Le schede di B/=\S: Santiago VERGINI (23 anni)

Pubblicato da andrea smarso sabato 1 gennaio 2011 13:30, vedi , , , , , , , , | Nessun commento

Santiago Vergini

 

Data di nascita:03/08/1988
Luogo di nascita:Rosario (Argentina)
Nazionalità:Argentina
Ruolo:Difensore centrale
Altezza:191 Cm
Peso:83 Kg
Posizione:

Carriera da giocatore:

 SquadraStagionePartiteGoal 
Hellas Verona2010-2011151 
Olimpia Asuncion2008-2010181 
Giovanili Vélez Sarsfieldfino al 2008-- 

News e curiosità:

L'argentino venuto con la formula del prestito con diritto di riscatto dal Paraguay (giocava nell'Olimpia de Asunciòn una delle squadre più titolate del sudamerica con 38 vittorie in campionato, 3 Coppe Libertadores ed una Intercontinentale), ha bisnonni piemontesi ed ha già attirato l'attenzione di club di Serie B e, col senno di poi, può considerarsi uno dei colpi messi a segno da GIBELLINI tenendo conto della giovane età e della sicurezza dimostrata all'esordio in un campionato difficile e tattico come quello italiano.
Qualche volta ha destato qualche perplessità ma è andato pure a segno e, se la società saprà attendere lo sviluppo completo di Santiago, il 23enne sudamericano potrà rivelarsi una delle pietre sulle quali formare il VERONA del futuro: un grosso in bocca al lupo a VERGINI!

[Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: HellasVerona-BS.BlogSpot.com]


19 Novembre 2011
Esclusiva, l’argentino Vergini nel mirino di Catania e Udinese
Prelevato dall’Olimpia Asuncion (una delle società più titolate del Paraguay, ndr) nell’ultimo giorno del mercato estivo, Santiago Vergini si sta rivelando un acquisto azzeccato per l’Hellas Verona. Anche se deve ancora abituarsi del tutto al calcio italiano, l’esperienza ad alti livelli di certo non manca al difensore argentino, che possiede ampi margini di miglioramento. Intanto alcuni club della massima serie sembranno essersi già interessati a lui. Stando infatti ad accreditate indiscrezioni raccolte dalla redazione di Calcio News 24, Catania e Udinese avrebbero già messo gli occhi su Vergini. Il giocatore classe 1988, comunque, non cambierà maglia fino alla prossima estate, essendo stato acquistato con la formula del prestito con diritto di riscatto dalla società scaligera, la quale potrà quindi riscattarlo solamente a fine stagione per una cifra che non è ancora stata fissata.
Luca Iannone

FONTE: CalcioNews24.com


22 Gennaio 2011
Felicità Vergini «Per me l'Hellas è come il River Plate»
IL PERSONAGGIO. Il centrale sempre più inserito nella realtà veronese
22/01/2011
Verona, la sua Argentina. Non mancano le similitudini. In campo si va a fare la battaglia. Soprattutto adesso che l'Hellas è finita lontana dai posti al sole. E poi gli spalti. Il Bentegodi alla sudamericana piace a Santiago Vergini. «Ti senti la gente addosso. Mi ci è voluto poco per capire che avevo scelto il posto giusto». Giusta la scelta, non la classifica. E anche a Bolzano dovrà scendere in campo un Verona che rincorre. E attenzione a non farsi venire il fiato corto. Altrimenti la strada si fa in salita. E visto che è già lastricata di pericoli, è meglio non aggiungerci altre difficoltà.

