HELLAS VERONA - SORRENTO in anteprima: Domenica via agli spareggi, gialloblù col 4-3-3 'perfetto', solo RUSSO in dubbio. Rossoneri senza PAULINHO ma lo stesso molto molto pericolosi...

Pubblicato da andrea smarso venerdì 27 maggio 2011 20:44, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento


HELLAS VERONA-SORRENTO
Dopo tanto attendere eccoci dunque al via: non ci sono più ciance, tattiche e pretattiche, si va in campo per vincere...
In teoria tutto lo 'spettacolo' ne dovrebbe guadagnare sperando che le tensioni che sempre accompagnano queste gare rimangano limitate alla (sacrosanta) 'febbre' agonistica e non sfocino in disordini fuori dal campo.
Da questo punto di vista, sfottò più o meno civili a parte, non ci dovrebbero essere grossi problemi al 'Binti' super sicuro e controllato come (quasi) tutti gli stadi di Serie A con recinzioni e adeguate protezioni per permettere ai tifosi di entrambe le fazioni di defluire dallo stadio...

Qualche perplessità in più esiste sulla gara di ritorno se solo pensiamo alla partita di Regular Season il 18 Aprile scorso quando i padroni di casa del SORRENTO vinsero meritatamente (e grazie ad una strepitosa doppietta del bomber PAULINHO): persino i commentatori di TeleArena, nel regolare svolgimento delle loro funzioni di giornalisti, furono aggrediti e presi a male parole!
Speriamo (vanamente) che una volta tanto che i bassi istinti e la violenza che accompagniano questo triste calcio moderno lascino per una volta il posto al buon senso e all'educazione (o siano perlomeno severamente censurati i comportamenti non consoni) [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]

Le immagini della gara al 'Binti' durante la regular season del 1° Dicembre scorso...

QUI VERONA
L'HELLAS si presenta ai play-off nella migliore delle condizioni psicologiche: dopo un campionato di rincorsa l'obiettivo (minimo) è stato raggiunto, tutto quello che viene in più, per assurdo, potrebbe essere grasso che cola ma attenzione perchè il 'rischio' che gli uomini di MANDORLINI corrono è quello di sentirsi 'appagati' pur non avendo ancora conquistato niente!
Bravo è stato il tecnico subentrato a GIANNINI a tenere sempre la squadra 'sulla corda' e a dosare alla perfezione 'bastone e carota' mantenendo l'equilibrio psicologico fondamentale in una squadra dal carattere debole e proprio qui stà il punto cardine: sarà riuscito mister MANDORLINI a trasmettere ai suoi un po' di quella grinta, di quella voglia di fare e sopratutto di tenere un risultato che in molte partite di questa stagione è parso mancare all'11 scaligero? Speriamo di si, altrimenti ci dovremo rassegnare ad un'altra stagione tra i 'reietti' del calcio...

Allenamento a porte chiuse per il VERONA col mister che 'blinda' tutti i possibili spifferi che potrebbero in qualche modo favorire l'avversario ma aldilà delle pretattiche l'unico vero dubbio riguarda forse RUSSO che non è al massimo e che potrebbe essere sostituito da MARTINA RINI (che in tal caso troverebbe lo stesso arbitro che lo espulse, peraltro giustamente, all'Italia di Sorrento).
Il modulo tattico dovrebbe ricalcare il 4-3-3 composto da RAFAEL in porta, SCAGLIA ed ABBATE (al rientro) ai lati della difesa che sarà completata dall'inamovibile coppia centrale CECCARELLI-MAIETTA; a centrocampo ESPOSITO agirà da regista sorretto a sinistra da HALLFREDSSON e a destra da MARTINA RINI.
Tridente con BERRETTONI a sinistra e LE NOCI a destra, FERRARI a sorreggere l'attacco al centro.

Le immagini della Regular Season...

QUI SORRENTO
Squadra che ha frequentato le zone alte della classifica fin da subito il SORRENTO non è da considerarsi del tutto una sorpresa dato che aveva speso molto al mercato; certo da qui ad immaginare che alla fine della Regular Season i campani sarebbero finiti secondi (dietro al sorprendente, quello si, GUBBIO) ce ne passa e tuttavia i tifosi della squadra rossonera hanno pure trovato il modo di contestare i loro beniamini verso la fine della stagione quando, approfittando di un momento di calo della capolista, potevano tentare il colpaccio ed arrivare primi al traguardo (dimenticando che pochi fra loro non avrebbero firmato per occupare ora il secondo posto)...
Acqua passata! Da Domenica inizia un altro campionato che dopo quattro partite deciderà la seconda squadra da promuovere in serie cadetta ed il SORRENTO, che per inciso non è solo PAULINHO e ha fin'ora proposto un calcio 'brillante', ha tutte le carte in regola per essere quella squadra, dovrà solo stare un po' più attento in difesa: 43 gol subiti sono tanti (solo il PAVIA ha fatto peggio) e potrebbero pesare tantissimo se presi in questi spareggi...

SIMONELLI nell'amichevole settimanale contro il POTENZA (eccellenza lucana) ha fatto girare, come al solito, tutti i giocatori della sua rosa tranne PAULINHO che rimane (ovviamente) ai box ma la domanda è giocherà il bomber brasiliano al 'Bentegodi'? Difficile pensare che il capocannoniere del Girone A riuscirà a scendere in campo ma, anche così fosse, non sarà lo stesso giocatore visto (anche) contro il VERONA ad Aprile; personalmente ritengo che il tecnico campano 'risparmierà' l'attaccante per la gara di ritorno (come minimo)...


DICONO
CECCARELLI 'Non vediamo l'ora!': «Abbiamo lavorato bene, manca poco a questa sfida che è molto importante per il nostro futuro, non vediamo l'ora di scendere in campo. Tutte le squadre piazzatesi tra il secondo ed il quinto posto hanno valori importanti, incontrare una o l'altra non fa grande differenza. Ci aspetta il Sorrento, una formazione tosta e che ha fatto bene per tutto l'arco del campionato. Noi arriviamo in buone condizioni, dopo una rincorsa che ha scaturito entusiasmo. Vogliamo continuare così».
Tiene banco tra i rossoneri la condizione del capocannoniere del torneo: «Quella di Simonelli è una squadra forte, abile ad ottenere i tre punti soprattutto in casa. All'andata abbiamo dimostrato di saper condurre la manovra per lunghi tratti, al ritorno due giocate di Paulinho si sono rivelate decisive. Non abbiamo paura, devono temerci anche loro. La presenza del brasiliano avrebbe garantito più qualità, ma prepariamo la partita per affrontare un collettivo, non un singolo giocatore».
Scontato fare paragoni con un anno fa: «Allora era tutto diverso, ritrovarsi terzi dopo l'ultima di campionato fu una vera e propria mazzata. Nel girone di ritorno abbiamo dimostrato di essere all'altezza, la gara di domenica è fondamentale per continuare col nostro trend positivo. Il successo interno permetterebbe di affrontare meglio le incognite che ci attendono in Campania» (HellasVerona.it)
Generoso ROSSI 'spinge' il SORRENTO: «La doppia sfida col Verona è solo quella che le due squadre disputeranno l’una contro l’altra e non voglio parlare nemmeno delle dichiarazioni di Mandorlini sulle dimensioni del Campo Italia»
Alle sue cinque promozioni fanno da pendant i casi di esperienze meno fortunate nelle sfide dei playoff da parte di vari compagni di squadra, del tecnico Gianni Simonelli e del patron Mario Gambardella. Rossi sorride, scherza e dice la verità: «Se mi mettessi a guardare come sono finite in passato le esperienze playoff per gli altri giocatori del nostro spogliatoio, mi dovrei preoccupare. Ne abbiamo parlato assieme in maniera scherzosa e alla fine tutti hanno detto la stessa cosa: avranno il forte stimolo di cogliere un’occasione difficile da ripetersi. Dunque, sono fiducioso alla vigilia della prima sfida».
Paulinho promette un recupero lampo dopo l’esito ok della radiografia eseguita ad un mese di distanza dall’infortunio di Bolzano. È clinicamente guarito dalla frattura all’omero sinistro, si sta allenando e potrebbe essere arruolabile per il match di ritorno del prossimo 5 giugno. «Ma noi siamo felici, innanzitutto, perché l’infortunio non compromette la sua carriera nelle categoria superiori che merita ampiamente. Se potrà giocare, farà piacere a tutti. Ma siamo pronti alla doppia sfida contro il Verona anche senza di lui. Paulinho ha già dato molto al club e alla squadra con i suoi 24 gol che sono stati importanti per meritare il secondo posto. Con la sua voglia di recuperare, comunque, ha confermato di essere anche un grande giocatore sul piano umano» (Il Mattino)


MARTINA RINI concentrato sui playoff: «E' una sensazione bellissima, ho vissuto l'anno scorso gli spareggi anche se non da protagonista, ormai il campionato non conta più. Partiamo tutti alla pari».
Queste le parole di Marco Martina Rini, che domenica ritroverà Mariani di Aprilia, che espulse il centrocampista in occasione della sfida disputata in Campania: «Non mi fa nessun effetto, ho commesso una sciocchezza io. Avrei potuto lasciare la palla a Scaglia, invece l'ho colpita istintivamente con la mano».
In rialzo le quotazioni dell'atleta bresciano, in virtù della non ottimale condizione di Russo: «Spero che il mio compagni rientri, avere tutti a disposizione è importante. Chi scende in campo deve dare tutto per cercare di vincere, io lavoro con impegno tentando di evidenziare le mie qualità».
Con la retrocessione del Brescia ci sono possibilità che il gialloblù torni alla base a fine stagione: «Non ho ancora sentito nessuno, voglio concentrarmi su ciò che ci aspetta tra pochi giorni. Disputare la cadetteria con questa maglia sarebbe più emozionante visto il valore della piazza, dei tifosi e della storia del club» (HellasVerona.it)
Fiducioso GAMBARDELLA, il patròn dei campani vuole una partita d'attacco: «Con Simonelli ne abbiamo discusso proprio l’altro giorno. Andare lì, a Verona, ad alzare le barricate significherebbe solo farsi del male. Su questo siamo d’accordo. Perché? Il Sorrento è una squadra nata per attaccare. E che non può stravolgere la propria inclinazione. Bisogna giocarsela a viso aperto, con attenzione».
Il presidente non vede l’ora di giocare i playoff perché, in fondo, sa che il suo Sorrento può tramutare da fantasia a realtà la promozione in serie B: «Per noi è un sogno vero e proprio. Sorrento è una piazza piccola, genuina, che con una squadra così bella da vedere ed una dirigenza accorta al bilancio può davvero fare lo scherzetto alle grandi. Sì, sono convinto che abbiamo buone possibilità seppur ci siano da affrontare club del calibro di Verona, Salernitana ed Alessandria, che hanno una sorta di obbligo morale a dover conquistare la serie B. Il campionato ha detto che siamo arrivati secondi, ma i playoff sono un’altra storia. Mi auguro che faremo bene: ho fiducia».
Gambardella, più che un presidente, a tratti sembra un tifoso della curva: «In effetti è così. Si possono fare tanti discorsi, si può dire che domenica troveremo 30mila spettatori o giù di lì, ma questo Sorrento ha gli attributi per tenere con carattere il campo e mettere in difficoltà il Verona. La nostra è una squadra esperta, che sa gestire emozioni e vigilie importanti. Che così come le avversarie, ha il 25 per cento di chance di vincere i playoff» (SorentoCalcio.net)

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RASSEGNA STAMPA
Sabato 28 Maggio 2011 17:38
Calcio Iª Div. A - Play off e play out: la presentazione
Scritto da Marco Magli
Chi seguirà il sorprendente Gubbio in Serie B e chi lascerà la categoria insieme alla retrocessa Paganese? Le partite in programma sono le seguenti: per i Play off Verona- Sorrento e Salernitana- Alessandria; per quello che riguarda i Play out Sud Tirol- Ravenna e Monza- Pergocrema.

Play off
Grande attesa e fermento per le città di Verona e Salerno, piazze molto importanti (a Verona anche la gioia dello storico e indimenticato Scudetto targato Bagnoli, stagione 1984-85), storicamente molto calde dove il dodicesimo uomo conta davvero, nel bene e nel male. Due tifoserie che pretendono il riscatto. Per Verona quattro stagioni di fila in Prima Divisione è uno smacco, che non merita, considerato poi che il 'giovane' Chievo di Campedelli, l'altra Società veronese, abita nei piani alti del campionato italiano. Il Verona, che la stagione scorsa perse la finale contro il Pescara, riceverà al "Bentegodi" il Sorrento di Simonelli, protagonista di un grande campionato condito col secondo posto guadagnato con due giornate d'anticipo.

La squadra guidata da Mandorlini è reduce da ben sei vittorie consecutive tra le mura amiche, risultati fondamentali che hanno permesso al club scaligero di potersi giocare gli spareggi promozione, mentre la compagine costiera, già sazia per l'obiettivo raggiunto, ha perso le ultime due gare disputate. Chiaro l'intento dell'Hellas, che deve cercare di sfruttare il fattore casa, anche perché bisogna ricordare che il Sorrento può contare su due risultati utili: con due pareggi passerebbe alla finale, stesso discorso ovviamente anche per l'Alessandria, impegnata a Salerno. Il Sorrento può vantare il miglior attacco del torneo con le 61 reti realizzate ma non avrà il capocannoniere (24 gol) Paulinho, infatti, pur considerando la positività sia degli esami radiografici sia della fase riabilitativa, difficile fare previsioni sulla data dell'effettivo recupero. Il bomber brasiliano è clinicamente guarito dalla frattura all'omero sinistro, si sta allenando e potrebbe essere arruolabile per il match di ritorno del prossimo 5 giugno. Aspettando Paulinho e Niang in via di recupero, tutti a disposizione, il Sorrento dovrebbe schierarsi col collaudato 4-4-2, si profila il rientro di Pignalosa al fianco di Carlini. Il tecnico dei veneti Mandorlini fa i conti con l'infermeria: l'ex riminese Russo per domenica quasi sicuramente sarà a disposizione, buone notizie su Berrettoni che si è allenato regolarmente con i compagni. Abbate sta recuperando mentre l'attaccante Tiboni è stato sottoposto a terapie per un fastidio alla caviglia. I giovani promettenti Paghera e Napoli potrebbero tornare per la gara di ritorno. Fu pareggio in campionato, 1-1, alla 13°giornata. Previsto il pubblico delle grandi occasioni, a venerdi in prevendita superati 12500 tagliandi (300 gli ospiti), esaurita la Curva Sud dopo poche ore, tana dei passionali tifosi gialloblu, probabilmente domenica si supereranno i 15000 spettatori.

