Dell'addio di PREVIDI, del 'cucchiaio malvisto' e delle parole di REMONDINA, RAFAEL e BELLAVISTA...

IL 'CUCCHIAIO MALVISTO': LEGNANO da battere al BENTEGODI, il VERONA va sotto dopo 8 minuti, poco dopo l'arbitro ci assegna un rigore (dopo anni che non ce ne davano uno manco per sbaglio), TIBONI va sul dischetto e batte con un pallonetto (o per dirla in termini odierni 'cucchiaio') il portiere avversario, la folla esulta di gioia... Tutto e bene ciò che finisce bene? Nemmeno per idea! Il giorno dopo, dopo la gioia della vittoria, dopo la tripletta di TIBO-GOL, dopo la celebrazione del ragazzo e la tirata d'orecchi alla squadra per aver riaperto nel secondo tempo una partita che al termine del primo pareva non avere storia, ecco che arrivano i 'sofisti': - Giusto far battere un rigore così importante ad un giovane? - Giusto che TIBONI abbia 'spernacchiato' IOIME con quel tipo di tiro? - E se avesse sbagliato? Boh... A volte davvero non capisco di cosa si stia parlando e non posso che stare dalla parte dell'incoscenza (vera o presunta tale) del centravanti gialloblù: sia chiaro... Se fosse uscita mi sarei in....ato come una iena e forse avrei pure denunciato un comportamento troppo arrogante per un 'baby' ma il calcio è anche gioia vivaddio! Fortunatamente la palla è entrata, senza nessuna esitazione e ha fornito a tutti i tifosi scaligeri, piagati da anni tristi con rarissimi lampi di gioia, un momento di assoluto piacere! Vedere che, anche quando al BENTEGODI gioca l'HELLAS ci si può divertire assistendo a gesti tecnici sopraffini o dimostrazioni di forza atletica strepitose, non è stato affatto scontato per molti che, come il sottoscritto, hanno momentaneamente accantonato la pretesa del bel gioco a favore della conquista dei punti per risalire a categorie più consone al blasone del VERONA, per cui... Lasciateci in pace almeno quando la 'cappa da Serie C' scivola via e, anche solo per un attimo, si riescono ad ammirare gesti di categoria superiore!
IL 'SALUTO' DI PREVIDI: Abbastanza clamorosa l'ultima parte di intervista telefonica rilasciata ieri dal presidente a 'Cuore Gialloblù' su EASY NETWORK; Nardino non smentisce i rumors che lo vorrebbero lontano dalla guida del VERONA a breve e anzi sembra voler preparare la piazza a questa eventualità nonostante, dice testualmente, 'dovrò ringraziare sempre il Conte ARVEDI per l'opportunità che mi ha dato di poter far parte di una società calcistica così gloriosa ed importante come è l'HELLAS VERONA!'. Evidentemente i problemi di salute di PREVIDI si stanno facendo gravi e, di fronte a quello, nessuno può biasimare la scelta del sassolese... Se Nardino se ne andrà sarà una grave perdita perchè è uomo che di calcio sa e sa molto ma ho parecchia fiducia nel 'giovane' diesse PRISCIANTELLI che ha potuto apprendere molto dalla vicinanza col presidente. Non credo assolutamente ad un cambio al vertice della proprietà: il Conte (giustamente) vuole riprendersi i soldi che ha sganciato o perlomeno non perderne due terzi ed i vari MARTINELLI, ANDREOLI ecc... Non paiono essere in grado di sborsare cifre superiori ai 10 mln. di Euro (che probabilmente ARVEDI&ARAMINI prenderebbero in seria considerazioni), sopratutto con la congiuntura economica attuale, ecco perchè non vedo nel breve medio periodo stravolgimenti nella proprietà...