Santiago l'argentino, invece, sta cercando di tradurre in fretta il calcio italiano. La Prima divisione non è la serie A. «Ma le difficoltà - ammette - non mancano. Si gioca quasi come in Paraguay». E quindi? «Difese attente, fisico, tanta aggressività. Livello non altissimo. Lotta, tanta lotta. E pochi spazi a disposizione per andare con la palla. In Argentina, invece, è diverso. Ci affrontiamo a viso aperto. Uno va, l'altro aspetta, e vince chi è più bravo».
Il Verona è più bravo degli altri? «Mi pare proprio di sì - aggiunge il difensore gialloblu - ma evidentemente non basta. La nostra posizione di classifica dice che dobbiamo fare molto di più. E quando sbagli, gli altri ti saltano addosso. Parlo anche a titolo personale. Una sbavatura può trasformarsi in errore devastante. Serve massima attenzione».
Vergini ha capito che la serie C è una brutta bestia. «Mi ci è voluto del tempo per imparare il nuovo calcio. La tattica soprattutto. Ma anche l'atteggiamento con il quale affrontare la partita. Devo fare ancora molta strada». Sembra la storia del Verona. Prima di Giannini, poi di Giannini. Il fatto è che ormai è rimasto poco tempo. E quello perduto non torna più. «La realtà è semplice -ammette il giovane argentino - la C è un torneo che non concede sconti a nessuno. Appena gli avversari si accorgono che hai il fiato grosso, ti saltano addosso. A me ha impressionato soprattutto Colombo dello Spezia. Difficilissimo da marcare, e allo stesso tempo dovevi stare attento come contenerlo».
La classe '88 in Argentina ha prodotto grandi campioni. «Aguero e Di Maria. Vorrei poter dire belle cose anche di me - aggiunge Santiago -. Ma è ancora presto per fare qualsiasi tipo di valutazione. Sono in Italia, sono in un club importante che cerca riscatto, sono convinto di poter fare bene. Ma per prima cosa dovrà conquistarmi un posto da titolare in questa squadra. Tutto il resto si svelerà giorno dopo giorno». Santiago è rimasto impressionato dalla tecnica di Ceccarelli, un difensore che possiede piedi preziosi. «Ma è il gruppo che mi è piaciuto. Sappiamo essere allegri, sappiamo caricarci. Mancini mi fa ridere, tutti gli altri creano atmosfera. C'è bisogno anche di questo per uscire dai momenti bui. Certo, poi serve lavorare. Tanto».
E il passaggio da Giannini a Mandorlini, come è stato vissuto? «Interpretano il calcio in modi diversi - spiega Santiago -, e sul piano tattico mi hanno insegnato molto. Non voglio entrare nel merito delle scelte fatte dalla società. Giannini non ha avuto i risultati dalla sua parte, e ha pagato per tutti. Mandorlini è un grande motivatore, ci fa lavorare molto, ci sa caricare». E il Verona dovrà inventarsi rinoceronte. Due colpi di zampa, e via alla carica. Santiago non ha paura. «Vengo dall'Olimpia Asuncion. Là lo stadio è pieno, la gente si fa sentire, la pressione sale. Ma se la prendi per il verso giusto, in campo riesci a dare qualcosa in più. Se infiliamo una serie positiva, tutto può cambiare». E la vita privata? «Sto meglio. Verona è bella, l'Arena fantastica. Ma se sei da solo non è facile. Ma ora è arrivata la mia famiglia e anche la mia fidanzata Iris. E va decisamente meglio».
Appunti di viaggio. «Il Verona muove la palla, gioca bene, poi magari non vince. Ma la strada è quella giusta. E poi vedo delle affinità con il River Plate. Grande blasone, grandi trascorsi, ma presente difficile. Chi ha cuore, però, non molla. E noi non molleremo».
E quel cognome tutto italiano? «I bisnonni erano piemontesi. Io mi sento argentino al 100 per cento. E adesso anche uno dell'Hellas».
Simone Antolini

28 Ottobre 2010
Vergini alza il bunker gialloblù e sogna... Lucio
AL CENTRO DELLA DIFESA. Con l'Alessandria debutto con vittoria poi due sconfitte in Coppa e campionato. Il granatiere argentino sente aria di rivincita
«Sono venuto a Verona per vincere la mia scommessa C'è una strada da seguire, dobbiamo ritrovarla subito Siamo in emergenza ma gli alibi non servono»

28/10/2010
Il Verona fa crack. Si rompe e si interroga. La tempesta infuria. Santiago Vergini prova a cavalcarla. Perché l'Hellas è prima tappa del suo lungo viaggio a fari spenti. Dal cuore del Sud America alla fredda Europa. Per scaldare il sogno servono fatti e non illusioni. E allora un giorno è successo che il destino abbia messo all'improvviso Santiago davanti alle sue responsabilità. Maietta si chiama fuori. Infortunato. Uno dei tanti di questo incerottato Verona. Giannini scorre i volti allineati in panchina. «Vai Santiago». Tocca a te. Un tempo e mezzo. E si vince. Poi la parentesi di Coppa con la Sambo. Una notte da dimenticare. Ma lì è meglio dimenticare in fretta. Poi il Picco. Stadio piccolo, gente che mormora, le aquile che volano, il Verona che soffre. Per Santiago la prima vera provo del fuoco. Perde l'Hellas. E Santiago ha riscoperto quanto sia difficile cavalcare i tumulti dell'anima.

