facile 1-0, spedendo la palla sul sul fondo. Un errore, a conti fatti, decisivo.

La condizione di Stovini - Gli anni passano anche per il sanguigno difensore centrale fiorentino, oggi in particolare difficoltà contro il più aiutante Pichlmann. Le cose migliorano sensibilmente quando all'austriaco subentra Ferrari.

La qualità mancata - Mandorlini ed Aglietti affidano il proprio centrocampo ad Halfredsson e Brugman, ma i due talentuosi centrocampisti non sono in serata di vena e lo spettacolo ne risente.

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Verona ed Empoli non si fanno male: 0-0 al Bentegodi
Occasione sprecata per i veronesi, che ai punti avrebbero vinto ma non riescono a superare un superDossena

27.04.2012 22.55 di Simone Lorini
Al Bentegodi di Verona va di scena il secondo anticipo della 37^ giornata di Serie Bwin è tra la sorpresa positiva e la delusione più cocente del campionato, Hellas Verona e Empoli. Per entrambe l'obiettivo è la posta piena, nel tentativo di raggiungere i rispettivi obiettivi. Per i toscani sarebbe un avvicinamento al sestultimo posto, l'ultimo utile per evitare i play-out, mentre i ragazzi di Mandorlini possono raggiungere la testa della classifica per una notte, scavalcando Torino e Sassuolo.

Nonostante un buon inizio da parte degli ospiti, le prime occasione da rete sono tutte di marca veronese. Ci prova Jorginho al 6' minuto con un violento destro da fuori, ben deviato da Dossena in corner. Tra il 10° ed il 12° si scatena Lepiller, che mette in grande difficoltà Dossena con il suo destro potente e le sue traiettorie ad effetto, ma il portierino empolese è ancora bravo. Tegola pesante per Mandorlini un minuto dopo, costretto a sostituire l'infortunato Maietta con Ceccarelli. Nonostante questo l'Hellas continua ad attaccare e va vicinissimo al vantaggio: Lepiller arriva sul fondo e serve il solissimo Jorginho a centro area, ma il brasiliano cicca in maniera clamorosa il pallone che finisce sul fondo. L'Empoli riesce a prendere le misure all'attacco veronese, azzerando i pericoli fino al duplice fischio, ma fatica enormemente a rendersi pericoloso, visto che il duo d'attacco Maccarone-Tavano è troppo isolato la davanti. L'ultima emozione del primo tempo la crea ancora il Verona su contropiede, ma Dossena è ancora bravissimo, stavolta ad uscire tempestivamente ed evitare maggiori guai per la propria porta.

La ripresa si apre con un altri due cambi forzati, stavolta nell'Empoli: Moro non rientra neanche in campo, con Aglietti costretto a lanciare nella mischia il giovane Guitti, mentre Maccarone si ferma dopo soli 4', per un guaio muscolare. Spazio a Mchedlidze. Nel Verona, dopo il grande primo tempo di Lepiller, si scatena l'altro esterno d'attacco, Gomez. L'ex Gubbio va per tre volte vicino al goal del vantaggio nel giro di 10': prima con un colpo di testa ben respinto dal solito Dossena, poi con due conclusione che sibilano di poco a lato del palo destro empolese. Mandorlini rompe gli indugi ed inserisce Galli e Ferrari al posto di Lepiller e Ferrari, cercando nelle forze fresche il guizzo giusto per sbloccare il match. Risponde Aglietti, rispolverando Valdifiori, che subentra ad un apatico Brugman. L'unica iniziativa apprezzabile dei nuovi entrati arriva all'88', quando Ferrari si incunea bene in area ma invece di tirare cerca il contatto con Regini, che non avviene nonostante le vibranti proteste del Bentegodi. Il fortino dell'Empoli resiste anche nei quattro minuti di recupero: è 0-0.

Un punto a testa è quanto scaturisce dallo scialbo confronto tra Verona e Empoli di stasera, una gara che non verrà certo ricordata per le occasione da gol e le emozioni create. Per una notte, il Verona raggiunge Torino e Sassuolo in testa alla classifica, in attesa che anche i granata giochino la propria gara domani. Per l'Empoli punto importante in ottica salvezza, ma il sestultimo posto è ancora a 3 punti e servirà un altro piglio offensivo per fare i punti che gli occorrono.
Verona-Empoli 0-0

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LIVE TMW - Verona-Empoli 0-0, finale: scialbo pari al Bentegodi
27.04.2012 22.51 di Simone Lorini
94' - Recupero senza emozioni, finisce così: il Verona raggiunge Torino e Sassuolo in testa alla classifica. Per l'Empoli punto importante in ottica salvezza, ma il sestultimo posto è ancora a 3 punti.

90' - Saranno quattro i minuti di recupero.

85' - Ferrari va giù in area di rigore su contatto con Regini! Il Bentegodi si infuria ma Gallione lascia giocare. Decisione giusta, il rigore non c'è.

79' - Il Verona torna a premere, ma per ora nessuna conclusione di rilievo verso la porta di Dossena.

73' - Ultimo cambio anche per gli ospiti: fuori Brugman e dentro Valdifiori.

71' - Sinistro radente di Gomez, palla fuori di pochissimo.

69' - Doppio cambio nel Verona: fuori Pichlmann e Lepiller, dentro Galli e Ferrari.

66' - Ammonizione per Ze Eduardo nell'Empoli, intanto nel Verona sta per entrare Galli.

