GLI SPECIALI BONDOLA/=\SMARSA Miti dell'HELLAS: Franco TURCHETTA detto 'Turco' tecnicamente era un asso! Peccato per quel carattere un po' così...

Pubblicato da andrea smarso venerdì 23 gennaio 2009 00:10, vedi , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun commento

Franco 'TURCO' Turchetta

 

Data di nascita:05/07/1961
Luogo di nascita:Latina (LT)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Centrocampista/Ala tornante
Altezza:177 Cm.
Peso:71 Kg.
Posizione:
 
 

CARRIERA DA GIOCATORE +   -   =
 SquadraStagionePartiteGoal 
Forlì1995-1996C251 
Cesena1991-1992B282 
Cesena1990-1991A300 
Cesena1989-1990A281 
Brescia1988-1989B323 
Brescia1987-1988B324 
Brescia1986-1987A302 
Hellas Verona1985-1986A18 (+8CI)2 (+1) 
Hellas Verona1984-1985A16 (+7CI)0 (+0) 
Varese1983-1984B316 
Varese1982-1983B324 
Varese1981-1982B254 
Varese1980-1981B293 
Varese1979-1980C181 
Varese1978-1979B00 
Almas Roma1977-1978CND10 
Giovanili Almas RomaFino al 1977-- 
LEGENDA: CND=Campionato Nazionale Dilettanti, CI=Coppa Italia

In pochi lo ricordano ma il 'TURCO' rimase in gialloblù per due stagioni a partire da quella 'magica' del campionato 1984/85. Di scuola VARESE, dopo VERONA provò la chance da titolare a BRESCIA prima di chiudere col CESENA. In Romagna si stabilì a fine carriera dirigendo a RAVENNA dei centri sportivi con campi da tennis, calcetto, beach volley e quant'altro. Famosa era la capacità tecnica di Franco, con un'arancia palleggiava mezz'ora! Figurarsi con un pallone! Eppure nell'HELLAS fu sempre e solo un prezioso 'ripiego', niente più... Come mai? Qualcuno dice che fu a causa di quel suo carattere forse un po' troppo buono in un mondo spietato qual'è sempre stato quello del calcio dove, anche se sei PELÈ, alcune volte le cose le devi saper strappare di mano agli altri...

TURCHETTA non è d'accordo: 'Alcuni dicono che era la mia indole a limitarmi io dico che di me, anche tornando indietro, non cambierei niente... E poi cos'è questa cattiveria tanto esaltata in certi casi? FANNA non era certo un cattivo e guardate cos'ha ottenuto in carriera! Ad ogni modo sono contento da ciò che ho avuto dal calcio, uno scudetto, molti campionati di A, non sono in tanti a poter dire altrettanto! E quanti poi, anche più forti di me, si sono persi per strada...' Un rimpianto ce l'ha anche il 'TURCO' però: 'Andarmene da VERONA forse fu un errore ma ero giovane... Volevo giocare... Nell'HELLAS mi sentivo chiuso... Ma quanto era bello quel gruppo! Gente meravigliosa, uomini eccezionali prima che calciatori ed un allenatore, BAGNOLI, che sembrava fatto apposta per dirigere quella squadra, un allenatore proprio come piaceva a me per un calcio fatto di semplicità, tranquillità e passione'.

Franco TURCHETTA fu davvero prezioso per l'Osvalìn de la Bovisa, i due si capivano a meraviglia ed il mitico mister sapeva di poter contare sul giocatore di Latina sia per sostituire GALDERISI che per dare il cambio a FANNA 'Del resto le rose erano costituite da 17 giocatori con al massimo due stranieri per squadra, era un altro calcio, forse migliore... La partita che ricordo di più? Beh senz'altro FIORENTINA-VERONA 1 a 3 dell''84/'85 ad esempio ma anche VERONA-PISA 3 a 0 dell'anno dopo e quella contro la SAMP in casa'. Certo che quando il 'TURCO' era di luna giusta erano dolori per gli avversari...
BIBLIOGRAFIA: Figurine Gialloblù 5 di Raffaele TOMELLERI


