HELLAS VERONA NEWS: La replica di Giovanni Battista LANCINI, alle accuse del conte Pietro ARVEDI, ai microfoni di Radio Verona

Su Radio Verona le parole di Giovanni Battista LANCINI, imprenditore bresciano nel campo dell'immobiliare, tirato in ballo da alcuni organi di informazione, quale iscritto nel registro degli indagati, in merito alla vicenda dei 5 milioni falsi ricevuti da Pietro ARVEDI nei giorni scorsi e denunciati immediatamente alla procura della repubblica di Verona nella persona del dr. Guido PAPALIA
Ieri sera a Fuorigioco, Alessandro De Pietro ha dato ampio spazio alle parole di Giovanni Battista LANCINI, che a suo tempo si era mosso, insieme ad altri imprenditori per acquistare la proprietà dell'Hellas Verona Football Club. Alle 18.54, e-mail a Radio Verona da parte dello studio di avvocati Vescia-Bona (difensori dell'imprenditore bresciano) in cui si smentivano tutte le notizie apparse sui mezzi di stampa in merito all'iscrizione di LANCINI sul registro degli indagati per l'inchiesta in corso, alla procura di Verona, sui 5 milioni di Euro falsi che il conte D'EMILEI avrebbe ricevuto, come anticipo d'aquisto della società di calcio di cui è proprietario. L'immobiliarista bresciano, che si vocifera essere tra gli indagati da Guido PAPALIA procuratore capo di Verona, per una presunta offerta di soldi falsi a Pietro ARVEDI, quale caparra per l'affare suddetto, ha risposto alle numerose domande poste dai tifosi e dal conduttore ribadendo che:
- Non ha preso l'Hellas Verona a causa della situazione debitoria grave in cui la società versa attualmente
- Lui ed il suo gruppo avevano progetti seri nel caso in cui l'affare fosse andato in porto (Serie A in 4 anni) e che la solidità di questa cordata garantiva 800 milioni di Euro l'anno derivanti dalle varie attività imprenditoriali
- Il motivo principale di acquisto del Verona, da parte del gruppo bresciano, non era l'interesse sportivo per la squadra ma invece il business economico derivante dal progetto stadio ed i terreni di Pietro ARVEDI vicini al lago di Garda.

In tutto questo, una voce molto inquietante circola negli ambienti d'informazione: l'ex proprietario dell'Hellas Verona, Gianbattista PASTORELLO, sarebbe in possesso di una procura per vendere la società scaligera.

Ma partiamo dalla mail delle 18:54, firmata dall'avvocato Aronne Bona (studio Vescia-Bona) che recita:
Faccio seguito alla telefonata di oggi pomeriggio che francamente mi aveva colto impreparato sono stato in tribunale tutta mattina, non avevo letto i giornali, ho visto ora i vari articoli sui quotidiani anche nazionali e, per conto del signor Giovanni Battista LANCINI devo chiarire quanto segue:

1. Il signor LANCINI ha sentito in più occasioni ed anche in mia presenza il signor ARVEDI, al fine di valutare un possibile intervento nella società; ovviamente la trattativa peraltro svolta dal sig. LANCINI anche in rappresentanza di altre persone che formavano un gruppo d'imprenditori interessati all'acquisto, era del tutto riservata e anche gli articoli apparsi tempo fa dovettero essere smentiti in quanto la suddetta trattativa era ancora in alto mare.
2. Si sono succeduti poi vari incontri anche alla presenza dell'avvocato Umberto Guerini di Bologna, legale del conte, costui anzi, ancora il 25 Febbraio, ebbe ad inviare un SMS a LANCINI invitandolo ad un prossimo incontro Mercoledì o Giovedì alle 15.30.