62' - Prolungata azione del Verona che si conclude ancora con un colpo di testa di Gomez, stavolta maldirezionato, che finisce fuori.

59' - Ennesima paratona dell'estremo difensore empolese Dossena, che dice di no a Gomez da posizione ravvicinata, su perfetta torre di Pichlmann.

54' - Il Verona staziona ormai stabilmente nella metàcampo empolese, ma i tiri tardano ad arrivare. Mandorlini manda a scaldare le punte.

49' - Partita non particolarmente fortunata quella di stasera. Maccarone è costretto ad uscire per infortunio muscolare, nell'Empoli dentro Mchedlidze. E' il terzo cambio "forzato" di stasera.

46' - Via alla ripresa. Nell'Empoli fuori l'infortunato Moro, spazio a Guitto, giovane centrocampista classe '91.

21.45 - Senza neanche un secondo di recupero, finisce il primo tempo di Verona-Empoli, il risultato è 0-0.

41' - Dossena salva l'Empoli! Il portiere toscano esce su Pichlmann, che si stava involando, ma serve Jorginho, che prova il tiro quasi da centrocampo. Palla che esce di pochissimo.

36' - Partita molto equilibrata ora, che si concentra a centrocampo, senza fiammate da nessuna delle due squadre.

31' - Gomez pescato in fuorigioco, sbaglia il pallone sull'assistente e chiede subito scusa, ma non basta. Gallione tira fuori il giallo.

28' - Prova a farsi vedere l'Empoli ma la conclusione di Tavano è deviata in corner, dalla cui battuta non scaturisce nulla.

25' - Altro colpo di testa di Pichlmann, che sta stravincendo il duello con Stovini. Palla ancora fuori tuttavia.

24' - L'Empoli non riesce a rendersi pericoloso poichè le due punte arrivano raramente sul pallone, con l'azione che sovente si ferma sulla trequarti

21' - Preme il Verona: altro calcio d'angolo, ma l'Empoli libera bene.

16' - Azione perfetta dei veronesi, con Lepiller che arriva solo sul fondo e serve un altrettanto libero Jorginho a centro area. Il brasiliano cicca in maniera incredibile il pallone che finisce sul fondo. Mandorlini si dispera.

13' - Maietta deve abbandonare il campo, al suo posto Luca Ceccarelli.

12' - Prosegue il duello Dossena-Lepiller: il portiere empolese è ancora bravo a disinnescare una punizione del francese. Intanto problemi per Maietta.

10' - Superparata di Dossena su calcio d'angolo calciato direttamente in porta da Lepiller! Cresce il Verona!

6' - Gran parata di Dossena su destro da fuori area di Jorginho, troppo libero al limite dell'area.

4' - Pichlmann prova la conclusione su azione personale, palla fuori.

1' - Via alla sfida, parte forte l'Empoli che colleziona un calcio d'angolo dopo 30 secondi.

Verona-Empoli 0-0

20.52 - Nell'anticipo delle 19.00, appena terminato, il Sassuolo ha battuto il Brescia in trasferta per 2-1, salendo in testa alla classifica al fianco del Torino.

20.45 - Al Bentegodi di Verona è sfida tra alta e bassa classifica, tra la sorpresa positiva e la delusione più cocente della serie cadetta. Sono l'Hellas Verona di Mandorlini e l'Empoli (attualmente) di Aglietti, alla ricerca di punti importantissimi per i rispettivi obiettivi nel secondo anticipo della 37^ giornata di Serie Bwin. Seguitela con noi, tra 15 minuti si inizia!

Queste le formazioni ufficiali:
Hellas Verona: 1 Rafael; 23 Cangi, 17 Mareco, 22 Maietta, 33 Pugliese; 19 Jorginho, 77 Tachtsidis, 10 Hallfredsson; 21 Gomez Taleb, 11 Pichlmann, 6 Lepiller.
A disposizione: 26 Frattali, 5 Ceccarelli, 8 Russo, 9 Ferrari, 14 D'Alessandro, 16 Galli, 27 Berrettoni.
Allenatore: Andrea Mandorlini

Empoli: 1 Dossena; 24 Buscè, 32 Ficagna, 21 Stovini, 3 Regini; 68 Ze Eduardo, 5 Moro, 12 Coppola; 8 Brugman; 10 Tavano, 20 Maccarone.
A disposizione: 27 Pelagotti, 4 Guitto, 6 Valdifiori, 15 Signorelli, 23 Hysaj, 30 Gorzegno, 99 Mchedlidze.
Allenatore: Alfredo Aglietti

Arbitro: Emiliano Gallione (Sez. arbitrale di Alessandria)

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


FLASH NEWS
37^ giornata, in alto vincono Torino, Pescara, Varese, Samp e Reggina, Padova rimontato. Tris Modena alla Juve Stabia, in coda successi pesanti per Ascoli e Nocerina
28.04.2012 15:00 di Federico Errante
Un solo pareggio, il Padova, rimontato dal 2-0 in 1' a Grosseto. in un pomeriggio in cui le "big" non falliscono. Il Torino supera il Crotone, il Pescara colpisce 4 pali prima di avere la meglio sul Gubbio, il Varese ringrazia De Luca, la Samp Eder mentre la Reggina sia Belardi (che para un rigore a Regonesi) che Ceravolo (lui dal dischetto non sbaglia). Il Modena di Bergodi non si ferma più, Concetti invece para ben 2 rigori al Vicenza e Farias griffa il blitz della Nocerina mentre l'Ascoli supera il Livorno. Ben cinque (su otto) i rigori falliti.

