Annus Horribilis? Beh... L'HELLAS degli ultimi campionati se n'e intende! Ma il tifoso scaligero (vero) conserva sempre la speranza... A tutti i lettori B/=\S i migliori auguri di un sereno Natale e un 2011 Mirabilis!

Pubblicato da andrea smarso venerdì 24 dicembre 2010 16:13, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento


ANNI HORRIBILES...
Qualcuno definì il campionato 2006-2007 come l'Annus Horribilis per eccellenza: Massimo FICCADENTI, alla guida di una rosa inadeguata (pur con qualche individualità di spicco come il giovane GUARENTE, o PULZETTI o lo stesso COSSU 3 anni dopo in Nazionale) e costruita al risparmio dall'allora patròn PASTORELLO, iniziò il campionato essendo subito sfiduciato da GB e quando finalmente ARVEDI riuscì a diventare l'unico proprietario dell'HELLAS il mercato estivo era ormai concluso.
A Dicembre, dopo un girone d'andata disastroso, Massimo venne esonerato e al suo posto fu messo VENTURA il quale, nonostante un ottimo girone di ritorno, non riuscì a staccare lo SPEZIA e agli spareggi play-out (introdotti proprio in quel campionato) il VERONA fu spedito in Serie C dalla squadra ligure: come tutti ho un ricordo dolorosissimo del 'Picco' e una visione quasi irreale del ritorno in un 'Bentegodi' gremito, gente che piange, giocatori gialloblù sdraiati a terra e molti che non vogliono lascare gli spalti quasi che il rimanere potesse in qualche modo cambiare il risultato...


Dopo qualche settimana di scoramento generale tutti i tifosi scaligeri sono convinti di un immediato riscatto e, con la baldanza e l'ironia tipiche dei veronesi, con magliette 'celebrative' e fantasiose si apprestano a superare quasi d'un balzo il campionato di terza serie... Purtroppo le cose non vanno come tutti si attendono: il passionale ma inesperto ARVEDI si circonda di persone poco adeguate e mette la squadra in mano a Franco COLOMBA (ottimo tecnico ma forse poco esperto della categoria): dopo alcune giornate in cui la squadra pare totalmente in confusione e naviga in zona playout il mister viene esonerato all'inizio di Ottobre (insieme al diesse CANNELLA) e al suo posto viene messo temporaneamente il tecnico della Primavera Davide PELLEGRINI (molto amato dalla tifoseria scaligera) e poi Maurizio SARRI, un'emergente, uno che di promozioni se ne intendeva... Purtroppo i risultati non arrivano e a Febbraio ennesima rivoluzione: via SARRI, via il diesse Giovanni GALLI e ritorno alla guida della Prima Squadra di PELLEGRINI con il compianto Leonardino PREVIDI a dirigere (tutte) le operazioni.
La squadra si muove sottotraccia ma con Davide in panca qualche reazione si vede! Purtroppo per la seconda stagione consecutiva si va ai playout e 'stò giro, come in un incubo senza fine, per evitare la C2 dalla quale ci salva una specie di miracolo di ZEYTULAEV all'ultimo secondo utile!


Stagione 2008-2009 serve un tecnico di categoria ed una rivoluzione in squadra: 'Don' Nardino, pur minato nel fisico dalla malattia, prende in mano le redini del VERONA e, con la piena fiducia del Conte ARVEDI e l'aiuto di PRISCIANTELLI, chiama l'ex tecnico del SASSUOLO REMONDINA a guidare l'HELLAS ma le finanze a disposizione sono poche, i debiti molti ed il 22 Dicembre si aggiunge la tragedia che colpisce il patròn ARVEDI (investito da un auto guidata da un ubriaco mentre si trovava a bordo della sua macchina fermo ad una piazzola di sosta in autostrada di ritorno dalla trasferta a Cesena) nel bel mezzo del passaggio di consegne a MARTINELLI.
Il 20 Marzo viene a mancare il Conte, la squadra gialloblù (nel frattempo acquisita dal nuovo presidente) imbottita di giovani e qualche giocatore esperto, non riesce a schiodarsi da un campionato piuttosto anonimo a metà classifica: la squadra finisce in 7^ posizione a 6 punti dall'ultimo posto playoff e la notte del 2 Giugno muore anche PREVIDI...


Nella stagione successiva REMONDINA viene confermato ed il 'blocco SASSUOLO' si arricchisce con l'ottimo diesse BONATO (veronese di nascita che con i neroverdi e REMONDINA ha lavorato molto bene) che porta in gialloblù alcuni calciatori emiliani e viene finalmente allestita una squadra competitiva che dopo un inizio stentato prende il volo e domina il campionato fino ad avere 7 punti di massimo vantaggio sulla seconda alla fine di Febbraio! Tutti s'illudono che finirà in gloria, che la promozione diretta non potrà sfuggire ma inspiegabilmente la squadra comincia a calare i gialloblù pagano dazio a livello fisico e nell'ultima gara di campionato, contro il sorprendente PORTOSUMMAGA di CALORI, si fanno superare al 'Bentegodi' e perdono d'un colpo anche il secondo posto!
La squadra è sconvolta e REMONDINA paga per tutti: esonero e per i playoff squadra affidata al 'sergente di ferro' VAVASSORI... Il carattere dell'ex ATALANTA si notare subito: il VERONA supera il RIMINI ma non può fare niente contro il PESCARA, promozione rimandata e delusione enorme di tutti i veronesi...


Stagione 2009-2010: all'indomani della partita contro il DELFINO, BONATO non sente più la fiducia di MARTINELLI e se ne va mentre Benito SICILIANO, braccio destro del patròn, riprende in mano il VERONA in prima persona e chiama l'ex GIBELLINI a fare il diesse: in un primo momento viene negata l'ennesima rivoluzione, la squadra nella stagione scorsa ha dominato, ci sarà solo qulche ritocco e nente più promette il nuovo diesse e invece la squadra viene praticamente smantellata! Il nuovo tecnico è il 'Principe' GIANNINI che col GALLIPOLI ha fatto faville (in ogni senso), nuovo modulo, nuovi interpreti ma purtroppo 'soliti' risultati: l'HELLAS inizia perdendo a Pagani e al 'Binti' col COMO.
Si rifà alla grande al Brianteo di MONZA ma è un fuoco di paglia: il gioco latita ed il Principe non sembra trovare risposte... L'esonero è inevitabile e il decimo tecnico scaligero in quattro anni è l'ex interista MANDORLINI che in Romania col CLUJI ha vinto tutto a livello nazionale: grande entusiasmo, mentalità diversa ma per vedere la prima vittoria bisogna aspettare ben sei partite con il VERONA che alla prima di ritorno strapazza la PAGANESE....


Quanta acqua è passata sotto i ponti, quante delusioni sono state vissute e digerite, quante speranze puntualmnte smentite in quattro stagioni e mezza...
E adesso? La situazione è fortemente compromessa, la distanza dal vertice incolmabile ed i punti che ci separano dal quinto posto in classifica relativamente pochi se si considerano in termini assoluti ma saprà l'HELLAS ritrovarsi nel 2011 per regalarci un'insperata rimonta? Questo è quello che tutti i tifosi sperano e ch i butèi con le magliette gialloblù cercheranno di regalarci ma le insidie sono dietro l'angolo e grandi le difficoltà: auguro un felice Natale al presidente MARTINELLI (che ha subito un intervento chirurgico Mercoledì), alla squadra e ai lettori tutti, confidando in un 2011 finalmente mirabilis! [COMMENTA in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA]


PRIME INDISCREZIONI DAL MERCATO DI GENNAIO: Sempre più vicino l'addio tra SELVA e l'HELLAS VERONA, sul centravanti ci sarebbe il PAVIA. La TRIESTINA sarebbe interessata ad ESPOSITO così come i TARANTO che terrebbe d'occhio anche MANCINI mentre MANDORLINI alla ricerca di esterni starebbe pensando ad un ritorno di CIOTOLA in rotta col TARANTO e seguito anche dal LANCIANO... La novità sarebbe il 21enne BOMBAGI, seguito da GIBELLINI per l'HELLAS he sarà: l'attaccante del VILLACIDRESE ha già marcato 6 volte in 15 partite in questa stagione; fuori portata SFORZINI, DE ZERBI e BJELANOVIC...


NUOVA SOCIETÀ A GENNAIO? Più di qualcuno è pronto giurarci date le cattive condizioni di salute dell'attuale proprietario MARTINELLI. 'Regista' dell'operazione sarebbe Enico PREZIOSI (numero uno del GENOA) che, acquisterebbe la maggioranza delle azioni del pacchetto e metterebbe come presidente quel BERGAMELLI (ex patròn del PERGO) di cui si parla da tempo.
Nella 'cordata' ci sarebbeo anche alcuni imprenditori veronesi (ANTONINI dell'azienda calzaturiera e PIVA della ProTec) e... PASTORELLO!

Enzo Bearzot as a playerBrasil 2x3 Itália Copa 1982Italia campione del mondo 1982 Nando Martellini show

[IN BREVE A PIÉ PAGINA]
CALCIO BELGIO: Gran gol in rovesciata...
NBA: HORNETS battuti sulla sirena nonostante un grande BELINELLI; cadono anche i LAKERS con Kobe BRYANT che manda affan... L'arbitro.
CHAMPIONS E EUROPA LEAGUE: dal 2012 al 2015 diritti alla Mediaset.
CALCIO IN LUTTO per la morte di Enzo BEARZOT cittì che vinse il Mundial '82 in Spagna con la nazionale azzurra..
BENITEZ SALUTA E VA, LEONADO nuovo mister dell'INTER?
COPPA DEL RE: Il EAL ne fa 8 al LEVANTE...

[RASSEGNA STAMPA]
CALCIOMERCATO
Hellas Verona, Ciotola torna in gialloblù?
21.12.2010 16:45 di Nicolò Schira
Inserito nell'elenco dei partenti da mister Dionigi per l'esterno offensivo ex Pisa Nicola Ciotola si potrebbero schiudere le porte di un clamoroso ritorno all'Hellas Verona dove ha militato nello scorso campionato affermandosi come uno dei beniamini della torcida scaligera. L'operazione verrebbe avallata anche dall'attuale tecnico scaligero Andrea Mandorlini alla ricerca di un esterno destro d'attacco con il quale completare il tridente veronese dato che sinora in quel ruolo ha adattato a turno due centravanti puri quali Pichlmann e Andy Selva.

CALCIOMERCATO
Hellas Verona, il ds Gibellini segue Bombagi
23.12.2010 15:45 di Valeria Debbia
Ferve il mercato in casa dell'Hellas Verona: dopo l'interesse mostrato dal Taranto nei confronti dei centrocampisti Gennaro Esposito e Manuel Mancini, i due sono stati dichiarati intoccabili. Intanto - come riporta L'Arena - spunta una novità di mercato che sa tanto di scommessa: il diesse Gibellini sta seguendo da tempo il giovane attaccante della Villacidrese Francesco Bombagi (21). Gol freschi (6 in 15 presenze in questa stagione), magari proprio per il Verona del domani.

Non percorribili, infine, le piste che portano a Sasa Bjelanovic, Roberto De Zerbi e Ferdinando Sforzini: i tre sono elementi di indubbia qualità, ma fuori portata per ingaggio e di esigenze.

FONTE: TuttoLegaPro.com


24/12/2010
«Un 2011 di grandi rivincite per me e anche per l'Hellas»
ANDREA MANDORLINI
Poco più di un mese a Verona. Può bastare per avere idee più chiare, per capire dove può arrivare questa squadra. Andrea Mandorlini ha già spostato l'obiettivo sul 2011, alla ripresa del campionato. «La vittoria con la Paganese ha riportato entusiasmo - ammette - ma sappiamo che non è cambiato niente. Questa piazza, questa città pretendono molto, noi dobbiamo fare il massimo per accontentare la nostra gente».
Come va?
«Adesso va un po' meglio anche perchè mi aspettavo di raccogliere di più nelle prime giornate. Ma non lo dico io, l'ha detto il campo, potevamo vincere altre due o tre partite senza rubare nulla»
Sceglierebbe ancora l'Hellas?
«Certo, non potevo chiedere di più per respirare aria di grande calcio, l'ho detto già alla presentazione, l'Hellas è sempre l'Hellas, non conta la categoria dove sta giocando adesso».
Cosa c'è di buono in questo Verona?
«Abbiamo gente di qualità, giocatori importanti per la categoria. Ho trovato una squadra demotivata ma i risultati possono riportare entusiasmo e allora bisogna stare attenti a questo gruppo».
Crede nella risalita?
«So che non sarà facile ma lotteremo sempre per risalire la corrente, partita dopo partita, altrimenti non sarei mai venuto a Verona. Dobbiamo rincorrrere questo sì e non mi sembra giusto fare proclami adesso ma io ci conto».
Tre motivi per crederci?
«Innanzitutto in queste sei partite abbiamo giocato alcune delle squadre che stanno davanti in classifica e abbiamo giocato sempre alla pari. Se non addirittura meglio. Poi non dobbiamo dimenticare che ci sono tante partite da qui alla fine e tanti punti a disposizione. Infine di partita in partita ho visto miglioramenti, possiamo crescere ancora.
Cosa manca?
«Manca qualcosa là davanti, abbiamo fatto troppi pochi gol rispetto alle occasioni che abbiamo costruito, serve un po' di concretezza in più in area avversaria»
Si aspetta qualcosa dal mercato?
«Sì, mi aspetto dei ritocchi importanti. Non voglio certo follie e non mi piacciono neppure le rivoluzioni dobbiamo lavorare su quello che abbiamo a disposizione e intervenire in quei ruoli che sono scoperti. Ma ne ho già parlato con la società, fin dal mio arrivo».
La passione dei tifosi può turbare la squadra?
«Sono giustificazioni che non mi piacciono. Siamo fortunati se giochiamo in uno stadio dove arrivano più di diecimila persona per sostenerci, questo è uno stimolo in più».
E le questioni legate alla cessione della società?
«Il gruppo cerca sempre di isolarsi ma anche noi sentiamo le voci che circolano. Difficile far finta di niente. I miei riferimenti? Il presidente Martinelli e Gibellini per l'aspetto tecnico»
Gli obiettivi di Mandorlini per il 2011?
«Vorrei riportare il Veronain alto, questo è il posto giusto per un riscatto. Sono ancora amareggiato per l'esonero del Cluj, avevo conquistato la Champions e non l'ho fatta, una vigliaccata alla rumena».
E per la squadra?
«Vorrei che ci fossero gli stessi obiettivi. Anche l'Hellas va a caccia di una rivincita dopo qualche stagione difficile, il 2011 può essere l'anno giusto».