Affascinante l'altra sfida Play off tra la Salernitana, 12 successi casalinghi (come il Gubbio, dietro solo al Sorrento) e secondo miglior attacco con 49 reti, e l'Alessandria, miglior difesa con 28 reti incassate. Due squadre molto 'casalinghe': quella allenata dal giovane tecnico trevigiano Breda è quella che ha fatto meglio nel 2011 conquistando 34 punti, perdendo solo in due occasioni; l'1-1 nello scontro diretto è l'unico pareggio all'Arechi nel nuovo anno. I grigi sono ostacolo molto duro, l'undici di Sarri è quadrato, compatto e ben organizzato, con Gubbio e Como vanta la miglior sequenza di partite utili, ben 11, d'altronde è la compagine che ha perso meno, solo sette volte. Fu pareggio in campionato, 1-1. Mister Breda in settimana ha mischiato le carte ma dovrebbe puntare sul solito 3-4-3 proponendo in avanti i talentuosi Fabinho e Ragusa ai lati dell'esperto Fava, in mediana l'ex bolognese Carrus in coppia con Carcuro, laterali Pippa e D'alterio, mentre il terzetto difensivo dovrebbe essere composto da Altobello, Jefferson e Accursi davanti al portiere Caglioni. Il tecnico dei piemontesi Sarri dovrebbe proporre la classica Alessandria del campionato, impostata col 4-2-3-1, con l'ex Bondi stimolatissimo. Saranno oltre 10.000 sugli spalti dell'Arechi, assenti i non tesserati alessandrini. Questi Play off sono gare tutte da vivere e aperte a qualsiasi risultato, tutte e 4 le formazioni danno il meglio giocando in casa, sarà curioso vedere come vivranno l'impegno in trasferta.

Play out
Sud Tirol e Monza partecipano agli spareggi salvezza grazie alla favorevole classifica avulsa (Monza 7, Sud Tirol 6, Paganese 4) che ha penalizzato invece la Paganese di Ezio Capuano. Si ritrova a giocarsi la salvezza anche il Ravenna, penalizzato di sette punti per il "Caso Lumezzane", dopo aver festeggiato, sul campo, la permanenza in categoria davanti ai propri tifosi contro il Pergocrema, alla penultima giornata. I bizantini saliranno a Bolzano per affrontare un Sud Tirol che nel girone di ritorno ha racimolato la miseria di nove punti, unica vittoria, pesante, alla penultima gara contro il Pavia; al giro di boa i tirolesi si trovavano alla sesta posizione, con dodici punti di vantaggio sulla Paganese! Sotto il profilo mentale è più facile, o comunque meno complicato, per i ragazzi di Pellegrino disputare questi spareggi, perché non è certamente semplice rimettere in moto cervello (soprattutto) e gambe, come è obbligato il Ravenna, per affrontare queste partite quando pensavi oramai che i giochi fossero fatti. Mister Pellegrino lamenta una sola defezione, ovvero quella di Brugger che potrebbe essere recuperato per il ritorno, per il resto tutti a disposizione, compreso Campo, che è guarito e che con ogni probabilità verrà schierato sin dal primo minuto nel consueto 4-3-3 dell'ex tecnico di Padova e Lecco. In casa giallorossa nel test di giovedi in evidenza Rossetti, Gerbino Polo e Paolo Rossi. Fonjock fermo per noie ad un ginocchio, e Lapadula bloccato da un problema muscolare. Romagnoli corsari in campionato, 1-2 alla 23°giornata.

Il Monza si appresta ad affrontare i Play out in grande slancio, undici punti nelle ultime sei partite per Gianfranco Motta, il quarto allenatore stagionale. Si giocherà al "Brianteo" grazie al lavoro della società biancorossa e dell'amministrazione comunale, è stata definitivamente scartata l'ipotesi che voleva lo stadio "Fortunati" di Pavia come sede alternativa di un match importante e decisivo per le sorti della stagione dei brianzoli. Nei biancorossi dovrebbero rientrare Campinoti, Ricci e Oualembo. Questi ultimi due dovrebbero giocare dal primo minuto: l'attaccante al fianco di Ferrario e Iacopino in avanti, il congolese in difesa a destra.

Il Monza dovrebbe schierarsi con la formazione tipo. Dunque Westerveld in porta, Oualembo e Barjie terzini, Cudini e Fiuzzi centrali; a centrocampo Gambadori, Prato e Djokovic; Ricci e Ferrario in avanti supportati da Iacopino. Il Pergocrema è la squadra, con Como e Cremonese, ad aver colto più pareggi in campionato, ben 15, squadra discontinua, prestazioni altalenanti soprattutto lontano dal "Voltini". La giovane compagine gialloblu guidata da Maurizi (probabile il 3-5-2) in trasferta è reduce da quattro sconfitte di fila, urge cambiare registro se si vuole ottenere un'altra conferma in categoria, come del resto accadde nella passata stagione nei Play out ai danni della Pro Patria, con due pareggi salvezza raggiunta. In campionato, alla 1°giornata, a Monza si era conclusa 2-2.

FONTE: RealSports.it


Calcio - Sorrento, alla vigilia della sfida con il Verona, sale la febbre dei Play-off
di Serena Di Capua StabiaChannel.it
Sport 27/05/2011
Ormai manca davvero poco......i play-off sono dietro l'angolo ed in casa rossonera si respira un'atmosfera unica, ricca di entusiasmo e di speranze che si prolungherà fino a domenica, giorno in cui il Sorrento sfiderà al "Bentegodi" il Verona di mister Mandorlini nella semifinale d'andata.
Un appuntamento importante, fondamentale e tanto atteso, a cui si arriva con la giusta grinta e determinazione sia in campo che fuori.
Il 29 Maggio sarà un giorno storico per i colori rossoneri, una data che potrebbe segnare il destino verso il sogno della promozione in serie B.
"La febbre" per la trasferta di Verona è salita alle stelle, i tifosi si stanno mobilitando in massa per sostenere la squadra, in una domenica da leoni.

Per le strade della costiera girano locandine e volantini per stimolare quanta più gente possibile ad andare a Verona per incitare la squadra nel primo appuntamento degli spareggi promozione.
Il messaggio è forte e chiaro: "Alla vigilia della gloria", 29 Maggio 2011 Verona-Sorrento: se un giorno vorrai dire "io c'ero" non puoi mancare............e i tifosi rossoneri hanno risposto alla grande.
Stando alle previsioni, nonostante la diretta tv su Rai Sat saranno almeno 300 a seguire il Sorrento a Verona nel giorno della verità.
Tutti vogliono partecipare a questo grande evento, nella speranza che il sogno chiamato serie B possa continuare.

Infatti per il Sorrento la cadetteria resta un sogno incredibile e stimolante, che manca da oltre quarant'anni e che ora pian piano si sta materializzando attraverso una strepitosa fantasia.
Durante il campionato la squadra di Simonelli ha dimostrato sul campo di essere un gruppo forte e compatto capace di giocarsela contro chiunque e dovunque, senza mai mollare alle prime difficoltà. Ed è stata proprio questa l'arma vincente del Sorrento che, con umiltà ed una bella dose di qualità, è riuscito a raggiungere il proprio obiettivo stagionale: i play-off.
Difficilmente da quanto ci si aspettava ad inizio stagione, i rossoneri

sono arrivati così in alto (secondo posto in classifica) grazie alla grinta, passione, determinazione, programmazione e soprattutto perché alle spalle ha un team unito e motivato, a partire dalla società al magazziniere, coesi nell'animo e nel cuore per questi colori.
Insomma domenica c'è in palio la serie B, un traguardo storico per tutti e ciò basta e avanza per garantire che i rossoneri daranno il massimo delle proprie possibilità per raggiungere questo traguardo così prestigioso.

Il Verona è costretto a vincere. Come quinto in classifica non ha tutti i vantaggi rispetto al Sorrento, che con due pareggi staccherebbe il biglietto per la finale dei spareggi promozione, ma sarebbe un gravissimo errore andare a sfidare i gialloblù con questa mentalità. Perché dal canto suo, il Verona ha un grosso organico che punterà molto sul pubblico. Giocare in un "Bentegodi" stracolmo, per i padroni di casa significherebbe scendere in campo in 12 uomini. La partita d'andata quindi resta determinante per entrambe le squadre, soprattutto per il Verona che con una probabile vittoria renderebbe meno difficile il ritorno al Campo Italia dove il Sorrento farà la sua onesta partita, giocando con molto calma e serenità senza però snaturare la sua vocazione di attaccare e costringere l'avversario alla difensiva.

Attorno alla squadra rossonera c'è tanta fiducia, perché nonostante il Sorrento sia una piazza piccola, possiede giocatori veloci, rapidi sguscianti, che se trovano spazio diventano davvero molto pericolosi.
Anche senza Paulinho, ancora fermo ai box per la frattura all'omero del braccio sinistro, i rossoneri restano un gruppo affiatato che darà del filo da torcere ai veronesi, anche senza il suo giocatore più rappresentativo, giocando con attenzione e tanta personalità.
Il Sorrento è una squadra competitiva, che sa gestire le emozioni e vigilie importanti che, così come le avversarie ha il 25 % di chance per uscire indenne dal primo appuntamento.
In fondo il Sorrento è consapevole di avere tutti i mezzi per poter tramutare la fantasia in realtà, la promozione in serie B.

FONTE: StabiaChannel.it


AMICHEVOLE, DIECI RETI AL POTENZA
Giovedì 26 Maggio 2011 18:46 | | |
Questo pomeriggio, al campo Italia, il Sorrento ha disputato un’amichevole in preparazione alla semifinale di andata dei playoff affrontando il Potenza (eccellenza lucana). Originariamente l’incontro si sarebbe dovuto svolgere al Giraud di Torre Annunziata, ma poi per ragioni logistiche è stato giocato al campo Italia. Mister Simonelli, come al solito, ha impiegato equamente tutti gli uomini a disposizione, schierando due formazioni diverse tra primo e secondo tempo.

Inizialmente i rossoneri sono scesi in campo con questa formazione: Rossi; Vanin, Di Nunzio, De Giosa, Sabato; Erpen, Armellino, Togni, Manco; Carlini, Bonvissuto. La formazione della ripresa era composta da: Mancinelli, Camorani, Lo Monaco, Terra, Angeli; Esposito, Nicodemo, Niang, Corsetti; Ferrara (Schena), Pignalosa.

Come anticipato nel titolo l’incontro è terminato con il punteggio di 10 reti a zero per i padroni di casa. Nel primo tempo i rossoneri hanno realizzato tre reti: le prime due con Armellino con altrettanti tiri da fuori, la terza con Bonvissuto con un intervento sotto misura.

Nel secondo tempo, i sorrentini hanno approfittato della stanchezza degli ospiti, giunti al campo Italia con due sole riserve, andando in rete altre sette volte con: Esposito, Terra, Esposito, Pignalosa, Schena, Pignalosa e Corsetti. Domani in tarda mattinata il Sorrento sosterrà l’ultimo allenamento della settimana al campo Italia. Nel primo pomeriggio infatti, la truppa rossonera si trasferirà a Capodichino per imbarcarsi sul volo che li condurrà a Verona. (a.a.)

IL PENSIERO FISSO DI CAPITAN NICODEMO: "HO 37 ANNI E LA CHANCE UNICA DI PRENDERMI LA B"
Mercoledì 25 Maggio 2011 13:54 | | |
Da professionista, di partite, ne ha giocate quasi 500. Ma quella che lo attende domenica a Verona, probabilmente, è una delle più importanti della sua carriera. “All’età di 37 anni ho un’opportunità unica, imperdibile, straordinaria. Che non voglio lasciarmi sfuggire.

Voglio arrivare in serie B col Sorrento per coronare un sogno cullato una vita intera”. Attilio Nicodemo spesso si è “rifugiato” dietro la diplomazia, mettendo sul tavolo la saggezza di una vita da mediano, raccontando con lo spiccato equilibrio del capitano emozioni e speranze. Ora, però, la storia si fa un po’ diversa. Domenica riprende l’assalto alla promozione in B e bisognerà passare indenni dal crocevia del Bentegodi. A Verona, per l’andata della semifinale playoff, saranno in 25mila. “Ma in campo giocheremo 11 contro 11 ed è questo ciò che conta di più” taglia corto il capitano. Che al quarto anno di Sorrento potrebbe raggiungere quella fantasia che, in fondo, l’ha stuzzicato fin dall’estate.

“Oggi – sottolinea il centrocampista rossonero – c’è in palio la serie B. Questo basta e avanza per garantire che, in campo, la squadra darà tutto, andando oltre le proprie possibilità. Dopo tre salvezze anticipate e la vittoria della coppa Italia del 2009, ci giochiamo la conquista di un traguardo storico, per tutti. A cominciare proprio dal presidente Mario Gambardella, che merita una gioia del genere dopo tanti sacrifici, soprattutto economici”. Molto, però, passa dall’appuntamento del Bentegodi. Lì dove a dicembre, senza Paulinho, il Sorrento dimostrò comunque carattere: finì in pareggio (1-1, vantaggio di Cangi e pari rossonero di Togni). Un risultato che, domenica, potrebbe riecheggiare come una mezza vittoria. “Ma – sottolinea Nicodemo – a queste cose non ci dobbiamo pensare. E’ vero, siamo arrivati secondi e rispetto al Verona abbiamo qualche piccolo vantaggio. Con due pareggi passeremmo, sarebbe però un errore gravissimo andare lì con questa mentalità. Domenica, al Bentegodi, il Sorrento farà la sua onesta partita, giocherà con attenzione e personalità senza però snaturare la propria vocazione. Che è quella di attaccare e cercare sempre la via del gol”.