Ha visto tutto. Ha respirato l'aria giusta. Quella della battaglia. Persa. Quella della grande guerra. Che si può ancora vincere. Domenica tornerà nel cuore della difesa scaligera. Prima di entrare in campo batterà la mano forte sul petto. «Amo e onoro la camiseta», aveva detto due mesi fa appena arrivato a Sandrà. Lui e Pichlmann, gli ultimi botti di mercato. Due mesi dopo è ancora presto per camminare a occhi chiusi per le vie dell'Hellas. «Mi è stata concessa una grande opportunità - ammette -. Purtroppo non è coincisa con la vittoria della squadra. Bisogna fare di più. Bisognerà lottare ancora molto. C'è una strada da seguire, dobbiamo ritrovarla in fretta. Io sono venuto a Verona per vincere la mia scommessa, per giocare, per trovare spazio. Ma voglio che questo sia un anno importante per tutti».

Vergini sogna di diventare un giorno come Lucio, il brasiliano di ferro, quello dallo sguardo truce. Quello che sembra affetto da licantropia quando annusa la preda, affamato di palla e di gloria. "Intanto - racconta ancora il giovane difensore argentino - cerco di imparare la lezione, cerco di capire questo calcio, e raccolgo i suggerimenti che arrivano dai miei compagni. Non mi sento solo, tutti mi aiutano. Ogni partita può essere il giusto banco di prova per crescere e migliorare».

Poi, però, perdi, Arrivano i mugugni e tutto si fa più felice. «Sono alla prima esperienza in Italia - conclude Vergini -, mi sono reso conto che qui viene proposto un calcio che miscela velocità e qualità. Bisogna stare al passo, bisogna farsi trovare pronti».
Sa quello che vuole «el nino». «Verona è città bellissima - racconta il difensore gialloblù - la gente ama questa squadra, la società non ha mai nascosto l'ambizione. C'è tutto quello che serve per provare a vincere». E a forza di provare magari, potrebbe scapparci il colpo grosso. Prima, però, il Bassano. Pochi sogni, tanta sostanza. In emergenza, ma senza alibi.
S.A.

FONTE: LArena.it


31 Agosto 2010
Calciomercato, in gialloblù Vergini e Pichlmann
Ceduti Campisi (in prestito al Monza), Anselmi (al Barletta a titolo definitivo) e Ravelli (in prestito alla Villacidrese)
VERONA - Si è chiusa pochi minuti fa la sessione estiva del calciomercato: diversi i movimenti in casa gialloblù.

Dopo il perfezionamento del trasferimento all'Hellas Verona di Emil Hallfredsson, la dirigenza scaligera si è assicurata le prestazioni sportive del difensore argentino dell'Olimpia Asuncion classe '88 Santiago Vergini (prestito con diritto di riscatto). Thomas Pichlmann, che lo scorso anno ha messo a segno 10 reti in cadetteria, è stato acquistato a titolo definitivo dal Grosseto. Per la punta austriaca contratto triennale.

Ceduti invece Luisito Campisi (in prestito al Monza), Fabrizio Anselmi (al Barletta a titolo definitivo), Gianmarco Ravelli (in prestito alla Villacidrese).
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it


31 Agosto 2010
La scheda di Santiago Vergini
Santiago Vergini è nato in Argentina il 3 agosto del 1988. Gioca difensore centrale.
Nelle ultime due stagioni ha militato nel Club Olimpia di Asuncion (una delle società più titolate del Paraguay e del Sud America, avendo vinto 38 campionati nazionali, 3 Coppe Libertadores e una Coppa Intercontinentale) giocando 5 partite e segnando una rete (nel 2-1 dell'Olimpia allo Sportivo Luqueno).

FONTE: TGGialloblu.it


31 Agosto 2010
LEGA PRO
L'argentino Vergini al Verona
31.08.2010 17.56 di Lorenzo Casalino
Secondo le ultime indiscrezioni raccolte in esclusiva da Tuttolegapro.com il Verona sta per definire l'acquisto del difensore argentino Santiago Vergini (22) dal Club Olimpia di Asuncion, Paraguay.

Il giovane - che dovrebbe firmare proprio in questi minuti con la squadra scaligera - ha collezionato 5 presenze ed una rete nel Club Olimpia di Asuncion, una delle società più titolate del Paraguay e del Sud America, avendo vinto 38 campionati nazionali, 3 Coppe Libertadores e una Coppa Intercontinentale.

FONTE: TuttoLegaPro.com


Estate 2010
Cuevas seguirá, esperan a Bogado y Vergini se fue
Buscan dos refuerzos más y la directiva abonará dos meses de salario a los jugadores.