24/12/2010
Il Verona entra nelle scuole «Vogliamo crescere insieme»
IL PROGETTO. Rapporto di collaborazione tra vivaio, università, superiori, elementari e medie
Anche Zaccaria Tommasi nella «scuderia» di Ghisleni «Vogliamo offrire spunti per tesi e ricerche»

È da sempre un legame forte quello tra scuola e attività sportiva, e oggi anche l'Hellas Verona ha deciso di puntare molto sulla collaborazione con una delle agenzie educative più importanti nella crescita dei giovani.
Elementari, medie, superiori e anche il mondo universitario: abbraccia tutte le età il target scelto dal settore giovanile gialloblù per il programma portato avanti da Stefano Ghisleni e i suoi collaboratori. Che hanno individuato in Zaccaria Tommasi la persona di riferimento per il «progetto scuola» targato Verona. «All'interno del percorso che sta facendo l'Hellas – spiega Tommasi, insegnante di educazione fisica all'istituto Seghetti – stiamo cercando di avviare un rapporto di collaborazione con l'università per accogliere gli studenti di scienze motorie che devono svolgere il tirocinio previsto, per poter fare esperienza nel Verona ma anche nelle società affiliate».
Per una collaborazione che nelle intenzioni dovrebbe diventare sempre più forte. «L'idea è quella di offrire anche spunti per tesi e ricerche, anche per la laurea specialistica, mettendo a disposizione la nostra struttura. L'intenzione – continua Tommasi - è anche quella di allargare il raggio verso le scuole elementari, medie e superiori, programmando attività di vario tipo come giochi sportivi per i più piccoli oppure incontri e convegni per i ragazzi più grandi».
Il tutto però con un filo conduttore preciso, ben chiaro nelle idee dei responsabili del progetto. «Tutto questo deve avere una base fondamentale che è la sensibilità nei confronti di chi abbiamo di fronte. L'idea non è di promuovere il marchio Hellas Verona ma far conoscere una certa maniera di opera e una sensibilità che per noi rimane indispensabile». Per provare a creare un legame ancora più forte con il territorio e con la realtà di Verona e provincia. «Il desiderio è quello di creare un rapporto forte con il territorio e con le agenzie educative presenti - sottolinea il responsabile del vivaio gialloblù Stefano Ghisleni – questo è un punto a cui noi teniamo molto e che ci sembra importante per poi impostare un buon lavoro anche dal punto di vista tecnico della nostra realtà giovanile».
Il progetto scuola si inserisce quindi in un programma ad ampio raggio portato avanti dai responsabili del Verona, tra l'altro invitati nelle scorse settimane a partecipare a Milano all'importante World Football Show, la prima fiera italiana tutta dedicata al mondo del calcio, con convegni, incontri e tante possibilità di confrontarsi con le altre realtà professionistiche.
Luca Mazzara

24/12/2010
Nanni ringrazia sponsor, istituzioni e tutti i veronesi
Per l'evento Gialloblù Superstars sono stati incassati settemila euro dalla vendita dei biglietti. Saranno destinati alle comunità colpite dall'alluvione all'inizio di novembre. Ancora una volta i veronesi hanno raccolto l'invito e ha risposto alla proposta di solidarietà organizzata dall'associazione Ex Calciatori Hellas Verona in collaborazione con Bpp Verona, Marmi Lanza, Tezenis e Cus Verona Rugby. Il presidente dell'Associazione Ex Calciatori Hellas Verona, Franco Nanni, ringrazia le istituzioni veronesi. «Apprezziamo la vicinanza e il sostegno del Comune di Verona che si è impegnato con il sindaco Flavio Tosi e dell'assessore Federico Sboarina. Importante anche il supporto delle aziende partecipate, Agsm e Amia, i presidenti Paolo Paternoster e Stefano Legramandi hanno mostrato ancora una volta grande sensibilità».

FONTE: LArena.it


Venerdì 24 Dicembre 2010
La Triestina si è fatta avanti per Esposito. Hellas-Selva è finita: la punta verso Pavia
di Gianluca Vighini
VERONA - Andy Selva non fa più parte dei piani dell’Hellas. L’attaccante di San Marino se ne andrà quasi sicuramente a gennaio. La frattura con la società e con il resto del gruppo sembra ormai insanabile. Il gesto di stizza avuto lunedì sera dopo la sostituzione contro la Paganese (giacca a vento scagliata a terra, porta degli spogliatoi imboccata imprecando contro la panchina), è l’ultimo atto di un matrimonio che era partito sotto i migliori auspici e che sta finendo nel peggiore dei modi.
Infortunio misterioso. Acquistato l’anno scorso da Bonato, Selva è finito ai margini della squadra dopo un misterioso infortunio sulle cui cause e sulla cui entità i medici del Verona si stanno interrogando ancora oggi. Nonostante sia riapparso nel finale di stagione, quando le cose erano ormai compromesse, Selva non è partito la scorsa estate, nonostante la società lo avesse messo alla porta. Le sue richieste eccessive per la rescissione del contratto (pare l’intero ammontare dell’ingaggio) non hanno permesso all’Hellas di cederlo e parallelamente hanno fermato il mercato gialloblù.
Piace al Pavia. Ora però, Selva potrebbe accettare un trasferimento. Lo ha richiesto nei giorni scorsi il Pavia, il Verona sarebbe favorevole alla cessione, tocca al giocatore decidere.
Richiesta per Esposito. La Triestina (esonerato Iaconi, Salvioni in arrivo) nel frattempo si è fatta avanti per Esposito in prestito. L’Hellas per ora ha risposto picche, anche perché non si intravvede nessuna importante contropartita all’orizzonte.
Recupero. E’ finita 1-1 Ravenna-Spal, con gli emiliani che salgono a quota 32 in classifica. (ass)

Mercoledì 22 Dicembre 2010
Il bomber del Verona scommette sul futuro: abbiamo dimostrato di essere una squadra viva e compatta «Hellas, il peggio è passato»
di Mario Padovani
VERONA - Quant’è bello il calcio. Un giorno ti impolvera, l’altro ti incensa. Ne sa qualcosa, ennesima riprova, Giuseppe Le Noci. Con il Pergocrema aveva fallito il rigore, in pieno recupero, che avrebbe regalato all’Hellas la vittoria. Si era preso i fischi e gli improperi, poi giù, a testa bassa a lavorare per ritrovarsi subito. E, con la Paganese, ecco il gol, l’assist per Selva, una prestazione di valore al servizio di un Verona che strizza l’occhio al rilancio. «Mi sono allenato con il sostegno dei miei compagni di squadra e del tecnico. Non ci sono segreti particolari, non è stata una settimana di sofferenza. Il modo per riscattarsi è sempre figlio del campo. Certo, è importante per me essermi sbloccato subito».

In estate era arrivato all’Hellas con appiccicato addosso il titolo di capocannoniere della Prima Divisione (girone A) dell’anno scorso. A Crema, 18 gol (più altri due decisivi ai play out) e la rumba del realizzatore di razza. A Verona, finora, 6 reti fatte - pichichi gialloblù -, qualche critica, l’incredibile errore davanti alla porta sguarnita, come a La Spezia. Infine, l’ultimo saliscendi. Ora, arrivederci al 2011. «Abbiamo vinto con la Paganese e questo può aiutarci a svoltare. D’accordo, dovremo dare continuità al successo che abbiamo ottenuto, e farlo da subito, quando riprenderemo. Però è anche vero che stavamo giocando un buon calcio da alcune partite, e che avremmo meritato miglior sorte già in precedenza».

Effetti della cura-Mandorlini, con l’allenatore gialloblù che, tuttavia, non ha raccolto quanto seminato per la qualità espressa in campo dal Verona. Cinque pareggi, prima dell’affermazione con la Paganese, ma ora, chissà, una strada nuova. «Il momento non è stato semplice - confida le Noci -, perché quando la vittoria si fa desiderare così tanto c’è il rischio di farsi prendere dall’ansia. Ma non ci siamo abbattuti, adesso può esserci di sicuro più serenità da parte nostra».

E, per Natale, per rispettare il clima, lunedì sera Le Noci ha indossato pure i panni di Santa Claus, con un assist facile facile da mettere all’incasso per il 4-0 di Selva. «Mi ha fatto piacere, non ho avuto dubbi nel servire quella palla a Andy, anche lui inseguiva il gol ed era giusto che segnasse». Quando si dice che le feste rendono tutti più buoni, no? (ass)

FONTE: Leggo.it


22/12/2010 - 14:29
Buon Natale, gialloblù!
Il club scaligero vuole fare gli auguri a tifosi e simpatizzanti che manifestano il proprio attaccamento nei confronti dei colori dell'Hellas
VERONA - Natale è da sempre un momento di riflessione, e sportivamente parlando, tutto il popolo gialloblù vive questo periodo con un pizzico in più di serenità dopo il successo ottenuto con la Paganese.

Il club scaligero vuole fare gli auguri a tutti voi, tifosi o semplici simpatizzanti, che in un modo o nell’altro manifestate il vostro attaccamento nei confronti dei colori dell’Hellas Verona.

Auguri a chi, grazie ai racconti di nonni o papà, ha immaginato la fondazione di questa squadra, con le prime trasferte affrontate in bicicletta.
Auguri a chi, più di mezzo secolo fa, festeggiò la prima promozione in Serie A dopo il pareggio col Como.
Auguri a chi, ancor oggi, a sentir parlare della “fatal Verona”, si riempie il petto d’orgoglio.
Auguri a chi ha visto Briegel non far toccare un pallone all’esordiente Maradona, Elkjaer battere Tacconi senza una scarpa e segnare il gol del tricolore a Bergamo.
Auguri a chi ritiene che il “Reteeeee!” di Roberto Puliero scaturisca emozioni sempre e comunque.
Auguri a chi vide la società rinascere dalle ceneri dal fallimento.
Auguri a chi crede che Prandelli, ct della Nazionale, porti sempre dentro di sé un po’ di Verona.
Auguri a chi esultò al gol di Laursen nel primo spareggio con la Reggina, per poi passare i primi 85’ del “Granillo” col fiato sospeso ed urlare di gioia dopo la prodezza di Cossato.
Auguri a chi pensò che la squadra di Malesani fosse veramente forte, ma si ritrovò in lacrime quel maledetto 5 maggio 2002.
Auguri a chi ha applaudito Mazzola e compagni nonostante il pari interno con lo Spezia desse inizio all’inferno della Serie C.
Auguri a chi invase Busto Arsizio e scoppiò di felicità a seguito del tiro da posizione impossibile di Zeytulaev.
Auguri a chi, a dispetto della delusione dello scorso anno, è sempre a fianco dell’Hellas Verona.
Auguri a Pietro Arvedi che da lassù una sbirciatina verso il “Bentegodi” la dà ancora.
Auguri a Giovanni Martinelli, il nostro Presidente.
Buon Natale, gialloblù!
Ufficio Stampa

21/12/2010 - 13:22
Cordoglio Hellas per Enzo Bearzot
Il calcio italiano piange la scomparsa del c.t. di Spagna '82, che si è spento questa mattina a Milano all'età di 83 ann

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC]

CALCIO BELGIO: Gran gol in rovesciata... NBA: HORNETS battuti sulla sirena nonostante un grande BELINELLI; cadono anche i LAKERS con Kobe BRYANT che manda affan... L'arbitro. CHAMPIONS E EUROPA LEAGUE: dal 2012 al 2015 diritti alla Mediaset. CALCIO IN LUTTO per la morte di Enzo BEARZOT cittì che vinse il Mundial '82 in Spagna con la nazionale azzurra.. BENITEZ SALUTA E VA, LEONADO nuovo mister dell'INTER? COPPA DEL RE: Il EAL ne fa 8 al LEVANTE...
BELGIO, SEGNA SUPER-GOL CON UNA ROVESCIATA -VIDEO
I gol in rovesciata sono sempre belli. Eppure questo di Wesley Sonck, bomber della squadra belga del Lierse, è vicino alla rovescaita perfetta. Cross basso dalla destra del compagno, lo stop non è perfetto e la palla si alza. Allora scatta la rovesciata, coordinazione perfetta, quasi come l'immagine sulle figurine Panini, col pallone che va a insaccarsi all'incrocio dei pali con il portiere inerme. Se il gol più bello dell'anno non fosse stato scelto dalla Fifa qualche settimana fa, di sicuro questo sarebbe stato tra le nomination.

MORTO ENZO BEARZOT, CT MUNDIAL -FOTO/VIDEO
Il suo naso, da boxeur, e la pipa, perennemente accesa, hanno fatto la felicità dei vignettisti per anni. Erano i segni distintivi di Enzo Bearzot, scomparso oggi ad 83 anni. Detto il 'Veciò, come si fa per tutti i friulani doc (era nato ad Aiello del Friuli il 26 settembre '27), anche per quelli che vecchi non sono. Ed in effetti lui non lo è stato mai, in questo aiutato dalla passione del calcio, che lo aveva preso da ragazzino, quando in un collegio di Gorizia dormiva con la foto di Campetelli, centromediano dell'Inter, sotto il cuscino. E non era taciturno, nè introverso - come sostenevano i suoi denigratori -, soltanto non gli piaceva sprecare le parole. Fosse stato come lo dipingevano, non avrebbe mai creato il gruppo che conquistò il terzo titolo mondiale del calcio italiano nel 1982 in Spagna. Un gruppo che non si è mai sciolto, neanche quando qualcuno si è allontanato dal pallone (come Paolo Rossi), oppure è stato prematuramente rapito dalla morte (come Scirea). Un gruppo che ha mantenuto i contatti con l'uomo che l'ha plasmato e che continuerà a considerarlo vivo. Un legame veramente speciale quello che legava gli azzurri a Enzo Bearzot, riconoscenti perchè prima di condurli al traguardo più importante della loro carriera, aveva saputo difenderli da critiche feroci. E li aveva sostenuti quando decisero quel clamoroso e innovativo silenzio stampa che anche oggi, di tanto in tanto, viene imitato da questa o quella squadra di club. Portavoce era Dino Zoff, altro friulano di poche parole, che Bearzot considerava il suo terzo figlio, e che un giorno si sarebbe seduto sulla panchina azzurra con minor fortuna. Nel dicembre del 2000 il gruppo si strinse ancora una volta intorno a Bearzot, che presentava (con l'autore Gigi Garanzini) il libro biografico, 'Il romanzo del veciò. In quella serata il tecnico sorprese i suoi vecchi allievi rivelando che il calcio non gli mancava, pur amandolo, perchè «sentivo di non appartenervi più ». C'era amarezza nelle sue parole, un pò di malinconia, forse stimolata dalle note del jazz (questa musica era la sua seconda passione, naturalmente dopo il football). Quella sera Bearzot parlava del calcio al passato remoto, come di una storia finita tanto tempo prima. Ma dopo poco più di un anno - a gennaio del 2002 -, mettendo fine a un distacco ventennale, Bearzot aveva accettato con rinnovato entusiasmo l'invito della Federcalcio ad assumere la responsabilità di presidente del settore tecnico della Figc. In quell'occasione Claudio Gentile, uno del gruppo, allora tecnico della Under 21, ricordando il bel gioco espresso dalla nazionale nei mondiali del '78 (Argentina, azzurri quarti) e dell«82, lo definì il miglior ct azzurro dopo Pozzo (morto come lui il 21 dicembre, del 1968), sostenendo che »Enzo Bearzot non deve restare lontano dal calcio, perchè il calcio è il suo mondo«. E lui: »Sono contento perchè l'indicazione viene dal mio mondo«. La sua avventura nel calcio era cominciata come giocatore: dalla Pro Gorizia, era passato, ventenne, all'Inter, poi al Catania, poi all'Inter nuovamente, ed aveva terminato la carriera al Torino. Era un difensore grintoso ma corretto, non privo di tecnica. Delle sue esperienze di calciatore seppe far tesoro alla guida della nazionale, riuscendo ad utilizzare al meglio i giocatori che sceglieva, incurante dei suggerimenti e delle critiche della stampa, anche quando i risultati non gli davano ragione. Fautore del 'primo non prenderlè non fu mai catenacciaro. Fu maestro invece nell'esaltare l'arte del contropiede con cui nell'82, nel Mundial, di Spagna schiantò una dopo l'altra Argentina, Brasile e Germania. Indimenticabili le imprese dei terzini-ala Cabrini e Gentile, delle ali a tutto campo Conti-Graziani, di Tardelli, giocatore universale, di Zoff portiere-saracinesca, di Paolo Rossi guizzante, imprendibile opportunista sotto rete, di Scirea, direttore d'orchestra di un gioco che a tratti ricordava il free-jazz per la sua imprevedibilità. Paradossalmente, però, quattro anni dopo, l'attaccamento al gruppo, e la conseguente incapacità a rinnovare, fu fatale a Enzo Bearzot. Al cospetto di risultati negativi (mancata qualificazione agli Europei '84, eliminazione negli ottavi del mondiale messicano '86), attaccato dalla critica e di fronte all'ostilità del vertice federale, preferì lasciare anzichè rinunciare alle sue convinzioni. Ma nella storia del calcio, e non solo, rimarranno sempre le immagini delle imprese precedenti. L'urlo e la corsa pazza di Tardelli, dopo il gol alla Germania. E quel giovane Vecio, dal naso di boxeur e dalla pipa eternamente accesa, che sull'aereo degli eroi di Madrid, gioca a briscola con Causio, Zoff e il presidente della Repubblica Pertini, un altro celebre appassionato della pipa, un altro Vecio che, come lui, non invecchiò mai.