- Franco Turchetta
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Carriera
Turchetta esordisce nella stagione 1977-1978 con la maglia dell'Almas Roma: 1 sola presenza nella stagione conclusa con la vittoria del campionato di Serie D. Nel 1978 viene acquistato dal Varese dove dapprima viene aggregato alla Primavera per poi vincere la Serie C1 nel 1980 e guadagnare il posto da titolare in Serie B per le quattro stagioni successive (in totale 117 presenze e 17 reti in cadetteria coi biancorossi).

Nel 1984 passa al Verona in Serie A con il ruolo di riserva delle punti titolari Galderisi e Elkjær: sarà la stagione dello scudetto veronese in cui Turchetta può vantare 16 presenze. Rimane un'altra stagione nella città scaligera (18 presenze e 2 reti) prima di trasferirsi al Brescia dove disputa un campionato in A (30 presenze e 2 reti) e due in B (64 presenze e 7 reti). Riassapora quindi i campi della serie A quando viene acquistato dal Cesena disputando ulteriori due campionati in A (58 presenze ed una rete) e una in serie cadetta (28 presenze e 2 reti).

Si riaffaccia un'ultima stagione nel calcio professionistico nel 1995 con la maglia del Forlì Football Club disputando solo 5 partite condite da un gol.

Dopo il ritiro
Turchetta dopo il ritiro dai professionisti non ha abbandonato il calcio giocato, continuando a militare in diverse squadre a carattere amatoriale. Attualmente possiede due centri benessere nella città di Cesena.

Palmarès
* Campionato italiano: 1
Verona: 1984/1985

* Campionato italiano di Serie C1: 1
Varese: 1979/1980

FONTE: It.Wikipedia.org


E' Gianluca Turchetta il giocatore del mese di novembre del Forlì Calcio
Il giovane attaccante, nato nel 1991, non ha nascosto la soddisfazione per il premio ricevuto: “Sono contentissimo e molto soddisfatto, vuol dire che sto facendo qualcosa di importante”


Redazione 11 Dicembre 2015
Giovedì mattina Gianluca Turchetta ha ricevuto il premio come miglior giocatore del F.C. Forlì nel mese di Novembre. A consegnare il premio Morena Flamigni, del ristorante pizzeria “Da Scarpina”. Da 30 anni sinonimo di eccellenza gastronomica nel panorama forlivese, “Da Scarpina” è il partner del F.C. Forlì che ha ospitato l’evento nella nuova sala da poco rinnovata. Il giovane attaccante, nato nel 1991, non ha nascosto la soddisfazione per il premio ricevuto: “Sono contentissimo e molto soddisfatto, vuol dire che sto facendo qualcosa di importante”. Il numero dieci biancorosso, arrivato dalla Lega Pro, spesso fa la differenza in campo: “Sinceramente non mi aspettavo di partire così. Scendere di categoria può essere un’arma a doppio taglio, perché anche se ti dicono che sei un giocatore di altre categorie, poi lo devi dimostrare, è il campo che parla. Mentalmente pensavo di pagarlo di più questo passo indietro. Invece mi sono messo subito nella mentalità di dover fare la differenza, come gli altri over della nostra squadra. Molti miei compagni potrebbero giocare nei campionati superiori”.