Ascoli-Livorno 2-0 37' Soncin 64' Scalise
Cittadella-Varese 0-1 12' De Luca
Grosseto-Padova 2-2 4' 36' Cacia (P) 52' 53' Sforzini
Gubbio-Pescara 0-2 77' Sansovini 88' Insigne
Modena-Juve Stabia 3-0 17' Di Gennaro rig.58' Cellini 82' Stanco
Reggina-AlbinoLeffe 1-0 75' Ceravolo su rig.
Sampdoria-Bari 1-0 47' 86' Eder
Torino-Crotone 2-1 3' Glik 38' Sgrigna 59' Calil su rig. (C)
Vicenza-Nocerina 0-1 47'pt. Farias

PRIMO PIANO
37^ giornata, l'anticipo: l'Empoli ferma il Verona. Al "Bentegodi" è 0-0
27.04.2012 20:56 di Federico Errante
L'Empoli ferma l'Hellas e, vista la striscia casalinga scaligera, siamo al copsetto di uno 0-0 che sa d'impresa. Una partita non certo esaltante e macchiata dalla mancata concessione di un rigore nel finale ai padroni di casa per un contatto più che sospetto Ferrari-Regini. La squadra di Mandorlini ha attaccato a testa bassa (due clamorose occasioni per Jorginho nella prima parte) sbattendo però contro un autentico muro toscano. Per i veneti un'occasione mancata, per i ragazzi di Aglietti un punto pesante in chiave-salvezza.

HELLAS VERONA - EMPOLI 0-0
HELLAS VERONA (4-3-3): Rafael; Cangi, Mareco, Maietta (13' Ceccarelli), Pugliese; Jorginho, Tachtsidis, Hallfredsson; Lepiller (70' Galli), Pichlmann (70' Ferrari), Gomez. A disp.: Frattali, Russo, D'Alessandro, Berrettoni. All.Mandorlini.

EMPOLI (4-3-1-2): Dossena, Buscè, Ficagna, Stovini, Regini; Zè Eduardo, Moro (46' Guitto), Coppola; Brugman (73' Valdifiori); Maccarone (50' Mchedlidze), Tavano. A disp.: Pelagotti, Signorelli, Hysaj, Gorzegno. All.Aglietti.

FONTE: TuttoB.com


venerdì, aprile 27th, 2012 | Posted by ferrantetommy
Verona-Empoli, Alfredo Aglietti “Gli unici a non subire goal al Bentegodi”
E’ un Alfredo Aglietti visibilmente soddisfatto quello che si presenta ai microfoni di Sky nel post gara di Verona-Empoli. Il tecnico azzurro sottolinea la prova confortante dei suoi ragazzi in previsione della volata salvezza “Siamo stati gli unici a non subire reti in questa stagione al Bentegodi. Questo è risultato ottenuto con sacrificio e sofferenza che ci da morale e fiducia in ottica futura. Nella prima frazione siamo ripartiti bene, nel secondo tempo invece complici due cambi forzati e un pò di stanchezza abbiamo sofferto di più. Inoltre il Verona ha premuto molto mettendoci in difficoltà”. Sull’astinenza da goal di Francesco Tavano il tecnico è chiaro “Se gioca come stasera sicuramente non sono preoccupato”

venerdì, aprile 27th, 2012 | Posted by ferrantetommy
Verona-Empoli, Nicola Ferrari “Era rigore tutta la vita”
“Era rigore tutta la vita. Ho sentito il calcio da dietro ma ormai è andata così”. L’attaccante del Verona Nicola Ferrari, analizza a Sky l’episodio del presunto penalty non concesso dal direttore di gara Emiliano Gallione. “Ho provato a chiedere spiegazioni ma l’arbitro non mi ha detto nulla. C’è rammarico per le occasioni create ma alla fine ci dobbiamo accontentare di questo punto. Ora dobbiamo fare subito risultato a Reggio.” Come ha visto Nicola Ferrari l’avversario di stasera? “Una buona squadra soprattutto in avanti dove dispone di potenzialità enormi”

venerdì, aprile 27th, 2012 | Posted by ferrantetommy
Verona-Empoli, Gomez Taleb “C’è sicuramente rammarico per il risultato”
Il fantasista del Verona Juanito Gomez Taleb commenta ai microfoni di Sky il pareggio interno maturato stasera contro l’Empoli “C’è sicuramente rammarico perchè dopo dodici vittorie consecutive volevamo continuare la striscia. Siamo stati poco precisi nel capitalizzare le occasioni create. Quello che è certo che in campo abbiamo tentato fino alla fine peccando forse in lucidità”. Sul presunto rigore non fischiato dal direttore di gara Emiliano Gallione questo il pensiero di Gomez “Ero lì, mi sembrava che ci fosse il penalty su Ferrari, ma non ci dobbiamo attaccare a questo episodio”

venerdì, aprile 27th, 2012 | Posted by ferrantetommy
Verona-Empoli, si ferma la striscia record al Bentegodi
Si ferma a dodici la striscia di vittorie consecutive del Verona. Gli scaligeri di Andrea Mandorlini impattano 0-0 contro l’Empoli nel secondo anticipo della serie B. Con questo pareggio raggiungono in vetta il Torino e il Sassuolo a quota 67 con i granata che però devono giocare domani e recuperare la gara proprio contro i neroverdi. I veneti sono comunque usciti tra gli applausi dei tifosi del Bentegodi i quali hanno fischiato sonoramente l’operato del direttore di gara Emiliano Gallione reo a loro giudizio di non aver concesso un penalty nei minuti finali.