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Sonante vittoria dell'HELLAS ma quel secondo tempo...
Ci puo' stare... La squadra aveva dato tutto nel primo tempo
Indegni! Si sono presi 45 minuti di ferie e per poco non buttiamo la vittoria...
Colpa di REMONDINA: troppo precipitoso nel cambiare...
Buona lezione per una squadra giovane che deve crescere anche grazie a 'errori' come questi
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IL 'CUCCHIAIO MALVISTO': LEGNANO da battere al BENTEGODI, il VERONA va sotto dopo 8 minuti, poco dopo l'arbitro ci assegna un rigore (dopo anni che non ce ne davano uno manco per sbaglio), TIBONI va sul dischetto e batte con un pallonetto (o per dirla in termini odierni 'cucchiaio') il portiere avversario, la folla esulta di gioia... Tutto e bene ciò che finisce bene? Nemmeno per idea! Il giorno dopo, dopo la gioia della vittoria, dopo la tripletta di TIBO-GOL, dopo la celebrazione del ragazzo e la tirata d'orecchi alla squadra per aver riaperto nel secondo tempo una partita che al termine del primo pareva non avere storia, ecco che arrivano i 'sofisti':
- Giusto far battere un rigore così importante ad un giovane?
- Giusto che TIBONI abbia 'spernacchiato' IOIME con quel tipo di tiro?
- E se avesse sbagliato?
Boh... A volte davvero non capisco di cosa si stia parlando e non posso che stare dalla parte dell'incoscenza (vera o presunta tale) del centravanti gialloblù: sia chiaro... Se fosse uscita mi sarei in....ato come una iena e forse avrei pure denunciato un comportamento troppo arrogante per un 'baby' ma il calcio è anche gioia vivaddio! Fortunatamente la palla è entrata, senza nessuna esitazione e ha fornito a tutti i tifosi scaligeri, piagati da anni tristi con rarissimi lampi di gioia, un momento di assoluto piacere! Vedere che, anche quando al BENTEGODI gioca l'HELLAS ci si può divertire assistendo a gesti tecnici sopraffini o dimostrazioni di forza atletica strepitose, non è stato affatto scontato per molti che, come il sottoscritto, hanno momentaneamente accantonato la pretesa del bel gioco a favore della conquista dei punti per risalire a categorie più consone al blasone del VERONA, per cui... Lasciateci in pace almeno quando la 'cappa da Serie C' scivola via e, anche solo per un attimo, si riescono ad ammirare gesti di categoria superiore!

Majete gialloblù: Una delle forme di espressione più gradite ai butèi!


Capitan BELLAVISTA, anche Domenica fra i protagonisti (a proposito... Chi è che diceva che BELLAVISTA non si trovava a suo agio in quella posizione? E ora come la pensa? Bah... Secondo me, la butto lì, era 'solo' una questione di equilibrio che forse, e sottolineo forse, è stata trovata grazie all'inserimento di CAMPISI che fa un lavoro che a CORRENT non riusciva...) con tanto di 'bollino blù' appiccicato nientemeno che da mister BAGNOLI, ammette la sua piacevole sorpresa nel vedere le potenzialità della squadra, l'HELLAS cresce di giorno in giorno e assicura che, mantenendo i piedi per terra, potremo andare lontano. "La svolta? Nel secondo tempo a Sesto" - assicura il mastino della mediana - ", lì qualcosa è scattato nella squadra e abbiamo capito di potercela giocare alla pari con tutte e recuperare qualunque risultato. Certo cghe serve ancora tanto equilibrio: non si possono regalare agli avversari occasioni per pareggiare dopo essere stati avanti per 4 a 1 come la scorsa Domenica. Sono purtroppo esperienze necessarie che comunque aiutano a crescere..." continua il play gialloblù che sottolinea anche come si stia formando un'importante feeling tra squadra, media e pubblico "... Questa 'unione di energie' aiuta a lavorare meglio e da una grande carica a tutto l'ambiente"... Il 'guerriero' barese chiude informando che i rumors di un possibile avvicendamento in testa alla società (e parzialmente smentiti dal Conte Arvedi), non toccano la squadra e che la concentrazione rimane massima grazie proprio al fatto che, dal punto di vista stipendi (e non solo), la proprietà non ha fatto mancare mai nulla.

Il portierone brasileiro RAFAEL vede obiettivi importanti: "Abbiamo quasi incontrato tutte, mancano solo VENEZIA, MONZA e CESENA, e le uniche che per quanto mi riguarda potrebbero avere qualcosa in più sono 'solo' la SPAL per la continuità di risultati, il NOVARA per quel devastante quarto d'ora al BENTEGODI e la PRO PATRIA, per l'organizzazione di gioco, poi potremmo venire anche noi insieme alle altre e dunque... Perchè non poter fare un pensierino ai play off?". Mi trovo d'accordissimo con l'estremo carioca e lo vado ripetendo ancora da Luglio, non credo alla promozione ma secondo me siamo in grado di poter acciuffare almeno l'uiltimo posto utile per i play-off, non ho visto incredibili differenze tra l'HELLAS e le altre; a mio avviso dobbiamo temere solo noi stessi...



