FERRARI: La Sampdoria obbligata a vincere, potrebbe essere un problema per loro... GARELLA il doppio ex: Spero solo che alla fine vengano promosse entrambe! BJELANOVIC: A Verona stò bene! Regaliamoci un sogno... PAZZINI: Che ricordi a Genova! Col Verona bisogna vincere...

Pubblicato da andrea smarso mercoledì 29 febbraio 2012 21:31, vedi , , , , , , , , , , , | Nessun commento


DICONO
'Nick Dinamite' FERRARI «Con il Torino i doriani sono la squadra più forte di B ma devono vincere a tutti i costi per restare in corsa e questa può diventare un'arma a doppio taglio» LArena.it

...E Claudio GARELLA, portierone dello scudetto scaligero nonchè doppio ex di VERONA e SAMP, non si sbilancia ma spera nella promozione di entrambe come 30 anni fa: «Alla Samp giocai per la prima volta ad alto livello da titolare, a Verona ho vinto lo scudetto forse più bello del calcio italiano. Ma è passato tanto di quel tempo ormai»
Ce la farà la Sampdoria a tornare in Serie A? «Può ancora succedere di tutto ma non è un buon segno che la Samp non sia ancora riuscita a vincere tre partite di fila. Davanti corrono, anzi volano, e sono in tante».
Compreso il neo promosso Verona «Che ha attraversato e superato un mare di guai: la serie C, i play out sfiorati, i guai societari. Adesso il ritorno al grande calcio sembra vicino. Hanno cambiato poco rispetto al telaio della promozione, hanno voglia ed entusiasmo, in più la piazza è da Serie A».
Come finirà sabato?
«Spero soltanto che a fine anno tornino tutte e due in serie A, come accadde trent'anni fa» TuttoB.com

L'attaccante doriano EDER sempre 'in bilico' per la sfida al 'Marassi' «Ho ancora fastidio soprattutto quando colpisco la palla di piatto, ma alla partita col Verona di sabato manca ancora qualche giorno e c’è tempo per recuperare al meglio. Tocco ferro, ma posso dire che è vicino l’esordio davanti al mio nuovo pubblico. Rispetto alla scorsa settimana va meglio, mentre prima della partita col Torino sentivo ancora molto dolore» SerieBNews.com




Intervista Nicola FerrariIntervista ad Ermes Morini (preparatore dei portieri)Intervista a Roberto Bordin

GianPaolo PAZZINI, attuale bomber dell'INTER, è ancora legatissimo all'ambiente doriano «Quanti ricordi, quante emozioni. Alla Samp ho lasciato il cuore. Non si dimenticano due anni straordinari. Quando posso seguo tutte le partite in televisione e ovviamente faccio il tifo. Mi dispiace vedere la Sampdoria in Serie B. Lo scorso anno quando è retrocessa ci sono rimasto malissimo. Il torneo cadetto è ancora molto lungo ma per esiste la possibilità di agganciare il treno del sesto posto. Sabato con il Verona si deve vincere poiché i tifosi blucerchiati meritano la Serie A» TuttoB.com

Sasa BJELANOVIC 'A Verona stò bene' anche se a Gennaio si era parlato di un possibile addio... «C'è stato qualche interessamento ma la mia risposta è stata negativa, io volevo rimanere a Verona e giocarmi qualcosa di importante. Qui sto veramente bene».
La squadra è candidata ai play off con merito... «E' una squadra che aveva buone basi già dall'anno scorso, visto che la maggior parte dei giocatori è la stessa che gioca anche quest'anno. Inoltre Verona ha grande entusiasmo nonostante sia una piazza esigente, l'ambiente è davvero molto carico».
Ora vi attendono due trasferte difficili «Sì ma a volte è meglio così, il girone della serie B al ritorno è veramente duro perchè tutte le squadre hanno bisogno di fare punti e se giochi magari con squadre più deboli rischi di perdere le motivazioni condannandoti da solo. Con la Samp ed il Torino le motivazioni le hai altissime».
FONTE: TuttoMercatoWeb.com [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]






Il telecronista Pellegatti in diretta tv insulta l'allenatore Conte

ALTRE NEWS IN ALLEGATO
L'ASSOCIAZIONE ONLUS DEGLI EX GIALLOBLÙ riceve il premio 'Bearzot'! Franco NANNI (terzino nell'HELLAS dal 1969 al 1976) il fondatore: «Sono felice, un orgoglio per l'associazione e la città E Guidolin mi ha detto che si iscriverà anche lui»
...E DOPO LA VICENDA 'LAST BET' il VARESE calcio vara un codice etico sul contratto di tutti i tesserati (bella iniziativa che però non dovrebbe essere necessaria data l'etica professionale che dovrebbe esistere in tutte le attività... Maggiormente in quelle sportive)





REAL MADRID ECCO IL NUOVO NEYMAR! Il baby fenomeno si chiama PETY e ha solo 13 anni...Daily Zap: February 28thReferee Mike Dean Celebrates Louis Saha's Goal vs Arsenal

IN BREVE A PIÉ PAGINA
NBA: BELINELLI illude gli HORNETS che a Chicago sfiorano il colpaccio! MAVERICKS e CLIPPERS perdono in casa...
LEGA PRO: Caos a FOGGIA! Aggredito il portiere GINESTRA che orna a casa...
PREMIER LEAGUE:Il TOTTENHAM segna e l'arbitro esulta (o no?) Il CHELSEA si riscatta... 3-0 al BOLTON!
AMICHEVOLE ITALIA-USA, ecco i convocati di mr. PRANDELLI...
REAL MADRID ECCO IL NUOVO NEYMAR! Il baby fenomeno si chiama PETY e ha solo 13 anni...
SCI: Max BLARDONE trionfa in gigante, MERIGHETTI terza nel SuperG!
RUGBY 6 NAZIONI: L'ITALIA stavolta è vittima del'IRLANDA, finisce 42 a 10 per i padroni di casa...
SERIE A: Tra MILAN e JUVE vincono polemiche e veleni! E Pellegatti offende (pesantemente) CONTE in diretta...
ALTRA TRAGEDIA NEL MOTOCICLISMO: Dopo il 'Sic' a lasciarci le penne, stavolta nel campionato nazionale australiano di Superbike, è un ragazzino appena 17enne
VITA DA EX: 'Pixie' STOJKOVIC vittima di una granata lanciata dai tifosi della STELLA ROSSA nella sua casa in Serbia! Tanta paura ma fortunatamente nessuna conseguenza!
RECUPERI SERIE B: TORINO e PESCARA perdono, il SASSUOLO pareggia

RASSEGNA STAMPA
ARTICOLO N° 28898 DEL 28/02/2012 - 12:53
In vista del Verona Iachini raccoglie i cocci, ma lontano da Bogliasco c’è chi continua a piangere
Genova. Verona, Empoli e Sassuolo. Sono le avversarie che la Sampdoria affronterà nel giro di una settimana. La rincorsa a un piazzamento play-off passa da queste sfide. Si comincia sabato coi gialloblù. Mister Iachini sarà costretto a fare a meno dello squalificato Obiang; al suo posto, e quindi nelle vesti di regista, molto probabilmente giocherà Kristicic. Indicazioni positive arrivano da Eder. Il brasiliano sembra finalmente aver messo alle spalle l’infortunio, sabato farà il suo esordio a Marassi. Agli infortunati Pellè, Padalino, Castellini e Semioli ieri si è anche aggiunto Renan Garcia, che ha interrotto l’allenamento a causa di noie muscolari. Le sue condizioni sembrano preoccupare lo staff medico, Soriano l’eventuale sostituto, ma è certo che presentarsi alla sfida decisiva con Verona senza 2/3 di centrocampo non sarebbe un buon viatico.

Questo per quello che riguarda casa Samp, ma che cosa stanno facendo quei giocatori che sono stati spediti altrove? A ben guardare il loro ruolino di marcia lontano da Genova, sono pochi quelli che hanno ritrovato il sorriso.
Stagione da incubo per l’ex capitano. Dopo essere stato messo alla porta dalla società, Palombo si è ritrovato catapultato nella disastrosa realtà interista. Ha giocato contro Palermo e Roma, i nerazzurri ne hanno ricavato un solo punticino, ben 9 le reti subite. Non se lo merita ma la sfortuna sembra essersi accanita contro di lui. I tifosi nerazzurri più maliziosi lo additano come uno iettatore, colpa di quel numero 17 che il centrocampista si è portato dietro da Genova. Forse dimenticano che il naufragio interista è cominciato ben prima dell’arrivo di Palombo.

Parliamo poi di Maccarone. A Empoli è andato a caccia del gol perduto. Per i tifosi blucerchiati la sua cessione è stata una vera e propria liberazione. In azzurro ha ritrovato fiducia, gli sono bastate “solo” 3 partite per buttarla nel sacco avversario. Sembrava l’inizio di una nuova entusiasmante avventura ma un infortunio lo ha messo ko: starà ai box per circa un mesetto.
A Brescia sono finiti i vari Piovaccari, Foti e Accardi. In cambio sono arrivati Juan Antonio e Berardi. Nessuno pensa che la Samp ci abbia rimesso. Il pifferaio è stata forse la delusione più cocente dello scorso mercato estivo, nemmeno in Lombardia è stato capace di guadagnarsi un posto fisso in attacco. A questo punto è lecito pensare che i gol messi a segno con la maglia del Cittadella fossero solo il frutto del caso. Foti è l’eterna promessa, i vertici di Corte Lambruschini si erano però stufati di aspettarla. Tornando ad Accardi l’addio si era ormai reso inevitabile, il suo ciclo alla Samp era finito da un pezzo. Faceva tribuna a Genova, ne ha già fatta anche a Brescia. A lui l’impresa di accattivarsi le simpatie di mister Calori.

Indolore e sotto traccia la cessione del baby Signori spedito a Modena per farsi le ossa. Con la casacca blucerchiata non era riuscito a mettere nemmeno un piede sul verde del Ferraris.
L’unico che se la spassa è Dessena. È tornato a Cagliari e ha ripreso a trottare come un cavallo di razza. Mister Ballardini gli ha subito regalato una maglia da titolare; il centrocampista ha risposto con una serie di prestazione da urlo e una rete. In totale sono 9 i gettoni di presenza accumulati, tanto gli è bastato per diventare un elemento imprescindibile dell’undici titolare rossoblù.
Se non fosse che il suo nome viene tirato in ballo ogni volta che si parla di calcio scommesse sorriderebbe anche Bentivoglio. A Padova se lo coccolano tutti: allenatore, compagni e dirigenti. Sono già tre le presenze: per impegno e determinazione è sempre risultato uno dei più positivi dei suoi. Il centrocampista si gode il momento, nulla più. Il futuro potrebbe parlare “legalese”.
Redazione

FONTE: Genova24.it


Eder pian piano recupera: contro il Verona il blucerchiato vuole esserci a tutti i costi
Visa la squalifica di Obiang, tornerà titolare nella Samp Krsticic, ma potrebbe essere schierato dall’inizio uno tra Gentsoglu o Soriano. In avanti Pozzi.

28/feb/2012 13.48.00
Ottimismo Eder. La Sampdoria si prepara a ricevere al 'Ferraris' il Verona con il dubbio del brasiliano ex cesenate: "La caviglia fa meno male, è quasi guarita" ha affermato il brasiliano, dando così conforto a un Beppe Iachini che deve già tener conto dello stop di Renan, fermatosi ieri per un leggero fastidio muscolare che sarà valutato nei prossimi giorni.
LEGGI ANCHE...
E' febbre Azzurra: i tifosi abbracciano l'ItaliaOgbonna: "Questo Toro può stupire anche in A"
Samp, gabbia e recuperi per l'impresa playoffGuiao Marassi! Italia e Usa sfrattate...

Visa la squalifica di Obiang, tornerà titolare Krsticic ma potrebbe essere schierato dall’inizio uno tra Gentsoglu o Soriano. Munari completerà il reparto, mentre se il già citato Eder non dovesse farcela, in attacco si sarà la coppia Bertani-Pozzi con uno tra Juan Antonio e Foggia sulla trequarti.

Nelle ultime tre gare il club blucerchiato pare aver recuperato l'identità persa dodici mesi fa: contro il Torino è arrivata una sconfitta, ma la squadra ha retto l'urto granata fino agli ultimi minuti. Otto punti di distacco dalla zona playoff sono tanti, forse troppi. Ma battendo il Verona potrebbero, almeno in parte, riaccandersi le speranze dei tifosi desiderosi di rivedere la squadra nella massima serie.

FONTE: Goal.com


ALTRE NOTIZIE
Sampdoria, Renan salta il Verona. Eder resta in dubbio
29.02.2012 11.18 di Fabrizio Zorzoli
Brutte notizie per il tecnico della Sampdoria, Beppe Iachini, che per la sfida di sabato pomeriggio al Ferraris contro il Verona, oltre che dell'infortunato Padalino e dello squalificato Obiang, sarà privo - salvo sorprese dell'ultim'ora - anche del brasiliano Renan, che ha accusato un problema muscolare. Ancora da verificare l'effettiva disponibilità dell'attaccante Eder, che probabilmente sarà costretto a rimandare ancora l'esordio a Marassi con la sua nuova maglia. Il centravanti di Galatina, Graziano Pellè, sembra invece ormai pronto per indossare per la prima volta il blucerchiato.

SERIE B
ESCLUSIVA TMW - Bjelanovic: "A Verona sto bene, proviamoci"
28.02.2012 11.42 di Gianluigi Longari
Fonte: Raffaella Bon
Abbiamo intervistato l'attaccante del Verona Sasa Bjelanovic, uno degli artefici della bella stagione degli scaligeri, per il quale però a gennaio si era parlato di un possibile addio.
"C'è stato qualche interessamento ma la mia risposta è stata negativa, io volevo rimanere a Verona e giocarmi qualcosa di importante. Qui sto veramente bene".

La squadra è candidata ai play off con merito...
"E' una squadra che aveva buone basi già dall'anno scorso, visto che la maggior parte dei giocatori è la stessa che gioca anche quest'anno. Inoltre Verona ha grande entusiasmo nonostante sia una piazza esigente, l'ambiente è davvero molto carico".

Ora vi attendono due trasferte difficili
"Sì ma a volte è meglio così, il girone della serie B al ritorno è veramente duro perchè tutte le squadre hanno bisogno di fare punti e se giochi magari con squadre più deboli rischi di perdere le motivazioni condannandoti da solo. Con la Samp ed il Torino le motivazioni le hai altissime".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


HELLAS VERONA
Hellas Verona, Garella: "Spero di vedere in A sia scaligeri che Samp"
28.02.2012 18:05 di Federico Errante
Fonte: tuttohellas
Sampdoria-Verona è tante cose: uno dei big-match della 29^ giornata di Serie B, l'incontro tra due tifoserie storicamente amiche, la sfida tra due grandi decadute pronte al riscatto. Sampdoria-Verona però è anche un viaggio nella memoria per Claudio Garella, indimenticabile portiere dello scudetto gialloblù ed ex anche dei blucerchiati. Il Corriere Mercantile, in vista della partita di sabato, ha intervistato proprio 'Garellik' che si è lasciato andare ai ricordi degli anni passati: "Alla Samp giocai per la prima volta ad alto livello da titolare, a Verona ho vinto lo scudetto forse più bello del calcio italiano. Ma è passato tanto di quel tempo ormai"

Ce la farà la Sampdoria a tornare in Serie A?
"Può ancora succedere di tutto ma non è un buon segno che la Samp non sia ancora riuscita a vincere tre partite di fila. Davanti corrono, anzi volano, e sono in tante.

Compreso il neo promosso Verona
" Che ha attraversato e superato un mare di guai: la serie C, i play out sfiorati, i guai societari. Adesso il ritorno al grande calcio sembra vicino. Hanno cambiato poco rispetto al telaio della promozione, hanno voglia ed entusiasmo, in più la piazza è da Serie A".

Come finirà sabato?
"Spero soltanto che a fine anno tornino tutte e due in serie A, come accadde trent'anni fa"

LE INTERVISTE
Sampdoria, Pazzini: "I tifosi della Samp sono da Serie A"
29.02.2012 11:39 di Edoardo Repetto
Fonte: Goal.com
Un Pazzo a cuore aperto. E'visibilmente emozionato Giampaolo Pazzini per il suo ritorno sotto le quattro torrette rosse del Ferraris con la maglia della Nazionale. Testa all'Inter e all'Italia ma con al collo una sciarpa della Samp. “Quanti ricordi, quante emozioni. Alla Samp ho lasciato il cuore. Non si dimenticano due anni straordinari”, ha sussurrato il 7 azzurro a Matteo Gerboni del Corriere Mercantile. Eh già, caro Pazzo, come dimenticare quello stadio e tutte le volte che portavi le dita agli occhi dopo un gol...

“Quando posso seguo tutte le partite in televisione e ovviamente faccio il tifo - ha proseguito Pazzini - Mi dispiace vedere la Sampdoria in Serie B. Lo scorso anno quando è retrocessa ci sono rimasto malissimo. Il torneo cadetto è ancora molto lungo ma per esiste la possibilità di agganciare il treno del sesto posto. Sabato con il Verona si deve vincere poiché i tifosi blucerchiati meritano la Serie A”.

SAMPDORIA
Sampdoria, leggero fastidio per Renan
27.02.2012 19:47 di Edoardo Repetto
Fonte: Sampdoria.it
Due giorni abbondanti di riposo possono bastare. Da questo pomeriggio, mister Iachini è tornato a martellare i suoi ragazzi sul prato del "Mugnaini" di Bogliasco in vista del Verona. Assenti giustificati i quattro nazionali (Romero, Mustafi, Krsticic e Laczkó), buone notizie giungono dall'infermeria, completamente svuotata almeno in occasione della parte atletica (la più leggera) della seduta.

Durante le esercitazioni tecnico-tattiche il quintetto di convalescenti ha invece ripreso il lavoro differenziato: rischioso esporre subito i vari Castellini, Padalino, Semioli, Eder e Pellè a partitelle e velocità. Le loro condizioni saranno valutate ulteriormente durante il doppio allenamento di domani, martedì, al pari di quelle di Renan, che ha accusato un leggero fastidio muscolare.

HELLAS VERONA
Hellas Verona, i regali sono da sfruttare
27.02.2012 16:10 di Federico Errante
Fonte: tuttohellas
Natale è passato da poco più di due mesi, ma l'Hellas scarta con ritardo i suoi regali. Benefattore? Il week-end targato Serie Bwin. Già venerdì sera si erano verificate le prime avvisaglie. Pescara sconfitto in casa da una Reggina arrembante, che ritorna in corsa per i play-off. Si riprende poi sabato, con il pareggio ottenuto dall'Ascoli sul campo di uno spento Sassuolo, per terminare con il lunch match della domenica, dove un Brescia ritrovato crea malumori in casa Torino. E si sa, i regali più belli sono quelli inaspettati.

ASPETTANDO SAMP E TORO Ora toccherà all'Hellas. E gli stimoli verranno da soli. Da una parte c'è la possibilità di tornare in cima alla classifica, e dall'altra l'opportunità di dimostrare a tutti gli scettici che anche il Verona ha letto il manuale d'uso per battere le grandi della cadetteria. La truppa di Mandorlini, in quel di Genova, troverà una squadra ancora arrabbiata dal ko subito a Torino, vogliosa e pronta a riscattarsi davanti al proprio pubblico. Dall'altra parte ci sono i granata, squadra di vertice che potrà contare sull'esperienza di mister Ventura, abile a gestire sconfitte e momenti difficili.

A TUTTA BIRRA L'Hellas dovrà vincere le partite con la corsa. E la sosta è servita a mettere altra birra in corpo ai giocatori scaligeri. Le gambe cariche andranno ad aiutare l'entusiamo che viene dal pubblico e dalla posizione in classifica in cui la squadra di Mandorlni si trova a quattordici giornate del termine. Senza dimenticare un altro fatto. Recuperati tutti gli acciaccati, il tecnico ravennate ha potuto affrontare questa mini-preparazione con tutti i giocatori a disposizione. E poter puntare su ventitre effettivi, non è una fortuna che molti possono avere.

LE STATISTICHE AIUTANO Nove vittorie casalinghe consecutive. Neanche Cesare Prandelli c'era riuscito. Negli ultimi vent'anni, tutte le squadre che hanno tagliato questo traguardo sono riuscite a centrare la promozione nella massima serie. Solo due le eccezioni: la Samdporia di Ventura nella stagione 1999-2000, e la Triestina di Ezio Rossi nel campionato 2002-2003. E guardando il calendario, l'Hellas può portare avanti questo record contro il Vicenza. Sicuri che Mandorlini voglia perdere una partita così?

HELLAS VERONA
Hellas Verona, "Pronti allo sprint finale"
26.02.2012 15:05 di Federico Errante
Fonte: l'arena
Il manifesto degli ultimi play off ha ancora colori accesi. Un Verona dominante, tonico, sempre primo sulla palla. Ricordi freschi, soprattutto adesso. Corsi e ricorsi, impossibile non tornare un attimo indietro e allo stesso tempo non guardare avanti. Sole a Sandrà, la partita coi cechi del Vysocina Jihlava è appena finita. Ultima puntata di una settimana dura. Mauro Marini tira le somme dopo giorni intensi, prima del rettilineo d'arrivo. Sta bene l'Hellas, questo è sicuro. Percorso diverso rispetto alle dirette concorrenti. Loro a giocare recuperi, il Verona ad incamerare altra benzina.

SOTTO TORCHIO. «Ci sono pro e contro - racconta il preparatore atletico dell'Hellas -, le altre squadre con questo calendario hanno avuto il vantaggio di mantenere l'attenzione e l'intensità della partita, noi senza campionato abbiamo lavorato sotto altri aspetti. Ovviamente meno sotto il profilo nervoso, senza impegni ufficiali». Passano i giocatori, passa Mandorlini. Hellas pesante, ma era tutto previsto. «Un po' di stanchezza - ammette Marini - l'abbiamo accusata, dopo quattro allenamenti in due giorni. Normale». Il concetto l'aveva rafforzato Ferrari poco prima di entrare: «Abbiamo lavorato tanto, ci servirà per il finale di stagione». C'è da credergli, visti i disastri che Nicola combinò la scorsa primavera nelle aree di rigore avversarie. Gibellini, lì vicino, conferma: «Una settimana utile, senza dubbio. Da adesso in avanti la condizione fisica avrà la sua bella incidenza».

PROIEZIONI LARGHE. Sbagliato però andare troppo oltre, affiancare il Verona a quello che schiantò Sorrento e Salernitana. Così come pensare che il lavoro di adesso permetterà matematicamente di arrivare al top quando più serve. Solo luoghi comuni. «Voglio essere chiaro - continua Marini -, non si può ragionare nell'arco dei tre mesi. Il pensiero deve correre solo alla partita successiva, lavorando al meglio di settimana in settimana. Dall'anno passato a oggi il lavoro è più o meno quello, importante è dare continuità. Senza poter prevedere quel che accadrà oltre la prossima gara. Il lavoro d'estate? Solo un'opera di approccio, di adattamento al lavoro della settimana per un lungo periodo. Impossibile pensare di lavorare cinque o sei settimane per un'attività di nove mesi, semmai accade il contrario. Capita piuttosto di allenarsi nove mesi per un mese di attività».