Le esternazioni del conte ARVEDI paiono del tutto assurde ed evidentemente frutto di un'effettiva difficoltà del presidente a giustificare l'attuale e gravissima situazione della società sportiva culminata con le dimissioni di Giovanni GALLI, dichiarazioni che oltretutto sono state poi ritrattate per tacere del fatto che nemmeno si spiega a quale titolo sarebbero state poi corrisposte tali rilevantissime somme. E' chiaro che, malgrado la personale simpatia per il conte, per la consapevolezza che probabilmente il tutto è stato generato dall'impossibilità delllo stesso conte di gestire una situazione catastrofica, dovrà essere a questo punto presentatauna denunzia per diffamazione e/o calunnia con ovvia riserva di quantificare i danni relativi.


Questo quanto scrive il legale difensore dell'imprenditore bresciano al telefono ora insieme ad Alessandro De Pietro e tutti i tifosi in ascolto, allora LANCINI conferma questa mail? Ci spiega un po' la sua verità? "La verità semplicissima è che io ed il conte ci siamo seduti ad un tavolo per una trattativa di lavori e poi l'acquisizione della società di calcio" un attimo - interviene bravamente il conduttore - lei dice E POI la società di calcio quindi forse lei era più interessato al business sui terreni del conte... "Beh.. Si siceramente a noi all'inizio era stato prospettato che" continua LANCINI "c'erano degli appalti da fare sulle proprietà del conte per degli importi rilevanti di lavoro e poi la nuova costruzione dello stadio però, per fare questo, si sarebbe dovuti passare per l'acquisto e la riqualifica del Verona Calcio" e poi cos'è successo? "E' successo che noi con i nostri professionisti avevamo chiesto al conte di consegnare tutta la documentazione riguardante la società Hellas Verona, la costruzione del nuovo stadio ed eventuali lavori da fare sulle proprietà del conte. Questi documenti sono arrivati un po' a singhiozzo, mai completamente e comunque non rispettavano quanto si era accordato; fra l'altro noi siamo in possesso di documentazione scritta e consegnata da ARVEDI, nella quale una società di revisione dei conti, dichiarava al proprietario dell'Hellas Verona di non potersi prendere la responsabilità dell'eventuale bilancio perchè i riscontri, che la società stessa aveva richiesto per controllare l'Hellas, non erano stati mai forniti interamente".

Giovanni Battista LANCINI, risulterebbe sul registro degli indagati dal procuratore di Verona Guido PAPALIA, per la denuncia effettuata a Dicembre dal conte Pietro ARVEDI, a proposito di un pagamento di 5 milioni di Euro falsi a lui destinati; ride di gusto l'imprenditore bresciano e aggiunge "Guardi ho avuto anche io questa notizia dai giornali stamane: sono arrabbiato ma d'altra parte mi viene anche da ridere perchè ho la coscienza a posto... Voglio dire ho il massimo rispetto per il conte che è una persona anziana però scaricare sugli altri problemi che sono solo suoi mi sembra un po' pesante anche perchè, a Novembre, per ARVEDI, l'affare era già concluso ma, se quattro chiacchiere fatte ad un tavolo d'osteria vi sembra una cosa già fatta, per me non è così ed io non ho mai firmato niente".

Ma quel 19 Dicembre in cui Pietro ARVEDI comunicò ai media che per lui quello era l'ultimo giorno da presidente del Verona era così oppure no? "Per me è come quando aveva detto che LANCINI aveva comprato il Verona..." ride ancora Giovanni Battista, evidentemente rilassato e sembrerebbe comunque per nulla preoccupato dalla denuncia del conte "Ma il documento firmato, quello fra il signor Corridori Claudio, che faceva parte della cordata interessata all'operazione, ed il conte ARVEDI, io non ce l'ho, forse l'avranno loro; io ero presente solo alle riunioni..." ma in che data - domanda De Pietro - tutto si è fermato? Quand'è che lei ha detto basta? "Io ho detto no quando, ad un certo punto, noi abbiamo specificato di non voler comprare le quote della società di calcio ma tutto il ramo d'azienda composto da giocatori, marchio e tutto quanto, pagando davanti ad un notaio con operazioni bancarie registrate, tranquille e trasparenti per una cifra di 9 milioni e 900 mila Euro più altri 2 milioni di Euro per un altro appalto conseguente... Insomma si parlava di quasi 12 milioni di Euro e poi invece abbiamo scoperto che la sede di Corte Pancaldo è gravata da un leasing e che esiste un debito verso l'ente erariale di Verona di circa 3/4 milioni di Euro e ci sono poi delle altre situazioni con la federazione. Il 4 Dicembre, giorno in cui dovevamo chiudere l'affare, il conte ci forniva una proroga perchè ancora non avevamo ricevuto tutta la documentazione richiesta; per cui abbiamo ribadito il nostro interessamento ma a fronte di una fidejussione che avesse garantito i nostri soldi e che ci proteggesse da future richieste dell'ente erariale e quant'altro; detto questo so per certo che i giocatori sono sempre stati pagati regolarmente".