venerdì, aprile 27th, 2012 | Posted by Orru
Verona-Empoli, le pagelle dell’anticipo del Bentegodi
Ecco le pagelle di Verona-Empoli:
VERONA
Rafael s.v. : In pratica l’Empoli non conclude mai verso lo specchio della porta difesa dal brasiliano, che deve solo compiere normale amministrazione
Cangi 6: Sostituisce Abbate, ma non lo fa rimpiangere. Spinge soprattutto nella ripresa, quando vede che ha spazio davanti a sè. Arriva speso sul fondo ed è bravo anche in fase difensiva
Maietta s.v. : Sfortunato, esce dopo meno di un quarto d’ora per un infortunio muscolare. Fin lì, sembrava la solita sicurezza.
(dal 13' pt Ceccarelli) 6: Entra a freddo, ma si disimpegna bene. Gli attaccanti del Verona girano a largo dall’area di rigore e ci provano soprattutto da fuori. Lui è attento
Mareco 6: Come Ceccarelli sbroglia ogni matassa e prova anche a cercare la rete, invano. ammonito nel finale, salterà la prossima partita
Pugliese 6: Nel primo tempo rimane bloccato, poi spinge come dovrebbe nella ripresa, anche se non è sempre preciso. Però va premiata la sua abnegazione, nonostante non sia un titolare fisso dell’undici di Mandorlini
Jorginho 5,5: Qualitativamente non offre il solito contributo. In più si mangia un gol nel primo tempo che era come un rigore in movimento
Tachtsidis 5,5: Anche lui, soprattutto nel primo tempo, non dà il solito contributo di qualità che ci si aspetta da lui. Nella ripresa sale di tono, ma non basta
Hallfredsson 6,5: Molto attivo, oggi partono da lui tutte le occasioni della sua squadra. Mette ottimi palloni per i compagni, a testimonianza del fatto che non è solo un ‘mastino’ come lo chiamano da queste parti
Lepiller 5,5: Tanti cross, ma molta imprecisione. Nel primo tempo ha una buona occasione, ma sbaglia lo stop e si defila prima di dare palla in mezzo a Jorginho che spreca. Non trova la botta da fuori che l’ha reso celebre quest’anno. Al momento dell’assalto finale viene sostituito
(dal 24' st Galli) 6: Attivo, dialoga con i compagni e prova ad andare anche al tiro. Ottimo ingresso, ha provato a cambiare la partita
Pichlmann 5,5: Due tiri col sinistro, qualche sponda. Almeno ci prova. E’ comunque sempre vivo, anche se il gol continua a latitare da più di tre mesi ormai. Ci vorrebbe più precisione e più incidenza
(dal 24' st Ferrari) 5,5: Non lo si vede prima del finale, quando viene atterrato in area di rigore da Regini reclamando un rigore che ci poteva stare. In quell’occasione forse aspetta troppo l’arrivo dell’avversario e questo inganna l’arbitro
Gomez 6,5: Il migliore dei suoi. E’ pericoloso soprattutto di testa, incredibilmente. Nel primo tempo cerca il gol da 35 metri a porta vuota, ma la palla si perde sul fondo
Allenatore, Mandorlini 5,5: La sua squadra è un pò stanca. Si concludono a 12 le vittorie consecutive in casa. Manca l’aggancio alla vetta in solitaria della classifica

EMPOLI
Dossena 6,5: Sempre attento. Il Verona non è particolarmente pericoloso, ma lui sbroglia ogni matassa, uscite alte, basse e fra i pali
Buscè 6: Ancora una volta da terzino, non demerita contro Pugliese. Ottimo contributo d’esperienza
Ficagna 6: Elegante, pulito, non rischia nulla e disinnesca gli attacchi veronesi insieme a Stovini
Stovini 6: Nel primo tempo sta per compiere una frittata col portiere Dossena. Poi si riprende e guida i suoi a un ottimo pareggio
Regini 5,5: Rischia nel finale per il fallo su Ferrari. Poteva compromettere una bella prova dei suoi
Zè Eduardo 6: Solo fase difensiva per lui che con la palla tra i piedi denuncia qualche problema. E’ comunque prezioso nell’economia della squadra
Moro 6: Solita sapiente regia del centrocampista empolese. Dà una mano dietro e prova a far ripartire la squadra. Si arrende all’intervallo per un piccolo infortunio pattuito nel corso del primo tempo
(dal 1' st Guitto) 6: Prima da mediano, poi da trequartista come entra Valdifiori. Fa il suo, cercando di contenere l’arrembaggio veronse della ripresa
Coppola 6: Lavoro oscuro per l’ex centrocampista di Genoa e Parma. Si dedica esclusivamente alla fase difensiva e lo fa bene. Il Verona è poco pericoloso
Brugman 5: Brutta prova del trequartista uruguaiano. Dovrebbe fare da raccordo tra centrocampo e attacco, ma si perde fra le linee e si eclissa. Dopo un buon avvio di stagione, ha perso un pò di smalto. E’ giovane e ha tempo per rifarsi
(dal 28' st Valdifiori) 6: Di incoraggiamento e di stima. Rientra dopo tanto tempo. Quanto è mancato all’Empoli quest’anno
Maccarone 5,5: Non gli arrivano tanti palloni, ma non fa niente per andarseli a cercare. Sbaglia anche molto. Esce per infortunio a inizio ripresa
(dal 4' st Mchedlidze) 6: Più attivo del compagno che ha sostituito.Cerca di dare fastidio alla difesa veronese con la sua fisicità. Qualche bel dialogo con Tavano, anche se non riesce a impensierire Rafael
Tavano 6: Più vivo di Maccarone, cerca di impensierire i centrali veronesi e di trovare il guizzo giusto, anche se non è facile. Aiuta comunque la squadra a portare a casa un punto prezioso
Allenatore, Aglietti 6,5: Interrompe la serie positiva di 12 vittorie consecutive del Verona al Bentegodi. L’ultima volta c’era riuscita la Nocerina sei mesi fa. Guadagna un punto prezioso nella lotta salvezza
di Marco Orrù