I contributi filmati del TGGialloblù:
- REMONDINA: OK, MA LA DIFESA
- CUCCHIAIO SI O NO? HELLAS DIVISO
- VERONA-CESENA: LA TRIPLETTA DI CAMMARATA
- GUARDA IL "CUCCHIAIO" DEL TIBO
- GUARDA IL SECONDO GOL DEL TIBO
- GUARDA IL TERZO GOL DEL TIBO
- VERONA-LEGNANO 4-3: GUARDA IL SERVIZIO VIGHINI
- TIBONI: VI RACCONTO IL CUCCHIAIO
- REMONDINA: TROPPI ALTI E BASSI
- GARZON: PROBLEMA MENTALE
- CONTI: ERRORE MIO SUL PRIMO GOL
- VERONA-LEGNANO 4-3: LA SINTESI

ALTRE NEWS: REMONDINA, difende le sue scelte e LOSETO in particolare e, a dir la verità, sono totalmente d'accordo con il mister in questo caso. Sul 4 a 1 a favore qualunque tecnico attento gestore delle proprie risorse, deve dare opportunità di mettersi in mostra a chi, per forza di cose e scelte tecnico-tattiche, è costretto a giocare meno e lo stesso vale, a mio avviso, per il cambio GIRARDI-TIBONI. Il centravanti di scuola CHIEVO, ultimamente un po' deludente, va recuperato! E beneha fatto il tecnico gialloblù a dargli un'ulteriore chance visto che TIBO-GOL ne aveva già fatti 3! Inutile e controproducente buttare la croce addosso a LOSETO per il VERONA irriconoscibile del secondo tempo; discorso leggermente diverso per GIRARDI che, al contrario del terzino barese, mai è andato in tribuna e, quando (regolarmente) entra dalla panchina, pare giocare quasi a forza... Atteggiamento che non lo porterà lontano e che, continuando così, lo potrebbe far cambiare sponda già a Gennaio... PRO SESTO-LECCO verrà recuperata Mercoledì 17 Dicembre 2008. VENEZIA-HELLAS VERONA su Conto Tv 2. TIBONI è sceso in campo in occasione di Italia Lega Pro - Slovacchia, incontro valido per la Mirop Cup 2008/2009 e giocata ieri. Nella partita pareggiata 1-1 dagli azzurri, l’attaccante di Desenzano ha disputato i primi 45 minuti. ALLENAMENTO DI IERI: Terapie per Dario BERGAMELLI e Gabriele PUCCIO, a riposo precauzionale Christian CONTI e Stefano GARZON.

OFFTOPIC: Al cimitero troppi simboli calcistici al posto di quelli religiosi e monsignor Lanfranconi da Genova protesta... BASKET EUROLEGA: L'OLYMPIAKOS a valanga sull'AIR AVELLINO. CALCIO&GOSSIP: Altro capitolo sulla vicenda BORRIELLO-RODRIGUEZ. MOTORI: PANTANO ha vinto in ogni serie ma senza sponsor non si ha spazio...

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GIOCO PRONOSTICI:
Ecco qui la 14^ classifica che, nonostante ci sia da recuperare PRO SESTO- LECCO, è quella definiva il perchè :?: E' presto detto: mi son rotto le palle di rincorrere i posticipi degli anticipi annullati per un qualunque motivo :!: Il calcio moderno 'impone' queste alchimie :?: ...AZZI suoi :!: Io scendo ;0) ... Vi dico, ma solo per la cronaca, che nessuno di voi aveva messo il LECCO vincente a SESTO e che aggiungerò la nuova regola dell'annullamento, in caso di rinvio partite, seduta stante...

Venendo al resto: in testa affollamento come da tempo non si vedeva :!: Sono ben 6 i Campioni di Giornata (forse che qualcuno ha scopiazzato dagli altri :?: Ocio ahn :?: per cose come queste c'è la squalifica immediata :!: :lol: ) e sono Bridget, Martino, MR31032001, Pose Gialloblu e RobRoy

Pessima giornata per Bruni che ha indovinato un solo pronostico ed è Sfigadòn di oggi con 1 solo, misero punto. Ammonito Scaligero chè non ha giocato...

in classifica generale prova la fuga RobRoy che ora precede 'Bona Forcheta anca par el Sushi' Martino di 3 punti ma è ancora presto per dire se sarà una fuga decisiva certo che... Il ragazzo non molla :!: E Bruni comincia a preoccuparsi ;0)


Gioco pronostici B/=\S 2008/2009
GiocatorePunti
RobRoy65
Martino62
Boro59
Gabri, MR3103200159
Bruni56
Bubu77, Smarso54
Bridget53
Pose Gialloblu, RougeHellas50
Ale90HVr, Mister Loyal48
Scaligero47


ALBO D'ORO CAMPIONI
2007/2008 L. Bruni F.C.
2006/2007 Ark (Ex-Alberto)
2005/2006 Ark (Ex-Alberto)
2004/2005 Ark (Ex-Alberto)
2003/2004 Ark (Ex-Alberto)


Puoi commentare questo articolo sul forum BONDOLA/=\SMARSA oppure in coda a questo post per aprire magari uno scambio di opinioni... Con la prima di campionato è ripartito il gioco pronostici B/=\S: l'anno scorso la spuntò BRUNI per un solo, misero punto! (fra l'altro preso alla rubentina) Brucia ancora ma, anche quest'anno ci sarà da giocarsela! Che aspettate dunque? Si potrà giocare fino all'inizio delle partite!