Una tendenza da confermare fronteggiando l’assenza forzata di Paulinho, che potrebbe tornare arruolabile giusto in tempo per il ritorno col Verona. “Vedremo – chiosa Nicodemo -. Paulinho è unico, un grande, come persona e come calciatore. Però sono convinto che siamo in grado di fare bene anche senza di lui. Certamente sarebbe stato meglio averlo già al Bentegodi. In campo al ritorno? Non so, lo spero da compagno, ma pensiamo prima all’andata…”. A proposito di Paulinho. Ieri l’attaccante ha ricevuto il tutore ortopedico di nuova generazione che gli potrà permettere, prossimamente, di tornare a disposizione del tecnico Simonelli.
fonte Metropolis Quotidiano

NOTIZIARIO ALLENAMENTI
Martedì 24 Maggio 2011 17:49 | | |
Nel pomeriggio i rossoneri hanno ripreso la preparazione in vista del match di domenica prossima con il Verona. Agli ordini di mister Simonelli sono scesi in campo tutti gli uomini della rosa. Paulinho e Niang si sono riaggregati al gruppo svolgendo tutta il lavoro atletico. Niang ha svolto anche le esercitazione dedicate alla tattica saltando solo la partitella finale undici contro undici su campo ridotto.

Paulinho terminata la parte atletica ha svolto alcuni esercizi con il pallone insieme al preparatore La Penna e poi è rimasto a bordo campo ad osservare i compagni impegnati nella partitella. Domani la preparazione dei rossoneri proseguirà con l'allenamento pomeridiano. Giovedi' 26 maggio, ore 15.30, invece amichevole infrasettimanale con il Potenza al "Giraud" di Torre Annunziata.(a.a.)

FONTE: SorrentoCalcio.net


Play off Lega Pro, obiettivo promozione
Domenica di nuovo in campo: sfide decisive in 2^ Divisione. Gare di andata per la Prima Divisione. Per tutti un unico obiettivo: promozione
26.05.2011 11:25 di Daniele Mosconi
Domenica scorsa sono partiti i play off in Seconda Divisione e non sono mancate le sorprese. Questa domenica si accende la bagarre, perchè protagoniste saranno anche le squadre di Prima Divisione, con play off e play out che la faranno da padrona. Avete prenotato il biglietto per questo treno che porta dritti in paradiso?

> Girone A:
Dopo il Gubbio, sono quattro le squadre che si giocano l'altra poltrona che li porterà in B. Verona Alessandria Salernitana e Sorrento. Le contendenti sono agguerrite e pronte a darsi battaglia fino al novantesimo. Ed anche oltre, se necessario.
Saranno sfide avvincenti, dove chi ha più benzina in corpo e saprà gestire al meglio la pressione che queste partite sanno dare, potrà arrivare al traguardo finale. Conterà anche l'esperienza e le squadre che hanno giocatori navigati hanno il vantaggio di poter giocare con un'arma in più da sfruttare in queste partite importantissime.
Verona-Sorrento e Salernitana-Alessandria le sfide che decideranno chi gioirà e chi invece resterà ancora nell'inferno della Lega Pro.
A Verona i ragazzi di Mandorlini si giocano tutta una stagione e non solo. La società in sede di mercato ha fatto enormi sacrifici portando nella città veneta gente del calibro di Hallfredsson e Pichlmann. Gente che in B aveva richieste pressanti, che ha deciso di scendere in Lega Pro perchè affascinata dal progetto della società scaligera. Perchè questo progetto vada in porto, però c'è da battere il Sorrento. I rossoneri sono squadra solida e quadrata che non concede nulla al caso. Non traggano in inganno le sconfitte delle ultime domeniche, perchè la testa dei ragazzi di Simonelli era già rivolta al play off. Il tecnico è stato bravissimo a tenere la squadra viva nonostante sapesse benissimo che il Gubbio era ormai irraggiungibile. Il rischio che la squadra potesse mollare tutto all'improvviso c'era, ma Simonelli ha sempre tenuto la barra dritta e ora sa che giocare la prima in trasferta può essere un arma a doppio taglio e quindi non vorrà caricare i suoi di troppe responsabilità. Al "Bentegodi" ci sarà il pubblico delle grandi occasioni. Peccato che non sarà della partita il bomber principe del girone Paulinho, che infortunato ancora non si sa se ce la farà in un ipotetica finale play off a essere in campo. La sua assenza è pesante e nonostante la presenza in squadra di un giocatore come Bonvissuto, il Sorrento sa che perde moltissimo senza il suo brasiliano. Mandorlini confida nell'effetto "Bentegodi" così da poter giocare al ritorno con la pressione tutta sulle spalle del Sorrento.
A Salerno si sfidano i granata contro l'Alessandria. I grigi nonostante le tante difficoltà, non ultima la trattativa fallita tra Morlenghi e Veltroni per la cessione del club, sono lì, ad un passo dal sogno e non sarà di certo una trattativa fallita a farli desistere proprio ora che la lotta diventa interessante. I giocatori sanno bene che una eventuale promozione potrebbe essere un trampolino di lancio sul mercato per le loro carriere. Andare a trattare un contratto con una serie B in tasca è molto meglio che non esserci nella cadetteria. Converrete con noi che i ragazzi di Sarri daranno il massimo per vincere questi spareggi e regalare alla città una soddisfazione che manca da troppi anni. A Salerno invece sanno che la vittoria di questi spareggi significherebbe la sopravvivenza del club. Senza la B per la Salernitana, a meno di miracoli, le cose si metterebbero malissimo e il rischio di scomparire si farebbe davvero molto concreto. Breda, che ha vissuto una stagione sul filo del rasoio, vuole dai suoi una prova d'orgoglio e che sia sulla falsariga delle ultime convincenti prestazioni, dove si è vista una Salernitana concreta e matura.
Non si giocano solo i play off per la B, ci sono anche i play out, con scontri più drammatici per evitare la retrocessione.
Il Ravenna, che fino a 20 giorni fa era tranquillo, all'improvviso si è visto proiettato in una dimensione sconosciuta. La penalizzazione decisa dalla corte di giustizia federale ha messo in seria difficoltà la società e la squadra tutta. Vedere gente del calibro di Sciaccaluga Fonjock e Gerbino Polo giocarsi i play out è qualcosa che lascia interdetti.
A Bolzano, contro il Sud Tirol, i ragazzi di Leonardo Rossi vogliono subito mettere in chiaro che loro sono lì ma non dovrebbero esserci. Solo la dabbenaggine di certi dirigenti ha portato il Ravenna in questo pasticciaccio brutto, parafrasando il Gadda.
Nell'altro spareggio per non retrocedere, il Monza gioca contro i cugini del Pergocrema. Per il Monza subito la prima in casa per la peggior classifica a fine campionato. Giocare in casa porta più svantaggi sotto un certo punto di vista. Devi subito cercare di sfruttare il fattore campo e non hai la possibilità di fare calcoli. Un pareggio sarebbe un quasi addio alle speranze di salvezza, mentre una vittoria striminzita metterebbe ancora più pressione sul Monza. Motta in queste settimane ha saputo tirar fuori dalla squadra delle motivazioni che francamente non conoscevamo. Ha lavorato molto sulla testa dei suoi e un miraggio è divenuto quasi certezza. Il Pergocrema visto nell'ultima di campionato contro il Verona fa ben sperare la propria tifoseria. Il tecnico ovviamente cercherà di limitare i danni in quel del "Brianteo" per giocarsi tutto in casa tra sette giorni.

> Girone B:
Partite incandescenti anche qui, con partite come Taranto-Atletico Roma e Juve Stabia-Benevento che promettono scintille e grande spettacolo.
A Castellammare già si fanno i conti di un eventuale promozione in B che portebbe nelle casse delle vespe qualcosa come otto milioni di euro circa. Una cifra enorme per una società che è abituata da sempre a fare il passo proporzionato alla gamba. Portare nella città stabiese un giocatore come Corona presupponeva un investimento importantissimo che sarebbe rientrato soltanto grazie ad una stagione sopra le righe delle vespe. Così è stato, però mister Braglia, uno che conosce questi campionati come le sue tasche, adesso vede il traguardo a pochi chilometri e non ha voglia di fermarsi sul più bello. Un po lo stesso ragionamento che fanno a Benevento. Con questo sono tre anni di seguito che il Benevento prova a salire in B. Che sia l'anno giusto? Dopo un inizio di campionato stentato, con Cuttone in panchina, la squadra sembrava avesse trovato la quadratura del cerchio. Alcuni risultati negativi hanno portato la società all'ennesimo ribaltone in panchina e chiamando un tecnico esperto e navigato come Galderisi, la famiglia Vigorito ha dato ad intendere a tutte le pretendenti che il Benevento non si spezzava. Il nuovo allenatore ha saputo trasmettere alla squadra quella carica giusta che ora gli dovrà servire per regalare al Sannio una storica promozione in B.
Allo "Jacovone" si aspetta questa partita da circa un mese. Le aspettative per il Taranto sono tantissime; Dionigi ha galvanizzato una città e ora tutti sognano un ritorno nei cadetti che manca da quasi 20 anni. A quei tempi c'era Totò De Vitis e c'erano Goletti in porta e Maiellaro a far esplodere la curva, ora c'è Sy e c'è un gruppo che ha voglia di vincere. Contro l'Atletico Roma non sarà una passeggiata di salute e Dionigi lo sa, perciò sta cercando di estraniare la squadra dall'euforia che si respira in città.
L'Atletico Roma con gente come Franceschini Babù ed Esposito, va in Puglia con l'obiettivo dichiarato di ipotecare fin da subito la finale. Già in campionato, ma in panchina ancora c'era Incocciati, i romani hanno vinto in Puglia (1-0 il finale con gol di Franchini). La voglia di fare un'altra volta il colpaccio è forte e la convinzione è un aspetto importante in partite simili.
Nelle sfide play out, il Cosenza a Viareggio si gioca la permanenza in Prima Divisione e potrebbe anche essere l'inizio della fine. La situazione societaria è drammatica, i giocatori vivono in una situazione che definire kafkiana è fare un complimento. Trovare le giuste motivazioni in una baraonda simile è davvero difficile. De Rosa, che a Cosenza ci ha giocato, sa che in queste condizioni la situazione da drammatica diventa quasi irreparabile. Se l'ambiente depone le "armi" per queste due partite, forse il Cosenza ce la fa. Sul versante toscano, Scienza, tecnico emergente, sta preparando la partita sapendo che contro un avversario come il Cosenza fare la partita della vita può anche rivelarsi inutile, perchè con giocatori come Fiore e Biancolino tutto diventa precario e la certezza di una loro zampata è sempre dietro l'angolo.
Derby dramma quello che si gioca a Foligno, dove i falchetti di Giovanni Pagliari affrontano la Ternana . Un derby che può scaturire in un incontro dove la paura di sbagliare bloccherà le due contendenti. Pesa molto giocare un derby per salvarsi, ma se per la squadra folignate era quasi scontato, questo non si può dire per la Ternana, che era partita per ben altri obiettivi. Ora a Terni si cerca di salvare il salvabile per poter imbastire un discorso diverso con la nuova stagione.

> 2a Divisione:
Qui si sono già giocate le partite di andata degli spareggi, quindi già da domenica sera qualcuna resterà al palo, ed una tra Sacilese e Sanremese dirà addio al professionismo per tornare in D.
La Pro Patria va al "Piola" di Vercelli forte di un 5-2 che ha lasciato molto l'amaro in bocca nell'ambiente piemontese. Neanche il tifoso più ottimista della Pro Vercelli crede in una rimonta che avrebbe dell'incredibile, però nel dubbio meglio esserci, almeno se accade potranno dire: io c'ero.
A Salò la Feralpi è ad un passo dalla finale. Il pareggio contro il Renate in quel di Meda ha permesso alla squadra di Rastelli di superare indenne il primo ostacolo. Vero che il Renate non ha giocato come sa, ma è anche vero che partite simili difficilmente si riescono a giocare come si vuole se non si è abituati. Le pantere nerazzurre hanno sentito intorno a loro la dimensione enorme di qualcosa di troppo grande per loro e si sono come impauriti. Spesso la paura può portare al panico, oppure nella migliore delle ipotesi, a perdere quella inibizione che ti frenava. Questo potrebbe accadere domenica, con il Renate che torna d'incanto a giocare come sa e magari si porta a casa la finale.
La Sanremese, vincitrice domenica scorsa per 2-1 contro la Sacilese, ha a disposizione il match point. Riuscirà a sfruttarlo? La Sacilese si affida al suo coraggio e la sua voglia di combattere per restare aggrappata al professionismo.
Nel girone B la Carrarese e L'Aquila si giocano la possibilità di andare in finale. Rispettivamente contro San Marino e Prato. Più facile a dirsi che a farsi. Se per la squadra di Monaco l'1-0 di San Marino è quasi un assegno in bianco, per gli abruzzesi è più difficile. Franciel ha regalato loro domenica scorsa una rivincita importante contro il Prato (sconfitti 2 volte su 2 in campionato), ma sanno bene che non può bastare. Alla squadra di Bellini basta una sola rete di scarto per andare in finale (miglior posizione in classifica). Con l'attacco che si ritrova nulla è impossibile, ma c'è anche il fattore tempo che in queste partite può giocare brutti scherzi. Essere all'intervallo ancora sullo 0-0 può essere il segno che il Prato può perdere fiducia in se stesso. Tutti discorsi accademici, perchè poi il campo di accademico non ha nulla. Il sogno dell'Aquila è lì, a 90 minuti di distanza. Una intera città sosterrà i propri beniamini.
Nell'ultimo girone l'Avellino a Milazzo per cercare di reggere all'onda d'urto di un Milazzo ferito. Il 2-0 di domenica scorsa poteva essere molto più rotondo, può essere la miccia che accenderà i mamertini che trovandosi con le spalle al muro potranno trasformare questa deludente prestazione in qualcosa di epico da ricordare negli annali del calcio rossoblù.
A Trapani viceversa i ragazzi di Boscaglia sanno che l'1-1 dell'andata è un grosso passo verso la finale ma ancora ci sono da giocare 90 minuti. Il Neapolis ha pensato di rendere questa vigilia un po più movimentata alludendo ad antipatie e incompetenze della Lega Pro nella persona di Macalli. Mentre scriviamo le lettere tra i dirigenti del Neapolis e la Lega continuano. Francamente di queste sterili polemiche ne potremmo fare tutti a meno. Ogni tanto c'è qualcuno che si alza e dice: mollo tutto. Salvo poi trovarsi a mollare perchè ha fatto fallire la propria società. Non è il caso di Moxedano, che comunque con le sue dichiarazioni ha subito una inibizione di quelle che se le ricorderà ancora per molto. Possibile che questo calcio senza queste piazzate non sa mettersi un vestito migliore?