MEGLIO CHE CURARE. Il programma tracciato da Marini ha consegnato a Mandorlini l'intera rosa in buone condizioni in un periodo strategicamente decisivo come questo. Senza veri infortuni muscolari, quelli che puoi anche neutralizzare in anticipo. Alla base di tutto c'è un preciso perchè. «Conta molto l'opera di prevenzione, è quasi tutto direi. Si lavora soprattutto su questo aspetto. I problemi muscolari non sono determinati da una causa sola, ma da parecchie sfaccettature. Dalla stanchezza alla poca abitudine al lavoro, fino alle caratteristiche personali. Un po' di stanchezza c'è, qualche problemino ce l'abbiamo. Niente di importante però, tantomeno assenze prolungate. Bene così».

GRUPPO COMPATTO. Va nello specifico Marini, dal particolare al generale. «Abbiamo giocatori di grande resistenza come Hallfredsson, ragazzi dai caratteri di forza più marcati come Tachtsidis, altri molto rapidi come D'Alessandro e Berrettoni, altri ancora con diverse caratteristiche fisiche importanti. Come Russo o Niccolò Galli. Un gruppo omogeneo, in cui le qualità dei singoli si compensano abbastanza bene. Importante è continuare così». Marini passa e chiude. Il suo Verona non smette mai di correre. Ora sotto con la Samp.

SAMPDORIA
Sampdoria, in vendita i biglietti per la sfida col Verona
27.02.2012 12:35 di Edoardo Repetto
Sabato, allo stadio L.Ferraris, la Sampdoria ospiterà l'Hellas Verona in una partita fondamentale per i sogni di Play-off dei blucerchiati. Anche se non si può trattare di uno scontro diretto visto che i veneti sono ormai troppo distanti dai liguri, il big-match della 29a della Bwin ci farà capire se il Doria è competitivo per puntare in alto. Dopo la sconfitta di Torino, rialzarsi è d'obbligo e farlo immediatamente ancora di più. Troppi punti sono stati lasciati sul terreno. Ora non si può più sbagliare, specialmente tra le mura amiche.

Per tutti i tifosi blucerchiati che volessero prendere parte all'incontro, a partire da questa mattina sono in vendita i biglietti. Consueti i canali di vendita: Sampdoria Point (via Cesarea e via Biancheri), Federclubs (via Casata Centuriona - escluso il giorno della gara), ricevitorie Lottomatica abilitate sul territorio nazionale e online su www.listicket.it (possibilità di stampare il biglietto da casa). Gli under-14 entrano gratis in Gradianta Nord e Distinti.

Nonostante ci sia un grande rapporto di amicizia tra le due tifoserie, la trasferta dei supporters dell'Hellas è aperta solo ai possessori della Tessera del Tifoso. 10 euro il prezzo di un ticket per il settore ospiti.

SAMPDORIA
Sampdoria, Chiesa: "Troppe occasioni sprecate, ai blucerchiati manca continuità"
26.02.2012 10:00 di Luca Iannone
Fonte: calcionews24.com
Dopo la sconfitta subita in casa del Torino, la Sampdoria di Iachini prova a far quadrato, cercando di capire cosa non va e cosa serve per raggiungere almeno i playoff. Una situazione spiacevole, se consideriamo che ad agosto tutti davano i blucerchiati come i grandi favoriti per il ritorno in A: adesso i punti sono 37 e ci sarà tutta una rincorsa da fare, già a partire dal big match di sabato 3 contro l’Hellas Verona. Per un commento sulla Sampdoria, calcionews24.com ha contattato l’ex attaccante Enrico Chiesa che ha rilasciato queste dichiarazioni:

"Credo che a questo punto sia inutile ripensare all’estate, a una Sampdoria che avrebbe dovuto vincere ad occhi chiusi il campionato. La serie B è un campionato tremendo, non si vince con facilità, ma con continuità, tenacia e tanta fatica. Per molti mesi la Sampdoria ha perso occasioni, in casa molto spesso ha deluso, fuori casa – a volte – è mancata la personalità. La situazione non è compromessa proprio perché parliamo di un campionato dal grande equilibrio, dove bastano 3-4 vittorie di fila per rientrare nel gruppo che punta alla serie A. Si ritorna alla famosa parola che ho utilizzato prima, la continuità, indispensabile: fare una striscia positiva è determinante, col Torino non ho visto una Sampdoria in difficoltà, la squadra ha lottato ed ha perso alla fine contro la capolista del campionato (in questo momento ndr). Sampdoria-Verona? Mi auguro di vedere presto queste due formazioni in serie A, intanto quella di sabato 3 sarà una sfida molto interessante".

FONTE: TuttoB.com


lunedì, febbraio 27th, 2012 | Posted by ferrantetommy
Sampdoria-Verona, nel segno del gemellaggio tra le due tifoserie
L’incontro di sabato che si disputerà al Luigi Ferraris di Genova vedrà protagoniste Sampdoria-Verona anche sugli spalti. Le due tifoserie infatti sono storicamente gemellate da diverso tempo e questo legame sarà di certo ulteriormente rinsaldato prima, durante e dopo il match. Tra le iniziative in programma una partita di calcetto tra i ragazzi del Sampdoria Club Canta nella Sud e dell’Hellas Firm che si svolgerà a Recco. A fine manifestazione verrà consumato un ricco pasto per poi dirigersi allo stadio per assistere alla partita dei propri beniamini.

lunedì, febbraio 27th, 2012 | Posted by Dandronaco
Sampdoria, gli infortunati tornano in gruppo. Problemi muscolari per Renan
Dopo un weekend di pausa, la Sampdoria torna ad allenarsi in vista della fondamentale sfida di sabato prossimo col Verona. Alla seduta di oggi erano assenti i quattro giocatori convocati nelle rispettive nazionali, Romero, Mustafi, Krsticic e Laczko. Sono confermate per Iachini le buone notizie dall’infermeria: sia Eder che gli altri quattro infortunati, Pellè, Semioli, Padalino e Castellini, sono in miglioramento e già oggi hanno svolto col resto del gruppo la prima parte dell’allenamento, quella atletica, prima di tornare a lavorare a parte quando si è passati agli esercizi tecnico-tattici. Saranno da valutare invece, a partire dalla doppia seduta di domani, le condizioni di Renan, che ha accusato un fastidio muscolare.

lunedì, febbraio 27th, 2012 | Posted by Orru
Sampdoria, Eder:”Presto arriverà il mio esordio a Marassi. Sto meglio”
L’attaccante della Sampdoria Eder scalpita e non vede l’ora di poter scendere in campo a ‘Marassi’ davanti al suo nuovo pubblico per la prima volta da quanto veste il blucerchiato. Complice l’infortunio patito a Grosseto non ha ancora avuto questa possibilità, ma come racconta lui stesso al quotidiano ”La Gazzetta dello Sport”, il suo debutto si avvicina:”Ho ancora fastidio soprattutto quando colpisco la palla di piatto, ma alla partita col Verona di sabato manca ancora qualche giorno e c’è tempo per recuperare al meglio. Tocco ferro, ma posso dire che è vicino l’esordio davanti al mio nuovo pubblico. Rispetto alla scorsa settimana va meglio, mentre prima della partita col Torino sentivo ancora molto dolore”.
di Marco Orrù

lunedì, febbraio 27th, 2012 | Posted by Orru
Sampdoria, Iachini ha scelto il sostituto di Obiang
Nella settimana che porterà la Sampdoria ad affrontare in successione Verona, Empoli e Sassuolo, il mister dei blucerchiati Iachini dovrà intercambiare i suoi uomini per avere sempre forze fresche. Cominciando a pensare alla prima partita in programma sabato prossimo, il tecnico marchigiano dovrà pensare alla sostituzione di uno dei uomini cardine del suo schema di gioco, Pedro Obiang, squalificato per una giornata. A prendere il suo posto in cabina di regia sarà con ogni probabilità il serbo Nenad Krsticic, già autore di 5 presenze finora in campionato.

In un intervista delle scorse ore, il ragazzo classe ’90 ha detto di essere disponibile a giocare in un ruolo che conosce bene per averlo fatto con la Nazionale giovanile serba. Ai suoi fianchi, come la solito, il brasiliano Renan e Munari, pronti agli inserimenti con o senza palla. Una flebile possibilità resiste ancora per quanto riguarda il greco Gentsoglou, che tuttavia non ha ancora avuto modo di esordire in maglia blucerchiata e difficilmente verrà buttato nella mischia in una partita così importante.
di Marco Orrù

domenica, febbraio 26th, 2012 | Posted by Dandronaco
Sampdoria, Eder verso il rientro per una settimana decisiva
La Sampdoria si prepara a ripartire dopo la sosta per quello che potrebbe essere un ciclo di partite decisivo per la stagione. I blucerchiati saranno attesi da una settimana particolarmente intensa, che si aprirà sabato 3 marzo a Marassi contro il Verona e si chiuderà sabato 10 con la trasferta col Sassuolo, con in mezzo il recupero della gara con l’Empoli che si giocherà martedì 6. Tre sfide nel giro di sette giorni che potrebbero dire la verità sulle possibilità della Samp di sperare quantomeno nei playoff. La buona notizia per Iachini è che sembra finalmente arrivato il turno di Eder.

L’attaccante brasiliano è arrivato a gennaio dal Cesena come il grande colpo che avrebbe dovuto rilanciare la squadra dopo una prima parte di stagione difficile, ma finora ha collezionato soltanto due presenze con la maglia blucerchiata prima di rimediare un infortunio alla caviglia nella gara contro il Grosseto dello scorso 4 febbraio. Dopo tre settimane di lontananza dai campi, però, l’attesa potrebbe essere finita: il giocatore sta meglio, è sulla via del recupero e sarà probabilmente a disposizione già per la sfida col Verona. E’ sicuramente una nota positiva per una squadra che però, al di là delle assenze, ha bisogno di trovare la continuità che quest’anno non ha mai avuto.

La sconfitta dell’ultimo turno contro il Torino ha impedito alla Samp di infilare la prima serie di tre vittorie di fila in questa stagione, dopo che anzi contro Grosseto e Albinoleffe erano arrivati i primi due successi consecutivi della gestione Iachini. Troppo poco per una squadra a cui la storia e il blasone impongono di tornare al più presto in Serie A.

domenica, febbraio 26th, 2012 | Posted by Alberto Bellotto
Verona, Marini: “Sosta? Ci sono pro e contro”
Continua il viaggio nello staff tecnico dell’Hellas Verona del quotidiano L’Arena. Dopo il vice Bordin e il preparatore dei portieri Morini, il quotidiano veronese ha intervistato il preparatore atletico Mauro Marini che ha parlato della sosta e del lavoro svolto dall’Hellas: “Sosta? Ci sono pro e contro le altre squadre con questo calendario hanno avuto il vantaggio di mantenere l’attenzione e l’intensità della partita, noi senza campionato abbiamo lavorato sotto altri aspetti. Ovviamente meno sotto il profilo nervoso, senza impegni ufficiali” ha detto Marini che ha poi spiegato l’importanza del lavoro da fare partita dopo partita: “Voglio essere chiaro non si può ragionare nell´arco dei tre mesi. Il pensiero deve correre solo alla partita successiva, lavorando al meglio di settimana in settimana”.

Il preparatore ha poi parlato anche del confronto con la passata stagione stabilendo la necessità di avere la giusta continuità: “Dall´anno passato a oggi il lavoro è più o meno quello, importante è dare continuità. Senza poter prevedere quel che accadrà oltre la prossima gara”. Nell’attuale fase del campionato Mandorlini ha a disposizione la rosa senza particolari assenze o gravi inforni e questo è anche merito della preparazione: ”Conta molto l’opera di prevenzione, è quasi tutto direi. Si lavora soprattutto su questo aspetto. I problemi muscolari non sono determinati da una causa sola, ma da parecchie sfaccettature. Dalla stanchezza alla poca abitudine al lavoro, fino alle caratteristiche personali. Un po´ di stanchezza c´è, qualche problemino ce l´abbiamo.

Niente di importante però, tantomeno assenze prolungate” ha spiegato ancora Marini. In conclusione il preparatore ha parlato dei giocatori evidenziando i pregi dei vari reparti: “Abbiamo giocatori di grande resistenza come Hallfredsson, ragazzi dai caratteri di forza più marcati come Tachtsidis, altri molto rapidi come D’Alessandro e Berrettoni, altri ancora con diverse caratteristiche fisiche importanti. Come Russo o Galli. Un gruppo omogeneo, in cui le qualità dei singoli si compensano abbastanza bene. Importante è continuare così” ha concluso il preparatore.

FONTE: SerieBNews.com


Ferrari guida l'assalto alla Samp: «Attenti all'Hellas»
LA GRANDE SFIDA. Cresce l'attesa per la partita con i blucerchiati. «Con il Torino i doriani sono la squadra più forte di B ma devono vincere a tutti i costi per restare in corsa e questa può diventare un'arma a doppio taglio»

29/02/2012
Non segna da un mese e mezzo ma Nicola Ferrari non perde la serenità. L'ultimo gol a Pescara, nella sfortunata trasferta in terra abruzzese contro i biancazzurri di Zeman. Poi il black out ma il granatiere gialloblù ha sempre offerto prestazioni importanti al centro dell'attacco gialloblù, una pedina fondamentale nello scacchiere di Mandorlini. «Ho la fiducia del mister e dei compagni - ammette Ferrari - e questo mi dà una grande carica. Il gol è importante per una punta ma so che prima o poi arriverà».

Magari sabato con la Sampdoria... «Una partita molto difficile, troviamo una delle corazzate del campionato - spiega Ferrari - ma finora i blucerchiati non hanno espresso tutte le proprie potenzialità. Dopo la sconfitta con il Toro sono caduti ancora più in basso ma inseguono sempre i play off, sanno che possono arrivare ai play off anche dalla porta di servizio e una vittoria con l'Hellas potrebbe rilanciarli». Sulla carta la Samp è la squadra più forte del campionato, la classifica non dice questo. «In effetti hanno qualche punto in meno di noi - continua l'attaccante del Verona - ma sono veramente molto forti, li metterei alla pari del Torino, Però, come avete visto, non sempre vinci il campionato con i nomi, con i giocatori importanti. L'Hellas è un esempio, il gruppo è fondamentale, grinta e determinazione possono fare la differenza».

Avete già trovato la Sampdoria due volte, pareggio in campionato e pareggio nell'amichevole estiva. «Una bella partita, la ricordo bene - sorride Ferrari - in quell'occasione ho capito che stavamo crescendo bene, avevamo voglia di confrontarci con loro, una squadra appena promossa dalla C che trovava una formazione retrocessa dalla A. Un test importante per tutti. Adesso le cose sono decisamente cambiate». In effetti la squadra di Iachini si gioca tutto. O quasi. «Devono vincere a tutti i costi - continua Ferrari - per non perdere l'ultimo treno verso la A ma può essere un'arma doppio taglio. Loro devono attaccare, scoprirsi, dovranno lasciare un po' di campo. Se noi siamo bravi a chiudere i varchi e ripartire possiamo toglierci qualche soddisfazione».

Com'è giocare a Marassi? «Molto bello, ci sono già stato - ammette - respiri aria di grande calcio. Adesso mi hanno detto che hanno fatto il manto nuovo, ci sono tutti i presupposti per andare a fare una bella partita». L'anno scorso Ferrari è stata l'arma in più per il Verona nella fase finale del campionato. A chi toccherà quest'anno? «Non lo so, spero che tocchi a un attaccante - conclude la punta dell'Hellas - dovrebbe trovare il gol con continuità, così potrebbe fare la differenza. L'anno scorso, dopo il primo gol, dissi: adesso mi sono sbloccato, il bello deve ancora venire. Quest'anno abbiamo già fatto vedere qualcosa di bello ma abbiamo ancora quattordici partite per fare ancora meglio».
Luca Mantovani

Varese, un codice etico sul contratto dei tesserati
29/02/2012
Il Varese farà sottoscrivere un codice etico a tutti i suoi tesserati che verrà inserito nel contratto sottoscritto con il club. «Lo scandalo del calcioscommesse mi ha turbato - spiega il presidente Antonio Rosati - anche perchè nella scorsa stagione, nella quale abbiamo partecipato ai playoff per la A, sono state promosse società che, alla luce delle recenti indagini della magistratura ordinaria, sembra non siano state del tutto pulite». Nella clausola contrattuale - finora è stata inserita solo nel contratto di Emanuel Rivas, uno degli acquisti di gennaio, ma a breve verrà sottoscritta da tutti gli altri tesserati biancorossi - il giocatore «dichiara di non essere a conoscenza di alcun tipo di procedimento di giustizia sportiva a suo carico e di non avere mai posto in essere condotte riconducibili ad alcuna forma di illecito sportivo». Inoltre la società metterà a disposizione dei tesserati una consulenza legale specializzata in diritto sportivo e diritto penale. Il calciatore, in caso di coinvolgimento a qualsiasi titolo in una indagine di giustizia sportiva o ordinaria, deve però impegnarsi «ad attivare tale servizio di consulenza giuridica senza alcun ritardo, con il diritto di integrarla con un proprio legale di fiducia».

EMIL IN NAZIONALE. Continua la preparazione del Verona in vista della partita con la Sampdoria, seconda seduta di allenamento settimanale per la squadra gialloblù. Ieri pomeriggio a Sandrà riscaldamento, tattica e partitella. Sempre assenti Emil Hallfredsson chiamato dalla nazionale islandese e Panagiotis Tachtsidis convocato dall'Under 21 greca.

TIFOSI IN TRASFERTA. Il Calcio Club Bar dalla Teresa di Via Albere, in collaborazione con il Nuovo Coordinamento organizza la trasferta di Genova per la partita tra Samp e Verona. Informazioni al 346. 7154468 (Benny) 347. 3906423 (Carla) o direttamente alla sede del club. Organizzano inoltre la trasferta «Razza Gialloblù» di Roverchiara. Informazioni al 333. 9842922 (Yari), Osteria «Le Petarine», Info allo 045 594453 oppure al 347. 4043889 (Paola), «Will never walk alone» di Bovolone, info al 338. 8382339 (Enrico), il Calcio Club Butei Cin Cin info al 348. 4743504 (Bresi).A.D.P.

Tre mesi di fuoco, parte la volata dell'Hellas
ANCORA QUATTORDICI PARTITE. Resta un terzo di campionato da giocare. Subito due trasferte impegnative per Ceccarelli e compagni poi il derby del Bentegodi. Obiettivo puntato sulla sfida di sabato con i doriani: «Hanno avuto qualche problema ma sono fortissimi Il futuro? Faremo i conti dopo la gara con il Vicenza»

28/02/2012
Quattordici partite ancora da giocare, due terzi di campionato sono già alle spalle dell'Hellas. I gialloblù preparano la volata finale, dalla sfida con la Sampdoria alla trasferta di Modena del 27 maggio, saranno tre mesi di fuoco per Ceccarelli e compagni. In estate Andrea Mandorlini aveva detto che si poteva fare un bilancio a due terzi del torneo - quindi proprio adesso - ma sei mesi fa le prospettive e i progetti del Verona erano completamente diversi. Allora si pensava soprattutto alla salvezza, adesso la truppa di Mandorlini è terza in classifica, in piena lotta per la promozione.

ORGOGLIO DORIANO. In attesa dei tre posticipi che si andranno in scena questo pomeriggio (Sampdoria-Empoli, Modena-Padova e Pescara-Juve Stabia) la serie B sposta già l'attenzione sull'ottava giornata di ritorno in programma sabato prossimo. Dopo quindici giorni di riposo subito un impegno molto delicato per l'Hellas che dovrà affrontare al Marassi la Sampdoria di Beppe Iachini. Ex giocatore dell'Hellas con Bagnoli in panchina, qualche anno da Iachini ha allenato anche il Chievo e l'ha portato dalla B alla A. Il club doriano l'ha chiamato a stagione iniziata per sostituire Atzori ma il tecnico marchigiano non ha portato la svolta che tutti si aspettavano. L'ultimo ko con il Torino ha allontanato ancora una volta la Samp dalal zona play off ma la squadra ligure ci spera sempre, sa che potrebbe essere l'ultimo treno per la A e una vittoria con il Verona rilancerebbe le ambizioni dei blucerchiati.

PERICOLO TORO. Da prendere con le molle anche la sfida con il Torino che si giocherà lunedì 12 marzo in posticipo. I granata sono ancora in vetta alla classifica ma la sconfitta con il Brescia ha lasciato l'amaro in bocca a mister Ventura - un altro ex sulla strada dei gialloblù - che inseguiva un risultato positivo per staccare le dirette concorrenti. Oltretutto sabato prossimo Bianchi e soci dovranno giocare ancora in trasferta, con il Grosseto, e ci sono tanti rischi dietro l'angolo. Magari proprio il Verona potrebbe pagare le conseguenze della rabbia granata.

ARIA DI DERBY. Due trasferte da brividi e poi il derby con il Vicenza. Si giocherà sabato 17 marzo al Bentegodi. Anche i biancorossi hanno un ex gialloblù in panchina, quel Gigi Cagni che non ha lasciato tanti amici in riva all'Adige. All'andata finì due a uno per i biancorossi ma il pareggio poteva essere il risultato più giusto. Nella gara di ritorno il Vicenza trova un Verona diverso, molto più convinto dei propri mezzi. Ovviamente il derby è solo il derby ma questa volta l'Hellas avrà qualche stimolo in più per strappare i tre punti. «Dopo il derby faremo due conti», ha ripetuto in più di un'occasione il mister.