venerdì, aprile 27th, 2012 | Posted by ferrantetommy
Verona-Empoli, Thomas Pichlmann “Dobbiamo concretizzare meglio nella ripresa”
L’attaccante del Verona Thomas Pichlmann, commenta ai microfoni di Sky, il primo tempo di stasera, disputato al Bentegodi contro l’Empoli terminato senza reti “Sapevamo che era difficile, loro sono venuti a giocare per ottenere il pareggio, noi invece giochiamo per i tre punti. Certo abbiamo sbagliato qualche occasione fino ad ora, ma nella ripresa dobbiamo per forza concretizzare in maniera sicuramente più efficace”

FONTE: SerieBNews.com


Mandorlini: “Abbiamo creato tanto, non è voluta entrare”
Postata il 28/04/2012 alle ore 00:30
L’allenatore scaligero accetta con serenità il pareggio interno contro i toscani. A fronte di una gara con diverse occasioni da gol, il suo Hellas non ha superato il muro ospite
VERONA – Andrea Mandorlini commenta con un pizzico di rammarico, nel dopo gara del “Bentegodi”. Lo 0-0 dell’anticipo con l’Empoli lascia l’amaro in bocca, a fronte di una partita giocata all’attacco per tutti i 90 minuti. “Non è voluta entrare”, commenta il tecnico ravennate, “abbiamo creato tantissimo, sprecando alcune occasioni e attaccando praticamente sempre, talvolta con la necessità di giocare con il tempo che scorreva inesorabile. La palla non è entrata e siamo qui a commentare un pareggio. Del resto, è pur vero che abbiamo trovato di fronte una squadra molto abbottonata, ma questo punto della stagione è normale sia così. È un verdetto da accettare serenamente, perché il calcio è anche questo”.

L’attenzione si focalizza, com’è logico, sull’episodio del rigore negato ai gialloblù nel concitato finale. “Devo essere sincero, devo ancora rivedere le immagini, ma Nicola mi ha confermato di essere stato steso dal difensore dell’Empoli. L’arbitro non è stato dello stesso avviso evidentemente”. La mancata concessione del penalty, del resto, accresce ulteriormente i rimpianti dei ragazzi di Mandorlini. “Abbiamo preparato la partita in un certo modo, siamo entrati in campo con il giusto piglio, perché ho visto una squadra combattiva, volitiva, caparbia. I ragazzi sono stati bravi, perché hanno mantenuto gli equilibri, creando diverse occasioni e, purtroppo, sbagliando sotto porta. Il rigore poteva essere decisivo, è vero, ma resta il fatto che abbiamo attaccato in maniera sontuosa senza segnare nemmeno un gol”.

Il tempo per recuperare, ora è poco. “Dobbiamo ricaricare immediatamente le pile, perché martedì si torna in campo a Reggio Calabria per un’altra partita molto importante. Avremo sul groppone anche qualche assenza, tra squalifiche e assenti per infortunio. Succede anche questo, è importante fare quadrato e pensare soltanto a noi stessi”.
Ufficio Stampa

Pugliese: “Ci è mancato solo il gol”
Postata il 28/04/2012 alle ore 00:17
"Penso che oggi abbiamo disputato una buona gara, siamo stati bravi a fare 90 minuti senza perdere la testa"
VERONA - Non nasconde un pizzico di amarezza Giuseppe Pugliese per la mancata vittoria contro l’Empoli. “Ci tenevamo a portare a casa i tre punti, peccato. Dopo 12 successi consecutivi al “Bentegodi” il pareggio è un risultato che comunque ci può stare. Penso che oggi abbiamo disputato una buona gara, fare di più contro questo avversario era difficile. Siamo stati bravi a fare 90 minuti senza perdere la testa, ci è mancato solo il gol”.

Terza presenza consecutiva da titolare per il terzino gialloblù, che si sofferma sull’episodio del rigore non concesso a Ferrari nel finale. “Negli spogliatoi Nicola diceva di essere stato toccato, però sinceramente ero distante dall’azione e faccio fatica a dare un giudizio. Adesso però dobbiamo concentrarci immediatamente sulla prossima partita perché martedì si ritorna subito in campo. Pensiamo a invertire la rotta in trasferta e a riprenderci i punti che non abbiamo raccolto oggi”.
Ufficio Stampa

Con l'Empoli finisce a reti bianche
Postata il 27/04/2012 alle ore 22:51
Per la prima volta in questa stagione i gialloblù non vanno a segno al "Bentegodi". I toscani impongono il pari nonostante le tante occasioni
VERONA - Hellas alla ricerca della 13a affermazione consecutiva tra le mura amiche. Di fronte l'Empoli, a caccia di punti per la salvezza. Mandorlini conferma dal 1' Pugliese sulla sinistra, con Cangi esterno al posto di Abbate, Lepiller e Pichlmann davanti insieme a Gomez Taleb. Aglietti conferma le previsioni della vigilia: 4-3-1-2 con Brugman a supporto di Tavano e Maccarone.