Es inminente la continuidad de Nelson Cuevas en el Olimpia. La directiva aceptó el aumento económico solicitado (20 por ciento) y también hoy el club abonará dos de los tres meses de sueldos atrasados con los jugadores, dado que “Pipino” también quiere cobrar el dinero que le adeudan para estampar la firma por la extensión de su contrato.

Cuevas se reunirá con el presidente Eduardo Delmás, quien le puso como tiempo límite hasta el lunes para arreglar su permanencia o si no se va. “Le esperamos a Cuevas para firmar el contrato y necesitamos definir el lunes para delinear también el plantel para el Clausura”, dijo Delmás.

La delegación del Olimpia arribó ayer a la tarde a nuestro país, procedente de Chile, donde disputó dos amistosos. El cotejo de preparación anunciado para hoy con Trinidense se suspendió por el mal tiempo.

Con el vuelo de ayer tenía que llegar de Chile el delantero Cristian Bogado, pero por falta de pasaje, recién arribará hoy. La vinculación de “Torito” está cerrada, según Delmás.

El titular franjeado anunció que buscan un zaguero central y un creador para cerrar el cupo de fichajes. El defensor sería Édgar Balbuena, sin descartar a Rubén Maldonado. El enganche sería el argentino Damián Luna. Santiago Vergini no llegó a un acuerdo y se fue del Olimpia.

FONTE: ElDecano.net


3 Gennaio 2010
Vergini: Esperanzado e ilusionado
Santiago Vergini, zaguero central del Decano, después del entrenamiento indicó que se siente ilusionado y esperanzado con lo que pueda hacer él y Olimpia en esta temporada que se viene.

El defensor primeramente estuvo inactivo a comienzo del año pasado, pero luego agarró el puesto, tuvo regularidad y se afianzó en la defensa Decana, y hoy es pieza clave para el equipo de José Cardozo.

Con respecto a Mariano Uglessich, nuevo refuerzo franjeado, y que seguramente hará dupla central con Vergini, Santiago indicó que lo vio jugar y que es un zaguero con experiencia y que tiene un buen juego aéreo.
DDD-03-01-10 SANTIAGO RIQUELME

FONTE: FutbolALoGrande.com


2008
Vergini, la cara nueva
Santiago Vergini es la cara nueva en la defensa de Olimpia. Es argentino, tiene 21 años (03/08/88) y llegó a Para Uno para el torneo Clausura, mediante sus representantes Horacio Carbonari y Adrián Gau.

Sus inicios en el fútbol los dio en el equipo de Vélez Sarsfield, donde jugó hasta la división Reserva.

“Feliz de estar en el Olimpia. Todo está sucediendo muy rápido para mi y creo es el momento de aprovechar esta ocasión que me está brindando el cuerpo técnico”, expresó a esta hoja el argentino que se va afianzando en el equipo de Carlos Kiese.

Consultado qué significa para él jugar en Olimpia, respondió: “Una enorme satisfacción y orgullo. Olimpia tiene una historia muy grande y entonces uno valoriza más el momento. Me siento muy bien en el grupo y espero seguir adelante y dar muchas satisfacciones a la gente del club”.

Acerca de su situación contractual, dijo: “Tengo contrato con Olimpia hasta el próximo año. Llegué al club en junio aproximadamente y espero cumplir muy bien con el equipo”.

De sus inicios manifestó: “Me inicié en el equipo de Vélez Sarsfield. Jugué ahí hasta la división Reserva. Mis representantes me vieron para venir a Olimpia y acepté gustoso el desafío. Vivo un lindo momento. Se me está dando todo muy rápido y espero aprovechar la situación”.

Por otro lado, el plantel decano hará fútbol esta tarde (15:00) en Para Uno. Darío Caballero y Cristian Ledesma jugarían el domingo.

FONTE: ABC – Edición Impresa


Santiago Vergini: “El clásico hay que ganarlo”
El defensor curepa habla de su gol y el duelo ante Cerro. Apareció en silencio y se ganó de puro capo su lugar en el equipo de Carlos Kiese. Hoy día, Santiago Vergini (21 años) es titular inamovible en el equipo franjeado, que con su victoria ante el Kure Luque, y las derrotas de los punteros Nacional y Libertad, vuelve a soñar con el título.

Autor del segundo tanto que aseguró el partido ante el chanchón, Vergini no disimuló su alegría por este momento.