VERSO IL TRAGUARDO. Anche perchè dopo la sfida con il Vicenza mancheranno solo undici gare alla fine, lo striscione del traguardo sarà ancora più vicino. Cinque partite al Bentegodi e sei in trasferta. In casa il Verona dovrà affrontare tre squadre senza troppe pretese come Cittadella e Bari, una in lotta per non retrocedere come l'Empoli e un'altra che potrebbe essere ancora in corsa per i play off. Più difficile la strada in trasferta con tre impegni delicati anche dal punto di vista ambientale - Nocera, Crotone e Reggio Calabria - la sfida con il Brescia in grande spolvero, le partite con Albinoleffe e Modena sempre a caccia di punti per non cadere in serie C. Ovviamente sono considerazioni che vengono fatte «sulla carta», in campo è tutta un'altra cosa ma non si può dimenticare che nel girone d'andata, dalla dodicesima alla ventesima, l'Hellas ha centrato otto vittorie consecutive, dall'undicesima - pareggio in casa con la Nocerina - alla ventunesima ha messo insieme undici risultati positivi. Oltretutto, dopo la partita con il Torino, il Verona avrebbe incontrato tutte le quattro squadre che in questo momento occupano le prime posizioni di classifica. Gli scontri diretti che si giocheranno nei prossimi mesi potrebbero regalare un sorriso in più all'Hellas.
Luca Mantovani

«Il sogno? Il Barcellona al Bentegodi»
CALCIO & SOLIDARIETÀ. Gli Ex Gialloblù sono stati ricevuti a Palazzo Barbieri dopo aver conquistato il Premio Bearzot
La soddisfazione di Franco Nanni «Un riconoscimento a tutta la città»

29/02/2012
«Il sogno? Portare un giorno il Barcellona al Bentegodi». Perchè no? Franco Nanni ieri era un uomo felice. La sua Assocazione, quella degli ex calciatori del Verona Hellas, è stata premiata a Coverciano con il premio Bearzot. Una borsa di studio di 25mila euro. Grasso che cola per un gruppo di amici ritrovatisi insieme per un nobile fine: aiutare chi ne ha bisogno. L'opera buona è iniziata tempo fa. E ha attecchito da subito. L'assistenza e la tutela degli ex gialloblù non è passata inosservata. E la Onlus nata da un'idea dell'ex terzino del Verona, sul modello già esistente al Barcellona, ha fatto parlare anche la Federcalcio. Gli effetti immediati? L'assegnazione di questo prestigiosissimo premio. Un punto di partenza. Non certo d'arrivo. Ieri in Sala Arazzi l'Amministrazione Comunale, presente l'Assessore allo Sport Federico Sboarina, ha voluto celebrare degnamente questo felice evento. Presenti, tra gli altri, Bagnoli, Penzo, Mascetti, Sacchetti, Selmo, Castellini, Guidotti, Sirena e naturalmente lo stesso Nanni.

«I meriti non sono mai di una persona sola, ma del gruppo – ha sottolineato proprio Nanni -. Nel nostro animo avevamo un'obbiettivo: fare del bene alle persone che ne hanno bisogno. Adesso sanno tutti chi siamo, visto che l'Assocazione è stata premiata dai vertici della Federazione davanti a tutti gli allenatori italiani. Alfonseda, presidente della Fondazione Barcellona, presente anche lui alla premiazione, ha detto che loro non sono riusciti a fare in molti anni quello che a noi è riuscito in due anni. La prima persona che abbiamo aiutato è stata Carla, la nostra magazziniera storica. Ha uno stipendio di 650 euro e ne pagava 300 d'affito. Ci siamo sentiti in dovere di tendere una mano subito a lei. Non facciamo distinzioni di nessun tipo. Aiutiamo che è giusto aiutare». Gigi Sacchetti, ex centrocampista del Verona scudettato ha portato la sua testimonianza: «È stato premiato l'impegno di due anni di lavoro. Ma credo che arriveranno altre soddisfazioni».

Insieme a Sacchetti pure Nico Penzo: «Al di là del valore del premio, ci ha colpito la sensibilità avuta dalla Federazione nei nostri riguardi, e questo ci appaga molto di più della somma che ci è stata devoluta. Il denaro, naturalmente, verrà utilizzato nel miglior modo possibile, trovando al più presto situazioni 'mirate' sulle quali intervenire. Destinare del tempo ad altri credo sia cosa bella». L'Assessore Federico Sboarina non può che esprimere soddisfazione: «Ringrazio Franco Nanni e tutti gli altri ex giocatori dell'Hellas perchè hanno messo in piedi qualcosa di incredibile. A Coverciano sono state spese parole bellissime per loro dap arte di una giuria molto qualificata. Il presidente della Federazione Abete ha avuto parole di elogio. Verona oggi è fiera di questi signori». Novità: a breve la sede degli Ex Calciatori verrà trasferita all'interno di uno spazio ricavato al Bentegodi. La storia che incontra la storia. Aspettando gli amici del Barcellona. Per una grande festa, per un incasso di solidarietà.
S.A.

Il «premio Bearzot» agli Ex Gialloblù
CALCIO E SOLIDARIETÀ. L'associazione Onlus fondata da Franco Nanni ha ricevuto il riconoscimento dedicato al Vecio
«Sono felice, un orgoglio per l'associazione e la città E Guidolin mi ha detto che si iscriverà anche lui»

28/02/2012
Una sorpresa, una certezza, una conferma. Chi lavora di cuore spesso viene premiato. Ieri a Coverciano, nella giornata dedicata all'assegnazione della panchina d'oro, è stata premiata anche l'Associazione Ex calciatori Hellas Verona. La Federcalcio ha deciso, infatti, di assegnare alla Onlus nata da un'idea di Franco Nanni, e cresciuta grazie alla collaborazione fattiva di Maddè, Fanna, Mascetti, Bagnoli e tanti altri ex, la borsa di studio intitolata ad Enzo Bearzot. Era la prima volta. E si voleva iniziare nel modo migliore, onorando in maniera degna la memoria del «Vecio».

E così, dunque, la commissione composta dall'ex portiere Dino Zoff e dai giornalisti Alberto Cerruti e Gigi Garanzini ha deciso di consegnare l'assegno di 25mila euro proprio ai veterani del Verona definiti «in perfetta sintonia con la sensibilità umana e sociale dell'indimenticabile cittì azzurro». Quest'oggi la sala Arazzi del Comune di Verona ospiterà degnamente la delegazione degli ex gialloblù per celebrare ulteriormente anche nella nostra città il premio assegnato ai veterani. Non esistono limiti quando il richiamo che arriva dal mondo dello sport sfocia nel sociale.

L'Assocazione degli Ex calciatori dell'Hellas, ispirata a quella del Barcellona esistente da ormai 50 anni, aiuta le persone in difficoltà passate dal mondo Hellas. E l'opera di volontariato iniziata da Nanni e da tanti ex gialloblù non è passata di certo inosservato. Questo riconoscimento ne è piena testimonianza. Nanni è entusiasta. «Voglio dividere questa grande soddisfazione con tutti. Alla premiazione abbiamo raccolto i complimenti del presidente Abete, di Zoff, degli allenatori intervenuti per la consegna della 'panchina d'oro'. Ha vinto Guidolin, un ex gialloblù. E proprio Francesco, venuto a conoscenza di questa nostra iniziativa, ci ha detto di voler entrare a far parte dell'Associazione.

Da Barcellona è arrivato pure Alfonseda, presidente dei veterani blaugrana. Loro in questo momento stanno aiutando addirittura 34 ex. I tesserati donano il loro 0,50 per cento. Alla morte dell'assistito il contributo resta alla vedova. Credo che questo sia il modo vero di fare solidarietà. E il premio rappresenta l'orgoglio di tutti noi, dell'Hellas e della città di Verona. I rappresentanti della Federazione continueranno a seguirci e noi cercheremo di aiutare sempre chi ne ha bisogno. L'incontro di Verona servirà a ringraziare tutti e a portare una testimonianza importante. L'Onlus ha già aiutato Calloni finito in depressione dopo una doppia ischemia. Ad altri abbiamo dato soldi per trovare casa o rifarsi i denti. In fondo a fare del bene non si sbaglia mai».
S.A.

FONTE: LArena.it





[OFFTOPIC]
NBA: BELINELLI illude gli HORNETS che a Chicago sfiorano il colpaccio! MAVERICKS e CLIPPERS perdono in casa...
LEGA PRO: Caos a FOGGIA! Aggredito il portiere GINESTRA che orna a casa...
PREMIER LEAGUE:Il TOTTENHAM segna e l'arbitro esulta (o no?) Il CHELSEA si riscatta... 3-0 al BOLTON!
AMICHEVOLE ITALIA-USA, ecco i convocati di mr. PRANDELLI...
REAL MADRID ECCO IL NUOVO NEYMAR! Il baby fenomeno si chiama PETY e ha solo 13 anni...
SCI: Max BLARDONE trionfa in gigante, MERIGHETTI terza nel SuperG!
RUGBY 6 NAZIONI: L'ITALIA stavolta è vittima del'IRLANDA, finisce 42 a 10 per i padroni di casa...
SERIE A: Tra MILAN e JUVE vincono polemiche e veleni! E Pellegatti offende (pesantemente) CONTE in diretta...
ALTRA TRAGEDIA NEL MOTOCICLISMO: Dopo il 'Sic' a lasciarci le penne, stavolta nel campionato nazionale australiano di Superbike, è un ragazzino appena 17enne
VITA DA EX: 'Pixie' STOJKOVIC vittima di una granata lanciata dai tifosi della STELLA ROSSA nella sua casa in Serbia! Tanta paura ma fortunatamente nessuna conseguenza!
RECUPERI SERIE B: TORINO e PESCARA perdono, il SASSUOLO pareggia

INSULTA CONTE DURANTE MILAN-JUVE: TAPIRO PER CARLO PELLEGATTI -VIDEO
Martedì 28 Febbraio 2012 - 18:41
ROMA - Tapiro più che meritato per il giornalista di Mediaset Premium Carlo Pellegatti, che sabato sera, a margine della partita Milan-Juventus, aveva pesantemente insultato Antonio Conte, dandogli, tra le altre cose , del "malato mentale". "Cazzo rompi i coglioni?" ha urlato il giornalista, pensando di essere fuori onda, all'indirizzo del tecnico. Per questa perfomance tutt'altro che edificante, Valerio Staffelli gli ha consegnato un Tapiro rossonero.
Pellegatti ha accettato il premio: «Ho fatto una figuraccia», ha detto nella puntata in onda stasera su Canale 5. A Striscia il giornalista ha poi spiegato: «È stata mandata la pubblicità e io mi sono sentito libero. Mi sono arrabbiato con Conte, però hanno sentito tutti. Non è stato un grande esempio, ho già chiesto scusa all'allenatore della Juve».

BELI ILLUDE GLI HORNETS, VINCE CHICAGO. DALLAS E CLIPPERS PERDONO IN CASA -VIDEO
Mercoledì 29 Febbraio 2012 - 10:41
CHICAGO - Marco Belinelli e New Orleans sfiorano il colpaccio a Chicago. La regular season Nba riprende dopo la pausa per l'All Star Game e gli Hornets (8-26) vengono sconfitti per 99-95 sul campo dei Bulls (28-8). Belinelli, titolare per 23'58'', non incanta con 6 punti e 3/7 dal campo. La guardia bolognese, però, realizza il canestro che a 2'11'' dalla sirena (93-91) porta avanti New Orleans.
Gli Hornets, sotto di 11 all'inizio del quarto periodo, volano a +4 (95-91) coronando un parziale di 13-0. Chicago si scuote e, guidata da Derrick Rose (32 punti e 9 assist), risponde con un 8-0 decisivo. I tori, con un ottimo Joakim Noah (15 punti e 16 rimbalzi), si salvano. Perde Belinelli in campo e perde Andrea Bargnani senza giocare. I Toronto Raptors (10-24), ancora privi del 'mago', perdono 88-85 sul campo degli Houston Rockets (21-14) di Kyle Lowry (26 punti).

Passo falso casalingo dei Dallas Mavericks (21-14): i campioni in carica cedono 93-92 ai New Jersey Nets (11-25), che si godono il ritrovato Brooke Lopez (38 punti). I 30 punti di Blake Griffin e i 27 di Chris Paul on bastano ai Los Angeles Clippers (20-12), superati in casa per 109-97 dai Minnesota Timberwolves (18-17) trascinati da Derrick Williams e Michael Beasley (27 punti a testa). Brutte notizie, invece, per i Los Angeles Lakers. Kobe Bryant è tornato dall'All Star Game con il naso rotto, già operato, e con una commozione cerebrale: la star potrebbe prolungare la pausa di metà stagione.

I RISULTATI I risultati delle partite della regular season Nba: Cleveland Cavaliers-Boston Celtics 83-86; Indiana Pacers-Golden State Warriors 102-78; Detroit Pistons-Philadelphia 76ers 68-97; Chicago Bulls-New Orleans Hornets 99-95; Houston Rockets-Toronto Raptors 88-85; Dallas Mavericks-New Jersey Nets 92-93; Sacramento Kings-Utah Jazz 103-96; Los Angeles Clippers-Minnesota Timberwolves 97-109.

PREMIER, BUFERA SULL'ARBITRO DEAN: "HA ESULTATO AL GOL DEL TOTTENHAM" -VIDEO
Mercoledì 29 Febbraio 2012 - 15:24
LONDRA - Chi ha detto che solo in Italia si creano inutili polemiche intorno agli arbitri a differenza del calcio anglosassone? Se, qui da noi, da giorni si discute degli errori in Milan-Juventus, in Inghilterra si parla solo di Mike Dean, 43enne esperto fischietto della Premier League, impegnato nel delicato derby tra Arsenal e Tottenham. Nella gara, che ha visto la grande rimonta dei 'Gunners' dallo 0-2 al 5-2, è infatti accaduto un episodio curioso: al gol del vantaggio di Luis Saha, infatti, Dean segue l'azione e rallenta con un movimento molto strano una volta che il pallone entra in rete. Secondo molti, Dean avrebbe infatti celato, e neanche troppo bene, un accenno di esultanza. Vista anche la tradizione negativa che l'Arsenal aveva prima del match di sabato con questo arbitro, le polemiche sono state anche amplificate. Il video non chiarisce se Dean abbia effettivamente esultato o meno: a voi lettori-utenti l'ardua sentenza...

CRISI FOGGIA, GINESTRA TORNA A CASA A PESARO. CASILLO ACCUSA LA STAMPA
Mercoledì 29 Febbraio 2012 - 17:45
FOGGIA - Il portiere 33enne del Foggia Paolo Ginestra, aggredito ieri pomeriggio nel corso di un allenamento da alcuni tifosi rossoneri, ha lasciato Foggia per tornare a Pesaro, sua città natale, e trascorrere lì, in tutta tranquillità, la convalescenza durante la quale deciderà se tornare a giocare nel capoluogo dauno. Per ora, secondo quanto affermato dall'addetto stampa della società pugliese, Ginestra non ha presentato denuncia contro i suoi aggressori: l'aggressione, tuttavia, deve essere segnalata alle forze di polizia dai medici intervenuti per medicare l'aggredito. «È il momento di far decantare la situazione, di stare in silenzio ed evitare azioni affrettate», fanno sapere dalla società. Il patron dell'Us Foggia, Pasquale Casillo, non fa dichiarazioni e spera che la situazione si normalizzi al più presto. Pasquale Casillo irruppe ieri in sala stampa, durante la conferenza stampa dell'allenatore, Paolo Stringara, per accusare i giornalisti di aver fomentato la protesta dei tifosi dopo i pessimi risultati della squadra negli incontri dell'ultimo mese.

Un intervento, quello di Pasquale Casillo, che ha a sua volta provocato un intervento dell'Unione stampa sportiva regionale, che ha giudicato «inopportuno e aggressivo» l'atteggiamento «della dirigenza dell'Us Foggia». I giornalisti sportivi chiedono «che venga ricambiata la professionalità ed il rispetto che fino ad oggi hanno garantito alla dirigenza rossonera» e auspicano che «l'Us Foggia trovi il modo di fare pubblica ammenda e manifestare le proprie scuse per il comportamento della propria dirigenza, così da lasciarsi alle spalle l'increscioso episodio». Per i giocatori parla il capitano Riccardo Perpetuini. «La squadra - dice - si sente molto vicina a Paolo. Tutti noi speriamo che receda dalla volontà di andare via e che continui a darci ancora una mano».

BORINI IN NAZIONALE: LA LISTA DEI CONVOCATI CONTRO GLI USA
Domenica 26 Febbraio 2012 - 20:07
ROMA - C'è anche Fabio Borini, a quanto apprende l'ANSA, nella lista dei convocati azzurri per l'amichevole di mercoledì prossimo a Genova con gli Stati Uniti. È questa la grande novità delle scelte del ct Cesare Prandelli per il primo impegno della Nazionale nell'anno degli Europei.

I CONVOCATI Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Paris St. Germain), Viviano (Palermo); Difensori: Abate (Milan), Astori (Cagliari), Balzaretti (Palermo), Barzagli (Juventus), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Criscito (Zenit San Pietroburgo), Maggio (Napoli), Ogbonna (Torino); Centrocampisti: De Rossi (Roma), Marchisio (Juventus), Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Paris St. Germain), Nocerino (Milan), Pirlo (Juventus); Attaccanti: Borini (Roma), Giovinco (Parma), Matri (Juventus), Pazzini (Inter).

IL REAL MADRID PRENDE IL 13ENNE PETY. TUTTE LE MAGIE DEL "NUOVO NEYMAR" -VIDEO
Martedì 28 Febbraio 2012 - 12:20
SAN PAOLO - Il "nuovo Neymar" sbarca a Madrid, sponda Real. La squadra di Mourinho ha messo le mani su un giovanissimo promettente, cercando di emulare il successo Messi dei rivali del Barcellona. Il baby fenomeno è Pety, un mancino di 13 anni. Come Neymar nel 2008, Luis Henrique dos Santos detto 'Pety' ha appena superato un periodo di prova di cinque giorni nelle categorie di base e gli esami medici nel club merengue. Ma invece di essere scoperto dagli osservatori madrileni, Pety è stato portato in Europa dal Betis, che però poi non è stato in grado di pagare le spese di trasferimento dal Brasile della famiglia Dos Santos.

Così si è fatto avanti il 'talent scout' delle categorie di base del Real, Paco di Gracia Munoz. È stato il padre del ragazzo, Amaro, a mettere in rete su YouTube sin dal 2009 le prodezze del figlio come trequartista offensivo nell'Olè Brasil, un club specializzato nel lancio di nuovi talenti. In attesa di trasferirsi nella capitale spagnola, la nuova speranza brasiliana si allena a Belo Horizonte con i giovani del Cruzeiro. Pety si è messo in luce nel Corinthians di Alagoas, il poverissimo stato del Nordest brasiliano dove è nato.

PREMIER LEAGUE: RISCATTO CHELSEA, 3-0 AL BOLTON
Sabato 25 Febbraio 2012 - 19:54
Nella 26a giornata di Premier League, il Chelsea di Andre Villas Boas dimentica la brutta prestazione in Champions al San Paolo e si riscatta a Stamford Bridge contro il Bolton penultimo in classifica. A sbloccare il risultato, al 48', è stato David Luiz, uno dei peggiori in campo a Napoli, che servito da Drogba batte Bogdan. L'attaccante ivoriano dei Blues ha poi svestito i panni dell'assistman e ha raddoppiato al 61' su assist di Frank Lampard, che poi, al 79', riceve da Mata e fissa il risultato sul 3-0.

Rinviato il derby tra Liverpool ed Everton, tra gli altri risultati sorprende il Newcastle, fermato in casa sul 2-2 dal modesto Wolverhampton Wanderers. Il West Bromwich Albion ha surclassato in casa, 4-0, il Sunderland, mentre il Fulham ha vinto di misura in casa del Queen's Park Rangers. Continua la crisi dell'Aston Villa, bloccato fuori casa sullo 0-0 dal Wigan fanalino di coda.
Domani giocheranno il Manchester United (in casa del Norwich), lo Stoke City (in casa con lo Swansea) ma soprattutto il big match Arsenal-Tottenham, una delle tante stracittadine londinesi.

SCI, FENOMENO BLARDONE: SECONDO SUCCESSO IN COPPA. "HO 33 ANNI MA MIGLIORO ANCORA"
Lunedì 27 Febbraio 2012 - 08:13 di Marco Lobasso
ROMA - Brilla lo sci azzurro, dalle Alpi svizzere alla Bulgaria: Max Blardone trionfa nel gigante di Crans Montana, Daniela Merighetti è terza a Bansko, a un soffio dall’imbattibile americana Vonn. Una domenica da ricordare, soprattutto per Blardone, alla seconda vittoria stagionale in Coppa. A 33 anni il piemontese si conferma uno dei più forti specialisti del mondo: 2 successi, 4 podi e il terzo posto nella classifica di specialità (alle spalle dell’austriaco Hirscher e dell’americano Ligety). E c’è ancora un mese di gare fino a metà marzo.
«Prima Cuche, poi io: vinciamo noi over 30 perché siamo i più esperti nel circo bianco. Sono al massimo della mia condizione, anzi cresco. E alla mia età è eccezionale».

Il 9 aprile Max diventerà padre, intanto vince: ieri a Crans ha conquistato il 7° titolo in carriera (con 24 podi). All’arrivo ha festeggiato con il suo gesto portafortuna, mimando con i bastoncini da sci un arciere che scocca una freccia, poi l’abbraccio dei tifosi e dei tantissimi italiani. Dopo la prima manche l’azzurro era secondo a soli 2 centesimi da Hirscher; poi, la discesa perfetta, su una pista morbida che ha tradito in molti ma non Max (2’33”77 il totale, con Hirscher a 16 centesimi).
«E’ un anno magico, il cambio dei materiali, l’arrivo del mio primo figlio, i risultati che arrivano. Voglio continuare ancora per molto». Unico neo, non c’è ancora una sponsor che creda in lui ma, a suon di vittorie, qualcosa cambierà di certo. Da venerdì la Coppa vola in Norvegia per altre tre gare, due superG e una discesa.

Intanto, sulla neve di Bansko, in Bulgaria, Daniela Merighetti chiude terza il superG di Coppa, a soli 7 centesimi dalla Vonn (51° successo in carriera che ieri ha conquistato la Coppa di specialità) e dietro a Weirather (Liechtenstein). «È bello essere tra le più forti del mondo a 30 anni - spiega l’azzurra di Brescia che ha già vinto una discesa in questa stagione -; spero di essere da esempio per tutta la squadra. Quando si lavora duro i risultati arrivano sempre». Da venerdì a domenica, in Germania, si torna in gara con due giganti e uno speciale.

FONTE: Leggo.it


domenica, febbraio 26th, 2012 | Posted by Amodaffari
Verona, atto intimidatorio contro un ex
Brutto episodio quello accorso a Dragan Stojkovic vittima di un vero e proprio atto intimidatorio. Una granata è stata lanciata verso la casa dell’ex giocatore del Verona che, pur non essendo in casa al momento dell’accaduto, si è detto «letteralmente scioccato».Il fatto, come riporta l’emittente televisiva serba B92, è accaduto giovedì scorso e potrebbe essere ricollegato al rapporto non buono che intercorre tra il serbo e i tifosi della Stella Rossa, squadra di cui Stojkovic è stato presidente dal 2005 e il 2007.
A.M.

domenica, febbraio 26th, 2012 | Posted by AlbertoBellotto
Serie B, recuperi fatali per Pescara, Torino e Sassuolo
I turni di recupero della 26a giornata di campionato sono stati fatali per le prime squadre della Serie B. Torino e Pescara sono state fermate rispettivamente dal Brescia e dalla Reggina mentre è andata un po’ meglio al Sassuolo, fermato sullo 0-0 dall’Ascoli che però lotta nella parte bassa della classifica per non retrocedere.