Marco interviene al telefono e, precisando che da parte del conte non ci sono stati nomi e che i nomi sono saltati fuori da altre fonti (e purtroppo come succede spesso in Italia, ancora prima che la procura prenda posizioni ufficiali), si dice molto contento ch il gruppo di LANCINI non sia riuscito ad acquistare l'Hellas perchè è evidente che, dal punto di vista meramente sportivo, per voi il rilancio della squadra era una sorta di obbligo maldigerito e quindi ne facevamo volentieri a meno; detto questo le ricordo - e a questo punto ho messo giù il telefono perchè Marco fà la domanda che anche io volevo fare - lei stesso aveva confermato l'acquisto dell'Hellas ad un certo punto o no? - Il tifoso si riferisce probabilmente a quella frase raccolta da Radio Verona, e detta da LANCINI, all'uscita da una delle ultime riunioni a casa del conte ed in cui Giovanni Battista (curioso come questo nome per il Verona porti ad una serie di brutti ricordi vero PASTORELLO?) diceva testualmente di aver finalmente acquistato l'Hellas!!! Quindi, ammesso e non concesso che il conte sia un vecchio rimbambito, bisognarebbe ammettere che è stato circondato da gente che lo è stata almeno altrettanto... "Il tifoso ha ragione" risponde l'immobiliarista bresciano "avevamo confermato perchè i tempi erano stati messi sulla carta perciò l'interesse c'era ed eravamo in trattativa" veramente quello che Giovanni Battista confermò fu molto più di una semplice trattativa, quella sera parlò ufficialmente di acquisto "il problema è che non si sono verificati quei punti che erano condizione necessaria per chiudere il discorso". Però quando ha fatto quelle dichiarazioni - chiede il conduttore - sapevate della situazione debitoria del Verona? "" conferma LANCINI "ma solo in parte perchè c'era stata dichiarata una cosa ed invece la situazione reale era un'altra... Poi, ha detto bene Marco, noi eravamo un gruppo composto da bresciani, bergamaschi e milanesi quindi non eravamo interessati più che tanto ai risultati sportivi dell'Hellas però sono venuto al Bentegodi una volta e sono rimasto davvero impressionato dal calore dei tifosi della curva, tanto è vero che dissi subito al conte che le cose andavano fatte nel modo giusto perchè questi 10.000 tifosi domani mattina ci fanno un mazzo grande come una casa se non rispettiamo determinate cose" ci può giurare signor LANCINI!