ALTRE NEWS
Sorrento, il presidente Gambardella: "Vogliamo fare uno scherzetto alle grandi"
27.05.2011 10:40 di Giacomo Giuseppini
Fonte: Sorrentocalcio.net
Con Gianni Simonelli, Mario Gambardella ha un feeling abbastanza particolare. Non è il “solito” rapporto tra presidente ed allenatore: su questo non ci piove. Fra i due, innanzitutto, c’è stima, umana e tecnica. Anzi, chiamiamola amicizia.

Che oggi, alla vigilia della semifinale col Verona, risalta fuori salda, più vera che mai. Sul tavolo stavolta c’è l’atteggiamento che il Sorrento “dovrà” avere al Bentegodi, nell’atto primo della semifinale playoff. “Con Gianni (Simonelli, ndr) ne abbiamo discusso proprio l’altro giorno. Andare lì, a Verona, ad alzare le barricate significherebbe solo farsi del male. Su questo siamo d’accordo. Perché? Il Sorrento è una squadra nata per attaccare. E che non può stravolgere la propria inclinazione. Bisogna giocarsela a viso aperto, con attenzione”.

Così parlò il presidente Gambardella. Che non vede l’ora di giocare i playoff perché, in fondo, sa che il suo Sorrento può tramutare da fantasia a realtà la promozione in serie B: “Per noi è un sogno vero e proprio – dice il patron -. Sorrento è una piazza piccola, genuina, che con una squadra così bella da vedere ed una dirigenza accorta al bilancio può davvero fare lo scherzetto alle grandi. Sì, sono convinto che abbiamo buone possibilità seppur ci siano da affrontare club del calibro di Verona, Salernitana ed Alessandria, che hanno una sorta di obbligo morale a dover conquistare la serie B. Il campionato ha detto che siamo arrivati secondi, ma i playoff sono un’altra storia. Mi auguro che faremo bene: ho fiducia”. E’ un fiume in piena di entusiasmo e speranze. Gambardella, più che un presidente, a tratti sembra un tifoso della curva: “In effetti è così – scherza -. Si possono fare tanti discorsi, si può dire che domenica troveremo 30mila spettatori o giù di lì, ma questo Sorrento ha gli attributi per tenere con carattere il campo e mettere in difficoltà il Verona. La nostra è una squadra esperta, che sa gestire emozioni e vigilie importanti. Che così come le avversarie, ha il 25 per cento di chance di vincere i playoff”.

Percentuali che restano in media, anche se Paulinho non c’è. “Sono convinto che il Sorrento è altrettanto competitivo – dice Gambardella -. In attacco abbiamo giocatori di primo piano. In primis Bonvissuto, che ha appena recuperato e lo vedo bene: sarà utile. E poi c’è Pignalosa, un ragazzo esemplare, un grande professionista, sempre decisivo. Potrebbe essere lui l’uomo del destino”.

FONTE: TuttoLegaPro.com


ALTRE NEWS
Generoso Rossi: "Sorrento, regalami la sesta promozione"
Il portiere rossonero ricorda quelle con Savoia, Crotone, Gallipoli, Venezia e Lecce: "Bisogna dare il 110 per cento e per il resto ci vuole un pizzico di fortuna".

26.05.2011 16.45 di Valeria Debbia per tuttolegapro.com
Fonte: Gianni Siniscalchi - "Il Mattino"
Il portiere Generoso Rossi, beniamino dei tifosi del Sorrento, detta la ricetta per affrontare i playoff. "La doppia sfida col Verona è solo quella che le due squadre disputeranno l’una contro l’altra e non voglio parlare nemmeno delle dichiarazioni di Mandorlini sulle dimensioni del Campo Italia".

Generoso Rossi, 32 anni, è lo specialista delle promozioni in casa rossonera perché ne vanta cinque. Tre dalla C1 alla B con Savoia, Crotone e Gallipoli. Due dalla B alla A con Venezia e Lecce. "L’unica ai playoff – ricorda – l’ho meritata con il Savoia nel 1998-1999. Fu una promozione a sorpresa dopo avere chiuso al quinto posto. Questa volta è la situazione è un po’ diversa: si azzera tutto, ma il Sorrento deve confermare il secondo posto della regular season che, tra l’altro, dà la possibilità di giocare in casa il ritorno della doppia sfida". Alle sue cinque promozioni fanno da pendant i casi di esperienze meno fortunate nelle sfide dei playoff da parte di vari compagni di squadra, del tecnico Gianni Simonelli e del patron Mario Gambardella. Rossi sorride, scherza e dice la verità: "Se mi mettessi a guardare come sono finite in passato le esperienze playoff per gli altri giocatori del nostro spogliatoio, mi dovrei preoccupare. Ne abbiamo parlato assieme in maniera scherzosa e alla fine tutti hanno detto la stessa cosa: avranno il forte stimolo di cogliere un’occasione difficile da ripetersi. Dunque, sono fiducioso alla vigilia della prima sfida".

Paulinho promette un recupero lampo dopo l’esito ok della radiografia eseguita ad un mese di distanza dall’infortunio di Bolzano. È clinicamente guarito dalla frattura all’omero sinistro, si sta allenando e potrebbe essere arruolabile per il match di ritorno del prossimo 5 giugno. "Ma – spiega Rossi – noi siamo felici, innanzitutto, perché l’infortunio non compromette la sua carriera nelle categoria superiori che merita ampiamente. Se potrà giocare, farà piacere a tutti. Ma siamo pronti alla doppia sfida contro il Verona anche senza di lui. Paulinho ha già dato molto al club e alla squadra con i suoi 24 gol che sono stati importanti per meritare il secondo posto. Con la sua voglia di recuperare, comunque, ha confermato di essere anche un grande giocatore sul piano umano".
L’ultimo pensiero di Rossi è per la società ("La migliore dirigenza con cui ho giocato") e per i 300 tifosi che seguiranno il Sorrento a Verona ("L’hanno fatto per tutta la stagione e vanno ripagati con il massimo impegno").

Hellas Verona, Martina Rini: "Ai play-off si parte alla pari"
25.05.2011 19.30 di Valeria Debbia per tuttolegapro.com
Fonte: Ufficio Stampa Hellas Verona
La rincorsa, almeno per ora, è terminata. L'Hellas Verona si appresta a disputare i play-off contro il Sorrento, ed il gruppo di Andrea Mandorlini vanta enorme carica: "E' una sensazione bellissima, ho vissuto l'anno scorso gli spareggi anche se non da protagonista, ormai il campionato non conta più. Partiamo tutti alla pari". Queste le parole di Marco Martina Rini, che domenica ritroverà Mariani di Aprilia, che espulse il centrocampista in occasione della sfida disputata in Campania: "Non mi fa nessun effetto, ho commesso una sciocchezza io. Avrei potuto lasciare la palla a Scaglia, invece l'ho colpita istintivamente con la mano".
In rialzo le quotazioni dell'atleta bresciano, in virtù della non ottimale condizione di Russo: "Spero che il mio compagni rientri, avere tutti a disposizione è importante. Chi scende in campo deve dare tutto per cercare di vincere, io lavoro con impegno tentando di evidenziare le mie qualità".
Con la retrocessione del Brescia ci sono possibilità che il gialloblù torni alla base a fine stagione: "Non ho ancora sentito nessuno, voglio concentrarmi su ciò che ci aspetta tra pochi giorni. Disputare la cadetteria con questa maglia sarebbe più emozionante visto il valore della piazza, dei tifosi e della storia del club".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


Venerdì 27 Maggio 2011
Domenica al Bentegodi andata play off col Sorrento: siamo pronti, abbiamo lavorato bene
Mandorlini lancia la carica: «Hellas, è come una finale»

di Gianluca Vighini
VERONA - Non c’è tensione. Mandorlini sa come si fa. In gare come queste bisogna gestire pressione e nervi. Trovare il giusto mix tra la concentrazione e il lavoro. Tra il relax e la consapevolezza di giocarsi un intero campionato.
In sintesi Hellas-Sorrento, andata semifinali play off di dopodomani al Bentegodi, è soprattutto questo. «Quello che è importante - spiega - è aver lavorato bene. Ci siamo ricaricati. Abbiamo fatto un finale di campionato in crescendo. Sempre sul pezzo. Dovevamo recuperare, c’è stato anche un grande dispendio di energie. Ma questa tensione ci ha forgiato. Abbiamo giocato tante finali, sempre con la spada di Damocle sulla testa. Se perdi, sei finito. Dovevamo recuperare e l’errore non era contemplato. Quando sbagliavamo ci cadeva il mondo addosso. E certe volte la paura di sbagliare ci attanagliava».
Porte chiuse al Bentegodi. Per non lasciare nulla d’intentato, Mandorlini ha chiuso le porte degli allenamenti. Difficile capire chi giocherà. «Dipende dallo stato dei singoli, dal tipo di partita che ho in mente di fare - dice il mister dell’Hellas -. Potrei giocare con i tre, ma anche con altre formule che abbiamo imparato durante la stagione. Sapete che non do troppa importanza ai numeri della tattica. A me piacciono i giocatori duttili, quelli che non si fossilizzano solo su un aspetto. Ci sono grandi campioni che in campo fanno di tutto. E’ da loro che dobbiamo prendere esempio».
Dubbi e certezze. Russo sempre in bilico. Il piccolo stiramento lo tiene in sospeso. L’impressione è che se non sarà al cento per cento verrà tenuto in panchina. Martina Rini è pronto a giocare. In avanti scalpita Le Noci. Dopo alcuni acciacchi fisici, il piccolo Beppe è tirato a lucido e pronto a comporre il tridente con Ferrari e Berrettoni.
Hallfredsson, il mastino. Emil Hallfredsson è stato eletto «Mastino del Bentegodi», il concorso promosso dal mensile di Confcommercio Verona «Il Commercio Veronese». Anche lui è pronto per questa sfida fondamentale. (ass)

Giovedì 26 Maggio 2011
Il capitano del Verona pensa alla semifinale d’andata play off: a loro mancherà Paulinho? Non ci riguarda
«Questo Hellas è pronto a tutto»

di Gianluca Vighini
VERONA - «Le storie sono completamente diverse, opposte. Quest’anno siamo partiti male, ma abbiamo fatto una lunga rincorsa che ci ha permesso di entrare in questi play off. Siamo contenti di quello che abbiamo fatto, siamo carichi e ci siamo preparati bene per domenica».
Capitan Ceccarelli non si dilunga con tante parole. E focalizza l’impegno che attende il Verona nella semifinale d’andata al Bentegodi. «Il Sorrento ha fatto un grande campionato, è arrivato secondo, quindi merita rispetto. E’ una sfida che dura 180 minuti, quindi non finisce domenica. Ma questa resta una partita fondamentale dove noi dobbiamo continuare quel trend positivo che ci ha visto vincenti in casa e questo ci permetterebbe di andare a Sorrento con due risultati su tre e preparare la partita in una certa maniera. Ma questo Hellas è pronto a tutto».
Non parliamo di Paulinho. L’assenza di Paulinho (o la presenza, a Sorrento stanno facendo pretattica sul brasiliano che però non ci dovrebbe essere per la sfida fra tre giorni) non condiziona il giudizio di Ceccarelli. «Ne avete parlato tanto, noi molto meno. Non ci interessa se c’è Paulinho o no. Siamo più concentrati su noi stessi, sul nostro lavoro. Vogliamo preparare bene questa partita. E’ chiaro che se non ci fosse Paulinho, il Sorrento perderebbe un giocatore importante. Paulinho ha fatto tanti gol (24, capocannoniere del girone, ndr), è esploso: se la squadra non giocasse bene, lui è uno che ha il colpo risolutore che ti può togliere le castagne dal fuoco. Un po’ com’è successo al ritorno quando ha segnato quel gol incredibile che ci ha condannato. Il resto non lo considero. Eravamo in dieci e il secondo gol è arrivato quando la partita era ormai chiusa».
Arbitro in forma. Nessuna polemica per la designazione di Mariani, l’arbitro che proprio a Sorrento non concesse un calcio di rigore nettissimo all’Hellas. «Non mi piace parlare degli arbitri. Spero che anche lui arrivi alla partita in forma - aggiunge Ceccarelli - e visto che è stato designato per questa gara così importante, spero che faccia le cose giuste, nient’altro».
Per ora il giudizio sul campionato (suo e dell’Hellas) resta sospeso. «Aspettiamo la fine. Ci sono quattro gare da giocare (quindi è convinto di approdare in finale, ndr). Alla fine vedremo che giudizio ci meriteremo». (ass)

Giovedì 26 Maggio 2011
Mentre Tiboni e Napoli sono out Russo in dubbio fino all’ultimo
VERONA - Quota dodicimila superata. La corsa al biglietto per Hellas-Sorrento continua. A questo punto è verosimile pensare che la soglia delle quindicimila presenze sia un obiettivo raggiungibile abbastanza agevolmente. Intanto la squadra si è allenata anche ieri a Sandrà. Sempre sotto osservazione Russo, in sospeso sino all’ultimo minuto. Napoli e Tiboni restano in infermeria e non saranno convocati.
Intanto calano le possibilità di vedere in campo Paulinho del Sorrento per la gara d’andata. «Certamente sarebbe stato meglio averlo già al Bentegodi», si è lasciato sfuggire Nicodemo, capitano dei campani che ha aggiunto. «In campo al ritorno? Non so, lo spero, ma intanto pensiamo alla sfida di domenica al Bentegodi». (ass)

FONTE: Leggo.it


Giannini e Remondina «Verona, sei il favorito»
29/05/2011
Verona favorito. Loro hanno scelto così. E chissà che non abbiano visto giusto. Ieri la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un sondaggio nel quale dieci tecnici di Lega Pro hanno cercato di leggere in anticipo l'esito finale dei playoff. Per il girone A, quello del Verona, hanno parlato due vecchie conoscenze gialloblu: Gian Marco Remondina e Giuseppe Giannini. Oltre agli ex allenatori del Verona, hanno espresso il loro parere anche il tecnico del Como Oscar Brevi, l'ex allenatore dello Spezia Alessandro Pane, e il mister del Bassano Osvaldo Jaconi. Il risultato? I ragazzi di Mandorlini vengono indicati come squadra più affamata del mini campionato. Loro davanti a tutti gli altri.