MORATTI : "SCHIETTO E GENEROSO" «Un uomo che ha impersonato i valori in cui si riconoscono tutti gli italiani: la schiettezza, l'onestà, la generosità. Un commissario tecnico che ha regalato all'Italia momenti indimenticabili, di divertimento, di gioia, di orgoglio. La vittoria dei Mondiali in Spagna nel 1982 è un evento che rimane nella storia non solo del calcio ma del nostro Paese». Così il sindaco di Milano Letizia Moratti ricorda Enzo Bearzot scomparso oggi. «È un ricordo indelebile nella mente e nei cuori di moltissime persone, non solo di noi italiani, ma di tutti coloro che nel mondo amano il calcio. C'è un immagine -prosegue la Moratti- che credo nessuno possa dimenticare: ed è quella dell'abbraccio tra Enzo Bearzot e Sandro Pertini, felici e sorridenti, con l'immancabile pipa tra le dita. Sono molto affezionata all'idea di sport che Bearzot ha rappresentato: il calcio come impegno e sacrificio, ma anche come gioia di stare insieme, di essere solidali e uniti, nei momenti critici come nei trionfi». «La squadra vince se sa essere un gruppo unito, affiatato. È un insegnamento che vale per tutte le competizioni. Correttezza, solidarietà, fierezza sono le parole che Bearzot ha scolpito nella storia del calcio vincendo il trofeo mondiale e che i giovani ritroveranno sempre rivedendo i filmati e le foto di quella grande avventura. Addio carissimo c.t., Milano ti ricorda con gratitudine e con affetto», conclude Letizia Moratti.

CINQUE ROSE ROSSE DAVANTI ALLA CASA Fuori dal palazzo di via Crivelli, è comparso anche un fascio di cinque rose rosse, portate da un artigiano della vicina via Bligny, un ricordo «pieno d'affetto» dell'ex Ct della Nazionale. Fiori che sono poi stati portati alla famiglia da un condomino. «Lo incontravo diverse volte al bar, in pizzeria o dal barbiere - ha spiegato Francesco Rossini -. A volte era da solo a volta era accompagnato dal figlio - ha proseguito -. Era di una simpatia unica, un grande uomo e un grande sportivo. Parlavamo tanto di sport - ha continuato - della Nazionale, di Trapattoni, dell'Inter. Mi ha raccontato talvolta diversi aneddoti - ha aggiunto commosso - mi ha raccontato del volo» di ritorno da Madrid dopo la conquista del mondiale del '82, «della partita a carte» in aereo con l'ex presidente della Repubblica, Sandro Pertini. «Ho portato delle rose rosse per ricordarlo - ha concluso l'artigiano di via Bigny -: mi è dispiaciuto tantissimo».

REAL TRAVOLGENTE -VIDEO. OTTO GOL AL LEVANTE
È quasi Natale, ma il Real Madrid non fa regali neanche in Coppa del Re. A rimanere a mani vuote sotto l'albero di Mourinho e i suoi, issato al Santiago Bernabeu, è il malcapitato Levante che nella partita d'andata degli ottavi di finale della competizione spagnola viene spazzato via con un 8-0 che praticamente per le merengues vale una qualificazione anticipata. A scatenare la tempesta abbattutasi sulla squadra di Valencia che gioca nella Liga le triplette di Cristiano Ronaldo e Benzema e i gol di Ozil e Pedro Leon. Con questo risultato il Real Madrid ipoteca il passaggio ai quarti di finale della Coppa di Spagna.

L'INTER HA SCELTO LEONARDO: L'ANNUNCIO DOPO IL NATALE
Ormai non ci sono dubbi, anche se il presidente Moratti e il brasiliano hanno le bocche cucite, Leonardo sarà il prossimo allenatore dell'Inter. Con ogni probabilità l'annuncio ufficiale verrà dato il 26 dicembre, subito dopo Natale. Stamattina il presidente dell'Inter Massimo Moratti era al lavoro negli uffici della Saras, dove ha incontrato il 'ministro delle Finanzè nerazzurro Rinaldo Ghelfi. All'uscita Moratti ha confermato: «Qualcosa accadrà dopo Natale, il 29 si ricomincia».

MORATTI: «NON È SGARBO AL MILAN» «Oggi non è il giorno decisivo per la panchina. Dopo Natale decideremo il da farsi e lo comunicheremo»: sono le parole pronunciate dal presidente dell'Inter, Massimo Moratti, all'uscita dagli uffici della Saras, riguardo all'imminente annuncio di Leonardo come successore di Benitez sulla panchina nerazzurra. «Leonardo? - prosegue Moratti rispondendo ai cronisti - Vediamo dopo Natale, ribadisco. Se sia uno sgarbo al Milan? Non mi piace questa versione, sarei dispiaciuto se venisse visto così».

BENITEZ ADDIO, MORATTI: "ERA INEVITABILE" -VIDEO
«Sono dispiaciuto per la fine del rapporto con Benitez, ma la rottura era diventata ormai una cosa inevitabile», dice il presidente dell'Inter Massimo Moratti subito dopo l'annuncio ufficiale della risoluzione del rapporto con Rafa Benitez. «Tutti i nomi che circolano riguardo il futuro della panchina dell'Inter sono interessanti», conclude. «Mi dispiace per come è finita, ma - sono le parole del presidente - è stata un'esperienza e le esperienze sono sempre valide. Abbiamo vinto una Supercoppa italiana e il mondiale per club e questo mette in condizione di rimanere comunque soddisfatti. Adesso, si ricomincia daccapo». «Al di là delle dichiarazioni di Benitez che hanno dato im parte un taglio definitivo alla cosa - aggiunge Moratti - forse non ero molto soddisfatto di quanto era successo fino al campionato del mondo. Poi, ovvio, quelle frasi di per sè mi hanno messo nella condizione di non non avere più quel buon senso e quella pazienza per aspettare». Il prossimo allenatore? «Quando sarà il momento ve lo diremo».

ZOFF: "BEARZOT UOMO GIUSTO". CONTI: "PER ME COME UN PADRE"
Sono in molti i personaggi, del mondo del calcio e non, che dimostrano affetto e allo stesso tempo tristezza per la scomparsa di Enzo Bearzot, indimenticabile ct della nazionale italiana Campione del Mondo nel 1982.

LIPPI: PROFONDO DOLORE Stupore e gran dolore: con questi due sentimenti Marcello Lippi reagisce alla notizia della scomparsa di Enzo Bearzot: «Come e quando è successo?...» la prima reazione del Ct, campione del mondo nel 2006. «È una notizia che mi dà un profondo dolore e un gran dispiacere - aggiunge poi Lippi - negli anni in cui ho guidato la Nazionale è stato sempre vicino a me alla mia Italia. Ci sentivamo e vedevamo spesso. D'altra parte l'ho anche avuto come allenatore quando fui convocato nell'under 23 azzurro. Poi, nei miei anni da Ct mi è sempre stato vicino e ha fatto sempre sentire il suo affetto. Sono orgoglioso di stare nella storia del calcio vicino a un grande come Bearzot». «Ma in questo momento - conclude Lippi - l'unica cosa che mi sento di dire è mandare un grande abbraccio alla sua famiglia».

VELTRONI: GRANDE ITALIANO «Enzo Bearzot è stato un grande italiano. Un esempio di serietà, competenza, professionalità e insieme umanità. Un maestro di vita insomma, prima ancora che di sport. A lui mi legava un rapporto affettuoso e sincero che maturò negli anni in cui ero vice presidente del Consiglio con delega allo sport». Walter Veltroni ricorda così Enzo Bearzot. «L'Italia -aggiunge- gli deve il ricordo di una grande gioia, forse la più bella e sincera festa collettiva che il nostro Paese abbia conosciuto nel dopoguerra. La sua immagine dopo la vittoria del mondiale al fianco del Presidente Sandro Pertini è forse oggi il miglior modo con cui tutti gli italiani possono salutarlo e rendergli un doveroso omaggio».

LEGA: RITIRARE SUA PANCHINA «Addio 'veciò, ci mancheranno i tuoi insegnamenti». Così la Lega di serie A dà l'ultimo saluto ad Enzo Bearzot, ricordando che recentemente disse: «Se mai c'è stato uno per cui bisognava ritirare la maglia, era Gaetano Scirea, grandissimo calciatore e grandissima persona». «Noi - si legge in una nota sul sito della Lega che riepiloga la carriera di Bearzot, da calciatore e poi allenatore - idealmente, vorremmo ritirare la sua panchina, quella di un uomo che ha contribuito a portare sul tetto del mondo il calcio italiano con la sua competenza ed umanità ».


CONTI: COME UN PADRE PER ME »Enzo Bearzot è stato come un secondo padre per me, mi mancherà tantissimo«. Bruno Conti ricorda così l'ex ct dell'Italia campione del mondo nell»82. L'ex ala destra di quella squadra dice al telefono con Sky Sport 24 di «essere onorato e orgoglioso di aver conosciuto una persona così: ha insegnato cosa vuol dire gestire un gruppo e affermato certi valori che non ci sono più. Parlava sempre di più con chi giocava di meno per spiegare cosa succedeva». Conti ricorda quando si infortunò al ginocchio alla vigilia del Mondiale in Spagna e voleva affrettare i tempi di recupero per non perdere il torneo. «Bearzot mi disse 'Bruno, stai tranquillo, prenditi il tempo che ti serve. Il posto è tuo e non te lo toglie nessunò. L'ho ripagato nella maniera migliore possibile». Quattro anni dopo, nel 1986, ai Mondiali in Messico, «tutti avevano già dimenticato quanto aveva fatto Bearzot», secondo l'ex campione della Roma. «Con lui non ho mai litigato, assolutamente - conclude Conti con un dettaglio divertente -, anche perchè ci dicevano che eravamo le scimmiette, che mangiavamo le noccioline, per l'aspetto che avevamo».

ZOFF: ERA UN UOMO GIUSTO «Sento un dolore profondo per la perdita di un personaggio straordinario, un uomo giusto. I risultati sono secondari. Essere stato a contatto con un uomo di questo spessore è una cosa che resta per tutta una vita». Il portiere dell'Italia Mundial del 1982, Dino Zoff, ricorda così Enzo Bearzot, il commissario tecnico di quella Nazionale scomparso oggi. Al telefono con Sky Sport 24, Zoff non ha voluto dire molto di più, sopraffatto dall'emozione. «Che abbia insegnato qualcosa in questo mondo ne dubito», ha concluso con una nota di amarezza.

ALTOBELLI: MI DISSE 'TOCCA A TE' Alessandro Altobelli è un altro dei fedelissimi di Enzo Bearzot e anche lui è commosso per la scomparsa del 'maestrò: 'È una delle più brutte giornate della mia vita - dice ai microfoni di Sky - per tutto il calcio italiano, per chi amava il calcio quello vero. bearzot è stato il più grande allenatore della storia calcio italiano, amato da tutti non solo per i risultati ma per il suo comportamento di uomo straordinario. ricordi? sono stato portato da lui in nazionale nel 1980, primo ho imparato stando in panchina: mi spiegava cosa voleva, lui metteva tutti a suo agio. Un esempio: nella finale dei mondiali a Madrid dopo l'infortunio di Ciccio Graziani mi guardò e mi disse semplicemente 'Spillo tocca a tè. Lui parlava anche con gli sguardi, quella di oggi è giornata buia e nera per il calcio italiano«.

GALLI: AVEVA STRAORDINARIA UMANITA' «Sono molto addolorato. Sono legato a Bearzot da un affetto particolare, che va al di là dei rapporti avuti durante la mia professione di calciatore e lo porterò sempre nel cuore, come un grande professionista, ma soprattutto come uomo di sport dotato di un'umanità straordinaria». Così Giovanni Galli commenta la scomparsa dell'ex ct della Nazionale campione del mondo nel 1982. «Grazie a lui - ricorda Galli - sono potuto diventare campione del mondo, e sempre grazie a lui ho disputato un Campionato del mondo da titolare. Di fronte alle tante critiche che ricevetti, allora e anche in seguito, Bearzot mi difese sempre: impossibile per me dimenticarlo».

ABETE: ESEMPIO DI QUALITA' UMANE E MORALI «Di Enzo Bearzot vogliamo sottolineare e ricordare innanzitutto le qualità umane e morali, il rigore della sua professionalità, uno stile di vita che resta un esempio per il calcio di tutto il mondo». Così il presidente Giancarlo Abete ha ricordato a nome di tutta la Federcalcio Enzo Bearzot, l'ex ct della Nazionale campione del mondo nel 1982 scomparso oggi.

ANTOGNONI: MI HA DATO FIDUCIA PER 10 ANNI «Quando dovetti saltare la finale del mondiale per infortunio ricordo che Enzo era quasi più dispiaciuto di me». È il ricordo di Giancarlo Antognoni, bandiera della Fiorentina e campione del mondo nel 1982, sulla scomparsa di Enzo Bearzot. «C'era una grande legame tra noi - ricorda ancora Antognoni - testimoniato dal fatto che mi ha dato fiducia per dieci anni in nazionale, nonostante io abbia avuto molti problemi fisici in carriera. È una grande perdita per il calcio italiano: oltre al titolo vinto nell'82 ha dato tanto anche a livello umano».