- Bellavista: «La svolta? La ripresa di Sesto»
«Questo Hellas non è secondo a nessuno»
«Un consiglio per Tiboni? I rigori li deve tirare meglio...». Scoppia in una fragorosa risata Antonio Bellavista. La battuta è evidente dopo la “prodezza” del giovane puntero che domenica (con il Verona sotto 0-1) ha battuto il rigore con un tiro a “cucchiaio”. Ma dietro alla battuta si nasconde un po’ di verità. Aggiunge Bellavista «Christian è bravissimo e ha una personalità eccezionale. Ma vi pensate a che cosa sarebbe successo se avesse sbagliato? Difficilmente avremmo recuperato una partita così. A parte questo ho solo un consiglio da dare a lui. Dimenticare in fretta vittoria e tripletta. Nel calcio vale solo il presente: se domenica sbaglierà due gol, i tifosi si arrabbieranno con lui».

Hellas in crescita. Dopo la vittoria con il Legnano, Bellavista ammette. «Sinceramente alla vigilia di questo campionato non riuscivo ad avere un’idea ben precisa di questo Verona e di quale fosse il nostro potenziale: c’era un grande punto interrogativo. Ma ora posso dire che il primo a essere sorpreso sono io. E c’è anche un pizzico di rammarico per non aver raccolto i punti che avremmo meritato».

Consapevolezza. Sicuramente l’Hellas è cambiato. Ma quando è scattata la molla? «Nel secondo tempo di Sesto: sotto 2-0 non avevamo più nulla da perdere. E lì ci siamo ritrovati. E’ scattato qualcosa nella squadra e con essa le nostre certezze: abbiamo capito che possiamo recuperare qualsiasi partita e che non siamo secondi a nessuno. Però bisogna anche trovare più equilibrio, perché non possiamo rischiare di buttare via una partita dopo aver chiuso i primi 45’ sul 4-1 come domenica scorsa». Alla ripresa di ieri differenziato per Parolo e Campagna, mentre Garzon e Conti si sono sottoposti ad alcune terapie.

FONTE: Leggo.it


- «MAI PIÙ TANTA SOFFERENZA»
Col Legnano una ripresa-thriller, ma Bellavista promette che non si ripeterà. Avanti con equilibrio. A Sesto la svolta
«Essere andati sotto per 2-0 dopo 45’ giocati malissimo ci ha dato la scossa giusta» Osvaldo Bagnoli, ospite di “Radio Easy Network”, domenica vedendo la partita ha scelto Tiboni e Bellavista come i migliori fra i gialloblù. «Beh - scherza Antonio -, mi pare che Bagnoli sia uno che se ne intende di pallone, no?» Il centrocampista barese col Legnano ha dimostrato solidità e carattere nel condurre la squadra al contrattacco dopo il gol subito, partecipando alla grande gara del primo tempo. «Ringrazio Bagnoli, mi fa molto piacere - prosegue -, ma in ogni caso sono ancora più contento per i tre punti, sono quelli che contavano».

La partita ha dimostrato una compattezza quasi perfetta tra vecchi e nuovi del gruppo. «Non solo - aggiunge Bellavista -, si sta innescando quell’unione tra squadra, pubblico e mezzi di informazione che aiuta molto perché le cose vadano nel verso giusto. Verona è una piazza importante ed esigente, che ti dà molto, ed è giusto che noi cerchiamo di dare tanto». Veniamo alle spine, e sul secondo tempo di domenica che diciamo? «Una ripresa da film horror - spiega -, abbiamo fatto soffrire il pubblico. Mi sento di dire che non accadrà più. Anche queste situazioni aumentano l’esperienza di una squadra come la nostra. Abbiamo gestito in malo modo il risultato, rischiando di buttare via la vittoria, pareggiare sarebbe stato come perderla. In ogni caso abbiamo vinto, e ci teniamo buoni i tre punti ed il primo tempo».

Sulle ali dell’entusiasmo ora il Verona può pensare in grande. «L’entusiasmo va dosato, è facile ora volare con la fantasia, ma dobbiamo restare coi piedi ben saldi a terra. Mancano tre partite alla fine del girone d’andata. L’importante è continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto anche quando i risultati non arrivavano. Se c’è stata una svolta nel vostro campionato? Sì, il secondo tempo di Sesto San Giovanni. Il 2-0 patito e la pessima prestazione dei primi quarantacinque minuti ci hanno dato la scossa giusta. Abbiamo dimostrato più volte di poter rimediare allo svantaggio, ma continuare così può rivelarsi rischioso, dovremo imparare a migliorare anche quest’aspetto» .