PAROLA DI PRINCIPE. Giannini non ha mai dimenticato il Verona. Qualche tempo fa, incrociato dalla stampa veronese in uno dei suoi tanti pomeriggi da commentatore allo stadio, il Principe aveva confermato: "L'Hellas possiede grandi qualità. Credo possa davvero fare qualcosa di importante". Adesso l'aggiunta: "In due partite può succedere di tutto. E anche se il Sorrento parte in vantaggio, penso che il Verona possa disporre di tutte le credenziali per ribaltare il pronostico".

REMO LO SA BENE. Non ha dubbi GianMarco Remondina. "Conosco bene la piazza veronese. Credo che oggi il Verona debba essere messo davanti a tutti per pubblico, qualità dell'organico e fame di vittorie. Giocare davanti a 20-25 mila persone ti dona grande forza. E per questo penso che la stessa Salernitana finirà per giocarsi la finale". Sarebbe davvero una finale da cuori forti. Bentegodi prima, Arechi dopo. Ma di mezzo c'è ancora il Sorrento. Ed è meglio prestare grande attenzione alla seconda forza del campionato.

IACONI VEDE HELLAS. "Arrivano di rincorsa - spiega l'allenatore del Bassano - e quindi saranno sospinti da grande entusiasmo. In più vorranno rifarsi dalla delusione patita lo scorso campionato". Secco Pane. "Se il Verona batte il Sorrento, diventa la favorita". Avanti i 'blu' allora. E oggi ci sarà da mettere mano alle polveri. L'Hellas di Mandorlini deve colpire e affondare l'avversario. In attesa di sventare l'abbordaggio del ritorno. Ma quella è un'altra storia.S.A.

Hellas: «Tutti al Bentegodi per tornare in serie B»
I tifosi si mobilitano per far sentire tutto il proprio calore ai gialloblù impegnati al «Bentegodi» domenica contro il Sorrento, secondo in classifica nella stagione regolare. I campani hanno chiuso la regoular season con il primato di vittorie interne (13) e il migliore attacco (61); 3, invece, le vittorie esterne, al pari del Verona. Per quel che riguarda le sfide tra le due squadre in casa degli scaligeri è finita 1-1, mentre in Campania l’undici di Simonelli ha avuto la meglio per 2-0
27/05/2011
Verona. Al via play-off e play-out di prima divisione, mentre in seconda siamo già alle sfide di ritorno. Nel girone A a Verona i tifosi si mobilitano per far sentire tutto il proprio calore ai gialloblù impegnati domenica al «Bentegodi» contro il Sorrento, secondo in classifica nella stagione regolare. I campani hanno chiuso la regoular season con il primato di vittorie interne (13) e il migliore attacco (61); 3, invece, le vittorie esterne, al pari del Verona.

Per quel che riguarda le sfide tra le due squadre in casa degli scaligeri è finita 1-1, mentre in Campania l’undici di Simonelli ha avuto la meglio per 2-0.

L’altro confronto è quello tra Salernitana e Alessandria, altre due formazioni che hanno tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo; i grigi hanno chiuso terzi con 55 punti, due in più dei campani che però sarebbero finiti davanti senza i 6 punti di penalizzazione (l’Alessandria ne ha avuti due). I piemontesi vantano anche la migliore difesa del girone con 28 reti subiti. Nei confronti diretti all’andata ha vinto 3-1 l’Alessandria, mentre all’«Arechi» è stato un pareggio per 1-1.

Per quel che riguarda le sfide play-out il Monza, che è riuscito ad evitare in extremis la retrocessione diretta, riceve il Pergocrema, mentre il Sudtirol affronterà il Ravenna che ha subito ben sette punti di penalizzazione per il tentativo del ds Buffone di alterare il risultato della sfida col Lumezzane dello scorso 17 aprile.

Nel girone B la Juve Stabia prova a fare lo sgambetto ai cugini del Benevento e ribaltare il pronostico: una sfida che in pochi immaginavano ad inizio stagione visto che le «vespe» partivano con il dichiarato obiettivo salvezza e i giallorossi invece puntavano dritto al primo posto, poi sfuggito per via della straordinaria stagione della Nocerina. Le due squadre si sono incontrate proprio nell’ultimo turno della stagione regolare ed è stato un pareggio per 1-1, mentre all’andata in casa stabiese ad avere la meglio fu la formazione di Braglia.

Nanu Galderisi, fin qui poco fortunato in Lega Pro, è a caccia della sua prima importante soddisfazione in panchina. Allo «Iacovone» il Taranto ospita l’Atletico Roma: i pugliesi sono venuti fuori quasi in sordina con il passare delle giornate, mentre i capitolini che all’inizio dell’anno sembravano una corazzata imbattibile hanno poi avuto un periodo piuttosto negativo fino ad arrivare al cambio in panchina con Chiappara al posto di Incocciati, quindi un rassicurante finale. Nella stagione regolare doppia vittoria per 1-0 dell’Atletico.

Per quel che riguarda i play-out Viareggio e Foligno, che solo all’ultima giornata sono riusciti ad evitare la retrocessione diretta, ricevono rispettivamente Cosenza e Ternana, due squadre invece che puntavano a ben altri obiettivi e che quindi potrebbero anche pagare il fatto di essersi ritrovati in questa bagarre finale.

Per quel che riguarda la seconda divisione è già tempo di verdetti: nel girone A al Feralpisalò dopo l’1-1 dell’andata basta un pareggio senza reti contro il Renate per far valere la sua migliore posizione di classifica. Si è complicata invece la situzione della Pro vercelli che dopo il 5-2 rimediato all’andata sul terreno della «miracolosa» Pro Patria deve come minimo segnare tre gol senza subirne per puntare alla finale. Nell’unico play-out la Sacilese, sconfitta 2-1 all’andata, deve fare almeno un gol alla Sanremese per assicurarsi la permanenza tra i professionisti.

Nel girone B per la Carrarese non dovrebbero esserci particolari problemi contro il San Marino, già battuto 1-0 all’andata, mentre il Prato è sotto di un gol contro l’Aquila in seguito al 3-2 dei primi 90’. Nel girone C il Trapani è favorito sul Neapolis che ha pensato un pò troppo alle polemiche: il presidente Bouchè ha attaccato la Lega Pro per la scelta del neutro di Isola Liri nella gara di andata (1-1), ha contestato il designatore Farina e la direzione di Pairetto. Chi invece ha compromesso parecchio le proprie chance di finale è il Milazzo, battuto 2-0 ad Avellino nella gara di andata; ora sarà davvero dura per i messinesi ribaltare la situazione contro la coriacea squadra di Vullo.

Martina Rini manda l'Hellas all'arrembaggio
CORAGGIO «SBARAZZINO». Il giovane centrocampista gialloblù applaude la rincorsa di Ceccarelli e compagni. «Siamo stati bravi, ora c'è grande entusiasmo»
«La prima partita vale molto, l'Hellas farà di tutto per vincere, per completare l'opera a Sorrento Non pensiamo al campionato, si riparte da zero»

27/05/2011
Qui si fa la storia. O quasi. C'è già il titolo dell'immaginario lungometraggio: Verona, cuori impavidi in campo. Ciak, si gira. Sta per andare in onda la prima parte di un film si spera di successo. Attori protagonisti: Mandorlini e la banda Hellas. Comparse? Si spera il plotone del Sorrento. In mezzo la giusta tensione che sale e scende quando arriva il momento di confrontarsi per qualcosa di importante. Si lavora. Tanto. Si parla. Poco. Il giusto per comunicare con l'esterno e lanciare segnali. E stavolta tocco a uno dei giovani della mediana. Marco Martina Rini non ha perso la sua naturale timidezza di inizio stagione. Il centrocampista bresciano preferisce far parlare la palla, ma quando tocca a lui non si sottrae all'obbligo di tradurre in parole i pensieri più intimi. Del resto, l'Hellas ti impone sacrificio e repentini cambi di stile e carattere. Dentro all'arena, pronti a tutti per fronteggiare i leoni in arrivo. Le tribune sono gremite. E tutti si augurano che lo spettacolo possa essere all'altezza delle aspettative.

IL PRIMO PASSO. «Gara uno vale tanto – spiega Martina Rini -. Perché dobbiamo riuscire ad incanalare la partita in modo tale da vincerla, per poter andare poi a Sorrento con l'intento di completare l'opera. Quindi, dovremo essere molto bravi nel gestire al meglio le singole situazioni di gioco. È logico che sbagliare sarà pressoché proibito. Ma questo è un discorso che ci siamo fatti spesso. E sappiamo benissimo come dovremo affrontare il nostro avversario. Sappiamo che tutto il pubblico sarà con noi, questa sarà una spinta in più».

MANCA IL «TALENTO». E allora sotto con il Sorrento orfano di Paulinho. Il tormentone è destinato a finire domenica quando in campo il brasiliano non ci sarà Troppo lontano per poter graffiare il Verona. Martina Rini, però, non vuole assolutamente sottovalutare l'avversario. «Io non fare troppo conto sul fatto che manchi Paulinho. Il Sorrento resta sempre una squadra di ottimo livello. E poi, non ha senso pensare troppo a chi c'è e chi sarà assente. Il Verona ha le sue convinzioni, deve pensare al suo destino, alla sua partita. Tutto il resto conta davvero poco. Se pensiamo troppo all'avversario andiamo in difficoltà prima del tempo».

LA TERZA VOLTA. In campionato i gialloblù non sono mai riusciti a battere il Sorrento, pari in casa, sconfitta all'Italia. Ma il centrocampista dell'Hellas volta pagina. «La stagione è finita, quello che è stato fatto in campionato non conta più nulla. Con i playoff tutto si azzera. E non penserei nemmeno troppo al fatto che ai nostri avversari bastano due pareggi. In 180' possono succedere tante cose. Sono convinto che partiamo alla pari con il Sorrento. E se il Verona ha dimostrato di valere i playoff, può confermare sul campo di poter andare fino in fondo nella corsa alla serie B. Non sarà facile, certo. Ma nemmeno per il Sorrento sarà una passeggiata».

RINCORSA INFINITA. E adesso allora viene il bello. La rincorsa a perdifiato del Verona è finita con il fischio finale di Crema. Le quattro squadre rimaste partono quasi alla pari. Ora sarà importante scattare subito, evitando di scivolare. «La rincorsa – ammette Martina Rini – è stata perfetta. Chi arriva in fondo come abbiamo fatto noi, per forza di cose vive di entusiasmo. E noi ne abbiamo conservato ancora tanto da buttare in campo al momento giusto. Il fatto di avere conquistato i playoff ci ha permesso di aumentare anche la nostra stima. Sul piano personale posso dire di essere stato sempre aiutato dai miei compagni nell'inserimento nel nuovo gruppo. Lo spirito di collaborazione ci ha permesso di ottenere il primo risultato importante della stagione. Adesso, però, voglio vedere trasformati in realtà il sogno di tutti».

MANDORLINI CAMBIA TUTTO. Marco parla anche dell'avvento del nuovo tecnico. «Mandorlini è stato molto importante per noi - conclude il baby gialloblù -. Sul piano tattico ci ha insegnato molto. Prepara le partite con grande meticolosità. Ci ha permesso di svoltare. E i risultati del campo penso lo abbiano confermato. Ora dobbiamo solo cercare di trasformare la naturale tensione che può affiorare in questi casi in energia positiva. Ne avremo tanto bisogno». Sta per iniziare la battaglia.S.A.

Missione play off, settimana «calda» per il Verona
UNA SFIDA DA BRIVIDI. Si è chiusa la prelazione, parte la vendita libera. Sono già stati venduti più di novemila biglietti, «gongola» la Lega Pro che organizza l'evento. Si blocca Beppe Russo, ce la farà a recuperare?
24/05/2011
La settimana più lunga è anche la più bella da vivere. Senza guardarsi troppo indietro, senza ricordare troppo a lungo beffe atroci che non possono non tornarti in mente in momenti come questi. Il popolo dell'Hellas è carico come non mai, l'adrenalina sale ora dopo ora, come se ogni momento fosse quello buono per il fischio d'inizio.