INTER: PIANGIAMO UN MAESTRO «Ciao Vecio!Il calcio italiano piange un maestro, che non dimenticherà mai». Inizia così il cordoglio dell'Inter pubblicato sl sito ufficiale. «Aveva scelto Milano - prosegue il ricordo - come la sua città, vivendola con discrezione e attenzione, ricordando volentieri l'Inter - il primo amore che non si scorda mai - lontano dai fasci di luce del calcio moderno e, al tempo stesso, sempre pronto a regalare preziosi consigli a tutti gli appassionati sinceri, come lui, del pallone». «Il presidente Massimo Moratti e tutta F.C. Internazionale, con tantissimo affetto, abbracciano la moglie Luisa, il figlio Glauco e la figlia Cinzia nel ricordo del grande Enzo Bearzot».

CARRARO: FACEVA GRUPPO CON IL SUO ESEMPIO «Ero molto legato ad Enzo Bearzot, sono stato io a portarlo nelle squadre nazionali. Oltre che una persona con grandi capacità, era soprattutto un uomo vero». Così l'ex presidente del Coni, Franco Carraro, ha voluto ricordare la figura dell'ex Ct azzurro scomparso all'età di 83. «Era una persona che faceva gruppo con il suo esempio - ha aggiunto Carraro all'ANSA - e con i valori che riusciva a trasmettere ai giocatori. La sua nazionale del '78 era valida come quella dell»82, ma se in Argentina fu un pizzico sfortunato, in Spagna, quattro anni dopo, la fortuna girò «.

CORDOGLIO DEL MILAN: LASSU' PARLERA' CON ROCCO «Essere milanisti, significa essere sportivi e italiani. È anche per questo che tutto il Milan e tutti i rossoneri si uniscono con commozione al dolore della famiglia e al cordoglio di tutto il calcio italiano per la scomparsa di Enzo Bearzot, il condottiero azzurro di Spagna '82. Qualcosa da dentro ci dice che, lassù, il grande Bearzot e il Paron Rocco avranno tante cose da dirsi». Così, la società rossonera, sul suo sito Internet, ricorda l'allenatore friulano, scomparso oggi a Milano.

PETRUCCI: CONQUISTATO DA SUA SINCERITA' «Mi ha sempre conquistato la sua sincerita». Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ricorda così la figura dell'ex ct della nazionale italiana di calcio vincitrice dei Mondiali dell'82, Enzo Bearzot, scomparso all'età di 83 anni. «Bearzot - ha aggiunto Petrucci all'ANSA - è stato il primo allenatore che ho conosciuto come segretario della Federcalcio nell'85. Mi ricordo che ero andato ad Udine per vedere Italia-Austria, perchè volevo scoprire i segreti del tecnico che ci aveva fatto vincere il Mondiale. Restammo insieme fino alla mattina dopo, perchè lui era un uomo che amava fare tardi. Sono rimasto sempre affascinato e conquistato dalla sua sincerità: voto 10». Una grave perdita per il calcio italiano. «Assolutamente - ha concluso - anche da fuori ha continuato a dire sempre cose di buon senso e a favore del calcio».

PDCI: ERA SIMBOLO DELL'ITALIA MIGLIORE «Con Bearzot va via un'Italia sportiva, e non solo, d'altri tempi, lontana anni luce da quella odierna. La vittoria ai mondiali di calcio di Spagna '82, la gioia dell'allora presidente della Repubblica Pertini, la celebre partita a carte sull'aereo di ritorno con Bearzot, Pertini, Zoff e Causio e la festa popolare che ne seguì in Italia, resteranno immagini indelebili negli occhi degli italiani. Muore un signore dello sport, simbolo di un'Italia migliore». È quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI-FdS.

SINDACO AIELLO: SCOMPARE GRANDE FRIULANO «Con Enzo scompare un grande friulano. In tutti i sensi». Così si è espresso, appena appresa la notizia della morte di Enzo Bearzot, il sindaco di Aiello del Friuli, paese natale dell'ex Ct, Renato Nuovo. «Ricordo ancora quella splendida giornata che lui passò qui ad Aiello qualche settimana dopo la vittoria ai mondiali di Spagna. Chiamò ad uno ad uno e per nome - ha detto Nuovo - tutti i suoi amici che non vedeva da tantissimi anni». Il sindaco di Aiello non ha spauto dire se il Ct della Nazionale di calcio riposerà in Friuli o a Milano dove viveva da tento tempo. «I suoi genitori sono sepolti nel cimitero di Aiello - ha detto Nuovo - ma non credo che lui venga qui». Infine un rammarico per il primo cittadino. «Lo avevamo proposto per la carica di 'senatore a vità per meriti sportivi - ha detto - ma il progetto naufragò. Peccato. Avrebbe meritato quella carica».

CHAMPIONS E EUROPA LEAGUE 2012-2015: DIRITTI A MEDIASET
Mediaset si è aggiudicata in esclusiva assoluta per il triennio 2012-2015 sia la prima scelta tra le partite del turno del mercoledì di Champions League sia tutti i diritti per tutte le piattaforme dell'intera Europa League. Questi i dettagli dell'accordo, resi noti ufficialmente da Mediaset. Per la Champions League: nel triennio 2012-2015 il miglior incontro del mercoledì sarà trasmesso solo sulla televisione free. Si tratta di una novità senza precedenti e Mediaset si è aggiudicata il diritto di prima scelta del mercoledì che consentirà ai tifosi di vedere in esclusiva e gratuitamente una delle due partite settimanali disputate con certezza da squadre italiane. Partita che, contrariamente a oggi, non sarà trasmessa in diretta da nessuna pay tv. Mediaset inoltre assicurerà gratuitamente ai telespettatori le Semifinali giocate dalle squadre italiane e la Finalissima. Le reti free di Mediaset trasmetteranno anche gli highlights con tutti i gol e le sintesi delle partite sia del martedì sia del mercoledì. Europa League: Per il triennio 2012-2015 Mediaset si è aggiudicata i diritti esclusivi per tutte le piattaforme tv dell'intera Europa League, torneo che acquista ancor più valore sportivo a causa della riduzione a due delle squadre italiane che disputeranno sicuramente la Champions League. Questo significa che saranno iscritte ai vari turni di Europa League club di prima grandezza: la vincitrice della Coppa Italia e, dopo i playoff, la quarta e la quinta classificate in Campionato. In più, giocheranno in Europa League anche le eventuali squadre italiane eliminate dalla Champions. Tutte le partite saranno trasmesse da Mediaset Premium e una per turno sarà trasmessa anche gratuitamente dalle reti generaliste Mediaset. Supercoppa Europea: Mediaset si è aggiudicata in esclusiva assoluta la Supercoppa Europea (sfida tra chi ha vinto la Champions League e l'Europa League). «Mediaset esprime soddisfazione - conclude la nota - per questi importanti contratti conclusi con la Uefa e, per garantire a tutti i telespettatori italiani il pieno accesso ai trofei calcistici europei da ogni piattaforma tv, si rende sin da ora disponibile, nel rispetto delle prerogative della Uefa, a discutere accordi con le aziende televisive interessate».

KOBE PERDE LA TESTA: "VAFFA" ALL'ARBITRO E LAKERS KO -VIDEO
Kobe Bryant perde la testa, e Milwaukee fa il colpaccio allo Staples Center. Il numero 24 gialloviola si è fatto espellere nel match casalingo giocato dai Lakers contro i Bucks, ieri notte: la squadra del Wisconsin ha vinto 98-79, e il nervosissimo Kobe è uscito anzitempo per un doppio fallo tecnico. Tante sorprese anche nelle altre partite, con i colpi esterni dei Thunder a Charlotte, degli imbattibili Mavericks a Orlando, dei Warriors a Sacramento (con i Kings messi sempre peggio) e dei Nets a Memphis, mentre i Bulls hanno travolto i Sixers allo United Center, vincendo con 45 punti di scarto.

I RISULTATI I risultati della regular season del campionato NBA: Charlotte Bobcats - Oklahoma City 81-99; Orlando Magic - Dallas Mavericks 99-105; Memphis Grizzlies - New Jersey Nets 94-101; Chicago Bulls - Philadelphia 76ers 121-76; Sacramento Kings - Golden State Warriors 109-117; Los Angeles Lakers - Milwaukee Bucks 79-98.

BELINELLI OK, MA GLI HORNETS PERDONO ALLO SCADERE -VIDEO
Marco Belinelli segna 14 punti ma New Orleans va k.o. al fotofinish. Gli Hornets (16-12) escono sconfitti per 94-93 dal campo degli Indiana Pacers (13-14). I padroni di casa si aggiudicano la sfida grazie al tap-in di Mike Dunleavy, che allo scadere corregge la conclusione sbagliata da Danny Granger. New Orleans finisce al tappeto per la sesta volta consecutiva in trasferta nonostante le prestazioni di Emeka Okafor (19 punti e 15 rimbalzi) e David West (18 punti). Belinelli, dopo una serie di prove opache, torna in doppia cifra con 7/14 al tiro (0/3 dalla lunga distanza) 3 rimbalzi e 2 assist. La guardia bolognese si guadagna anche un posto negli highlights con un 'circus shot': subisce fallo e riesce a fare centro con le spalle al canestro. Una magia, che però non evita la sconfitta.

Al di là delle vicende italiane, fa notizia il passo falso casalingo di Miami. Gli Heat (21-9) cedono 98-96 contro Dallas (22-5) e si fermano dopo 12 vittorie consecutive. I Mavericks subiscono un mortifero parziale di 17-0 nel secondo periodo ma rimangono a galla e, nella frazione finale, piazzano il mini-allungo decisivo. I Mavericks ringraziano il solito Dirk Nowitzki (26 punti e 9 rimbalzi), ben assistito da Jason Terry (19 punti). Miami si affida a Dwyane Wade (22 punti e 7 rimbalzi) ma deve fare i conti con la mira imprecisa di LeBron James. Il prescelto sfiora la tripla doppia (19 punti, 10 rimbalzi e 7 assist) ma macchia la propria serata con un mediocre 6/17 al tiro. Inutili, alla fine, anche le cifre di Chris Bosh (19 punti e 8 rimbalzi).

Dallas vola ma a far sventolare la bandiera del Texas provvede soprattutto San Antonio. Gli Spurs (24-3) piegano i Phoenix Suns per 118-110, centrano il nono successo di fila e si confermano la miglior squadra della lega. Gli speroni marciano spediti con 6 uomini in doppia cifra, con il panchinaro Gary Neal (22 punti) miglior marcatore. I veterani non steccano e fanno ampiamente il proprio dovere: Tim Duncan chiude con 20 punti e 15 rimbalzi, Tony Parker contribuisce con 19 e Manu Ginobili ne aggiunge 15.

I RISULTATI I risultati delle partite della regular season Nba: Atlanta Hakws-Orlando Magic 91-81; Cleveland Cavaliers-Utah Jazz 90-101; Indiana Pacers-New Orleans Hornets 94-93; Washington Wizards-Charlotte Bobcats 108-75; Miami Heat-Dallas Mavericks 96-98; San Antonio Spurs-Phoenix Suns 118-110; Portland Trail Blazers-Milwaukee Bucks 106-80; Golden State Warriors-Houston Rockets 112-121; Los Angeles Clippers-Minnesota Timberwolves 113-90.

FONTE: Leggo.it

HELLAS VERONA 4-0 PAGANESE: MANDORLINI dedica la vittoria al patròn MARTINELLI che Mercoledì sarà ancora sotto ai ferri. CREMONESE agganciata e a 6 punti c'è la REGGIANA ed i playoff...

Pubblicato da andrea smarso lunedì 20 dicembre 2010 23:15, vedi , , , , , , , , , | Nessun commento

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LE IMPRESSIONI
C'era da vincere e s'è vinto, ogni altra considerazione non può che essere vuoto eserczio di retorica: dopo 5 pareggi finalmente una vittoria per chiudere degnamente questo 2010 orribile e beffardo per il VERONA.
3 punti per levarsi, almeno momentaneamente, dalla zona playout e agganciare la CREMONESE (altra delusa del Girone A) a 6 punti dalla REGGIANA all'ultimo posto playoff: mal comune mezzo gaudio? Non proprio... Ripartiamo da qui per rimontare e centrare almeno l'obiettivo minimale della stagione.

P.S: SELVA, molto probabilmente all'ultima segnatura con la maglia scaligera, non ha preso per niente bene la sostituzione ad un quarto d'ora dalla fine; non ha degnato di uno sguardo il mister e la panchina e ha infilato immediatamente il tunnel per gli spogliatoi gettando a terra pure il giaccone portogli da un magazziniere... Brutto gesto e poco rispetto per chi l'ha sostituito: da uno come lui, giocatore esperto anche a livello internazionale, una caduta di stile che non gioverà di certo [COMMENTA in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA]


Highlights Hellas Verona-Paganese

HELLAS VERONA 4-0 PAGANESE
MANDORLINI modifica la mediana gialloblù attuando una sorta di rombo con ESPOSITO davanti alla difesa, il rientrante HALLFREDSSON e MANCINI a fare le ali rispettivamente a sinistra e a destra e LE NOCI sulla trequarti a suggerire per SELVA e PICHLMANN.
Prudente 5-3-2 per gli avversari di mister CAPUANO oggi in maglia rossa: i campani cercheranno di ingabbiare le manovre gialloblù e poi ripartire in contropiede.

Primi minuti inguardabili per i tifosi scaligeri; la squadra di casa non è serena in campo e si vede: passaggi sbagliati, fondamentali improbabili e movimenti in completa confusione.
Al 13° CANGI in azione tambureggiante sulla destra sfugge a PANINI (probabilmente con un fallo di mano non rilevato dal guardalinee) e la mette in mezzo dove SELVA la tocca per l'accorrente HALLFREDSSON che di sinistro 'uccella' GINESTRA tuffatosi in colpevole ritardo: la palla entra ed il VERONA è in vantaggio.
Minuto 17 l'HELLAS raddoppia: MANCINI crossa in area, SELVA incorna a rete ma GINESTRA con un mezzo miracolo la ribatte; LE NOCI è il più lesto: vede la palla ballonzolare vicino al portiere e si fionda a depositare alle spalle dello stesso.

Alla mezz'ora CANGI cerca VERGINI ma TORTORI è in agguato e per poco non ne approfitta sul ribaltamento di fronte PICHLMANN serve HALLFREDSSON a sinistra, pronto il tiro dell'islandese che segna il secondo gol personale e la trippletta alla PAGANESE.
A tempo scaduto da un minuto c'è ancora spazio per un altro gol del VERONA: triangolo LE NOCI-MANCINI-LE NOCI palla a SELVA (partito in offside passivo) che a porta vuota firma il poker.