Il Pescara ha pagato il lungo periodo di stop dovuto al maltempo ed ha subito la tonicità della Reggina che con le reti di Ragusa e Bonazzoli si è portata a 42 punti. Gli uomini di Zeman invece sono rimasti a quota 52 rimanendo così fermi al quarto posto senza riuscire a superare il Verona.

Il Sassuolo invece non perde ma non riesce ad avere la meglio dell’Ascoli che invece conquista un punto meritato. Gli uomini di Pea si smarcano dal Verona ma non riescono a tornare in testa approfittando del crollo del Toro. Gli uomini di Ventura infatti fanno tutto da soli, perdendo così l’occasione di iniziare una piccola fuga; con un’autorete di Darmian infatti il Torino regala il record al Brescia, che per la 9a gara consecutiva non prede gol e che con tre punti guadagnati aggancia la Reggina e si avvicina ai play-off.

FONTE: SerieBNews.com


Trionfa Super Max, Merighetti terza
SCI. È grande Italia, con l'azzurro protagonista assoluto nel gigante e Daniela in ottima posizione nel supergigante
Vittoria del piemontese Blardone a Crans, la bresciana sul podio nella gara di Bansko

27/02/2012
Da Bansko a Crans Montana, dalla Bulgaria alla Svizzera, dal supergigante donne al gigante uomini, da Daniela Merighetti a Max Blardone: è grande Italia dello sci che nella stessa giornata coglie due risultati eccezionali nella Coppa del mondo. Il piemontese Max Blardone ha infatti vinto il gigante di Coppa svoltosi a Crans Montana davanti agli austriaci Marcel Hirscher (ora leader di Coppa) e Hannes Reichelt. Un paio d'ore prima, in Bulgaria, la bresciana Daniela Merighetti era arrivata terza nel supergigante di Bansko separata da soli sette centesimi dalla solita vincitrice americana Lindsey Vonn ed a due da Tina Weirather del Liechtenstein. Il risultato straordinario è ovviamente quello di Max Blardone che il 9 aprile prossimo — secondo i precisi calcoli della sua compagna Simona — sarà papà.

Quello di ieri è il secondo successo stagionale dopo quello in Alta Badia. Ed è il suo quarto podio consecutivo stagionale dato che dopo Alta Badia ci sono stati il terzo posto di Adelboden ed il secondo di Bansko. In carriera Max sul podio — oltre ad una sfilza di piazzamenti — è andato così 24 volte con 7 vittorie. Come dire che da più di dieci anni è sempre tra i migliori del mondo. Ieri il suo capolavoro — secondo dopo la prima manche a soli due centesimi da Hirscher - è stata la manche decisiva su una neve che, date le temperature primaverili — ha tradito più di un campione. Lui ha tenuto botta, preciso ma leggero come si doveva fare per non incidere troppo il fondo e frenare.

Tagliato il traguardo ha esultato alla grande saltando sulle transenne tra i tifosi ed e usando i bastoncini a mò di arco che scocca una freccia per quello che è ormai il suo segno di vittoria. Max è ora - quando mancano due gare a fine stagione - terzo nella classifica di disciplina con 358 punti. Al comando c'e Hirscher con 545 davanti all'americano Ted Ligety con 413 ed in vistoso calo di rendimento: oggi è finito nono. Per l'Italia ieri ci sono poi stati Giovanni Borsotti 20 /o in 2.35.61 e Manfred Moelgg 23/o in 2.36.08.

Ancora più indietro a causa del fondo più morbido che non ha saputo dominare - è finito Davide Simoncelli che era quinto dopo la prima manche e ha chiuso al 25/o posto. Con il secondo posto — assente il croato Kostelic (1.043 punti) e con lo svizzero Beate Feuz (1.040) che non si è classificato per la seconda manche — Hirscher consolida il primato nella classifica generale di Coppa con 1.135 punti. Il circo bianco uomini passa ora in Norvegia, a Kvitfjell: da venerdì a domenica in programma un supergigante, una discesa ed un altro supergigante.

L'Italia annega nel verde Cucchiaio di legno vicino
RUGBY. Azzurri battuti in Irlanda nonostante un buon primo tempo. Poi il crollo: finisce 42-10
Una meta di Parisse aveva illuso ma la nazionale del trifoglio ha preso il largo nel secondo tempo con i piazzati del gioiellino Sexton

26/02/2012
DUBLINO C'è tanto da lavorare monsieur Brunel. L'Italia vista a Dublino contro l'Irlanda è solo una lontana parente di quella che due settimane fa a Roma ha regalato la vittoria all'Inghilterra. Ma l'Irlanda non è l'Inghilterra, almeno quest'anno. I «Verdi» sono più compatti in difesa, più forti in attacco, hanno un calciatore giovane, Sexton, oggi mvp all'Aviva Stadium, e quando prendono ritmo è dura stargli dietro: lo sarà anche per la Francia loro diretta avversaria per la vittoria nel Sei Nazioni 2012. L'Italia ha brillato solo tra il 10' e il 30' del primo tempo, pagando nella ripresa l'incapacità di reggere l'esuberanza dell'Irlanda. L'Inghilterra aveva illuso.

L'Italia di Brunel ancora non c'è e la differenza con quella di Mallett, al momento, possono raccontarcele proprio le ultime sfide con l'Irlanda: lo scorso anno al Sei Nazioni la vittoria azzurra al Flaminio era sfumata solo all'ultimo minuto; ai Mondiali era finita 36-6 per il XV del Trifolgio, ma oggi lo scores è più ampio. Buono soprattutto il primo tempo degli azzurri, che soffrono ma reagiscono subito non concedendo quello che invece regaleranno nella ripresa. Dopo due minuti scarsi, l'Italia prende un piazzato: Botes ci prova da centrocampo mas baglia. Analoga situazione cinque minuti dopo: sempre dai 45 metri ma più centrale e stavolta l'oriundo non sbaglia. Al 10' velo irregolare di Sgarbi, punizione, e Sexton pareggia i conti.

Gli azzurri sono un pò imprecisi nei fondamentali e un errore sulla linea difensiva a centrocampo apre lo spazio a un deciso affondo corale irlandese che non perdonano e marcano la prima meta del match, al 16' con Earls. Sexton trasforma. Gli azzurri non ci stanno, si guardano in faccia e ricominciano fino ad assumere un certo dominio che porta al 35' a una splendida meta corale suggellata dalle mani di capitan Parisse che schiaccia al centro dei pali. Botes trasforma. 10-10. Ma è un botta e risposta immediato quello dell'Irlanda che chiude il primo tempo in vantaggio grazie alla meta di Bowe trasformata dal solito Sexton che non ne sbaglia una. Il secondo tempo è senza storia per l'Italia.

Agli azzurri riesce quasi tutto male mentre l'Irlanda va come un treno. Botes sbaglia ancora un piazzato; non ci pensa a sbagliare invece Sexton: li piazza tutti tranne l'ultimo, quello per trasformare la meta all'80' di Trimble che fissa il risultato sul 42-10. Terza sconfitta per l'Italrugby: il cucchiaio di legno si avvicina.

A 17 anni muore come il Sic
MOTO. Tragedia a Philipp Island, in Australia, dove iniziava la stagione della SuperBike
Incidente durante la prova di contorno. Il giovane pilota è caduto ed è stato travolto da altre due moto

26/02/2012
PHILIPP ISLAND È cominciata nel peggiore dei modi la stagione della Superbike. Sulla pista di Philipp Island, in Australia, è morto un ragazzo di 17 anni, Oscar McIntyre, in gara nel campionato nazionale Superstok 600, prova immediatamente precedente la competizione per la Superpole. Quest'ultima è stata annullata e l'ordine di partenza per le gare di oggi si rifarà alla graduatoria delle sessioni di qualifica. L'incidente mortale è avvenuto durante il secondo giro dei dodici previsti per la prima prova del campionato australiano della Superstock 600 (moto di serie).

McIntyre ha perso il controllo della sua Yamaha Yzf R6 ed è stato travolto da altri due piloti: Luke Burgess, che non ha riportato conseguenze fisiche, e Michael Lockart, che invece è stato trattenuto in osservazione nel centro medico dei circuito ma non sarebbe in pericolo di vita.Lo sfortunatissimo giovane pilota è morto sul colpo e il tracciato è stato chiuso per permettere alla polizia di svolgere le prime indagini di rito. Una dinamica che ricorda molto da vicino quanto accaduto a Marco Simoncelli. «Quella di Simoncelli è stata pura fatalità, questa si poteva evitare», ha detto Michel Fabrizio, pilota della Bmw e uno dei protagonisti del prossimo Mondiale Superbike.

«McIntyre è uscito di pista alla prima curva, è andato dritto ed è sbucato alla curva dopo. È successo anche a me stamani: mi sono trovato davanti Smrz che è rientrato in pista all'improvviso dietro la stessa curva. Questo ragazzo ha forse pagato l'inesperienza, ma si doveva evitare: si era già rischiata la tragedia poco prima. Domani si correrà in un'atmosfera irreale: annullare la Superpole è stato giustissimo». La morte di Oscar McIntyre ha qualche analogia con quella di Marco Simoncelli, avvenuta il 23 ottobre scorso sul circuito di Sepang, in Malesia, durante il Mondiale della MotoGp. Anche «Supersic», dopo aver perso il controllo della sua Honda, aveva tagliato trasversalmente la pista, e i piloti che lo seguivano, Colin Edwards e Valentino Rossi, non avevano potuto evitare di travolgerlo.

La sfida scudetto finisce in parità anche nei veleni
CALCIO. SERIE A. Al «Meazza» Matri replica al vantaggio di Nocerino
Nel primo tempo proteste del Milan per una rete non concessa: Buffon para oltre la linea. Nella ripresa gol della Juve annullato per fuorigioco inesistente

26/02/2012
MILANO Pareggio nervoso fra Milan e Juve nella partitissima di San Siro su cui ha gravato un grosso errore di arbitro e assistente. Sull'uno a zero (dopo il gol di Nocerino su errore di Bonucci) Tagliavento e Romagnoli non hanno visto il pallone, colpito di testa da Muntari, cavato da dentro la porta di quasi un metro da parte di Buffon. Sarebbe stato il gol del raddoppio rossonero: chissà come l'impacciata Juventus avrebbe reagito efficacemente, sotto di due gol contro un Milan meglio messo in campo. La difesa juventina ha patito molto gli scatti di Robinho, gli inserimenti di Nocerino e Emanuelson. Meno pericoloso Pato, sostituito nella ripresa.

Il Milan avrebbe potuto chiudere il primo tempo sul 2-0 su una Juventus grigia. Gli ufficiali di gara all'inizio della ripresa non hanno visto nemmeno un cazzotto di Mexes a Borriello: il milanista avrebbe meritato il rosso. Sempre nel secondo tempo è stato annullato un gol regolare di Matri per un fuorigioco inesistente: il segnalinee Romagnoli - lo stesso che non ha visto il gol di Muntari - has bandierato nonostante l'attaccante juventino fosse in linea con la difesa rossonera. Male quindi l'arbitraggio, inteso come terna. Resta il fatto che la sfida scudetto finisce parti in tutto: gol e veleni. E sembra aver deciso poco o nulla anche se conferma come Allegri ancora una volta quest'anno non sia riuscito a battere Conte dopo le batoste prese all'andata in campionato e in Coppa Italia a San Siro.

Senza Ibrahimovic e Maxi Lopez il tecnico rossonero ha dovuto far leva sulla voglia di Pato (male) in coppia con Robinho (a tratti irresistibile). A centrocampo il nuovo entrato Muntari, con Van Bommel e Nocerino, mentre in difesa davanti a Abbiati la coppia Mexes-Thiago Silva dopo l'ennesimo problema a Nesta, con la collaudata coppia Abate-Antonini sulle corsie laterali. Conte si è presentato con Lichtsteiner e Estigarribia esterni, la solita difesa inserendo Vidal al fianco del «regista» Pirlo a metà campo; davanti il duo formato dall'altro ex rossonero Borriello e Quagliarella. Poi è entrato Pepe (bene) che sarà squalificato per un giallo (era diffidato). Detto che per un'ora il Milan ha messo in seria difficoltà la rivale, la partita sta tutta negli episodi.

Al 14' erroraccio di Bonucci che ha rinviato su Robinho: il brasiliano ha dato a Nocerino il cui forte destro è stato deviato dallo stesso Bonucci sulla sinistra di Buffon. Il Milan, in vantaggio ha continuato ad attaccare e al 25' ha raddoppiato: su angolo colpo di testa di Mexes respinto da Buffon su Muntari, che ha insaccato anche lui testa. Buffon ha arpionato il pallone oltre la linea di quasi un metro ma nè Tagliavento nè l'assistente Romagnoli hanno visto. Incredibile. La beffa per il Milan sarebbe stata completa se Abbiati non avesse deviato subito dopo un bel tiro di Estigarribia. Nella ripresa Conte ha sostituito Estigarribia con Pepe e Allegri ha fatto entrare El Shaarawy al posto di Pato.

Ma il Milan avrebbe potuto restare in dieci se gli ufficiali di gara avessero visto Mexes tirare un cazzotto allo stomaco dell'ex compagno (nella Roma) Borriello all'inizio della ripresa. Da prova televisiva. Vucinic al posto di Borriello e poi Matri al posto di Quagliarella sono stale le ultime mosse di Conte. E proprio l'attaccante ex Cagliari ma cresciuto nelle giovanili del Milan, ha pareggiato ma l'assistente ha alzato la bandiera, sbagliando. La partita è diventata molto dura. Matri si è rifatto al 39' su una palla da destra di Pepe, mezza girata di destro e gol numero 10. La Juve ha giocato il finale in dieci per l'espulsione di Vidal per un fallaccio su Van Bommel. Dopo il fischio di chiusura Chiellini ed Ambrosini sono stati i prim'attori della rissa finale.

Palloni, pugni e veleni Ma la moviola resta utopia
27/02/2012
Nel 2012 siamo ancora a interrogarci se un pallone è entrato del tutto in porta, se un giocatore è in fuorigioco e se un fallo è avvenuto dentro o fuori area. Basterebbe usare la tecnologia del Cnr, presentata più volte alla Fifa, per eliminare qualsiasi dubbio e fare giustizia. Il sistema, progettato dall'ingegner Arcangelo Distante, direttore dell'Issia Cnr di Bari, permette all'arbitro e ai suoi collaboratori di conoscere entro un secondo l'esatta posizione del pallone o di un uomo nelle situazioni più intricate. Come? Attraverso una serie di telecamere evolute, per di più in automatico e senza intervento umano. Basterebbe un investimento di un milione e mezzo per sistemare il congegno su tutti i campi di Serie A ed evitare i disastri che si sono avuti sabato sera allo stadio Meazza.

La moviola in campo, giusto per fare uno degli esempi più eclatanti, ha deciso alcuni anni fa una Coppa del Mondo di rugby. Per non parlare del suo continuo utilizzo nel tennis, nel cricket, nella scherma e nel basket. Ma i grandi capi della Fifa storcono il naso in nome d'un calcio proletario che serve solo da alibi per mantenere il potere sugli arbitri. E i sottoposti a livello nazionale, come i nostri, la pensano alla stessa maniera affermando che la tecnologia applicata al pallone renderebbe meno umano il compito degli arbitri e quello dei loro assistenti. Se permettete, una fregnaccia.

È proprio l'inverso. La moviola, usata bene, con regole ben definite, non va contro gli arbitri ma a loro favore. Non è mai troppo tardi. Inutile girarci attorno. L'andamento di Milan-Juventus è stato pesantemente condizionato dalle sviste paradossali dell'assistente Romagnoli di Macerata e dalla scarsa personalità dell'arbitro Tagliavento, considerato il migliore del bigoncio. Il primo non ha visto il gol di Muntari con il pallone di mezzo metro in rete e ha cancellato quello di Matri per un fuorigioco inesistente; il secondo s'è nascosto dietro le spalle del collaboratore dopo aver indicato il centrocampo in occasione del raddoppio rossonero. Caro Tagliavento, non ci voleva la moviola per capire cos'era successo dopo che Buffon era finito con testa e braccia dentro la porta. È il suo mestiere. Sarebbe ora che lei e i suoi colleghi si assumessero maggiori responsabilità. Per Campanati, Lo Bello, Casarin, Agnolin e Collina era il pane quotidiano. Ci sta invece che la quaterna non abbia visto il pugno di Mexes a Borriello, ci penserà la prova tv a fare giustizia. Con la moviola in campo, il Milan si sarebbe trovato in vantaggio di 2 gol e con un uomo in meno al 2' della ripresa. Invece no.

È successo di tutto in campo e negli spogliatoi. Con parole ad alto contenuto calorico fra Galliani e Conte alla presenza di Tagliavento e Nicchi. Alla fine è scaturito un pareggio che fa comodo alla Juventus per due motivi: innanzi tutto perché i bianconeri sono in vantaggio negli scontri diretti, particolare decisivo in caso di ex-aequo con i rossoneri a fine campionato, e poi perché possono sfruttare il recupero di Bologna per ritornare in testa. Ma è stato il Milan a farsi preferire per oltre un'ora nonostante le assenze di Ibrahimovic, Boateng e Aquilani e la pessima prova di Pato, sostituito nell'intervallo da El Shaarawi con la scusa del solito indurimento muscolare. Splendida la prova di Robinho, buonissima quella di Nocerino. La Signora s'è fatta viva nella ripresa quando Conte ha corretto gli iniziali errori di formazione inserendo Vucinic, Pepe e Matri al posto degli impalpabili Quagliarella, Estigarribia e Borriello. L'ex attaccante del Cagliari ha firmato il pareggio dopo aver segnato il gol annullato per errore. Se c'è un attaccante insostituibile è lui.

Gli altri fanno da contorno. Sotto la sufficienza Pirlo che, pur toccando oltre cento palloni, non ha fatto la differenza. L'ultimo pensierino riguarda una frase di Buffon sul gol fantasma: «Se anche mi fossi accorto che si trattava di gol, non l'avrei detto all'arbitro». Per il capitano azzurro un'uscita a vuoto. Ma chi si sarebbe comportato in modo diverso? La risposta pesa come un macigno sulla mancanza di cultura e di etica di questo calcio avvelenato.
Filippo Grassia

FONTE: LArena.it

Parla il patròn MARTINELLI: intervista a 360°, PRANDELLI: 'Il segreto del Verona è questo feeling che ha saputo trovare tra squadra e pubblico, l’entusiasmo è una grande risorsa...', MORINI: 'RAFAEL? Fortissimo tra i pali, è migliorato tantissimo in uscita', BORDIN: 'Siamo più maturi..'

Pubblicato da andrea smarso domenica 26 febbraio 2012 00:16, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento


MARTINELLI A TUTTO TONDO...
Il presidente MARTINELLI intervistato dalla Gazzetta dello Sport parla della sua esperienza a capo della società di Via Torricelli:
«I tre anni di Verona? Ricordo una società in difficoltà, un ambiente depresso, tifosi rassegnati e una squadra in fondo alla classifica di Prima divisione. E una situazione economica generale che non era quella di oggi».

«Il nuovo stadio? La collaborazione col Comune è importante, è stata individuata l'area (la Marangona nella zona industriale, ndr), ci stiamo muovendo insieme, sono stati fatti passi avanti. Tempi e costi? In 4-5 anni e con 70-80 milioni di euro a carico di un fondo di aziende private avremo un impianto da 30 mila posti aperto tutto l'anno, e non solo ogni due settimane per la partita».

«Se serve ancora un aiuto? Certo e non ho trovato nessuno. Una delusione. Ma se vogliamo andare e restare in A non posso essere lasciato solo. Il Verona è una delle società di B con meno entrate pubblicitarie. Al di là delle mie aziende (abbigliamento femminile oltre a interessi in campo immobiliare, ndr), non c'è molto altro. In giro vedo soprattutto disinteresse».

«I rapporti difficili con i club del sud? Il passato non conta, guardiamo avanti. E sugli insulti ai tifosi della Juve Stabia al Bentegodi vorrei precisare che sono cominciati solo quando loro hanno fatto esplodere 4-5 bombe carta».

«Se sono sorpreso dalla squadra? Ha spiazzato tutti, è cambiata poco e ha trovato una grande continuità, grazie al mix di giocatori giovani e di esperienza: abbiamo preso Mareco, fatto tornare Gomez, puntato su ragazzi interessanti come Galli e Jorginho. E poi c'è Hallfredsson, l'uomo chiave. Abbiamo dimostrato che possiamo fare bene contro chiunque» [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]



DICONO
...E PRANDELLI promuove il tecnico scaligero: «Mandorlini sta facendo un grande lavoro, direi straordinario. Ha battuto il mio record di vittorie consecutive? Bene diciamo che ora è in buona compagnia. Il segreto del Verona è questo feeling che ha saputo trovare tra squadra e pubblico. L’entusiasmo è una grande risorsa» SerieBNews.com

Ermes MORINI, preparatore dei portieri, si 'gode' RAFAEL: «Mi lasciavano molto perplesso i commenti negativi su di lui. Il merito di questa crescita è solamente suo. Fortissimo tra i pali, è migliorato tantissimo in uscita. Ma anche gli altri portieri danno grande affidabilità»

Roberto BORDIN secondo di MANDORLINI: «Siamo più maturi, attenti all'Hellas! Il mio rapporto con Mandorlini? Ormai conosco già tutti i movimenti che vuole, non c'è bisogno di dirsi molto. Equilibrio è la nostra parola d'ordine» LArena.it

Riccardo PRISCIANTELLI, ex diesse dell'HELLAS ai tempi di ARVEDI&PREVIDI, incantato dal VERONA! 'Solo il TORINO ha qualcosa in più, HELLAS alla pari col PESCARA e sopra al SASSUOLO...' «Vedere questa classifica mi emoziona, finalmente la squadra sta tornando ai suoi livelli. Il campionato di serie B però si decide dopo Pasqua: solo allora i verdetti saranno più vicini alla realtà. Tra le altre squadre, solo il Torino ha sicuramente qualcosa in più, mentre vedo il Pescara sullo stesso piano del Verona. Metto il Sassuolo un gradino sotto perché la mancanza di un grande pubblico può essere determinante. Nel Verona sono molto legato a Gomez: credetti molto sulle sue qualità, spingendolo sempre a dare il massimo. A Trieste rimpiangono ancora di averlo lasciato andare» SerieBNews.com

Parla Attilio TESSER ex allenatore del NOVARA esonerato dopo aver condotto i piemontesi in Serie A «Ho visto giocare il Verona, questa è una squadra con grande organizzazione ma anche con giocatori di qualità scelti con grande raziocinio. E vedo un gran bel gruppo, certe piccole sfumature ti fanno capire chiaramente quando c'è unità d'intenti e tutti marciano nella stessa direzione. A me l'Hellas è piaciuto molto, da due anni ormai viaggia sull'onda dell'entusiasmo e questo è un bel valore aggiunto. Il Verona ha acquisito in Prima Divisione una mentalità vincente che le è servita molto anche in serie B. Anche la città sta spingendo nel modo giusto, si è creata un'unità di intenti che di solito è alla base di ogni successo. E non dimenticatevi che anche certi piccoli dettagli giocano a favore del Verona. Nelle ultime giornate magari la differenza te la fa persino l'ultimo arrivato. Sulle qualità di uno come Hallfredsson siamo tutti d'accordo, ma l'Hellas ha trovato anche un ragazzo potenzialmente determinante come Lepiller. Anche se alla fine a vincere è sempre il gioco di insieme, ma Mandorlini questo lo sa benissimo» LArena.it


ALTRE NEWS IN ALLEGATO
BRUTTA SCOPPOLA IN AMICHEVOLE PER L'HELLAS: I gialloblù sono stati sconfitti a Sandrà per 4 a 2 (4 a 0 alla fine del primo tempo) dal VYSOCINA JIHLAVA che milita in seconda divisione ceca; di GOMEZ e FERRARI le reti scaligere. La DORIA ha vinto invece 2 a 0 contro la propria Primavera schierata appositamente col 4-3-3...
INCHIESTA PARMALAT INDAGATO ANCHE PASTORELLO!
SU TACHTSIDIS GLI OCCHI DELL'INTER! Il suo agente possibilista...
STATISTICHE DALL'OSSERVATORIO: La violenza negli stadi in crescita ma non in Serie A, in cadetteria è quella scaligera la tifoseria che detiene il poco invidiabile record di DASPO... Nel frattempo quattro sostenitori veronesi sono stati denunciati perchè a Livorno, il 3 Dicembre scorso, inneggiavano al Duce e cantavano faccetta nera! (quando la politica abbandonerà lo stadio sarà sempre troppo tardi...)
AUMENTANO LE SPERANZE IN CASA DORIA per il recupero di EDER il forte attaccante brasiliano in prestito dal CESENA 'La caviglia va molto meglio' comunica via Twitter il calciatore...
LUNEDI A COVERCIANO PANCHINA D'ORO E D'ARGENTO! Alla Onlus ex Calciatori Hellas Verona andranno 25.000 Euro...