Primo tempo. Il primo squillo del match è di marca Hellas al 3': Jorginho è caparbio a centrocampo, Lepiller trova Pichlmann che col sinistro dal limite non inquadra lo specchio. Tre minuti più tardi Dossena deve superarsi con una deviazione aerea sul destro di Jorginho dal limite. I gialloblù salgono in cattedra col passare dei minuti; al 10' Lepiller batte una punizione che somiglia a un corner, impegnando ancora l'estremo toscano. Poco più tardi (13'), Mandorlini deve operare il primo cambio: Ceccarelli rileva Maietta, vittima di un infortunio. L'Hellas continua a premere e al 16' sfiora nuovamente il vantaggio. Lepiller, imbeccato da Hallfredsson, mette a centro area per l'accorrente Jorginho che manca la deviazione vincente. Dopo una fase di gioco a centrocampo, si vede anche l'Empoli (27'). Tavano è bravo ad eludere la marcatura di Mareco e si incunea in area, ma il suo sinistro viene ribattuto in corner. Gli scaligeri sono tenaci e propositivi; al 41' Pichlmann, lanciato da Lepiller, viene anticipato da Dossena al limite dell'area. Jorginho raccoglie la sfera sulla trequarti e di prima prova l'eurogol: palla fuori di poco. Dopo un solo minuto di recupero il primo tempo si chiude a reti inviolate.

Secondo tempo. Avvio di ripresa arrembante per la formazione di casa. Una percussione di Cangi sulla destra (48') si conclude con un cross sul quale Jorginho è anticipato di un soffio da Maccarone. I gialloblù vanno ancora vicini al gol al 52'. Pichlmann difende bene la sfera e serve Gomez Taleb, il cui dribbling stretto si chiude con un assist per Lepiller che di prima intenzione manda alle stelle. Poco più tardi (59') Dossena è chiamato ad un nuovo prodigioso intervento. Scaglia va al cross sulla mancina, Pichlmann fa sponda per Gomez Taleb, il cui colpo di testa trova la risposta del numero 1 ospite. Non cambia il copione al "Bentegodi": il Verona attacca, l'Empoli si difende. Su cross di Cangi, al termine di un'azione insistita, ancora Gomez Taleb di testa manda a lato. Mandorlini allora mischia le carte (69'): dentro Ferrari e Galli in luogo di Pichlmann e Lepiller. Passano due minuti e i gialloblù tornano a fare paura: Hallfredsson apre per Gomez Taleb. Il sinistro dell'argentino esce di poco. La pressione dell'Hellas non si esaurisce. Anche il neo entrato Galli ci prova col sinistro su assist di Pugliese: sfera fuori misura (78'). Il "Bentegodi" esplode all'87', quando Ferrari in piena area di rigore viene steso da un difensore toscano: Gallione lascia correre, ma le proteste per il penalty sono vibranti anche tra i calciatori in campo. Nei quattro minuti di recupero accordati dall'arbitro il Verona ci prova con le forze residue. La gara si chiude sullo 0-0.

Hellas Verona-Empoli 0-0
Marcatori: -
Hellas Verona: 1 Rafael; 23 Cangi, 17 Mareco, 22 Maietta (13' 5 Ceccarelli), 33 Pugliese; 19 Jorginho, 77 Tachtsidis, 10 Hallfredsson; 21 Gomez Taleb, 11 Pichlmann (69' 9 Ferrari), 6 Lepiller (69' 16 Galli).
A disposizione: 26 Frattali, 8 Russo, 14 D'Alessandro, 27 Berrettoni.
Allenatore: Andrea Mandorlini

Empoli: 1 Dossena; 24 Buscè, 32 Ficagna, 21 Stovini, 3 Regini; 68 Ze Eduardo, 5 Moro (46' 4 Guitto), 12 Coppola; 8 Brugman (72' 6 Valdifiori); 10 Tavano, 20 Maccarone (50' 99 Mchedlidze).
A disposizione: 27 Pelagotti, 15 Signorelli, 23 Hysaj, 30 Gorzegno.
Allenatore: Alfredo Aglietti

Arbitro: Emiliano Gallione (Sez. arbitrale di Alessandria)
Note. Ammoniti: Gomez Taleb, Brugman, Ze Eduardo, Mchedlidze. Espulsi: -. Recupero: 1'-4'. Spettatori: 14.990
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





[OFFTOPIC]
SERIE B: PADOVA-TORINO 0 a 3 a tavolino anzi no! La Lega ci ripensa e da la vittoria al PADOVA che sul campo s'era imposta per 1 a 0... Mah! Nel frattempo il SASSUOLO vince a Brescia nell'altro anticipo...
LIGA SPAGNOLA: GUARDIOLA stanco di sostenere i ritmi del calcio moderno, dopo aver creato una squadra fantastica in quattro anni ed aver vinto di tutto di più, saluta tutti e se ne va...
DRAMMA MOROSINI: Il vigile urbano responsabile di aver intralciato i soccorsi con l'auto di ordinanza si è autosospeso! E ci sarebbe mancato altro... Non è il caso di sottolineare un gesto dovuto da parte di chi dovrebbe essere lì a protezione degli altri...
'MANNAIA' FIGC SU LOTITO E ZAMPARINI: 10 mesi di inibizione al primo un anno al secondo!