E' il turno di Christian: reputo LANCINI una persona seria, date le cose che stà dicendo e sono molto deluso dal conte perciò, dopo aver fatto l'abbonamento e aver vissuto questa tremenda stagione, non mi meraviglio più di niente, spero solo che il conte si metta una mano sul cuore... Falliamo e ricominciamo perchè non se ne può davvero più... "Quando abbiamo parlato col conte noi abbiamo specificato subito di essere degli imprenditori interessati alle operazioni immobiliari; ARVEDI ci ha guardato e ci ha detto 'Benissimo! Cominciamo a definire il discorso Hellas Verona...' io gli ho fatto presente che nessuno gli aveva ordinato di farsi carico della squdra di calcio della sua città ma che tuttavia, se credeva così ciecamente nel progetto Hellas, avrebbe fatto meglio vendere 10 ettari della sua costosissima proprietà e ad investirli in essa; un domani, col Verona rivalutato, avrebbe potuto riaverli con gli interessi vendendo la società alle persone giuste... E' inutile dire io sono un tifoso, io amo il Verona, io sono un appassionato, io l'ho fatto perchè io l'ho fatto per come... Il problema è uno solo: questo signore qui ha preso la società in un certo modo e per ripianarla ha venduto tutto e la ripianata... Anche Giovanni GALLI disse che sarebbe entrato solo se il conte avesse venduto a gente competente" dev'essere la riunione di cui GALLI riferiva qualche giorno fa sempre a questi microfoni "con degli interlocutori validi e seri, meglio se numerosi in maniera che, quand'anche ne fosse venuto a mancare uno, gli altri si sarebbero fatti carico delle cose... Inoltre GALLI disse di voler aiutare il conte ma, sulle basi della situazione societaria e per il fatto che ARVEDI era solo, voleva firmare solo un contratto di qualche mese per vedere come sarebbe andata, nulla più, così disse l'ex portiere della Nazionale e aggiunse 'Io ho un bel contratto in Mediaset, perchè dovrei venire qui a rischiare la faccia?'" interessante quest'ultima frase... Giovanni GALLI in qualche modo deve aver cambiato idea se, in seguito, firmò un contratto di due anni, sarei curioso di assistere ad un confronto fra l'ex diesse e l'imprenditore bresciano: Ma come!!! Giovanni GALLI non aveva detto di credere fermamente nel 'Progetto Verona'? Allora dove stà la verità? Boh... Tanto alla fine finisce sempre a tarallucci e vino, in barba ai sentimenti degli appassionati di calcio...

LANCINI vorrebbe andarsene ma De Pietro riesce a trattenerlo ancora per qualche minuto per rispondere ai butèi, è il turno di Massimiliano che fa i complimenti all'interlocutore perchè parla chiaro e sopratutto mette la faccia direttamente poi chiede: i debiti dell'Hellas ammontano 'solo' ai 3/4 milioni di cui lei ha parlato o ci sono delle altre problematiche dietro? E poi, se il verona fallisse e si dovesse ripartire da zero, la sua cordata sarebbe ancora interessata all'acquisto? "I debiti sono quelli dell'erario più altri nelle scritture contabili" non riesce ad essere più chiaro di così LANCINI, esita un po' e viene infine 'salvato' dal conduttore che gli chiede della seconda domanda "Noi come imprenditori busseremmo ancora volentieri al tribunale di Verona in associazione con qualche imprenditore veronese, serio, affidabile e discreto" De Pietro chiede inutilmente qualche nome "Le posso dire solo che sono vostri concittadini e persone molto corrette... E volevo ribadirle che io sono rimasto davvero impressionato dalla quantità di tifosi che segue l'Hellas, dalla loro passione... Io le dico la verità, da bresciano, non ho mai visto una cosa del genere, mi creda ne in Serie C ne in Serie B e rare volte in Serie A" ripeterà spesso questo concetto LANCINI, evidentemente vuole far breccia nel cuore dei tifosi scaligeri, non si sa mai...