TUTTI ALLO STADIO. Il Bentegodi si sta riempiendo, anche velocemente. Dall'altro capo del telefono la voce di Gaia Simonetti è musica per le orecchie di tutta la città. «I biglietti? Venduti più di 8.500», la risposta arrivata ieri mattina dagli uffici dei dirigenti della Lega Pro, solitamente poco abituata a numeri del genere. Anche per loro sarà una settimana diversa dalle altre. La cifra è lievitata col passare delle ore, ha superato abbondantemente quota novemila. Chissà quanti ce ne saranno domenica. Quell'infausto spareggio con lo Spezia, quello della retrocessione in C dopo 64 anni e le lacrime miste agli applausi, lo videro in più di ventitremila. Con il Portogruaro erano esattamente 25.328, contro il Sorrento potrebbero essere anche di più.
La fase del diritto di prelazione per gli abbonati è alle spalle, fino alle 19 di sabato spazio alla vendita libera. Molti hanno storto il naso, anche col Sorrento volevano quel posto magari conservato per anni. Ma i playoff non sono il campionato, le direttive partono direttamente da Firenze, dalle stanze della Lega Pro.

DAI BEPPE. Un punto di domanda Mandorlini ce l'ha. Beppe Russo non è sicuro di farcela, ha una contrattura ad una coscia che non lascia tranquillo né lui né l'Hellas. Proverà a stringere i denti Beppe, tornato quello dei tempi migliori dopo una convivenza non facile con Giannini e l'infortunio che gli hanno levato quel vigore fisico che ha splendidamente ritrovato negli ultimi tempi. Martina Rini è pronto, ma a domenica manca ancora molto.

TORMENTONE PAULINHO. Pretattica? Depistaggio? Il Sorrento sta confezionando la sua vigilia parlando poco di chi di certo giocherà e molto di Paulinho, la sua principale bocca da fuoco, uno da 24 gol e colpi a effetto come quelli che tramortirono il Verona al ritorno. Andrà in campo? Assolutamente no, secondo molti. Anche se il Sorrento lascia, forse ad arte, ancora accesa la fiammella ancora accesa. L'aspetto psicologico soprattutto in partite così può incidere come un gol. Esattamente quello che serve al Verona per spostare l'inerzia della sfida a proprio favore.

SORRENTO DICE TRECENTO. La Curva Nord non sarà proprio deserta, il Sorrento ha annunciato che almeno trecento suoi tifosi domenica saranno al Bentegodi. La società invece è andata oltre, proiettata verso il 5 giugno e la sfida di ritorno. La prevendita è cominciata ieri. In sede, alla segreteria dello stadio, in un'agenzia assicurativa. I botteghini a Sorrento resteranno chiusi. Troppo facile prevedere il tutto esaurito, un bunker pericoloso per le anomale dimensioni del campo sintetico, un muro a due passi dalla fascia e la disinvoltura nel giocarci di un Sorrento che in casa alle avversarie ha lasciato solo le briciole.

AMPIO RAGGIO. Mandorlini di doppi confronti ne sa qualcosa, specie quand'era giocatore. In quegli anni il fattore campo aveva maggiore incidenza, adesso statisticamente conta meno. Anche se al Bentegodi il Verona la partita dovrà vincerla. «Ragioniamo però nell'ottica delle due partite, domenica sarà una gara molto importante ma non ci dimentichiamo che dopo ne giocheremo un'altra altrettanto decisiva», le parole spese nei giorni scorsi da Mandorlini, che in testa ha un Verona d'attacco ma comunque sempre equilibrato e con la giusta pazienza. Il cronometro, almeno all'inizio, correrà troppo veloce per l'Hellas. Ma anche troppo lentamente per quelli del Sorrento.
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


Mandorlini: "90' di coraggio e volontà"
27/05/2011 - 18:48
"Siamo pronti, la temperatura si sta alzando. Io ed i ragazzi siamo sereni, è una sfida talmente importante che non c'è bisogno di dire molto"
VERONA - "Siamo pronti, la temperatura si sta alzando. Io ed i ragazzi siamo sereni, è una sfida talmente importante che non c'è bisogno di dire molto". Poche parole da parte di Andrea Mandorlini nell'introdurre l'andata della semifinale play-off. La penultima seduta dei gialloblù si è svolta allo stadio "Bentegodi": "Un'opportunità da sfruttare, potrebbe avere buona rilevanza una scelta di questo genere".

Il Sorrento dovrà rinunciare a Paulinho, pedina fondamentale per Simonelli: "Ne ho parlato anche con i nostri medici, sapevo che vederlo in campo sarebbe stato difficile. Non è che la sua presenza ci togliesse il sonno, dobbiamo pensare a fare il nostro dovere e basta. I campani sono una formazione pronta anche dal punto di vista anagrafico, nel reparto avanzato vantano grande qualità".

Il collettivo scaligero sta cercando il giusto livello di concentrazione, anche se mancano molte ore al fischio d'inzio: "Tutti i miei uomini vivono l'impegno con intensità, vedo molti sguardi diversi. Mancano ancora diverse ore, stiamo con gli occhi aperti. Ieri abbiamo parlato qualche minuto, ognuno dei giocatori vorrebbe partecipare a questo appuntamento".

In chiusura, una battuta sulla sfida di Wembley tra Barcellona e Manchester United, che Ceccarelli e compagni vedranno dal ritiro: "Credo sia bello per tutti capire come è stata preparata la partita. Anche noi arriviamo ad un match dal grande peso specifico. Il mio Rooney? Forse Berrettoni, anche se gioca un pò più decentrato. Battute a parte, c'è bisogno di ogni elemento, servono 90' di coraggio e volontà".
Ufficio Stampa

Al "Bentegodi" la penultima seduta in vista del Sorrento
27/05/2011 - 18:03
Venerdì allenamento a porte chiuse caratterizzato da riscaldamento, torelli, tattica offensiva e palle inattive
VERONA - E' durata poco più di un'ora e mezza la penultima seduta della squadra gialloblù in preparazione alla prima semifinale play-off contro il Sorrento.

Venerdì allenamento a porte chiuse allo stadio "Bentegodi", caratterizzato da riscaldamento, torelli, tattica offensiva e palle inattive.

Ufficio Stampa

27/05/2011 - 17:57
Hellas Verona-Sorrento, siamo in 13.000
Tagliandi disponibili presso il circuito Ticket One e nel giorno della partita, all'Hellas Verona Ticket Point

26/05/2011 - 18:36
Sandrà: giovedì tattica difensiva ed offensiva e partitella
Cambio di programma per venerdì: la squadra scaligera si allenerà allo stadio "Bentegodi", sempre a porte chiuse

26/05/2011 - 15:24
Casms, le misure relative alla sfida di Sorrento
Vendita dei tagliandi del settore ospiti con diritto di prelazione per i tifosi fidelizzati fino alle ore 19 del 2 giugno 2011

26/05/2011 - 15:14
E' Hallfredsson il "Mastino del Bentegodi" di questa stagione
L'islandese, eletto migliore in campo per le partite casalinghe, sarà premiato con il “Trofeo Confcommercio Verona” prima del fischio d’inizio di Hellas Verona-Sorrento

Ceccarelli: "Non vediamo l'ora di scendere in campo"
25/05/2011 - 17:37
"Arriviamo all'appuntamento in buone condizioni, dopo una rincorsa che ha scaturito entusiasmo. Vogliamo continuare così"
SANDRA' - L'attesa per la gara d'andata della semifinale play-off è agli sgoccioli, e l'Hellas Verona sembra arrivare all'appuntamento nel migliore dei modi. "Abbiamo lavorato bene, manca poco a questa sfida che è molto importante per il nostro futuro, non vediamo l'ora di scendere in campo". Parole di Luca Ceccarelli, secondo il quale ogni avversaria vanta ottime possibilità di qualificazione: "Tutte le squadre piazzatesi tra il secondo ed il quinto posto hanno valori importanti, incontrare una o l'altra non fa grande differenza. Ci aspetta il Sorrento, una formazione tosta e che ha fatto bene per tutto l'arco del campionato. Noi arriviamo in buone condizioni, dopo una rincorsa che ha scaturito entusiasmo. Vogliamo continuare così".

Tiene banco tra i rossoneri la condizione del capocannoniere del torneo: "Quella di Simonelli è una squadra forte, abile ad ottenere i tre punti soprattutto in casa. All'andata abbiamo dimostrato di saper condurre la manovra per lunghi tratti, al ritorno due giocate di Paulinho si sono rivelate decisive. Non abbiamo paura, devono temerci anche loro. La presenza del brasiliano avrebbe garantito più qualità, ma prepariamo la partita per affrontare un collettivo, non un singolo giocatore".

Scontato fare paragoni con un anno fa: "Allora era tutto diverso, ritrovarsi terzi dopo l'ultima di campionato fu una vera e propria mazzata. Nel girone di ritorno abbiamo dimostrato di essere all'altezza, la gara di domenica è fondamentale per continuare col nostro trend positivo. Il successo interno permetterebbe di affrontare meglio le incognite che ci attendono in Campania".
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it





[OFFTOPIC]
VITA DA EX: Dopo la salvezza e la rescissione di comune accordo col CESENA, FICCADENTI si racconta in un intervista de 'Il Tirreno'.
LIGA SPAGNOLA: Zizou ZIDANE nuovo diesse dei 'blancos' di Madrid.
SERIE A: Il BOLOGNA si affida a BISOLI per il dopo MALESANI, CHIEVO-PIOI è addio...
NBA: I MAVERICKS vincono nella Confederazione Ovest e vanno in finale mentre ad Est Miami si porta sul 4 a 1 ed elimina Chicago. La finale sarà quindi fra MAVERICKS e HEAT come cinque anni fa! LAKERS, il nuovo coach è BROWN.
TENNIS: Al Roland Garros bene SCHIAVONE e FOGNINI, a casa ERRANI e SEPPI...
ATLETICA LEGGERA: BOLT 'stecca' al Golden Gala di Roma, 'solo' 9"91!
FIFA: BLATTER indagato per tangenti!
CHAMPIONS LEAGUE: Domani la finale per stabilire la più forte d'Europa tra BARCELLONA e MANCHESTER, una vera 'chicca' per gli amanti del calcio...

BARCELLONA-MANCHESTER, DOMANI LA FINALE PERFETTA
Venerdì 27 Maggio 2011 - 03:45
di Enzo D’Orsi
TORINO - La finale perfetta. Le squadre più forti dell’ultimo quinquennio. Il teatro più esaltante. Ma è meglio non ripeterlo a Ferguson, il patriarca del Manchester United: «La finale perfetta? E’ quella che si vince». Da quasi 25 anni alla guida degli inglesi, ha vinto e rivinto tutto: è l’allenatore più titolato del pianeta. Nelle prime tre stagioni non aveva conquistato trofei: per sua fortuna, non c’erano italiani tra i dirigenti.
La sfida di domani sera è la rivincita di Roma 2009, quando il Barcellona s’impose con i gol di Eto’o e Messi. La maggior parte dei protagonisti è la stessa di allora: e se Wembley per ogni suddito di Elisabetta rappresenta il sogno, lo United ricorda di aver vinto proprio lì, nel vecchio impianto, la prima coppa dei Campioni. Nessun club inglese c’era riuscito prima. Curiosamente, il destino s’intreccia con il Barcellona: a Wembley, 19 anni fa, conquistò dopo un lunghissimo inseguimento la coppa più grande, un siluro di Koeman affondò la Sampdoria di Vialli e Mancini. Non solo Wembley: un’altra finale unisce Barça e United, coppa delle Coppe 1991, 2-1 per Ferguson contro Cruyff, il primo eurosuccesso inglese dopo il bando per la tragedia dell’Heysel. C’è poi la storia di un difensore, il magnifico Piqué, figgito dalla catalogna, lanciato dallo United e infine tornato a casa.
Se Ferguson è il grande tessitore del club che si identifica in lui, Guardiola è il grande ricamatore: il suo calcio è fondato sulla perfezione tecnica, che diventa stile inimitabile. Se non esagera nel rimirarsi allo specchio, il Barça è intrattabile. Il Manchester U. propone un football più diretto, che meglio aderisce alla propria tradizione.
Il Barcellona è cambiato tatticamente rispetto a due anni fa: non c’è più un centravanti fisso (Eto’o, poi Ibrahimovic), ma una punta che parte dall’esterno come Villa, la cui opera favorisce gli inserimenti al centro di Messi. Come se non bastasse, ecco il magistero di Xavi e Iniesta, il regista e il rifinitore principe, due fenomeni, le percussioni di Pedro, la partecipazione attiva di tutta la compagnia.
Messi, con i suoi due Palloni d’oro - e tutta la vita davanti - illustra la locandina. Il suo rovescio è Rooney, anima britannica e piedi latini, il cannoniere che sforna assist anche per l’ultimo arrivato, il messicano Hernandez, capace di strappare il posto a Berbatov.
Il cuore antico è di Puyol e Giggs, per brevità chiamati bandiere. Nella notte di Wembley, lascerà il calcio Van der Sar: scaricato senza rimpianti dalla Juve, era al Fulham. Ferguson gli ha restituito l’entusiasmo e la reputazione dei tempi dell’Ajax.