“Realmente estoy muy contento. No me resta más que agradecer a mis compañeros y al cuerpo técnico por la oportunidad que me están dando”, le cuenta a Crónica.
–¿Alguna vez hiciste un gol similar?
–Cuando jugaba en Vélez, en las inferiores.
En plena nota con el defensor, se produjo el segundo gol del 3 de Febrero ante Libertad, algo que lo puso más optimista todavía, teniendo en cuenta que la diferencia con los de arriba se redujo a tres puntos.
“Me estás dando una gran noticia. En verdad está apretado el torneo, nosotros tenemos que seguir ganando para dar pelea hasta el final, de llegar con chances.
–¿Qué significa para vos poder jugar tu primer superclásico?
–Será mi primera experiencia y toda mi vida he soñado con esto, me siento en condiciones de asumir la responsabilidad, teniendo en cuenta que en la primera rueda aún no había tenido la oportunidad de estar en el equipo (jugaba en la reserva).
–¿Será la gran revancha, considerando lo que pasó en la primera rueda?
–Nooo, eso ya es pasado, el fútbol es presente. Un clásico es un partido aparte y hay que ganarlo.
–¿Será una ventaja que Cerro juegue con un equipo alternativo?
–No creo, como te digo, un clásico es un clásico y de seguro los que van a jugar entrarán con el mismo deseo de ganar.

SU DEBUT
Vergini apareció de titular ante Nacional en la fecha 11. Lleva seis partidos jugados.

SOLO-SOLO EN EL PAÍS
Pese a que todavía es un péndex, Vergini se las arregla como puede, porque está solito en nuestro país. “Acá estoy solo, toda mi familia, papá, mamá y mis hermanos suelen ver los partidos por Internet y siempre estoy en contacto con ellos”, comenta. El cuanto a su vinculación con Olimpia, está a préstamo hasta junio del año que viene, con una opción de compra del 50% de su pase. ¡Teléfono Delmás!

FONTE: Cronica.com.py

Vergini mantiene la ilusión
“La esperanza no la vamos a perder nunca. Mantenemos la ilusión”. Fue lo primero que afirmó Santiago Vergini, el zaguero de Olimpia, al referirse a la lucha que emprende el equipo en pos del título. Consigna que no van a alentar a Cerro Porteño para que mañana venza a Nacional, el líder del Clausura.
Pero conozcamos a este lungo central rosarino que en los últimos partidos se ha ganado un lugar entre los titulares. De la mano de su representante, el ex zaguero central de Rosario Central Horacio Carbonari, Vergini llegó al club en junio, a finales del Apertura. Lo peculiar de él es que no debutó en Primera División en su país, hasta que Carlos Kiese le dio la oportunidad en el Clausura.
Incluso, el primer semestre de este año estuvo parado, sin club. Hoy se pega el lujo de mandar al banco a uno que en su momento fue capitán del equipo, como es el caso de Darío Caballero.
Comenta que siempre fue zaguero, aunque alguna vez jugó de volante central.
“Mi representante me ofreció esta oportunidad y no dudé en venir”, recuerda. No oculta su felicidad por estar en el Rey de Copas: “Estoy contento, muy emocionado en poder jugar en un club tan grande y con tanta historia”.
Contrariamente a muchos de sus compatriotas, Vergini mantiene un perfil bajo hasta el punto que en la calle la hinchada decana aún no lo reconoce como uno de sus futbolistas titulares. “No soy de salir mucho, pero estoy contento y muy cómodo en este club”, subraya.

LA ILUSIÓN. Rescata la victoria ante Tacuary por 2 a 1, porque “es importante para no perder la ilusión y vamos a seguir luchando hasta el final”.
Comprende que el problema de la primera ronda fue la irregularidad del equipo, que no supo hilvanar victorias consecutivas, “pero en esta segunda rueda tratamos de mejorar”. Afirma que el plantel es consciente de que “no podemos perder más puntos. Todos los partidos, de acá hasta la última fecha, son finales”. “Antes del partido contra Tacuary dijimos que lo más importante era ganar y se consiguió. Si se puede jugar bien, mejor”.

POR CERRO, NO. Consultado si los jugadores van a estar hinchando mañana por el acérrimo rival para evitar que el tricolor amplíe diferencias en las posiciones, Vergini eludió el compromiso consignando: “No, no. Nosotros pensamos en ganar y los demás resultados aceptamos como se den. Tenemos que enfrentar a todos los rivales todavía”.

COMO LA 12. Resalta el apoyo de la hinchada franjeada, a la que compara con la de Boca Juniors.
“Nos sigue a todos lados y nos brinda un apoyo espectacular”, sostiene. Aclara que no es hincha del club xeneize, pero dice que son parecidas “porque son seguidoras y alientan durante todo el partido”.

FONTE: UltimAhora.com

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