- DERBY “OFF LIMITS”
Il prefetto di Venezia conferma il divieto domenica al “Penzo” niente tifosi ospiti
... Intanto il Prefetto di Venezia ha ratificato la decisione dell ’Osservatorio ordinando per domenica allo stadio Penzo “l’eliminazione del settore dello stadio riservato alla tifoseria ospite, e la vendita dei biglietti esclusivamente ai residenti nella provincia di Venezia, con incedibilità del titolo”. Il Venezia dovrà rinunciare per squalifica al centrocampista Ruffini

FONTE: DNews.eu


- Bellavista vola basso «Vietato esaltarsi»
IL RICHIAMO DEL GUERRIERO. A DUE GIORNI DI DISTANZA DAL SUCCESSO COL LEGNANO - E IN VISTA DELLA DELICATA TRASFERTA DI VENEZIA - ARRIVA L'INVITO ALLA CAUTELA
Il centrocampista: «L'entusiasmo è naturale ma guai ad esagerare: bastano un paio di ko per tornare a ridosso della zona pericolosa»
Il guerriero sorride, ringrazia ma riparte a luci spente. Perché montarsi la testa può rivelarsi il peggiore autogol e il basso profilo, talvolta, aiuta a guardarsi meglio dai pericoli del calendario. Lui è Antonio Bellavista, anima e motore del centrocampo del Verona. Anche domenica tra i migliori nelle pieghe del rocambolesco pomeriggio gialloblù. Anzi, il migliore, almeno stando a Osvaldo Bagnoli, uno che la vista ce l'ha lunga. Bellavista sorride, appunto, e alza lo sguardo con orgoglio: «Bagnoli sì che se ne intende», scherza. E poi: «È chiaro che i complimenti di uno come lui non possono che far piacere. Ma credetemi», racconta prima dell'allenamento del martedì, «quello che fa più piacere è aver conquistato i tre punti». Soprattutto alla luce delle incredibili sofferenze patite nel secondo tempo.

BRIVIDI IMPREVISTI. Appunto. La ripresa da panico che non ti aspetti dopo tre quarti d'ora di calcio-champagne - e un risultato dai margini largamente rassicuranti - intossicata dagli impensabili brividi finali: «È stato un secondo tempo horror», ricorda Bellavista, «che credo non ripeteremo più. In realtà volevamo gestire il risultato e non siamo stati capaci di farlo bene. Grazie a Dio abbiamo conservato il vantaggio perché pareggiare la partita contro il Legnano sarebbe stato come perderla. Di fatto siamo ancora alla ricerca del giusto equilibrio. Gestire la partita significa aggredire, lottare, impedire che l'avversario si avvicini all'area di rigore. E in questo dobbiamo evidentemente migliorare».
Il centrocampista poi allarga la prospettiva. E si gode il ritrovato feeling con la tifoseria: «Si sta innescando un'unione tra squadra e pubblico, e persino con la stampa, che non può che fare bene. Ovvio che vincere, in questo senso, aiuta. Ma si sapeva. Ormai conosco questo pubblico, questa piazza importante che ti sa dare tanto se appena i risultati sono favorevoli. C'è entusiasmo, ed è giusto che sia così. Ma attenzione a non esagerare, perché bastano un paio di risultati negativi per farci tornare in basso e avvicinarci alle zone pericolose della graduatoria. L'esperienza», rileva Bellavista, «mi insegna che l'ambiente su di giri deve darci la carica ma al tempo stesso è bene viaggiare con le orecchie basse, perché le insidie sono sempre in agguato».

CICLO D'ORO. Sette risultati utili consecutivi per un ruolino improvvisamente nobilitato nelle ultime tre gare - due vittorie e un pari (in casa della capolista) - condite da gol a raffica (sette) laddove l'attacco pareva il reparto debole dell'Hellas. La trasformazione, in ogni caso, nasce da quel 2-2 di Sesto e da una sfida recuperata con cuore e coraggio: «Là è arrivata la svolta del campionato, la reazione dopo un primo tempo giocato davvero maluccio. Là abbiamo voltato pagina, cosa di cui va dato merito al gruppo», rivela l'interpellato chiarendo che «la scossa è arrivata prima di tutto dalla testa. Ma serve equilibrio: non eravamo scarsi prima e non siamo dei fenomeni neppure adesso».