La società biancorossa ha dato a Turchetta la tranquillità di cui aveva bisogno: “Al Forlì stanno costruendo qualcosa di importante. Già adesso si inizia a parlare del prossimo anno con il campionato che ancora deve finire, vuol dire che ci sono basi solide. Qui si sta bene, non possiamo lamentarci di nulla, le strutture, la società, è tutto solido. La serenità e la solidità di una società che ti apprezza prima di tutto come persona sono fattori importantissimi”. Il giovane attaccante ha scelto di giocare sotto San Mercuriale anche per la presenza del mister Massimo Gadda: “Ha allenato squadre della zona e molti miei amici lo hanno avuto come allenatore. Nessuno parla male di lui, sia come stile di gioco che come persona, questo sicuramente mi ha spinto a venire qui”. Il Forlì, che nelle ultime due partite ha ottenuto due pareggi, potrebbe aver risentito dei cambiamenti al calendario: “Abbiamo finito il tour de force, quando giocavamo praticamente una volta al giorno. I ritmi sono cambiati e forse ne abbiamo risentito. A Ravenna abbiamo perso due punti, ma domenica sorsa contro il San Marino è stato un punto guadagnato, visto che abbiamo pareggiato all’ultimo secondo”. A seguire Gianluca dagli spalti c’è spesso papà Franco, campione d’Italia con l’Hellas Verona nel 1984/1985: “Erano due anni che non mi poteva seguire perché sono stato in giro per l’Italia. È la persona che può darmi consigli e può criticarmi. Spesso sono più le critiche, perché è imparziale”. I galletti domenica affronteranno in trasferta la Sammaurese, che attualmente si trova al 12° posto in classifica.

FONTE: ForliToday.it


Gianluca, lo manda papà E Turchetta si emoziona
TOH, CHI SI RIVEDE. Nelle file bianconere c'è il figlio dell'attaccante campione d'Italia nell'85
«Per ora gioca poco, ma ha tutto il tempo di crescere... I miei ricordi? Tutti bellissimi, anche se Mascetti e Bagnoli avevano proprio ragione»

15/11/2012
Dispensa ancora calcio Franco Turchetta. Fa il coordinatore tecnico del Cava, società di Forlì che con lui in panchina è salita dalla Seconda categoria alla Promozione in due anni. Giusto per non perdere l'abitudine. È la settimana dei ricordi questa. A Verona ha vinto uno scudetto, a Cesena ha giocato e c'è nato suo figlio Gianluca, salito fino in prima squadra ma diviso ora più che altro fra panchina e tribuna. Il campo lo vede poco. Era arrivato con Nicola Campedelli, suo mister per due stagioni a Bellaria. Ma la serie B è un'altra storia. E a gennaio andrà in prestito da qualche parte. Papà Franco osserva da lontano. «Gianluca ha piedi buoni, rispetto a me ha un passo più da centrocampista. Io ero più frenetico. Non gioca, ma è giovane. Ha tanti anni davanti...». A Gianluca che racconta di Verona? «Il giorno dell'esordio con il Napoli di Maradona al Bentegodi, i festeggiamenti in Piazza Bra per lo scudetto, la prima in Coppa Campioni a Salonicco e la doppia partita con la Juve, i primi gol a Sampdoria e Pisa l'anno successivo. Tutto fantastico».

Conserva ancora qualche rimpianto per la sua carriera? «Quello di aver reso al 50% rispetto alle mie doti. Ero molto lunatico, aveva ragione Mascetti quando diceva che potevo dare di più ma anche Bagnoli coi suoi dubbi quando non si dimostrò così sicuro nel volermi. In fondo però qualcosa ho dato. Non sono arrivato a grandissimi livelli ma mica era facile coi giocatori che aveva quel Verona. L'anno dello scudetto Fanna, Galderisi ed Elkjaer erano mostruosi, senza contare la forza del gruppo. Gente di un'umanità senza pari. Bastava ascoltare gente come Bruni e Di Gennaro. Briegel in certe situazioni diventata quasi timido, arrossiva, eppure era un fenomeno di due metri che aveva vinto tutto. Finiti quei tempi, adesso a 19 anni i giocatori sono già montati. Il mondo è cambiato, proprio vero». Che Verona-Cesena si attende? «Il Cesena qualche problema ce l'ha, soprattutto il suo gioco è poco incisivo. E alla minima occasione prende gol, specie su palla inattiva. I migliori sono sempre Belardi e Comotto, anche Caldirola è molto bravo. Da centrocampo in avanti l'unico che prova qualche accelerazione è D'Alessandro, ma chi sta dando finora meno del previsto sono Iori e Succi. Staranno giocando sì e no al 40 per cento delle loro possibilità».