Daily Zap: February 23rd

IN BREVE A PIÉ PAGINA
SERIE B: Nei recuperi il GUBBIO batte 2 a 0 il MODENA al 'Barbetti' dopo che la REGGINA era andata a vincere in quel di Pescara. Pari tra SASSUOLO e ASCOLI
VITA DA EX: Il 36enne ORFEI, ex capitano gialloblù, mantiene il carattere anche in Seconda Divisione con la SAMBO! 'Testa bassa e lavorare! Ne usciremo...' e Sebastiano SIVIGLIA torna nella 'sua' Nocera Inferiore: farà l'allenatore!
NBA:I KNICKS perdono a Miami, tonfo dei LAKERS ad Oklahoma City; ora il campionato si ferma: spazio all'All Star Game. Danilo GALLINARI sfonda anche nel marketing e diventa uno dei top atleti dell'Adidas...
EUROPA LEAGUE: LAZIO eliminata, UDINESE avanti dopo il 3 a 0 a Salonicco...
BASKET EUROLEGA: Vittoria amara per l'OLIMPIA!
CLAMOROSA CLASS ACTION DEGLI EX DEL BARI contro chi, con le calcioscommesso, ha infangato la maglia!
AUGURI DINO ZOFF: L'ex numero 1 e cittì della Nazionale azzurra compie 70 anni!
CHAMPIONS LEAGUE: L'INTER riesce a perdere al 93° una gara monotona e con poche emozioni a Marsiglia dove un pareggio sembrava scontato!

RASSEGNA STAMPA
Samp-Primavera, esperimenti e due reti
Dam.Bas.
Bogliasco - La settimana di preparazione della Sampdoria si è chiusa ieri pomeriggio con l’amichevole contro la Primavera del tecnico Tufano, schierata col 4-3-3 proprio come il Verona per esplicita richiesta di Iachini, disputata sul campo superiore del Mugnaini. Esentati Gastaldello, Fornaroli e Obiang (peraltro squalificato contro il Verona) che hanno svolto un lavoro differenziato, più i cinque “convalescenti”. Mentre Eder e Padalino sono rimasti negli spogliatoi per proseguire con i trattamenti fisioterapici (la loro situazione verrà valutata giorno per giorno), gli altri tre e cioè Castellini, Pellè, Semioli si sono visti sul campo, impegnati anche in una partitella di calcio-tennis. Previsioni sul loro recupero? Cauto ottimismo, si dice così. Quanto a Eder, il brasiliano ha una gran voglia di rientrare e infatti non è escluso che uno di questi due giorni di festa li passi invece a Bogliasco, a lavorare per assorbire il brutto colpo alla caviglia riportato a Grosseto.

Al test in famiglia ha assistito anche il vicepresidente esecutivo Edoardo Garrone. Nel primo tempo a fianco del d.s. Sensibile, nel secondo vicino a Iachini. Il tecnico blucerchiato ha mischiato gli uomini. Inizialmente in campo c’era un solo titolare sicuro, e cioè Munari, più due possibili Foggia e Bertani. Osservato speciale Gentsoglou, uno dei candidati per sostituire Obiang contro il Verona e infatti schierato dall’allenatore proprio in quella posizione. Il greco alla fine del tempo è stato costretto a uscire per una botta a un ginocchio. Non dovrebbe trattarsi di niente di grave, ma verrà valutato meglio tra oggi e domani. Un solo gol, contro una Primavera comunque sempre quadrata e ben messa in campo da Tufano, ed è stato realizzato poco dopo la mezz’ora da Rispoli con un potente diagonale che ha superato Fiorillo. Da segnalare un’occasionissima fallita da Bertani, con conseguente arrabbiatura della punta con se stesso.

Nel secondo tempo Iachini ha cambiato praticamente tutta la squadra, inserendo alcuni titolari come Rossini, Renan e Pozzi. Proprio l’attaccante ha realizzato la seconda rete, Da Costa nell’occasione un po’ sorpreso, al termine di un’azione avviata da Renan con assist di Bertani. Il tecnico, in piedi appunto vicino a Garrone, nella fase di possesso palla ha più volte chiesto alla sua squadra la stessa cosa e cioè: «Veloci... veloci...». Dalla rapidità della manovra dipende molto del gioco della Samp e di conseguenza anche dei risultati.

Modena blucerchiata
Il Sampdoria Club Modena Blucerchiata in memoria di Cristina, tifosa scomparsa prematuramente, ha avviato una raccolta di soldi (fino al 19 marzo) da devolvere al Reparto di Oncologia dell’Ospedale di Sassuolo. Versamenti presso un qualsiasi ufficio postale, sulla carta Postepay n. 4023 6006 1291 7148 indicando come titolare della carta Riccardo Artioli (presidente del Club).

Samp in rete
Ieri sera si è tenuto un incontro di “Samp in rete”, progetto che coinvolge il settore giovanile blucerchiato e i vivai di altre 31 squadre gemellate in giro per l’Italia. Relatore è stato il d.s. Sensibile sul tema “Il senso di appartenenza e il lavoro di gruppo”.

Sampdoria-Primavera 2-0
Marcatori: Rispoli 34’ pt; Pozzi 7’ st.

Sampdoria p.t. (4-3-1-2): Da Costa; Rispoli, Volta, Mustafi, Laczkó; Munari, Gentsoglou, Soriano; Foggia; Icardi, Bertani. All.: Iachini
Sampdoria s.t. (4-3-1-2): Fiorillo; Berardi, Volta (27’ Piana), Rossini, Costa; Munari (33’ Luperini), Krsticic, Renan; Antonio; Pozzi, Bertani (27’ Icardi).

Primavera p.t. (4-3-3): Fiorillo; Matranga, Piana, Monticone, Rolando; Luperini, Sampietro, Martinelli; Ghiglia, Austoni, Zuloaga. All.: Tufano
Primavera s.t. (4-3-3): Da Costa; Pfrunder, Serrano, Iannelli, Raso; Zampano, Sampietro (25’ Martinelli, 36’ Xaysensourinthone), Molossi; Siani, Savic, Cafferata.

FONTE: IlSecoloXIX.it


Calcio: lunedi' a Coverciano la panchina d'oro e d'argento
24 Febbraio 2012 - 19:15
(ASCA) - Roma, 24 feb - Il tradizionale appuntamento con la Panchina d'Oro e la Panchina d'Argento si svolgera' anche quest'anno a Coverciano, presso il Centro tecnico federale.

La manifestazione e' in programma lunedi' prossimo, 27 febbraio, e sara' preceduta, come di consueto, dalla riunione (ore 11) riservata agli allenatori responsabili della prima squadra delle societa' di serie A, B, Prima e Seconda Divisione, alla presenza dei dirigenti federali.

Il premio ''Panchina d'oro'' sara' assegnato ad un allenatore che si e' particolarmente distinto alla guida di un club di serie A, mentre il premio ''Panchina d'argento andra' ad un tecnico della serie B. Per quanto riguarda la Lega Pro: ''Panchina d'oro'' ad un allenatore della Prima Divisione e ''Panchina d'argento'' ad un allenatore della Seconda Divisione, con riferimento per entrambi alla stagione passata. Inoltre sara' assegnata la ''Panchina d'oro speciale'' ad Azeglio Vicini, ex ct della Nazionale ed ex presidente del Settore Tecnico.

Nel corso della manifestazione verra' consegnato anche il premio istituito dalla FIGC per ricordare la figura di Enzo Bearzot, ex commissario tecnico dell'Italia campione del Mondo. La Commissione, formata da tre amici storici di Bearzot - l'ex portiere campione del mondo Dino Zoff, i giornalisti Alberto Cerruti e Gigi Garanzini - ha deciso di assegnare il premio di 25.000 euro alla Onlus ex calciatori del Verona, presieduta da Franco Nanni ''per l'opera di assistenza e di tutela ad ex calciatori gialloblu in difficolta'''.

''Un genere di iniziativa - scrivono nella motivazione Zoff, Cerruti e Garanzini - in perfetta sintonia con la sensibilita' umana e sociale dell'indimenticabile ''vecio'', Commissario Tecnico della Nazionale italiana Campione del Mondo nel 1982 in Spagna''.
red/rf

FONTE: ASCA.it


CALCIO
23/02/2012 - IL CASO
La serie B si scopre più volenta
Colpa degli ultrà di Verona e Nocerina

Sotto i riflettori del Viminale le tifoserie di Nocerina e Verona. Con la promozione di queste due squadre, la serie Bwin è l'unico campionato tra quelli professionistici a far registrare un'impennata di feriti
I dati dell’Osservatorio: le partite con feriti aumentate del 300 %

GUGLIELMO BUCCHERI
ROMA
La maglia nera dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive finisce sulle spalle del campionato di serie B. Il torneo dei cadetti si scopre più affollato della serie A o della Lega Pro (la media presenze fa segnare il salto più significativo rispetto a dodici mesi fa), ma, allo stesso tempo, è in B che il livello delle gare con feriti sale in una percentuale critica.

Il salto all’indietro in una stagione è da rosso: solo tre le sfide da cancellare dopo il girone di andata 2010/11, ben dodici adesso con un più 300 per cento in fatto di numeri. Il Viminale ha emesso il suo verdetto. E sotto i riflettori finiscono due tifoserie da segnare in rosso: gli ultrà del Verona e quelli della Nocerina. Il motivo? Senza di loro, la fotografia della B sarebbe un’altra perché ben il 34 per cento dei feriti causati è a carico dei tifosi campani, il 18 per cento di quelli veneti. E, poi, il 25 per cento della responsabilità per gli incidenti è addossato agli ultrà gialloblù, il 19 per cento a quelli della Nocerina.

L’anno scorso, il Verona e la Nocerina navigavano nel campionato di Lega Pro. La loro promozione, secondo i dati dell’Osservatorio, ha aumentato sensibilmente il pericolo di trappole fra i cadetti. «Nella lotta contro la violenza - ha spiegato il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri - abbiamo fatto passi da gigante: adesso cominciamo la fase due, quella degli stadi nuovi...». E, in effetti, in serie A le gare con feriti sono diminuite del 15,38 per cento, nella ex C1 e C2 del 44,44 per cento. Ma la B... Intanto, la classifica delle tifoserie con più Daspo è guidata dal Napoli (360), il Verona è al terzo posto (137), il Toro al settimo (87), la Juve dietro (85).

FONTE: LaStampa.it


Osservatorio, cresce la violenza ma non in Serie A. 240 Daspo per i tifosi della Roma: giallorossi secondi solo al Napoli
A poco più di un anno dall'entrata in vigore della tessera del tifoso sono state rilasciate oltre un milione di tessere. Il dato è stato reso noto dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Di questo 1.014.371 tessere, 839.368 riguardano la serie A, 127.525 la serie B e 47.478 la Lega pro. Numeri che, dice l'Osservatorio, rappresentano «un risultato particolarmente interessante a dimostrazione di una convinta adesione da parte di un gran numero di tifosi. Quanto ai Daspo - il provvedimento che impedisce di entrare allo stadio a chi ha avuto precedenti per reati commessi nelle manifestazioni sportive - sono 4.747 quelli attivi di cui 1.059 quelli emessi nel corso di questa stagione. In serie A la tifoseria più 'daspatà è quella del Napoli (con 360 provvedimenti) seguita da quella della Roma (240), del Catania (126) e della Lazio (102). In serie B risulta il Verona in testa alla classifica dei Daspo con 137 a carico dei suoi tifosi. Dai dati dell'Osservatorio, infine, emerge che, pur se limitato, c'è un aumento della media degli spettatori sia in serie A sia in serie B rispetto al girone di andata del campionato scorso. Da una media di 22.196 spettatori ad incontro in serie A l'anno scorso, si è passati a 23.072. In serie B, infine, si è passati da una media di 4.904 a 6.247.
(ansa)

Cresce la violenza negli stadi italiani, ma non nella serie A, almeno per quanto riguarda i gironi di andata. È il dato più rilevante fra quelli diffusi oggi dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, in occasione del convegno organizzato dall'Anfp, associazione funzionari polizia, sulla violenza negli stadi, alla presenza del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. Gli incontri con feriti, per quanto riguarda le partite dei campionati professionistici, sono nel complesso cresciuti del 12% passando da 25 a 28 rispetto all'anno precedente. Ma considerando solo le gare della serie A sono diminuiti del 15% scendendo da 13 a 11. Il massimo aumento si registra in serie B con un +300% dovuto al passaggio da 3 a 12 partite con feriti; un dato che viene giustificato con la presenza nuova, rispetto alla stagione passata, di due tifoserie 'caldè come quelle del Verona e della Nocerina. In diminuzione, come nella massima serie, anche il risultato della Lega Pro di prima e seconda divisione, quelle che una volta erano le serie C1 e C2, dove si è scesi da 9 a 5 gare pari a una flessione consistente del 44%. Discorso più meno analogo riguarda gli arrestati, il cui numero complessivo è diminuito del 34% - da 50 a 33 - ottenuto sommando statisticamente il meno 22% della serie A, il più 45% della serie B e il meno 86% della lega Pro. Diminuzione del 30% anche del numero dei denunciati, da 270 a 188, per una contrazione del 30%. Quanto ai feriti, scendono del 69% quelli fra le forze dell'ordine mentre salgono del 131% fra i tifosi e del 160% fra gli steward.
(adnkronos)

FONTE: LaRoma.it


Viminale, oltre mille Daspo nella stagione in corso, il numero maggiore a carico dei tifosi del Napoli
MERCOLEDÌ 22 FEBBRAIO 2012 14:08
Sono in totale 1.059 i Daspo emessi dall'autorità giudiziaria nella stagione calcistica in corso verso altrettanti tifosi. Il dato e' stato fornito oggi dall'Osservatorio nazionale sulle amnifestazioni sportive, istituito presso il Viminale. Il numero dei Daspo attivi sono, invece, in totale 4.747. Il numero maggiore di 'daspati' risulta essere a carico di tifosi del Napoli (360), seguito da quelli della Roma (240), dell'Hellas Verona (137), del Catania (126) e della Lazio (102). (ASCA)

FONTE: NapoliVillage.com


Inchiesta Parmalat, Pastorello indagato
24/02/2012 14:10
Chiusa l'inchiesta sul Parma Calcio della gestione legata alla famiglia Tanzi. La Procura di Parma é in corso di notifica del 415 bis (atto di fine inchiesta) ai 28 indagati per "concorso in bancarotta per distrazione". Ne ha dato notizia questa mattina lo stesso procuratore capo della città emiliana, Gerardo Laguardia, spiegando che dei 28 indagati 16 sono ex dirigenti della società sportiva o comunque persone legate al Parma A.C. o a società che erano in rapporti 'd'affarì con i gialloblù mentre 12 indagati sono calciatori che all'epoca militavano nella compagine emiliana. Per quanto riguarda questi ultimi, l'accusa riguarda sostanzialmente l'aver ricevuto parte dei compensi "in nero". "Quella dei soldi 'fuori busta' è una pratica che riguarda gli stipendi e anche l'acquisto da altre società degli stessi calciatori", ha spiegato Laguardia.

Nessuna informazione però arriva sull'identità delle persone indagate per via del fatto che le notifiche sono in corso di esecuzione e "sarebbe scorretto rivelare i nomi prima che gli stessi interessati vengano a conoscenza della chiusura dell'inchiesta a loro carico". Di sicuro figurano indagati l'ex patron della Parmalat Calisto Tanzi, suo figlio Stefano che all'epoca dei fatti era dirigente del Parma Calcio e l'ex presidente dell'Hellas Verona Giambattista Pastorello, in considerazione del fatto che l'inchiesta chiusa riguarda anche lo stralcio relativo al Verona Calcio guidato da Pastorello stesso.

Il periodo preso in considerazione dalla pm Paola Dalmonte nella sua indagine va dal 1998 al 2003, anno del crac della multinazionale di Collecchio. L'inchiesta sulle "distrazioni" del Parma Calcio è partita proprio in contemporanea con le indagini sul default Parmalat ma ha avuto un iter molto più accidentato, soprattutto perché la Procura di Parma si è trovata a dover operare con forze limitate a fronte di un impegno enorme come quello dell'inchiesta sul crac di Collecchio. (ANSA).

FONTE: TGGialloBlu.it


ALTRE NOTIZIE
Inneggiano al Duce, 4 denunciati
Tifosi Verona durante gara a Livorno, rischiano Daspo
25.02.2012 16.21 di Raimondo De Magistris articolo letto 1505 volte
Fonte: ANSA
(ANSA) - LIVORNO, 25 FEB - Cori inneggianti al 'Duce',canti come 'Faccetta nera' e saluti romani. Di questo si sarebbero resi responsabili 4 tifosi del Verona durante la partita di serie B a Livorno del 3 dicembre, e per questo ora sono stati denunciati. I supporter veronesi, individuati dopo le indagini della Digos, sono stati denunciati per reati in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa, mentre e' iniziata la procedura per l'eventuale Daspo.

SERIE B
Verona, ag.Tachtsidis: "Ipotesi Inter non da escludere"
23.02.2012 21.45 di Gaetano Mocciaro
Secondo quanto riportato da FcInternews.it il centrocampista del Verona, ma di proprietà del Genoa, Panagiotis Tachtsidis, sarebbe nel mirino dell'Inter. A riguardo è intervenuto ai microfoni della testata l'agente italiano del calciatore, Francesco Musarra, che a riguardo ha dichiarato: "Ad oggi non ho avuto contatti con la società nerazzurra, ma non posso escludere che Inter e Genoa - dati anche gli ottimi rapporti che intercorrono tra le due società - non ne abbiano già parlato. Comunque, è un discorso che a medio termine ci può stare. Ora siamo concentrati sul presente e sul futuro prossimo dell'Hellas. C'è in ballo la serie A e vedremo poi a giugno cosa potrà succedere".

SERIE B
Verona, Martinelli a 360 gradi su squadra, passato e futuro
23.02.2012 10.07 di Gianluca Losco
Il presidente del Verona, Giovanni Martinelli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ne riportiamo alcuni tratti:
"I tre anni di Verona? Ricordo una società in difficoltà, un ambiente depresso, tifosi rassegnati e una squadra in fondo alla classifica di Prima divisione. E una situazione economica generale che non era quella di oggi.

Il nuovo stadio? La collaborazione col Comune è importante, è stata individuata l'area (la Marangona nella zona industriale, ndr), ci stiamo muovendo insieme, sono stati fatti passi avanti. Tempi e costi? In 4-5 anni e con 70-80 milioni di euro a carico di un fondo di aziende private avremo un impianto da 30 mila posti aperto tutto l'anno, e non solo ogni due settimane per la partita.

Se serve ancora un aiuto? Certo e non ho trovato nessuno. Una delusione. Ma se vogliamo andare e restare in A non posso essere lasciato solo. Il Verona è una delle società di B con meno entrate pubblicitarie. Al di là delle mie aziende (abbigliamento femminile oltre a interessi in campo immobiliare, ndr), non c'è molto altro. In giro vedo soprattutto disinteresse. I rapporti difficili con i club del sud? Il passato non conta, guardiamo avanti.

E sugli insulti ai tifosi della Juve Stabia al Bentegodi vorrei precisare che sono cominciati solo quando loro hanno fatto esplodere 4-5 bombe carta. Se sono sorpreso dalla squadra? Ha spiazzato tutti, è cambiata poco e ha trovato una grande continuità, grazie al mix di giocatori giovani e di esperienza: abbiamo preso Mareco, fatto tornare Gomez, puntato su ragazzi interessanti come Galli e Jorginho. E poi c'è Hallfredsson, l'uomo chiave. Abbiamo dimostrato che possiamo fare bene contro chiunque".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


HELLAS VERONA
Hellas Verona, sconfitta per 4-2 contro il Vysocina Jihlava
25.02.2012 19:26 di Marco Fornaro articolo letto 156 volte
Visto il sabato in astinenza di partite, l'Hellas Verona ha disputato, questa mattina, un'amichevole nel centro sportivo di Sandrà dove i Mandorlini's boys hanno affrontato la squadra del Vysocina Jihlava, militante nella seconda divisione del campionato ceco. Il primo tempo è stato devastante, con gli scaligeri in svantaggio per 4-0. Nella ripresa ci hanno pensato Gomez e Ferrari a rendere meno amara la sconfitta.