VIAGGIO IN LAGUNA. E adesso arriva la tappa di Venezia. Una trasferta da affrontare con la massima cautela non solo per i pericoli tipici dei derby, ma anche per i segnali di ripresa arrivati dai lagunari. La cui classifica, ancora deficitaria, non rassicura affatto Bellavista: «Non mi fido del calendario e delle rivali di bassa classifica. La nostra è una squadra che può battere chiunque, anche la capolista, e perdere con chiunque, compresa l'ultima del lotto. Potenzialmente possiamo giocarcela con tutti, ma è sempre meglio non fidarsi». Così diventa quasi superfluo chiedergli se, alla luce della marcia inaugurata venti giorni fa, è lecito aggiornare gli obiettivi: «Play-off? Onestamente preferisco vivere alla giornata». Infine una considerazione sugli ultimi rumors - peraltro incontrollati - di possibili avvicendamenti ai vertici della società: «Le voci non ci disturbano e non ci condizionano. Anche perché la proprietà finora ha fatto in pieno il suo dovere nei nostri confronti e non ci è mai mancato nulla».

- «Il cucchiaio di Tibo-gol? Che rischio...»
A ventiquattr'ore di distanza non si è ancora spento l'eco della tripletta di Tiboni, l'uomo della domenica, l'ammazza-Legnano. Curioso, al proposito, il confronto tra il giudizio di Bellavista e quello di mister Remondina sul rigore «scucchiaiato» del momentaneo 1-1: «Christian ha avuto coraggio ed è stato bravo», ricorda il compagno di squadra. «Ma non so cosa gli sarebbe capitato se l'avesse sbagliato», rivela tra il serio e il faceto. «Negli spogliatoi prima o poi ci sarebbe dovuto rientrare...».

Dal canto suo l'allenatore gialloblù ammette che l'esecuzione alla Totti lo ha sorpreso: «In allenamento il cucchiaio non gliel'ho mai visto provare. Ero sicuro che l'avrebbe battuto forte e angolato come fa sempre. I rischi corsi? Quando la palla finisce in rete», commenta Remondina, «chi tira ha sempre ragione». Tibogol festeggerà l'exploit di domenica con l'azzurro: oggi il centravanti del Verona giocherà infatti a Lecco, alle 14, contro la Slovacchia, nelle fila della Nazionale Under 20 di C in un incontro valevole per la Mirop Cup.

Ma Rafael «inquadra» la zona play off
IL NUMERO 1. IL PORTIERE ANALIZZA LE AVVERSARIE A TRE GIORNATE DALLA FINE DEL GIRONE DI ANDATA
«Vedo bene Spal, Pro Patria e Novara. Ma a fine mese nel gruppo a ridosso possiamo esserci noi»
«Le abbiamo incontrate quasi tutte, ci mancano solo Venezia, Monza e Cesena. Un'idea ce la siamo fatta: a fine anno, se continuiamo così, potremmo essere nella zona play off. Quali sono le squadre che mi hanno fatto una buona impressione? La Spal per la continuità di risultati, visto che ha perso una sola partita e proprio contro di noi. Il Novara per quel quarto d'ora iniziale al Bentegodi che ci ha fatto tremare. E la Pro Patria per l'organizzazione di gioco, ancor più apprezzabile se si considera che la squadra è stata ricostruita. Poi, tra le altre, potrebbe esserci l'Hellas»

Rafael si gode il buon momento del Verona e la striscia positiva che dura ormai da sette giornate. Ma quando parla di zona play off lo fa sempre al condizionale. «Ogni tanto ci rilassiamo, l'avete visto tutti, è accaduto anche domenica scorsa nel secondo tempo con il Legnano. Su questo aspetto dobbiamo lavorare, cercare di rimanere concentrati fino alla fine anche quando tutti, non solo noi giocatori, danno per acquisito un risultato - prosegue il portiere - . Ma domenica abbiamo comunque fatto il nostro dovere che era prenderci tre punti. E il fatto di avere scalato la classifica ci dà maggiore tranquillità, si parte con la mente più libera dai pensieri che ti possono bloccare le gambe. Non abbiamo più i timori e i condizionamenti dello scorso anno, soprattutto al Bentegodi. Certo, dovremo sfruttare al massimo gli impegni che ci attendono fino alla fine dell'anno. Poi ne riparleremo».

Dopo avere sbalordito il Bentegodi contro il Novara, Rafael è apparso un po' indeciso in occasione del vantaggio iniziale del Legnano... «Sul gol dello 0-1 ho visto la palla lontana - spiega il numero 1 gialloblù - il corner è stato calciato di sinistro e la parabola si concludeva fuori dall'area piccola. Il fatto è che dai pali io esco solo quando sono sicuro e in quell'occasione non lo ero». Poi la promessa: «Cerco di migliorare di giorno in giorno su ogni minimo particolare, vedrò di farlo anche nelle uscite. Ma finora sono soddisfatto del mio rendimento».