I gialloblù tornano in campo appagati e subiscono inizialmente gli avversari: al minuto 51 RAFAEL salva la porta scaligera con un balzo prodigioso su colpo di testa di CUOMO.
Al 15° HALLFREDSSON in percussione centrale chiama al tiro LE NOCI, palla fuori di molto... La PAGANESE fa quello che può ma è chiaro che il pesante parziale impone agli più miti consigli: al 71° e al 74° i campani sparano un paio di palloni ampiamente fuori dallo specchio.
Minuto 80: cerca gloria anche FERRARI (entrato al posto di SELVA) con un tiro senza pretese bloccato da GINESTRA.
All'88° PICHLMANN non deve far altro che spingere la palla in porta su un gran traversone di FERRARI ma si fa ipnotizzare da GINESTRA.
Due minuti dopo il 90° FERRARI dopo una discesa di 60 mtri avrebbe la palla buona per il quinto gol ma sparacchia malamente in bocca al numero uno avversario.

L'album fotografico di Hellas Verona 4-0 Paganese in aggiornamento...

[DICONO]
MANDORLINI sul 4 a 0 rifilato alla PAGANESE: «Una vittoria importante che dedichiamo al presidente MARTINELLI che Mercoledì subirà un intervento chirurgico... Buon VERONA? Fin'ora non abbiamo raccolto quanto seminato, ora vediamo che succederà tra mercato e futuro, speriamo di riuscire a recuperare il terreno perduto nelle 16 partite che mancano abbandonando quanto prima le zone basse della classifica. LE NOCI trequartista? Stiamo cercando soluzioni alternative, Beppe s'è disimpegnato bene così come MANCINI in quella psizione quando GARZON ha sostituito LE NOCI...» (RaiSport1)


GIOCO PRONOSTICI:
...E 'stò giro festeggio pure io (e pienamente visto che finalmente ha vinto pure l'HELLAS) e festeggiano con me anche GEDE e SANDRO: tutti campioni di giornata con 6 punti.

Il 'solito' ARK siferma un punto dietro entre in coda con 2 punti è Sfigadòn BRUNI.

In classifica generale allunga ARK su POSE e si porta a 3 punti: è iniziata la fuga?

Postate qui i pronostici per la prossima giornata e buona fortuna a tutti!

CLASSIFICA DI GIORNATA
6 - Gede, Sandro, Smarso
5 - Ark
4 - Martino, Bridget
3 - Ciri, Mister Loyal, Pose
2 - Bruni

CLASSIFICA GENERALE
85 - Ark
82 - Pose
75 - Bridget
74 - Sandro
73 - Bruni
71 - Smarso
67 - Martino
62 - Gede
59 - Ciri, Mister Loyal

CLASSIFICA PRECEDENTE
80 - Ark
79 - Pose
71 - Bridget, Bruni
68 - Sandro
65 - Smarso
63 - Martino
56 - Ciri, Gede, Mister Loyal

RECORD DI STAGIONE
Punteggio massimo in una giocata: Martino (10)
Max. numero di pronostici azzeccati: Ark, Bridget, Martino, Mister Loyal (7)
Max. numero di risultati azzeccati: Martino, Pose (4)
Punteggio minimo in una giocata: Ark, Bruni, Sandro (0)

ALBO D'ORO CAMPIONI
2009/2010 Martino
2008/2009 RobRoy
2007/2008 L. Bruni F.C.
2006/2007 Ark (Ex-Alberto)
2005/2006 Ark (Ex-Alberto)
2004/2005 Ark (Ex-Alberto)
2003/2004 Ark (Ex-Alberto)


Radiografia del Gol gialloblù 2010/2011
GiocatoreAmic.CoppaCamp.Tot.
LE NOCI101617
PICHLMANN12-416
HALLFREDSSON1-45
ESPOSITO--22
MANCINI1-12
MARTINA RINI--11
VERGINI--11
SELVA5-16
FERRARI163-19
SCAPINI7--7
CANGI4--4
BERRETTONI4--4
TORREGROSSA3--3
GARZON3--3
PAGHERA1--1
VRIZ2--2
ABBATE1--1
SCAGLIA1--1
RUSSO3--3

[IN BREVE A PIÉ PAGINA]
NBA: I LAKERS sbancano i RAPTORS...
SERIE A: NAPOLI e LAZIO dietro il MILAN! Dopo la vittoria del Mondiale in casa INTER si litiga: BENITEZ sbotta e MORATTI lo bacchetta...
LIGA SPAGNOLA: Goleada del BARÇA ma il REAL tiene...
BUNDESLIGA: BAYERN cinque gol in trasferta!
Stuttgart - Bayern München 3:5 Alle Tore & HighlightsLakers vs. Raptors Game RecapReal Madrid vs Sevilla 1 0


[RASSEGNA STAMPA]
Il Punto sulla Lega Pro, Prima Divisione - Torna in auge il Sorrento, bene anche l'Alessandria
Nella prima di ritorno vincono le prime quattro che allungano sulle inseguitrici. Rinviata Monza-Pergocrema.
di Carlo Felice Balduzzi
21/dic/2010 17.38.00
COSA E' SUCCESSO – Il Gubbio non perde colpi e batte anche la Cremonese 1-0, rimediando alla figuraccia dell’andata (era finita 5-1 per i lombardi), e mantiene vetta e tre punti di vantaggio sul Sorrento, che sfodera una grande prestazione battendo ben 4-1 la Salernitana, che nel frattempo scivola sempre più giù e il cui allenatore Breda è in bilico. Vince anche la Spal 1-0 con il Bassano mentre al Moccagatta è andato in scena il “simil derby” Alessandria-Spezia, terminato 3-1 per i padroni di casa. Dietro si bloccano Reggiana e Sudtirol che pareggiano tra di loro 2-2, risultato favorevole alla Reggiana che conferma il proprio quinto posto. Rilancia invece le sue ambizioni il Lumezzane che batte 4-1 il Pavia sfoderando una grande prestazione. In coda pessima ennesima sconfitta per la Paganese che esce sconfitta 4-0 dal redivivo Verona. 1-1 infine tra Ravenna e Como mentre Monza-Pergocrema è stata rinviata.

IL TOP – Sorrento. Dopo un paio di partite ben giocate ma senza vittorie torna a gioire la squadra campana e il suo capocannoniere Paulinho, autore dell’ennesima doppietta. Inoltre l’avversario non era proprio dei più docili, ma i rossoblù non si sono fatti intimidire dal goal subito e hanno saputo rimontare e dilagare.

IL FLOP – Paganese. Che non fosse destinata a fare un gran campionato lo si era capito da tempo. Eppure questo 4-0 subito dal Verona, non una delle squadre più in forma, sembra fino esagerato per una squadra che, al momento, vede lontanissima la zona play-out.

LA SORPRESA – Alessandria. Ottima prestazione per i grigi che stanno sorprendendo un po’ tutti nelle ultime settimane e militano ora stabilmente al terzo posto. La bella vittoria in casa contro i rivali dello Spezia, insomma, fa sognare un po’ tutti i tifosi.

TOH CHI SI RIVEDE – Verona. Risaliva al 17 ottobre l’ultima vittoria della squadra veneta. Di lì in poi una valanga di pareggi e qualche sconfitta in nove giornate. Poco, pochissimo per una squadra che puntava alla promozione. Eppure questo 4-0 riaccende in qualche modo le speranze del popolo veronese, vista anche la classifica molto corta.

LA CHICCA – Monza-Pergocrema è stata rinviata a causa delle potenti nevicate che hanno investito la Brianza in questi giorni.

FONTE: Goal.com


NEWS
Verona, 0:09
CALCIO, LEGA PRO: 1/A DIVISIONE, VERONA-PAGANESE 4-0
Il Verona si impone per 4-0 sulla Paganese, nel posticipo del 18/o turno del Girone A di 1/a Divisione di Lega Pro. Le reti, tutte nei primi 45', portano la firma di Hallfredsson autore di una doppietta al 13' e al 33', Le Noci al 17' e Selva al 45'. Con questo risultato, i veneti agganciano la Cremonese, a quota 21 punti in classifica

FONTE: Repubblica.it


Martedì 21 Dicembre 2010
Verona, troppo facile: Paganese inesistente
di Matteo Oxilia
VERONA - Dedicata al presidente, La vittoria è tutta per lui, per Martinelli che presto finirà sotto ai ferri. «La dedichiamo a lui, perché dovrà subire un intervento delicato e gli stiamo vicini». Se il primo tempo rispecchia l’anno che verrà, beh allora alla grande. L’Hellas schianta la Paganese 4-0 e fa tutto nella prima frazione con doppio Hallfreddson, Le Noci e Selva. Con una prova di forza e concretezza che non si vedeva da tanto.

E finalmente Mandorlini vince. «La partita si è messa subito bene, tante occasioni che hanno ripagato quelle non arrivate nelle ultime cinque gare. Non riuscivamo mai a sbloccare o chiudere. In sei gare abbiamo creato sempre tanto, e oggi siamo stati premiati nella maniera giusta. Comunque oggi siamo contenti per la vittoria ma ci mancano dei punti. Che peso specifico dare a questa vittoria? Innanzitutto è per il presidente che verrà operato. E’ di sicuro una vittoria importante, ma pensiamo alle prossime 16 gare e vediamo. Forse abbiamo avuto qualche errore di sufficienza stasera (ieri, ndr), anche se il campo era pessimo e non era facile controllare. Siamo stati però bravi nell’essere cattivi al punto giusto». Mandorlini va, bacia e abbraccia i suoi ragazzi e pensa ai 21 punti da cui ripartirà. Il neo? Selva infuriato per il cambio che sbatte per terra il giaccone e se ne va sotto la doccia. Ma la sosta farà bene a tutti. (ass)

FONTE: Leggo.it


LEGA PRO
Hellas Verona, Mandorlini: "La vittoria doveva arrivare prima"
21.12.2010 09.09 di Elisabetta Zampieri
E' un Mandorlini contento a metà quello che si è presentato in sala stampa al termine della vittoria contro la Paganese nel posticipo del lunedi. Il Verona ha portato a casa la prima vittoria del nuovo corso, ma il tecnico gialloblù si rammarica per non aver agguantato prima i tre punti: "Siamo contenti per i tre punti ottenuti oggi ma la vittoria doveva arrivare prima. Abbiamo giocato delle buonissime gare contro formazioni molto più forti di questa e purtroppo non siamo riusciti a portare a casa il risultato. Teniamoci i tre punti di oggi come un nuovo inizio" - ha poi continuato Mandorlini - "Da qui alla fine del campionato abbiamo 16 partite, vediamo quello che succederà. Ora dobbiamo pensare a correre in fretta per uscire dalle ultime posizioni, poi vedremo. Il mercato? Ho già parlato con chi di dovere e chiesto quello che secondo me serve a questa squadra. Certo è che il mercato non è solo in entrata. A gennaio vedremo quello che succederà".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


21/12/2010
Vittoria con dedica «Per il presidente»
LA PALLA AL MISTER. Soddisfazione dopo il successo con i campani
Mandorlini applaude la squadra e pensa a Martinelli «Dovrà sottoporsi a un intervento, siamo tutti con lui»

Il Natale che si aspettava. Il Verona riscopre l'orgoglio Hellas e regala ad Andrea Mandorlini attimi di felicità. I primi. Dopo la pausa il tecnico chiamato per risollevare le sorti del malato gialloblù capirà se la notte di ieri ha offerto solo temporanee illusioni. Di fronte c'era l'ultima della classe e Selva e compagni hanno fatto di tutto per rendere facile la serata prenatalizia. Mandorlini ha osservato in silenzio. Ha corretto quello che c'era da correggere. Ha lavorato, probabilmente, in prospettiva. Perché quella che porta a casa è una vittoria che si dimentica in fretta. La prima dopo sei partite. Voluta, aspettata, sofferta. Poteva e doveva arrivare prima. Il Verona torna comunque in corsa. Non si sa ancora per cosa. Ma si rimette in moto.
Mandorlini, tutto fin troppo facile?
«Si è messa bene da subito. Abbiamo creato e concretizzato, la squadra ha fatto quello che doveva fare. Abbiamo provato Le Noci trequartista. Poi si è alternato con Mancini. Stiamo sperimentando. I giocatori di qualità non ci mancano. E noi abbiamo bisogno di tutti».
Quale valore dà a questa vittoria?
«Siamo ripartiti, volevamo ripartire. Adesso sarà fondamentale uscire da questa situazione il prima possibile. Io, però, voglio dedicare la vittoria al nostro presidente. Mercoledì si sottoporrà ad una operazione delicata. Gli siamo tutti vicini».
Altri pensieri?
«Nonostante i tre punti non posso dimenticare le ultime cinque partite. Purtroppo abbiamo creato sempre molto, senza concretizzare come avremmo voluto. Ne avessimo vinte tre su cinque ci sarebbe stato comunque da recriminare. Figurarsi non vincerne neanche una».
La sosta arriva al momento giusto?
«Arriva e la accettiamo. Le feste ci serviranno per rifiatare. E poi c'è il mercato. Con la società ho già parlato. C'è l'intenzione di fare qualcosa per migliorare la squadra. Cercheremo di cogliere le occasioni migliori per la nostra squadra».
Che Natale sarà?
«Ripeto, sono felice per la prima vittoria della mia gestione, ma allo stesso tempo resta l'amarezza per le tante occasioni perdute».
Oggi il Verona è a soli sei punti dalla zona playoff.
«E io dico che abbiamo sedici partite a disposizione per riscattarci e tornare in alto. La vittoria contro la Paganese rende il nostro futuro leggermente migliore. Ma abbiamo ancora molto da fare. Credo che la strada imboccata sia quella giusta».
La Paganese, però, era arrivata a Verona in difficoltà
«D'accordo. Ma noi anche contro Sorrento, Lumezzane, Spal e tutte le altre le nostre occasioni da gol le abbiamo sempre creato. Questo penso sia un dato di fatto incontestabile. Non guardiamo indietro, seguiamo la nostra strada. Sappiamo di avere raccolto poco. Sicuramente meno di quanto avremmo meritato. Ora riposiamo e permettetemi ancora di fare un grosso in bocca al lupo al nostro presidente».
Simone Antolini

21/12/2010
Hallfredsson tra gol, rap e l'Islanda lontana
A BOTTA CALDA. La felicità di Le Noci che ha ritrovato la via della rete dopo un periodo nero. «Ho sbagliato un rigore da tre punti ma ho sentito la fiducia dei compagni»
«Le partite del Verona non si vedono nella mia terra, i miei parenti seguono solo qualcosa via internet Spero ci siano riusciti con la Paganese»