TANGENTI, NEI GUAI BLATTER: N. 1 DEL CALCIO MONDIALE
Venerdì 27 Maggio 2011 - 14:06
Ultimo aggiornamento: 15:27
GINEVRA - Il comitato etico della Fifa ha avviato un procedimento nei confronti del presidente Joseph Blatter e ha fissato un'audizione per domenica 29 maggio. L'iniziativa del comitato etico è legata direttamente alla richiesta del qatariota Mohamed bin Hammam, numero 1 della confederazione asiatica che nelle elezioni presidenziali del 1° giugno sarà l'unico rivale di Blatter. Il comitato ha già avviato un'inchiesta nei confronti di bin Hammam, che il 10 e l'11 maggio ha incontrato Jack Warner, presidente della confederazione centroamericana (Concacaf). Nella riunione si è parlato delle imminenti elezioni e allo sfidante di Blatter è contestata la condotta non conforme ai principi della federcalcio internazionale: nell'incontro, infatti, sarebbero state versate tangenti. Le accuse a bin Hammam si basano sulla relazione elaborata da Chuck Blazer, membro dell'esecutivo della Fifa. Secondo il presidente della federcalcio asiatica, però, il documento in questione evidenzia le responsabilità di Blatter: il presidente della Fifa sarebbe stato informato in anticipo da Warner sui presunti pagamenti illeciti. Il comitato etico, quindi, ha invitato Blatter ad assumere una posizione entro domani e a comparire davanti all'organismo domenica, a pochi giorni da un voto sempre più avvelenato.

BOLT A ROMA SI FERMA A 9"91: IL FULMINE NON ACCECA
Venerdì 27 Maggio 2011 - 03:42
di Romolo Buffoni
ROMA - ROMA - E’ stato un fulmine che però non ha accecato. Bolt ha vinto i 100 metri del Golden Gala in 9.91, ma non è stata una passeggiata. Il giamaicano lo aveva detto alla vigilia: «Sono nervoso perché è la mia prima gara dopo nove mesi». E la pista dell’Olimpico per 70 metri ha dato ragione ai suoi dubbi. Perché dai blocchi e fino a trenta metri dal traguardo ha comandato Powell, suo connazionale e amico. «E’ stata una gara totalmente sbagliata - ha ammesso Bolt dopo il traguardo - ma contava solo vincere. Ero molto nervoso».
Male la partenza, nonostante i suoi muscoli nuovi di zecca, e troppo tesa l’azione. Insomma, un Bolt molto lontano dal fenomeno disteso e sorridente che taglia il traguardo rilassato. Resta il rammarico di Powell, che poteva cogliere una storica vittoria nel confronto diretto: «Ho sbagliato - ha detto Asafa - perché ho pensato troppo a lui. Fossi rimasto concentrato solo su me stesso avrei vinto». Il terzo big della serata, il francese Lemaitre, è arrivato terzo in dieci secondi netti. Bolt ha comunque concesso lo show promesso. E’ entrato nello stadio Olimpico alle 20,30 a bordo di una macchinina dell’organizzazione, che fa il giro di campo con lui in piedi a fare gli inchini, a lanciare baci e a salutare da marine quando in tribuna sventola una bandiera della Giamaica. Boati calcistici, più tardi, quando lo speaker lo ha presentato per l’eccitazione di un pubblico finalmente degno di questo teatro (erano più di 50 mila al momento del via dei 100 metri).
Tifosi dell’atletica che hanno avuto anche la gioia di assistere alla vittoria di Andrew Howe sui 200 metri, specialità che gli regalò l’oro ai Mondiali Juniores del 2004. L’azzurro, ex campione d’Europa indoor e vice campione del mondo del salto in lungo, ha vinto in 20.31. Cercava la velocità per tornare a credere in un buon risultato ai Mondiali di fine agosto e per staccarsi di dosso l’etichetta scomoda di uomo-merendina: «E’ un gran tempo - ha detto Howe - Era il mio primo 200 stagionale e avevo addosso un po’ di pressione perché correvo all’Olimpico. So che devo lavorare ancora duro».

SCHIAVONE E FOGNINI AVANTI, MA ERRANI E SEPPI OUT
Giovedì 26 Maggio 2011 - 04:10
PARIGI - Sorride l'Italia: Francesca Schiavone e Fabio Fognini si sono qualificati per il terzo turno del Roland Garros, che però saluta Andreas Seppi e Sara Errani. Qualificazione senza problemi anche per Novak Djokovic, Roger Federer e la n.1 del ranking Caroline Wozniacki. La quarta giornata del torneo parigino - secondo slam della stagione - vede in campo la Schiavone, detentrice del trofeo che dopo l'esordio perentorio contro la statunitense Melanie Oudin, non ha nessun problema a sbarazzarsi della russa Vesna Dolonts, liquidata con un severo 6-1 6-2 in un'ora e 12 minuti di gioco. Prossima avversaria della tennista milanese sarà la cinese Shuai Peng. Si qualifica per il terzo turno anche Fabio Fognini, che dopo aver liquidato all'esordio l'uzbeko Denis Istomin ha battuto con autorità per 6-2 6-1 6-0, in appena un'ora e 20 minuti di gioco, il francese Stephane Robert, che a sorpresa aveva eliminato il ceco Tomas Berdych .

Al terzo turno troverà il vincente del match tra il turco Marsel Ilhan e lo spagnolo Guillermo Garcia-Lopez. E domani tocca a Simone Bolelli, che affronterà lo scozzese Andy Murray, testa di serie numero 4, e a Roberta Vinci che affronta la francese Iryna Bremond. Si sono fermati al secondo turno invece Andreas Seppi, eliminato dal brasiliano Thomas Bellucci con il punteggio di 6-1 6-2 6-4; e Sara Errani, battuta dalla slovacca Daniela Hantuchova 6-1 6-2. Tutto facile per Roger Federer, che si è qualificato al terzo turno del Roland Garros in poco più di un'ora (successo numero 215 in tornei dello Slam): 6-3 6-0 6-2 alla wild card francese Maxime Texeira, 21 anni, numero 181 del ranking Atp, già contento d poter sfidare un mito del tennis come lo svizzero. E prosegue la marcia di Novak Djokovic: al serbo è bastata poco meno di un'ora e mezzo per archiviare il secondo turno. Il suo avversario, il romeno Victor Hanescu, si è ritirato quando era sotto di due set (6-4 6-1) e si era sul 3-2 nel terzo.

Si allunga così la striscia positiva di Djokovic, ancora imbattuto nel 2011, che sulla terra rossa parigina va a caccia di primati: il 24enne di Belgrado è arrivato a 39 incontri vinti di fila nel 2011 (41 se si considerano i due singolari della finale di Davis dello scorso dicembre), che si sono tradotti in sette titoli in altrettanti tornei giocati nella stagione in corso. Vince non senza difficoltà Caroline Wozniacki. La danese, numero uno del mondo ancora a caccia del primo titolo in uno Slam, si è qualificata al terzo turno del Roland Garros battendo la canadese, Alexandra Wozniak, in due set, 6-3 7-6 (6) ma non è sembrata a suo agio sulla terra rossa, superficie che notoriamente non ama. Bella vittoria, infine, di Daniele Bracciali e Potito Starace (nella foto) nel primo turno del doppio al Roland Garros. La coppia azzurra ha battuto in rimonta per 2-6 7-6(5) 7-6(6) gli statunitensi John Isner e Sam Querrey. I due azzurri hanno anche annullato cinque matchpoint alla coppia americana.

LAKERS, ADDIO A JACKSON: È BROWN IL NUOVO COACH
Giovedì 26 Maggio 2011 - 10:59
LOS ANGELES - Mike Brown sarà il nuovo coach dei Los Angeles Lakers. La franchigia californiana ha reso noto di aver raggiunto un accordo di base con il tecnico, destinato a prendere il posto di Phil Jackson. Brown, secondo fonti citate dal network Espn, sottoscriverà un contratto quadriennale da 18,25 milioni di dollari e diventerà così il 22° coach nella storia deli Lakers. L'intesa è vincolante per 3 anni e prevede un'opzione che la franchigia può esercitare per la quarta stagione. Se Brown venisse congedato prima dell'ultima annata, riceverebbe comunque 2,5 milioni di dollari.

NBA, FINALE È MIAMI-DALLAS: SARÀ RIVINCITA 5 ANNI DOPO
Venerdì 27 Maggio 2011 - 12:46
Ultimo aggiornamento: 12:51
MIAMI - Come già nel 2006, sarà una tra Miami e Dallas la regina del basket americano 2011. La finale per il titolo Nba si giocherà tra i Mavericks di Dallas guidati dal tedesco Dirk Nowitzki, e gli Heat di Miami guidati da LeBron James, che hanno eliminato oggi i Chicago Bulls vincendo a Chicago per 83-80, e conquistando così per 4-1 l'accesso alla finale. Si comincia martedì prossimo a Miami, per una serie al meglio delle sette partite che si annuncia combattutissima.

NOWITZKI, TALENTO EUROPEO Da un lato il talento europeo di Dirk Nowizki, dall'altro quello americanissimo di LeBron James. Nowitzki è un campione tedesco che ha trovato nella Nba la sua dimensione naturale. Acquistato nel 1998 da Milwaukee e subito passato a Dallas, si ritrova oggi, a 32 anni, a un passo dal suo primo titolo.
È stato il primo europeo di sempre a ricevere (nel 2007) il prestigioso riconoscimento di miglior giocatore dell'anno. In questi playoff 2011 Nowitzky ha dato prova sul campo di essere al livello massimo mai raggiunto in carriera. Mai nei suoi 13 anni nell'Nba aveva giocato così bene, neppure nel 2006, quando riuscì a portare i Mavericks in finale, per perdere poi proprio contro quello stesso Dwayne Wade che ritroverà sul campo a partire da martedì, a Miami.
Nowitzki vanta un record storico per gli appassionati americani: è stato l'unico nella storia della Nba insieme a Kareem Abdel Jabbar a mettere a segno per quattro partite consecutive 30 punti e 15 rimbalzi. In questi playoff ha toccato i 40 punti in gara 2 contro Oklahoma.

LEBRON, DAI CAVS ALLA FINALE LeBron James è invece il talento assoluto capace nell'America di oggi di far rivivere le emozioni di Michael Jordan. Soprannominato 'King James', è stato eletto nel 2009 e nel 2010 Miglior Giocatore dell'Nba. Ma, a 27 anni, non ha mai avuto il piacere di vincere un titolo Nba. Nel 2007 portò i suoi Cleveland Cavaliers fino alle finali, ma poi i San Antonio Spurs ebbero la meglio.
Giocatore da oltre 14 milioni di dollari a stagione, James vanta numeri unici: una media (astronomica) di 29,3 punti e 8,4 rimbalzi in tutte la partite di playoff disputate in carriera; 34 'triple double' in carriera (più di 10 punti, 10 assist e 10 rimbalzi a partita); contratti pubblicitari miliardari con Nike, Sprite, McDonald's e con il marchio svizzero di orologi di lusso Audemars Piguet; attraverso la società del suo manager, detiene una quota di minoranza del Liverpool Football Club.
Nato ad Akron, in Ohio, da una ragazza madre di 16 anni che lo ha concepito con un ex detenuto e lo ha cresciuto da sola, James deve la sua vita di campione alla famiglia bianca di un suo compagno di scuola che lo ha visto giocare per strada e lo ha adottato (con il consenso della madre). Grazie a quella famiglia è potuto andare al college, e diventare quel che è oggi, il miglior giocatore di basket al mondo.

I MIAMI HEAT IN FINALE NBA: BULLS KO, ORA I MAVS VIDEO
Venerdì 27 Maggio 2011 - 10:47
CHICAGO - LeBron James è andato a Miami per vincere il titolo Nba. Ha subito la possibilità di centrare l'obiettivo. Gli Heat vincono 83-80 gara 5 della finale della Eastern Conference sul campo dei Chicago Bulls e chiudono la serie per 4-1 con il quarto successo di fila. Da martedì, Miami ospiterà i Dallas Mavericks nella finalissima 2011, remake della sfida che nel 2006 ha regalato il primo titolo alla franchigia della Florida.

James, che al dito non ha nessun anello da campione, si guadagna la chance con un finale di partita maestoso. Con Miami sotto di 12 punti a circa 3 minuti dalla sirena, il 'prescelto' sale in cattedra con Dwyane Wade. Le due superstar firmano 8 punti a testa nel parziale di 18-3 che annichilisce i Bulls e fa calare il sipario sulla stagione della Eastern Conference. James mette a referto 28 punti, 11 rimbalzi, 6 assist e 2 stoppate. Wade, un fantasma per buona parte della serata (9 palle perse), si accende quando c'è bisogno e lascia il segno con 21 punti. Chris Bosh, l'altro pezzo grosso arrivato nell'estate 2010, si fa apprezzare con 20 punti (2 tiri liberi decisivi) e 10 rimbalzi.

«Non c'è nessun sollievo ora», dice James che alla fine, come tutti i suoi compagni, festeggia in modo estremamente sobrio. «Ci resta ancora un passo da compiere: per qualche ora penseremo a questo momento e a quello che abbiamo ottenuto. Ma presto cominceremo a pensare a Dallas: non ci sentiamo arrivati», aggiunge. Ora James può godersi gli elogi, le critiche per la 'rivedibile' gestione del trasferimento da Cleveland a Miami sembrano un po' più lontane. «Ho fatto la cosa migliore per me e per la mia famiglia. C'è ancora un mese di odio davanti, vediamo cosa succederà il prossimo anno...», dice senza farsi troppe illusioni.

È già il momento delle vacanze, invece, per i Bulls. Chicago, miglior squadra della regular season, alza bandiera bianca tra i rimpianti. Derrick Rose, Mvp della stagione regolare, chiude il 2010-11 con un match da 25 punti ma con un pessimo 9/29 al tiro. Il play dovrà dimenticare il finale da incubo di gara 5: fallo su Wade con canestro realizzato, conclusione sbagliata in attacco e un turnover pesantissimo. «Alla fine, tutta roba mia: palle perse, tiri sbagliati, falli. E la serie è finita», dice il numero 1 senza concedersi alibi. Coach Tom Thibodeau prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: «L'esperienza conta, speriamo di imparare la lezione per il futuro».

DALLAS VOLA IN FINALE NBA: THUNDER BATTUTI 3-1 -VIDEO
Giovedì 26 Maggio 2011 - 10:55
DALLAS - Dallas vola alle finali Nba. I Mavericks battono Oklahoma City per 100-96 e chiudono i conti per 4-1 nella finale della Western Conference. La franchigia texana approda all'atto conclusivo della stagione per la seconda volta nella propria storia e, a 5 anni di distanza dall'avventura del 2006, va di nuovo a caccia dell'anello dei campioni.