PRIMO PIANO
Hellas Verona, avevano inneggato al Duce: ultras denunciati dopo il match a Livorno
25.02.2012 17:35 di Federico Errante
Fonte: resport.it
Cori inneggianti al 'Duce', canti come 'Faccetta nera', saluti romani. Di questo si sarebbero resi protagonisti quattro tifosi del Verona durante una partita di calcio di serie B della squadra veneta a Livorno, disputata il 3 dicembre scorso, e che ora sono stati denunciati.
Alcuni tifosi scaligeri, spiega una nota della questura di Livorno, avevano acceso lamperogeni, mentre altri avevano intonato cori inneggianti al Duce e canzoni caratteristiche del Ventennio fascista (come 'Faccetta nera') e infine compiuto il saluto romano. La Digos di Livorno, insieme ai colleghi di Verona, hanno effettuato alcune indagini e grazie ad alcuni video delle telecamere a circuito chiuso dello stadio livornese sono stati riconosciuti 4 ultras. I sostenitori veronesi sono stati denunciati per reati in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa, mentre e' iniziata la procedura per l'eventuale Daspo.

Alcuni giorni fa la questura livornese aveva denunciato due tifosi del Varese dopo la trasferta al 'Picchi': uno aveva indossato una maglietta con la faccia stampata di Mussolini, l'altro aveva aggredito alcuni agenti. Il questore di Livorno Bruno D'Agostino ha emesso nei loro confronti due provvedimenti di Daspo rispettivamente di un anno e di due anni.

HELLAS VERONA
Hellas Verona, ecco il tuo uomo in più
25.02.2012 00:01 di Federico Errante
Fonte: tuttohellas
I recenti successi del Verona di Mandorlini hanno portato alla ribalta giocatori di qualità come Hallfredsson, Tachtsidis e Gomez: pedine indispensabili e decisive per la scalata dell’Hellas. Tutti uomini importanti che hanno permesso, specialmente nelle ultime sfide, di agganciare un primo posto (poi lasciato al Torino) impensabile ad inizio stagione. Tra i protagonisti di questo campionato si deve però aggiungere un altro interprete: il portiere brasiliano Rafael De Andrade. Le incredibili parate su Ragatzu prima e Briganti poi in occasione della sfida col Gubbio, hanno sigillato la vittoria gialloblù e regalato alla formazione scaligera tre punti importantissimi per la classifica. Un’apoteosi per questo ragazzo proveniente dalla terra carioca migliorato come pochi in questi anni a Verona.

L’Arrivo. Cresciuto nel Clube Atletico Juventus viene poi chiamato dal Santos, con il quale vince anche un campionato della massima serie brasiliana. Approda al Verona nel 2007 chiamato a sostituire Gianluca Pegolo dopo la retrocessione in C1 avvenuta la stagione precedente. Diventa subito titolare e vince lo stesso anno il premio Mastino del Bentegodi dopo un’annata difficile che vedrà il Verona salvarsi dal baratro della C2 grazie ai play out contro la Pro Patria. Gli anni della Serie C sono duri sia per Verona, piazza non abituata a certi palcoscenici, che per Rafael, continuamente bersagliato per i suoi problemi nelle uscite. Le critiche non scalfiscono però il portierone brasiliano che lavora invece sodo per migliorarsi e dimostrare il proprio valore.

L’Affermazione. Dopo la promozione in Serie B, arrivata anche grazie alle sue parate determinanti, Rafael si è immedesimato perfettamente nel contesto della cadetteria diventando decisivo in più di un’occasione. Sicuro e sereno è riuscito a sovrastare i problemi nelle uscite che tanto lo attanagliavano e, diventando l'uomo in più del Verona, è riuscito anche ad attrarre l’interesse di alcune squadre di Serie A. Lui, dal canto suo, l’ha sempre detto: la massima serie la vuole conquistare con la maglia gialloblù. Se questo accadrà ancora non si può dire, ma quello che è certo è che Verona ha trovato un portiere che lo potrà rendere possibile.

PRIMO PIANO
Serie B, Somma: "In vetta c'è un equilibrio sottile"
25.02.2012 14:30 di Federico Errante
Fonte: tmw
Abbiamo intervistato in esclusiva Mario Somma, ex calciatore ed attualmente è un allenatore ed è commentatore per le trasmissioni calcistiche della Rai. Con lui abbiamo parlato della serie B. Pescara, Verona, Sassuolo e Torino si contendono la serie A e la differenza la faranno gli scontri diretti. Nella lotta per non retrocedere il Livorno è favorito, buone possibilità le ha anche l'AlbinoLeffe, mentre le altre squadre devono sfruttare i loro punti di forza per provarci. La Nocerina è la formazione che ha bisogno di un miracolo per restare in B. I filotti positivi portano momenti di tranquillità, ma non garantiscono il successo finale.

Il week end dei recuperi potrà delineare meglio i rapporti di forza fra le squadre che aspirano alla serie A?
"Sì, però fra le quattro squadre che aspirano alla serie A, Pescara, Verona, Sassuolo e Torino, c'è un equilibrio talmente sottile e se la Snai dovesse quotare come nell'ippica un'accoppiata vincente secondo me non ci sarebbe la coppia favorita per la A diretta. Probabilmente alla fine si dovrà ricorrere ad una classifica avulsa perché ci saranno più squadre a pari punti, quindi che ci siano due squadre che possano prevalere in questo momento sono difficili da individuare. Certamente i recuperi saranno sicuramente molto importanti dal punto di vista della classifica, anche se la sconfitta della squadra di Zeman da parte della Reggina per due a zero ha lasciato invariate le posizioni però ha permesso ai calabresi di avvicinarsi alla zona playoff. Andare a giocare a Pescara con il grande entusiasmo che c'è o a Torino con la grande forza e anche l'entusiasmo che ha, incontrare il Sassuolo, squadra che ha grande equilibrio, o giocare contro la forza di una piazza come quella di Verona diventano tutte partite difficili, perché ognuna di queste squadre ha dalla sua un'arma potente e per chi le deve incontrare diventa molto complicato".

Saranno quindi gli scontri diretti che ci saranno di qui a fine campionato fra queste squadre a fare la differenza?
"Sì, perché gli scontri diretti varranno oltre che per i punti conquistati anche in un'eventuale classifica avulsa".

La lotta per non retrocedere coinvolge dal Livorno in giù nove squadre, chi vede tecnicamente favorito?
"Anche in questo caso ogni squadra ha una caratteristica positiva. Io con Alberto Rimedio e Vincenzo D'Amico per la trasmissione "90° minuto serie B" facciamo settimanalmente delle classifiche non soltanto legate ai risultati, ma soprattutto alle prestazioni, perché sono le prestazioni che forniscono una base di partenza per riporre la speranza di superare le difficoltà. Nella parte bassa della classifica è normale che ci siano squadre che in questo periodo stanno avendo prestazioni non molto positive e altre che giochino meglio, come ad esempio l'AlbinoLeffe che ha tutto per potersi salvare e farlo direttamente senza passare dai playout, perché ha trovato un allenatore che le dà continuità grazie ad un sistema di gioco, perché ha la gamba giusta per attuare quel sistema di gioco e i giocatori adatti al 4-4-2. L'Ascoli è una formazione molto difficile da affrontare e chiunque ci giochi contro vince con grande difficoltà o perde di misura e questo significa che la prestazione dell'Ascoli è sempre all'altezza della situazione, quindi è una squadra tonica. Per questo dico che è difficile da affrontare e anche il loro sistema di gioco, il 5-3-2, sta dando grandi soddisfazioni e ha permesso una rincorsa importante e per loro è fondamentale arrivare al momento decisivo del campionato con energia, e da questo punto di vista sono in un frangente nel quale stanno un po' pagando, però se arriveranno ad essere in una posizione di galleggiamento quando il campionato si determinerà e avranno appunto un pizzico di energia allora potranno venirne fuori. L'Empoli è troppo dipendente da Tavano e Maccarone e fino a quando loro reggeranno non avrà problemi, ma se dovessero avere un calo la squadra avrà per forza delle difficoltà. Il Modena è un'altra squadra che deve ritrovare serenità ed equilibrio e nel momento in cui ciò avverrà, cosa che già c'è dal punto di vista tecnico-tattico, però non deve cadere nel tranello di andare a crearsi ulteriori problemi dove non servono, potrà essere fra quelle che potranno provare a salvarsi. Il Gubbio attuale non può prescindere da tre giocatori: Bazzoffia, Ciofani e Sandreani, che danno alla squadra identità e aggressività, componente questa che in B paga sempre, e se questi tre giocatori che danno l'anima riusciranno a trasmettere a tutto il gruppo lo spirito e la voglia di fare allora anche gli umbri avranno la possibilità di salvarsi. Il Crotone è la squadra forse più giovane in assoluto e, a mio avviso, ha un concetto giusto del gioco in quanto manovra palla a terra e ha una filosofia tecnica basata sul palleggio, molto gradevole da vedere, e sarà importante anche in questo caso l'ambiente perché se riuscirà a rimanere compatto e con queste caratteristiche si soffre meno dal punto di vista atletico nel periodo primaverile, quando si ha bisogno di energie, in più il loro tipo di gioco non è molto dispendioso e quindi permette di avere un equilibrio che può dare soddisfazione. Il Vicenza è una squadra molto esperta che deve trovare la forza legata alla compattezza tattica che in alcune occasioni ha smarrito, ottenendo non tanto sconfitte quanto mancate vittorie e di conseguenza se riesce a mantenere la compattezza tattica riesce anche ad arrivare al risultato finale positivo. La Nocerina è la formazione che mi sembra in maggiore difficoltà in quanto ha troppi punti da recuperare su troppe squadre e ci vorrebbe un miracolo per riuscire a salvarsi, ogni suo passo falso equivale a tre degli altri oltre tutto continua a cambiare e questo non permette la continuità e avere delle certezze, perché anche quando si commettono degli errori si ha la certezza che se si sbaglia si sa dove e di conseguenza cosa si deve migliorare, ma se si cambia di continuo diventa impossibile persino correggere gli errori. Il Livorno ha giocatori troppo forti e tonici, Paulinho e Dionisi che stanno bene anche dal punto di vista atletico e quindi la squadra, oltre ad avere dei punti di vantaggio importanti, ha una forza tecnica che non la farà cadere nei playout e nella zona retrocessione rimanendo in una posizione di tranquillità".

Si dice che in B più che in altri campionati i filotti positivi o negativi riescano a cambiare le sorti di una squadra, è realmente così o nell'arco del campionato questo ha minor incidenza?
"In B i filotti hanno minor incisività perché nell'arco di quarantadue partite e per alcune squadre anche quarantaquattro o quarantasei in caso di playoff e playout possono dare un arco di tempo di tranquillità o di apprensione, ma nel tempo i valori agonistici, tattici e la professionalità dei giocatori vengono fuori. Anche perché in B si può tesserare solo un certo numero di giocatori tra bandiere e under vari e di conseguenza conta moltissimo l'integrità fisica e atletica. I filotti positivi permettono per un certo periodo di agguantare una certa posizione e di lavorare con maggiore tranquillità, però poi come si vede ad esempio l'Ascoli ha fatto una grande rincorsa, ma è ancora in una posizione difficile, il Torino ha realizzato grandi cose all'inizio però è stato raggiunto, il Verona si è portato fra le prime e deve continuare a rimanerci. In B si può avere un momento positivo, ma non ci si può cullare su quello se si vuole mantenerlo fino alla fine".

Quando rivedremo Mario Somma in panchina?
"Mi auguro il più presto possibile, perché quello è il mio lavoro. Si inizia ad allenare per passione e solo in un secondo momento diventa un lavoro e quando non si riesce a dare sfogo ad una propria passione non è mai una cosa che fa piacere. Io non sto cercando un progetto di un certo tipo, come vogliono alcuni miei colleghi, perché in Italia il calcio è fatto di risultati e non di progetti, ci sono allenatori che sono adatti per determinate caratteristiche ed altri per altre, poiché ci sono delle squadre che hanno bisogno di allenatori caratteriali, altre che gestiscono il gruppo e altre ancora alle quali servono allenatori di campo; in base alle esigenze della squadra si deve scegliere l'allenatore con le caratteristiche giuste. Nella mia carriera, anche se non molto lunga, ho avuto la possibilità di fare un po' tutto, ma se qualche presidente mi cercasse per fare il gestore ecco questa non è una mia caratteristica, la gestione degli uomini la lascio ai presidenti, ai direttori sportivi o alle mogli o alle fidanzate. Il mio mestiere non è gestire uomini, ma allenare uomini che è una cosa diversa (ride, ndr)".

FONTE: TuttoB.com


sabato, febbraio 25th, 2012 | Posted by Amodaffari
Verona, per Mandorlini arrivano i complimenti di Prandelli
Cesare Prandelli elogia Andrea Mandorlini. Intervenuto all’apertura del salone del golf a Verona, il ct della Nazionale (ex allenatore dei gialloblù) ha sottolineato la qualità del lavoro di Mandorlini che, in questa straordinaria stagione, ha anche battuto il record di vittorie appartenente al tecnico di Orzinuovi: “Mandorlini sta facendo un grande lavoro, direi straordinario. Ha battuto il mio record di vittorie consecutive? Bene diciamo che ora è in buona compagnia”.
Infine una battuta su quello che, secondo Prandelli, è il vero punto di forza degli scaligeri, il pubblico: “Il segreto del Verona è questo feeling che ha saputo trovare tra squadra e pubblico. L’entusiasmo è una grande risorsa”.
Antonio Modaffari

venerdì, febbraio 24th, 2012 | Posted by Orru
Sampdoria, oggi test con la Primavera per verificare nuove soluzioni
Il campionato di Serie Bwin starà fermo per una giornata di riposo nel prossimo weekend. La Sampdoria di Beppe Iachini, che deve recuperare ancora la partita con l’Empoli rinviata per il maltempo qualche settimana fa, sosterrà oggi un test contro la formazione Primavera blucerchiata allenata da Felice Tufano. L’occasione sarà ghiotta per il mister dei doriani per provare nuove soluzioni, anche in vista della squalifica di Obiang, e per far affiatare ancora di più un gruppo alla ricerca della verà identità.

Non ci sarà Eder, il quale proseguirà ancora il lavoro di recupero per permettergli di essere in campo sabato prossimo nel match col Verona. Partita molto importante, che unita al recupero con l’Empoli e alla successiva trasferta di Sassuolo, dirà veramente a quali traguardi può ambire questa Sampdoria.
di Marco Orrù

venerdì, febbraio 24th, 2012 | Posted by Orru
Sampdoria, Kristicic favorito per sostituire Obiang
Il mister della Sampdoria Beppe Iachini avrà una settimana di tempo per scegliere il sostituto di Pedro Obiang, il centrocampista spagnolo che è stato squalificato per una giornata. Contro il Verona giocherà probabilmente il serbo Nenad Kristicic, fresco di convocazione nell’Under 21 serba. Il centrocampista giocherà contro i parietà della Bosnia in una partita in programma mercoledì prossimo alle 14 allo stadio BASK di Careve Cuprije nei pressi di Belgrado. L’alternativa è un altro giovane, il neoacquisto Savva Gentsoglou, greco prelevato dall’Aek Atene e ancora in attesa di esordire con la maglia blucerchiata.
di Marco Orrù

giovedì, febbraio 23rd, 2012 | Posted by AlbertoBellotto
Sampdoria: Eder verso il recupero, altro stop per Padalino
Notizie agrodolci per la Sampdoria. I blucerchiati, in vista della delicata trasferta contro il Verona, stanno recuperando poco alla volta Eder, che già ieri aveva confermato via twitter il miglioramento della caviglia dopo la botta ricevuta nel corso della gara contro il Grosseto. L’attaccante dovrebbe rientrare in gruppo a partire dalla prossima settimana in modo da preparare la sfida contro la formazione veneta. Brutte notizie invece per Padalino. Il giocatore svizzero, fermo da poco più di un mese per un fastidio muscolare, è stato costretto a fermarsi nuovamente per il riacutizzarsi del problema.

mercoledì, febbraio 22nd, 2012 | Posted by Dandronaco
Verona, l’ex ds Prisciantelli: “Solo il Torino ha qualcosa in più”
Il Verona ha un tifoso illustre nella corsa alla Serie A, l’ex direttore sportivo Riccardo Prisciantelli, che oggi ha parlato a ‘Radio Verona’. Ecco le sue parole: “Vedere questa classifica mi emoziona, finalmente la squadra sta tornando ai suoi livelli. Il campionato di serie B però si decide dopo Pasqua: solo allora i verdetti saranno più vicini alla realtà. Tra le altre squadre, solo il Torino ha sicuramente qualcosa in più, mentre vedo il Pescara sullo stesso piano del Verona. Metto il Sassuolo un gradino sotto perché la mancanza di un grande pubblico può essere determinante. Nel Verona sono molto legato a Gomez: credetti molto sulle sue qualità, spingendolo sempre a dare il massimo. A Trieste rimpiangono ancora di averlo lasciato andare”.

mercoledì, febbraio 22nd, 2012 | Posted by Dandronaco
Sampdoria, Eder su Twitter: “La caviglia va molto meglio”
Migliorano le condizioni di Eder in vista della prossima gara della Sampdoria, che sabato 3 marzo ospiterà il Verona. E’ lo stesso attaccante ex Cesena a rassicurare i tifosi via Twitter: “Anche oggi terapia mattina e pomeriggio. Fra un po’ la mia caviglia diventa di ghiaccio… heheh. Però va molto meglio”. Oltre ad Eder, durante la doppia seduta di oggi hanno continuato a lavorare a parte anche Pellè, Semioli, Padalino e Castellini. Domani per gli uomini di Iachini è in programma una sessione d’allenamento pomeridiana.

FONTE: SerieBNews.com


Claudio Prandelli: «Bravo Mandorlini,
tra l'Hellas e i tifosi c'è il clima giusto»
GLI APPLAUSI DEL CT. Grande feeling tra l'ex allenatore e la squadra. Prandelli elogia il Verona e fa i complimenti al mister: «Sta facendo un grande lavoro, direi straordinario. La promozione in serie A? Facciamo gli scongiuri»

27/02/2012
«Solo golf, non voglio parlare di calcio». Claudio Prandelli si è presentato così, sabato mattina, all'inaugurazione della Salone del Golf in Fiera. Una mattinata tranquilla per scambiare quattro chiacchiere su palline e bastoni, per provare il putt, per dribblare le domande su Balotelli e sulle convocazioni per l'amichevole con gli Stati Uniti. Ma l'Hellas è sempre l'Hellas per Prandelli. Da commissario tecnico della Nazionale è meglio non esporsi troppo ma quando qualcuno butta lì: «Ma il Verona può farcela?» alludendo alla promozione in A, l'ex allenatore dei gialloblù sorride e risponde «Facciamo gli scongiuri, facciamo gli scongiuri...»

Probabilmente ci crede anche lui ma si sa come vanno le cose nel calcio, la scaramanzia è sempre tanta, meglio non turbare un ambiente che ha cancellato due o tre parole dal calendario. Ma gli ultimi risultati del Verona - tre vittorie e un pareggio a Padova dopo la sconfitta di Sassuolo, dieci punti in quattro partite - hanno rilanciato le ambizioni dell'Hellas visto che le altre hanno tirato il freno a mano nei recuperi. Il Sassuolo ha pareggiato in casa con l'Ascoli, il Pescara è caduto all'Adriatico con la Reggina, il Torino ha alzato bandiera bianca con il Brescia. In questo momento Ceccarelli e compagni sono terzi in classifica a un punto dal Sassuolo, a due dal Torino che ora hanno giocato le stesse partite dei gialloblù. Il Pescara che dovrà recuperare martedì con la Juve Stabia ha due punti in meno del Verona, il Padova che deve giocare a Modena è fermo a quota 46, la Sampdoria che dovrà vedersela con l'Empoli è lontanissima. È ancora troppo presto per fare calcoli ma con 14 partite ancora da giocare l'Hellas non può certo nascondersi ancora per troppo tempo.

Adesso arrivano due trasferte molto dure con Sampdoria e Torino e poi si giocherà al Bentegodi il derby con il Vicenza, fra una quindicina di giorni Mandorlini potrà fare due conti alla luce dei risultati acquisiti e delle sfide che dovrà ancora affrontare fino al termine del campionato. Se non cambierà la posizione in classifica, il Verona potrà lottare fino all'ultima giornata per un traguardo importante. «Il gruppo è molto unito - ha detto Prandelli - basta vedere quante partite sono riusciti a vincere negli ultimi minuti. Grande merito va al mister. Andrea Mandorlini sta facendo un grande lavoro, direi straordinario». Non c'è invidia per i record che sta mettendo insieme il Verona in questo campionato di B. Solo una conferma, per ribadire la solidità di una squadra che, dopo la promozione dalla C alla B, ha trovato gli stimoli giusti per regalare ancora tanto entusiasmo alla gente.

«L'Hellas di Mandorlini ha battuto il mio record di vittorie consecutive? Va bene così - ammette Prandelli - diciamo che ora questo Verona è in buona compagnia. Battute a parte il segreto è questo feeling che ha saputo trovare tra squadra e pubblico. C'è il clima giusto per raggiungere risultati importanti, mi sembra di respirare un'aria che conosco. L'entusiasmo è una grande risorsa». L'entusiasmo che non manca al Verona e al suo popolo.L.M.

«Mi chiamo Ermes, ho messo le ali a Rafael»
LA RINASCITA. Il lavoro con Morini alla base delle grandi prestazioni dell'estremo difensore dell'Hellas. «Mi lasciavano molto perplesso i commenti negativi su di lui». «Il merito di questa crescita è solamente suo. Fortissimo tra i pali, è migliorato tantissimo in uscita Ma anche gli altri portieri danno grande affidabilità»

25/02/2012
Ascoltava, ma non capiva. Perchè tutta quella diffidenza? Ogni uscita era un sospiro, spietato il Bentegodi nel sollevare punti di domanda verso Rafael. Anche calcando la mano. Ermes Morini, il suo allenatore, si guardava attorno. Ascoltava, ma continuava a non capire. «Adesso vado in panchina, l'anno scorso le partite le vedevo dalla tribuna. E certi commenti mi lasciavano francamente perplesso. Rafael aveva bisogno di sicurezza, ho cercato di aiutarlo soprattutto a livello morale. Di questo credo avesse davvero bisogno, per il resto il merito è solo ed esclusivamente suo». Di sicuro il Verona si sta godendo il miglior Rafael di sempre, strepitoso fra i pali e autoritario quando valica i confini dell'area piccola. La chiave di tutto? Solo una. «Lui è forte di carattere, è forte di testa. Superati certi ostacoli, è diventato ancora più solido».