BARCELLONA, GUARDIOLA DICE ADDIO. "AL SUO POSTO IL VICE VILANOVA" -VIDEO
Venerdì 27 Aprile 2012 - 14:40
BARCELLONA - «Sono stanco. Sono trascorsi 4 anni, il tempo è passato». Pep Guardiola spiega la decisione di lasciare la panchina del Barcellona dopo 4 stagioni ricche di successi e soddisfazioni. L'allenatore, con il presidente Sandro Rosell, si presenta in sala stampa e prende la parola davanti ai cronisti e davanti alla squadra, presenta all'appuntamento speciale. «Non è una situazione semplice, come potete immaginare. Cercherò di spiegare come mi sento e cosa provo. Mi dispiace per l'incertezza che si è creata, mi dispiace aver creato qualche problema a persone che stimo e mi dispiace se qualcuno ha messo in dubbio il mio impegno e la mia serietà. Sono stato un giocatore del Barcellona prima di diventare allenatore, questa è sempre stata casa mia. Quattro anni come allenatore del Barcellona sono un'eternità», dice Guardiola. «A ottobre e a dicembre avevo già parlato con il presidente e con la direzione, avevo già parlato della mia possibile decisione. Ma non potevo comunicarlo ai giocatori, c'erano ancora tante competizioni importanti e c'era tanto da fare. Ho potuto prendere questa decisione con calma, non avrei mai voluto creare problemi all'ambiente», aggiunge facendo riferimento alle ultime settimana. «Prima o poi tornerò ad allenare, ma adesso non ho voglia». Pep Guardiola si appresta a lasciare il Barcellona al termine della stagione. Il tecnico non sembra intenzionato a trasferirsi immediatamente in un altro club.

"STANCO DOPO QUATTRO ANNI" Il successore «darà cose che io non posso dare. Non perchè io non le abbia, ma perchè le aspettative sono altissime e un allenatore deve essere forte, deve avere l'energia per trasmettere tutto ai giocatori», prosegue. «Ho cercato di allenare i miei giocatori con il massimo impegno e la massima passione. Ho avuto il privilegio di allenarli, dal primo all'ultimo giorno mi hanno permesso di godermi la mia professione. Devo ringraziarli tutti, nessuno può capire cosa significhi immaginare una partita e vedere che tutto viene messo in pratica», afferma. «Quattro anni sono quattro anni -ripete Guardiola rispondendo alle domande-. Sentire la stanchezza e la pressione è normale: il tempo è passato, un ciclo si chiude. Ho capito che il mio percorso era finito, sono felice di quello che ho fatto e di quello che ho ottenuto. Me ne vado con la consapevolezza di aver dato il massimo».

IL DOPO PEP -Sarò Tito Vilanova, vice di Guardiola, il nuovo allenatore del Barcellona: lo ha spiegato il ds del club catalano Anton Zubizarreta: «Il Barcellona è una realtà bellissima ma complessa, bisogna conoscerla da dentro: per questo abbiamo scelto Tito», ha detto. «Noi guardiamo sempre in casa, ai nostri giovani: questa dunque è la nostra scelta. Certo - ha concluso Zubizarreta - ci sono dei rischi: ma come disse una volta Guardiola, si allacciano le cinture e si parte».

IL SALUTO «Chicos, me voy del Barca». Titola così la versione on-line di Marca, con le parole che avrebbe pronunciato Pep Guardiola alla squadra, annunciando il suo addio ai colori blaugrana. Tradotto sarebbe «Ragazzi, me ne vado dal Barcellona», ma sicuramente le parole saranno state diverse, dopo quattro anni di successi straordinari, alla guida di una squadra, spesso definita la più forte della storia del calcio. Sul futuro non si scuce, ma una cosa è sicura, Guardiola l'anno prossimo non allenerà il Barcellona.

GUARDIOLA SALUTA, LA SQUADRA LO RINGRAZIA -FOTO
Venerdì 27 Aprile 2012 - 18:40
BARCELLONA - L'addio di Guardiola al Barcellona in conferenza stampa resterà nella storia del calcio per diversi motivi. Primo: perché Guardiola, anche se da profeta in patria, in un ambiente che conosceva molto bene, ha aperto un ciclo unico per vittorie e proposta di gioco alla prima esperienza sulla panchina di una prima squadra. Secondo: perché il Barcellona, da grande società, ha organizzato un grande evento mediatico (ammesso che ce ne fosse bisogno) seguito in tutto il mondo e ha dimostrato una grande capacità di pianificare il futuro, annunciando subito il nome del successore, Tito Vilanova. Terzo: perché i giocatori, presenti in sala stampa, erano visibilmente commossi nonostante sapessero già da tempo la decisione di Guardiola. E proprio i giocatori del Barcellona, sui social network, hanno ringraziato il proprio allenatore per quattro anni indimenticabili.