- Cena gialloblù al calcio clù S. Massimo
Grande festa ail ristorante Dal Gal a San Massimo, dove si è svolta la cena sociale del Calcio clù San Massimo. Graditi ospiti della serata Luisito Campisi, Dario Bergamelli e Nicola Corrent, accompagnati dall'addetto stampa Simone Puliafito. la simpatia e cordialità dei ragazzi gialloblù ha coinvolto i tifosi presenti, con cui si sono intrattenuti, hanno rilasciato autografi e fatto foto. Non poteva mancare quella che ricorda la consegna della maglia ufficiale dell'Hellas e, da parte del Coordinamento, una bottiglia dell'azienda Bertani, personalizzata per l'occasione. A far da colonna sonora i cori di sostegno all'Hellas e prima dei saluti la consegna di un ricordo agli ospiti da parte del club e l'appuntamento per tutti alle prossime partite con la richiesta del massimo impegno in campo.
Il gruppo di lavoro del calcio club è così composto: Massimo Cipriani, Andrea Zuanni, Giorgio Vanini, Maurizio Zanetti, Sandro Sommacampagna.

FONTE: LArena.it


Remondina: gran Verona, ma quel secondo tempo deve farci riflettere
"Abbiamo avuto una reazione eccezionale" spiega il tecnico del Verona "ma siamo lontani dalla perfezione. E' un campionato stranissimo dove puoi vincere con tutti ma perdere con tutti e non è una frase fatta"
"Una mentalità come la nostra non l'ho trovata in nessuna squadra. Non c'è nessuno che affronta la partita come facciamo noi. Però da qui a dire che siamo stati perfetti ce ne passa. Troppi errori in difesa e poi quel secondo tempo...". Gian Marco Remondina non è tipo da facili entusiasmi. E così come non si era lasciato abbattere quando le cose non andavano bene, così oggi che la nave Verona sta andando verso lidi più tranquilli non si esalta. "Stiamo crescendo" spiega "ma guai a cullare facili entusiasmi e facili illusioni. Questo campionato, l'ho detto mille volte e non è una frase fatta, è equilibrato. Non c'è nessuna squadra che sta facendo la corsa, si può veramente vincere con tutti e perdere con tutti". Intanto c'è il Venezia alle porte. "Stanno bene, ma anche noi siamo in forma. E fuori casa non abbiamo ancora vinto..."

- REMONDINA: OK, MA LA DIFESA

FONTE: TGGialloblu.it

- Mercoledì doppia seduta per Corrent e compagni
Lavoro di forza, velocità e tattica al mattino, riscaldamento, possesso palla e partitelle nel pomeriggio
Prosegue la preparazione del derby col Venezia, in programma domenica 7 dicembre allo stadio "Penzo". Mercoledì la squadra scaligera ha affrontato una doppia seduta di allenamento sul campo dell’antistadio. Lavoro di forza in palestra, esercizi sulla velocità e tattica al mattino, riscaldamento tecnico, possesso palla e partitelle a campo ridotto nel pomeriggio. Terapie per Dario Bergamelli e Gabriele Puccio, a riposo precauzionale Christian Conti e Stefano Garzon. Assente Christian Tiboni, sceso in campo con l’Italia Lega Pro.

- Italia Lega Pro, Tiboni in campo per 45 minuti
L'attaccante di Desenzano ha giocato il primo tempo della partita con la Slovacchia, pareggiata 1-1 dagli azzurri
Nel pomeriggio di mercoledì il gialloblù Christian Tiboni è sceso in campo allo stadio "Rigamonti-Ceppi" di Lecco Italia Lega Pro - Slovacchia, incontro valido per la Mirop Cup 2008/2009. Nella partita pareggiata 1-1 dagli azzurri, l’attaccante di Desenzano ha disputato i primi 45 minuti.

- Venezia-Hellas Verona su Conto Tv 2
L'emittente televisiva trasmetterà in diretta l'incontro valevole per la 15a giornata di Prima Divisione (Girone A)