FINALMENTE SERENO. Morini, con Mandorlini al Vicenza e al Cluj, è tipo schivo. Ama poco apparire e tanto stare sul campo. Rifiuta paragoni e non usa superlativi. Anche se probabilmente sta allenando in questo momento il portiere più bravo della serie B. «Non facciamo confronti, se Rafael è il migliore di tutti non devo certamente dirlo io. Noi siamo contenti, questo conta. Certe soddisfazioni ce le stiamo togliendo, è una bella sensazione. Sta dimostrando di essere bravo davvero. Oltre che sul lavoro tecnico e atletico ho preferito concentrarmi, ripeto, sull'aspetto mentale. Ricordo bene quel che succedeva in tribuna, appena questo ragazzo usciva nessuno gli risparmiava critiche. Esagerate. A Rafael forse mancava serenità, adesso l'ha ritrovata insieme a tanta sicurezza». Ora come ora sembra quasi imbattibile, coperto da una specie di onnipotenza che gli permetterebbe di parare anche una mosca. E la storia potrebbe non essere finita qui. «Non mi piace molto scendere nei particolari, ma Rafael può crescere ancora. Come idea generale ognuno può migliorare, anche l'ultimo giorno della sua carriera. Lo dico sempre ai ragazzi. Non ha grosse pecche, può diventare ancora più bravo».

NON SOLO «RAFA». Il concetto di gruppo rimane sacro, anche fra i portieri. «Mi piace parlare al plurale - evidenzia Morini -, più che Rafael io alleno dei ragazzi professionalmente molto bravi e con buone qualità. Nicolas sta recuperando in fretta dall'infortunio, è abbastanza avanti nella tabella di marcia. È giovane, uno a cui non mancano le prospettive se riuscirà a trovare spazio e a giocare, magari anche altrove. Per Frattali il discorso è diverso, ha più esperienza di categoria. Ragazzo molto serio, posso ritenermi soddisfatto».

OLTRE OGNI LIMITE. Morini è vero uomo di spogliatoio, portiere fino a 29 anni e le giovanili del Toro alle spalle. Ha smesso presto, ma non ha perso tempo. Tanta gavetta, prima del calcio che conta e, adesso, di un'avventura finora esaltante. Certamente superiore ad ogni più ottimistica previsione. «Il calcio a volte è imprevedibile, se quest'estate in ritiro mi avessero detto che il Verona a questo punto della stagione avrebbe avuto questa classifica non ci avrei creduto. La squadra però ha dei mezzi importanti, è riuscita a consolidarsi in serie B, ad aggiungere certezze al suo bagaglio col passare del tempo. Importante adesso è non costruirsi troppi castelli in aria, guardare di partita in partita. Il campionato è durissimo, insieme a noi ci sono squadre estremamente attrezzate».

FATTORE «LEPILLER». Un valido collaboratore Morini ce l'ha. Arrivato strada facendo, ma pericolosissimo quando decide di “allenare” Rafael. Si diverte Lepiller a piazzare il pallone dal limite, a sfidare il compagno, a scommettere su come finirà. «Mi deve una cena», ricordava qualche giorno fa Matthias, uno che col pallone fa quello che vuole. Un mezzo incubo per molti portieri, verifica severissima pure per Rafael. Il supplemento di lavoro per il suo numero uno a Morini non dispiace affatto. «Lepiller ha un tiro di alto livello, per un portiere è un buon allenamento avere di fronte uno come lui. Di sicuro i suoi tiri sono più allenanti dei miei. Ma anche i nuovi palloni sono una bella incognita. La traiettoria va a destra, a sinistra, si alza, si abbassa. Se un giocatore possiede certe doti di calcio per un portiere diventa un problema. I colpi di Lepiller sono molto insidiosi, indecifrabili. Bei test per Rafael. Meglio per lui, meglio per noi».
Alessandro De Pietro

La grinta di Bordin: «Siamo più maturi, attenti all'Hellas»
UN GUERRIERO IN CAMPO. Lippi lo ha allenato con Atalanta e Napoli: «Il mio rapporto con Mandorlini? Ormai conosco già tutti i movimenti che vuole, non c'è bisogno di dirsi molto. Equilibrio è la nostra parola d'ordine»

24/02/2012
Certi concetti glieli ha trasmessi direttamente Marcello Lippi, prima ancora dell'amico Mandorlini. «Soprattutto la cura dei dettagli, il confronto, il saper ascoltare i giocatori», racconta Roberto Bordin, passato da mediano tosto e deciso a fine stratega dei meccanismi difensivi dell'Hellas. Marcello Lippi l'ha conosciuto all'Atalanta e l'ha chiamato a Napoli, Andrea Mandorlini gli ha messo al braccio la fascia di capitano a La Spezia, l'ha «precettato» anche a Vicenza e l'ha voluto fortemente da quando le scarpe di Roberto sono finite appese a un chiodo. Feeling vero, fiducia totale.

PALETTI «CHIAVE». «Lippi è una persona eccezionale, lui sapeva mettere i giocatori nelle condizioni ideali. È sempre stato così, a Bergamo così come a Napoli. Voleva conoscere spesso la nostra opinione, così come io sto cercando di fare adesso coi ragazzi. Parliamo molto, tutto questo è molto positivo secondo me. Mandorlini? I movimenti che vuole li conosco tutti ormai, non c'è bisogno di dirsi molto. La parola d'ordine per lui è una sola: equilibrio. Riusciamo spesso a sfondare sulle fasce partendo dall'azione dei difensori e principalmente degli esterni. Chiaro che quando uno esce la normale copertura prevede il coinvolgimento dei tre difensori restanti. Ci viene tutto naturale, ormai questi sono meccanismi consolidati. Tutto normale». Nell'opera di Bordin anche lievi sfumature, spesso quelle che ti risolvono una partita. «Mi piace molto lavorare nella marcatura - spiega il vice di Mandorlini - anche individuale, sulla seconda azione. Tanti gol ormai arrivano in questo modo. Spesso si perdono certi equilibri sulla seconda palla spizzata o la seconda giocata, spesso in velocità. Situazioni in cui siamo cresciuti, anche se di margini ne abbiamo ancora parecchi».

L'IMPORTANZA DI «TACHI». Mandorlini l'ha sempre detto: «Davanti alla difesa il mio giocatore ideale è uno di contenimento, uno schermo che possa costruire un bel castello davanti ai due centrali». L'esatto profilo di Panagiotis Tachtsidis, cellula strategica per conservare determinati automatismi. «Con lui in campo - continua Bordin - i difensori possono staccarsi più indietro, assicurare maggiore protezione visto che arretra lui. Per non parlare della gestione nei finali di gara o nelle situazioni in cui davanti trovi gente come Nando Sforzini o Rolando Bianchi. Avere in battaglia un ragazzone come Tachtsidis dalla tua parte conta tanto. Attenzione però, anche Gennaro Esposito in interdizione è molto bravo. Compreso il contrasto diretto, così come nelle coperture e nelle diagonali. Con l'uno o con l'altro ci sentiamo sempre al sicuro, una garanzia per tutta la squadra».

UNO SPARTITO NUOVO. Tanti progressi, l'Hellas è cresciuto sotto molti punti aspetti. Uno su tutti. «Durante certe partite dell'andata ci siamo accorti solo dopo un po' di tempo di potercela giocare alla pari contro certi avversari - sottolinea Bordin - all'inizio affrontavi la gara senza quella consapevolezza che adesso abbiamo acquisito in pieno. Qualche volta abbiamo esitato prima di esprimerci veramente come sappiamo. Nel girone di ritorno la musica sarà perciò certamente diversa, l'abbiamo già dimostrato». Cos'è cambiato? «L'etichetta da neopromossa - conclude la «spalla» del mister gialloblù - non potevamo togliercela immediatamente. Adesso invece siamo perfettamente coscienti della nostra forza, anche se qualche squadra può sembrare sulla carta più attrezzata o maggiormente accreditata per certi obiettivi il Verona ha capito di potersela comunque giocare alla pari con tutti. E questa maggior coscienza nei nostri mezzi può alla fine diventare l'arma in più».
Alessandro De Pietro

«Il Verona ha una piazza che dà qualcosa in più»
I CONDOTTIERI. «L'Hellas è una squadra con gradi giocatori come Hallfredsson e Lepiller». Bisoli e Tesser parlano della serie B da un punto di vista privilegiato: portarono il Cesena e il Novara dalla C alla serie A... farà lo stesso Mandorlini?

23/02/2012
Esperti della materia come nessuno. Dagli intrighi della serie B loro due ne sono usciti da trionfatori. Non c'è due senza tre, così almeno dice il proverbio. Assist troppo semplice per il Verona di oggi. Due anni fa il Cesena, lo scorso giugno il Novara, adesso chissà. Solo un caso? No, il fato incide poco. Il pallone sa essere, per fortuna, pure rigido e tremendamente scientifico. Pierpaolo Bisoli e Attilio Tesser la pensano più o meno così, superbi condottieri di matricole passate dall'inferno della serie C al paradiso della serie A in dodici mesi appena. Uno col Cesena, l'altro col Novara. Ma ora sono a spasso, così ha deciso lo strampalato calcio di oggi. È un pomeriggio anomalo per due così, lontani dal campo. Senza panchina. Bisoli ha appena finito di giocare a tennis, Tesser è in giro. La loro avventura a Bologna e Novara è finita troppo presto, ma la storia non può dimenticarsi tanto facilmente di quei doppi salti entrati di diritto fra le imprese più belle degli ultimi decenni italiani.

QUESTIONE DI COERENZA. Bisoli ha una convinzione, diventata ogni giorno più forte: «Il calcio italiano è gracile, al giorno d'oggi fai strada abbastanza facilmente se ti affidi alla continuità, senza distruggere ogni anno quel che hai appena costruito. Guardate quel che succede a noi allenatori. Io dopo quattro partire ero già a casa, a tanti altri è successo più o meno lo stesso. Il mio Cesena seguì un cammino preciso, il Novara ha fatto lo stesso, il Verona pure. Se i risultati sono sempre questi c'è un perché, non può essere solo una fatalità. Non scherziamo. In quest'epoca vale molto la coerenza delle società, una programmazione chiara, una gestione anche semplice».

FRENO-PESCARA. «Il Toro - evidenzia Tesser - ha molte possibilità di vincere il campionato, ma non sarà così scontato come la forza della squadra e il blasone possono suggerire a prima vista. Un posto in serie A il Torino dovrà sudarselo, considerata la concorrenza. Non diamo nulla per scontato, specie in serie B. A questo punto del campionato basta niente per vanificare il lavoro di una stagione intera. Nel suo piccolo anche la fortuna ha il suo peso. Il Pescara, ad esempio, è stato penalizzato dagli ultimi rinvii. Stava attraversando un momento fantastico ma è stato costretto a fermarsi e qualcosa magari avrà anche perso nel frattempo. Se si va avanti con questo equilibrio anche un punto può costarti carissimo».

PARADISO TORO. «Il Torino - continua Bisoli - secondo me va in serie A direttamente, anche da primo in classifica. Ha una rosa superiore a tutti gli altri, basta vedere i nomi in organico e quanto ampia è la rosa. Il secondo posto se lo giocano le altre tre, partono tutte alla pari. Il Sassuolo ha la serenità dell'ambiente, il Verona l'esatto contrario ma in chiave positiva. La piazza, meravigliosa, trasmette adrenalina ogni giorno di più, naturale per chi è stato a lungo in serie A. Il Pescara è diverso, ha una banda di giovani bravi e incoscienti al punto giusto. Sfrontati come solo a vent'anni puoi essere. Con un gran talento come Insigne e uno come Immobile che davanti alla porta non sbaglia mai. Mi piacciono tutte e tre, ma per la promozione diretta a disposizione rimane un posto solo».

UNICA DIRETTRICE. «Ho visto giocare il Verona - confida Tesser -, questa è una squadra con grande organizzazione ma anche con giocatori di qualità scelti con grande raziocinio. E vedo un gran bel gruppo, certe piccole sfumature ti fanno capire chiaramente quando c'è unità d'intenti e tutti marciano nella stessa direzione. A me l'Hellas è piaciuto molto, da due anni ormai viaggia sull'onda dell'entusiasmo e questo è un bel valore aggiunto. Il Verona ha acquisito in Prima Divisione una mentalità vincente che le è servita molto anche in serie B. Anche la città sta spingendo nel modo giusto, si è creata un'unità di intenti che di solito è alla base di ogni successo. E non dimenticatevi che anche certi piccoli dettagli giocano a favore del Verona. Nelle ultime giornate magari la differenza te la fa persino l'ultimo arrivato. Sulle qualità di uno come Hallfredsson siamo tutti d'accordo, ma l'Hellas ha trovato anche un ragazzo potenzialmente determinante come Lepiller. Anche se alla fine a vincere è sempre il gioco di insieme, ma Mandorlini questo lo sa benissimo».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it





[OFFTOPIC]
SERIE B: Nei recuperi il GUBBIO batte 2 a 0 il MODENA al 'Barbetti' dopo che la REGGINA era andata a vincere in quel di Pescara. Pari tra SASSUOLO e ASCOLI
VITA DA EX: Il 36enne ORFEI, ex capitano gialloblù, mantiene il carattere anche in Seconda Divisione con la SAMBO! 'Testa bassa e lavorare! Ne usciremo...' e Sebastiano SIVIGLIA torna nella 'sua' Nocera Inferiore: farà l'allenatore!
NBA:I KNICKS perdono a Miami, tonfo dei LAKERS ad Oklahoma City; ora il campionato si ferma: spazio all'All Star Game. Danilo GALLINARI sfonda anche nel marketing e diventa uno dei top atleti dell'Adidas...
EUROPA LEAGUE: LAZIO eliminata, UDINESE avanti dopo il 3 a 0 a Salonicco...
BASKET EUROLEGA: Vittoria amara per l'OLIMPIA!
CLAMOROSA CLASS ACTION DEGLI EX DEL BARI contro chi, con le calcioscommesso, ha infangato la maglia!
AUGURI DINO ZOFF: L'ex numero 1 e cittì della Nazionale azzurra compie 70 anni!
CHAMPIONS LEAGUE: L'INTER riesce a perdere al 93° una gara monotona e con poche emozioni a Marsiglia dove un pareggio sembrava scontato!

AUGURI DINO ZOFF: SPEGNE 70 CANDELINE. "IL CALCIO MI HA FATTO VIVERE BENE"
Giovedì 23 Febbraio 2012 - 14:36
ROMA - L'uomo che è diventato mito in vita, ha alzato la Coppa più bella, giocato a scopone con Pertini e mandato a quel paese Berlusconi quando Fini non ci pensava nemmeno, compie martedì 70 anni. Sebbene per i grandi numeri di Dino Zoff (642 partite in serie A, 112 in azzurro, a lungo recordman per presenze, prima di essere superato da Paolo Maldini e da Fabio Cannavaro) il traguardo sia non rilevantissimo sul piano quantitativo, l'Italia ha preso a celebrare l'evento con un mese di anticipo. Lui, come faceva sempre di fronte ai tiri, che fossero di Riva o di Socrates, non si è scomposto e ha parato la retorica aggrottando sopracciglia ormai grigie e rughe profonde. Poi ha buttato lì un paio di quelle sue frasi tutt'altro che churchilliane: «I miei 70 anni? Cinquanta di questi li ho vissuti di calcio, e il calcio mi ha fatto vivere bene».

UNA VITA PER IL CALCIO Chi è stato Zoff per il calcio? «Uno che ha lavorato bene, con serietà. Anche se è poco umile dirlo, sono stato abbastanza un buon esempio. Siccome me lo dicono tutti, ci credo». La lunga storia d'amore tra Zoff e il pallone ha inizio negli anni '50 nella Marianese, la squadra di Mariano del Friuli, dove è nato il 28 febbraio 1942, da una famiglia contadina. Erano gli anni in cui «fare 10 chilometri in bici per giocare la partita era una festa». Nel 1961 l'approdo in serie A, all' Udinese. Il debutto, il 24 settembre, fu infausto: sconfitta a Firenze per 5-2. «Andai al cinema qualche giorno dopo. Nell'intervallo c'era la settimana Incom, fecero vedere i gol di quella partita e io sprofondai sotto le poltroncine». Ma Dino, friulano forte e saggio sin da giovane, non si perde d'animo. E da lì comincia un 'cursus honorum' senza pari, una vita tra i pali che l'avrebbe riempito di gloria e di record.

SOGNO BIANCONERO Dopo l'Udinese, dal 1963 al '67 al Mantova, poi al Napoli fino al 1972. A 30 anni, il coronamento di un sogno: lui, juventino («al paese erano quasi tutti juventini»), viene ingaggiato dalla Vecchia Signora. «C'erano Causio, Haller, Bettega. La velocità insieme alla fantasia, la classe mescolata al dinamismo. Quella prima Juve mi è rimasta nel cuore». E furono 11 anni incredibili, con sei scudetti, due Coppe Italia, una Coppa Uefa, una sequenza ininterrotta di presenze. Con, alla fine, la delusione più grande: la sconfitta, nella finale di Coppa dei Campioni con l'Amburgo, il 25 maggio 1983 ad Atene. Quel tiro maledetto, da lontano, di Magath, che l'uomo che parava tutto non riesce a sventare. La fine di un sogno.

PORTIERE MONDIALE Una settimana dopo, a 41 anni e tre mesi, Dino appende scarpini, e guanti, al chiodo. Ma, nel frattempo, quante soddisfazioni, e quanti primati, in Nazionale. Unico italiano ad aver vinto un Europeo (1968) e un Mondiale (1982), Zoff ha difeso per 15 anni, dal 1968 al 1983, la porta azzurra (nei primi tempi alternandosi con Albertosi). E al portiere che detiene il record di imbattibilità, 1.142 minuti dal 20 settembre 1972 al 15 giugno 1974, la Nazionale ha regalato la gioia più bella: la Coppa del mondo alzata (e con quel gesto finì in un francobollo disegnato da Guttuso) l'11 luglio 1982 a Madrid, dopo la finale vinta contro la Germania Ovest. Trofeo conquistato a 40 anni suonati, altro primato, acme e suggello di una carriera inimitabile. Festeggiato, dopo un bacio tenero in mondovisione al tecnico-padre Bearzot, al ritorno in albergo, con mezzo bicchiere di vino e una sigaretta assieme a Scirea, compagno di stanza, di Juve e in azzurro. Un tipo serio e riservato come lui. «Gaetano era un uomo di grande stile e classe, sia in campo che fuori. Mi manca moltissimo», confessa oggi un friulano che ha pudore dei propri sentimenti, oltre 20 anni dopo la tragica scomparsa dell'amico.

IN NAZIONALE Dopo il portiere - freddo, grande senso del piazzamento, impeccabile nelle uscite, non spettacolare - sono venuti l'allenatore e il dirigente (tra Juve, Lazio e Fiorentina), e un biennio da ct, con un lavoro ottimo e un titolo europeo perso al golden gol. Criticato da Berlusconi per la marcatura di Zidane (che per la verità non fece granchè) dopo quella finale persa contro la Francia, Zoff se ne andò sbattendo la porta. Ora l'uomo di poche, e sagge, parole, a cui piacerebbe «un calcio più semplice, che finisse dopo la partita, non virtuale», si appresta a festeggiare un traguardo importante: non tanto e non solo per i numeri, ma per come li ha vissuti, questi 70 anni «lavorando bene, con serieta», da vero mito della porta accanto.

CALCIOSCOMMESSE, GLI EX CALCIATORI DEL BARI PROVUONO UNA CLASS ACTION
Giovedì 23 Febbraio 2012 - 14:44
BARI - Una riunione degli ex, per la prima volta nella storia del Bari, ma purtroppo non per un lieto evento. Il popolo degli ex calciatori del Bari, infatti, si riunirà nel capoluogo pugliese sabato prossimo per avanzare un'azione giudiziaria, anche attraverso una class action, nei confronti dei calciatori che dovessero risultare responsabili delle 'combine' sportive dello scorso anno, e per difendere l'onore della maglia «portata con orgoglio e ora macchiata dalla slealtà di un manipolo di pseudoatleti che hanno venduto partite e creato le condizioni per una retrocessione dolorosa».

Lo rende noto il coordinatore dell'iniziativa, Mimmo Magistro, calciatore del Bari tra il '63 ed il '68, giornalista sportivo negli anni Settanta, poi assessore comunale a Bari e Stella d'oro al Merito sportivo del Coni, per i meriti acquisiti soprattutto dirigendo una squadra di pallavolo femminile anche a livello internazionale.

Dell'iniziativa giudiziaria si occupa l'avvocato Francesco Sisto, deputato Pdl e tifoso del Bari, con la collega Manuela Magistro, esperta di Diritto Sportivo e docente di Legislazione sportiva presso la Scuola dello Sport del Coni Puglia; e altri giovani giuristi, tutti tifosi biancorossi. L'avv. Sisto ritiene che «ci siano le condizioni per un'azione giudiziaria da parte degli ex tesserati del Bari contro quei calciatori che dovessero essere ritenuti responsabili delle combine sportive dello scorso anno sia attraverso la costituzione di parte civile sia attraverso una class action, a cui potrebbero aderire semplici tifosi, habituè dello stadio ovvero abbonati alle TV satellitari, defraudati perchè costretti a vedere partite fasulle».

L'iniziativa tende anche - è detto nella nota di Magistro - «a porre l'accendo sulla necessità di adeguare le norme di diritto sportivo, soprattutto quelle sulla responsabilità oggettiva dei club, alla luce delle nuove tecnologie, dell'ampliamento delle tutele sulla privacy, nonchè della presenza nel Calcioscommesse di interessi di livello internazionale, con collegamenti con la delinquenza anche locale, a volte fonte di ricatto per gli atleti».

BASKET, OLIMPIA: LA VITTORIA PIÙ AMARA. PASSA AD ATENE MA DICE ADDIO ALL'EUROLEGA
Venerdì 24 Febbraio 2012 - 08:49 di Oscar Eleni
MILANO - Eliminata dall’Europa con un mezzo capolavoro. L’Armani sbanca il campo dei campioni in carica del Panathinaikos Atene che a Milano avevano vinto di 21 dando una lezione magistrale, li fa tremare mandandoli sotto anche di 15 punti a meno di 4’ dalla fine, chiude con un 58-67 che vale come passaporto per futuri paradisi. Finalmente dall’Emporio esce nettare. Bella partita dei due greci, prima Bourousis (12) e poi Fotsis (12), ma serata speciale per Nicolo Melli che prende la patente da giocatore vero segnando 13 punti. Anche Alessandro Gentile, fino a quando un colpo alla spalla non lo ha messo fuori gioco, è stato importantissimo.

Siamo all’alba della vera stagione se tutto quello che si è visto sul campo di Oaka è vero e la rinuncia a Nicholas, il fermento che parla addirittura del ratto di Minacci, la mente senese, crea tante aspettative. Certo non era un Pana da sbarco, ma è stata la difesa di Scariolo a mettere tanti paletti fra le ruote di un carretto trascinato di malavoglia dagli assi di Obradovic. La luce si è accesa quando Omar Cook ha deciso che era il suo momento per guidare una squadra vera.

Facce serene, mani che non tremano a parte quel regalo alla fine sul più 15 che poteva davvero mandare alla neuro il più titolato degli allenatori europei. Cook e Bremer si completano molto bene. La qualificazione non è più possibile, ma congedarsi dalla massima manifestazione continentale con un successo del genere cambia tutte le prospettive per l’Olimpia che ora deve soltanto rimettersi in marcia per andare il più avanti possibile in campionato.