Piqué, ad esempio, ha postato sia su Facebook che su Twitter: "Grazie Pep per averci dato così tanto. Quattro anni pieni di vittorie, di gioie e soprattutto di lezioni di calcio". Anche Puyol, su Twitter, parla del suo allenatore: "Grazie di tutto, Pep. Ci hai mostrato la strada giusta, un abbraccio forte". Iniesta, invece, ha postato una foto insieme a Guardiola, risalente alla prima stagione con il tecnico catalano: "Oggi ha annunciato di lasciare il Barcellona e dobbiamo ringraziare lui e il suo staff per questi anni fantastici, senza dimenticare che la stagione non è ancora finita". Anche Cesc Fabregas, nonostante abbia giocato agli ordini di Guardiola solo in questa stagione, ha voluto salutare il tecnico ("Anche se abbiamo lavorato insieme un solo anno, mi sembra molto di più. Grazie Pep, mio idolo d'infanzia come giocatore e mia ispirazione come tecnico") e dare anche il benvenuto a Tito Vilanova ("Gli auguro il meglio in questa nuova avventura. Mi ha allenato quando ero bambino, e oltre ad essere un bravo allenatore è davvero una bella persona"). Anche il giovane Thiago Alcantara saluta il tecnico che lo ha fatto esordire in prima squadra: "Sei arrivato al livello più alto del calcio e da lì non scenderai mai più".

SERIE B, ACCOLTO RICORSO DEL PADOVA: ANNULLATO LO 0-3 A TAVOLINO COL TORINO
Venerdì 27 Aprile 2012 - 19:59
La FIGC ha accolto il ricorso del Padova contro lo 0-3 a tavolino nella gara casalinga contro il Torino. La partita, disputata lo scorso 3 dicembre, era stata interrotta per diversi minuti e in più di un'occasione per un blackout allo stadio Euganeo. Ripresa poi regolarmente, la gara aveva visto i veneti vincere 1-0 ma poi era stata decretata la vittoria granata a tavolino, oggi annullata. Il Torino quindi resta in testa ma scende a quota 67 punti, solo uno in più rispetto al Verona secondo. Il Padova sale invece a 59 punti e avanza in zona playoff.

MOROSINI, L'ASSESSORE DIFENDE I VIGILI URBANI: "RESPONSABILE AUTOSOSPESO"
Giovedì 26 Aprile 2012 - 19:39
PESCARA - L'assessore comunale di Pescara Gianni Santilli difende l'operato dei vigili urbani in relazione al passaggio ostruito da una vettura della polizia municipale allo stadio Adriatico, il giorno della tragica morte di Piermario Morosini. Santilli, infatti, ha difeso a spada tratta il vigile urbano reo di aver parcheggiato l'automobile di servizio proprio davanti l'ingresso dello stadio: "Il dramma continua, perché il 7 maggio sarà chiamato a rispondere. Eppure ha fatto tutto quello che doveva fare: si è astenuto dal lavoro, di fatto si è autosospeso, e ha permesso ai colleghi di lavorare con tranquillità. Non dimentichiamo quanto di buono è stato fatto dalla municipale con l'emergenza neve". Il responsabile è ancora troppo scosso dall'accaduto, secondo quanto riportato dall'assessore pescarese: "Quel dramma lo ha profondamente segnato".
Santilli, poi, aggiunge: "Il nostro sindaco, Mascia, andò a Bergamo per i funerali di Morosini e ricevette una grande accoglienza da tutti, dalle istituzioni ai parenti del ragazzo. Solo un'accoglienza fraterna: né accuse, né polemiche".

UN ANNO A ZAMPARINI E 10 MESI A LOTITO: FIGC SQUALIFICA I PATRON DI LAZIO E PALERMO
Giovedì 26 Aprile 2012 - 18:30
ROMA - Un anno di inibizione al presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, e dieci mesi al presidente della Lazio, Claudio Lotito, per violazione del regolamento agenti di calciatori, 80.000 euro di ammenda ad entrambi i club. È questa la decisione adottata dalla Commissione Disciplinare Nazionale della Federcalcio.

Zamparini è stato squalificato per operazioni di mercato legate agli acquisti di alcuni giocatori, fra cui Acquah e Pastore. È stato invece prosciolto Walter Sabatini, attuale direttore sportivo della Roma e all'epoca dei fatti ds del Palermo, in quanto «ritenuto estraneo agli addebiti contestatigli, asseritamente consistiti nel conferimento e nella sottoscrizione dell'incarico al sig. Simonian (agente di Pastore, ndr), fatto invece imputabile al solo sig. Zamparini». A Lotito sono contestate le operazioni effettuate per l'acquisto dei calciatori Cruz e Zarate.

FONTE: Leggo.it


27/04/2012
SASSUOLO VITTORIOSO A BRESCIA
Nel primo anticipo della 37° giornata della Serie bwin terza sconfitta consecutiva per il Brescia di Alessandro Calori che soccombe in casa contro il Sassuolo.
I ragazzi di Pea, dopo un primo tempo avaro di emozioni, vanno in vantaggio con la rete di Sansone al 7' per poi raddoppiare con un gran gol di Troianiello al 34'. Il Brescia prova a riaprire la partita ma il gol di Piovaccari arriva troppo tardi (45') per evitare la sconfitta dell'undici bresciano.
Il Sassuolo grazie a questa vittoria raggiunge il Torino in testa alla classifica con 67 punti mentre il Brescia resta ottavo con 53 punti.

FONTE: LegaSerieB.it

Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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