Giorgio vorrebbe sapere: quali erano i suoi programmi per il Verona? E acquisterebbe l'Hellas indipendentemente dal fallimento? "Allora... Il programma era serio, studiato e preparato con persone tecniche del calcio... Giovanni GALLI aveva fatto un ottimo studio e quando si era seduto al tavolo..." Era venuto grazie a voi Giovanni GALLI? interrompe e chiede il conduttore facendo una domanda che avrei fatto anche io "Era venuto grazie ad una persona intermedia" risponde l'immobiliarista "un mediatore di Verona che ha unito un po' tutti noi, comunque GALLI non aveva promesso niente più che la salvezza quest'anno per poi guardare all'anno prosimo in una maniera diversa e, nell'arco di due anni, portare la Serie B per poi arrivare alla Serie A in quattro anni... Insomma aveva un piano, un progetto fatto seguendo le partite, le situazioni, eccetera... Secondo me il problema del conte è che sarà anche un buon tifoso ma quando si ha una squadra di calcio bisogna gestire i soldi se no è inutile avere una squadra di calcio; sopratutto attualmente, in cui sappiamo che le società di calcio sono tutte in perdita"... Eh sì, proprio per questo è così difficile tornare ai palcoscenici che ci spetterebbero: soldi ne girano pochi e nessun imprenditore con un po' di cervello investirebbe tutto solamente nel calcio, sopratutto da solo e sopratutto in una piazza come la nostra dove, diciamolo chiaramente, non si è mai contenti! Quando arrivano le finanziarie c'è sempre gente poco chiara dietro, poi arrivano imprenditori 'seri' ma non sono di Verona, poi arriva gente di Verona ma è incompetente, poi arriva altra gente ma ci vuole solo guadagnare... Insomma VERONA non è una piazza facile ed i suoi tifosi non hanno una buona nomea, aldilà delle loro colpe che pur ci sono... "Insomma" continua LANCINI "ARVEDI non ha ancora capito che dovrebbe vendere le sue proprietà ed investirle in un qualcosa in cui crede se ci crede, tanto, con tutto quello che gli rimarrebbe, potrebbero vivere 100 famiglie". Trovo perlomeno inelegante quest'ultima considerazione dell'imprenditore lombardo: facile fare i conti in tasca agli altri...

Qual'è l'ammontare annuo del suo business e la sua solidità economica? chiede De Pietro "La cordata in sè era un gruppo che superava gli 800 milioni di Euro all'anno per fatturato senza contare poi i patrimoni personali di ogniuno perciò da parte nostra c'erano tutte le intenzioni di chiudere col conte e presentarci nel modo giusto... Le dirò di più: il presidente avrebbe dovuto essere un veronese" mi dice chi sarebbe stato? chiede il conduttore "Guardi mi dispiace ma sono una persona discreta e quindi non mi sembrerebbe corretto fare nomi ma era un importante imprenditore veronese, una persona seria e vorrei fare un ultimo sfogo al conte: se ama veramente la sua città si sieda, si guardi allo specchio e faccia una riflessione importante mettendo da parte l'orgoglio perchè quei tifosi" e qui parte un'altra filippica che vi risparmio su quanto è rimasto impressionato dalla curva "lo meritano davvero"...

LANCINI vuole andare ma gli ascoltatori sono un fiume in piena, Bruno: io ho ascoltato LANCINI ma mi sembra di aver notato un po' di ipocrisia, con un LANCINI che, come ai tempi di CHIAMPAN, non aspetta altro che il fallimento della società... Perchè, invece di invitare ARVEDI a tirare fuori i soldi, i soldi non li tira fuori lui? "Guardi secondo me le aziende devono essere salvate non messe al fallimento ma tratare col conte non è per niente semplice, non è che si mettono davanti i legali e poi si prosegue come solitamente si fa in questi casi, lui è una persona totalitaria, cioè 'Sono io che decido, sono io che faccio, se vi va bene è così se no vai fuori dalla porta, vai via che io la squadra a te non la dò', con espressioni proprio di questo tipo capite?".

Arriva un fax dallo studio di avvocati BUSSINELLO-BOTTICINI che ritengono doveroso, per rispetto alla città di Verona e ai suoi tifosi, precisare che: da Gennaio, come procuratori a capo di un gruppo d'imprenditori hanno preso contatti e poi avviato trattative per rilervare quote sociali della società HELLAS VERONA. Tali trattative sono fallite per ragioni non dipendenti dal gruppo che rappresentavano e che comunque nulla hanno a che vedere con le recenti notizie che hanno preso tutti contromano "Questo studio di avvocati conferma quanto le ho detto fin'ora" commenta LANCINI "Il conte è una persona intrattabile e alla fine si saranno accorti anche loro come noi che non si poteva continuare nelle trattative... Comunque io Lunedì andrò alla Procura della Repubblica a presentare una denuncia/querela contro il presidente ARVEDI e le sue varie situazioni, mi dispiace per i tifosi per tutto quello che sta succedendo ma ribadisco: il conte è una persona intrattabile".

Questo quanto detto da Giovanni Battista LANCINI, il resto giudicatelo voi, alla prossima.

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