Poco importa come è arrivato il gol. Contava metterla dentro. E vincere. È gioia doppia per Giuseppe Le Noci che nella goleada dell'Hellas ritrova la via della rete e riscatta un periodo non certo felice. «È stata una partita perfetta, ci voleva - sorride l'attaccante - con un grande Verona che non ha rischiato quasi niente. E in più è arrivato il gol che non può che rendermi ancora più felice».
Una partita senza storia che ha visto finire nella porta avversaria tutte le occasioni della squadra gialloblu. «In effetti abbiamo creato meno occasioni di altre volte ma le abbiamo sfruttate quasi tutte - continua Le Noci - siamo stati cinici e poi sul due a zero tutto è diventato più facile».
Una vittoria per scacciare i cattivi pensieri, della squadra e del capocannoniere del Verona. «Sono stati dei giorni particolari - conferma - sbagliare un rigore da tre punti è stata dura ma ho sempre sentito la fiducia dei miei compagni, del mister e della società, ho cercato di non ascoltare le critiche di lavorare duro in allenamento».
Un gol importante e un assist per Andy Selva che forse non tutti avrebbero scelto al posto di cercare la rete personale. «Io sono fatto così - ammette - non so se sia un bene o un male ma cerco sempre di pensare anche agli altri, e in quel momento Selva era messo meglio di me. È ovvio che sono contento di segnare ma è la squadra a contare più di tutti, e non sono parole e frasi fatte, ci credo davvero». Per ripartire alla grande e sperare in un girone di ritorno diverso dall'andata. «Questa vittoria ci voleva, non vogliamo esaltarci ma era importante fare i tre punti. Siamo scesi in campo determinati - prosegue l'attaccante - sapevamo che era una partita da non sbagliare e il mister ci ha trasmesso la giusta grinta e tranquillità».
Vittoria e gol, con una dedica particolare. «Il successo è per il presidente, sappiamo tutti quanto ci tiene a questa squadra e non ci fa mai mancare il suo appoggio. La dedica per il gol? Quella è per tante persone - spiega Le Noci - per tutti quelli che mi sono stati vicini in un periodo difficile, la società, i miei compagni, il mister. Oltre naturalmente alla mia famiglia e a mia moglie».
Altri gol e altre dediche, questa volta le reti sono due e la dedica di Emil Hallfredsson è molto più lontana. La botta di sinistro dal limite ha trovato un Ginestra impreparato, il diagonale alla mezz'ora su assist di Pichlmann non ha dato scampo al portiere campano.
«La mia famiglia in Islanda non riesce sempre a vedere le mie partite - conferma il centrocampista - però su qualche sito internet ogni tanto ci riescono, magari vedranno anche i due gol contro la Paganese e saranno felici anche loro come lo sono io».
Nessuna gratificazione personale però perché Hallfredssson pensa solo al Verona e ad un futuro del tutto diverso per la squadra allenata da mandorlini.
«Bene la vittoria, così passiamo un Natale sereno, noi la società e i tifosi, ma da gennaio in poi dobbiamo fare sempre meglio e cambiare la nostra stagione». Il primo successo di Mandorlini con il Verona potrebbe dare la svolta alla stagione dell'Hellas. «Deve, non potrebbe - chiarisce - siamo contenti ma non possiamo fermarci. Siamo stati bravi e fortunati a sbloccarla subito, poi dopo il due a zero loro erano morti». Era vivo più che mai invece il sinistro del forte centrocampista islandese che con la sua doppietta ha chiuso la partita. «Sono contento, è la mia prima doppietta in Italia. Che musica ascolto? - risponde a chi gli chiede cosa suonano le grandi cuffie che ha sulle orecchie - sono venuto alla partita ascoltando rap e mi sa che è meglio ascoltarlo anche la prossima volta».
Luca Mazzara

FONTE: LArena.it


ALTRE NEWS
Paganese, maledetto "mal di straniero"
21.12.2010 19:15 di Gianluca Pepe
Piove sul bagnato in casa Paganese. Gli azzurrostellati hanno chiuso l'anno solare con una sonora sconfitta, maturata sul difficile campo dell'Hellas Verona. Gli scaligeri hanno dominato in lungo in largo ed alla fine il 4 a 0 finale è giusto e meritato. Per la Paganese è la tredicesima sconfitta stagionale, la decima sconfitta in dieci gare disputate lontano dal "Torre". La gara è finita in goleada ed ha fatto fare a tutto il popolo paganese l'ennesima brutta figura davanti alle telecamere di Rai Sport, dopo quanto accaduto, fuori dal campo, nel derby di Salerno trasmesso in diretta nazionale.

Gli azzurrostellati sono scesi in campo con grinta e determinazione, ma alla fine il solo Loris Tortori è stato capace a farsi rispettare dagli avversari. Chiamatelo Verona contro Tortori, chiamatelo Verona e Ginestra contro Tortori, chiamatelo Verona e Paganese contro Tortori: il solo attaccante scuola Lazio è stato l'unico a mostrare di avere gli attributi anche quando la partita era già segnata ed il tabellino dei marcatori parlava chiaro. Il giovane attaccante nativo di Roma ha dimostrato ancora una volta tutto il proprio potenziale, espresso anche nella trasferta di Bolzano culminata con il gran bel goal da 25' metri che concesse il momentaneo pareggio ai suoi. Ma Tortori ha predicato nel deserto, mentre tutti i suoi compagni si lasciavano andare a goffi errori che hanno caratterizzato l'andamento della gara, vedi la clamorosa papera di Ginestra sul primo goal del veronese Halfredsson, che ha lasciato partire dal limite una conclusione non da lui che si è comunque andata ad infilare sotto le braccia mal posizionate del portiere azzurrostellato. Di questo errore la Paganese non ne aveva proprio bisogno, e lo dimostra il proseguio del match con l'Hellas che detta i tempi del gioco andando in rete altre tre volte, trovando inspiegabilmente la via spianata verso la porta liguorina. Nel secondo tempo, con la vittoria in cascina, il Verona ha avuto pietà della Paganese lasciandosi andare al Tiqui Taca stile Barcellona.

Per la Paganese oltre al danno arriva puntuale la beffa, o meglio le beffe: infortunati Casisa, Ingrosso e Tedesco, quest'ultimo costretto a ricoprire il ruolo di difensore nel Torello della difesa scaligera. Difficile guardare avanti con ottimismo, in quanto questi risultati pesano e non poco sul morale del singolo giocatore, e non siamo noi ad insegnarlo. Se poi la sconfitta arriva anche dagli errori del singolo, cambia ben poco. Ginestra sul primo goal si è lasciato andare ad un errore da "Paperissima", anche se in fin dei conti non grava su di lui la colpa della sconfitta. Ma Ginestra non era arrivato a Pagani per compattare una difesa scoordinata nei movimenti? Ginestra non era arrivato a Pagani perchè a detta di Capuano "serviva un delinquente in porta, perchè prima c'era un ragazzino (Gabrieli, ndc)"? Sono domande a cui non tutti riescono a darsi una risposta. Non si riesce a capire neanche perchè la società abbia deciso di presentare la domanda di ripescaggio, con il conseguente grande esborso economico, se poi si sapeva che si sarebbe andato a costruire una squadra senza risorse importanti? Sono gli stessi errori che si ripetono anno dopo anno, in contemporanea con le numerose ed abituali brutte figure. Ci sono squadre, giusto per citarne alcune, che con un badget limitato costruiscono squadre importanti. Facciamo l'esempio di Gubbio e Foggia: gli eugubini hanno costruito una squadra con i migliori giovani delle migliori Primavere italiane, grazie al dt Gigi Simoni; i Satanelli hanno seguito lo stesso metodo del Gubbio mettendo mano al portafoglio solo per l'allenatore, il grande Zdenek Zeman. E la classifica intanto sorride ad entrambe.

E questo è un dato che deve far riflettere in vista di un mercato di gennaio che si preannuncia all'insegna dei grandi esborsi economici per salvare questa squadra tanto in difficoltà. Ne vale davvero la pena, sapendo di commettere gli stessi errori l'anno prossimo in caso di salvezza? Vale davvero la pena investire capitali per preservare una categoria che l'esperienza, e sottolineamo l'esperienza, dimostra che non si può affrontare? Queste domande ben presto avranno bisogno di una risposta, perchè gli azzurrostellati soffrono in campionato e continuano a non mettere fieno in cascina dopo aver fatto 10 punti nelle primissime partite. La Paganese a Verona ha ricevuto l'ennesima dimostrazione della propria fragilità difensiva e della propria anemia in attacco.

Infine, troviamo spazio per un dato curioso: la Paganese è stata affossata per ben tre volte da calciatori stranieri. Era successo con l'esterno Rodriguez del Pergocrema, autore di una doppietta nella gara vinta dai suoi al "Torre", era successo con l'argentino Gomez, attaccante del Gubbio, anch'egli autore della doppietta che permise al Gubbio di espugnare Pagani. E' successo ieri anche con l'islandese Halfredsson: il centrocampista proveniente dalla "Terra del Ghiaccio e del Fuoco" ha messo a segno una doppietta che non si è dimostrata decisiva ai fini del risultato ma che indubbiamente gli riconsegnerà quel pizzico di fiducia nei propri mezzi necessario per rialzare le sorti dell'Hellas.

RISULTATI E CLASSIFICHE
Posticipo 1^ Divisione, poker del Verona alla Paganese
Verona-Paganese 4-0

20.12.2010 22:33 di Redazione TLP
Il posticipo di 1^ Divisione - girone A - tra Hellas Verona e Paganese è terminato con un rotondo 4-0 in favore dei padroni di casa.

Le quattro reti sono state realizzate tutte nel primo tempo con doppietta di Halfredsson (13' e 31'), Le Noci al 17' e a tempo scaduto (46') sigillo di Selva.

FONTE: TuttoLegaPro.com


21/12/2010 - 13:22
Cordoglio Hellas per Enzo Bearzot
Il calcio italiano piange la scomparsa del c.t. di Spagna '82, che si è spento questa mattina a Milano all'età di 83 anni

21/12/2010 - 00:13
Hallfredsson: "Continuare su questa strada"
"Il fatto di aver trovato tutti i gol in un arco di tempo ristretto ha stoppato subito le ambizioni della squadra ospite, non c'è più stato nulla da fare per gli avversari"
VERONA - Grande prestazione dell'Hellas Verona nella prima sfida del girone di ritorno: un 4-0 maturato grazie ad un primo tempo di spessore, in cui Emil Hallfredsson è andato a segno due volte. "Finalmente un successo dopo cinque pari. Anche oggi abbiamo dato vita ad una grande partita, terminata con un punteggio rotondo. Ora passiamo un buon Natale, cercando di continuare su questa strada".

Dopo aver segnato nei primi 45', i gialloblù hanno gestito le dinamiche del match con maggior serenità: "Il fatto di aver trovato tutti i gol in un arco di tempo ristretto ha stoppato subito le ambizioni della squadra ospite, non c'è più stato nulla da fare per gli avversari. La gara era nostra".

Nonostante la propria maiuscola prova, l'islandese sottolinea il valore del collettivo: "Tutta la squadra ha giocato bene, in modo compatto e con aggressività".
Ufficio Stampa

20/12/2010 - 23:55
Mandorlini: "Andiamo avanti con convinzione"
"Questa squadra e tutti noi avremmo meritato molto di più già da qualche tempo. Ora è arrivato il primo successo, bisogna dargli continuità"
VERONA - Al sesto tentativo l'Hellas Verona targato Mandorlini ha centrato il successo. Poker al "Bentegodi" per i gialloblù, che hanno compiuto un bel passo in avanti in classifica superando la Paganese fanalino di coda: "Finalmente. Sono contento, questa squadra e tutti noi avremmo meritato molto di più già da qualche tempo. I ragazzi hanno dato vita a partite migliori di questa contro avversarie più attrezzate, negli errori ci abbiamo sempre messo del nostro, tenendo comunque il pallino del gioco sia contro le prime che con le ultime. Ora abbiamo trovato il bottino pieno, bisogna dargli continuità. Andiamo avanti con convinzione".

Una vera e propria boccata d'ossigeno per Garzon e compagni, da prendere come punto di partenza per il nuovo anno: "Consideriamo tutti gli aspetti positivi e godiamoci una settimana di tranquillità, per poi tornare al lavoro in vista del match col Como. Ci aspettano sedici gare, sono molti punti a disposizioni. Ci sono margini per migliorare".

Il tecnico romagnolo stoppa immediatamente i facili entusiasmi, mantenendo i riflettori puntati sui fatti concreti: "La partita della svolta poteva essere la prima con la Spal capolista o quella col Sorrento, caratterizzata dal nostro vantaggio. Oggi abbiamo vinto una partita apparentemente facile, ma l'ansia di ottenere la vittoria non era un elemento da sottovalutare".
Ufficio Stampa

20/12/2010 - 22:30
Hellas Verona-Paganese 4-0
I gialloblù chiudono il 2010 con la 2a vittoria interna in campionato: pratica archiavata nel primo tempo grazie ai gol di Hallfredsson (doppietta), Le Noci e Selva
VERONA - Garzon e compagni chiudono il 2010 con una vittoria, la seconda al "Bentegodi" in questo campionato. La Paganese rimedia il decimo ko in altrettante trasferte: i gialloblù chiudono la pratica già nella prima frazione, con due reti di Hallfredsson (13', 31') ed ai gol di Le Noci (17') e Selva (46').

Mandorlini sostituisce lo squalificato Martina Rini con Hallfredsson, in panchina torna Matteo Scapini assieme a Da Vià ed Emerson. Capuano, costretto a rinunciare a Sciannamè, schiera un 3-4-2-1 con Triarico e Tortori alle spalle dell'ex Real Marcianise Tedesco.

Hellas in vantaggio al 13': Cangi ruba palla sulla destra a Panini e mette al centro, Selva appoggia per Hallfredsson il cui sinistro dal limite batte Ginestra. Il raddoppio arriva poco dopo: stacco di testa dell'attaccante sammarinese su cross dell'ex Gallipoli, l'estremo difensore campano devia sul palo, Le Noci trova il tap-in vincente. Grosso rischio per la retroguardia gialloblù alla mezzora con Tortori che quasi approfitta di un passaggio verso il centro di Cangi. Pochi istanti dopo Hallfredsson, servito in contropiede da Pichlmann, firma con un diagonale il 3-0 per la formazione di Mandorlini. In recupero recupero triangolazione Le Noci-Mancini, l'ex Pergocrema arriva sul fondo e tocca per Selva, che da due passi realizza il poker.

Prodezza di Rafael al 51' con Cuomo che incorna in terzo tempo su corner di Tortori, il brasiliano alza sopra la traversa. Al quarto d'ora della ripresa incursione centrale di Hallfredsson, Le Noci controlla nonostanza un rimbalzo non regolare, destro da fuori area ampiamente fuori misura. Tortori tenta la battuta dalla distanza (71'), tiro impreciso. Al 74' cross dalla destra di Vicedomini, rovesciata della stessa punta campana, palla alta. Il neo-entrato Ferrari cerca la cinquina (80') convergendo all'altezza del limite dell'area, destro centrale bloccato da Ginestra. Il numero uno della Paganese compie una grande parata su Pichlmann (88'), con l'austriaco che va a colpo sicuro su assist di Ferrari, trovando però la respinta. Al 92' Ferrari si fa sessanta metri palla al piede, accentrandosi una volta varcati i sedici metri, Ginestra non si fa superare.