I Mavs si prendono il trono dell'Ovest con un'altra rimonta nei minuti conclusivi. Dopo la rincorsa in gara 4, Dallas replica in gara 5 con un rush finale caratterizzato dal parziale di 17-6. Il mattatore, tanto per cambiare, è Dirk Nowitzki. Il tedesco chiude con 26 punti e 9 rimbalzi (8/15 al tiro) e ha il merito di mettere a segno una tripla cruciale a 1'14'' dalla sirena. Accanto alla star, brillano Shawn Marion (26 punti e 8 rimbalzi), JJ Barea (14 punti) e Jason Terry (12 punti). Nowtizki fa festa, si fa per dire, con il trofeo destinato ai campioni della Western Conference. «Ne abbiamo già uno. Si può essere felici per un giorno, ma ad ottobre noi siamo partiti con l'obiettivo di vincere tutto. E non ce l'abbiamo ancora fatta», dice il tedesco, puntando deciso al bersaglio grosso che Dallas ha solo sfiorato nel 2006.

Cinque anni fa, i Mavericks si arresero contro Miami in una finale arroventata dalle polemiche legate ad alcune decisioni arbitrali. Ora, visto che gli Heat conducono 3-1 su Chicago nella finale a Est, il duello potrebbe riproporsi. «Abbiamo la possibilità di finire il lavoro», dice Nowitzki mentre il pirotecnico proprietario Mark Cuban invia lo stesso messaggio ai tifosi dell'American Airlines Center: «Non è ancora finita».

Nessuna voglia di festeggiare, ovviamente, nello spogliatoio di Oklahoma City. I Thunder escono di scena dopo aver buttato via almeno 2 partite. Non bastano i 31 punti di Russell Westbrook e i 23 a testa di Kevin Durant e James Harden. «È dura uscire, ma ci servirà da lezione», dice Durant, perla di una formazione giovane e in costante ascesa. «L'unico modo per migliorare è continuare a spingere», aggiunge prima di raccogliere i complimenti di Rick Carlisle, coach dei Mavericks: «Il momento dei Thunder arriverà. Ma ora tocca a noi».

LEBRON FERMA ROSE, MIAMI VERSO LA FINALE NBA -VIDEO
Mercoledì 25 Maggio 2011 - 10:22
Ultimo aggiornamento: 10:23
MIAMI - Miami cala il tris e ora è ad un passo dalla finalissima Nba. Gli Heat battono 101-93 all'overtime i Chicago Bulls in gara 4 della finale della Eastern Conference. La formazione della Florida conduce 3-1 dopo il terzo successo consecutivo nella serie e domani, in trasferta, può chiudere i conti. I 'big three' decidono una sfida equilibrata e dominata a lungo dalle difese. LeBron James chiude con 35 punti, 6 rimbalzi e 6 assist. Nella propria metà campo, il 'prescelto' mette la museruola a Derrick Rose nel finale dei 48' regolamentari.

James prima si mette nei guai con un fallo in attacco a 8'' dalla sirena sull'85-85, poi rimedia impedendo alla star dei Bulls di realizzare il canestro potenzialmente decisivo allo scadere. Accanto all'ex idolo di Cleveland brilla Chris Bosh, che cala 22 punti e 6 assist. Dwyane Wade si ferma a 14 punti e 5 rimbalzi in una serata double face. Il numero 3 è un fantasma per buona parte dei 48' d'ordinanza: sigla solo 8 punti, senza incidere. Nel supplementare, però, sale in cattedra: 6 punti di platino e un contributo fondamentale in difesa per matare i tori dell'Illinois.

«Nessuna squadra voleva perdere, per ogni appassionato di basket questa è stata una grande partita», dice Wade. «Siamo ad un passo dal traguardo, ma non possiamo dare niente per scontato», aggiunge James. A riassumere la situazione, nello spogliatoio degli Heat, provvede il coach Erik Spoelstra: «Guardate, questa serie è un bagno di sangue. Ogni possesso offensivo è una sfida assoluta, il duello più competitivo e fisico possibile», dice fotografando un match nel quale, in particolare nella ripresa, i canestri facili si puntano sulle dita di una mano.

Chicago, avanti di 11 punti nelle prime fasi della gara e di 8 lunghezze nel terzo periodo, finisce per incassare il terzo k.o. consecutivo. I Bulls tirano con il 40,2% dal campo e pagano dazio per 22 pesantissime palle perse, comprese le ultime 2 consecutive che fanno calare il sipario nell'overtime. Rose, impiegato per 48'30'', segna 23 punti ma sparacchia un eloquente 8/27. «Non è ancora finita», dice il miglior giocatore della regular season. «Stavolta è stata colpa mia: ho avuto due chance per vincere la partita, non ce l'ho fatta. È colpa mia -ripete- e imparerò la lezione». Servono a poco le prestazioni maiuscole di Carlos Boozer (20 punti e 11 rimbalzi) e Luol Deng (20 punti e 8 rimbalzi).

BOLOGNA, LA SOCIETÀ: "BISOLI NUOVO TECNICO"
Giovedì 26 Maggio 2011 - 17:59
BOLOGNA - II Bologna ha scelto il nuovo allenatore. Si tratta di Pierpaolo Bisoli. A ufficializzarlo, una nota diffusa sul sito ufficiale del club. L'ex tecnico del Cagliari sarà presentato domani alle 11, allo stadio Dall'Ara. Quarantaquattro anni, Bisoli è originario di Porretta Terme, nell'Appennino Bolognese. Oltre ai sardi ha allenato Prato, Foligno e Cesena, squadra con la quale ha ottenuto la doppia promozione dalla Lega Pro alla A. Il Bologna, si legge nella nota «rivolge un sentito ringraziamento ad Alberto Malesani e al suo staff per l'ottimo lavoro svolto con passione e professionalità». La voce di una pista Bisoli per i rossoblù circolava già da giorni. Oggi dunque la conferma, dopo che il presidente dl Cagliari Ciellino ha dato il suo benestare.

REAL, ZIDANE NUOVO DIRETTORE SPORTIVO
Giovedì 26 Maggio 2011 - 18:12
Ultimo aggiornamento: 18:15
MADRID - Zinedine Zidane sarà il nuovo direttore sportivo del Real Madrid. Mourinho ha chiesto e ottenuto la testa di Jorge Valdano: il direttore generale del Real Madrid è stato defenestrato ieri notte per decisione dell' 'amicò Florentino Perez. Valdano era il simbolo della tradizione centenaria e signorile del Real Madrid. Subito erano state scintille con il portoghese che non gli aveva perdonato un suo commento dopo la vittoria nel 2006 del Barca in Champions contro il Chelsea, allora da lui guidato. «Il Barcellona ci ha confermato che a volte il merito la spunta sull'inganno», aveva detto di Mou.

Ora, dopo la decisione di Perez di licenziare l'argentino, «tutti i poteri» nell'area sportiva, passano a Mourinho sottolinea la stampa spagnola. Il portoghese, ha annunciato il presidente, sarà il «portavoce sportivo» del club, e avrà poteri da 'manager' all'inglese. È la prima mossa della riorganizzazione del club. La seconda sarà la nomina di Zinedine Zidane, finora consigliere non stipendiato del presidente, a direttore sportivo.
L'ex-star della Juventus e del Real, e della nazionale francese, non sembra poter fare ombra a Mourinho, che già negli ultimi mesi lo ha invitato ad accompagnarlo nelle partite europee della squadra. Il defenestramento di Valdano è stato piuttosto brutale, secondo Marca. Perez gli ha annunciato la decisione in un incontro di appena 10 minuti, dopo che Valdano ha rifiutato di dimettersi. «È chiaro chi sia stato il vincitore di una lotta che ho cercato di evitare» ha detto poi ai cronisti, un pò commosso, l'argentino: «ho rispettato questo club fino alle ultime conseguenze». Per lui buonuscita di 5 milioni di euro.

La tifoseria 'blancà si è spaccata sulla mossa di Perez. I lettori di As online, giornale vicino al Real, la approvano al 53%, il 47% è contro. Stesso risultato su Marca online. «La sua partenza era necessaria» 'graffià il direttore di 'As' Alfredo Relano: «se era lì come bandiera di una tradizione, quella bandiera era continuamente coperta di spazzatura, ed era quindi meglio ritirarla». Con il licenziamento di Valdano, Perez «ha ceduto il potere sportivo nel club a Mourinho» commenta Mundo Deportivo, e «si gioca tutto su una sola carta»: «se Mou fallisce anche nella prossima stagione, Florentino non avrà più alibi».

FONTE: Leggo.it


ALTRE NOTIZIE
Pioli ha lasciato la guida del Chievo
Scatta la corsa per il nuovo tecnico, in pole Corini e Maran

27.05.2011 18.31 di Redazione TMW.
Fonte: ANSA
foto ANSA
(ANSA)- VERONA, 27 MAG - L'addio di Stefano Pioli apre nuovi orizzonti in casa Chievo. Molti i nomi che ruotano attorno alla scelta che, come di consueto, verra' fatta dal presidente Luca Campedelli e dal ds Giovanni Sartori. In pole per diventare il nuovo tecnico gialloblu' restano due nomi: Eugenio Corini e Rolando Maran, ma non e' da escludere un ritorno di Domenico Di Carlo. Sembra invece allontanarsi Marco Giampaolo a causa dell'ingaggio e dello staff tecnico allargato. Decisione attesa entro la prossima settimana.

FICCADENTI, Sono contento per Behrami
25.05.2011 07.55 di Redazione FV per firenzeviola.it
Fonte: Il Tirreno
Contro tutto e tutti e con il solo appoggio del suo presidente, Igor Campedelli. Massimo Ficcadenti ha condotto il Cesena alla Salvezza con una giornata d'anticipo e dopo aver conquistato l'obiettivo stagionale, ha deciso di salutare nel migliore dei modi. E senza neppure una polemica. Anche perché probabilmente non ha neanche motivo di farne. L'ormai ex allenatore dei romagnoli, parla ai microfoni di TuttoMercatoWeb della sua avventura bianconera e di quello che potrebbe prospettargli il futuro.

Ficcadenti, è ovviamente soddisfatto di quanto ha fatto a Cesena.
"Abbiamo fatto un lavoro importante e raggiunto un risultato fondamentale per Cesena, ovvero la salvezza".
Però ha deciso di andare via. Perché?
"Diciamo che la scelta è stata condivisa. Con il presidente c'era e c'è tutt'ora un grande rapporto e così abbiamo fatto questa scelta. Io e lui abbiamo voluto, nei momenti di difficoltà, la grande compattezza che avete visto. Però una volta raggiunta la salvezza, abbiamo deciso di separarci. Ma non c'è un vero e motivo, non saprei come spiegare. Non c'è un motivo particolare, faccio anche fatica a trovarne uno. Raggiunta insieme la salvezza, abbiamo ritenuto fosse giusto lasciarci".
Durante la stagione è stato spesso criticato.
"Come tutti. Sono pochi gli allenatori non criticati. Ma prendo quanto di positivo c'è stato e rimane ciò che abbiamo fatto sul campo".
Campedelli non ha dato ascolto ai malumori e lei è sempre rimasto alla guida della squadra. Il suo ex presidente ha avuto ragione.
"Il presidente nel mio lavoro ha sempre avuto fiducia. E poi mica ci siamo salvati nelle ultime dieci partite. Abbiamo avuto alti e bassi e qualche difficoltà legata ai risultati, ma le prestazioni sono state positive".
E pensare che Maccarone ha rifiutato Cesena per paura di retrocedere, ma alla fine in serie B c'è andato con la Sampdoria.
"La scelta di Maccarone è assolutamente da rispettare. Il ragazzo ha fatto una scelta professionale che ci stava, anche perché nessuno poteva immaginare che la Sampdoria raccogliesse così pochi punti nel girone di ritorno. Nel calcio i verdetti si conoscono solo alla fine".
Sotto la sua guida si sono messi in luce, tra gli altri, Parolo e Giaccherini.
"Parolo ha raggiunto il sogno di tutti i giocatori, ovvero la Nazionale. Sia lui che Giaccherini sono arrivati tardi in serie A, ma hanno dimostrato di saperci stare. Non so quali sono i progetti della società, ma so che i due hanno delle richieste".
E non è certo nuovo nella valorizzazione dei giocatori. Da ricordare a Verona Valon Behrami, che quest'anno ha risvegliato la Fiorentina.
"Valon è un giocatore importante. Tornato dal West Ham si è rivelato un ottimo elemento per la Fiorentina e sono contento per lui".
Parolo sembra interessare a Fiorentina, Inter, Genoa e Palermo.
"So che qualche richiesta importante c'è stata e penso che queste squadre siano interessate. Ma non so dove giocherà il prossimo anno".
Il Cesena riscatterà Jimenez?
"Non conosco più le strategie della società. Luis ha fatto bene, quest'anno ha giocato ad alti livelli e la società è stata brava a prenderlo e rilanciarlo. Jimenez si è rivelato un calciatore molto importante".
Lei avrebbe dichiarato che in virtù del suo passato all'Hellas non andrebbe mai al Chievo Verona.
"No, le dichiarazioni sono state semplificate. Conosco il presidente e il direttore che stanno lavorando bene, però ho giocato con la fascia da capitano e allenato il Verona e tra l'altro ci vivo, quindi voglio essere sereno e poter vivere esperienze in altre città".
Il Chievo l'ha cercata?
"Qualche squadra mi ha contattato, ma tra queste non c'è il Chievo Verona".
Non è ancora dato sapere la sua prossima destinazione. C'è chi dice che ai nastri di partenza potrebbe restare fermo, aspettando l'opportunità giusta.
"Dipenderà da ciò che arriverà e poi valuterò in base alla squadra e al progetto. Sono comunque sereno e attendo con fiducia".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com

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Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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