Già a Torino, nella semifinale di coppa Italia persa di 2 contro Siena, si era visto che la pietra cresceva, ma questa prova di Atene libera la mente e spazza via i tanti pregiudizi che noi stessi, criticando nella speranza di trovare reazioni vere, avevamo alimentato. Da Atene torna un’Armani squadra di caratura europea, che può davvero lanciare il guanto di sfida a tutte le avversarie, dalla Cantù magnifica che è uscita all’ultimo secondo contro il Barcellona, ai campioni di Siena che a Bilbao hanno perso sulla sirena. Difesa, squadra, giovani in progresso. Meglio di così non poteva andare.

UDINESE DA SOGNO, 3-0 A SALONICCO: I FRIULANI PASSANO IL TURNO -FOTO/VIDEO
Giovedì 23 Febbraio 2012 - 21:19
SALONICCO - Il sogno europeo continua. L'Udinese conquista il pass per gli ottavi di Europa League a Salonicco e sfata i tabù. Undici anni dopo l'eliminazione dall'allora Coppa Uefa, patita proprio per mano del Paok con un 3-0 al termine dei supplementari nel ritorno in Grecia, l'Udinese trova la rivincita, rompe il digiuno dal gol anche senza il suo bomber Di Natale e centra la vittoria al termine di una prestazione bella e convincente anche lontano dalle mura amiche. Lo zero a zero dell'andata al Friuli lascia aperte tutte le possibilità di qualificazione sia per il Paok, trascinato dal suo pubblico, sia per l'Udinese, che ha dalla sua doti tecniche senza dubbio superiori. Per passare il turno ai bianconeri friulani, questa sera in divisa arancione, basta un pareggio con gol. L'importante è segnare il prima possibile.

Ed è con questo spirito che i ragazzi di Francesco Guidolin scendono in campo, nella bolgia del Toumba, oltre 25 mila spettatori che sostengono ininterrottamente la propria squadra, accompagnando con i fischi ogni tocco di palla avversario. La gara si accende immediatamente. La prima conclusione è del Paok al 3': Lazar ruba palla a centrocampo e serve Giannou che dal limite costringe Handanovic alla respinta. È l'Udinese però a sbloccare il risultato al 6' con il primo calcio d'angolo della partita. Pasquale dalla bandierina scodella in area per l'inserimento di Danilo che di testa insacca alla sinistra di Kresic. Al 15' l'Udinese raddoppia: Fabbrini costringe Cirillo al fallo da ammonizione e si procura una punizione dai 25 metri. Domizzi tocca il pallone in avanti per Floro Flores che calcia una gran botta sotto l'incrocio dei pali. Kresic intuisce, ma non riesce a togliere la palla dal sette. L'Udinese, che finalmente ritrova a centrocampo l'apporto decisivo di Asamoah, vede la qualificazione a un passo.

Ma con l'intera gara ancora da giocare il Paok continua a crederci e si rovescia in avanti. Alla mezz'ora Boloni gioca la carta Georgiadis. Il tecnico rumeno del Paok toglie Stafylidis, in evidente sofferenza sulle incursioni di Basta, e arretra al suo posto Lino, riportandolo nel suo ruolo tradizionale di terzino. L'Udinese si difende in maniera attenta e ordinata, senza correre rischi troppo grossi. In avvio di ripresa l'Udinese prende il largo: Floro Flores entra in area e cade dopo un contatto con Sznaucner. Il direttore di gara assegna il rigore all'Udinese, tra le proteste locali che costano l'ammonizione al capitano del Paok Malezas e a Benatia. Sul dischetto si porta Domizzi che spiazza Kresic e chiude il discorso qualificazione.

LAZIO ELIMINATA, PERDE ANCHE A MADRID. SCONTRI TRA TIFOSI, REJA VERSO L'ADDIO
Venerdì 24 Febbraio 2012 - 00:00
MADRID - Atletico Madrid-Lazio, storia di scontri. Come da pronostico, la squadra romana esce dall'Europa League perchè al Calderon ci voleva un miracolo per ribaltare l'1-3 dell'andata. Alla fine la squadra di quel Reja che fa catenaccio sul proprio futuro («vediamo, domani parlo con il presidente. Avevo rassegnato le mie dimissioni tramite una lettera, adesso rientro e aspetto notizie da parte della società. Se sono convinto? Uno prima di dare le dimissioni è convinto») perde anche stavolta per 1-0, al termine di una partita brutta ed in cui a tratti l'Atletico dà l'impressione di pensare più alla sfida di domenica contro il Barcellona che a quello contro Hernanes (oggi 'latitantè in campo) e soci. Il 'Cholò Simeone lascia in panchina il bomber Falcao, scegliendo un modulo a una sola punta con Adrian Lopez terminale offensivo. Salvio e Juanfran giocano in appoggio al numero 7, a centrocampo torna titolare Paulo Assuncao.

Contro questi giocatori c'è una Lazio incerottata, con alcuni 'primaverà in panchina ma che dà dimostrazione di carattere, e non si fa travolgere. Stringe i denti e dimostra attaccamento al suo allenatore. Le lotte intestine sono quelle fra Reja e la dirigenza, non certo con la squadra, che secondo il tecnico andava rinforzata sul mercato di gennaio. Non è successo, Reja non ha gradito e da questo sono nati i contrasti. Ma le lotte a Madrid sono state anche quelle tra tifosi, ampiamente previste (la partita era stata definita ad alto rischio dalle autorità spagnole) e verificatesi nonostante il cordone di polizia a protezione dei supporter laziali, attaccati da quelli dell'Atletico. Il bilancio è stato di 6 tra feriti e contusi, oltre a parecchi cassonetti incendiati. Nel primo tempo la squadra di Reja parte bene ma conclude poco, così le occasioni più pericolose sono tutte degli spagnoli.

Al 12' Salvio fa tutto da solo, ma Bizzarri riesce a salvare. Poco dopo è ancora Salvio, favorito da un errore di Matuzalem, a calciare sul palo. L'Atletico insiste, provandoci prima con Adrian Lopez e poi ancora con il numero 7, sul quale salva Bizzarri. La squadra di Simeone sblocca il risultato in apertura di ripresa. Sul corner di Gabi, Kozak perde la marcatura su Godìn che di testa anticipa Diakitè e mette in rete dopo la carambola del pallone sul palo. La Lazio accusa il colpo e poco dopo Bizzarri è costretto a una parata sul destro dell'accorrente Koke. Poi è ancora Salvio a sfiorare il gol dopo un assist perfetto di Juanfran: è provvidenziale Dias, che si 'immolà e devia il pallone in corner. Poco dopo comincia la girandola dei cambi, nella Lazio si segnalano per ardore e voglia i giovanissimi Rozzi e Zampa, ma alla fine passa l'Atletico, cheora negli ottavi dovrà vedersela con i turchi del Besiktas.

LIN IN GIORNATA NO, KNICKS KO A MIAMI. NBA SI FERMA PER L'ALL STAR GAME -VIDEO
Venerdì 24 Febbraio 2012 - 10:55
NEW YORK - Miami non si fa contagiare dalla 'Linsanity', stende New York ed è la regina dell'Est. Oklahoma City batte i Lakers e si conferma la numero 1 a Ovest. Arriva l'All Star Weekend e la Nba si ferma per il giro di boa: la regular season si ferma per pochi giorni, che verranno dedicati alla parata di stelle in programma a Orlando.
Solo il break del campionato può arrestare la striscia vincente dei Miami Heat (27-7), che centrano l'ottava vittoria consecutiva superando in casa i New York Knicks (17-18) per 102-88. La corazzata della Florida, che ha il miglior record nella Eastern Conference, può contare sul contributo dei 'big three': Chris Bosh è il top scorer con 25 punti, Dwyane Wade ne infila 22 e LeBron James sfiora la tripla doppia (20 punti, 9 rimbalzi e 8 assist). New York, sotto di 4 punti all'intervallo, si sbriciola nel terzo periodo quando subisce un parziale di 29-19. I 19 punti di Carmelo Anthony non bastano e Jeremy Lin vive la prima serata nera della sua avventura con i Knicks: il play, 'scottato' da due palle perse nei primi minuti (8 in totale), chiude con soli 8 punti e un pessimo 1/11 dal campo.

Per il coach Mike D'Antoni non è il caso di fare drammi: «Non aveva le gambe, era stanco. Può capitare». Lin tornerà a giocare nella notte, visto che parteciperà al primo evento dell'All Star Weekend. Il play di origine taiwanese giocherà nella sfida mista tra sophomore e rookie.
Bisognerà aspettare domenica, invece, per vedere Kevin Durant e Kobe Bryant compagni di squadra nella partita delle stelle. Per ora, i due big si affrontano da avversari. Sorride Durant con 33 punti nella vittoria casalinga che gli Oklahoma City Thunder (27-7) ottengono per 100-85 sui Los Angeles Lakers (20-14). Bryant segna 24 punti ma non è preciso (7/24 al tiro), ai gialloviola non basta la solidità dei lunghi: Pau Gasol chiude con 22 punti e 9 rimbalzi, Andrew Bynum con 14 e 12.

Tra i 'big men', nella serata brilla soprattutto DeJuan Blair: è lui, con 28 punti (miglior prestazione in carriera) e 12 rimbalzi, a guidare i San Antonio Spurs (24-10) al successo per 114-99 sul parquet dei Denver Nuggets (18-17), sempre privi dell'infortunato Danilo Gallinari. I texani, con 6 uomini in doppia cifra, comandano con un eloquente 13/27 dalla linea dei 3 punti.
Passo falso infine degli Orlando Magic (22-13), battuti 83-78 sul campo degli Atlanta Hawks (20-14). Dwight Howard (12 punti e 12 rimbalzi) non incide granchè e incassa una sconfitta prima dell'All Star Weekend casalingo. Per 'Superman' potrebbe essere arrivato il momento dell'addio: l'esibizione di domenica rischia di essere l'ultima a Orlando, in attesa di novità dal mercato.

I RISULTATI I risultati delle partite della regular season Nba: Miami Heat-New York Knicks 102-88; Atlanta Hawks-Orlando Magic 83-78; Oklahoma City Thunder-Los Angeles Lakers 100-85.

GALLINARI SEMPRE PIÙ STAR, È IL NUOVO VOLTO DELL'ADIDAS. "PER ME UN ONORE"
Venerdì 24 Febbraio 2012 - 11:51
DENVER - Adidas ha un nuovo grande talento: Danilo Gallinari. Il fuoriclasse dei Denver Nuggets ha firmato con il brand a tre strisce e diventa così uno degli atleti top di adidas basketball. «Siamo estremamente felici per questa partnership con Danilo -ha affermato Jim Gatto Responsabile Global Sports Marketing adidas Basketball-. Ha un talento incredibile e uno stile di gioco entusiasmante riconosciuto dagli appassionati di pallacanestro di tutto il mondo. Questo lo rende un perfetto testimonial per adidas basketball».

«In questo momento così importante della mia vita essere accompagnato e supportato da un grande brand come adidas è per me motivo di orgoglio e soddisfazione -ha dichiarato Danilo Gallinari-, adidas ha un legame molto molto forte con il mondo del basket, inoltre va da sempre a braccetto con i più alti valori dello sport, valori che condivido appieno e che cerco di trasmettere ogni giorno sia in campo sia fuori. Sono quindi certo che insieme sapremo intraprendere un percorso ricco di successi e soddisfazioni».
Il 'Gallo' sarà collegato in diretta dagli USA durante la serata dell'All Star - Viewing Party, organizzato da NBA e adidas, in programma a Milano sabato 25 febbraio.

FONTE: Leggo.it


SERIE B
Nocerina, Siviglia: "Spero di fare bene anche come allenatore"
24.02.2012 22.01 di Luca Esposito
Si era affacciato al calcio professionistico grazie alla Nocerina e a quasi quarant'anni è tornato là dove aveva già giocato tra Dilettanti e Serie C. Parliamo di Sebastiano Siviglia, alla sua prima esperienza di allenatore con la Primavera molossa. L'ex difensore di molte squadre tra cui Lazio, Atalanta e Verona, sta vedendo quotidianamente all'opera quelli che dovrebbero essere i molossi del futuro. Siviglia è in possesso del patentino di Seconda Categoria, ma come ha detto in esclusiva ai colleghi di Tuttonocerina.com la sua aspirazione sarebbe di arrivare ai massimi livelli del calcio anche da allenatore, dopo aver giocato anche in Serie A.

"Ho scelto Nocera Inferiore perché qui avevano fatto dei cambiamenti dovuti a una rettifica delle scelte societarie - spiega Siviglia (nella foto ancora con la maglia della Lazio) - Avevano deciso di cambiare anche l'allenatore della Primavera, e di conseguenza c'è stato un contatto tra me e la società per venire ad allenare questa squadra. L'ho accettato con entusiasmo, anche perché per me è la prima esperienza. Qui a Nocera poi sono come a casa, perché sono cresciuto calcisticamente anche qui, e sono orgoglioso per una sorta di appartenenza. Non vado in un posto qualsiasi, ma in un posto dove ho giocato per tre anni e in un posto dove ho ottenuto dei successi".

Rispetto a sedici anni fa che ambiente ha ritrovato?
"Un ambiente molto cresciuto. Non è cresciuto solo per quanto riguarda la categoria, ma anche per quanto riguarda l'aspetto professionale. C'è una proprietà come la famiglia Citarella che ha portato la squadra in Serie B, categoria che mancava da anni a Nocera. Questo dà lustro alla società, quindi l'ambiente è molto cambiato, perché c'è una progettazione di base che è quella di fare sempre meglio".

Lei allena la Primavera, che è il gradino immediatamente precedente rispetto alla prima squadra. In questa Nocerina non mancano i ragazzi interessanti, tra questi ci sono il portiere Fantasia, il centrocampista Lettieri e l'attaccante Figliolia. Avranno le loro possibilità in prima squadra in futuro?
"Penso che di giocatori bravi in questa Primavera ce ne siano molti. Tutti mi stanno dimostrando grande dedizione al lavoro, e di ragazzi che possono diventare calciatori, magari arrivando in prima squadra, ce ne stanno diversi. L'importante è essere disposti al sacrificio e migliorarsi giorno per giorno. Man mano si avvicina il giorno in cui possano debuttare in prima squadra o andare a giocare in una categoria professionistica".

Quanto a questo aspetto ha parlato proprio con mister Auteri?
"Ma io ci parlo spesso con mister Auteri. Parliamo anche dei ragazzi, e il mister a volte mi dà anche qualche giocatore della prima squadra, come Nieddu e Piroli, i quali vengono a darci una mano e comunque hanno avuto esperienze un po' più evolute rispetto ai ragazzi che mi trovo in Primavera. Anche in prospettiva per un loro futuro è importante giocare: qualche volta mettersi in mostra fa bene anche a loro".

Lei ha lasciato il calcio giocato appena un anno fa. Cosa vorrebbe trasmettere ai giocatori che allena?
"L'esperienza sicuramente mi dice che il lavoro paga. I ragazzi debbono imparare a lavorare giorno per giorno, e sempre al massimo delle proprie potenzialità. Non si devono risparmiare. Questa è la mia filosofia: il lavoro è alla base di ogni traguardo".

Mister, lei ha lavorato a fianco di molti allenatori che hanno avuto un discreto successo come Delneri, Rossi, Prandelli, Cagni, Capello... Da chi sente di aver carpito qualche segreto?
"Delio Rossi. Penso che sia un maestro per quanto riguarda la mia avventura calcistica, per tanti punti di vista. Ho imparato tanto con lui, e penso che si vede il lavoro che ha fatto nella sua carriera dall'inizio. Lui ha iniziato dal settore giovanile e dà tanti consigli ai giocatori. Tende anche a migliorare aspetti tecnici, tattici e caratteriali, e anche fisici. A trecentosessanta gradi Rossi riesce a completarti".

Le fa specie sapere che Capello e Delneri sono entrambi al momento senza squadra?
"Qui parliamo di due allenatori di altissimo livello. Capello è un top manager e non farà fatica a trovare una panchina, ma lo stesso discorso vale anche per Delneri, che è un tecnico superaffidabile e sa come far giocare bene le sue squadre. Non passerà molto tempo che entrambi sederanno in una panchina".

Che durata ha il suo accordo con la Nocerina?
"La mia permanenza è legata al futuro della Nocerina, che sicuramente il prossimo campionato sarà in Serie B. però è normale che per adesso abbiamo un accordo soltanto per questi mesi, ma non ci sarà nessun problema eventualmente nel confermare le nostre buone intenzioni, quelle di rimanere insieme. Da parte mia c'è la disponibilità, ma è chiaro che sarà la società a decidere".

Le piacerebbe allenare al più presto una prima squadra?
"Per prima cosa mi pongo però l'obiettivo di crescere: che sia una prima squadra, o una Primavera, o un altro tipo di argomento, l'importante è che si lavori e si cresca quotidianamente. Devo migliorarmi per poter raggiungere il massimo livello: quello è il mio obiettivo".

Questi gli impegni del calendario Primavera: prima l'Ascoli in casa e poi la Roma in trasferta.
"Sono partite non semplici: il primo pensiero è l'Ascoli, che ha alcuni punti di vantaggio rispetto a noi e cercherà di mantenere il distacco, poi ci sarà una partita particolare con la Roma che è un avversario difficile perché è stata vicecampione dell'ultimo torneo di Viareggio dopo la Juve".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


25/02/2012
GUBBIO E ASCOLI PROTAGONISTI
Punti importanti per Gubbio e Ascoli. Il primo aggancia il Modena e si porta in zona play out, mentre l'Ascoli agguanta un pareggio, alla vigilia insperato, in casa del Sassuolo secondo in classifica.

Gubbio-Modena 2-0 Bella vittoria del Gubbio che dopo un inizio di campionato difficile lascia la terzultima posizione occupata per diverse giornate. Al 38' Ciofani con un tocco in area e al 77' Sandreani firmano i gol che consentono agli umbri di conquistare i tre punti e agganciare proprio gli emiliani al quintultimo posto. Sesta vittoria al Barbetti per gli uomini di Simoni. Modena che ha una partita da recuperare ma che è sempre più coinvolto nella lotta per non retrocedere.

Sassuolo-Ascoli 0-0 Anche l'altra modenese esce delusa dal recupero della 26° giornata. Per i neroverdi solo uno 0 a 0 con l'Ascoli penultimo. Un punto a testa che significa niente testa della classifica per gli uomini di Pea. Pareggio giusto con le due squadre che hanno impensierito pochissimo i portieri avversari. Ora l'Ascoli è a due punti dai play out e continua a sperare.

24/02/2012
REGGINA: 2 A 0 A PESCARA
Prima vittoria in trasferta per la Reggina di Gregucci, seconda sconfitta casalinga per il Pescara che per la prima volta in questo campionato non segna. La coppia d'attacco Bonazzoli, al 25', e Ragusa, settimo gol per lui a segno in contropiede al 69', fissano il risultato per la squadra calabrese che ora punta il sesto posto del Varese a soli tre punti.

Stop degli abruzzesi dopo sette risultati utili e Zeman che non riesce a centrare la centesima vitoria in B. Pescara ora quarto con una partita da recuperare.

FONTE: LegaSerieB.it


Orfei, un ruggito per la Sambo «Non mollo, ne verremo fuori»
SCOSSE E RISCOSSE. La riflessione: «I risultati dei recuperi non ci hanno complicato le cose: ricominciamo a vincere»
L'orgoglio del Barone rossoblù diventa l'arma in più nella corsa salvezza «La classifica è quella che è ma il campionato è lungo: su le maniche»

24/02/2012
Il Barone non molla. «E ci mancherebbe!», ribadisce con voce sicura. Giovanni Orfei, trentasei primavere festeggiate a fine gennaio, è il giocatore con più esperienza della Sambo. Tocca a lui prendere la parola e provare a svegliare la squadra all'inseguimento di una salvezza sempre più complicata. «Il morale dopo una sconfitta non è mai buono», ammette. «Figurarsi quando arriva al termine di una sfida contro una diretta concorrente com'è il Montichiari. Dal campo i bresciani non mi sono sembrati più forti di noi. Anzi. Se contiamo le occasioni mancate per sfortuna o parate dal portiere ci poteva tranquillamente stare un esito positivo. Ma si sa come vanno queste partite: il primo che passa in vantaggio difficilmente si fa agguantare».

E adesso «occorre rimboccarsi le maniche. Certo la classifica è brutta ma ci sono ancora diverse partite. I risultati delle gare di recupero non hanno, per fortuna, complicato la nostra posizione e il ritardo nei confronti delle dirette concorrenti per la salvezza non è aumentato. È chiaro che dobbiamo guardare in casa nostra e cominciare a vincere». Il Poggibonsi, prossimo avversario, stazione nelle zone alte della classifica, viene da due vittorie (Santarcangelo e Lecco) e un pareggio (Pro Patria). In mezzo anche una partita da recuperare col Rimini. Insomma, un complesso quadrato in lotta per entrare nei play off. «Verrà al Tizian con il chiaro intento di non interrompere la striscia positiva», prevede Orfei. «Noi però non possiamo far altro che puntare al massimo».

La società intanto ha rinnovato la fiducia al mister Carnovelli. «Tutto lo spogliatoio è con il tecnico. Nessuno ha mai tirato la gamba indietro. Da questa situazione si esce se continuiamo a rimanere uniti. Dobbiamo riuscire a concretizzare di più sotto porta». Magari non sparando sempre i palloni dalla difesa ma provando a costruire la manovra. «Sì, va bene. Ma col Montichiari avevamo pensato al lancio lungo per prendere in velocità la difesa bresciana sfruttando le due punte. Purtroppo non è andata bene». Quanto a Carnovelli «a fine gara ci ha detto di non mollare, di dare il massimo. Insomma le solite cose». E Orfei? «Piano ragazzi. Io non mollo mai e fino a che la matematica non ci condanna continuerò a sputare l'anima sul campo».

Guardando indietro sale il rammarico per «aver perso in modo assurdo con il Mantova: potevamo chiudere il primo tempo in doppio vantaggio e poi invece siamo andati sotto. Incredibile», continua il difensore centrale nativo di Tivoli, che da due anni ha iniziato a lavorare con Mediolanum. «Abito a Verona e riesco tranquillamente a portare avanti i due impegni. In cima rimane però il pallone. C'è anche una scommessa in ballo con Oscar Brevi, ex compagno di squadra oggi allenatore della Cremonese. Ho giurato che andrò avanti fino a quarant'anni».
Stefano Joppi

FONTE: LArena.it

Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

Il guestbook B/=\S: Lascia un messaggio !!!






#VeronaBenevento Romulo

#VeronaBenevento highlights


Wallpapers gallery