FONTE: HellasVerona.it



[OFFTOPIC]
Al cimitero troppi simboli calcistici al posto di quelli religiosi e monsignor Lanfranconi da Genova protesta... BASKET EUROLEGA: L'OLYMPIAKOS a valanga sull'AIR AVELLINO. CALCIO&GOSSIP: Altro capitolo sulla vicenda BORRIELLO-RODRIGUEZ. MOTORI: PANTANO ha vinto in ogni serie ma senza sponsor non si ha spazio...
Al cimitero troppi simboli calcistici al posto di quelli religiosi e monsignor Lanfranconi da Genova protesta...
- sulla bara di giovani e non, i colori della squadra amata
Fiori, ma anche sciarpe e magliette. Il calcio conforta funerali e memoria
E a Genova protesta il monsignore: al cimitero sono più i simboli dei due club che quelli religiosi
C’era rabbia e tensione, quel giorno a Torino, perché i fiori della ThyssenKrupp, la fabbrica dove sette operai avevano trovato la morte, non li voleva proprio nessuno. Ma la maglia di Alessandro Del Piero, sul feretro di Giuseppe Demasi, commosse anche il più irriducibile dei granata. Era un’altra storia, era un’altra città ma anche per Davide, quindicenne stroncato da uno spinello nell’hinterland milanese, hanno voluto la casacca del capitano della Juve. Per l’avvocato Donatello Zoboli, vittima di un incidente ferroviario, hanno raddoppiato: Del Piero e Paolo Di Canio, che a lui piacevano entrambi un bel po’. Perché il calcio è così.

Claudio Monetti aveva una tabaccheria a Torino ma tifava da sempre per il Verona. L’hanno ucciso a coltellate per rubargli qualche euro. Gli hanno messo una maglia gialloblù sul feretro mentre ancora si domandavano il perché. Per la tredicenne Pasma, che è stata portata via da una pirata della strada alla periferia di Roma, e per il coetaneo Nicolò, ucciso dalla caduta di un pioppo a causa di un nubifragio che si è abbattuto sulla capitale, nessuno ha avuto dubbi: il numero 10 di Francesco Totti. E a Vito, i cui sogni da diciassettenne si sono spezzati in una scuola maledetta, hanno messo quella di Nicola Legrottaglie, il campione che si è ritrovato dopo aver riscoperto la fede in Dio. È stato l’ultimo in ordine di tempo dei funerali dove si sono accese le luci delle telecamere.

Ma sono altri, tanti altri ancora, «i giorni di dolore» privati dove parenti e amici mettono accanto al defunto, giovane studente o stimato professionista, o appoggiano delicatamente sulla bara la maglia della squadra del cuore. Perché l’accompagni e, magari, lo protegga nell’ultimo viaggio. Ma non solo. A Genova, nel cimitero di Staglieno, sulle lapidi e sulle tombe ci sono maglie rossoblù e simboli blucerchiati. Tanto che monsignor Giuseppe Lanfranconi, rettore della chiesa, 86 anni, ha dovuto alzare la voce: «Ci sono più magliette della Sampdoria e del Genoa che simboli religiosi».

All’estero sono andati oltre. Per i tifosi dell’Amburgo è stata creata un’ala riservata del cimitero cittadino. Potranno riposare in pace in una bara con i colori sociali. Ne hanno fatto uno speciale a pochi chilometri da Buenos Aires, con le lapidi il marchio del club e la fontana con lo scudetto, per i sostenitori del Boca Juniors, solo per quelli doc.

Non voleva patenti Mario Appignani, il celebre «Cavallo Pazzo» delle incursioni sul palco di Sanremo. Il protagonista di invasioni solitarie sul prato dell’Olimpico espresse una volontà romantica che cozzava contro la burocrazia: «Seppellite il mio cuore in curva Sud». Dove batte appunto il cuore del tifo romanista. Dove, come in tutte le altre curve d’Italia, anche quelle delle serie minori, ogni domenica c’è un ricordo. «Sempre con noi», scrive al compagno di fede scomparso chi ha diviso chilometri di trasferte e un panino freddo all’autogrill. «Canta con noi da lassù », è l’ultimo saluto a chi ha lasciato un seggiolino libero in una curva piena. Perché ci sono vuoti che non si possono riempire. E, quando le sciarpe servono per asciugare le lacrime, anche i nemici dell’altra curva, quelli divisi da un odio che non sente ragioni, tacciono e si fermano in religioso silenzio. Come accadde per il commovente ultimo saluto a Gabriele Sandri.

Non si fermano, il più delle volte, gli automobilisti. Se lo facessero, potrebbero vedere ai bordi delle strade consolari o sui marciapiedi delle grandi metropoli piccoli altari a cielo aperto. Dove si è interrotta tragicamente una vita, la memoria resta. Una foto sorridente circondata da un muro di sciarpe. E una maglia di un giocatore. Quella indossata quando si aveva tutta la vita davanti. E, anche, dopo la morte.

FONTE: Corriere.it


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L'ex naufraga spiega ad Oggi: "Al tramonto mi cadeva addosso un malessere fortissimo. Mi sentivo sola, non riuscivo più a ricordare i volti familiari. Allora andavo a nuotare al largo per piangere in pace, senza telecamere. Ma ora sono tornata: con la coscienza a posto, solo più consapevole della mia identità e della mia forza"

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FONTE: Gazzetta.it

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Libreria HELLAS! La storia gialloblù da leggere (e conservare)

Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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