Per chi farà il tifo? «Verona è sempre nel mio cuore, ma anche Cesena mi è rimasta dentro. E poi vivo a Ravenna, a due passi. Qui ho Gianluca, anche se non ci sarà venerdì. Il risultato ideale è il pari, soprattutto fuori casa sarebbe un gran risultato per il Cesena». Un po' meno per il Verona... «Mi rendo conto, visto il potenziale. Penso solo a Cacia e ai gol che si inventa. A Varese ha fatto cose incredibili, tre gol uno meglio dell'altro. Fa reparto da solo, impressionante. Il Cesena in attacco ha alternato Succi e Graffiedi ma nessuno dei due ha combinato granché, con uno come Cacia dalla sua parte Bisoli avrebbe sei-sette punti in più. Peccato, perché a Cesena c'è sempre tanto entusiasmo. Più di settemila abbonati dopo la retrocessione non sono pochi. La società è salita e scesa in questi anni. Ci sta. Chiaro che Verona ha potenzialità maggiori». Che giocatori toglierebbe all'Hellas? «Martinho ed Hallfredsson, hanno davvero una marcia in più». La serie A è una corsa a tre? «Livorno e Sassuolo stanno correndo, ma l'organico del Verona è una garanzia assoluta. Una squadra come questa non può non arrivare...».
Alessandro De Pietro

FONTE: LArena.it


- FRANCO TURCHETTA Ruolo: ala tornante - maglia n°16
FRANCO TURCHETTA nasce a Latina il 5 luglio 1961
Dotato di ottimi fondamentali e di buona corsa, risultava essere una valida alternativa come tornante sulla fascia destra sia come seconda punta in appoggio al centrocampo. L’anno dello scudetto gialloblù non giocò molte partite ma sicuramente fu tra i panchinari più chiamati in causa.
Sicuramente in altre squadre di media classifica Franco Turchetta avrebbe potuto giocare con molta più continuità.
Rimase a Verona anche l’anno successivo allo scudetto e fu allora che riuscì a giocare qualche partita in più (complice la partenza di Fanna e all’ incostanza di Verza) segnando anche due gol.

Franco Turchetta forse fu con Bruni il rincalzo di lusso del Verona campione ma a differenza del toscano non incise in modo determinante.
Questo non per colpa sua, sia chiaro: professionista serio e fin troppo taciturno (non si ricordano a memoria d’uomo sue interviste o dichiarazioni!) ebbe la sfortuna di arrivare in un ambiente dove per avere qualche possibilità di giocare doveva sperare nelle disgrazie altrui, in particolar modo su quelle di Fanna. Nonostante tutto riuscì a ritagliarsi degli spazi (16 presenze durante il campionato dello scudo) risultando un buon rincalzo.
Oddio non aveva la velocità del Turbo-Pierino ma sopperiva a questa carenza con buone doti di palleggio (dava sempre del “tu” alla palla) e svolgendo il suo compito senza strafare. Sapeva di non essere Fanna e non faceva nulla per imitarlo. Lui giocava da Turchetta e si metteva a disposizione della squadra.
Anche questo significa essere campioni…
VOTO: 6

FONTE: VeronaCampione.it


- I RIVALI DEI ROSSONERI GIOCANO IN C2 E HANNO GIA' ELIMINATO FOGGIA E PIACENZA
Il Forli' sogna una notte da anti Milan. Francobollo e magliette per ricordare l' evento: storia di una squadra che ha " bruciato " anche il vice di Sacchi
..In dubbio e' il "mitico" Franco Turchetta, l' attaccante varesino che nell' 85 vinse lo scudetto a Verona come terzo attaccante...

FONTE: Corriere della Sera 25 Ottobre 1995

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