HELLAS VERONA-PAGANESE 4-0
Marcatori: 13', 31' Hallfredsson, 17' Le Noci, 46' pt Selva

Hellas Verona: Rafael; Cangi, Ceccarelli, Vergini, Scaglia; Mancini, Esposito Gen. (66' Emerson), Hallfredsson; Le Noci (73' Garzon), Selva (78' Ferrari), Pichlmann.
A disposizione: Da Vià, Abbate, Anderson, Scapini.
Allenatore: Andrea Mandorlini

Paganese: Ginestra; Cuomo, Fusco, Ingrosso (46' Liccardo); Panini, Vicedomini, Casisa (25' Greco), Macrì; Triarico, Tortori; Tedesco (70' Martinelli).
A disposizione: Virgili, Esposito Gio., Lepri, Allegretta.
Allenatore: Ezio Capuano

Arbitro: Federico La Penna (Sez. arbitrale di Roma 1)
Note. Ammoniti: Le Noci, Tedesco, Liccardo. Espulsi: -. Recupero: 3'-3'. Spettatori: 9.208
Ufficio Stampa

20/12/2010 - 19:37
Hellas Verona-Paganese: le formazioni ufficiali
I ventidue in campo per la sfida in programma allo stadio "Bentegodi" (fischio d'inizio alle ore 20:45)

20/12/2010 - 16:17
Il club scaligero vicino ai più piccoli
Grazie alla collaborazioni con ABEO ed A.NA.VI una delegazione di giocatori ha fatto visita ai reparti di Oncoematologia Pediatrica e di Pediatria dell’Osp. di B.go Roma

20/12/2010 - 11:43
Giovanili: rinviate sei gare
Unici a scendere in campo nel weekend gli Allievi Nazionali, che hanno pareggiato 1-1 in casa del Sudtirol

19/12/2010 - 17:33
Prima Divisione (Girone A): il punto sulla 18a giornata
Prosegue la propria marcia il Gubbio, che con una rete di Galano regola la Cremonese. Alle sue spalle il Sorrento, reduce dal poker alla Salernitana
VERONA - Prosegue la propria marcia il Gubbio capolista, che con una rete di Galano nella ripresa regola la Cremonese. Alle spalle della squadra di Juanito Gomez il Sorrento, reduce dal poker rifilato alla Salernitana. A braccetto Alessandria (3-1 allo Spezia) e Spal, che si è imposta di misura sul Bassano Virtus grazie ad un gol di Cipriani. Rinviata la sfida tra Pergocrema e Monza, pari tra Ravenna e Como. Quattro le marcature del Lumezzane sul campo del Pavia. La 18a giornata di campionato, prima di ritorno, vedrà il quadro completato da Hellas Verona-Paganese.

Questi i risultati:
Alessandria-Spezia 3-1
Gubbio-Cremonese 1-0
Pavia-Lumezzane 1-4
Pergocrema-Monza rinviata
Ravenna-Como 1-1
Reggiana-Sudtirol 2-2
Salernitana-Sorrento 1-4
Spal-Bassano Virtus 1-0
Hellas Verona-Paganese lun. 20:45

Classifica:
Gubbio 37, Sorrento 34, Alessandria e Spal 31, Reggiana 27, Lumezzane e Sudtirol 24, Salernitana e Spezia 23, Ravenna 22, Cremonese 21, Bassano Virtus e Como 20, Pavia 19, Hellas Verona e Pergocrema 18, Monza 14, Paganese 11.
Ufficio Stampa

FONTE: HellasVerona.it




[OFFTOPIC]

NBA: I LAKERS sbancano i RAPTORS... SERIE A: NAPOLI e LAZIO dietro il MILAN! Dopo la vittoria del Mondiale in casa INTER si litiga: BENITEZ sbotta e MORATTI lo bacchetta... LIGA SPAGNOLA: Goleada del BARÇA ma il REAL tiene... BUNDESLIGA: BAYERN cinque gol in trasferta!
BARGNANI NON C'È, TORONTO KO. BELINELLI SOTTOTONO -VIDEO
Doppia sconfitta per gli italiani impegnati nella notte in Nba. Se Andrea Bargnani, però, infortunato alla caviglia, ha visto soltanto in televisione il ko dei compagni (privi anche di Sonny Weems) in casa contro i Los Angeles Lakers, era in campo, eccome, Marco Belinelli, impegnato a Detroit contro i Pistons. I suoi New Orleans Hornets non sono riusciti ad avere la meglio in Michigan, sconfitti in modo rocambolesco dopo un supplementare. Per Belinelli prova incolore: 6 punti e 3 rimbalzi con 2/3 da tre e 0/3 da due.

I RISULTATI I risultati della regular season del campionato NBA: Toronto Raptors - Los Angeles Lakers 110-120; New Jersey Nets - Atlanta Hawks 89-82; Boston Celtics - Indiana Pacers 99-88; Detroit Pistons - New Orleans Hornets 111-108; Sacramento Kings - Houston Rockets 93-102; Oklahoma City - Phoenix Suns 110-113.

MONDIALE ALL'INTER, MA BENITEZ ATTACCA MORATTI
È finita nel peggiore dei modi la partita che ha incoronato l'Inter campione del mondo: dopo la vittoria, Benitez gioca in attacco un'altra partita contro il club e il suo presidente. 'Pacta sunt servandà, recita il diritto internazionale: Rafa - se la promessa di rinforzare la squadra non verrà mantenuta - è pronto ad andarsene. Massimo Moratti gelido: «Non è questo il momento di chiedere». Forse la parola guerra può sembrare esagerata ma l'impressione è che ormai tra l'Inter e Benitez si sia arrivati allo showdown finale. Le prossime ore saranno decisive per capire come andrà a finire. Certo è che non è passato inosservato l'abbraccio tra Moratti e Fabio Capello, il ct dell' Inghilterra presente in tribuna per vedere la finale dell'Inter contro i congolesi del Mazembe. Di solito, i panni sporchi si lavano in famiglia: invece, nel momento del riscatto e della gloria, arriva il secco e inaspettato ultimatum del tecnico spagnolo, il quale non ha mai avuto non una piena sintonia con la società. Un fiume in piena, travolgente e sorprendente da un uomo che non ha - mai o quasi - perso l'aplomb, nonostante la pioggia di critiche e rilievi difficili da parare.

Così, intascata la rotonda vittoria, davanti ad un parterre di giornalisti di tutto il mondo, scaglia l'anatema: «Merito rispetto. Mi sono addossato tutte le colpe e tutte le responsabilità. Il club mi aveva promesso ad agosto tre giocatori. Non è arrivato nessuno. Ora ho bisogno di rinforzi, altrimenti parlino con il mio procuratore», sono le durissime parole del tecnico dell'Inter, indirizzate alla società, dopo la conquista del titolo. «Il Mondiale per club - dice Benitez in una conferenza stampa che si accende all'improvviso - era un appuntamento fondamentale. Lo abbiamo centrato e adesso ci deve dare la spinta per il resto della stagione. Questo è un momento di felicità, ma non si può più andare avanti così, perchè ho bisogno del supporto al 100% della società. Quando sono arrivato, il club mi aveva promesso tre acquisti per costruire una squadra ancora più forte. Invece non è arrivato nessuno. Sono un professionista serio e merito rispetto per il mio lavoro. Adesso ci sono tre possibili strade: o la società fa un progetto e compra quattro giocatori subito a gennaio, o andiamo avanti così con l'allenatore come unico colpevole, oppure il presidente parla con il mio procuratore e troviamo un'altra soluzione».

Parole esplicite ma coerenti con quanto accaduto fino a questo momento: la catena di Sant'Antonio degli infortuni, le sconfitte brucianti, le rimonte avversarie quasi disarmanti, la distanza 'sideralè dal Milan di Allegri che compra e fa faville, il controllo sui giocatori: è questo il quadro dentro il quale si è trovato Benitez. Imputato numero uno di una situazione che ha dell'incredibile per coincidenze e accidenti. Non ne può più di rimbrotti: Moratti, arrivando ad Abu Dhabi, aveva sostanzialmente confermato quanto scritto dai giornali riguardo a una imminente rottura con l'allenatore. E questa probabilmente è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma il 'mood' in casa nerazzurra non è quello dei campioni del mondo: rancori e accuse, rinfacci e polemiche caratterizzano una serata che avrebbe dovuto essere di festa e concordia. Benitez si toglie un peso dal cuore e parla più che schiettamente del capitolo infortuni: «Giocatori spremuti, di età elevata, che non hanno eseguito i giusti programmi di allenamento in palestra». In più pesa il dramma di Walter Samuel per il quale la stagione è finita. A dare l'idea del clima fosco è anche Dejan Stankovic, il quale è offeso per l'esclusione dalla rosa dei titolari nella finale: «Non essere in campo dal primo minuto è per me una ferita che resta aperta». Deki non vuole fare la pace e l'idea è quella di una squadra campione ma inquieta e dubbiosa, priva di certezze e con un futuro immediato tutto da scrivere.

MORATTI A RAFA BENITEZ: "DICHIARAZIONI INADEGUATE"
«No, per il momento no: sono state un po' inadeguate alla situazione ma in questo momento l'interista è felice». Così il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha risposto alla domanda se le dichiarazioni di ieri di Rafa Benitez abbiano rovinato la festa per la vittoria nel Mondiale per Club. «Per il momento di Benitez non parlo», ha aggiunto Moratti a proposito del futuro dell'allenatore spagnolo. Moratti ha speso poche parole anche per le dichiarazioni di uno dei giocatori simbolo dell'Inter, Marco Materazzi, secondo cui ciò che fa Benitez «non ci riguarda». «Se devo rispondere a tutte le cose che dicono tutti... In questo momento - ha spiegato il presidente interista - siamo tutti felici. È normale che Materazzi dica che i giocatori sono con la società». Comunque oggi Moratti si è svegliato da campione del mondo: «Non era un sogno, sapevamo che avremmo affrontato l'impegno con molta serietà e che potevamo farcela - ha osservato - siamo rimasti in sospeso fino alla fine perché il calcio così, però si vedeva che la squadra era sufficientemente preparata per fare bene. Abbiamo vinto ed è fantastico». Presto verrà anche il momento di festeggiare il quinto titolo stagionale davanti ai tifosi a Milano: «Abbiamo festeggiato allo stadio di Abu Dhabi ma faremo qualcosa qui a gennaio - ha anticipato Moratti, raggiunto dai giornalisti sotto casa -, qualcosa di molto bello e simpatico anche per i tifosi, ci stiamo pensando».

L'ULTIMATUM DI BENITEZ È finita nel peggiore dei modi la partita che ha incoronato l'Inter campione del mondo: dopo la vittoria, Benitez gioca in attacco un'altra partita contro il club e il suo presidente. 'Pacta sunt servandà, recita il diritto internazionale: Rafa - se la promessa di rinforzare la squadra non verrà mantenuta - è pronto ad andarsene. Massimo Moratti gelido: «Non è questo il momento di chiedere». Forse la parola guerra può sembrare esagerata ma l'impressione è che ormai tra l'Inter e Benitez si sia arrivati allo showdown finale. Le prossime ore saranno decisive per capire come andrà a finire. Certo è che non è passato inosservato l'abbraccio tra Moratti e Fabio Capello, il ct dell' Inghilterra presente in tribuna per vedere la finale dell'Inter contro i congolesi del Mazembe. Di solito, i panni sporchi si lavano in famiglia: invece, nel momento del riscatto e della gloria, arriva il secco e inaspettato ultimatum del tecnico spagnolo, il quale non ha mai avuto non una piena sintonia con la società. Un fiume in piena, travolgente e sorprendente da un uomo che non ha - mai o quasi - perso l'aplomb, nonostante la pioggia di critiche e rilievi difficili da parare. Così, intascata la rotonda vittoria, davanti ad un parterre di giornalisti di tutto il mondo, scaglia l'anatema: «Merito rispetto. Mi sono addossato tutte le colpe e tutte le responsabilità. Il club mi aveva promesso ad agosto tre giocatori. Non è arrivato nessuno. Ora ho bisogno di rinforzi, altrimenti parlino con il mio procuratore», sono le durissime parole del tecnico dell'Inter, indirizzate alla società, dopo la conquista del titolo. «Il Mondiale per club - dice Benitez in una conferenza stampa che si accende all'improvviso - era un appuntamento fondamentale. Lo abbiamo centrato e adesso ci deve dare la spinta per il resto della stagione. Questo è un momento di felicità, ma non si può più andare avanti così, perchè ho bisogno del supporto al 100% della società. Quando sono arrivato, il club mi aveva promesso tre acquisti per costruire una squadra ancora più forte. Invece non è arrivato nessuno. Sono un professionista serio e merito rispetto per il mio lavoro. Adesso ci sono tre possibili strade: o la società fa un progetto e compra quattro giocatori subito a gennaio, o andiamo avanti così con l'allenatore come unico colpevole, oppure il presidente parla con il mio procuratore e troviamo un'altra soluzione». Parole esplicite ma coerenti con quanto accaduto fino a questo momento: la catena di Sant'Antonio degli infortuni, le sconfitte brucianti, le rimonte avversarie quasi disarmanti, la distanza 'sideralè dal Milan di Allegri che compra e fa faville, il controllo sui giocatori: è questo il quadro dentro il quale si è trovato Benitez. Imputato numero uno di una situazione che ha dell'incredibile per coincidenze e accidenti. Non ne può più di rimbrotti: Moratti, arrivando ad Abu Dhabi, aveva sostanzialmente confermato quanto scritto dai giornali riguardo a una imminente rottura con l'allenatore. E questa probabilmente è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma il 'mood' in casa nerazzurra non è quello dei campioni del mondo: rancori e accuse, rinfacci e polemiche caratterizzano una serata che avrebbe dovuto essere di festa e concordia. Benitez si toglie un peso dal cuore e parla più che schiettamente del capitolo infortuni: «Giocatori spremuti, di età elevata, che non hanno eseguito i giusti programmi di allenamento in palestra». In più pesa il dramma di Walter Samuel per il quale la stagione è finita. A dare l'idea del clima fosco è anche Dejan Stankovic, il quale è offeso per l'esclusione dalla rosa dei titolari nella finale: «Non essere in campo dal primo minuto è per me una ferita che resta aperta». Deki non vuole fare la pace e l'idea è quella di una squadra campione ma inquieta e dubbiosa, priva di certezze e con un futuro immediato tutto da scrivere.

IL REAL SOFFRE MA VINCE. BAYERN A VALANGA -VIDEO
Alla goleada del Barcellona il Real Madrid risponde con un risicato 1-0 sul Siviglia. Una vittoria faticata con i madrileni che hanno concluso in dieci per l'espulsione di Carvalho. A salvare la faccia a Mourinho e al Real Di Maria. La rete dell'argentino al 32' della ripresa mantiene le merengue in scia dei blaugrana, che conservano i due punti di vantaggio in classifica. Tra le altre partite rotonda vittoria esterna dell'Atletico Madrid, successo esterno anche del Getafe. Risultati (16/a giornata): Ieri: Levante - Athletic Bilbao 1 - 2 Deportivo La Coruna - Sporting Gijon 1 - 1 Villarreal - Maiorca 3 - 1 Espanyol Barcellona - Barcellona 1 - 5 Real Sociedad - Valencia 1 - 2 Oggi: Osasuna - Real Saragozza 0 - 0 Almeria - Getafe 2 - 3 Malaga - Atletico Madrid 0 - 3 Real Madrid - Siviglia 1 - 0 Domani: Santander - Hercules Classifica: Barcellona 43; Real Madrid 41; Villarreal 33; Espanyol e Valencia 28; Atletico Madrid e Getafe 26; Athletic Bilbao 25; Real Sociedad 22; Maiorca 21; Siviglia 20; Hercules e La Coruna 18; Racing Santander e Osasuna 17; Levante 15; Almeria e Malaga 13; Sporting Gijon 12; Saragozza 10.

GERMANIA, BAYERN A VALANGA Posticipo domenicale della Bundesliga nel segno del Bayern Monaco che sbanca il campo dello Stoccarda e sale al quinto posto in classifica. Nella giornata che chiude il settimo turno del campionato tedesco, gli avversari negli ottavi di finale di Champions Laegue dell'Inter strapazzano i padroni di casa con un 5-3 grazie ad una tripletta di Gomez ed ai gol di Mller e Rib‚ry. Nell'altra partita giocata oggi il Bayer Leverkusen non va oltre un 2-2 tra le mura amiche contro il Friburgo. Risultati (17/a giornata): - Venerdì: Moenchengladbach-Amburgo 1-2 - Ieri: Wolfsburg-Hoffenheim 2-2 Eintracht Francoforte-Dortmund 1-0 Norimberga-Hannover 3-1 Schalke 04-Colonia 3-0 Werder Brema-Kaiserslautern 1-2 St Pauli-Magonza 2-4 - Oggi: Bayer Leverkusen - Friburgo 2-2 Stoccarda-Bayern Monaco 3-5 Classifica: Borussia Dortmund 43, Magonza, Bayer Leverkusen 33, Hannover 31, Bayern Monaco 29, Friburgo 28, Eintracht Francoforte 26, Hoffenheim 25, Amburgo 24, Schalke 04 22, Norimberga 22, Kaiserslautern 21, Wolfsburg 19, Werder Brema 19, St Pauli 17, Colonia 15, Stoccarda 12, Borussia M”nchengladbach 10.

FRANCIA, LIONE FERMATO Marsiglia neutralizza il Lione (1-1) e il Lilla senza giocare conserva il primato in classifica. Nella domenica dominata dal maltempo due partite della 18/a giornata vengono rinviate per la neve. Dopo la vittoria del Rennes e del Paris St Germain, il Lilla contro il Nancy avrebbe potuto cercare l'allungo con una vittoria casalinga, ma il tempo inclemente ha portato alla sospensione della gara. L'altra partita che non si è potuta giocare è stata Lens-Caen. In campo solo il Sochaux contro il Bordeaux, finita in pareggio (1-1). Finisce in parità anche il match clou della giornata: il Lione perde la possibilità di volare da solo in vetta alla classifica. Contro il Marsiglia apre Lisandro Lopez, nella ripresa Valbuena costringe l'Olympique sull'1-1.

NAPOLI VOLA CON CAVANI. JUVE RAGGIUNTA -VIDEO
Il Napoli batte il Lecce grazie ad un eurogol in "zona Mazzarri" di Edinson Cavani e raggiunge la Lazio al secondo posto in serie A alle spalle del Milan. Non riesce l'impresa esterna contro il Chievo, invece, alla Juventus raggiunta all'89' da Pellissier dopo il vantaggio nel primo tempo di Quagliarella. Il Catania regola il Brescia, pari tra Parma e Bologna (0-0) e tra Bari e Palermo (1-1).

PARMA - BOLOGNA 0-0 Quando Crespo e Di Vaio non pungono, come sono capaci di fare, Parma e Bologna non fanno paura. Logico allora che il derby d'Emilia finisca zero a zero, con un punto a testa. La sfida è stata sì combattuta, con il Bologna protagonista soprattutto nella prima parte dell'incontro, ma il Parma ha saputo rispondere ed essere altrettanto pericoloso, ma se i due bomber non sono in giornata i gol proprio non arrivano. C'è da dire che il Bologna la vittoria più grande l'aveva incassata un'ora prima del fischio d'inizio, con il comunicato che ufficializzava l'acquisto della società da parte della cordata Zanetti-Consorte. In tribuna al Tardini ha provato a smorzare gli entusiasmi Francesca Menarini («se sono qui vuol dire che non ho firmato nulla», ha detto), ma i canti, a dir poco irripetibili, dei tifosi del Bologna verso di lei hanno messo a tacere anche l'ultima voce fuori dal coro. Prima del match, per il Parma, invece è arrivata la tegola Dzemaili. Il giocatore, schierato fra i titolari, si è fermato per un problema muscolare e Marino ha dovuto inserire il convalescente Morrone. Assenza che alla fine peserà. Poi il fischio di inizio dell'arbitro Russo di Nola, sufficiente la sua prestazione, e si è subito compreso che non sarebbe stata la giornata dei bomber. Al 10' Di Vaio, su assist di un ispiratissimo Ramirez, perde tempo e si fa recuperare da Paletta che devia in angolo. Sul tiro dalla bandierina colpisce di testa Meggiorini ma Mirante mette alto. Al 21' prima azione del Parma con Giovinco, ma anche l'ex juventino non è in giornata e alza sopra la traversa. Meglio Ramirez, al 35' su punizione, con la conclusione di pochissimo a lato grazie alla deviazione della barriera. Sul finale di tempo potrebbe pungere Morrone, su tocco ravvicinato di Angelo dopo un errore di Portanova, ma anche in questo caso la palla non centra la porta. Nella ripresa il Bologna ha ancora una palla per passare in vantaggio ma Di Vaio, a tu per tu con il portiere avversario, colpisce malamente e si fa parare. È l'ultimo atto del match dei rossoblù che pericolosamente arretrano lasciando spazio al Parma, per niente stanco nonostante l'impegno di martedì in Coppa Italia. Prova allora a pungere Hernan Crespo ma le tre occasioni che portano il suo nome non sono da ricordare. Nella prima, al 16', Viviano è autore di un vero e proprio miracolo su un colpo di testa dell'argentino. Tutto facile invece per il portiere bolognese al 28' e al 37' quando l'attaccante gialloblù mette centrale e altissimo sopra la traversa. Due occasioni che, in altre occasioni, Crespo non avrebbe mai sbagliato.

BARI PAREGGIA A PALERMO Un gol fortunoso di Ilicic e un rigore trasformato da Masiello, concesso generosamente da Rizzoli con la maschera di Babbo Natale: la sfida tra Bari e Palermo è ruotata intorno a questi due episodi cruciali sui quali si è sviluppato il copione di un pareggio che rincuora i pugliesi e lascia un pò di amarezza nel clan rosanero, in superiorità numerica dal 32' per l'espulsione di Rossi. La gara è stata in alcuni frangenti spigolosa: dopo averla caricata di significati alla vigilia, i due tecnici alla fine dei 90' sono stati protagonisti di un siparietto pieno di scintille. Delio Rossi ha 'pizzicatò il collega affermando in merito al penalty che «a forza di piangere, viene qualcuno ad asciugarti le lacrime», battuta a cui Giampiero Ventura ha replicato seccamente («non ho più l'età per queste cose»). I pugliesi, dopo il doppio forfait in mattinata di Pulzetti e Crimi, sono scesi in campo con due esterni offensivi, Rivas e il recuperato Alvarez (giovedì era ricoverato in ospedale per una infiammazione all'appendicite) in appoggio alle punte Kutuzov e Barreto, mentre i siciliani (privi di Pinilla) avevano in Miccoli il vertice offensivo, sostenuto dall'estro di Pastore e da Ilicic. In avvio è stato il Palermo a mostrare maggiore fluidità nella manovra, mentre il Bari rispondeva con pungenti allunghi di Alvarez e Rivas. L'equilibrio è saltato alla mezzora: Bacinovic ha respinto un cross di Rivas dando l'impressione di commettere fallo di mani, la panchina del Bari ha reclamato con veemenza il rigore e sulla ripartenza Rossi (già ammonito) ha falciato Nocerino meritandosi il secondo giallo e la conseguente espulsione. Sotto di un uomo, con le punte al rientro dopo un mese di stop, Ventura non ha potuto fare altro che sostituire il Barreto con il marcatore Rinaldi, provando a contenere con ordine le sfuriate di Pastore e compagni. Nel recupero si è materializzato il vantaggio del Palermo: la botta dai 20 metri di Ilicic è stata deviata da Belmonte, con Padelli spiazzato. Nella ripresa, in avvio, il Bari ha trovato il pari. Rizzoli ha giudicato da rigore un intervento di Goian che allargando il braccio sinistro ha ostacolato Rivas; Masiello ha segnato dagli undici metri con un missile di destro, nonostante Sirigu abbia sfiorato la palla. Il Palermo ha ripreso ad attaccare con costanza ma senza grande intensità mentre il Bari, con un pò di affanno, è riuscito comunque a tamponare ogni falla. Nel finale i rosanero avrebbero potuto centrare il colpaccio ma Maccarone (subentrato in avvio di ripresa all'infortunato Miccoli) è stato impreciso nel girare verso la porta un invitante assist di Liverani.
LA CLASSIFICA
Milan 36, Napoli e Lazio 33, Juventus 31, Roma 29, Palermo 27, Inter, Sampdoria e Udinese 23, Chievo, Genoa e Catania 21, Cagliari e Bologna 20, Fiorentina e Parma 19, Brescia, Cesena e Lecce 15, Bari 11.

I TABELLINI
Napoli batte Lecce 1-0.
Napoli (3-4-2-1): De Sanctis 7, Santacroce 6,5 (21' st Dumitru sv), Cribari 7, Grava 6,5, Maggio 6, Gargano 4,5, Yebda 5,5, Dossena 5,5 (34' st Vitale sv), Hamsik 6, Zuniga 5,5 (5' st Sosa 5,5), Cavani 7. (1 Iezzo, 84 Rullo, 80 Blasi, 91 Maiello). All.: Mazzarri 6. Lecce (4-4-1-1): Rosati 6,5, Donati 6, Gustavo 5, Fabiano 5,5, Brivio 6, Grossmuller 6 (30' st Rispoli sv), Vives 6,5 (38' st Coppola sv), Olivera 6, Mesbah 5, Piatti 5,5 (34' st Corvia sv), Ofere 5,5. (81 Benassi, 5 Sini, 91 Bertolacci, 27 Jeda). All.: De Canio 5,5. Arbitro: Celi di Campobasso 7. Rete: nel st 47' Cavani. Angoli: 13-2 per il Napoli. Recupero: 1' e 5'. Espulsi: 47' st l'allenatore del Lecce De Canio per proteste. Ammoniti: Fabiano, Gargano e Santacroce per scorrettezze; Cavani per comportamento non regolamentare. Spettatori: 30 mila. *** IL GOL - 47' st: dopo un'offensiva del Lecce c'è un ribaltamento d'azione ed un contropiede del Napoli. Cavani riceve il pallone a centrocampo e fa tutto da solo: punta verso la porta, evita un avversario e dal limite dell'area fa partire un bolide che s'insacca all'incrocio dei pali.
I risultati delle partite del 17° turno di serie A: Cesena-Cagliari (giocata ieri) 1-0; Milan-Roma (giocata ieri) 0-1; Lazio-Udinese (ore 12.30) 3-2; Bari-Palermo 1-1; Catania-Brescia 1-0; Chievo-Juventus 1-1; Napoli-Lecce 1-0; Parma-Bologna 0-0; Fiorentina-Inter: rinviata. Questa sera ore 20.45: Sampdoria-Genoa.

Chievo-Juventus 1-1 (1-0).
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino 6 (25' st Squizzi sv), Sardo 5.5, Mandelli 6, Cesar 6, Mantovani 5.5, Fernandes 5.5 (34' st Boiacino sv), Guana 6, Marcolini 4,5 (16' st Granoche 5.5), Costant 6, Pellissier 7, Moscardelli 6 (3 Andreolli, 13 Jokic, 21 Frey, 83 De Paula) All.: Pioli 6 . Juventus (4-4-2): Storari 6.5, Sorensen 6, Bonucci 6, Chiellini 6, Grosso 5.5, Krasic 6 (42' st Legrottaglie sv), Giandonato 5, Aquilani 5.5, Pepe 6 (46' st Traorè sv), Iaquinta 6, Quagliarella 7 (14' st Salihamidzic 5.5) (13 Manninger, 2 Motta, 21 Grygera, 41 Giannetti). All.: Delneri 6. Arbitro: Bergonzi di Genova 7 Reti: nel pt: 30' Quagliarella; nel st: 47' Pellissier Angoli: 6 a 4 per il Chievo. Recupero: 3' e 4'. Espulsi: al 7' st Giandonato per fallo da ultimo uomo di Costant Ammoniti: Chiellini, Mandelli, Cesar, Bonucci Fernandes per gioco falloso Spettatori: 22.819 per un incasso di 418.109,38 euro. Note: 15' pt Marcolini sbaglia un calcio di rigore assegnato per fallo su Moscardelli. Il tiro del veronese, sulla destra, è respinto da Storari. Nell'azione viene ammonito per gioco falloso Chiellini. *** I GOL: - 30' pt: Un angolo, innescato dopo un palo di Sorensen, battuto basso e teso da Pepe è raccolto da Iaquinta che in rovesciata serve Quagliarella il quale, spalle alla porta, scodella in rete nonostante la pressione di Mantovani. - 47' st: da un lancio della disperazione nasce il pareggio: Granoche allunga per Pellissier che di piatto insacca.

Parma e Bologna 0-0.
Parma (4-3-3): Mirante 6, Zaccardo 6, Paletta 6, Lucarelli 6,5, Gobbi 6, Candreva 6, Morrone 5,5, Valiani 5,5, Angelo 5,5 (36' st Bojinov sv), Crespo 5,5, Giovinco 5,5. (1 Pavarini, 2 Feltscher, 51 Dellafiore, 24 Paci, 26 Pisano, 17 Pereira). All.: Marino 6. Bologna (4-3-2-1): Viviano 6,5, Moras 6, Portanova 5,5, Britos 6, Morleo 6, Casarini 5,5, Della Rocca 6, Ekdal 5,5, Ramirez 6,5 (42' st Gimenez sv), Meggiorini 5,5 (26' st Buscè sv), Di Vaio 5. (44 Lombardi, 21 Cherubin, 8 Garics, 4 Krhin, 77 Siligardi). All.: Malesani 6. Arbitro: Russo di Nola 6. Angoli: 9 a 3 per il Parma. Recupero: 1' e 2' Ammoniti: Meggiorini, Lucarelli, Angelo e Della Rocca per gioco scorretto, Ramirez per comportamento non regolamentare. Spettatori: 13.265, di cui paganti 2.645, per un incasso di euro 134.541.

FONTE: Leggo.it
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